Header image alt text

Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Danielle Fortin of Ottawa spent nearly two decades as a member of the Children of God. Simon Gardner/CBC

Se sei passato per l’Ottawa ed hai incontrato Danielle Fortin o Jerry Golland sulla tua strada non avrai mai potuto pensare che ci fosse qualcosa di strano su di loro.

Jerry Golland joined the Children of God in 1971, and left the cult in 1991. Simon Gardner/CBC

Fortin, 63 anni, è cresciuta a Montreal. Lei ha un modo particolare di parlare, intervallato da una risata autoironica. Lei si descrive come “selvaggia” in gioventù, e racconta di aver assunto farmaci allucinogeni.

Attualmente vive tranquillamente a Ottawa con un figlio leggermente disabile.

Golland, 69 anni, cresciuto a Montreal,  in una famiglia ebrea laica. Poco più di un anno fa si è ritirato come insegnante presso la scuola cattolica di Ottawa.

E’ stato a lungo un volto familiare nelle discoteche e nei locali di Ottawa, dove si è specializzato nella divulgazioni delle canzoni del suo eroe, Leonard Cohen. Il suo modo di parlare può sembrare confuso, ma egli lotta con un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Ciò che unisce Danielle Fortin e Jerry Golland è un capitolo bizzarro nella loro vita: sono stati entrambi membri dei Bambini di Dio, uno dei culti religiosi più noti nel mondo.

La storia inquietante dei Bambini di Dio è ben documentata in diversi studi, libri e documentari. Al suo apice, il movimento ha avuto decine di migliaia di membri, tra cui nomi come River e Joaquin Phoenix, Rose McGowan e Jeremy Spencer.

Children of God in Europe

Il gruppo è stato fondato nel 1968 in California, in un periodo di hippies e di liberazione sessuale.

Ci si aspettava che membri femminili della COG attirassero gli uomini per fare sesso con loro. I bambini erano sessualizzati e talvolta abusati sessualmente in età precoce. Migliaia di membri lavoravano come schiavi raccogliendo fondi per sostenere lo stile di vita sotterraneo fondato sulle idee sessuali del leader del gruppo, David Berg.

Dopo più di 25 anni di elaborazione, Golland e Fortin hanno deciso di raccontare le loro esperienze.

Attirati nel culto.

La prima ribellione di Fortin da Bambini di Dio è avvenuta a metà degli anni ’70. Lei usava eroina, infelice per la sua vita e alla ricerca di significato. Racconta di esser andata in Spagna d’impulso per riforrnirsi di droga.

E c’erano alcune persone che cantano in strada, tre o quattro ragazzi che cantavano, ‘Devi essere un bambino per andare in paradiso’. E in quel momento il mio stato d’animo era, ‘Wow! Posso essere una bambina e ottenere il cielo?’ E mi rispondevano di sì – se ricevevo Gesù nel mio cuore“.

Il contatto di Golland con il culto è venuto nel 1971 a Londra, Inghilterra.

Un amico fortemente disturbato psicologicamente gli aveva rubato  tutti i suoi soldi e la maggior parte dei suoi beni, tra cui il suo passaporto. Egli era seduto da solo in un parco, quando udì la musica e vide un  autobus giallo a due piani con  “Bambini di Dio”, scritto in lettere psichedeliche sul lato.

 

 

‘Mi hanno messo ai limiti della strada’
Ero così radicato da non essere religioso, ho sempre ingannato tutta la mia vita. E poi ho sentito canticchiare in un parco 40 o 50 persone che dicevano ‘Hey, vieni con noi, venite sul nostro autobus, si può tornare a casa con noi‘”.

Dice che in tempi diversi li avrebbe mandati all’inferno, ma era in uno stato di prostrazione.

Niente mi ha attratto a loro“, racconta Golland. “Mi hanno deviato il percorso di vita“.

Egli avrebbe trascorso i prossimi 20 anni come membro del culto, sempre alla ricerca di persone vulnerabili – persone come lui – da reclutare.

Ci piaceva imparare a individuare, sai … quegli occhi, quella persona, vi è una persona vulnerabile. Li chiamavamo pecore.  La  pecora reale è il contrario di qualcuno che era più antagonista …  un lupo

‘La Pesca d’amore’

L’impressione iniziale di Danielle Fortin del gruppo è stato positiva. Sentiva che per il suo  cambiamento stava “facendo qualcosa di giusto“.

Come Fortin avrebbe presto scoperto, i Bambini di Dio, erano anche un una rigida organizzazione che sfruttava i membri, in particolare donne e bambini.

A quasi tutte le giovani donne del culto veniva ordinata la “pesca d’amore“. Ciò significava fare sesso ogni giorno, spesso con nuovi e diversi uomini.

Bisogna affidarsi totalmente al vostro capo. Non importa quello che egli ti chiede, devi obbedire … e l’unica cosa che ti viene chiesta è di uscire per la pesca d’amore. Ciò significa entrare in un bar o un ristorante o un hotel e incontrare alcune persone per chiedere la misericordia di Gesù nel loro cuore in cambio di una donazione“.

Fortin è spesso entrata in conflitto con i leader del gruppo ritenendoli esigenti. Lei non voleva avere rapporti sessuali con ogni ragazzo che la desiderava.

David Berg, il leader del culto, anche promosso concetti come “una moglie” e “condivisione”. Anche dai membri di sesso femminile sposati ci si aspettava che andassero a letto con altri uomini nel gruppo.

A causa delle basi fondamentaliste cristiane del culto, ai membri era vietato l’utilizzo di qualsiasi forma di contraccezione. Non sorprendentemente, c’erano un sacco di bambini nati al di fuori dei Bambini di Dio.

Abusi sui minori”

Entrambi gli ex membri dicono di essere stati in grado di proteggere i propri figli dagli abusi sessuali, ma di non riuscire a tenerli sempre al sicuro da abusi fisici.

Fortin ricorda che uno dei suoi ragazzi, a soli 11 anni, era stato punito perchè considerato ribelle. Per tre mesi fu confinato in una casa piena di adulti, fu costretto a mangiare da solo e gli fu proibito di parlare.

E’ stato difficile per me, perché ero seduta al tavolo e lui era vicino ad un altro tavolo e stava piangendo, ‘Mamma, mamma’. Ed io non ho potuto fare nulla perché avevo troppa paura di essere cacciata“.

Si ricorda anche lo stesso figlio, da bambino, non le veniva consegnato sino a che non era “tutto livido e nero“.

Golland, che ha cinque figli, racconta che punizione fisica dei bambini era fin troppo comune.

Stiamo parlando di quattro, cinque, sei, sette anni, i bambini erano neri e blu, battuti, non con la verga che li rovinava. Berg ha sempre suggerito di usare una gruccia [utile per battere i bambini] … Criminale!“.

“Opuscoli utilizzati per sollecitare donazioni”

Il compito principale dei membri della setta era quello di sollecitare le donazioni attraverso la distribuzione di volantini che divulgavano il vangelo di Berg, conosciuto anche come Mosè David.

Berg scriveva anche le “Mo Letters”, opuscoli didattici espliciti per i membri. I titoli includevano “Le avventure di un Pesce Innamorato” e “Esche d’amore”.

 

Golland racconta che i membri che erano bravi a raccogliere fondi e distribuire gli opuscoli venivano chiamati Shiners. Quelli con scarse vendite venivano chiamati Shamers. Se si perdeva la quota non si poteva tornare a casa per la cena.
L’andamento delle vendite di Golland era tanto brutto che gli fu anche impedito di assistere alla propria cerimonia di nozze.

“Lasciare il culto”

Fortin ha viaggiato il mondo con i Bambini di Dio e con alcuni dei suoi gruppi affiliati, ed è stato arresta in India, nelle isole Fiji e nelle Filippine.Nel 1992 ella doveva distribuire una grande quantità di video e cassette audio dei Bambini di Dio a proprietari di negozi in Porto Rico. Uno dei suoi figli ebbe necessità di un intervento chirurgico al cuore, un’operazione che richiedeva un viaggio a casa, in Canada.

Rimase con i Bambini di Dio a Montreal, e alla fine si trasferì a Aylmer, Que, e poi Ottawa, dove continuò a contribuire con una decima del 10 per cento del suo reddito per il gruppo, prima di staccarsi gradualmente.

Ricorda che ricevette una visita nella sua casa di Ottawa da un membro dei Bambini di Dio, un “fratello” che la rimproverava per aver così tanto cibo nel suo armadio.Ha risposto che ne aveva bisogno per nutrire i suoi figli e non poteva risparmiare nulla per il gruppo.

Mi ci è voluto un bel po’ a capire che ero sotto l’effetto del lavaggio del cervello e che non stavo facendo la cosa giusta. Mi ci sono voluti alcuni anni per leggere storie di persone nei culti e di persone che subiscono abusi“.

Fortin è rimasta in contatto con altri tre ex membri dei Bambini di Dio, uno di Montreal e due della zona di Ottawa. Lei chiama il gruppo la sua “rete”, e considera i loro incontri e le conversazioni una forma di terapia.

L’ultima goccia per l’allontanamento di Golland dal gruppo è avvenuto quando uno dei suoi figli, a soli 12, è stato costretto a cantare sotto la pioggia fino a mezzanotte, al fine di raccogliere fondi. Il membro adulto che supervisionava il ragazzo era al caldo e all’asciutto in un auto nelle vicinanze.

“La vita dopo i Bambini di Dio”
Golland è tornato a Ottawa nei primi anni ’90 ed è riuscito a ottenere un lavoro, prima nell’Algonquin College e poi nella scuola cattolica di Ottawa come insegnante di lingua inglese.Si sente fortunato per essere stato in grado di sopravvivere non solo ai Bambini di Dio, ma anche di essere andato in pensione con una pensione modesta. Altri membri, dice, non sono stati così fortunati.

[C'erano] un sacco di suicidi di ex membri, adulti e adolescenti. Tossicodipendenza. Prigione. Un sacco di gente non trovava equilibrio“.

I Bambini di Dio esistono ancora oggi sotto un nome diverso, ma non hanno la stessa portata, influenza o notorietà. La tecnica della pesca d’amore di Berg ha avuto una battuta d’arresto a causa della comparsa dell’epidemia dell’AIDS.

Golland è in procinto di scrivere un e-book sulla sua esperienza con i Bambini di Dio, chiamato Solo un uomo.

Egli avverte che quello che è successo a lui e a Fortin potrebbe facilmente accadere ad altri.

Ci sono ancora  le persone sole, alienate … le pecore, i bambini. Ci sono ancora un sacco di loro là fuori“.

Fonte: http://www.cbc.ca/news/canada/ottawa/children-of-god-survivors-1.3481788
——————————————

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Twins Flor and Tamar Edwards, both 34, say they were raised in a controversial religious sect called "The Children of God." Le gemelle Flor e Tamar Edwards

 

La maggior parte delle infanzie sono piene di esperienze di bicicletta, mangiate di pizza o cinema, ma le gemelle Flor e Tamar Edwards, entrambe di 34 anni, hanno scoperto molte di queste cose per la prima volta da adulte.

Questo perché per i primi 13 anni della loro vita, queste gemelle hanno vissuto in quello che alcuni ex membri definiscono un culto apocalittico.

Non sapevo cosa fosse un cinema” ha raccontato Flor “Abbiamo visto una fontana per la prima volta, e tutti noi appena l’abbiamo vista ci siamo strette intorno come se fosse una …

… Novità“, contina Tamar, terminando la frase di sua sorella.

Flor e Tamar sono state allevate nell’ambito di una setta religiosa controversa chiamata “I Bambini di Dio”, che si costituitì a Huntington Beach, in California, alla fine del 1960 dal “libero amore” degli hippies. Le gemelle hanno raccontato che il gruppo ha vissuto come nomade rimandendo chiuso dalla restante società, credendo di essere un popolo eletto di Dio i cui membri avrebbero dovuto essere salvati quando sarebbe arrivata l’apocalisse.

 

Da bambine, Flor e Tamar hanno detto che è stato insegnato loro che avrebbero dovuto essere “martiri di Dio” quando avrebbero avuto 12 anni – perché i membri ritenevano che l’apocalisse sarebbe venuta nel 1993 – e le gemelle hanno vissuto nel costante timore di quell’anno che si avvicinava.”Ero terrorizzata a causa del ‘tempo della fine’  che stava arrivando così, da bambina,  ho avuto a che fare con un sacco di paure molto reali” ha raccontato Flor. “Ho pensato molto alla mia morte che  presumibilmente sarebbe avvenuta quando avrei compiuto 12 anni“.

 

 

Flor ha detto che ha visto “l’indistruttibie Kimmy Schmidt”, un popolare show Netflix di un gruppo di giovani donne che si sono liberate dopo anni di prigionia da parte di un leader di un culto in un bunker sotterraneo. Si tratta di una trama ella ha detto che le può riguardare. Nel primo episodio, il personaggio Kimmy Schmidt “vede l’acqua nel bagno per la prima volta“, ha detto Flor, un momento che le è risuonato familiare.All’interno de I Bambini di Dio, le gemelle hanno detto di aver vissuto con altre famiglie  in spazi ristretti. Hanno raccontato che è stato loro impedito di andare a scuola, e hanno detto che non hanno imparato a leggere fino a 9 anni.

Tutto era considerato un male. Sai, l’educazione“, ha detto Flor.

La politica era il male“, ha aggiunto Tamar.

La Musica” Flor ha continuato. “Qualsiasi cosa. Tutto ciò che era al di fuori del gruppo era il male“.

Hanno perso interamente gli anni ’80, hanno detto, e stanno ancora recuperando quegli anni perduti di riferimento alla cultura pop.

Io ho guardato ora tutti i film degli anni ’80 e ho un’intera collezione di musica degli anni ’80non durante la mia permanenza lì – ha raccontato Flor. “Sapevamo che c’era qualcuno fuori di nome Madonna e Michael Jackson. Questo è tutto“.

Tutto questo, hanno detto, è stato determinato da un solo uomo, David Berg, conosciuto come “Padre David“.
Padre David ci ha insegnato che le chiese erano il male“, ha detto Flor.

E che il denaro era il male“, ha aggiunto Tamar.

Flor ha detto che Berg in realtà discendeva da una “lunga linea ancestrale di evangelisti“, e che era “molto familiare” con la Chiesa cristiana fondata, ma essa lo aveva respinto.

Voleva staccarsi da quelli ed è venuto in California” ha dichiarato Flor. “Ha avuto alcune esperienze sessuali quando era molto giovane e viveva in un costante conflitto tra il desiderio e il suo impegno verso Dio“.

La famiglia Edwards viveva a Los Angeles quando si è unita ai Bambini di Dio, e poi, nel 1985, quando le gemelle  Flor e Tamar avevano 5 anni, Berg ha deciso che i suoi seguaci avrebbero dovuto lasciare gli Stati Uniti. Così la famiglia fece i bagagli e se ne andò per la Thailandia, dove le gemelle hanno detto di aver vissuto fino a quando compirono 12 anni, fu allora che  Berg decise che era sicuro per i suoi seguaci ritornare negli Stati Uniti.

 

Il gruppo si trasferisce a Chicago nel 1994, dove le gemelle hanno dichiarato di essere state affidate a una casa con dozzine di altre famiglie.”Una volta che siamo entrate nella casa, è stato un po’ come la nostra piccola comunità“, ha detto Flor. “Sai, facevamo quello che dovevamo fare dentro le mura“.

Alcuni definiscono i  Bambini di Dio un culto a contenuto sessuale. Alle sue origini, il gruppo ha affermato di avere decine di migliaia di membri in tutto il mondo, e che 13.000 bambini erano nati nella setta. Tra i bambini cresciuti nel gruppo vi sono l’attrice Rose McGowan e il giovane Joaquin Phoenix, entrambe le loro famiglie alla fine hanno abbandonato il gruppo.

Gli ex seguaci dicono che è stato loro insegnato a credere che l’amore per Dio si esprime attraverso il sesso o di coinvolgere altri col sesso, compresi i bambini.

Il sesso è stata la cosa che ha spinto la gente“, ha detto Tamar. “Non ha fatto lo stesso effetto qualsiasi droga o l’alcool. … Così il sesso era la via della libertà, hanno visto il sesso come creazione di Dio dell’amore e della bellezza, ed è stato uno degli insegnamenti, ma anche all’interno di tale esistenza si sono verificati abusi. … I bambini vivevano esperienze che sicuramente non avrebbero voluto avere“.

Le gemelle hanno raccontato che era abituale per gli adulti  avere rapporti sessuali davanti ai bambini in casa.

Abbiamo parlato con alcuni degli adulti. … Credevano in quello che [Berg] diceva“, ha detto Tamar. “Così non hanno rimpianti a proposito. Non lo dicono, come, ‘Oh no, ciò era cattivo’ Credono ancora che  padre David aveva qualcosa, come, ecco come un carisma“.

 

I Bambini di Dio si sono riorganizzati ed ora sono conosciuti come The Family International. Nel 1980, il gruppo ha formalmente vietato il contatto sessuale tra adulti e minori e rinunciato alla sua precedente approvazione di condivisione di partner sessuali e alla poligamia.

“La TFI si è riorganizzata quattro anni fa (maggio 2010) e attualmente esiste principalmente come una piccola comunità virtuale, quindi c’è poco rispetto alle polemiche e alle accuse del passato lontano per l’appartenenza alla corrente o all’allineamento alla sua storia degli ultimi 10 anni” riferisce un portavoce dell’organizzazione all’ABC News via e-mail nel mese di novembre. “La TFI ha espresso le sue scuse in una serie di occasioni a tutti i membri che sentono di essere stati feriti in qualche modo durante la loro appartenenza, che vengono anche pubblicate on-line. Per tutti gli effetti, la TFI non esiste più come entità strutturata o movimento comune“.

Flor e Tamar hanno detto che non sono mai state abusate sessualmente, ma hanno affermato di essere state abusate  fisicamente da bambine.

“[I bambini] venivano sculacciati sin dalla più tenera età“, ha raccontato Flor. “La mia sorellina era sculacciata a  6 mesi, che, si sa, non si fa a quell’età“.

Alcuni ex membri dei Bambini di Dio si sono suicidati. Un membro di nome Ricky Rodriguez, che è stato considerato un profeta all’interno della setta, ha fatto notizia nel 2005 quando ha assassinato il suo presunto stupratore, che era stato anche un ex membro dei Bambini di Dio, e poi si è suicidato all’età di 29 anni.

Tamar ha raccontato che voleva togliersi la vita quando aveva solo 7 anni.

Volevo prendere la mia vita e prima di tutto andare in un altro posto … non c’era spazio per il gioco e il divertimento ed è quello che ogni bambino vuole“  ha raccontato Tamar Edwards. “Volevo scappare da quello che stava succedendo e per seconda cosa io non volevo sopravvivere all’apocalisse“.

L’apocalisse sembrava davvero spaventosa“, ha continuato. “Tutta la terra che brucia nel lago di fuoco, era l’intero programma di ciò che stava per accadere come per un sacco di religioni, quindi era terrificante“.

Il gruppo si sciolse dopo la morte di David Berg  nel 1994, e improvvisamente le gemelle riferiscono di esser state costrette ad una vita che non avevano mai vissuto prima.

Ci siamo svegliate la mattina, e mi ricordo solo di aver guardato fuori, ho guardato il prato e tutti erano fuori con le loro cose in valigia“, ricorda Flor. “Abbiamo girato per la casa, e la casa era vuota“.

Giorni dopo lo scioglimento del gruppo, Flor e Tamar raccontano che  il reverendo Pongsak Limthongviratn, un pastore thailandese, venne in aiuto della loro famiglia,  consigliò loro e li aiutò ad incominciare una vita al di fuori della setta religiosa.

Flor e Tamar hanno raccontato che ancora lottano per vivere una vita normale come gli adulti di oggi. Entrambe vivono in California ora. Flor è una giornalista freelance e lavora in ufficio come coordinatrice. Tamar insegna yoga a San Francisco.

E’ difficile uscire e bere un drink al bar come le normali attività sociali  che la gente fa“, ha detto Flor. “Quando incontro qualcuno ad una festa che mi chiede da dove vengo ho quasi voglia di  scappare e nascondermi“.

La parte più difficile, ha detto, è prepararsi al mondo reale, fuori dalle mura che ci hanno circondato a lungo,  cosa che non viene insegnata.

E’ la cosa più difficile vivere una vita per la quale non si è preparati da una parte e poi di essere dall’altra parte“, ha detto Flor. “Questa è sicuramente stata la parte più difficile per la maggior parte dei ragazzi. Non credo nemmeno che l’educazione sia stata difficile tanto quanto una bugia che viene detta  per tutta la vita“.

Sia Flor che Tamar ammettono che, anche se hanno ancora domande sul loro passato, vogliono andare avanti.

Con chi dovremmo essere arrabbiate?” chiede Flor.  “Padre David è morto. Ho già detto che non sto incolpando i miei genitori a causa di quello che abbiamo passato insieme. Non posso biasimare tutti gli altri adulti. … Devo incolpare Dio? Devo dare la colpa alla religione? Io non so nemmeno verso chi indirizzare la mia rabbia. Tutto questo diventa molto faticoso per me. Così, invece, io faccio solo quello che posso con quello che ho“.

 

Fonte: http://abcnews.go.com/US/real-life-kimmy-schmidt-twin-sisters-children-god/story?id=31404110

 

Traduzione non professionale di Lorita Tinelli

————————————–

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Typically reclusive actor Joaquin Phoenix opened up about the Children of God cult to which his family belonged in the early 1970s.  L’attore confida a Playboy di essere nato in un culto controverso: ‘Penso che il momento in cui i miei genitori hanno realizzato che esso era qualcosa di più, uscirono‘.

Joaquin Phoenix ha rivelato quello che significava vivere in un culto religioso.

Joaquin Phoenix talks in the December 2014 issue of Playboy.

Nel numero di dicembre della rivista Playboy, la star ha raccontato di esser nato tra i  Bambini di Dio,  un gruppo religioso col quale i suoi genitori, John e Arlyn Bottom, e i suoi fratelli - Rain, Liberty, Summer e per ultimo River – hanno viaggiato attraverso l’America Centrale e del Sud  nei primi anni ’70.

Il gruppo, spesso descritto come una setta, come riferito, include “l’abuso sessuale di bambini e un ambiente altamente sessualizzato in cui è previsto che mariti e mogli condividano i loro partner con altri“, dice la rivista.

Non credo che essi siano arrivati a quel punto,” riferisce Phoenix Perché, francamente, come si avvicinarono, penso che i miei genitori pensarono, ‘Aspetta un attimo. Questo è più di una comunità religiosa. C’è un’altra cosa sta succedendo qui, e questo non mi sembra giusto’. E così hanno lasciato molto presto“.

La star parla apertamente di ciò che conosceva circa le esperienze dei suoi genitori nel gruppo.

Penso che i miei genitori volessero una esperienza religiosa e sentivano fortemente questo proponimento” ha detto. “Volevano condividere con altre persone che volevano parlare della loro esperienza con la religione“.

 

NYC Papers Out<br /> Social media use restricted to low res file. mas 184 x 128 pixels and 72 dpi

L’attore quarantenne era solo un bambino in quel periodo, ma ha riferito che i suoi genitori hanno trovato un senso di comunità, nella prima fase di introduzione in quello che ha descritto essere un “culto”.

Penso che i miei genitori pensassero di aver trovato una comunità che condivideva le loro idee“, ha detto. “I Culti raramente si pubblicizzano come tali. Di solito qualcuno dice, ‘Noi siamo persone che credono in questo. Questa è una comunità,’ ma credo che il momento in cui i miei genitori si resero conto che c’era qualcosa di più in esso, uscirono“.

Mentre l’educazione non ortodossa di Phoenix ha causato alcune speculazioni su quello che è stato davvero, egli ha difeso le decisioni dei suoi genitori e della loro non conoscenza degli aspetti controversi del culto.

Quando la gente tira in ballo i Bambini di Dio, c’è sempre qualcosa di vagamente accusatorio al riguardo. E’ colpa dell’associazione“, ha detto. “Penso che sia stato davvero innocente da parte dei miei genitori. Hanno davvero creduto, ma non credo che la maggior parte delle persone lo vedono in questo modo. Ho sempre pensato che fosse strano e ingiusto“.

I Bottoms diventati Phoenixes poco dopo aver lasciato il culto hanno iniziato una nuova vita nel sud della California, dove Joaquin è stato introdotto in un nuovo gruppo – l’industria dell’intrattenimento.

Quando sei un bambino la recitazione è un’estensione del gioco“, ha ricordato la star de “Il Gladiatore”. “L’ho sempre amato“.

Dopo tre decenni di recitazione, la star, in genere solitario, ha confessato che si sente ancora nervoso quando si inizia un nuovo ruolo.
Joaquin Phoenix ha confessato che, anche dopo 30 anni di recitazione, si sente ancora nervoso. ‘Questo è da pazzi, non è vero?

Io lo trovo ancora terribile“, ha detto alla rivista. “E fottutamente ridicolo che l’ho fatto letteralmente per 30 anni e sento ancora come se fosse la fottuta prima volta che sto facendo un film ogni volta che inizio”.

“Probabilmente è positivo, anche se“, ha aggiunto. “Solo perché significa che ne ho ancora la cura e che conta molto per me. Ma penso che la motivazione sia ansia e paura, al contrario di una debolezza”.

La star, che è in genere solitario, ha equiparato quello che una bella donna che deve affrontare con i pretendenti ai fan che con cautela lo avvicinano.

E’ come quando si nota qualcuno camminare oltre voi, per poi fermarsi e girare intorno“, ha detto nel numero di dicembre della rivista Playboy in edicola Venerdì. “Ho iniziato a capire che è la stessa cosa di quello che succede a volte a donne attraenti“.

Quando qualcuno mi  gira intorno, mi mette a disagio“, ha continuato. “Non sono assolutamente interessato Ma se qualcuno viene e va, ‘Hey, come stai? il mio nome è così e così?’ -.. Io ti avvolgerò“.

Fonte: http://www.nydailynews.com/entertainment/gossip/joaquin-phoenix-talks-children-god-cult-born-article-1.2008725

———————————

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

La scrittrice Taylor Stevens è cresciuta in una setta in cui percosse, fame e abusi sessuali erano eventi di tutti i giorni. Quaranta anni dopo, lei è riuscita a lasciare i ‘Bambini di Dio’ alle sue spalle?

By Julia Llewellyn Smith

 

La maggior parte dei bambini sarebbero lodati se scrivessero storie. Non Taylor Stevens. La quarantunenne Stevens, nata e cresciuta in un culto, allora conosciuto come i Bambini di Dio, i cui membri (il termine  non piace a Stevens perché implica che essi abbiano fatto una scelta)  vivono in comunità, di solito in squallida povertà, sopravvivendo di elemosina. I bambini erano spesso picchiati, affamati, separati dai loro genitori, a loro era negata l’istruzione ed erano abusati sessualmente.

La sporadica frequentazione della scuola da parte di Stevens si è conclusa per sempre quando aveva 12 anni, ma ella ha sempre avuto una predisposizione a raccontare storie. “Tutti gli intrattenimenti – musica, televisione, libri – erano vietati. Eravamo così annoiati, così ho iniziato ad inventare storie da raccontare agli altri ragazzi, quando eravamo seduti per ore nel retro di un furgone  guidato per andare ad elemosinare in  qualche parte “, ricorda. “L’immaginazione è stata il mio meccanismo di sopravvivenza“.

 

Quando aveva 15 anni, ha messo le mani su alcuni notebook e ha cominciato a scrivere racconti. “Sapevo che la mia scorta era limitata, così ho scritto molto piccolo, per inserire le parole in ogni linea il più possibile“. In poco tempo, però, sono stati scoperti ed i libri sono stati confiscati e bruciati.

 

I leader mi hanno detto che ero una strega, piena di diavoli e di eseguire un esorcismo su di me. Mi hanno messo in una stanza per tre giorni senza cibo. Volevano che confessassi i miei peccati. Non sapevo cosa dire, così cominciavano a venir fuori tutti i dubbi circa il gruppo che io avessi mai avuto. Ho fatto strani rumori, perché ho pensato che era quello che volevano, ma mi stavo preoccupando: ‘Che cosa succede se sono i rumori sbagliati?’

In seguito, Stevens è stata isolata dai suoi coetanei per mesi. “Pensavano che li avrei contaminati con il mio spirito maligno. Mi hanno fatto leggere la propaganda per tante ore e poi scrivere saggi su come mi stavano trasformando in una persona migliore. Ho fatto di tutto per renderli felici“. Lei ride. “Per ironia loro non volevano che io scrivessi racconti, ma quasi tutto quello che stavo dicendo di loro era finzione. E che mi hanno fornito le basi per quello che faccio oggi“.

Venticinque anni dopo, Stevens è una scrittrice di successo. Il suo primo romanzo, The informationist è stato nella top 10 nel  New York Times, tradotto in 20 lingue ed è stato scelto da James (Titanic) Cameron. Altri due thriller, molto letti, sono stati pubblicati e altri due sono in cantiere.

E’ un voltafaccia straordinario per una donna che è scappata da sola dal culto all’età di 29 anni. Oggi, parlando con me dalla sua casa di Dallas, in Texas, lei sembra una normale mamma di periferia, interrotta durante la nostra conversazione da telefonate ad  una delle sue due figlie adolescenti che torna inaspettatamente dall’uscita col cane che abbaia frenetico, e dalla scuola che chiede una inaspettata raccolta di qualcosa. Eppure Stevens è lontana da quello stereotipo: “Non mi riferisco ad essere una mamma PTA,  cui tutta la tua vita è, ‘Oh, Susy ha fatto questo, e poi abbiamo fatto le tortine!‘” E aggiunge: “Non importa quanto essi mi amano, non importa quanto meravigliosi siano, la gente non può mai capire da dove vengo“.

Fondata da David Berg (noto anche come “King”, “David” o “Mosè”) in California nel 1968, il culto, oggi conosciuto come The Family o Family International, ha predicato l’apocalisse imminente e la rinuncia di tutti i beni personali.

L’amore libero è stato incoraggiato all’interno delle comuni (anche se la contraccezione era vietata) e Berg incoraggiava la “pesca amorosa”, cioè l’invio di membri di sesso femminile per reclutare nuovi membri e guadagnare denaro attraverso la prostituzione. Con il tempo Berg è morto, egli era ricercato dall’Interpol per incitamento ad abusi sessuali nei confronti dei bambini. Nel 2005, il figliastro ed erede apparente di Berg uccise la sua ex bambinaia e poi si uccise, lasciando un video in cui affermava che gli stesso era stato abusato da bambino e aggiungendo che la persona che voleva uccidere era sua madre – Karen Zerby, ancora  leader della setta.

Grazie alla sua retorica anti-americana, il culto ha attirato molti hippies e manifestanti contro la guerra, come pure, Stevens dice, molti in fuga dalla legge. Nel corso della sua storia di 46 anni, si è vantato di aver avuto 35.000 membri, tra cui 13.000 bambini – oggi si sostiene che esso abbia circa 10.000 adepti. L’attrice Rose McGowan è nata nel culto, la sua famiglia ha deciso di lasciarlo quando i leader hanno iniziato a promuovere il  sesso con i bambini, mentre la famiglia Phoenix, tra cui i fratelli dell’attore River e di Joaquin, ne sono stati membri per un periodo negli anni Settanta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il padre di Stevens si unì al culto nel 1969 all’età di 23 anni, sua madre nel 1970 quando aveva 18 anni. Il Leaders “li fece sposare”, perché, si sospettava, che entrambi fossero ebrei. “Dovreste chiedere loro perché hanno aderito. I miei genitori erano molto giovani, forse senza direzione e probabilmente furono avvicinati da una persona simpatica che disse loro: ‘Perché non venite a passare la notte‘, ella sostiene.  Nel suo secondo romanzo, The Innocent, ambientato in un culto, un personaggio spiega il richiamo: “Portare se stessi dall’indipendenza a seguire il Profeta è stato un atto privo di responsabilità personale“.

Come parte del suo rifiuto della proprietà, il culto ha promosso una vita itinerante, in modo che da quando aveva sette anni, Stevens e i suoi quattro giovani fratelli hanno vissuto in roulotte, insieme ad altri membri, in cinque diversi stati degli USA e di tre paesi europei. Per un breve periodo, quando Berg rese le regole meno rigide, Stevens frequentò varie scuole tradizionali acquisendo una formazione di base e leggendo avidamente i libri  di Nancy Drew  della biblioteca, anche se lei non ha mai fatto amicizia con “estranei“. “Abbiamo condotto una doppia vita, dovevamo semplicemente non parlare di quello che accadeva. Sapevamo che eravamo gli eletti, superiori a loro, che essi era stati avvolti nei loro modi mondani“.

Quando aveva 12 anni, la famiglia si trasferì in Giappone e la sua educazione “e la mia innocenza” cessarono. In linea con la posizione anti-nucleare della famiglia del culto – ella fu allontanata  dalla sua famiglia e inviata in  varie Comuni in cui lei e gli altri adolescenti cucinavano, pulivano e si occupavano della custodia di centinaia di bambini. A un certo punto lei divideva una stanza delle dimensioni di un armadio  con sei persone e un bagno con 20. “Hanno portato via i nostri migliori anni, è stato un lavoro minorile a tempo pieno“.

Inoltre era inviata regolarmente a chiedere l’elemosina, una volta trovandosi per le strade innevate di Osaka con soli sandali aperti. “L’accattonaggio mi metteva a disagio, odiavo la disonestà, chiedendo alla gente dei soldi per progetti umanitari, quando non avevamo  tempo per nulla, tranne solo cercare di sopravvivere“.

Sognava di fuggire, ma – con spie ovunque – mai confidava la sua infelicità. In ogni caso, non aveva le competenze per navigare il mondo esterno. “Ero terrorizzata che Dio mi avrebbe uccisa“. Il culto leggeva ad alta voce regolarmente “Traumatic Testimonies” in cui i membri raccontavano storie dell’orrore sulla vita al di fuori. “Dicevano: ‘Si vede bene là fuori, ma credetemi sarei morto se non avessi trovato The Family‘” Quelli di fuori – per quanto hanno cercato di sfatare gli insegnamenti di Berg – venivano trattati con sospetto. “Non si poteva nemmeno iniziare a sentire quello che stavano cercando di dirci“.

