L’intervista che non è piaciuta a qualcuno

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri” – George Orwell

“C’è chi recupera la propria reputazione, deturpando quella degli altri” (Cit.)

“NEMICO – ORDINE SP. Fair game. Può essere privato della proprietà o danneggiato con ogni mezzo da qualsiasi scientologist senza che lo scientologist venga disciplinato. Può essere imbrogliato, querelato, gli si può mentire, può essere distrutto” – HCO PL 18 Ott 67 Issue IV, Penalties for Lower Conditions

“«È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori.” Art. 1 del codice deontologico del giornalista

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Ringrazio gli amici dell’AIVS per aver postato la mia intervista sul loro canale youtube. Di fronte alla censura con minacce di ricorrere a carte bollate, bisogna far fronte comune. La libertà di espressione è garantita ancora nella nostra nazione e mi piace ricordare in questa occasione l’Art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

E’ ovvio che libertà di espressione è diversa dalla libertà di attaccare personalmente qualcuno, di diffamarlo, di screditarne la sua credibilità andando a cercare col lanternino il posto delle virgole nei suoi scritti o una parola mal detta nei suoi discorsi.

Giungere a questi livelli da III anno della scuola dell’infanzia (con tutto il rispetto delle intelligenze di quei bambini) è davvero indicativo del valore morale delle persone che adottano certi metodi inutilmente censori e intimidatori, nonchè delle loro reali intenzioni. Ma tant’è.

Sono davvero pronta a discutere di questo e di altri argomenti similari, che ormai mi coinvolgono dal 2006, in tutte le sedi necessarie. Credo che i tempi siano sufficientemente maturi per scoperchiare le tante dinamiche agite nel “favore dell’ombra delle tenebre”.

Per il momento grazie a tutti coloro che mi sostengono.

Nuova intervista sulle sette e sui sostenitori delle stesse

Art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere

Torino. Evento su sette religiose in università, vittime non invitate: “Contro chi ha sofferto”. Organizzatori: “Bastava iscriversi”

Torino. Evento su sette religiose in università, vittime non invitate: “Contro chi ha sofferto”. Organizzatori: “Bastava iscriversi”

 

 

Alla tre giorni organizzata Centro studi sulle nuove religioni (Cesnur) si è parlato, tra gli altri, dei casi del Forteto, del Mugello e di Damanhur, oltre che del libro “Nella setta”. Ma né gli autori né le vittime sono stati invitati

 

| 7 Settembre 2019

Un simposio di tre giorni all’università di Torino sulle nuove “spiritualità e religioni del terzo millennio” non va giù alle associazioni italiane anti-sette. Nel convegno, organizzato dal Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni) e che si conclude oggi, si è parlato infatti anche di realtà controverse come il Forteto, la comunità per minori disagiati del Mugello finita al centro di processi per i maltrattamenti e gli abusi sessuali che hanno coinvolto il suo “profeta” Rodolfo Fiesoli, e i suoi collaboratori. E non è mancata una visita guidata alla chiacchierata città-stato di Damanhur, alle porte di Torino, che vive nel culto del dio Horus e dove tutti gli abitanti si sono ribattezzati con nomignoli d’animale.

Un evento specifico ha riguardato il libro Nella setta (edito da Fandango e finalista al premio Piersanti Mattarella), scritto da Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni, che ha generato la proposta di due disegni di legge per contrastare il proliferare delle organizzazioni settarie. Si calcola che siano più di 500 in Italia, e circa 4 milioni i connazionali risucchiati, direttamente o indirettamente, in questi microcosmi. Solo che i due autori non sono stati invitati. “Troviamo fuori luogo che un’istituzione democratica e di formazione come l’università ospiti un evento senza contraddittorio. Ma il problema non è tanto nei nostri confronti – denunciano al Ilfattoquotidiano.it la Piccinni e Gazzanni – Nel corposo programma si è discusso pure di alcune organizzazioni borderline o già coinvolte in pesanti inchieste giudiziarie, senza sentire minimamente il bisogno di ascoltare la voce delle vittime, di chi ne è uscito devastato. Abbiamo saputo di quest’evento dalle decine e decine di telefonate e mail di fuoriuscite da diverse organizzazioni. Alcuni irritati, altri in lacrime”.

Proteste anche da parte dell’Aivs, l’Associazione italiana vittime delle sette: “Il Cesnur è una delle tipiche ‘cortine di fumo’ che hanno come fine quello di convincere l’opinione pubblica che certi fenomeni debbano considerarsi inesistenti o marginali. Ma nulla potrebbe essere più falso. Darsi come tema il ‘riesame’ del libro Nella setta senza invitarne gli autori, o discutere di associazioni anti-sette in loro contumacia, ha minato le basi stesse di questo convegno – ci dicono Francesco Brunori e Toni Occhiello, rispettivamente il portavoce e il presidente nazionale – E troviamo almeno singolare che l’università torinese si sia prestata, senza tenere conto dei fatti legati a condanne passate in giudicato”.

Sulla medesima lunghezza d’onda la psicologa Lorita Tinelli, fondatrice del Cesap (Centro studi abusi psicologici): “Ho ascoltato centinaia e centinaia di transfughi da gruppi abusanti. Voci che urlano dolore e restano il più delle volte inascoltate dalle istituzioni. Ritengo che seminari come quello di Torino non solo non rendono un servizio utile alla conoscenza scientifica del fenomeno, ma rinnegano la dignità di chi ha sofferto”. Come Sergio Pietracito, presidente dell’associazione delle vittime del Forteto: “È stata una setta distruttiva a tutti gli effetti. Le sentenze parlano chiaro”. Franca Roncarolo, direttrice del dipartimento di culture, politica e società dell’ateneo sabaudo, getta acqua sul fuoco: “È stato un convegno tipicamente accademico. Una riflessione non rivolta a un pubblico generico, ma destinata ad affrontare analiticamente, tra studiosi, i temi delle diverse forme di spiritualità e religioni”.

 

Questa la risposta al Fatto.it del professor Massimo Introvigne, fondatore e direttore del Cesnur: “Come in tutti i meeting accademici, è pubblicata mesi prima una call for papers, con un termine per rispondere. Chi desidera presentare comunicazioni o sessioni sottopone una domanda che è esaminata e accettata o respinta da un comitato scientifico. Nessuno è ‘invitato’. Non escludiamo esponenti ‘anti-sette’ e naturalmente nessuno sulla base della sua appartenenza a religioni o movimenti religiosi”.

