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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

di

 

ati
Per lungo tempo, non ho saputo come spiegare alla gente come sono cresciuta.

Vivevo in Minnesota, dove la mia famiglia frequentava la chiesa evangelica delle Assemblee di Dio, nell’estrema periferia: la maggior parte delle persone l’avrebbero considerata conservatrice, ma essa era più la più convenzionale tra quelle in cui eravamo finiti. I miei fratelli e io indossavamo pantaloncini durante l’estate, ascoltavamo la musica e guardavamo Full House in TV.

Il passaggio della mia famiglia nel culto Istituto di Alta Formazione (ATI) – la propagine di educazione domestica dell’Institute in Basic Life Principles di Bill Gothard ora conosciuto a causa della sua associazione con la famiglia Duggar – fu lento. L’istituto insegna una rigida gerarchia dove Dio viene prima, gli uomini vengono in secondo luogo, le donne sono al terzo posto e i bambini sono all’ultimo. Come per molte persone che entrano nei culti, i miei genitori furono introdotti grazie agli insegnamenti di un leader – Gothard – il cui carisma e senso di correttezza morale alla fine lo rendevano irresistibile.

Bill Gothard

 

In terza elementare, i miei genitori hanno deciso di iniziare un corso a domicilio e furono introdotte nel percorso ATI da un amico di famiglia. Non sembrava così fuori dal convenzionale, all’inizio. Quando abbiamo partecipato ai seminari di Gothard, per esempio, siamo stati ammassati nel St Paul Civic Center con migliaia di altre famiglie che non sembravano poi così diverse da noi. In poco tempo, siamo stati invitati in una relativamente grande chiesa a Minneapolis, fondata su principi di ATI, dove la maggior parte dei membri riteneva fosse importante dare alla luce il maggior numero di bambini possibile per rafforzare il regno di Dio – quello che sarebbe poi diventato noto come il movimento “Quiverfull”. (Con solo quattro bambini, la nostra famiglia era una delle più piccole nella chiesa).

 
L’impotanza del controllo di ogni aspetto della vita di una donna era centrale nello stile di vita dell’ATI, e conforme ai gusti personali di Gothard e divenne un’ossessione condivisa per uomini e donne. Questo significava portare i nostri capelli (per la nostra Bibbia il  “coronamento”) lunghi con riccioli leggeri e morbidi. Gothard aveva anche fatto sapere che a lui non piaceva in particolar modo l’effetto “bagnato” (le donne che mettevano troppo gel tra i capelli), e mi fu riferito anche che una volta durante un momento di  formazione di ATI in Oklahoma  ha detto di incominciare a usare meno quel prodotto.

 

In chiesa, le donne dovevano indossare il copricapo, sebbene le direttive non fossero rigorose. (Alcune donne appuntavano solo dei Kleenex sulla parte superiore della testa).

Alle donne e alle ragazze era richiesto che indossassero gonne alla caviglia in ogni momento. La nostra famiglia, una delle più “liberali” nella nostra chiesa, ci ha permesso di  indossare pantaloni solitamente a casa (quando non eravamo in giro con altre famiglie ATI e per le attività come l’equitazione), ma i jeans erano rigorosamente vietati.

Noi ragazze abbiamo appreso che proteggere i nostri corpi, in attesa di sposarci e avere figli, era il nostro ruolo di primo piano nella vita. Anche prima della pubertà, ci hanno chiesto di fare il bagno in con larghe t-shirt e pantaloncini lunghi oltre il ginocchio (mentre i ragazzi indossavano costumi da bagno classici), e ci hanno insegnato dai libri sapienziali: “quando un uomo guarda una donna per desiderarla, un diluvio degli impulsi viaggia attraverso il nervo ottico alla parte posteriore del cervello, provocando il testosterone a picco, la criminalità violenta che fa inciampare gli uomini di Dio“.

 

Così, quando, in seconda media, mi si è sviluppato il seno, mi sembrava la cosa peggiore che potesse succedere. Trovare camicie abbastanza larghe per nascondere la sua dimensione era una lotta costante, e sembrava che nulla avrei potuto trovare per nasconderlo completamente. Mi ricordo che mia mamma mi portava di nascosto al centro commerciale, dove io trascorrevo ore alla ricerca di reggiseni per minimizzare la sua dimensione. C’era una mia amica più cara ATI con cui andavo a fare shopping, così come accade tra adolescenti, e compravamo gli stessi vestiti. Ma mentre i miei genitori venivano spesso rimproverati dagli altri adepti nella nostra chiesa perchè il mio aspetto rendeva il mio abbigliamento “lussurioso”, la mia amica, che aveva meno curve, non è mai diventata un obiettivo di interesse della chiesa come accadeva per me.

L’ossessione degli uomini che guardavano il seno delle donne non si è conclusa con il tentativo di costringermi a nascondere il mio. Durante un programma di formazione di otto settimane, tutto al femminile, mia sorella fu rimproverata da una donna più anziana, perché un fiore nel tessuto a fantasia di un giubbotto era stato cucito troppo vicino al petto. (Ha avuto fortuna perchè – a differenza di altre studentesse – lei non ha dovuto distruggerlo e ricominciare da capo).

Gli appuntamenti era fuori questione. Se un giovane in chiesa aveva notato una giovane donna cui era interessato, a noi veniva insegnato che l’uomo doveva andare da suo padre  prima e chiedergli di pregare e decidere se sentiva che quel rapporto potesse essere la volontà di Dio. Se avesse deciso che lo era, il padre dell’uomo avrebbe poi avvicinato il padre della ragazza per chiedergli di pregare e decidere se si sentiva che quello era la volontà di Dio. Se entrambi i padri erano d’accordo, i figli sarebbero quindi stati autorizzati a intraprendere un “corteggiamento” strettamente sorvegliato e destinato a portare al matrimonio.

Il padre di un’altra ragazza nella nostra chiesa ha trovato un partner per la sua figlia dopo essersi preoccupato del fatto che ella non era sposata a venticinque anni  e stava fallendo nel suo mandato biblico di avere il maggior numero di bambini possibile. Al loro matrimonio, ci hanno consegnato un programma stampato che spiegava il percorso della coppia al matrimonio e la resistenza iniziale della figlia per la scelta di suo padre; chiaramente lo scopo era quello di ispirare i giovani in sala, e lei ha spiegato che in un primo momento non aveva alcun interesse a sposare l’uomo che suo padre aveva scelto. Ma dopo  lei aveva pregato e aveva deciso che il loro matrimonio era la volontà di Dio, e quindi aveva accettato insindacabilmente. Non dimenticherò mai il disagio palpabile nella stanza quando la coppia si sarebbe dovuto baciare all’altare (“risparmiare” il  primo bacio per il giorno del proprio matrimonio è comune in ATI) e, dopo un bacetto teso, la sposa si ritrasse, e si tirava indietro appena il suo nuovo marito tentava di baciarla, respingendolo.

Le donne erano messe sotto una enorme pressione  per sposarsi, ma gli uomini, ci veniva detto, potevano ottenere un’eccezione speciale per farlo solo se era la volontà di Dio. Gothard stesso amava dire che – come aveva spiegato a noi in un fine settimana in cui ho partecipato per imparare ad essere una donna “pia” – Dio in particolare lo distingueva per singolarità, liberandolo dall’obbligo di sposarsi. (A posteriori, viste le 34 donne che si sono presentate dicendo di essere state vittime di abusi sessuali da parte di Gothard, molte delle quali bambine, è ancora più inquietante).

Anche se eravamo portati a credere che l’università non faceva parte del piano di Dio per le donne, ho iniziato la ricerca dei college e dei finanziamenti cui avrei potuto ricorrere intorno ai 16 anni,  nella nostra biblioteca pubblica, il  locale che era la mia salvezza, dal momento che dal computer della nostra famiglia era stato da tempo bloccato l’accesso internet, secondo un progetto per le famiglie ATI che cancellarono quasi totalmente Internet. Ma in biblioteca potevo passare ore soddisfacendo il mio interesse nascente verso l’esplorazione di siti web di moda e guardando numeri arretrati di riviste di moda. Ho approfittato di ogni occasione per conoscere meglio il mondo esterno dell’ATI – così come cercavo di arrivare presto agli appuntamenti dal dentista ogni volta che potevo per stare più tempo in  sala d’attesa e rubare alcuni momenti preziosi tra mucchi di riviste per ragazze.

Mi ero fissata di voler frequentare le scuole di design di New York e, anche se il nostro filtro dell’ATI non mi permetteva di accedere alle università da casa, ho subito imparato la maggior parte dei siti web attraverso i quali potevo fare domanda per le ammissioni di prestiti agli studenti. I miei genitori che  mi avevano impedito di incominciare la scuola due anni prima, delusi da uno scandalo sessuale che coinvolse il pastore della nostra chiesa quando avevo 17 anni e logorati da anni da me che mettevo in discussione l’autorità di mio padre e gli stretti confini dell’ATI, furono d’accordo nel lasciarmi andare se solo fossi stata disposta a pagarmi  il college da sola. Nonostante fossi inesperta nel compilare le domande (soprattutto quelle di aiuto finanziario), ho trovato una scuola di design disposta ad accettarmi, e appena finito il corso di educazione domestica all’età di 18 anni, mi sono trasferita a est di New York.

A scuola, ho cambiato rapidamente la mia immagine e i vestiti, ho tinto i capelli ogni volta che volevo, ho bevuto e sono andata ai club con un documento falso come tutti gli altri. La transizione poteva sembrare brusca per un osservatore esterno, ma dopo anni di segreto immaginare la mia vita come volevo che fosse al di fuori dell’ATI, l’esperienza è stata tremendamente liberatoria. Alla fine mi sono laureata e sono tornata nel Minnesota, ma oggi sono raramente in contatto con chiunque  sia dell’ATI o della mia vecchia chiesa qui.

Oggi un sacco di miei amici non ha idea di quello che ho passato – e tutti nella mia famiglia hanno lasciato il movimento. Guardando indietro, mi rendo conto che ho avuto la fortuna di essere venuta fuori relativamente indenne, e di avere uno stretto rapporto con i miei genitori e fratelli che è rimasto intatto, anche se tutti abbiamo vissuto un passaggio per tornare a vivere una vita più normale.

So che il mio passato è qualcosa che a molte persone non può riguardare – e molti lottano per capire, anche dopo che è spiegato loro. Esso è estremo, fuori dalle stranezze convenzionali,  è una cosa che rende difficile per la maggior parte delle persone da comprendere sul serio. E forse è meglio così.

Fonte: http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/jun/01/childhood-in-cult-hard-imagine-survival-truly-unbelievable

 

 

Traduzione non professionale di Lorita Tinelli

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Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Twins Flor and Tamar Edwards, both 34, say they were raised in a controversial religious sect called "The Children of God." Le gemelle Flor e Tamar Edwards

 

La maggior parte delle infanzie sono piene di esperienze di bicicletta, mangiate di pizza o cinema, ma le gemelle Flor e Tamar Edwards, entrambe di 34 anni, hanno scoperto molte di queste cose per la prima volta da adulte.

Questo perché per i primi 13 anni della loro vita, queste gemelle hanno vissuto in quello che alcuni ex membri definiscono un culto apocalittico.

Non sapevo cosa fosse un cinema” ha raccontato Flor “Abbiamo visto una fontana per la prima volta, e tutti noi appena l’abbiamo vista ci siamo strette intorno come se fosse una …

… Novità“, contina Tamar, terminando la frase di sua sorella.

Flor e Tamar sono state allevate nell’ambito di una setta religiosa controversa chiamata “I Bambini di Dio”, che si costituitì a Huntington Beach, in California, alla fine del 1960 dal “libero amore” degli hippies. Le gemelle hanno raccontato che il gruppo ha vissuto come nomade rimandendo chiuso dalla restante società, credendo di essere un popolo eletto di Dio i cui membri avrebbero dovuto essere salvati quando sarebbe arrivata l’apocalisse.

 

Da bambine, Flor e Tamar hanno detto che è stato insegnato loro che avrebbero dovuto essere “martiri di Dio” quando avrebbero avuto 12 anni – perché i membri ritenevano che l’apocalisse sarebbe venuta nel 1993 – e le gemelle hanno vissuto nel costante timore di quell’anno che si avvicinava.”Ero terrorizzata a causa del ‘tempo della fine’  che stava arrivando così, da bambina,  ho avuto a che fare con un sacco di paure molto reali” ha raccontato Flor. “Ho pensato molto alla mia morte che  presumibilmente sarebbe avvenuta quando avrei compiuto 12 anni“.

 

 

Flor ha detto che ha visto “l’indistruttibie Kimmy Schmidt”, un popolare show Netflix di un gruppo di giovani donne che si sono liberate dopo anni di prigionia da parte di un leader di un culto in un bunker sotterraneo. Si tratta di una trama ella ha detto che le può riguardare. Nel primo episodio, il personaggio Kimmy Schmidt “vede l’acqua nel bagno per la prima volta“, ha detto Flor, un momento che le è risuonato familiare.All’interno de I Bambini di Dio, le gemelle hanno detto di aver vissuto con altre famiglie  in spazi ristretti. Hanno raccontato che è stato loro impedito di andare a scuola, e hanno detto che non hanno imparato a leggere fino a 9 anni.

Tutto era considerato un male. Sai, l’educazione“, ha detto Flor.

La politica era il male“, ha aggiunto Tamar.

La Musica” Flor ha continuato. “Qualsiasi cosa. Tutto ciò che era al di fuori del gruppo era il male“.

Hanno perso interamente gli anni ’80, hanno detto, e stanno ancora recuperando quegli anni perduti di riferimento alla cultura pop.

Io ho guardato ora tutti i film degli anni ’80 e ho un’intera collezione di musica degli anni ’80non durante la mia permanenza lì – ha raccontato Flor. “Sapevamo che c’era qualcuno fuori di nome Madonna e Michael Jackson. Questo è tutto“.

Tutto questo, hanno detto, è stato determinato da un solo uomo, David Berg, conosciuto come “Padre David“.
Padre David ci ha insegnato che le chiese erano il male“, ha detto Flor.

E che il denaro era il male“, ha aggiunto Tamar.

Flor ha detto che Berg in realtà discendeva da una “lunga linea ancestrale di evangelisti“, e che era “molto familiare” con la Chiesa cristiana fondata, ma essa lo aveva respinto.

Voleva staccarsi da quelli ed è venuto in California” ha dichiarato Flor. “Ha avuto alcune esperienze sessuali quando era molto giovane e viveva in un costante conflitto tra il desiderio e il suo impegno verso Dio“.

La famiglia Edwards viveva a Los Angeles quando si è unita ai Bambini di Dio, e poi, nel 1985, quando le gemelle  Flor e Tamar avevano 5 anni, Berg ha deciso che i suoi seguaci avrebbero dovuto lasciare gli Stati Uniti. Così la famiglia fece i bagagli e se ne andò per la Thailandia, dove le gemelle hanno detto di aver vissuto fino a quando compirono 12 anni, fu allora che  Berg decise che era sicuro per i suoi seguaci ritornare negli Stati Uniti.

 

Il gruppo si trasferisce a Chicago nel 1994, dove le gemelle hanno dichiarato di essere state affidate a una casa con dozzine di altre famiglie.”Una volta che siamo entrate nella casa, è stato un po’ come la nostra piccola comunità“, ha detto Flor. “Sai, facevamo quello che dovevamo fare dentro le mura“.

Alcuni definiscono i  Bambini di Dio un culto a contenuto sessuale. Alle sue origini, il gruppo ha affermato di avere decine di migliaia di membri in tutto il mondo, e che 13.000 bambini erano nati nella setta. Tra i bambini cresciuti nel gruppo vi sono l’attrice Rose McGowan e il giovane Joaquin Phoenix, entrambe le loro famiglie alla fine hanno abbandonato il gruppo.

Gli ex seguaci dicono che è stato loro insegnato a credere che l’amore per Dio si esprime attraverso il sesso o di coinvolgere altri col sesso, compresi i bambini.

Il sesso è stata la cosa che ha spinto la gente“, ha detto Tamar. “Non ha fatto lo stesso effetto qualsiasi droga o l’alcool. … Così il sesso era la via della libertà, hanno visto il sesso come creazione di Dio dell’amore e della bellezza, ed è stato uno degli insegnamenti, ma anche all’interno di tale esistenza si sono verificati abusi. … I bambini vivevano esperienze che sicuramente non avrebbero voluto avere“.

Le gemelle hanno raccontato che era abituale per gli adulti  avere rapporti sessuali davanti ai bambini in casa.

Abbiamo parlato con alcuni degli adulti. … Credevano in quello che [Berg] diceva“, ha detto Tamar. “Così non hanno rimpianti a proposito. Non lo dicono, come, ‘Oh no, ciò era cattivo’ Credono ancora che  padre David aveva qualcosa, come, ecco come un carisma“.

 

I Bambini di Dio si sono riorganizzati ed ora sono conosciuti come The Family International. Nel 1980, il gruppo ha formalmente vietato il contatto sessuale tra adulti e minori e rinunciato alla sua precedente approvazione di condivisione di partner sessuali e alla poligamia.

“La TFI si è riorganizzata quattro anni fa (maggio 2010) e attualmente esiste principalmente come una piccola comunità virtuale, quindi c’è poco rispetto alle polemiche e alle accuse del passato lontano per l’appartenenza alla corrente o all’allineamento alla sua storia degli ultimi 10 anni” riferisce un portavoce dell’organizzazione all’ABC News via e-mail nel mese di novembre. “La TFI ha espresso le sue scuse in una serie di occasioni a tutti i membri che sentono di essere stati feriti in qualche modo durante la loro appartenenza, che vengono anche pubblicate on-line. Per tutti gli effetti, la TFI non esiste più come entità strutturata o movimento comune“.

