Luca Poma, “docente a contratto della LUMSA”, l’etica e la mistificazione della realtà

A nessun componente della LUMSA è consentito utilizzare, direttamente o
indirettamente, la propria posizione accademica o quella derivante dal suo ufficio al fine di imporre prestazioni o servizi a proprio personale favore.
” – Art. 11 del Codice Etico della LUMSA

  1. I componenti della LUMSA sono tenuti a rispettarne il buon nome e a non recare danno alla sua reputazione.
  2. Salvo espressa autorizzazione, a nessuno è consentito:
    a) di utilizzare il logo e il nome dell’Università;
    b) di utilizzare la reputazione dell’Università ai fini dello svolgimento di attività professionali, impieghi, incarichi o altre attività esterne, anche se non remunerate;
    c) esprimere punti di vista strettamente personali spendendo il nome
    dell’Università
    – Art. 14 del Codice Etico della LUMSA

… il dovere di rettificare le notizie inesatte. La pubblicazione della rettifica è un obbligo di legge (art. 8 legge 47/1948 sulla stampa), ma sul piano deontologico il giornalista deve provvedervi autonomamente senza attendere l’impulso della parte lesa dalla diffusione di “notizie inesatte” – Regole etiche del giornalista

La verità è la verità anche se è scomoda e non ci piace” (Cit.)

Una menzogna non avrebbe senso se a qualcuno la verità non sembrasse pericolosa” – Jung

“Grandi menti discutono di idee, menti mediocri discutono di eventi, piccole menti discutono degli altri” – Eleanor Roosevelt

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Per chi si fosse perso il principio della storia, lo invito alla lettura del seguente articolo:

Genio 21, Massimo De Donno, Luca Poma e altre storie

Migliori la memoria o raggiungi la tranquillità?

 

 

NOTA: “Il seguente articolo è stato pubblicato sul sito EducaSectas. Ed è stato scritto dal Dr. Miguel Perlado, Psicologo, Psicoterapeuta. Uno dei massimi esperti di sette in Spagna. Egli lavora come exit counselor dal 1998 e gestisce il sito EducaSectas.  La sua MAIL: informacion@educasectas.org. Lo ringrazio per avermi dato il permesso di tradurre il suo articolo in Italiano

 

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Il 22 marzo 2018, un mese dopo aver pubblicato l’articolo sui corsi “Genio in 21 giorni”, [tradotto in italiano qui. ndt] ho ricevuto una email da un senior trainer di Genio 21, che mi rappresentava la sua sorpresa sostenendo che ciò che era descritto nell’articolo non corrispondeva alla sua esperienza e  aggiungendo che, tuttavia, avrebbe avviato “indagini” al riguardo, al fine di verificare le informazioni, nonché di intervenire “in caso di possibili errori“. Tra l’altro , paradossalmente, questa persona incaricata dei corsi Genio 21 affermava che, solo sei giorni prima di scrivermi quell’e-mail, aveva inviato a tutti i collaboratori, una lettera in cui informava che “[egli] avevo già avviato un processo di revisione organizzativa completa della nostra azienda, affinchè in futuro la relazione tra i nostri clienti e collaboratori sia stabilita su basi diverse“. In altre parole, se da un lato mi diceva che dubitava di ciò che avevo descritto, allo stesso tempo aveva riconosciuto di aver avviato un processo di riforma interna.

Da quel momento, Genius ha commissionato a un giornalista un rapporto sulla validità del marketing del corso,  e ha iniziato a cambiare alcune questioni relative alla retribuzione economica di alcuni collaboratori (fino ad allora inesistenti), ha istituito un “Comitato etico” e persino un “Comitato scientifico“.

Anche se più avanti entreremo più nel dettaglio, mi soffermo su un qualche punto per iniziare: il firmatario del rapporto privato su Genio 21 è un giornalista e anche se viene presentato come un dottore in psicologia, è importante chiarire che non è uno psicologo. Per quanto riguarda il comitato etico e quello scientifico del Genio 21: la verità è che non ho mai conosciuto un comitato etico o scientifico formato esclusivamente da una sola persona. Ora questo è sorprendente. Ma suona bene, sembra che stiamo parlando di un’organizzazione educativa o scientifica e che il firmatario del rapporto sia un dottore. Inoltre, se Genio 21 non ha nulla a che fare con la Psicologia o la Psicoterapia, poiché essi stessi non smettono di ripeterlo, perché quindi nominare uno psicologo con una formazione in psicoterapia per il Comitato Etico?

Infatti, sul loro sito web, e prendendo le espressioni testuali del rapporto completo del giornalista incaricato di sostenere le buone pratiche di Genius 21, riferiscono di essere “vittime di alcune campagne di […] attacchi di disinformazione e denigrazione reale […] notizie false […] di persone convinte che l’apprendimento e il sistema educativo non dovrebbero cambiare“. In particolare, non si capisce a quali attacchi si faccia riferimento, ma è importante non perdere di vista il fatto che stiamo parlando di formatori che non sono né educatori né insegnanti, anche se a volte si riferiscono al fatto che pagano i loro insegnanti; poiché se fossero professori, le proposte dovrebbero modificare quegli aspetti del sistema educativo che non erano adeguati, pertinenti o sufficientemente efficaci.

La narrazione di Genio 21 è quella di continuare a sostenere “di aver subito danni da alcuni gruppi anti-setta, nella loro ossessiva ricerca dello scoop e della persecuzione nel denunciare a tutti i costi fenomeni settari spesso inesistenti, nella premessa che “tutto è setta “. Questo modo di presentare il problema è sorprendente – insisto che questo pezzo deriva letteralmente dalla relazione del suddetto giornalista – e mediante allusioni, capisco che starebbero riferendosi alla mia persona, ciò è doppiamente interessante: primo, perché in più occasioni ho sottolineato che il mio lavoro è pro-persona e non anti-sette, ma soprattutto perché è stato suggerito che io ho descritto Genio 21 come una setta. Forse sarebbe stato importante che il giornalista avesse guardato i tag dell’articolo che ho scritto, dove non solo appariva l’etichetta Genio 21, ma anche la categoria dei corsi di trasformazione in un grande gruppo. Allora parleremo di questo punto.

La  compagnia del Gruppo Trainers | Training and Marketing, che opera anche sotto il nome di Genio 21, si presenta “come un corso di memoria senza precedenti […] un metodo di apprendimento che tutti dovrebbero conoscere è il corso che trasforma il tuo cervello da una Seat Panda a una Ferrari “. In breve, il corso di Genio 21 è più di un semplice corso di memoria: “è il corso della memoria che cambia la vita delle persone“. È un corso che cerca di trasformare la personalità. E la sua pubblicità, almeno, promette una completa trasformazione della persona che si percepisce mediocre (Seat Panda) per portarla all’eccellenza (Ferrari). Ma a quanto pare questo non ha nulla a che fare né con il campo dell’educazione né con quello della psicologia.

Il rapporto citato afferma che “in nessun caso si può affermare che il corso Genio 21 sia una specie di bacchetta magica che porta ad essere un genio“, anche se la stessa organizzazione sostiene con veemenza che “siamo tutti dei geni, dobbiamo solo allenare il cervello“. Perché da quanto sostengono, “Your Trainers Group è costituito da un team di professionisti qualificati che offrono opportunità reali per sperimentare la crescita personale. Essi si basano su 40 anni di esperienza combinata e di ricerca sul campo, per sviluppare un corso di memoria che garantisce di offrire gli strumenti necessari per essere felici e raggiungere la pace della mente“. Tuttavia, quanto riguarda l’esperienza quarantennale, è una dichiarazione alquanto scioccante, dato che Luca Lorenzoni ha lanciato il progetto Your Trainers Group nel 2008; tra l’altro  hanno anche indicato l’anno scorso che negli ultimi cinque anni si erano presi cura di circa 400.000 bambini. Ovviamente, con un campione così ampio, dovremmo già avere risultati di grande impatto sociale pubblicati dopo la loro pubblicità. E per quanto riguarda l’affermazione sul raggiungimento della pace della mente, è meglio lasciare l’approfondimento ad un’altra volta.

Dalla sua storia, e secondo lo stesso Lorenzoni in vari luoghi, sappiamo che a 19 anni (età in cui ha flirtato con gruppi di frangia politica estrema legati al calcio) ha frequentato un corso sulla memoria trovato attraverso la pubblicità per strada e da allora “la mia vita è cambiata definitivamente“, a partire dalla sua collaborazione con la compagnia che lo ha reclutato in quel percorso di memoria. La sua storia di vita viene proposta come un modello di successo da emulare e i corsi Genio 21 sono ciò che permetterà a tutti i sogni di materializzarsi. Anche se la sua storia ha anche variazioni interessanti, in alcuni posti sostiene di essere venuto a conoscenza di quei corsi a causa dei volantini pubblicitari che qualcuno gli ha dato per strada, mentre in altri luoghi riferisce di un amico che l’ha incoraggiato a frequentare un corso di memoria. Altri collaboratori vicini descrivono anche traiettorie di vita che portano alla scoperta trasformativa di Genio 21.

In ogni caso, il corso frequentato da Lorenzoni è indubbiamente il corso della memoria e del rapido apprendimento della società High Consulting, guidata da Maurizio Possenti. In questo video, Lorenzoni può essere visto aiutare una persona a cadere dal palco, mentre un po ‘più tardi parla dell’esperienza vissuta con la Life Academy e possiamo anche vedere Massimo De Donno tra il pubblico. Dopo aver attraversato la compagnia di crescita personale Life, Lorenzoni lancia il proprio modello di business attraverso Your Trainers Group, la cui operazione è identica a quella vista in Life (vedi ad esempio il seguente video e confronta con quello Life, per vedere se si trovano le differenze con quella dei tuoi allenatori).

Il gruppo di formatori | Genius 21 utilizza una metodologia che va al di là delle tecniche di memoria, anche se copiata interamente dai corsi Life, le cui pratiche attingono da Anthony Robbins e  da altri guru della nuova era della crescita personale. Ma le affermazioni di Genio 21 che non hanno nulla a che fare con la psicologia, che non usano la PNL, che non praticano psicoterapia, che non comportano alcuna pratica psicologica o psicoanalitica o addirittura che hanno con loro uno psicologo, se necessario, “per ricevere assistenza di altissimo livello“. Di nuovo, perché è necessario uno psicologo se questi corsi di memoria e apprendimento non hanno nulla a che fare con la psicologia? Francamente, il loro messaggio – lungi dall’essere chiaro e diafano, come dice il rapporto del giornalista – ha un impatto su aree che senza dubbio vanno oltre le mere risorse mnemoniche. Vedi, ad esempio, la seguente affermazione: “In One puoi lavorare con cura nelle relazioni, chiarire i tuoi obiettivi e i tuoi sogni, imparare a stabilire relazioni profonde, soddisfacenti e basate sull’amore“.

In effetti, nelle sue manifestazioni iniziali di Milano, dove si trova la sede della Scuola di Your Trainers Group, si è parlato di rinomati professionisti come gli psicologi italiani Giorgio Nardone  e Alessandro Bartoletti come “i membri del comitato scientifico per convalidare il corso di Genio 21“. Anche i loro propri istruttori, come si vede nel servizio televisivo del canale svizzero che ha affrontato la questione del Genio, hanno sostenuto che in realtà questi due professionisti di famahanno esaminato il corso e si sono vergognati di non essere in grado loro stessi di essere i certificatori, riconoscendo che le abilità che vengono insegnate in Genio sono molto alte“. Tuttavia, nel programma televisivo è diventato chiaro che tale affermazione non era vera. Nardone ha indicato, in tono tranquillo, di non aver mai partecipato a tale Comitato Scientifico o di aver mai preso parte a questo: “è semplicemente ridicolo“, ha detto. A sua difesa, lo stesso rappresentante del gruppo in Italia ha sostenuto che sono davvero riferimenti per Genio e che applicano solo i loro insegnamenti di apprendimento strategico.

Sorprendentemente, il rapporto del giornalista assunto da Genio categoricamente afferma che “i formatori del corso Genio devono passare attraverso un ciclo di formazione per almeno due anni, necessari per ottenere la certificazione presso l’università, che dichiara la sua qualità di esperto di apprendimento strategico … che è accreditato attraverso l’Università Popolare degli Studi di Milano“. Con questa spiegazione, il consumatore può essere avere l’impressione che stiamo parlando di professionisti che devono essere addestrati attentamente, ottenendo una certificazione universitaria. Niente è più lontano dalla realtà. Per meglio spiegare al lettore: le università popolari, almeno in Italia, sono solitamente associazioni private che occasionalmente possono avere qualche rapporto con le università statali per l’emissione di crediti formativi; ma solo le università statali possono assegnare titoli accademici. Le università popolari sono rivolte principalmente alla popolazione adulta, al gruppo di pensionati. Ma le università popolari, a differenza delle università statali, non possono rilasciare titoli accademici, né i loro certificati hanno alcun valore legale.

Ma c’è anche che la stessa famosa Università degli Studi di Milano è stata denunciata per aver rilasciato falsi titoli acacdemici. E non solo, la stessa Università Popolare di Milano è stata specificamente condannata per falsa pubblicità, essendo conosciuta oggi come “l’Università della pubblicità ingannevole”. Pertanto, questa formazione di due anni dei formatori di Genio 21 è più che dubbia, se viene presa come argomento che è inquadrato all’interno dell’Università Popolare di Milano.

Significativamente, quando il rapporto è stato trasmesso dalla televisione svizzera su Genius 21 lo scorso maggio 2018, proprio in quel momento è stato creato il Comitato scientifico del Genio 21, composto da una sola persona, uno psichiatra italiano. Di nuovo, se Genius 21 non ha nulla a che fare con la psicologia, perché includere uno psichiatra in un comitato scientifico (unipersonale)? Questo modo di lavorare è esattamente lo stesso che hanno applicato in Spagna, dove a seguito della mia pubblicazione su Genio è stato costituito un cosiddetto Comitato Scientifico e successivamente un Comitato Etico costituito da una sola persona (contemporaneamente anche un AMPA di Genius 21, che implica di nuovo che siamo in un campo educativo!).

L’azienda non smette mai di ripetere che il campo per cui lavorano è quello dell’apprendimento strategico. Ma è vero che le difficoltà di apprendimento hanno a che fare con un’area di intervento pedagogico e psicologico. E i contributi dell’apprendimento strategico di Nardone e Bartoletti sono direttamente inquadrati nel campo degli interventi professionali nel campo della psicologia. L’emergere di formatori non professionisti non è altro che l’interferenza in un campo in cui non sono qualificati. Per una maggiore abbondanza, il gruppo promuove che il metodo Genio può essere efficace anche per lavorare con la dislessia, che è senza dubbio un chiaro esempio di abuso professionale. Infatti, se visitiamo il sito web della promotrice, realizzeremo che il suo indirizzo di contatto è lo stesso di Genio a Barcellona.

La verità è che nel rapporto di cui sopra ci sono così tante genericità, che sarebbe infinito elencarle tutte. Ad esempio, per quanto riguarda la quinta conclusione, non esiste una base più ampia per la presunta orizzontalità dell’organizzazione, tenendo conto che stiamo parlando di una società registrata con meno di dieci lavoratori a cui senza dubbio il mantenimento di tali salari minimi non dovrebbe costituire un problema con il proprio fatturato annuale (se diamo credito a migliaia di studenti all’anno). Colpisce il fatto che l’autore del rapporto abbia affrontato la questione su diversi punti in termini che sarebbero senza dubbio degni di un’agenzia. Ma al di là di questi dati aneddotici, colpisce anche che tra il repertorio di strategie per raggiungere potenziali clienti alle presentazioni del corso, lo stesso giornalista non si riferisce in nessun momento all’accesso insistente nelle strade, più che evidente a Barcellona nella zona di Plaza Cataluña, come in altre province della Spagna. O anche, secondo la dinamica dei corsi di vendita, la tesi del giornalista che scrive il rapporto è che questa strategia “viene utilizzata in tutte le istituzioni educative“, ponendo lo stesso Genio 21 allo stesso livero di corsi post-laurea e master, seminari, simposi, congressi, ecc. Quando uno dei problemi è che Genio 21 non è un istituto di insegnamento, né è nemmeno collegato a un modello universitario come abbiamo visto.

Non conosciamo la metodologia di elaborazione del rapporto menzionato (a quanto pare, il suo autore ha ascoltato molte ore di registrazione); sorprendentemente, la sua versione completa è stata ritirata il giorno in cui è apparsa sulla stampa, lasciando solo le conclusioni nello spazio web dell’organizzazione. E sebbene io ne abbia richiesto direttamente una copia nella sua interezza, l’unica risposta ottenuta è che in ogni caso è l’organizzazione che dovrebbe fornirla. Questa è la trasparenza. In ogni caso, nelle conclusioni trovate sul loro sito web, ci sono alcuni elementi da salvare. Ad esempio, prima dell’inizio del corso, “il cliente deve completare il test Amos“, essendo questa una novità dal momento che fino ad ora non era richiesto un tale prerequisito. Ma, ancora una volta, stiamo parlando di una batteria psicologico-educativa che dovrebbe essere somministrata da professionisti nel campo dell’educazione o della psicologia, ma che è promossa da non professionisti in questi campi.

Il rapporto non cessa mai di ripetere che in nessun momento “si può presumere l’ignoranza o l’inganno di qualsiasi tipo“. Anche se fino ad ora, abbiamo visto una serie di irregolarità, come la pubblicità ingannevole, la mancanza di preparazione professionale per un compito che si propone cambiare la personalità dei partecipanti e le potenzialità, con invadenza in una zona educativo e / o psicologica.

Anche in questo caso, si sottolinea che “è altamente improbabile che un potenziale cliente del corso Genio venga portato ad acquistare ed effettuare servizi senza aver capito“, affermazione che si scontra con la natura poco chiara della stessa organizzazione e con lo scopo delle loro pratiche specifiche all’interno dei loro workshop.

Ma lo stesso rapporto – da cui non era assolutamente necessario rimuovere il mio nome incrociandolo in grassetto – si riferisce all’articolo che ho scritto in termini di “report”. Chiarisco che non ho scritto alcun rapporto. Ma in ogni caso, il mio articolo è descritto come “superficiale, prevenuto, con presunzioni e fabulazioni e in una prospettiva di settarismo globale“. Il giornalista si riferisce a me come un movimento anti-setta, per aver lavorato in passato in un’entità professionale che presumibilmente mi ha modellato in quel discorso. In ogni caso, possiamo dire che sono affermazioni personali gratuite, il risultato di un’assoluta ignoranza della mia carriera professionale. Contrariamente a quanto affermato da questo giornalista, l’articolo si basa proprio sulla mia pratica clinica professionale; cioè, si basa su informazioni tecniche basate su fatti.

Il rapporto [di nuovo, chiarisco che non ho scritto alcun rapporto] scritto dallo psicologo […] cerca di associare un elemento specifico ai circoli confessionali“. Affermazione certamente di una lettura inesatta e parziale del mio articolo, ma più interessante è sempre lo stesso firmatario che indica che “ogni partecipante a una presentazione del corso sa di essere in una sessione di vendite“. Allora: si riconosce che non solo non si parla di un corso di memoria, nemmeno di un corso accelerato di apprendimento, o anche di un percorso di crescita personale, ma di un vero e proprio corso di vendita. Pertanto, da quella presentazione apparentemente chiara e corretta dell’organizzazione (inizialmente, i corsi di memoria per un migliore apprendimento) abbiamo già iniziato a parlare di corsi di crescita personale e corsi di vendita. Almeno, ora il consumatore avrà già più chiaro la natura della compagnia dei corsi di memoria.

Ancora più incredibile è l’affermazione rispetto alla quale “non sono una religione ma un’attività commerciale“. Ma chi ha detto che stiamo parlando di una religione? Anche se sono descritto come “incongruente” in questo senso, non riesco a trovare da nessuna parte che io abbia sostenuto che stiamo parlando di una religione. Più sorprendente ancora sono le disquisizioni circa la mia incapacità di discriminare nella storia delle popolazioni colpite, cui non è nemmeno necessario rispondere, mentre mi viene attribuita “una specifica militanza” (anti-sette, si intende). Porto l’attenzione allo status di categoria, che è “comportamento irresponsabile … uno degli abusi classici commessi dal movimento anti-settario globale“. Commenti superficiali. Apparentemente, un giornalista ha più elementi per una corretta diagnosi differenziale in ambito clinico. La mia formazione deve essere insufficiente o dev’essere stata formata da enti professionali che il giornalista descrive come anti-sette. E faccio anche parte di un movimento anti-setta mondiale!

E’ dalla conclusione 33 che il firmatario della relazione di cui sopra prende tutta la sua analisi al campo della “culti distruttivi“, concludendo che “nell’entità del marketing […] del corso Genius in Spagna non sono rilevabili alcuno degli aspetti comportamentali tipici dei tipici processi manipolativi delle dinamiche settarie distruttive […]  che solo dall’ignoranza o dalla malafede può essere attribuito a questa entità l’etichetta di setta“. Questo è un punto interessante, perché è quello che afferma il giornalista stesso. Come sapete anche con le famiglie con cui ho lavorato, in nessun momento ho indicato che Genio 21  sia un culto distruttivo, ma ho messo in chiaro che le loro pratiche sono più vicine al polo del settarismo che ad una pratica trasparente. In realtà, le pratiche di questa azienda si muovono in una zona intermedia, una zona caratteristica della gruppi dal potenziale umano, certamente descrittivo,  un fenomeno che interseca certamente sette ma anche altri tipi di eventi di crescita personale, workshop, new age e corsi di vendita motivazionali.

In un altro luogo ho già parlato di questi grandi seminari di trasformazione di gruppo, nonché dei rischi inerenti per alcuni potenziali clienti. In quell’occasione è stato un gruppo con sede a Siviglia a promuovere presunti seminari di coaching – un termine che appare sorprendentemente anche nella relazione del giornalista – sebbene le sue dinamiche operative siano più vicine al polo delle operazioni settarie piuttosto che a quello di una società che offre servizi di coaching professionale. In tale occasione, la società ha intentato una causa per presunte diffamazioni, un reclamo legale che ha perso e in cui, inoltre, nella sentenza finale la pressione emotiva esercitata sui partecipanti era evidente, così come la possibilità di risposte iatrogene tra alcuni dei corsisti.

Questo tipo di workshop di trasformazione personale  forma una modalità operativa che negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi nel nostro paese e davanti alla quale è conveniente che il consumatore sia informato della natura autentica di tali corsi, così come i criteri di indicazione o controindicazione per la partecipazione. In pratica, tutti questi workshop sono offerti da persone che possono utilizzare tecniche psicologiche, senza un’adeguata preparazione professionale, con l’idea che il corso è valido per tutti allo stesso modo, senza filtri adeguati, elementi di mescolanza di crescita personale con discorsi motivazionali, in atmosfere carichi di emotività, che cercano la trasformazione personale per la vendita, con una messa in scena dove ci sono importanti elementi di marketing e dove la bontà del sistema è sempre giustificata sulla base di numerose testimonianze positive.

Fonte: https://educasectas.org/curso-genius-2/

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

 

 

 

Mi hanno cambiato la vita

Diari di Girona (Spagna) 6.08.2017

Cinque minori di Girona devono ricorrere al supporto psicologico dopo aver frequentato un corso intensivo di “tecniche di apprendimento”.
Per rispetto delle persone colpite, i nomi dei protagonisti sono stati cambiati; per rispetto delle famiglie, viene spiegata la loro versione; Per rispetto verso chi punta il dito, la vicenda include anche le argomentazioni difensive.

Non siamo a Fargo, né nella location di un film dei fratelli Cohen, né nella serie di Noah Hawley. Siamo a Girona; è il 5, 6 o 7 aprile; Tre adolescenti che terminano gli studi secondari visitano l’aula Expojove, in Fiera, con i compagni di scuola superiore. Lì vengono “avvicinati” da alcune ragazze “simpatiche e molto diverse” che danno loro una dimostrazione “brutale” di tecniche di memoria, racconta la madre di una di loro con faccia seria a Diari da Girona.

La storia comincia; primo capitolo.

  • Dì venti numeri a caso – suggeriscono le “simpatiche” dimostranti.
    I tre studenti seguono la corda e sono “sbalorditi” quando li sentono ripetere le serie numeriche a memoria avanti e indietro, senza alcun trucco o trappola apparente.
  • Se vuoi imparare bene la tecnica, facciamo un corso a Girona.

Poi prendono i dati degli studenti che, quando tornano a casa, lo raccontano ai genitori. Vogliono seguire il corso; vogliono poter fare ciò che hanno visto; Vogliono essere studenti. E dopo una settimana, accompagnati dai parenti, si ritrovano in una stanza dell’hotel Double Tree by Hilton di Girona.

In platea ci sono una cinquantina di persone; sul palco, diversi membri del Genius Course, che si promuove su Internet come “il corso di lettura veloce e memoria più copiato al mondo“.

Fanno più dimostrazioni; quasi tutti rimangono a bocca aperta. La mostra si conclude e un gruppo di “collaboratori” esce per vendere il prodotto: tre giorni intensi di sessioni di apprendimento teorico sulla memoria e tecniche di studio ad un prezzo di circa 2.300 euro; se il contratto viene firmato proprio lì, la riduzione è sostanziale e l’iscrizione resta a 1.400.

Alla fine la famiglia di María (il nome è fittizio), residente in un paese indeterminato della provincia, accetta di sottoscrivere il controatto con Genio. Il 26, 27 e 28 maggio la ragazza frequenta le lezioni all’Hilton. La giovane trascorre tre giorni e due notti lì. L’allarme suona quando i genitori vanno a prenderla (era andata lì con due compagni di liceo); abbraccia la madre e inizia a piangere: “Mi hanno cambiato la vita! Questo è terribile!“. Già in macchina, la giovane continua: «Siamo unici; siamo capaci di fare tutto; Mi sono iscritta come collaboratrice; dobbiamo tornare a Girona per comprare vestiti eleganti». L’allarme suona.

– Cosa intendi per “vestiti eleganti”? E per quanto riguarda le tecniche di studio? chiede la madre.
– Questo è un corso per la vita.


Ramón (nome fittizio), amico liceale di María e compagno di corso del Genius Course, fornisce alcuni indizi in più: «Abbiamo fatto molte visualizzazioni, molte meditazioni e rilassamenti. Abbiamo ascoltato molta musica diversa. C’erano luci che cambiavano. Siamo stati a lungo con gli occhi chiusi. Abbiamo fatto un sacco di cose strane“.

Dichiarazioni che mettono in crisi i genitori di Maria, che decidono di chiedere aiuto a un esperto.

Miguel Perlado è uno psicologo con una lunga carriera professionale, specializzato in sette e gruppi di manipolazione psicologica (è membro dell’International Cultic Studies Association (ICSA), un’entità transfrontaliera che studia “settarismo e influenza eccessiva“). È a conoscenza dell’esistenza di Genius, un “gruppo operativo“, dice, con sede a Barcellona (ha un ufficio) sotto l’egida del Your Trainers Group. Fondata in Italia, l’organizzazione ha diffuso tentacoli anche in Svizzera e negli Stati Uniti, tra gli altri paesi; infatti il ​​leader (master trainer), Luca Lorenzoni, con studi in Economia e una predilezione per la boxe, trascorre lunghi periodi in una villa in Florida, da dove solitamente registra video con messaggi per i suoi migliaia di followers che posta su Facebook («a volte non ci sono molte opzioni, a volte bisogna avere fede», dice in uno dei post).

In Catalogna l’emissario di Lorenzoni è Giacomo Navone (senior trainer): «fai quello che vuoi; onora quello che fai», consiglia sul sito aziendale.

In questi mesi Perlado ha aiutato cinque famiglie di Girona a superare il trauma causato dal Genius Course; sono casi simili e che hanno come protagonisti i preadolescenti. A Barcellona è intervenuto in quindici casi legati a questo gruppo e a Madrid, dove la struttura ha operato in tempi relativamente recenti, su sette.

Finora il secondo capitolo.

Ma questo esperto spiega che il gruppo di formatori, tramite il corso Genius, è stato istituito anche a Palma di Maiorca. La trama, poi, come in una serie, continua. “Non si può parlare di setta distruttiva“, spiega Miguel Perlado, ma di “organizzazione di comportamento e funzionamento settario“.

Con María, questo psicologo ha trascorso tre ore e mezza durante la prima visita. E il caso confermerebbe la tesi, spiega Perlado: “i ragazzi cambiano molto dopo lunghi e intensi incontri” (il corso). Parlano anche con «parole in codice».

Ciò che seduce il giovane è “l’idea di pensare che ci sarà una trasformazione” negli studi, approfondisce questo esperto; ma “il tempo passa” e lui già vuole “entrare a far parte dell’organizzazione e, se necessario, uscire di casa“. In due dei casi che Miguel Perlado ha assistito “non è stato nemmeno possibile intervenire per aiutare i giovani”, perché “sono intensamente coinvolti”. “Non possiamo accedere alla persona; il livello di coinvolgimento è totale e vivono in appartamenti con altri membri“, aggiunge.

Lo psicologo sottolinea che “i modi di attrarre i ragazzi, di incapsulare l’esperienza e di isolare i giovani sono tipici di gruppi che presentano determinati comportamenti settari che comportano un certo rischio, soprattutto nei preadolescenti“.

Le tecniche della memoria funzionano (“erano già utilizzate da Greci e Romani“); tuttavia, ragiona: «se questo diventa l’aggancio per raggiungere la fedeltà assoluta all’organizzazione e che il giovane finisce per indossare la maglietta del gruppo e attirare più clienti per strada come vedete accadere qui in Plaza Cataluña (Barcellona) e il il prossimo passo è ‘viviamo insieme’, di cosa stiamo parlando? Tecniche di memoria? Crescita personale? Vivere insieme? Confondere i confini è problematico.

Esistono diversi gruppi che evitano l’esoterismo e non hanno motivo di essere associati alle credenze religiose. Sono i cosiddetti gruppi di manipolazione psicologica, gruppi per cui l’accusa giudiziaria è complicata (l’articolo 515.2 del codice penale riconosce il controllo della personalità, ma nel caso degli adulti è difficile provare qualcosa) Nessuna delle famiglie che Perlado ha frequentato ha sporto denuncia.

Il caso di María e delle sue due compagne, invece, è giunto all’attenzione corpo di polizia regionale della comunità autonoma spagnola della Catalogna (ne è a conoscenza anche l’istituto dove studiano). Agenti di polizia specializzati in gruppi di manipolazione psicologica hanno incontrato i giovani e le loro famiglie. A metà dell’incontro (1 giugno), arriva un sms sul telefonino della ragazza. Il suo mentore le scrive: “Ho appena scoperto che tua madre non vuole che tu collabori, che pensa che siamo una setta. Chiunque può entrare e uscire. Se mi conoscesse non mi giudicherebbe da quello che legge su internet“.

Schiena coperta. Ultimo capitolo?

L’organizzazione si difende: “Sono grandissime bugie
Se vuoi iscriverti al corso, clicca qui. Detto e fatto. Genius può essere contrattato sul sito Web aziendale dell’organizzazione. Basta lasciare un indirizzo e-mail e un numero di telefono di contatto. Una volta effettuata la registrazione, i messaggi iniziano ad entrare nella casella di posta personale: «la concentrazione è il miglior antidoto contro il fallimento»; “Voglio farti un altro regalo (un libro elettronico con 50 + 1 consigli per ricordare più facilmente cosa hai studiato)”. Altro: “accetta un consiglio: in qualsiasi attività tu voglia o vuoi fare, TROVA un mentore, TROVA qualcuno che possa insegnarti come svolgere questo compito facilmente e bene“.

