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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

sette

Rocco Politi è un ex testimone di Geova. Un anziano, per la precisione. Un ruolo ragguardevole, paragonabile al “vescovo” per i cattolici. Un giorno, però, sua nipote si ammala gravemente. Sarebbe necessaria una trasfusione di sangue per salvare la piccolina. Impossibile, però, all’interno dei Testimoni. Talmente impossibile che si preferisce la morte alla cura. E così accade: la piccolina muore. Un colpo tremendo per la famiglia Politi, che decide, con gran fatica, da uscire da quel mondo, un mondo in cui era nato, cresciuto, in cui aveva conosciuto la moglie e messo su famiglia. “Puoi immaginare – ci dice Rocco – lo shock una volta abbandonati i Testimoni di Geova. È come rinascere, ma essere impreparati alla vita vera”.

Una situazione, quella di Rocco, che purtroppo colpisce tanti. E non a caso l’impegno oggi di Politi è dedito all’assistenza di tutti coloro che chiedono aiuto per uscire dal mondo dei Testimoni (che, per inciso, premono affinché nessuno li bolli come “setta”), con la sua associazione Quo Vadis. Basti questo: “Da quando abbiamo registrato Quo Vadis (nel luglio 2013, ndr) io ho ricevuto 120mila mail di richieste di aiuto, da tutto il mondo. Lo Stato, però, preferisce non intervenire”. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, come sia possibile che non ci sia il benché minimo controllo di tale fenomeno. Semplice: l’Italia non ha una legge ad hoc. “C’è un vuoto che non è colmato da nessun sistema”, sottolinea Pier Paolo Caselli, ex scientologist che, per la Chiesa di Ron Hubbard, ha versato 100mila euro (“e 70 non li ho più rivisti”). Peggio è andata a Maria Pia Gardini che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha dato a Scientology quasi 2 milioni di dollari. Una cifra esorbitante “per comperare dei corsi, per fare delle donazioni, perché io facendo Scientology sarei diventata superman o superwoman, non avrei più avuto malattie”. Oggi Pier Paolo cerca di prender spunto dalla sua vicenda, anche lui per rendersi in qualche modo utile agli altri. “Ho preso spunto dalla mia vicenda – ci racconta – per portare avanti, tramite il mio sito, un discorso di rafforzamento rispetto alle tematiche legate alla resilienza, quando ci sono importanti sfide da affrontare”.

STATO ASSENTE – Insomma, c’è tanto impegno nel mondo associazionistico, di soccorso alle vittime del mondo dell’occulto e ai loro familiari, ma resta il fatto – come da tempo denuncia anche Maurizio Alessandrini, fondatore dell’Associazione Familiari Vittime delle Sette – che manca un intervento deciso, da parte dello Stato.

Non a caso, la Fecris, la Federazione Europea dei Centri di Ricerca e di Informazione sulle Sette e i Culti, ha inviato una lettera a Matteo Renzi, ai ministri Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Angelino Alfano, Andrea Orlando e Paolo Gentiloni e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, esprimendo “forte preoccupazione e sconcerto per il mancato recepimento delle indicazioni contenute” in una Raccomandazione del Consiglio d’Europa (la numero 1412 del 1999) con la quale si intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione anche in ambito scolastico”. Peccato, però, che tale raccomandazione, nonostante vari solleciti e diversi interventi parlamentari, non sia mai stata recepita. Col risultato che in Italia manca, a differenza di come accade in Spagna o in Francia, il reato di plagio o manipolazione mentale.

L’ultimo tentativo di peso si è avuto nel 2005, quando un ddl sull’introduzione del reato di plagio è stato approvato dalla commissione Giustizia. Arrivato però in Aula a Palazzo Madama, dopo vari rinvii, è stato congelato, fino a scomparire dall’agenda politica. Anche in questa legislatura qualcuno ci ha riprovato. Come Pino Pisicchio che, il 15 marzo 2013, ha presentato una nuova proposta di legge, ma il ddl, però, non è mai stato nemmeno calendarizzato.