Flor e Tamar hanno detto che non sono mai state abusate sessualmente, ma hanno affermato di essere state abusate  fisicamente da bambine.

“[I bambini] venivano sculacciati sin dalla più tenera età“, ha raccontato Flor. “La mia sorellina era sculacciata a  6 mesi, che, si sa, non si fa a quell’età“.

Alcuni ex membri dei Bambini di Dio si sono suicidati. Un membro di nome Ricky Rodriguez, che è stato considerato un profeta all’interno della setta, ha fatto notizia nel 2005 quando ha assassinato il suo presunto stupratore, che era stato anche un ex membro dei Bambini di Dio, e poi si è suicidato all’età di 29 anni.

Tamar ha raccontato che voleva togliersi la vita quando aveva solo 7 anni.

Volevo prendere la mia vita e prima di tutto andare in un altro posto … non c’era spazio per il gioco e il divertimento ed è quello che ogni bambino vuole“  ha raccontato Tamar Edwards. “Volevo scappare da quello che stava succedendo e per seconda cosa io non volevo sopravvivere all’apocalisse“.

L’apocalisse sembrava davvero spaventosa“, ha continuato. “Tutta la terra che brucia nel lago di fuoco, era l’intero programma di ciò che stava per accadere come per un sacco di religioni, quindi era terrificante“.

Il gruppo si sciolse dopo la morte di David Berg  nel 1994, e improvvisamente le gemelle riferiscono di esser state costrette ad una vita che non avevano mai vissuto prima.

Ci siamo svegliate la mattina, e mi ricordo solo di aver guardato fuori, ho guardato il prato e tutti erano fuori con le loro cose in valigia“, ricorda Flor. “Abbiamo girato per la casa, e la casa era vuota“.

Giorni dopo lo scioglimento del gruppo, Flor e Tamar raccontano che  il reverendo Pongsak Limthongviratn, un pastore thailandese, venne in aiuto della loro famiglia,  consigliò loro e li aiutò ad incominciare una vita al di fuori della setta religiosa.

Flor e Tamar hanno raccontato che ancora lottano per vivere una vita normale come gli adulti di oggi. Entrambe vivono in California ora. Flor è una giornalista freelance e lavora in ufficio come coordinatrice. Tamar insegna yoga a San Francisco.

E’ difficile uscire e bere un drink al bar come le normali attività sociali  che la gente fa“, ha detto Flor. “Quando incontro qualcuno ad una festa che mi chiede da dove vengo ho quasi voglia di  scappare e nascondermi“.

La parte più difficile, ha detto, è prepararsi al mondo reale, fuori dalle mura che ci hanno circondato a lungo,  cosa che non viene insegnata.

E’ la cosa più difficile vivere una vita per la quale non si è preparati da una parte e poi di essere dall’altra parte“, ha detto Flor. “Questa è sicuramente stata la parte più difficile per la maggior parte dei ragazzi. Non credo nemmeno che l’educazione sia stata difficile tanto quanto una bugia che viene detta  per tutta la vita“.

Sia Flor che Tamar ammettono che, anche se hanno ancora domande sul loro passato, vogliono andare avanti.

Con chi dovremmo essere arrabbiate?” chiede Flor.  “Padre David è morto. Ho già detto che non sto incolpando i miei genitori a causa di quello che abbiamo passato insieme. Non posso biasimare tutti gli altri adulti. … Devo incolpare Dio? Devo dare la colpa alla religione? Io non so nemmeno verso chi indirizzare la mia rabbia. Tutto questo diventa molto faticoso per me. Così, invece, io faccio solo quello che posso con quello che ho“.

 

Fonte: http://abcnews.go.com/US/real-life-kimmy-schmidt-twin-sisters-children-god/story?id=31404110

 

Traduzione non professionale di Lorita Tinelli

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Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

di PATRICIA CASEY

 

Dr.ssa Patrizia Casey

I titoli dei giornali hanno parlato di una donna irlandese trovata a Londra, che è stata schiava per più di tre decenni, da rapitori che potrebbe  aver incontrato  attraverso l’adesione ad una ideologia maoista, che alla fine ha portato loro a vivere in comunità.

C’erano quattro donne e un uomo, anche se una delle donne aveva solo 30 anni e sembrava aver vissuto  tutta la sua vita da sequestrata. Se la storia è corretta era un bambina quando ha avuto il primo incontro con questo gruppo.

Infine, ci viene detto che la comune si sciolse e che le due donne anziane rimasero  per ragioni ancora sconosciute. Non sappiamo con certezza se fossero parte di una setta o se erano lì volontariamente, ma se è così, la situazione ci suggerisce che la potenza di indottrinamento  è ancora diffusa nel nostro mondo.

In alternativa, possiamo semplicemente ipotizzare che sono stati tenuti prigionieri contro la loro volontà, proprio come Ariel Castro ha tenuto tre giovani donne in cattività per 11 anni a Cleveland, fino all’inizio di quest’anno.

Culti e sette sono stati entrambi menzionati in relazione a questo caso e sono spesso confusi . Le sette sono gruppi scissionisti di religioni tradizionali .

Il termine è a volte un denigrare, ma non sempre. I Culti hanno sempre una connotazione negativa e non sono sempre di carattere religioso. Essi possono essere laici o politici.

Usano una struttura di gestione piramidale all’interno dell’organizzazione  che è profondamente autoritaria.

 

 

Viene utilizzato l’inganno  per reclutare nuovi membri e non viene detto che cosa fa l’organizzazione, quali sono i suoi obiettivi, che cosa ci si aspetta dai suoi membri.

La maggior parte è spregevole, i culti sono noti per le tecniche di lavaggio del cervello che usa (chiamate anche controllo mentale, persuasione coercitiva o riforma del pensiero) in cui ogni aspetto della vita della persona è controllato.

 

Va sottolineato che non tutti gli esperti di culto accettano l’idea di lavaggio del cervello, ma che la maggior parte lo fa. L’isolamento dei membri dal mondo esterno porta alla mancanza di idee compensative o di atteggiamenti.

Questo favorisce l’introspezione intensa e prolungata e un senso distorto della realtà.

Ai nuovi membri può essere impedito di incontrare altri membri dell’organizzazione ad eccezione di quelli che sono frequentatori a lungo termine o sono soci profondamente impegnati.

I contatti con i membri possono, nelle fasi iniziali, essere controllati in modo da evitare la contaminazione da parte delle opinioni degli altri.

Tutte le preoccupazioni che l’individuo può avere circa l’organizzazione non possono essere soggette ad alcuna verifica della realtà. Infatti, i leader di una setta possono instillare nella persona la convinzione che i dissidenti  sono sbagliati, che il male è anche pericoloso, generando un senso di “noi e loro”. E, naturalmente, la separazione dalla famiglia è obbligatoria.

Oltre a questa scissione e alla convinzione che il mondo è un luogo di minaccia, ogni attività del membro è controllata, dal cibo che mangia, a cosa indossa, alla quantità di tempo che trascorre da solo.

Infatti non vi è alcuna possibilità di auto-analisi o di controllo di ciò che è l’organizzazione cui si aderisce.

Con la minaccia degli altri membri e con il controllo del pensiero critico inizia una sempre più intensa  dipendenza dal culto che si segue. Il tutto assieme alla privazione del sonno, e al disprezzo delle doti dell’adepto.

 

In questo stato indotto di impotenza, la persona non ha nessuno cui rivolgersi se  il leader e gli altri membri dell’organizzazione, e così finisce imprigionata.

La fine del 20 ° secolo ha visto una serie di importanti leader di setta . Jim Jones, un ateo auto-proclamato, che predicava il “socialismo apostolico “. E’ stato leader del Tempio del Popolo.

 

Nel 1978 a Jonestown, Guyana, oltre 900 dei suoi membri, compresi i bambini, morirono per avvelenamento da cianuro. Jones si è tolse la vita facendosi sparare.

David Koresh diventò leader dei Davidiani nel 1988. Koresh credeva che in un’apocalisse imminente e inizò a trafficare di armi per il suo esercito di Dio.

Egli praticò anche “matrimoni spirituali” con Dio  scegliendo giovani donne di tutte le età.

Quando la sua sede, nota come Monte Carmelo, fu perquisita nel 1993, fi furono 51 giorni di asserragliamento. Lo stesso Koresh fu sparato mentre 76 Davidians, compresi i bambini, furono  uccisi in  un incendio diramato nella sede.

Altri capi di culti furono: Charles Manson e Osama bin Laden.

E’ chiaro che i culti possono avere un impatto su centinaia di persone come solo su poche. Ma qualunque sia il numero, liberarsi e tornare alla normalità, vivere giorno per giorno pone enormi difficoltà.

E una delle differenze tra chi è tenuto prigioniero a seguito di sequestro di persona e tra chi liberamente è entrato in una setta, è la sfida al proprio giudizio e alla consapevolezza di sé che l’adesione ad un culto genera.

In base a questo quesito ci può essere poca differenza tra l’essere detenuto come un membro della setta e quello che è stato rapito, dal momento che ad entrambi viene limitata la libertà. La dinamica di questo, però, è molto diversa tra le due situazioni e diventa estremamente importante nel trattamento e il reinserimento dopo l’evento.

Qualunque sia la causa di intrappolamento delle donne in casa a Brixton, la causa iniziale deve essere tenuta a mente nei mesi ed anni a venire, in quanto esse si trovano ad affrontare la riabilitazione  nella vita ordinaria .

Irish Independent

Tratto da: http://www.independent.ie/lifestyle/health/patricia-casey-however-invisible-it-may-be-a-cult-can-have-overwhelming-power-over-a-mind-29800132.html

 

Patricia Rosarno Casey è una psichiatra irlandese, accademica, giornalista e opinionista sulle questioni sociali. E’ Professoressa di Psichiatria presso l’University College di Dublino e consulente psichiatra presso il Mater Misericordiae University Hospital, di Dublino. Ella  è nota per la sua promozione della consapevolezza della salute mentale, nella sua rubrica fissa sul quotidiano Irish Independent, e per le sue opinioni su una varietà di questioni sociali.

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Brahma Kumaris è un culto distruttivo, un movimento totalitario che viene di solito presentato sotto varie forme, come ad esempio la Spiritual University Brahma Kumaris Raja Yoga Center o con il pretesto di insegnare meditazione, il pensiero positivo, mediante corsi gratuiti  contro lo stress o di rafforzo dell’autostima.

Esso esige obbedienza assoluta dai propri seguaci e la dedizione dai propri studenti e insegnanti. Utilizza tecniche di manipolazione, persuasione, controllo mentale e riforma del pensiero, con il solo scopo di conseguire gli obiettivi dei leader dell’organizzazione.

Di conseguenza i suoi membri soffrono di dipendenza totale nei confronti dell’organizzazione e ne sono psicologicamente danneggiati, in quanto annullano o riducono la loro volontà e il ragionamento ( pensiero critico ).

Solitamente viene indotta una rottura dai legami familiari, nella coppia, dal punto di vista sessuale, amicale, sociale, del tempo libero, nel lavoro, ecc. Sotto la pressione e la manipolazione psicologica l’adepto finisce per aiutare l’organizzazione nelle proprie attività finanziarie parzialmente o totalmete ( con lasciti di denaro, salario, beni, proprietà , eredità, ecc . ).

A causa di un cambiamento di pensiero, la manipolazione e la perturbazione delle emozioni e dei sentimenti, l’adepto andrà progressivamente implementando (senza che ci si renda conto, durante la lezione mattutina conosciuta come Murli), tutti i tipi di paure e fobie. La paura della ” fine del mondo“, del mondo esterno (quello fuori dell’organizzazione), della compagnia di persone che sono al di fuori della setta, la paura di lasciare Dio, la paura di innamorarsi, il timore di Dio (La Giustizia del Capo). Un altro aspetto importante è la gestione della sessualità finalizzata al controllo dei loro seguaci.

I loro membri spesso soffrono di privazione del sonno e di stanchezza estrema, si alimentano con una dieta molto povera di proteine, tali elementi risultano determinanti per il “controllo mentale”, altrimenti detto  “lavaggio del cervello”. Dal momento che le difese fisiche e psichiche sono basse, esse indeboliscono la volontà dell’adepto (pensiero critico) ed egli diventa più vulnerabile a nuove idee e concetti.

Un altro punto importante che rende BK un culto distruttivo è che esso si presenta con una vera natura di gruppo religioso spiritualista al grande pubblico. Le persone che vanno in cerca di corsi del gruppo fanno meditazione, sviluppano un pensiero positivo, l’autostima in maniera gratuita. Essi non spiegano al pubblico che, per far parte del gruppo e per ottenere  “tutti i vantaggi” dalla loro meditazione devono cambiare completamente la loro vita, devono credere che in India vive l’unico mezzo per arrivare a Dio Shiva, che porta messaggi speciali unici per il gruppo, o che si deve essere pronti a dare il proprio tempo, denaro ed energie per l’organizzazione perché la ” fine del mondo ” imminente sta arrivando e solo i seguaci di BK saranno salvati per vivere nel paradiso sulla terra nella loro prossima vita.

Quando il seguace decide di lasciare l’organizzazione deve affrontare le conseguenze delle tecniche che sono state usate su di lui per riformare la sua personalità. La vergogna, il senso di colpa, la paura e l’isolamento sono tra le altre sensazioni più comuni sperimentate quando si cerca di allontanarsi da BK.

 

Il volto nascosto della Brahma Kumaris ( BKWSU )

La Brahma Kumaris World Spiritual University o Raja Yoga Center è ora un’organizzazione promossa dietro la facciata della new age, la meditazione, il pensiero positivo, e basata sui valori dei corsi di leadership, come una ONG con status consultivo generale presso il Consiglio Economico e sociale delle Nazioni Unite e nel consultivo con l’UNICEF.

Tuttavia, il nucleo degli insegnamenti di vita BKWSUy sono elementi identici al comportamento dei culti e sette riconosciuti. Gli elementi principali sono nascosti al pubblico e vengono gradualmente introdotti durante il processo di indottrinamento nei corsi gratuiti. BK non insegna il vero Raja Yoga (una delle sei dottrine dell’induismo).

Il Brahma Kumaris World Spiritual University è un istituto educativo, ma anche un nuovo movimento religioso non riconosciuto. E ‘ stato fondato da Lekhraj Kripalani nel 1937 in India. Conosciuto per i suoi seguaci come Brahma Baba (Dio Brahma proclamato creatore del sito) .

Le credenze Brahma Kumaris includono le seguenti caratteristiche:

- La distruzione imminente di questo mondo attraverso le catastrofi naturali e  un olocausto nucleare inevitabile.

- Solo i membri dell’organizzazione sono gli unici veri messaggeri di Dio .

- Dio si  rivolge solo ai seguaci di BK e parla loro personalmente attraverso il  supporto dell’insegnante (Dadi Gulzar) dala sede principale in India.

- Set di attrazione di personalità e celebrità (Vips) di tutti i livelli per migliorare la loro credibilità e per agire come un “microfono” per diffondere il loro messaggio .

- Distinzione tra “purezza” Esagerata [i suoi insegnamenti e le attività] e ” impurità ” [il punto di vista del resto del mondo e i suoi leader].

- Esagerata autostima [sono l'élite del genere umano, la casta 'Brahman'] , il resto del mondo sono intoccabili o la casta più bassa e ignorante [" Shudra "].

- Visione non realistica della scienza, per esempio, tutto il tempo esistente è una ripetizione infinita di 5.000 anni.

- Re-Issue lentamente e gradualmente le loro credenze , come le previsioni falliscono nelle loro classi principali chiamati “Murlis” (che contiene tutta la dottrina ed è considerato il vero indù -Gita-scrittura).

- Leadership innegabile ed inspiegabile antidemocratica.

- Una separazione completa dei non BKS, per il controllo della dieta, stile di vita esigente e celibato.

- Attuazione delle fobie attraverso l’esasperazione di immagini grafiche di situazione di persone che lasciano il gruppo. Le classi frasi che si sentono su di loro dicono che sono dei traditori che piangono lacrime di sangue nella distruzione. Informazioni su attività sessuali con ingiurie  del tipo  ” è come buttare se stessi dal 5 ° piano di un edificio”, anche promuovere l’idea di dover affrontare un Dio severo , nel Giorno del Giudizio.

- Mascheramento, modificazione e occultamento della vera natura e del processo dei suoi insegnamenti.

- L’accumulo di proprietà e della ricchezza donata dai seguaci sotto tali pressioni.

- I problemi sociali e psicologici intensi e profondi in persone che lasciano l’organizzazione.

Brahma Kumaris incoraggia i suoi seguaci a:

* una Dieta vegana (senza cipolla, aglio e uova). Questo include cibo non preparato da mangiare “impuro” per i non seguaci come parenti e amici.

* Meditazione dalle 04.00 alle 4.45 del mattino, frequentazione dal Lunedi alla Domenica alle lezioni alle  6:00-7:30 del mattino (che includono 30 minuti di meditazione), con pausa delle attività per pochi minuti 5 volte al giorno per controllare il tipo di pensieri che un individuo ha ( questa pratica è nota come il controllo del traffico dei pensieri), e meditazione alle 19.30, dopo la  meditazione del pomeriggio il nuoto prima di andare a lezione tutti i giorni mattina e dopo i movimenti intestinali.

* Un distaccamento pratico tra genitori e figli.

* Una disconnessione emotiva e fisica tra le coppie, con i partner o con la famiglia non- BK, al fine di non creare più “problemi karmici ” con loro, che sarebbero ostacoli sul proprio cammino di purificazione.

