Intervista sulle sette su La Gazzetta di Lucca del 22 Luglio 2023

Psicosette e guru spirituali, Lorita Tinelli in prima linea per combatterli: “Ho subito minacce molto gravi, ma non mollo”

Intervista di Michele Belfiore

La dottoressa Lorita Tinelli è una psicologa forense, da anni in prima linea contro gli abusi compiuti da gruppi settari e sedicenti Guru spirituali. Per il suo impegno contro la manipolazione mentale dei culti distruttivi, ha ricevuto diverse minacce e intimidazioni. Nel giugno 1999, insieme ad altri studiosi, ha fondato il CeSAP, di cui è stata presidente pro-tempore sino al 2015 e nuovamente presidente dal 2019 ad oggi. Nell’ambito del CeSAP, in qualità di Cult Specialist, presta ascolto e consulenza per l’aiuto alle vittime di controllo mentale e di abuso psicologico da parte di sette, sedicenti carismatici e gruppi a carattere totalitario.

Un’importante inchiesta, della Gazzetta di Lucca, sulle psicosette e guru. I giochi letali sul web, un fenomeno che, uccide molti giovani. Una lunga intervista alla dottoressa Lorita Tinelli, con dinamiche costruttive e di prevenzione, in esclusiva alle Gazzette. 

Le psicosette (in inglese mind control cults) si presentano spesso come centri spirituali o del miglioramento di sé: nascondono dinamiche di soggiogamento psicologico. Lei è tra le più importanti esperte di questa piaga sociale. Ci può spiegare questo fenomeno?

Il fenomeno è molto più diffuso di quanto lo si immagini e si insinua in tanti ambiti della nostra vita. Si pensi ai diversi gruppi che entrano nelle aziende proponendo così un miglioramento delle condizioni di vita del personale, per poi lavorare sulla personalità e i vissuti dei dipendenti, senza che questi l’abbiano scelto. Oppure a quelle società che entrano nelle scuole per proporre corsi di miglioramento dell’apprendimento e che poi, sentendosi nel diritto, indagano sulla vita personale e famigliare degli iscritti ai loro corsi. Ma anche a quei fuffa Guru che promettono ricchezze, sfoderando macchine di ultima generazione, dimostrando che tutto si può fare seguendoli pedissequamente, ovviamente a pagamento. E molto altro ancora. Le caratteristiche comuni sono quelle di: coinvolgere gente, radicalizzarla alle ideologie del gruppo e dei leader, separarla dal resto del mondo, incluso famiglia e amici, il resto diventa tutto brutto e cattivo. Soprattutto durante la pandemia tutto questo è aumentato a dismisura, trovando terrendo fertile nell’insicurezza generale entrando facilmente nelle case e nelle vite altrui perché la maggior parte delle nostre attività si è trasferita on line.

Trucchi e segreti di manipolazione mentale a cui stare attenti?

La manipolazione mentale è una dinamica tossica che si instaura in una rapporto di disparità di potere. Chi ha maggior potere rispetto all’altro cerca di minare le sicurezze del suo interlocutore, amplificando i suoi bisogni, cancellandone i dubbi e rendendosi insostituibile, stabilendo così un rapporto di dipendenza. Il tutto attraverso una prima ingiustificata ed amplificata azione affettiva, quella che viene chiamata tecnicamente ‘love bombing’. Ed è proprio a questa eccessiva manifestazione d’affetto da parte di perfetti estranei che bisogna stare attenti e chiedersi il perché di tutte queste attenzioni e promesse.  

Sette e santoni: come i reclutatori scelgono le vittime e come si fa a non cadere in trappola?

Le vittime scelte sono di solito persone sensibili, intelligenti, curiose. I Guru le intercettano facilmente, perché i loro messaggi-esca di “miglioramento del mondo” affrancano proprio persone con queste caratteristiche. Altro elemento importante è la fragilità del momento, che favorisce la recezione del messaggio, appare rassicurante. Devo sottolineare l’infondatezza di un pregiudizio secondo cui le persone che cadono vittime di una setta siano poco intelligenti e di bassa cultura. Assolutamente falso! Il fenomeno è trasversale, coinvolge tutti. Purtroppo. Aderire ad una setta è una scelta emotiva e non razionale.  

Nel mondo invisibile delle psicosette ci sono presunti professionisti che cercano di aiutare le vittime. La gente deve essere aiutata e stare attenta ai ciarlatani. A chi si devono rivolgere per ricevere assistenza?

Nel mondo invisibile delle psicosette ci sono professionisti che si spendono per aiutare le vittime, informare e sensibilizzare sul fenomeno, dovendo sopperire anche alla mancanza di un’azione istituzionale e politica più incisiva. Si pensi che il Consiglio d’Europa ha più volte emanato raccomandazioni in cui sollecitava gli Stati membri ad attivare osservatori e politiche preventive, che l’Italia ha disatteso puntualmente. Esistono pochissime associazioni e persone che sfidano il dilagare degli effetti del fenomeno settario, guadagnando reazioni sconsiderate ed intimidatorie da Guru, leader e apologisti delle sette, ovvero pseudo professionisti che aderendo pienamente alle battaglie di queste persone contro i critici, ne sostengono le attività, disconoscendo i danni che le vere vittime ricevono. Queste ultime addirittura vengono definite ‘pentite e cariche di vendetta’, motivo per cui le loro storie dovrebbero essere considerate ‘non credibili’.

Lei ha scritto un libro sui casi Wanna Marchi e Zaccaria: come può la manipolazione mentale rovinare le persone? La sua convinzione su caso Marchi?

Ho scritto il libro con l’avvocato Marco Marzari che ha seguito, in diversi processi, le parti civili di alcuni di questi ‘santoni’ raccontati nel libro e in primis di Wanna Marchi. Il libro, pubblicato dalla casa editrice Piemme, racconta, attraverso anche esempi concreti documentati e studi scientifici, come la manipolazione mentale agisce su ciascuno di noi, devastando per sempre la vittima, che inizia a dubitare delle proprie capacità di raziocinio. E’ importante sottolineare: chi esce da questa dinamica è una persona spezzata, ha perso tutto, famiglia, amici, soldi, lavoro, dignità. La Marchi ha rappresentato un grande esempio di come questa azione possa avvenire sotto gli occhi di tutti ed anche col consenso dei media. La Wanna nazionale, donna tanto intelligente quanto scaltra, è riuscita a comporre un teatrino di persone, trasformando un cameriere in un quanto generico e inspiegabile “maestro di vita”, con il quale ha venduto sale e numeri giocando sulle fragilità della gente. Nel libro raccontiamo, in un capitolo a lei dedicato, le vicende più crude emerse dalle indagini e dal processo.

Il caso del giovane ragazzo Stefano Barilli, il cui cadavere è stato ritrovato decapitato nel fiume Po. La pista del suicidio non convince. Lei cosa ne pensa?

Il caso di Stefano, di cui mi sono occupata come consulente, ha rappresentato un altro esempio di ragazzo irretito da alcuni Guru del marketing. Nonostante le posizioni della Procura, io e il medico legale della famiglia abbiamo esposto un chiaro quadro di dinamiche ed causa a effetto. Attendiamo risposte.

Un professionista quando si occupa di eseguire una consulenza psicologica forense, deve rimanere distaccato così molti addetti ai lavori dichiarano. Verità o esagerazione?

La teoria e la pratica di solito concordano poco. E’ importante acquisire una giusta distanza per meglio comprendere le dinamiche e i fatti. Ma quando lavori sul caso è inevitabile portarne per sempre le tracce sulla propria pelle. E’ difficile non ‘sentire’ il dolore dei famigliari e/o della persona stessa che ha vissuto l’esperienza negativa direttamente.

La sua lotta contro il male invisibile. Ha portato ripercussioni nella sua vita? Ha subito minacce?

Purtroppo le organizzazioni a carattere settario sono anche di potere e si sentono molto minacciate da chi fa conoscere pubblicamente le loro facciate più nascoste. Sono anni ormai che ricevo minacce, denunce, diffide. Ma anche tentativi di danneggiamento della mia reputazione attraverso la creazione di blog anonimi, diffusioni di fake news sul mio conto, come il racconto secondo cui la mia battaglia contro le sette sarebbe iniziata quando un presunto fidanzato mi avrebbe lasciato sull’altare entrando in una setta. Una favola falsa che spopola tra i gruppi controversi che puntualmente la raccontano ad altri gruppi similari. Ovviamente questo ha l’obiettivo di far apparire il mio interessamento a queste realtà non come attività di studio, ma come una personale rivalsa verso il settore generalizzato, in quella che è la dinamica della personalizzazione del conflitto.  L’altra azione comune tra questi gruppi è quella di scegliere gli stessi consulenti, tra apologisti delle sette, al fine di adottare delle strategie di difesa dalle critiche e di attacco alla sottoscritta. Le modalità sono sempre le stesse: l’attacco alla mia reputazione mediante fake news sul mio conto. Pensi che, addirittura, uno di loro ha fatto eseguire una tesi di laurea che tentava di attribuirmi dei danni ricevuti da quella che veniva descritta come una società rispettabile, nella quale risultavo una persona impreparata e che avrebbe dovuto essere cacciata dall’ordine. L’azione aggressiva di queste realtà, che si concretizza nel tentativo di ledere la mia credibilità e di intimidirmi con azioni legali, oltre che con vere e proprie minacce, nasce dal fatto che l’associazione che dirigo, il CeSAP Centro Studi Abusi Psicologici, riceve enormi quantità di testimonianze e prove documentali su questi gruppi, che spesso sono utili per l’apertura di indagini e processi. E questo fa davvero paura a loro e nel contempo dimostra che nelle giuste sedi la mia credibilità non è assolutamente messa in discussione.

I giovani e il fenomeno (‘Knock Out Challenge’ ) consistente nell’aggredire con un pugno dei passanti scelti per caso cercando di far perdere loro i sensi. Come bisogna agire?

Purtroppo il fenomeno delle Challenge o sfide virali, è una realtà legata alla diffusione dei social media. Certe azioni molto violente, immesse nei circuiti del web, diventano virali amplificando il rischio di emulazione. Soprattutto tra pari imitare e impressionare i propri amici rafforza il senso di appartenenza al gruppo, suggestionando altri a fare altrettanto. Gli adulti non devono dare per scontato il grado di autonomia che possono avere i figli nell’uso delle tecnologie digitali e devono molto parlare con loro, spiegandone gli effetti negativi di alcune sfide. Credo che famiglia e scuola dovrebbero lavorare molto in un percorso condiviso di educazione digitale.

Giochi letali sul Web: la drammatica vicenda di Matteo Cecconi. “La mattina in cui ha deciso di ingerire il nitrito di sodio, era collegato in chat con una decina di altri ragazzi che l’hanno sostenuto nella sua scelta”. E’ l’accusa che lancia dalle pagine dei giornali locali il padre Alessandro Cecconi. Lei cosa ne pensa?

Questo problema è collegato alla mia risposta precedente. Spesso i figli si perdono in casa e non necessariamente fuori. Il mondo del web è complesso e con un crescendo di incontrollabili attività. Bisognerebbe insegnare ai ragazzi a discernere le complessità dei messaggi di quel mondo, ma è anche necessario pensare a più spazi di accoglienza e di ascolto per  i giovani che , devono affrontare i loro problemi di crescita. La figura dello psicologo scolastico può diventare un valido aiuto. Nel frattempo però i genitori devono vigilare e segnalare alle autorità tutti quei siti che ritengono poco educativi e pericolosi.  

Fonte: La Gazzetta di Lucca

12 segnali che indicano che qualcuno potrebbe essere coinvolto in una setta

Bombardamenti d’amore, legami di odio e la promessa di una “nuova vita”.

Still from Village of the Damned, 1960. Public Domain.

Non è raro sentire di famiglie che lamentano la perdita di un giovane a causa di un gruppo che pensano possa essere una setta. Ma cosa sono le sette oggi?

Non sono più semplicemente gruppi estremisti religiosi, i culti piuttosto possono anche essere gruppi laici, identitari o politici che mirano o affermano di fare del bene. Il culto di Jim Jones iniziò come un movimento che fondeva marxismo e cristianesimo e forniva case ai senzatetto neri nei centri urbani americani. Eppure, Jonestown in Guyana nel 1978 ha portato a un patto suicida 909 persone.

I culti di Osho e Aum Shinrikyo iniziarono entrambi come alternative religiose orientali alla moderna vita occidentale. Il culto di Osho ha offerto amore gratuito e poi ha commesso il più grande attacco bioterroristico nella storia americana nel 1984. Il culto Aum Shinrikyo ha commesso gli attacchi giapponesi con gas Sarin alla metropolitana di Tokyo in cui 13 persone sono morte e 5.800 sono rimaste ferite.

Questi movimenti ben intenzionati sono andati a finir male o è stato colpa del marciume nelle radici? Ci sono connessioni sorprendenti tra questi culti molto diversi, stadi specifici, comuni al ciclo di vita dei culti.

La seguente lista di controllo è stata ottenuta analizzando il lavoro degli specialisti delle sette Janya Lalich, Steven Hassan, Alexandra Stein e Robert J. Lifton. E attraverso l’osservazione di modelli comuni tra i seguenti culti: The People’s Temple-Jonestown, Aum Shinrikyo, Osho (Bhagwan Shree Rajneesh), The Manson Family, The Order of the Solar Temple, The Branch Davidians e NXIVM.

Le fasi comuni nel ciclo di vita di una setta

La grande idea

Uno o più leader propongono una nuova idea trascendente che promette una panacea per le persone alienate e vulnerabili.

Questa grande idea promette di risolvere tutti i problemi; di porre fine alla solitudine, all’isolamento e al senso di fallimento personale. Fa vaghe promesse di significato e di salvezza. Di solito c’è un leader carismatico o un singolo testo con un proprio linguaggio in codice che diffonde la grande idea.

Il bombardamento d’amore

I leader di un culto reclutano i primi devoti da una popolazione più ampia attraverso il love bombing e promettendo un nuovo inizio, una speranza per un futuro di amore, di appartenenza e di salvezzo all’interno di una comunitò di persone che credono tutte nella grande idea. Come nuova recluta diventi uno dei prescelti a cui viene rivelata ‘la verità’. Sei ‘amato’ e ‘salvato’.

Una nuova vita

Le nuove reclute vengono introdotte in un linguaggio segreto di segni e di simboli. Sono incoraggiati a identificarsi come vittime del mondo esterno e viene loro promessa una rinascita, un nuovo corpo o identità all’interno di questa vita o nell’aldilà.

Alle reclute viene insegnato a vedere il mondo come bianco o nero, buono o cattivo, noi o loro; e questo crea una stretta unità di gruppo che viene rafforzata dall’apprendimento meccanico degli slogai del culto. Queste convinzioni sono spesso illogiche ma sono una prova dell’adesione alla ‘vera fede’. Le nuove reclute sperimentano l’euforia per essere stati “scelti” per far parte di un gruppo privilegiato e non per tutti.

Crescita

Man mano che le nuove reclute si impegnano, il culto entra nella “fase di espansione” e guarda all’esterno.

Il nuovo compito è quello di reclutare sempre più persone. Il Love Bombing e la promessa di una nuova vita vengono usati sugli estranei e sui giovani, ma soprattutto i bisognosi vengono presi di mira. Il culto si espande rapidamente con le sue promesse di ricompense future, siano esse spirituali, sessuali o politiche. Mantra e slogan sostituiscono ogni pensiero individiale e offrono un’unità collettiva.

Riti di passaggio

La fedeltà è giurata attraverso atti come la rinuncia alla propria famiglia, alla vita passata e al nome del passato. I nuovi membri vengono separati da tutti i precedenti sistemi di supporto e diventano dipendenti dalla setta di turno.

I nuovi membri sono messi alla prova dovendo trasformare la propri identità, il corpo, il linguaggio e persino i comportamenti sessuali. Devono “indossare le vesti” e dichiarare al mondo che “non sono più quello che ero, ora faccio parte del gruppo X”.

Isolamento

Il culto diventa troppo grande per essere controllato e deve impedire che le influenze del mondo esterno indeboliscano il suo potere sui membri. I leader vietano atti di libero arbitrio individuale. Il culto isola i suoi membri dal mondo, descrivendo l’esterno come corrotto, malvagio e violento. Ciò aumenta il legame, poichè i membri si considerano “vittime minacciate”. Il controllo del linguaggio e la crescente paranoia rendono impossibile mettere in discussione il culto. Mantra e slogan mettono a tacere dubbi e dissensi. Cresce la repressione interna.

Legame di Odio

Il culto raggiunge il suo limite di dimensioni e i problemi sorgono dai fallimenti nel suo “piano per tutti”. Ma il culto non può ammettere errori. Inizia a nutrirsi di odio per il mondo esterno. Sviluppa rituali di odio, costruendo una più profonda “unità dei perseguitati”. Uno strato della società è solitamente l’obiettivo di tutto l’odio e potrebbe ricevere un nome in codice. I membri sono incoraggiati a condividere il loro odio in forme ritualizzate.

