Header image alt text

Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Convegno sul Cyberbullismo

Posted by Lorita Tinelli on 2 febbraio 2019
Posted in Conferenze e convegni  | Tagged With: , , | No Comments yet, please leave one

 

 

 

NOCI (Bari) - Si è svolta lo scorso 29 novembre, presso l’auditorium del Liceo Da Vinci, la presentazione del libro “Il cyberbullismo spiegato ai genitori” ad opera della dottoressa Guillermina Carnicina, psicoterapeuta e counsellor ad orientamento analitico-transazionale.

L’intento dell’opera è quello di rappresentare una preziosa guida “al riconoscimento” e quindi alla più efficace gestione e al debellamento di un terribile fenomeno sociale sempre più diffuso e che miete sempre più vittime. La serata è stata fortemente voluta dai due dirigenti scolastici, Rosa Roberto dell’IIS Da Vinci – Agherbino- e Giuseppe D’Elia, dei Comprensivi Pascoli – I Circolo e Gallo e si è svolta nell’ambito di una serie iniziative intitolate “Insieme contro il bullismo e il cyberbullismo”. La professoressa Antonella Montone, docente presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, ha moderato gli interventi dell’autrice, dottoressa Guillermina Carnicina, della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa ad indirizzo clinico e forense e della dottoressa Cristina Baldi, pedagogista e Giudice Onorario del Tribunale dei minori.

Una serata incentrata sul doloroso peso che le parole possono assumere, non poteva che aprirsi proprio con le parole: quelle veicolate da un video dall’impatto visivo ed emotivo fortissimo. In aula, una ragazza, una nuova alunna, si presenta ai suoi compagni: afferma di chiamarsi Stefania e di essersi trasferita da poco e le solite cosette retoriche che si raccontano su di se quando ci si presenta. Peccato che il racconto inizi a diventare sempre più dettagliato e confidenziale: la ragazza parla di una festa, durante la quale si era lasciata andare bevendo un po’ troppo e perdendo conseguentemente i sensi. Alcuni ragazzi presenti, iniziano a mimare su di lei, in stato di incoscienza, dei palesi atti sessuali ma…non si limitano a questo! Il tutto viene infatti filmato e pubblicato in rete e la ragazza inizia a ricevere insulti sempre più pesanti.

“Così aprii la finestra della mia stanza e mi lanciai di sotto! Se non fossi morta, ora sarei una vostra compagna di classe e non immaginate cosa vi siete persi! Le parole fanno più male delle botte” – conclude la ragazza lasciando immaginare quale sia stato il tragico epilogo dell’essere costretta a sopportare un macigno psicologico enorme. Inutile specificare la storia che il video racconta è in realtà quella vera della povera Carolina Picchio, prima vittime di bullismo 2.0 suicidatasi nel gennaio del 2013. Altrettanto toccante è stata la lettera che il professor Beppe Novembre ha letto immediatamente dopo la proiezione del video: il mittente è Paolo Picchio, il padre di Carolina, che con grande dolore, ma anche grande coraggio, chiede alla Boldrini una legge che assoggettasse ogni forma di bullismo a ripercussioni legali e a pene idonee. La dottoressa Guillermina Carnicina, autrice del libro, ha poi spiegato chiaramente l’intento che esso intende perseguire. E’ agli adulti (genitori, nonni, docenti, collaboratori scolastici) che il libro si rivolge, perché sono gli adulti coloro che hanno gli strumenti psicologici e cognitivi per proteggere i ragazzi dal fenomeno e per aiutarli a venirne fuori qualora ne fossero già stati vittime.

Un “gioco di squadra” insomma, contro una delle piaghe sociali più spinose e dilaganti ai nostri giorni. “Occorre una vera e propria rivoluzione culturale che le istituzioni dovrebbero porre in atto nei confronti delle famiglie” – ha specificato la dottoressa Carnicina: “Tra le caratteristiche che delineano il fenomeno del cyberbullismo, ci sono innanzitutto la facilissima accessibilità e la pervasività! La rete ormai è ovunque: non c’è nessun luogo in cui possiamo dirci al sicuro dai pericoli che ne derivano. Spesso dimentichiamo che, quando andiamo a postare in rete una foto oppure in video, con estrema leggerezza, noi cessiamo di essere i proprietari di quel contenuto e lo consegniamo in maniera definitiva e permanente alla rete. La rete è “gli altri” e gli altri non sempre hanno intenti sani. Altro grave errore è considerare il cyberbullismo una serie di scaramucce tra ragazzi, perché si tratta invece di una vera e propria disfunzione patologica della comunicazione sulla quale occorre intervenire in maniera intensiva e capillare” – ha concluso l’autrice.