METODI MAFIOSI – Si spera, questa volta, che l’appello della Fecris vada a buon fine, dato che è l’ultimo di una serie interminabile. “Questa lettera – ci dice infatti la dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) – è fondamentale e sintetizza quanto denunciato da anni dalle nostre associazioni. Vi sono in Italia diverso gruppi che agiscono secondo modalità settarie, ma nessuna tutela legislativa per le vittime. Questo vuoto, assieme anche alla impreparazione dei giudici su questo argomento, finiscono per creare un doppio danno alle vittime che denunciano”. Ed è questa la ragione per cui, continua la Tinelli, “chi esce da un gruppo non denuncia. Un altro motivo è che si temono ritorsioni dei medesimi gruppi, che sguazzano nel vuoto legislativo, facendosi passare palesemente per le vere vittime della situazione, gridando spesso alla violazione della libertà di religione, ma agendo in modi similari ai contesti mafiosi, rovinando la reputazione di chi parla sino a commettere altri reati più gravi, quali l’effrazione di email, pedinamenti, molestie e a volte induzione al suicidio”.

GUERRA TRA ASSOCIAZIONI – Intanto, denuncia la Fecris nella sua lettera, “è da lungo tempo in corso una pressante e grave campagna di discredito delle associazioni italiane federate Fecris”, nonché della Sas, la Squadra Anti Sette della Polizia Italiana. Tale attività, peraltro, “mira a negare il fenomeno”. Domanda: chi è che sta portando avanti tal campagna, secondo la Fecris? La European Federation for Freedom of Belief (FoB), che ovviamente respinge puntualmente ogni accusa mossa dalle associazioni antisettarie e che si pregia di frequentare l’Osce (Office for Democratic Institutions and Human Rights), cui puntualmente ogni anno nella propria relazione illustra le ragioni per cui, a loro dire, andrebbero abolite la Squadra Anti Sette, CeSAP e tutti coloro che si occupano del mondo settario e di assistenza a vittime e familiari sconvolti da esperienze con le organizzazioni controverse.

La Fecris, però, a sua volta è impegnata a denunciare il fenomeno settario e i ripetuti tentativi di infiltrazione degli stessi apologeti dei culti in sedi istituzionali. Perché resta un fatto: chi troviamo all’interno della FoB? Lo dice la stessa Fecris: “l’associazione […] vede tra i suoi direttori e membri esponenti di rilievo di organizzazioni controverse come Scientology, Damanhur, Misa Yoga”. Per dire: il leader del Misa, Gregorian Bivolaru, è stato arrestato a febbraio. Era tra i 45 latitanti più pericolosi d’Europa. Insieme a Matteo Messina Denaro e Salah Abdeslam.

Tw: @CarmineGazzanni

Fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/da-scientology-ai-santoni-nel-silenzio-del-governo-le-sette-guadagnano-adepti-e-lo-stato-sta-a-guardare/

 

 

A pag 8 e 9 è possibile leggere l’intera intervista

ETTAsos

promuove il

III convegno annuale

Manipolazione mentale e sette pseudo-religiose (Mentalità criminale)

Porto Sant’Elpidio (Fm)
Villa Baruchello

Programma

ore 14:30 ritrovo dei partecipanti

ore 14:45 saluti delle personalità presenti, tra le quali Milena Sebastiani, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di PSE

ore 15:00 “I minori e le sette”, Antonio Marziale
Presidente dell’Osservatorio Nazionale dei Minori

ore 15:30 “L’influenza della religione sul diritto di famiglia e sulle violenze“, Elena Coccia
avvocato penalista, esperta in diritto di famiglia

ore 16:00 coffee break

ore 16:30 “Sette pseudo-religiose e psicosette“, Lorita Tinelli
presidentessa CeSAP, socia onoraria di ETTAsos, autrice del libro “Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova”

ore 17:00 “Mentalità criminale in famiglia (Scena e retroscena da un uxoricidio)”, Ferrari Giovanna
madre di Giulia (uccisa dal genero), autrice del libro “Per non dargliela vinta”

ore 17:30 “Manipolazione mentale e scrittura: Charles Manson e simili“, Alessandra Lumachelli
Presidentessa ETTAsos, autrice del libro “Distruggere il muro del silenzio”

ore 18:00 dibattito

ore 18:30 chiusura dei lavori e saluti

Evento GRATUITO e APERTO A TUTTI, ma solo su PRENOTAZIONE a: infoettasos@gmail.com