Quanto all’inchiesta Nella setta, “se gli autori del libro avessero presentato una domanda con le formalità prescritte, sarebbe stata esaminata con gli stessi criteri delle altre”. A Introvigne chiediamo un bilancio a caldo su questa tre-giorni incentrata su temi, in certi casi, ambigui se non oscuri. “Direi che è che andata molto bene. La professoressa Martucci ha parlato del Forteto con toni durissimi, dipingendola come una ‘comunità abusante criminale’. Io non la conoscevo, ma posso testimoniare che i timori di una difesa d’ufficio della comunità creata da Fiesoli erano totalmente infondati – racconta ancora il patron del Cesnur – È vero che in quella sessione (una delle meno affollate) la dottoressa Di Marzio ha criticato il libro Nella setta ma, oltre alla Martucci, ha parlato il professor Germano Rossi dell’Università di Milano Bicocca, la cui posizione sulle ‘sette’ (termine che io non uso, ma lui sì) è molto critica”.

Introvigne dà appuntamento al 2020: “Confido che i critici possano partecipare, iscrivendosi per tempo, al nostro prossimo convegno che si terrà all’Università Laval di Québec City. So già che vi parteciperanno esponenti di InfoSecte, la più importante associazione canadese di vittime delle sette”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/07/torino-evento-su-sette-religiose-in-universita-vittime-non-invitate-contro-chi-ha-sofferto-organizzatori-bastava-iscriversi/5436614/

Pubblicazione di uno studio scientifico sull’Anatomia dell’influenza indebita

di Steven Hassan

Questo è il mio primo articolo di rivista accademica peer-reviewed. La sua genesi è iniziata quando ho tenuto un discorso intitolato “L’anatomia dell’influenza indebita usata dai culti e dai trafficanti di terroristi per indurre impotenza e traumi, creando così false identità” al prestigioso Congresso del 2017 dell’Accademia Internazionale di Giurisprudenza e Salute Mentale di Praga. Ne ho parlato qui. Questo luglio, sarò presente al prossimo Congresso a Roma, in Italia. Presenterò un documento su un modello su come effettuare una valutazione forense per un’indebita influenza utilizzando il Modello di influenza sociale di Scheflin. Ho intenzione di scrivere un altro articolo di giornale su questo modello di importanza critica.

L’anno scorso, 1036 persone hanno partecipato a uno studio di ricerca online anonimo che ho fatto per la Fielding Graduate University con l’assistenza del mio professore Keith Melville e del mio mentore accademico Judy Stevens-Long insieme all’associazione Dare per effettuare ricerche quantitative su questioni inerenti ai culti distruttivi. Desidero ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti, specialmente quelli che hanno avuto il tempo di compilare il sondaggio. È stato utile sviluppare uno strumento per misurare aspetti di influenza indebita. Insieme al mio collega di ricerca, Mansi Shah, e con Michael Commons come mio collaboratore esterno ed editore, il seguente articolo è stato pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale. Elsevier è uno dei principali editori accademici del mondo, specializzato in informazioni scientifiche, tecniche e mediche. Ci è voluto più di un anno per passare attraverso il rigoroso processo di peer review. Sono felice di condividere questo articolo che è stato caricato su researchgate.net ed è disponibile per il download gratuito tramite ScienceDirect.

 

Articolo Peer-Reviewed

Hassan, S., Shah, M.J. L’anatomia dell’influenza indebita usata dai culti terroristici e dai trafficanti per indurre impotenza e traumi, creando così false identità. Etica, medicina e salute pubblica (2019) 8, 97-107 Elsevier Masson SAS. https://doi.org/10.1016/j.jemep.2019.03.002

Questa è la prima volta che Lifton, Singer, my BITE e Influence Continuum Models, così come Scheflin’s Social Influence Model (SIM), sono messi insieme in una rivista accademica. Lo studio ha mostrato una forte correlazione che la singola variabile travolgente, quella del controllo, descrive un gruppo o una relazione distruttiva. La ricerca ha utilizzato il modello BITE per aiutare a iniziare a identificare scientificamente le componenti più forti del controllo del comportamento, informazione, pensiero ed emozioni. Il risultato preliminare interessante è che il singolo componente più centrale è la paura della pena: reale – molestie, sfiducia, perdita di famiglia, lavoro, comunità; o creduta come nelle fobie di essere posseduto dai demoni, disobbedendo a Dio o al leader o all’ideologia, si va all’inferno, o il mondo finisce. Questo è solo l’inizio dei miei sforzi di ricerca accademica e svolgerò la mia tesi di dottorato su questo argomento. Spero che seguirà un libro per il pubblico.

Uno dei miei obiettivi principali è quello di espandere l’attuale definizione ristretta di influenza indebita, che è stata in gran parte limitata alla volontà e alla capacità testamentaria. È da lungo tempo che i sistemi legali di tutto il mondo riconoscono che gli esseri umani non sono agenti razionali e sono molto suggestionabili e vulnerabili alle inganni e alle pressioni di influenza sociale. Scheflin ha scritto un modello brillante che può essere utilizzato dagli esperti per aiutare a spiegare ai giudici e alle giurie un’influenza indebita. La mia speranza è di contribuire a far parte dello sforzo di sviluppare modelli che contribuiranno a promuovere i diritti umani e punire coloro che schiavizzano gli altri. Di grande interesse, di recente ho visto il termine influenza indebita utilizzato nella relazione di Mueller per quanto riguarda le accuse di ostruzionismo presidenziale della giustizia. In effetti, una forte differenza di potenza è una componente importante della persona con meno potere, sensazione che ha poca o nessuna scelta se non quella di essere leali e obbedienti all’altro.

Altro deve essere fatto. Se qualcuno sta perseguendo un dottorato o un master, è bene che consideri di esplorare questo argomento di influenza e controllo indebiti all’interno di gruppi malsani. Attraverso ulteriori ricerche, è possibile scoprire un modello più efficiente e di facile comprensione.
Si prega di leggere l’articolo. Di condividerlo. Gli apologeti e i leader dei culti hanno raccontato al mondo accademico, ai loro membri e al pubblico che non esistono ricerche scientifiche o documenti sottoposti a peer review che dimostrano che il lavaggio del cervello e il controllo della mente esistono. Vedi il blog qui. Questo non era vero prima del mio articolo, ma ora abbiamo una ricerca quantitativa condotta con un solido campione di ex membri del culto. Accolgo con favore le vostre risposte e domande.

