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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

 

A pag 8 e 9 è possibile leggere l’intera intervista

Manipolatori della mente: la “casta” di maghi e santoni

Proliferano in Italia sedicenti veggenti e guaritori. A cadere nella rete dei truffatori, milioni di persone fragili, ridotte sul lastrico da astute tecniche di ‘plagio’.

Fonte: dal web

Per il Fisco sono normali lavoratori autonomi, mentre la legge li considera “ciarlatani”. Non hanno un albo ufficiale, ma lo Stato gli concede la possibilità di “mettersi in regola”.

Il terreno ambiguo su cui si muovono in Italia sedicenti maghi, cartomanti e santoni, sembra alimentare quell’invisibilità del settore che vede il dilagare dell’evasione fiscale nel migliore dei casi e reati di truffa aggravata, circonvenzione di incapace o estorsione nel peggiore.

Le clamorose storie giudiziarie finite alla ribalta della cronaca, sono solo la punta dell’ice-birg di un fenomeno pervasivo, in continuo aumento e di difficile monitoraggio. L’Osservatorio del Telefono Antiplagio ha segnalato, infatti, che solo 4 cittadini su 100 denunciano casi di abusi da parte di maghi truffatori.

I DATI. Le ultime stime, per difetto, dell’Osservatorio di settore (non più in attività dal novembre dello scorso anno), parlano di circa 155 mila maghi e astrologi operanti nel nostro Paese, che registrano un fatturato di circa 6 miliardi di euro l’anno, con un’evasione fiscale al 99 per cento. A loro si rivolgono 33 mila persone al giorno, pari a 11 milioni di cittadini, il 18 per cento della popolazione; quasi 3,5 milioni le famiglie coinvolte. I soli contatti al sito del Telefono, sono stati 340mila, con 16mila segnalazioni di abusi e truffe dal 1994 ad oggi.

FASCIA DI ETA’. L’età media delle vittime, è di 44 anni. Il 44 per cento di loro ha un titolo di studio di scuola media inferiore, il 37 per cento di  licenza elementare, un 13 per cento il diploma, il 6 per cento la laurea. A frequentare i maghi, maggiormente le donne che sono il 51 per cento del totale, a fronte di un 43 per cento di uomini e un 6 per cento di minori. L’amore e gli affetti in generale (46 per cento), le motivazioni che alimentano la consultazione della magia; poi figurano salute (25 per cento), protezione (22 per cento), lavoro (7 per cento).

In base alle rilevazioni del Centro studio abusi psicologici (Cesap), una buona parte di coloro che hanno tragicamente perso un congiunto, figlio o marito, ricorrono con molta facilità a sedicenti medium, che promettono un contatto con l’aldilà: “Negli ultimi due anni -  ha spiegato la presidente del Cesap, Lorita Tinelli-, abbiamo registrato al livello nazionale 152 persone che avendo perso una persona cara con morte tragica, sono andati in giro per l’Italia, ad inseguire persone che si dicono capaci di mettere in comunicazione il defunto con la famiglia”,

Contrariamente alle aspettative, il ricorso all’occulto è, secondo l’Osservatorio Antiplagio, più massiccio al Nord, con il 41 per cento; a seguire il Centro (28 per cento), il Sud (18 per cento), le Isole (13 per cento). Le grandi città quelle con il più alto numero di maghi: Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino. Gli illeciti più frequenti registrati da Telefono antiplagio, vanno dall’esercizio del mestiere di ciarlatano all’evasione fiscale, passando per la circonvenzione d’incapace, truffa aggravata, estorsione, esercizio abusivo della professione medica e psicologica, abuso della credulità popolare, violazione della privacy e pubblicità ingannevole. Quest’ultima, nonostante la legge la vieti, affolla radio, tv locali e quotidiani (3.800), siti internet (600), Pagine Utili (300), Pagine Gialle (250), Mediavideo (230), Ebay (220), Astra (200).

FASCINAZIONE RISCHIOSA. Cadere nella rete di un negromante malintenzionato è molto facile, per chiunque. Le tecniche usate sono studiate e astute, messe in atto per far leva sulle debolezze umane. “Sigle altisonanti di fantomatiche accademie, federazioni, istituti internazionali e albi ‘professionali’ contribuiscono - ha spiegato Dino Potenza, presidente dell’Associazione Tutor Onlus – ad ingannare le persone superstiziose, credule o talvolta sprovvedute”. “Abbiamo  visto che – prosegue -finanche alcune organizzazioni settarie hanno istituito un Albo per i loro ‘Maestri’. Ma maestri di cosa? Sono persone, è bene precisarlo con forza, completamente e fantasiosamente autoreferenziate, prive di titoli riconosciuti”.

