Header image alt text

Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Il Guru, la sua chiesa e i suoi insegnamenti hanno sempre ragione e la critica non è accettata.

In alcune sette, dove il  guru è morto, l’insegnamento rimane identico. Io uso la parola “guru” qui, ma in molte sette, il leader carismatico ha il titolo di ministro, sacerdote, yogi, swami, profeta, maestro spirituale o qualsiasi altro titolo che lo trasforma in un uomo saggio. Ma in ogni caso egli ha ragione.

 

 

Allo stesso modo, i suoi insegnamenti sono sempre veri, e quando muore, i suoi scritti diventano Scritture infallibili e insindacabili. La Chiesa del Guru ha sempre ragione, i suoi successori hanno sempre ragione, e tutto ciò che riguarda il culto è sempre vero … non importa cosa.

Jeffrey Masson ha scritto su falsi guru:

Ogni guru afferma di sapere qualcosa che non si può imparare da soli o attraverso i canali ordinari. Tutti i guru promettono l’accesso ad una realtà nascosta, se solo si seguono il loro insegnamento, si accetta la loro autorità e se si dà loro la vita. Alcune domande sono off limits. Ci sono cose che non si possono conoscere sul guru e sulla sua vita personale. Qualsiasi dubbio circa il guru è un riflesso della propria indegnità, o l’influenza di una forza esterna maligna. Più l’azione del guru è oscura, più probabile è che egli abbia ragione, venga amato. In definitiva non si può conoscere il guru, è necessario amarlo. Devi obbedire, devi umiliarti alla sua grandezza, fino a raggiungere il nucleo del gruppo e si può iniziare ad abusare gli altri come il vostro guru vi ha abusato. Tutto questo è nella natura stessa dell’essere  guru.” Mon Père ce Gourou , Jeffrey Masson, 1993, page 173.

 

La misura in cui si glorifica il leader di un culto è spesso assurda. L. Ron Hubbard, il leader di Scientology, è stato considerato come la persona più bella che sia mai esistita – in realtà, solo lui sarebbe stato la causa più grande del progresso umano per tutto il tempo, perché era stato “rigenerato” dalla vita dopo la vita, dalla reincarnazione, ancora e ancora una volta e ogni volta portando un’altra grande scoperta o procedendo nel progresso dell’umanità. Sembra che L. Ron Hubbard sia stato nelle sue reincarnazioni successive, la maggior parte di tutti gli uomini più grandi e famosi che siano mai vissuti  nel corso della storia umana.

 

Scientology ha pubblicato una serie di 20 libri – la serie “RON” – che esalta L. Ron Hubbard in tutti i suoi aspetti: RON il regista, RON il Master Marine, l’uditore RON, la filosofia dell’amministrazione di RON, RON l’avventuriero/esporatore, RON l’artista, RON il fotografo, RON lo scrittore, RON l’umanitario, RON l’orticoltore, RON il compositore, RON il Poeta / Lyricist, ecc … in realtà, quando Hubbard faceva qualcosa (come andare in  vela in estate), egli stesso si dichiarava maestro di questa arte  e ne approfittava per scrivere un libro …

 

Guardando al futuro

Nella maggior parte delle fotografie delle copertine, Hubbard guarda al cielo. Questo per dire che egli è un visionario spirituale, che è al di sopra preoccupazioni terrene mondane . Casualmente, sulla copertina del libro degli Hare Krishna (ISKCON) La scienza della Realizzazione del Sè, il guru AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada appare esattamente nello stesso posto e nella stessa posa.

 

 

E venne la perfezione

Per non essere da meno, la Chiesa dell’Unificazione sostiene che Sun Myung Moon e sua moglie sono “I genitori perfetti“, le uniche due persone perfette sul pianeta Terra. Così  Moon è il nuovo Messia inviato per finire il lavoro che Gesù Cristo non è riuscito a completare … Possiamo vedere che questo è un valore che ricorre tra i  guru (Moon, Hubbard e nuovi guru della New Age sono in realtà … perfetti ! ).

 

Tutto è costruito in modo che il leader del culto è la cosa più grande che possa esistere: “In definitiva, non si può vedere il guru, è necessario amarlo“.

 

Dubbi? (Aggiungere le questioni di Hassan, modificare e aggiungere la mia)

Se avete dubbi su un guru, si può semplicemente chiedere a un membro “il Maestro ha fatto alcuni errori nella costituzione  della organizzazione o nella formulazione della dottrina ?” . I veri credenti ti guarderanno con orrore e insisteranno che il guru non ha mai commesso un errore … Per  loro “L’idea è impensabile“. I principianti cominceranno a balbettare e i dubbiosi vi diranno di andare da un ex seguace.

