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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Una scientologist in Irlanda è stata condannata a pagare i danni a un ex membro della chiesa, per l’invio di e-mail che lo accusavano di istigazione all’odio e  per aver condiviso una foto in cui quest’ultimo copriva i suoi genitali con una maschera di Guy Fawkes.


LONDRA – In Irlanda una scientologist è stata condannata a pagare i danni per il suo attacco “al vetriolo e personalizzato” alla reputazione di un uomo [ex scientologist ndt], che aveva osato parlare contro la sua religione.
Quando l’ex scientologist ha tenuto un discorso ai ragazzi in una scuola di Dublino circa i pericoli di unirsi alla chiesa, mai avrebbe potuto immaginare che ci sarebbero state delle conseguenze.
Quello che Peter Griffiths non si aspettava era una serie di messaggi di posta elettronica, altamente personali, inviati al preside della scuola, in cui egli veniva accusato di attività criminali, di istigazione all’odio e di avere interessi per film porno tra adolescenti. In uno dei messaggi di posta elettronica era allegata una foto di Griffiths completamente nudo a parte una maschera  tenuta sui suoi genitali.

Le e-mail sono state inviate da Zabrina Collins, sentita dalla corte, che è un Ethics Officer (Ufficiale di Etica) e la direttrice dell’Ufficio degli Affari Speciali (OSA) della Chiesa di Scientology. Ella ha dichiarato di aver preso di mira Griffiths perché era “un sostenitore appassionato di odio”.

Secondo l’Irish Independent lunedì il giudice civile ha stabilito che i messaggi di posta elettronica “erano in gran parte falsi e gravemente diffamatori”.  Egli ha ordinato di pagare $5600 di danni per l’ “attacco vile”.

Il giudice O’Donohoe si è pronunciato contro una ulteriore denuncia di Griffiths, che sostiene che per il fatto di essere gay questi sia stato tacciato da Collins di essere un pedofilo, che avrebbe potuto mettere in pericolo gli studenti se gli fosse stato permesso di parlare con i ragazzi della scuola cattolica di St. David in futuro.

L’Irish Times ha riferito che il giudice ha sostenuto che c’era una e-mail di “particolare cattivo gusto” che descriveva Griffiths come una persona poco adatta ad interloquire con gli studenti, ma essa non ha travalicato i limiti dell’ordinario definendolo o insuandolo come pedofilo.

Griffiths ha riferito che non c’era “alcun granello di verità” in una qualsiasi delle affermazioni contenute nelle e-mail contro di lui.

Egli, tuttavia, ha ammesso che la foto nuda era reale. Ha spiegato che il suo fidanzato l’aveva scattata mentre lui posava per solidarietà al principe Harry, la cui immagine senza veli era stata rubata quando quest’ultimo era in vacanza a Las Vegas nel 2012.

Nelle settimane dopo che TMZ aveva pubblicato le immagini del reale, decine di migliaia di mezzi di comunicazione sociale esibivano foto, molte delle quali erano anche foto di militari “con un saluto nudo”, a  supporto di Harry.

Griffiths ha raccontato al Circuit Court Civile di Dublino che Collins si era procurata quella sua foto. Il suo braccio destro è sollevato in segno di saluto, mentre la sinistra tiene una maschera di Guy Fawkes, la classica usata dai manifestanti di strada e dal gruppo di hacker Anonymous.

Collins, una chiropratica, ha raccontato alla scuola anche che Griffiths era un membro del ramo d’Irlanda e del collettivo hacking.

Griffith ha riferito che tutte queste accuse avevano “danneggiato agli occhi della  gente comune la sua reputazione e avevano lo scopo di mantenere alto il livello di odio, scherno e disprezzo”.

Lunedi il giudice ha convenuto che le frasi scritte erano state “eccessivamente dannose”.

La rabbia di Collins derivava dalla lezione fatta a scuola, che Griffiths aveva poi pubblicato on-line. Durante la causa in tribunale, ha ammesso di aver utilizzato un tupiloquo – tra cui le parole stronzate e merda – nel descrivere Scientology.