Sotto queste pressioni gli individui sono disposti a mettere da parte la ragione e a consegnare la mente, il corpo e la ricchezza  alla volontà dei membri più elevati di BKWSU. La maggior parte di questi funzionari non sono professionalmente preparati in alcun modo. Pur essendo interessati forse dei livelli più profondi della mente umana, molti di questi membri anziani hanno avuto solo una formazione di base, per esempio tre anni di scuola  e nessuna esperienza professionale. Un anziano professore recentemente ha stimato che in India ci sono circa 20.000 i cosiddetti “insegnanti” BK che non hanno ricevuto alcuna istruzione formale. Il curriculum e i metodi di insegnamento sono stati paragonati a quelli della scuola elementare o di scuola materna in cui seguaci sono trattato in modo infantile come fossero bambini .

In questa situazione , gli individui sono soggetti a manipolazione, alla pressione dei pari sulla psiche altrui. Incondizionatamente adottano molte nuove credenze estreme nel loro desiderio di essere accettato. In tale misura la dottrina della BKWSU controlla le loro vite.

L’ex Brahma Kumaris [donna] e l’ex Brahma Kumars [uomo] sono spesso incapaci di accettare l’aiuto della famiglia, o anche un aiuto professionale. La profondità dell’esperienza di isolamento produce nel gruppo  dipendenza, solitudine e fobie.

 

Fonte: http://www.brahmakumaris.info/forum/viewtopic.php?t=2992&p=38906#p38906&utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

 

 

Per un approfondimento della tematica sono consigliati i seguenti link:

 

I Brahma Kumaris

 

Quello che la Brahma Kumaris non vuole che le Nazioni Unite sappiano: come lo “ShivShakti Army” cerca di “conquistare il mondo, un metro quadrato alla volta”

 

La presidente di Brahma Kumaris nega che il suo gruppo sia una setta distruttiva

 

 La sindrome dell’India

 

Abstract

Sebbene  il termine “culto” venga di solito associato ai  gruppi di natura religiosa,  i culti non religiosi stanno ricevendo sempre maggiore attenzione nell’ultimo periodo. Questo articolo esamina le caratteristiche comuni di gruppi settari, in particolare l’uso della riforma del pensiero quale processo attraverso il quale vengono portati cambiamenti nel comportamento,  mediante indottrinamento,  oltre che una serie di altre modifiche in contemporanea.  I Culti di Psicoterapia sono descritti per illustrare i programmi coordinati di influenza, di sfruttamento e di controllo del comportamento che li caratterizzano.

Il termine “setta” è solitamente  associato a delle dinamiche  che sono state spesso origine di altre etichette, tra cui “riforma del pensiero” (Lifton, 1961), “persuasione coercitiva” (Schein, 1956, 1961), “lavaggio del cervello” (Hunter, 1953), “controllo mentale” (Langone, 1988), “manipolazione sistematica di influenza psicologica e sociale” (Singer, 1983), “programmi coordinati di influenza coercitiva e controllo del comportamento” (Ofshe & Singer, 1986), e “sfruttamento mediante  persuasione “(Singer & Addis, 1991).

Questi termini riflettono prospettive un po ‘diverse o tentano di spiegare a diversi tipi di pubblico un processo complesso e delicato composto da tecniche, tattiche e strategie di influenza sociale a lungo studiato dagli psicologi sociali, antropologi sociali, e ricercatori di marketing (Cialdini, 1984; Nader, 1991; Zimbardo, Ebbesen, e Maslach, 1977).

In questo lavoro useremo il termine “riforma del pensiero”, perché è breve, ha ottenuto ampio utilizzo nel campo delle scienze umane, non è facilmente suscettibile di interpretazioni esagerate, e descrive sinteticamente ciò che avviene nel processo in esame, cioè,  gli individui a seguito della programmata e sistematica manipolazione psico-sociale imposta da altri, sono portati ad adottare credenze radicalmente diverse e a conformare la loro condotta in modo appropriato a quelle richieste indotte.

Mentre “riforma del pensiero” si riferisce ad un particolare processo di pianificata e sistematica manipolazione psicosociale, “cult” non si riferisce al contenuto ideologico, come alcuni erroneamente credono, ma ad alcune strutture sociali e alle relazioni che modellano il comportamento, i pensieri e i sentimenti dei membri di un gruppo  in modo da asservire i desideri e le esigenze del leader (s).

 Così, un culto si può formare in qualsiasi area di contenuto: politica, religione,  commerciale, filosofico, della salute, della fantascienza, della psicologia, ecc.

 Il fatto che molte persone ancora credono erroneamente che tutti i culti siano religiosi dipende forse dai culti religiosi che ricevettero tanta pubblicità tra la fine del 1970 e l’inizio del 1980.

 Questo documento contribuisce a dissipare questo equivoco con una breve definizione di “cult”, che delinea le caratteristiche di base della riforma del pensiero, come è stato originariamente concepito e nella sua forma contemporanea, e vuole illustrare questi concetti descrivendo una varietà di culti di  psicoterapia.

 

 

 

Problemi di definizione

Culti

La sottoscritta (Singer, 1986) ha affermato che le relazioni cultuali

* Fanno riferimento a quei rapporti in cui una persona induce intenzionalmente altri a diventare totalmente o quasi totalmente dipendente da lui o lei per quasi tutte le decisioni importanti della vita, e inculca in questi seguaci  la credenza che lui o lei abbia qualche talento speciale, regalo, o la conoscenza assoluta. (P. 270)

Una definizione al riguardo è stata proposta durante una conferenza promossa dall’Istituto UCLA Neuropsychiatric, dalla Family American Foundation, e dalla Fondazione Johnson:

* … Un gruppo o movimento che presenta una grande o eccessiva devozione o dedizione a qualche persona, idea o cosa, non etica e che utilizza tecniche di manipolazione, di persuasione e di controllo (ad esempio, l’isolamento dai vecchi amici e dalla famiglia, debilitazione, l’uso di metodi speciali per aumentare la suggestionabilità e sottomissione, pressioni di gruppi potenti, gestione delle informazioni, la sospensione di individualità o di giudizio critico, la promozione della totale dipendenza del gruppo e la paura di lasciarlo e così via) con le quali si prefigge di promuovere gli obiettivi dei leader del gruppo, per l’azione o per un possibile pregiudizio dei soci, delle loro famiglie o comunità. (1986)

Il termine “Cult”, poi, è probabile che mostri tre caratteristiche a diversi livelli:

1. membri eccessivamente zelanti: l’impegno è incondizionato e serve per l’identità e la leadership del gruppo;

2. l’induzione di dipendenza attraverso l’utilizzo di tecniche di manipolazione e sfruttamento di persuasione e di controllo; e

3. la tendenza a danneggiare i membri, le loro famiglie e / o la società.

I culti si professano come aiuto per i membri, ma in realtà li sfruttano. I culti sviluppano il loro piano mediante due strategie:

*  Da una parte c’è un insieme di norme di facciata che appaiono superficiali, mentre ne esistono di più profonde, disegni nascosti e le finalità reali dell’organizzazione o gruppo. Le norme in superficie sottolineano l’idealismo e la giustizia della causa. Sotto la superficie, tuttavia, vi sono un insieme di norme di base che gestiscono in modo efficiente l’organizzazione. (MacDonald, 1988, p. 68)

I culti tendono ad essere centrati sul leader, sullo sfruttamento e sulla manipolazione, e spesso sono  nocivi, essi entrano in conflitto e in maniera minacciosa con i  sistemi aperti, con i familiari dei loro associati e con  la società in generale. Alcuni culti alla fine si disintegrano come conseguenza di questa tensione. Alcuni gradualmente diminuiscono il livello di manipolazione e, di conseguenza, lo sfruttamento, il danno e l’opposizione. Altri, invece, si isolano, psicologicamente se non fisicamente. Al fine di gestire la minaccia rappresentata dal mondo esterno e di promuovere gli obiettivi del leader (s), questi gruppi tendono a:

1. dettare – a volte con dovizia di particolari – come i membri dovrebbero pensare, agire e sentire;

2. richiedere un particolare stato di esaltazione (ad esempio, poteri occulti, una missione per salvare l’umanità) per sé e / o il loro leader (s), e

3.intensificare la loro opposizione e alienazione dalla società in generale.

Secondo queste definizioni, i culti si differenziano dalle  ”nuove religioni”, dai “nuovi movimenti politici”, dalle “psicoterapie innovative” e da altri “nuovi” gruppi in quanto  tendono a usare tecniche di sfruttamento e di  manipolazione, di influenza e di assoggettamento del benessere individuale a favore di quello del leader.

I Culti differiscono anche da altri gruppi puramente autoritari, ad esempio, le organizzazioni militari e alcuni tipi di sette e Comunità. Questi ultimi, anche se rigidi e con caratteristiche di controllo, mancano delle norme interne ed esterne di cui si è parlato precedentemente e non sono estremamente manipolativi nè centrati sul leader. Le regole di controllo sociale di questi gruppi autoritari, anche se a volte coercitivi, sono coerenti, visibili, chiare e non  nascoste. Anche se le loro strutture decisionali sono gerarchiche, i leader dei gruppi puramente autoritari servono gli interessi del gruppo, non i propri. Inoltre, i gruppi più autoritari, ad esempio, quelli militari, devono rendicontare la loro attività alle autorità superiori. I leader dei culti, al contrario, non devono rispondere a nessuno del loro operato.

Poiché le società democratiche avallano la libertà individuale, l’autonomia e la dignità, tendono a criticare i gruppi settari. La causa di queste valutazioni negative, tuttavia, non è la novità o le convinzioni insolite presenti in questi gruppi, ma la loro condotta, in particolare i loro metodi di reclutamento, indottrinamento e sfruttamento dei membri.

Per quel che riguarda la manipolazioni del culto, è chiaro che alcune persone possono influenzare più facilmente di altre. Ash (1985) osservava che i seguenti tipi di fattori rendono alcune persone particolarmente vulnerabili alle manipolazioni di culto: alto livello di stress attuale, disillusione culturale in un ricercatore frustrato, la mancanza di un credo religioso, carenza di un sistema di valori intrinseco e  le tendenze di personalità dipendente, come indicato dalla mancanza di direzione interna, dalla mancanza di un adeguato autocontrollo (per esempio, anassertività), bassa tolleranza per l’ambiguità, e suscettibilità a stati di trance.
Il culto rende vulnerabili le proprie reclute in diversi modi, difatti esso riesce ad indurre e mantenere sostanziali cambiamenti comportamentali e psicologici nei propri membri in maniera sorprendente.

 

Per stabilire un esempio per dimostrare l’influenza degli ambienti di culto, si consideri l’osservazione dei non credenti della organizzazione Billy Graham Crusades, nel quale si è evidenziato che essi decidono di partecipare al percorso proposto dal gruppo per il  2% – 5% e solo circa la metà di questi neo convertiti diventano attivi dopo un anno. Circa il 15% restano convertiti in modo permanente (Frank, 1974, p. 82), vale a dire, sono attivi per dieci anni o anche di più. Quindi, meno dell’uno per cento (0,30% – 0,75%) dei neofiti del Billy Graham Crusades si convertono a tale gruppo. Inoltre, dopo la crociata (il percorso di conversione), queste persone tornano a casa dalle loro famiglie, al loro lavoro e alle loro identità precedenti.

Al contrario, due studi su centri meno conosciuti e periferici rispetto a questa organizzazione ha rilevato che circa il 10% dei soggetti reclutati in un workshop introduttivo lascia la loro vecchia vita alle spalle e diventa missionario a tempo pieno in quel gruppo entro un mese di permanenza (Barker, 1983; Galanter, 1980), con il 5% che restano membri anche dopo due anni (Barker, 1983).

Un attento esame dello studio di Galanter, tuttavia, indica che la percentuale dei soggetti che vi si uniscono potrebbe essere addirittura superiore di quanto riportato. Quattro “fuorusciti” nello studio di Galanter erano stati portati via dai genitori. Se queste persone fossero rimaste, la percentuale restante dopo un mese sarebbe stata del 13%, invece che del 9%.

Inoltre, i  centri esaminati da Galanter sono ben noti da chi ha familiarità con il gruppo per essere meno efficaci di quello di San Francisco, centro, su cui c’è stata una notevole controversia. La maggior parte delle reclute in questi centri erano state solo avvicinate per strada, mentre la maggior parte dei neofiti di Billy Graham Crusades aveva già avuto un contatto sostanziale con gli evangelisti prima di partecipare alla crociata (Billy Graham associazione, comunicazione personale al Dott. Langone, 1989).
Alcuni ricercatori (ad esempio, Barker, 1983) erroneamente interpretano questi risultati come una prova che la riforma del pensiero non si verifica in gruppi comunemente accusati di essere culti. Il loro grave errore, però, è quello di assumere che la riforma del pensiero ha praticamente il 100% di efficacia, cosa che nessun ricercatore serio ha mai affermato.

 

 

 

Riforma del pensiero: Cenni storici

La sottoscritta  (Singer, 1986) ha osservato come nel corso di questo secolo una serie di eventi hanno dimostrato che l’autonomia individuale e l’identità sono molto più fragili  di quanto si crede comunemente. La Russian Purgue (campagna di politica di repressione dell’impero sovietico) del 1930 ha manipolato uomini e le donne affinchè confessassero falsamente di aver commesso crimini e affinchè accusassero gli altri di aver commesso crimini (Mindszenty, 1974).

La stampa mondiale espresse sconcerto e stupore per il fenomeno, ma, con poche eccezioni, presto si cessò di prestarvi attenzione (Rogge, 1959).

Alla fine del 1940 e nei primi anni del 1950 si assistette agli effetti delle università rivoluzionarie in Cina e alla sottomissione di un intero popolo ad un programma di riforma del pensiero che induceva milioni di persone a sposare nuove filosofie e ad adottare nuovi comportamenti. (Chen, 1960; Hinkle e Wolff, 1956; Hunter , 1953; Lifton, 1961; Meerloo, 1951; sergente, 1951, 1957, 1973; Schein, 1961).

Poi venne il conflitto coreano che sottoponeva i prigionieri di guerra delle Nazioni Unite ad un programma di indottrinamento sulla base di metodi che univano i programmi di riforma del pensiero cinese con altre tecniche di influenza sociale e psicologica (Farber, Harlow, e West, 1956; GAP , 1956, 1957; Schein, 1956).

A quel tempo il termine “lavaggio del cervello” è stato introdotto nel nostro vocabolario come “un termine colloquiale applicato a qualsiasi tecnica finalizzata a manipolare il pensiero umano o un’azione contro il desiderio, la volontà o la conoscenza della persona” (Enciclopedia Britannica, 1975).

A causa del sensazionalismo giornalistico, tuttavia, il termine “lavaggio del cervello” ha assunto una sinistra connotazione misteriosa.

Lifton (1961) usa il concetto di “riforma del pensiero“, ritenendo che oltre ad essere una traduzione più precisa del termine cinese di “lavaggio del cervello”, aiuta a spiegare, in aggiunta alle confessioni dei soravvissuti, i notevoli cambiamenti, dovuti ad azioni psicologiche non violente e non coercitive, prodotti in civili cinesi, pur non in stato di prigionia.

Il lavoro di Schein (1956, 1961) ha anche chiaramente dimostrato che né un carcere né le minacce fisiche sono necessarie per ottenere l’effetto della riforma del pensiero.

Dopo il conflitto coreano, la ricerca psicologica, preziosa, anche se a volte controversa, ha aiutato a riconoscere i processi attraverso cui gli individui possono essere controllati. Asch (1952) con i suoi studi sulla conformità, Milgram (1974) con i suoi esperimenti sullo shock, e Zimbardo (Zimbardo, Ebbesen, e Maslach, 1977) con i suoi studi sugli effetti del ruolo del carcere sull’individuo, ne sono solo alcuni degli esempi di ricerca più noti (vedi Cialdini, 1984, per una rassegna della ricerca sociale e psicologica).

Poiché questo lavoro accademico è continuato, altri eventi significativi hanno riacceso l’interesse del pubblico sui processi di influenza e controllo.

Il controllo diabolico di  Charles Manson su un gruppo di giovani della classe media ha scioccato il mondo durante i primi anni 70 (Atkins, 1978; Bugliosi e Gentry, 1974; Watkins, 1979).

A metà degli anni 70, migliaia di famiglie negli Stati Uniti erano perplessi e allarmati per l’influenza di una vasta gamma di guru e nuovi messia sulla loro prole.

Poi, il 18 Novembre 1978  Jim Jones ha portato 912 seguaci alla morte in una giungla della Guyana (Reiterman & Jacobs, 1982). Questa tragedia ha portato il concetto di riforma del pensiero all’attenzione del mondo.
Dopo Jonestown, l’interesse pubblico verso i  gruppi settari è aumentato in modo significativo. Inizialmente, la maggior parte era concentrato sui culti religiosi, specialmente quelli con rituali bizzarri o esotici e di sapore orientale. Ma col passare del tempo, le caratteristiche cultuali furono attribuite a frange cristiane (Enroth, 1986), a grandi gruppi con azioni di sensibilizzazione (Cannella & Farson, 1979; Finkelstein, Wenegrat, e Yalom, 1982;),  o con controversi programmi di riabilitazione dalla droga (Gerstel, 1982; Hawkins, 1980; Hawkins & Wacker, 1983; Mitchell, Mitchell, & Ofshe, 1980; Rebhan, 1983), e a gruppi di psicoterapia (Temerlin & Temerlin, 1982, 1986). Tutto ciò ha portato ad una applicazione più ampia, e alla conseguente confusione dei termini ” culto “e” riforma del pensiero “.