 

 

 

 

 

 

 

 

Stevens andò in Messico, dove il culto stava organizzando la propria roccaforte più complessa ad oggi. “La leadership era veramente sadica. Erano lì per insegnare ai ribelli nord-americani come essere buoni membri della setta ed erano così abusanti. I bambini hanno subito l’orribile disciplina fisica per diverse infrazioni, non si trattava di una punizione, si trattava di martellare pioli quadrati nei fori rotondi. Tutta la mia vita è stata formata da livelli di terribilità, quindi tutto quello che potevo fare era tenere la testa bassa come al solito e solo ottenere attraverso di essa“.

Dopo la morte di Berg nel 1994, Stevens ha usato il suo sconvolgimento per cogliere la sua occasione per passare a una comune in Kenya, “così lontano ho potuto dimostrare ai leader di controllo che ero stata abbastanza spirituale“. Ha sposato un altro membro di culto e, nella speranza di aiutare realmente gli altri, piuttosto che mendicare, la coppia ha istituito una missione in Guinea Equatoriale, che ha una delle peggiori considerazioni dei diritti umani e dei livelli di povertà nel mondo.

E’ stata la terra che il tempo ha dimenticato, come camminare attraverso le porte dell’inferno”, esclama Stevens. “E’ stato il luogo più inospitale in cui si potrebbe vivere: il clima, la cultura della paranoia. Abbiamo dovuto corrompere il governo per aiutare la gente. Nonostante questo, abbiamo costruito 3.000 banchi di scuola e portato  30 mila dollari di forniture mediche ed educative“.

Rafforzata da quel successo contro ogni probabilità, la coppia, ora con un bambino e un altro in arrivo, si trasferì in Germania. Suo marito ha trovato un posto di lavoro e sono stati in grado finalmente di lasciare il culto. “Non dimenticherò mai come mi sentivo euforica la prima mattina che mi sono svegliata nel nostro piccolo appartamento, finalmente libera dagli occhi che erano stati a guardare e a giudicare me tutta la vita“, dice. “Andare per negozi, prenotare la visita di un medico – tutte le cose ordinarie che la maggior parte degli adulti danno per scontato – erano così nuovi per me. Camminando per la strada da sola era straordinario, l’abbiamo sempre fatto in coppia, è stato come essere nudi. Avevo paura che Dio mi avrebbe colpito, ho sviluppato tutti i tipi di fobie. Ci è voluto molto tempo per adattarsi“.

 

La coppia (ora amichevolmente divorziata – “Nel contesto di culto, si pensa di conoscere qualcuno, perché si vive con lui a tempo pieno, ma si sa solo che il culto si aspetta come debba essere“) è arrivata negli Stati Uniti, dove ha continuato a vivere in condizioni di estrema povertà. Per fare denaro extra, Stevens ha cominciato ad acquistare i libri in vendite private per rivenderli su eBay. Avendo già letto “forse 15 romanzi” in Africa, è diventata un fan accanita dei romanzi di Robert Ludlum.

Rendendosi conto che lei aveva vissuto in luoghi altrettanto esotici come quelle raffigurate da Ludlum, decise, a 35 anni, di scrivere il proprio thriller ambientato nella bizzarra e terrificante Guinea Equatoriale. “La mia ortografia e la punteggiatura non erano molto precise, ma ho potuto mettere insieme delle parole” dice. A riprova di questo, subito dopo la valutazione esso è stato pubblicato, con enormi consensi, da una sconosciuta, come lei sostiene, che non solo aveva solo una istruzione primaria  ma anche veniva accusata di aver inventato la storia passata per aumentare le vendite.

In realtà, anche se il suo background è il sogno di un pubblicista, Stevens era riluttante a soffermarsi su di esso troppo e inizialmente voleva ometterlo dalla sua  biografia. “Avrei potuto inventare un passato per me“, dice. “Ma crescendo, abbiamo mentito al mondo esterno su di noi tutto il tempo e ho giurato che mai avrei avuto intenzione di farlo di nuovo“.

Si rifiuta di discutere i dettagli dell’abuso fisico o gli elementi sessuali del culto, in primo luogo per proteggere le proprie figlie, ma anche, come un personaggio spiega in The Innocent, perché mette in ombra le decine di altre umiliazioni che migliaia di bambini hanno sopportato. “C’è stato abuso sessuale … Ma questo è solo uno dei tanti piatti serviti al buffet della mia infanzia … Nessuno racconta l’estrema disciplina, o l’essere separati dalle nostre famiglie, o la privazione di istruzione, o la mancanza di cure mediche … Questo non è divertente abbastanza“.

E’ stato il suo desiderio di concentrarsi su questi altri orrori che l’ha portata a scrivere The Innocent? “Altre persone hanno strumentalizzato il fatto che ero vissuta in un culto per i propri ordini del giorno – vendere libri, mostrare che  i culti sono dannosi – io però volevo solo far vedere cosa è stato davvero“, dice Stevens. “Ho voluto descrivere spassionatamente, senza rabbia, il sadismo che ho dovuto vivere dentro così come non c’è giustizia

 

Oggi, i suoi genitori sono divorziati, e lei non ha alcun rapporto con il padre, anche perché continua a identificarsi con il culto, ma, dopo un po’ di rielaborazione, ha una “solida, capacità di amare” sua madre.

Le proprie figlie hanno portato completamente a casa da lei gli orrori della sua giovinezza. “Attraverso il confronto con la crescita e lo sviluppo dei miei figli … con quello che avevo sperimentato relativamente a quei tempi, ho afferrato i veri orrori di quello che avevo vissuto“, dice. “Non riesco a capire come così tanti genitori nel culto hanno potuto mettere da parte un potente istinto del genere“.

Fonte: http://www.telegraph.co.uk/culture/books/11184489/taylor-stevens-joaquin-phoenix-david-berg-children-of-god.html

———————————

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Alla fine del 1960, il ministro David Berg evangelizzò hippies e surfisti a Huntington Beach, in California.

Il predicatore di mezza età, classe 1919, trovò recettivi i giovani al suo insolito messaggio che fondeva il fondamentalismo del cristianesimo con l’etica sessuale liberale. Quando i seguaci di Berg aumentarono, Berg stesso li soprannominò  i “Figli di Dio”, nel 1968. Il nome fu cambiato in “Family of Love” nel 1978 e in seguito in tempi più recenti “Family International”, ma spesso anche “The Family” o TF. Vi sono aderenti in molti paesi, spesso vivono in comuni che furono chiamate originariamente  ”colonie”, ma ora sono chiamate “case”.

Berg insegnava che i cristiani devono seguire la Bibbia, ma affermava di essere il profeta cristiano per questa epoca. I suoi scritti, chiamati “Mo Letters”, informavano i suoi seguaci di nuove rivelazioni divine. Alla sua morte nel 1994, la sua vedova, Karen Zerby, gli succedette come capo.

Gli adepti sono stati incoraggiati a prendere nuovi nomi biblici. Berg è stato spesso chiamato “Mosè David” o “papà” e poi “il nonno”. Zerby è spesso chiamata “mamma” o “Mamma Maria”.

Nel classico linguaggio di contro-cultura, Berg si dichiarò contro “il sistema” che credeva ipocritamente ad un  distorto messaggio della Parola di Dio, sessualmente repressivo. Nelle Mo Letters denunciava insegnamenti “di sistema” contro la masturbazione, scrivendo: “Divertimento e sesso sono quello che Dio ha dato per godere, senza paura o condanna!” “L’amore perfetto scaccia ogni paura”, “la paura di castigo, soprattutto le paure sessuali [che] possono essere una tortura fisica!” Egli non voleva che i suoi seguaci soffrissero per “gli orrori di tali frustrazioni sessuali e per le condanne”.

Berg incoraggiò i suoi seguaci di sesso femminile ad abbandonare reggiseni e a mostrare anche pubblicamente i loro seni. Nel suo sonetto del 1970 “Maid Mountin!” egli scriveva: “Io sono per la mini-camicetta / O il trasparente a casa mia. … Lasciate che queste montagne siano più visibili / E i loro vestiti più divisibili”.

Tuttavia, egli insegnò che l’omosessualità maschile era peccaminosa, un insegnamento che continua ancora oggi all’interno dell’organizzazione, che scomunica gli uomini per gli atti con lo stesso sesso. Alle donne è stato insegnato ad evitare il lesbismo esclusivo, ma è consentita la bisessualità.

The Family subì nuove revisioni nel 2005, quando il figliastro di Berg, Ricky Rodriguez, uccise un membro [di The Family ndt] e poi si suicidò.

 

La Pesca amorosa: bagliori e fallimenti

Nel 1974 Berg introdusse un metodo di conversione controverso chiamato “pesca amorosa” o “FFing.” Lo studioso Stephen A. Kent ha evidenziato che Berg sostenne: “i membri COG praticano il reclutamento e l’acquisizione delle risorse attraverso attività sessuali”.  Berg esortava le donne a diventare “prostitute per Gesù”.

 

James T. Richardson riporta,: “la pesca amorosa implica una testimonianza a terzi, che potrebbe anche prevedere il sesso tra membri di sesso femminile e potenziali convertiti”. Richardson osserva, “Le donne dovevano essere disposte (come hanno fatto per i loro mariti [se coniugate]) ad ‘andare fino in fondo‘ se lo si  ritiene necessario, al fine di ‘contattare qualcuno per Cristo‘.”

La pratica indignò i cristiani tradizionalisti che credevano che la Bibbia vietasse il sesso fuori dal matrimonio. Alcune persone lasciarono l’organizzazione a causa del FFing. I bambini nati a seguito del proselitismo sessuale furono chiamati “Gesù Babies” nell’organizzazione.

Le Missioni in Europa a volte utilizzavano le discoteche come un modo creativo per fare proselitismo. Una discoteca in Italia fu perquisita nel 1979 e alcuni membri furono accusati del reato di prostituzione.

La pesca amorosa è stata ufficialmente abbandonata nel 1988, con riserva di scomunica per chiunque continuasse a praticarla.

Nel 1991, tre anni dopo che il FFing fu eliminato, terminò il processo del caso della prostituzione italiana. I giudici stabilirono che le attività di guadagno non erano riconducibili alla prostituzione ma quanto ad  ”un contributo personale per gli obiettivi umanitari che la setta ha sempre dichiarato di perseguire”.  Le accuse furono respinte.

 

La Pedofilia e il Piccolo Principe chiamato Davidito

Alcuni degli insegnamenti più allarmanti di Berg sembravano accettare la pedofilia e l’incesto. Le Mo Lettere dal 1970 raccontavano di una baby-sitter che  masturbava Berg quando egli aveva solo tre anni. Berg sosteneva che le sue azioni non hanno provocato su di lui alcun “male”.

Nel 1973, egli scrisse, “l’incesto, o alcune forme di sesso con alcuni parenti stretti non era considerato illegale prima della Legge mosaica, 2600 anni dopo la creazione”. Egli scrisse: “I matrimoni tra fratelli e sorelle e madri e figli e anche  padri e  figlie erano molto comuni nei tempi antichi e non sono stati nemmeno considerati incestuosi, tanto meno illegali”.

Karen Zerby dette alla luce un “Gesù Bambino” nel 1975. Il prodotto del FFing e il figliastro di David Berg fu chiamato David Moses Zerby. Più tardi, il suo nome fu cambiato legalmente con Richard Peter Smith e più tardi ancora come Richard Rodriguez. Da bambino fu soprannominato “Davidito”.

Berg e Zerby credevano che Rick fosse un “principe divino”, destinato ad assumere il ministero. Cresciuto senza il “sistema” di ipocrite inibizioni sessuali, sarebbe diventato un leader religioso potente.
Un’altra delle numerose pubblicazioni di Berg sulla ‘Pesca d’amore’. Fonte: XFamily.org

Nel 1982, la Famiglia Internazionale pubblicò un libro intitolato “The Story of Davidito” (La Storia di Davidito). Si presume essa sia la storia della sua infanzia raccontata da una delle sue bambinaie. Quella bambinaia, Sara, scrive che spera che con l’accudimento di Davidito inizierà un “Childcare Revolution” ed esclama, “Grazie Gesù! Un nuovo esempio è stato fissato davanti a noi”. Ella scrive che con le altre bambinaie facevano sesso orale con  Davidito per “pulire” il suo pene. Fu anche permesso di vedere altri adulti che facevano sesso. Sara scrive che i lettori apprendendo le  ”esperienze sessuali di Davidito” dovrebbero farlo con  ”spirito di preghiera” per imparare da esse e  per “seguire gli insegnamenti del Signore”. Il libro è molto illustrato con fotografie, alcune delle quali mostrano il ragazzo e una donna adulta farsi coccole, entrambi nudi.

In una Mo letter, Berg ha proclamato, “Si può buttare un sacco di quella vecchia roba! Stiamo scrivendo una nuova serie di educazione per bambini chiamata La serie Davidito. . . . Davidito è diventato un esempio per il mondo e l’ispirazione per diverso  materiale per l’educazione dei bambini! Meno male!”

Il libro è stato citato in un caso di custodia di un bambino nel Regno Unito. Il Giudice Ward dichiarò: “Sono assolutamente convinto che  fosse diffuso l’abuso sessuale su bambini e adolescenti da parte dei membri adulti di The  Family, e che questo abuso è significativamente di misura maggiore all’interno di The Family rispetto a quello che accade nella società esterna”.  Facendo riferimento alla Mo Letter citata sopra, il Giudice Ward commentò: “E’ del tutto evidente che Berg, a mio giudizio, ha dato la sua approvazione a tutto ciò che veniva scritto e che ne assumeva la responsabilità. E’ ingenuo da parte di The Family cercare di allontanare la  sua leadership da questo libro e di lanciare l’unica colpa a Sara”.

Tuttavia, il Giudice permise alla madre di mantenere la custodia fisica del bambino, ma dopo aver ricevuto rassicurazioni che non avrebbe permesso quello che il Giudice chiamava “imbrogli sessuali.” La Corte ha tenuto per se  la custodia legale.

 

The Family rivede la propria immagine

Berg rilasciò una dichiarazione nel 1988 affermando: “Noi non approviamo il sesso con minori e con la presente prendiamo le distanze da ogni scritto di chiunque  in The Family che possa sembrare di farlo! Noi lo proibiamo assolutamente!”

Facendo riferimento al libro Davidito senza nominarlo espressamente, Berg lo definì solo “un resoconto dello scrittore circa la  propria esperienza personale e le proprie opinioni.”

Nel 1993, la polizia francese fece irruzione in due comunità TF a causa di accuse di abusi sessuali. Tuttavia, i bambini furono ben presto restituiti ai loro genitori e senza denunce.

The Family indisse una conferenza stampa in Gran Bretagna per affermare di essere cambiata.Il Pastore Gideon Scott disse: “Stiamo cercando di dimostrare che siamo persone normali che credono sinceramente nella propria religione e che amano i propri bambini. Noi non promuoviamo e incoraggiamo l’attività sessuale tra adulti e minori. I rapporti sessuali non sono ammessi nelle nostre comunità tra adulti e quelli al di sotto dei 21 anni”.

Interrogato circa gli scritti di Berg per quanto riguarda i bambini e il sesso, Scott li definì “una speculazione teologica”.

Nel 2003 la Carta degli Emendamenti dell’organizzazione afferma: “Chiunque di 18 anni o più, che agisce comportamenti  sessuali di sorta con qualcuno al di  sotto i 14 anni, sarà scomunicato”.

 

Rick commise un omicidio, poi si suicidò

 

Rick nella foto con Sue, dal Libro di Davidito.

Rick era nella sua tarda adolescenza quando iniziò a deridere le credenze e le pratiche di The Family. Ruppe con il gruppo nel 2001. Insieme alla sua fidanzata Elixcia Garcia rilasciò una dichiarazione dicendo di “non poter continuare a perdonare o essere parte di ciò che sentivano un’organizzazione di manipolazione abusiva che insegna una falsa dottrina”.

La coppia si sposò, ma Rick non poteva dimenticare gli abusi che aveva subìto. Era spesso depresso.

A 30 anni invitò un membro di The Family, Angela Smith, nel suo appartamento a Tucson, in Arizona, era l’8 gennaio 2005. Ella era una delle sue tate con la quale aveva intrattenuto rapporti sessuali  quando era un bambino. La pugnalò a morte.

Rick poi guidò fino a Blythe, in California. Registrò una videocassetta in cui sbraitava sulle sue miserie dell’infanzia. Denunciò amaramente  i “pervertiti” nel “culto”. A un certo punto disse: “Madre mia! . . . Come si può fare quello con  i bambini? Come si può fare quello con  i bambini e poi dormire la notte? ” Affermò che “migliaia di bambini di The Family “erano” stati abusati. Amaramente chiese:” Dove sono le nostre scuse?” E poi rispose: “Non ci sono nessun cazzo di scuse”. Alla fine della videocassetta egli  predisse  che le persone che avevano abusato di lui sarebbero “andate verso il basso. Quindi, con questo pensiero felice, io vi lascio”.

Dopo aver realizzato il nastro, andò alla sua macchina e guidò senza meta. Infine, parcheggiò la sua auto e concluse la sua vita con un colpo sparato alla testa. La polizia trovò il corpo nel veicolo la mattina presto del 9 gennaio 2005.

Il 18 gennaio 2005 The Family rilasciò una dichiarazione sulla tragedia. E commentò: “Le nostre preghiere sono che le azioni di Ricky e l’attenzione dei media non alimentino una nuova reazione per volere dei nostri detrattori, che significherà ancora una volta provocare danni, traumi e abusi agli innocenti”. Questa dichiarazione ribadiva che l’organizzazione aveva una “politica di tolleranza zero per quanto riguardava l’interazione sessuale tra adulti e minori”.

 

Bennett, Will. “Cult denies child sex abuse.” The Independent. 1993-07-02. http://www.xfamily.org/index.php/The_Independent:_Cult_denies_child_sex_abuse

Borowik, Claire. “’International Christian Fellowship’ Issues Statement.” January 18, 2005. http://www.newdaynews.com/resource/davidito/borowick-01.htm
“Child Abuse?! – An Official Statement from the Founders of the Children of God!” http://www.xfamily.org/index.php/Child_Abuse%3F!
Kent, Stephen A. “Lustful Prophet: A Psychosexual Historical Study of the Children of God’s Leader, David Berg.” 2000. Department of Sociology, University of Alberta.
Richardson, James T. “Update on ‘The Family’: Organizational Change and Development in a Controversial New Religious Group.” University of Nevada. http://www.thefamilyinternational.org/dossier/books/book1/chapter2.htm
“Story of Davidito.” From XFamily – Children of God. http://www.xfamily.org/index.php/Story_of_Davidito
“The Children of God and The Family in Italy.” Center for Studies on New Religions. http://www.cesnur.org/testi/TheFamily/italy.htm
“The Davidito Book: Findings of the High Court of Justice Family Division, U.K.” http://www.exfamily.org/the-family/court/davidito-book.htm
Wright, Stuart A. “From ‘Children of God’ to ‘The Family’: Movement Adaptation and Survival.” Lamar University. http://www.thefamilyinternational.org/dossier/books/book1/chapter8.htm

 

Fonte: http://www.crimelibrary.com/blog/article/christianity-promiscuity-and-pedophilia-inside-the-family-cult/index.html

 

—————————————–

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Di Adrian e Anne Greek

 

Traduzione italiana a cura della Dott.ssa Olimpia Quattromini per il CeSAP Centro Studi Abusi Psicologici, durante la sua attività annuale di tirocinio formativo

Editing e supervisione Dr.ssa Lorita Tinelli

PREFAZIONE

 

Questo libro esplora la fragile libertà che ognuno di noi ha nello sperimentare la propria mente e i metodi che possono usurpare tale libertà. Cosa più importante, il libro propone alcuni passi dell’Azione Positiva che incrementa la resistenza al controllo della mente e velocizza il recupero degli effetti.

La conoscenza dell’“abuso mentale” è basata su oltre trent’anni di esperienza di aiuto alla persona e di acquisizioni delle abilità per seguirla individualmente, in coppia, in famiglie e come membri di un’organizzazione.

Di particolare interesse per noi, durante gli otto anni passati, è stato lo studio delle organizzazioni dei culti distruttivi e la conduzione del counseling su famiglie e persone afflitte da inganno e manipolazione da parte dei culti da controllo mentale.

Per ciascuno di voi potrebbe essere interessante analizzare i maggiori punti da noi citati. Ecco una lista di questi punti e il rimando ai relativi capitoli.

  • La suscettibilità degli individui alla seduzione e al sogno magico (Cap. 4 e 5)
  • Polarizzazione del Buono e Cattivo (Cap. 6)
  • Creazione della dipendenza (Cap. 7 e 8 )
  • Perdita della individualità personale (Cap. 9)
  • Isolamento e Controllo dell’informazione (Cap. 10)
  • Manipolazione dello stress (Cap. 12 e 13)
  • Manipolazione della colpa (Cap. 14)
  • Uso di una confessione pubblica (Cap. 15)
  • Manipolazione del linguaggio e del pensiero (Cap. 17 e 19)
  • Manipolazione della paura (Cap. 11 e 18).

Scrivendo questo libro, abbiamo cercato di utilizzare uno stile che vuol essere comprensibile sia per i bambini che per gli adulti. Ci siamo concessi due libertà.

Nel testo abbiamo utilizzato il pronome personale maschile per includere chiunque. I riferimenti agli studi attribuiti agli altri sono stati parafrasati e il riferimento è preso dalla fonte originale che può essere ritrovato dal lettore per una piena comprensione del testo.

Le osservazioni, i commenti, le conclusioni alle opinioni sono di responsabilità degli autori.

CAPITOLO 1

INTRODUZIONE

Questo è un libro sull’Abuso Mentale e non vuole imporre delle vere tecniche per il lettore. Non deve apparire come un’autorità che scoraggia domande o pensieri indipendenti. Non impone sentimenti di colpa o paura. Non propone segreti o manipola logiche per incoraggiare verso false conclusioni.

Gli scrittori sono degli esseri umani imperfetti, così come i lettori e possono compiere errori basati su di una limitata esperienza, memoria o pensieri subconsci.

È importante che il lettore conosca la filosofia o le credenze che governano il proprio approccio al fenomeno. Gli assunti sulla personalità individuale usati nel libro sono presentati qui di seguito. Un test per ognuno. E’ vero per te? Sei completamente o parzialmente d’accordo?

  1. Ogni individuo è unico e differente. Ciò è dovuto ai geni. Alcuni possono essere più piacevoli di altri, ma ognuno di noi è unico. Ogni esperienza individuale è differente da quella degli altri. Il contesto in cui si vive è una variabile importante (luogo, famiglia, chiesa, scuola, classe economica, età). Le relazioni sociali sono anche uniche (genere, razza, amici, ruolo). Le esperienze interiori, i pensieri e le idee sono differenti; e se sono simili agli altri se ne traggono spesso diversi assunti o conclusioni.

  2. Ogni individuo possiede il potere di controllo della propria vita. Le proprie forze superano le proprie debolezze. Per svariate ragioni si può negare a se stessi questo potere. Ciò è dovuto ad una distorsione di come si vede se stessi in relazione agli altri. Si vede solo il lato migliore o pubblico. Come risultato si conclude che la nostra è fortuna, mentre gli altri hanno il potere di avere quello che desiderano. Ci si sente senza potere in relazione agli altri.

  3. Ogni individuo può sviluppare una propria consapevolezza legata alle proprie idee, sentimenti, pensieri e necessità personali. Ciò può offrire un’occasione per capire chi si è e come ci si relaziona al mondo che ci circonda.

  4. La famiglia è l’istituzione basilare che supporta il proprio sviluppo personale. Le famiglie sono gruppi di persone che si prendono cura di ciascuno e vogliono il meglio per ciascun membro. Sebbene ogni famiglia sia composta da persone imperfette, il fatto che altri provvedano alle cure stimola la crescita personale e incrementa la propria autostima.

  5. Ogni risposta individuale alle situazioni è appropriata. Basata sulle opzioni conosciute, include le risposte del passato alle situazioni simili a ciascuno o ad altri, e ogni persona sarà in grado di prendere la migliore decisione possibile. È il punto di vista e l’esperienza della persona coinvolta.

  6. Tutte le informazioni disponibili vengono dai sensi – vista, udito, tatto, gusto, olfatto e sentimenti (cambiamento della tensione muscolare). Dopo aver valutato queste informazioni attraverso la percezione, si possono creare assunti sul loro significato.

  7. La libertà completa di scelta deve considerare un’alternativa distruttiva così come una costruttiva. Ciascun individuo può selezionare cosa sembra più appropriato alle necessità presenti. Tutte le scelte devono essere considerate come possibili, con una minore evidenza su cosa gli altri pensano che sia giusto.

  8. I comportamenti di una persona sono più veritieri delle parole.

  9. Le decisioni di scelta non sono né giuste né sbagliate, né buone né cattive. Ogni decisione ha dei rischi di risultato sconosciuto ma le conseguenze non determinano la giusta scelta.

  10. Le persone possono cambiare. I cambiamenti si basano sulle nuove esperienze. Le nuove decisioni possono rinforzare la decisione originale o essere una decisione di cambiamento.

  11. Il comportamento umano è governato prima dal cuore, poi dalla ragione. Quando vi è un conflitto tra idee ed emozioni, le risposte emotive hanno la meglio. Le decisioni di testa sono spesso supportate dalle emozioni.

Questi principi sono veri per tutte le persone normali che logicamente connettono pensieri ed esperienze. Ciò non vale o vale solo in parte per tutte le persone che hanno il “cervello danneggiato”, ritardo mentale, psicosi o sono governate da false visioni del mondo, illusioni o allucinazioni.

Il termine abuso mentale usato nelle pagine seguenti, si riferisce a un processo secondo cui l’abilità del vivere come libera, indipendente e unica per quella persona è danneggiata. Non vi sono implicati valori o intenzioni da parte delle persone descritte.

I termini abusante- schiavo- vittima definiscono solo la posizione presa nel processo dinamico. Se si è in una posizione inferiore o superiore, si può osservare come i pensieri e sentimenti di una data persona siano distorti. Una stessa persona può cambiare posizione a seconda delle relazioni con gli altri (da abusante diventare abusato o viceversa). Molte vittime continuano a rinforzare la loro posizione abusando dei propri sentimenti o colpe e riducendo il proprio potere. Quindi vi è una distorsione della visione di se stessi, delle proprie relazioni e del mondo in generale. Occorre rompere questo circolo vizioso.

 

CAPITOLO 2

1984- REALTA’ O FINZIONE?

Il calendario sul muro dice “1984”. Un anno diventato famoso perché è anche il titolo del libro di George Orwell. Questo lavoro spaventò milioni di persone con la descrizione di un mondo controllato dal Grande Fratello, la cui immagine era ovunque e avvisava che Il Grande Fratello ti sta guardando!

Il Grande Fratello dirigeva tutti pensieri e la realtà in un superstato dell’Oceania attraverso una collezione di dipartimenti, uffici e ministeri.

Il Ministro della Verità sviluppava una propaganda con Newspeak (nuovo linguaggio) e scriveva e riscriveva la storia utilizzando Newthink (nuovo pensiero).

Il Ministro della Pace manovrava le guerre per ricordare alla gente la presenza di nemici esterni pronti ad impaurirli e per rassicurarli che l’Oceania era forte grazie all’indiscutibile obbedienza e lealtà.

Il Ministro di Amore manteneva legge e ordine, con l’aiuto della Polizia Pensante. Il peggiore crimine era avere dei pensieri critici sullo Stato.

Il Ministro dell’Abbondanza manovrava l’economia in modo da convincere la gente della scarsità e del bisogno di sacrificio.

Il Doppiolinguaggio era il linguaggio del governo e gli slogan dell’Oceania erano:

La guerra è la pace

La libertà è schiavitù

L’ignoranza è la forza

Winston Smith, il protagonista del libro, cerca di scappare da questi obblighi sociali e psicologici, completamente dominato dalla paura e dal controllo del pensiero. La storia del raggiungimento della libertà è simultaneamente affascinante e orribile, forse perché la storia sembra possibile e reale nel contempo.

Il mondo di Winston Smith esiste nel mondo attuale dell’anno 1984? Questa domanda ha trovato spazio in numerosi articoli. Esempi sono “Watergate”, “Missili peacemaker” ecc.

Gli sforzi di qualunque gruppo di dominare il pensiero dell’opinione pubblica negli Stati Uniti sono stati limitati dalla libertà di stampa e da un sistema di educazione indipendente. L’uso del governo del controllo mentale e della distorsione della realtà attraverso una rieducazione di sistemi è stato utilizzato dalle maggiori potenze come la  Russia e la Cina con grande successo, la stessa cosa succede in Iran, Libia, Uganda e Cuba.

La mente può essere lavata… la nostra anima può essere trasformata da un essere umano occidentale ad un islamico. Se abbiamo un modo di pensare indipendente, come ci possono colpire? Possono solo farlo tra loro stessi, come hanno fatto.

Ayatollah Ruhollah Khomeini

PERCHE’ 1984?

La scelta di Orwell dell’anno 1984 è stato selezionata arbitrariamente invertendo gli ultimi due numeri dell’anno 1948, che è l’anno in cui è stato scritto il libro. Comunque è stata una buona scelta. Molte delle condizioni descritte sono state il prodotto dell’espansione delle conoscenze scientifiche, comunicazione di massa, degli sconvolgimenti sociali seguiti alla Seconda Guerra Mondiale. La caduta della bomba atomica ha determinato un’era in cui i bambini degli anni cinquanta sono cresciuti sotto la minaccia di un annientamento nucleare. Le speranze pessimistiche circa il futuro hanno determinato apatia, seguita dall’idealismo e dal ritiro dell’amore per i bambini degli anni 60.

La confusione, avanzata dai rapidi cambiamenti sociali, è stata accompagnata dalla crescita della società mobile, lo scardinamento dei tradizionali ruoli sessuali, la rapida espansione delle conoscenze, la caduta dei limiti comportamentali sociali. Il risultato è stato un’ulteriore dissoluzione accompagnata dalla speranza per l’Ultima risposta che avrebbe risanato la stabilità del passato.

Questi cambiamenti hanno incrementato altri cambiamenti e sfide.

L’esplosione dell’informazione costringe un rapido sbarramento dei nostri sensi alla Tv, libri, giornali e altri aiuti mediatici aiutati dai computer e macchine fotocopiatrici. La gente si sente senza potere per rispondere.

La comunicazione di massa predica o oscura fatti necessariamente per la buona decisione e crea e interferisce con la vera intimità.

L’interruzione della qualità della vita familiare è stata accompagnata da un incremento dei divorzi che hanno portato all’economia della crescita delle complicazioni.

Le famiglie forti che supportano il sistema, dove prendersi cura delle persone può trovare incoraggiamento, sono state individuate.

Il più comune uso delle tecniche del controllo del pensiero è nel mondo più incontrollato e non protetto delle relazioni personali, organizzazioni cultiste, dove non vi è alcun bilanciamento mediatico e punti di vista dissonanti.

La tecnologia della manipolazione, della propaganda e l’abuso mentale sono sempre esistiti, ma l’incremento attraverso brevi risposte e la speranza di poter predire il futuro ha prodotto un cospicuo gruppo di vittime potenziali. In aggiunta, l’avanzamento tecnologico scientifico ha creato possibile il sistematico e metodico abuso mentale, più facile da ottenere, predire e utilizzare. Questa epidemia dell’abuso mentale può solo essere fermata quando tutti noi capiremo i metodi dell’abuso mentale e la modalità in cui ciascuno di noi risulta essere vulnerabile.

Il mondo reale del 1984 non è perfetto, e il riconoscimento dei pericoli potrà servire a metterci in guardia. La consapevolezza delle tecniche manipolatorie e lo sviluppo di abilità attraverso cui ognuno di noi può creare un miglior mondo personale, libero dall’abuso mentale, è l’altro lato della medaglia.

Questo libro è stato scritto non per creare paranoia basata sulle informazioni presentate circa questa battaglia, ma per nutrire una continua speranza ed un futuro di libertà personale e realizzazione per ciascun lettore.

 

 

 CAPITOLO 3

L’ABUSO MENTALE

ABUSO è una parola definita dal Dizionario Webster’s Seventh New Collegiate come:

1. attaccare con  parole, ingiuriare, raggirare, mettere l’altro in una condizione sbagliata o impropria, usare ciò per ingiuriare o danneggiare, maltrattare

2. una pratica corrotta, uso improprio o trattamento improprio, un atto ingannevole, inganno; linguaggio abusivo; maltrattamento fisico.

Oggi ascoltiamo giornalmente la prevalenza dell’abuso fisico nella violenza familiare, nelle rapine, abuso di alcol e droghe. Comunque, la più frequente forma di abuso è quello mentale, che interrompe e viola l’abilità della persona di prendere liberamente decisioni basate su valide informazioni, inclusa la consapevolezza personale. L’abuso fisico è preceduto spesso dall’abuso mentale ed in entrambi i casi gli ultimi effetti sono mentali.

I genitori hanno ricevuto molte delle responsabilità per i danni mentali,  con l’implicazione che le tarde emozioni ed i problemi psicologici sono determinati da traumi infantili. Questo concetto ignora 2 importanti fattori.

-Primo, i genitori non hanno ragione per colpire intenzionalmente i loro bambini. Al di là delle osservazioni sull’infanzia di come i genitori fronteggiano le situazioni, molti hanno scarse informazioni per guidarli. Come i genitori che frequentemente devono prendersi responsabilità decisionali circa il benessere dei bambini, quando non c’è una buona risposta disponibile.

-Secondo, i bambini hanno il potere di decidere come devono rispondere all’esperienza della vita. Se c’è stata una precoce o inappropriata decisione, essi possono scegliere di cambiare la modalità di risposta ad una situazione simile in futuro. Essi hanno solo bisogno di realizzare che il potere di ri-decidere esiste.

C’era una non semplice risposta, ma è chiaro che usando le esperienze di genitori e bambini come capro espiatorio o razionalizzando i  danni conseguenti si andava a rinforzare solo l’atteggiamento di mancato potere della vittima.

C’è una scuola di pensiero che designa le colpe delle vittime dell’abuso mentale, chiamata “Seekers” (cercatori). Alcuni possono aver cercato facili risposte ai cambiamenti della vita, ma solo pochi possono attualmente cercare la propria tortura e la personalità impotente descritta in queste pagine.

