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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

sette

Rocco Politi è un ex testimone di Geova. Un anziano, per la precisione. Un ruolo ragguardevole, paragonabile al “vescovo” per i cattolici. Un giorno, però, sua nipote si ammala gravemente. Sarebbe necessaria una trasfusione di sangue per salvare la piccolina. Impossibile, però, all’interno dei Testimoni. Talmente impossibile che si preferisce la morte alla cura. E così accade: la piccolina muore. Un colpo tremendo per la famiglia Politi, che decide, con gran fatica, da uscire da quel mondo, un mondo in cui era nato, cresciuto, in cui aveva conosciuto la moglie e messo su famiglia. “Puoi immaginare – ci dice Rocco – lo shock una volta abbandonati i Testimoni di Geova. È come rinascere, ma essere impreparati alla vita vera”.

Una situazione, quella di Rocco, che purtroppo colpisce tanti. E non a caso l’impegno oggi di Politi è dedito all’assistenza di tutti coloro che chiedono aiuto per uscire dal mondo dei Testimoni (che, per inciso, premono affinché nessuno li bolli come “setta”), con la sua associazione Quo Vadis. Basti questo: “Da quando abbiamo registrato Quo Vadis (nel luglio 2013, ndr) io ho ricevuto 120mila mail di richieste di aiuto, da tutto il mondo. Lo Stato, però, preferisce non intervenire”. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, come sia possibile che non ci sia il benché minimo controllo di tale fenomeno. Semplice: l’Italia non ha una legge ad hoc. “C’è un vuoto che non è colmato da nessun sistema”, sottolinea Pier Paolo Caselli, ex scientologist che, per la Chiesa di Ron Hubbard, ha versato 100mila euro (“e 70 non li ho più rivisti”). Peggio è andata a Maria Pia Gardini che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha dato a Scientology quasi 2 milioni di dollari. Una cifra esorbitante “per comperare dei corsi, per fare delle donazioni, perché io facendo Scientology sarei diventata superman o superwoman, non avrei più avuto malattie”. Oggi Pier Paolo cerca di prender spunto dalla sua vicenda, anche lui per rendersi in qualche modo utile agli altri. “Ho preso spunto dalla mia vicenda – ci racconta – per portare avanti, tramite il mio sito, un discorso di rafforzamento rispetto alle tematiche legate alla resilienza, quando ci sono importanti sfide da affrontare”.

STATO ASSENTE – Insomma, c’è tanto impegno nel mondo associazionistico, di soccorso alle vittime del mondo dell’occulto e ai loro familiari, ma resta il fatto – come da tempo denuncia anche Maurizio Alessandrini, fondatore dell’Associazione Familiari Vittime delle Sette – che manca un intervento deciso, da parte dello Stato.

Non a caso, la Fecris, la Federazione Europea dei Centri di Ricerca e di Informazione sulle Sette e i Culti, ha inviato una lettera a Matteo Renzi, ai ministri Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Angelino Alfano, Andrea Orlando e Paolo Gentiloni e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, esprimendo “forte preoccupazione e sconcerto per il mancato recepimento delle indicazioni contenute” in una Raccomandazione del Consiglio d’Europa (la numero 1412 del 1999) con la quale si intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione anche in ambito scolastico”. Peccato, però, che tale raccomandazione, nonostante vari solleciti e diversi interventi parlamentari, non sia mai stata recepita. Col risultato che in Italia manca, a differenza di come accade in Spagna o in Francia, il reato di plagio o manipolazione mentale.

L’ultimo tentativo di peso si è avuto nel 2005, quando un ddl sull’introduzione del reato di plagio è stato approvato dalla commissione Giustizia. Arrivato però in Aula a Palazzo Madama, dopo vari rinvii, è stato congelato, fino a scomparire dall’agenda politica. Anche in questa legislatura qualcuno ci ha riprovato. Come Pino Pisicchio che, il 15 marzo 2013, ha presentato una nuova proposta di legge, ma il ddl, però, non è mai stato nemmeno calendarizzato.

METODI MAFIOSI – Si spera, questa volta, che l’appello della Fecris vada a buon fine, dato che è l’ultimo di una serie interminabile. “Questa lettera – ci dice infatti la dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) – è fondamentale e sintetizza quanto denunciato da anni dalle nostre associazioni. Vi sono in Italia diverso gruppi che agiscono secondo modalità settarie, ma nessuna tutela legislativa per le vittime. Questo vuoto, assieme anche alla impreparazione dei giudici su questo argomento, finiscono per creare un doppio danno alle vittime che denunciano”. Ed è questa la ragione per cui, continua la Tinelli, “chi esce da un gruppo non denuncia. Un altro motivo è che si temono ritorsioni dei medesimi gruppi, che sguazzano nel vuoto legislativo, facendosi passare palesemente per le vere vittime della situazione, gridando spesso alla violazione della libertà di religione, ma agendo in modi similari ai contesti mafiosi, rovinando la reputazione di chi parla sino a commettere altri reati più gravi, quali l’effrazione di email, pedinamenti, molestie e a volte induzione al suicidio”.

GUERRA TRA ASSOCIAZIONI – Intanto, denuncia la Fecris nella sua lettera, “è da lungo tempo in corso una pressante e grave campagna di discredito delle associazioni italiane federate Fecris”, nonché della Sas, la Squadra Anti Sette della Polizia Italiana. Tale attività, peraltro, “mira a negare il fenomeno”. Domanda: chi è che sta portando avanti tal campagna, secondo la Fecris? La European Federation for Freedom of Belief (FoB), che ovviamente respinge puntualmente ogni accusa mossa dalle associazioni antisettarie e che si pregia di frequentare l’Osce (Office for Democratic Institutions and Human Rights), cui puntualmente ogni anno nella propria relazione illustra le ragioni per cui, a loro dire, andrebbero abolite la Squadra Anti Sette, CeSAP e tutti coloro che si occupano del mondo settario e di assistenza a vittime e familiari sconvolti da esperienze con le organizzazioni controverse.

La Fecris, però, a sua volta è impegnata a denunciare il fenomeno settario e i ripetuti tentativi di infiltrazione degli stessi apologeti dei culti in sedi istituzionali. Perché resta un fatto: chi troviamo all’interno della FoB? Lo dice la stessa Fecris: “l’associazione […] vede tra i suoi direttori e membri esponenti di rilievo di organizzazioni controverse come Scientology, Damanhur, Misa Yoga”. Per dire: il leader del Misa, Gregorian Bivolaru, è stato arrestato a febbraio. Era tra i 45 latitanti più pericolosi d’Europa. Insieme a Matteo Messina Denaro e Salah Abdeslam.