 

Noi qui proponiamo una precisazione: culto si riferisce ad una particolare struttura di potere e riforma del pensiero si riferisce a un particolare tipo di processo di influenza sociale e psicologica. Un gruppo che pratica riforma del pensiero non deve necessariamente essere un culto, ma un culto di solito pratica la riforma del pensiero al fine di mantenere la sua struttura di potere.
Riforma del pensiero: i programmi prima e seconda generazione

Lifton (1961) ha descritto “otto punti psicologici che sono predominanti nel campo sociale per la riforma del pensiero” (Lifton, 1961, p. 420): 1) controllo del milieu, 2) la manipolazione mistica, 3) la domanda di purezza, 4 ) il culto della confessione, 5) la scienza sacra, 6) linguaggio caricato, 7) la dottrina sulla persona, 8 ) dispensazione dell’esistenza.
Ofshe e Singer (1986) furono i primi a distinguere tra programmi di prima generazione di cui aveva parlato Lifton e programmi di seconda generazione, a cui erano interessati Ofshe e Singer (1986). La prima generazione di programmi includeva le tecniche sovietiche e cinesi progettate per estorcere false confessioni, per  inculcare convinzioni politiche e sociali e assicurare la conformità e l’obbedienza alle richieste dei leader. La “gestione” di questi era sponsorizzata dallo stato, i programmi di pensiero di prima generazione erano controllati alla partenza e includevano momenti di feedback tramite ricompensa/punizione durante il programma. Attraverso l’uso sapiente di eccitazione repulsiva e la pressione dei pari, i leader riuscivano a modificare le convinzioni espresse in politica e gli atteggiamenti delle persone designate.
I programmi di seconda generazione, utilizzati dai gruppi settari, tendono anche ad essere non violenti e, inoltre, non hanno la forza fisica e l’autorità di uno Stato. Pertanto, al fine di raggiungere i loro obiettivi, questi programmi hanno dovuto affidarsi a sotterfugi e capitalizzare sulle aree naturali di sovrapposizione tra  loro e sulle scelte individuali. Come i programmi di prima generazione, i programmi di seconda generazione utilizzano tecniche di influenza sociale, le tattiche e le strategie che sono ben documentate in psicologia sociale, marketing e socio-antropologico letteratura di ricerca (Cialdini, 1984; Gerstel, 1982; Hawkins, 1980; Hawkins & Wacker , 1983; Nader, 1990; Rebhan, 1983;. Zimbardo et al, 1977). È interessante notare come i programmi di seconda generazione riescono a coinvolgere psicologicamente un numero più ampio di soggetti rispetto a quelli di prima generazione (Hinkle e Wolff, 1956; Lifton, 1961; Ofshe & Singer, 1986; Singer & Ofshe, 1990).
I programmi di seconda generazione inizialmente si presentano come benevoli, promettendo di soddisfare le esigenze e le scelte individuali. I reclutatori pongono molta attenzione e usano rinforzi positivi circa gli obiettivi da raggiungere. Mediante conversazioni apparentemente intime e modalità di accoglienza i reclutatori valutano gli stati psicologici e sociali dei reclutati, conoscono i loro bisogni, le paure, il potenziale di dipendenza, e le resistenze reali e possibili.

Testimonianze di membri del gruppo, le credenziali (sia vere o false) dei leader, gli attacchi rivolti ai concorrenti del gruppo e la ‘reazione favorevole verso i membri‘ rappresentano gli elementi per la percezione di un ambiente apparentemente accogliente e premuroso che tende a sostenere la domanda del gruppo di benevolenza e di superiorità e a convincere i neofiti di quanto potranno beneficiare aderendo a quel gruppo.
I neofiti raramente sono a conoscenza delle tecniche di persuasione sottili e del controllo messo in atto per modellare il loro comportamento, pensieri e sentimenti. L’unanimità apparentemente amorosa del gruppo è fatta di maschere rigide e di regole contro il dissenso privato e pubblico. Le domande sono deviate; ai commenti critici si risponde con suppliche sorridenti di “non indurre negatività“, o qualche altro “cliché”, per usare uno dei termini di Lifton. Se i nuovi membri persistono nella loro “negatività“, gli sarà ricordato dei problemi personali, dubbi e ricordi colpevoli che hanno rivelato ai leader. Dubbio e dissenso sono quindi interpretati come sintomi di carenza di personalità.

I potenziali membri e i neofiti scivolano in una spirale di crescente dipendenza dal gruppo. Essi sono spesso incoraggiati o gli viene ordinato di vivere con altri membri del gruppo. In molti casi, anche di  lavorare con gli altri membri. La gente  fuori dal gruppo è vista come spiritualmente, psicologicamente o socialmente inferiore, o come ostacolo allo sviluppo dei membri. Al fine di “avanzare” a un ritmo soddisfacente, i membri devono trascorrere lunghe ore coinvolti in vari esercizi ritenuti necessari dal gruppo. In breve, i membri trascorrono sempre più tempo con e sotto la direzione del gruppo.
Per garantirsi il proseguimento di premi del gruppo (lode, attenzione, la promessa di benefici futuri, ecc), i membri devono implicitamente se non esplicitamente, riconosce l’autorità del gruppo nel definire ciò che è vero e buono.

Tale riconoscimento non è semplice a parole, il gruppo pone continuamente nuove sfide e prove ai propri membri, stabilendo estremamente alte, se non impossibili, le aspettative riguardanti le attività (ad esempio, la raccolta di fondi, reclutamento di nuovi membri) e lo “sviluppo” personale (ad esempio, di essere liberi dalla “negatività” dei pensieri e dubbi).

Visto che il dissenso, il dubbio, e la negatività sono proibite, i membri devono progettare la costruzione di una facciata di “felicità” e di accordo, mentre lottano per raggiungere l’impossibile. Coloro che non riescono a progettare la facciata necessaria (perché, ad esempio, ammettono di solito, con molto senso di colpa, i loro dubbi sul gruppo) vengono attaccati e puniti, a volte brutalmente. Quelli che continueranno a “fallire per onestà” sono, in un modo o nell’altro, cacciati o espulsi dal gruppo.

Coloro che aderiscono al gruppo, sia senza punizioni che con esse, lo fanno perché imparano ad ingannare se stessi e gli altri. Imparano, proprio come i soggetti ipnotizzati, secondo la  logica della  trance, come per convincere se stessi che il gruppo ha sempre ragione, anche se si contraddice. Crescente isolamento dal mondo esterno al gruppo, estenuante attenzione alle attività di servizio del gruppo e pratica di  esercizi che inducono stati dissociativi (per esempio, la meditazione, il canto, il parlare in lingue) possono facilitare questo processo di scissione, che in alcuni casi, assomiglia a quello che Lifton (1987 ) chiama “raddoppio“.

La dissociazione psicologica permette ai membri di adattarsi al progetto del gruppo e agli elementi che lo caratterizzano, vale a dire, il suo set di contraddizioni delle regole sociali. I membri si trovano in un bivio di  “fedeltà / tradimento” (MacDonald, 1988): se rimangono fedeli alla loro percezioni di sé e del mondo, tradiscono il gruppo da cui sono diventati eccessivamente dipendenti; se rimangono fedeli al gruppo, tradiscono la loro percezione di ciò che è  buono e vero.

I programmi di riforma di pensiero di seconda generazione inevitabilmente portano al tradimento di se stessi, perché da quel bivio non c’è scampo e si giunge a un “attacco fondamentale dell’essere – la centrale immagine di sé, il senso stesso di autenticità e l’esistenza del sé”.

Al contrario, l’attacco di prima generazione dei programmi opera su una proprietà periferica del sé, la propria visione politica e sociale “(Ofshe & Singer, 1986, p. 18).

Se la seconda generazione di programmi, che operano in società libere ed aperte, non avessero attaccato elementi centrali del sé dei membri, non sarebbero sopravvissuti. Informazioni al di fuori del gruppo sarebbero serviti a neutralizzare l’indottrinamento politico e sociale, così come è avvenuto alle vittime della riforma del pensiero quando sono state liberate dalla prigionia in Corea, Cina e altrove.

Culti di psicoterapia: esempi di casi



Contesto generale

I Culti di psicoterapia possono derivare dalla distorsione e dalla corruzione della terapia a lungo termine individuale (Temerlin e Temerlin, 1982; Conason e McGarrahan, 1986) o di psicoterapia di gruppo (Hochman, 1984), o possono essere avviati da una varietà di non professionisti (West e Singer , 1982; Singer, 1983, 1986). I Leader di tali gruppi variavano da docenti universitari a persone con una formazione non adeguata a gente in libertà vigilata per qualche crimine commesso.
Gli autori hanno studiato indipendentemente 22 culti di psicoterapia negli ultimi anni. I gruppi variano nel formato da 15 persone in due gruppi che al loro picco hanno avuto più di 300 membri. Il più grande di questi due gruppi era composto da 350 membri che vivevano all’interno e 400 membri periferici. La storia della loro esistenza va da 5 a 25 anni, e tutti tranne uno sono ancora presenti (all’epoca di questo articolo ndt). Quindici sono stati condotti da persone professionalmente preparati (psicologi, psichiatri, assistenti sociali), che col passare del tempo hanno inserito ex pazienti col ruolo di “terapista” nei gruppi. Sette erano gestiti da non professionisti (che vanno da ex-impiegati a criminali condannati). I “terapeuti” erano, con una sola eccezione, caucasici. I pazienti sono stati in primo luogo della classe medio-alto borghese caucasici con diplomi o lauree specialistiche. I gruppi erano situati in sei stati.

Metodo

I metodi tradizionali di ricerca sul campo nelle scienze comportamentali sono stati rispettati. Interviste personali sono state condotte con molti come informatori, rispettando la disponibilità dei membri. Documenti (legali, dei media, interni, documenti e scritti pubblicati) sono stati esaminati. Quando disponibile sono stati acquisiti nastri di capigruppo o di membri durante le attività di gruppo. Quando possibile, informatori multipli sono stati intervistati. Anche se in alcuni casi solo uno o due membri di un gruppo erano disponibili per lo studio, ben  37 informatori del medesimo gruppo sono stati intervistati. L’intervista variava da due ore a decine di ore per gruppo. Alcune persone si sono recate a due degli autori per la terapia, alcuni sono stati seguiti nel contesto di un contenzioso, alcuni erano ricercati per la conoscenza delle loro esperienze all’interno della comunità. Molte persone che abbiamo intervistato sono state escluse da questa relazione, perché erano state vittime di abusi, di pratiche illegali della terapia, o che avevano vissuto in un ambiente  che non soddisfaceva la definizione di  culto.

Il  Dr. Temerlin ha intervistato e/o trattato 38 persone (17 in psicoterapia a lungo termine). La  sottoscritta ha intervistato e/o trattato 82 persone.
I tirocinanti come seguaci

 

La sottoscritta ha studiato un gruppo cultuale che si è evoluto quando uno psichiatra e sua moglie hanno offerto la loro clinica come collocamento di supervisione per gli studenti che studiano per lauree specialistiche in psicologia e counseling. I tirocinanti sono stati indotti a cedere immobili di proprietà alla coppia, per ottenere i soldi dalle loro famiglie per la terapia con l’uomo e sua moglie, e a seguire solo questa forma di terapia. La coppia induceva i suoi seguaci  a ritenere che solo questa terapia potesse salvare loro e il mondo. I pazienti-allievi erano indotti a prendere fratelli più piccoli e portarli dentro e a pagare per la loro terapia e a reclutare altri allievi presso le loro scuole affinchè aderissero al “movimento”. Il gruppo è cresciuto e si è trasferito in un ambiente rurale in cui sono coinvolti nella gestione di un programma residenziale di trattamento per pazienti psicotici gravi. Quindi le attività dei tirocinanti, mediante la cura dei pazienti psicotici e il reclutamento di neofiti, avevano il compito (come afferma lo studio che segue di Temerlin & Temerlin) di diffondere le teorie dei capi.

 

Temerlin & Temerlin.

 

Nel 1982 Temerlin e Temerlin hanno studiato

* Cinque gruppi bizzarri di professionisti della salute mentale che sono stati originati da cinque docenti di psicoterapia, che ignoravano costantemente i divieti etici avendo molteplici relazioni con i clienti. I pazienti erano amici dei loro terapeuti, amanti, parenti, dipendenti, colleghi e studenti. Allo stesso tempo sono diventati “fratelli” legandosi insieme per ammirare e sostenere il loro terapista comune. (P. 131)

Le scorrettezze di violazioni di ruolo da parte dei terapeuti sono stati aggravati dal loro uso di tecniche di influenza indiretta, ingannevoli e coercitive che hanno portato i pazienti a rispettare i desideri dei terapisti. Questi terapeuti hanno violato il codice deontologico instaurando relazioni di sfruttamento e di abuso con i loro clienti e  manipolandoli per loro personali vantaggi. Questi culti si sono formati quando i professionisti eticamente deviati, hanno strumentalizzato il rapporto confidenziale con i clienti e hanno  portato i clienti a formare gruppi coesi e incestuosi. I leader sono stati idolatrati piuttosto e nessuno di loro ha tentato di studiare e comprendere il transfert. Invece dell’autonomia personale vengono incoraggiati la sottomissione, l’obbedienza e i legami di dipendenza tra pazienti e terapeuti. Il loro pensiero alla fine somigliava a quello che Hoffer definiva “True Believers” (1951) e Lifton (1961) “totalitario”. Cioè, i clienti sono stati indotti ad accettare acriticamente le teorie loro terapeuti, a sviluppare idee paranoiche verso il mondo esterno, per limitare i rapporti e a pensare al mondo d’elite creato dal culto dei  terapeuti e a dedicarsi ad esso. I gruppi studiati da Temerlin e Temerlin variano di dimensioni da 15 a 75 membri e hanno avuto vita da 10 a 15 anni.
Sullivanians.

 

Da alcuni anni i media hanno riportato le affermazioni fatte da ex membri di un gruppo di New York chiamato Sullivanians. Le accuse, sui casi di affidamento di minori, sono state presentate dalla stampa dal 1975. (Black, 1975). Di recente, le accuse quasi identiche sono state presentate in altri casi di custodia (Conason & McGarrahan 22 aprile 1986; Henican, 1988; Lewin, 1988; McMorris, 3 giugno 1988, Reed, 1988; Span, 1988). Lewin (1988) ha dichiarato:

* Per venti anni, i Sullivanians sono stati una presenza silenziosa a Manhattan – una comunità i cui 200 membri che vivono insieme in tre edifici sulla West Side si occupano di un gruppo di teatro politico nell’East Village. (B.1)

Ma molti di quelli che hanno lasciato il gruppo dicono che i Sullivanians sono diventati un culto di psicoterapia bizzarro i cui leader controllano ogni aspetto della vita dei membri, comprese le loro modalità di vita, pratiche sessuali, scelta della professione, hobby, pratiche educative, e richiedono tre volte la settimana sedute di terapia con ogni membro dell’Istituto Sullivan per la Ricerca in Psicoterapia. (B.1)

Un padre racconta:
* L’idea di base del gruppo è che la famiglia è la radice di ogni male e che un bambino non dovrebbe avere un rapporto speciale con i suoi genitori, così come gli adulti Sullivanians non dovrebbero parlare con i loro genitori. Tutti, anche i bambini, dovrebbero avere il maggiore numero possibile di appuntamenti terapeutici. Ho calcolato che in una settimana mio figlio doveva fare terapia con 23 persone diverse. Io voglio che lui viva in questo modo. (Lewin, 1998, B.1).

 

 

Secondo Lewin (1988) i membri del gruppo – anche coloro che sono sposati tra di loro – vivono in appartamenti con più di una dozzina di compagni di stanza dello stesso sesso e sono incoraggiati a dormire con un membro diverso del sesso opposto ogni notte.
Il gruppo nasce  nel 1957 quando un gruppo di terapisti dissidenti si staccò dal Alanson White Institute, che era stata fondata da Harry Stack Sullivan. Interviste con dodici ex membri del gruppo e un esame dei documenti legali (v. Dobash Bray, 1985; Sprecher v. Sprecher, 1985) e resoconti dei media, come quelli citati in precedenza, hanno rivelato che ciò che era iniziato come un centro di terapia evoluto in una psicoterapia collettiva si è, infine, trasformato in una organizzazione settaria che controllava quasi tutte le aree della vita  dei cosiddetti “pazienti”. Un contenzioso tra ex membri e il gruppo è ancora in corso a New York  presso la Suprema Corte (v. Dobash Bray, 1985; Sprecher v. Sprecher, 1985).

 

 

 

Il Centro per la Terapia Feeling.

 

Hochman (1984), scrivendo di una scuola ormai defunta di psicoterapia, il Centro per la terapia Feeling, descrisse i molti sintomi tipici trovati in ex clienti e pazienti che erano stati membri di questo gruppo:

* Appare un culto distruttivo.  Vira verso un rimodellamento dell’individuo a conformarsi ai codici e alle esigenze del culto, istituendo nuovi tabù che impediscono il dubbio e la critica, e producendo una sorta di scissione in cui i membri della setta si vedono come una élite circondata da non illuminati e anche pericolosi, estranei. (P. 367)

Questo gruppo, che ha avuto vita per  circa dieci anni, era composto da 350 pazienti che vivono vicino l’un l’altro condividendo le case nel quartiere di Hollywood di Los Angeles.

Centinaia di altri sono stati pazienti ambulatoriali non residenti, e altri comunicavano con i  ”terapeuti” per lettera. (Alcuni terapisti erano autorizzati, altri sono stati presumibilmente pazienti assegnati ad essere terapeuti.). Massimo beneficio presunto è venuto solo ai residenti, ed i pazienti sono stati indotti a vedere se stessi come potenziali leader di un movimento di terapia che avrebbe dominato il 21 ° secolo. Il leader aveva promulgato una “teoria” che sosteneva  gli individui con funzione di “ragionevole follia”. Ma se imparano ad “andare al 100%” in cinque aree – espressione, sentimento, attività, chiarezza, e contatti – possono mettere da parte le loro “vecchie immagini” e diventare “sani”, livello che è stato definito come il “punto più elevato dei sentimenti. ” Quest’ultimo obiettivo ambiguo era considerato il raggiungimento del prossimo stadio dell’evoluzione umana (Mithers, agosto 1988).
Numerose le azioni legali (Hart et al v. McCormack et al, 1985; Raines et al v. Center Foundation, 1985; Stato della California, Commissione Esaminatrice Scienze Comportamentali v. Cirincione, 1985; Stato della California, Comitato Psicologia esaminatrice , Divisione di Professioni Sanitarie alleati, Collegio di Medicina Quality Assurance v. Corriere, Oro, Hart, Hopper e Karle, 1985; Stato della California, Consiglio di Quality Assurance Medica, Dipartimento di Medicina Consiglio di Quality Assurance v. Woldenberg Consumatori ‘, 1985; Timnick, 21 Aprile, 1986, 30 settembre 1987) riguardano il Centro per la Terapia Feeling. Nel suo lavoro su molti di questi casi, la sottoscritta ha intervistato 37 ex membri di questo gruppo e ha studiato 92 affidavit, innumerevoli documenti legali e ha analizzato decine di ore di sedute di terapia su nastro. Il Dr. Temerlin anche ha intervistato un certo numero di ex membri e ha studiato le fonti citate collaterali. (Il numero esatto non è noto in quanto il Dr. Temerlin morì prima di questo lavoro fosse completato.)

In questi casi legali, che ho citato, gli imputati sono stati accusati di aver trasgredito le norme della psicologia, della medicina e della cura psicoterapeutica. Nello specifico le accuse erano:

 

* Hanno creato un senso di impotenza nei pazienti, privandoli del sostegno sociale (amicizia, parentela, l’ambiente ordinario,  ruoli professionali, ricchezza) e della fiducia psicologica (attraverso la denigrazione e con la creazione di stati di esaurimento fisico), e mediante una forzata massiccia richiesta di apprendimento del nuovo attraverso un processo di ricompensa/punizione (tra cui induzioni di stati d’ansia e sensi di colpa, punizioni fisiche, come le molestie sessuali).
* Hanno utilizzato insulti razziali, religiosi ed etnici, umiliazioni fisiche e verbali, abusi fisici, soprattutto sessuali, minacce di follia e di violenza  e  stati forzati di esaurimento fisico e mentale.

* Hanno rappresentato ai pazienti un centro in cui  dovrebbero sperimentare odio e sensi di  colpa verso i  loro genitori a causa del loro essere pazienti ‘pazzi’, hanno dato i figli dei loro pazienti in adozione, ed hanno indotto aborti, apparentemente perché i  membri del Centro sono troppo “pazzi” per essere genitori.

* Hanno avuto in intimità sessuali con i loro pazienti, hanno indotto pazienti a picchiare altri pazienti, hanno autorizzato persone non formate a condurre sessioni di terapia senza alcuna supervisione.
* I clienti sono stati incaricati di togliere la loro biancheria intima e di stare in una “posizione di stress” con le gambe piegate per ore.
* Sono state raccolte “donazioni” per migliaia di dollari dai singoli  pazienti per la costruzione di una palestra che il Centro non ha mai usato, così come per l’acquisto di un ranch con altri terapeuti in Arizona.
* I pazienti sono stati fatti a stare nudi  di fronte a gruppi, ai pazienti è stato ordinato di ispezionare i genitali di altri pazienti di fronte al gruppo.
* Ad un paziente di sesso maschile, che voleva tornare al college per studiare musica, piuttosto che lavorare come meccanico in un centro commerciale, è stato fatto indossare un pannolino, è stato costretto a dormire in una culla e mangiare alimenti per l’infanzia per otto settimane perché il suo terapeuta ha detto che quel paziente voleva vivere la sua vita come un bambino.

Timnick (1986), ha riferito che nel Centro “una volta comunità terapeutica alla moda”, le terapie legali erano  ”diventate più lunghe, più costose e più complesse” definendo questo “un caso di cattiva pratica della psicoterapia nella storia della California” (p. 3). Più di 100 ex pazienti ha presentato denunce di truffa, cattiva condotta sessuale e abusi. Cause civili si sono aperte per più di sei milioni di dollari per conto di ex pazienti (Timnick, 1987).

“Dr. Tim”.

 

A quaranta anni, divorziato, con licenza di psicologo clinico, ha sviluppato un seguito di adepti nel  1971, una parte dei quali esiste ancora anche se lui è morto da diversi anni. Il dottor Tim avuto clienti muoversi in casa sua. Essi pagavano una tassa mensile per la terapia più vitto e alloggio e Tim direva le loro vite. Il dottor Tim e la maggior parte dei suoi seguaci fuggirono all’estero insieme in uno stato orientale quando le spese legali sono state attribuite contro di lui, per accuse di aver abusato sessualmente di minori. Il gruppo ha vissuto in comunità per circa sette anni, fino agli esiti legali. Il gruppo so è spostato ancora, ritornando ad in uno stato occidentale.

Una volta sviluppato, il gruppo era costituito da una media di quaranta membri, tra cui alcuni bambini. C’era un giro d’affari durato tredici, durante il quale  il dottor Tim induceva i suoi membri che lasciandolo avrebbe causato loro il  condurre una vita di sofferenza mentale. I pazienti erano reclutati sostituzioni tra coloro che erano sofferenti. Lasciare il gruppo era difficile, in quanto il dottor Tim aveva invitato i più forti del gruppo a recuperare chiunque fosse un potenziale fuggiasco. Le persone che hanno cercato di lasciare apertamente erano fisicamente minacciate.

Il dottor Tim diceva ai suoi pazienti che era “una persona più illuminata di Gesù”  e che “aveva creato la terapia definitiva, combinando Freud, Zen, Yoga Kundalini, e LSD.” Egli insegnava a “ignorare il proprio ego.”

Nessuna critica o reclami erano tollerati da Tim, le critiche erano propinate come un  ”essere nella tua testa,” piuttosto che “nei vostri sentimenti.” Ogni sensazione veniva etichettata  come un  “essere nella vostra roba” e, quindi, come indicazione del disturbo mentale individuale.

In una sessione iniziale di terapia individuale il dottor Tim privatamente diagnosticava ogni nuovo membro come possessore di segni segreti di una grave malattia mentale (es. schizofrenia paranoica, maniaco-depressiva) e annunciava che solo lui poteva curare la sua persona.

Durante le terapie di gruppo i membri venivano umiliati e castigati da lui come “stupidi, stupidi e pazzi.” Fu detto che i loro genitori, in particolare le loro madri, avevano causato la loro malattia mentale e i pazienti dovevano “dissociarsi” da loro, ma non come fonte di denaro per la terapia. Tutte le telefonate che coinvolgono genitori erano furtivamente registrate e riprodotte in sedute di terapia di gruppo per dimostrare come i genitori erano dannosi per i pazienti.

La terapia includeva il cambio di una carriera intellettuale con un lavoro più umile e fisico, apparentemente “per conoscere il corpo, per avere esperienze Zen, e per imparare a sentire.” Sembra anche, però, che il dottor Tim utilizzasse i suoi pazienti come  servi in casa e per il suo cortile.
Inoltre, la quantità e la regolarità dell’uso di  LSD ha portato i seguaci a ridurre le proprie potenzialità lavorative. Inoltre, lavori a bassa retribuzione nei motel vicino a lui ha reso molto difficile per i “pazienti” accumulare denaro e fuggire dal gruppo. Il Dr. Tim aveva anche indottrinato i  membri a credere che il gruppo era la “famiglia” e gli amici di cui avevano bisogno. Dopo tutto, egli sosteneva, vivevano in una grande casa e avevano accesso alle auto, al sesso e alla terapia non disponibile altrove.
Il dottor Tim ha affermato che le famiglie erano dannose, ha rotto e ha impedito i matrimoni e ha fatto sì che i bambini fossero cresciuti dal “gruppo” e non dalle loro madri. Ha inoltre promosso i contatti omosessuali e eterosessuali. Egli ha permesso che maschi potessero avere quattro o cinque uomini vivendo in una camera da letto insieme e masturbandosi reciprocamente. Poi fece sì che con una pratica yoga  gli uomini, giacendo sul pavimento, riuscissero ad inserire un dito in bocca e il dito medio nel sedere di un altro uomo mentre lo stesso veniva fatto a loro. Durante la supervisione di queste sessioni, il dottor Tim pare avesse rimproverano gli uomini che erano sconcertati per la prescrizione. Il Dr. Tim aveva rapporti sessuali con molte donne, molti uomini, e alcune ragazze adolescenti i cui genitori erano single nel gruppo. Una bambina di nove anni riferì di essere stata chiusa nella sua stanza per oltre  tre anni con i membri del gruppo, dimenticando spesso il suo cibo perché erano stordita da droghe. Il Dr. Tim possedeva tutti i beni e le automobili dei suoi pazienti e spesso usava il  materiale che aveva imparato per sessioni di terapia individuale come leva per portare i pazienti a devolvergli  le proprie proprietà e possedimenti

.
Poco dopo essersi trasferito di nuovo sulla costa ovest degli Stati Uniti, un certo numero di seguaci scappò. Alcuni andarono alle autorità legali, solo per scoprire che il dottor Tim non aveva tenuto il suo rilascio di autorizzazioni o di assicurazione. Il dottor Tim è morto di cancro poco dopo il ritorno alla costa ovest. Un piccolo gruppo di suoi ex “pazienti” vivono ancora nei pressi di uno di loro e si incontrano per esaltare le virtù del loro leader e si chiedono perché le loro vite non hanno mai funzionato. La loro confusione continua 20 anni dopo che  il dottor Tim ha avviato il gruppo e che ha promesso una cura per liberarli. Ex membri sostengono che loro e il gruppo che ancora si aggrappa alla memoria del Dr. Tim sono stati danneggiati in maniera irreversibile.

 

 

Culti di terapia non professionale

La libertà sulla costa dell’est ha permesso lo  sviluppo di  due culti psicologici in Stati che non hanno leggi che regolano le pratiche psicologiche. Alcuni uomini al ritorno da detenzioni restrittive elaborarono terapie che portarono alla costruzione di comunità settarie. Un gruppo era basato sulla tecnica di  ”Primal Scream”, l’altro sulla terapia di attacco provocatorio di un tipo spesso etichettato come un programma “Synanon-clone”.
Un caso. Un uomo operava da un appartamento al secondo piano in un quartiere occupato metropolitano. Reclutava adepti dai bar nelle vicinanze, librerie e avvicinandosi a mense in cui erano presenti  uomini  e donne single, invitandoli a prendere un caffè e parlare con lui della sua “terapia”. A volte usava manifesti in cui venivano pubblicizzate conferenze gratuite sulla “psicologia del sesso, sulla psicologia in generale  e sulla solitudine.” La sua intelligenza di strada assieme al suo estro e al suo gergo procuravano una attenzione intensa e seduzione. Raccontava storie dettagliate in privato sulla sessualità ma le raccontava anche in pubblico,  in sessioni di gruppo, per dimostrare come era “addolorato e danneggiato” da ogni persona. Nel suo gruppo si pagava poco per incontri iniziali, ma nello stesso tempo elaborava costosi corsi “intensivi”. Radunò informazioni dettagliate sulla situazione patrimoniale di ogni persona, famiglia e contatti sociali.  Combinava le sue  informazioni con le proprie interpretazioni delle tecniche di Primal Scream per fa abbassare le difese dei suoi adepti e per renderli sempre più dipendenti da lui. Una quindicina di persone negli ultimi otto anni hanno speso il loro tempo libero con lui, frequentando i seminari e incontrandolo individualmente più volte alla settimana, e facendo affidamento su di lui per la maggior parte delle decisioni della vita. Diversi studenti universitari chiedevano denaro ai propri genitori per l’acquisto di “terapia” da lui. Chiedeva  che le sue prestazioni fossero pagate in contanti. C’è stato turn-over tra i seguaci, ma pochi erano stati presenti nel primo periodo in cui ha creato il gruppo.

Secondo caso. Il secondo gruppo è stato avviato da un comunicatore descritto come un borghese,  un uomo sulla quarantina che aveva imparato la terapia conflittuale di attacco durante un programma di riabilitazione dalla droga, che gli era stato somministrata durante il periodo di dentenzione.

La sua storia rivela un carattere disordinato di un uomo che, dopo aver lasciato il suo programma di riabilitazione dalla droga, ha visto i vantaggi economici di fornire “terapia” per difficoltà ad adulti occupati in uno stato al limite della legalità. Usando le sue tecniche di accoglienza e le modalità di controllo, ha “messo su bottega”. Inizialmente, ha attirato alcuni clienti dal bar e da un ristorante, poi ha chiesto  loro di reclutare  amici e parenti. Più tardi, ha iniziato  la collaborazione con uno psichiatra ed uno psicologo. Questi professionisti gli erano utili per creare un’aura di “scienza e credibilità” a quella che era la sua attività. I documenti legali (non citati qui per proteggere l’anonimato delle parti lese) hanno evidenziato che nessuno dei suoi pazienti è stato visitato e inviato ad un trattamento più appropriato medico o psicologico.
Per più di dieci anni ha controllato la vita di un gruppo di circa sessanta persone. Ai suoi ordini, questi seguaci hanno limitato le loro amicizie al gruppo, hanno reciso le relazioni con le loro famiglie di origine, hanno trascorso la maggior parte del loro tempo libero, vacanze comprese, con lui, e strutturato le loro vite dopo il suo diktat. Dirigeva gruppi di confronto, offriva consulenza individuale, supervisionava la vita sanitaria, finanziaria e sociale dei suoi “clienti”, e li induceva a trascorrere le proprie vacanze con lui.

Terzo caso. In un altro stato, un uomo abbandonato ha iniziato la  sua carriera in un culto composto principalmente da assistenti di volo delle linee aeree. Ha partecipato a molti incontri di formazione e si è sottoposto a  terapia personale. Egli ha letto molto sulla psicologia “innovativa” e si è sottoposto abilmente  a psicoterapie varie, interviste, tecniche interpretative e di mediazione. Ha frequentato ristoranti vicino ad un aeroporto locale sino a tarda notte. Con una tazza di caffè e il giornale della sera aveva avuto un approccio con una assistente di volo femminile che stava mangiando da sola, chiedendole di condividere la sua tavola. Le aveva spiegato che era un genitore premuroso per i suoi figli giovani che erano a casa con una baby-sitter, si informò sulla carriera della donna e della famiglia e fece una breve intervista di screening per individuare la solitudine, la vulnerabilità, la fiducia nelle donna. Non le fece offerte sessuali, ma mentre la donna stava terminando il suo pasto scrisse il suo indirizzo e numero di telefono su una scheda e le disse: “Domani sera incontrerò alcuni amici. Parlerò di alcune riflessioni sulla psicologia con loro. Sei invitata, se vuoi.” Egli poi aveva indotto un certo numero di donne a trasferirsi nella sua grande casa, dalle quali faceva pagare l’affitto, si faceva fare donazioni “per il gruppo” e per le lezioni e le consulenze psicologiche che lui offriva. Alla fine ha indotto il suo gruppo di  ”pazienti”, che egli consigliava intensamente, a limitare la loro vita sociale al gruppo ed evitare vecchi amici, parenti e amanti. Ha incontrato singolarmente con ogni donna, ripetutamente per “analizzare” le sue esperienze passate negative e sviluppare un intenso rapporto di “transfert”, in cui era in grado di ottenere una dipendenza sempre più forte da lui. Nel tempo è riuscito ad organizzare un giro d’affari tra gli  iscritti, ed anche a sviluppare una rete di seguaci donne che avevano l’onore di diventare le sue amanti, baby-sitter e governanti. Le donne più alla periferia venivano sottoposte a un’intensa “analisi” mediante sessioni in cui interpretava le loro motivazioni e cercava di evocare intense “esperienze catartiche”. Coloro che si spostano più vicine a lui sostituivano man mano  quelle che si allontanavano.

Quarto caso. Ancora un altro gruppo cultuale è stato attivato circa otto anni fa da Ray, un uomo senza titoli di studio. Ha mantenuto un gruppo di una media di circa 30 membri in tutto quel periodo. Una parte importante di questi seguaci sono psicologi e laureati in psicologia in fase di tirocinio. Ray attrae questi professionisti attraverso annunci per seminari sullo sviluppo del potenziale umano. Egli afferma che insegnerà loro come “unire, trasformare, e coniugare le proprie esperienza di vita”. Egli sostiene di offrire i suoi servizi in maniera “completamente gratuita”, e che “insegnerà a realizzare i propri sogni, perché l’universo è a portata di mano”. Vende corsi di formazione di base di tre settimane, di solito in località di vacanza attraente, in cui promette modi per “ricreare continuamente se stessi, essere liberi acquisire il tutto in modo gratuito.” Ricoprendo queste abilità personali “nascoste” di ciascuno, promette ai partecipanti di renderli terapeuti e persone più libere.
Ray recluta selettivamente alcuni partecipanti dei seminari chiedendo loro di trasferirsi a casa sua vicino a una grande città, dove egli afferma che si “trasformeranno, alleneranno, impareranno ad arrendersi, ad essere in servizio, e ad abbattere le loro difese, ad affidarsi”. Abbastanza importante, ha messo su un “fondo finanziario libero” a cui seguaci sono chiamati a contribuire “solo con contanti, niente assegni o carte di credito”.
Quando i suoi seguaci si trasferiscono da lui, Ray dice loro che sono “perdenti, che devono rinunciare alla propria vita per lui e che egli è la loro guida, il loro Maestro”. Poiché la maggior parte sono professionisti e provengono da altri stati, spesso hanno difficoltà a trovare lavoro a causa di problemi di licenza e di altro genere. Così, la maggior parte è costretta ad accettare lavori a bassa retribuzione o di prendere in prestito denaro al fine di partecipare ai servizi offerti di Ray.