LE TECNICHE TRAPPOLA. Seppure non tutti i sedicenti maghi siano da considerarsi truffatori, la persona che vi si rivolge dovrebbe essere sempre consapevole del possibile rischio ‘dipendenza’ in cui può incorrere. “Ci sono indovini, che a fronte di una somma stabilita, fanno credere di leggere le carte, la mano e predire il futuro - aggiunge Maurizio Alessandrini dell’Associazione familiari vittime di sette -. Fin quando si è consapevoli che si tratta di un gioco, il rischio resta contenuto; una volta pagata la cifra prevista, se la consultazione finisce lì, nulla di male. L’illecito si conclama invece,  quando l’occultista di turno comincia a prevedere per la vittima eventi funesti, da scacciare con azioni che devono protrarsi nel tempo: qui si innesta il seme dello sfruttamento della credulità della vittima e dei suoi beni”.

Un primo evento, questo, che può configurarsi come il passo cruciale verso la caduta in un inferno di ricatti, minacce, estorsione, che può trovare la sua sponda anche nello sfruttamento di tipo sessuale. “Il mago strumentalizza lo stato di necessità di una persona. Le sue predizioni sono costruite sulle informazioni che il cliente stesso lascia trapelare – dichiarò il fondatore del Telefono Antiplagio, Giovanni Panunzio, in un’intervista al mensile ‘Focus’ in un’edizione dell’aprile del 1998 -. Per divenirne succubi a volte basta pochissimo: una voce o un volto rassicurante. Solo in un caso su quattro si ottengono risultati una percentuale del tutto naturale, legata alla casualità degli eventi. Ma il cliente crede che il merito sia del mago e ne pubblicizza le ‘virtù’ “.

“La maggioranza, che invece butta via i soldi senza risolvere nulla tace, perché si vergogna. Ma anche per paura - aggiunse Panunzio nell’intervista rilasciata a ‘Focus’ -: spesso, seppure delusi, temono ancora i ‘poteri’ del mago. Tanto è vero che a chiamarci - secondo quanto dichiarato da Panunzio – sono spesso i familiari, non i diretti interessati. E poi maghi e santoni ricattano chi vuole andarsene minacciando di rivelare a coniugi e amici le notizie apprese. Oppure spaventando con anatemi (‘Se esci fai peccato’) rimorsi (‘Così tradisci i tuoi amici’)”.

ASSENZA DELLE ISTITUZIONI. Ma ad incidere sulla debolezza della vittima, è anche in molti casi il senso di solitudine in cui si sente gettata in situazioni di difficoltà: “Quando un’istituzione o un’organizzazione ufficiale di rifermento (Chiesa, strutture sanitarie, centri di ascolto o sostegno), non fornisce risposte attente alla persona o all’intero nucleo familiare dolente per gravi motivi di salute fisica o psicologica - spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap -, ecco che fa breccia chi, apparentemente, sa dare gratuitamente calore e ascolto”.” Invece – aggiunge – spesso, il passo successivo è la richiesta di un coinvolgimento e un vincolo sempre maggiore per la vittima, con forti pressioni di tipo psicologico, economico e non di rado sessuale. Una delle più folli vicende, eppure reale, è quella di Claudia V., narrata da lei stessa in un toccante libro”.

LA STORIA. La clamorosa ed esemplare storia di Claudia V., autrice del libro “Plagiata. Nelle mani di un mago”, edito da Mondadori, è la scesa agli inferi di una ragazza giovane, bella, intelligente, fidanzata e innamorata della musica. Un momento di difficoltà, legato alla grave malattia della madre, getta Claudia fra le mani di Demos, sedicente mago in contatto col divino, che per dieci anni è stato capace di tenerla in schiavitù, piegando la sua mente a proprio piacimento.

Vincolandola a strani rituali, che lui chiamava “le opere”, il mago ha perpetrato su Claudia abusi sessuali durati anni, costringendola a giochi osceni e contagiandola con il virus dell’Hiv. Una storia che, tuttavia, ha un epilogo a lieto fine. L’aiuto di persone vicine alla ragazza e uno straordinario coraggio, hanno portato Claudia a uscire dall’incubo e a denunciare il suo oppressore, arrestato poi con accuse pesantissime. Un viaggio lucido e implacabile, che rende con chiarezza l’assurdo vortice del plagio, in cui chiunque potrebbe cadere per banali accadimenti della vita.