Tw: @CarmineGazzanni

Fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/da-scientology-ai-santoni-nel-silenzio-del-governo-le-sette-guadagnano-adepti-e-lo-stato-sta-a-guardare/

 

Casi insabbiati ed espulsioni per chi non si allinea. Le inchieste in Australia e Stati Uniti e Gran Bretagna sollevano dubbi in Italia

 

«Sono un testimone di Geova battezzato da molti anni». Comincia così la lettera inviata da Raffaele Di Martino ai vertici della sua organizzazione religiosa. Una richiesta di informazioni, e al contempo un modo per prendere le distanze.

Il segno di una inquietitudine che accomuna il camionista 34enne di Ancona a molti altri «fratelli» in tutto il mondo dopo l’esplosione di un caso internazionale legato a episodi di pedofilia non denunciati. In Australia, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e a cascata in molti altri Paesi del mondo, sono spuntate storie di bambini abusati e di mancate denunce, se non proprio di vicende taciute alle autorità giudiziarie.

La questione è finita nelle aule dei tribunali. Ed è rimbalzata su forum, blog, profili Facebook di migliaia di fedeli che hanno cominciato a chiedersi se la naturale attitudine alla riservatezza di chi professa il credo di Charles Taze Russel non sia in passato degenerata nella sistematica copertura di pedofili e predatori sessuali….

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO E GUARDA LA VIDEO INTERVISTA REALIZZATA DA ANTONIO CASTALDO QUI:

http://www.corriere.it/video-articoli/2016/05/11/i-testimoni-geova-casi-pedofilia-non-denunciati/919c8e32-1794-11e6-aaf6-1f69bf4270d2.shtml

 

Il mondo dell’occulto è più vicino di quanto si possa immaginare. Le lobby settarie sono molto attive, specie nei palazzi di potere. Ma lo Stato è assente: in Italia non esiste il reato di manipolazione mentale. Ogni tentativo è miseramente fallito. Un aiuto enorme per i guru che, così, vivono felicemente impuniti

di Carmine Gazzanni
“Queste organizzazioni funzionano con la stessa logica della mafia. Se tu parli, critichi, attacchi e hai il coraggio di esporti, ti bastonano fino a farti zittire. La mafia ti mette nell’acido, questi ti rovinano la reputazione per sempre”.
Il parallelo della dottoressa Lorita Tinelli del Cesap (Centro Studi Abusi Psicologici) è di quelli che lasciano quanto meno spiazzati. Eppure il mondo – poco conosciuto – delle sette religiose è un mondo inquietante. Fatto di vite distrutte e di abusi di ogni tipo. E, purtroppo, di uno Stato assente grazie al quale tanti santoni e “guru” del mondo occulto rimangono felicemente impuniti. Il motivo risiede nel fatto che in Italia non esiste il reato di manipolazione mentale. Un inspiegabile vuoto normativo grazie al quale il mondo dell’occulto prospera.

“LA MIA VITA COL MOSTRO”
Paola vive nella zona di Cesenatico. A distanza di anni è riuscita a rifarsi una vita. Ma, come lei stessa racconta, “molte cose ti restano. Per sempre”. Tutto comincia quando Paola ha solo 15 anni. La madre comincia a frequentare un santone che dice di parlare con la Madonna. “Vivevamo  un momento di difficoltà in quel periodo e tanto è bastato affinché mia madre, e di conseguenza anche io e mia sorella, ci legassimo sempre di più a lui”. Presto la vita di Paola comincia a cambiare radicalmente: “Nel giro di tre mesi mia madre si è letteralmente trasformata: casa divenne piena di quadri della Madonna e di crocifissi, la sera sempre il rosario, due giorni a settimana o digiuno o pane ed acqua. Bisognava seguirlo in tutto e chi non lo seguiva era in mano a Satana”. La musica era di Satana (“conta che io non potevo ascoltare musica se non canti religiosi o Radio Maria. Ho cominciato ad ascoltare musica a 26 anni”), la televisione era di Satana. E così l’oro, i dolci, la cioccolata. Per non parlare poi di discoteche, alcol, locali.

Con il tempo, gli abusi e le richieste cominciarono a diventare sempre più pressanti. “Pian piano mia madre era presa, sempre più presa. Tanto che il santone le disse: ‘Tu avrai grandi prove del fatto che la Madonna ti vuole davvero bene’. Ma affinché questo accadesse, diceva lui, erano necessarie prove. Una di queste prove era quella di non essere attaccata al denaro”.

Il processo, graduale, portò la madre di Paola a comprare al santone qualcosa come venti auto. “Nel giro di dieci anni tutto quello che lui chiedeva, mia madre comprava. Così facendo sono finiti tutti i nostri risparmi, poi ci siamo ridotti a fare debiti, finché non abbiamo dovuto vendere anche la nostra casa”. Ma non basta.
Agli abusi economici si aggiunsero anche quelli sessuali. Il racconto è sconvolgente: “Sia io che mia sorella abbiamo avuto il nostro primo rapporto sessuale con lui. Senza che noi, essendo piccole, ce ne rendessimo nemmeno conto”. Prima semplici discorsi, poi carezze sempre più spinte. “Una ragazza che è cresciuta praticamente fuori dal mondo come è capitato a me, non si rende conto di nulla”. E alla fine, complice una madre completamente annichilita, ecco l’abuso. E non una volta sola. Basti questo: oggi Paola è madre di quattro figli. Tutti avuti dal “mostro”, come oggi lei lo chiama.

Ed è proprio dopo il quarto figlio (e grazie all’aiuto di un sacerdote) che Paola rinsavisce e si allontana per sempre dal santone. Va dai carabinieri per denunciare tutto. Ma la risposta è raggelante: “Quando ho detto che mi costringeva ad avere rapporti con lui, loro mi dicevano: ‘tu eri maggiorenne in quel periodo. Ora non è più dimostrabile nulla, né un abuso né nulla’”. E oggi il “mostro” vive tranquillamente. In libertà. Nonostante, dice Paola, “da quello che so, la stessa cosa è successa anche ad altre cinque ragazze”.

UNA REALTÀ COMUNE  
Di storie come quella di Paola, il mondo occulto è pieno. Sono storie di abusi di ogni genere. È la storia di Giacomo Sotgia, ex adepto di Scientology, che nel suo memoriale del 10 agosto 2010, allegato alla denuncia presentata alla Procura di Pordenone, ricorda che “negli otto anni di affiliazione ritengo di aver versato, a vario titolo, circa novantamila euro”. È la storia di Franco, ex membro della Federazione di Damanhur nel torinese, che uscito dalla setta dopo venti anni, si è trovato senza risparmi e senza alcun contributo versato dato che nella Federazione esiste una moneta propria (il Credito) ovviamente non riconosciuta dallo Stato italiano.