I seguaci che non mostrano una costante attività vengono considerati da Ray come perdenti e vengono messi da parte a svolgere ”trattamenti” degradanti. Queste persone riferiscono che mentre erano nel gruppo erano depressi, demoralizzati, e cronicamente ansiosi rispetto a come “essere”. La loro autostima è stata schiacciato e si sentivano dipendenti, sbagliati e cercavano ansiosamente di comportarsi come Ray avrebbe voluto. L’atmosfera prevalente del gruppo è stato un contrasto tra alta tensione prodotta da Ray e la dipendenza indotta. Ex seguaci descrivono come Ray che sembra essere la più innocente, la più tenera persona, è l’uomo più spietato che abbiano mai incontrato. Ripete ai suoi seguaci di “ricreare loro stessi, per mezzo di una trasformazione, fusione con quella esperienza che egli permette loro di avere”.
Uno psicologo esperto sulla quarantina d’anni ha trascorso diversi anni con il gruppo, mentre lavorava in una clinica di tutto rispetto. Egli ha osservato: “In qualche modo quando ero intorno a lui, ho perso il mio senso di sé, ho perso tutta la mia conoscenza, tutte le mie capacità diagnostiche non sono riuscito a riconoscere uno psicopatico brillante aveva il controllo su di me.” Il gruppo continua a crescere e Ray ha ora  dato vita a due grossi gruppi di seguaci.

Osservazioni conclusive

I gruppi segnalati qui, sia se creati da terapeuti formati sia da non professionisti, nascono assumendo molteplici ruoli e portano tutti i leader ad esercitare un controllo sulla vita dei cosiddetti pazienti-seguaci. I leader di questi culti di psicoterapia sembrano corrotti e utilizzando liberamente nozioni di psicologia e popolar-psicologia fanno affermazioni senza limiti, acquisendo poteri e competenze personali. Così essi denigrano i genitori dei loro pazienti, il matrimonio e l’unità familiare ed esaltano l’espressione cruda dei “sentimenti” ritenendo l’intelletto e la ragione come ostacoli alla crescita personale.
Alcuni leader, ma non tutti, hanno ampiamente promulgato la nozione di “uscire di testa” e, di conseguenza, avevano seguaci  tecnici o professionisti del settore. In molti casi, la perdita di controllo assieme a quella del proprio patrimonio economico ha reso sempre più dipendenti i seguaci dal proprio leader.
La personalità, i tratti del carattere, e la viva fantasia dei leader di questi gruppi settari sembrano dirigere l’intero percorso di un particolare gruppo. Diversi leader esagitati o psicopatici, per esempio, hanno creato gruppi che sono in continua attività. In un caso un leader ha chiesto ad un  suo seguace di spostare la sua residenza 25 volte in due mesi. In altri casi, come ad esempio nelle sessioni di gruppo sull’omosessualità del Dr. Tim, il leader lentamente disinibiva  i suoi membri al fine di persuaderli ad accettare comportamenti e valori che permettevano a lui di vivere le sue fantasie, come ad esempio essere una persona potente, essere al di sopra della legge, indulgere in atti sessuali sfrenati, etc. Temerlin & Temerlin nei loro primi lavori hanno evidenziato come alcuni terapeuti formati funzionassero come leader di setta (Temerlin & Temerlin, 1982, 1986) ed hanno identificato le principali caratteristiche dei culti di psicoterapia. Essi hanno scritto:

Gli psicoterapeuti con caratteristiche di tipo carismatico possono così manipolare la relazione terapeutica creando dei gruppi di persone che funzionano in maniera molto simile ai culti religiosi distruttivi. Le tecniche usate da questo tipo di  terapisti sono caratterizzate da:  a) aumento della dipendenza, b) aumento dell’isolamento, c) riduzione della capacità di pensiero critico, e d) scoraggiamento dell’interruzione della terapia. (Temerlin & Temerlin, 1986, p. 234)

Altre ricerche successive, riportate in bibliografia, di Temerlin Temerlin hanno portato ad altre scoperte di culti di psicoterapia creati da non professionisti. Come per altri tipi di sette, i culti di  psicoterapia tendono ad impiegare programmi coordinati di influenza, di sfruttamento e di controllo del comportamento al fine di soggiogare i membri alle esigenze e ai desideri dei dirigenti. Questi gruppi ben illustrano i processi che caratterizzano un programma di riforma del pensiero, e mostrano chiaramente come i leader attaccano e minare il senso di sé dei seguaci, così privandoli della capacità di autonomia del  giudizio e della elaborazione dell’informazione sul mondo e su se stessi.

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Acknowledgements

We are grateful to Jane Temerlin, M.S.W., wife and colleague of the late Dr. Maurice Temerlin, for her assistance in completing this manuscript, which meant so much to her husband.

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Margaret Thaler Singer, Ph.D ., Adjunct Professor of Psychology at the University of California, Berkeley, passed away in 2003.

Maurice K. Temerlin, Ph.D., before his death in 1988, had been in private practice in Oklahoma City.

Michael D. Langone, Ph.D. is Editor of the Cultic Studies Journal and Executive Director of the ICSA .

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Cultic Studies Journal, Vol. 7 No. 2 1990
This article is an electronic version of an article originally published in Cultic Studies Journal, 1990, Volume 7, Number 2, pages 101-125.

http://www.freeminds.org/psychology/cults/psychotherapy-cults.html

 

Margaret Thaler Singer, Ph.D.

Professore emerito di psicologia presso la Berkelev, Università della California. Muore il 23 Novembre 2003, all’età di 82 anni.

Durante la sua attività ha tenuto conferenze in tutto il mondo e ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il premioHopheimer nel 1966 dall’American College of Psychiatrist e la Stanley Dean R. e quello per la ricerca in schizofrenia nel 1972 dalla American College of Psychiatrists .

La Singer ha prodotto ricerche innovative sul lavaggio del cervello dei soldati americani catturati durante la guerra di Corea, e spesso è stata nominata da avvocati come testimone esperto o anche contattata dai mezzi di informazione per il commento su casi di alto profilo, tra cui il Tempio del Popolo e il suicidio di massa a Jonestown, nella Guyana. Inoltre si è occupata della ricerca del Hillside Strangler a Los Angeles, e quella su Branch Davidian e del culto Porta del Cielo. Nel corso degli anni, ha intervistato più di 4.000 membri di sette, tra cui Charles Manson e molti dei suoi seguaci.

 

Traduzione libera di Lorita Tinelli ©

 

 

 

Di Kjell Totland, psicologo

(questo articolo (1) è pubblicato su “Kirke og Kultur” vol. 4-98, p. 355-368 Norvegia)

Nella discussione su cosa sia problematico nelle sette religiose, l’attenzione è perlopiù concentrata su come le sette differiscano dalle comunità religiose non settarie, ma un piccolo interesse è rivolto anche a ciò che hanno in comune. L’autore pensa che vi siano una buona quantità di similitudini quando vengono considerati gli atteggiamenti degli individui coinvolti. A fini semplificativi, l’autore afferma che gli “atteggiamenti egocentrici” come fenomeno di osservazione, possono essere riscontrati nei seguaci di tutti i credi religiosi e a vari livelli. L’autore presenta anche degli esempi rilevanti di similarità tra il punto di vista autoritario nell’educazione dei bambini ed i modelli simili espressi nei legami religiosi.

Come può essere definito il termine setta?

Tradizionalmente si distinguono le sette dalle comunità non settarie, dal momento in cui si prendono in considerazione le dinamiche interne con tratti settari. La ragione basilare di questa differenziazione porta all’identificazione di alcune comunità religiose come una potenziale minaccia. Fino ad un certo punto sono d’accordo con questo punto di vista. Tuttavia categorizzare in questo modo presenta un po’ di problemi.

In prima istanza si assume che specifiche comunità religiose siano settarie. Beckford (1975) afferma che ci sono solo delle differenze di grado tra sette e non-sette. Beckford inoltre suggerisce che una serie di criteri specifici potrebbero essere adottati, criteri che si collegano a vari gruppi religiosi e che possono formare una base per ricerche oggettive e discussioni fondate.

Parallelamente possiamo considerare la definizione della parola psicopatico: tradizionalmente dovevamo descrivere una persona come psicopatica o no. Ed è comunemente accettato che era corretto mantenere questa distinzione perché era importante enfatizzare l’esistenza di tratti di personalità descrittive degli psicopatici. Tuttavia, il termine psicopatico è stato gradualmente sostituito dal termine “sociopatico” perché m dietro il termine “psicopatico” vi era una diagnosi di tipo distruttivo ed era invece necessario focalizzarsi sull’abilità individuale del soggetto, che gli permetteva di essere funzionale nel suo ambiente sociale. Oggi noi affermiamo che gli individui possono, in grado maggiore o minore, mostrare delle tendenze psicopatiche,  e che tutti gli esseri umani in una o più forme nel corso della loro vita potrebbero mostrare comportamenti psicopatici o utilizzare dei meccanismi psicopatici, e che il termine psicopatico può solo essere impiegato quando questi tratti e strategie sono osservabili da criteri definiti.

Gli altri miei commenti seguiranno la definizione che preventivamente ho usato sull’interpretazione del termine psicopatico.

Creando una demarcazione tra la definizione di sette e di non-sette, possiamo anche differenziare potere e controllo in relazione alle nostre stesse credenze, così da causare una chiusura piuttosto che l’ascolto e l’apprendimento da ogni altro individuo. Forse una persona si sente a disagio nel gruppo scelto, che non sempre rappresenta la “vera e reale verità” e che altri gruppi “divergenti” possono rappresentare anche qualcosa di positivo. Anziché perseverare su questi punti di diversità, la comunità settaria chiuderà i confini nella sua identità. In questo modo qualunque potenziale minaccia da altri movimenti di pensiero è eliminata.

In aggiunta il principio base è statico e non viene considerato: a) che gli esseri umani differiscono: due persone possono essere membri di una comunità religiosa particolare ma solo uno può avere un’attitudine settaria; b) oltre un dato periodo di tempo la comunità religiosa può modificare o cambiare il punto di vista, oppure l’opinione sociale di cosa è settario può cambiare. Come esempio possiamo prendere la parola “dissidente” che ha una connotazione negativa, c) da paese a paese o da posto a posto; o d) cosa il gruppo religioso insegna, cosa il singolo membro interpreta, o cosa il singolo membro crede in quel dato momento ed i segnali dati in interazione formale o informale.

Non vi è un accordo definito su ciò che di base renda setta una comunità religiosa.

A) La definizione formale afferma che una setta è un gruppo dissidente che viene fuori da una religione. (rif. Aschehoug e Gyldendal, 1986). Comunque non tutte le comunità religiose che sono definite sette rientrano nella categoria. Occorre tenere a mente che secondo questa definizione i cristiani ortodossi sono stati considerati originariamente una setta allorché si liberarono dall’ebraismo, in quanto gli ebrei hanno disubbidito al volere di Dio.

B) La definizione più accettabile di setta è: un piccolo gruppo di persone che vivono pressoché isolati ed hanno dei propri interessi religiosi e proprie pratiche.

C) Altri possono interpretare le sette come tutto ciò che è inserito nella categoria delle “nuove comunità religiose”.

D) Ci sono coloro che hanno tentato di definire le sette attraverso l’elencazione di specifiche caratteristiche comuni- per esempio quelle definite da Lavik (1985) e Ulland (1995). Le caratteristiche più significative sono state il controllo ambientale, intellettuale ed emozionale, standardizzazione, perfezionismo, leadership carismatica, categorizzazione dell’individuo, ecc.. Avere specifici criteri significa avere un approccio più serio. Ma vi sono difficoltà circa questi criteri.

Uno dei risultatati di ciò è che si può provare che un particolare gruppo è una setta nel seguente modo: per prima cosa un certo gruppo che è considerato settario è selezionato, ed in seguito il gruppo viene descritto in termini settari riferendosi ad uno specifico set di criteri e si estrapola in conclusione che la comunità religiosa in questione è una setta.  Con metodi simili è facile provare che una setta usi il “lavaggio del cervello”.

E) E’ conoscenza comune che le sette fanno a pezzi i principi umanistici della nostra società, per esempio quelli della Commissione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, essendo queste (le sette) autoritarie, patologiche, anti-democratiche, abusive, o che minano i principi di rispetto ed eguaglianza (un punto di vista che ho sostenuto).

F) Altri equiparano il settarismo alle false dottrine (due idee che possono essere prese separatamente). In Norvegia dove il Luteranesimo è religione di Stato c’è stata la pratica di definire sette in base a dei gradi da cui si differisce dalla dottrina accettata: 1) il vero credente che accetta gli insegnamenti di Lutero 2) comunità indipendenti che aderiscono a credo differenti, ma che non sono considerati dei non-cristiani, 3) sette, che si sono mosse molto lontano dagli insegnamenti cristiani cosicché sono considerati non- cristiani nelle caratteristiche e 4) culti, le cui idee sono definitivamente fuori dai modelli accettati, ed in aggiunta posseggono degli elementi distruttivi come l’isolamento, forme di abuso, ecc.. Johannesen (1991) afferma quanto segue (p.190): la parola culto può avere vari significati, ma spesso si fa differenza tra il termine “setta”, che comprende un gruppo entro un contesto cristiano, e “culto” che non è incluso in questa definizione. Hoekema (1972) distingue tra vere e false sette affermando che le sette vere hanno rotto i legami con la chiesa madre, ma mantengono il rispetto per quella comunità religiosa. Le false sette, al contrario, sono caratterizzate da : 1) ipervalutazione di se stessi, 2) rendere importante cose non essenziali e viceversa, 3) focalizzazione sul perfezionismo, 4) rottura dei legami dalla base cristiana e dai suoi insegnamenti, 5) utilizzazione di un’autorità scritta che non è la Bibbia, 6) trascuratezza della giustificazione di misericordia, 7) minimizzazione di Cristo, 8) rivendicazione che il solo particolare gruppo di membri può essere salvato e 9) affermare che loro (gruppo) avranno un ruolo centrale nel “giorno del giudizio”.

G) Occasionalmente le parole sette e culto sono usate in maniera interscambiabile, per es. Hoekema usa la parola culto per i Mormoni, gli “Scientist cristiani”, cosa che non viene fatta in Norvegia.

Un esempio di come si possa fraintendere quando non vi è un significato universale della parola setta venne illustrato dalla rivista “Vi Menn” dove si sosteneva che i Pentecostali fossero una setta , che subito dopo (in seguito alle reazioni dei lettori), nell’uscita 35/95, dovette ritrattare.

Secondo me è corretto identificare le comunità religiose ed i gruppi come sette quando vanno contro i princìpi umani di base come il rispetto e l’uguaglianza. Gli esseri umani sono tali quando si prendono la responsabilità di informare gli altri degli elementi distruttivi e minacciosi che esistono nella nostra cultura, quando questi esistono.

Occorre tenere a mente che il settarismo è qualcosa che non può essere trovato in tutti i contesti religiosi. Per chiarire questa differenza voglio usare il termine 16 comportamenti religiosi settari.

La mia definizione di setta religiosa sarà quella che concerne una comunità religiosa, o gruppi religiosi, che presentano punti di vista o idee che sono chiaramente in opposizione ai princìpi base di rispetto e uguaglianza. Questi comportamenti possono essere chiaramente espressi sia dalle congregazioni sia dalle posizioni di leadership. Ma in pratica è molto difficile (se non impossibile) affermare categoricamente quando una non-setta diviene una setta, o viceversa. Secondo me è piuttosto usuale trovare che su un livello individuale si trovi gente in una non- setta con punti di vista che sono molto estremi rispetto ai membri di una setta comparabile. Possiamo concludere che la differenza tra sette e non-sette porta a discutere su due variazioni aperte ad interpretazioni flessibili ma ad un certo punto sovrapponibili.

Comportamenti egocentrici nelle comunità religiose

Trovare una definizione accettabile degli insegnamenti settari è abbastanza difficile, considerando il fatto che il concetto può essere collegato a molte idee simili che sono particolarmente non chiare o possibilmente sovrapponibili. I termini che possono essere applicati sono autoritario, egocentrico, esclusivo, fondamentalista, fanatico, fascista, distruttivo, indottrinante, dogmatico, assoluto, totalitario, estremo e cultista. Fra queste caratteristiche voglio enfatizzare  i comportamenti egocentrici che sono la base per altri punti di vista settari collegati. Nella seguente presentazione elaborerò questi ultimi. Esempi di egocentrismo nelle comunità religiose possono indicare come le non-sette possono divenire sette quando questi comportamenti sono rinforzati e diventano accettati come insegnamento corrente.

  1. Ipervalutazione della propria posizione

Qualcuno considera se stesso o l’organizzazione come “scelto da Dio”, come un individuo che Dio sceglie per illuminare le persone su ciò che Dio realmente significa, e coloro i quali sono fuori da queste organizzazioni sono considerati il problema e non la soluzione. Nelle sette, questo modo di ragionare diventa parte dell’insegnamento religioso, e l’organizzazione significa essere migliori delle altre persone.

