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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

 

Lo psicologo Richard Gadner (1985; 1987; 1989; 1992) definisce la sindrome di alienazione genitoriale (Parental Alienation Sindrome – PAS) come il comportamento di uno o più figli che nel contesto del conflitto intergenitoriale, diventa ipercritico e denigratore nei confronti di uno dei due genitori, perché l’altro lo ha influenzato in questo senso, indottrinandolo adeguatamente[1].

Alcuni autori (Clawar, Rivlin, 1991) parlano di bambini programmati ai quali è praticato il lavaggio del cervello.

Nell’ambito familiare è normale che si vengano a stabilire alleanze particolari e collusive fra i diversi attori delle relazioni.

E’ altrettanto frequente che in casi di conflitto intra e interfamiliare, legati ad esperienze di separazione, le alleanze collusive siano ancora più evidenti e sono funzionali a sostenere, influenzare, ricattare, ostacolare, riavvicinare i vari membri della famiglia.

La sindrome di alienazione genitoriale si distingue dalle normali dinamiche relazionali per delle caratteristiche peculiari:

  1. il figlio cambia atteggiamento dopo l’affidamento provvisorio e senza una ragione plausibile
  2. le critiche/accuse all’altro genitore appaiono inconsistenti, esagerate, contraddittorie o contraddette dai fatti
  3. le critiche/accuse appaiono stereotipate, prive di dettagli e copia-carbone del pensiero di uno dei genitori
  4. le critiche/accuse sono estranee all’ambito di esperienza di un bambino
  5. la formulazione di critiche/accuse contiene informazioni che solo l’altro genitore può aver fornito
  6. il bambino vive ansia e paura nell’incontrare l’altro genitore in assenza di ragioni concrete
  7. il bambino si preoccupa di tutelare, senza una ragione specifica, un genitore rispetto all’altro
  8. mostrerà inoltre un certo legame a favore dell’eventuale nuovo compagno del genitore rispetto all’altro genitore biologico
  9. si ravvisa la presenza di razzismo familiare (‘noi siamo brava gente, mentre tuo padre …’)
  10. si ritiene che un genitore sia solo vittima, mentre l’altro è colpevole o responsabile con una visiona manichea e senza sfumature[2].

Il genitore può indurre tutto ciò nel figlio secondo un programma più o meno consapevole, che presenta comunque delle strategie di indottrinamento, che possono essere dirette o indirette e che non sempre sono direttamente riconoscibili.

Particolarmente importanti sono le tecniche indirette che solitamente incidono più sottilmente sull’opinione e sul comportamento del bambino. Esse fanno leva sulle emozioni e sul suo senso di lealtà.

Esempi di stratagemmi sono:

  1. raccontare aneddoti in cui l’altro genitore risulta in una veste compromessa
  2. esagerare il proprio ruolo di educatore e sminuendo quello dell’altro
  3. soddisfare i desideri del figlio che l’altro limita o disapprova
  4. mostrare gusti e opinioni diametralmente opposti a quelli dell’altro genitore
  5. ‘sgenitorializzare’ l’altro genitore per esempio chiamandolo col proprio nome e non con l’appellativo ‘papà’ o ‘mamma’
  6. metacomunicare in modo paradossale sull’altro genitore (‘ci sarebbero molte cose da dire su tuo padre … ma io sono buona e non dico nulla’)
  7. creare doppi legami che confondono il bambino e lo rendono facilmente suggestionabile
  8. mistificare le impressioni e i sentimenti del figlio
  9. chiedere continuamente al figlio cosa ne pensa dell’altro genitore, costringendolo a prendere posizioni, e premiarlo o punirlo a seconda delle sue risposte.

L’utilizzo di tali tecniche porta il bambino a schierarsi con un genitore o con l’altro e a reinterpretare la realtà secondo le caratteristiche del genitore che agisce su di lui.

Il bambino non sempre è cosciente del ruolo ascrittogli.

