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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

NOCI (Bari) - Si è svolta lo scorso 29 novembre, presso l’auditorium del Liceo Da Vinci, la presentazione del libro “Il cyberbullismo spiegato ai genitori” ad opera della dottoressa Guillermina Carnicina, psicoterapeuta e counsellor ad orientamento analitico-transazionale.

L’intento dell’opera è quello di rappresentare una preziosa guida “al riconoscimento” e quindi alla più efficace gestione e al debellamento di un terribile fenomeno sociale sempre più diffuso e che miete sempre più vittime. La serata è stata fortemente voluta dai due dirigenti scolastici, Rosa Roberto dell’IIS Da Vinci – Agherbino- e Giuseppe D’Elia, dei Comprensivi Pascoli – I Circolo e Gallo e si è svolta nell’ambito di una serie iniziative intitolate “Insieme contro il bullismo e il cyberbullismo”. La professoressa Antonella Montone, docente presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, ha moderato gli interventi dell’autrice, dottoressa Guillermina Carnicina, della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa ad indirizzo clinico e forense e della dottoressa Cristina Baldi, pedagogista e Giudice Onorario del Tribunale dei minori.

Una serata incentrata sul doloroso peso che le parole possono assumere, non poteva che aprirsi proprio con le parole: quelle veicolate da un video dall’impatto visivo ed emotivo fortissimo. In aula, una ragazza, una nuova alunna, si presenta ai suoi compagni: afferma di chiamarsi Stefania e di essersi trasferita da poco e le solite cosette retoriche che si raccontano su di se quando ci si presenta. Peccato che il racconto inizi a diventare sempre più dettagliato e confidenziale: la ragazza parla di una festa, durante la quale si era lasciata andare bevendo un po’ troppo e perdendo conseguentemente i sensi. Alcuni ragazzi presenti, iniziano a mimare su di lei, in stato di incoscienza, dei palesi atti sessuali ma…non si limitano a questo! Il tutto viene infatti filmato e pubblicato in rete e la ragazza inizia a ricevere insulti sempre più pesanti.

“Così aprii la finestra della mia stanza e mi lanciai di sotto! Se non fossi morta, ora sarei una vostra compagna di classe e non immaginate cosa vi siete persi! Le parole fanno più male delle botte” – conclude la ragazza lasciando immaginare quale sia stato il tragico epilogo dell’essere costretta a sopportare un macigno psicologico enorme. Inutile specificare la storia che il video racconta è in realtà quella vera della povera Carolina Picchio, prima vittime di bullismo 2.0 suicidatasi nel gennaio del 2013. Altrettanto toccante è stata la lettera che il professor Beppe Novembre ha letto immediatamente dopo la proiezione del video: il mittente è Paolo Picchio, il padre di Carolina, che con grande dolore, ma anche grande coraggio, chiede alla Boldrini una legge che assoggettasse ogni forma di bullismo a ripercussioni legali e a pene idonee. La dottoressa Guillermina Carnicina, autrice del libro, ha poi spiegato chiaramente l’intento che esso intende perseguire. E’ agli adulti (genitori, nonni, docenti, collaboratori scolastici) che il libro si rivolge, perché sono gli adulti coloro che hanno gli strumenti psicologici e cognitivi per proteggere i ragazzi dal fenomeno e per aiutarli a venirne fuori qualora ne fossero già stati vittime.

Un “gioco di squadra” insomma, contro una delle piaghe sociali più spinose e dilaganti ai nostri giorni. “Occorre una vera e propria rivoluzione culturale che le istituzioni dovrebbero porre in atto nei confronti delle famiglie” – ha specificato la dottoressa Carnicina: “Tra le caratteristiche che delineano il fenomeno del cyberbullismo, ci sono innanzitutto la facilissima accessibilità e la pervasività! La rete ormai è ovunque: non c’è nessun luogo in cui possiamo dirci al sicuro dai pericoli che ne derivano. Spesso dimentichiamo che, quando andiamo a postare in rete una foto oppure in video, con estrema leggerezza, noi cessiamo di essere i proprietari di quel contenuto e lo consegniamo in maniera definitiva e permanente alla rete. La rete è “gli altri” e gli altri non sempre hanno intenti sani. Altro grave errore è considerare il cyberbullismo una serie di scaramucce tra ragazzi, perché si tratta invece di una vera e propria disfunzione patologica della comunicazione sulla quale occorre intervenire in maniera intensiva e capillare” – ha concluso l’autrice.