È la storia, ancora, di famiglie spezzate. Come nel caso di Greta il cui ex compagno è fuggito con ben 150mila euro da donare ancora alla Federazione di Damanhur. Soldi che entrambi i genitori avevano racimolato per un solo obiettivo: pagare le spese universitarie per la figlia. È, ancora, il caso di un uomo di Bergamo, sposato con una testimone di Geova. Dopo vari tentativi di farlo convertire, lei decide di mollarlo, di punto in bianco. Portandosi con sé la figlia. E impedendole qualsiasi tipo di contatto con il padre. Oggi è la figlia stessa, plagiata, che non vuole più vedere il padre perché, dice, “se non ti converti, se non diventi un fratello, morirai”.

VUOTO ISTITUZIONALE  
Lo Stato, però, preferisce non intervenire. Nonostante il fenomeno sia in evidente espansione (un recente studio del Codacons parla di un fatturato dell’occulto che è arrivato nell’ultimo anno a oltre 8 miliardi, con 13 milioni di italiani nella rete), non abbiamo dei dati certi e ufficiali sul numero delle organizzazioni settarie presenti nel nostro territorio. L’ultimo rapporto che possediamo, realizzato dal Viminale, risale addirittura al 1998. Eppure, già allora si parlava di 76 movimenti religiosi per un totale di 78.500 affiliati. Il numero, però, col tempo è cresciuto a dismisura. “In quel periodo –  spiega la dottoressa Tinelli – il Ministero degli interni si occupò esclusivamente dei movimenti magico-esoterici che non sono la totalità dei gruppi esistenti oggi a livello nazionale. Attualmente riteniamo che ci siano all’incirca circa 500 gruppi organizzati”. Insomma, un aumento approssimativo di oltre il 500% nel giro di 16 anni.

Verrebbe da chiedersi, a questo punto, come sia possibile che non ci sia il benché minimo controllo di tale fenomeno. Semplice: l’Italia non ha una legge ad hoc. “Tanti santoni, guru o capisetta – dice Maurizio Alessandrini, presidente della Favis (Associazione Familiari delle Vittime delle Sette) – possono tranquillamente fare quello che fanno perché in Italia non esiste a riguardo una tutela”. “Bisognerebbe reintrodurre – chiosa la dottoressa Tinelli – il reato di manipolazione mentale”. Già, reintrodurre. Perché in Italia c’era. L’articolo 603 del codice penale, infatti, prevedeva che chi sottoponeva “una persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione” poteva essere condannato fino a 15 anni di reclusione. Tuttavia dopo il caso Braibanti (nel 1967 un intellettuale di sinistra, aveva avuto rapporti omosessuali con due giovani. Uno dei due, però, spinto dai genitori, denunciò il tentativo di Braibanti di “introdursi nella sua mente”), la Consulta ha dichiarato il reato incostituzionale perché “reato d’opinione”. Da allora tutti i tentativi fatti per reintrodurlo sono miseramente falliti.  ”E’ chiaro – puntualizza Alessandrini – che non è nostro scopo resuscitare il vecchio reato di plagio, che la Consulta definì opportunamente una mina vagante nel nostro ordinamento giuridico. Auspichiamo però che lo Stato italiano possa adottare idonee misure legislative che prevengano e contrastino il condizionamento psicologico degli individui”.

Anche a causa delle pressioni delle lobby settarie, molto attive in Parlamento. L’ultimo tentativo di peso si è avuto nel 2005, quando un ddl sull’introduzione del reato di plagio è stato approvato dalla commissione Giustizia. Arrivato però in Aula a Palazzo Madama, dopo vari rinvii, è stato congelato, fino a scomparire dall’agenda politica. Anche in questa legislatura qualcuno ci ha riprovato. Come Pino Pisicchio che, il 15 marzo 2013, ha presentato una nuova proposta di legge sull’introduzione del reato di manipolazione mentale. Il ddl, però, non è mai stato nemmeno calendarizzato in commissione.

SANTI IN PARADISO
La domanda, allora, nasce spontanea: perché, nonostante il problema sia sotto la luce del sole, dopo anni e anni l’Italia non è stata in grado di attuare una legge che possa contrastare il mondo settario? “Dietro tutto questo c’è qualcosa di molto più grande”, dice Rocco Politi, ex testimone di Geova. Interessi, lobby, legami politici. Tesi che trova conferma con quanto raccontato nel libro-inchiesta “Occulto Italia” agli autori Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli dal senatore Antonino Caruso: “Già nel 2005, da presidente della commissione Giustizia, misi all’ordine del giorno la discussione di un ddl sulla manipolazione mentale. Pochi giorni e arrivò nelle mani di tutti i senatori della commissione un costoso libro di Scientology in cui si raccoglievano tutte le fantastiche opere dell’organizzazione. Non credo sia stato un caso”.

Probabilmente, però, non c’è affatto da stupirsi. Tutte le sette religiose cercano legami. E le maggiori riescono anche facilmente ad attrarre uomini politici che, a loro volta, sanno di andare incontro ad un ricco bacino di voti. Un esempio su tutti: prima che il transfugo Domenico Scilipoti abbandonasse l’Idv, fu incaricato dallo stesso Antonio Di Pietro di dar vita al primo Forum nazionale antiplagio e al cosiddetto Osservatorio nazionale sulle sette abusanti. Peccato però che non si giunse mai a nulla di concreto dato che, tra le altre cose, lo stesso Scilipoti ha dato vita, poco tempo dopo, al Movimento Olistico, vicino alla Federazione Damanhuriana. Coincidenze? Forse. Certo è che sono tante.

ASSOCIAZIONI ABBANDONATE
Il risultato di questo quadro è che gli unici a lottare contro il mondo settario e ad offrire aiuto ai fuoriusciti spaesati sono le associazioni attive sul territorio, spesso fondate dagli stessi ex fuoriusciti,  come nel caso di Rocco Politi che ha fondato “Quo vadis”, proprio “per l’aiuto alle vittime dell’ostracismo dei movimenti religiosi alternativi devianti”. Senza un aiuto istituzionale, però, tali associazioni sono totalmente abbandonate, vittime di intimidazioni, anche pesanti. È il caso di Lorita Tinelli, la psicologa da sempre attiva nel contrasto al mondo delle sette con il Cesap (Centro Studi Abusi Psicologici) e che ormai vive una situazione di costanti pressioni.