Col patrocinio del Comune di Porto Sant’Elpidio e del Comitato Pari Opportunità del Comune di Porto Sant’Elpidio

Richiesti patrocini a Ministero dell’Interno, Regione Marche, Ordine degli Avvocati di Fermo, Università di Macerata, Università di Camerino

 

Il Guru, la sua chiesa e i suoi insegnamenti hanno sempre ragione e la critica non è accettata.

In alcune sette, dove il  guru è morto, l’insegnamento rimane identico. Io uso la parola “guru” qui, ma in molte sette, il leader carismatico ha il titolo di ministro, sacerdote, yogi, swami, profeta, maestro spirituale o qualsiasi altro titolo che lo trasforma in un uomo saggio. Ma in ogni caso egli ha ragione.

 

 

Allo stesso modo, i suoi insegnamenti sono sempre veri, e quando muore, i suoi scritti diventano Scritture infallibili e insindacabili. La Chiesa del Guru ha sempre ragione, i suoi successori hanno sempre ragione, e tutto ciò che riguarda il culto è sempre vero … non importa cosa.

Jeffrey Masson ha scritto su falsi guru:

Ogni guru afferma di sapere qualcosa che non si può imparare da soli o attraverso i canali ordinari. Tutti i guru promettono l’accesso ad una realtà nascosta, se solo si seguono il loro insegnamento, si accetta la loro autorità e se si dà loro la vita. Alcune domande sono off limits. Ci sono cose che non si possono conoscere sul guru e sulla sua vita personale. Qualsiasi dubbio circa il guru è un riflesso della propria indegnità, o l’influenza di una forza esterna maligna. Più l’azione del guru è oscura, più probabile è che egli abbia ragione, venga amato. In definitiva non si può conoscere il guru, è necessario amarlo. Devi obbedire, devi umiliarti alla sua grandezza, fino a raggiungere il nucleo del gruppo e si può iniziare ad abusare gli altri come il vostro guru vi ha abusato. Tutto questo è nella natura stessa dell’essere  guru.” Mon Père ce Gourou , Jeffrey Masson, 1993, page 173.

 

La misura in cui si glorifica il leader di un culto è spesso assurda. L. Ron Hubbard, il leader di Scientology, è stato considerato come la persona più bella che sia mai esistita – in realtà, solo lui sarebbe stato la causa più grande del progresso umano per tutto il tempo, perché era stato “rigenerato” dalla vita dopo la vita, dalla reincarnazione, ancora e ancora una volta e ogni volta portando un’altra grande scoperta o procedendo nel progresso dell’umanità. Sembra che L. Ron Hubbard sia stato nelle sue reincarnazioni successive, la maggior parte di tutti gli uomini più grandi e famosi che siano mai vissuti  nel corso della storia umana.

 

Scientology ha pubblicato una serie di 20 libri – la serie “RON” – che esalta L. Ron Hubbard in tutti i suoi aspetti: RON il regista, RON il Master Marine, l’uditore RON, la filosofia dell’amministrazione di RON, RON l’avventuriero/esporatore, RON l’artista, RON il fotografo, RON lo scrittore, RON l’umanitario, RON l’orticoltore, RON il compositore, RON il Poeta / Lyricist, ecc … in realtà, quando Hubbard faceva qualcosa (come andare in  vela in estate), egli stesso si dichiarava maestro di questa arte  e ne approfittava per scrivere un libro …

 

Guardando al futuro

Nella maggior parte delle fotografie delle copertine, Hubbard guarda al cielo. Questo per dire che egli è un visionario spirituale, che è al di sopra preoccupazioni terrene mondane . Casualmente, sulla copertina del libro degli Hare Krishna (ISKCON) La scienza della Realizzazione del Sè, il guru AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada appare esattamente nello stesso posto e nella stessa posa.