Traditori

Spaventati dalla crescente cultura dell’odio, alcuni membri interrogano i leader, ma vengono espulsi o costretti a fare penitenza. La fase di contrazione inizia e porta a un giro di vite su qualsiasi libertà all’interno del culto. Di fronte alla persecuzione interna, un membro anziano spesso se ne va e diventa un “traditore”. Il gaslighting, la pressione dei pari e il pensiero di gruppo impediscono ad altri di andarsene. Alcuni vengono aiutati a lasciare il culto dai membri della famiglia o costretti ad andarsene dai critici del culto, ma tali atti alimentano solo la convinzione del culto di essere sotto attacco.

Caccia alle streghe.

I processi interni alla setta eliminano tutti i potenziali traditori. I dubbiosi si vergognano di accusare falsamente gli altri. I restanti membri sono costretti a commettere atti di supplica personale che potrebbero essere sessuali, o comportare marcatura del corpo, automutilazione o atti trasgressivi. Un comune test di appartenenza comporta il commettere piccoli crimini contro l’odiato mondo al di là. Una volta che un membro commette un atto illegale, il culto dispone di prove che può utilizzare per ricattare quel membro affinché si conformi. Questo è un legame traumatico abusivo.

Paranoia di persecuzione.

Man mano che sempre più persone fuggono dalla setta, i segreti vengono divulgati al mondo esterno sul governo autoritario dei leader. Le forze dell’ordine esterne indagano sul culto. La paranoia della setta cresce. Sempre più paranoico, il culto si arma per una resa dei conti contro il mondo e vede la violenza come la forza purificatrice necessaria che si salverà dai suoi intriganti nemici. Tutti coloro che commettono atti di violenza sono perdonati in anticipo dal leader o dai leader. Molti altri membri del culto se ne vanno e questo aumenta la paura paranoica di un confronto imminente con nemici esterni.

Attacco.

Spesso un membro rispettato del culto viene accusato, torturato o addirittura ucciso e il capro espiatorio “segreto” diventa la nuova forma di coesione del gruppo. Ai membri della setta è proibito andarsene e si scatena il terrore per un imminente attacco da parte di nemici esterni, immaginari o reali. La fedeltà al culto è ora dimostrata “contrattaccando” contro il mondo esterno. Dopo un attacco, prende il sopravvento la paura collettiva di essere distrutti dal nemico esterno.

Conflitto finale.

Temendo la distruzione, il culto tenta un ultimo attacco contro il mondo o si barrica ed entra in uno stato d’assedio. In quest’ultimo caso, i patti suicidi settari sono comuni. Il culto o distrugge se stesso o si scaglia contro i suoi nemici spesso fantasticati. In ogni caso, il culto crolla con la violazione delle leggi o la perdita di vite umane.

Una volta che una persona è inserita nelle prime fasi di una setta, è molto difficile aiutarla a uscirne, a causa delle manipolazioni emotive che le sette impiegano e delle vulnerabilità che sfruttano. Nessun culto in realtà crede di essere un culto, quindi l’identificazione precoce dei comportamenti settari in qualsiasi movimento religioso, gruppo di auto-aiuto, gruppo di identità o movimento politico è essenziale per aiutare le reclute a sfuggire alla loro presa.

Bibliografia

Terror, Love, and Brainwashing: Attachment in Cults and Totalitarian Systems by Alexandra Stein

Thought Reform and the Psychology of Totalism: A Study of ‘brainwashing’ in Chinaby Robert Jay Lifton

Escaping Utopia: Growing Up in a Cult, Getting Out, and Starting Over by Janja Lalich

Combating Cult Mind Control: The Guide to Protection, Rescue and Recovery from Destructive Cults by Steven Hassan

Opening Our Minds: Avoiding abusive relationships and authoritarian groups by Jon Atack

Fonte: https://www.psychologytoday.com/us/blog/word-less/202303/has-a-loved-one-fallen-into-a-dangerous-cult?amp&fbclid=IwAR2qxpYqBloIyStUYKDHgHxCAi1HA_-341GSBwLRbzuX5BCzboiYCY58ngc

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Interrogazione a risposta scritta sul fenomeno delle derive settarie

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835

Atto n. 4-08835

Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851

ALBERTI CASELLATI , CASELLI , CARUSO , DE FEO , DE LILLO , IZZO , RIZZOTTI , SCARPA BONAZZA BUORA , TOMASSINI , SPADONI URBANI , VALENTINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitò a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, e attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che “La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (Articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani”;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in Internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 anche un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno in questione e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, delle criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

osservato peraltro ch,e a quanto risulta agli interroganti:

proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le Forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità Giovanni “XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non si ritenga opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it