La dottoressa, una studiosa impegnata nella tutela delle vittime di Arkeon, organizzazione pugliese sconquassata da pesanti inchieste giudiziarie che hanno portato ad una condanna definitiva per abusi sessuali di un maestro, mentre altri sono stati condannati in primo grado per associazione a delinquere. “Eravamo in tre in prima linea – ci dice – Ci hanno bersagliato e infamato in tutti i modi. Uno di noi tre, un altro psicologo, dopo pesantissime ingiurie si è suicidato nel 2010”. Le intimidazioni sono di ogni genere possibile: non solo l’attacco giuridico (“ci riempiono di denunce per diffamazione che ovviamente non hanno mai vinto”), ma anche continue  accuse infamanti tramite blog anonimi. “Addirittura – dice Tinelli – sono entrati nei computer, sono entrati nella nostra posta, l’hanno pubblicata arbitrariamente su un sito anonimo dimostrando, secondo loro, che noi avremmo congegnato un complotto”. Insomma, l’assurdo. Che sguazza in un imbarazzante vuoto normativo.

fonte: http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/12/15/news/sette-e-santoni-crescono-le-istituzioni-tacciono-1.191866

 

Novembre 2014

LETTERA AL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO

Al Sig. Presidente della Repubblica

Dott. Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale

00124 Roma

 

Preg.mo Presidente,

i firmatari di questa lettera desiderano esprimerLe sentito riconoscimento per aver accolto favorevolmente l’appello rivoltoLe dal consigliere regionale toscano, Gabriele Chiurli, in relazione alla sconcertante ricusazione del giudice Marco Bouchard presidente giudicante nel processo Forteto, rimettendone l’esame al Consiglio Superiore della Magistratura per le valutazioni di competenza.

Non possiamo che trovarci pienamente concordi con quanto commentato dallo stesso consigliere “La pronta risposta del Presidente Napolitano è il primo elemento rassicurante in una vicenda che conserva ancora molti lati oscuri, anche dal punto di vista del coinvolgimento della politica”, tanto più che come cittadini italiani e rappresentanti di associazioni di tutela dei minori e/o di informazione, ricerca e contrasto di gruppi coercitivi e culti abusanti, abbiamo seguito, nel loro evolversi, le drammatiche vicende della comunità di affido minori e osservato con profonda amarezza, come i ministri ripetutamente interpellati sulla questione, non abbiamo, a oggi, fornito alcuna risposta.

A questo riguardo, nei giorni scorsi, in un breve intervento in Aula, la sen. Laura Bottici, già firmataria di una interrogazione sul caso Forteto, con comprensibile indignazione riferiva tra l’altro “È una questione che sta andando ormai avanti da anni. Nessuno dà le risposte. Diversi politici hanno passato le porte del Forteto. Nessuno difende questi soggetti che hanno subito gravi violazioni, tra cui torture. Hanno perfino ricusato il giudice presidente della Corte. Il premier Renzi, nel 2011, ospitò il fondatore, cosiddetto “profeta”, a Palazzo Vecchio, per un convegno sulla famiglia e questo soggetto, pochi giorni dopo, fu arrestato per maltrattamenti. Attendo, quindi, una risposta immediata dal Governo alla mia interrogazione e mi aspetto che la Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza si occupi immediatamente di questo caso, perché si corre il rischio che vada tutto in prescrizione, e non è più consentibile. Basta!”

Nell’aprile scorso, unitamente a studiosi di chiara fama internazionale, abbiamo inoltrato una lettera a M.me Anne Brasseur, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e riferito, per quanto di conoscenza, in merito alla situazione di minori nel nostro paese inseriti in contesti settari nocivi, ad alta richiesta o affiliati a “sette” criminogene, ritenendo opportuno menzionare anche il caso della comunità  Forteto; comunità la cui struttura e dinamiche interpersonali, -come si evince dall’accurata relazione della Commissione d’inchiesta della Regione Toscana-, hanno rivelato indubbie affinità con i cosiddetti culti ideologici e totalizzanti, come peraltro evidenziato sulla prestigiosa Rivista Sperimentale di Freniatria, nell’estratto del recente saggio “Le comunità ideologiche. Alcune note psicopatologiche e psicoanalitiche Ideology run therapeutic communities.(Psychopathological and psychoanalytic comments)” a cura dello psichiatra Paolo Curci e dello psicoanalista Cesare Secchi dell’università di Modena e Reggio Emilia.

http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/9/CM28/evidenze/evi214.pdf

https://favisonlus.wordpress.com/2014/09/12/le-comunita-ideologiche-alcune-note-psicopatologiche-e-psicoanalitiche-ideology-run-therapeutic-communities/

https://favisonlus.wordpress.com/2014/09/10/forteto-quelle-affinita-con-i-culti-totalizzanti-e-distruttivi-un-saggio-pubblicato-sulla-rivista-sperimentale-di-freniatria-la-piu-antica-pubblicazione-italiana-in-tema-di/

 

La nostra lettera, che riportiamo di seguito per esteso, -di cui si allega copia in supporto CD con firme e riferimenti documentali-, scusandoci per la lunghezza del testo ma confidando caldamente nella Sua attenzione, fu inviata a sostegno del “Rapporto sulla protezione dei minori contro gli eccessi delle sette”, presentato dall’eurodeputato francese Rudy Salles benché, come successivamente sostenuto dal medesimo, anche a seguito di forti pressioni esercitate da lobby internazionali pro settarie,  la relativa Raccomandazione non venne purtroppo approvata.

http://www.youtube.com/watch?v=0w2jvDz9lgE

 

Lettera degli studiosi e delle associazioni italiane al Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE)”

Madame Anne Brasseur 
President of the Parliamentary Assembly 
of the Council of Europe
 
 
Mr. Wojciech Sawicki
Secretary General of PACE
 
 
Members of PACE

 

Palais de l’Europe
67075       Strasbourg Cedex
ITALY, the 2nd of April 2014

 

Report  Mr. Rudy SALLES “The protection of minors against excesses of sects”

ITALY, the 2nd of April 2014

Preg.mi Signori,

in data 3 marzo 2014 è stato adottato dalla Commissione Affari Giuridici e dei Diritti dell’Uomo dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, un importante Rapporto sulla protezione dei bambini dagli eccessi delle cosiddette derive settarie, frutto del lungo e accurato impegno del relatore francese Rudy Salles.

Gli studiosi, le associazioni italiane di tutela dei diritti dei bambini, i centri e le associazioni di ricerca, informazione e difesa dell’individuo e delle famiglie da gruppi ad alto rischio che unitamente sottoscrivono questa lettera, desiderano esprimere sentita gratitudine e apprezzamento per il contenuto del Rapporto, che, nella fattispecie, individua e suggerisce indispensabili programmi e politiche d’intervento e/o il loro rafforzamento, col fine di fronteggiare con efficacia il pericolo rappresentato delle cosiddette derive settarie e tutelare concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza.