Ha detto ai ragazzi che quella non era una vera e propria religione; che essi [gli scientologist ndt] non dovrebbero essere paragonati a nessun tipo di culto; e ha avvertito che ci sono stati “pericoli là fuori” reali che avrebbero potuto distruggere le loro vite.
Collins ha inviato le e-mail dopo aver ascoltato la registrazione, che è stata pubblicata su YouTube.

Ha ammesso in tribunale di aver reagito in modo esagerato.
Avrei potuto affrontare la quesione  in modo più moderato” ha riferito.

Fonte: http://www.thedailybeast.com/articles/2016/04/26/judge-scientologist-to-pay-for-nude-pic-attack-on-critic.html

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Udienza fissata per il 24 febbraio. Saranno presentate le liste dei testimoni.

La psicloga: “Vivo con la paura di ritorsioni sulla mia famiglia”

Udienza fissata per il processo Arkeon, la setta i cui adepti sarebbero stati manipolati psicologicamente da fantomatici “maestri”, col fine di estorcere denaro e favori di ogni genere. Ma anche per il semplice piacere di sentirsi superiori: paragonati a Gesù, essere artefici del destino di centinaia di persone dalle menti fragili, manipolate come burattini.

Il capo dei burattinai, secondo le accuse – ed i molti filmati che gli stessi adepti di Arkeon hanno postato in rete – sarebbe Vito Carlo Moccia, il “capo-maestro”,  colui che – secondo le dichiarazioni della psicologa Lorita Tinelli, parte civile nel processo nonchè ex consigliere nazionale del GRIS (Gruppo  di ricerca socio religiosa, riconosciuto dalla CEI) e fondatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) – era riuscito a controllare le menti dei suoi seguaci, a tal punto che questi veneravano persino la sua immagine. Un dio, quasi, o un messia: tanto che le sue foto venivano poste su degli altari religiosi accanto a delle raffigurazioni di Gesù, come a sottolineare la parità di valore tra le due figure.

E dovevano essere in molti a credere che il Moccia fosse una specie di nuovo messia, tanto che persino un uomo di chiesa, il sacerdote paolino don Angelo De Simone, era diventato non solo adepto arkeon ma anche, per così dire, il sacerdote ufficiale della setta, celebrando matrimoni tra i “discepoli” anche quando questi erano già sposati. Ma non è tutto. Il sacerdote avrebbe, come documentano i filmati sulla setta mandati in onda dalla trtasmissione “Chi l’ha visto?”, avuto per anni rapporti sessuali con due suore. Don De  Simone era di certo in conflitto con la propria coscienza, con il ruolo che rappresentava nella società e, di certo, con la propria fede.

Un conflitto che il Moccia aveva risolto attraverso il ‘metodo’ Arkeon: una serie   di tattiche psicologiche mirate a “liberare” la coscienza di una persona in conflitto con se stessa, a riaffermare un ruolo sociale che il proprio essere metteva in conflitto con i dettami della società moderna. Così unn sacerdote, la cui coscienza soffriva di fronte alla consapevolezza di non riuscire ad arginare la propria sessualità, in totale conflitto con i dogmi della Chiesa, diventava un membto della comunità Arkeon: lì avrebbe potuto essere libero ed avrebbe venerato il suo liberatore, come sempre, il Moccia.

Come don De Simone, altri (si parla di centinaia di persone) sarebbero cadute nelle “trame” di questo gioco psicologico della cui straordinaria efficacia – come sembra anche lo stesso Moccia abbia affermato in un filmato mandato in onda dalle reti televisive – anche lo stesso creatore si sarebbe meravigliato .

Così accadeva che molti venivano convinti di essere stati vittime di abusi sessuali quando erano ancora bambini (abusi di fatto mai avvenuti) , o di essere eterosessuali quando invece erano omosessuali (alcuni sono stati convinti  che la propria omosessualità derivasse da fantomatici abusi sessuali subìti nell’infanzia e sono stati convinti ad unirsi in matrimonio con persone del sesso opposto) o che tutti i problemi da loro incontrati nel corso della vita derivassero da qualche violenza subìta nell’infanzia che, per mezzo dei riti e delle pratiche della setta (il Metodo Arkeon), il Moccia si impegnava ad individuare e portare alla luce e, come è oggetto di indagine, ad utilizzare probabilmente per scopi illeciti. Si parla infatti di donazioni di denaro, anche consistenti, da parte dei  seguaci della setta ai “maestri” ed allo stesso Moccia, nonchè di favori di vario genere e di presunte violenze sessuali.