Riassunto nell’articolo stesso

È necessario aggiornare il sistema legale per riconoscere l’uso dell’ipnosi e dell’influenza indebita che si verificano in tutto il mondo. I gruppi estremisti stanno ingannevolmente reclutando e indottrinando le persone per fare attacchi terroristici. I trafficanti di esseri umani si stanno preparando e usano tecniche di influenza sociale e ipnotica per creare schiavi del lavoro e del sesso. In questo articolo, una serie di concetti e modelli chiave saranno utilizzati per definire in modo più completo che il Disturbo Dissociativo del DSM-5 300.15: La Teoria della Dissonanza Cognitiva di Festinger, insieme a Robert Jay Lifton e al lavoro di Margaret Singer (1995) sono la base del modello BITE de controllo mentale (Hassan, 1988). Comportamento, informazione, pensiero e controllo emotivo sono le quattro componenti sovrapposte attraverso le quali gruppi distruttivi portano le persone ad essere obbedienti e conformi all’autorità. Un’identità settaria programmata viene creata attraverso un complesso processo di influenza sociale. Quella falsa identità domina la vera identità. L’etica e la moralità dell’influenza indebita sono comprese diversamente. In questo articolo, analizziamo le tecniche per abbattere la personalità esistente e creare una falsa o pseudo-identità. Vengono discussi il modello di controllo della mente Influence Continuum e BITE e gli otto criteri di Lifton per la Riforma del Pensiero; Scheflin’s Social Influence Model (2015) è presentato come uno strumento per analizzare un’influenza indebita in un contesto legale e forense. A supporto dell’ipotesi qui presentata, è stato condotto un sondaggio anonimo di ricerca online che ha coinvolto 1033 partecipanti per raccogliere dati riguardanti variabili specifiche del modello BITE, nel tentativo di sviluppare uno strumento che potrebbe essere utile per determinare aspetti chiave di influenza indebita.

Fonte: https://freedomofmind.com/the-anatomy-of-undue-influence-scientific-study-and-elsevier-journal-article/?fbclid=IwAR0FXaMu2c4i7V5OBlarBf5PbN5ze0I-kRrAdjJe9T7JfHOpn9eV4wm3TuQ

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

I pensieri banali di Simonetta Po

Mi è capitato di scrivere nel mio blog delle mille attenzioni, al limite della molestia e confermanti una patologia, ricevute dalla signora Simonetta Po. E continuerò a raccontarne le gesta, affinchè certe trame siano chiare a tutti.

Il 31 maggio scorso ho scritto un post nella mia bacheca di Facebook in cui parlavo della mia passione per l’argomento sette, di cui mi occupo. Ho scritto dal cell e spesso mi capita di scrivere velocemente e fare dei refusi che per pigrizia non correggo. La parola sbagliata era “tram tram“, come potete vedere nel post che segue.

L'immagine può contenere: il seguente testo "Lorita Psicologa 12:26 comunque ieri amico mio giornale ma paura potrebbero sua osservazione risposta ad alcuna richiesta). diventata un scomodo senso pericoloso alcuni Non dispiaciuta contenta dividere, creare opinioni anche differenti, momento qualcuno definirmi di definire quello che pensando l'argomento, nel qualcuno. male purchè qualcosa posiziona nostro argomento rischio quotidianamente scelta, passione che mia stata stessa avessi comodamente nel delle quotidiana. mania, una passione per dirla con Schiller, mio tiranno servirlo, conosco psicologia". anche trovato 'mania', tiranno'. che comprendere 'patologia' confronto continuo persone coinvolte, direttamente indirettamente,"

L'immagine può contenere: il seguente testo "questo Ed riconoscenza che rimandata mole ore all'ascolto gratuito. L'amico stalker mascherato vigliacco suo molesto pulpito, sostenendo mio impegno lucrativo molestare povera finisce tribunali sue abitudini truffaldine. centinaia che ticolarità caratterizza ogni laddove richieda compenso economico, ricordo collettivo Casini, contrario diffonde capi dei professione fatturo regolarmente tasse per che truffano promettendo aria lucrando davvero sulla neppure debba un paragone, chiama l'asino cis Ed sono sempre contenta onesti. perchè indifferenti, perchè schierano. da' vita, come persona: delinquenti, codardi, coraggiosi Ciascun cluster che quello nostri figli quindi mondo che direzione che"

L'immagine può contenere: 1 persona, il seguente testo "21:47 che seguirà. Il mondo direzione che la maggioranza segna. Per questo confido nei tanti, come me, che possano fare reale differenza. 08:194 MEDICITALIA Q HANTON L'UOMO TALK nemmenoper commentoal l'associazione R தனம்பா 465202 No. 709 Commenti: 15 Mi piace Commenta Condividi Lodovico Napoli Fuga dalla libertà..... Erich Fromm).......ho davvero paura... Altro Lorita Tinelli Psicologa 31maggio 10:09"

Ma si sa che le mie virgole, i miei punti e i miei refusi sono materiale ghiotto per alcune persone che amano costruire blog delegittimanti sulla mia persona.

Una di queste è Simonetta Po. Si proprio lei, quella che gestisce il sito Allarme Scientology.  Simonetta da diversi anni è interessata alla distruzione della mia persona e lo fa con nick vari tra cui Martini, Alessia Guidi ed altri, come più volte ho avuto modo di dimostrare http://www.loritatinelli.it/tag/simonetta-po/
Ma ci mette anche il suo nome in questo progetto, perché, nonostante io l’abbia bannata da anni da fb, lei legge tutti i miei post e periodicamente, in maniera ossessivo-compulsiva torna a scrivere qualcosa su di me.

Quindi, dopo aver letto il mio refuso nel post da me pubblicato, quell’appunto “tram tram”, pur non essendo ufficialmente tra i miei amici di fb e nonostante il ban che in teoria le impedirebbe di leggere i miei post anche pubblici, sente l’esigenza di scrivere un post sulla sua pagina, che ovviamente riceve il like della sua amica Raffaella Di Marzio, che nutre per me lo stesso smodato interesse (azioni a parte, basta una semplice ricerca su google per vedere quante pagine mi ha dedicato e con quali toni)

L'immagine può contenere: spazio all'aperto, il seguente testo "21:11 Simonetta Po .facebook. 口 parlamentari... cuméla? Mi piace W Condividi Simonetta Po giugno 10:10 tram tram della vita quotidiana (cit.). Uno dei suoi suoi proverbiali ifusi (cit.) o qualcosa dipeggio? piace Condividi Simonetta Po 31maggio 19:52"

L'immagine può contenere: il seguente testo "21:37 4 Facebook .facebook. Facebook Raffaella Di Marzio Aggiungi"

e poi …. squillo alle trombe, dopo qualche giorno, arriva il pezzo caldo caldo, scritto sotto l’ombrellone, di pensieribanali, il blog molto amato e molto citato assieme al curiosocasotinelli dalla stessa Alessia Guidi, alias di Simonetta Po su altri canali.