Non possiamo che auspicarne l’approvazione, certi che l’Assemblea Parlamentare e il Consiglio d’Europa rivestono un ruolo fondamentale per il contrasto a un inquietante fenomeno sociale che risulta in costante crescita e coinvolge, anche attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet, un numero sempre maggiore di adolescenti e minorenni.

Contributi scientifici internazionali, riferiscono concordemente che minori inseriti in contesti settari abusanti subiscono sovente la sistematica violazione di tutti i loro diritti fondamentali (Paul Martin, Michael D. Langone e Gary Eisenberg, Markowits e Halperin, Susan Landa, Stephen A. Kent e Doni Whitsett, Singer e Lalich, etc. ), così come la recente ricerca di Jill Mytton pubblicata dalla The British Psycological Society (1), ha rilevato che bambini nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio presenteranno significativi problemi di natura psicologica e psico-sociale non solo dopo l’uscita dal gruppo ma anche in età adulta. Inoltre, sulla base dei risultati dell’accurato studio condotto dall’Università di Toronto (2), i bambini vittime di realtà coercitive presenteranno tempi di remissione prolungati delle sindromi depressive, rispetto coloro che non hanno subito tale tipo di traumi. Per quanto di conoscenza, è inoltre in corso un altro importante progetto di ricerca approvato dalla  Human Subjects in Research Committee at California State University,  titolato “On Our Own: How Children of Cults Manage to Survive in the ‘Outside’ World” a cura della dott.ssa Jania Lalich, riconosciuta esperta internazionale di culti e gruppi estremisti.

Nella nostra attività sul campo siamo quotidianamente a contatto con persone vittime di organizzazioni totalitarie e dinamiche relazionali manipolative, nonché con individui nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio che hanno sperimentato abusi e violenze non di rado raccapriccianti. D’altra parte le stesse cronache giudiziarie ci informano di casi agghiaccianti avvenuti nell’alveo di movimenti cultistici abusanti. Un esempio balzato alle cronache internazionali è quello del gruppo omicida denominato Le Bestie di Satana, i cui adepti si sono macchiati del macabro assassinio di alcuni giovani, anche affiliati alla stessa organizzazione, tra cui il minore Fabio Tollis (3)

Nello stesso momento in cui redigiamo questa lettera, è in corso un procedimento penale contro il fondatore della comunità il Forteto, Rodolfo Fiesoli più altri, accusati di maltrattamenti e abusi sessuali su minori. Il Forteto è una comunità di affido minori, ma, come  inequivocabilmente evidenziato nella recente e corposa indagine svolta dalla Commissione d’inchiesta della Regione Toscana (4), si caratterizzava come una vera e propria setta abusante. Il fondatore, soprannominato “il Profeta”, ha potuto agire indisturbato per oltre quarant’anni nonostante già nel lontano 1976 l’uomo fosse stato arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali avvenuti nella comunità. Negli anni ’80 alcune interrogazione consiliari e parlamentari ponevano già in luce l’azione di indebita influenza posta in essere verso i piccoli ospiti della comunità. Successivamente, nel 1985 la Corte di Appello di Firenze aveva emesso contro Fiesoli sentenza di condanna, -confermata in Cassazione-, a due anni di reclusione per maltrattamenti, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. (Sentenza che evidenziò, tra l’altro,  “l’istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”, e l’istigazione a “una pratica diffusa di omosessualità”).  Ancora in data 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a seguito dell’affidamento alla comunità Forteto di due bambini. Nella sentenza (caso Scozzari e Giunta contro Italia – ricorso n. 39221/98 et 41963/98), la Corte ritenne opportuno commentare che suscitava serie riserve il fatto che persone condannate per maltrattamenti e abusi su minori potessero ancora svolgere un ruolo attivo nella comunità. Nel dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli è stato infine nuovamente arrestato con l’accusa di maltrattamenti e abusi su bambini affidati al Forteto e il 4 ottobre 2013 si è aperto a Firenze il processo contro il leader di questa “comunità-setta” e altri 22 indagati.

In Italia, a seguito di un’eccezione di incostituzionalità, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981,  ha opportunamente cassato il reato di plagio dall’ordinamento giuridico penale perché in contrasto «con il principio di tassatività della fattispecie, contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione ». La Corte Costituzionale ha pertanto sancito l’indeterminatezza della formulazione della fattispecie criminosa del reato di plagio <<adducendo essenzialmente l’inverificabilità del fatto contemplato dalla fattispecie, l’impossibilità comunque del suo accertamento con criteri logico-razionali, l’intollerabile rischio di arbìtri dell’organo>>.

A oltre trent’anni dall’abrogazione del reato di plagio è tuttavia sempre più avvertita, nella comunità sociale, l’esigenza di una protezione della personalità individuale dell’uomo e della sua integrità psico-fisica: in sintesi, la necessità di una tutela dell’identità di essere pensante, unico e irripetibile dell’individuo. Ciò vuol dire, in primis, proteggere l’essere umano, nel momento di formazione e sviluppo della sua personalità  da ingerenze “ossessive” e inoltre tutelarlo dai vari comportamenti che ne possano compromettere la sua integrità, quella della sua psiche oltre alla sua funzionalità sociale. Peraltro, tutte queste esigenze, oltre a trovare implicito riconoscimento negli artt. 2 e 3 della Costituzione, costituiscono il presupposto di base perché possano essere effettivamente fruiti quei diritti di libertà e consapevolmente adempiuti i doveri di solidarietà che la Costituzione garantisce e impone (*). Come del resto rilevato anche da insigni giuristi, dopo l’abrogazione del reato si è dunque venuto a creare un pericoloso vuoto di tutela della personalità nei riguardi delle dinamiche plagiarie, né le norme contemplate nel vigente codice penale, quali la circonvenzione di incapaci (art.643 c.p.) risultano di fatto applicabili a situazioni comportanti il condizionamento psicologico, comportamentale e fisiologico degli adepti di movimenti a carattere settario. (**) Lo stesso Segretariato Generale della presidenza della Repubblica -Ufficio Affari Giuridici e Relazioni costituzionali- (Protocollo SGPR 13/6/2007 0066076 P UAG),  ha così  riferito “..si condivide che l’abrogazione del reato di plagio per difetto di determinatezza abbia comportato un pericoloso vuoto normativo che avrebbe dovuto essere colmato da adeguate e sollecite iniziative legislative”.

Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5° Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes, (prestigioso istituto italiano che opera nel campo della ricerca), rilevava che “Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale “

Altresì nel 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza (5) pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come “i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate”, e altresì constatato che “ i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subìto abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità..”