 

Applicazione perfetta di lavoro

Tuttavia, essere considerati da un culto perfetti è un grande svantaggio per un guru. Anzi, deve agire in questo modo  o almeno fingere quando questo non è possibile. Essere accusati di aver rubato soldi o di aver violentato una persona  può minare la sua credibilità. Ma alcune sette fanno un lavoro intelligente intorno al guru affinchè ciò gli sia risparmiato. Così,il guru può essere il messaggero di un santo morto, un angelo, Gesù, la Vergine Maria. In questo modo il leader resta indubbiamente vero, perché dipende da un potere più alto e quindi il leader del culto può indulgere in tutti i piaceri della carne stessa senza creare una contraddizione. Dopo tutto  non ha mai detto che era perfetto, o più santo di chiunque altro. E’ un po’ più attento alle sfere superiori  e anche in grado di sentire la voce di un potere superiore  …

 

 

Naturalmente i messaggi che arrivano dipendono dai capricci del leader.

I membri del culto potrebbero pensare che sono incompetenti, deboli, stupidi, ignoranti, ma soprattutto pensano di essere peccatori. Essi sono regolarmente criticati, gli vengono indotti sentimenti di vergogna, vengono ridicolizzati, sminuiti e tutto questo si ripete in decine di forme diverse, quando il leader o i suoi compari pensano che non sono abbastanza allineati al movimento.

Questa caratteristica è talvolta espressa come infantilizzazione dei membri: essi si riferiscono al leader come “Padre” e  a loro come suoi “figli”.

I membri  inoltre ritengono che essi non sono in alcun modo qualificati per giudicare il guru o la sua chiesa. E, in caso di disaccordo, si applica la regola numero 1: il guru ha sempre ragione.

 

 

Inoltre, avere emozioni negative circa il culto o il suo leader è un “difetto” che deve essere corretto.

Un corollario a questa regola è la pratica di abbassare l’autostima attraverso una varietà di metodi:

- Gli anziani o i membri di rango superiore rimproverano i nuovi soci cspiegando che il loro lavoro e le loro attività spirituali non sono abbastanza buone. Ancora una volta  i neofiti saranno abusi (fisicamente o psicologicamente) dal guru e dai suoi seguaci, fino a raggiungere il livello appropriato che li farà comportare come gli anziani e infliggeranno agli altri ciò che essi stessi hanno subìto.

- Si tratta di una caratteristica universale dei culti è che, a parere del leader e degli anziani, i nuovi arrivati ​​non possono nemmeno pensare. Essi non sono abbastanza “formattati” o “non abbastanza spirituali“. Essi non sono stati membri abbastanza a lungo, non hanno pregato, cantato, meditato abbastanza a lungo  o che la loro disintossicazione (da droga e/o alcool) è troppo recente … ecc. In realtà, c’è sempre un motivo (e ci sarà sempre).

- I membri devono criticare e confessare tutti i loro peccati e tutti i loro difetti (al leader o agli anziani). Essi a volte devono anche impegnarsi in sessioni di auto-critica  o  di confessione pubblica. Questo tipo di pratica è utilizzata da tutti, sia dai gruppi maoisti ai cinesi comunisti ai pseudoculti cristiani.

A volte altri si auto-criticano in sessioni di “terapia di gruppo di tipo psicologico” .

D’après ORANGE,  traduction et modification par Christophe Jaming – Derive sectaire

Fonte: http://derive-sectaire.fr/fonctionnement-des-groupes-sectaires-1-le-gourou-a-toujours-raison/

 