L'immagine può contenere: il seguente testo "21:16 Pensieri banali: tram tram 口 Pensieri banali sabato giugno Un tram tram che si chiama comicità "La mia vita non sarebbe stata la stessa se avessi vissuto comodamente nel tram tram delle salite delle discese della vita quotidiana (L. Tinelli)"

Stesso argomento, stesso post, stessa ossessione. Un caso? Voi che ne dite?

Certo che se  due sedicenti eminenti studiose trovano il tempo per la  chiacchiera da bar, in pubblico spazio, per sminuire il proprio avversario, adottando strategie tipiche di gruppi settari per innescare guerre subdole e di bassa lega contro il proprio nemico, mi fa un po’ specie.

Comunque, per rispondere a te, Simonetta Po, io non nascondo nulla e nemmeno i miei errori e le mie distrazioni, di cui non mi vergogno. Il mio blog è registrato su Aruba e il mio account è sempre lo stesso da anni. Firmo con mio nome e cognome tutti quello che scrivo. Tu invece? Chi sei? Dove ti nascondi? Germania? Regno Unito? Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Lo sapevi?

Se ritieni che evidenziare i miei refusi possa aiutarti a dimostrare qualcosa che hai nella tua mente, fai pure. La cosa non mi disturba più, ma è ora che la gente sappia chi sei tu e a che gioco giochi. Ed mentre io non ho bisogno di animare blog anonimi per dire quel che penso, tu semplicemente e banalmente agisci nell’ombra dei tuoi disturbi. Se ritieni sia normale “pedinare” una persona per anni per ridicolizzarla ad ogni pie’ sospinto , rimanendo fissa nel proprio odio verso l’altro, con l’ossessivo intento di delegittimarlo, ad una età in cui avresti dovuto trovar pace, fai pure. Per me non lo è, ma ognuno fa della sua vita quel che crede, raggiungendo i livelli che ritiene più idonei a se stesso. L’incapacità a non trascinare nelle proprie patologie le vite degli altri, è comunque contemplata dalla legge  ….

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Il tempo è un galantuomo ed io so attendere

 

Qui altri pezzi del puzzle

Le performance di Simonetta Po & co. dopo la puntata di Presa Diretta

 

Comunicato stampa: Apologisti, BASTA con le fake news!

Il Centro Studi Abusi Psicologici (CeSAP) e l’ Associazione Familiari Vittime delle Sette (FAVIS), sono costrette a denunciare il clima di criminalizzazione volutamente organizzato ai loro danni dai fautori di una teoria della cospirazione dai connotati grotteschi.

Le suddette associazioni sono, infatti, da anni al centro delle non benevole attenzioni di una rete di controversi attivisti che le attaccano in modo virulento per la loro attività di informazione su gruppi totalitari e/o criminogeni. Esponenti di CeSAP e FAVIS hanno subito e tollerato, nel corso degli anni, la diffamazione personale operata da blog e siti “anonimi” finalizzati a difendere l’operato di culti ambigui e discussi che vedevano nel lavoro delle associazioni citate un ostacolo alla loro attività. Hanno subito perfino azioni di pirateria informatica e intimidazioni che sono giunte alla pubblicazioni di fotografie ritraenti esponenti delle associazioni ripresi nel loro quotidiano spazio di vita.

Una nuova fase nella strategia di attacco a chi difende i cittadini e aiuta le vittime dei gruppi costrittivi è però pianificata e messa in atto da ben individuabili organismi dalle ambigue connessioni proprio con questi gruppi e i cui esponenti più in vista si dedicano a una difesa pregiudiziale di qualunque gruppo sia sospettato di abusi.

Costoro, dopo aver prodotto una mole di articoli denigratori nei confronti delle associazioni cosiddette “anti-sette”, con l’intento di creare un immaginario in cui tutte le vicende di cronaca che riguardano abusi fisici e psicologici nell’ambito di gruppi sarebbero false, ovvero opera della micidiale macchina di creazione di “fake news” gestita da queste associazioni, sono ora giunte alla diffusione di un teorema bizzarro e inverosimile. Infatti, recentemente si è dichiarato che le associazioni italiane affiliate alla FECRIS, (la Federazione Europea dei Centri di Informazione e Ricerca su Culti e Sette), cioè appunto CeSAP e FAVIS, mirerebbero a portare il nostro Paese all’adozione di una legislazione illiberale sul modello di quella adottata nella Federazione Russa, paese in cui gruppi come la Chiesa di Scientology e i Testimoni di Geova sono stati oggetto di vicende giudiziarie, -a cui, nel caso dell’organizzazione geovista, ha fatto seguito la messa al bando -, e dal quale giungono raccapriccianti notizie circa abusi e vessazioni nei confronti dei fedeli di quest’ultima congregazione.

L’accusa, gravissima, infamante e soprattutto priva di qualunque fondamento, non è tollerabile perché altamente lesiva della immagine delle associazioni e della realtà.

La storia personale dei membri delle associazioni, gli statuti di queste e tutta la loro attività svolta anche e soprattutto in fattiva collaborazione con le istituzioni e le forze dell’ordine, testimoniano di un impegno continuo nella difesa della libertà e della democrazia, e un’operazione mediatica che vuole diffondere l’idea di una cospirazione totalitaria, operata da pochi volontari privi di qualunque potere economico o politico, per instaurare uno stato di polizia, è vergognosa, immorale, turpe e grottesca. Si tratta di una propaganda di stampo marcatamente diffamatorio, mirante a creare un pesante alone di diffidenza e sospetto anche nei confronti delle nostre istituzioni e dei suoi organi, e che inquieta particolarmente per le connessioni che questa rete di apologeti “a prescindere” di ogni organizzazione discussa, sembra vantare con esponenti della politica.