Sempre di comunicazione e nello specifico del peso delle parole ha parlato la dottoressa Lorita Tinelli, nota psicologa ad indirizzo clinico e forense. “C’è una bella differenza tra l’uso della parola “de visu” e quella digitata sulla tastiera di un pc, di un tablet o di uno smartphone! Siamo erroneamente portati a credere che la prima implichi una maggiore responsabilità ed è per questo che di diventa “leoni da tastiera”, perché non si avrebbe il coraggio di dire determinate cose guardando direttamente negli occhi la persona a cui ci si rivolge” – ha esordito la Tinelli- “La distinzione tra virtuale e reale è quanto di più sbagliato si possa demarcare. Ciò che è virtuale è pur sempre reale: dietro quegli schermi ci sono persone in carne ed ossa e non accusano di certo meno il “piombo” delle parole sparate a casaccio, solo perché le leggono invece di ascoltarle con le proprie orecchie. Imparare a comunicare è fondamentale, perché si può dire tutto, ma bisogna sempre farlo nel modo giusto. Una parola detta nel modo o al momento sbagliato può letteralmente annientare una persona, così come una proferita nel modo e al momento giusto, può risollevarle ed innescare la molla di un percorso di rinascita”- ha puntualizzato la psicologa, invitando a fare un buon uso dei social e degli strumenti multimediali, che non sono da demonizzare in sé: “I social sono fantastici: ti permettono di comunicare in tempo reale, per lavoro o al livello personale con chiunque tu voglia in ogni parte del mondo e quindi sono strumenti pensati per un qualcosa di altamente positivo. Ciò non toglie che possano però diventare più deleteri della bomba atomica se usati in modo sbagliato. Il guaio è che spesso, da parte dei genitori non c’è controllo sull’uso della rete e dei social: vuoi per mancanza di tempo, in seguito ad una vita sempre più frenetica, vuoi perché non tanto addentrati nell’uso delle moderne tecnologie. Sovente capita che i genitori chiedano ai figli: “Com’è andata a scuola oggi? Chi sono gli amici con cui esci?” Mai domande come:“A quali gruppi facebook sei iscritto? Chi sono i tuoi amici sui social? Mi racconti qualcosa di loro?” E’ importante, anzi prescritto proprio dalla legge che ogni istituto scolastico individui delle figure di riferimento che tengano proprio dei corsi specifici sul bullismo 2.0. Tra l’altro, c’è anche una legge regionale che connette direttamente scuola e territorio, al fine di un’opera di prevenzione e di sensibilizzazione” – la Tinelli ha concluso il suo intervento con un importante auspicio: “Vorrei potermi alzare di qui con la consapevolezza che sia stato compiuto un ulteriore passo concreto verso il l’annientamento di questa piaga sociale, perché si sa che le parole lasciano sempre il tempo che trovano: sono i fatti ciò di cui, ora più che mai, si ha bisogno”.