Nel marzo 2006  veniva discussa e approvata dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia, una importante relazione realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali titolata “Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”. Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette “sette”, si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse  presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini. Nel testo si sottolineava inoltre come dopo la diffusione del  Rapporto denominato “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia” predisposto dal Comitato esecutivo dei servizi di informazione di sicurezza del Ministero dell’Interno nel febbraio 1998, si fossero “moltiplicate le iniziative a “difesa” dei nuovi culti, i quali, con intraprendente aggressività hanno iniziato una controffensiva in nome delle libertà religiose… Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione e mentre svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa sulla stampa e in TV, nei circoli interni “privati” degli iniziati, i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti” e come analoghe “reazioni si ebbero anche in seguito alla pubblicazione nel 1999 del rapporto in materia di sette predisposto dal Consiglio d’Europa” (6)

Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Università), ben 240mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con  “sette” e gruppi legati al satanismo (7).

In una recente intervista rilasciata al noto periodico italiano Panorama, la stessa dott.ssa Maria Carla Bocchino, I° dirigente Responsabile Divisione Analisi dello Sco, Servizio Centrale Operativo, della Polizia di Stato, ha riferito del preoccupante aumento nel nostro paese, di giovani attirati, in particolare attraverso la rete web, da gruppi di satanismo acido; dati che trovano peraltro conferma anche dall’attività di Polizia Postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi “simpatizzanti” risulta quella compresa  tra i 12 e 22 anni. (8)

Ciò nonostante, come riferito dal deputato Rudy Salles, purtroppo solo alcuni Stati membri risultano aver recepito, a oggi, le indicazioni contenute nelle molteplici Raccomandazioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sul fenomeno settario e in particolare quelle previste nella Raccomandazione n.1412 (1999), e con amarezza dobbiamo confermare che anche il nostro Paese non ha purtroppo adottato misure volte, in particolare, alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei bambini inseriti in movimenti a carattere settario.

In Italia non sono mai state attivate commissioni parlamentari aventi a oggetto i minori vittime di derive settarie, ma unicamente una Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette (9),  purtroppo non pervenuta a conclusione. Proprio l’audizione tenutasi presso l’Aula della 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, di una giovane che aveva fatto parte da bambina, insieme alla madre e alla sorella anch’ella minore, di un piccolo gruppo sincretico a carattere settario capeggiato da una leader carismatica, ha indubitabilmente costituito il momento più intenso e drammatico dell’indagine svolta dalla commissione parlamentare. Nel caso accennato,  la Corte di Cassazione VI Sezione penale (10),  aveva evidenziato che “la sentenza di secondo grado ha ricostruito i fatti di causa ed evidenziato la condotta antigiuridica tenuta per un lungo periodo di tempo (circa tre anni) dell’imputata nei confronti delle parti lese (fra le quali, due minorenni), attraverso la forzata imposizione del cibo nei confronti di una minore, anche mediante un atto di violenza fisica, quale la chiusura del naso, nonostante l’evidente intolleranza alla sua assunzione, la costrizione a mangiare di nuovo quanto da lai veniva vomitato, i continui risvegli notturni o l’assoluto impedimento al riposo per partecipare a rituali salvifici, il condizionamento delle più elementari manifestazioni di vita, nonché le minacce di punizioni divine o di gravi accadimenti in caso di disobbedienza alle sue direttive”

Sconvolgenti vicende, analoghe a quelle descritte, ovvero inerenti il coinvolgimento di soggetti minori in gruppi od organizzazioni a carattere settario, sono state richiamate  nell’Atto di Sindacato Ispettivo  n. 4-08890  seduta n. 855 del 18 dicembre 2012, (16° Legislatura),  presentato dalle senatrici Gallone e Allegrini. Tuttavia l’interrogazione in questione è rimasta lettera morta (11)

Al momento  non sono state fornite risposte da parte dei dicasteri interpellati neanche alle nuove interrogazioni presentate da altri parlamentari italiani che più volte hanno inteso sollecitare i nostri governanti alla dovuta attenzione verso il fenomeno in oggetto, osservando inoltre, come si legge nei testi degli atti di sindacato ispettivo in questione (12 e 13), che unicamente le associazioni di volontariato e i centri di informazione e ricerca attivi sul territorio nazionale svolgono “una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie e in tal senso realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza”.

Per di più, come si evince dal seguente estratto dai medesimi testi, è in corso “una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti “;

Non è nostro intento entrare nel merito di considerazioni inerenti le varie missive di critica al Rapporto del deputato Rudy Salles, inoltrate alla vostra attenzione e di cui apprendiamo dalla rete internet, consapevoli che le opportune valutazioni competono esclusivamente ai destinatari, tuttavia, in riferimento a quanto si può leggere nella lettera della studiosa italiana dott.ssa Raffaella Di Marzio, che, nello specifico, riferisce di  fenomeni di discriminazione che si verificherebbero da un trentennio nel nostro paese nei confronti delle  minoranze religiose e/o spirituali e verso i bambini appartenenti a tali minoranze, non possiamo certamente esimerci dall’evidenziare che si tratta di asserzioni prive di qualunque fondamento e riscontro oggettivo. Nessun rapporto nazionale né europeo così come lo stesso rapporto americano sulla libertà religiosa, hanno mai denunciato l’esistenza di atti discriminatori verificatisi in Italia nei confronti delle minoranze religiose e/o spirituali e dei minori appartenenti a gruppi minoritari; sono stati invero segnalati rari episodi di intolleranza in particolare nei confronti di fedeli affiliati a confessioni maggioritarie. La promozione e la tutela degli appartenenti a minoranze religiose e spirituali e la difesa della libertà religiosa e di culto costituiscono, per contro, una delle grandi priorità della politica interna ed estera italiana. Sostenere pubblicamente fatti del tutto infondati non solo sconcerta gli scriventi ma può ingenerare, a livello di pubblica opinione, perniciosi allarmismi.

 Crediamo che le preoccupate parole di uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno, il dott. Michael Langone, Direttore Esecutivo dell’International Cultic Studies Association (ICSA), possano riassumere la grave situazione in cui si trovano tanti bambini vittime di gruppi ad alto rischio “L’Indagine in questo campo è stata talora sconvolgente. Gli abusi cui i bambini sono stati sottoposti possono essere orrendi … E la mancanza di preoccupazione e di azione rispetto a questo problema è vergognoso” (14)

Certi di interpretare, anche e soprattutto, il sentire di coloro che con la nostra attività siamo impegnati ad assistere e tutelare, auspichiamo che il lavoro encomiabile svolto dal relatore Rudy Salles in tema di protezione dei minori dagli eccessi delle derive settarie, trovi favorevole accoglimento affinché ogni individuo possa concretamente godere del diritto di esistere come bambino e di crescere come uomo libero.

Con rispetto …………… …………………….