La letteratura sul tema riporta le caratteristiche psicologiche e comportamentali del genitore bersaglio che faciliterebbe l’instaurarsi della PAS (Wakefield, Underwager, 1990; Rand, 1997b):

  1. sesso: in due terzi dei casi il genitore bersaglio è il padre, che ha maggiori probabilità di essere vittima della PAS, specie quando viene accusato falsamente di abuso sessuale
  2. responsabilità del fallimento del matrimonio: viene spesso preso di mira il genitore responsabile della separazione
  3. distanza emotiva dai figli: diviene bersaglio il genitore che ha un atteggiamento distaccato nei confronti dei figli o che è spesso fuori casa, tanto che ha meno probabilità di recepire immediatamente la situazione, e quando reagisce viene percepito negativamente dai figli che si schierano col genitore più presente
  4. atteggiamento verso la situazione: il genitore che reagisce con minor risolutezza nei confronti della separazione e dell’affidamento, è più probabile che diventi bersaglio. In questo caso mostrerà anche atteggiamenti di aggressività e sarà più semplice attribuirgli la responsabilità della causa del conflitto.

 

Particolari situazioni inducenti la PAS

Un ruolo altrettanto importante nell’instaurarsi della PAS è rivestito dalle terze persone, che entrano a far parte della disputa per l’affidamento dei figli (altri membri della famiglia, amici, vicini, nuovi partners, …).

 

In particolare la letteratura ha evidenziato casi di PAS indotta attraverso l’appartenenza del genitore alienante e/o del suo nuovo partner a svariati tipi di culto, che possono ruotare intorno ad un tema religioso o ideologico qualsiasi.

 

Per esempio la presenza di un leader carismatico o di un comitato direttivo di un culto, che controllano i membri del proprio gruppo in maniera precisa e utilizzano tecniche di indottrinamento sistematiche e di allontanamento dei propri adepti dal resto del mondo, possono agire per l’instaurarsi della PAS.

 

La gente che si separa è molto vulnerabile, pertanto risente maggiormente dell’atteggiamento del gruppo di appartenenza, specie se questo induce una visione manichea della vita e riconosce e rinforza la ‘rettitudine’ dell’individuo coinvolto nell’esperienza.

Allo stesso modo il gruppo, specie se agisce come sistema totalitario e totalizzante ha un’influenza notevole anche sui figli dei propri adepti che si stanno separando agendo su di loro, specie se sono più piccoli e non possiedono ancora una sufficiente autonomia di pensiero (Greene, 1989; Singer, Lalich, 1995).

 

In un brano tratto dal libro Cult in Our Mids, di Margaret Thaler Singer, con la collaborazione di Janja Lalich, pubblicato nel 1995 da Jossey-Bass Publisher, ISBN 0-7879-0266-7, l’autrice evidenzia come certi gruppi agiscono sui giovani anche con metodologie dirette:

 

 

Le sette mettono poi i membri contro la famiglia di origine usando una pletora di ragioni logiche studiate per adattarsi all’ideologia del gruppo. Una setta politica, ad esempio, ‘testa’ i giovani neofiti spingendoli a mentire deliberatamente ai genitori, e nel momento della telefonata un dirigente sta vicino per controllare. Si tratta del primo gradino per separare i neofiti dalla famiglia, e per addestrarli a seguire ordini irrazionali. Le sette di psicoterapia e auto-miglioramento sono note in modo particolare per portare i membri a rivisitare le loro storie personali e, soprattutto, a considerare i genitori come malvagi e non più degni di fiducia. Similmente, come ho già detto, le sette religiose addestrano i membri a considerare gli esterni, anche parenti stretti, come satanici e ad evitarli ad ogni costo. (Capitolo 4, traduzione Martini)

 

Un esempio particolare di induzione della PAS tra i Testimoni di Geova

Molto spesso mi è capitato di intervenire come Consulente Tecnico, in casi di separazione tra un coniuge Testimone di Geova e l’altro no, che vedevano come oggetto di contesa qualche minore.

