Gli esperti mostrano il lato oscuro del Metodo Silva di Controllo Mentale, di fronte ai tentativi di rivalidarlo

Portaluz. Luis Santamaría del Río 04 de marzo de 2022

Dietro una facciata senza pretese di meditazione e relax, si nasconde un metodo che propone all’essere umano di diventare un dio.

Nelle prime settimane del 2022 alcune celebrità spagnole hanno parlato in pubblico del “Metodo Silva Mind Control Method (MSCM)”. Un tentativo di ripubblicare e validare questa tecnica che coinvolge un lato oscuro denunciato dagli esperti di salute mentale.

È stato in Spagna, quando durante un’intervista in cui il presentatore del popolare programma “El Hormiguero” ha affrontato i temi della salute mentale e della meditazione, che l’attore Álex González ha convalidato l’MSCM, affermando: “Riesci a mettere il tuo stato mentale in un stato ‘alfa’, che è come abbassare la frequenza mentale, e ti permette di essere più aperto al tuo subconscio, che, come sai, è più del 90% del tuo cervello, ed è molto interessante”. Inoltre, dalla sua esperienza da principiante ha assicurato: “Mi aiuta a prendere decisioni migliori, mi rende una persona migliore” (sic).

Da dove viene?

Dopo l’intervento dell’attore, un portale digitale spagnolo ha intervistato il direttore dell’MSCM in Spagna -e istruttore privato di Álex González-, che ha approfittato dell’occasione per vendere il suo prodotto, assicurando che si tratta di un “allenamento del cervello per produrre onde alfa a volontà, che sono associate alla capacità di rilassarsi, riposare, recuperare energia, calma… Ma ne approfittiamo anche per migliorare l’apprendimento, la memoria, la concentrazione, l’immaginazione, l’intuizione e, in definitiva, la nostra capacità creativa“. Già al culmine del suo discorso pubblicitario, l’istruttore ha reso sacra la tecnica, proponendola come “un metodo di vita perché, se lo pratichi, ti rende tutto più facile“, ha sostenuto.

Il creatore di questa pretesa visione del mondo è il nordamericano José Silva che l’ha inventata nel 1944, anche se ha iniziato a dedicarsi completamente ad essa nel 1966 in Texas (USA), convinto che la sua scoperta potesse raggiungere “esseri umani superiori” capaci di essere ” infinito, eterno, onnisciente e onnipotente”.

Per raggiungere questo obiettivo, Silva ha proposto un corso composto da 30 ore di lezione e 10 ore di esercizio mentale personale. Come ha scritto nel suo libro di riferimento, “gli esercizi mentali non si limitano a insegnare alle persone a rilassare la mente e il corpo… ma fanno un passo avanti. Insegnano alle persone come funzionare mentalmente quando sono in uno stato rilassato“. E, capitolo dopo capitolo, spiega come meditare, eseguire visualizzazioni, risolvere problemi, accelerare l’apprendimento, ricordare i sogni e usarli a proprio vantaggio, sbarazzarsi di abitudini indesiderabili ed eseguire guarigioni, tra le altre cose.

Gli psicologi denunciano

Presto i professionisti della salute mentale hanno messo in guardia contro questo metodo dall’apparenza quasi miracolosa. Di recente, lo psicologo spagnolo Carlos Sanz ha denunciato che “la sua spiegazione del funzionamento della mente (basata su onde alfa e argomenti di auto-aiuto) è tanto ingenua quanto sbagliata, non importa quante persone famose la raccomandino“. E un esplicito avvertimento su Twitter: “Non innamorarti del marketing del Metodo Silva“.

Ma se c’è qualcuno che si è dedicato a svelare in profondità la MSCM, quello è stato lo psicologo argentino José María Baamonde, membro fondatore della Rete Iberoamericana per lo Studio delle Sette (RIES). Negli anni ’90, quando lavorava presso la Fondazione SPES in Argentina, ha pubblicato un opuscolo di formazione dedicato a questo argomento, in cui spiega il contesto dell’emergere e del successo del controllo mentale, evidenziando la situazione di tensione sociale, frustrazioni personali, mancanza di significato nella vita e l’ascesa del pensiero magico.

Secondo Baamonde, “questi corsi promettono di risolvere tutti i problemi e servono, secondo i loro mentori, per accelerare lo studio, sviluppare la memoria, avere successo negli affari, aggiustare i matrimoni (che generalmente dopo il corso sono ancora più disordinati), superare le dipendenze di qualsiasi genere, dimagrire, padroneggiare presunti poteri paranormali, compiere viaggi astrali, diagnosticare malattie di persone che non conosciamo e poi curarle terapeuticamente, comprare una macchina, trovare il ‘Dio interiore’, vivere in armonia con il cosmo…”. E aggiunge, sulla base della sua esperienza: «questo, che potrebbe generare un sorriso, culmina, a volte, in tragedie».

Perché, come sottolinea lo psicologo argentino, “nel migliore dei casi molti di coloro che partecipano a questi corsi perdono solo i soldi che hanno dovuto spendere… In altri casi, il danno psicofisico che alcune delle tecniche messe in atto potrebbero causare, potrebbe essere irreversibile. Sfortunatamente, i promotori di queste tecniche sono molto attenti a menzionare questi pericoli e parlano solo del ‘potere illimitato della nostra mente’ e di ‘come dominarlo a piacimento’“.