 

 

E venne la perfezione

Per non essere da meno, la Chiesa dell’Unificazione sostiene che Sun Myung Moon e sua moglie sono “I genitori perfetti“, le uniche due persone perfette sul pianeta Terra. Così  Moon è il nuovo Messia inviato per finire il lavoro che Gesù Cristo non è riuscito a completare … Possiamo vedere che questo è un valore che ricorre tra i  guru (Moon, Hubbard e nuovi guru della New Age sono in realtà … perfetti ! ).

 

Tutto è costruito in modo che il leader del culto è la cosa più grande che possa esistere: “In definitiva, non si può vedere il guru, è necessario amarlo“.

 

Dubbi? (Aggiungere le questioni di Hassan, modificare e aggiungere la mia)

Se avete dubbi su un guru, si può semplicemente chiedere a un membro “il Maestro ha fatto alcuni errori nella costituzione  della organizzazione o nella formulazione della dottrina ?” . I veri credenti ti guarderanno con orrore e insisteranno che il guru non ha mai commesso un errore … Per  loro “L’idea è impensabile“. I principianti cominceranno a balbettare e i dubbiosi vi diranno di andare da un ex seguace.

 

Applicazione perfetta di lavoro

Tuttavia, essere considerati da un culto perfetti è un grande svantaggio per un guru. Anzi, deve agire in questo modo  o almeno fingere quando questo non è possibile. Essere accusati di aver rubato soldi o di aver violentato una persona  può minare la sua credibilità. Ma alcune sette fanno un lavoro intelligente intorno al guru affinchè ciò gli sia risparmiato. Così,il guru può essere il messaggero di un santo morto, un angelo, Gesù, la Vergine Maria. In questo modo il leader resta indubbiamente vero, perché dipende da un potere più alto e quindi il leader del culto può indulgere in tutti i piaceri della carne stessa senza creare una contraddizione. Dopo tutto  non ha mai detto che era perfetto, o più santo di chiunque altro. E’ un po’ più attento alle sfere superiori  e anche in grado di sentire la voce di un potere superiore  …

 

 

Naturalmente i messaggi che arrivano dipendono dai capricci del leader.

I membri del culto potrebbero pensare che sono incompetenti, deboli, stupidi, ignoranti, ma soprattutto pensano di essere peccatori. Essi sono regolarmente criticati, gli vengono indotti sentimenti di vergogna, vengono ridicolizzati, sminuiti e tutto questo si ripete in decine di forme diverse, quando il leader o i suoi compari pensano che non sono abbastanza allineati al movimento.

Questa caratteristica è talvolta espressa come infantilizzazione dei membri: essi si riferiscono al leader come “Padre” e  a loro come suoi “figli”.

I membri  inoltre ritengono che essi non sono in alcun modo qualificati per giudicare il guru o la sua chiesa. E, in caso di disaccordo, si applica la regola numero 1: il guru ha sempre ragione.

 

 

Inoltre, avere emozioni negative circa il culto o il suo leader è un “difetto” che deve essere corretto.

Un corollario a questa regola è la pratica di abbassare l’autostima attraverso una varietà di metodi:

- Gli anziani o i membri di rango superiore rimproverano i nuovi soci cspiegando che il loro lavoro e le loro attività spirituali non sono abbastanza buone. Ancora una volta  i neofiti saranno abusi (fisicamente o psicologicamente) dal guru e dai suoi seguaci, fino a raggiungere il livello appropriato che li farà comportare come gli anziani e infliggeranno agli altri ciò che essi stessi hanno subìto.

