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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Per i credenti sono ‘nuove religioni’. Per altri sono solo sette pericolose. Ma chi ha ragione?
The Telegraph, UK / 18 febbraio 2011
scritto da Clover Stroud

 

 

Solo una ragazza normale adolescente, ma nel posto sbagliato al momento sbagliato‘ -  è come Charlotte Wells descrive le circostanze in cui sua figlia, Rachel, diciasettenne, incontrò Wayne, 24 anni, un missionario religioso, in un centro commerciale a Somerset due anni fa.

Al momento dell’incontro Wayne era per Rachel affascinante con i suoi racconti di lavoro all’estero e per le sue qualifiche che andavano dalla consulenza e sostegno ai giovani alla gestione dell’evoluzione interiore. Nelle settimane successive Rachel e Wayne ebbero una relazione, che Rachel nascose a sua madre, ma al momento di partire per l’America Rachel fu lasciata con il pretesto che le mancava un visto.

Chiesi a Rachel che cosa non andasse, visto che sembrava giù, e lei mi rispose che aveva incontrato qualcuno, ma che si erano lasciati. Lei mi disse che c’era qualcosa che avrei dovuto sapere su di lui che non mi avrebbe fatto piacere.‘ Wayne insieme ai suoi genitori e nove fratelli faceva parte della Famiglia Internazionale e aveva ricevuto una borsa di studio per predicare il Vangelo a livello internazionale come ‘cristiano‘.

Bambini di Dio o Famiglia Internazionale

I membri di questo gruppo vivono in comunità, seguendo le regole secondo cui si possono sposare e possono avere figli. La Famiglia ha avuto varie denominazioni, ma è stata costituita in California nel 1968, come i “Figli di Dio”. Il suo leader David Berg ha incoraggiato il sesso tra adulti e bambini, come la più alta espressione dell’amore di Dio. Oggetto di controversie essa si è proposta come The Family International, ma è stata attaccata sin dalle sue radici: la sua pagina web presenta ancora un omaggio a David Berg, e la Famiglia non ha mai rinnegato i suoi scritti.

David Berg Fondatore de i Bambini di Dio

 

Ho cercato Wayne chiedendogli informazioni su  questo leader e sulle sue associazioni. Wayne ha risposto che non vi era “assolutamente niente di sbagliato in David Berg”. Poi ho fatto tutto quello che non si dovrebbe fare quando il proprio figlio si interessa ad una setta, tanto da averla persa”, dice Wells.

 

Ottenere dati precisi sul numero di culti che operano in Gran Bretagna è difficile, ma Ian Haworth del Centro di Informazione dei Culti stima che ci sono oltre 500 organizzazioni estreme che possono essere descritte come sette.

Molte organizzazioni, dai gruppi di terapia estrema alle organizzazioni cosiddette religiose rientrano nella definizione di culto in quanto tutte condividono caratteristiche simili – sostiene Haworth – In linea di massima una setta è un gruppo elitario, una società totalitaria che utilizza la coercizione psicologica per reclutare e mantenere i membri all’interno, isolandoli dalla loro famiglia e dalla società. I culti sono guidati da sedicenti leader messianici, che sono responsabili e spesso carismatici, e che sfruttano anche i loro membri.”

Il pericolo dei culti è che la maggior parte di noi non si rende conto di quanto siano potenti e che tipo di  effetti possono avere.

Parte del problema che ho dovuto affrontare è stato quello di convincere le altre persone che mia figlia non era pazza e che Rachel era davvero in pericolo” dice Wells.

Ma l’ansia di Wells era ben fondata, come Celeste Jones, 35 anni, può testimoniare. Jones è nata nei Bambini di Dio. I suoi genitori si sono separati quando aveva quattro anni, e mentre sua sorella minore tornò in Inghilterra con la madre, Jones rimase con il padre nel culto durante la sua infanzia e nella vita adulta.

Durante questo periodo le sono stati attribuiti cinque nomi diversi ed è vissuta in 15 paesi diversi – la Famiglia preferisce che i propri membri non mettano radici in un unico posto ed è anche desiderosa di evitare l’attenzione di sospetti locali e della polizia.