Il carattere settario di questo “controllo mentale”

José María Baamonde rivela una caratteristica delle sette che si ritrova nel MSCM: il “graduale svelamento della verità“. E lo spiega così: “Nelle prime offerte, il futuro studente non viene messo a conoscenza di tutte le tecniche, i contenuti e gli altri aspetti che fanno parte del corso, ma questi vengono svelati gradualmente, man mano che lo studente offusca la sua capacità di pensiero logico e di analisi critica e rafforza i legami con il gruppo in questione”.

Perché se a coloro che frequentano un corso di controllo mentale fosse detto “che includerà elementi esoterici e religiosi, molti desisterebbero dal farlo. Ma poiché questo si rivela gradualmente, attraverso diverse fasi che intorpidiscono la capacità di discernimento, quando gli elementi più discutibili diventano evidenti, praticamente non c’è resistenza”, avverte Baamonde. Tra questi elementi spiccano quelli che l’esperto argentino chiama pseudoscientifici, poiché nella formazione del MSCM si insegna che “nello stato alfa si possono sviluppare poteri paranormali come la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione, la telecinesi, ecc.“.

E manca ancora una fase: se dal presunto scienziato iniziale si passa allo pseudoscientifico, allora “si passa all’esoterico, postulando che nello stato alfa si possa compiere il ‘viaggio astrale’“, cosa che l’esperto ritiene “puro esoterismo” tipico dei “movimenti gnostici di ultima generazione”. E il termine del percorso formativo “confina con il grottesco o il ridicolo, poiché sostengono che grazie al viaggio astrale è possibile fare diagnosi di malattie di persone che a volte non si conoscono nemmeno, ed esercitare terapie astrali. Cioè, curare astralmente la persona colpita da una malattia”, sottolinea.

L’obiettivo dell’autodivinizzazione

Baamonde, esperto dei movimenti settari contemporanei, spiega che dopo questa fase magica e astrale di controllo mentale arriva quella “religiosa“, poiché “i partecipanti sono prima invitati a entrare in contatto con il Dio personale di ciascuno, per incoraggiarli progressivamente a fondersi con ‘quella Grande Energia dell’Universo’ a cui ‘ogni religione ha dato un nome diverso’”. Insomma, avverte lo psicologo argentino, “si propone l’autodivinizzazione del partecipante“.

È evidente, quindi, l’incompatibilità di tecniche come la MSCM con la fede cristiana, anche se il suo aspetto è innocuo e semplice di aiuto per problemi personali. Ecco perché José María Baamonde lamenta che “il Silva Mind Control è praticato anche da sacerdoti, suore e laici che, per ignoranza, non sono in grado di valutare l’entità della questione“. Da qui la necessità di conoscerla e discernerla bene, poiché «quando ci troviamo di fronte a un problema, l’obiettività si perde facilmente e si tende a cercare soluzioni rapide e, di conseguenza, molte volte anche magiche».

Un altro dei fondatori del RIES, il sacerdote spagnolo Manuel Guerra, spiega nel suo Dizionario Enciclopedico delle Sette che sia la tecnica stessa che l’“io” dell’iniziato in essa contenuto “si convertono in una specie di ‘idolo’ che sostituisce Dio” . Tanto che «per i suoi presupposti antropologici e teologici, così come per alcune sue dottrine, merita di essere classificata tra le sette, almeno nelle sue ultime fasi e per non pochi suoi iniziati».

Il duro avvertimento di un pastore della Chiesa

In un documento pubblicato nel 1996, il cardinale Norberto Rivera, allora arcivescovo primate del Messico, faceva esplicito riferimento al Mscm, preoccupato per la sua ampia diffusione nel mondo e in particolare nel suo Paese. Si afferma infatti che “l’organizzazione Silva in Messico si è dedicata alla raccolta delle firme di sacerdoti e suore che approvano il metodo per facilitarne la promozione negli ambienti cattolici“. Vediamo cosa scrive il cardinale in 18 Domande sul “New Age”:

Il metodo contiene elementi di spiritualismo e conduce sottilmente i suoi praticanti al panteismo. Gestisce molti concetti fondamentali della New Age e centra la speranza della salvezza nei poteri mentali dell’uomo. Nonostante il fatto che molti degli insegnanti del metodo parlino una lingua “cristiana” e assicurino ai loro clienti che il metodo li aiuterà nella loro vita spirituale, ci sono elementi sostanziali del programma incompatibili con la fede cattolica“.

E non è un caso che il documento vaticano sul New Age, Gesù Cristo, portatore dell’acqua della vita. Una riflessione cristiana sulla “Nuova Era” (a partire dall’anno 2003), fa riferimento nella sua quarta sezione a José Silva -creatore del MSCM- come uno degli autori di riferimento dei “metodi per raggiungere il successo e la ricchezza” tipici della nuova spiritualità esoterica.

Per finire, vale la pena tornare alla riflessione dello psicologo José María Baamonde, che scrisse nel 1994 che forse “il sottotitolo ideale del controllo mentale è ‘… e sarai come dio’ della Genesi. La prima e più antica delle tentazioni continua oggi ad avere tutta la validità che aveva all’inizio dei tempi.”