- Si tratta di una caratteristica universale dei culti è che, a parere del leader e degli anziani, i nuovi arrivati ​​non possono nemmeno pensare. Essi non sono abbastanza “formattati” o “non abbastanza spirituali“. Essi non sono stati membri abbastanza a lungo, non hanno pregato, cantato, meditato abbastanza a lungo  o che la loro disintossicazione (da droga e/o alcool) è troppo recente … ecc. In realtà, c’è sempre un motivo (e ci sarà sempre).

- I membri devono criticare e confessare tutti i loro peccati e tutti i loro difetti (al leader o agli anziani). Essi a volte devono anche impegnarsi in sessioni di auto-critica  o  di confessione pubblica. Questo tipo di pratica è utilizzata da tutti, sia dai gruppi maoisti ai cinesi comunisti ai pseudoculti cristiani.

A volte altri si auto-criticano in sessioni di “terapia di gruppo di tipo psicologico” .

D’après ORANGE,  traduction et modification par Christophe Jaming – Derive sectaire

Fonte: http://derive-sectaire.fr/fonctionnement-des-groupes-sectaires-1-le-gourou-a-toujours-raison/

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Manipolatori della mente: la “casta” di maghi e santoni

Proliferano in Italia sedicenti veggenti e guaritori. A cadere nella rete dei truffatori, milioni di persone fragili, ridotte sul lastrico da astute tecniche di ‘plagio’.

Fonte: dal web

Per il Fisco sono normali lavoratori autonomi, mentre la legge li considera “ciarlatani”. Non hanno un albo ufficiale, ma lo Stato gli concede la possibilità di “mettersi in regola”.

Il terreno ambiguo su cui si muovono in Italia sedicenti maghi, cartomanti e santoni, sembra alimentare quell’invisibilità del settore che vede il dilagare dell’evasione fiscale nel migliore dei casi e reati di truffa aggravata, circonvenzione di incapace o estorsione nel peggiore.

Le clamorose storie giudiziarie finite alla ribalta della cronaca, sono solo la punta dell’ice-birg di un fenomeno pervasivo, in continuo aumento e di difficile monitoraggio. L’Osservatorio del Telefono Antiplagio ha segnalato, infatti, che solo 4 cittadini su 100 denunciano casi di abusi da parte di maghi truffatori.

I DATI. Le ultime stime, per difetto, dell’Osservatorio di settore (non più in attività dal novembre dello scorso anno), parlano di circa 155 mila maghi e astrologi operanti nel nostro Paese, che registrano un fatturato di circa 6 miliardi di euro l’anno, con un’evasione fiscale al 99 per cento. A loro si rivolgono 33 mila persone al giorno, pari a 11 milioni di cittadini, il 18 per cento della popolazione; quasi 3,5 milioni le famiglie coinvolte. I soli contatti al sito del Telefono, sono stati 340mila, con 16mila segnalazioni di abusi e truffe dal 1994 ad oggi.

FASCIA DI ETA’. L’età media delle vittime, è di 44 anni. Il 44 per cento di loro ha un titolo di studio di scuola media inferiore, il 37 per cento di  licenza elementare, un 13 per cento il diploma, il 6 per cento la laurea. A frequentare i maghi, maggiormente le donne che sono il 51 per cento del totale, a fronte di un 43 per cento di uomini e un 6 per cento di minori. L’amore e gli affetti in generale (46 per cento), le motivazioni che alimentano la consultazione della magia; poi figurano salute (25 per cento), protezione (22 per cento), lavoro (7 per cento).

In base alle rilevazioni del Centro studio abusi psicologici (Cesap), una buona parte di coloro che hanno tragicamente perso un congiunto, figlio o marito, ricorrono con molta facilità a sedicenti medium, che promettono un contatto con l’aldilà: “Negli ultimi due anni -  ha spiegato la presidente del Cesap, Lorita Tinelli-, abbiamo registrato al livello nazionale 152 persone che avendo perso una persona cara con morte tragica, sono andati in giro per l’Italia, ad inseguire persone che si dicono capaci di mettere in comunicazione il defunto con la famiglia”,

Contrariamente alle aspettative, il ricorso all’occulto è, secondo l’Osservatorio Antiplagio, più massiccio al Nord, con il 41 per cento; a seguire il Centro (28 per cento), il Sud (18 per cento), le Isole (13 per cento). Le grandi città quelle con il più alto numero di maghi: Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino. Gli illeciti più frequenti registrati da Telefono antiplagio, vanno dall’esercizio del mestiere di ciarlatano all’evasione fiscale, passando per la circonvenzione d’incapace, truffa aggravata, estorsione, esercizio abusivo della professione medica e psicologica, abuso della credulità popolare, violazione della privacy e pubblicità ingannevole. Quest’ultima, nonostante la legge la vieti, affolla radio, tv locali e quotidiani (3.800), siti internet (600), Pagine Utili (300), Pagine Gialle (250), Mediavideo (230), Ebay (220), Astra (200).

FASCINAZIONE RISCHIOSA. Cadere nella rete di un negromante malintenzionato è molto facile, per chiunque. Le tecniche usate sono studiate e astute, messe in atto per far leva sulle debolezze umane. “Sigle altisonanti di fantomatiche accademie, federazioni, istituti internazionali e albi ‘professionali’ contribuiscono - ha spiegato Dino Potenza, presidente dell’Associazione Tutor Onlus – ad ingannare le persone superstiziose, credule o talvolta sprovvedute”. “Abbiamo  visto che – prosegue -finanche alcune organizzazioni settarie hanno istituito un Albo per i loro ‘Maestri’. Ma maestri di cosa? Sono persone, è bene precisarlo con forza, completamente e fantasiosamente autoreferenziate, prive di titoli riconosciuti”.

LE TECNICHE TRAPPOLA. Seppure non tutti i sedicenti maghi siano da considerarsi truffatori, la persona che vi si rivolge dovrebbe essere sempre consapevole del possibile rischio ‘dipendenza’ in cui può incorrere. “Ci sono indovini, che a fronte di una somma stabilita, fanno credere di leggere le carte, la mano e predire il futuro - aggiunge Maurizio Alessandrini dell’Associazione familiari vittime di sette -. Fin quando si è consapevoli che si tratta di un gioco, il rischio resta contenuto; una volta pagata la cifra prevista, se la consultazione finisce lì, nulla di male. L’illecito si conclama invece,  quando l’occultista di turno comincia a prevedere per la vittima eventi funesti, da scacciare con azioni che devono protrarsi nel tempo: qui si innesta il seme dello sfruttamento della credulità della vittima e dei suoi beni”.

Un primo evento, questo, che può configurarsi come il passo cruciale verso la caduta in un inferno di ricatti, minacce, estorsione, che può trovare la sua sponda anche nello sfruttamento di tipo sessuale. “Il mago strumentalizza lo stato di necessità di una persona. Le sue predizioni sono costruite sulle informazioni che il cliente stesso lascia trapelare – dichiarò il fondatore del Telefono Antiplagio, Giovanni Panunzio, in un’intervista al mensile ‘Focus’ in un’edizione dell’aprile del 1998 -. Per divenirne succubi a volte basta pochissimo: una voce o un volto rassicurante. Solo in un caso su quattro si ottengono risultati una percentuale del tutto naturale, legata alla casualità degli eventi. Ma il cliente crede che il merito sia del mago e ne pubblicizza le ‘virtù’ “.

“La maggioranza, che invece butta via i soldi senza risolvere nulla tace, perché si vergogna. Ma anche per paura - aggiunse Panunzio nell’intervista rilasciata a ‘Focus’ -: spesso, seppure delusi, temono ancora i ‘poteri’ del mago. Tanto è vero che a chiamarci - secondo quanto dichiarato da Panunzio – sono spesso i familiari, non i diretti interessati. E poi maghi e santoni ricattano chi vuole andarsene minacciando di rivelare a coniugi e amici le notizie apprese. Oppure spaventando con anatemi (‘Se esci fai peccato’) rimorsi (‘Così tradisci i tuoi amici’)”.