Le colpe trovate non ci aiuteranno a comprendere il problema dell’abuso mentale. La nostra società è composta da molte istituzioni persone diverse, ciascuno occupante ruoli designati per servire i bisogni espressi dalla società stessa. Tutto ciò è imperfetto e continuamente forzato al miglioramento. La risposta per una società libera e democratica rimane provvedere al personale potere di decidere e ri-decidere di ciascun individuo. L’accettazione dei diritti base e delle responsabilità di un livello personale è il primo passo al fine di eliminare le imperfezioni del sistema. Nelle pagine che seguono, avremmo modo di vedere processi che contribuiscono all’abuso mentale. Il primo successo è la consapevolezza di come questi processi contagiano ognuno di noi, più il modo in cui possiamo contribuire all’abuso di altri. Una volta compreso ciò possiamo in seguito decidere cosa vogliamo fare con l’abuso mentale come educatori, legislatori, ministri, consulenti, dirigenti, genitori, amici, amanti e individui.

L’abuso mentale è generato nel momento in cui qualcuno conosce cosa sia meglio per un’altra persona e non ha il potere di persuaderlo attraverso un aperto e onesto dialogo. Come quando una persona tenta di guadagnare potere mettendo in disordine i suoi pensieri e sentimenti e sostenendo il suo volere al di sopra di sé.

Questo processo di rinuncia del proprio potere è stato descritto da un nostro caro amico, il Pastore Floyd Schwanz. Egli paragona l’abuso mentale al cuocere una rana. Per fare ciò:

  1. Prendere una succosa e non sospettosa rana pronta per essere cucinata.

  2. Metterla in una pentola d’acqua a temperatura ambiente dove vi sia un ambiente umido e confortevole (non metterla in una pentola d’acqua bollente o potrebbe saltar via).

  3. Scaldare l’acqua nella pentola né gradualmente né velocemente. Non importa quanto la rana sia contenta di stare in questo spazio.

  4. Quando l’acqua bolle la rana è cotta! Ed essa non si è accorta di quanto le è accaduto.

La velocità di ciò che avviene dipenderà dalla dimensione della fiamma. La rana non avvertirà il pericolo perché si sentirà bene e il calore è applicato per gradi, passo dopo passo, sinché sarà troppo tardi per scappare. Non sentirà questo processo così come una persona non sentirà l’attacco dell’abuso mentale.

Ci sono tre livelli di abuso mentale in ordine di potenziale danno.

Livello 1Confusione del sé, pensieri e sentimenti. A questo livello la vittima ruota attorno ad un’altra persona per la validazione dei suoi bisogni, successi o insuccessi. Non è sicura dell’esattezza dei suoi pensieri e sentimenti, sinché qualcun altro non confermi quanto da essa provato.

  • Uno sposo in conflitto con la sua relazione si assume la colpa e non vuole parlare dei problemi. Egli non può esprimere sentimenti e non può avere alcuna opinione su cosa fare, non sa cosa vuole o di che cosa ha bisogno.

  • Un operaio è obbediente sereno, non rivendica i suoi diritti e spaventato dal contribuire con nuove idee all’incontro con il suo supervisore o altri operai.

Livello 2 -La perdita del pensiero critico, la piattezza emozionale, la sottomissione ai desideri degli altri. Il soggetto inizia ad esibire dei cambiamenti di definite caratteristiche di personalità. Una singola emozione è espressa esteriormente, mentre la paura, la depressione e lo stress sono espresse interiormente dalla personalità individuale; e gira agli altri le decisioni, non confida nei propri pensieri e opinioni. Egli non ha perso l’abilità di funzionare in aree fuori dall’influenza degli altri; può prendere altre decisioni così come non può interrompere la sua relazione con l’abusatore.

  • L’uomo Sì è l’impiegato che ogni Capo vorrebbe, mai in disaccordo, anche se obiettivamente viene compiuto un errore. Non prende mai decisioni indipendenti e lavora per tante ore dando l’impressione di essere indaffarato. La paura di non fare la cosa giusta, l’essere scaricato o il non essere accettato domina il suo comportamento.

  • Una prostituta gira tutto il suo denaro al suo protettore, anche se egli abusa fisicamente di lei. Lei dimostra di non sentire o di non coinvolgersi in relazioni sessuali con i suoi clienti e con il suo protettore.

Livello 3 – Sostenere il controllo degli altri con possibili danni fisici o mentali. La vittima diviene così confusa che l’intervento esterno di un consulente può solo portarlo a fare violenza su di sé (suicidio) o sugli altri. Ciò rimarrà vero finché non vi sarà uno sradicamento dell’influenza dell’abusatore giorno dopo giorno.

  • Una donna è avvilita e picchiata frequentemente dal suo amato, ma quando essa ha l’opportunità di lasciare la relazione si rifiuta e torna indietro. Entrambi sono intrappolati nella convinzione che ciò che hanno rappresenta il solo tipo di amore possibile. Si sentono indegni di una relazione genuina o di un’altra opinione.

  • Un veterano del Vietnam manifesta comportamenti distruttivi nel tempo come droga, violenza o crimini. (I sintomi del Disturbo Post – traumatico da Stress sono simili a quelli dell’abuso mentale).

Quando una persona ha sperimentato la totale perdita del controllo personale e la consapevolezza della sua identità unica, conseguentemente richiede aiuto. In molti casi, egli può riguadagnare il controllo personale e la consapevolezza attraverso un consulente, uno che può resistere all’ essere intrappolato nel ruolo di un aiutante che ottiene nuove risposte.

Se la vittima cerca di guadagnare indipendenza senza il supporto di un consulente, avvengono 3 cose:

  1. L’abusatore può re-indottrinare la vittima utilizzando le tecniche fisiche che sono stati efficaci.

  2. L’abusatore scalerà il suo controllo al di là della vittima al punto da utilizzare l’abuso fisico

  3. Il soggetto può suicidarsi, se avverte il dovere di voler scappare all’abuso.

Tutti i membri del Tempio del Popolo non sono morti solo col suicidio  di 913 aderenti a Jonestown il 18 novembre 1978.

  • il 13 marzo 1979- Michael Prokes, aiuto stampa del Tempio per dieci anni, è stato colpito da un proiettile alla testa, mentre i giornalisti aspettavano fuori.

  • il 27 febbraio 1980- i leader di Former Temple vengono annientati nella loro casa. Un’attenzione per le loro morti irrisolte è focalizzata sul figlio teenager, che può avere agito per un messaggio impiantato anni prima da Jones sotto effetto di droghe psicoattive.

  • nel Dicembre 1983- Rick Cordell, leader del Tempio dal 1957 al 1977, che ha lasciato 18 parenti, fatalmente si scontra con la depressione dalla quale non sarà mai più libero.

  • il 24 febbraio 1984- Tyrone Mitchell (29) si uccide dopo aver aperto il fuoco in un’area piena di gente ferendo undici persone e uccidendo un bambino di dieci anni. Era stato schedato una volta abbandonato Jonestown, dove molti dei suoi famigliari erano morti nella tragedia.

L’abuso mentale non solo varia in accordo con il grado di effetti sulla vittima, ma anche in relazione con la durata del tempo. Esso può essere solo un singolo incidente. Per esempio, nel caso di una notte di seduzione o di vendita porta a porta, ma altre volte può durare mesi o anni.

Una volta che l’abuso mentale ha raggiunto l’ultimo livello, il primo effetto in recupero è la lunghezza del tempo richiesto per riguadagnare una personalità libera e indipendente. La salute della persona è ancora lì mai soppressa e impotente.

I culti sono organizzazioni che reclutano membri attraverso l’abuso mentale. Più dannosi sono i gruppi che usano tecniche abusanti per imporre il loro volere sulle persone dell’organizzazione. Spesso l’ultimo obiettivo dei culti è guadagnare controllo politico sociale all’interno dell’intera società.

Sebbene essi possono avere comuni denominatori, guardando gli effetti  dell’abuso mentale del culto, c’è una ampia variazione degli altri aspetti di queste organizzazioni. Alcuni hanno 100.000 membri e altri meno di dieci. Alcuni sono nomadi e  fanno trasferire costantemente i loro membri, altri vivono in fattorie. Alcuni sono di attrazione per i media, la maggior parte no.

Qui di seguito vi sono alcune generali caratteristiche che il lettore può utilizzare per definire la serietà di un culto.

  • Culti distruttivi: autorità estrema esercitata dai Capi. Molto ingannevoli disonesti in contatto col pubblico. La prima enfasi è sui soldi e sul potere.

  • Organizzazioni pericolose: uso di emozioni estreme e/o attività ipnotiche di gruppo che portano a disorientamento. Alcuni individui emozionalmente forti possono beneficiare di programmi di gruppo, ma altri ne sono seriamente danneggiati.

  • Gruppi di dipendenza: piccole organizzazioni che reclutano adepti tramite amici o contatti attraverso la partecipazione ad attività di comunità. Procurano supporto e direzione per i nuovi membri, che divengono dipendenti con il loro supporto e le attività; incoraggiano la separazione attraverso la domanda di indipendenza dalla vita fuori dal gruppo.

Un altro tipo di organizzazione a volte definito come culto, ma che non rientra in questo libro.

  • Sette dottrinali: sostengono nel gruppo la credenza di valori che differiscono dalla norma societaria. Generalmente non sono dannose e le differenze non sono chiare ai potenziali membri.

Gli abusatori mentali sono persone o gruppi che agiscono sulla base di come una persona deve pensare, sentire o agire. Essi possono essere dei pari, dei partner sessuali, consulenti, capi di gruppo di crescita personale o qualche gruppo della salute, della felicità, della salvezza o di qualche altro obiettivo desiderabile. Come una regola generale, i genitori non sono abusatori mentali sinché essi hanno il potere naturalmente sulla libertà e sul benessere dei figli; comunque la persona può essere vulnerabile ad altri che inconsciamente rappresentano dei genitori sostitutivi.

Hewitt Fitts Ryan M.D., uno psichiatra di San Diego, ha scritto un saggio di ipnosi clinica in cui opera un paragone tra la suggestione post- ipnotica e le tecniche dei culti. Questo paragone aiuta a comprendere lo studio delle tecniche dell’abuso mentale.

Ciò che segue è la nostra versione di questa spiegazione:

Molti di noi hanno familiarità con la pratica ipnotica che dirige i soggetti a fare cose inusuali dopo essere entrati in uno stato ipnotico. Usando ciò come modello il dottor Ryan ha citato tre differenti fattori che sono presenti nei soggetti che hanno sperimentato la suggestione post- ipnotica.

  • Primo: in una trance ipnotica il soggetto è comandato o provocato a fare un gesto innocente, una parola o un sentimento.

  • Secondo: il soggetto è diretto a rispondere con un’azione specifica anche alla provocazione sperimentata. La risposta può essere un gesto mimico, dire una frase o una serie di parole o una combinazione di entrambe. Il soggetto non può evitare di dare la risposta dilazionata. Anche dopo essersi svegliato dallo stato ipnotico la risposta può essere compulsiva.

  • Terzo: dopo che il soggetto ha compulsivamente seguito la risposta provocatoria egli avrà una lettura razionalizzata per spiegare perché egli si è comportato in quella maniera; comunque, la spiegazione non esporrà la ragione reale sottostante all’azione programmata.

Per essere consapevoli di quando le tecniche di abuso mentale sono sotto azioni inappropriate, noi dobbiamo essere abili nel separare la razionalizzazione o la credenza sulla risposta provocata. Primo, guardare il comportamento (risposta) e secondo, esaminare l’evento (provocato) che immediatamente precede l’azione. Seguendo il periodo di training o di indottrinamento che include le provocazioni impiantate durante uno stato suggestionabile, le risposte appropriate risulteranno automatiche.

In molte organizzazioni sofisticate di culto, la provocazione – risposta – razionalizzazione diventa un ciclo in cui una suggestione razionale diventa la provocazione per un’altra risposta programmata. Questo comportamento è difficile da fermare sinché il ciclo non si rompe e la persona diviene consapevole del potere della provocazione per dettare le sue azioni.

Nei capitoli che seguono molte tecniche di abuso mentale saranno descritte e gli esempi sono legati a come esse sono usate dai culti in gradi e durate diverse.

Quando queste tecniche sono usate da sole o in primo grado esse non causano danni a lungo termine, ma quando molte o tutte sono utilizzate insieme per un lungo periodo di tempo si passerà inevitabilmente al terzo grado di abuso.

Avvertenza: è possibile individuare molte di queste tecniche dell’abuso mentale nelle esperienze quotidiane e ci sono molte risposte differenti che vi si possono offrire.

  1. Essere istigati a procurare danno ad altri o diventare tristi nell’entrare in nuove situazioni o relazioni.

  2. Essere indotti a rispondere in modo manipolatorio e con comportamenti abusanti.

  3. La persona conosce le sue osservazioni, sentimenti e cosa vorrebbe cambiare.

  4. Decidere di abbandonare la relazione quando c’è evidenza di cambiamento.

  5. Hai anche la possibilità di andare oltre, essere consapevole dei tuoi sentimenti e risposte, mentre ti riservi il diritto di considerare un’ultima ri-decisione.

Molte delle tecniche descritte non sono dannose in sé, ma hanno un potenziale buono o cattivo. Quando esse sono usate in modo chiaro tra il praticante ed il suo soggetto, molte possono essere d’aiuto. Quando alcune tecniche sono usate per 1) qualche pericolo, 2) quando la relazione finirà, 3) con  precisi obiettivi per il loro uso e 4) come sarà misurato il progresso.

Molto è appreso quotidianamente circa il potere di cambiamento del comportamento umano. È comune l’uso di questi potenti metodi nella terapia o nel trattamento motivazionale, o in altri programmi benefici. È importante che alcuni programmi siano condotti da persone che sono consapevoli dei possibili pericoli e che alcuni metodi di controllo siano impiegati per contrastare l’abuso. Anche se la maggior parte dei responsabili possono essere istigati a giocare a Dio a volte.

Ogni persona ha realmente la responsabilità di fare fronte ai suoi bisogni senza essere manipolato.

CAPITOLO 4

INGANNI E CULTI

Le vittime dell’abuso mentale non partono con l’idea di essere abusate. Esse divengono vittime perché danno la loro confidenza e fiducia a qualcun altro. Essi sono fuorviati dalle speranze e dalle promesse che loro o il mondo beneficerà e respingono la percezione di un serio pericolo.

Molti di noi sono vulnerabili a tale gioco. Ricordi i tempi in cui ti sei trovato in una o più delle seguenti situazioni?

  • Avere una macchina, una casa o avere molto denaro… essere ricco!

  • Sentirsi solo e voler trovare qualcuno da considerare amico… essere accettato!

  • Sentirsi annoiato e voler sperimentare qualcosa di eccitante… essere elettrizzato!

  • Volere un tenero e amabile partner… essere innamorato!

  • Sentirsi non importante e voler essere accettato come un capo… avere uno status!

  • Sentirsi sovraccaricato di responsabilità e decisioni… essere un genitore!

  • Sentirsi intrappolato nel lavoro e negli incontri… essere libero!

  • Sentirsi come se tu andassi fuori dalla tua mente… essere in terapia!

  • Voler far diventare il mondo un posto migliore… raggiungere una fratellanza universale… curare le paure del mondo… fermare la guerra nucleare… trovare una causa!

A uno di questi punti della tua vita tu sei stato pronto per un inganno. Esso inizia quando ti è stata fatta un’offerta attraente, di solito da parte di un estraneo, ma occasionalmente anche da un buon amico che a sua volta è stato ingannato. Il truffatore ti dà il modo per acchiappare ciò che stai cercando, ma tu rifiuti di riconoscerlo come inganno o truffa.

Il trucco della persona è quello di esibire un falso senso del potere, l’abilità di fare qualcosa che non puoi fare per te stesso. Egli è così convincente che tu prendi l’esca agganciata.

Dopo aver preso il gancio, il truffatore comincia a giocare con te. Sembra voglia procurarti quello che stai cercando, con la promessa di un qualcosa in più. Questo continua sinché tu non hai investito così tanto su di te che non puoi più fermarti; e continui a sperare nel “grande dono”.

Dopo arriva il cambiamento! Tu fallisci nel risultato promesso ed il truffatore prende tutto. Volevi dare una risposta ai tuoi bisogni, ma tutto finisce per essere un fallimento e devi lavorare tanto per rendere ciò possibile. Ciò diventa un ciclo senza fine di auto-degradazione e sacrificio, e se il truffatore ha agito bene ti senti colpevole per essere così egoista e devi accantonare i tuoi desideri e continuare a servire gli altri per prima cosa. La formula dell’inganno è:

Esca + Gancio = Inganno + Gioco/ Cambiamento

Uno dei trucchi della truffa è convincere la vittima che è tutta una sua idea, che essa è responsabile del decidere di continuare, e che ciò è una sua libera scelta. Se si lavora bene, la vittima crede che otterrà esattamente ciò che vuole.

Il truffatore può giustificare ogni sua azione dicendovi che lo fa per il vostro bene, avendo due lati di sé: uno pubblico ed uno privato. Egli racconta una bella storia, ma il finale vuole significare qualcosa di importante- il tuo denaro, i tuoi possedimenti, il tuo tempo, i tuoi liberi voleri e/o la tua verginità.

Molti culti usano le tecniche di inganno per reclutare membri o incassare denaro per i loro gruppi. Non è come avviene in certe organizzazioni di vendita superiori, che offrono piccole informazioni circa loro stessi ed il loro prodotto, mentre cresce l’interesse.

Alcuni dei metodi utilizzati sono:

Love bombing (bomba d’amore). Per primo ti mostrano tanta attenzione, spesso accompagnata da un tocco o da uno sguardo negli occhi, spesso seduttivo. Successivamente molte domande sono utilizzate per stimolare la curiosità e procurare solo informazioni pertinenti al tuo interesse. Dopo, il gruppo ti indica che loro sanno quello che ti serve  e che hanno a cuore i tuoi interessi. Questo processo appare come un inizio di relazione, ma nei culti la prospettiva è assunta presto da molte persone che attuano la stessa cosa e divengono molto impersonali. Il messaggio di base è “Ti amo! Se tu ami me, credimi”.

Trattenere le informazioni circa la vera natura della congregazione. Ogni cosa è bella, facile, felice, perfetta. Devi solo fare il primo passo. “Ascolta ciò che io devo dirti”. “Non sei d’accordo che il suono è buono?” e successivamente un altro piccolo passo dopo un altro. Il messaggio di base è: “Io non posso spiegartelo e tu non puoi conoscerlo senza che tu lo abbia provato”.

Usare nomi che si fingono relazioni delle organizzazioni genitoriali. Alcuni gruppi hanno centinaia di nomi diversi che si usano per reclutare, estorcere denaro e condurre attività politica e economica. I gruppi spesso negano la connessione, ma si servono di membri devoti alla loro attività per supportarle. Qui ci sono alcuni dei nomi usati da molti culti. Esempi sono:

Unification Church- CAUSA- CARP- Creative Community Project- Freedom Leadership Foundation- GCWR- Holy Spirit association- Home Church Association- ICUS- IRF- new Era- PWPA- Scientology- ACHG- NCLE

Distorsione o mascheramento del fine reale. Durante il raggiro, il truffatore ha la risposta dei voleri in ordine al guadagnare l’approvazione della vittima. Egli progetta un fine e il potere di produrre ciò che egli vuole, molte volte indicando che il loro unico desiderio è di aiutare la gente a creare un mondo migliore.

Più tardi si scopre che il truffatore ha bisogno di molto denaro. Molte indagini rilevano che i seguaci rinunciano a tutto, dormono sul pavimento e lavorano molte ore, mentre i capi godono degli eccessi di materiali posseduti e di salute. Esaminando i risultati si mostreranno i reali scopi.

Molti culti distruttivi negli Stati Uniti hanno uno scopo religioso. Ricerche hanno dimostrato che molti americani hanno un elevato livello di fiducia per le persone che dicono di essere religiose. Ciò è probabile perché essi assumono tutte le religioni o chiese come loro stessi.: stringere libertà e onestà, fare benessere personale e sociale in stima elevata.

Il Primo Emendamento procura protezione e avvantaggia le religioni in America.

Non solo la libertà personale di credere cosa scegliere, ma la libertà per la divulgazione di pratiche finanziarie e di indottrinamento. La tassa di status no- profit può virtualmente essere ottenuta semplicemente dichiarandosi una “chiesa”; così molte organizzazioni, come la Chiesa della Vita Universale, usano questo termine per ottenere vantaggi e protezione statale.

Nota: frequentemente il termine culto è usato in maniera interscambiabile con “Nuove religioni”. Ciò assume che un sistema di credo spirituale (Religione) dà aumento a un gruppo di seguaci devoti (Culto). Questo libro fa riferimento ai metodi manipolatori di un sistematico reclutamento, indottrinamento e controllo dei seguaci; senza alcuno sviluppo spontaneo di sostenitori. Non tutti i culti sono religioni e non tutte le religioni sono culti.

I culti possono rappresentare anche una terapia o dei gruppi di crescita, parti politiche, unioni, vendite o compagnie di business o altre apparenti organizzazioni legittime. Alcuni cambieranno i loro fini. Molti metodi possono essere usati per attirare l’attenzione dei membri potenziali – vendita di libri, sponsorizzazione di organizzazioni legittime, riunioni, classi in scuole serali- ma molti culti dipendono da una promozione a tu per tu con membri di famiglie, amici o chiunque altro si incontri.

Tralasciando l’approccio usato, è sempre implicato che il fine è il controllo nel prendere liberamente le decisioni, non importa come apparirà questa decisione. Il vero leader del culto è abitualmente sicuro del contatto pubblico. Quando reclutano adepti o estorcono denaro ai membri le vittime fanno il loro lavoro sporco. Non colpevolizzateli! Il loro indottrinamento li porta a credere che è per una buona causa. Alcune vittime di culti aspirano a voler diventare capi la cui attività è quella di indottrinare gli adepti e coinvolgere altre vittime. Altri capi utilizzano le “pubbliche relazioni” utilizzando la linea del raggiro per guadagnare credibilità per l’organizzazione.

Alcuni degli approcci utilizzati dai reclutatori di culti sono:

  • Tu sei la donna che ho cercato per tutta la mia vita!” disse un giovane uomo della Chiesa dell’Unificazione ad una studentessa sola dell’Università di Washington al loro primo incontro in una strada. Egli stava cercando una seguace. Lei stava cercando un compagno. Così lei divenne una Moonie e lo seguì con amore verso l’indottrinamento.

  • Ero solito avere un problema parlando con le ragazze sino a che ho preso questa lezione” disse un adepto di Scientology raccomandando l’”Inventario standardizzato di personalità di Oxford” ed il “Corso di comunicazione Dianetics”.

  • Un metodo di reclutamento sviluppato dai Bambini di Dio, uno pseudo gruppo “fondamentalista cristiano”, è chiamato “Pesca civettuola”. Le giovani  donne  membro invitano estranei per incontri sessuali, seguiti da una “preghiera per la salvezza” che direziona gli estranei tra i membri del gruppo.

La prostituzione può essere la professione più antica, ma, insieme alla seduzione,  è uno  dei raggiri usati di più  successo. E’ importante comprendere che prostituzione e seduzione  sono parti integranti nel contesto dell’abuso mentale, senza le quali un abusatore non cattura la vittima in un raggiro. Se c’è un contratto accordato in maniera comprensibilmente chiara e mutuabile e rispondente a Cosa? Dove? Con chi? Per quanto tempo? allora non c’è raggiro o abuso.

I contratti sono accordi tra persone per uno scambio di servizi, denaro o possedimenti. Noi rientriamo continuamente nei contratti come compratori, impiegati, votanti, membri di un gruppo, o socialmente come individui. Molte volte il contratto non è stipulato o discusso, ma è assunto dagli individui coinvolti. Anche quando è sottoscritto o negoziato, ciò può implicare il consenso ad aree non completamente chiare. La società ha avuto un dominio nella descrizione di norme e limiti accettati, ruoli e contratti sociali due generazioni fa. C’è stata una base di comprensione comune, ma ora ci sono variazioni di comportamento, in particolare quello sessuale, che è molto diverso dalle definizioni socialmente accettate. Nel mondo odierno cosa pensiamo è chiaro, in accordo con le antiche regole, e può essere diventato un modo per manipolare ora. Ci fu un tempo in cui l’accordo un vivere insieme distribuendo risorse e costi poteva essere compreso da tutti senza altre definizioni.

Oggi inviti come vivere insieme abbisognano di chiarificazioni. Cosa ogni persona richiamata a dare? Denaro? Lavoro, lavare piatti? Sesso? Come verranno negoziate le differenze o i disaccordi? Ci si aspetta un cambiamento personale? E quanto dura la committenza? Una notte? Un anno? Una vita?

È importante appuntare il pro e contro prima di concludere un accordo. Se l’accordo si è preso, lo si può rinegoziare e sentirsi liberi di abbandonarlo. Non è obbligatorio continuare su qualcosa che è in realtà un’aspettativa altrui.

Nella realtà del mondo di oggi, è brutto che la spontaneità, il romanticismo l’eccitamento devono essere rifiutati mentre negoziamo un contratto sociale.

Non essere scettico”. “Abbi una mente aperta”. “Abbi fiducia in me”. Queste sono spesso esortazioni per liberare il pensiero e cominciare un processo che termina con una mente sterile.

Se chiedi più informazioni, il truffatore risponde “Mi prendo cura di te!” “Pensi che voglia condurti fuoristrada?…” Stai attento! Se queste domande non trovano una risposta soddisfacente cerca un’altra fonte. Verifica con amici, famiglia, ministri, agenzie governative, i migliori uffici, librerie e chiunque possa avere altre informazioni ed una visione oggettiva della situazione. Chiedi in giro prima di accettare un invito per fare qualcosa che non conosci abbastanza bene.

Pasti gratis” sono “gratis” con una qualche obbligazione, così come accettare caramelle dagli sconosciuti. Se qualcuno dice di “non ascoltare gli altri sono di pregiudicati” può significare che gli altri hanno informazioni da dirvi che dovresti avere prima di formare la tua opinione. Se tu scopri di essere stato raggirato, allora sii onesto con l’abusatore. Asserisci i tuoi diritti, lo stato dei tuoi sentimenti, e dì “no” prima di cadere in qualche trappola. Ricorda che non hai nulla di cui sentirti in colpa e nessuna spiegazione è richiesta.

CAPITOLO 5

MISTICISMO E MAGIA

Tutti noi crediamo in una qualche forma di magia. Siamo cresciuti con storie di regni magici dove tutti alla fine vivono felici e contenti. Babbo Natale vien giù dal cammino il giorno di Natale e il Coniglietto Pasquale lascia uova di cioccolato per i bambini. Ciò che bisogna fare è aspettare e tutti sogni diverranno realtà.

Quando i bambini crescono si scontrano con la realtà della vita, ma l’auspicio in una soluzione magica ritorna quando le conseguenze sono senza speranza. Certamente Babbo Natale è una finzione del passato, ma si desidera la bacchetta magica per imparare degli incantesimi speciali al fine di trasformare le fantasie in realtà.

L’Uomo della medicina delle tribù primitive era solito recitare formule magiche per curare e recuperare le ossa per predire il futuro nel nome della religione. I guaritori del XX secolo promuovono meditazione e cure psichiche, e molti profeti utilizzano l’astrologia. Tarocchi, chiaroveggenza, ESB, bioritmi, chiromanzia servono per ottenere risposte a domande che una risposta non ce l’hanno.

Ogni giocatore d’azzardo crede in una qualche pratica magica per migliorare la probabilità di vittoria. Una sorta di chance per guadagnare un risultato vincente direzionando le sue azioni e facendo crescere l’uso della magia. Il giocatore di baseball può comprare un guanto per migliorare il suo gioco, può indossare vecchi calzini, mettere immondizia nelle mani o masticare una diversa varietà di tabacco per raggiungere la vittoria.

Vivendo in un’Era scientifica, siamo soliti avere una spiegazione per tutto, dalla nascita dei bambini alla luna di Giove. Non conosciamo le risposte ad alcune domande, ma vogliamo ottenerle per averne il controllo.

Perché abbiamo bisogno di dare spiegazioni mistiche ad esperienze che ordinariamente devono essere accettati come i misteri inspiegabili?

Coloro i quali non si sentono confortati da risposte indefinite sono molto più suscettibili a spiegazioni magiche come guida per la loro vita. Avvertono uno stress per il non sapere e hanno bisogno di trovare una spiegazione semplicistica. Il primo stress deriva proprio dal non sapere e relativo alla risposta continuamente rinforzata da “questo è ciò che è“.

La ricerca per una migliore spiegazione non può essere effettuata senza prendere in considerazione lo stress associato. Anche rispetto a molte nuove informazioni oggettive, si tenderà a resistere ad una spiegazione che rimuove il bisogno di alcune necessarie informazioni. Gli studenti di scienze possono aver imparato il messaggio scorretto. Molti credono che l’affermazione di una conclusione scientifica è la risposta, piuttosto che il processo di sperimentazione, osservazione e analisi. Un fatto con un risultato scientifico è accettato come più reale rispetto al metodo mediante il quale i risultati sono raggiunti.

I media fanno poco per dissipare le credenze mistiche. Nel loro desiderio di rivelare il sensazionale e l’inusuale, i loro reports tendono ad enfatizzare la promozione del sovrannaturale in assenza di un’evidenza oggettiva per supportare alcune richieste.

Barry Singer e Victor Benassi (“Credenze occulte”, American Scientist, Gennaio- Febbraio 1981) riportano un esperimento nel quale usano un mago per compiere esibizioni medianiche di fronte alle classi di psicologia. In una classe, il mago è stato presentato come medium e in una seconda, con un mago; in entrambi i casi il 75% delle classi ha creduto che fosse un medium. Quando è stato loro detto ripetutamente che si trattava di un mago, il numero si è ridotto al 50%. Gli studenti credettero alla loro convinzione nel potere del medium rispetto l’evidenza contraria.

Il giocatore d’azzardo pensa che sia difficile poter controllare le carte o i dadi. Il tempo, il denaro e l’orgoglio sono stati investiti nella vittoria; il difficile è smettere. Ogni mano vincente supporta la sua convinzione nel magico; ogni mano perdente rivela che egli deve provare ancora.

Molti culti hanno una parola o una frase che implica la detenzione di una risposta magica che può risolvere ogni problema. Si mistifica la tecnologia, la religione o il metodo. Seguendo dove la parola o la frase conduce tutto può essere risolto. Alla domanda “Come?” la spiegazione “è devi provare per conoscere”. Alcuni esempi sono:

  • EST (Erhard Seminar Training) - FALLO!

  • Scientology – CHIARISCI!

  • Rajneesh ILLUMINATI!

  • Divine Light Mission – CERCA LA LUCE DIVINA!

  • Church Universal & Triumphant – IMPARA A CONTROLLARE LE AUREE UMANE

  • The Way International – VIVI NELL’ABBONDANZA

  • Trascendal Meditation – APPLICA LA SCIENZA DELL’INTELLIGENZA CREATIVA

Il risultato è una parola o una frase per ciò che non ha un significato chiaro e ogni persona aspetta una risposta sostitutiva per completare i propri significati. Ogni persona, all’interno di un gruppo può adempiere ad un desiderio diverso- salute, gioia, amicizia, salvezza, salute o appagamento sessuale.

Il metodo è oscurare nella mistificazione. Spesso c’è una spiegazione semplice, ma l’indicazione è che alcuni poteri mistici o speciali sono posseduti solo dal Capo o dal gruppo.

Ho parlato di particolari programmi di crescita personale che hanno loro conferito poteri speciali, inclusi l’abilità di assicurare un conveniente spazio per il parcheggio. Non sono consapevoli che il reale cambiamento è nel loro punto di vista, non nelle condizioni attuali. Preventivamente essi hanno solo notato quando uno spazio non è disponibile: ora essi ne sono consapevoli e le loro credenze sono state verificate.

William Sargant nel libro La mente posseduta descrive il seguente processo usato dall’Uomo della medicina africana per indurre una trance nei loro pazienti. Una condizione molto simile a quanto si produce in alcune meditazioni o esercizi di terapia di gruppo:

-Essi cominciano ad ansimare e a rendere rauco il loro respiro (iperventilazione), mentre battono ritmicamente il loro talloni. Ciò richiede molto sforzo, a causa dell’esaurimento fisico e nervoso. Hunter conclude che questa attività conduce all’alcalosio nel cervello, che conduce a sua volta alla trance e alla vulnerabilità di suggestione.

Se l’Uomo della Medicina, il leader del gruppo o il culto è creduto in possesso di poteri speciali necessari per produrre una data condizione, il soggetto desidera recuperare i sentimenti, la trance ed i miglioramenti divengono dipendenti da quella persona o gruppo.

Gli esperimenti sono stati seguiti su due gruppi a cui è stato dato placebo (tavolette di zucchero) per togliere il dolore; un gruppo ha creduto di essere un killer del dolore e l’altro che è stato dato loro placebo. Il primo gruppo è risultato in miglioramento rispetto al secondo. Il risultato è stato dovuto alle loro credenze, non a qualche qualità speciale della medicina o al dottore.

Il potere dell’abusante o capo è visto dalla vittima come soprannaturale; conoscente dei suoi pensieri e sentimenti e capace di comunicare con lo spirito o coniugare il potere al controllo degli eventi. È impossibile scappare dal suo controllo e invece ogni reale o scientifica spiegazione che viene data, “è un mistero“.

Non importa come siamo educati a ciò che non conosciamo ancora, l’importante è arrivare a qualcuno che abbia un dato livello di conoscenze particolari; qualcuno che ha qualifiche professionali speciali o esperti che usano un gergo che oscura la nostra comprensione e non intenzionalmente mistifica le loro risposte. Abbiamo bisogno di conoscenze delle loro abilità speciali; mentre le nostre esperienze sono informazioni valide da usare in considerazione a decisioni alternative. Ogni persona o gruppo ci incoraggia a mettere da parte il passato e a essere nel presente. Molte informazioni di una varietà di punti di vista e valide alternative è ciò di cui si ha bisogno.

CAPITOLO 6

SOLO UNA SCELTA?

La vita nel mondo odierno è complicata. Ci sono così tante scelte da compiere e le situazioni sembrano sempre così indefinite. Molte alternative sembrano solo un po’ migliori o peggiori di altre. E’ tutto così confuso che potrebbe essere molto più facile se fosse tutto bianco o nero. Viviamo in un’età che precede le aspettative degli altri e posteri di epoche in cui la differenza tra il giusto e sbagliato, il buono e il cattivo era molto chiara. Nei film del passato, i cattivi ragazzi indossavano dei cappelli neri mentre i bravi ragazzi avevano dei cappelli bianchi e vincevano sempre alla fine. Non avevano la meglio solo sui cattivi ragazzi, ma anche su di una bellissima donna che era “pura come la neve”. Sebbene “Angeli e demoni” sono ancora situazioni melodrammatiche, la vita reale non è così chiara come chi indossa un cappello nero o uno bianco. Così suona sincera una persona che dice “Abbi fiducia in me! Io ho i tuoi migliori interessi a cuore. Tu e io siamo i bravi ragazzi”. Ciò può influenzare molti di noi, perché vorremmo essere tutti dei bravi ragazzi!