L’intervento della dottoressa Cristina Baldi invece, ha toccato gli aspetti strettamente giuridici del cyberbullismo, in rifacimento alla legge del 2017 che consta di 71 disposizioni. Non sono mancate certamente perplessità e polemiche circa il considerare reato il bullismo “fisico” e non quello 2.0 perché bisogna ammettere oggettivamente che si tratta pur sempre di violenza e che le lacerazioni psicologiche non guariscono facilmente quanto quelle fisiche. Anche la Baldi ha sottolineato l’importanza di una vera e propria rieducazione affettiva e comportamentale. “Tengo a chiarire molto bene un concetto: qualunque episodio di bullismo va prontamente segnalato alle autorità preposte! Non farlo sarebbe peccare realmente di moralità e non avere il minimo senso civico, contribuendo a qualcosa di altamente distruttivo per la società” – ha puntualizzato Cristina Baldi, chiarendo che: “Non deve spaventare quella che è la giovanissima età degli aggressori. Non è un peccato che un ragazzo sia sottoposto a processo e che sia aperto un fascicolo a suo carico. Il vero peccato è che ciò non venga fatto: per la società, per lo stesso aggressore e per la vittima. E chi non segnala, chi non denuncia, potrebbe poi avere sulla coscienza una o più vite come quella di Carolina Picchio, del “ragazzo con i pantaloni rosa”, che molti ricorderanno e di tantissime altre vittime. Viene aperto un fascicolo e quindi? Il fascicolo così come viene aperto può essere chiuso, ma deve esserlo solamente nel momento in cui si ha la totale sicurezza di essere andati alla radice del comportamento deviante, quando venga a sussistere una mediazione con la vittima e quando famiglia e scuola siano attivamente coinvolte nel percorso di recupero. Solo così saremo veramente sicuri che avremo reintegrato nel tessuto sociale un individuo sano che non andrà nuovamente a lederlo”- Parole che inducono certamente a riflettere, quelle della dottoressa Baldi, spronando la scuola e magari le stesse famiglie( famiglie che spesso tendono invece ad “ammantare” o a non voler vedere) a denunciare alle autorità senza paura e senza vergogna, per quello che è veramente bene per il ragazzo.

Gli interventi conclusivi sono stati dei Dirigenti Rosa Roberto e Giuseppe D’Elia che alla luce delle esperienze personali vissute nell’arco della loro carriera, hanno ammesso che ci troviamo certamente in una società malata dove sono i genitori i primi “bulli” che non ammettono neanche di fronte all’evidenza le colpe dei figli, ma che dal canto suo, la scuola sarà sempre in prima linea nella lotta al bullismo, con il pugno fermo e con una serie di attività, iniziative e progetti formativi ed educativi. E’ bene che se ne parli continuamente, ma continuamente non bisogna smettere di “fare” dal lato pratico.

 

Marica D’Aprile
Fonte: https://www.noci24.it/cultura/educazione/18012-il-cyberbullismo-spiegato-ai-genitori-un-libro-prezioso-su-una-piaga-sociale-dei-nostri-tempi

02 07 Un Nodo blu contro il Bullismo

 

NOCI (Bari) - Il 7 febbraio si celebrerà per la prima volta la “Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”, istituita lo scorso 17 ottobre 2016 all’interno del Piano Nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyber-bullismo a scuola 2016/2017, contestualmente alla firma di un protocollo tra Miur e Camera dei Deputati.
La giornata cade, non casualmente, in concomitanza con il Safer Internet Day indetto dalla Commissione Europea.
Il simbolo è un nodo blu contro il bullismo.
Per l’occasione, in molte scuole italiane sono stati organizzati momenti di informazione e approfondimento sul fenomeno. Anche le scuole di Noci, sempre sensibili e pronte a rispondere con grande capacità organizzativa a queste iniziative, hanno aderito.

In programma una serie di incontri già questa settimana, ai quali io stessa (l’assessore alla cultura, dott.ssa Lorita Tinelli, ndr) sono stata invitata a dare un contribuito. Invito che, da amministratore pubblico e professionista, ho accolto con grande favore poiché oggi è importante parlare ai ragazzi di bullismo e cyber-bullismo, fenomeni sempre più evidenti, i quali purtroppo fanno registrare casi anche nella nostra città. La scuola e la pubblica amministrazione non possono pertanto sottrarsi al compito di intraprendere delle azioni e delle politiche volte alla sensibilizzazione e all’educazione al rispetto e alla legalità.

Quale giorno fa, esattamente il 31 gennaio, è stato approvato quasi all’unanimità in Senato il disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, il quale prevede tutta una serie di misure di prevenzione e di educazione nelle scuole, sia per le vittime sia per i “bulli”, per contrastare il fenomeno. Si tratta di un disegno di legge che, a mio avviso, lascia scoperte una serie di questioni, ma che rappresenta certamente una conquista in tempi in cui il fenomeno sta conoscendo un netto incremento (dell’8% nell’ultimo anno in Italia!). Il testo approvato, innanzi tutto, definisce il fenomeno e la possibilità, riconosciuta anche al minore senza il supporto dei genitori, di richiedere al gestore di un sito web l’oscuramento o la rimozione di contenuti ritenuti aggressivi verso la propria persona. In caso di mancata rimozione da parte del gestore, il minore potrà quindi, col supporto di un genitore, rivolgersi al Garante per la privacy, il quale è tenuto ad intervenire entro 48 ore. Molto importante, dal mio punto di vista, l’introduzione dell’obbligo per le scuole a individuare un docente addetto proprio al contrasto e alla prevenzione del cyberbullismo, anche con il supporto delle forze di polizia. La legge, inoltre, istituisce un tavolo tecnico interministeriale, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il compito di coordinare i vari interventi e di mettere a punto un Piano integrato contro il bullismo via web. Questi i punti salienti. Il provvedimento sarà ora esaminato nuovamente dalla Camera. La mia speranza e quella di tutta l’Amministrazione comunale è che il Parlamento sia in grado di licenziarlo in tempi brevissimi, poiché il nostro Paese, i nostri ragazzi, hanno bisogno di questa legge.

tinelli lorita cesapÈ sotto gli occhi di tutti la distorsione perversa che il linguaggio ha subito negli ultimi tempi, soprattutto sulle principali piattaforme social: insulti, vere e proprie aggressioni verbali, molestie, ricatti, diffamazioni, estrapolazione e manipolazione di contenuti a fini denigratori, furti d’identità e proliferare di identità false, diffusione di contenuti dannosi e ridicolizzanti. Si tratta ormai di fenomeni cui possiamo assistere quotidianamente, con gravissime conseguenze sulla vita delle persone adulte, figuriamoci dei nostri ragazzi!
Si tratta di comportamenti che vanno condannati sempre e senza remore. Purtroppo la tecnologia, gli schermi, sottraendoci dalla responsabilità della presenza fisica del nostro interlocutore, liberano i nostri istinti più oscuri, facendoci credere che tutto è lecito, tutto può essere detto e fatto. Ma dobbiamo sempre ricordare che dall’altra parte dei monitor c’è un’altra persona o – peggio – ci sono i nostri ragazzi. Ragazzi che osservano i nostri comportamenti e li emulano con (o contro!) i loro coetanei.

In occasione di questa giornata, rivolgo un invito soprattutto agli adulti: torniamo ad essere un esempio per i nostri giovani, a trasmettere loro comportamenti positivi. Alle scuole il mio ringraziamento per l’importante lavoro che svolgono e la rassicurazione di poter trovare in noi amministratori tutto il supporto necessario nella promozione di iniziative di informazione e prevenzione contro simili fenomeni. E ai più piccoli l’augurio che possano loro rendere questo nostro mondo migliore di quanto talvolta noi adulti lo rendiamo.

Info sulla pagina Facebook UN NODO BLU.

L’Assessore alla Cultura e all’Offerta formativa
Dott.ssa Lorita TINELLI

Fonte: http://www.noci24.it/politica/palazzo-di-citta/15002-il-nodo-blu-contro-il-bullismo-oggi-la-prima-giornata-nazionale-di-sensibilizzazione-noci-compresa

NOCI (Bari)“Adesso sarete contenti”, rivolto ai suoi compagni di scuola, e una lettera di scuse indirizzata ai suoi genitori. Con queste poche parole una giovane dodicenne lo scorso 18 gennaio ha tentato il suicidio gettandosi dal balcone della sua stanza. È accaduto a Pordenone e la fortuna ha voluto che la piccola ragazza cadesse prima sulla tapparella dei vicini al piano inferiore, evitando così una fine drammatica.