Fonte: https://portaluz.org/accion-del-mal/932320683/Los-expertos-muestran-el-lado-oscuro-del-Metodo-Silva-de-Control-Mental-ante-los-intentos-por-volver-a-validarlo.html?fbclid=IwAR1f1aI7BHPeEHILOzfg5yiCxwgjCiVBNtPZ4z0okJFElbXReRBn9s7jAQg

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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I Testimoni di Geova approfittano della guerra in Ucraina per fare allarmismo con le loro profezie bibliche

articolo di Luis Santamaría – pubblicato il 04/03/22

I Testimoni di Geova – Lezione 109
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Secondo gli ex seguaci, ancora una volta, il culto millenarista sfrutta le circostanze difficili per intensificare la paura, l’indottrinamento e persino l'”isteria di massa” tra i suoi seguaci.

Poco dopo l’inizio della guerra russa contro l’Ucraina, sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova è stato pubblicato un articolo intitolato “La Russia invade l’Ucraina”. Fin qui tutto normale, visto che è l’evento che scuote il mondo intero in questi giorni.

Ma il sottotitolo è molto significativo: “Si stanno adempiendo le profezie della Bibbia?”.

A quanto pare, i Testimoni di Geova hanno approfittato della guerra per “ricordare” ai propri seguaci e al mondo intero che la fine dei tempi è qui… di nuovo.

Guerre attuali, compimento della profezia

Sotto un titolo che sembra rispondere all’obiettività dei fatti (“La Russia invade l’Ucraina”) troviamo subito la tipica pretesa del noto culto di origine cristiana – sin dalla sua origine negli Stati Uniti nel XIX secolo – per la sua insistenza sulla vicinanza della fine dei tempi. Leggiamo infatti: “Secondo la Bibbia, che importanza hanno eventi come questo?”

E la risposta è offerta dai testi biblici che insistono sui segni della fine dei tempi dell’umanità: le parole di Gesù nel discorso escatologico che comprende il Vangelo di Matteo, le profezie di Daniele nell’Antico Testamento e –ovviamente– l’Apocalisse.

I Testimoni di Geova ricordano che sia l’ultimo libro delle Sacre Scritture sia la predicazione di Gesù Cristo si riferiscono ai conflitti armati come segni dell’approssimarsi della fine. Affermano infatti che “le guerre di oggi adempiono la profezia di Gesù che è nella Bibbia” e che “le guerre di oggi corrispondono a questa profezia”, ​​alludendo all’Apocalisse.

Ma diventano ancora più specifici quando citano Dn 11, 25-45, testo che narra la rivalità tra il re del nord e il re del sud, e la cui attuale lettura da parte della setta – curiosa, molto curiosa, considerando che il racconto è inserito in un libro scritto nel II secolo a C – è il seguente: “La Russia e i suoi alleati sono identificati come il re del nord”.

E concludono assicurando che “ci attende un futuro migliore“, poiché Dio porrà fine alle guerre e raggiungerà la pace nel mondo. Ma per questo sarà necessario che arrivi l’Armageddon, che «non è un conflitto tra nazioni, come quello che stiamo vedendo adesso», ma una «guerra futura» in cui Dio sarà protagonista. Naturalmente pensano che solo loro, i Testimoni di Geova, offrano speranza, dal momento che “annunciano la soluzione ai problemi dell’umanità, compresa la guerra“.

Così lo spiega un ex adepto

Abbiamo voluto chiedere a Israel Flórez, presidente dell’Associazione spagnola delle vittime dei testimoni di Geova, questa lettura della situazione mondiale attraverso gli occhi della organizzazione e di come vive internamente. E ci spiega che lo scopo dell’organizzazione è “tenere accesa quella miccia“, rafforzando nei suoi seguaci “lo studio di contenuti come questo appena pubblicato, attorno ai libri biblici di Daniele e dell’Apocalisse“.

Questo ex Testimone di Geova offre le chiavi interpretative che utilizza l’organizzazione e in cui ha creduto gran parte della sua vita: “si riferiscono all’ex Unione Sovietica come ‘il re del Nord’, così come chiamano la Chiesa cattolica ‘la Grande Meretrice ‘e l’ONU ‘la Grande Bestia’, ecc. Studiavano sempre le stesse cose da punti di vista diversi per intrattenerci, perdere tempo e, in definitiva, controllare le nostre menti“.

E, all’orizzonte, «ricordarci che Armaghedon, il giorno del Signore, è molto vicino». Ma, come ricorda Flórez, “non è mai venuto. Ci hanno sempre detto che prima che fossero passati cento anni dal 1914” (poiché è una data molto importante nell’immaginario della setta). Adesso commenta ironicamente: “siamo nel 2021. È chiaro che è passato più di un secolo e qui non è successo niente“.

Falsi profeti

Quando dissero che il re del nord, cioè l’Unione Sovietica, avrebbe distrutto il re del sud, gli Stati Uniti, arrivò la caduta del muro di Berlino e la profezia andò in pezzi… e così via con tanti episodi storici. Tutto questo serve a tenere occupati i Testimoni di Geova, senza lasciarli pensare o studiare altri contenuti”, ribadisce.

Per gli insegnamenti ufficiali della setta, “il XX secolo è stato il peggior secolo della storia“, e per questo hanno insistito sulla vicinanza della fine dei tempi, con ciò che porta con sé nella vita quotidiana dei seguaci , come ricorda Israel Flórez: “perché di dene studiare all’università? Perché migliorare il lavoro, se tutto ciò che ci circonda verrà distrutto? Se la fine è così vicina e vuoi guadagnarti l’approvazione di Dio, la cosa migliore è predicare molte ore al mese, assistere alle adunanze… Ho calcolato circa 150 ore al mese dedicate al gruppo”.