A firmare i messaggi Giacomo Navone, responsabile del Corso Genius in Spagna. “La situazione [le accuse di funzionamento settario nei confronti dell’organizzazione] mi sembra incredibile”, dice, aggiungendo: “Ho migliaia di studenti in Spagna e ho avuto problemi con un paio di famiglie di Girona e due o tre di Barcellona ; parliamo di una percentuale piccolissima“.
In tal senso, precisa che “non possiamo accontentare tutti” e ricorda che chi si iscrive al corso ha “una garanzia: puoi venire per due giorni e, se non sei convinto, ti restituisco i soldi“. Riguardo ai casi di Girona, Navone sottolinea che “le famiglie che si sono lamentate sono clienti di un altro istruttore a Barcellona [Genius lavora in franchising]; il corso è finito ed è stato tutto perfetto, ma poi è venuto il padre a una presentazione e ci hanno detto che siamo una setta. Incredibile. Non capisco che si parli di noi in questi termini. Sono bugie molto grandi“. Continua: “Ho la testimonianza di migliaia di persone che hanno seguito il corso con me; Insegno tecniche di apprendimento. Con questo posso creare una setta. Per favore, non diciamo sciocchezze!“. Il corso, precisa, dura 72 ore e di queste “solo sette” sono dedicate alla motivazione degli studenti; “Non aver voglia“, dice Navone, è una delle principali cause di fallimento negli studi. Pertanto, “se non motivo questa persona, le tecniche sono inutili“. E “se non ti piace [il corso] ti restituisco i soldi“, ribadisce.

Circa 30 persone lavorano per Genius in Spagna; «Sono insegnanti e li pago per fare dei corsi; sono autonomi; fanno un lavoro normale», assicura Navone. Ora, avverte, «le bugie possono creare problemi alle persone che lavorano per me, che non hanno uno stipendio fisso; se dici che siamo una setta crei un enorme pregiudizio che non pago, che lavoro a Londra e negli Stati Uniti». E conclude: «mi sembra pazzesco che qualcuno possa dire questo; parliamo di due famiglie contro migliaia; Posso farti chiamare da migliaia di persone e parlare bene del corso; stanno imparando; Da 300 a 400 studenti al mese in Spagna e 2.000 nel mondo lo fanno».

Il precedente: il caso fu dibattuto nel Parlamento italiano nel 2011
Un deputato ha interrogato il governo a seguito dell’allerta di 4 famiglie che hanno visto nei loro figli un “cambiamento radicale.


Il 28 giugno 2011, il Gruppo Your Trainers in Italia è stato oggetto di discussione nel Parlamento di quel paese. La domanda è stata posta da Domenico Scilipoti, del gruppo Popolo e Territorio, ai Ministeri della Giustizia e dell’Istruzione, ed esprime preoccupazione per l’attività dell’organizzazione nel Paese. Avvertiva che quattro famiglie si erano lamentate del “cambiamento radicale” che i loro figli avevano vissuto dopo aver seguito uno dei corsi Your Trainers Group, da dove è nato il Corso Genius, e sottolineava che “nessuno dei membri di questa società” aveva lauree in «psicologia, pedagogia, scienze dell’educazione o psichiatria», quindi avrebbero commesso «abusi della professione». I cambiamenti rilevati dalle famiglie sarebbero avvenuti, ragiona Scilipoti nella domanda, da una «sottile persuasione, che modifica il carattere e le abitudini dell’individuo, come dormire poco, avere meno tempo per la vita privata, abbandonare gli amici, isolarsi».

Nella risposta l’allora ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si limitò ad affermare che i comportamenti «di quei soggetti non autorizzati [da una laurea] che svolgono attività riservate a psicologi e psichiatri» possono essere perseguiti a norma di legge. E che se “i soggetti in questione (…) inducono all’errore le presunte vittime per procurare un illegittimo beneficio”, ad essi si applicherebbe l’art. 643 cp, nel caso in cui le vittime fossero minorenni o portatori di handicap. La Gelmini ha poi ricordato che le persone che si ritengono “vittime di abusi” possono chiedere il risarcimento del danno.

La cosa non è accaduta. «Il Parlamento ha risposto che la cosa è finita lì», dice a proposito di quell’episodio Giacomo Navone, responsabile di Course Genius. E, in questo senso, sostiene che ora e oggi anche la Polizia Spagnola non ha nulla contro Course Genius. «Sono andato dalla Polizia in un paese vicino a Girona, accompagnato da un altro istruttore [del Corso Genius], ho dato loro passaporto, carta d’identità e documenti aziendali (…) e mi hanno detto che non c’è niente, che non ‘non mi conoscono e loro non mi conoscono. Non sanno chi sono. Sono stato lì per un’intera mattinata. ‘Non c’è niente contro di te’, mi hanno detto“, racconta.


– E i lavoratori del Genius Course in Catalogna vivono insieme?

  • Per favore! Vivono con le loro famiglie! Se i collaboratori sono andalusi e hanno studiato a Barcellona, ​​​​​​ad esempio affittano un appartamento con altri colleghi e vivono insieme, niente di più.

Articolo originale: http://aaltaris.blogspot.com/2019/05/me-han-cambiado-la-vida.html

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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