Come già indicato nel testo inoltrato a Mme Anne Brasseur,  anche atti di sindacato ispettivo presentati al Senato e alla Camera dei Deputati, nella precedente e nell’attuale legislatura, aventi a oggetto il fenomeno settario e la richiesta di attuazione di mirate politiche educative come da indicazioni contenute nelle varie Raccomandazioni dell’APCE a tutela, nella fattispecie, delle fasce maggiormente vulnerabili, sono rimasti, a oggi, lettera morta.

 

XVI LEGISLATURA

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=695872

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=691624

XVII LEGISLATURA

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=703752

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=00750234&stampa=si&toc=no

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=16738&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=22238&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27MOZIONE%27

 

Dal contenuto dei medesimi atti, avrà eventualmente modo di verificare anche l’attacco di reiterato discredito,  con vere e proprie ingiurie ad personam,  che le nostre associazioni, le stesse vittime, così come  la Squadra anti-sette del Ministero dell’Interno, nonché altre realtà associative europee di difesa dell’individuo e delle famiglie, subiscono da tempo; attacco finalizzato a minimizzare, se non a negare, un fenomeno che appare, per contro, in costante crescita in tutta Europa anche in virtù dell’aumentato utilizzo della rete telematica e dell’apertura delle frontiere.  Gli stessi fautori di questa campagna lesiva si sono spinti ben oltre, violando i nostri indirizzi internet, sottraendoci documentazione privata e postandola, in contesti artatamente costruiti, su spazi virtuali anonimi.

http://www.liberocredo.org/

 

Rispetto all’inquietante realtà del fenomeno settario, ci troviamo, nostro malgrado, costretti a denunciare l’assordante silenzio dello Stato italiano, che non risulta, tra l’altro, come citato nella lettera a M.me Brasseur, aver mai realizzato in seno ad alcuna commissione d’inchiesta sull’infanzia, un approfondimento mirato, quantomeno, a valutare la portata del fenomeno, verificando, in particolare, l’impatto di gruppi coercitivi o ad alta richiesta attivi sul territorio nazionale, su soggetti minorenni.

Se è vero che nella precedente legislatura era stata attivata una “Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette”sette“, va purtroppo rilevato che i lavori non giunsero a conclusione, sebbene emersero inequivocabilmente, tanto dalle relazione degli esperti  quanto  dalla narrazioni delle vittime, compresa la toccante testimonianza della giovane fuoriuscita da un gruppo sincretico e all’epoca dei fatti minorenne, gravissimi scenari di violazione dei diritti fondamentali e delle libertà dell’individuo.

Pur nella comprensione del grave momento storico che anche il nostro paese si trova ad affrontare, riteniamo non debbano comunque considerarsi secondari fenomeni sociali come quello che abbiamo voluto portare alla Sua attenzione, tenuto conto che la stessa crisi economica può spingere connazionali che versano in grave stato di necessità e bisogno a rivolgersi a ciarlatani, machiavellici manipolatori e sedicenti guru e “maestri” privi di scrupoli, così come pensiamo non debba essere assolutamente sottovalutata sia la crescita esponenziale di cosiddetti movimenti di auto-miglioramento, del potenziale umano e/o pseudo-terapici per i concreti pericoli che possono costituire per la salute dei cittadini, sia l’infiltrazione di talune controverse organizzazioni in ambito scolastico, nel settore sanitario e nelle stesse istituzioni. In sintesi, crediamo non a torto, non si possa più ovviare a quell’opera informativo-preventiva oggi resa ancor più necessaria e urgente alla luce della preoccupante azione di reclutamento e indottrinamento condotta attraverso Internet e i social network, di adolescenti e minori, non solo a opera di singoli manipolatori o di gruppi coercitivi ma anche di predatori/predicatori fanatici e di veri e propri culti della morte. Constatiamo, con profonda amarezza, l’assoluta mancanza di minime informazioni sulle pagine web dei vari dicasteri nonostante gli stessi servizi di intelligence, per diversi anni, abbiano riferito nei loro rapporti semestrali al parlamento, sul fenomeno in oggetto e sui rischi connessi, evidenziando, tra l’altro, che <<la pericolosità del fenomeno si rapporta alla capacità di “manipolare” gli adepti, a volte fino ad annullarne la personalità, tanto da renderli totalmente asserviti alla volontà dei “capi carismatici”>>

http://www.favis.org/favis2/rapporti-ministero-dellinterno.html

 

D’altro canto, abbiamo conferma del fatto che programmi RAI, hanno il veto di ospitare in studio e accogliere le testimonianze di ex membri della Chiesa di Scientology e della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova. Ancorché gli scriventi non vogliano con questo significare che le menzionate organizzazioni non si configurino come religioni, laddove il loro status risulti riconosciuto, è tuttavia innegabile che siano considerate a livello mondiale, realtà controverse. Numerosi processi sono attualmente in corso per varie ipotesi di reato, tra le quali l’abuso sessuale nei confronti di minori.

Nell’ottobre scorso Scientology ha inoltre subito in Francia una condanna in via definitiva per associazione a delinquere e truffa per la quale era ricorsa alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che tuttavia, in data 5 giugno 2014, ha rigettato per inammissibilità l’istanza.  Sempre in Francia sono peraltro in corso nei confronti della Chiesa di Scientology altre due indagini per presunte attività criminali.  Inoltre, in base a quanto riferito dagli organi d’informazione, anche due strutture legate alla Chiesa di Scientology in Belgio, sono state rinviate dalla Camera di Consiglio di Bruxelles davanti a un tribunale correzionale per il reato di associazione a delinquere.

Sono inoltre moltissimi i connazionali che riferiscono di traumi psicologici e spirituali subiti durante e dopo la loro affiliazione. Tale è il caso degli ex Testimoni di Geova, a cui è tra l’altro negato, a seguito di politiche interne dell’organizzazione geovista, di mantenere significativi rapporti affettivi coi propri familiari ancora membri, compresi figli minori e/o nipotini. Questi cittadini italiani si vedono oggi negato dal servizio pubblico radiotelevisivo il semplice diritto di poter narrare le loro, sovente, drammatiche vicende.

https://favisonlus.wordpress.com/2013/10/16/francia-sentenza-storica-la-cassazione-condanna-definitivamente-scientology-per-associazione-a-delinquere-e-truffa/

http://actualitesdudroit.lamy.fr/Portals/0/pdfs/Scientologie%20-%20Rosenberg%204227.pdf

http://www.20minutes.fr/societe/1421439-20140723-eglise-scientologie-visee-enquete-preliminaire-harcelement-moral-abus-faiblesse

http://www.english.rfi.fr/americas/20140724-scientologists-accused-brainwashing-french-company-s-employees

http://www.rtl.be/info/belgique/faitsdivers/1079397/la-justice-belge-s-attaque-a-l-eglise-de-scientologie-qu-elle-qualifie-d-organisation-criminelle

http://tonyortega.org/2014/10/24/scientology-had-a-big-legal-loss-in-europe-in-june-and-were-just-now-finding-out-about-it/