Quest’ultima imputazione di reato , è al vaglio degli inquirenti del tribunale di Milano (il processo si svolge, in contemporanea, anche in altre città d’Italia, dove sorgevano altre sedi della setta). Ma queste ed altre circostanze saranno confermate o smentite durante il corso del processo, che, il 24 del mese corrente, porterà la formulazione della lista dei testimoni che saranno ascoltati, da entrambe accusa e difesa, in un intervallo di 15 giorni per udienza. Una delle prime testimoni ad essere sentite sarà la psicologa Lorita Tinelli, costituitasi parte civile nel processo.

“Sono oggetto di continue minacce, anche di morte, da parte di alcuni adepti della setta – ha dichiarato la fondatrice del  Centro studi per gli Abusi Psicologici – voglio che sia fatta giustizia e che la macchina della giustizia del nostro Paese non sia così lenta come sembra invece essere”.

La lentezza delle procedure processuali, infatti, potrebbe portare alla prescrizione di alcuni reati imputati a Moccia.

“Continuo la mia lotta contro un gruppo di persone che agisce in modo mafioso – ha continuato la Tinelli – sotto continue minacce e denigrazioni, anche per mezzo di internet (sono molti i blog dei seguaci di Arkeon che gettano fango sulla psicologa nocese ndr), non esco più la sera, sono stata costretta a spostare la sede del mio studio in un luogo abitato e vivo ogni giorno con la paura di ritorsioni su di me e, soprattutto, sulla mia famiglia

Mirko Misceo

Il Quotidiano di Bari, 4 febbraio 2011

Comincia la sfilata dei testi dopo il rinvio a giudizio di dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul ‘metodo Arkeon’

Riprende questa mattina dinanzi ai giudici della Seconda Sezione Penale presso il Tribunale di Bari il processo alla psicosetta barese ‘Arkeon’. Sul banco degli imputati una decina di persone accusate d’un vasto giro di truffe e raggiri scoperto dalla Digos nell’autunno di tre anni fa, dopo una denuncia di alcune persone truffate.
Arkeon, guidata dal sedicente psicologo Vito Carlo Moccia accusato di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, truffa aggravata, calunnia e violenza privata e sessuale, aveva sede in via Amendola, non lontano dal centro di Bari.Il tutto si basava sulla filosofia orientale Reiki, un percorso di sviluppo e conoscenza individuale attraverso la tecnica dell’introspezione. Ma nel concreto, era indirizzata a persone fragili, pronte a tutto, ad aggrapparsi a qualsiasi speranza: persone affette da tumori, Aids o anche
coppie sterili.

L’introspezione si traduceva in incontri e seminari, naturalmente a pagamento, durante i quali i partecipanti venivano bendati, mentre il ‘Maestro’ chiedeva loro di abbandonarsi ad atteggiamenti di libertà, fisica e verbale. Sembrerebbe infatti che li invitasse anche ad avere rapporti sessuali tra loro. Questo il ‘No limits’. Ma cosa ancora più grave, sembrerebbe che a questi incontri partecipassero anche dei minorenni, 4 ragazzi dai 12 ai 18
anni, anche se però non si sa ancora bene se i rapporti sessuali abbiano coinvolto anche loro.
La rete non era limitata al capoluogo pugliese, ma copriva tutto lo stivale: da Palermo a Latina, da Roma a Milano. Più di 15mila coloro che si sarebbero affidati al metodo Arkeon: tre, secondo gli accertamenti degli inquirenti baresi, i livelli di apprendimento, naturalmente a pagamento; il ‘primo livello’ delle lezioni costava 250 euro, ‘l’ intensivo’ 1.100, il ‘terzo livello’ circa 12mila. Molti, secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Francesco Bretone, parteciparono solo a poche lezioni, ma altri, sfortunati, come ad esempio una coppia milanese che non riusciva ad avere figli, arrivarono a sborsare fino a 15mila euro. Obiettivo comunque
della Sacred Path, questo il nome della setta, era espandersi a macchia d’olio in tutta Italia, anche se per ora sotto processo, assieme a Moccia, sono finiti Saverio Quirino, Isa Calabrese, Antonio Turi, Pietro Mazza, Massimo Vavalle, Gabriella Fabri, Grazia Bozzo, Francesco Locatelli e Francesco Morello, Saverio Quirino. Nella sede legale di via Amendola, a Bari, c’erano i server, poi sequestrati, di ben quattro siti internet, appunto per creare, sempre secondo l’impostazione accusatoria, una sorta di franchising nazionale, attraverso meeting
organizzati in strutture alberghiere. La setta si estendeva per tutto lo stivale da ben dieci anni, anche se il processo che riprende stamani con l’ascolto dei primi testimoni, dopo la costituzione delle parti civili per il risarcimento dei danni, servirà proprio a chiarire i contorni d’una ‘psicosetta’ molto radicata e pericolosa.