Il sesso era una parte normale della vita degli adulti che fanno sesso apertamente di fronte ai bambini. Il programma settimanale dovrebbe includere un accoppiamento per ogni adulto, compresi i bambini di età superiore ai 12 anni, e sessioni di preghiera quotidiane comprendenti ‘coccole’ o sesso di gruppo. Jones è stata regolarmente stuprata da uomini adulti in nome dell’amore di Dio e, a 11 anni, le è stato detto di fare sesso con un altro bambino secondo il calendario.
Ora Jones lavora come operaia in un istituto di beneficenza per il sostegno familiare ai bambini a Bristol, dove vive con sua figlia di 12 anni. Ella si presenta composta ma anche complessa. Mi spiega che un culto destabilizza l’ordine naturale delle relazioni padre/figlio.
In un culto i tuoi genitori non sono i tuoi genitori, un bambino è sotto la guida di tutti e può essere punito da tutti.’  Le chiedo perché non si lamentava con suo padre. ‘Adoravo mio padre, ma raramente lo vedevo per più di qualche minuto alla volta oltre l’età di cinque anni, perchè egli stava lavorando per il gruppo, ed era spesso lontano. Sono stato curata da assistenti – risponde.
Il tempo con lui era prezioso, per questo ci è stata impedita una comunicazione reale. Se dicevo qualcosa ai miei compagni avrebbero potuto fare la spia su di me, come eravamo incoraggiati a fare. Ho avuto un profondo desiderio di piacere a Dio e mi ero convinta che criticare il gruppo era la lingua diavolo. Se fossi stata negativa avrei avuto dei problemi con il leader.”

Per un estraneo è difficile capire perché qualcuno si aggrega o rimane dentro un culto abusante, ma Jones si paragona a una donna che è stata in una relazione violenta da cui non riesce ad uscire.
Come chiunque abbia subito abusi domestici saprà, lasciare quella relazione non è semplice” sostiene. “Sono stata vittima del lavaggio del cervello e indotta a credere che quello che stavamo facendo era giusto e che il mondo era sbagliato. E, come in un rapporto abusante, a volte ho la sensazione che, se solo avessi potuto cambiare le cose dal di dentro, avrei potuto far diventare il gruppo migliore.

Dr.ssa Alexandra Stein

 

La Dottoressa Alexandra Stein, docente al Birkbeck College di Londra è una psicologa sociale, specializzata in gruppi estremisti ed ha vissuto in prima persona la complessità emotiva della vita in un culto. La Stein è una donna che alla fine degli anni Cinquanta ha trascorso un decennio sotto il controllo di un gruppo radicale marxista in cui era impegnata a Minneapolis a partire dall’età di 26 anni.

E’ difficile immaginare la Stein in uno stato di debolezza, di perdita individuale tanto da essere risucchiata in un culto. Ma Ian Haworth suggerisce che le persone più facili da reclutare sono, infatti, quelle intelligenti, colte, idealiste ed economicamente avvantaggiate.
Quando si è unita al gruppo la Stein aveva assistito alla guerra del Vietnam e all’ascesa del femminismo, e aveva una fame di attivismo politico. “Il gruppo non si presentava come una organizzazione che avrebbe rimosso la mia capacità di fare delle scelte personali o di controllare tutta la mia vita. Al contrario, sembrava un gruppo di persone guidate dagli stessi miei interessi, e composto da gente che mi impressionava con i dettagli della sua attività di consulenza sanitaria e di campagne che avevano realizzato per i diritti delle donne.”

A poco a poco la Stein fu sempre più coinvolta nel gruppo e si trasferì in un appartamento con diversi membri dello stesso. Il gruppo bloccò tutte le sue libertà personali, le combinò un matrimonio e le ordinò di non usare il suo diaframma (contraccettivo).
Subito mi fu ordinato di avere figli, era un modo per controllarmi” afferma la Stein. “A questo punto sono stata isolata da amici e parenti. Mi hanno dato regole sulle mie scelte contraccettive su un foglio di carta beige, ed io ho seguito le indicazioni. Ero un femminista impegnata, ma subivo il lavaggio del cervello, quindi il mio processo di pensiero era confuso, permettendo all’organizzazione di compiere scelte molto personali al mio posto. Questo “attaccamento disorganizzato” avviene anche in un rapporto abusante, quando una donna è confusa e intimidita, poi isolata fino al punto che l’unica persona che può aiutarla è il suo aggressore.”

Per Jones e Stein i figli hanno rappresentato il punto di svolta, ed entrambe sono fuggite dai loro culti. “Vedere l’organizzazione con gli occhi di una madre che deve proteggere il proprio bambino mi ha aiutato a prendere le distanze da essa” dice Stein. “Ho raggiunto il punto di rottura quando sono stato istruita sul tipo di giocattoli con cui i miei bambini potevano giocare, come su quali personaggi dei cartoni animati erano vietati. Mi sembrava così assurdo.”

Entrambe hanno deciso di rompere la congiura del silenzio che circonda l’appartenenza al culto, come le altre donne che da allora hanno pubblicato i racconti delle loro esperienze – Jones ha raccontato la sua storia in ‘Non senza mia sorella e la Stein in Inside Out – e hanno svolto un ruolo fondamentale nella creazione della Fondazione per un Sicuro Passaggio, che fornisce risorse e sostegno per le persone fuoruscite dai culti.

Copertina Inside Out

 

Il Centro d’informazione di Culti e la Families Survival Trust sono altre due organizzazioni che offrono sostegno alle persone con problematiche settarie.

Queste organizzazioni sono tutte d’accordo che si tratta di un problema crescente. Oltre alla Famiglia Ian Haworth cita i Moonies come ‘una forza da non sottovalutare‘, e critica il crescente numero di culti di terapia “che possono essere altrettanto abusanti perchè utilizzano coercizione psicologica per il controllo dei membri.”

Matrimonio di massa trai Moonies

Attiva anche in Gran Bretagna è la Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard nel New Jersey nel 1952, che vanta molti membri di alto profilo di Hollywood, tra cui Tom Cruise, Katie Holmes e John Travolta.

The Church of Scientology’s building in Los Angeles.

La Chiesa di Scientology nega di essere una setta e Scientology è riconosciuta come una religione in un certo numero di paesi, tra cui l’America, ma non nella Gran Bretagna. (‘Scientology è una setta?‘ Chiede il sito web dell’organizzazione. ‘No, è una religione nel senso più pieno della parola.‘)
Ci sono molti aspetti controversi di Scientology, non da ultimo la sua convinzione che gli esseri umani discendono da una razza esiliata da un altro pianeta in un lontano passato. C’è anche la questione del ‘distacco‘, un termine usato per descrivere tra gli scientologist il bloccare il contatto con amici e familiari che, per usare le parole del sito, ‘[sono] soppressivi o che [sono] antagonisti a Scientology o ai suoi principi ‘.

Il sito continua: ‘Al fine di risolvere questa situazione, le “maniglie” delle altre persone antagoniste della verità su Scientology e sulla Chiesa, come ultima risorsa, quando tutti i tentativi di gestirli non sono riusciti, devono essere “disconnesse” ovvero bisogna interrompere la comunicazione con la persona [ndt antagonista].’

Gli oppositori di Scientology sostengono che la disconnessione sia uno strumento sinistro impiegato per indurre una frattura tra i membri dell’organizzazione e le loro famiglie. La Chiesa di Scientology respinge questa accusa.

Silene assomiglia a qualsiasi altra benestante signora di mezza età, nella rigogliosa periferia inglese dove ci incontriamo per un caffè. Parlando con un accento  brasiliano, mi racconta di sua figlia Natalie come di una ragazza intelligente e del loro rapporto d’amore esistente una volta.

Natalie era così vicina a me e mio marito, e spesso stavamo insieme in famiglia’ - afferma. Natalie ha trascorso gran parte dei suoi vent’anni di studi di inglese all’estero, prima di tornare a casa a 27 anni e di lavorare in città. Silene si allarmò nel trovare libri su Scientology in camera di Natalie. ‘Le ho chiesto se lei ne era stata coinvolta e mi ha risposto che non sarebbe mai entrata in Scientology perchè lei non ci credeva.’

Tuttavia nel corso del 2009 Natalie è partita. ‘E’ stato come se stesse portando un fardello terribile con lei‘ racconta Silene. ‘E’ diventata seria e tesa.’ Entro la fine dello scorso anno Natalie andò a vivere con altri Scientologist e ha iniziato a frequentare Anton, il cui patrigno John, la sorella e la madre erano tutti coinvolti con Scientology.

La relazione con Natalie divenne tesa e a Natale di quell’anno ha completamente cambiato la sua alimentazione oltre che i suoi rapporti con i genitori.

E’ stato il cambiamento di nostra figlia, come se fosse stata presa in consegna.
Lo scorso aprile Silene e suo marito hanno incontrato la famiglia di Anton per un pranzo, conoscendo la portata del loro coinvolgimento con Scientology. Poco dopo John è arrivato, non invitato a casa di Silene. ‘Ha urlato che se non avessi accettato Scientology, Natalie avrebbe disconnesso con noi.’ Poco dopo Natalie ha smesso di comunicare con Silene.
L’organizzazione è in genere molto poco comunicativa con le famiglie che la contattano per informazioni sui parenti che hanno aderito. Molti genitori i cui figli sono membri segnalano un ‘muro di silenzio‘, con lettere, e-mail e telefonate senza risposta.

Ma quando li ho contattati per chiedere qualcosa su Natalie hanno risposto subito, dicendomi che Natalie aveva problemi con sua madre risalente a ben prima che diventasse una Scientologist. Ella ha deciso all’inizio di quest’anno di prendere un periodi di distacco, ma non di allontanarsi completamente da lei. Ha avuto recentemente una  buona comunicazione con la madre e spera che avranno rapporti di buona famiglia per il futuro.
Poco dopo Natalie chiama Silene e l’ha incontrata, anche se non si può parlare di Scientology. ‘Ho visto solo Natalie un paio di volte e non ne parla, in quanto provoca enormi conflitti. E io combatterò, per tutto il tempo che sarà necessario, per farla uscire.

Charlotte Wells lotta per evitare che l’adesione di Rachel alla Family International le comporti un  costo personale. Ha preso sei mesi di aspettativa dal lavoro per avere il tempo per capire il modo in cui funziona un culto. ‘Combattere un gruppo come questo è intimidatorio e ho dovuto imparare in fretta,‘ dice.
La sua perseveranza ha pagato. Rachel ha iniziato a mettere in discussione il fatto che il suo matrimonio con Wayne la porterebbe a vivere all’interno di un gruppo chiuso. ‘Quando si poteva parlare con calma Rachel ha iniziato a esaminare ciò che Wayne le aveva detto. Non le piaceva l’idea che avrebbe dovuto vivere in comunità con gli altri membri del suo gruppo ‘ -  spiega Wells.
Era una ragazza adolescente con idee romantiche di vivere con e sposare Wayne, visto che lei credeva veramente di essere innamorata. Quando abbiamo parlato di questo ed era chiaro che non avrebbero potuto essere solo loro due, ha iniziato ad avere i piedi freddi. Era arrabbiata per l’idea che avrebbe dovuto far parte della Famiglia tanto da avere un rapporto sessuale insieme, e credo che questa realizzazione abbia reso il tutto molto meno romantico ed emozionante.
Alla fine, Rachel ha abbandonato l’intenzione di trasferirsi in America, e madre e figlia oggi raramente parlano di quella storia.
Sono certa che se avesse sposato Wayne, sarebbe stata costretta ad aderire al gruppo non appena i suoi piedi avessero toccato la pista [americana]‘, dice Wells. ‘Poi l’avrei perduta, forse per sempre. Mi spaventa pensare a quello che il suo futuro avrebbe potuto essere. Il tutto ha comunque lasciato una cicatrice ma so che  è qualcosa che ci deve far  essere vigili su quanto potrebbe accadere di nuovo, in qualsiasi momento.’

Fonte originale: http://www.rickross.com/reference/family/family78.html

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

Originariamente pubblicato in Carer & Counsellor, Sping Edition 1998.

 

Ogni vittima di una setta, di solito presuppone la presenza altre due vittime. Si tratta della famiglia angosciata e degli amici dell’adepto della setta, che sono rimasti in uno stato di shock e confusione a guardare impotenti e al di fuori quanto stava accadendo al proprio caro.

Questi ultimi sanno meglio di tanti altri che qualcosa  seriamente non va.

 

Jane non è più la stessa. E’ cambiata, ed è cambiata in peggio. Invece di essere calorosa, amichevole, affettuosa e di buon umore è diventata fredda, alienata, distante e in difesa. Sono finiti i tempi delle battute casuali, del vedere ed esprimere simpatia. Jane è ora arrabbiata, taciturna e paranoica. E ‘convinta che suo fratello Tim sia un agente del diavolo, semplicemente perché ha espresso preoccupazione per la sua nuova associazione con un gruppo.

I membri di una famiglia spesso restano inermi per la disperazione di fronte a questo incubo, pensando che probabilmente non c’è nulla che possano fare. Ma, qualcosa da fare c’è!

In primo luogo la famiglia ha bisogno di essere messa a conoscenza di quello che è successo a Jane da un punto di vista psicologico. Ha bisogno di familiarizzare con le tecniche di controllo mentale usate da culti in generale (vedi tabella 1, p. 28, Counselor e accompagnatori, vol. 7, n. 3). E’ quindi importante che capisca le specifiche tecniche utilizzate dal gruppo che nella cui morsa è finita Jane.

Quanto più la famiglia riconosce i metodi psicologici usati dal gruppo, quelli per reclutare e indottrinare i membri, più sarà in grado di annullare alcuni dei danni provocati dal culto, nelle settimane, nei mesi o anni a venire.

Allo stesso modo è vitale che venga conosciuta in breve tempo la filosofia del nuovo culto cui ha aderito Jane. Non è solo fondamentale per capire su che basi il  gruppo fonda la sua visione del mondo, ma anche per conoscere la sua storia e il significato del suo gergo.

Definizioni proprie del culto per i  termini come Dio, la salvezza, la realtà ultima, una maggiore consapevolezza, la pace, l’illuminazione, il  bene e il  male, l’amore e la verità devono essere messi a disposizione e comprese dalla famiglia. Attraverso la comprensione del linguaggio del culto la famiglia e gli amici saranno in grado di avere conversazioni più significative con Jane.

Naturalmente, prima di interagire con Jane, la famiglia ha bisogno di imparare ciò che può e ciò che non può fare per mantenere le linee di comunicazione aperte, per spianare la strada per un dialogo più produttivo. Questo è riportato nella tabella 1.

Le varie sollecitazioni che la famiglia che cerca di far fronte alla situazione di Jane deve affrontare sono varie, e il counselor deve essere consapevole che ci saranno solitamente sensi di colpa condivisi dai diversi membri della famiglia e degli amici da gestire. … “Se solo avessi controllato questo gruppo prima, quando Jane mi ha raccontato che sarebbe andata a quella riunione introduttiva” …” Se solo avessi fatto shopping con Jane, la giornata in cui è stata reclutata nel centro commerciale” … “Se solo l’avessi messa in guardia più spesso sui culti distruttivi” …

La vita è, naturalmente, piena di ‘se solo …’. Tuttavia, è colpa del culto se  Jane è stata reclutata. La sua affiliazione non è stata progettata o provocata da chiunque altro.

Alcuni genitori dei membri del culto potrebbero chiedersi: “Dove abbiamo sbagliato tanto da indurre Jane  a voler entrare in una setta?” Jane non ha aderito. E’ stata attivamente reclutata. Jane non aveva alcuna idea circa la vera natura del gruppo o dei suoi metodi prima di andare a quel primo incontro. Alcuni fratelli possono anche provare a incolpare se stessi. Il fratello di Jane, Tim potrebbe chiedersi se fosse  stato reclutato lui stesso o se lui e Jane non avessero discusso il Martedì prima di incontrare il culto, forse l’adesione non sarebbe avvenuta.

Tabella 1: Consigli su cosa fare e cosa non fare per famiglie e amici dei membri di un  Culto

Cosa fare

1) Cercate di avere un contatto regolare via mail o telefono, anche se c’è scarsa risposta.
2) Esprimete l’amore sincero per il membro del culto in ogni occasione che vi sarà data

3) Tenete un diario di commenti, degli atteggiamenti e degli eventi associati con la sua vita nel culto.
4) Accettate benvolentieri i membri della setta al loro ritorno in casa, non importa ciò che viene detto.
5) Conservate una copia di tutta la corrispondenza scritta col parente nella setta.
6) Registrate tutti i nomi, indirizzi e numeri di telefono di persone legate al culto.

7) Cercate di non reagire se il membro della setta fa commenti poco gentili

8 ) Leggete tutti i libri consigliati relativi alle sette e al controllo mentale, così come interessatevi di      altre informazioni sul culto in questione.
9) Cercate aiuto e informazioni provenienti da organizzazioni specializzate che lavorano in questo ambito. Essi di prenderanno cura di voi e della vostra situazione individuale.

Le cose da non fare

1) Non abbiate fretta di adottare una probabile soluzione prima di aver ricercato con attenzione informazioni sul culto.
2) Non pronunciare mai questa frase: “Sei in una setta, ti hanno fatto il lavaggio del cervello“.
3) Non dare soldi al membro della setta.
4) Non sentirti in colpa. Questo non è un problema causato dalle famiglie.
6) Non agire in modo arrabbiato o ostile verso il membro della setta.
7) Non sentirti solo. Succede a migliaia di famiglie ogni anno.
8 ) Non sottovalutare il controllo che la setta ha su più di un membro.
9) Non  metterti in contrapposizione con il membro della setta, ridicolizzando le sue convinzioni.
10) Non giudicate né entrate in conflitto col membro della setta

11) Non inimicarsi nessuno dei leader della setta o altri membri.
12) Non essere persuasi da ‘specialisti’ di un culto a pagare grosse somme di denaro senza verificare la sua / sue qualifiche.
13) Non rinunciate alla speranza di successo nell’aiutare il tuo familiare a lasciare il gruppo, non importa quanto tempo si è già impegnato per questo.
14)  Non trascurare voi  stessi o altri membri della famiglia.

E forse importante notare che molti padri di membri di una setta sembrano avere grandi difficoltà a comprendere ed accettare il concetto di coercizione psicologica. Spesso avrebbero preferito vedere il coinvolgimento al culto semplicemente come una moda o una fase dello sviluppo evolutivo del proprio figlio. Se e quando comprendono finalmente l’enormità del problema, hanno comunque maggiori difficoltà ad affrontarlo rispetto alle madri. Alcuni padri esplodono per la frustrazione contravvenendo alle regole della tabella 1. Altri padri cercano di apparire disponibili,  ma interiorizzano i loro problemi e ‘implodono’ attraverso attacchi di cuore e malattie.

Un padre una volta disse: “E’ stato come essere su un aereo senza pilota“. Per lui, per una volta, tutto sembrava essere totalmente fuori dal suo controllo.
Molte famiglie che vivono con una persona amata in una setta, equiparano questa esperienza a quella del lutto. Una famiglia una volta disse: “E’ stato come vivere con un morto vivente. Per certi versi era più difficile da affrontare rispetto alla morte. Noi lo sappiamo. Abbiamo avuto una figlia che è morta e un figlio che era in una setta. Il dolore che ce la trascinò via sino al momento in cui riuscì a fuggire fortunatamente dal gruppo era enorme.” Di conseguenza, i consulenti possono trovare utile la loro abilità di counselling per le problematiche del  lutto come aiuto ad una tipica famiglia nella situazione della famiglia di Jane.
Molti genitori nell’affrontare il dolore e lo stress inevitabili in questo percorso, scoprono che i loro matrimoni vengono presto messi a rischio. La consulenza ai partner può aiutare a evitare che questa difficoltà aumenti sino alla perdita di controllo.

Anche l’aspetto economico diventa un problema. Jane può contattare la famiglia e gli amici per telefono e offrire informazioni. Se lei è in una sede estera del gruppo,  le telefonate presto diventeranno un peso economico. Da aggiungere alla spesa ci possono essere le visite a Jane in quel paese straniero. Quindi questo è un altro fattore che il consulente deve prendere in considerazione.

Poi ci sono i figli di Jane e il marito da prendere in considerazione. Si potrebbe chiedere se li ama ancora. Sembra così coinvolta dalle riunioni della setta ora tanto che la sua vita sembra ruotare intorno a quelle riunioni e non più al coniuge ed ai figli. Anche loro potrebbero chiedersi se siano da biasimare e soffrono di simili sentimenti di colpa e di confusione vissuta dai genitori di Jane. Inoltre, suo marito è stato messo probabilmente sotto pressione da Jane per poter andare alle riunioni del culto. E’ probabile che sentano  che il loro matrimonio si stia disintegrando sotto i loro occhi.

I sentimenti e le domande sopra tendono a creare ulteriori tensioni e  un malsano bisogno di essere aiutati dal counselor attraverso la discussione. Ci sono molte risorse disponibili per assistere il counselor e la famiglia di fronte ad un problema di setta. Ci sono molte organizzazioni tutto il mondo che praticano una sorta di monitoraggio delle sette, che possono mettere in contatto la famiglia e gli ex membri con gruppi di sostegno, possono offrire pubblicazioni sul tema e altre informazioni pertinenti.

Le tensioni familiari spesso aumentano a causa di una mancanza comprensione da parte della polizia, educatori, politici, medici di medicina generale,  professionisti della salute mentale e del clero. Questo a volte può essere ulteriormente aggravato da false ipotesi fatte dalla famiglia, o dalla disinformazione sulla setta in questione o dagli apologeti dei culti. La disinformazione può portare la famiglia a prendere una strada sbagliata per agire. Può accadere che la famiglia decida di non intraprendere alcuna azione. Decide invece, di attendere che sia Jane a lasciare il gruppo. Quando ciò non accade, si sente ancora più colpevole e frustrata per aver sprecato così tanto tempo.

Oltre ad aiutare una famiglia a far fronte alle diverse sollecitazioni che ora deve affrontare, è importante incoraggiarli a essere propositivi, ove possibile. Con questo in mente, è fondamentale che la maggior parte dell’energia della famiglia debba essere rivolta verso i  passi positivi possibili che possano aiutare Jane a lasciare il gruppo. E’ vitale per la famiglia di Jane e per i suoi amici lavorare insieme, come una squadra per compensare l’impatto del culto di Jane. Hanno tutti bisogno di lavorare per lo stesso obiettivo, altrimenti la strategia diventerà frammentaria  e un buon lavoro di una persona potrebbe essere accidentalmente annullato dall’azione, seppur con buone intenzioni, di un altro.

Mentre non c’è mai alcuna garanzia che la famiglia possa avere successo nell’aiutare Jane a lasciare il gruppo, le probabilità che questo accada sono a loro favore. Tuttavia i problemi non finiscono qui. E’ probabile che si verifichino almeno per un anno, in media, dei sintomi di astinenza per Jane. E’ importante che il  counselor aiuti la famiglia ad avere familiarità con questi sintomi di astinenza (vedi p.29, Counselor e accompagnatori, vol. 7, n. 3), in modo da non risultare ulteriormente confusa e in modo da aiutare Jane nel suo percorso di guarigione.

La riabilitazione di Jane potrebbe essere accelerata da un soggiorno in un centro di riabilitazione specializzato. Diversi centri sono sorti negli ultimi 15 anni per soddisfare la sempre più crescente domanda di tali servizi. Uno dei più antichi e probabilmente di maggior successo è ‘Sorgente’ negli Stati Uniti. C’è un bisogno vitale di un tale centro nel Regno Unito. In tale istituto Jane avrebbe potuto ricevere aiuto, per una settimana o due, da operatori esperti. L’avrebbero aiutata non solo a rivalutare la sua esperienza nel culto, ma anche a recuperare  completamente le sue risorse per tornare ad essere un membro attivo della società.

Così come ci sono ‘Cose da fare e cose da non fare’ per le famiglie con una persona amata in una setta,  ci sono più in generale suggerimento su ‘Cosa fare e cosa non fare’ per le famiglie con una persona cara che ha appena lasciato un culto distruttivo, come riportato nella tabella 2.

Tabella 2: Cosa fare e cosa non fare per le famiglie di ex membri che stanno recuperando
Le Cose da fare

  • Esprimete l’amore in modo chiaro
  • Fare le cose insieme come una famiglia.
  • Dimostrate che nessuna colpa è collegata all’ex-membro.
  • Incoraggiare una semplice decisione, per esempio chiedendo all’ex-membro di scegliere un pasto, un video, ecc.
  • Accettare che la guarigione completa richiede di solito un sacco di tempo, amore e comprensione.
  • Parlare del culto solo quando l’ex-membro vuole farlo
  • Filtrate le telefonate e la posta da parte della setta solo con l’approvazione dell’ex membro.
  • Accompagnate l’ex-membro della setta inizialmente, quando esce.

Le Cose da non fare

1) Non fate pressione sull’ex-membro affinché ricominci a lavorare o studiare immediatamente.
2) Non abbiate paura di discutere i propri sentimenti.

3) Non siate soffocanti e protettivi

4) Non incolpare l’ex-membro per essere stato coinvolto nel culto.
5) Non dare per scontato  che  la setta non possa riprendere indietro l’ex membro.

La famiglia di Jane ha bisogno di sapere che va bene per Jane parlare con loro delle sue esperienze e delle sensazioni che aveva quando era nel gruppo.

Lei potrebbe anche voler parlare della gente per bene che ha incontrato, pur essendo stati anche loro membri della setta. Dopo tutto sono state vittime allo stesso modo. I familiari sono spesso timorosi di parlare con affetto con affetto di alcune delle persone rimaste all’interno della setta, perché erroneamente ritengono che l’amore di Jane per i membri della setta possa significare che lei stia pensando di ritornare nel gruppo.

A volte le famiglie sono terrorizzate per qualsiasi discussione sulla setta, perché temono di dire la cosa sbagliata, o perché pensano che sarebbe negativo per Jane se lo facessero. E’ più vero, di solito, il contrario.

Un problema comune, di cui dev’essere a conoscenza un counselor, è che alcuni membri della famiglia possono fare eccessive pressioni su Jane nel tentativo di incoraggiarla a ‘andare avanti con la sua vita‘. Possono cercare di costringerla a pensare e a prendere decisioni troppo in fretta, prima che lei sia pronta a farlo. Il marito di Jane o altri membri del contesto sociale di Jane potrebbero iniziare a prendere decisioni al suo posto, e questo non aiuta. Jane ha bisogno di incoraggiamento e di trovare il suo ritmo regolare oltre che di tornare alla normalità. Il tasso di recupero varia da un ex-membro ad un altro.

Alcune famiglie che condividono una fede molto forte possono tentare di forzare l’adesione dell’ex membro verso quello che credono, inondandolo di informazioni dottrinali in merito. Il materiale può andare bene da un punto di vista dottrinale, ma fare questo può essere molto dannosa dal punto di vista psicologico. Anche in questo caso è meglio rispondere alle domande dell’ex membro, piuttosto che cercare di spingerlo in una direzione o nell’altra.

Durante il periodo di riabilitazione di Jane la sua famiglia ha bisogno di essere consapevole delle esigenze tipiche di un ex-membro di una setta (vedi tabella 4, p. 32, accompagnatori e Counselor, vol. 7, n. 3), in modo che possa lavorare con il counselor per migliorare il progresso di Jane affinchè lei possa star meglio.

Con il giusto tipo di cura e attenzione, ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che Jane e la sua famiglia possano recuperare. Nel corso dei miei 18 anni di lavoro a tempo pieno come specialista nel settarismo su entrambe le sponde dell’Atlantico, ho avuto il piacere di vedere centinaia di famiglie riunite. Alcune delle famiglie che hanno avuto successo spesso finiscono ancora per riavvicinarsi più di quanto lo fossero prima. Inoltre, molti come Jane non solo hanno recuperato, ma hanno iniziato una nuova vita, piena di tante gratificazioni. Tuttavia, sarà un’esperienza che nessuno di loro potrà mai dimenticare.
Ian Haworth
Segretario Generale del Centro di Informazione Culti
Articolo in lingua originale: http://www.cultinformation.org.uk/article_caring-for-the-family.html

Traduzione della Dr.ssa Lorita Tinelli

 

Originalmente pubblicato in Carer & Counselor , edizione 1997
Ian Haworth,
General Secretary, Cult Information Centre

Liberamente tradotto da Lorita Tinelli

 

Mentre la maggior parte della gente crede che i culti rappresentino un problema importante esclusivamente nell’America del Nord, pochi sono consapevoli che il problema è anche presente in Gran Bretagna e nel resto dell’Europa. Nel Regno Unito esistono oltre 500 culti, e praticamente la situazione, nelle proporzioni, è quasi identica a quella degli Stati Uniti.
Nell’est dell’Europa, subito dopo la caduta della ‘cortina di ferro’ il numero dei nuovi culti è esploso esponenzialmente.
I culti si insinuano sempre più nel tessuto della società contemporanea. Sono attivi sia nel mondo lavorativo sia in quello dell’università, dagli studenti a tutto lo staff del personale. Essi hanno strumentalizzato il potere religioso e medico e si stanno insinuando persino nel sistema carcerario e nell’ampio mondo della pubblicità.
Poiché la recluta media di un culto diventa un reclutatore di altri, i culti tendono allo sviluppo di un tasso esponenziale se incontrollati. Ciò a sua volta evidenzia la necessità prevalente degli studiosi e dei consulenti legali di occuparsi delle vittime di culti.

Inoltre, senza una comprensione dei principi fondamentali di come agiscono i culti, un consulente tenderà ad escludere questi come fonte delle difficoltà del cliente, andando a cercare nell’individuo stesso la radice dei suoi mali. Altri consulenti, con intenzioni migliori, potranno riconoscere che la partecipazione recente ad un culto possa essere stata la causa delle difficoltà del cliente, ma, in mancanza di adeguate conoscenze,
finiranno per fornire il consiglio errato e quindi anche il supporto errato. Questa mancanza di conoscenza del fenomeno rappresenta un problema per una migliore approfondimento dello stesso, ma può rivelarsi estremamente nociva per la persona stessa che si sta cercando di aiutare.

Ci sono molti miti connessi oggi con una comprensione del fenomeno generale di un culto. La teoria più d’uso comune è quella che sostiene che un membro di un culto abbia dei problemi personali. Questa scuola di pensiero avanza ipotesi secondo cui il futuro membro di culto debba essere una persona che si è persa ed è alla ricerca di qualcosa, può essere instabile e soffrire da bassa autostima. Inoltre è probabile che nel suo
passato ci sia stata una storia di malattia mentale e probabilmente il culto gli è servito a riempire un vuoto della sua vita.
La realtà è notevolmente differente.
Nella maggior parte dei casi la gente reclutata nei culti è in effetti normale ed in buona salute. Proviene da una società borghese e di buona famiglia, ha una intelligenza media ed è istruita, non ha storie precedenti di malattie mentali. I suoi interessi spirituali variano enormemente: qualcuno è interessato al discorso fideistico qualcun altro no.

La gente viene influenzata a tutte le età e molti degli ‘influenzati’ sono professionisti.
Sembra che chiunque possa essere reclutato. Nessuno si sveglia alla mattina e dice “ho bisogno di entrare in un culto”; ed esce di casa alla sua ricerca. Ma è dimostrato che i culti utilizzano sottili tecniche psicologiche per ingannare la gente.
Queste tecniche di controllo della mente, usate dai culti per creare acquiescenza sono molte e variegate. Includono la privazione di cibo e di sonno (alterazione dei ritmi circardiani), L’induzione di Trance è comune e realizzata usando l’ipnosi o rituali ritmici prolungati. Un altra tecnica molto usata è il ‘bombardamento d’amore’ condizionato.
Questo amore è ‘tolto’ all’adepto ogni volta che vi è una deviazione dai dettami della guida.
Gratificazioni e punizioni inoltre sono usati per determinare la conformità al gruppo, assieme all’isolamento dai punti di riferimento razionali.
Queste tecniche sono utilizzate sull’individuo in un atmosfera di pressione intensa da parte del gruppo, affinché diventi conforme sempre ai desideri della guida.

Ecco una lista di 26 metodi di coercizione psicologica utilizzati dai culti:

Ipnosi
Controllo da parte dei pari
Bombardamento D’Amore
Rifiuto di vecchi valori
Dottrina Confusionaria
Meta-communicazione
Obbligo della segretezza
Privazione del senso del tempo
Disinibizione
Regole Intransigenti
Abuso Verbale
Privazione Di Sonno
Rivalutazione dei rapporti
Litanie ripetute
Confessioni pubbliche
Impegno Finanziario
Ostentazione di un ruolo nella gerarchia
Isolamento
Approvazione Controllata
Cambiamento della dieta
Giochi
Non fare domande
Induzione dei sensi di colpa
Timore
Cambiamento dei modi di vestirsi

La vittima è controllata a vista ed in modo da diventare mentalmente altamente vulnerabile ai suggerimenti ed ai desideri del gruppo e della relativa guida. Per ottenere questo probabilmente occorrono soltanto tre o quattro giorni con una persona media che si avvicina ad un gruppo medio.

Il risultato finale è un cambiamento improvviso e drastico di personalità dell’individuo.
(Parte prima)

 

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