Nell’alternativa tra Buono vs Cattivo, c’è una chance per la manipolazione quando le posizioni di fiducia e sfiducia sono rinforzate al punto che una barriera reale è piazzata tra te, uno dei Bravi ragazzi ed il resto del mondo. Coloro i quali hanno “La scelta” piazzano loro stessi sul versante di bontà e pace, mentre gli altri si piazzano sul versante del male.

Credere nella detenzione di una realtà assoluta conduce all’idea che il fine giustifica i mezzi. È giusto fare qualsiasi cosa sia necessaria per supportare la causa o “sopravvivere”, perché la “bontà” assoluta deve prevalere sulla cattiveria. La giustificazione è creata per manipolare, mentire, ingannare, rubare o anche uccidere ciò che di “buono” si può vincere.

Alla fine i valori racchiudono l’ultimo obiettivo o ciò di cui tutti hanno bisogno-salute, spiritualità, sapienza, autostima, intimità, conforto, ecc. Per ogni valore finale ci sono molti valori significativi o vie per raggiungere l’obiettivo finale. Assumendo che la spiritualità è un obiettivo finale alcuni dei valori significativi potrebbero essere: chiese varie, meditazione personale o riflessione, consapevolezza della natura e altro. L’impiego è solo una via per conoscere o essere sapienti. Sostituendo un successo significativo con la sola via per raggiungere un traguardo finale riduce le opzioni possibili. Dire che seguire una chiesa particolare è la sola via per raggiungere la spiritualità o la salvezza o ciò che ognuno vorrebbe stimola il raggiungimento della salute ed i significati di un falso successo finale. Le opzioni possibili per raggiungere un traguardo finale sono diventati limiti per ognuno.

Ci sono molte vie per raggiungere un qualche traguardo particolare. Queste vie possono essere usate in combinazione escludendo altri metodi che dipendono dai desideri personali; ma la promozione di una delle esclusioni di tutte le altre possibilità elimina l’espressione di differenze personali. Imporre la credenza in un falso traguardo risulterà come una presa di potere sulla libertà di altri per scegliere liberamente.

Una testa classificazione di valori coinvolge i comportamenti. Alcuni valori comportamentali includono l’essere pulito, onesto, indulgente, amato, cortese, obbediente, auto-controllato ecc. Quando ciò è assunto, senza conferma, che un’altra persona mostra lo stesso valore di comportamento, allora c’è una vulnerabilità di perdita di controllo. Si crede nell’onestà, ma molte persone pensano che sia meglio mentire, se si è in largo svantaggio.

Il pensiero comunista riformatore è un buon metodo di sviluppo di cambiamento di valori comportamenti di una persona. Molti studi sono stati seguiti circa il trattamento dei prigionieri di guerra nordcoreani. Essi descrivono un processo, usato dalle guardie e dagli interrogatori per ottenere delle confessioni dai prigionieri di guerra.

  • Per prima cosa c’era un degrado intenzionale dell’individuo – cibo povero, perdita di sonno, percosse.

  • Un interrogatore deduceva le condizioni che hanno determinato la sua cattiva condotta.

  • Dopo che egli aveva ammesso la colpa, era successo era suggestionato dal fatto che poteva discolparsi dal dare la colpa al suo governo, alla famiglia, alla religione, alla società – tutte le risorse da cui egli era dipendente o che aveva come supporto.

  • L’indottrinamento aggravava il risentimento e sviluppava sentimenti di ostilità.

  • L’ostilità si tramutava in odio. Senza il fondamento dell’odio e dell’astio, il comunismo poteva perire.

  • Successivamente, uno sfogo per l’astio era provvedere ad alcuni tipi di attività pro-comunismo.

  • Una reazione comune era quella di proiettare l’odio contro se stessi. I comunisti determinavano quale direzione questo progetto doveva prendere. Quando una persona incolpava un altro per il suo stesso misfatto usava un meccanismo proiettivo.

  • Il passo finale era fare una confessione pubblica della colpa del governo e del misfatto. I vincitori divenivano i suoi amici senza colpa ed i suoi precedenti nemici diventavano i nuovi nemici.

  • A questo punto le condizioni divenivano migliori. Il cibo, l’accettazione ed il comfort ricompensavano la sua visione generale di conformarsi.

La polarizzazione di distribuzione di Bianchi e Neri non accade tutta in una volta, ma gradatamente. Si comincia con l’accettare la possibilità de “La via magica” e si finisce che i nuovi amici diventano i suoi salvatori, mentre il suo precedente sistema di supporto famigliare, ecclesiastico e di governo sono ora il nemico.

Una prima conclusione è raggiungere che ciò è “la giusta scelta”; poi è facile razionalizzare che il fine (bontà) giustifica i mezzi (truffa, manipolazione falsità). E’ ora possibile fare tutto il necessario per perseguitare i nemici in ordine di assecondare i fini dei Buoni ragazzi; legale o illegale, benigno o violento.

Se noi proteggiamo la nostra libertà personale di scelta, rispettare i diritti degli altri e la nostra consapevolezza dei valori personali, ognuno di noi deve rimanere consapevole delle aree grigie in cui cosa appare può essere un mondo nero o bianco. Conoscere le varietà di opinioni possibili conduce al bisogno di compiere scelte difficili tra le alternative. È spesso duro differenziare tra buono e cattivo.

CAPITOLO 7

VOGLIO ESSERE ME!

L’accettazione degli altri è un bisogno di base per tutti. Nella società americana si deve essere carini. Non bisogna commettere sbagli se si vuole essere accettati dalle persone che ci circondano. Questo significa conformarsi a ciò che ne pensano gli altri per essere compiacenti.

La nostra piacevolezza può essere stata generata dai nostri genitori, che ci hanno premiato per essere stati buoni o sottomessi cosicché le loro aspettative non sono state distrutte. Quando abbiamo mostrato rabbia o reazioni contro i loro valori il nostro premio è stato uno sguardo malevolo o altre forme di disapprovazione. La normale tendenza, come risultato, e di tenere per sé sentimenti negativi ed idee indipendenti o imparare ad esprimere questi in un modo “salvo”.

Piacevolezza e conformità sono in conflitto con la nostra necessità di essere una persona indipendente con idee e sentimenti che sono sperimentati tra l’asserire il desiderio di voler essere un individuo ed il rischio di perdita dell’accettazione delle persone importanti attorno a noi.

I bambini normalmente possono testare il bilanciamento tra l’essere carini e l’essere diversi al contempo quando si sentono sicuri e abili di rischiare senza la perdita dell’accettazione. Tipicamente ciò accade negli anni della scuola primaria entro il mondo sicuro della famiglia e contro i coetanei quando c’è un rinforzo da parte dei pari nel ribellarsi e asserire le differenze.

La ribellione adolescenziale è contro la domanda della famiglia di conformità e non contro i pari che procurano l’accettazione che è custodita gelosamente. Nel momento in cui c’è una scissione tra la dipendenza ad un gruppo (la famiglia) per l’accettazione e l’approvazione da parte dell’altro (il pari) c’è una falsa indipendenza ed una non reale separazione.

Questa contro-dipendenza è un punto su cui molti adolescenti rimangono bloccati nella convinzione che facendo l’opposto di ciò che i loro genitori o la società sancisce, si compiranno i loro voleri. Se qualcuno dice “non ascoltare i genitori. Mostra che possiedi una mente. Fallo!” loro abboccheranno e diranno “lo farò“.

È frustrante per i genitori, che si prendono cura dei loro giovani bambini adulti, vederli cadere nella trappola della droga, degli abusatori e dei culti. Pochi anni fa questo concetto è stato evidenziato, in parte, quando Fr. Kent Burtner divise l’opinione pubblica dicendo che l’adolescenza oggi si protrae dai dieci ai trent’anni; mentre una generazione fa era normalmente dai 13 ai 19 anni. Durante l’infanzia mentre si è dipendenti dal supporto genitoriale, è necessario azionarsi entro lo i limiti stabiliti. Queste linee-guida dettavano come comportarsi, con chi associarsi, il tipo di attività e di prescrizioni da svolgere ogni giorno. Le regole procurano un senso di salvezza e di sicurezza, ma a volte possono far sentire costretti, come i giuramenti personali che non sono veritieri.

In alcuni punti i limiti sono dati dai genitori alla fine. A volte essi sono discontinui, lasciando il “bambino” a cercare qualcun altro che designerà come agire e cosa fare; in altri casi le vecchie regole sono ricordate, ma la paura di fare la cosa sbagliata conduce ad essere molto conservatori. Altre volte i vecchi limiti sono superati per un periodo di test. La ribellione contro le vecchie regole significa il raggiungimento del frutto proibito in un primo tempo, finché qualcuno dice “Stop” o l’esperienza detta delle nuove linee- guida personali.

Allungando il test al di là dei limiti, prendendo dei rischi, naturalmente sperimenteremo alcune esperienze autodistruttive o traumatiche. Le conseguenze possono portare all’imparare, a crescere la sensibilità critica o la colpa per l’essere stati immaturi. Alcuni continueranno a cercare delle dimostrazioni pensando di provare la loro indipendenza; alcuni identificheranno le linee-guida per l’etica personale; ma per gli altri ciò può condurre ad una ritirata, nella vergogna, da sé e gli altri.

Ognuno di noi percepisce uno spazio attorno, normalmente circa quanto la lunghezza delle proprie braccia che possiamo occupare. Questo spazio è nostro. Quando altre persone vi entrano e sembra che invadano la nostra privacy, noi possiamo chiuderlo o cercare di muoverci fuori e protestare finché la forza aliena sia andata via dal nostro spazio. Lo spazio che era normalmente considerato una bolla sicura diviene una sorta di scudo possente.

A volte, quando ci sentiamo realmente potenti e buoni, questa bolla può espandersi sino a diventare molto grande. Queste volte, quando ci sentiamo fiduciosi, la bolla è molto permeabile. Non siamo dispiaciuti che altri entrino nel nostro spazio o si aprano a noi. Durante questo periodo di vulnerabilità, mentre la bolla è grande, ci sentiremo urtati o violati se la confidenza è abusata da coloro di cui ci fidiamo. È possibile avere varie reazioni alle violazioni di fiducia.

Una reazione potrebbe essere di asserire il nostro potere per cacciare la persona fuori dal nostro spazio o ostacolarne il ritorno. La bolla diviene uno scudo possente chiuso l’esterno. È come il colpo di pesce che cerca di apparire largo e minaccioso, ma in realtà è molto vulnerabile. Questa reazione di pseudo- potere spesso include una manipolazione per prendere altri sotto proprio controllo. Questo può trascinarsi per più anni fino a che gli altri verranno percepiti come una minaccia. Non finirà sinché la persona non si sentirà abbastanza sicura di potersi nuovamente aprire agli altri.

Una seconda reazione di violazione della fiducia potrebbe essere quella di dare la colpa a se stessi per la mancanza di tolleranza o accettazione; sentirsi “non a posto” con se stessi. In questo caso la bolla si ritrae in un piccolo scudo possente, rimuovendo la parte offensiva; chiedendosi perché tu sembri così intoccabile.

Il ritiro dagli altri può essere fisico, psicologico o di entrambe. In questo caso si continua finché la confidenza per l’interazione è riguadagnata. L’ammorbidimento del guscio- scudo di solito comincia quando altre persone si mostrano rassicuranti, con buoni propositi di apertura e di rischiare l’intimità.

A volte il guscio diviene più piccolo della persona che si sente ancora “non a posto”, confusa ed in colpa. Lo spazio del guscio eventualmente porterà a sentirsi così piccoli e costringerà a sentirsi come se non si fosse sempre lì.

Questo dispiegamento della “copertura della persona” è simile a ciò che avviene nell’esperienza di “vita dopo la morte” in cui la persona si sente separata dal suo fisico e riesce a vederlo a distanza; ancora capace di compiere osservazioni circa ciò che sta accadendo, ma incapace di controllarle. La perdita (separazione) del sé è completa.

Il sé disperso e il reale sé non possono essere connessi finché un senso di potere e protezione dall’essere stato urtato nell’intimità non viene accettato. Durante la perdita del potere personale, egli è particolarmente vulnerabile a un aiutante che conosce l’immagine di sé della persona ed il suo bisogno di essere connesso. Quest’aiutante deve conoscere la vulnerabilità dall’abusato ed il suo bisogno di agganciarsi per prendere decisioni, sicurezza e conforto, in modo da renderla più dipendente.

Recuperare l’abilità di essere aperto, pronto a rischiare, onesto (no manipolatore) ed indipendente richiede l’ausilio di un consulente sensibile e amichevole. All’interno la persona è vulnerabile, urtata ma forte, bisognosa di amare e di connettersi con gli altri.

CAPITOLO 8

CHI TI COMANDA?

Come fa una persona a prendere decisioni per gli altri? Dicendo cosa fare e come vivere la vita. La vittima si atteggia e crede in maniera differente da prima. A che punto una persona prende la posizione di Capo e l’altra di Schiavo?

Ognuno di noi ha vissuto un periodo difficile della sua vita, quando ci siamo magari trovati di fronte a nuove decisioni e abbiamo sperimentato i sentimenti dell’essere oppressi. Possiamo allora delegare a qualcun altro la presa di responsabilità di agire nella nostra vita per un po’.

E’ una comune esperienza trovarsi in una nuova situazione con persone che non si conoscono- un party, un nuovo lavoro o il primo giorno in una nuova scuola. Quando ci troviamo in una nuova situazione è difficile sapere cosa fare, sinché non conosciamo cosa viene accettato da questi potenziali nuovi amici. Dispiaciuti della realtà, aspettiamo di scoprire cosa essi vogliono attraverso le regole che ci aspetteremo di seguire.

Velocemente impariamo ad accettare le differenze minori; ma è un conforto quando una nuova acquisizione, che somiglia ad un’autorità, confina in una pronta risorsa che ci mostra come agire e cosa fare. Questa persona può essere un aiutante che ci punta nella giusta direzione; diviene presto il nostro Capo da cui diveniamo ben presto dipendenti.

Le differenze minori nei modi di agire- togliere le scarpe in casa, essere felici o seri, mangiare con la forchetta giusta o usare i bastoncini non è importante; comunque, potrebbe essere il primo passo attraverso cui divenire dipendenti dagli altri. Ogni variazione minore di queste differenze può condurre a cambiamenti che prima erano considerati inaccettabili. Essere piacenti e rispettati è meglio dell’essere ignorati e rigettati.

Chiedere al nuovo Capo il permesso per andare in bagno, cosa mangiare, quando andare a dormire e quando svegliarsi conduce il seguace ad una insicurezza completa di sé stesso, e ben presto all’attesa paziente del permesso e della direzione da prendere.

Il vecchio detto recita: “Si fece Roma come i romani la fecero”; ma c’erano molti schiavi degli stessi schiavi di Roma. Iniziando ad agire come ognuno può essere c’è il primo passo della perdita dell’individualità. Se qualcuno può persuaderlo dal cambiamento del suo comportamento, è facile osservare un cambiamento delle sue credenze e dei suoi valori.

Una persona non entra a far parte di un culto organizzativo. Ci entra per una data proposta e successivamente comincia a cambiare i suoi comportamenti per conformarsi al gruppo. Inizia a comportarsi e a parlare come gli altri. È entusiasta del lavoro del gruppo e quando una nuova proposta arriva dice qualcosa come: “questo è un meraviglioso e felice gruppo dove ognuno è amico e facciamo grandi cose insieme”.

La vittima ora si comporta come un membro del gruppo e ha mosso un passo in su rispetto al sistema verticale, e ci si comporta come un membro quasi immediatamente. È importante essere in contatto con i propri sentimenti per diventare il servo perfetto del nuovo Capo amico. Essere consapevoli dei cambiamenti che avvengono nel proprio comportamento. Guarda e ascolta chi ti circonda. Tutti vedono e parlano similmente? Sono differentemente scoraggiati? Ognuno deve verificare con un Capo prima che essi possono rispondere alla domanda per cui non si ha la risposta pronta?

La relazione tra il Capo ed il Servo è verticale in natura. Il boss è al top e i servi si trovano al di sotto. È il lavoro del Capo dire al Servo cosa fare e il Servo deve essere obbediente e sottomesso.

Nei culti organizzativi la relazione verticale continua dal livello più basso a quello più alto. Ogni Capo è stato Servo del Capo precedente finché si raggiunge il livello più alto.

Se ti senti non confortato dai cambiamenti che hai fatto, comincia da asserire i tuoi stessi sentimenti ed il tuo bisogno di essere diverso.

Di NO e lascia per un po’! Se ti rispondono facendo più pressione per conformarti e sentirti in colpa, fa ciò che hai detto- scappa! Non devi dare nessuna spiegazione. Cercare di ragionare o argomentare il tuo modo di lasciare la relazione autoritaria è difficile, se non impossibile. Dopo aver abbandonato un gruppo cultista, puoi ancora sentirti attirato dal calore e dell’amichevolezza della gente. Cerca di esaminare oggettivamente la trappola emozionale e per quale fine loro ti usano. Se decidi di ritornare sarà una tua decisione, ma anche una risposta alle pressioni emotive. La libertà di decidere è tua, così come quella di essere controllato.

CAPITOLO 9

LE PROPRIE VS LE ALTRUI CONVALIDE

E’ duro, come un bambino, stimare quanto bene tu abbia fatto per essere un essere umano. Come per trovare uno standard da seguire? Puoi guardare gli altri intorno a te e assumere che essi siano la norma da seguire o puoi esaminare il modo in cui essi reagiscono con approvazione o disapprovazione a cosa tu fai.

Di solito imparerai ad agire come i “modelli” che trovi nella tua famiglia, rispondendo a situazioni in una maniera simile. Se sono manipolativi, tu manipola. Se sono violenti o abusanti, tu lo sei anche. Se sono accettati ed amabili, tu sarai accettato come gli altri. Se il loro approccio ai problemi è calmo e obiettivo, tu diventi super- calmo rispetto alle avversità e ai conflitti.

La reazione di altri nella tua infanzia modifica automaticamente il tuo comportamento. Generalmente, le azioni che ricevono criticismo o rigetto sono discontinue e le azioni che ricevono attenzione favorevole ed accettazione sono rinforzate. L’apparente connessione tra le azioni all’accettazione conduce all’idea che è l’amore è condizionante, es. sarò amato nella condizione in cui io agirò in un certo mondo e otterrò un certo livello di successo, come definito dagli altri che sono i miei “modelli”.

Il comportamento che era appropriato in un gruppo famigliare dove ognuno conosceva cosa aspettarsi e agire in accordo, non è sempre appropriato o compreso in altri contesti. Altri vengono da un diverso background con un set differente di comportamenti che ci si aspetta. Ci si confonde col cancellare con altri quando le risposte appropriate o le regole di comportamento per l’accettazione non sono conosciute.

L’amore condizionato incrementa i sentimenti di stress per compiere un certo modo e molte volte uno sviluppo pauroso che l’amore sarà perso senza un più alto standard di incremento del potenziamento. Criticismo su se stessi e gli altri abbonda, mentre il prezzo è più alto da dare. La pressione è di essere “perfetti”. Presi in queste circostanze, diventiamo affamati di amore incondizionato- l’accettazione di noi stessi, anche di pensare imperfetti.

L’”amore” così profondamente desiderato diviene un’emozione piena di potere quando la si prova per esprimere il nostro amore agli altri in risposta all’amore mostrato a noi nella maniera in cui lo desideriamo senza condizioni.

Molte coppie hanno difficoltà nel comunicarsi l’amore reciproco. Ognuno può cercare fortemente di convincere l’altro che il loro amore è senza limiti ed incondizionato, ma nessuno capirebbe o riceverebbe questo amore. Nella maggior parte dei casi il coniuge esprime amore in maniera da comprenderlo. Il marito può cercare di dire “Ti amo!” attraverso l’adempimento ai compiti; ma il suo partner dice “Io ti amo! Tu ami me?” volendo la rassicurazione delle parole.

Il desiderio di amore incondizionato frequentemente viene confuso con la sessualità. Siete amabili come uomo o come donna? Quando qualcuno dice ti amo possiamo assumere che ciò ha una connotazione sessuale. Questo sentimento può essere reale o alcune volte il prodotto di una nostra fantasia romantica.

L’identità sessuale inizia molto precocemente nella vita ed è testata contro il comportamento del proprio genitore dello stesso sesso o altre figure di riferimento per trovare le azioni appropriate. Essere accettati come una persona sessuale, comunque, è uno sforzarsi confuso e minaccioso. I genitori, loro stessi confusi e ambivalenti, possono trovare difficoltoso provare un’approvazione incondizionata per l’eccitamento sessuale dei loro bambini. Dunque il bambino spesso sopprime i propri impulsi per trovare approvazione sessuale e rifugiarsi in fantasie immaginarie.

Credendo che amore incondizionato + performance significheranno dare un largo ammontare di amore con ritorno, possiamo cercare di incrementare le nostre dimostrazioni di amore per fare cose approvate. L’essere se stessi (incondizionante) è confuso come il fare come se stessi (condizionante) e le persone o il gruppo sanno come prendere vantaggi da questa fame d’amore e ruotano il controllo sopra gli altri. Utilizzando parole, gesti, espressioni tecniche appariranno alla potenziale vittima come una figura genitoriale autoritaria o come un possibile amante. Ogni forte espressione di approvazione o disapprovazione data, evoca il desiderio dei bambini di accettazione e obbedienza.

Non importa se è una forma di ricognizione affermata o rigettata a lungo. Continuamente rinforzate le loro validazioni e il potere sopra un periodo di tempo, il “genitore- amante” guadagna potere nel domandare completa obbedienza alla vittima. La vittima raggiunge un’approvazione continua dov’è stata fatta la promessa che l’approvazione sarà concessa quando lo standard desiderato dal controllore sarà acquisito.

Charles Manson utilizzò queste tecniche per reclutare le nuove seguaci donne, le stesse ragazze che hanno partecipato ai delitti Tate- LaBianca per adempiere i suoi desideri. Abile nell’utilizzare il suo talento come una misteriosa e carismatica figura paterna, ha mostrato un interesse riservato nel loro potenziale, mentre giocavano con LSD e marijuana. Susan Atkins descrisse così la sua introduzione nel gruppo:

Manson ritornò a casa e le domandò di andare a fare una passeggiata. “E arriviamo a due isolati in un’altra casa, e lui mi disse che voleva fare l’amore con me. Mi disse di togliermi i vestiti; così io in maniera disinibita mi tolsi vestiti e lì riapparve lo specchio nella camera e mi disse di specchiarmi”.

Mi chiese se avessi mai fatto l’amore con mio padre. Lo guardai e stranita dissi “no”. E lui disse: “Hai mai pensato di fare l’amore con tuo padre?” Io dissi “si”. E lui disse: “Bene, quando stai facendo l’amore, pensa nella tua testa che io sono tuo padre. E lo feci. Ed è stata una bellissima esperienza”.

Susan andò a testare, un paio di settimane dopo, che non c’erano limiti a cosa avrebbe fatto per Manson. Egli non solo aveva riempito i ruoli di genitore amante per Susan, ma quest’ultima aveva bisogno della sua continua approvazione per alleviare i suoi sentimenti incestuosi.

Nei culti “fondamentalisti cristiani” ai membri viene detto che gli uomini hanno la responsabilità, le donne sono sottomesse ed i bambini devono essere obbedienti a quelli più grandi. Le donne accetteranno il loro essere “cristiani” ed i bambini saranno puniti se non obbediranno ai loro genitori o anziani. Essi intraprenderanno la qualità dell’obbedienza ai leader che sono chiamati “Anziani”. Ogni cosa ha bisogno di essere controllata da un leader al fine di essere sicuro che le sue direzioni sono seguite correttamente.

A San Jose, un gruppo della California chiamato il “Faith Fellowship”, gli “Anziani” indottrinano le donne in un processo chiamato “diventare piccoli”. Dopo le istruzioni, loro diventano come piccoli bambini- alcuni incapaci di parlare, altri aventi pannolini. Ciò può protrarsi per diverse settimane durante le quali loro sono “ri- parentati” e pensano a come agire. Quando il processo è completo, essi sono istruiti a “diventare grandi di nuovo”.

Quando si è intrappolati nel bisogno d’amore e di approvazione da parte di una particolare persona o gruppo, è difficile riguadagnare il controllo personale, i sentimenti importanti e valevoli come individuo.

Nella vita dei “figli dei fiori” degli anni sessanta, c’era un impulso nella crescita dei tratti in comune; organizzazioni nelle quali le persone dividevano la loro vita con altri sotto maschere variabili, come il Libero Amore, religione, uso di droghe e “sopravvivenza”. Molti di questi gruppi si stabilirono in remoti siti dove le persone si univano formando comunità autosufficienti.

Alcune di queste non erano salutari ed esibivano le seguenti caratteristiche:

  • Tutte le leadership e le decisioni erano prese da una singola persona o da un consiglio a cui non era possibile appellarsi.

  • Le donne e i bambini avevano un ruolo di secondo ordine e nessuna voce in capitolo.

  • I membri erano incoraggiati a sviluppare un’identità comune, spesso assumendo nuovi nomi ed avendo uno stesso stile di abbigliamento e di pettinatura.

  • Le identità delle famiglie separate erano scoraggiate ed i bambini venivano affidati alla comunità.

  • Tutte le risorse andavano alla comunità e per il singolo ciò significava perdere tutto.

Altri svilupparono delle pratiche salutari come:

  • Il diritto di essere diversi; ogni persona veniva incoraggiata ad usare i suoi migliori e unici talenti.

  • I processi democratici di leadership, in cui tutti i membri al di sopra di una data età di maturità avevano un’uguale diritto di replica e di voto.

  • I gruppi familiari di madre, padre e bambini erano incoraggiati a vivere come sub- strutture della comunità.

  • I metodi di espressione che dissentivano e/o che apparivano in disaccordo erano comunque rispettati.

  • Le risorse finanziarie di tutti membri venivano dai loro contributi comuni e potevano essere riscosse per provvedere alla loro nuova vita nel caso di separazione.

L’identità personale è spesso legato a ciò che si possiede. Quando diamo il nostro denaro, la nostra macchina ed in certi casi anche i nostri vestiti a qualcun altro, i nostri sentimenti di chi siamo, come individuo separato, vengono trasferiti ad altri.

In alcuni gruppi c’è un cerimoniale per diventare un membro nel quale una persona non solo cede le sue proprietà al gruppo, ma riceve anche un nuovo nome, un nuovo compleanno (il giorno in cui si è nati di nuovo), vestiti speciali e un simbolo da indossare che lo identifica come un membro ed un seguace del Capo. La separazione dal passato e l’identificazione con il gruppo è compiuta. Spesso alcune reminiscenze del passato divengono ripugnanti. Il senso di un sé separato è stato messo in atto.

Molti di noi si sentono legati con il sangue ai propri genitori e agli altri membri di una naturale famiglia. Quando questi vincoli sono recisi ci si sente come se una parte di noi è persa e si ha paura di restaurare questi legami.

I bambini adottati, separati dai loro genitori, spesso cercano questo legame perduto. Anni fa una delle nostre figlie ha frequentato una chiesa dove il tema adottato era “Io sono terza!” dall’idea che Dio è il primo, gli altri sono i secondi, io sono il terzo. Certamente l’idea del mettersi al servizio degli altri è lodevole, ma se ciò è interpretato come il considerare le opinioni degli altri a scapito delle nostre, ciò è sbagliato. Se noi lasciamo decidere glia altri di quando siamo buoni o cattivi, belli o brutti, allora essi guadagnano il potere di validare chi siamo, come dobbiamo comportarci e cosa dobbiamo pensare.

CAPITOLO 10

GRANDE MONDO – PICCOLO MONDO

Ad uno spettacolo cinematografico del sabato mattina, seduto in un teatro con l’aria condizionata a guardare un film sui pionieri che sopravvivono in inverno sulle montagne, lo spettatore può essere trasportato indietro di un secolo e può provare una reale sensazione di freddo. Quando lascia il teatro, la giornata d’estate in città e le macchine moderne per un momento sembrano non reali. La realtà appena vissuta è stata creata attraverso dall’uso di una camera oscura in cui una serie di immagini e suoni sono proiettati. Le distrazioni sono ridotte e gli imput sensoriali sono controllati da una realtà artificiale.

È possibile effettuare distorsioni della realtà in molti modi. È comune avere alcune esperienze non soltanto attraverso film o televisione ma anche mentre si legge un libro, ascoltando un CD o un qualche ambiente che ricrea e controlla le informazioni del “mondo reale”.

Ogni persona è al centro del proprio mondo ed il campo è circoscritto dai limiti dell’esperienza personale. Questi limiti possono essere fisici – la casa, l’ufficio, il vicinato, la città o la nazione in cui si risiede; o dati dalle relazioni – famiglia, amici, individui, impiegati, classe sociale; o dalla loro unica esperienza interiore che include sentimenti, pensieri e memoria della storia passata.

La visione del mondo è controllata dalle prospettive individuali e ciò che è chiuso sembra famigliare in maniera più veritiera, mentre ciò che è distante è sconosciuto o sembra più strano e pauroso.

C’è un bisogno di sentirsi confortati e di essere una parte di qualcosa in cui ci si può identificare. Vivendo tra lavoro, casa, comunità e famiglia, molti possono avvertire che qualcosa è persa e che i bisogni siano cercati. A questo punto, ci si può sentire vulnerabili all’imposizione di un’identità sostitutiva, completa di nuove relazioni e di una nuova realtà.

Questi sentimenti sono particolarmente forti quando siamo oppressi da forze impersonali che sono indifferenti al nostro stato o domandano la nostra attenzione. La tentazione è di ” costruire un recinto di rancore” attorno a noi a mo di protezione, ma questo entra in conflitto con il nostro bisogno di sentirci parte di qualcosa di più grande di noi.

Pochi anni fa, avevo la responsabilità di scovare quali servizi i genitori volevano dal YMCA. Quando chiedevo “Cosa può fare Y per te?“, la risposta base era “procurare un posto sicuro per i miei bambini in cui non si è esposti ai mali del mondo“. Ciò può sembrare una meravigliosa soluzione, ma chi decide ciò che è realmente sicuro e come potrebbero essere preparati i bambini nel mondo reale?

Le nostre personali esperienze sensoriali sono ridotte dalla normale risposta umana che limita selettivamente la percezione e la consapevolezza conscia. Possiamo essere inconsapevoli delle nostre limitazioni, sinché non scopriamo suoni registrati o vediamo il ghiaccio in una foto, di cui eravamo prima inconsapevoli. Nelle famiglie bisognose è spesso di aiuto registrare le loro interazioni per prendere successivamente visione e consapevolezza conseguente. Al più piccolo, il consulente chiederà domande circa le loro esperienze per incrementare la loro consapevolezza di connessioni tra i sentimenti e le azioni.

Un approccio tipico dell’organizzazione di culto diventa il reclutamento isolato dell’informazione che può essere disponibile dalla famiglia, amici e/o comunità. Gli adepti sono invitati ad andare in centri dove sono soggiogate le credenze del gruppo, più pochi stranieri che sono stati reclutati. Se essi vanno con un amico o un membro di famiglia una scusa è ottenere la separazione dell’adepto dagli altri. È importante per lo scopo del culto che chi si trova al di fuori non sia abile nel comparare le impressioni. Di solito non è chiaro per i nuovi quali persone sono membri e quali sono probabili membri.

Le persone del Tempio apparivano essere una congregazione di famiglie, ma nella realtà divennero una collezione di individui gli uni separati dagli altri. Un gruppo, chiamato la “Commissione Pianificata” disciplinava i membri. Tutti avevano bisogno di riportare ogni violazione di regole agli altri membri. I bambini riferivano ai loro genitori ed i coniugi pesavano su tutti gli altri. Ciò isolava completamente gli individui e li intrappolava in un network di spie.

È certamente ovvio che l’isolamento esiste in un bosco, dove sopraggiunta la notte non si ha via di conoscenza di dove siamo. Cosa non è ovvio, è che lo stesso isolamento esiste in un ufficio o a casa nel centro della città, così come il solo punto di vista disponibile è quello di un gruppo

La truffa avviene un po’ per volta. Una decisione di andare a cenare per una sera è convertita in un invito per un intero fine settimana, per poi estendersi all’intera settimana. La persona è portata in un posto controllato dal gruppo. La memoria del mondo fuori provato preventivamente viene offuscata ed il nuovo mondo è visto più come la realtà.

Quando il fine del culto è portare i membri fuori dalla comunità, bisogna essere preparati a “rilasciare dalla cattività o dall’isolamento fisico”. Il supporto fisico ed il controllo delle informazioni deve essere rimpiazzato da un metodo che permette ai nuovi membri di continuare l’auto- isolamento, lontano da supporto diretto. Molti metodi di auto isolamento possono essere usati, ma sono tutti basati sull’idea che alcune informazioni contrarie alla credenza del gruppo è una trappola del nemico. Il training e il rinforzo di queste tecniche occupa una gran parte dell’agenda del gruppo durante e dopo l’indottrinamento.

L’auto-isolamento è un importante aspetto di tutti metodi di Abuso Mentale descritti nei rimanenti capitoli di questo libro. Questi includono:

  • risposte automatiche di parole e frasi che affermano la realtà del gruppo e bloccano fuori tutti i pensieri e sentimenti alternativi.

  • Screditamento della credibilità di reporter, counselor, governo e altri che possono fornire informazioni che differiscono da quelle fornite dal gruppo.

  • Imposizione della colpa personale per la debolezza di dubbi.

  • Ripetizione di attività rituali come cantare, pregare o meditare, attività che bloccano l’abilità di ascolto e di pensiero.

  • Focus su attività incessanti, non stop per non avere esperienze che esulano dal gruppo.

  • Paura dell’essere un fallimento nel gruppo e di portarvi sventura.

Le emozioni, sentimenti, pensieri e osservazione dei membri di un culto sono rivolte contro di lui per provargli di essere stato invaso da “Satana”. La sua stessa mente è rivolta contro se stesso, che non è solo separato solo dal Grande mondo fuori la realtà del gruppo, ma anche dal suo Mondo interno. Ascoltare informazioni contrarie a quelle del gruppo è visto come un qualcosa di pericoloso. I membri sono “de-programmati”. De-programmare è una parola usata per primo da Charles Manson nel 1968 per descrivere cosa faceva per il reclutamento, portando i membri lontani dal programma della società.