Non esita a chiamare i Testimoni di Geova “falsi profeti“, per il semplice motivo che “fin dal loro inizio, quando sono nati con il nome di Studenti Biblici, non hanno fatto altro che dare false profezie, come quella del 1914” . La guerra in Ucraina è ora la scusa per “riprendere tutto questo dal re del nord e dal re del sud, che è sembrato dimenticato per due decenni“.

Indottrinamento e isteria di massa

Conversando con un altro ex adepto spagnolo, Gerson Alonso, che ha aderito al movimento sin dalla sua nascita, egli ricorda i grandi conflitti bellici fin dalla sua infanzia (nel Golfo Persico, nei Balcani, Iraq e Afghanistan…) e come sono stati vissuti a livello comunitario, giungendo ad affermare che “i testimoni di Geova sono molto ‘vantaggiosi’, cioè approfittano di qualsiasi circostanza speciale – una guerra, un grande attacco – per usarla nell’indottrinamento, e soprattutto per spaventare i seguaci”.

E fa un esempio molto specifico e significativo: quello dell’attentato alle Torri Gemelle di New York l’11 settembre 2001. “Quel giorno ho avuto un incontro con i testimoni, e la prima cosa che chi ha guidato quell’incontro ci ha detto è che quello era niente, che avremmo visto cose più grandi, che questo era già l’inizio della fine”. Quindi “in quelle situazioni si crea una specie di isteria di massa tra i testimoni di Geova”.

Si tratta, in breve, di “infliggere più paura ai membri, affinché mettano radici nelle loro posizioni e diventino molto più radicali che in circostanze normali”. Così, nei momenti convulsi e difficili “i capi dei testimoni di Geova sanno usare molto bene questi eventi per indurre il timore nei loro seguaci, renderli timorosi e trasformarli in mansuete ‘pecore’“, secondo Gerson.

Inoltre, uno strumento di proselitismo

Questo ex adepto chiarisce che un evento come la guerra in Ucraina non solo ha questa funzionalità interna, ma serve anche ai membri del movimento per il reclutamento: “quando il testimone proclamatore va a predicare (sia per strada o casa per casa, come era sua abitudine, o ora inviando lettere o e-mail a causa della situazione pandemica), usa sempre queste cose per spaventare le persone”.

Quindi “quella paura che il Corpo Direttivo [la leadership del culto, con sede nello stato di New York] instilla nei seguaci, la usano per catturare altre persone. Questi sono certamente eventi spiacevoli che ci spaventano e ci preoccupano, e i testimoni sanno che possono trovare persone molto paurose e vulnerabili”.

Fonte: https://es.aleteia.org/2022/03/04/los-testigos-de-jehova-aprovechan-la-guerra-de-ucrania-para-asustar-con-sus-profecias-biblicas/?fbclid=IwAR2HFNx5KIlkVei2t2aeYVeaiB-nnKSlL_2-5bD-yWUSqolCJ6sVx6BzKco

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Traduzione di Lorita Tinelli

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Mia intervista sul Corriere sulle truffe amorose

In Italia e nel mondo sembrano (solo) cuori truffati ma è stupro affettivo

di Irene Soave

Ci cascano attori, sportivi e astrofisici. Donne e uomini, giovani e anziani: i finti «innamorati», alla fine, chiedono soldi. Il meccanismo non è raffinato. Tutto parte da un falso profilo sui social o su una app di incontri. E allora perché funziona sempre di più?

La storia degli ingannati in amore è sempre la storia di qualcun altro. Come ha fatto Flavia Vento a pensare che davvero l’uomo che la corteggiava in chat fosse Tom Cruise? Come ha potuto Pamela Prati programmare le nozze con tale Mark Caltagirone, un amore mai visto e infatti, si è scoperto dopo un anno, mai esistito? E il pallavolista Cazzaniga, «salvato» a novembre da amici che sono ricorsi alle Iene: quindici anni di messaggini, e mai un incontro, con una presunta fidanzata modella dalla malattia incurabile a cui il campione ha donato 700 mila euro; che creduloni, che stupidi, che sfigati. Le storie delle vittime di truffe affettive, un genere di inganno così frequente da essersi guadagnato questo termine tecnico – in inglese romance scam – si somigliano tutte. Almeno per chi le osserva da fuori, sicuro di non poterci cascare.

Lo schema della truffa inizia dai social

Uno schema è il più classico: il truffatore crea un profilo falso su un social o su una App di incontri. Usa foto rubate online e si finge un uomo di serie intenzioni o una donna bellissima in cerca di amore. Così contatta la vittima e la seduce in via digitale, con parole dolci o indizi di affinità che sembrano elettive; quando si è instaurato un rapporto, anche se solo remoto, il truffatore chiede denaro per problemi di salute o impossibilità a comprarsi biglietti aerei – proprio le circostanze che, guardacaso, gli impediscono di incontrare la vittima. Succede spesso. In Italia, nel 2021, sono state circa trecento le denunce di raggiri di questo tipo alla polizia postale: il 118% in più dell’anno prima. Verosimilmente ne restano sommerse almeno altrettante. Negli Stati Uniti 21 mila denunce, con una perdita media di 2.600 dollari per ciascuna vittima, solo in 12 mesi. PUBBLICITÀ