LINK
- Telefono Antiplagio
- Associazione familiari vittime di sette
- Associazione Tutor Onlus
- Centro Studi Abusi Psicologici

Paola Simonetti  (30/04/2009)

Fonte: Nanni Magazine

Proliferano in Italia sedicenti veggenti e guaritori. A cadere nella rete dei truffatori, milioni di persone fragili, ridotte sul lastrico da astute tecniche di ‘plagio’.

Per il Fisco sono normali lavoratori autonomi, mentre la legge li considera “ciarlatani”. Non hanno un albo ufficiale, ma lo Stato gli concede la possibilità di “mettersi in regola”. Il terreno ambiguo su cui si muovono in Italia sedicenti maghi, cartomanti e santoni, sembra alimentare quell’invisibilità del settore che vede il dilagare dell’evasione fiscale nel migliore dei casi e reati di truffa aggravata, circonvenzione di incapace o estorsione nel peggiore.
Le clamorose storie giudiziarie finite alla ribalta della cronaca, sono solo la punta dell’ice-birg di un fenomeno pervasivo, in continuo aumento e di difficile monitoraggio. L’Osservatorio del Telefono Antiplagio ha segnalato, infatti, che solo 4 cittadini su 100 denunciano casi di abusi da parte di maghi truffatori.
I DATI. Le ultime stime, per difetto, dell’Osservatorio di settore (non più in attività dal novembre dello scorso anno), parlano di circa 155 mila maghi e astrologi operanti nel nostro Paese, che registrano un fatturato di circa 6 miliardi di euro l’anno, con un’evasione fiscale al 99 per cento. A loro si rivolgono 33 mila persone al giorno, pari a 11 milioni di cittadini, il 18 per cento della popolazione; quasi 3,5 milioni le famiglie coinvolte. I soli contatti al sito del Telefono, sono stati 340mila, con 16mila segnalazioni di abusi e truffe dal 1994 ad oggi.
FASCIA DI ETA’. L’età media delle vittime, è di 44 anni. Il 44 per cento di loro ha un titolo di studio di scuola media inferiore, il 37 per cento di licenza elementare, un 13 per cento il diploma, il 6 per cento la laurea. A frequentare i maghi, maggiormente le donne che sono il 51 per cento del totale, a fronte di un 43 per cento di uomini e un 6 per cento di minori. L’amore e gli affetti in generale (46 per cento), le motivazioni che alimentano la consultazione della magia; poi figurano salute (25 per cento), protezione (22 per cento), lavoro (7 per cento). In base alle rilevazioni del Centro studio abusi psicologici (Cesap), una buona parte di coloro che hanno tragicamente perso un congiunto, figlio o marito, ricorrono con molta facilità a sedicenti medium, che promettono un contatto con l’aldilà: “Negli ultimi due anni – ha spiegato la presidente del Cesap, Lorita Tinelli-, abbiamo registrato al livello nazionale 152 persone che avendo perso una persona cara con morte tragica, sono andati in giro per l’Italia, ad inseguire persone che si dicono capaci di mettere in comunicazione il defunto con la famiglia”,Contrariamente alle aspettative, il ricorso all’occulto è, secondo l’Osservatorio Antiplagio, più massiccio al Nord, con il 41 per cento; a seguire il Centro (28 per cento), il Sud (18 per cento), le Isole (13 per cento). Le grandi città quelle con il più alto numero di maghi: Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino. Gli illeciti più frequenti registrati da Telefono antiplagio, vanno dall’esercizio del mestiere di ciarlatano all’evasione fiscale, passando per la circonvenzione d’incapace, truffa aggravata, estorsione, esercizio abusivo della professione medica e psicologica, abuso della credulità popolare, violazione della privacy e pubblicità ingannevole. Quest’ultima, nonostante la legge la vieti, affolla radio, tv locali e quotidiani (3.800), siti internet (600), Pagine Utili (300), Pagine Gialle (250), Mediavideo (230), Ebay (220), Astra (200).
FASCINAZIONE RISCHIOSA. Cadere nella rete di un negromante malintenzionato è molto facile, per chiunque. Le tecniche usate sono studiate e astute, messe in atto per far leva sulle debolezze umane. “Sigle altisonanti di fantomatiche accademie, federazioni, istituti internazionali e albi ‘professionali’ contribuiscono – ha spiegato Dino Potenza, presidente dell’Associazione Tutor Onlus – ad ingannare le persone superstiziose, credule o talvolta sprovvedute”. “Abbiamo visto che – prosegue -finanche alcune organizzazioni settarie hanno istituito un Albo per i loro ‘Maestri’. Ma maestri di cosa? Sono persone, è bene precisarlo con forza, completamente e fantasiosamente autoreferenziate, prive di titoli riconosciuti”.