In tutti i casi era evidente l’attuarsi di una PAS da parte del genitore geovista, sostenuta e in qualche modo iniziata dallo stesso gruppo di appartenenza.

Un esempio abbastanza eloquente di quanto è stato sopra affermato, ci vien dato da un brano tratto dalla Torre di Guardia del 1/11/1998, p. 28, in cui il Corpo Direttivo offre disposizioni sulle strategie da adottare, dopo una separazione da un coniuge incredulo (il significato gergale di questo termine è un coniuge che non aderisce alla ideologia di gruppo), per evitare che il figlio venga influenzato da quest’ultimo:

 

 

Spesso il Magistrato concede al genitore che non ha ottenuto l’affidamento del figlio la facoltà di andargli a far visita. (…) E se il genitore non credente cerca di annullare gli effetti dell’educazione impartita nel timore di Dio?

Il segreto sta nel prepararsi prima delle visite! Una madre cristiana, il cui ex marito era diventato apostata, riferisce: “Prima della visita, consideravo con i bambini cosa ne avrebbe pensato Geova del loro comportamento. Li ponevo di fronte alle situazioni che avrebbero incontrato. Dicevo loro: ‘Se vostro padre dirà così e così, come risponderete?’.

Un’altra cristiana da cui il marito divorziò perché era diventata Testimone aggiunge: “Prima che [i miei due figli adolescenti] si rechino dal padre durante il fine settimana, preghiamo Geova chiedendogli di star loro vicino e di aiutarli a dare testimonianza al padre, soprattutto mediante una condotta eccellente”.

Un genitore non credente a cui è stata concessa la facoltà di visitare il figlio potrebbe cercare di lusingarlo con ricchi doni, svaghi costosi e altre cose belle. Iochebed, madre di Mosè (e Aram se era ancora in vita) sapeva a cosa sarebbe andato incontro il figlio quando sarebbe stato riconsegnato alla figlia di Faraone. Perciò si darà da fare per formare il suo senso dei valori finchè era con lei. (Esodo 2:1 – 10) Pur di fronte agli allettanti ‘tesori d’Egitto’, Mosè preferì seguire i principi santi. “Stimò” i suoi privilegi spirituali come vere e proprie ricchezze! (Ebrei 11:23- 26) Similmente, i genitori cristiani dovrebbero preparare i propri figli ad opporsi a simili allettamenti esaminando con loro informazioni scritturali che pongano l’accento sui tesori spirituali. Spesso i figli capiscono le basse motivazioni che inducono un genitore a cercare di comprare il loro affetto. – Proverbi 15:16, 17.

In qualche caso estremo la visita potrebbe costituire un grave pericolo per il figlio. In tali circostanze il genitore dovrà decidere il da farsì, esaminando in preghiera fino a che punto è grave il pericolo, quali strumenti legali ha a disposizione e le possibili conseguenze derivanti dal rifiutarsi di rispettare la facoltà di visita. Evitate di agire con precipitazione, perché potreste gettare dubbi sulle vostre capacità di assolvere il ruolo di genitore. – Galati 6:5; Romani 13:1; Atti 5:29; I Pietro 2:19,20.

 

 

 

Insomma è possibile rilevare in questo brano tutti gli elementi dell’instaurarsi di una PAS:

 

1)      la presunzione di essere migliori dell’altro genitore, con la visione di quest’ultimo come di un essere pericoloso per il proprio figlio

2)      un gruppo con appositi consigli supportati ad hoc dalle Scritture

3)      alcune storie di vite che vanno a rafforzare la presa di posizione del genitore manipolante

4)      precise istruzioni su come agire anche avvalendosi della legge per allontanare il figlio dall’altro genitore

 

 


[1] Guglielmo Gulotta, Quaderno Quattro, Istituto degli Innocenti, Firenze, p. 27

[2] Guglielmo Gulotta, Quaderno Quattro, p. 30

” I mille volti della violenza ” è il titolo della Tavola rotonda organizzata dal Ce.S.A.P. Centro Studi Abusi Psicologici con il patrocinio di Regione, Provincia e Comune.

