Una giornata alla Camera dei Deputati per la presentazione del Primo Manuale di Criminologia del Fenomeno settario
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Il progetto del Manuale è nato a seguito del Primo Corso di Criminologia per Esperti di Sette e Psicosette voluto ed ideato dal Centro Studi Criminologici di Viterbo. Un corso di Alta Formazione che ha visto alternarsi professionisti del settore giuridico e psicologico e Forze dell'Ordine nello spiegare le dinamiche di un fenomeno tanto diffuso, quanto poco conosciuto. Ho partecipato a questa formazione sia come docente che come Coordinatrice Scientifica e oltre a offrire le mie conoscenze, ne ho acquisite tante altre.
E' inutile dire che questi traguardi mi riempiono di orgoglio, non tanto per il risultato in sè, quanto per la possibilità di parlare di un fenomeno così complesso e sfaccettato come quello delle sette, ad ogni livello: dall'ambito accademico al grande pubblico.
E' questa la vera soddisfazione: rendere accessibile, comprensibile e condivisibile una realtà che spesso rimane confinata in nicche o fraintesa.
A tutto questo si aggiunge un dato fondamentale: più se ne parla in sedi diverse, più cresce la possibilità di arginare il fenomeno, nonostante coloro che attaccano chi si occupa di queste tematiche con serietà.
Ieri, mentre ero in Aula, alla Camera dei Deputati, davanti ad un pubblico attento e numeroso, a parlare in modo puntuale e scientifico di un fenomeno complesso, mi venivano in mente le parole di chi, da sempre, tenta di farmi vacillare. Questo manipolo di personaggi e personaggetti dell'avanspettacolo mi ha definita "il nulla tinelliano", mi ha negato un curriculum adeguato, pubblicazioni e traguardi nazionali che sono sotto gli occhi di tutti. Vedere tutto ciò che ho fatto ad oggi stride fortemente con questi tentativi di sminuirmi.
Ma si va avanti. Ci sono ancora progetti in corso, e prima o poi queste persone dovranno rassegnarsi ad un fatto semplice: mentre io costruisco, loro, nel tentativo di distruggere, restano invischiati in una vita che non decolla mai.
Di seguito alcune foto della giornata e una parte del mio discorso.



"Gentili Signore e Signori,
è con grande onore e senso di responsabilità che partecipo oggi, in questa prestigiosa sede, alla presentazione de 'Il Primo Manuale di Criminologia del Fenomeno settario. Omicidi rituali e crimini contro il patrimonio' un’opera che nasce dall’urgenza di definire scientificamente un fenomeno complesso, spesso sottovalutato o frainteso e che rappresenta una concreta minaccia per la libertà individuale, la coesione sociale e la democrazia,
Mi preme, prima di tutto, esprimere un sentito e profondo ringraziamento all’Onorevole Stefania Ascari per il suo impegno politico e civile nella sensibilizzazione sul fenomeno settario. Ella da anni ormai si dedica con determinazione presso gli organi di governo per sollecitare l’istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare. Il suo lavoro, caratterizzato anche da interrogazioni parlamentari ha contribuito a portare all’attenzione delle istituzioni politiche la questione dei diritti dei sopravvissuti violati da diversi gruppi controversi che sono presenti in Italia e che si insinuano agevolmente nelle istituzioni, soprattutto quelle scolastiche. Ella rappresenta un punto di riferimento fondamentale per chi, come noi, crede nella necessità di affrontare il fenomeno settario con strumenti scientifici e politici adeguati. E non è scontato che accada.
Il ringraziamento va anche ai miei compagni di viaggio, la Dottoressa Sharon Angelucci e il Dottor Giancarlo Piccolo, giovani preparati e appassionati che hanno contribuito con riflessioni e studi di notevole livello. Grazie anche alla Direttrice Scientifica del Centro Studi di Criminologia, Dottoressa Rita Giorgi e alla casa editrice che ha accolto il progetto.
Il manuale si basa su una rigorosa analisi delle definizioni e delle ricerche condotte da accademici e studiosi internazionali, che da decenni si occupano dello studio delle dinamiche settarie sotto il profilo criminologico, psicologico e giuridico.
Ricordiamo tra questi Singer, Lifton, Langone, Hassan, Lalich, per citarne alcuni.
L’opera non si limita ad una mera traduzione di concetti, ma adatta ed integra queste analisi nel contesto italiano, dove il fenomeno assume caratteristiche specifiche, spesso legate alla cultura locale e alle dinamiche sociali.
Nonostante il Consiglio d’Europa abbia più volte esortato con delle Raccomandazioni gli Stati Membri a occuparsi attivamente del fenomeno settario, istituendo osservatori nazionali e attivando politiche preventive, in Italia la risposta continua ad essere lenta e frammentaria, quando inesistene e inefficace.
Le ragioni di tutto questo sono molteplici.
Per esempio c'è chi sostiene la mancanza di una chiara e condivisa definizione giuridica.
Il fenomeno è sottovalutato, spesso considerato marginale o confinato a casi isolati.
C’è difficoltà nel riconoscere le dinamiche settarie, che si mascherano dietro facciate apparentemente innocue. Si pensi a quelle realtà che entrano nelle scuole con progetti apparentemente utili, ma che nascondono metodi e propositi predatori.
In questi anni e in questo vuoto, le associazioni di vittime e di contrasto hanno svolto un ruolo fondamentale, ma la loro azione, seppur lodevole, è spesso limitata da risorse scarse, attacchi di tali gruppi e dei loro sostenitori e da una mancanza di sostegno istituzionale. Cito alcune di queste associazioni sempre in prima linea a tutela dei sopravvissuti, malgrado tutto: CeSAP - Centro Studi Abusi Psicologici, Favis - Associazione Familiari Vittime di Sette, La Pulce nell'Orecchio, SOS Abusi Psicologici, SOS Antiplagio.
Oggi non conosciamo il numero esatto dei gruppi settari presenti in Italia, ma sebbene la letteratura scientifica, pur con sfumature lievi nella definizione univoca della parola setta, evidenzia con forza alcuni elementi ricorrenti che abbiamo riportato nel manuale.
Una setta possiede una struttura gerarchica e un leader carismatico che ne detta ideologie e regole. La setta incoraggia i membri all’isolamento, a tagliare i legami con la famiglia e con gli amici e il gruppo ha il ruolo di controllare ciascun adepto affichè si radicalizzi. La dottrina promossa è pari alla verità assoluta e il dubbio e la critica vengono scoraggiate.
Il clima è caratterizzato da paura, sensi di colpa, induzione di un pensiero dicotomico, sfruttamento economico e lavorativo degli adepti e cambio forzato della propria identità.
La setta danneggia costantemente l’individuo, pur dandogli l’illusione di appartenere ad una delle esperienze più belle della sua vita.
La nostra associazione, il CeSAP, pur non potendo stimare il numero preciso di questo tipo di realtà nel nostro Paese, riceve decine di richieste di aiuto alla settimana di persone che hanno avuto direttamente o indirettamente un esperienza settaria. Attualmente stiamo seguendo ben 7 procedimenti legati all’opera illecita di alcuni gruppi. E, purtroppo, il vuoto legislativo sulla manipolazione mentale o influenza indebita, non sempre garantisce che tutti i gruppi o le attività illegali vengano effettivamente perseguiti o monitorati.
Auspichiamo che questo libro diventi pertanto una bussola che aiuti a tradurre in azione concreta quanto ben specificato scientificamente".



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