IL PALLAVOLISTA CAZZANIGA È RIMASTO “PRIGIONIERO” PER 15 ANNI. VITTIMA COME TANTI ALTRI (ANCHE) DEL PARADOSSO DELLA FIDUCIA
Il sequestro invece dell’incontro con l’amata

La serie Amazon Nine Perfect Strangers, uno dei successi seriali del 2021, ha tra i protagonisti una scrittrice di bestseller ingannata in questo modo (Melissa McCarthy); l’attrice Whoopi Goldberg ha condotto la serie The Con in cui raccoglie otto storie di truffe affettive. Il fenomeno, nell’anno del Covid e degli amori digitali per forza, è diventato mainstream. Un imprenditore veneziano, Claudio Formenton, a novembre è partito per la Costa d’Avorio, raccontando che andava per aiutare i missionari. In realtà volava da una ragazza conosciuta online di nome Olivia Martens, mai incontrata prima e chissà se mai esistita. Ad Abidjan è stato sequestrato per tre giorni da una gang. Liberato, è ritornato in Italia, dove ha affrontato la riprovazione della comunità. Persino il parroco della sua cittadina, Fossò, lo ha escluso dai ministri della comunione. «La gogna a cui sei sottoposto è una violenza ulteriore», sottolinea la soubrette Pamela Prati. Due collaboratrici le avevano «presentato» un uomo poi rivelatosi inesistente (anche se la dinamica della relazione resta in parte non chiarita), «e per la quantità di disprezzo che ho sentito ho pensato di togliermi la vita. Molte opportunità di lavoro sono svanite. Il telefono ha smesso di suonare. Era come se tutti pensassero che me l’ero cercata».

LO SCORSO ANNO IN ITALIA LE DENUNCE PER RAGGIRI SENTIMENTALI SONO CRESCIUTE DEL 118%, NEGLI STATI UNITI SONO STATE 21 MILA
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Claudio Formenton, imprenditore veneziano: attirato da un falso profilo è stato rapito (e poi liberato) in Costa d’Avorio

Il disprezzo e la vergogna a denunciare

Per questo tra i reduci da questo tipo di inganno si parla anche di stupro affettivo. «Come nei casi di violenza sessuale, c’è uno stigma sulla vittima e una certa vergogna a denunciare», protesta ad esempio su Facebook un utente di Acta, un gruppo di «Azione contro le truffe affettive e il cybercrime». Il gruppo ha cinquemila iscritti, e registra un numero impressionante di ricatti, minacce, manipolazioni. Un saggio da dicembre 2021: una signora di 77 anni ha inviato 40 mila euro a un «corteggiatore»; una gang di ghanesi si spacciava per un ingegnere, e ha ottenuto 12 mila euro da un’anziana di Veroli (Frosinone); un 65enne di Montelupone (Macerata) ha dato 132 mila euro a una rumena conosciuta in chat. Solo dalle denunce del 2021, ha comunicato la polizia postale, ci sono 73 indagati. «Ma molti casi sono difficili da sanzionare», precisa il penalista milanese Andrea Mingione, che assiste l’associazione Acta. «Il tema è da sempre discusso, in giurisprudenza e in dottrina. La prima sentenza che riconduce a truffa, cioè all’articolo 640 del Codice Penale, un raggiro affettivo, è del 2019» (è la 25165 di Cassazione, ndr). (continua a leggere dopo i link e la foto) LEGGI ANCHE

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I principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa insieme con l’ex compagna Tanya Yashenko: scambio di denunce tra i due; lei gli avrebbe sottratto una Mercedes, 80 mila euro in bonifici, un B&b acquistato a nome della donna

Il principe e la modella bielorussa

Un altro reato a cui si possono ricondurre alcuni casi è la circonvenzione di incapace: «Se la vittima ha creduto a un personaggio inventato è possibile anche dimostrare che non è in sé». È ad esempio la tesi dei legali del principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa, un altro caso recentemente noto. La fidanzata, la modella bielorussa Tanya Yashenko, gli avrebbe sottratto negli anni centinaia di migliaia di euro tra una Mercedes, 80 mila euro in bonifici, un B&b acquistato a nome di lei, sfruttando la sua «fragilità esistenziale». Ma tra Bonanno e Yashenko la relazione non si è chiusa, e lui alterna accuse e ritrattazioni (come dimostra l’ultima apparente rappacificazione all’inizio di febbraio, leggi qui) . «Anche molte relazioni in carne e ossa sono fondate sulla manipolazione», spiega la psicologa Lorita Tinelli, fondatrice del Centro studi sugli abusi psicologici Cesap. «Molti di noi tendono a sospendere l’esame di realtà quando si innamorano, finendo in relazioni che poi diventano come minimo non reciproche, di dipendenza». Qui la casistica si allarga, ed è più difficile sentirsi radicalmente diversi dai truffati, al netto dell’esborso economico (e neppure sempre).