L’associazione Ce.S.A.P. fondata da un gruppo di professionisti, ha come scopo quello di porsi come osservatorio permanente per lo studio e la divulgazione di studi psicologici e giuridici inerenti problematiche di abusi psicologici in ambito domestico, lavorativo e sociale e si propone di offrire informazioni sull’argomento, a tutti gli operatori interessati ma soprattutto a vittime di abusi e a quanti, familiari, parenti, reti amicali, vivono di riflesso esperienze di estrema difficoltà e disagio nell’affrontare le situazioni in cui sono coinvolti i propri cari.

L’ Associazione Crescere Insieme è stata invitata a partecipare all’incontro per portare il suo punto di vista sulla situazione del disagio dei minori coinvolti in separazioni

L’incontro del 7 ottobre si proponeva l’obbiettivo di dibattere, insieme alle altre Associazioni ed Istituzioni, sul tema della violenza e favorire la rete di collaborazione esistente fra Associazioni e Istituzioni.

Moderatore la dott.ssa Lorita Tinelli, ( Presidente del Ce.S.A.P. e psicologo clinico, intervenuti il dott. Salvi ( Istituto degli Innocenti ), l’avv. Germano Randazzo, il prof. Alfredo Jacopozzi ( Facoltà Teologica dell’Italia Centrale ), il dott. Giampaolo la Malfa (Psichiatra, U.O. Psichiatrica di Careggi ). Per l’Associazione Crescere Insieme, in sostituzione del Presidente prof. Marino Maglietta, è intervenuto il socio dott. Giuseppe Iraso.

Il dott. Iraso ha parlato della situazione italiana per quanto riguarda le separazioni e dei disagi di tutti i membri della famiglia separata, ma soprattutto dei minori. Disagi dovuti in buona parte a una superata legislazione che adotta pedissequamente l’affidamento esclusivo, esautorando del tutto un genitore e sospingendolo verso il disimpegno e l’assenza, per lasciare all’altro ogni responsabilità e fatica. Le tensioni e i conflitti che ne derivano tra gli ex coniugi, si traducono per i minori, in una sofferenza gratuita e proprio per questo ancor più inaccettabile. Ha accennato inoltre alla P.A.S. (sindrome da alienazione genitoriale) E’ questo un disturbo, già da molti anni studiato negli Stati Uniti, per cui, in caso di separazione, un bimbo per effetto delle pressioni di un genitore arriva a rifiutare e denigrare attivamente l’altro genitore. Citando Gardner (psicologo americano) : “… un genitore che inculca la PAS in un bambino commette una forma di violenza emozionale in quanto questa programmazione può produrre nel bambino non solo una alienazione permanente da un genitore affettuoso, ma anche turbe psichiatriche. …. è spesso cruciale un’indagine attenta per fare una diagnosi esatta. Colloqui congiunti con tutte le parti in causa in tutte le combinazioni possibili, aiutano a scoprire la verità.” Purtroppo questo spesso in Italia viene a mancare: non sono rari i casi in cui Servizi Sociali o consulenti arrivano a fare delle relazioni, avendo sentito solo una parte.

Il dibattito è poi proseguito con la denuncia dell’attività pericolosa e devastante, per l’individuo, di singoli o di organizzazioni di potere, mascherate anche da religioni.

Si sono avute testimonianze ed esperienze vissute, da parte di famiglie smembrate in seguito all’adesione da parte di una persona cara a certi tipi di sistemi totalitari.

Si ritiene che l’indagine conoscitiva permetterà di individuare strategie di intervento e possibilmente di stimolare la collaborazione delle Autorità.

L’incontro si è chiuso auspicando collaborazione di quanti hanno fatto questo tipo di esperienza, e con l’augurio che questo impegno possa portare un contributo fattivo a tutela dei cittadini.

Fonte: http://associazioni.comune.firenze.it/crescereinsieme/sezioni/firenze/cesap.htm

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