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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Si presentano come gruppi di studio che insegnano a potenziare la mente. Le vittime vengono manipolate, costrette a donare i propri averi e spesso a subire abusi sessuali. Manca la legislazione per colpirle. Le associazioni lanciano l’allarme: in tutta Italia sono più di 500

16 Gennaio 2016 – 15:30«In questi giorni stiamo seguendo il caso di una ragazza. È malata, avrebbe bisogno di cure, ma è stata convinta dal gruppo esoterico di cui fa parte a rifiutare ogni terapia. Teme che i farmaci potrebbero interrompere il suo cammino spirituale». Maurizio Alessandrini è il presidente dell’associazione familiari vittime delle sette. In tredici anni di attività ha conosciuto un migliaio di storie simili. Persone entrate in contatto con maghi e santoni, diventate vittime di abusi e violenze. Perché a volte, dietro un mazzo di tarocchi, non si nasconde solo folklore e tradizione. «Parliamo di sette criminogene – racconta Anna Maria Giannini, professore di Psicologia giuridica e forense alla Sapienza di Roma – Realtà che sfruttano le persone più fragili riducendole in schiavitù ed estorcendogli denaro».

Difficile avanzare stime precise. Tra gruppi di natura spirituale, pseudoreligiosa e affini c’è chi parla di almeno 500 sette in tutta Italia. Per qualcuno sono molte di più. Ancora più difficile è ipotizzare il numero delle vittime. «Non esistono dati universali – continua Anna Maria Giannini – Sicuramente è un fenomeno molto più diffuso di quanto non si creda». E così a cadere nella trappola sono i più insospettabili. Non solo anziani e sprovveduti, quello che colpisce è la trasversalità delle vittime: persone di buona istruzione e di un discreto livello culturale. Quasi sempre provenienti dalle grandi città del Centro e del Nord Italia. In comune hanno tutti due aspetti, la fragilità e l’isolamento. Spesso ad aprire le porte di una setta è un momento di debolezza: un lutto in famiglia, la separazione dal coniuge, una malattia. La fondatrice del Centro studi abusi psicologici Lorita Tinelli ormai conosce il meccanismo: «I santoni si avvicinano alle persone in difficoltà. Sanno rispondere al loro bisogno di essere ascoltate e comprese, alla ricerca di un senso di appartenenza». È l’aspetto più preoccupante della vicenda. Nessuno è al riparo dal rischio. «Può succedere a ciascuno di noi. Tutti attraversiamo momenti in cui siamo più fragili».

Le vittime vengono convinte a versare denaro, spesso oltre le proprie possibilità. Recentemente una signora ha dilapidato 350mila euro in consulenze spiritiche. Altre volte l’abuso diventa fisico. «Molti santoni pretendono prestazioni sessuali dalle proprie adepte»

Intanto il fenomeno sta lentamente cambiando forma. Fino a pochi anni fa la minaccia più diffusa era rappresentata dalle sette di carattere religioso. Negli ultimi tempi, invece, hanno iniziato a diffondersi nuove forme di aggregazione, le psicosette. «Il bisogno di spiritualità – continua Tinelli – incontra una risposta di tipo diverso: si propongono tecniche veloci di apprendimento, sviluppo della memoria, potenziamento della propria anima». I riferimenti spariscono, per certi versi il pericolo è persino maggiore. «Chi entra in una setta satanica sa già cosa lo aspetta – continua la fondatrice del Cesap – Chi entra in una psicosetta non è quasi mai a conoscenza delle finalità dell’organizzazione». Le stesse difficoltà le incontrano le autorità. Individuare e monitorare queste realtà è quasi impossibile: del resto nessuna si definisce una setta né si considera una religione alternativa. «Si presentano come associazioni culturali e scuole di formazione, organizzano seminari e corsi di studio». Dietro si nascondono sempre le stesse tecniche: la manipolazione della mente e la riduzione della personalità passano attraverso la capacità di allontanare le vittime dai propri affetti. «A volte – racconta Maurizio Alessandrini – le famiglie vengono considerate responsabili delle energie negative che gravitano sugli adepti. Si pretende silenzio e segretezza».