Francesco De Martino

Il Caso

“I fedelissimi di Arkeon continuano a intimidire …”

Lorita Tinelli è una donna forte e coraggiosa, presiede il centro studi contro gli abusi psicologici e s’è costituita parte civile nel processo che riprende questa mattina a Bari.

Per più di diec’anni ho ricevuto richieste di aiuto da persone che s’erano avvicinate ad Arkeon e al suo fondatore, ricevendone danni enormi. Non tutte hanno denunciato, a volte per paura di compromettersi ancora in un percorso lungo e pesante, come quello giudiziario. Ancora oggi ricevo richieste di aiuto da parte di chi, a distanza di tempo dai seminari Arkeon, cerca di recuperare i propri equilibri, cercando di trovare la verità sulla propria vita. Purtroppo sono in tanti a raccontare di essere stati portati a credere a situazioni mai verificatesi, come un presunto abuso nell’infanzia, addirittura da un parente stretto come un padre o una madre. Non parliamo poi degli omosessuali convinti di esserlo diventati a seguito di un abuso infantile e che dopo il “lavoro”(= assidua frequentazione dei seminari a pagamento) venivano portati a scegliere di sposare una persona dell’altro sesso e a iniziare a mettere su famiglia

Scusi, dottoressa, ci sono casi particolari in questa vicenda?

I racconti che mi sono giunti riguardano storie drammatiche di separazione, allontanamenti da genitori visti come pedofili e potenzialmente pericolosi, confessioni di presunti abusi, maltrattamento a minori che venivano coinvolti in confessioni, a contenuto sessuale, da parte di adulti … e molto altro. Guardi, c’è gente che ancora oggi mi chiede se i seminari di Arkeon continuino. Sinceramente non lo so e non è mio compito indagare su questo. Vero è che a febbraio 2008, malgrado il sigillo posto dalla Procura alle varie attività di promozione Arkeon (furono chiusi tutti i siti e sigillata la sede legale a via Amendola) e malgrado i primi indagati fossero resi pubblici, essi organizzarono un nuovo incontro a Roma, dove, alla presenza di una “studiosa di religioni” tentavano di riorganizzarsi. La stessa studiosa di religioni forniva loro suggerimenti su come riaprire spazi nella rete e su come controbilanciare  le informazioni su Arkeon che giravano in internet. L’intervento della Digos in quella sede ha potuto documentare questi fatti e ha portato anche ad indagare quella studiosa per associazione a delinquere e abuso della professione

Ora in dibattimento emergeranno parecchie verità …

“Io spero che serva a condurre veramente momenti di riflessione su come certi gruppi con certe modalità possano creare grandi scompensi agli individui, anche a distanza di tempo. I fedelissimi del fondatore di Arkeon ancora oggi, nel tentativo di difendere il loro maestro, hanno iniziato su internet una fitta campagna intimidatoria e diffamatoria contro la sorroscritta e contro le parti lese del processo. Anche questi fatti potrebbero aver un peso nel procedimento in corso

Il Quotidiano di Bari del 23 giugno 2010

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