Sempre di comunicazione e nello specifico del peso delle parole ha parlato la dottoressa Lorita Tinelli, nota psicologa ad indirizzo clinico e forense. “C’è una bella differenza tra l’uso della parola “de visu” e quella digitata sulla tastiera di un pc, di un tablet o di uno smartphone! Siamo erroneamente portati a credere che la prima implichi una maggiore responsabilità ed è per questo che di diventa “leoni da tastiera”, perché non si avrebbe il coraggio di dire determinate cose guardando direttamente negli occhi la persona a cui ci si rivolge” – ha esordito la Tinelli- “La distinzione tra virtuale e reale è quanto di più sbagliato si possa demarcare. Ciò che è virtuale è pur sempre reale: dietro quegli schermi ci sono persone in carne ed ossa e non accusano di certo meno il “piombo” delle parole sparate a casaccio, solo perché le leggono invece di ascoltarle con le proprie orecchie. Imparare a comunicare è fondamentale, perché si può dire tutto, ma bisogna sempre farlo nel modo giusto. Una parola detta nel modo o al momento sbagliato può letteralmente annientare una persona, così come una proferita nel modo e al momento giusto, può risollevarle ed innescare la molla di un percorso di rinascita”- ha puntualizzato la psicologa, invitando a fare un buon uso dei social e degli strumenti multimediali, che non sono da demonizzare in sé: “I social sono fantastici: ti permettono di comunicare in tempo reale, per lavoro o al livello personale con chiunque tu voglia in ogni parte del mondo e quindi sono strumenti pensati per un qualcosa di altamente positivo. Ciò non toglie che possano però diventare più deleteri della bomba atomica se usati in modo sbagliato. Il guaio è che spesso, da parte dei genitori non c’è controllo sull’uso della rete e dei social: vuoi per mancanza di tempo, in seguito ad una vita sempre più frenetica, vuoi perché non tanto addentrati nell’uso delle moderne tecnologie. Sovente capita che i genitori chiedano ai figli: “Com’è andata a scuola oggi? Chi sono gli amici con cui esci?” Mai domande come:“A quali gruppi facebook sei iscritto? Chi sono i tuoi amici sui social? Mi racconti qualcosa di loro?” E’ importante, anzi prescritto proprio dalla legge che ogni istituto scolastico individui delle figure di riferimento che tengano proprio dei corsi specifici sul bullismo 2.0. Tra l’altro, c’è anche una legge regionale che connette direttamente scuola e territorio, al fine di un’opera di prevenzione e di sensibilizzazione” – la Tinelli ha concluso il suo intervento con un importante auspicio: “Vorrei potermi alzare di qui con la consapevolezza che sia stato compiuto un ulteriore passo concreto verso il l’annientamento di questa piaga sociale, perché si sa che le parole lasciano sempre il tempo che trovano: sono i fatti ciò di cui, ora più che mai, si ha bisogno”.