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L’attrice Flavia Vento: ha chattato per 6 mesi con un «vampiro» che fingeva di essere l’attore Tom Cruise (foto Getty Images)

Prima di credere, cercate su Google

Sono molte le storie in cui uno ama senza riserve e l’altro dà le briciole; quelle in cui uno è sposato e l’altro attende che mantenga la promessa di divorziare; le unioni fondate su reticenze, misteri, in ultima analisi bugie; insomma, riassume Tinelli, «le situazioni da cui i nostri amici ci mettono in guardia. Non bisogna sottrarsi all’esame di realtà». L’invito non viene colto quasi mai. I cari del pallavolista Roberto Cazzaniga da anni lo avvisavano che la sua «Maya», a cui lui versava migliaia di euro senza mai vederla, non esisteva. Gli sarebbe bastata una ricerca su Google Images, tre clic alla portata di chiunque, per trovare tutte le foto che lei gli mandava, e identificarla nella modella Alessandra Ambrosio. Ma ci sono volute Le Iene, e l’imbarazzo in tv, per dimostrare che dietro «Maya» c’erano la sua falsa amica Manuela Passero e una spregevole sconosciuta di nome Valeria Satta.

La legge non contempla questo tipo di trauma

Il New York Times ha raccolto la testimonianza di un copywriter, Michael McAllister. Molte donne erano state contattate da uno sconosciuto che si presentava con la sua foto, e lo avevano smascherato proprio con Google Images. McAllister aveva raggiunto l’impostore su Whatsapp. «Sono un cassiere di supermercato in Brasile, col Covid ho perso il lavoro», aveva raccontato lui. «Ho una moglie e un bambino». Poi ha chiesto soldi anche a McAllister. Che non glieli ha rifiutati. Dei danni emotivi di queste relazioni, a differenza che di quelli patrimoniali, è difficile farsi risarcire per legge. Non esiste, spiega l’avvocato di Acta, un quadro normativo che ristori il trauma che un innamorato incontra quando si scopre ingannato. Nel 2013 la giornalista della Nbc Benita Alexander lavorava a un documentario sul chirurgo italiano Paolo Macchiarini, allora considerato un guru dei trapianti. Tra i due era nata una passione, culminata in una proposta di matrimonio che — prometteva Macchiarini — sarebbe stato celebrato da Papa Francesco, e atteso dai più illustri ex pazienti che il chirurgo millantava, dagli Obama a Putin. Un dettaglio, dopo mesi, aveva insospettito la giornalista: nel giorno fissato, il Papa aveva annunciato un viaggio in America Latina. Alexander aveva scoperto così che il chirurgo aveva indagini a suo carico in Italia e in Svezia. E una moglie.

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La giornalista, scrittrice, produttrice e regista Benita Alexander, “truffata” da un chirurgo italiano

Truffata e disoccupata. Se fa male non è amore

Avendo violato la deontologia del suo lavoro, che le vietava relazioni con gli intervistati, Alexander si trovò sola e disoccupata. La sua carriera non si è mai ripresa. Non ha avuto risarcimenti. Eppure «il danno emotivo è comparabile a quello patrimoniale». Così scrive per esempio un articolo del Journal of Psichological Research, che descrive le tecniche dei truffatori affettivi. La chiave: «Saper suscitare nella vittima forti emozioni, fondamentali nella nascita di un amore». Solo se la relazione si avvia bene, cioè, il truffatore riesce a spillare soldi. Intuire cosa una persona vorrebbe, in amore, è facile. «Gli uomini cascano in genere per truffatrici che si presentano come molto sexy. Le donne si fanno raggirare da una promessa di impegno. I profili falsi che le contattano si presentano spesso come separati o vedovi in cerca di un nuovo amore». Così spiega la filosofa catalana Montse Barderi. Il suo bestseller Se fa male, non è amore (Feltrinelli, 2018) insegna come difendersi dai «vampiri emotivi». «Noi diamo molti indizi su quel che ci sta a cuore. Sul tuo profilo Instagram, per esempio, vedo che tempo fa hai pubblicato una poesia. Oggi te la cito, come per caso. La nostra sembrerà subito un’affinità elettiva». Una poesia, una canzone del cuore, una battuta che sembra in codice: ingredienti comuni all’inizio di ogni amore, e allo stesso tempo speciali. L’avvio di una storia è cementato da questi «segnali». «Simularli non è difficile».

Uno strano destino

C’è quasi una «giustizia poetica», ironizza Barderi, in alcune storie: il truffato, come l’uomo cui Totò «vende» la Fontana di Trevi in Tototruffa (1962), è spesso segretamente avaro, e desidera accaparrarsi una fortuna — un amore magnifico, un attico in centro — senza contropartite adeguate. «L’amore da favola che ti si presenta dritto nel telefono, senza che tu abbia fatto nulla. Che sembra capirti, sana le tue inadeguatezze, ti consola, senza che tu offra lo stesso. Che mostra solo pregi. Che non ti chiede di fare progetti che snaturerebbero la tua vita. È un’aspettativa irrealistica», spiega la psicologa Tinelli. La truffa sentimentale offre cioè quelli che in psicologia si definiscono «vantaggi secondari»: i benefici che derivano da una situazione in cui non stiamo bene. Così, certo semplificando, è per certi versi l’amore esemplare di questo Secolo della solitudine – così si intitola il saggio della ricercatrice Noreena Hertz (Il Saggiatore, 2021) dedicato a una «condizione strutturale nel sistema capitalistico», l’essere soli. «In quest’epoca è un problema endemico», conferma Barderi, «e la vita sempre più digitale che conduciamo lo esacerba. Allo stesso tempo però la società non è tenera con chi non ha una relazione, e lo stigma su chi è single è forte».

