Perché distinguiamo tra cluster suicidari e patti suicidari
- 4 giorni fa
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È importante classificare correttamente i cluster suicidari e i patti
Traduzione di Lorita Tinelli

Il 1° febbraio 2026, un uomo vicino a Ivaylo Kalushev ricevette da lui un messaggio: «Addio, amico, siamo molto stanchi e non abbiamo più forze». Il giorno successivo, la polizia trovò i corpi di tre uomini di mezza età nel rifugio andato a fuoco di Kalushev, nella Bulgaria occidentale.
Kalushev non era tra loro, ma tutti e tre erano membri del suo gruppo non profit di pattugliamento forestale, la National Protected Areas Control Agency. I deceduti presentavano ferite da arma da fuoco alla testa, non vi erano segni di colluttazione e il DNA sulle armi utilizzate apparteneva alle vittime stesse. Questo faceva apparire l’episodio come un patto suicidario, ovvero un accordo reciproco per porre fine insieme alle proprie vite.
Le riprese delle telecamere di sicurezza del giorno precedente mostravano questi uomini insieme a Kalushev e ad altre due persone — un giovane uomo e un ragazzo adolescente. Sembravano salutarsi per l’ultima volta. Kalushev e gli altri due si allontanarono a bordo di un camper. Secondo alcune ricostruzioni, le immagini mostravano i tre uomini rimasti entrare nel rifugio e appiccare l’incendio.
La polizia avviò le ricerche di Kalushev, fondatore del gruppo. Sei giorni dopo, venne individuato il suo veicolo parcheggiato lungo una strada a circa 80 chilometri dal rifugio. Kalushev, trovato morto all’interno, avrebbe ucciso gli altri due prima di togliersi la vita.
Secondo un rapporto del Ministero dell’Interno, all’interno del gruppo erano emerse accuse di abusi sessuali e sfruttamento di minori.
Sono state avanzate diverse teorie su quanto accaduto e sulle motivazioni, ma questi episodi di suicidio e omicidio collegati ricordano, per certi aspetti, quanto avvenne nell’Ordine del Tempio Solare nel 1994. In Québec, un incendio in un condominio attirò i vigili del fuoco, che trovarono cinque corpi all’interno. L’edificio apparteneva a Jo Di Mambro, 69 anni, fondatore e co-leader della setta del Tempio Solare. Le vittime erano membri del gruppo.
Il giorno successivo, un incendio scoppiò in una fattoria a Cheiry, in Svizzera. Il proprietario fu trovato ucciso con un colpo d’arma da fuoco, con un sacchetto di plastica sulla testa. In un’altra stanza, adornata con tappeti e drappi cremisi, vi erano 18 corpi vestiti con abiti cerimoniali e disposti attorno a un altare come i raggi di una ruota. Tutti erano membri del Tempio Solare, così come i 25 corpi rinvenuti a circa 160 chilometri di distanza in tre chalet adiacenti, predisposti per essere incendiati. Dopo le autopsie, un magistrato dichiarò che 15 vittime si erano chiaramente tolte la vita, mentre le altre erano state uccise, forse con il loro consenso.
Sembra che fosse stata avviata un’indagine per frode nei confronti dei leader della setta, circostanza che avrebbe innescato la loro decisione di “incontrarsi spiritualmente” su un altro pianeta. Il fuoco avrebbe facilitato la loro transizione. I membri erano stati preparati in anticipo attraverso un patto suicidario. Due episodi collegati, nel 1995 e nel 1997, portarono il numero totale delle vittime a 74.
Cluster suicidari vs suicidi settari: perché la distinzione è importante
Queste morti sono considerate suicidi settari, caratterizzati da accordi e direttive condivise. Ciò li distingue dai cluster suicidari, termine riservato a comportamenti imitativi o di contagio, in cui un suicidio iniziale induce altre persone vulnerabili a emularlo.
I “cluster di massa” possono verificarsi come risposta culturale diffusa (ad esempio, dopo il suicidio di una celebrità), mentre i “cluster puntuali” sono localizzati.
Negli Stati Uniti, circa il 5% dei suicidi avviene all’interno di un cluster, prevalentemente tra adolescenti e studenti universitari. In questi casi non esiste alcun patto e spesso chi imita non conosceva la persona che ha dato origine al fenomeno.
La distinzione è rilevante perché i cluster imitativi possono essere previsti e prevenuti, se le comunità adottano misure adeguate. Molti di coloro che sono spinti a ripetere tali atti non comprendono pienamente le proprie motivazioni, ma il loro stato mentale e la loro reazione al suicidio iniziale possono segnalare la necessità di un intervento.
Al contrario, i suicidi settari o i patti suicidari sono per lo più segreti e quindi difficilmente individuabili prima che sia troppo tardi.
Nei casi in cui un suicidio riceve ampia copertura mediatica, o quando gli adolescenti creano memoriali online per amici deceduti, genitori e insegnanti dovrebbero mantenere alta la vigilanza. La visibilità mediatica sembra infatti avere un’influenza significativa.
Uno studio di simulazione condotto su 1.000 “residenti” digitali di una comunità basata su valori ha introdotto il suicidio di una celebrità insieme alla relativa copertura mediatica. I “cittadini” hanno mostrato un tasso di suicidio simile a quello osservato nelle società reali. Al contrario, una copertura mediatica limitata o attenuata, in linea con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sembra contribuire a ridurre i suicidi per imitazione.
Esistono anche altri metodi di intervento, ma il punto qui è mantenere chiarezza terminologica. Ho visto gli episodi avvenuti in Bulgaria essere definiti come un cluster, ma a mio avviso il comportamento appare più simile a un patto.
I cluster rappresentano una problematica di comunità, mentre i patti influenzati da dinamiche settarie presentano una natura diversa e richiedono un tipo di intervento distinto: i membri sopravvissuti possono essere trattati, ma il loro assetto ideologico richiede competenze specifiche nella psicologia delle sette.


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