L’intervento della dottoressa Cristina Baldi invece, ha toccato gli aspetti strettamente giuridici del cyberbullismo, in rifacimento alla legge del 2017 che consta di 71 disposizioni. Non sono mancate certamente perplessità e polemiche circa il considerare reato il bullismo “fisico” e non quello 2.0 perché bisogna ammettere oggettivamente che si tratta pur sempre di violenza e che le lacerazioni psicologiche non guariscono facilmente quanto quelle fisiche. Anche la Baldi ha sottolineato l’importanza di una vera e propria rieducazione affettiva e comportamentale. “Tengo a chiarire molto bene un concetto: qualunque episodio di bullismo va prontamente segnalato alle autorità preposte! Non farlo sarebbe peccare realmente di moralità e non avere il minimo senso civico, contribuendo a qualcosa di altamente distruttivo per la società” – ha puntualizzato Cristina Baldi, chiarendo che: “Non deve spaventare quella che è la giovanissima età degli aggressori. Non è un peccato che un ragazzo sia sottoposto a processo e che sia aperto un fascicolo a suo carico. Il vero peccato è che ciò non venga fatto: per la società, per lo stesso aggressore e per la vittima. E chi non segnala, chi non denuncia, potrebbe poi avere sulla coscienza una o più vite come quella di Carolina Picchio, del “ragazzo con i pantaloni rosa”, che molti ricorderanno e di tantissime altre vittime. Viene aperto un fascicolo e quindi? Il fascicolo così come viene aperto può essere chiuso, ma deve esserlo solamente nel momento in cui si ha la totale sicurezza di essere andati alla radice del comportamento deviante, quando venga a sussistere una mediazione con la vittima e quando famiglia e scuola siano attivamente coinvolte nel percorso di recupero. Solo così saremo veramente sicuri che avremo reintegrato nel tessuto sociale un individuo sano che non andrà nuovamente a lederlo”- Parole che inducono certamente a riflettere, quelle della dottoressa Baldi, spronando la scuola e magari le stesse famiglie( famiglie che spesso tendono invece ad “ammantare” o a non voler vedere) a denunciare alle autorità senza paura e senza vergogna, per quello che è veramente bene per il ragazzo.

Gli interventi conclusivi sono stati dei Dirigenti Rosa Roberto e Giuseppe D’Elia che alla luce delle esperienze personali vissute nell’arco della loro carriera, hanno ammesso che ci troviamo certamente in una società malata dove sono i genitori i primi “bulli” che non ammettono neanche di fronte all’evidenza le colpe dei figli, ma che dal canto suo, la scuola sarà sempre in prima linea nella lotta al bullismo, con il pugno fermo e con una serie di attività, iniziative e progetti formativi ed educativi. E’ bene che se ne parli continuamente, ma continuamente non bisogna smettere di “fare” dal lato pratico.

 

Marica D’Aprile
Fonte: https://www.noci24.it/cultura/educazione/18012-il-cyberbullismo-spiegato-ai-genitori-un-libro-prezioso-su-una-piaga-sociale-dei-nostri-tempi

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I dirigenti degli istituti scolastici di Noci, Rosa Roberto dell’IIS Da Vinci – Agherbino e Giuseppe D’Elia, dei Comprensivi Pascoli – I Circolo e Gallo – Positano sono i principali promotori della presentazione del libro “IL CYBERBULLISMO SPIEGATO AI GENITORI”, che si terrà il 29 novembre presso l’auditorium del liceo Da Vinci.

La grave emergenza sociale del bullismo in tutte le sue forme ha come teatro proprio la scuola e la casa, i luoghi in cui i ragazzi dovrebbero vivere più serenamente la propria esperienza di crescita affettiva e culturale. E’ per questo che “Insieme contro bullismo e cyberbullismo” è il titolo delle iniziative che la Scuola ha in programma per affrontare il triste fenomeno. Insieme, perché soltanto facendo squadra intorno a chi è vittima di maltrattamenti da parte di coetanei è possibile ottenere risultati positivi. Insieme, perché l’attivazione di un canale comunicativo diretto tra i diversi ordini di scuola può rendere tempestivi il riconoscimento del bullismo e il suo contenimento. Ovviamente, il primo passo utile è quello di coglierne gli indizi, spesso volutamente occultati dalle vittime, per paura o per vergogna.

E’ quindi agli adulti, gli insegnanti, i collaboratori scolastici e i genitori che si rivolge IL CYBERBULLISMO SPIEGATO AI GENITORI, l’opera della dott.ssa Guillermina Carnicina (psicoterapeuta e counsellor ad orientamento analitico-transazionale). Il suo intento è quello di fornire preziose indicazioni per rendere visibile e gestibile il fenomeno del bullismo, sia esso diretto o mediato da internet. La dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa ad indirizzo clinico e forense, e la dott.ssa Cristina Baldi, pedagogista e giudice onorario del Tribunale dei minori, affiancheranno l’autrice del libro per svelare tutte le implicazioni psicologiche, patologiche e legali del fenomeno. La prof.ssa Antonella Montone, docente presso l’Università degli Studi di Bari, farà da moderatrice e stimolerà le riflessioni del pubblico.