Fonte: http://www.cesap.net/chi-siamo/attivita-cesap/20-comunicati-stampa/3514-comunicato-stampa-apologisti-basta-con-le-fake-news

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Da Scientology ai santoni, nel silenzio del Governo. Le sette guadagnano adepti e lo Stato sta a guardare

sette

Rocco Politi è un ex testimone di Geova. Un anziano, per la precisione. Un ruolo ragguardevole, paragonabile al “vescovo” per i cattolici. Un giorno, però, sua nipote si ammala gravemente. Sarebbe necessaria una trasfusione di sangue per salvare la piccolina. Impossibile, però, all’interno dei Testimoni. Talmente impossibile che si preferisce la morte alla cura. E così accade: la piccolina muore. Un colpo tremendo per la famiglia Politi, che decide, con gran fatica, da uscire da quel mondo, un mondo in cui era nato, cresciuto, in cui aveva conosciuto la moglie e messo su famiglia. “Puoi immaginare – ci dice Rocco – lo shock una volta abbandonati i Testimoni di Geova. È come rinascere, ma essere impreparati alla vita vera”.

Una situazione, quella di Rocco, che purtroppo colpisce tanti. E non a caso l’impegno oggi di Politi è dedito all’assistenza di tutti coloro che chiedono aiuto per uscire dal mondo dei Testimoni (che, per inciso, premono affinché nessuno li bolli come “setta”), con la sua associazione Quo Vadis. Basti questo: “Da quando abbiamo registrato Quo Vadis (nel luglio 2013, ndr) io ho ricevuto 120mila mail di richieste di aiuto, da tutto il mondo. Lo Stato, però, preferisce non intervenire”. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, come sia possibile che non ci sia il benché minimo controllo di tale fenomeno. Semplice: l’Italia non ha una legge ad hoc. “C’è un vuoto che non è colmato da nessun sistema”, sottolinea Pier Paolo Caselli, ex scientologist che, per la Chiesa di Ron Hubbard, ha versato 100mila euro (“e 70 non li ho più rivisti”). Peggio è andata a Maria Pia Gardini che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha dato a Scientology quasi 2 milioni di dollari. Una cifra esorbitante “per comperare dei corsi, per fare delle donazioni, perché io facendo Scientology sarei diventata superman o superwoman, non avrei più avuto malattie”. Oggi Pier Paolo cerca di prender spunto dalla sua vicenda, anche lui per rendersi in qualche modo utile agli altri. “Ho preso spunto dalla mia vicenda – ci racconta – per portare avanti, tramite il mio sito, un discorso di rafforzamento rispetto alle tematiche legate alla resilienza, quando ci sono importanti sfide da affrontare”.

STATO ASSENTE – Insomma, c’è tanto impegno nel mondo associazionistico, di soccorso alle vittime del mondo dell’occulto e ai loro familiari, ma resta il fatto – come da tempo denuncia anche Maurizio Alessandrini, fondatore dell’Associazione Familiari Vittime delle Sette – che manca un intervento deciso, da parte dello Stato.

Non a caso, la Fecris, la Federazione Europea dei Centri di Ricerca e di Informazione sulle Sette e i Culti, ha inviato una lettera a Matteo Renzi, ai ministri Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Angelino Alfano, Andrea Orlando e Paolo Gentiloni e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, esprimendo “forte preoccupazione e sconcerto per il mancato recepimento delle indicazioni contenute” in una Raccomandazione del Consiglio d’Europa (la numero 1412 del 1999) con la quale si intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione anche in ambito scolastico”. Peccato, però, che tale raccomandazione, nonostante vari solleciti e diversi interventi parlamentari, non sia mai stata recepita. Col risultato che in Italia manca, a differenza di come accade in Spagna o in Francia, il reato di plagio o manipolazione mentale.

L’ultimo tentativo di peso si è avuto nel 2005, quando un ddl sull’introduzione del reato di plagio è stato approvato dalla commissione Giustizia. Arrivato però in Aula a Palazzo Madama, dopo vari rinvii, è stato congelato, fino a scomparire dall’agenda politica. Anche in questa legislatura qualcuno ci ha riprovato. Come Pino Pisicchio che, il 15 marzo 2013, ha presentato una nuova proposta di legge, ma il ddl, però, non è mai stato nemmeno calendarizzato.

METODI MAFIOSI – Si spera, questa volta, che l’appello della Fecris vada a buon fine, dato che è l’ultimo di una serie interminabile. “Questa lettera – ci dice infatti la dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) – è fondamentale e sintetizza quanto denunciato da anni dalle nostre associazioni. Vi sono in Italia diverso gruppi che agiscono secondo modalità settarie, ma nessuna tutela legislativa per le vittime. Questo vuoto, assieme anche alla impreparazione dei giudici su questo argomento, finiscono per creare un doppio danno alle vittime che denunciano”. Ed è questa la ragione per cui, continua la Tinelli, “chi esce da un gruppo non denuncia. Un altro motivo è che si temono ritorsioni dei medesimi gruppi, che sguazzano nel vuoto legislativo, facendosi passare palesemente per le vere vittime della situazione, gridando spesso alla violazione della libertà di religione, ma agendo in modi similari ai contesti mafiosi, rovinando la reputazione di chi parla sino a commettere altri reati più gravi, quali l’effrazione di email, pedinamenti, molestie e a volte induzione al suicidio”.

GUERRA TRA ASSOCIAZIONI – Intanto, denuncia la Fecris nella sua lettera, “è da lungo tempo in corso una pressante e grave campagna di discredito delle associazioni italiane federate Fecris”, nonché della Sas, la Squadra Anti Sette della Polizia Italiana. Tale attività, peraltro, “mira a negare il fenomeno”. Domanda: chi è che sta portando avanti tal campagna, secondo la Fecris? La European Federation for Freedom of Belief (FoB), che ovviamente respinge puntualmente ogni accusa mossa dalle associazioni antisettarie e che si pregia di frequentare l’Osce (Office for Democratic Institutions and Human Rights), cui puntualmente ogni anno nella propria relazione illustra le ragioni per cui, a loro dire, andrebbero abolite la Squadra Anti Sette, CeSAP e tutti coloro che si occupano del mondo settario e di assistenza a vittime e familiari sconvolti da esperienze con le organizzazioni controverse.

La Fecris, però, a sua volta è impegnata a denunciare il fenomeno settario e i ripetuti tentativi di infiltrazione degli stessi apologeti dei culti in sedi istituzionali. Perché resta un fatto: chi troviamo all’interno della FoB? Lo dice la stessa Fecris: “l’associazione […] vede tra i suoi direttori e membri esponenti di rilievo di organizzazioni controverse come Scientology, Damanhur, Misa Yoga”. Per dire: il leader del Misa, Gregorian Bivolaru, è stato arrestato a febbraio. Era tra i 45 latitanti più pericolosi d’Europa. Insieme a Matteo Messina Denaro e Salah Abdeslam.

Tw: @CarmineGazzanni

Fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/da-scientology-ai-santoni-nel-silenzio-del-governo-le-sette-guadagnano-adepti-e-lo-stato-sta-a-guardare/

 

Le sette usano le reti Internet e quelle social per raggiungere le persone più vulnerabili

 

Grazie all’avvento di Internet e delle reti social sono cambiate le strategie di reclutamento delle sette, noti anche come gruppi carattere vincolante ora hanno nuovi strumenti per attrarre potenziali sostenitori. Dai volantini e le pubblicità su riviste e giornali, queste organizzazioni sono saltate sulla rete, ottenendo una portata più immediata e globale. Ce lo spiega Marta Sofía Ruiz su El Confidencial.

“Prima si reclutavano persone raccattate per le strade, offrendo loro corsi o conferenze, o ci si fermava ad offrire alla gente una delle attività del gruppo. In questo modo si attiravano solo persone della zona, ora il settore che si può raggiungere è molto più ampio”, ha riferito a Teknautas Margarita Barranco, psicologa ed esperta di settarismo e dinamiche abusive della Redune, una ONG che lavora nella prevenzione settaria.

Secondo questa esperta, praticamente tutti questi gruppi, si basano su una serie di procedure volte a favorire la devozione dei propri membri ad una specifica ideologia o al leader stesso e sono caratterizzati da impiego di tecniche di manipolazione psicologica tra cui  l’avere una presenza sul web. E non prevarrà qualsiasi profilo particolare. “Non importa se sono più politici o  psicoterapeuti o religiosi, culturali, o ufologici … Tutti hanno un posto”, spiega l’esperta.

Un campione: l’ascesa di Bioneuroemoción

Redune segnala come esempio un gruppo pseudoscientifico a lungo denuncito: il movimento Bioneuroemoción, guidato da Enric Corbera. Rivestito da una parvenza di pseudoscienza, con video su Youtube esso ha grande popolarità e raggiunge 134.000 iscritti. “Sono i membri stessi che hanno lanciato un gruppo di Facebook, con più di 100.000 fan, che diffondono i postulati di questa teoria” spiega.

La Psicologa della  spiega che le sue idee su come curare le malattie si basano sulla soluzione del presupposto che provoca il conflitto emotivo in quanto, secondo il suo discorso, risolto quello sarà posto rimedio al problema fisico. Enric Corbera, in uno dei suoi video che parlano della Bioneuroemoción in uno spazio della televisione pubblica, fa l’esempio di qualcuno che è con la sua ragazza e che mangia frutti di mare quando la ragazza lo lascia. Dopo di allora egli sviluppaa un’allergia al pesce che scompare quando si rimuove il trauma della rottura.

Il Bioneuromoción Network nella forma ideale per la trasmissione, raggiunge migliaia di persone vulnerabili. Essi lavorano su un concetto che è molto di moda, ma che non ha alcuna base scientifica: il nostro stato emotivo è la causa di diverse malattie e, quindi, abbiamo il potere dentro di noi per guarire, risolvere lo stato negativo” spiegano da Redune.

Inoltre, hanno mescolato tutte le loro teorie avvolgendole in una patina scientifica nel tentativo di dare loro rigore, e la verità è che per molte persone diventano credibili“, spiegano dalla ONLUS. In realtà, uno sguardo al commenti canale di Youtube di Corbera serve per vedere la forte convinzione che molti fan dimostrano per i suoi postulati e lodano il presunto esperto considerandolo un Salvatore.

 

L’utenza della rete

Con un buon posizionamento SEO (la tecnica utilizzate per apparire nei motori di ricerca di Google), queste organizzazioni scegliere di aprire diversi siti web dove parlano positivamente di loro e dove si  presentano come gruppi interessanti e solidi. “Praticamente tutti i gruppi hanno siti web. E non uno ma molti. Infatti, solo con l’apertura di uno per ogni paese e ogni zona del paese, lodano le cose che offre il gruppo. Così sono più accessibili e, quindi, raggiungono più persone“, dice la psicologa.

Barranco sostiene che cercare  pagine con opinioni negative su tali gruppi è quasi impossibile. “Trovare pagine critiche diventa difficile e complicato. La gente di solito guarda i primi tre siti di qualsiasi motore di ricerca, e poi smettere di guardare, per cui è difficile scoprire gli aspetti critici“, si lamenta.

Le strategie di reclutamento che impiegano sono molteplici. Talvolta ci chiedono che i visitatori lasciano i propri dati nella pagina per inviare informazioni sulle attività; in altri casi, attraverso video, incoraggiano le persone affinchè si iscrivono  a corsi di formazione, in alcuni casi, anche gratuitamente.

Pubblicità difficile da sradicare

La pubblicità ‘on-line’ è un’altra chiave del programma. Anche se le aziende come Google o Facebook danno regole limitanti al tipo di annunci che accettano, le loro regole sono un firewall molto debole per questi gruppi. Secondo quanto riportato da Google, nel 2015 il gigante di Internet ha ritirato più di 780 milioni di annunci per violazione delle loro politiche. Alcuni di loro corrispondeva alla contraffazione, farmaci non approvati o che offriva effetti inesistenti o truffe sulla perdita di peso.

Su YouTube, la piattaforma che molti usano come una vetrina, come nel caso di Bioneuroemoción-, vi sono video di nudità o a contenuti sessuali, violenti o a contenuto grafico, pezzi di discorsi di odio, minacce, spam, violazioni che vietano copyright o contenuti dannosi e pericolosi. Questo ultimo punto è dove potevano nascondersi  coloro che vogliono denunciare i video di questi gruppi, perché le loro teorie potrebbero, nel caso di gruppi pseudoscientifici, portare qualcuno a credere che una malattia può essere curata con un “metodo” e portare a rinunciare a trattamenti medici ortodossi.

Facebook ha una società simile alla politica di Larry Page e di Sergey Brin. In particolare, i punti che potrebbero essere utilizzati per contrastare gli annunci di questi gruppi sarebbero quelli che dicono che “annunci gli pubblicitari non devono costituire, facilitare o promuovere prodotti, servizi o attività illegali” e che “gli annunci non devono includere contenuti falsi, fraudolenti o fuorvianti, come le dichiarazioni, offerte o le pratiche commerciali che possono indurre in errore“. Tuttavia, dimostrare che questi gruppi svolgono attività illegali non è facile.