Più tardi, i culti hanno detto ai membri che de-programmare era un metodo violento usato da persone che volevano cercare di rompere le loro credenze. Essi hanno citato un manuale, di un professore del Seminario dell’Unificazione, che descrive la privazione di sonno, cibo, restrizioni varie, percosse come metodi di de-programmazione.

I membri erano istruiti nei passi seguenti per essere de-programmati:

  • resistenza fisica

  • resistenza mentale

  • essere d’accordo con ciò che veniva loro chiesto

  • combattere in ogni modo possibile

  • danneggiarsi abbastanza per le cure ospedaliere

  • uccidersi anziché sopravvivere.

Il primo obiettivo è scappare e ritornare alla salvezza del culto. È stato detto loro che fuori dal gruppo si può incontrare un deprogrammatore: genitore, amici, membri precedenti di culti, ministri. Come risultato i membri sono preoccupati di essere in luoghi dove possono essere vulnerabili ai de-programmatori, anche per una visita alla loro famiglia naturale.

Il prezzo è la libertà dell’esaminare punti di vista diversi e affermare la propria unicità personale. Emozioni, sentimenti, valori, pensieri ed esperienze personali sono fondamentali. Essere liberi di associarsi con persone di ogni tipo. Tutto ciò è essenziale per mantenere contatti con la realtà.

CAPITOLO 11

DOPPIO LEGAME

Crescendo molte persone imparano dall’esperienza e, per esempio, accettano una distribuzione di potere ineguale. Infatti essi cercano e si aspettano l’ineguaglianza. Come dei bambini, essi si sentono senza potere di cambiare le situazioni, di negoziare o di far fronte ai loro bisogni e desideri e vedono gli altri come aventi molto più potere e controllo. Come risultato essi sentono il bisogno di manipolare gli altri o di farsi controllare dagli altri. Nel primo caso, essi vogliono essere considerati il Capo, e nel secondo, la Vittima.

La manipolazione del Capo comincia quando egli prende una decisione senza il consenso dell’altra persona, seguito da un incremento di intensità, se la Vittima non si piega al suo volere. I passi tipici usati da un Capo sono:

  1. Il Capo dice: “Devi dimostrare di valere, se vuoi la tua strada“. Il Capo è il Giudice, così la Vittima rinuncia ad esprimere la sua opinione.

  2. Se la Vittima non è ancora d’accordo con la decisione il Capo dice: “Io ho il potere!“, così la Vittima vi rinuncia perché senza potere.

  3. Il Capo è di cattivo umore mentre aspetta che le cose abbiano fine. Indica che se la vittima lo abbandonerà egli sarà molto dispiaciuto. Ogni decisione potrà sfociare in un conflitto e potrà interessare la relazione, salvo che venga rispettato il volere del Capo.

  4. Il Capo che voleva rifiutare di cambiare la sua posizione iniziale, può considerare ogni possibile e alternativo compromesso. Il compromesso da parte del Capo vorrebbe indicare l’abdicazione del suo potere. Ciò potrebbe significare un’ammissione della sua mancanza di potere.

  5. Infine, quando tutto è fallito, minaccia violenza o sferra colpi alla vittima. Obiettivamente il Capo vince, ma a volte la relazione si sfalda con l’addio della vittima.

Mentre il Capo gestisce il suo potere come elencato sopra, come risponde la Vittima? Dacché la vittima si sente senza potere di prendere il controllo ed è frustrato, assume una posizione difensiva. Le tecniche usate dalla Vittima possono essere comparate al guerrigliero che attacca un’area sconosciuta, si ritira e ammette la responsabilità personale. I movimenti tipici della vittima possono includere:

  1. far provare un senso di colpa al Capo che fa un uso scorretto del potere e minaccia. Dimostrando come si sente una vittima, il Capo si sentirà più comprensivo.

  2. Ritorcere contro il Capo ogni punto della relazione in cui il Capo ha qualche potere, come il contraccambiare favori con sesso o denaro, o dimenticare cose come il pagare i conti, riempire il serbatoio dell’auto ecc..

  3. Distruggere i piani del Capo sottraendogli tempo ed energie in modo da deviare dall’esito originale. Alcuni utilizzano la tecnica di fare ciò che il Capo vuole all’ultimo minuto.

Molti bisogni e desideri primari come la felicità, gli affetti, il miglioramento della relazione, il prendere ciò che realmente si vuole vengono persi.

Il dottor George Bach ha coniato l’espressione crazymakingrendere folli” per descrivere il potere giocato in una relazione Padrone/ Schiavo. Racchiude il dire o il fare cose designate per guidare l’altra persona pazza. Ciò è riassunto in breve:

Quando viene dato un ordine, lo Schiavo mostra la sua indipendenza in maniera appropriata, stando attento al non ricevere un rimprovero dal Padrone. Lo Schiavo potrebbe seguire il comando tranquillamente. E’ familiare vedere bambine a cui viene detto di pulire il loro guardaroba e poi sparpagliano ogni cosa sul pavimento della stanza. “Ebbene, ho fatto cos’hai detto!”, rispondono. C’è una parte della natura umana che cerca la scappatoia quando gli altri esercitano il potere, senza dare una chance all’espressione di sentimenti reali.

Più oscuro è il mondo in cui il Padrone controlla lo Schiavo attraverso il “crazymaking” domandando obbedienza completa ed istantanea mentre vengono dati comandi conflittuali e poco chiari. Non importa come lo Schiavo risponde, è impossibile per lui evitare un rimprovero o sentirsi colpevole per non essere stato un adeguato e buono schiavo.

Un semplice esempio di comandi conflittuali è l’istruzione usata dalla High School Principal per insegnare agli studenti una lezione. Il maestro riunisce la classe nella palestra e dice di allinearsi alfabeticamente per altezza . Certamente egli ha dato un comando impossibile. Dopo un po’ di confusione, egli rassicura sul fatto che i professori non sono sempre perfetti e gli allievi devono fare delle domande su ciò che non hanno ben compreso.

Il Padrone assume una posizione dell’essere sincero e perfetto. E dacché non potrebbe dare un comando imperfetto, ogni malinteso deve essere un errore dello Schiavo. Le domande dello Schiavo sono seguite da un cattivo sguardo e/o da un rimprovero per essere stato stupido e disobbediente. Alcuni comandi conflittuali dichiararti insistentemente mancano di chiarezza.

  • Se non hai capito, non hai ascoltato abbastanza o non hai proprio ascoltato.

  • Amami, ma non farmi sentire troppo legato a te.

  • Fa ciò che dico ma non ciò che faccio.

Altre comandi conflittuali sono più ovvi, ma l’assunto è che essi sono fattibili e la scelta è data allo Schiavo. Se lo Schiavo compie una scelta per seguire solo una parte del comando o usa il sul giudizio, è sempre la scelta sbagliata.

Ogni giorno devi lavorare almeno 8 ore, fare i lavori di casa, 2 ore per studiare la Bibbia, 6 ore per reclutare persone e dormire almeno 8 ore.

Nei gruppi di culto il leader può cambiare le istruzioni. È conveniente essere un Capo vivo! Un giorno lo standard è la non violenza- il giorno successivo è armiamoci per sconfiggere il nemico; il sesso è vietato- è un’espressione di spiritualità essere attivi sessualmente.

Lo schiavo è sempre fuori bilanciamento, responsabile di ogni fallimento, non avente il tempo per sé, per dormire o associarsi agli altri ed è sempre in continua corsa.

CAPITOLO 12

FERMA IL MONDO E VA VIA

Lo stress derivato dal sovraccarico fisico e psicologico è normale in un mondo sempre in movimento ed è una routine quotidiana per ognuno di noi. Lo stress deriva da molte aree della nostra vita – compiti non terminati per via dell’eccessiva domanda degli altri e di noi stessi – sentimenti non risolti per via della rottura o della perdita di relazioni seguenti a conflitti, separazioni o morte.

Il sovraccarico di stress indebolisce la resistenza all’Abuso mentale, in più ciò è spesso deliberatamente creato per guadagnare e mantenere il controllo sulle altre persone. In aggiunta, il nostro essere è il risultato naturale di altre tecniche discusse altrove in questo libro – dipendenza, perdita dell’individualità, polarità di pensiero, doppio binario, colpa, paura e distorsione della realtà.

I risultati fisici dello stress e delle eccessive domande sono molto ovvi. Le richieste di perfezione portano ad una mancanza di tempo per dormire durante il quale è possibile un recupero mentale e fisico. Una dieta ricca di carboidrati e povera delle necessarie proteine, vitamine e minerali può essere il risultato di limitazioni dietetiche o prescrizioni rapide di un abusatore o in qualche caso dovuta ad una mancanza di denaro a sufficienza per comprare il cibo corretto.

Sebbene lo stesso fisico derivato dall’essere privati di un sonno adeguato e/o di cibo necessario restringe chiaramente l’abilità di pensiero, nell’ Abuso Mentale gli stressori psicologici sono anche più significativi. Quando vi è poco tempo per la riflessione o per la privacy, la mente può divenire sovraccarica, incapace di guadagnare la prospettiva o organizzare il pensiero. Com’è stato notato prima, molti culti impiegano tante ore di letture durante i periodi di indottrinamento. C’è un bisogno di tempi adeguati per processare le informazioni e per dare risposte alle domande, se molte nuove idee e concetti sono stati presentati una volta. Nelle situazioni di abuso mentale, il lettore dice che ci sarà un tempo successivo per le domande, ma ciò è rinviato o completamente eliminato.

  • Sebbene le letture dell’ Unificazione usualmente dicono che ci sarà tempo per le domande alla fine delle letture, esse spesso finiscono con “ispirazioni” e le persone saltano fuori con commenti sulla lettura del tipo “bene”, “meraviglioso”, “ciò ha molto senso”. La conclusione è che l’adepto non si è concentrato abbastanza oppure è stupido e per evitare l’imbarazzo la domanda non è fatta e c’è la promessa di cercare di comprendere la prossima volta.

  • Il successo nel comprendere Scientology o Dianetic è dipendente dalla conoscenza del significato di ogni parola. Lo studente è consapevole che non vi è stata comprensione si deve tornare indietro e cercare la parola non compresa. Egli è il solo responsabile, non il materiale del gruppo.

  • Il PFAL (Power For Abundant Life) che è l’indottrinamento di base per i membri della Way International, è costituito da una serie di letture di tre ore, la maggior parte video. Gli studenti sono incoraggiati non prendere appunti o fare domande sinché la serie termina e allora “essi possono chiedere ciò che sarà spiegato dopo la serie”.

  • Il Bhagwan Shree Rajneesh eccetto per il suo recente periodo di silenzio pubblico, ha dato conferenze in risposta a domande scritte dai suoi discepoli. La riunione di solito termina con un gioco. Che vorrebbe distruggere questa modalità “divertente” per porre delle domande? Il sovraccarico di informazioni può essere abbastanza per creare una condizione fortemente stressante, ma ciò potrebbe essere facilmente risolto dello stesso e ridotto se le idee fossero chiare e logiche. Il super-stress è creato dell’inserzione di un paradosso o contraddizione, nell’apprendimento, che deve essere accettato senza domande. Questo paradosso è a volte la differenza tra ciò che è detto e le azioni della persona o gruppo.

  • Apri la tua mente per un punto di vista più ampio” accompagnato dalle azioni che implicano l’accettazione di qualunque cosa essi dicono o fanno.

  • Avere del materiale in possesso o pensare per se stessi è egoista”, ma il Capo ha denaro, indipendenza e Rolls Royces.

Quando la mente sovraccaricata tenta di risolvere i paradossi raggiunge presto un punto di “esplosione di angoscia”. La normale risposta di angoscia è “combatti o scappa”; entrambe portano paura, sia l’attacco della fonte di stress, sia il cercare di scappare dagli stressori.

Il cambiamento da un individuo pensante e che non fa domande ad una persona che non pensa e assorbe tutti gli imput senza porre domande, è molto improvviso ed una persona può ripetere, parola per parola e quando non è necessario processare, l’intera informazione ricevuta. In questo stato mentale si possono ripetere completamente le informazioni e senza domande, a mo’ di registratore.

La spiegazione di Werner Erhard, fondatore e capo dell’organizzazione EST (Erhard Seminar Trainig) come illustrato dalla rivista Mother Jones (Dicembre 1987) è la migliore spiegazione di questo cambiamento.

  • La letteratura descrive un processo di diseducazione. Raccomanda “tu avrai bisogno di sapere meno per diventare qualcosa di confuso e per andare avanti contro il conoscere di più per andar avanti”.

Improvvisamente il cambiamento del sovraccarico di stress psicologico è abbastanza per produrre di comportamenti senza pensiero, ma la maggior parte dei gruppi di culto utilizzano una tecnica per lasciare a zero la mente e tenerla occupata in attività automatiche.

I rituali che sono familiari al pubblico generale e spesso usati nelle chiese o nei gruppi di auto-potenziamento per aiutare le persone, sono usati dai culti come training che serve al controllo dei propri membri. Pregare, cantare, meditare, la psico- pittografia, la visualizzazione e guida delle fantasie sono praticate sinché essi diventano una risposta abituale allo stress. Gli esercizi di non pensiero ridurranno le tensioni al punto che i membri del gruppo sperimenteranno meno stress dei non membri.

  • Nelle classi PFAL gli adepti imparano a parlare in lingua da un registratore e a prendere esempio dagli altri. Loro diventano convinti che l’inabilità di usare lingue potrebbe significare la mancanza di apertura allo “spirito santo”. Essi imparano a “pregare in lingua”, una pratica che blocca il pensiero ed il fare domande.

  • I Moonies imparano a cantare in gruppi, richiamando in supporto “lo spirito del mondo” per sconfiggere i loro nemici internamente ed esternamente. Eventualmente ciò sarà dato automaticamente da individui in ordine di guadagno della forza di cui hanno bisogno per contrastare la loro personale debolezza.

  • Similarmente, i membri della Chiesa Universale e Trionfante usano un conto rituale rapido chiamato sentenza in cui si appellano al Padrone Ascendente per avere protezione, comprensione e forza.

  • I seguaci della Missione della Divina Luce praticano la perdita di tutte le sensazioni e i pensieri, attraverso un metodo meditativo designato per produrre uno stato di perfetta felicità. Ciò viene dalla rimozione di distrazioni esterne di luce e suono.

  • I benefici rilassanti dalla Meditazione Trascendentale abbondano, ma coloro i quali prolungano la pratica talvolta dimostrano una memoria di un pensiero diminuito. Nessuna situazione piena di stress può sorgere in comportamenti meditativi.

  • I membri dello Yogi Bahan’s Happy e del Holy Organization praticano uno yoga attraverso il quale raggiungono uno stato di unicità.

Perché ci siano dei benefici, sia positivi che pericolosi, in qualche rituale il loro uso potrebbe essere valutato in contesti con altre pratiche e mediante l’incoraggiamento di dati comportamenti. Se c’è rilassamento, la consapevolezza aumenta e migliora la funzionalità come individuo autonomo ed i benefici possono essere minori dei rischi. D’altro lato, se c’è una suggestionabilità della mente, il pericolo di un rituale può essere serio.

Nota: la giovane donna riportata sulla copertina di questo libro può sperimentare benefici di un’aumentata consapevolezza e rilassamento o il pericolo di uno “spazzare via la mente”. La differenza tra salute e abuso non può essere scoperta dall’esame dell’apparenza esterna.

Il modo salutare e di aiuto per tenere testa allo stress eccessivo fisico e mentale include:

  • sonno sufficiente, riposo ed esercizio.

  • Dieta ben bilanciata con proteine, vitamine e minerali.

  • Tempo per la privacy e la riflessione per prendere coscienza della propria realtà personale.

  • Moderato uso della meditazione o esercizi di rilassamento.

  • Domandare un’opportunità per avere chiarificazioni sulle informazioni confuse e paradossali.

Ricorda, tu sei importante e hai il diritto di non essere abusato o manipolato in trappole di non- pensiero. Incrementando lo stress fisico, emotivo e mentale raramente giungerai al miglioramento personale.

CAPITOLO 13

IL POSITIVO PUO’ ESSERE BUONO, MA IL NEGATIVO NON LO E’

Una delle più popolari canzoni di quarant’anni fa diceva “Accentua il positivo, elimina il negativo“, ed uno dei libri più popolari era “Il potere del pensiero positivo“. Sin da quel momento, si è creduto che i problemi potevano essere risolti grazie al pensiero positivo o assumendo un comportamento positivo.

C’è molto da dire in merito ai comportamenti positivi. Possiamo raggiungere un miglior potenziale se siamo positivi, anche in relazione alle conseguenze delle nostre decisioni o azioni. Quando neghiamo di avere problemi o assumiamo che essi si risolveranno, vediamo solo le cose positive della nostra vita, così ci rilassiamo e le cose non appaiono così brutte.

La “preghiera rasserenante” è stata un ottimo aiuto per milioni di persone, inclusi i membri degli alcolisti anonimi, per i quali è diventato un credo virtuale.

Dio concedimi la serenità

di accettare le cose che non posso cambiare

incoraggiami a modificare le cose che posso

e il giudizio di conoscere le differenze.

Quando le cose sono poste in prospettiva e accettiamo le nostre limitazioni, le cose buone spesso accadono perché siamo più rilassati e diretti. L’abilità di applicare le nostre forze, così come il combattere la nostra debolezza, incrementa la nostra produttività.

In alcuni casi “eliminare il negativo” può avere le stesse qualità della fede ceca. Credere positivamente crea un’apertura alla manipolazione da parte degli abusatori della mente ad usare parole familiari come un modo per tenere bassa la guardia. In più, se noi non possiamo eliminare completamente la negatività, siamo consapevoli di non averci provato abbastanza.

L’indottrinamento dei culti spesso comincia nel punto in cui un leader dice qualcosa come “liberatevi dalle vostre negatività e pensate positivamente“. Il significato della parola “positivo” è “non avere dubbi”. Pensieri e sentimenti diversi da questi fanno diventare il leader “negativo”. In alcuni gruppi pseudo- religiosi il negativo è identificato con l’influenza di Satana. “Satana è la forza anti- Dio che può avere conseguenze. Combattere un negativo è più facile per motivare a vedere qualcosa come positivo”.

Satana è il nemico; chiunque non crede- amici, famiglia, governo, chiese, e anche la parte che non accetta totalmente il credo. “Il nemico cerca di creare dubbi e mina ciò che vuole il leader. Satana è ovunque, inclusa una parte negativa di ogni membro. Avere bisogno di dimostrare di essere un perfetto credente significa sopprimere o negare l’influenza satanica. Ognuno può imparare a reprimere i pensieri e i sentimenti “negativi”.

Il metodo più facile per sopprimere o negare ogni pensiero e sentimento è una forma di auto- ipnosi. Questa è famigliare a tutti come un metodo di rilassamento, smettere di fumare o superare la paura di volare. Il processo è basato sul rimpiazzo dello stress o della paura con uno stato di affermazione positiva. Una frase che viene usata enfatizza un’alternativa realistica accettabile per un sentimento auto- distruttivo non realistico e stimolante.

E’ una tecnica molto efficace quando viene applicata con la comprensione che ciò cambia i pensieri interni al fine di ridurre una condizione fisica non desiderabile. Ciò deve essere anche indotto sotto uno specifico contratto tra ipnotizzatore e ipnotizzato.

Comunque, è molto pericoloso utilizzare alcune tecniche di auto- ipnosi come una perdita di pensieri e sentimenti essenziali per valutare la realtà di una situazione. Se non sei aperto a nuove idee o fatti che contraddicono preventivamente raggiungi delle conclusioni; non c’è nulla da rivalutare. Usare affermazioni (autoipnosi) per ignorare i segnali di pericolo conduce ad una situazione di abuso mentale dalla quale è impossibile uscire senza aiuto. Se un reale danno è negato, è possibile essere colpiti. Alcuni esempi possono essere:

  • la persona che dice di sentirsi in salute e continua a fumare, sigarette, pipe o marijuana, dopo aver letto le controindicazioni esplicite della Società Americana contro il cancro.

  • L’adolescente che sta di essere al top della sua forma fisica e niente può colpirlo, e rifiuta di indossare un cappotto per proteggersi dal freddo.

  • La giovane coppia innamorata che crede che dopo il matrimonio ogni cosa sarà bella e loro vivranno felicemente ignorando le differenze.

I membri del culto molto frequentemente usano lo stato auto- ipnotico quando si confrontano con argomenti che minano l’insegnamento del culto. La risposta automatica, quando si scontra con la possibilità di dubbio, è negare l’esistenza di qualche imperfezione del culto. La mente diviene chiusa al pensiero indipendente o all’analisi critica. Ciò è provocato da rituali di culto nella forma di canto, preghiera, meditazione o i truismi ripetuti dal culto, con sentimenti di colpa personale per la mancanza di forza nel resistere alle “Origini di dubbio di Satana”.

I membri dei culti precedenti hanno frequentemente detto di qualcuno che cercava di rubare il loro denaro mentre venivano venduti prodotti del culto. Il ladro vorrebbe ficcare un’arma nelle loro costole e domandare che rovescino la cassa o altro. In ogni caso, la loro risposta era che il denaro è del leader o di Dio e i membri preferirebbero morire anziché sopravvivere. Fortunatamente, per il membro del culto, in ciascuno di questi casi, qualcosa è accaduto che previene il ladro dal commettere la sua minaccia, ma non c’è modo di conoscere quanto spesso storie simili finiscano in violenza o morte.

Il motto “Prendi il 100%” si accoppia con “fede ceca” e permette ai lavoratori di Moonie di guidare ad alta velocità per le strade della città, non avendo mai paura dei pericoli. Quando vanno in strade sconosciute, corrono di posto in posto cercando di vendere i loro prodotti sapendo che devono dare tutto. Canzoni come “Choo choo chooo, yeah yeah…” li portano a compiere i lavori del “Padre” senza domande o dubbi.

Altri per guarire le loro malattie utilizzano preghiere e fede in Dio, rifiutando di accettare medicine o cure mediche. Sebbene un’attitudine positiva può avere un potere curativo, ciò non dovrebbe escludere altre soluzioni. Alcuni credono che la loro convinzione è una conseguenza dei loro peccati e cercano di ridurre sentimenti di colpa incrementando l’evidenza della loro fede.

Il seguente divertente ma spaventoso incidente, ci è stato raccontato da una coppia di mezza età di una piccola città dell’Oregon. Essi hanno ricevuto una visita di un membro della Famiglia di Cristo. La Famiglia di Cristo è un gruppo nomade di giovani persone abbigliate in vesti bianche come i primi cristiani e guidati da tre condizioni: no al sesso, no all’omicidio e no al materialismo. Essi viaggiano perlopiù in gruppi di due o tre, indossando scarpe di cuoio, il tutto credendo che Dio li proteggerà e provvederà a loro.

Questa coppia viveva in una piccola casa recintata, con la scritta “attenti al cane” riferita ad un doberman, pericoloso per chiunque non fosse della famiglia. In questo giorno particolare, essi udirono il cane abbaiare e si sorpresero di sentire bussare alla porta. Dopo aver aperto, si trovarono dinanzi un giovane uomo tutto in bianco e con stupore il cane era sull’uscio della sua casetta. Esprimendo il loro imbarazzo al permesso che il cane aveva dato al giovane uomo di entrare nel recinto, essi dissero: “Come è arrivato qui?” Egli calmo rispose “Non preoccupatevi, il cane mi ha detto di essere vegetariano“. La sua affermazione razionale copriva ogni paura per il cane, e fortunatamente le sue azioni di confidenza hanno comunicato un potere, che il cane ha preso come rispetto. C’è molto da guadagnare attraverso il comportamento positivo, pensiero positivo, fede e auto- ipnosi ma il pericolo di escludere la realtà, nel nome della negatività, deve anche essere riconosciuto.

I pericoli che vengono dal rifiutare le conoscenze di nuove informazioni, che potrebbe pregiudicare una decisione a priori, devono essere considerati. La negazione di rischi fisici è avventata. Rinunciando o ignorando i sentimenti negativi si va in confusione e così si perde ogni tipo di sentimento naturale e deprivazione delle piene dimensioni di personalità. Molti fatti, idee, pensieri sentimenti, esperienze cadono in una vasta area tra la bontà assoluta e il male assoluto. Occorre riconoscere le differenze individuali, la creatività, le opportunità direzionali, la libertà di cambiamento dell’essere compatibili con gli altri, il rispetto al valore e ad interessi differenti.

Valutare tutti gli esperti di ogni situazione, utilizzare la prima mossa di informazione per risorse di solito porta a decisioni e conseguenze più appropriate ai nostri reali bisogni e desideri. Il positivo può essere buono, ma venire in contatto con la realtà richiede far fronte a tutte le possibili varietà.

 

 

CAPITOLO 14

COLPA, CHI NE HA BISOGNO?

Ognuno di noi conosce molto di se stesso rispetto a chiunque altro al mondo. Cosa conosciamo degli altri è il loro lato pubblico, la parte che essi vogliono rendere pubblica. Quando la parte privata cerca di competere con l’immagine pubblica degli altri, ci sentiamo inadeguati o colpevoli di essere meno “normali”. Molti di noi credono di poter essere buoni come gli altri, in molte aree della vita, anche pensando di sapere che siamo unici e speciali. Quando misuriamo noi stessi sugli altri, è facile concludere che abbiamo cercato fortemente di poter essere buoni come essi sono. Molte coppie sono disturbate dal fatto che hanno disaccordi e non sono sempre innamorati. Esse nutrono delle aspettative circa l’essere perfetti come gli altri che osservano. Molti credono che le relazioni tra vicini sia perfetta e la loro è imperfetta. La conclusione ovvia è che ci deve essere qualcosa di sbagliato in loro come persone.

La tendenza è di indugiare, nella nostra mente, alla nostra debolezza o imperfezione. La forza e il talento che noi abbiamo sono accettati e vengono esternati dalla nostra mente come esseri ordinari. Credendo che il miglioramento viene dalla riduzione della propria debolezza, ignoriamo l’esistenza delle nostre forze. Forse ci sentiamo incompleti e inadeguati. Costruendo questi sentimenti di colpa derivati dall’essere imperfetti, il Capo può guadagnare un vantaggio nel dirigere la Vittima all’incontro di uno standard assoluto di perfezione che è impossibile da conseguire. Il sacrificio è il raggiungimento di una perfezione assoluta, il miglior sentimento di inadeguatezza e colpa per non aver cercato abbastanza. Un particolare standard comunemente usato dai Capi è l’idea che i sentimenti sono azioni morali per i quali ognuno è responsabile. L’esperienza di sentimenti negativi come dubbio, paura, tristezza o altri sentimenti inaccettabili dal gruppo o dal Capo, è vista come un fallimento. Nella nostra società una persona che sperimenta l’emozione negativa di paura spesso sopprimere l’espressione direttamente agli altri e girandola all’interno, avendo paura di essere considerato deboli. Ciò determina il “colpire se stessi” con la colpa.

Sperimentare paura, tristezza o dubbio non è giusto o sbagliato, ma è la risposta può essere appropriata o inappropriata.

Altri esempi di colpa che producono modelli sono:

  • la persona non è la sola responsabile per le conseguenze delle sue azioni, ma anche di tutto quello che accade nella sua vita.

  • Ci deve essere totale sopravvivenza alla leadership del gruppo e sacrificio per il fine del gruppo stessa e della sua sopravvivenza.

  • Ogni pensiero o sentimento per sé o desiderio di conforto o di possesso materiale è egoismo.

Il segreto nel controllare gli altri attraverso l’induzione di colpa è nel richiedere perfezione assoluta. In situazioni diverse, a volte anche in momenti diversi entro lo stesso gruppo, le richieste di perfezione devono essere esattamente opposte.

Il sesso è un aspetto umano difficile per molte persone da maneggiare; è la prima area di manipolazione della colpa. Vediamo i due estremi comuni nei gruppi di culto:

  • in alcuni gruppi ogni sentimento sessuale, attrazione e desiderio è negato ed è un segno di debolezza. Non devono essere rivelati agli altri i comportamenti sessuali. Allo stesso tempo, le attività del gruppo o le situazioni di vita possono promuovere sentimenti che devono essere cancellati.

  • In altri gruppi, l’attività sessuale è vista con una prova per dimostrare a Dio l’amore per gli altri, anche per i bambini o perché ogni membro ha responsabilità per incontrare i bisogni degli altri quando lo richiedono, inclusi i bisogni sessuali, come normale bisogno della persona.

Raggiungere la perfezione assoluta è impossibile, se la persona non può accettare se stesso come un essere umano imperfetto; allora egli deve sopportare il punto di vista del Capo di debolezza e di colpa. Alleviare dalla colpa può accadere solo se c’è dimenticanza e accettazione da parte del Capo che è già perfetto o il modello è cambiato ad un livello più realistico.

Il modello è determinato dal Capo che è già perfetto, giacché niente può essere sbagliato ed aggiunge condizioni per sopportare il suo controllo ed incontrare i suoi bisogni.

Il solo sollievo dalla colpa, imposto da un Modello di Assoluta Perfezione in organizzazioni cultiste è di cercare di reclutare più membri, raggiungere o contribuire a racimolare più denaro, fare rituali per molte ore o, come minimo, essere obbediente ai desideri del Capo. Queste condizioni aggiungono molta pressione e più opportunità per fallire. Il fallimento porta più colpa e più sforzi per essere assolutamente perfetti. Questo ciclo produce una buona quantità di energia continua, che può anche essere usata dal Capo per guadagnare personalmente più controllo.

 

CAPITOLO 15

ESPIARE LE PROPRIE COLPE PUO’ ESSERE UN AFFARE SERIO

Condividere sentimenti, pensieri, esperienze e idee con gli altri ci aiuta come persone. Quando ciò è operato mutualmente in maniera aperta e onesta senza manipolazione, la reale intimità è una rara e ricercata esperienza per la maggior parte delle persone. È un passo attraverso la vera amicizia, il prendersi cura di qualcun altro e l’amore incondizionato.

Quando qualcuno mostra interesse verso di noi o dimostra un bisogno di condividere se stesso, è naturale che il volere sia reciproco. Il mondo può sembrare impersonale e incurante, cosicché la possibilità di condividere qualcosa con qualcuno che ci ascolterà sarà una rara opportunità.

In un gruppo più ampio, possiamo essere timorosi o reticenti nel parlare di noi stessi, ma se ciò rientra nei comportamenti approvati potrebbe essere più imbarazzante resistere alla pressione del gruppo. I non- partecipanti possono essere accusati di egoismo o di rigettare l’apertura degli altri.

Nella terapia di couseling o di gruppo, ci si aspetta che il paziente condivida i suoi profondi segreti e l’esperienza del passato. Infatti, spesso si afferma che parlare agli altri di sé riduce le difficoltà o le cancella.

Alcune chiese incoraggiano la confessione dei peccati o di sentimenti di colpa come un preludio della dimenticanza personale. Il fulcro è nel confessore; nessuna registrazione deve essere fatta di queste informazioni personali ed egli è protetto dalla legge nel caso usi questa informazione in ogni altra maniera.

La risoluzione dei sentimenti irrisolti o conflittuali aiuterà a ridurre lo stress, così come già indicato nel capitolo 12. In un setting responsabile, espiare le proprie colpe può essere d’aiuto per il supporto alla promozione del proprio benessere.

Condividere e confessare non è sempre benefico e protettivo. L’abuso può venire dagli altri che si pongono come veri amici, couselor responsabili per guadagnare il controllo. Ciò può essere un elemento chiave nell’abuso mentale, quando gli altri sono concentrati nell’imparare ed enfatizzano le colpe del confessore.

Le organizzazioni di culto incoraggiano a condividere e confessare sotto maschere diverse:

Nell’organizzazione dell’Unificazione è facile incontrare piccoli gruppi dove gli adepti sono incoraggiati a procurarsi “testimoni”, condividere i problemi e le colpe per chi desidera l’aiuto degli altri. I membri che vi si dedicano, il cui ruolo è sconosciuto gli adepti, sono esempi di partecipazione stimolata. I membri scrivono giornalmente sul loro “giornale” i loro pensieri, dubbi e desideri che sono condivisi a turno con o letti dal Capo.

I gruppi di crescita come Synanon operano su una regola base secondo cui chiunque deve condividere i suoi sentimenti personali, esperienze, pensieri e impressioni al gruppo come dimostrazione della sua accettazione degli altri. I membri hanno timore di rigetto sinché essi non condividono apertamente e volentieri i loro sentimenti.

Scientology(Dianetics) è basata sul processo di verifica per svelare gli engrammi (blocchi emotivi) risultanti dagli eventi drammatici del passato. La persona verifica in base a due possibilità connesse al “E metro” che funge da semplice detector o macchina di biofeedback. Il verificante guarda il metro mentre il soggetto risponde alle domande. In questo modo il soggetto può confessare inconsciamente eventi del passato come dell’infanzia o di vite precedenti, identificate come vere dal “E metro”.

Il People’s Temple era un esempio di un gruppo che domandava la confessione di crimini contro il gruppo o le sue “leggi morali”. La Planning Commision pone in giuramento i membri. Chiunque dia indicazioni di ribellione può essere accusato e punito sinché la colpa non sia stata ammessa di fronte al gruppo.

La confessione pubblica ha un impatto multiplo sulla persona abusata.

Una di queste è che l’informazione ottenuta può essere usata in ogni momento per manipolare le colpe e le paure dell’individuo. Tutti i provocatori sono stati ottenuti e il Capo ha bisogno solo di premere il bottone.

Un’altra è la distorsione della realtà. La persona dà la sua testimonianza sempre e sempre di più. L’incoraggiamento è dato da rendere l’avvenimento più drammatico dell’ultima volta e aggiunge molte informazioni che supportano il punto di vista del gruppo. La memoria di vita prima dell’incontro con il gruppo diviene più confusa e le storie confessate appaiono più reali, così che essa riscrive la sua storia personale.

  • La persona che proviene da una famiglia amorevole finirà col credere che i propri genitori erano abusanti e privi di amore. Un’altra che era più forte e indipendente si crederà più debole e dipendente.

