Ritorno Presidente del CeSAP

A qualcuno potrà piacere poco la notizia, a qualcun altro invece sì. Ognuno in effetti dirà la sua a riguardo. Ma l’assemblea ha deciso democraticamente e quindi sono ritornata, con tutti gli onori e gli oneri che questo ruolo comporta, ad essere Presidente del CeSAP. Malgrado le differenti presidenze, il CeSAP ha sempre avuto un comune obiettivo, quello di informare su un fenomeno, quello settario e abusante, e di aiutare e sostenere le vittime. Ciascuno di noi porta avanti questo obiettivo con quelle che sono le sue competenze e le sue intuizioni, ma mai da solo. Tra noi c’è una viva intesa e attiva e quotidiana collaborazione. Nessuno di noi decide per proprio conto. E soprattutto nessuno decide senza aver approfondito una vicenda con l’aiuto di equipe di professionisti e studiosi.
Sono comunque lieta di guidare ancora l’associazione che ho fondato e che curo da anni come fosse una mia figlia, ma con la consapevolezza di crescere con lei e con chi ne fa parte ogni giorno. Insieme continueremo la nostra attività.

Hold Up: come il complottismo seduce le star (e perché è un pericolo anche per noi)

“La risposta a questo cambiamento la troviamo sia nella letteratura scientifica che nella casistica clinica”, ci spiega Lorita Tinelli, psicologa ad indirizzo clinico e di comunità. “ll complottista è colui che usa un pensiero primitivo e quotidiano per analizzare la realtà, determinato dal primo cervello, quello emotivo, che non passa al vaglio della razionalità. Un modello intriso di pregiudizio e superstizione”.

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L’intervista che non è piaciuta a qualcuno

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri” – George Orwell

“C’è chi recupera la propria reputazione, deturpando quella degli altri” (Cit.)

“NEMICO – ORDINE SP. Fair game. Può essere privato della proprietà o danneggiato con ogni mezzo da qualsiasi scientologist senza che lo scientologist venga disciplinato. Può essere imbrogliato, querelato, gli si può mentire, può essere distrutto” – HCO PL 18 Ott 67 Issue IV, Penalties for Lower Conditions

“«È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori.” Art. 1 del codice deontologico del giornalista

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Ringrazio gli amici dell’AIVS per aver postato la mia intervista sul loro canale youtube. Di fronte alla censura con minacce di ricorrere a carte bollate, bisogna far fronte comune. La libertà di espressione è garantita ancora nella nostra nazione e mi piace ricordare in questa occasione l’Art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

E’ ovvio che libertà di espressione è diversa dalla libertà di attaccare personalmente qualcuno, di diffamarlo, di screditarne la sua credibilità andando a cercare col lanternino il posto delle virgole nei suoi scritti o una parola mal detta nei suoi discorsi.

Giungere a questi livelli da III anno della scuola dell’infanzia (con tutto il rispetto delle intelligenze di quei bambini) è davvero indicativo del valore morale delle persone che adottano certi metodi inutilmente censori e intimidatori, nonchè delle loro reali intenzioni. Ma tant’è.

Sono davvero pronta a discutere di questo e di altri argomenti similari, che ormai mi coinvolgono dal 2006, in tutte le sedi necessarie. Credo che i tempi siano sufficientemente maturi per scoperchiare le tante dinamiche agite nel “favore dell’ombra delle tenebre”.

Per il momento grazie a tutti coloro che mi sostengono.

Nuova intervista sulle sette e sui sostenitori delle stesse

Art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere