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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

A cura della Direzione del Giornale Radio Rai 

Conduce Ilaria Sotis

In redazione:
Francesca de Carolis
Alba Arcuri
Elena Paba
Luca Conti
Angela Bovi

QUANDO IL ‘MOSTRO’ E’ IN CASA del 09-05-2006 Ascolta
Dott. ssa Lorita Tinelli
Psicologa, Consulente tecnico del Tribunale per i minori di Bari e presidentessa del Centro studi sugli abusi psicologici 

Ci sono diversi sintomi rilevabili nel bambino abusato sessualmente che non necessariamente, però, sono identificabili come immediatamente legati all’abuso sessuale in sé. Sono, per così dire, aspecifici. Segnali questi, di cui è più facile si accorga un insegnante, perché l’abuso spesso accade in famiglia e fra conoscenti, persone di cui il bambino si fida, e che difficilmente sente di poter “tradire”. Perché l’abuso viene proposto e vissuto come gioco, come particolarità della relazione amicale o affettiva. Il bambino, dunque, si trova a vivere un’ambivalenza emotiva: sicuramente avverte un disagio nella relazione, ma sente anche che quella relazione affettiva si è consolidata nel tempo. Il pedofilo sa bene come irretire il piccolo: propone una simulazione di gioco, c’è il regalino compensatorio, c’è un contorno rassicurante e di affetto. Per questo il bambino cade nella rete, perché non riesce a comprendere la natura di quello che gli sta accadendo.
I segnali d’allarme
- Il bambino non parla più, oppure parla molto di sessualità o la disegna..
- Depressione. I bambini abusati tendono ad isolarsi, non riescono a comunicare, diventano passivi, iniziano a non fidarsi degli adulti in generale e hanno scarsa relazione con i coetanei. Evidenziano anche atteggiamenti aggressivi nei confronti dei loro compagni e spesso, con loro simulano quello che hanno vissuto con l’abusatore. Non partecipano ai giochi.
- Non vogliono essere toccati
- Possono avere atteggiamenti seduttivi nei confronti di adulti e coetanei. Comportamenti, questi, più frequenti nella pre-adoloscenza e più frequente fra le bambine.
- Calo del rendimento scolastico, insonnia, incubi, problemi dell’alimentazione.
- Rituali ossessivi, relativi alla pulizia personale.

Cosa fare
- Mettersi in ascolto del piccolo, fargli sentire che non è giudicato, né rifiutato.
- La persona che raccoglie i segnali deve denunciare ai servizi sociali. Questi provvedono a valutare il contesto familiare che non dovrebbe essere approcciato con aggressività e accuse.
- Accertato l’abuso il bambino viene allontanato temporaneamente dalla famiglia e affidato ad un’altra. Si lavora sull’una e sull’altra. Occorre far capire al bambino che l’affetto con una persona non deve passare attraverso questi comportamenti sessuali devianti. Poi occorre lavorare sul suo senso di colpa: se non elaborato può comportare, oltre ad atteggiamenti pedofili da adulto, anche a problematiche nella vita sessuale dell’individuo da adulto (impotenza, falsa omosessualità) o nella gestione di una relazione affettivo-amorosa.

E’ importantissimo per i servizi sociali capire se l’abuso si è verificato davvero sul bambino, o se questo è stato, ad esempio, strumentalizzato da uno dei genitori per colpire l’altro coniuge, nei casi di conflittualità interna alla famiglia. Anche in questo caso occorre agire con molta attenzione, perché il bambino è comunque vittima di un abuso psicologico.

Le figure più di riferimento in ogni caso sono: psicologi, psicoterapeuti, comunità specifiche, famiglie affidatarie. Sono previsti incontri periodici con la famiglia d’origine. La nuova legge sull’affidamento prevede il rientro all’interno della famiglia d’origine dopo due anni. Se la situazione di quest’ultima è così grave da non essere recuperabile, il bambino dovrebbe essere affidato ad una famiglia diversa ogni due anni. Di fatto questo non accade se viene individuata una famigli all’interno della quale il bambino ha trovato un suo equilibrio.
Alcuni pedofili hanno scritto al nostro centro studi, per chiedere aiuto. Soprattutto individui giovani (25- 28 anni). Noi li abbiamo indirizzati verso psicoterapeuti. Ma questi sono casi rarissimi, di persone lucide, consapevoli, coscienziose. In questi casi la prevenzione può essere efficace, ma non certa al 100%. Dipende dalle personalità del paziente e dalla qualità della terapia.

Al Telefono
Giuseppe
Ascoltatore da Perugia
D.ssa Francesca Ceroni
Giudice del Tribunale per i minori di Firenze
Prof. Cosimo Schinaia
Psicoanalista
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