La questione della legalità

Barranco ha spiegato che a volte, la chiusura di alcune pagine e il ritiro della pubblicità su internet non funziona visto l’alto numero di siti web insieme ai gruppi che cambiano il loro volto. “Dimostrare che stiano commettendo un reato punibile è molto difficile“, spiega la psicologa.

In Spagna, la legislazione in materia di questi gruppi è complicata. Il codice penale considera che i gruppi che, pur avendo come oggetto uno scopo legittimo, e che impiegano violenza o  disordine o utilizzano mezzi di controllo della personalità commettono un crimine. Nonostante questo, definire quando si sta controllando una personalità o quando essi danneggiano le vittime è una sfida da anni nei tribunali, che in molti casi finiscono per respingere le cause.

Purtroppo per le vittime, la famiglia e la società stessa, Internet è stato un trampolino di lancio per i gruppi coercitivi che lavorano sul loro posizionamento e sulla loro presenza nel web, al fine di reclutare nuovi membri per seguire i loro approcci e sostenere le loro teorie. Almeno per il momento, le politiche aziendali e la magistratura non sono abbastanza preparati per fermarli, e ogni giorno cresce il loro numero di utenti e di visitatori.

Fonte: http://infocatolica.com/blog/infories.php/1607311134-las-sectas-usan-internet-y-la

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Ricerca evidenzia diffuso abuso sessuale sui minori nei Fratelli Esclusivi (Exclusive Brethren)

di BEVAN HURLEY

Quattro su dieci ex membri dei “Fratelli Esclusivi”, che hanno partecipato ad uno studio sulle esperienze traumatiche vissute all’interno del culto, sostengono di essere stati vittime di abusi sessuali da bambini in Nuova Zelanda.

Dallo studio, condotto da una ex affiliata, è emerso che 18 dei 44 partecipanti hanno sostenuto di essere stati vittime di abusi sessuali da bambini.

Il dato è risultato significativamente maggiore della media mondiale, evidenziando che il 27 per cento ha affermato di aver subito abuso sessuale infantile.

 

Si tratta della prima parte di una ricerca accademica sulle accuse di abusi subiti dai membri della chiesa.

La ricercatrice Jill Mytton, dal Regno Unito, ritiene che il livello di abusi sessuali su minori del campione degli ex membri sia molto più elevato rispetto alla popolazione generale.

“Il dato appare particolarmente elevato in Nuova Zelanda, e merita ulteriori approfondimenti”.

La Mytton ha riferito di non poter essere certa di chi fossero gli abusanti di ogni singolo caso, ma coloro che avevano parlato con lei avevano dichiarato che i loro violentatori erano membri dei Fratelli Esclusivi.
La Mytton ha raccontato di essere stata attaccata dai Fratelli e che il suo studio è stato improvvisamente bloccato dalla sua università che ha sede nel Regno Unito, dopo che i Fratelli hanno minacciato azioni legali.

“Ero in procinto di ulteriori approfondimenti quando un’azione legale dei Fratelli Esclusivi ha fermato le ricerca. L’università che ospitava la ricerca ha tagliato i fondi, presumo per timore di una causa”

Former Exclusive Brethren turned academic Jill Mytton.

I Fratelli Esclusivi hanno dato incarico a tre docenti universitari, professori della University College di Londra e dell’Università di Warwick, che hanno duramente criticato la ricerca della Mytton.

In una dichiarazione, il portavoce della chiesa, Doug Watt, ha affermato: “La ricerca di Jill Mytton è stata ampiamente screditata e rappresenta una vendetta personale contro la Chiesa cristiana dei Fratelli di  Plymouth.

“La chiesa, come tutte le altre persone e organizzazioni oneste, è contraria a qualsiasi tipo di violenza. Ove scoprissimo tali avvenimenti prenderemo i provvedimenti più opportuni.”

Fairfax ha parlato con tre ex membri dei Fratelli Esclusivi che lamentano di essere stati vittime di pedofilia. Nessuno ha denunciato i fatti alla polizia, e ognuno di loro ha riferito di essersi sentito impotente nel confrontarsi con i propri aguzzini, che erano membri della famiglia o anziani all’interno della chiesa.

Una donna, che ora aiuta gli altri fratelli che stanno cercando di lasciare la chiesa, si è definita “terribilmente abusata” da bambina.

“Sono fuggita da casa e ho tentato di suicidarmi e ora continuo a vedere gente che esce dopo aver subito anni e anni di abusi. Ogni altra chiesa ha misure di protezione. Ho ospitato in casa mia ragazze  che sono state orrendamente abusate e sono diventate alcoliste ad appena vent’anni”

Dopo i casi di abusi sessuali nel 2009 tra i membri anziani di alto profilo dei Fratelli Esclusivi, la chiesa ha promesso di introdurre un nuovo codice di tutela dei denuncianti.

Le richieste di questo mese per ricevere copia del codice di tutela o di qualsiasi altra informazione su come i Fratelli Esclusivi trattano le presunte vittime di abusi sessuali, sono rimaste senza risposta.

Jill Mytton ha detto che durante la sua ricerca ha  incontrato fratelli che hanno lasciato la setta che mostravano livelli di stress psicologico più elevati rispetto alla popolazione generale, tra cui depressione, ansia, sintomi da stress post-traumatico e problemi interpersonali.

 

ABUSO SPIRITUALE

 
Una ex affiliata dei Fratelli Esclusivi ha descritto la sensazione di ‘abuso’ da parte di due leader del culto, che stavano indagando sulle accuse di molestie da parte di un vecchio membro dei Fratelli.

La donna ha raccontato di come una ragazzina di 16 anni fu portata in una stanza e interrogata da due leader della setta, o ‘priestlies’ come erano conosciuti.

Ha narrato che il trattamento ricevuto dagli anziani della chiesa era peggio della stessa esperienza dell’abuso.

“Mi guardo indietro e vado che fu una violazione incredibile. Se si è vulnerabili, si è in una posizione di incredibile sottomissione”.

La donna ha raccontato che aveva già iniziato a mettere in discussione gli insegnamenti dei Fratelli, per i quali era stata sottoposta ad abusi psicologici estremi dagli anziani della chiesa stessa.

Riferisce che le venne detto: “sei pazza, ammalata, sei posseduta”.

“Si tratta di abuso spirituale. Fa appello al massimo potere a cui la gente possa credere. Le Sacre Scritture vengono distorte per forzare la sottomissione delle donne.”