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Il grande astrofisico Paul Frampton finì in prigione per essersi fidato di una sedicente modella ceca conosciuta online: recuperò per lei un misterioso pacchetto, trasportando così, senza saperlo, due chili di cocaina

La domanda «Io esisto?» sostituita da «Sono amato?»

Secondo il filosofo contemporaneo Jean-Luc Marion la domanda «Io esisto?» è stata sostituita da «Sono amato?» L’io vede confermata la verità su di sé dall’esame delle proprie relazioni. «Sapere di averne una tranquillizza; e una relazione digitale offre questa tranquillità, lasciandoti però il controllo sulla tua vita». Lo fa sfruttando un buco nei nostri sistemi di autodifesa, cioè il cosiddetto «paradosso della fiducia». Ci espone a più rischi della diffidenza, eppure sembra indissolubile dalla natura umana. «I truffatori sono anche definiti “l’aristocrazia del crimine”. Usano preziose soft skills: fiducia, simpatia, persuasione. Non rubano: danno. Siamo noi che vogliamo credergli. Tra diffidenza e credulità, l’essere umano sceglie quasi sempre la credulità». Così scrive la campionessa di poker e psicologa russa Maria Konnikova, che ha dedicato gli studi di una vita al «gioco della fiducia»: The Confidence Game è il titolo del suo saggio più noto (Penguin, 2017), dove analizza alcune delle truffe più clamorose della storia. Quasi sempre c’è di mezzo l’amore.

Il aso dell’astrofisico «trafficante»

La storia che più spezza il cuore è quella del grande astrofisico Paul Frampton: geniale ma timido e molto solo dopo il divorzio, convinto da una sedicente modella ceca conosciuta online, e mai vista, a recuperare un misterioso pacchetto, trasporta senza saperlo due chili di coca e finisce in prigione. Quando una cosa sembra troppo bella per essere vera, insiste Konnikova, «non è mai vera». Eppure noi ci crediamo, lasciamo il nostro numero di telefono, aspettiamo un messaggio. «Quando ci innamoriamo di un truffatore non siamo certo in cerca di inganni. Ma di magia». È un desiderio molto umano: possiamo giurare che non ne saremo vittime, mai?

Fonte: https://www.corriere.it/sette/comportamenti/22_febbraio_08/italia-mondo-sembrano-solo-cuori-truffati-ma-stupro-affettivo-aee1d3a6-84c8-11ec-93b4-bc4dd8ecb5d9.shtml

Nuovo libro sulla manipolazione mentale

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“GASLIGHTING – LA PIÙ SUBDOLA TECNICA DI MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA.”

AUTORI: Avv. Mara Scatigno, Avv. Lorenzo Puglisi e Dott.ssa Lorita Tinelli Psicologa

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Nei giorni scorsi è stato pubblicato uno studio che ha esaminato la relazione tra l’attaccamento a Dio e il disagio psicologico

Sommario: i ricercatori riferiscono che le persone religiose che si relazionano ad un Dio in modo incerto o ansioso hanno maggiori probabilità di sperimentare disturbi da stress psicologico, tra cui ansia, paranoia e compulsioni ossessive. I risultati rivelano come stili diversi di attaccamento a una divinità possano essere associati a peggioramenti della salute mentale.

Fonte: Westmont College

Uno studio nazionale ha esaminato il legame tra una relazione percepita con Dio e la salute mentale su un campione di oltre 1.600 americani.

La ricerca ha evidenziato che i credenti religiosi che si relazionano con Dio in modo incerto o ansioso hanno maggiori probabilità di sperimentare sintomi di disagio psicologico, tra cui ansia, paranoia, ossessione e compulsione.

Lo studio dal titolo “Attachment to God and Psychological Distress: Evidence of a Curvilinear Relationship” è stato pubblicato sul Journal for the Scientific Study of Religion. Esso si basa sui dati del Baylor Religion Survey del 2010, un’indagine nazionale sulle credenze, i valori e i comportamenti religiosi americani. La ricerca mette in luce come diversi stili di connessione a Dio, o attaccamento a Dio, possano essere correlati a un peggioramento della salute mentale.

La maggior parte delle ricerche sull’attaccamento a Dio ha evidenziato un rapporto lineare semplice, in cui una relazione meno evitante – o sicura – è associata a una migliore salute mentale e una relazione più evitante ad un suo peggioramento“, ha affermato Blake Victor Kent, assistente professore di sociologia al Westmont College . “Ma ci sono stati indizi nella ricerca che la relazione potrebbe effettivamente sembrare più una curva a forma di U capovolta. Quindi è quello che abbiamo cercato, ed è quello che abbiamo trovato“.

La curva inversa è stata trovata in una scala composta da sei voci che misurano l’evitamento e il non evitamento nella relazione con Dio. Gli items erano i seguenti:

“Ho un rapporto affettuoso con Dio”.
“Dio sa quando ho bisogno di supporto.”
“Dio sembra avere poco o nessun interesse per i miei affari personali”

Sostanzialmente quello che abbiamo scoperto è che coloro che sono meno evitanti e coloro che sono più evitanti nella loro relazione con Dio hanno entrambi livelli più bassi di disagio psicologico“, ha affermato il coautore dello studio W. Matthew Henderson, assistente professore di sociologia alla Union University.