LE TECNICHE TRAPPOLA. Seppure non tutti i sedicenti maghi siano da considerarsi truffatori, la persona che vi si rivolge dovrebbe essere sempre consapevole del possibile rischio ‘dipendenza’ in cui può incorrere. “Ci sono indovini, che a fronte di una somma stabilita, fanno credere di leggere le carte, la mano e predire il futuro – aggiunge Maurizio Alessandrini dell’Associazione familiari vittime di sette -. Fin quando si è consapevoli che si tratta di un gioco, il rischio resta contenuto; una volta pagata la cifra prevista, se la consultazione finisce lì, nulla di male. L’illecito si conclama invece, quando l’occultista di turno comincia a prevedere per la vittima eventi funesti, da scacciare con azioni che devono protrarsi nel tempo: qui si innesta il seme dello sfruttamento della credulità della vittima e dei suoi beni”.
Un primo evento, questo, che può configurarsi come il passo cruciale verso la caduta in un inferno di ricatti, minacce, estorsione, che può trovare la sua sponda anche nello sfruttamento di tipo sessuale. “Il mago strumentalizza lo stato di necessità di una persona. Le sue predizioni sono costruite sulle informazioni che il cliente stesso lascia trapelare – dichiarò il fondatore del Telefono Antiplagio, Giovanni Panunzio, in un’intervista al mensile ‘Focus’ in un’edizione dell’aprile del 1998 -. Per divenirne succubi a volte basta pochissimo: una voce o un volto rassicurante. Solo in un caso su quattro si ottengono risultati una percentuale del tutto naturale, legata alla casualità degli eventi. Ma il cliente crede che il merito sia del mago e ne pubblicizza le ‘virtù’ “.
“La maggioranza, che invece butta via i soldi senza risolvere nulla tace, perché si vergogna. Ma anche per paura – aggiunse Panunzio nell’intervista rilasciata a ‘Focus’ -: spesso, seppure delusi, temono ancora i ‘poteri’ del mago. Tanto è vero che a chiamarci – secondo quanto dichiarato da Panunzio – sono spesso i familiari, non i diretti interessati. E poi maghi e santoni ricattano chi vuole andarsene minacciando di rivelare a coniugi e amici le notizie apprese. Oppure spaventando con anatemi (‘Se esci fai peccato’) rimorsi (‘Così tradisci i tuoi amici’)”.
ASSENZA DELLE ISTITUZIONI. Ma ad incidere sulla debolezza della vittima, è anche in molti casi il senso di solitudine in cui si sente gettata in situazioni di difficoltà: “Quando un’istituzione o un’organizzazione ufficiale di rifermento (Chiesa, strutture sanitarie, centri di ascolto o sostegno), non fornisce risposte attente alla persona o all’intero nucleo familiare dolente per gravi motivi di salute fisica o psicologica – spiega Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Cesap -, ecco che fa breccia chi, apparentemente, sa dare gratuitamente calore e ascolto”.” Invece – aggiunge – spesso, il passo successivo è la richiesta di un coinvolgimento e un vincolo sempre maggiore per la vittima, con forti pressioni di tipo psicologico, economico e non di rado sessuale. Una delle più folli vicende, eppure reale, è quella di Claudia V., narrata da lei stessa in un toccante libro”. LA STORIA. La clamorosa ed esemplare storia di Claudia V., autrice del libro “Plagiata. Nelle mani di un mago”, edito da Mondadori, è la scesa agli inferi di una ragazza giovane, bella, intelligente, fidanzata e innamorata della musica. Un momento di difficoltà, legato alla grave malattia della madre, getta Claudia fra le mani di Demos, sedicente mago in contatto col divino, che per dieci anni è stato capace di tenerla in schiavitù, piegando la sua mente a proprio piacimento. Vincolandola a strani rituali, che lui chiamava “le opere”, il mago ha perpetrato su Claudia abusi sessuali durati anni, costringendola a giochi osceni e contagiandola con il virus dell’Hiv. Una storia che, tuttavia, ha un epilogo a lieto fine. L’aiuto di persone vicine alla ragazza e uno straordinario coraggio, hanno portato Claudia a uscire dall’incubo e a denunciare il suo oppressore, arrestato poi con accuse pesantissime. Un viaggio lucido e implacabile, che rende con chiarezza l’assurdo vortice del plagio, in cui chiunque potrebbe cadere per banali accadimenti della vita.
LINK- Telefono Antiplagio - Associazione familiari vittime di sette- Associazione Tutor Onlus- Centro Studi Abusi Psicologici

