Costellazioni familiari: l’Ordine degli Psicologi prende una posizione chiara


Nel mio blog ho più volte affrontato la tematica delle costellazioni familiari, un argomento che, purtroppo, continua a essere proposto come metodo terapeutico valido da alcuni professionisti.
Finalmente, pochi giorni fa il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha preso una posizione netta e definitiva, confermando ciò che da tempo denuncio: le costellazioni familiari non hanno alcuna validazione scientifica.
La posizione ufficiale del CNOP
In una risposta (Prot. n. 26002070 del 10/09/2026), ad una utente che ha segnalato colleghi che usavano tale metodo, il CNOP ha ribadito che:
«Allo stato attuale della letteratura scientifica internazionale, le costellazioni familiari non dispongono di una validazione empirica riconosciuta dalla comunità scientifica».
Non solo: le revisioni sistematiche disponibili evidenziano che gli studi su questa pratica sono di qualità metodologica bassa, con campioni ridotti, assenza di gruppi di controllo adeguati e un livello di certezza dell’evidenza classificata come «molto bassa» secondo i criteri GRADE.
Ma non è tutto. I fondamenti teorici su cui si basano le costellazioni familiari — come il «campo morfogenico», il «campo akashico della fisica quantistica» o il concetto di «anima della stirpe» — non trovano alcuna conferma nella letteratura scientifica e sono considerati affermazioni pseudoscientifiche.
Le conseguenze per gli psicologi
Il CNOP ha sottolineato che presentare queste pratiche come metodologie clinicamente fondate può configurare una violazione del Codice Deontologico degli Psicologi italiani, in particolare degli articoli 4, 5 e 8, che disciplinano la correttezza professionale, la competenza e la trasparenza verso i pazienti.
Per questo motivo, i nominativi dei professionisti segnalati sono stati inoltrati ai Consigli territoriali competenti per la verifica di eventuali profili di responsabilità disciplinare.
Un passo avanti importante
Questa presa di posizione è fondamentale per tutelare sia i pazienti che la professione dello psicologo. Da anni, infatti, si assistono a abusi e mistificazioni da parte di operatori che, pur non avendo alcuna formazione scientifica, propongono le costellazioni familiari come soluzione a problemi complessi, come traumi, depressione o conflitti familiari.
Come ho sempre sostenuto nel mio blog, la psicologia deve basarsi su evidenze scientifiche, non su credenze o pratiche esoteriche. La decisione del CNOP rappresenta quindi un segnale forte: la scienza non può essere sostituita da pseudoscienze, soprattutto quando si tratta di salute mentale.
Cosa fare ora?
Diffondere la notizia: Condividere questa posizione ufficiale può aiutare i pazienti a distinguere tra professionisti seri e ciarlatani.
Segnalare gli abusi: Se si incontrano psicologi che propongono le costellazioni familiari come terapia, è possibile segnalarli al CNOP o ai Consigli territoriali.
Informarsi: Affidarsi solo a metodi validati scientificamente, come le terapie cognitivo-comportamentali, la psicodinamica o l’EMDR.
Conclusione
La chiarezza del CNOP è un passo avanti fondamentale per la tutela della professione e dei pazienti. Da oggi, chi continua a proporre le costellazioni familiari come terapia non potrà più nascondersi dietro un’illusoria legittimità.
E io, dal mio piccolo, continuerò a parlarne nel mio blog, affinchè la verità scientifica non venga oscurata dalle mode o dalle credenze.


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