ASSENZA DELLE ISTITUZIONI. Ma ad incidere sulla debolezza della vittima, è anche in molti casi il senso di solitudine in cui si sente gettata in situazioni di difficoltà: “Quando un’istituzione o un’organizzazione ufficiale di rifermento (Chiesa, strutture sanitarie, centri di ascolto o sostegno), non fornisce risposte attente alla persona o all’intero nucleo familiare dolente per gravi motivi di salute fisica o psicologica - spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap -, ecco che fa breccia chi, apparentemente, sa dare gratuitamente calore e ascolto”.” Invece – aggiunge – spesso, il passo successivo è la richiesta di un coinvolgimento e un vincolo sempre maggiore per la vittima, con forti pressioni di tipo psicologico, economico e non di rado sessuale. Una delle più folli vicende, eppure reale, è quella di Claudia V., narrata da lei stessa in un toccante libro”.

LA STORIA. La clamorosa ed esemplare storia di Claudia V., autrice del libro “Plagiata. Nelle mani di un mago”, edito da Mondadori, è la scesa agli inferi di una ragazza giovane, bella, intelligente, fidanzata e innamorata della musica. Un momento di difficoltà, legato alla grave malattia della madre, getta Claudia fra le mani di Demos, sedicente mago in contatto col divino, che per dieci anni è stato capace di tenerla in schiavitù, piegando la sua mente a proprio piacimento.

Vincolandola a strani rituali, che lui chiamava “le opere”, il mago ha perpetrato su Claudia abusi sessuali durati anni, costringendola a giochi osceni e contagiandola con il virus dell’Hiv. Una storia che, tuttavia, ha un epilogo a lieto fine. L’aiuto di persone vicine alla ragazza e uno straordinario coraggio, hanno portato Claudia a uscire dall’incubo e a denunciare il suo oppressore, arrestato poi con accuse pesantissime. Un viaggio lucido e implacabile, che rende con chiarezza l’assurdo vortice del plagio, in cui chiunque potrebbe cadere per banali accadimenti della vita.

LINK
- Telefono Antiplagio
- Associazione familiari vittime di sette
- Associazione Tutor Onlus
- Centro Studi Abusi Psicologici

Paola Simonetti  (30/04/2009)

Fonte: Nanni Magazine

Omicidi, induzioni al suicidio, abusi e truffe: ecco quattro casi clamorosi, fra presente e passato, finiti nella maglie della legge italiana.

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MAGHI – IL CASO VANNA MARCHI. Numeri del lotto personalizzati e oggetti per mandare via presenze maligne: numerose famiglie italiane si sono indebitate per avere quei prodotti venduti dalla televenditrice Vanna Marchi, ora obbligata a risarcire le vittime con oltre due milioni di euro. La Marchi inizia la carriera come venditrice televisiva promuovendo, inizialmente, prodotti per l’estetica. Negli anni 90 comincia a occuparsi anche del settore esoterico, in collaborazione con la figlia, Stefania Nobile, e con il sedicente “maestro di vita” Mario Pacheco do Nascimento. Nel 2001 un’inchiesta del tg satirico “Striscia la notizia” rivela che molte persone sono indotte a spendere una notevole quantità di soldi per comprare numeri fortunati da giocare al lotto e oggetti per rivelare e mandare via influenze maligne, tra i quali anche semplice sale da cucina e rametti di edera. Lo scandalo dà il via a un procedimento penale: nel processo d’appello del 2008 Vanna Marchi e la figlia vengono condannate entrambe a oltre nove anni di reclusione, colpevoli di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il “mago” Do Nascimento, scappato in Brasile per evitare l’arresto, risulta tuttora latitante.SETTE SATANICHE – IL CASO DELLE “BESTIE DI SATANA”. Mai in Italia il mondo delle sette sataniche è stato tanto sotto riflettori dei media come durante il caso delle cosiddette “Bestie di Satana”. I componenti della setta, giovani satanisti della provincia di Varese che facevano messe nere, consumavano droga e ascoltavano musica heavy metal, oggi sono in prigione, colpevoli di aver compiuto tre omicidi e un’induzione al suicidio. Nel gennaio del 1998 il primo omicidio: Fabio Tollis e Chiara Marino, una coppia di fidanzati milanesi che volevano uscire dal gruppo, vengono prima presi a martellate, poi sotterrati in un bosco di Somma Lombardo. Il 21 settembre dello stesso anno Andrea Bontade, un membro del gruppo, muore schiantandosi contro un muro con la sua auto: la sua morte viene giudicata come un suicidio, indotto dalle “Bestie di Satana” perché di era rifiutato di partecipare all’omicidio di Fabio e Chiara. L’ultima vittima è Mariangela Pezzotta, una commessa di 27 anni, che probabilmente conosceva dei segreti del gruppo: il 24 gennaio del 2007 viene uccisa con un colpo di fucile e una badilata in uno chalet di Golasecca, nel varesotto, e seppellita in una serra poco distante. Il suo cadavere però viene scoperto e le indagini tolgono il velo sui delitti delle “Bestie di Satana”.