Si tratta di uno dei tantissimi fatti di cronaca che sempre più frequentemente vedono ragazzi vittime di bullismo giungere a conclusioni così estreme. Un carattere a volte molto fragile, l’incapacità di ribellarsi davanti a gesti di violenza o derisione che possono far paura, la diversità non sempre compresa e accolta con rispetto: numerose possono essere le cause di gesti apparentemente inspiegabili. Così come appare difficile individuare mezzi o misure che possano permettere il controllo di simili avvenimenti. L’avvento delle più moderne tecnologie e la loro libera fruizione da parte dei giovanissimi non ha di certo aiutato a migliorare la situazione: si parla, infatti, di cyberbullismo facendo riferimento a tutti quegli atti di violenza trasmessi sul web tramite video e gli ormai diffusi social network. La dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del Cesap, ritiene che “un’azione coordinata tra famiglie, scuole ed esperti è indispensabile per affrontare, analizzare e risolvere il fenomeno con una forza sinergica. Ovvero se i genitori del bullo o della vittima avvertono la presenza di tale dinamica devono subito confrontarsi con la scuola, e viceversa e avere esperti di riferimento per progettare strategie di intervento e prevenzione”.

Difronte a simili eventi spesso ci chiediamo cosa può scattare nella mente di una giovane ragazza nel bel mezzo della sua adolescenza, il periodo in cui è vero che tutti i problemi possono risultare amplificati, in cui ci si inizia a porre le prime domande su se stessi, ma il periodo in cui spensieratezza, gioia di vivere e curiosità verso la vita dovrebbero essere requisiti onnipresenti. Lorita Tinelli ci spiega, infatti, come in quei momenti “scatta il timore di non essere compresi dal mondo degli adulti, Un adolescente, in particolar modo, tende ad estremizzare tutto, nel bene o nel male, e il giudizio degli altri è fortemente soppesato e amplificato. Inoltre vive dei sensi di colpa e una inadeguatezza tale da non avere più il coraggio e la voglia di vedere ancora i suoi amici. Pensa solo a come poter ‘sparire’, diventare invisibile, per non ricevere più le ‘attenzioni’ che il bullo gli riserva. Ovviamente il suicidio non è il punto finale cui tutti giungono, ma è pur vero che la vittima di bullismo si porterà per sempre dentro di sè quell’amara esperienza vissuta”.
Il bullismo può essere combattuto, ostacolato in qualche modo? “Esistono diverse associazioni in Italia che si occupano del fenomeno e diversi professionisti, con varie competenze. Così come esiste anche un Osservatorio Nazionale sul Bullismo. Esse sono nate per offrire informazione sul fenomeno. – ha dichiarato la dott.ssa Tinelli – In particolar modo l’Osservatorio sta costruendo anche una consistente banca dati di informazioni giuridiche, esperienziali e mediatiche relativamente al fenomeno, nonché studi scientifici. Diverse sono anche le tesi di laurea discusse in alcune università, sia in ambito psicologico che in ambito pedagogico. È fondamentale che se ne parli. Nonostante tutto, spesse volte, le scuole o le famiglie profondamente coinvolte tendono a negare il fenomeno, come se si trattasse di una grande vergogna. Non è sicuramente il modo giusto e utile per affrontarlo e per aiutare i propri ragazzi e i propri figli”.
È, infatti, essenziale che ogni comportamento che possa tradursi offensivo o violento nei propri confronti o verso quelli di un altro venga sempre denunciato. Nessuno può e deve tacere davanti alla propria sofferenza o a quella altrui, così come nessuno può attribuirsi il diritto di giudicare la “diversità”, sotto qualsiasi forma possibile, dell’altro. È difficile stabilire di chi sia la responsabilità e forse sarebbe riduttivo parlare di una sbagliata educazione o di un contesto socio culturale che influenza negativamente chi di questo fenomeno ne è protagonista, che ne sia vittima o artefice. A 12 anni non ci si può sentire inadeguati alla vita, non si può sperare di diventare ‘invisibili’. A 12 anni chiunque ha il diritto di amare quella stessa vita da cui si cerca di scappare. Con il bullismo si ci fa i conti già da tempo ormai ed è difficile stabilire se si potrà mai mettere la parola “fine”. È importante però sapere che non si tratta di situazioni che non possano essere evitate. Il dialogo, che sia a scuola o in famiglia, è il primo strumento utile a rieducare alla vita, al rispetto e all’amore per la propria persona

Rossana Quarato
Fonte: http://www.noci24.it/cultura/educazione/12703-bullismo-si-puo-vincere-con-il-dialogo

 

«Genitori, aprite gli occhi»Al teatro Biancardi il convegno sul cyberbullismo e i pericoli legati ad internetgenitori-aprite-gli-occhi

Aprire gli occhi. E’ questo il consiglio, o meglio l’invito che il Generale Luciano Garofano ha rivolto ieri sera dal palcoscenico Teatro Biancardi di Avella ai genitori e ai professionisti della formazione, quelli che operano nella scuola in particolare.