Fonte: http://www.nocigazzettino.it/4800/Il%C2%A0cyberbullismo%C2%A0spiegato%C2%A0ai%C2%A0genitori.html

 

Parlami di quando

 

Una bella intervista con Mariano Casulli a yesweradio

Per chi volesse ascoltarla, ecco di seguito il link …

 

https://www.spreaker.com/user/yesweradio/03-pdq-lorita-tinelli-ed-il-mondo-delle-?fbclid=IwAR1Xom6FkAayTJZJue9kYPd_80FtAm9wnDO_C5HW-pXNQKphRZxGwe620E8

 

Ieri ne parlava Luigi Corvaglia su Il Fatto Quotidiano, evidenziando la difficoltà di chi si occupa del fenomeno settario. Specialmente quando compi attività che suppliscono quelle di uno Stato ancora dormiente. Molte sono le cose che ho dimenticato di aggiungere in questa intervista, tipo le telefonate anonime notturne, la minaccia di essere schiacciata come un chicco di riso da chi, per giuste restrizioni giudiziarie, ha visto sfumare le proprie possibilità di guadagno a discapito della gente e ne dà a me la colpa, professionisti collusi che organizzano vere e proprie campagne vendicative, le mie foto ritoccate e riempite di parolacce … e molto altro ancora che di sicuro non aggiungerebbe nulla al quadro descritto già piuttosto chiaro. Ogni giorno però ringrazio chi continua a starmi vicino, chi non mi fa mancare una parola di incoraggiamento, chi mi da voce con coraggio attraverso una intervista o una citazione di un libro … perchè sono queste le persone che mi permettono di trovare ogni momento l’equilibrio e la forza necessari per portare avanti la mia vita e per aiutare chi ne ha bisogno. Ma anche di continuare a far conoscere una realtà di cui ci si deve occupare con maggiore determinazione anche da parte delle Istituzioni. L. T.

 

 

 

 

 

Lorita Tinelli (CeSAP): “Io minacciata continuamente dalle sette, l’obiettivo è screditarmi”

NOCI – Intimidazioni, profili fake sui social network, minacce, querele temerarie, lettere minatorie, fotografie ritraenti scene di vita privata. È la situazione che sta vivendo da più di un decennio Lorita Tinelli, psicologa co-fondatrice e attuale presidente del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici). Le minacce e le intimidazioni si sono intensificate dopo la conclusione, l’anno scorso, del processo Arkeon che vede il suo maggior imputato condannato in via definitiva.

Dottoressa Tinelli partiamo dall’inizio. Come e quando ha iniziato a seguire le sette in Italia e quando ha fondato il CeSAP?

«Il 1 giugno del 1999 assieme ad un collega psicologo e altre persone interessate al fenomeno dell’abuso psicologico abbiamo fondato il CeSAP, un’associazione ONLUS che ben presto si è distinta a livello nazionale come punto di riferimento per vittime di abusi in sistemi totalitari e per le forze dell’ordine che indagano su tali organizzazioni. Ma anche per i media che spesso attingono dalle nostre informazioni per programmi di inchiesta sul fenomeno settario. Negli anni abbiamo seguito diverse tesi di laurea e abbiamo formato tanti tirocinanti convenzionandoci con alcune università, tra cui Padova, Chieti e Bari. Abbiamo inoltre pubblicato e tradotto diversi articoli, apportando contributi scientifici e informativi su argomenti ancora tanto poco conosciuti in Italia. Nel frattempo il CeSAP è diventato parte di una federazione europea di studiosi del settarismo, la FECRIS, assieme ad un’altra associazione italiana, la FAVIS, che raccoglie le famiglie delle vittime delle sette. Da qualche anno la nostra associazione è parte del direttivo della FECRIS ed è rappresentata, tramite l’attuale presidente, nel comitato scientifico. Anche il CeSAP ha un suo comitato scientifico costituito da esperti di caratura nazionale ed internazionale».