PSICOSETTE – IL CASO ARKEON. Il “metodo Arkeon” si ispira alla pratica spirituale giapponese “reiki” e punta alla crescita personale di chi lo segue. Secondo la magistratura di Bari, invece, Arkeon sarebbe una psico-setta che promette di risolvere gravi problemi personali, compresi quelli di salute, partecipando a costosi seminari. Si calcola che siano oltre 10mila gli adepti in Italia. Il Centro studi Abusi Psicologici (Cesap), che ha raccolto numerose testimonianza sulla vicenda, sostiene che Arkeon avrebbe assoggetto le persone sia attraverso tecniche psicologiche, sia attraverso esercizi che andavano ben oltre, come, ad esempio, il “No Limits”, che prevedeva il superamento delle proprie paure attraverso il toccamento, senza limiti, dei corpi di altre persone. Alla fine di gennaio del 2009, la procura pugliese ha chiesto il rinvio a giudizio del fondatore, Vito Carlo Moccia, e di altri dieci persone coinvolte nel metodo Arkeon, con l’accusa di associazione a delinquere, truffa, violenza privata, esercizio abusivo della professione medica, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Si tratta probabilmente del primo caso giudiziario italiano che riguarda una psico-setta.

PSEUDO RELIGIONE – IL CASO MAMMA EBE. Sono ancora molti coloro che credono ai poteri da guaritrice di Gigliola Giorgini, una settantenne di origine bolognese meglio nota come “Mamma Ebe”. La sua storia comincia negli anni ’80, quando fonda l’ordine “Opera di Gesù misericordioso” (mai riconosciuto dalla Chiesa) a San Baronto, in provincia di Pistoia. Suore e sacerdoti di questa congregazione lavorano in asili e case di riposo. Ben presto la fondatrice comincia a praticare l’attività di guaritrice, utilizzando pratiche mediche e riti pseudo-religiosi nei confronti di persone assoggettate, a cui vegono chieste in cambio somme di denaro. “Mamma Ebe” viene arrestata nel 1984 e condannata a sei anni di carcere. Scontata la pena ricomincia a praticare la precedente attività, prevalentemente in Emilia Romagna e in Toscana, dove, secondo la polizia, riceve malati, promette guarigioni attraverso pratiche pseudo-religiose e utilizza medicine. Per questo motivo viene nuovamente arrestata e nell’aprile del 2008 il Tribunale di Forlì la condanna a sette anni di reclusione per truffa ed esercizio abusivo della professione medica. L’Opera di Gesù misericordioso ha fatto registrare negli anni centinaia di clienti devoti e un giro d’affari miliardario.
Sandro Foschi (30/04/2009)

http://www.nannimagazine.it/articolo/2153/Manipolatori-della-mente-sette-e-santoni-da-prima-pagina

Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 12 Ottobre 2007

 

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