 

L’ex comandante del R.I.S. di Parma lo ha fatto intervendo all’interessante dibattito organizzato dalla Fondazione Avella Città d’Arte, in collaborazione con l’associazione Famila, dal titolo già di per sè eloquente ed oltremodo indicativo: “Minori ed Internet, i pericoli della rete, strumenti di prevenzione e tutela”. La relazione di Garofano è stata tutta incentrata sul cyberbullismo. «Un problema veramente delicato», ha affermato il Generale, «perché purtroppo molto trascurato nel panorama italiano.

 

Sono tanti i rischi per i nostri ragazzi, soprattutto perché viviamo in una società in cui si permette già a dieci anni di utilizzare gli smarphone, strumenti collegati con il mondo». Pur non volendo demonizzare i telefonini di nuova generazione, Garofano ha sostenuto che essi «rappresentano un pericolo reale per i bambini, i quali non sanno che dall’altra parte dello schermo possono nascondersi soggetti manipolatori, capaci di carpire la loro fiducia». «Per i nostri ragazzi – ha concluso il Generale – sono pertanto fonte di rischio, arrivando a provocare persino fenomeni gravi come l’induzione al suicidio. L’appello che mi sento di lanciare ai genitori è quello di aprire gli occhi. Ma mi rivolgo anche ai formatori e ai docenti per una rinnovata collaborazione tra famiglia e scuola.

 

Abbiamo il dovere di essere più vigili, di consentire ai nostri ragazzi l’uso del telefonino quando sono più grandi e più attrezzati intellettivamente per comprenderne i rischi. Dobbiamo consentire loro di viaggiare nella rete in sicurezza parando i colpi che potrebbero derivare dalle aggressioni». Quello del Generale Luciano Garofano non è stato l’unico intervento applaudito dalla gremita platea del Teatro Biancardi. Hanno incontrato il gradimento del pubblico anche le relazioni degli altri ospiti della Fondazione.

 

A cominciare del Sostituto Procuratore Federico Bisceglia, che per alcuni anni ha guidato la Procura di Nola risolvendo numerosi casi di cyberbullismo. Rilevanti, poi, anche gli interventi del Capitano dei Carabinieri di Baiano Giuseppe Giovanni Ianniello, del Dott. Felice Nunziata, primario di Pediatria Forense, della psicologa Lorita Tinelli, del Dirigente Scolastico Pasquale Amato. Presente anche il presidente dell’ordine degli avvocati di Avellino, l’avvocato Fabio Benigni, anche perché il convegno valeva come credito formativo per la categoria. I lavori sono stati moderati dal Presidente della Fondazione, l’avvocato Antonio Larizza.

Rocco Fatibene

 

Fonte: http://www.ottopagine.it/av/daicomuni/2500/genitori-aprite-gli-occhi.shtml

 

Alessia Guidi è il nickname usato da Simonetta Po, l’autrice del sito ‘Allarme Scientology’. Eppure, nonostante il suo impegno per far meglio conoscere Scientology ai più,  nel 2008 Alessia Guidi postava il messaggio che segue contro di me sia sul suo sito “alessiaguidi.provocatione.net, ma anche in un gruppo google aperto assieme ai membri di Arkeon per molestare e deligittimare me e le vittime di Arkeon specialmente durante le indagini e il processo

 

 

 

 

 

Nell’anno 2003 per conto del CeSAP, ho elaborato il contenuto di un cd interattivo allegato al testo di Educazione alla Convivenza Civile, per le scuole medie inferiori, dal titolo  “Missione Possibile”, edito dalla Loffredo Editore. La struttura tecnica è stata realizzata da un collaboratore del CeSAP

.

Creative Commons License Missione Possibile is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.