Quando sono iniziate le persecuzioni a suo carico e in che modo si palesano?

«Le attività moleste e intimidatorie sono iniziate quando ho reso la mia collaborazione alla DIGOS di Bari, nel 2005/6 per una indagine sul gruppo Arkeon e sui suoi amministratori. Nonostante il leader del gruppo sia stato condannato definitivamente lo scorso anno per il reato di associazione per delinquere finalizzato all’abuso della professione, le attività moleste a mio danno non si sono esaurite, ma hanno anche riguardato miei stretti collaboratori. Con una costanza quasi ossessiva sono stati aperti diversi blog ‘anonimi’ con l’intento di delegittimarmi professionalmente e personalmente. Ci sono state effrazioni nelle poste elettroniche mie e di alcuni collaboratori, nonché membri delle istituzioni con i quali scambiavamo informazioni, e rese pubbliche con l’intento di dimostrare chissà quale attività illecita stessimo mettendo in atto.  Io e alcuni testimoni del processo Arkeon abbiamo ricevuto minacce di spedizioni punitive, mediante lettere cartacee. Lo scorso anno sul mio cellulare ho ricevuto un messaggio in cui l’intestatario mi augurava di essere vittima di una violenza di gruppo da parte di extracomunitari e zingari. Sono state inoltre fotografate le nostre abitazioni, gli studi che ho avuto e pubblicate su un sito anonimo. Proprio l’altro giorno un mio collaboratore ha ricevuto da un profilo anonimo su Facebook una sua foto dinnanzi alla sua casa.  Subito dopo il profilo è stato disattivato. Un’altra mia collaboratrice è stata fotografata mentre usciva di casa per portare a passeggio i suoi cani.  In altra circostanza è stato fatto il nome di una persona della mia famiglia minorenne e indicata la sua età anagrafica. Tutti chiari messaggi intimidatori che vogliono dirci che c’è chi sa tutto di noi e ci sta costantemente col fiato sul collo. A queste azioni negli ultimi 11 anni si sono aggiunte quelle giudiziarie. Io ho ricevuto ben oltre 180 denunce penali e un paio di citazioni civili. L’obiettivo della lite temeraria è quello di distrarmi e di crearmi problemi economici. Ricordo ancora oggi che uno dei personaggi legati a questa realtà mi ha fatto pervenire un messaggio in cui mi diceva che l’obiettivo della sua vita era quello di distruggermi, di non farmi più lavorare, di farmi cacciare dal mio ordine professionale, fosse l’ultima cosa che avrebbe fatto nella sua vita».

Ha denunciato tutto alle forze di polizia?

«Certo, ho sempre denunciato tutto, ma sino ad oggi con scarsi risultati. Uno perché tutte queste attività sono messe in moto in maniera anonima e risulta molto difficile individuare gli autori materiali del reato. Ma anche perché probabilmente chi ha riscontrato le mie denunce non ha ben compreso il reale pericolo di queste azioni anche determinate dal fatto che siano reiterate nel tempo. Un PM chiedendone l’archiviazione, dopo anni, quasi in odore della prescrizione dello stesso reato, ha sostenuto, motivandola, che la mia attività era stata encomiabile, ma che io dovevo aspettarmi simili reazioni che rientrano nella piena libertà di espressione di chi la pensa diversamente. Il messaggio è che se ti occupi di un argomento delicato, come quello della mafia, in qualche modo devi anche aspettarti che qualcuno possa sentirsi offeso e quindi possa decidere di farti fuori».

L’Ordine degli Psicologi l’ha sostenuta in qualche modo?