  1. Competizione attiva per provare quale gruppo Dio ha scelto

Quando l’enfasi è posta sull’essere importanti diventa essenziale mostrare di quali tratti la comunità scelta è in possesso del provare che essa (la comunità) ha una relazione esclusiva con Dio. Ciò può essere reso indirettamente e direttamente. Lo si può affermare in questo modo: Dio ha parlato con me, Dio si è mostrato a me, o Dio si è rivelato a me. Oppure in maniera indiretta: tardamente ho veramente compreso cosa sia la misericordia o: sono diventato molto più consapevole di come senza aiuto e dipendente io sono con Dio. Nelle sette ciò può essere espresso dai capi che dicono in chiari termini che lui/lei hanno una relazione speciale con Dio, anche sostenendo che Dio parla con la congregazione attraverso lui/lei.

  1. Enfatizzare il proprio successo

Quando qualcuno esibisce tratti egocentrici può essere sbagliato dire che sia debole. Un individuo enfatizza come sia disciplinato esercitandosi nella devozione religiosa, come pieno di fede legge la Bibbia, come desiderosamente passi alla parola buona ecc.. Discutere materialmente aspetti del proprio carattere, mostrare punti di vista inconsistenti, ammettere fallimenti reali è più sconveniente. Ciò è dimostrato nelle sette da “capi esemplari”, sottolineando come si può imparare seguendo il buon esempio. I capi possono essere anche presentati come perfetti, divini, ecc..

 

 

  1. Focalizzarsi sulla qualità visive mostranti valore intrinseco

Il criterio per il valore intrinseco può essere a) avere “disciplina spirituale”, b) che nell’apparire si può dare l’impressione di una mancanza di correttezza spirituale, c) che si osservano i capi “accettati”, d) che si è ben informati sul gruppo e sull’uso della lingua e la si utilizza in maniera appropriata, o e) ci si è sposati con qualcuno che fa dei lavori spirituali. L’ultimo aspetto di questi criteri è che l’enfasi è posta sugli esseri individuali presi come esempio e che l’identità è basata su feedback positivi. Nelle sette il movimento di pensiero può essere 1) pensare ossessivamente “Dò una buona impressione?” “Sono un buon rappresentante per le persone scelte da Dio?” o “C’è qualcosa in me che fa di me qualcuno che ha scarse probabilità di vittoria?” 2) una setta rigida di regole per comportamenti corretti o 3) le ragioni per l’esclusione sono basate dall’inosservanza dei “comportamenti accettati”.

 

  1. Cultura della leadership spirituale

Coloro i quali non possono vantarsi della loro importanza, successo, o che non hanno una relazione con Dio, sostituiranno questa mancanza ammirando coloro i quali hanno questo status, menzionandoli di frequente, citando le loro opinioni, comprando le loro pubblicazioni, sperando di essere notati da loro, ecc.. Questo avviene nelle sette dove c’è un leader carismatico. Non è impossibile per un leader della setta domandare adulazione dove essi possono impiegare varie forme di abuso per assicurare questo tipo di controllo.

  1. Iper-enfasi su mete ed efficacia

Quando si è nella posizione di essere scelti per vedere il piano segreto di Dio, è necessario non perdere tempo per poterlo mettere in atto. Tutte le attività e le energie devono essere centrate sulla meta finale e sullo speciale incarico di cui si è stati investiti. Comportamenti che vengono fatti con spontaneità, rinunce e pigrizia sono disapprovati e vengono eliminati. Coloro che cercano queste condizioni inaccettabili sono esclusi dal gruppo elitario ma possono partecipare ad un livello più basso. Nelle sette spesso le sanzioni sono più drammatiche. L’individuo che è contrario all’essere indottrinato totalmente e aderisce alla disciplina può rischiare l’ira di Dio, la dannazione, l’esclusione o l’isolamento.

Un altro aspetto è l’enfasi su lato “spirituale” di un individuo piuttosto che la focalizzazione sull’ “intero essere umano”. Prendere in considerazione il background dell’individuo, le potenzialità, i bisogni emotivi o fisici, la curiosità intellettuale, lo status economico e sociale e altri fattori che possono causare l’allontanamento dalla meta viene di molto sminuito. Il risultato è un sistema fondato su piccole basi ma che alla lunga può causare problemi psicologici. Ciò è osservabile nelle sette quando la famiglia, gli amici, l’educazione, gli attaccamento emotivi sono fuori dalla setta stessa.

Un altro aspetto è la paura dell’ambivalenza, contraddizione ed insicurezza in se stessi o negli altri. C’è anche un piccolo margine di interpretazione della dottrina dall’essere aperti di mente ed intellettualmente curiosi. Nelle sette ciò è enfatizzato dai capi che affermano che ognuno serve Dio volentieri, e ognuno ha un’interpretazione comune di cosa Dio pensi e cosa Egli insegna, e che coloro i quali sono in disaccordo saranno “persuasi” a cambiare i loro pensieri, o se non serve, a essere definiti “ribelli” o “anti-conformisti”.

  1. Una emotiva o positiva rivelazione che per un individuo diventa dogma e porta tutti nel gruppo

L’unica esperienza che un individuo può avere, o il modo in cui essa avviene bisogna che venga rivissuta dagli altri seguaci. Come risultato si può assumere che una conversione religiosa può seguire un solo modello. Questo è un tipico modo di pensare quando si avvertono sentimenti positivi come risultato di un’esperienza religiosa. Ma può essere visto anche in relazione al glorificare persone usando i “giusti” metodi, o per paura della diversità e che qualcuno professante altre visioni si distacchi e crei caos. Nelle sette alcune idee possono divenire dottrine a causa dell’enfatizzare fortemente la via seguita dal leader e che questi passi siano giusti da seguire.

 

  1. Il pensiero del gruppo

Questo modo di pensare è evidente quando una comunità considera se stessa superiore agli altri. Gli altri gruppi sono “tollerati”, si “simpatizza” per coloro i quali non hanno visto la luce, e si prega affinché Dio nella Sua misericordia dimenticherà e offrirà loro salvezza. Si può anche separare le persone in due categorie, i “numeri uno della squadra” ed i “secondi” in base a  a) coloro che hanno ricevuto una chiamata personale e coloro che non l’hanno ricevuta; b) coloro che sono “veri seguaci” e chi è soltanto un “cristiano ordinario”; c) coloro che hanno ricevuto “messaggi diretti” da Dio e chi non li ha ricevuti; d) coloro che conoscono la grazia di Dio e) coloro che sono stati investiti dallo Spirito Santo in contrasto con chi non ha avuto tale esperienza; f) coloro che danno la “giusta” interpretazione della Bibbia e coloro che non la danno. Mi auguro di non rendere l’idea che tutti coloro i quali la pensano in questa maniera siano necessariamente egocentrici. Ma ciò descrive un tipo di teologia che è veramente adatta ad individui che sono egocentrici e che hanno uno specifico bisogno di verificare la loro mancata separazione ed esclusività. Nelle sette si vedono esempi di pensiero di gruppo quando si dice che gli “altri” sono scarsamente “accettati o salvati” o quando la salvezza è associata all’aggregazione o alla leadership.

  1. Eguagliare il valore di una persona e la posizione

Nelle comunità religiose che hanno una gerarchia non è inusuale per un individuo godere di uno status specifico in relazione a come egli sia posizionato nel sistema o a quanta responsabilità ha. In altre parole si eguaglia il valore della persona alla sua posizione. I sistemi che hanno una gerarchia piuttosto che un’organizzazione “fissa” servono ad attrarre persone che hanno bisogno di sentimenti esclusivi e separati. Questo è abbastanza evidente nella setta dove vi è una chiara separazione tra ”capo” e “seguaci”.

  1. La mancanza o la ritrosia nel vedere la realtà e la propria interpretazione della realtà devono logicamente essere due differenti fenomeni

In psicologia c’è una teoria chiamata “equivoco ego-sintonico” (Watzlawick 1976). Ciò appare negli individui che sono incapaci di vedere qualcosa in maniera oggettiva e la loro stessa interpretazione della situazione dà a questa esperienza una base ideologica. Questo movimento di pensiero è osservabile in tutte le religioni. Alcuni possono affermare che io conosco cosa è scritto nella Bibbia, non lo interpreto, o non ci sono motivi di equivoci, ma solo restare fedele a ciò che è scritto nella Bibbia, quando vengono fuori edizioni controverse o complesse. Altri hanno anche pensieri categorici e vedono ciò come la chiara missione di vita, informando il resto del mondo su ciò che hanno “visto” senza vedere se il resto del mondo è interessato o meno. Wormnes (1981 p.189) afferma che i comportamenti ego-sintonici possono essere permessi per sviluppare le religioni rigide poiché tolleranza e rispetto per altri modi di pensare e di vedere la realtà non sono prevalenti. In queste comunità tutto ciò che è differente diviene una minaccia e deve essere eliminato e varie tecniche verranno utilizzate per mantenere consistenza e stabilità.

 

11. Pensiero morale

La morale è un’arma da usare verso un individuo o un gruppo quando il loro comportamento è stato considerato inaccettabile. Ciò può avvenire nel seguente modo: b) l’assunto è che le azioni di qualcuno siano motivate da egoismo; c) le azioni sono premeditate e deliberate c) nessuno è interessato del perché ci si comporti in una data maniera (ragioni dovute alla genetica o alla personalità) o altri fattori che spiegano il suo comportamento e possiamo spiegare perché una persona si comporti in una particolare e significativa maniera per soddisfare i suoi bisogni. Questo modo di comportarsi può essere familiare per chi è fuori dalla situazione settaria. Nelle sette chi è “fuori” (spesso riferito al mondo) è presentato come eretico e satanico che non fa sforzo alcuno per cambiare.

Comportamenti autoritari

Le convinzioni egocentriche sono, secondo me, una caratteristica base delle sette e la ragione per la mancanza di rispetto e uguaglianza trovate in tutte le relazioni religiose, più sicuramente nelle sette religiose. Sono anche la base per vari altri comportamenti, per esempio la condotta autoritaria.

Voglio mettere in evidenza che il comportamento autoritario o egocentrico non è dato da qualcosa che è trovato esclusivamente nelle comunità religiose, ma esiste nella società in quanto tale. Per illustrare ciò presenterò un confronto del comportamento autoritario sia come viene impiegato nell’educazione dei bambini, sia nelle comunità religiose.

  1. Fini

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Educazione autoritaria                                                             Comunità religiose autoritarie

Gli adulti non hanno specifici fini                                           Non ci sono specifici fini eccetto

eccetto ottenere “pace e quiete”.                                           mantenere lo “status quo”.

(rif. Hans e Fritz)

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Il fine è essere ammirato e avere una                                     Il fine è potere, influenza e ammirazione

“buona reputazione”.                                                               dalla massa e società come tale.

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Il fine è l’auto-realizzazione attraverso                                   Il fine è adempiere alla propria chiamata

la propria discendenza.                                                         attraverso la congregazione

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  1. Comportamenti

Educazione autoritaria                                                     Comunità religiose autoritarie

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Gli adulti hanno già deciso il percorso                                      Lo slogan è: Venire come se stessi e

della vita dei bambini.                                                              diventare come noi. C’è un obiettivo definito

per tutti i membri.

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Gli adulti sono motivati da sentimenti di obbligo                       Il riferimento è dato dalla chiamata di Dio

e ancor più, dai princìpi.                                                           le leggi di Dio, e regole formali ed informali.

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Gli adulti sono primariamente interessati al                               L’enfasi è sui fattori esterni che danno comportamento dei bambini.                                                     una buona impressione e attestano uno

sviluppo positivo.

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Gli adulti mostrano pochi interessi legati                                 L’interazione del capo con la congregazione

al contatto con il bambino.                                                       è primariamente un movimento strategico

e non ha altro valore.

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L’adulto non è preoccupato delle altre abilità                            L’enfasi è posta sulla rimozione dei tratti

che il bambino possiede.                                                           negativi che i membri possono avere. I

feedback positivi vengono dal gruppo.

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Gli adulti mostrano poco interesse per i                                            C’è poco interesse su come i membri

sentimenti e le emozioni dei bambini.                                               realmente vivono la situazione.

Gli adulti disapprovano un bambino che si                                          I capi sono gli unici che decidono i passi

sviluppi sui propri passi.                        di sviluppo, non vi è considerazione                                                                                                                               .                                                                                                          dello sviluppo individuale.

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Gli adulti hanno un problema nell’accettare                                          L’obbedienza deve essere rispettata il

il modo di imparare di un bambino per ottenere                                   più presto possibile. Dubbi o incertezze

buon risultato. “Coloro che si smarriscono                                           sono considerate negative. Ogni forma

devono pagare”.                                                                               di opposizione è punita con sanzioni.

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  1. Metodi

Educazione autoritaria                                                       Comunità religiose autoritarie

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Gli adulti non permettono domande                                                  I capi hanno ricevuto la loro

critiche sull’educazione dei bambini.                                                 chiamata direttamente da Dio. Il

criticismo dei seguaci nella gerarchia

è impossibile.

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Gli adulti di solito parlano ai bambini e                                         C’è poco dialogo e la comunicazione

non con loro.                                                                                è un modo per relazionare etica e

morale.

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Gli adulti usano loro stessi come punto                                               I capi che sono stati “chiamati” sono

di riferimento. Ricorda chi sono, quale tipo di                                      un punto focale e di riferimento per

comportamento non sarà tollerato in casa mia.                                   motivare i seguaci.

Gli adulti ricorrono alla paura ed alla coercizione                                 La dannazione della paura di Dio,

piuttosto che alla cooperazione.                                                          esclusione ed isolamento sono

fattori comuni per rinforzare

l’adesione.

 

Conclusioni

Secondo me, sia “l’educazione autoritaria” che “le comunità religiose autoritarie” esprimono un bisogno di coltivare noi stessi e di dominare e controllare le altre persone. Questi comportamenti settari possono essere visti sia nelle comunità religiose sia in quelle non religiose. Queste possono essere spesso ingegnose. Possono, in maggiore o minore grado, influenzare un ambiente sociale attraverso norme formali o informali. E negli ambienti religiosi questi comportamenti possono più o meno essere espressi come una parte degli insegnamenti accettati.

L’enfasi viene focalizzata solitamente sul tipo di comportamenti presenti nelle sette e come loro possono influenzare una persona psicologicamente e come celino cosa accade realmente. Comunque poca attenzione viene data a questi fattori quando si considerano le non- sette. Ma questi comportamenti sono piuttosto comuni e la differenza tra sette e non-sette è forse minima rispetto a quello che possiamo pensare. Come esempio possiamo esaminare alcuni meccanismi celati che possono essere trovati in congregazioni religiose “ordinarie” ( e molti di questi esistono anche nei gruppi settari).

a) Si enfatizza l’essere un membro accettato di un gruppo, che segue “l’insegnamento corretto” e appartiene ad una maggioranza religiosa e perciò merita rispetto nella società;

b) l’impressione esteriore che si da è l’obbligo primario;

c) onestà, spontaneità, rispetto, sincerità e ascolto attivo vengono cambiati in comportamenti inibiti, superficialità, manipolazione, presa di posizione, ecc.;

d) in teoria c’è una buona spinta all’eguaglianza, ma nella realtà si piace essere al centro;

e) si nasconde il proprio punto di vista attraverso la tecnica della ridefinizione, per esempio dicendo che ci si aspetta “solo” rispetto ma in realtà si domanda obbedienza;

f) si cerca di eliminare il passato;

g) falsa sincerità. Il tempo è speso in valutazioni, discussioni critiche e nel sottolineare come si sia “aperti di mente”, ma il criticismo viene in effetti trascurato;

h) i cambiamenti superficiali possono essere attuati ma le idee di fondo e le convinzioni rimangono le stesse;

i) molto tempo è dedicato all’ascolto dei commenti degli altri, alla discussione delle loro osservazioni, ma sempre con la precauzione di non rivelare i propri pensieri (es. hai qualcos’altro da dire?)

j) il focus è posto sulla “guerra contro le sette” perché nessuno sia sospettato nell’avere questi stessi comportamenti;

k) quanto più gli individui si posizionano in alto tanto più mostrano una mancanza di rispetto e di eguaglianza. Le azioni delle persone in questione vengono giustificate  sostenendo che “le loro azioni sono buone”, che loro sono strapazzati, pressati all’esterno, tentazioni a cui è difficile resistere, abilità di parlare pubblicamente, e così via. I problemi devono essere fronteggiati ed i membri devono non “provocare agitazione” per la buona reputazione della congregazione e le possibilità di espansione. Si persegue il principio del “fine giustifica i mezzi”.

A queste “forme di manipolazione” può essere sensibile un seguace che già incontra comportamenti settari nella nostra cultura, ed è qualcosa che lo coinvolge sempre di più.

Molto è già stato scritto su chi vive in una setta. Queste persone possono vivere gravi difficoltà nel momento in cui vivono fuori dalle sette. Contrariamente a chi vive in una non-setta. Ma chi ha vissuto comportamenti settari in una congregazione che fa parte delle “comunità religiose accettate” non sarà necessariamente visto con simpatia quando deciderà di andare via. Anzi questa uscita può essere “difficile”. Perché: non si abbandona una religione a meno che ci sia qualcosa di sbagliato quando l’individuo è coinvolto. E se questo individuo non va in un’altra congregazione accettata, è considerato “spiritualmente perso” incurante del fatto che può essere estromesso dagli aspetti religiosi, oppure perché è diventato uno che “sta a casa” per lo scetticismo della religione organizzata (o dovuto ad altre ragioni). Coloro che hanno “rigettato” la religione a causa di un’associazione settaria o no, sono un gruppo di individui che vediamo nella nostra società e noi, in qualità di esseri umani, dobbiamo mostrare il giusto rispetto, interesse e compassione.