Il criminologo Marco Strano è il direttore scientifico dell’ambulatorio Antisette. Un’organizzazione di volontariato formata da appartenenti alle forze di polizia e un’equipe di psicologi, medici e legali. Da oltre dieci anni offre consulenze gratuite alle vittime di maghi e santoni. Anche lui condivide la preoccupazione: «Le psicosette stanno crescendo di numero, ormai sono molto diffuse» racconta. Spesso Strano e i suoi collaboratori partecipano sotto copertura agli incontri di queste organizzazioni. «Lasciano annunci per strada, in luoghi pubblici, promettono lezioni gratuite e giornate di studio. Magari a questi appuntamenti si presentano un centinaio di curiosi: a fine serata quasi tutti se ne vanno più scettici di quando sono entrati, ma 5-6 persone rimangono coinvolte». Di solito il secondo incontro è a pagamento. Iniziano le pressioni, poi uscire dal giro diventa sempre più difficile. Nella rete finiscono persone fragili, in difficoltà. «Magari avrebbero bisogno di un sostegno psicologico, e invece incontrano queste sette che li rovinano». Gli obiettivi sono sempre gli stessi. Le vittime vengono convinte a versare denaro, spesso oltre le proprie possibilità. Recentemente l’ambulatorio Antisette si è occupato del caso di una signora che in un anno di consulenze spiritiche ha dilapidato un patrimonio di 350mila euro. Altre volte l’abuso diventa fisico. «Molti santoni pretendono prestazioni sessuali dalle proprie adepte – racconta Strano – A volte dietro queste vicende si nascondono storie molto squallide».

Quasi sempre in Italia è impossibile perseguire i colpevoli. Negli anni Ottanta è stato abolito il reato di plagio. «E così se un maggiorenne si fa schiavizzare in una setta è molto difficile dimostrare che è stato manipolato»

Da questo punto di vista il satanismo rappresenta un aspetto particolare. «Anche in questi casi esistono situazioni di manipolazione mentale – rivela Lorita Tinelli – ma rispetto alle psicosette sono più limitati». Più frequentemente si tratta di rituali fai da te, organizzati da giovani come un atto di ribellione. Altre volte si tratta di adulti consenzienti che, spesso sotto travestimenti, consumano riti orgiastici. Fino a qualche anno fa gli incontri avvenivano nei boschi, in campagna, in luoghi riparati ma pubblici. «Da una decina d’anni – racconta Strano – queste attività si sono spostate nelle abitazioni private». Si tratta quasi sempre di gruppi molto piccoli, difficili da monitorare, non sempre immuni da abusi. Le associazioni hanno registrato diversi casi di violenze sessuali nei confronti di chi non accetta di partecipare ai rituali. Discorso simile, in parte, per le sette dedite al vampirismo. «Ce ne sono capitate diverse» ammette Strano. Ancora una volta si tratta di gruppi piccoli, formati da giovani. Rituali caserecci, tavolta organizzati sotto l’effetto di allucinogeni.

Anche nei casi più gravi, però, in Italia è impossibile perseguire i colpevoli. Negli anni Ottanta è stato abolito il reato di plagio. «E così se un maggiorenne si fa schiavizzare in una setta – racconta la professoressa Giannini – è molto difficile dimostrare che è stato manipolato». Le autorità possono intervenire in caso di violenza privata, sequestro di persona, circonvenzione di incapace. Talvolta si riesce a perseguire l’esercizio abusivo di una professione (quando il santone di turno si improvvisa medico o psicologo). Ma anche queste sono situazioni spesso molto difficili da provare. Per colmare la lacuna, all’inizio della legislatura il deputato Pino Pisicchio ha depositato alla Camera una proposta di legge per introdurre nel conduce penale il reato di manipolazione mentale. E questo perché, così si riconosce nel testo, «il dramma dell’adepto delle sette pseudoreligiose, sempre più diffuse nel nostro Paese, non trova oggi una fattispecie giuridica idonea a contenerlo». È un vuoto normativo pericoloso, che continua a lasciare impuniti centinaia di abusi.