—————————————–

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

di BARBARA RIVA, edizioni ‘Il Ponte Vecchio’, Cesena, 1997, pp.137

Negli ultimi decenni, si è affermata in tutto il mondo occidentale una cultura spirituale alternativa, prodotto delle trasformazioni che la società contemporanea ha subito in differenti settori: sociale, politico, culturale, tecnologico, economico, religioso, …
New Age, letteralmente ‘Nuova Era’, sta a significare l’avvento di un’epoca nuova, che dovrebbe prendere il posto dell’attuale civiltà cristiana.
La New Age con i suoi guru, maghi ed angeli, con il ricorso all’esoterismo, all’occulto e alla magia, offre nuovi strumenti per interpretare ed affrontare la vita e il mondo, garantendo all’essere umano la possibilità di recuperare la felicità perduta, l’armonia, la pace.
Tale fenomeno, così vago e complesso, si propone come un amalgama sincretico di istanze spirituali, sociali e politiche eterogenee, che mirano alla trasformazione degli individui e della società, grazie alla nuova consapevolezza spirituale.
Il sacro, dunque, lungi dall’esser stato posto in crisi, sembra oggi svolgere ancora una funzione vitale, benchè più complessa e di non facile interpretazione.
Siamo di fronte ad una nuova spiritualità, quindi, non necessariamente legata alla fede in una divinità e che mette l’uomo al centro di ogni catechesi.
Il pensiero olistico, a cui si ispira la New Age, difatti, ha influenzato l’atteggiamento verso la medicina, l’ambiente, la famiglia, la musica, il lavoro, la religione e la pace del mondo, insistendo sull’idea che l’individuo sia responsabile e capace di ogni cosa, dall’autoguarigione alla creazione del mondo.

L’opera indaga nell’universo del più moderno metanetwork spirituale, cercando di scoprire fino a che punto, esso stimoli e soddisfi il bisogno spirituale dei giovani, evidenziando anche i lati oscuri di questa ‘nuova cultura del sacro’.
L’autrice, nei primi capitoli, accompagna il lettore nel complesso mondo della New Age, secondo un’attenta progressione: presentazione critica del fenomeno, riflessione sociologica sulle sue provocazioni e applicazioni nella cultura attuale.
La New Age risulta così somigliare ad una struttura composta da tre reti o network, che pur avendo stesse ispirazioni di fondo, si propongono con caratteristiche contenutistiche proprie. Si individuano pertanto i filoni delle spiritualità alternative, delle politiche alternative e delle terapie ‘alternative’.
Nulla di tutto questo corrisponde alla religione, ma piuttosto le tre reti testimoniano la presenza di nuovi atteggiamenti mentali nei confronti delle nuove forme del sacro.
Questa caratteristica predominante del nuovo modo di rivolgersi al sacro, si traduce in una sorta di religione fai da te, perfettamente sostenuta e incoraggiata dalla New Age e che esercita una forte attrazione nel sociale, coinvolgendo sempre più simpatizzanti, anche se aderenti a qualche religione istituzionalizzata.
Di notevole rilievo, a questo proposito, risulta la ricerca sulla religiosità di alcuni giovani studenti di Cesena, che evidenzia una sorta di sincretismo nel loro modo di intendere la spiritualità, che prescinde dalla loro appartenenza ad un qualsiasi movimento religioso.
La ricerca ha inoltre evidenziato fra i giovani oggetto del campione, che la New Age, pur costituendo un importante richiamo per le nuove generazioni, alla ricerca di risposte a problemi universali meno dogmatiche e morali, risulta essere ancora, prevalentemente nella regione analizzata, più una questione di moda che di piena convinzione del singolo. Ma grazie alla qualità del messaggio che porta con se, sembra attecchire con facilità a livello sociale, sollecitando in tutto il nostro Paese veri e propri modelli imitativi di carattere spirituale..
Il lavoro si conclude con un’interessante resoconto di un’intervista che l’autrice ha fatto al cantautore Franco Battiato. Sebbene la sua musica e testi siano stati spesso definiti di stile ‘New Age’ dai critici, il cantautore sostiene di aver ‘cantato’ quelle idee ancor prima che la New Age nascesse, quasi a testimoniare che tale fenomeno spesso è il frutto di facili ‘etichette’, indipendentemente dal fatto che l’esigenza del sacro dell’uomo o la rinnovata possibilità dello stesso di provare a ricostruire il proprio mondo interiore, in pieno ottimismo e libertà, si concretizzi in un percorso di ‘spiritualità new age’.
I pregi del volume sono: la chiarezza espositiva, il rigore scientifico del metodo di indagine, la completezza dei contenuti e un linguaggio fluido ed accessibile.
Utile strumento di informazione per chiunque si occupi di questi temi sia a livello professionale sia per curiosità ed interesse personale.

Recensione di Lorita Tinelli
pubblicata su  RELIGIONI e SETTE nel mondo, rivista trimestrale di cultura religiosa, n° 15, Anno 4 – Numero 3 – Settembre 1998, edita dal GRIS

Creative Commons License Il New Age fra secolarizzazione e nostalgia. Una ricerca sul senso religioso dei giovani, is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.