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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Abbiamo fatto un viaggio nel mondo opaco del “miglioramento di sè”. Corsi di potenziamento mentale e lezioni di autostima. Promettono la felicità, ma possono nascondere insidiosi (e costosi) tentativi di manipolazione. Ma ci si può difendere. Basta sapere quali trappole evitare

«Mi dicevano “non c’è niente che non puoi fare, se lo desideri. Dicevano che ero circondata da persone con energie negative, e dovevo imparare a scegliere. Mi sentivo accettata dalla nuova comunità, stimolata a dare il meglio. Davano risposte facili a domande difficili: vuoi essere felice? Fai così. Presto ho cominciato a parlare come gli altri del gruppo, usavo le stesse frasi, pianificavo di andare a vivere con loro. Seguivo le indicazioni sullo stile di vita: dormire sei ore a notte, fare sport, mangiare leggero. Mi ero impegnata a reclutare nuove persone per il “corso di memoria”, lo stesso che avevo seguito io. Dovevo distribuire volantini, chiamare le persone che conoscevo. I miei istruttori mi sgridavano perché non ne portavo abbastanza. Gli amici, fuori, dicevano che stavo cambiando. Nel frattempo avevo scucito altri 2mila euro per un nuovo corso, stavolta sull’autostima. Sono rimasta nel gruppo sei mesi». Silvia ha 24 anni, vive a Bologna, sta per laurearsi in Giurisprudenza. Per lei, come per altri protagonisti di questo racconto, abbiamo scelto di usare nomi di fantasia. Ne capirete il motivo. La storia di Silvia inizia con qualche esame universitario lasciato indietro. E un incontro: un ragazzo le allunga un volantino che promette “un metodo per studiare meglio”. Un corso di memoria, in sostanza. Tre giorni di immersione totale, mnemotecniche, lettura veloce, la promessa di “passare gli esami studiando un terzo del tempo”. Costo: 1.400 euro, “ma pensa se andrai fuori corso, quante tasse universitarie in più!”. Non faceva una piega. «Quando ho finalmente capito che l’associazione succhiava il mio tempo e le mie energie, e mi imponeva lavoro gratuito, mi sono sentita così stupida…». Anche questo, un classico. Chi passa per queste esperienze prova un senso di vergogna. E spesso teme ritorsioni.

Quando Silvia ha scritto a 7, abbiamo deciso di capirne di più. Perché è giusto essere cauti. I cosiddetti “movimenti del potenziale umano” sono tanti e diversi, da Scientology all’Ontopsicologia, da Soka Gakkai agli Umanisti. Noi abbiamo deciso di concentrarci sui gruppi che promettono, in poco tempo e a pagamento, potenziamento mentale e crescita personale: i più facili da confondere con normali corsi di automiglioramento. Perché non tutte le attività di questo tipo – sia chiaro – si basano su tecniche manipolatorie o hanno secondi fini. Silvia è un caso isolato? Pare di no. I “gruppi del miglioramento di sé”, secondo l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, sono circa 50 sui 1.700 “culti abusanti” esistenti in Italia, che vanno dai santoni locali alle grandi organizzazioni internazionali. Il Centro Studi Abusi Psicologici ci spiega che metà delle duemila segnalazioni ricevute nel 2017 arrivano da corsi di autostima, lettura veloce, autoguarigione. Don Aldo Buonaiuto, dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, ha fondato insieme alla Polizia Postale il Numero Verde Anti-Sette (800.228866). La sua stima: un terzo delle 2.500 persone con cui è venuto in contatto lo scorso anno viene da esperienze di questo tipo. Di sicuro, il fenomeno è vasto. Sono in tanti a dirci: «Ehi, ma io conosco una ragazza che ha fatto parte di un gruppo così…», «Un’amica di mia mamma ha fatto un corso di rilassamento, ha tirato fuori un mucchio di soldi, è diventata strana…».

 

Parliamo con Giacomo, un ragazzo di Roma. Aveva 22 anni quando s’è iscritto a “un corso per superare gli esami in fretta” – lo stesso di Silvia. «Ne avevo bisogno, ero indietro con la tabella di marcia e rischiavo di dover restituire la borsa di studio». Costo: 2.600 euro per un weekend. «Sarebbero diventati 1.400 se mi fossi iscritto subito. Ho firmato. Per pagarmi il corso ho lasciato la mia stanza in affitto e sono tornato a Salerno, dai miei. Un tutor mi ha convinto a collaborare: potevo accedere così liberamente a incontri settimanali, ma dovevo reclutare altri clienti. Ognuno valeva “una stellina”: dieci stelline, cioè 14mila euro procurati all’azienda, mi avrebbero dato accesso a un corso superiore. Mi hanno convinto a volantinare anche con l’influenza o sotto la pioggia battente, ma non ho mai raggiunto l’obiettivo. Troppo timido». Martina, 25 anni, torinese, era una studentessa senza apparenti problemi. Se non quello, racconta, «di essere sempre per tutti quella carina, in una famiglia di geniacci. Così mi sono iscritta al corso. Dalle tecniche di apprendimento si è passati a quelli che poi, studiando psicologia, ho riconosciuto come metodi psicoterapeutici: rilassamento profondo cui seguivano colloqui con un tutor. E tecniche tipiche della programmazione neurolinguistica, come il cosiddetto ancoraggio: associare una parola a un ricordo emotivamente forte. Tutti mi trattavano come fossi la loro migliore amica. Anche questa è una tecnica, e si chiama love bombing. Chi è scettico sul nuovo percorso, presto, ti appare come un nemico. Dopo un po’ ho litigato con mia mamma. Mi trovava diversa e io le ho detto: “Sei una succhiatrice di energia!”. Un’espressione che avevo appreso durante il corso».

 

Foto di Eleanor’s Mannequin Art Foto di Eleanor’s Mannequin Art

Ci spiega Lorita Tinelli, una psicologa che nel 1999 ha fondato il già citato Centro Studi Abusi Psicologici: «Queste tecniche dovrebbero essere usate solo da professionisti. In questi gruppi invece diventano utili per convincere gli iscritti a fidarsi, offrire il proprio lavoro, reclutare altri membri paganti. Per il guadagno dei leader. Che è il vero scopo di queste associazioni». Tinelli è anche consulente della Associazione Italiana Vittime delle Sette. Creata nel 2016, è stata presentata in Senato il 21 giugno scorso. Quel giorno, a Roma, c’eravamo anche noi. Durante la tavola rotonda a Palazzo Madama è risultato subito chiaro che, alla radice del problema, c’è l’assenza di una legge. Il reato di plagio è stato abolito con una sentenza della Corte Costituzionale (9 aprile 1981, n. 96). «Il vuoto normativo è un ostacolo per avvocati e giudici», ha spiegato l’avvocato Annalisa Montanaro, consulente legale dell’associazione. Il confine tra la scelta consapevole di aderire a un gruppo e la coercizione psicologica, che può avvenire anche in un secondo momento, è infatti sottile.

Come capire la differenza tra un normale corso per il miglioramento personale e un gruppo che tende a manipolare gli iscritti? Qualche nome, in questa seconda categoria? Molti dei nostri interlocutori – stranamente – non intendono farne. «Non voglio segnalarvi alcuna associazione specifica», ci ferma don Aldo Buonaiuto . «Il nostro lavoro non è compiere vendette, ma alzare la consapevolezza. E aiutare le vittime, chiunque siano». Una psicoterapeuta si presenta su un forum come “esperta in exit counseling”: si propone d’aiutare, in sostanza, chi desidera uscire da un gruppo. Le abbiamo chiesto un’opinione su un gruppo particolare. Risponde via mail: «Sono in vacanza. E non parlo di questa associazione». Un nome, tuttavia, ritorna spesso nel forum, aperto a tutti, del Centro Studi sugli Abusi Psicologici (www.cesap.net/forum). Il nome è quello di Your Trainers Group, un’azienda che offre anche corsi di memoria e lettura veloce. Da qualche mese si chiama “Genio in 21 giorni”. Nel forum citato molti utenti – che si qualificano come ex allievi e familiari preoccupati – parlano di pressioni affinché facessero proselitismo; di tentativi di manipolazione; di difficoltà a recedere dall’iscrizione. Tra i creatori di “Genio in 21 giorni” c’è Massimo De Donno. Quando lo chiamiamo, risponde così.

Sul metodo dei corsi: «Lavoriamo molto sulla motivazione, oltre che sulle tecniche. Perché senza un metodo di studio personalizzato, le tecniche di apprendimento non bastano». Sul proselitismo: «Non siamo venditori di pentole. Nessuno è costretto a portare altri clienti, anzi non vogliamo che chi è scontento del corso ci rappresenti. Succede però spesso il contrario. Le persone che hanno frequentato il corso sono così contente che lo consigliano ai loro cari. Spontaneamente. Noi suggeriamo loro di farlo, ma niente di più». Sulla sensazione di essere stati manipolati. «Io non sono nella loro testa, non posso sapere perché si sentano così. Ma abbiamo 32 sedi in Italia e 5mila studenti all’anno. Come potremmo, se non ci occupassimo solo di ottenere i migliori risultati possibili? Solo pochi sono scontenti. Gli altri hanno giudizi positivi sull’esperienza, tanto che stiamo per pubblicare un libro che conterrà 613 testimonianze convinte ed entusiaste. Venite voi stesse a fare un corso, vedrete».

Noi, in realtà, ci siamo già iscritte: una lezione di prova nella sede di Milano. Per una sera, siamo Nicole e Alice, due impiegate che vogliono finalmente laurearsi, ma temono di non farcela. E non vogliono fare tanta fatica. I tutor sono gentilissimi, grandi sorrisi: vogliamo memorizzare una lista di 20 nomi in due minuti? Ecco, c’è un esercizio. «Non vogliamo dimostrare che si può imparare tutto a memoria» – il tutor anticipa le nostre obiezioni – «Ma studiando in modo diverso si stimolano aree del cervello nuove…». Tutto dipende dalla nostra motivazione, dalla nostra fiducia, dalla nostra disponibilità a imparare, ci spiega. E tanto basta. Quando, il giorno dopo, chiamiamo per dirgli che non ci iscriveremo, non insiste e ci augura buona fortuna. «L’eventuale aspetto manipolatorio dei gruppi di potenziamento personale o miglioramento professionale», ricorda la piscologa Tinelli, «può emergere gradualmente, man mano che si va avanti nei corsi». Lo schema dell’indottrinamento si ripete. La prima fase è quella, già descritta, del love bombing. Poi si instilla la convinzione che tutto quanto accade di positivo è da attribuire alle nuove pratiche, mentre il negativo è da imputare al vecchio stile di vita. «Può bastare un weekend», precisa Tinelli. «Ci sono tecniche immediate, che danno risultati già dopo una giornata. Nessuno punta pistole alla tempia. Per questo è così difficile difendersi». L’allarme arriva, di solito, da familiari, partner o amici. Come si può capire se una persona viene manipolata? Il primo indizio è il cambiamento improvviso e radicale: nel pensiero, nelle espressioni, nei modi. «Si adotta un linguaggio simile a quello dei propri maestri», spiega Tinelli, «Si usano termini tecnici, difficili da capire per chi è estraneo a certe pratiche. Spesso si arriva allo scontro, che poi giustifica l’uscita dalla famiglia, dalla coppia o dal gruppo di amici». Un consiglio per chi è vicino a qualcuno che appare in difficoltà? «Mettersi in ascolto. Non giudicare e non aggredire: potrebbe essere controproducente». Un ultimo consiglio: molte persone si sono liberate leggendo articoli come questo, dove si spiegano le tecniche utilizzate e si raccontano esperienze vissute. Il mondo della manipolazione mentale è opaco. Ma è possibile portare un po’ di luce. Noi, almeno, ci abbiamo provato.

Fonte: http://www.corriere.it/sette/17_luglio_13/chi-manipola-nostra-mente-1f55c278-6723-11e7-9cb7-9d56a32dcee8.shtml

Corriere della Sera

Focus Sette e abusi Affari. Una volta conquistata la mente del soggetto, è frequente la violenza sessuale e l’ estorsione di denaro Contromisure Da oltre tre anni in funzione una squadra speciale della Polizia di Stato. Nel Lazio un Osservatorio sulla dipendenza dei giovani

Un milione e mezzo di vittime in Italia

Scomparsi.Il presidente dell’ associazione famigliari: ogni anno spariscono decine di persone. Ipnosi I sedicenti guru ricorrono talvolta all’ induzione ipnotica o alla somministrazione di stupefacentiCirca 500 le sette religiose, in maggioranza al Nord Le tecniche per fare cadere l’ adepto nella rete

 