Fonte: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/16/altro-che-satanismo-la-vera-emergenza-sono-le-psico-sette/28936/

 

 

http://www.radio.rai.it/radio1/laradioneparla/view.cfm?DATATEMA=2006-07-11&NOTIZIA=183890

 

 

Il turismo sessuale
I dati di Ecpat Italia

Si tratta di dati non molto aggiornati. Le linee guida di Ecpat International, infatti, istruiscono le diverse sedi nazionali a non rilasciare dati numerici per due differenti ordini di motivi.
In primo luogo la difficoltà di rilevazione, da cui dipende l’oggettiva impossibilità di fornire dati o stime accurati e attendibili, vista la natura sommersa del fenomeno.
In secondo luogo, come associazione impegnata in una ormai più che decennale campagna di sensibilizzazione, abbiamo deciso di evidenziare maggiormente gli aspetti qualitativi del turismo sessuale che sono i più funzionali alla formazione di awareness nel grande pubblico.
Ci sono in merito tre punti fondamentali che ci preme sottolineare:
1. Il progressivo abbassamento dell’età del turista sessuale. Se fino a qualche anno fa il turista sessuale tipico era un uomo intorno ai 40 anni ora la soglia si è abbassata a 20 anni circa, grazie alla sempre maggiore possibilità di viaggiare in economia con i voli low cost.
2. Il cambiamento delle destinazioni del turismo sessuale a seguito di politiche restrittive o di esaurimento dell’offerta. Le nuove mete del turismo sessuale si sono spostate: da Cuba alla Colombia, dall’Albania all’Ukraina e alla Bulgaria.
L’impatto nuove tecnologie nell’ambito del turismo. Qualsiasi turista sessuale munito di cellulare con
foto/video camera può, in potenza, trasformarsi in un produttore di immagini e filmati pedopornografici.

Secondo l’Unicef sono 2 milioni i bambini vittima di turismo sessuale nel mondo, di cui ¼ in Sud Asia

TURISMO SESSUALE IN ASIA
SUD ASIA
Almeno mezzo milione di bambini sfruttati sessualmente (dati UNICEF 2004)
L’UNICEF denuncia l’effetto catalizzatore delle nuove tecnologie in particolare in Sud Asia: la pedopornografia online è cresciuta vertiginosamente!

BANGLADESH
Mezzo milione di donne e bambini sfruttati sessualmente sui mercati della prostituzione (dati UNICEF 2004)

NEPAL
200.000 donne e bambini sfruttati sessualmente (dati UNICEF 2004)
Il problema è prevalentemente interno all’Asia (la maggior parte degli abusatori e dei clienti sono cmq asiatici) ma ci sono molti pedofili occidentali (spec. in Sri Lanka) (dati UNICEF 2004)

Le reti criminali sono difficili da combattere e smantellate perché sono estremamente flessibili e mobili; la guerra costituisce un’aggravante (Afghanistan, Sri Lanka and Nepal) (dati UNICEF 2004) – (Dati ECPAT 2002)

Al Telefono
D.ssa Marika La Rosa
Responsabile della Linea Nazionale contro L’Abuso del Telefono Arcobaleno
Prof. Marco Strano
Direttore scientifico di ‘Caramella Buona’ nonché Psicologo della Polizia di Stato
D.ssa Loredana Petrone
Psicoterapeuta e sessuologia e Consulente psicologica del Moige, Movimento Italiano Genitori
Dott. ssa Lorita Tinelli
Psicologa Consulente tecnico del Tribunale per i minori di Bari e presidentessa del Centro studi sugli abusi psicologici
Approfondimenti
Il turismo della vergogna
Intervista di Paola Simonetti a Marco Scarpati, presidente Ecpat Italia, rete di organizzazioni che lottano nel mondo contro lo sfruttamento sessuale dei minori
I casi dei pedofilia degli ultimi anni
Quali tecniche utilizza il pedofilo per adescare il bambino
Il turismo sessuale
La cronaca
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