 

Il diritto alla libertà di religione e di credo sancito dalla nostra Costituzione, non dovrebbe far chiudere gli occhi dinnanzi alle attività potenzialmente nocive, pericolose e/o illecite di taluni gruppi e sui gravi danni che ne possono derivare, anche a lungo termine, per gli individui, per le loro famiglie e in primis per i soggetti più vulnerabili, come attestato da tutta la letteratura scientifica internazionale, -di cui abbiamo fatto menzione nella lettera inoltrata a M.me Brasseur-,  e a cui reputiamo utile aggiungere anche il recente studio condotto dall’autorevole ricercatrice Lorraine Derocher, dell’Università di Sherbrooke, che ha posto in luce come comune denominatore della maggioranza dei gruppi settari, al di là delle dottrine, filosofie o ideologie professate, sial’isolamento sociale dei bambini.

http://www.usherbrooke.ca/medias/nouvelles/nouvelles-details/article/25752/

 

Alcuni Stati europei, a tal fine, hanno provveduto a migliorare le loro normative e svolgono, attraverso strutture quali la Missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie -MIVILUDES-, indispensabile e determinante attività di informazione, tutela e sostegno della popolazione

http://www.derives-sectes.gouv.fr/

Solo nei giorni scorsi, il dott. Serge Blisko, presidente della Miviludes riferiva che la struttura interministeriale riceve annualmente 2500 segnalazioni e che oggi esiste particolare preoccupazione per l’infiltrazione delle cosiddette “sette” nel settore della salute e nelle aziende ed imprese che attraversano forti difficoltà a causa della persistente crisi economica

http://www.republicain-lorrain.fr/france-monde/2014/10/17/sectes-nous-avons-2-500-signalements-par-an

https://favisonlus.wordpress.com/2014/10/17/fenomeno-settario-abbiamo-2500-segnalazione-allanno-intervista-al-presidente-della-missione-interministeriale-di-vigilanza-e-contrasto-alle-derive-settarie/

La situazione nel nostro paese non risulta certamente dissimile, basti considerare che già nel I semestre 2001 i servizi di sicurezza italiani, riferivano quanto segue: “E’ proseguita sul territorio nazionale l’attività di proselitismo da parte di sette e movimenti pseudoreligiosi, che continuano ad evidenziare aspetti di pericolosità per le capacità di inserimento in diversi contesti sociali, per le potenziali implicazioni illecite e lo sviluppo di collegamenti con più strutturati gruppi stranieri. Attenzione è stata riservata alle cosiddette “psicosette”, in grado di insinuarsi in maniera pervasiva in situazioni di disagio e di vulnerabilità, sino a determinare negli adepti una sorta di “dipendenza confessionale” che comporta un’assoluta obbedienza nei confronti del leader ed un contemporaneo disconoscimento della realtà esterna

http://www.favis.org/favis2/rapporti-ministero-dellinterno.html

Ciò nonostante, continua a restare puntualmente inascoltato ogni appello al riguardo.

Confidando in un Suo personale interessamento alle gravi questioni oggetto di questa missiva, La ringraziamo sentitamente per l’ attenzione accordataci, rinnovandoLe la nostra più viva stima e gratitudine.

 

Distinti saluti,

il portavoce delle associazioni firmatarie

Maurizio Alessandrini

FA.VI.S.  Associazione Familiari delle vittime delle sette, onlus – Rimini
Presidente Maurizio ALESSANDRINI
(www.favis.org ; https://favisonlus.wordpress.com)
 
 
Ce.SAP Centro Studi sugli Abusi psicologici, onlus – Noci (BA)
Presidente Dr.ssa Lorita Tinelli, psicologo clinico e forense
(www.cesap.net)
 
 
Associazione Prometeo Onlus,  Bergamo
Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata
Presidente Dr. Massimiliano FRASSI, sociologo
(http://www.associazioneprometeo.org)
 
 
Centro Studi Giù Le Mani Dai Bambini – San Benedetto del Tronto (AP)
Presidente Aldo VERDECCHIA
 
 
Associazione SOS Antiplagio – Novara
Presidente Giovanni RISTUCCIA
 
 
Associazione Arciragazzi, Bologna
Prevenzione e tutela contro gli abusi sui minori, Prevenzione del disagio giovanile
Presidente Serena FRASCAROLI
http://digilander.libero.it/ArciragazziBologna/arcirag/arci_chi.htm
 
 
Associazione La Caramella Buona Contro la pedofilia Onlus
Presidente Dr. Roberto MIRABILE
già membro dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile
della Presidenza del Consiglio dei Ministri  (http://www.caramellabuona.org)
 
 
Associazione QUOVADIS A.P.S. – Modena
Presidente Rocco Politi (http://www.quovadisaps.org/)
 
 
Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari
Presidente Dr. Gianpaolo Petrucci
(http://www.gruppoeduchiamociallapace.it)
 
 
FONDAZIONE APULIA FELIX
Presidente Prof. Giuliano Volpe  (http://www.apuliafelix.org/)
 
 
Associazione Mai Più Violenza Infinita
Presidente Avv. Virginia Ciaravolo
(http://www.maipiuviolenzainfinit.it)
 
 
Coordinatore Regione Lecce AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati)
Avv. Tania Rizzo, (http://www.aigalecce.it)
 
 
Associazione Mille Splendidi Soli
Presidente Dr.ssa Mariella Cuocci, psicologa clinica
(www.splendidisoli.it)
 
 
Associazione Centro Studi Familia
Presidente Avv. Lorenzo Iacobbi, avvocato matrimonialista, tutela dei minori
(https://www.facebook.com/pages/Centro-Studi-Familia/1468166880139770?fref=ts)
 
 
Associazione “ConDivisa” – Sicurezza e Giustizia
Presidente Dr.ssa Lia Staropoli
(https://www.facebook.com/ConDivisaSicurezzaEGiustizia?fref=ts) 
 
 
Associazione no-profit “Progetto Vittime”
Presidente Dr.ssa Immacolata Antonietta Giuliani, Psicologa e Criminologa
Responsabile Nazionale dell’Unità Prevenzione ed Analisi Criminologica
(http://www.prevenzionecriminologica.comuv.com/)
 
 
Osservatorio Antiplagio
Coordinatore nazionale Prof. Giovanni Panunzio
(http://www.antiplagio.org/)
 
 
Sezione Tematica Indipendente Rete l’ABUSO
Presidente Dr. Francesco Zanardi
(http://retelabuso.org/)

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