«Con rammarico devo dire che in tutti questi anni solo in una occasione mi è capitato di verificare che un paio di colleghi dell’Ordine non avessero compreso la gravità della situazione che mi riguardava in qualche modo prestando il fianco a chi tenta di danneggiarmi. Nelle linee generali l’Ordine mi ha sostenuta, tanto da decidere di costituirsi parte civile nel processo su Arkeon a Bari. Dando un chiaro messaggio sin da subito di voler essere presente e sostenermi nella battaglia contro gli abusivismi.  Il Presidente precedente dell’Ordine Pugliese nonché di quello Nazionale, Dr. Palma, ha sempre manifestato sostegno e considerazione della difficile attività di informazione da me portata avanti. In alcune occasioni anche lui ha dovuto subire attacchi diffamatori da parte delle stesse persone che molestano me, come è accaduto a tutti coloro che mi hanno pubblicamente sostenuta o che mi hanno dato voce, come i giornalisti. L’attuale Presidente dell’Ordine Pugliese, Dr. Di Gioia, riconoscendo la validità del mio lavoro, ha deliberato in consiglio che devolverà una parte della quota del risarcimento ricevuta da Arkeon in quanto parte civile a favore del CeSAP.  Anche questo mi sembra un chiaro ed evidente messaggio di sostegno e di riconoscimento».

Il caso delle “psicosette” in Italia è stato oggetto di diverse interrogazioni parlamentari. Si è mosso qualcosa?

«Mi risulta che sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari ed una mozione nel Governo passato, in cui senatori e deputati di diversi orientamenti politici hanno chiesto ai vari Ministeri, degli Interni, della Giustizia e della Sanità, di esprimere parere e di intervenire su questa realtà ed anche sui danni che questi fenomeni arrecavano a vittime e a critici. Il mio caso è stato citato in diverse interrogazioni, due delle quali firmate anche dal Senatore Liuzzi, che ringrazio per questa sua sensibilità dimostrata. Ma nessuna risposta è mai arrivata. È bene inoltre ricordare che diverse raccomandazioni europee hanno sollecitato gli stati membri ad attivare politiche preventive su questo argomento e che l’Italia risulta ancora assente all’appello».

Ad oggi continua a subire attacchi e minacce da perfetti sconosciuti sia tramite il web che con altri mezzi?

«Certo, gli attacchi sono continui e quasi quotidiani. Sotto falso nome questa gente contatta i miei colleghi, associazioni italiane ed estere con cui collaboro e i responsabili dei posti in cui devo svolgere un’attività professionale per divulgare informazioni palesemente diffamatorie e distorte sul mio conto. L’obiettivo è quello di crearmi il vuoto intorno e di distruggere la mia credibilità agli occhi degli altri. Per fortuna, nonostante l’incessante impegno, questa loro attività risulta essere fallimentare».

Fonte: http://www.legginoci.it/2018/11/13/lorita-tinelli-cesap-io-minacciata-continuamente-dalle-sette-lobiettivo-e-screditarmi/

 

NOCI (Bari) – Fare rete e raggiungere comunità di progetto tra gli ordini professionali e la rete dei comuni sono elementi indispensabili per lo sviluppo e la crescita del territorio. È quanto ha affermato la psicologa Lorita Tinelli al convegno “Psicologia e Comunità: Sviluppo del Territorio” dell’ Ordine degli psicologi della Regione Puglia, che si è tenuto lo scorso 1 ottobre presso l’ Hotel Mercure Villa Romanazzi di Bari. Durante il convegno, l’ Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani) e il Cnop (Consiglio Nazionale Ordini Psicologi) hanno firmato un protocollo d’ intesa.

Lorita Tinelli, psicologa clinica e forense nocese, è stata invitata al tavolo dei relatori nel convegno “Psicologia e Comunità: Sviluppo del Territorio” per la sua esperienza da psicologa e da ex-assessore nella prima giunta Nisi. Le idee di comunità di progetto, di innovazione sociale e di messa a sistema degli enti presenti nel territorio sono molto importanti per Tinelli, come testimonia la recente nomina a componente del tavolo tecnico di supporto alle attività della rete Antenna Pon Puglia in ricerca e innovazione. Tale incarico, votato insieme a tutto il tavolo tecnico il 4 settembre dai delegati di ogni comune nodo della rete antenna pon (tra cui Noci), è dovuto all’ impegno professionale e politico della psicologa nocese nella ricerca e nell’ innovazione nell’ ambito del programma nazionale del Miur, che ha portato Noci a divenire uno dei “nodi” di tali ricerche, specialmente per il modello di didattica inclusiva “A Scuola Senza Zaino” di cui si occuperà la nocese Tinelli.