  • Gli “antichi” Scientologist credevano nell’esistenza di vite precedenti rivelate attraverso la verifica. Una persona era stata il comandante di una navicella spaziale che aveva infettato il pianeta con un virus letale, uccidendo l’intera popolazione. Un altro era stato tutti i personaggi della storia biblica- Adamo, Mosè, Davide e Gesù Cristo che è morto in croce per tutti i suoi peccati.

In ultima analisi, c’è un effetto che può essere chiamato la diffusione dell’Ego confine. Quando ogni cosa è personale e privata, le colpe, le ansie, le paure, i desideri, i sogni, i segreti che sono stati condivisi con altre persone del gruppo romperanno il senso dell’identità separata. Gli altri ora possiedono anche questi sentimenti, idee ed esperienze. Gian tremendo sentimento di chiusura è un trasferimento del senso di sé e confidenti. C’è un tremendo sentimento di chiusura e di trasferimento del senso del sé ai confidenti. E’ come se loro sono te e tu sei loro. Comunque, nessuna linea di demarcazione esiste per definire l’individualità ed è pericoloso per il proprio Io.

CAPITOLO 16

PENSARE IN PAROLE E IMMAGINI

Uno dei nostri figli, all’età di 4 o 5 anni, fece un’osservazione molto profonda. Disse che egli amava i suoi sogni più del vedere la televisione in bianco e nero perché i sogni erano a colori e molto più realistici. I sogni di cui riferiva come esperienze artistiche erano pensieri del suo subconscio, completi con i sentimenti ad essi accompagnati.

Le immagini nella mente ricreavano l’intera esperienza in risposta allo stimolo esterno. Una connessione era fatta tra il presente e cosa accadeva in precedenti simili situazioni. Questo è il livello base di pensiero basato sull’assunto di una relazione causa- effetto.

Tutte le persone inizialmente includono tutti loro sensi nei pensieri pittorici, ma molti avranno eventualmente il senso predominante. Il processo di pensiero per alcune persone fa affidamento molto su suoni (verbali), altri sulla vista (visuale), e altri sulle tensioni muscolari (sentimenti). Il senso predominante avrà un effetto incrementale su come essi sperimentano e organizzano i loro pensieri del mondo.

Una sensazione del mondo del bambino è uno dei sentimenti. I buoni sentimenti sono l’essere nutrito, confortato. I cattivi sentimenti sono il panico, la fame e la paura. Un bambino che ha cattivi sentimenti esprime il suo sconforto immediatamente piangendo e strillando. Il pensiero non si è evoluto. La risposta dei sentimenti è automatica. Quando qualcuno risponde togliendo il sentimento cattivo, il bambino si sente accudito e amato. Se qualcuno risponde con indifferenza o abuso, il bambino si sente non accettato e frustrato. Gradualmente il bambino impara a connettere il modo per esprimere il suo sconforto con l’ottenimento del risultato desiderato. Se l’espressione non dà la giusta risposta la conseguenza o l’acting out può essere appropriato. Un’associazione può essere fatta tra sentimento, espressione e risposta. Il comportamento è stato modificato.

Quando la consapevolezza del bambino si sviluppa, le connessioni tra vista, suoni, tatto e olfatto sono costruite assieme al potenziale per sentimenti positivi e negativi. Queste immagini possono ora generare il sentimento appropriato rispetto all’attuale conforto o sconforto. Queste immagini sensoriali hanno inizio in un tipo di pensiero primitivo. Una connessione è fatta tra l’input sensoriale ed una esperienza simile, accompagnata dal sentimento relativo.

Sebbene il pensiero pittorico è molto reale per l’individuo, molto difficilmente lo si comunica ad un’altra persona. Per parole comunicate, scritte o dette, sono imparate come simboli che rappresentano l’immagine. Alcune sono molto precise e verificabili, come tavolo o sedia, ma altre sono più astratte, come amore o Dio.

L’immagine nella mente è molto specifica, ma le parole sono molto generali. Quando la parola casa è menzionata, un’immagine appare in mente di una bianca casa con un campo da tennis, piscina o qualcosa di familiare del passato. Ogni persona ha una diversa immagine nella propria mente.

Le parole sono usate a livelli differenti. Il concetto di posto da molto specifico a molto generale include il posto dove si vive, la città, lo Stato, la nazione, il mondo, l’universo, senza una chiarezza del concetto, e l’immagine di riferimento cambierà.

La parola rappresenta l’immagine ricordata, simile ad una precoce esperienza o alla descrizione di un’altra persona. Ciò sostituisce l’attuale situazione. La parola definisce l’esperienza. Ascoltando una parola o una serie di parole possiamo stimolare il richiamo di immagini come una sensazione diretta. La parola o frase può creare il sentimento e dà inizio alla risposta come è accaduto con l’esperienza d’origine.

La realtà espressa dalle parole cambia rapidamente quando esse sono continuamente rinforzate. La vittima può dire a chiunque “io abito con mio fratello e le mie sorelle in una famiglia voluta da mio padre” senza sapere che essa si riferisce alla United Family o ad un’organizzazione simile.

È anche più facile distorcere significati di parole che hanno un significato molto astratto. Parole come amore, pace, libertà, lavoro, etica, ragione o Dio. Queste sono di solito usate e definite con una storia pittorica che sembra più reale dell’idea inesatta che ha precedentemente una persona.

Usando me stesso come esempio, quando qualcuno dice una parola comune come chiesa, famiglia, genitori, è assunto che gli sta attribuendo lo stesso significato che ho nella mia mente, ma se io penso alla mia famiglia d’ infanzia e l’altro indica un gruppo di persone che vivono insieme, non ci troviamo d’accordo. Se accetto la differenza, io trasferisco tutto il significato positivo, emotivo a questa parola. Ho generalizzato la parola ad un livello più alto di concetto senza definire il cambiamento.

Nei gruppi di culto un vero cambiamento ha luogo in base ai desideri del Capo che è l’ultima autorità. Spesso egli sarà inizialmente guardato come l’unico comunicatore o interprete di Dio, ma successivamente egli parlerà per conto di Dio. Infatti, egli è Dio e eventualmente superiore a Dio, come colui che dice a Dio cosa fare. Il primo di questi graduali cambiamenti ha preso luogo in parole comuni, ed una base è stata stabilita per linguaggi più specifici. Ora una set di parole poco familiari è sviluppato per essere usato dai membri del culto. Molti utilizzano un tipo di gergo scientifico. Le parole sono usate per spiegare la teoria che demistifica la maniera speciale in cui il culto rivendica il possesso. Usare le nuove parole produce una chiusura ai concetti del culto. La soluzione non può essere trovata senza usare la lingua del culto. Pensare il significato della parola scaccia tutte le idee alternative.

In un gruppo del culto lo stesso linguaggio accomuna le persone. Essi capiscono gli altri e si sentono separati dalle persone esterne che non li comprendono, perché essi pensano che le parole abbiano un significato differente.

L’isolamento dei non- membri è così rinforzato senza il bisogno di muri.

CAPITOLO 17

QUANDO LA LOGICA NON E’ UN FATTO

C’è bisogno di organizzare la nostra esperienza in un certo ordine per darle senso. Un ordine che non solo spieghi ciò che sta accadendo, ma ci aiuti a capire che cosa possa accadere nel futuro. Questa conseguenza inevitabile prende interpretazione dalle parole che ascoltiamo, le azioni che vediamo ed i sentimenti che proviamo.

L’esperienza della scuola pubblica nel mezzo- Ventesimo secolo in America incoraggiava l’applicazione della scienza logica per spiegare tutti i fenomeni. Sebbene i dati in cui la logica è stata applicata sia reale, le conclusioni possono essere false. Se la conclusione è usata di nuovo come un fatto su cui basare il pensiero logico, allora tutte le conclusioni potrebbero anche essere per la maggior parte fallimentari.

E eventualmente queste false conclusioni possono diventare fermamente fissate nella nostra ragione, e anche di fronte a un dato contraddittorio esse rimangono non testate e la persona nega la verità di un nuovo dato sinché si rinuncia alla conclusione. È divertente come poche persone abbiano esercitato il loro pensiero logico per testare la validità di dati o conclusioni. Attraverso una falsa logica di sistema di un manipolatore, essi possono convincersi che il nero è bianco e che il giorno è la notte. La maggior parte delle organizzazioni di culto richiedono accettazione alle dottrine e credenze attraverso la fede. Comunque, il vero passo di solito è convincere gli adepti che la logica scientifica può essere usata per provare la loro validità.

Molte organizzazioni cultiste indicano che loro sono una chiesa o organizzazioni religiose nel loro titolo, ma aggiungono sottotitoli che impiegano una base scientifico di ricerca. Alcuni esempi tipici sono:

  • La chiesa di Scientology – Chiesa di scienza?

  • L’organizzazione Dianetics – “La moderna scienza della salute mentale”

  • Eckankar – “La scienza antica del Viaggio dell’Anima sempre di Scientology”

  • Una organizzazione della Chiesa Unificata è la CARP

  • The Way International – “Una ricerca biblica e di insegnamento”

  • La Chiesa Universale e Trionfante – “Summit University”

Cercando di provvedere ad uno status speciale e credibile agli occhi dei membri, molte delle organizzazioni di culto conferiscono ai loro leader titoli e gradi come ministri, consulenti, trainers ecc.. La qualificazione ed il training è esclusivo del gruppo, dei loro metodi e credenze.

  • Un giovane uomo da una città piccola e rurale nello stato di Washington andò ad un “piacevole week-end” in Spokane e ritornò il Lunedì come ministro.

  • Il RIMU (Rajneesh International Meditation University) dà gradi ai suoi studenti.

Le organizzazioni dei culti inizialmente danno l’apparenza di una scuola con proposte di indottrinamento. Gli adepti si siedono come gli studenti nelle aule, di fronte ad un Capo che spesso usa una lavagna e parla con la sincerità e la logica di un’insegnante di scienza. In questo setting l’autorità di un Capo- insegnante è facilmente accettata. Le letture sono frequentemente utilizzate per dare l’apparenza di una scuola. Ogni sforzo serve a creare negli adepti il sentimento che essi sono studenti. Per alcuni adepti, ciò può essere attribuito all’accettazione tacita delle opinioni e a ragionamenti degli insegnanti. La base dell’abuso mentale è primariamente obbedienza al Capo e falsificazione della cultura di esso. Esso è descritto in un modo che lo rende pieno di conoscenza e moralità, dotato di speciali abilità che gli conferiscono tutto il potere. Il ragionamento tipico del gruppo comincia con la premessa che bisogna accettare in fede, ovviamente senza obiezioni.

Letture della preghiera – la premessa è “Dio è infelice perché lo abbiamo colpito”. Seguono diverse ore di lettura con l’uso di pseudo- scienze come la numerologia, l’astrologia per giungere alla conclusione che “Occorre lavorare fortemente per mettere fine alle sofferenze di Dio e alle sofferenze del mondo”.

I seguenti errori di logica possono essere usati in maniera intenzionale o come propaganda del controllo del pensiero per supportare una decisione, già contenuta nella premessa.

  1. Sotto- generalizzazione - saltare alle conclusioni di un ridotto numero di casi. Usare uno più specifico concetto implica l’uso di un concetto più generale.

-Nelle guerre l’aggressore perde sempre, se invece attiriamo l’attacco saremo certi di vincere- Sum Myung Moon

  1. Causa & effetto – Se B segue a A, allora B è il risultato di A.

-Persone che sono state deprogrammate parlano tutte contro il gruppo del quale facevano parte, pur essendo stati simili al gruppo stesso-

-Nel mondo democratico vigono le regole di maggioranza. Nel mio caso solo una minoranza dice che Io sono dalla parte di Dio. La maggioranza dice: “No, egli è dalla parte di Satana”. A chi dobbiamo credere? Noi dobbiamo imparare una nuova regola democratica: una minoranza più Dio è una maggioranza! Finché avremo Dio dalla nostra parte, saremo la maggioranza- Sum Myung Moon

-Almeno il 50% di tutti coloro che hanno tentato il suicidio hanno avuto dei contatti psichiatrici-(Dicendo che quella è la causa del suicidio)- Scientology

  1. Generalizzare una conseguenza in una catastrofe.

-I membri che lasciano non sono protetti dal potere di Satana e moriranno o perderanno le loro menti. I membri infedeli al gruppo causano danno nel diventare infedeli-

  1. Andare sul personale - Attaccare il carattere della persona, non l’esito.

-Coloro che parlano contro di noi sono giudicati bigotti-

  1. Tu sei altro – dire che gli sbagli sono umani, ma i nostri sono diabolici.

-Il gruppo o il capo non può essere sbagliato, e qualsiasi membro che ha dubbi è sotto l’influenza di Satana, ed è una persona repressa o un potenziale criminale-

  1. I santi uomini non possono essere sbagliati – Appellarsi all’autorità fuori dal contesto.

-Fare riferimento al libro dell’autorità, es. alla Bibbia. In molti casi, un membro di culto cita un testo biblico e senza citare le parole, assume che lui si è procurato una risposta-

  1. Prova di figure – Facendo proiezioni generalizzate e approssimazioni precise-lasciare il non so chiedendo risultati dai dati soggettivi-

-Il programma Narconon fondato sui principi di L. Ron Hubbard, vanta l’ 86% di successo-

-La maggior parte delle organizzazioni di culto esagerano le loro stesse figure membriche-

  1. Attirare la massa – “Loro dicono__” attirando il pregiudizio della massa con slogan-

-La maggior parte degli uomini sono “animali” e le donne sono “la personificazione del male e la tentazione”- Roy Masters

  1. Colpa dell’Associazione – Sostenere gli individui responsabili per le azioni degli altri. Assumere che essi controllano gli altri senza prove-

-Risorse di materiali compilate da Herbert Richardson, un professore al Seminario dell’Unificazione Teologica, per una Conferenza di deprogrammazione, inclusa una Tabella mostrante che il deprogrammatore Ted Patrick era dietro tutti i gruppi di consapevolezza USA-

  1. Dibattere in circolo – Usare una conclusione nella premessa-

-Noi siamo la sola via di conoscenza per un mondo migliore. Un criminale è qualcuno che è contro un mondo migliore. Chiunque non è in nostro supporto è un criminale-

  1. Verità auto- evidenti

-Tutti i ministri sono in nostro supporto- Mose Durst, Presidente dell’Unificazione

  1. Bianco o nero – Forzare l’esito in due possibilità

-Se tu non sei come noi, sei contro di noi-

La propaganda interna è diretta ad influenzare la membership. La propaganda esterna è usata per influenzare il resto del mondo. L’esito a lungo termine rimane in dubbio.

Le tecniche di propaganda diretta primariamente ai membri includono:

  • Il fine giustifica i mezzi

  • Trovare il capro espiatorio & l’eroe

  • Creare martiri

  • Usare la Grande Bugia, simboli non verbali e doppio linguaggio

  • Rispondere criticamente “E’ un complotto!”

  • Stare costantemente in offensiva.

La propaganda che è diretta all’esterno usa una struttura organizzativa che può apparire come separa dal gruppo, e impiega una comunicazione pepata con parole sussurrate e disinformazione.

La propaganda particolarmente aggressiva impiega INGANNI SPORCHI. La seguente lista parziale di azioni degli scientologist fu scoperta tra i materiali sequestrati nel 1979:

  • Falsità, infiltrazione con falso ID ed organizzazioni segrete.

  • Assassinio dei nemici, minacce ai vicini.

  • Files rubati, processi ingiustificati.

  • Distruzione di altre organizzazioni, spie e guerriglia.

La propaganda è basata su di un uso selettivo di fatti, per cercare i fatti di supporto ed eliminare dati indesiderati.

La propaganda sofisticata include lo stabilire una struttura organizzativa sociale per supportare e rinforzare la propaganda tesa a creare “realtà”.

CAPITOLO 18

RISCHIO E REALTA’

La percezione da parte della vittima di realtà è stata distorta ad ogni passo. L’immagine nella sua mente è di paura ad ogni svolta nel cammino. C’è un sentimento di insicurezza nella conoscenza dell’esistenza giorno per giorno e di paura dello sconosciuto e di cosa può accadere se cambia o abbandona il gruppo. È diventata triste per le persone al di fuori, ma anche impaurita per cosa potrebbe accadere se non è obbediente o contesta l’autorità del Capo.

Esempi dalle organizzazioni di culto includono:

  • Tu sei di esempio per gli altri. Se sbagli, anche loro sbaglieranno.

  • Le domande sono del demonio. Se tu domandi, Dio ti condannerà e tu soffrirai.

  • La tua fede (cieca obbedienza al Capo) deve essere forte o tu ti ammalerai.

L’implicazione è che tutta la responsabilità è dei seguaci, tutto il potere e la protezione è del Capo. La disobbedienza risulterà in rigetto, nonché come vulnerabilità alle forze del male e fallimento. La promessa di amore, perfezione e successo è offerta dal gruppo, ma è il Capo che decide quando le condizioni sono state mantenute e la promessa è stata eseguita.

Pensieri di uscita o di disobbedienza si ricongiungono ad una immagine di conseguenze violente e catastrofiche. Le storie che circolano tra i culti parlano di cose terribili che accadono a chi abbandona.

L’ultima persona che ha cercato di abbandonare il gruppo è stata investita da un’ auto.

L’unico modo per essere sani (in salute, amati) è stare con il gruppo. Se abbandoni perderai la tua mente (ti ammalerai, resterai solo, andrai all’inferno).

Non hai mai avuto esperienze di lavoro. Noi ti vogliamo, ma nessun altro ti vorrà.

Il rigetto della Vera Via condurrà alla sofferenza degli innocenti. Tu causerai la terza guerra mondiale.

I membri dell’Unificazione sono portati a credere che non solo loro perderebbero la salvezza spirituale abbandonando, ma anche la salvezza di 100 generazioni dei loro antenati e successori. I seguaci di Hare Krishna dicono approssimativamente la stessa cosa.

L’ultimo doppio legame e paura dei seguaci è la perdita della loro vera esistenza come essere umano. Il Capo decide chi ha abbastanza fede per seguirlo con obbedienza incondizionata ed è pronto per essere salvato. Coloro che abbandonano o si ribellano sono giudicati per aver sbagliato come persone. La loro reale esistenza come esseri umani è negata dal Capo. La maggior parte dei membri di culto è stata istruita per cancellare la loro memorie di seguaci che lasciano o soffrono in maniera simile. Sradicare le immagini, bruciare indumenti e registrazioni dà una lezione di cosa potrebbe accadere se dovessero abbandonare.

Victor Paul Weirwille, fondatore della Via Internazionale, dice: “I non credenti sono come scarafaggi che possono essere calpestati se necessario”. Egli decide chi è un credente e chi è uno scarafaggio. Nessuno vorrebbe essere uno scarafaggio.

Per non esistere non si è amati, rispettati né riconosciuti. Loro guardano al tuo passato e pensano che non resisterai per molto.

In molti casi gli effetti di una realtà distorta e la paura sono emersi per i membri di un culto dopo che hanno abbandonato, specialmente coloro che vi sono stati per molti anni. La loro paura è così reale per loro, ma esagerata dall’attualità che nell’abbandono potranno essere dispiaciuti del mondo attorno a loro, incapaci di circolare in pubblico e offrire aiuto a chiunque.

  • Alcune paure sorgono dal potere del leader o del gruppo che spia la vittima e conosce ogni cosa che sta pensando o facendo, o dal fatto di credere che essa è stata seguita o il suo telefono è stato messo sotto controllo.

  • Altri sono portati a credere che gli psichiatri, gli psicologi o altri consulenti della salute mentale li possano danneggiare, e commissionano all’’ospedale mentale l’uso di trattamenti come l’elettroshock o la lobotomia.

Gli aiuti a vantaggio di una vittima dell’abuso mentale includono hotline, operatori dei servizi sociali, ministri che hanno bisogno di essere consapevoli prima di tutto che le vittime dell’abuso mentale possono essere preda di confusione e paura. La vittima dell’abuso mentale può trovare difficile l’apertura alla causa reale del suo malessere. La sua condizione è molto fragile. Per essere efficace l’aiutante avrà bisogno di prendere il tempo necessario per stabilire un dato rapporto e guadagnare la confidenza della stessa vittima.

COSA FARE E COSA NON FARE PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME DELL’ABUSO MENTALE

DA FARE:

  • registrare una lista di nomi, indirizzi, numeri di telefono di persone associate in qualche modo con l’attività della vittima.

  • Stabilire e continuare l’associazione con l’organizzazione del gruppo di famiglie con problemi simili.

  • Mantenere una lista scritta di eventi circa le attività della vittima con il gruppo.

  • Rispondere a tutte le comunicazioni con la vittima in un linguaggio sincero e fermo e non recriminante. Rendi la comunicazione aperta!

  • Raccogli tutti i relativi item da giornali, riviste e altre risorse.

  • Prendi in maniera ferma le eventuali minacce ma sii aperto alla comunicazione tutte le volte.

  • Sporgi denuncia agli uffici pubblici.

DA NON FARE:

  • Non sentirti colpevole o solo. Questo è un problema comune alla maggior parte delle famiglie in tutto il mondo aventi differenti religioni, risorse economiche e cultura.

  • Non dare denaro alla vittima o al gruppo – senza supporto economico quest’ultimo non può sopravvivere.

  • Non dare mai documenti originali ma procurati solo fotocopie.

  • Non farti persuadere dai professionisti a spendere molto denaro per trattamenti o azioni legali finché non hai verificato le loro credenziali e qualificazioni.

  • Non rinunciare. Ricorda che la vittima è un prodotto del tuo amore, training e ambiente domestico. Queste influenze non possono mai essere eliminate con alcuna tecnica.

CAPITOLO 19

PENSARE CHIARAMENTE DOPO LA VIOLENZA MENTALE

Una persona che soffre le conseguenze di terzo grado dell’abuso mentale è stata rapito mentalmente, emozionalmente, socialmente, spiritualmente e in alcuni casi fisicamente. Egli è stato usato e abusato per conoscere qualcun altro “bisognoso”. Che cosa causa l’abbandono di una persona? Come può lasciare se è sofferente, confuso mentalmente, incapace di prendere decisioni per sé stesso, minacciato dalla perdita dell’esistenza o dalla possibile perdita di credenze e successi? Perché vorrebbe lasciare una persona o un gruppo da cui è diventata completamente dipendente per i suoi bisogni primari: sicurezza, supporto fisico ed emotivo?

  • In alcuni casi egli (la vittima) può inizialmente fuggire da contatto fisico, ma non si separa dal controllo mentale ed emotivo che lo continua a tenere in pugno. Egli diventa come una persona che viaggia sola nella società, ignorante delle provocazioni che continua a dettare il volere dell’abusatore, e magari con una particolare parola o sentimento si comporterà compulsivamente per seguire i vecchi messaggi.

  • In alcuni casi l’abusatore lo caccerà fuori, dicendo che egli non è degno. Ciò avviene per il suo bene! La sua reazione dopo il rigetto è di voler tornare “Glielo mostrerò! Dandomi un’altra possibilità sarò il migliore e il più obbediente!“. È una pratica generale nei gruppi di culto minacciare l’espulsione come un modo per rinforzare potere e controllo. E anche la stessa reazione è calcolata.

  • In altri casi egli approderà alla colpa, sentendosi non degno di continuità con il gruppo. Dopo aver ricevuto aiuto e simpatia, si sentirà migliore e potente; egli ritorna alla situazione abusiva sapendo che egli può farvi fronte con le sue stesse richieste.

  • Deprogrammare in maniera tale che una persona sia rimossa dall’ambiente abusivo ed è istigato ad un dialogo intensivo di solito con un membro precedente del gruppo al fine di esaminare i metodi abusivi del gruppo, considerando solo un ridotto numero di istanze in cui una persona del culto è ispirata a lasciare.

  • Molto frequentemente egli uscirà da sé e ignorerà per un po’ di tempo gli effetti dell’abuso fisico, mentale ed emotivo di cui è vittima, volendo andare il più lontano possibile dall’abusatore e dall’esperienza di abuso per quanto gli sia possibile. Di solito vuole andare avanti con la sua vita e rimuoverà dalla sua mente tutto ciò che va contro il suo benessere.

Egli resiste nell’ammissione della situazione abusiva perché ciò significa ammettere la propria colpa personale o malattia. Accettare la realtà del fatto che le sue risposte sono normali, sebbene inappropriate, è necessario per continuare il lavoro di recupero.

Egli non può lasciare il controllo sinché il malessere è ammesso nella sua esistenza come forza bruciante della sua abilità di essere libero e indipendente. Questo di solito comincerà ad accadere quando una delle vittime si accorge di avere accettato valori personali, credenze e sentimenti che sono in contraddizione.

In alcuni casi, l’inizio del dubbio comincia settimane o mesi prima della separazione fisica. Per pochi avviene subito ma per altri avviene dopo anni di colpa auto-imposta.

Una giovane donna il cui padre era un rappresentante, era stata una seguace entusiasta di un culto per molti anni. La sua prima realizzazione che il gruppo poteva essere imperfetto avviene quando il leader le dice una bugia. L’onestà era uno dei valori più importanti sin dalla sua infanzia ed era stato violato. Ciò era inaccettabile per lei.

Un’altra donna decide di lasciare dopo aver visto un bambino ingiustificatamente punito per qualcosa che non aveva fatto.

Un giovane nonno lascia il suo gruppo dopo aver scoperto che il leader era un ipocrita; aveva infatti il privilegio del denaro, del sesso e delle cure mediche che venivano negate ai suoi seguaci.

Una persona che soffre per la perdita di tutte le relazioni in cui ha investito se stesso si sente come legato a qualcuno che è morto. Lasciare un culto significa lasciare ideali, sogni, amici e sicurezza. C’è il sentimento che ogni cosa data al gruppo è persa per sempre; denaro, premi personali e anche i migliori anni della propria vita.

Ecco cosa ci si aspetta in seguito:

  • Shock: l’improvvisa consapevolezza di separati sentimenti, diversi dagli altri. La consapevolezza che amore e verità sono state violate. La sua reazione iniziale è di solito il ritiro e l’inattività, ma l’abusatore può dire di essere cambiato.

  • Rifiuto: “Non è realmente accaduto“. Egli vuole negare la serietà dell’esperienza, l’idea che l’abuso esiste, e vuole continuare a credere all’abusatore in modo da sentirsi normale.

  • Rabbia: inizialmente dopo il non essere in grado di negare l’abuso, l’abusatore e coloro che sopportano l’abuso, e anche Dio. La sua rabbia generalizzata viene dal sentirsi confuso e consapevole per aver rigettato il buono dell’esperienza del suo ruolo nell’accettare l’abuso. Egli riversa la rabbia su se stesso.

  • Disperazione: a questo punto egli conosce di non poter tornare indietro, e diviene depresso e solo. Egli non crede ai suoi pensieri e comportamenti. Egli si vergogna di ritornare dagli amici che hanno visto il suo abuso e che hanno cercato di aiutarlo, aiuto che egli non ha accettato. Non sapeva cos’era giusto, cosa fare, dove andare e a chi credere. Rischia di credere a qualcun altro perché risulta vulnerabile.

  • Accettazione: finalmente dopo mesi passati a parlare con il couselor o altri che hanno esperienze simili, c’è l’accettazione e l’integrazione della realtà. L’esperienza è sia positiva che negativa. La responsabilità di ciò che è accaduto non è totalmente la sua, ma è divisa in più persone. L’imperfezione è normale e la perfezione è impossibile. Il passato non può essere cambiato, ma il beneficio degli insegnamenti sono lì per essere utilizzati nel futuro.

  • Andare avanti: i sogni e i bisogni che sono stati l’attivazione della truffa sono ancora presenti. Molto lavoro rimane, ma tempo e pazienza sono necessari per guarire. Il compito è mettere in ordine le proprie priorità, diventare auto- diretti e capaci. La scelta è un’alternativa. Riconnettersi con il sé reale.

Questo penoso processo è inutile se la perdita è imposta da qualcun altro come nella morte di qualcuno che si ama, o tramite la scelta di lasciare una relazione d’abuso. Sentimenti di perdita, separazione, colpa, rabbia, solitudine e di depressione sono normali, come è il bisogno di apertura espresso da un range di sentimenti. Condividere con qualcun altro che è stato anch’esso abusato può essere estremamente d’aiuto e di supporto. La vittima del rapimento mentale deve comprendere e chiarire tutte le vulnerabilità che sono state descritte nel capitolo precedente, in accordo con la sua esperienza. La seguente lista indica alcuni accorgimenti da considerare mentre si riguadagna la realtà circa sé e le relazioni. Ciò può essere un percorso lungo, difficile, tortuoso e richiede molta pazienza e gentilezza prima di tutto con se stessi.

  • Rischi e paure: è normale inizialmente avere una paura anormale che è legata al ritorno dell’abusatore che può prenderlo di nuovo perché conosce i suoi pensieri e sentimenti. L’abusatore prende il suo potere dalla paura della vittima, cosicché la vittima può prendere il suo potere e ridurre quello dell’abusatore. La paura del rischio della perdita può costare l’inattività. Ma se si incrementa la forza personale e la conoscenza dei metodi dell’abusatore, le paure si ridurranno. Eventualmente egli sarà in grado di confrontarsi direttamente con l’abusatore ed essere assicurato che egli controlla il suo destino, non qualcun altro.

  • Ritorsione della Logica e del Linguaggio: le vittime dei culti esaminano la logica del culto ed i materiali scritti. Ciò potrà portarlo nuovamente nel pensiero del culto. Dopo aver imparato ad esprimere i suoi valori e credenze a parole sue, egli può studiare il materiale con qualcuno che conosce il significato delle parole e della logica del culto. Le aree di vita più difficili da mettere e sentire al sicuro sono la sessualità e la spiritualità, poiché questi sono gli elementi sensibili della personalità umana e sono i più vulnerabili all’abuso mentale e saranno più difficilmente recuperati.

  • Confessione & colpa: assegnare la colpa a sé o all’abusatore oscurerà la realtà di ciò che è accaduto. Espiare le colpe della sua esperienza può far sentire bene, ma può essere molto più d’aiuto scrivere su di un giornale anziché fare una pubblica dichiarazione.

  • Rituali espressi: inizialmente è importante dormire molto e cibarsi di cose buone, al fine di far fronte allo stress del prendere decisioni. L’ansia del recupero del tempo perduto è normale, ma essere pazienti e cauti nel prendere la decisione prima del recupero è la cosa migliore. In alcuni casi dove c’è stato un uso estensivo di rituali, canti, meditazione ecc. sarà difficile concentrarsi. Occorre imparare a guadagnare il controllo degli effetti.

  • Isolamento e dipendenza: la realtà è stata distorta e c’è il bisogno di guardarsi intorno, domandare, valutare e testare. L’indipendenza di essere se stessi fa sentire bene, ma può anche essere controproducente. Un punto chiave è raggiungere il recupero quando passa l’esperienza. La separazione esiste tra sé stessi come individuo e la sua identità nella relazione d’abuso precedente. Lasciare gli altri mentre si rientra nel mondo più ampio significa provare solitudine sinché nuove associazioni sono stabilite. Molti hanno la tendenza di addentrarsi in altre relazioni di dipendenza e/o di abuso. Molti ex- fumatori, ad es., vengono fuori dalla loro dipendenza ed è semplice che seguano gli altri anziché essere realmente liberi.

  • Punto di vista polarizzato: venendo da un mondo in bianco e nero è facile continuare a vedere le cose in due dimensioni. Non ci sono solo due lati di un esito, ma molte alternative da scegliere ed una è la più appropriata. Il successo ed il fallimento non sono opposti, ma parti di un continuum.

  • Inganno e magia: dividendo con gli altri che hanno avuto aiuti per un’esperienza simile, più ricerche di fatti e opinioni aiuteranno. E’ più difficile rinunciare alla credenza del magico. La magia è un aiuto, ma non una garanzia universale di cura.

La psicologa Margaret Singer ha identificato le condizioni di 100 ex- membri di culti che ha ascoltato in un articolo apparso in Psicologia oggi nel Gennaio 1979 intitolato “Venire fuori dai culti“. È una lettura raccomandata a tutti coloro che cercano il recupero dall’esperienza dell’abuso mentale. Alcune vittime dell’abuso mentale possono mettersi nei guai vedendo se stessi inadeguati e ammalati, continuamente a rivedere i loro problemi, non volenterosi di andare avanti, lasciare il passato e affrontare il futuro confidenzialmente.

Il benessere e l’auto- direzione della vita è che ognuno di noi è libero di scegliere il modo più appropriato per far fronte come individuo in un mondo pieno di cambiamenti e stress. Le seguenti descrivono uno stile di vita che conduce al riconoscimento delle forze personali e ad un incremento dell’abilità di essere:

CONSAPEVOLE di chi si è; dei propri sentimenti, emozioni, sensualità, forze, reazioni allo stress ed al relazionarsi agli altri.

VALUTANTE come unico, libero e attivo individuo con valori personali e chiari obiettivi.

CURANTE di se stesso e degli altri come una persona umana amorevole che sperimenti l’intimità.

COMUNICANTE per comprendere ed essere compreso; capace di scindere le informazioni in sentimenti, idee, esperienze.

PENSANTE e abile nel riconoscere il fallimento del ragionamento, mettendo idee e sentimenti in pattern concettuali.

CREATIVO di sviluppare l’immaginazione per visualizzare nuove possibilità in situazioni, piani e obiettivi.

DECISO con il potere di decidere e ri- decidere, valutare informazioni, opzioni e rischi di possibili conseguenze.

ATTIVO nell’identificare azioni positive attraverso il compimento di obiettivi di vita e stili di vita personale.

Ci sono molti libri di auto- aiuto, alcuni dei quali inseriti nella bibliografia, che danno dei validi esercizi da compiere. Se ciò è di sufficiente interesse, gli autori possono sviluppare un workbook basato su questa lista di “Azioni e abilità positive di vita” in futuro.

CAPITOLO 20

COSTRUIRE RELAZIONI CHE INCLUDONO TE

Questo libro si è basato sui pericoli delle relazioni chiuse, autoritarie e totalizzanti ed i sistemi organizzativi. Per prevenire l’abuso mentale o recuperare i suoi effetti è necessario essere capaci di identificare e promuovere il compimento del supporto personale.

Primo: rivedere le caratteristiche del sistema chiuso delle relazioni che promuovono l’abuso mentale come opposte ai sistemi relazionali che incoraggiano la crescita personale. Questi criteri possono essere applicati a coppie, chiese, scuole, famiglie, gruppi terapeutici, ecc.

I criteri non rappresentano il giusto e sbagliato, ma due fini di un continuum con l’attuale esperienza che si trova nel mezzo. Il comportamento appropriato può non essere “aperto”, ma se l’obiettivo è la crescita entro il sistema di relazioni supportivo e controllato la tendenza è l’apertura.