D ieci milioni di italiani che si affidano ogni anno – chi saltuariamente chi stabilmente – a maghi, ciarlatani, cartomanti, guru, maestri delle più svariate discipline parapsicologiche, mentali, pseudoterapeutiche. Cinquantamila cartomanti o affini. Un milione e mezzo in tutto (circa il 3% della popolazione), più donne (64%) che uomini, più adulti (64%) che adolescenti ma senza distinzione di reddito, livello d’ istruzione e classe sociale, gli italiani a più stretto rischio setta. Cinquecento le sette definibili «religiose» che coinvolgono l’ 1 per cento della popolazione. Sono questi i dati forniti da Maurizio Alessandrini, presidente dell’ Associazione nazionale familiari delle vittime delle sette (Favis), e dal Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni). E poi un fenomeno inquietante: decine di persone scomparse ogni anno. «Io sono a conoscenza personalmente di almeno cinque casi l’ anno scorso», afferma Alessandrini la cui organizzazione fa parte della Federazione europea dei centri di ricerca ed informazione sul settarismo, rappresentata al Consiglio d’ Europa (dal 2005) e consulente del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite dal 2009. Decine sono inoltre i bambini maltrattati e/o abusati, con la scusa di onnipresenti «riti di purificazione», come nel caso che ha portato all’ arresto del guru di Re Maya a Roma. «In Italia succede sempre più spesso», è la drammatica denuncia di Telefono Azzurro. E anche se non esistono cifre ufficiali, è ragionevole ipotizzare una stima di diverse centinaia. Una sola setta, la «Arkeon», i cui promotori andranno a processo domani a Bari, controllava diecimila persone: contro i suoi undici leader per la prima volta è stata riconosciuta l’ accusa di «associazione a delinquere». Tra i numerosi capi di imputazione compare anche il «maltrattamento di minori» e sarebbero emersi molteplici abusi sessuali. Secondo l’ accusa, Arkeon ha operato per quasi dieci anni in tutt’ Italia. Sulla vicenda, Lorita Tinelli, psicologa, consulente criminologa e presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici) sostiene: «Al momento ci sono due suicidi accertati, attribuibili alla setta, e un caso di istigazione commesso ai danni di un ragazzo che ha raccontato la sua storia agli investigatori». Le sette muovono un giro di tanti, tanti soldi. Milioni e milioni di euro sottratti agli adepti. «L’ operato di questi gruppi si può riassumere tutto in una parola», spiega Alessandrini. Quale? «Stupro. Le persone vengono stuprate mentalmente, condizionate psicologicamente secondo tecniche ben precise. Una volta che siano state violentate mentalmente, è facile passare all’ abuso sessuale e naturalmente all’ estorsione del denaro. Abbiamo preparato un piccolo manuale distribuito nelle scuole secondarie a Rimini, Le mani sulla mente, per evitare che i ragazzi ci caschino». Il fenomeno ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi vent’ anni. Le prime segnalazioni risalgono alla fine del ‘ 98 quando «sette e centri occulti di potere» finiscono nella relazione semestrale dei servizi di sicurezza. La proliferazione dei culti alternativi viene seguita «per i profili di minaccia connessi agli illeciti arricchimenti e all’ eventualità di condizionamento, a fini controindicati, degli affiliati». Già allora un «ulteriore ambito di attenzione» riguardava «la diffusione di sette di importazione tra gli immigrati, le contiguità tra gruppi satanisti ed il circuito della pedofilia». Tutte caratteristiche che ritroviamo ancora oggi. Don Fortunato Di Noto, fondatore del telefono Arcobaleno contro la pedofilia, guarda al fenomeno dell’ occultismo con estrema attenzione visto che «ci dà dati in continuo aumento. La percentuale di bimbi attratti dall’ occultismo o vittime di abusi si attesta sul 5% di tutte le segnalazioni». «Le cinquecento sette religiose presenti in Italia si possono distinguere in gruppi di prima e seconda generazione. Sono soprattutto questi ultimi, i piccoli gruppi, quelli in cui i casi di pedofilia sono da due a dieci volte maggiori di quanto si registri nella Chiesa cattolica o in altre confessioni religiose maggiori», dice Massimo Introvigne presidente del Cesnur. I numeri del fenomeno delle sette sono andati crescendo, tanto da portare alla creazione, già nel dicembre 2006, della Squadra antisette della Polizia di stato (Sas). Alla fine dell’ anno scorso (2009) la Regione Lazio (che con la provincia di Roma detiene un triste record di proliferazione delle sette, insieme alla Lombardia) ha approvato un «osservatorio regionale antiplagio sulla dipendenza psicofisiologica degli adolescenti e dei giovani dalle pratiche magico-sataniche». E adesso European Consumers e Osservatorio Antiplagio hanno pensato di fare qualcosa di più, con la riapertura del «Telefono Antiplagio» fondato nel 1994 e chiuso nel 2008 per le molteplici denunce ricevute da parte di operatori dell’ occulto. La strategia comunemente usata per far cadere l’ adepto nella rete parte con il cosiddetto love bombing (bombardamento d’ amore) in quanto la vittima da catturare viene circondata di attenzioni, cure, affetto e da una straordinaria vicinanza emotiva. In una seconda fase, una o più persone, si dedicano esclusivamente al soggetto e cercano di eliminare ogni suo dubbio, rafforzando il suo desiderio di appartenenza al gruppo. Seguono l’ isolamento dalla sua famiglia, l’ incapacità a verificare le informazioni che vengono fornite (compresi i falsi ricordi di abusi sessuali che sarebbero stati subiti in famiglia). Si passa poi al vero e proprio indottrinamento, e al mantenimento (attraverso l’ attività fisica intensa, l’ alterazione del ritmo sonno-veglia o la privazione di sonno). A volte le sette ricorrono anche all’ uso dell’ induzione ipnotica, alla somministrazione di farmaci psicotropi e droghe allucinogene. «Reso totalmente vulnerabile l’ individuo può essere manipolato, destrutturato e ristrutturato a completo piacimento del capo-setta», conclude Alessandrini.

Calabro’ Maria Antonietta

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(17 marzo 2010) – Corriere della Sera

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