Bibliografia

Aschehoug & Gyldendal (1987): Store Norske Leksikon. Gyldendal Norsk Forlag, Oslo.

 

Beckford,  J.A. (1975): The Trumpet of Prophesy. A Sociolgical Study of Jehovah’s Witnesses. Basil Blackwell, Oxford. England.

 

Hoekema, A.A. (1972): The Four Major Cults. Erdemans Publishing Co. Grand Rapids, Michigan. USA.

 

Johannessen, G. H. (1992): “Vekkelse eller villfarelse? Trosforkynnelsen alias Herlighetsteologien: Hvor herlig er den?” Lunde Forlag, Oslo.

 

Lavik, N.J. (1985): Frelst eller forført? Om “hjernevask” og psykologisk påvirkning i ny-religiøse sekter. Gyldendal Norsk Forlag, Oslo.

 

Singer, M.(1979): Coming Out Of The Cults. Psychology Today, 12:72-82.

 

Ulland, D. (1995): Religiøs sekterisme og mentale lidelser. Kirke og kultur, 2/1995.

 

Watzlawick, P. (1976): How real is real? Random House, New York. USA.

 

Wormnes, B. (1981): Reformulering som terapeutisk teknikk. Tidsskrift for Norsk Psykologforening. Nr. 4, Vol. 18. S.187-196.

 

Copyright © 2001 Kjell Totland

Traduzione italiana a cura della d.ssa Quattromini Olimpia, psicologa clinica dello sviluppo e delle relazioni © 2011

Supervisione Dr.ssa Lorita Tinelli

(1)    Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

 

Come e perché si aderisce ad un culto distruttivo
L’affiliazione ad una ideologia settaria totalitaria presuppone un coinvolgimento completo dell’individuo, tale da generare una modificazione psicologica e comportamentale dello stesso.
Questo non solo ne limita la libertà di pensiero ed azione, ma anche orienta la sua vita in toto, fino all’accettazione di stili distruttivi per se stesso e per gli altri.

Gli elementi a favore del mutamento individuale e della assoggettazione al gruppo e al suo leader carismatico sono rintracciabili in fattori interni e fattori esterni all’individuo.

I fattori interni
a) La condizione psicoemotiva
In studi precedenti (1998) [1] è stato possibile dimostrare che l’adesione ad un’ideologia settaria presuppone che l’individuo stia vivendo uno stato emotivo particolare.
La perdita di una persona cara, un lutto, un esame non andato bene, aspettative fallite, … possono essere fattori scatenanti di uno stato di necessità emotiva. Questo pone l’individuo nella condizione di maggiore sensibilità verso discorsi di carattere spirituale/affettivo. Pensare ad un Dio, ad un Maestro, ad un Padre, ad un’Entità Superiore, che possa sconfiggere il dolore e la propria sofferenza, è un modo per de-responsabilizzarsi dal problema e di affidare la risoluzione delle proprie angosce ad un’altra persona, di cui si riconoscono doti eccezionali. L’adesione al gruppo, quindi, non è consapevole e volontaria né la scelta razionale, ma l’individuo finisce per essere trascinato dal flusso dei condizionamenti somministrati e ne subirà le conseguenze [2].

b) La struttura di personalità dell’adepto

Molti studi (1991) [3] hanno evidenziato che aderenti a sette distruttive e devianti hanno le seguenti caratteristiche in comune:

1) Educazione familiare rigida
La grande maggioranza degli adepti di sette distruttive da bambino ha vissuto in un clima familiare rigido, anafettivo e squalificante.

L’aver vissuto in questo modo li porta a perpetrare e a ricercare tali sistemi di relazione e comunicazione in altre esperienze della propria vita.

Chi è vissuto in un sistema rigido presenta delle difficoltà ad esprimere liberamente ciò che desidera. Nel proprio vissuto probabilmente nessuno ha risposto alle richieste: questo avrà portato la persona ad una serie di esperienze di vita non sempre positive (nel passato di molti aderenti a culti distruttivi, ci sono esperienze di droga, di abbandono, di violenza, …).

Quando un culto o un gruppo con regole precise si propone al soggetto in termini amichevoli, egli risponde. Il desiderio è quello di aderire ad un sistema conosciuto e stabile, che gli consenta di vivere la sua vita felicemente.

Gli stessi rapporti saranno vissuti in termini di punizioni e gratificazioni. La stessa spiritualità è vissuta in questi termini.
Si comincia a credere che qualsiasi evento negativo sia meritato perché vissuto in termini di punizioni dall’Alto, per qualcosa di sbagliato commesso o anche pensato!

2) Esperienze di delusione

L’adepto ha vissuto una serie di delusioni nella sua vita.

Nel paragrafo precedente si accennava alla perdita di qualche persona cara. Divorzi, separazioni, perdite, malattie, lutti, … sono esperienze di abbandono. Chi vive queste esperienze si sentirà più sensibile verso persone o gruppi che promettono accoglienza senza apparenti pericoli o richieste evidenti.

Spesso, poi, il gruppo promette immediatamente conforto e gratificazione e questo è molto allettante.

3) Bassa auto-stima
Il potere dell’affiliazione ha un provato valore distruttivo della vita di molti individui.
Difatti molti di coloro che sono affascinati dai movimenti estremi hanno dei problemi di scarsa auto-stima.
Se una persona, non ha sviluppato un sano amore di se stessa e non riesce a valorizzare le sue credenze e le sue abilità, mostra maggiore recettività verso sistemi totalitari.

Chi non ha imparato a stimarsi, tenderà, infatti, a non riuscire a discernere fra ciò che è realmente giusto per se e per gli altri e ciò che è manipolativo e distruttivo.
Il soggetto a bassa auto-stima è talmente alienato ed isolato, che desidera solo ed unicamente essere accettato. Per acquisire un valore agli occhi di un altro, è disposto a fare tutto ciò che gli viene chiesto.
4) Esperienze di abuso

Molti aderenti a gruppi estremi, raccontandosi, parlano di vissuti di abuso, fisico e psicologico, che ha indotto loro vergogne, inadeguatezze e sensi di colpa. Sostengono inoltre che il gruppo, al quale hanno aderito, ha donato loro serenità e gioia.
Essi, per il loro passato, sentono fortemente un vuoto affettivo, che contribuisce alla scarsa valutazione di se stessi.
Atteggiamenti e aspettative

Da racconti di ex membri di sette emerge che prima della loro adesione al gruppo, vivevano il presente con un senso di inadeguatezza. Essi desideravano un mondo diverso, più giusto, ma ritenevano di non possedere
sufficienti risorse per migliorarlo. Inoltre vivevano le relazioni, la spiritualità, i rapporti, … in termini funzionali.
Persone con simili caratteristiche sembrerebbero più facilmente manipolabili.

I fattori esterni
La personalità del leader

Secondo Del Re[4] il leader (definito settario) in nome dei suoi ideali, potrebbe arrivare, senza scrupoli, a qualunque delitto. Egli possiede una mentalità che identifica un complesso di norme con i “valori” in senso assoluto e, per la fede incontrollabile nella giustezza delle proprie credenze, ha una notevole capacità a
delinquere. Inoltre egli non dimentica mai la legge etico-religiosa, che coincide in quasi ogni norma con la coscienza sociale e ne sarà solo in parte una modifica.
I leaders carismatici sono solitamente dei visionari apocalittici che acquisiscono un potere di controllo fisico, sessuale e psicologico sui loro seguaci. In molti casi essi poggiano le loro credenze su
interpretazioni di dottrine a loro rivelate o in qualche modo basate su loro geniali scoperte. Si proclamano divinità. Esse manifestano una superiorità personale non discutibile, gratificante dal punto di vista
emozionale. Ne abbiamo già accennato all’inizio del capitolo sulle autoproclamazioni distruttive.

La dottrina e prassi ideologica

La dottrina o ideologia di gruppo presenta le seguenti caratteristiche:

a) Attività religiosa compulsiva.
Gli adepti all’interno del gruppo imparano che tutti gli sforzi servono a ricevere il consenso di Dio o di un
Maestro. Essi dunque lavorano duramente, anche impegnandosi in attività pratiche, nella speranza che un
giorno Dio o il Maestro possa ricambiare in qualche modo il loro zelo, in modo da alleviare magicamente le loro
sofferenze.

La dottrina e le prassi ideologiche del gruppo fanno sì che l’aderente sviluppi la mentalità del guadagno in base al proprio sacrificio .
Proprio per questo molti aderenti sono pronti a sacrificare la propria famiglia, le proprie abitudini precedenti, per
acquisirne nuove è più confacenti alla dottrina del gruppo.

b) Dare per ottenere.
Molti gruppi organizzano frequenti corsi di aggiornamento e di formazione a pagamento per i propri adepti o
chiedono loro una questua periodica. Le continue richieste del leader ai propri seguaci vengono giustificate con la teoria del “più dai più riceverai”. Quindi gli aderenti svilupperanno la mentalità che più investono nel gruppo maggiore sarà la considerazione che il leader avrà di loro. Questo investimento spirituale, ma soprattutto economico, consentirà lo sviluppo di un legame psicologico talmente forte da portare a soddisfare anche richieste più grandi.
c) Induzioni di auto-ossessioni e riconoscenze

Nei gruppi distruttivi l’individuo è tanto ossessionato dalla risoluzione dei propri bisogni da non riuscire a comprendere quelli altrui.
Le persone che vivono in questo stato egoistico sono interessati esclusivamente dal come gli altri possono soddisfare i loro bisogni e sollevarli dalle loro pene.

Il gruppo, mediante la sua dottrina e la sua prassi, convince il singolo di avergli colmato le carenze e di lavorare
esclusivamente per lui. Tale convinzione scatena un senso di riconoscenza e fa attivare il senso di dover ricambiare in ogni modo tale dono.
In questo modo viene saldato il rapporto di dipendenza dell’adepto al gruppo.

d) Estrema intolleranza.
Gli adepti sviluppano una forma di intolleranza nel variare opinioni o espressioni di fede, grazie alle continue
induzioni che ricevono sulla ideologia del gruppo.

Giudicano gli altri e cercano nella vita degli altri la parte negativa. Da una posizione di superiorità disprezzano gli altri per ciò in cui credono e per come manifestano le loro credenze.
I gruppi distruttivi, difatti, insegnano che il mondo va visto in due colori: bianco e nero. Quindi o si è da una parte oppure dall’altra.

La presenza di un nemico esterno è inoltre funzionale alla coesione del gruppo.
e) Induzione del desiderio di evolversi spiritualmente e psicologicamente .

Il gruppo per fissare i propri concetti nella mente degli aderenti induce un addestramento costante. Tale allenamento renderà gli adepti esperti e sempre più meritevoli di gratificazioni e accettazioni.
I programmi di addestramento sono continui e servono a migliorare la salute psichica, emotiva e spirituale degli
adepti.

In questo modo essi vengono indotti a bloccare le informazioni critiche nei confronti del proprio gruppo di appartenenza, riducendo il proprio campo di coscienza.

f) Secondo Robert Cialdini in stati di incertezza o instabilità emotiva, quando risulta difficile prendere delle decisioni, si mostra la tendenza a imitare gli altri.
Fare quello che fanno gli altri, aiuta a sentirsi maggiormente accolto e integrato nel gruppo.
Il gruppo ha, quindi, una funzione di rinforzo per l’apprendimento di certe modalità d’azione.

È per questo che la maggior parte dei gruppi estremi o distruttivi puntano la loro forza sulla coesione di gruppo.
Gli adepti imparano a vestirsi e pettinarsi allo stesso modo, acquisiscono un gergo proprio e modalità d’azione che li differenziano dal mondo circostante.
Questa diversità li convince di essere sulla strada della verità assoluta e di appartenere ad un popolo di eletti.
Tratto Da ‘Controllo mentale e reati: quando le sette diventano organizzazioni criminali ‘

[1] Tinelli Lorita, Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova, Libreria Editrice Vaticana, Città del
Vaticano, 1998.
[2] Gagliardi Giorgio, I condizionamenti psichici e l’espansione dei nuovi
movimenti religiosi , Dagli atti del XI Congresso Nazionale sul tema Quarant’anni di ipnosi in Italia:
presente e futuro, Firenze, 1998, ed. Giampiero Mosconi.

[3] Arterburn Stephen & Felton Jack, Toxic Faith , A Division of Thomas Nelson Publisher,
Nashville, 1991, pp.32-36
[4] Del Re Michele Claudio, Il reato …, p. 29

di Lorita Tinelli (1999) Tesina presentata al Dipartimento di Criminologia Genrale e Penitenziaria. Relatore Prof. Oronzo Greco, pp.41-47

Riproduzione vietata ©

Di Randall Watters

Tradotto liberamente da Lorita Tinelli ©

Nota: L’autore dell’articolo parla di Culto intendendo con tale termine un gruppo di carattere distruttivo


Quante emozioni pervadono una persona che comprende di essere stata coinvolta in un culto religioso per diversi anni? Alcuni possono pensare con un senso di ilarità una volta usciti, ma ci sono anche i sentimenti di rabbia, confusione ed imbarazzo.

La rabbia è diretta al culto, al proprio reclutatore, a sé stesso per aver permesso di aver perso molti anni della propria vita in quel modo. Si prova confusione per aver avuto fiducia in quel modo. E ancora si prova anche imbarazzo.

Ci si sente stupidi per essere stati creduloni verso una frode religiosa, ma nonostante tutto è importante insegnare ai propri figli, quello che è un Culto, e poi raccontare loro che si è appartenuti per tanti anni ad uno

Un buon suggerimento per introdurre l’argomento lo offre la lettura de la Fattoria degli Animali di George Orwell. Probabilmente è possibile noleggiare un filmato di quest’opera. Sebbene si tratti di una storia adulta, la Fattoria degli Animali utilizza personaggi animati abitanti in un’aia, dove sperimentano
una forma di socialismo che distrugge le relazioni normali e mette le persone l’una contro l’altra nei loro sforzi di mettersi al di sopra degli altri nell’aia.

I Vestiti Nuovi dell’Imperatore è un altra favola perfetta per evidenziare l’importanza del senso comune e pratico e al contempo far vedere come possa essere facile per alcune persone far sviluppare in altri sistemi sbagliati
di pensiero e rafforzare la fedeltà a loro.

Una buona definizione di Culto che può essere portata ai bambini è quella di un’Organizzazione religiosa di uomini che dicono che Dio li ha scelti esclusivamente per portare la Verità nel mondo, e nella quale l’adepto deve seguire il proprio leader (religioso) altrimenti viene annientato da Dio stesso.

Di qua si può partire per dimostrare come il gruppo cui si è appartenuto pretendeva fiducia, ma nel contempo nascondeva delle verità.
La menzogna è uno dei motivi principali per cui tale gruppo meritava l’abbandono. Inoltre bisognerebbe aggiungere che questo non vuole dire che si odiano le persone che ne fanno parte, perché la maggior parte di essi non sanno che anche a loro viene mentito molto bene. Solamente alcuni uomini corrotti al vertice sono responsabili delle bugie.

Proponiamo un dialogo come esempio:

Mamma: Theresa, ultimamente sto scoprendo alcune cose che mi disturbano e di cui vorrei parlarti.

Theresa: Cosa, mamma?

Mamma: Tu sai che io sono Testimone di Geova da sei anni, che frequento tutte le riunioni ed esco in servizio di campo, che io presto lì la maggior parte del tempo… che ho creduto in tutto quello che la Società Torre di Guardia mi ha detto sino ad ora.

Theresa: Cosa è accaduto?
Mamma: Nel leggere alcuni dei nostri libri più vecchi, che sono molto difficili da trovare, ho scoperto che i leaders della Società Torre di Guardia mentono alla loro gente sul passato del gruppo e continuano a cambiare i
loro insegnamenti per coprire le proprie bugie passate. Apprendere questo è stato molto duro per me, Theresa. Io non so come continuare a far parte di questa organizzazione se loro non dicono la verità. Dio non approverebbe.
Theresa: Mi stai dicendo che non  non continueremo ad andare alla Sala del Regno, mamma? Che penseranno i nostri amici? A loro non piacerà se noi smettiamo di andare.
Mamma: La maggior parte dei nostri amici hanno troppa paura di guardare quello che io ho trovato, e loro saranno molto adirati con me per parlare di questo. Ma loro hanno bisogno di sapere prima o poi la verità. Io non
sto biasimandoli per qualche cosa, sono solo alcuni vecchi uomini corrotti a capo dell’Organizzazione che
stanno dicendo le bugie. Siccome nessuno dei nostri amici Testimoni di Geova vorrà sentire questo, loro non
ci parleranno probabilmente più. Ma questo non vuol dire che noi non possiamo parlar loro, anche se loro ci
ignorano. Noi non dobbiamo vivere più alle loro regole! Se loro veramente sono nostri
amici e ci amano tanto quanto noi li amiamo, ascolteranno prima o poi.

Theresa: Questo vuole dire che io non potrò più giocare con Guglielmo?
Mamma: Tu potrai giocare con alcuni dei tuoi amici, cara. Io mi sento male perché questo sarà molto duro per te, soprattutto quando alcuni non ti parleranno più. Sono veramente spiacente che è accaduto questo… e avrei
desiderato di aver appreso tale verità molti anni fa, così non sarebbe stato così difficile per tutti noi. Spero tu venga a parlarmi ogni volta che ne avrai bisogno, ed io tenterò di aiutarti in tutti i modi che potrò. Io penso che dopo i primi mesi noi saremo molto più felici. Intanto avremo più tempo per fare insieme delle cose, come per esempio andare allo zoo. Ehi, che ne dici del prossimo sabato?

Sperando che in questo modo il tuo bambino possa capire la difficoltà e i perché della tua fuoruscita dal Culto.

 

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