La libertà limitata da regole e responsabilità deve essere necessariamente dipendente dalla maturità degli individui o dall’acquisizione del sistema di supporto. Un bambino ha bisogno della sicurezza di limiti entro cui crescere. La completa anarchia distrugge l’abilità del sistema per aiutare la crescita dei membri. Il bilanciamento tra libertà personale e responsabilità degli altri necessita una continua negoziazione. Una precedente vittima di abuso mentale, mentre sperimenta confusione, mancanza di potere e paura è spesso come un bambino piccolo. In maniera simile egli ha bisogno di un’atmosfera supportava e sicura in cui crescere attraverso l’indipendenza, es. una famiglia comprensiva, un centro riabilitativo, il gruppo di supporto o il couseling privato.

Una relazione deve includere le tre P: potere- protezione- permesso.

La persona può rapidamente crescere da uno stato dipendente infantile ad un livello forte e confidenziale di adulto se gli è stato dato il supporto per fare fronte alle conseguenze dell’abuso. Sarà in grado anche di definire i limiti che sono di conforto e prendere la responsabilità personale all’interno di questa nuova libertà provata. Il passaggio è di solito non facile e occorre compiere un passo alla volta. Sentimenti ambivalenti sono comuni tra indipendenza e dipendenza, amore incondizionato e critica, verità e menzogna, apertura e chiusura alle relazioni. L’abilità di accettare sentimenti conflittuali e di prendere dei rischi sarà un segno di benessere e un progresso verso l’indipendenza. Le relazioni abusanti o i culti cercano di imporre le loro speciali definizioni del mondo, giustificati dalla credenza che il loro è il punto di vista corretto. La proposta dei culti viene promossa come sistema politico- religioso esclusivo attraverso l’inganno e la manipolazione. Il processo deve essere relazionato all’obiettivo voluto, entro la libertà di comunicare il sé e negoziare le differenze. Il tutto in un clima che rispetti il valore dell’individuo, e permetta la visione delle risorse senza la dipendenza.

ABUSO DEGLI INDIVIDUI CRESCITA PRODOTTA

PRIORITA’ E RISULTATI

Potere, denaro, sopravvivenza Crescita individuale appagamento

Sistema per primo Persona per prima, poi il sistema

STRUTTURA

Autoritaria Costruttiva, cooperativa

Scoraggiamento delle relazioni Incoraggiamento delle relazioni

Leadership per editto Leadership tra pari

STILE COMUNICATIVO

Indiretto e non chiaro Diretto, chiaro

Colpevolizzante, accusativo Veritiero, diretto e supportivo

Sentimenti morali giusti/ sbagliati Sentimenti reali e Ok

STILE DECISIONALE

Riunire prima di informare Tante informazioni prima della riunione

Il leader prende tutte le decisioni Politica fatta da tutti i membri

Non libertà di cambiamento Libertà di credere e scegliere

Scoraggiamento della creatività Incoraggiamento di idee e talento

Il sé e la salute non importa Importanza della salute

REGOLE E LIMITI

Inflessibili, non chiare e modificabili Capite, negoziate

Non accettazione = disobbedienza Differenze rispettate

Assoluta perfezione Dimenticare il fallimento

RISPETTO PER L’INDIVIDUALITA’

Auto- valore secondario Auto- valore primario

Sacrificio dato enfatizzato Dare e ricevere bilanciato

Individui secondari Individualità Ok = umano e unico

Amore = supporto al sistema Amore incondizionante

Membri inadeguati Membri aiutati, sviluppo del valore

Prestigio = potere e denaro Valorizzazione amore, onestà

RELAZIONI CON L’ESTERNO

Il sistema prima della famiglia d’origine A favore degli originali legami familiari

Gli altri devono essere usati Responsabilità sociale

L’importanza dell’immagine pubblica Onestà, azioni sincere e valide

Andare nel mondo per aiutare il sistema Andare fuori per aiutare il mondo

Le persone che hanno costantemente sperimentato sicurezza, forza, creatività, apertura e adempimento nelle relazioni personali libere dalla manipolazione, saranno molto più protette dall’accettazione della situazione d’abuso. Loro non accetteranno a lungo l’abuso come la norma per contrastare i loro ideali personali e sociali. Forse costruiranno attorno a loro gruppi di supporto mutuale. Creare un mondo di libertà, crescita personale e responsabilità viene dalla somma totale delle sue parti. Gli individui e i piccoli gruppi che vivono questi valori possono aiutare i loro vicini, le comunità e le proprie relazioni. Le conoscenze delle tecniche dell’abuso mentale possono aiutare a dare una visione di indipendenza e adempimento per tutti.

VENIRE DAL BASSO

Dopo un po’ impari la differenza

tra stringere una mano e incatenare un’anima

E la compagnia che non significa sicurezza.

E cominci ad imparare che i baci non sono contrasti

e il presente non è promesso

E cominci ad accettare i tuoi difetti

con la testa su e gli occhi aperti,

con la grazia di una mano, non la condanna di un bambino.

Ed impari a costruire tutte le tue strade

del presente- perché il domani è così incerto

per piani ed il futuro ha un modo per cadere in volo.

Dopo un po’ impari che anche il sole

scotta se ti avvicini troppo.

Così pianti il tuo giardino e lo decori,

forse aspetti che qualcuno ti porti dei fiori

e impari che realmente puoi resistere,

che sei forte, che hai valore,

che può imparare ed imparare,

che ad ogni arrivederci impari qualcosa.

-Autore sconosciuto

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori in essa riscontrabili.

Per i credenti sono ‘nuove religioni’. Per altri sono solo sette pericolose. Ma chi ha ragione?
The Telegraph, UK / 18 febbraio 2011
scritto da Clover Stroud

 

 

Solo una ragazza normale adolescente, ma nel posto sbagliato al momento sbagliato‘ -  è come Charlotte Wells descrive le circostanze in cui sua figlia, Rachel, diciasettenne, incontrò Wayne, 24 anni, un missionario religioso, in un centro commerciale a Somerset due anni fa.

Al momento dell’incontro Wayne era per Rachel affascinante con i suoi racconti di lavoro all’estero e per le sue qualifiche che andavano dalla consulenza e sostegno ai giovani alla gestione dell’evoluzione interiore. Nelle settimane successive Rachel e Wayne ebbero una relazione, che Rachel nascose a sua madre, ma al momento di partire per l’America Rachel fu lasciata con il pretesto che le mancava un visto.

Chiesi a Rachel che cosa non andasse, visto che sembrava giù, e lei mi rispose che aveva incontrato qualcuno, ma che si erano lasciati. Lei mi disse che c’era qualcosa che avrei dovuto sapere su di lui che non mi avrebbe fatto piacere.‘ Wayne insieme ai suoi genitori e nove fratelli faceva parte della Famiglia Internazionale e aveva ricevuto una borsa di studio per predicare il Vangelo a livello internazionale come ‘cristiano‘.

Bambini di Dio o Famiglia Internazionale

I membri di questo gruppo vivono in comunità, seguendo le regole secondo cui si possono sposare e possono avere figli. La Famiglia ha avuto varie denominazioni, ma è stata costituita in California nel 1968, come i “Figli di Dio”. Il suo leader David Berg ha incoraggiato il sesso tra adulti e bambini, come la più alta espressione dell’amore di Dio. Oggetto di controversie essa si è proposta come The Family International, ma è stata attaccata sin dalle sue radici: la sua pagina web presenta ancora un omaggio a David Berg, e la Famiglia non ha mai rinnegato i suoi scritti.

David Berg Fondatore de i Bambini di Dio

 

Ho cercato Wayne chiedendogli informazioni su  questo leader e sulle sue associazioni. Wayne ha risposto che non vi era “assolutamente niente di sbagliato in David Berg”. Poi ho fatto tutto quello che non si dovrebbe fare quando il proprio figlio si interessa ad una setta, tanto da averla persa”, dice Wells.

 

Ottenere dati precisi sul numero di culti che operano in Gran Bretagna è difficile, ma Ian Haworth del Centro di Informazione dei Culti stima che ci sono oltre 500 organizzazioni estreme che possono essere descritte come sette.

Molte organizzazioni, dai gruppi di terapia estrema alle organizzazioni cosiddette religiose rientrano nella definizione di culto in quanto tutte condividono caratteristiche simili – sostiene Haworth – In linea di massima una setta è un gruppo elitario, una società totalitaria che utilizza la coercizione psicologica per reclutare e mantenere i membri all’interno, isolandoli dalla loro famiglia e dalla società. I culti sono guidati da sedicenti leader messianici, che sono responsabili e spesso carismatici, e che sfruttano anche i loro membri.”

Il pericolo dei culti è che la maggior parte di noi non si rende conto di quanto siano potenti e che tipo di  effetti possono avere.

Parte del problema che ho dovuto affrontare è stato quello di convincere le altre persone che mia figlia non era pazza e che Rachel era davvero in pericolo” dice Wells.

Ma l’ansia di Wells era ben fondata, come Celeste Jones, 35 anni, può testimoniare. Jones è nata nei Bambini di Dio. I suoi genitori si sono separati quando aveva quattro anni, e mentre sua sorella minore tornò in Inghilterra con la madre, Jones rimase con il padre nel culto durante la sua infanzia e nella vita adulta.

Durante questo periodo le sono stati attribuiti cinque nomi diversi ed è vissuta in 15 paesi diversi – la Famiglia preferisce che i propri membri non mettano radici in un unico posto ed è anche desiderosa di evitare l’attenzione di sospetti locali e della polizia.

Il sesso era una parte normale della vita degli adulti che fanno sesso apertamente di fronte ai bambini. Il programma settimanale dovrebbe includere un accoppiamento per ogni adulto, compresi i bambini di età superiore ai 12 anni, e sessioni di preghiera quotidiane comprendenti ‘coccole’ o sesso di gruppo. Jones è stata regolarmente stuprata da uomini adulti in nome dell’amore di Dio e, a 11 anni, le è stato detto di fare sesso con un altro bambino secondo il calendario.
Ora Jones lavora come operaia in un istituto di beneficenza per il sostegno familiare ai bambini a Bristol, dove vive con sua figlia di 12 anni. Ella si presenta composta ma anche complessa. Mi spiega che un culto destabilizza l’ordine naturale delle relazioni padre/figlio.
In un culto i tuoi genitori non sono i tuoi genitori, un bambino è sotto la guida di tutti e può essere punito da tutti.’  Le chiedo perché non si lamentava con suo padre. ‘Adoravo mio padre, ma raramente lo vedevo per più di qualche minuto alla volta oltre l’età di cinque anni, perchè egli stava lavorando per il gruppo, ed era spesso lontano. Sono stato curata da assistenti – risponde.
Il tempo con lui era prezioso, per questo ci è stata impedita una comunicazione reale. Se dicevo qualcosa ai miei compagni avrebbero potuto fare la spia su di me, come eravamo incoraggiati a fare. Ho avuto un profondo desiderio di piacere a Dio e mi ero convinta che criticare il gruppo era la lingua diavolo. Se fossi stata negativa avrei avuto dei problemi con il leader.”

Per un estraneo è difficile capire perché qualcuno si aggrega o rimane dentro un culto abusante, ma Jones si paragona a una donna che è stata in una relazione violenta da cui non riesce ad uscire.
Come chiunque abbia subito abusi domestici saprà, lasciare quella relazione non è semplice” sostiene. “Sono stata vittima del lavaggio del cervello e indotta a credere che quello che stavamo facendo era giusto e che il mondo era sbagliato. E, come in un rapporto abusante, a volte ho la sensazione che, se solo avessi potuto cambiare le cose dal di dentro, avrei potuto far diventare il gruppo migliore.

Dr.ssa Alexandra Stein

 

La Dottoressa Alexandra Stein, docente al Birkbeck College di Londra è una psicologa sociale, specializzata in gruppi estremisti ed ha vissuto in prima persona la complessità emotiva della vita in un culto. La Stein è una donna che alla fine degli anni Cinquanta ha trascorso un decennio sotto il controllo di un gruppo radicale marxista in cui era impegnata a Minneapolis a partire dall’età di 26 anni.

E’ difficile immaginare la Stein in uno stato di debolezza, di perdita individuale tanto da essere risucchiata in un culto. Ma Ian Haworth suggerisce che le persone più facili da reclutare sono, infatti, quelle intelligenti, colte, idealiste ed economicamente avvantaggiate.
Quando si è unita al gruppo la Stein aveva assistito alla guerra del Vietnam e all’ascesa del femminismo, e aveva una fame di attivismo politico. “Il gruppo non si presentava come una organizzazione che avrebbe rimosso la mia capacità di fare delle scelte personali o di controllare tutta la mia vita. Al contrario, sembrava un gruppo di persone guidate dagli stessi miei interessi, e composto da gente che mi impressionava con i dettagli della sua attività di consulenza sanitaria e di campagne che avevano realizzato per i diritti delle donne.”

A poco a poco la Stein fu sempre più coinvolta nel gruppo e si trasferì in un appartamento con diversi membri dello stesso. Il gruppo bloccò tutte le sue libertà personali, le combinò un matrimonio e le ordinò di non usare il suo diaframma (contraccettivo).
Subito mi fu ordinato di avere figli, era un modo per controllarmi” afferma la Stein. “A questo punto sono stata isolata da amici e parenti. Mi hanno dato regole sulle mie scelte contraccettive su un foglio di carta beige, ed io ho seguito le indicazioni. Ero un femminista impegnata, ma subivo il lavaggio del cervello, quindi il mio processo di pensiero era confuso, permettendo all’organizzazione di compiere scelte molto personali al mio posto. Questo “attaccamento disorganizzato” avviene anche in un rapporto abusante, quando una donna è confusa e intimidita, poi isolata fino al punto che l’unica persona che può aiutarla è il suo aggressore.”

Per Jones e Stein i figli hanno rappresentato il punto di svolta, ed entrambe sono fuggite dai loro culti. “Vedere l’organizzazione con gli occhi di una madre che deve proteggere il proprio bambino mi ha aiutato a prendere le distanze da essa” dice Stein. “Ho raggiunto il punto di rottura quando sono stato istruita sul tipo di giocattoli con cui i miei bambini potevano giocare, come su quali personaggi dei cartoni animati erano vietati. Mi sembrava così assurdo.”

Entrambe hanno deciso di rompere la congiura del silenzio che circonda l’appartenenza al culto, come le altre donne che da allora hanno pubblicato i racconti delle loro esperienze – Jones ha raccontato la sua storia in ‘Non senza mia sorella e la Stein in Inside Out – e hanno svolto un ruolo fondamentale nella creazione della Fondazione per un Sicuro Passaggio, che fornisce risorse e sostegno per le persone fuoruscite dai culti.

Copertina Inside Out

 

Il Centro d’informazione di Culti e la Families Survival Trust sono altre due organizzazioni che offrono sostegno alle persone con problematiche settarie.

Queste organizzazioni sono tutte d’accordo che si tratta di un problema crescente. Oltre alla Famiglia Ian Haworth cita i Moonies come ‘una forza da non sottovalutare‘, e critica il crescente numero di culti di terapia “che possono essere altrettanto abusanti perchè utilizzano coercizione psicologica per il controllo dei membri.”

Matrimonio di massa trai Moonies

Attiva anche in Gran Bretagna è la Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard nel New Jersey nel 1952, che vanta molti membri di alto profilo di Hollywood, tra cui Tom Cruise, Katie Holmes e John Travolta.

The Church of Scientology’s building in Los Angeles.

La Chiesa di Scientology nega di essere una setta e Scientology è riconosciuta come una religione in un certo numero di paesi, tra cui l’America, ma non nella Gran Bretagna. (‘Scientology è una setta?‘ Chiede il sito web dell’organizzazione. ‘No, è una religione nel senso più pieno della parola.‘)
Ci sono molti aspetti controversi di Scientology, non da ultimo la sua convinzione che gli esseri umani discendono da una razza esiliata da un altro pianeta in un lontano passato. C’è anche la questione del ‘distacco‘, un termine usato per descrivere tra gli scientologist il bloccare il contatto con amici e familiari che, per usare le parole del sito, ‘[sono] soppressivi o che [sono] antagonisti a Scientology o ai suoi principi ‘.

Il sito continua: ‘Al fine di risolvere questa situazione, le “maniglie” delle altre persone antagoniste della verità su Scientology e sulla Chiesa, come ultima risorsa, quando tutti i tentativi di gestirli non sono riusciti, devono essere “disconnesse” ovvero bisogna interrompere la comunicazione con la persona [ndt antagonista].’

Gli oppositori di Scientology sostengono che la disconnessione sia uno strumento sinistro impiegato per indurre una frattura tra i membri dell’organizzazione e le loro famiglie. La Chiesa di Scientology respinge questa accusa.

Silene assomiglia a qualsiasi altra benestante signora di mezza età, nella rigogliosa periferia inglese dove ci incontriamo per un caffè. Parlando con un accento  brasiliano, mi racconta di sua figlia Natalie come di una ragazza intelligente e del loro rapporto d’amore esistente una volta.

Natalie era così vicina a me e mio marito, e spesso stavamo insieme in famiglia’ - afferma. Natalie ha trascorso gran parte dei suoi vent’anni di studi di inglese all’estero, prima di tornare a casa a 27 anni e di lavorare in città. Silene si allarmò nel trovare libri su Scientology in camera di Natalie. ‘Le ho chiesto se lei ne era stata coinvolta e mi ha risposto che non sarebbe mai entrata in Scientology perchè lei non ci credeva.’

Tuttavia nel corso del 2009 Natalie è partita. ‘E’ stato come se stesse portando un fardello terribile con lei‘ racconta Silene. ‘E’ diventata seria e tesa.’ Entro la fine dello scorso anno Natalie andò a vivere con altri Scientologist e ha iniziato a frequentare Anton, il cui patrigno John, la sorella e la madre erano tutti coinvolti con Scientology.

La relazione con Natalie divenne tesa e a Natale di quell’anno ha completamente cambiato la sua alimentazione oltre che i suoi rapporti con i genitori.

E’ stato il cambiamento di nostra figlia, come se fosse stata presa in consegna.
Lo scorso aprile Silene e suo marito hanno incontrato la famiglia di Anton per un pranzo, conoscendo la portata del loro coinvolgimento con Scientology. Poco dopo John è arrivato, non invitato a casa di Silene. ‘Ha urlato che se non avessi accettato Scientology, Natalie avrebbe disconnesso con noi.’ Poco dopo Natalie ha smesso di comunicare con Silene.
L’organizzazione è in genere molto poco comunicativa con le famiglie che la contattano per informazioni sui parenti che hanno aderito. Molti genitori i cui figli sono membri segnalano un ‘muro di silenzio‘, con lettere, e-mail e telefonate senza risposta.

Ma quando li ho contattati per chiedere qualcosa su Natalie hanno risposto subito, dicendomi che Natalie aveva problemi con sua madre risalente a ben prima che diventasse una Scientologist. Ella ha deciso all’inizio di quest’anno di prendere un periodi di distacco, ma non di allontanarsi completamente da lei. Ha avuto recentemente una  buona comunicazione con la madre e spera che avranno rapporti di buona famiglia per il futuro.
Poco dopo Natalie chiama Silene e l’ha incontrata, anche se non si può parlare di Scientology. ‘Ho visto solo Natalie un paio di volte e non ne parla, in quanto provoca enormi conflitti. E io combatterò, per tutto il tempo che sarà necessario, per farla uscire.

Charlotte Wells lotta per evitare che l’adesione di Rachel alla Family International le comporti un  costo personale. Ha preso sei mesi di aspettativa dal lavoro per avere il tempo per capire il modo in cui funziona un culto. ‘Combattere un gruppo come questo è intimidatorio e ho dovuto imparare in fretta,‘ dice.
La sua perseveranza ha pagato. Rachel ha iniziato a mettere in discussione il fatto che il suo matrimonio con Wayne la porterebbe a vivere all’interno di un gruppo chiuso. ‘Quando si poteva parlare con calma Rachel ha iniziato a esaminare ciò che Wayne le aveva detto. Non le piaceva l’idea che avrebbe dovuto vivere in comunità con gli altri membri del suo gruppo ‘ -  spiega Wells.
Era una ragazza adolescente con idee romantiche di vivere con e sposare Wayne, visto che lei credeva veramente di essere innamorata. Quando abbiamo parlato di questo ed era chiaro che non avrebbero potuto essere solo loro due, ha iniziato ad avere i piedi freddi. Era arrabbiata per l’idea che avrebbe dovuto far parte della Famiglia tanto da avere un rapporto sessuale insieme, e credo che questa realizzazione abbia reso il tutto molto meno romantico ed emozionante.
Alla fine, Rachel ha abbandonato l’intenzione di trasferirsi in America, e madre e figlia oggi raramente parlano di quella storia.
Sono certa che se avesse sposato Wayne, sarebbe stata costretta ad aderire al gruppo non appena i suoi piedi avessero toccato la pista [americana]‘, dice Wells. ‘Poi l’avrei perduta, forse per sempre. Mi spaventa pensare a quello che il suo futuro avrebbe potuto essere. Il tutto ha comunque lasciato una cicatrice ma so che  è qualcosa che ci deve far  essere vigili su quanto potrebbe accadere di nuovo, in qualsiasi momento.’

Fonte originale: http://www.rickross.com/reference/family/family78.html

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

Il seguente documento è stato presentato al convegno della FECRIS a maggio del 2011, dal titolo “L’abuso sistematico nei culti: testimonianze e prove’. Maggiori informazioni sulla conferenza, così come su altri documenti lì presentati , si possono trovare sul sito della FECRIS.

 

LA STORIA DEGLI ATTACCHI ALLA CREDIBILITA DEGLI EX MEMBRI
DI Stephen A. Kent

 

Abstract

L’elevata presenza di ex membri di gruppi ad alto controllo ideologico si è dimostrata estremamente utile ai ricercatori nel campo delle informazioni sui culti. Fornendo informazioni documentate di prima mano e difficili da ottenere, gli ex membri si sono resi indispensabili in molti progetti di ricerca e di  formazione di  diverse organizzazioni antisettarie. Occasionalmente, tuttavia, notevoli problemi sono sorti circa l’affidabilità di alcuni di loro. Attingendo ai 35 anni della storia degli antisette in Nord America, vorrei  identificare e discutere brevemente di sette tipi di ex membri e dei presunti ex membri che hanno causato difficoltà a varie organizzazioni. Questi tipi sono: 1) i de-convertiti in maniera  forzata; 2) i rimpatriati; 3) i presunti ex membri deliranti, 4) gli artisti della truffa; 5) le  spie; 6) gli  ex membri con ‘storie;’ 7) il professionista  ex membro di antisette; 8 ) e gli  ex membri che diventano professionisti.

Concludo elogiando i contributi che gli ex membri apportano al movimento anti-sette, ma attenzione che per alcuni di loro, le cose differiscono dalle apparenze.

 

 

——————————

 

Alcuni scrittori accademici che criticano gli abusi delle sette oggi hanno beneficiato più  di me degli  ex membri di sette.

Io ho intervistato un numero incalcolabile di persone che sono fuoruscite da gruppi ad alto controllo; essi hanno controllato vari pezzi dattiloscritti della loro storia prima che fosse pubblicata e mi hanno fornito milioni di pagine di documenti. La mia carriera e la mia borsa di studio, sarebbero  stati notevolmente limitati senza di loro.

Per trent’anni ho utilizzato le intuizioni e materiali che mi sono stati forniti da ex membri, e ho guardato con un certo stupore chi si rifiutava di farlo. Alcuni problemi, invece, sono sorti con i critici dei culti durante il loro lavoro con alcuni degli ex membri, o almeno persone che sostenevano di aver lasciato i vari gruppi. Una breve storia di questi problemi, quindi, fornisce un insegnamento  che vale la pena raccontare in incontri di anticult e di critici. Questi problemi probabilmente si ripeteranno in Europa, se non sono apparsi già. In Nord America, questi problemi sono iniziati nei primi anni ‘70.

 

 

1) I de-convertiti in maniera forzata:

Nel Nord America  l’attenzione pubblica sui culti avvenne nei primi anni 70, con gruppi come gli Hare Krishna, la Christian Foundation di Tony e Susan Alamo, i Bambini di Dio e la Chiesa dell’Unificazione. Certamente gruppi controversi come Scientology esistevano prima di questo periodo, ma i primi anni ‘70 hanno visto numerosi pretendenti spirituali attrarre giovani che erano cresciuti in un periodo storico privo di valori sociali (si veda Kent, 2001).

I  giovani, aggregati in uno dei numerosi gruppi durante questo periodo, spesso tagliavano i legami con le loro famiglie e nei confronti delle proprie storie personali pregresse. I genitori temevano, spesso legittimamente (vedi Patrick con Dulack, 1976: 260-264), per la sicurezza dei loro cari.

Nel 1971 alcuni genitori nel Nord America si rivolsero ad un uomo, Ted Patrick, che sosteneva di poter deprogrammare (vedi Patrick con Dulack, 1976: 61) questi giovani e farli ritornare ad uno stato mentale sano. Non esistono dati su quante deprogrammazioni Patrick abbia effettuato nel corso degli anni, ma il loro numero, almeno nel settore si presume  superiore alle centinaia. Diversi di loro divennero deprogrammatori sia a tempo pieno sia  part-time (si veda Kent e Szimhart, 2002).

Il lavoro di Patrick su questi giovani provenienti da questi gruppi prese molte forme, dalla violenza (vedi Patrick con Dulack, 1976: 67, 100, 207-208) ad attività relativamente non coercitive. Egli  dopo aver ‘convinto’ il giovane a fuoruscire da un gruppo, utilizzava una sua strategia per cementare ulteriormente la rinuncia della persona ad appartenere a quel gruppo, ottenendo una dichiarazione scritta e firmata in cui lo stesso denunciava il gruppo (vedi Patrick e Dulack, 1976: 176; 230-230-236), e (se possibile) Patrick organizzava una conferenza stampa in cui il nuovo ‘de-programmato’ denunciava pubblicamente la sua esperienza settaria. Patrick era convinto che i giovani erano stati ingannati o manipolati per far parte del gruppo  e che avevano ricevuto notevoli  pressioni per rimanervi, e che nella storia recente del deprogrammato spesso si riproducevano tali dinamiche.

I sociologi hanno reagito ai racconti di esperienze negative e di manipolazione dei de-programmati in due modi.  Un modo ha avuto un impatto positivo sullo studio delle nuove religioni. I sociologi hanno sviluppato una serie di modelli di conversione, di cui solo uno prevede la coercizione e l’inganno. Tra i più popolari vi è stato un modello di sei punti di John Lofland e L. Norman Skonovd  in cui la conversione “coercitiva”  era solo uno delle loro previste tipologie (1981). Tutti gli altri cinque punti prevedevano una percorso di conversione con   vari gradi di coinvolgimento attivo. Questi nuovi modelli, quindi, rappresentavano  alcune delle complessità di tutto il processo di conversione, che non erano state evidenziate nella maggior parte delle storie dei de-programmati, mentre erano stati evidenziati da recenti deprogrammatori.

L’altra reazione di altri studiosi fu quella di soffermarsi nell’evidenziare il trauma del percorso di Patrick. Nel modello di Patrick, il proprio coinvolgimento in un gruppo ad alto controllo  era estremamente stressante e la deprogrammazione liberava la persona da questo ambiente stressante. Un paio di accademici, tuttavia, hanno sostenuto che è la stessa deprogrammazione una fonte di stress  nei confronti degli ex membri e non il coinvolgimento nei  gruppi stessi.  La deprogrammazione, dunque, e non i gruppi era  il problema. Le storie che si concentravano esclusivamente sugli aspetti negativi del loro gruppo precedente, di conseguenza, erano “storie di atrocità” che trascuravano completamente di discutere anche degli aspetti positivi dell’esperienza nel gruppo. Come le storie di parte, quindi, questi cosiddetti racconti di atrocità non erano accettabili come precisa rendicontazione dei fatti.

 

2) I rimpatriati:

La questione circa l’accuratezza di queste denunce pubbliche obbligatorie dopo la deprogrammazione divenne ancora più problematica.  Dopo che un paio di de-convertiti, che avevano criticato i loro gruppi di appartenenza e avevano ringraziato i deprogrammatori, si riunirono ai gruppi che avevano criticato (vedi Patrick con Dulack, 1976: 176 – 178). I difensori dei culti e altri osservatori hanno dovuto chiedersi: “Se le cose fossero state così negative all’interno dei gruppi come avevano riferito, allora perché sono tornati dentro?” L’ipotesi, dunque, era che i deprogrammati avevano fatto la loro denuncia iniziale sotto costrizione, e che il loro coinvolgimento ai gruppi di appartenenza aveva effettivamente avuto aspetti positivi.

Un primo drammatico esempio di una persona deprogrammata, ricongiunta successivamente al gruppo precedentemente denunciato, avvenne  a Toronto, in Canada, nel 1975 e 1976.  Nel marzo del 1975 i giornali canadesi pubblicarono storie su come Ted Patrick aveva lavorato con i genitori di una diciannovenne.
Linda Epstein fu fatta entrare in una stanza d’albergo con l’inganno, in modo che Patrick e i suoi collaboratori potessero deprogrammarla dall’influenza degli Hare Krishna.
Linda raccontò più tardi che suo padre non usò la forza per attirarla nella stanza: “‘Mio padre non mi spinse, lui mi prese per le spalle e mi portò nella stanza. Non c’era niente, solo due letti‘” (Epstein, citato in Blatchford, 1975: 1). Subito dopo, vide i deprogrammatori che ben presto cominciarono a lavorare con lei.

Dopo tre notti, firmò una dichiarazione preparata, che diceva (in parte):

 

Mi è stato insegnato ad odiare la mia chiesa e che l’educazione era il Diavolo e doveva essere disprezzata. Infatti, la mia mente era così controllata dal leader del movimento Hare Krishna che se mi avesse ordinato di uccidere i miei genitori, io l’avrei fatto. Sotto la loro pressione sono diventata totalmente incapace di razionalizzare‘ (citato in Schachter, 1975 [capitalo in originale]).

 

La dichiarazione preparata continuava:

Ora mi sento come un membro utile della società. Se, in ogni caso, il movimento Hare Krishna o qualsiasi altra setta o culto psicologicamente o fisicamente mi rapisce di nuovo, con la presente chiedo un intervento immediato da parte delle autorità, affinchè vengano a salvarmi, perché, in tal caso, indipendentemente da ciò che mi può dire o fare, al momento, non agirò sotto il mio libero arbitrio ‘(citato in Blatchford, 1975: 2).

Copie di questa dichiarazione furono inviate al Federal Bureau of Investigation americano e al Procuratore Generale del Dipartimento a Ottawa (Blatchford, 1975:1). Alla conferenza stampa successiva, il padre di Epstein e due dei soci di Patrick “si scagliarono contro il movimento” (Schachter, 1975).

 

Alla fine di dicembre 1975, tuttavia, Linda Epstein rientrava tra i  Krishna, dopo aver giurato  un affidavit che riportava la frase “‘attraverso la mia volontà’” (citato in Harpur, 1976). In una conferenza stampa all’inizio del 1976, raccontò che “non era mai stata felice a casa e che aveva voluto più di ogni altra cosa dedicare la sua vita alla ricerca di Dio” (Epstein, citato in Harpur, 1976). Riflettendo sulla denuncia del gruppo che aveva firmato, ora lei affermava di averla fatta  ”‘sotto costrizione,’” e che “‘in nessun modo riflette i miei sentimenti veri’” (citato in Harpur Epstein, 1976).

In nessun modo il caso Epstein avrebbe dovuto essere preso come indicativo del fatto che tutte le dichiarazioni fatte dopo la deprogrammazione sono inaffidabili, ma certamente può dimostrare  come Epstein avrebbe potuto dire di aver dato la sua dichiarazione iniziale sotto coercizione. In ogni caso, intorno a quel periodo alcuni docenti universitari hanno iniziato a trattare tutte le dichiarazioni di ex membri come inaffidabili. E’ possibile notare questa posizione del mondo accademico di rifiuto a priori dei racconti di ex membri esaminando un articolo di James Lewis, seguito dal suo travisamento di esso.

L’articolo di James R. Lewis del 1989 su “Gli apostati e la legittimazione della repressione” è una rappresentazione di questo approccio. In uno studio su 154 ex membri di un certo numero di gruppi, ha testato i loro atteggiamenti verso i gruppi a cui era appartenuti. Lewis ha concluso:

Gli ex-membri che hanno sperimentato la deprogrammazione coercitiva tendevano ad esprimere atteggiamenti negativi stereotipati; i fuorusciti per loro stessa volontà, che non avevano legami con antisette, tendevano a sentirsi ambivalenti o positivi circa la loro esperienza di appartenenza e gli atteggiamenti degli intervistati che non erano stati rapiti, ma che avevano sperimentato una qualche forma di consulenza volontaria da parte del  movimento anti-sette,  tendevano a mentire e a mantenere una via di mezzo” (Lewis 1989: 390).

Lo studio non distingue le diverse esperienze tra i diversi gruppi, né evidenzia alcuni fattori  dei partecipanti quali  i livelli di coinvolgimento all’interno dei gruppi e le rispettive cariche gerarchie. Inoltre, non ha valutato i vari livelli di stress sperimentati nei diversi modi di allontanamento dai gruppi, né ha valutato le informazioni specifiche che le persone hanno ricevuto  durante la loro riconversione, indipendentemente da come l’hanno ottenuta. Tuttavia, Lewis è rimasto abbastanza convinto del carattere definitivo del suo studio che ha utilizzato per giustificare il supporto per bloccare la pubblicazione di un mio studio su I Bambini di Dio nel 1993.

Senza aver letto il mio articolo, aveva erroneamente assunto che avevo costruito il mio caso principalmente sui racconti degli  ex-membri (Lewis, 1993). Lewis ha scritto ad uno dei redattori della rivista che l’avrebbe pubblicato: “La ricerca sugli ex membri dei controversi gruppi religiosi (come evidenzia il mio ‘Apostati e la legittimazione della repressione,’ – analisi sociologica, inverno 1989), tuttavia ha dimostrato che questi sottocampioni sono limitati e non rappresentativi, e mettono in discussione l’oggettività dello studio intero dei gruppi“(Lewis, 1993).