Questo sfida la ricerca esistente. Questi dati suggeriscono che solo quelli nel mezzo, coloro che sperimentano l’incertezza nella relazione con Dio, e non l’evitante, hanno una salute mentale peggiore“.

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Mentre lo studio suggerisce che l’evitamento potrebbe non essere un pericolo per alcuni aspetti della salute mentale, gli autori sostengono che l’evitamento può ancora causare problemi nelle relazioni, comprese le relazioni nella chiesa. L’immagine è di pubblico dominio

Questo non significa che l’attaccamento evitante verso Dio non sia problematico, tuttavia, secondo Kent. “L’evitamento è ciò che accade quando smetti di fare affidamento su Dio: non ti fidi che Dio sarà lì per te, quindi impari a fare affidamento su te stesso”, ha detto. “E questo si estende anche ad altre persone”.

Mentre lo studio suggerisce che l’evitamento potrebbe non essere un pericolo per alcuni aspetti della salute mentale, gli autori sostengono che l’evitamento può ancora causare problemi nelle relazioni, comprese le relazioni nella chiesa. “Più capiamo come ci relazioniamo con Dio e gli altri, più sani possiamo essere“, ha detto Henderson.

Attaccamento a Dio e disagio psicologico: evidenza di una relazione curvilinea

Le precedenti ricerche di religione/spiritualità (R/S) sull’attaccamento a Dio e sul benessere mentale si sono basate interamente su modelli lineari. Gli studiosi, tuttavia, hanno realizzato un’analisi più sfumata delle credenze e delle disposizioni religiose relative alla salute mentale e diversi studi che utilizzano un approccio non lineare hanno prodotto risultati fruttuosi con una manciata di predittori R/S.

Basandosi sui dati nazionali del Baylor Religion Survey 2010, questo studio indaga le potenziali associazioni non lineari tra attaccamento a Dio e disagio psicologico adattando modelli curvilinei di attaccamento evitante a Dio e molteplici misure di disagio generale e psicologico. Per ragioni concettuali vengono impiegati anche modelli lineari di attaccamento ansioso.

I risultati rivelano una relazione non lineare tra attaccamento evitante/sicuro e angoscia e una relazione lineare deleteria tra attaccamento ansioso a Dio e angoscia.

Ciò supporta l’ipotesi generale che l’ansia o la mancanza di certezza sul proprio rapporto con il divino rappresenti una minaccia al benessere psicologico.

Original Research: Closed access.
Attachment to God and Psychological Distress: Evidence of a Curvilinear Relationship” by W. Matthew Henderson and Blake Victor Kent. Journal for the Scientific Study of Religion

Articolo originale al seguente link

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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La strage e i cadaveri murati in casa: la vera storia del “Mostro di Bari”

Ci sono diversi interrogativi che sorgono quando si legge la storia del Mostro di Bari. Franco Percoco massacrò il padre, la madre e uno dei fratelli, in una strage che alcuni paragonano al delitto di Avetrana. Ma le sole cose che il caso di Percoco ha in comune con quello di Sarah Scazzi sono che l’omicidio sia maturato in famiglia e che i fatti siano avvenuti in Puglia.

Il caso “Percoco”: il “mostro di Bari” che turbò le coscienze e sconvolse i  vertici della Gazzetta del Mezzogiorno - (prima parte) -

Mia intervista sul caso da leggere qui:

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/uccise-i-genitori-ora-storia-percoco-diventa-film-1996999.html

La psicologa: «Adepti spinti a staccarsi dalla propria vita»

VIGEVANO

Alcune delle vittime della “Setta delle bestie” si sono rivolte al Cesap (Centro studi abusi psicologici) e sono seguiti dalla psicologa e fondatrice dell’associazione, Lorita Tinelli. «Nonostante abbia seguito molti casi simili, tra cui le vittime della setta Arkeon – dice Tinelli, – non ho mai visto nulla come ciò che è successo all’interno della setta che operava a Cerano». Le testimonianze sono inquietanti e nel leggerle ci si chiede come è possibile evitare di finire in situazioni di questo tipo.

«Il problema – spiega Tinelli – non è aderire a un gruppo che sia di danza o di yoga o di altro, ma il campanello d’allarme sorge quando l’appartenenza ideologica diventa totalizzante e c’è il pericolo che l’individuo cominci a distaccarsi dal proprio mondo, dagli affetti o dalla famiglia, e comincia ad avere una visione diversa dalla realtà. Non si usano più i propri schemi di valutazione, la propria testa, ma ci si adagia sul pensiero del gruppo, che è un pensiero dicotomico. Fa in modo che la persona pensi che tutto ciò che è dentro la setta è positivo, mentre tutto ciò che sta fuori è negativo. In quel momento inizia a pensare che le persone attorno sono i suoi nemici, individui da cui allontanarsi. E l’allontanamento da familiari e amici è funzionale all’appartenenza alla setta perché il soggetto resta solo, e a quel punto inizia a frequentarla sempre più assiduamente, fino ad annullarsi del tutto».

La psicologa spiega poi come ci si allontani in alcuni casi anche dal lavoro, se il capo del gruppo ritiene che la persona coinvolta debba gestire delle attività che consentono di alimentare economicamente la setta, tagliando così il residuo filo che la lega agli altri. —

Fonte: https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2021/10/15/news/la-psicologa-adepti-spinti-a-staccarsi-dalla-propria-vita-1.40815219