Nel proprio intervento durante il convegno sopracitato, Lorita Tinelli ha invitato l’ Anci, il Cnop e tutti gli organismi sovra-locali, regionali e nazionali a collaborare, a fare rete e comunità di progetto per lo sviluppo del territorio. Specialmente all’ Ordine degli Psicologi, infatti, Tinelli ha voluto rivolgere tale invito, portando come esempio alcune realtà come il Regno Unito in cui la collaborazione tra varie figure professionali (come Psicologi e Assistenti Sociali) e gli amministratori è stata utile a incrementare il welfare e il benessere: realizzando analisi sui bisogni degli stessi affiancando la politica, salvaguardando le relazioni sociali e incrementando la comunicazioni tra politici, amministratori e cittadini. Questo modello, detto “social impact bond”, mira tanto all’ innovazione sociale quanto al risparmio degli amministratori e alla ricerca di investimenti, che possono essere utili ad incrementare e a sostenere il modello stesso. Questo modello si concretizza, infatti, nel finanziamento di progetti ad impatto sociale: dei finanziatori privati sovvenzionano alcuni progetti innovativi, sollevando lo stato dalle spese che affronterebbe occupandosene e generando un utile tanto per il finanziatore quanto per la comunità. Pertanto il protocollo d’ intesa tra l’ Anci e il Cnop non è che un piccolo grande passo, a detta di Tinelli, per favorire il dialogo mirato allo sviluppo del territorio.

Angelo Gentile

Fonte: https://www.noci24.it/cultura/educazione/17782-lorita-tinelli-psicologi-e-comuni-verso-una-comunita-di-progetto

NOCI (Bari) - I momenti di fragilità, di insicurezza e talvolta di insoddisfazione che spesso si affrontano nel corso della vita possono diventare spazi in cui essere vittime di abuso psicologico da parte di sedicenti santoni, medici miracolosi o gruppi settari. E’ quanto combatte da anni Lorita Tinelli, dottoressa in psicologia e fondatrice del Cesap, centro di studi sugli abusi psicologici. Non è meno colpita la nostra comunità: a detta della psicologa clinica, sarebbero una trentina i nocesi vittimedi abusi psicologici rivoltisi a lei.

Il fenomeno settario spesso è ricoperto da una coltre di occulto, di disinformazione e di vergogna. Ma svelato per ciò che è, rivela truffe, manipolazioni e abusi. E’ su questo che si batte da anni Lorita Tinelli, psicologa clinica e forense, divenendo uno dei punti di riferimento nazionali nella ricerca sugli abusi psicologici ad opera dei gruppi settari. Tali opere di manipolazione sono commesse su tutto il suolo nazionale e nei confronti di ogni categoria di persone, dai giovanissimi agli anziani, dai singoli alle famiglie. Non stupisce, dunque, che il nostro territorio non ne sia immune: nelle nostre vicinanze esistono sedi di gruppi settari in attività, le cui azioni riguardano gli ambiti più disparati, dallo spirituale alle “cure miracolose” fino a giungere ai famigerati corsi di memoria per gli studi che arrivano ad invadere la sfera personale e degli affetti dei partecipanti. Nè tantomeno sono immuni i nostri concittadini: a Noci24.it Lorita Tinelli ha dichiarato che, nei vari anni di attività del suo studio, sarebbero circa trenta i nocesi ad essersi rivolti a lei.