Sorprendentemente, la sua propria sintesi dei risultati della ricerca aveva travisato il suo studio, dal momento che lo studio aveva concluso che solo la deprogrammazione e (in misura minore, una uscita con la consulenza) aveva influenzato il grado di negatività con cui la gente guardava indietro alla propria esperienza di appartenenza ai gruppi. Questo  intervento contro la pubblicazione del mio articolo suggerisce che nei primi anni 90 molti studiosi avevano concluso che le informazioni  riportate dagli ex membri, a prescindere da come queste persone avevano abbandonato il gruppo, erano da mettere in discussione. La fonte stessa delle informazioni, gli ex-membri, contaminava il contenuto.

Non sapremo mai se lo stimato sociologo della religione, Bryan Wilson (1926-2004) conosceva il caso Epstein o aveva letto l’articolo di Lewis quando scrisse il suo totale rifiuto nei confronti dell’uso dei racconti degli ex membri:

 

“Né il ricercatore sociologico obiettivo né il tribunale può facilmente considerare l’apostata come una fonte credibile o affidabile come prova. Egli deve sempre essere visto come uno la cui storia personale lo predispone a pregiudizi per quanto riguarda sia il suo impegno precedente e affiliazioni religiose, e deve far sorgere il sospetto che il suo comportamento dipenda da una motivazione personale di rivendicazione di se stesso o  per ritrovare la propria  autostima, mostrando se stesso prima come una vittima, e in seguito un crociato redento. Come vari casi hanno indicato, è probabile che sia suggestionabile e pronto per ingrandire o abbellire le sue lamentele, per soddisfare quella specie di giornalisti il cui interesse è più sensazionalistico che di  un racconto oggettivo della verità” (Wilson, 1994: 4 ).

Non sorprende che Scientology abbia pubblicato le dichiarazioni di Wilson e che le renda disponibili su Internet. Inoltre, Scientology continua ad utilizzarle per rispondere ad ogni critica degli ex membri.

Altri accademici oltre a Wilson hanno adottato una posizione simile, che conosco fin troppo bene. In un articolo pubblicato su una rivista dedicata allo studio delle nuove religioni chiamato Nova Religio e successivamente ristampato in un libro, il professore di studi religiosi canadese Irving Hexham e l’antropologa Karla Poewe mi ha etichettato tra gli accademici canadesi per la mia posizione presumibilmente critica verso “i culti”:

L’unica eccezione al tono generalmente neutro della maggior parte dei docenti universitari canadesi e al loro rifiuto della retorica anti-sette è Stephen Kent. Kent è stato schietto nella critica di molte nuove religioni, in particolare di Scientology, e lavora a stretto contatto con diversi gruppi anti-sette. Anche se le opinioni di Kent sono ampiamente conosciute, solo alcuni studiosi canadesi sono  d’accordo con le sue scoperte,  mentre la  maggior parte non lo sono in maniera forte a causa della sua tendenza ad usare la testimonianza di ex-membri” (Hexham e Poewe, 2004: 247).

Indubbiamente, gli altri all’interno della comunità accademica hanno condiviso questa critica, ma tale posizione non è universale. (vedi Ayella, 1993: 114).

 

3) Presunti ex membri deliranti:

L’analisi critica dei racconti degli ex membri, al contrario, non solo può aiutare la verifica dei documenti, ma può anche far scoprire ed evidenziare ricerche povere o fraudolente. Inoltre il problema della gente delirante che crede di aver fatto parte di un culto non si è verificato (per quanto possa ricordare) tra i movimenti antisette dell’America del Nord, ma in un sottogruppo controverso di tali movimenti, quelli anti-satanici.

Esistono alcuni casi documentati di persone che credono di essere stati abusati, di solito da bambini, in  gruppi satanici, quando in realtà sono da malattie mentali. Per esempio, ricordo vividamente due interviste relative ad abusi satanici che ho condotto con la polizia nei primi anni 90, i cui intervistati quasi certamente erano schizofrenici e  paranoici. Pochi anni prima di quelle interviste, i due autori avevano scritto libri sulle loro presunte esperienze, solo per rilevare in seguito di soffrire di problemi psicologici e / o psichiatrici.

Un libro fraudolento sul satanismo era il volume di Rebecca Brown (MD) del  1986, “He Came to Set the Captives Free”.  Esso racconta il referto di  una donna di una gerarchia satanica, come riportato da un medico (per esempio, Brown, nasce nel 1948 come Ruth Irene Bailey e ha cambiato nel 1986 il nome in Rebecca Brown) che presumibilmente la trattava. La donna, Elaine, era una paziente, Edna Elaine Mosè (nata Edna Elaine Knost), che Brown effettivamente trattatava. Il trattamento di Elaine, però, era talmente irresponsabile tanto che ha la Brown perse la sua licenza all’esercizio della professione, in quanto somministrava alte dosi di Demerol (di cui faceva ella stessa uso). Gli effetti collaterali di tale farmaco includono allucinazioni e comportamenti di tipo psicotico, e Brown si era convinta che i demoni satanici erano ovunque, e che era sua responsabilità combatterli. Il libro fantastico della Brown, dunque, è probabile che sia il risultato di usi di droghe, e allucinazioni paranoiche (Fisher, Blizard, e Goedelman, 1989).

Una seconda autrice fraudolenta è stata Lauren Stratford (nata nel 1941 come Laurel Wilson). Il suo libro del 1988, “Satana Metropolitana: la straordinaria storia di fuga di una donna”, era un racconto raccapricciante di abuso sessuale infantile, di pornografia adulta, sadomasochismo, il sacrificio di bambini, e il satanismo,  successivamente dimostrato essere stata la creazione di una mente molto travagliata (Passantino , Passantino, e Trott, 1999). Dopo che alcuni ricercatori scoprirono la frode, l’editore ha cessato la pubblicazione del libro, ma già 130.000 copie erano state vendute (Sidey, 1990: 34).

 

E’ istruttivo vedere come l’editore Harvest House abbia tratto in inganno, specie perché chi controlla le storie dei fuorusciti può fare degli errori.

Harvest House ha spiegato come aveva ritenuto affidabile la storia di Lauren. Aveva raccolto dati in tre momenti: (1) diversi membri dello staff avevano parlato con Laurel in tempi diversi e lei aveva raccontato sempre le stesse storie, tanto che tutti i membri dello staff erano stati colpiti dalla sua sincerità, (2) lo staff ha parlato con ‘esperti’ che hanno confermato che le cose raccontate da Lauren erano successe ad altri, e (3) infine lo staff aveva valutato referenze positive su Laurel da parte dei  suoi sostenitori (Passantino, Passantino, e Trott: 1990: 28).

 

I critici di questo lavoro hanno spiegato che è in grado di stabilire coerenza e plausibilità, ma non costituisce prova per accertare l’effettiva validità di eventi storici. (Passantino, Passantino, e Trott, 1990: 28). In breve, la coerenza per quanto riguarda la storia di un  coinvolgimento ad un culto e una personalità convincente non sono motivi sufficienti per giudicare se i racconti di ex membri sono veri e accurate.

 

Un insieme più complicato di esempi provengono da persone, soprattutto donne, che avevano recuperato i ricordi di coinvolgimento ad un culto satanico dopo aver subito la terapia. Un’ondata di opposizione è cresciuta tra la gente che ha sostenuto che i ricordi erano quelli cosiddetti “falsi”, impiantati da terapisti zelanti, ma scarsamente addestrati e che in realtà un tale coinvolgimento satanico non era avvenuto (ad esempio, Brainerd e Reyna, 2005). Nel 1990 furono iniziate una serie di azioni legali di ex clienti contro i terapisti, provocando il caos all’interno della comunità terapeutica (e causando grande preoccupazione tra coloro che hanno continuato a credere che i loro ricordi erano reali [vedi Pendergrast, 1995]). I dibattiti sui falsi ricordi suscitarono l’interesse di tutto il movimento anti-sette in Nord America, ma non divennero mai parte del suo lavoro principale. Le implicazioni di questo problema, tuttavia, sono state chiare: se i  terapeuti involontariamente potrebbero creare falsi ricordi di abusi rituali satanici, potrebbero farlo anche i deprogrammatori e gli exit-counselor, con l’impianto di ricordi negativi (o almeno interpretazioni) del proprio coinvolgimento nel culto precedente.

 

4) Gli artisti della truffa:

Le persone coinvolte nel dibattito dei falsi ricordi erano sinceri nelle loro accuse, anche se i ricordi non erano accurati. I truffatori, al contrario, affermano false storie in modo da accreditarsi denaro tra il loro pubblico. Questi ultimi condividono una caratteristica con gli ex membri deliranti: entrambi i gruppi menzionati sono costituiti da  ”apostati che non sono mai stati tali”, quelli che dicono di esserlo (vedi Johnson, 1998). L’esempio molto ben documentato di un artista della truffa seguendo questo schema è stato quello di Michael Warnke, autore di “Il Venditore Satana” (Warnke con Balsiger e Jones, 1972), che era un libro best seller cristiano. Raccontava di sesso-spinto su un membro di un gruppo satanico, lo stesso Warnke, dedito alla droga durante la fine del 1960, prima della sua conversione al cristianesimo. Egli fondò un capitale sul suo passato, attraverso il suo ministero cristiano e (tra le altre attività) attraverso consulenze occasionali per la polizia (anche in Australia) sulle attività sataniche. Nel 1992, però, una lunga inchiesta, pubblicata in una rivista cristiana, Cornerstone, furono evidenziate diverse frodi nel suo ministero, tra cui la menzogna del suo ex passato satanico come sacerdote (Trott e Hertenstein, 1992; vedere Maxwell 1992). In termini semplici, Warnke era un artista della truffa.

Si noti che questi artisti della truffa mirano alle comunità cristiane, forse perché sapevano che i cristiani avrebbe donato soldi per combattere ciò che credevano di essere Satana.

In un altro caso, una ragazza aveva dichiarato di avere sedici anni e di essere fuggita dalla Chiesa dell’Unificazione e aveva vissuto con i cristiani per un mese, fino a quando questi hanno scoperto che lei aveva trent’anni e non era mai stata una seguace del reverendo Moon. Successivamente, è comparso su The Oprah Winfrey Show come una persona che soffriva del disturbo di personalità multipla e che tentava di convincere i cristiani che era un sopravvissuto di un abuso satanico (Passantino, Passantino, e Trott, 1999: 90 n. 68).

Il punto nevralgico di queste storie di artisti della truffa potrebbe essere che le persone di fede e buona volontà sono particolarmente sensibili ai truffatori, che affermano di aver fatto parte di gruppi sinistri cui molte persone si oppongono (per esempio, satanismo,
la chiesa Moonies / Unificazione, ecc.).

 

5) Le spie:

Di gran lunga il problema più grave che coinvolge i presunti ex membri è quello delle spie, che hanno molto in comune con gli artisti della truffa. I truffatori ingannano a proprio vantaggio, mentre le spie  ingannano per  agevolare un’organizzazione avversaria. Le spie sono ancora membri di un gruppo controverso, il cui gruppo li dirige a infiltrarsi in una organizzazione anti-cult o tra i critici dei culti (spesso essi stessi ex membri). Moltissimi critici di culti del Nord America come Kurt e Henrietta Crampton, Nan Mclean, Priscilla Coates, ecc hanno avuto a che fare con  spie che li hanno visitati raccontando loro storie false sulle loro defezioni e per chiedere il recupero dall’esperienza cultuale.

Naturalmente lo scopo evidente era quello di ottenere informazioni sugli avversari, cosa stessero  progettando, chi facesse parte delle loro reti, ecc Altri motivi sono stati più sinistri -per esempio hanno rubato documenti o ottenuto che il critico si impegnasse in qualche modo in attività illegali (ad esempio, l’intrappolamento). Due associazioni californiante anticult ormai chiuse, the Freedom counseling Center e il Spiritual Counterfeits Project ebbero a che fare con un marito e moglie di Scientology (Andrea e Ford Scwartz) che vi si erano infiltrati. Dopo che questa coppia ebbe disertato Scientology ha raccontato dei preparativi cui erano stati sottoposti prima della loro assegnazione al compito di infiltrati.

“Per prepararsi come un agente di controspionaggio per Scientology, Ford aveva ricevuto 400 ore di auditing e il compito di leggere informazioni su altre agenzie di spionaggio, come la CIA e il KGB. Aveva collaborato con enti nazionali e internazionali, ma aveva preso la maggior parte dei suoi ordini presso il Guardians Office a San Francisco. Ha incontrato il suo ‘operative’ almeno una volta alla settimana, nei bar,  nei ristoranti o in parcheggi per auto. Tutte le chiamate ai suoi ‘operativi’ sono state effettuate da telefoni pubblici.

Andrea è diventata anche un agente infiltrato in un culto di consapevolezza di Berkeley, gruppo chiamato Progetto Spirituale. ‘I nostri amici e parenti tutti credevano fossimo fuori di Scientology,’ dice. ‘Abbiamo cominciato a vivere la nostra copertura reale come abbiamo potuto, abbiamo dovuto ricordare che qualsiasi contatto con noi avrebbe potuto essere la copertura del nostro controllo’ (Wheeler, 1982).

Hanno mantenuto la loro identità da infiltrati nelle due organizzazioni per oltre un anno e sono riusciti a fornire utili informazioni a Scientology.

Il gruppo antisette più grande d’America, il Cult Awareness Network (CAN), ha avuto grossi problemi. Qualcuno ha lavorato al suo interno durante il periodo immediatamente precedente l’acquisizione da parte di Scientology del suo materiale, quando i funzionari del gruppo stavano elaborando delle strategie su come mantenere lontana Scientology dai propri file (senza successo) Presumibilmente l’impianto informativo è stato tenuto in piedi dai rappresentanti di Scientology, tanto che alla fine Scientology è riuscita ad ottenerlo attraverso il fallimento della CAN. Prima  del progetto di  Scientology, Garry Scharff si era infiltrato nel Cult Awareness Network per nove anni in un modo intelligente, affermando di essere stato un membro del Tempio del Popolo di Jim Jones  in modo che nessuno avrebbe potuto smentirlo, visto il suicidio di massa in Guyana (Scarff, 1992, p. 1). A quanto pare, egli ha lavorato a stretto contatto con uno studio legale di Scientology che stava già trovando il modo per distruggere il Cult Awareness Network (vedi Scarff, 1991: 3, 6), ma alla fine ha disertato da Scientology stessa e ha cominciato ad offrire informazioni per la Cult Awareness Network. Le informazioni che Scarff offriva alla Cult Awareness incluso accuse inquietanti riguardavano quella che gli avvocati di Scientology stessero tramando l’assassinio del direttore del Cult Awareness Network, Cynthia Kisser (vedi Scarff, [sd]). Soprattutto a causa di anni di inganno di Scarff la sua credibilità era ormai minata tanto che nessuno poteva o ha reagito alle accuse che aveva fatto.

Le spie  hanno  lavorato in modo efficace contro alcuni gruppi anti-sette in Nord America, e immagino che alcuni gruppi hanno tentato di usufruirne anche in Europa. Il controllo dei nuovi, anche se entusiasti, volontari nella fase iniziale è molto saggio, in quanto la scoperta di essere stati ingannati lascia tutti in un’organizzazione con un senso di violazione e di vulnerabilità. Se un gruppo scopre di avere in seno una spia, però,  sarebbe utile che gli togliesse i privilegi e la possibilità di accesso. Questo è utile  perché a volte le spie si rivoltano contro i loro gestori, e vedendo i loro precedenti obiettivi reagire con decenza dopo aver scoperto di loro potrebbe avere un certo impatto positivo.

 

6) Ex-Utenti con ‘Storie:’

I truffatori diventano portavoci di storie costruite su dichiarazioni fraudolente, ma non sono pochi gli ex membri che diventano portavoce contro i loro ex-gruppi in base alle rivendicazioni del tutto legittime. A volte questi erano gli ex membri di alto profilo, che compaiono sui media per dissipare informazioni negative sul gruppo e difendere la sua immagine. In altri casi, i membri disertori erano stati attivi nei loro rispettivi gruppi per un certo numero di anni. Queste persone sanno molto, ma come membri del gruppo avranno fatto cose che il gruppo può lanciare verso di loro come accuse. Le dichiarazioni pubbliche, ad esempio, possono ritorcersi contro questi fuorusciti. Essi possono essere coinvolti in testimonianze presso i tribunali che potrebbero coinvolgere le loro famiglie e le loro relazioni con altri membri del gruppo, facendo venir fuori di tutto, come strategia di difesa degli stessi gruppi di appartenenza.

I gruppi Antisette hanno l’obbligo di aiutare un membro fuoruscito o in crisi col gruppo a pesare tutti i pro e i contro associati al suo raccontare la sua storia pubblicamente. Un ruolo importante per le organizzazioni anti-sette  è l’assistenza agli ex-membri per aiutarli ad  integrarsi nella società tradizionale, e talvolta questa integrazione si realizza meglio con calma e fuori dai pubblici riflettori. Inoltre, in pochi anni queste persone possono essere in diverse condizioni sociali, legali e / o emozionali che consentono una presa di posizione più pubblica. A nessuno piace essere usato, è questo un pericolo che esiste tra i  gruppi anti-sette che,  possono utilizzare alcuni ex membri per aumentare le critiche di vari gruppi, ma a fare le spese sono gli ex membri.

 

7) Il Professionista Ex membro anti-sette:

Ciò che io chiamo professionista ex membro antisette è la persona che uscendo da un gruppo tenta di guadagnarsi da vivere combattendo altri gruppi simili. In passato queste persone sono diventate testimoni esperti, autori, deprogrammatori, consiglieri d’uscita, funzionari di organizzazioni anti-setta, ecc.  Questa strada, tuttavia, è dura. Molto poco denaro circola tra i  movimenti anticult e, infine, le poche informazioni (basata sulla propria esperienza in un gruppo) diventano datate per nuovi casi giudiziari. Di conseguenza, solo pochissime persone che siano uscite da culti sono state in grado di guadagnarsi da vivere e di combatterli. Uno dei pochi esempi di chi ha saputo fare è Michael Kropveld di Montreal in Canada con  Info-Setta / InfoCulte, e Ian Haworth del Centro di Culto del Regno Unito informazione. Altri hanno fallito. Per un certo numero di
anni, ad esempio, il giovane Stacey Brooks ha lavorato come consulente e poi come membro dello staff organizzativo in un gruppo anti-Scientology della Florida. A quanto pare, le pressioni per mantenere la vitalità della organizzazione per la quale ha lavorato l’ha portato a commettere uno spergiuro, distruggendo in tal modo la sua credibilità (vedi Brooks, 2002).

 

8) gli ex membri che diventano professionisti:

Gli ex membri più efficaci sono quelle persone che acquisiscono lauree specialistiche in molti campi (salute mentale, scienze sociali, diritto, medicina, ecc) e che poi parlano delle loro esperienze precedenti nei culti  e / o aiutano altre persone che hanno difficoltà con questi gruppi. Dopo aver seguito una formazione professionale tali persone non possono essere così facilmente liquidati come di parte o ex membri non-credibili. Essi scrivono e parlano con un’autorità che viene anche da un’esperienza in prima persona. Oggi esiste un crescente numero di persone con dottorato di ricerca e di formazione professionale in sociologia, psicologia, salute mentale, diritto, ecc.  Alcuni dei lavori che essi producono sulle sette è eccezionalmente buono, perché possono vedere facilmente le lacune o gli errori che esistono nella letteratura corrente . Hanno esperienze di culto e conoscono il linguaggio accademico e professionale e il  decoro da utilizzare quando si esprimono su quelle esperienze. Ahimè, l’istruzione superiore non è una necessaria garanzia che il titolare di una laurea scriverà in modo critico ed anche oggettivo (James R. Lewis, per esempio, era un membro del 3HO, ma ha una reputazione di minimizzare gli abusi in vari gruppi [Lewis 2010]). Comunque il numero di ex-membri diventati professionisti sta crescendo rapidamente.

 

 

Conclusione:

Il rifiuto totale delle  ’testimonianze’ di ex membri non appartiene alla  scienza sociale, e le future generazioni di studiosi  guarderanno indietro a questo rifiuto con incredulità. La cosa che dovrebbe importare nelle scienze sociali è che i ricercatori ottengano informazioni accurate in modo  deontologicamente corretto.  Indipendentemente da chi le fornisce, gli scienziati sociali semplicemente devono  tentare di verificare il contenuto e confrontarlo con le informazioni che gli altri forniscono o che i ricercatori hanno ottenuto in altri modi, un processo chiamato triangolazione. Quanto più fonti indipendenti indicano gli stessi fatti, maggiore è la probabilità che i  fatti siano precisi. Rifiutando i racconti degli ex membri, quindi, senza verificarli è più di una semplice cattiva ricerca sociale, in realtà è l’ideologia. Si tratta di un rifiuto a mettere in discussione i propri assunti di base che privilegiano i gruppi, il controverso culto-sé. In questo modo si privilegiano questi gruppi escludendo categoricamente dalla ricerca la ricchezza di informazioni che le persone hanno che hanno visto dall’interno.

Scientology, quindi, ha pubblicato le  dichiarazione di Bryan Wilson, nel tentativo di screditare i racconti di ex membri  a proposito della vita all’interno di quel gruppo. E ‘sorprendente che vi siano così tanti  scienziati sociali che procedono acriticamente con tale  processo di esclusione.

Il mio obiettivo principale nella seguente relazione è stato quello di ricordare agli europei di vigilare in materia di acquisizione di informazioni  importanti. Indubbiamente gli ex membri di gruppi controversi vorranno aiutarvi in vari modi, e portano con sé una ricchezza di informazioni e materiale che è difficile da ottenere altrove. A causa delle  loro possibilità, tuttavia, i gruppi stessi possono sfruttare il  ruolo importante della creazione di anelli di spionaggio o di spie che sfruttano l’apostata. Inoltre, alcune persone possono lasciare i gruppi controversi solo per tornare indietro qualche tempo dopo, ed è almeno possibile che alcune persone potrebbero inventare storie di ex appartenenza al culto per ricevere materiale e attenzione emotiva. Per il loro bene a volte  gli ex membri dovrebbero concentrarsi sulla costruzione o ricostruzione della loro vita e non sottoporsi a contrattacchi da parte di persone (tra cui la famiglia), una volta riconsiderati amici.

Detto questo, gli ex membri continuano ad arricchire la nostra comprensione di molti gruppi controversi, e noi siamo saggi ad accoglierli in mezzo a noi e crescere in base alle informazioni che essi conferiscono.

 

BIBLIOGRAPHY

 

Ayella, Marybeth. 1993. “’They Must Be Crazy.’ Some of the difficulties in Researching Cults.”

 

American Behavioral Scientist 33: 562-577; Reprinted in Researching Sensitive Topics, Edited by Claire M. Renzetti and Raymond M. Lee. London: Sage, 1993: 108-124.

 

Brainerd, C. J.; and V. F. Reyna. 2005. The Science of False Memory. Oxford: oxford University Press.

 

Blatchford, Christie. 1975. “How Father Took Linda From Sect.” Globe and Mail (March 7): 1, 2.

 

Brooks, Stacy. 2002. “Affidavit Recanting Testimony of Stacy Brooks.” Church of Scientology, Flag Service Organization, Inc., vs. Dell Liebreich, Individually and as Personal Representative

of the Estate of Lisa McPherson, Robert Minton, and the Lisa McPherson Trust. Circuit Court of the Sixth Judicial Circuit in and for Pinellas County, Florida. Case No. 00-0027570-CI-20; Available on-line.

 

Fisher, G. Richard; Paul R. Blizard; and M. Kurt Goedelman. 1989. “Drugs, Demons, & Delusions: The ‘Amazing’ Saga of Rebecca and Elaine.” Quarterly Journal, Personal Freedom Outreach (October-December); Available On-line.

 

Hexham, Irving; and Karla Poewe. 2004. “New Religions and the Anticult Movement in Canada.” In New Religious Movements in the 21st Century. Edited by Phillip Charles Lucas and Thomas Robbins. London; Routledge: 241-250.

 

Harpur, Tom. 1976. “Forcibly ‘Rescued’ woman, 20, Rejoins Hare Krishna Sect.’ Toronto Star (January 6): B1.

 

Johnson, Daniel Carson. 1998. “Apostates Who Never Were: The social Construction of Absque Facto Apostate Narratives.”

 

In The Politics of Religious Apostasy: The Role of Apostates in the Transformation of Religious Movements. Edited by David Bromley. London: Praeger: 115-138.

 

Kent, Stephen A. 2001. From Slogans to Mantras: Social Protest and Religious Conversion in the Late Vietnam War Era. Syracuse: Syracuse University Press.

 

Kent, Stephen; and Joe Szimhart. 2002. “Exit Counseling and the Decline of Deprogramming.” Cultic Studies Review 1 No.3 (2002): 241-291.

 

Lewis, James R. 1993. “Letter to Monty L. Lynn.” (March 4): 1p.

——. 2010. “Autobiography of a Schism.” Marburg Journal of Religion 15; Available On-line.

 

Lofland, John; and L. Norman Skovovd. 1981. “Conversion Motifs.” Journal for the Scientific Study of Religion 20 No.4: 373-385.

 

Maxwell, Joe. 1992. “Religious Write.” Chicago Tribune (December 28): Section 2: 1, 7.

 

Patrick, Ted; with Tom Dulack. 1976. Let Our Children Go! New York: Ballantine Books.

 

Passantino, Gretchen; Bob Passantino; and Jon Trott. 1990. “Satan’s Sideshow.” Cornerstone 18 Issue 90: 24-28; Also Available On-line.

 

Scarff, Garry L. 1991. [“Letter] to Pastors.” (January 6): 9pp.

——. 1992. “Declaration of Garry Lynn Scarff.” County and State of Oklahoma. (July 27): 36pp.

——. [Undated]. “Criminal Activities Directed by or Discussed in the Presence of Attorneys From the Law Offices of Bowles & Moxon. [No Date or Location]: 235pp.

 

Pendergrast, Mark. 1995. Victims of Memory: Incest Accusations and Shattered Lives. Hinesburg, Vermont: Upper Access, Inc.

 

Schachter, Harvey. 1975. “Parents ‘Rescue’ Girl From Sect.” Toronto Star (March 7).

 

Sidey, Ken. 1990. “Publisher Withdraws Satanism Story.” Christianity Today (February 19): 34-35.

Stratford, Lauren. 1988. Satan’s Underground: The Extraordinary Story of One Woman’s Escape. Eugene, Oregon: Harvest House.

 

Trott, Jon; and Mike Hertenstein. 1992. “Selling Satan: The Tragic History of Mike Warnke.” Cornerstone 21 Issue 98; Available On-line.

 

Warnke, Mike; with Dave Balsiger and Les Jones. 1972. The Satan Seller. South Plainfield, New Jersey: Bridge Publishing.

 

Wheeler, Dennis. 1982. “Secret Agents for a Church.” News-Herald [Santa Rosa, California], (July 14-20).

 

Wilson, Bryan Ronald. 1994. “Apostates and New Religious Movements.” Los Angeles: Freedom Publication: 6pp; Available on-line.

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Nota: non essendo una traduttrice professionista, mi scuso per eventuali errori commessi nel portare questa relazione dall’inglese all’italiano.

 

———————————

Su Stephen A. Kent da http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_A._Kent

Stephen A. Kent

Kent in 2000
Residence Canada
Fields Sociology of religion, New religious movements
Institutions Professor of Sociology, University of Alberta
Alma mater University of Maryland, College Park, B.A. (1973)
American University, M.A. (1978)
McMaster University, Ph.D. (1984)
Known for From Slogans to Mantras
Notable awards Graduate Student Supervisor Award (2009)
Bill Meloff Memorial Teaching Award (2010)

 

 

 

02 febbraio 2011 —   pagina 43 – 44- 45   sezione: R2L’ inchiesta

ROMA «Devo modificare il tuo karma». Sul letto ondeggiava una nebbia prodotta dal fumo di candele e incensi. Il “Settimo Saggio” aveva convinto Lisa e Benedetta che con i rapporti sessuali precoci sarebbero state liberate dal “cattivo destino”. «Mi toccava il seno, io rimanevo paralizzata non capendo cosa stava accadendo – ricorda Lisa che aveva 12 anni all’ epoca dei fatti – . Mi diceva di stare tranquilla perché era il mio padrone e mi avrebbe fatto sentire meglio». Nella nebbia purificatrice si celava una minaccia, un molto presunto rito purificatorio inflitto a bambine appena sviluppate, cresciute tra violenze e minacce di “Zio Danilo”. Erano cosa sua, del resto. Nate e cresciute nella comunità romana fondata negli anni Ottanta, schiave insieme alle madri diventate adepte del guru e delle sue profezie cosmiche. Il processo a Danilo Speranza, capo della setta “Re Maya”, inizierà a Tivoli tra pochi giorni. Lisae Benedetta hanno trovato la forza di ribellarsi, sono state accolte nel centro antiviolenza Solidea. Il santone è accusato di violenza sessuale con l’ aggravante di aver compiuto gli abusi grazie a un’ autorità paterna riconosciuta dentro alla “famiglia”. Non esistono statistiche attendibili sui bambini fantasma, vittime delle ossessionie delle paure dei loro genitori. In Francia, dov’ è stata istituita una missione ministeriale per combattere il fenomeno, ci sarebbero 60 mila minori coinvolti. (segue dalla copertina) «Vittime dimenticate, ignorate, perfino negate» secondo l’ Unadfi, Union nationale des associations de défense des familles et de l’ individu victimes de sectes. Telefono Azzurro ha segnalato alle autorità centinaia di casi. «Sono bambini che rimangono imprigionati e assoggettati al progetto dei genitori e a quello della setta – racconta il presidente Ernesto Caffo – incapaci di liberarsi e uscirne da soli». Figli di un Dio impostore. Come la scrittrice Amoreena Winkler, nata trentadue anni fa nella setta apocalittica chiamata proprio Bambini di Dio, operativa anche in Italia sotto l’ altro nome, The Family. Il suo “papà”, considerato tale perché guidava la setta, le ha fatto scoprire il sesso quando aveva quattro anni. «Sono nata in un mondo parallelo, dove la nostra realtà non doveva trapelare all’ esterno» ricorda Winkler nel suo libro appena pubblicato. Nell’ ingranaggio. Se ci cadi dentro vieni proiettato in un microcosmo malato che finge di spacciare serenità. A rimanere impigliati non sono soltanto i creduloni o i soggetti deboli. Al numero verde anti-sette della comunità Papa Giovanni XXIII arrivano in maggioranza telefonate di professionisti, giovani laureati, soprattutto donne. Un milione di italiani partecipano a circa 600 associazioni. Alcune innocue, altre molto meno. «L’ attenzione delle autorità è rivolta soprattutto agli adolescenti cooptati da gruppi satanici, protagonisti di casi di cronaca eclatanti» dice Caffo. «Purtroppo si parla poco dei bambini, anche molto piccoli, che finiscono in altre sette meno conosciute». Il plagio dei minorenni è rapido ed efficace, come scrivere su un foglio bianco. Per prima cosa, vengono allontanati dai coetanei e parenti esterni al gruppo. «L’ obiettivo è spezzare i legami famigliari biologici, perché sono quelli più profondi» racconta Maurizio Alessandrini del Favis, associazione di famigliari delle vittime. «Oggi la giusta definizione di setta – aggiunge-è quella di un gruppo che separa e taglia una persona dal suo nucleo famigliare e sociale. Da un punto di vista criminale è difficile da perseguire. Da noi non esiste una legge sulla manipolazione mentale come quella che esiste altrove in Europa». Per impedire scambi con la “vita di fuori” i bimbi vengono indottrinati tramite lezioni private. Alcune sette impongono ai piccoli il cambiamento del nome, dello stato civile, l’ inserimento in una nuova genealogia. Ci sono casi di genitori talmente irretiti che “regalano” i propri figli al guru di riferimento. Quelli che vengono concepiti all’ interno delle sette spesso non esistono neppure per lo Stato, perché la nascita non viene dichiarata all’ anagrafe. «Il concetto di famiglia è completamente distorto. Il legame tra genitori e figli può essere rinnegato, come quello con i fratelli, dai quali possono essere separati anche fisicamente» racconta il presidente di Telefono Azzurro. «L’ autorità genitoriale e l’ educazione – precisa – vengono attribuite al leader della setta». Alcuni gruppi esortano alla procreazione per incrementare il numero di adepti. Altri non incoraggiano le nascite, altri ancora “selezionano” i membri della setta che devono procreare, indipendentemente dai vincoli coniugali, al fine di generare bambini “speciali”. «Anche se considerati “l’ avvenire” o “gli eletti” della setta, non vengono quasi mai protetti dagli abusi» conclude Caffo. I bambini non scelgono. Il proselitismo tra i minorenni avviene quasi sempre attraverso i genitori. Negli ultimi anni, le scuole sono diventate un nuovo luogo di reclutamento privilegiato per le psico-sette. «Sono gruppi motivazionali che promettono ai più giovani di avere risultati sorprendenti nello studio, nello sport o con gli amici» spiega il presidente del Favis. L’ età del primo contatto si abbassa sempre di più. Il leader del “Metodo Arkeon” ha trovato adepti tenendo i suoi seminari negli istituti superiori. È sotto processo a Bari per maltrattamenti su minori, oltre che per associazionea delinqueree truffa. «I minori non si sono avvicinati spontaneamente ma sono stati introdotti dai loro genitori» racconta Lorita Tinelli del Cesap, tra i più attivi centri di assistenza psicologica e legale per le vittime di plagio. Negli incontri a pagamento di Arkeon, i bambini diventavano testimoni di confessioni su casi di pedofilia e altre perversioni sessuali. «Erano costretti a vivere momenti emotivamente molto forti, una forma di violenza psicologica» spiega Tinelli che ha seguito diversi casi di vittime minorenni. «I bambini che ho incontrato avevano un atteggiamento mite, poco litigioso, ma nel contempo poco affettuoso e privo di curiosità, di iniziativa e di spontaneità». Come il piccolo Sam, 9 anni, un’ infanzia scandita dai riti e dalle preghiere dei genitori adepti. «Nei suoi disegni- ricorda la psicologa- c’ era sempre una figura umana imprigionata tra cielo e terra». Molti bambini si salvano grazie a nonni o altri parenti che riescono ad allertare le autorità. «Per fortuna, negli ultimi tempi c’ è una maggiore attenzione dei giudici. Ma uscire da una setta è comunque uno shock per un bambino- conclude Tinelli- significa sentirsi doppiamente orfani». Come rinascere un’ altra volta, alla luce del sole. – ANAIS GINORI

Creative Commons License I figli delle sette – Ostaggi di un falso dio is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.