http://www.nannimagazine.it/articolo/2223/Manipolatori-della-mente-la-casta-di-maghi-e-santoni

Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 3 Novembre 2000

Quando si parla di medicina alternativa o di parapsicologia, si rischia di adottare due atteggiamenti contrastanti: da una parte gli Scienziati, con la S maiuscola, rifuggono esperienze di questo genere ritenendo che le uniche scienze rispettabili siano quelle <ufficiali>; dall’altra vi è chi sostiene la libertà ad ogni costo di qualsiasi forma di pensiero, approvando ogni tipo di esperienza di guarigione ed anche fideistica e spirituale che sfugga talvolta anche al controllo della logica.
E’ anche vero, però, che quando si parla di salute e di medicina, il tutto assume una valenza diversa. Ma è necessario riflettere prevalentemente sul perchè certe esperienze <di confine> attraggano l’uomo medio, chi si rivolge agli operatori delle cosidette <scienze parallele>, qual è l’identikit dell’operatore, quali sono gli effetti del suo operato.
E’ necessario analizzare, dunque, questo fenomeno che coinvolge anche la nostra regione e che registra le esperienze del Ce.S.A.P., il Centro Studi Abusi Psicologici (che ha sede a Noci) che in collaborazione con il Dipartimento di Bioetica dell’Università di Bari e di diverse organizzazioni scientifiche italiane (le Università di Bologna e Roma, la Luiss di Roma, l’ANPE, il Cicap, la Commissione parlamentare sulle scienze e l’istruzione e il Telefono Antiplagio) è l’organizzazione scientifica che ha studiato il fenomeno e realizzato approfondite ricerche.
<<E’ stato stimato che un italiano su tre ricorre alla medicina e psicologia alternative per curarsi – spiega la dott. LORITA TINELLI, presidente nazionale del Ce.S.A.P. e psicologo clinico – pertanto vengono contattati spesso magnetizzatori, guaritori, iridologi, telescrittori, auricolo terapeuti per problematiche di vario genere, da quelli di salute a quelli relativi alle relazioni familiari>>.
- Qual è l’identikit di chi pratica discipline alternative o di confine o scienze parallele?
<<Secondo Jean Marie Abgrall, membro dell’Osservatorio interministeriale, la maggior parte dei guaritori investe il referente di un potere magico che procede in qualche modo dalla religiosità. Questo presuppone una natura quasi sacra della funzione. Si acquisisce difatti la capacità di guarire depurando sè stessi, iniziandosi a una ricerca tanto mistica quanto medica. Qualcuno prima era operaio, qualcun altro un idraulico, un tecnico di laboratorio, quindi senza un’esperienza formativa specifica>>.
- Qual è, invece, l’identikit del consumatore di medicina alternativa?
<<Donne di età dai 35 ai 50 anni, di professione dirigente, appartenente prevalentemente alla classe media e impiegatizia. Non meno significativo è il numero di ragazzi universitari dai 20 ai 25 anni, interessati alla filosofia dell’alternativo. Per questi casi sono giunte al nostro centro 125 denunce e richieste d’aiuto da parte di genitori che non avevano più notizie dei loro figli, perchè si erano rifugiati in un’esperienza di perlustrazione dell’alternativo e di re-interpretazione della propria vita>>.
- E’ tutta da condannare la <scienza parallela>?
<<E’ importante, secondo me, continuare a studiare il fenomeno, ma nello stesso tempo è essenziale che l’essere umano sia tutelato da esperienze abusanti. In Francia negli ultimi tempi si cerca di attuare una serie di strumenti legislativi che usufruiscano anche di attività di monitoraggi della situazione esistente. Un osservatorio della realtà italiana sull’alternativo sarebbe auspicabile>>

Di Antonio Galizia

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