Diversi sono i metodi che tali gruppi mettono in atto per manipolare la gente. Chi con seminari, chi di casa in casa, chi con corsi di vario genere. Pertanto, a detta di Lorita Tinelli, bisognerebbe fare attenzione a due cose sostanziali quando si entra a far parte di un gruppo. La prima è il cosiddetto “love bombing” (bombardamento d’ amore, ndr): un atteggiamento di affetto eccessivo e di carica emotiva insolita al primo incontro, atteggiamenti che mai si aspetterebbero da persone sconosciute. La seconda è essere in guardia rispetto alle richieste che arrivano dal gruppo, come la firma di un contratto in sede (senza possibilità di portarlo a casa) o altre scelte che vengono prese con fretta emotiva piuttosto che con razionalità. Una volta entrati in un gruppo, è un segnale d’ allarme l’ ostracismo nei confronti del “fuori”, che porta spesso ad allontanarsi dalle amicizie o dalle famiglie, le quali maggiormente si rivolgono a psicologi specializzati. Mantenere gli affetti e resistere alle richieste di finanziamento del proprio caro coinvolto in un’ organizzazione settaria sono solo alcuni dei consigli che Lorita Tinelli rivolge ai familiari delle vittime che a lei si rivolgono.

“Noi siamo dei professionisti, non divulghiamo i dati delle persone che si rivolgono a noi in alcun modo” – ha tenuto a precisare la dott.ssa Tinelli – “quando si vedono interviste televisive con testimonianze, queste sono frutto della libera scelta delle persone. Le testimonianze servono per sensibilizzare, ma non costringiamo nessuno e, anzi, offriamo il servizio di accompagnamento alla denuncia presso le forze dell’ ordine. Abbiamo anche i nostri avvocati che stilano le denunce o gli esposti, però tutto senza forzare la persona. Dobbiamo soltanto accogliere e sostenere la persona, aiutandola a fare ciò che vuole scegliendo in maniera razionale e non più emotiva”.

Angelo Gentile
Fonte: https://www.noci24.it/salute/17748-anche-noci-vittima-di-sette-e-santoni-circa-30-le-vittime-accertate

Nuova nomina “tecnica” per la psicologa Lorita Tinelli, già assessore alle Politiche Sociali del Comune di Noci, oggi componente del tavolo tecnico di supporto alle attività della Rete Antenna PON Puglia in ricerca ed innovazione. La nomina arriva direttamente dal coordinatore regionale, arch. Michele Lastilla, che ha valutato positivamente la sua professionalità e operatività, invitandola a far parte del tavolo tecnico per il progetto di Ricerca e Innovazione 2014-2020 nell’ambito del programma nazionale del Miur.

“Sono davvero contenta di poter dare un mio contributo, a livello regionale, ad un progetto che ho curato personalmente durante il mio mandato di assessore: sarò la referente per il progetto scuola senza zaino della Puglia – ha dichiarato Lorita Tinelli al NOCI gazzettino – Il Comune di Noci è diventato uno dei nodi in ricerca e innovazione nel 2017, a seguito di una serie di incontri che io stessa ho avuto con gli altri comuni costituenti la rete. Ora – ha aggiunto il tecnico Tinelli – siamo in una fase operativa e sono certa che il Comune di Noci non perderà questa importante occasione per generare innovazione e stimolare la partecipazione dal basso. Spetterà alla stessa amministrazione trovare uno spazio dedicato e un referente amministrativo che si interfaccerà con le associazioni del territorio”.

Così, la dott.ssa Tinelli si prepara ad un nuovo percorso partecipato e coinvolgente, mettendosi da subito a disposizione di tutti, anche della nuova Giunta comunale del Nisi Bis che non l’ha vista riconfermata nel ruolo di Assessore.

Fonte: http://www.nocigazzettino.it/4644/Nuova%C2%A0nomina%C2%A0per%C2%A0Lorita%C2%A0Tinelli.html

In quanto ex assessore ho ricevuto l’invito a portare la mia esperienza nel convegno organizzato dall’Ordine degli Psicologi pugliese. Condividerò riflessioni ed esperienze con altri colleghi, ex o attuali amministratori, all’interno di una Tavola Rotonda dal tema “Psicologia, comunità e servizi”. Nella stessa giornata l’Ordine degli Psicologi firmerà un protocollo di intesa con l’ANCI

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

Dal giornale FAX del 15 settembre 2018

Creative Commons License Nuovo incarico per l’ex assessore comunale is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.