La donna ha narrato di aver incontrato il leader mondiale dei Fratelli Esclusivi, Bruce Hales, da adolescente, in un momento in cui lei aveva già iniziato dubitare dei loro insegnamenti.

Si sentiva particolarmente nervosa, perché le era stato insegnato dai Fratelli che Hales potesse leggere le menti.

“Lo stavo guardando, pensando fosse un bugiardo, un imperatore nudo. Lui mi guardò con lo stesso sorriso viscido con cui guardava tutti. Chiaramente che non aveva la minima idea di cosa stessi pensando “.

La donna è stata scomunicata a 21 anni.

“E’ stato un po’ come saltare da un aereo in un grande buco nero”

Dopo vent’anni è ora riuscita a costruirsi una carriera e ha trovato un partner, e dice di essere riuscita a realizzarsi da quando ha lasciato la setta.

“E’ meraviglioso essere liberi da quel controllo ed essere in grado di crescere come persona, nel modo in cui credo ciascuno è stato destinata ad essere”

Tuttavia è lacerata per non essere mai più stata in grado di vedere nuovamente la sua famiglia.

“Mi piacerebbe vederli liberi, ci sono uomini e donne straordinari lì dentro. Pieni di talento e di potenzialità. Una delle cose più orribili che stanno facendo è quello di limitare alle persone dall’essere tutto ciò che possono essere. In tutta serietà ci sono tanti uomini e donne straordinari.

«Non stanno provando piacere e tuttavia non riescono a concepire altro modo di vivere. Non sanno come spezzare la paura.”

 

CASI DI ABUSI SESSUALI

* Clive Allen Petrie, 74 anni, di Nelson, è stato riconosciuto colpevole nel 2009 di nove accuse di offesa al pudore, così come di aver indotto una ragazza sotto i 12 anni a compiere un atto osceno.

* William David McLean, 44 anni, di Levin, è stato imprigionato per tre anni nel 2012 per lo stupro di una donna lungo un periodo di 11 anni.

Fairfax è a conoscenza di altri tre casi recenti o in corso di abuso sessuale criminale contro membri o ex fratelli.

 

FONTE: Stuff

http://www.stuff.co.nz/national/78883222/child-sex-abuse-widespread-in-exclusive-brethren-research-claims.html

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Setta o religione, un discorso fuorviante

di Olivier  Faelens,  President  of  SAS Sekten  (Belgium)

Chi di voi ha potuto vedere Going Clear, un documentario mandato in onda da HBO, che parla degli abusi all’interno della Chiesa di Scientology?

Spero che tutti, negli Stati Uniti, siano riusciti a vedere il documentario in maniera legale…

 

Scientology non ama i critici. Ha cercato di fermare HBO inviando una gran quantità di lettere [1]. L’obiettivo di queste lettere era quello di dimostrare che tutte le informazioni negative su Scientology fossero delle bugie e che i testimoni fossero immorali o criminali. Inoltre si voleva dimostrare che i casi in cui Scientology è stata condannata sono dovuti ad attività discriminatorie nei confronti delle religioni in generale e nei confronti di Scientology nello specifico. Essa ha differenti credenze ed è per questo, che in quanto religione non tradizionale, essa venga discriminata.

 

Sappiamo tutti che questo non avviene a causa della diversità delle credenze, ma a causa di pratiche distruttive presenti in essa. E nel caso di Scientology le pratiche distruttive sono venute fuori soprattutto grazie al documentario Going Clear. Ma anche ora, l’affermazione di essere discriminati rispetto ad altre religioni, fa molta impressione a un pubblico con mentalità aperta.

 

Questo ci porta al tema della mia presentazione.

Io voglio dimostrarvi come portare una discussione su vere e false religiosità e fedi, sul fatto che un sistema di credenze sia basato su una idea fraudolenta di un uomo o su una sincera esperienza di religione, offuschi una chiara analisi informativa dei problemi cultuali. Se noi partecipiamo a questa discussione, anche quando non abbiamo iniziato noi questa discussione, solleviamo più domande di quante ne risolveremmo e sposteremmo l’attenzione dalla nostra vera preoccupazione: le pratiche settarie nocive.

 

Per fare un esempio di questa strategia, riprenderò tre delle lettere che la Chiesa di Scientology ha inviato alla HBO per evitare che Going Clear fosse diffuso.

 

 

 

 

Lettera a Sheila Nevins, Presidente, HBO Film Documentari, dalla CSI, 24 Febbraio 2015

 

 

Dal paragrafo conclusivo:

 

Non ci si può nascondere dalla verità e far finta che il suo film è tutt’altro che un esercizio unilaterale di fanatismo religioso che si basa sulle menzogne.

 

 

Questo è la simpatica sintesi: il documentario è fatto di bugie e di intolleranza religiosa.

 

 

 

Lettera al Membro anziano del Consiglio Stephanie S. Abrutyn dagli avvocati Bisceglie  &  Walsh, 16  Marzo  2015

 

Ti scriviamo per il documentario su Scientology che Alex Gibney ha realizzato basandosi sul libro di Lawrence  Wright.

 

 

Ma la cosa peggiore di tutte è il il riferimento a Scientology del signor Wright che va diffondendosi come un “virus” che potrebbe “ritornare letale”.

 

Questo è un linguaggio scioccante, pari a discorsi di incitamento all’odio e che evidenzia malizia. Vi è naturalmente solo una cosa da fare contro un virus letale: sradicarlo. Questa precisa analogia di un “virus mutante” è stata utilizzata da anti-estremisti religiosi in Francia per sostenere l’alibi dell’etichettatura della “patologia della fede» in Europa.

 

MIVILUDES, laicità, FECRIS … un miscuglio di mostri anti-settari. Ma questa non è l’accusa della Chiesa di Sscientology. Non stiamo combattendo contro gli abusi settari, ma contro la religione e la fede … Seguono tre citazioni della stessa lettera.

 

 

La Chiesa ha documentato più di 1.500 casi di discriminazione contro i propri parrocchiani in Germania in questo periodo [anni ’90] e presentato le prove a organismi per i diritti umani internazionali, i governi e la comunità dei diritti umani.

 

 

A pagina 243 del suo libro, il signor Wright afferma che la politica del governo tedesco è quello di rifiutare il riconoscimento di Scientology come religione; poi cita Norbert Blum, l’ex ministro del Lavoro nell’amministrazione Kohl, e di un funzionario noto come la signora Caberta, per le sue esternazioni discriminatorie contro Scientology, la quale afferma che Scientology “non è una chiesa o una organizzazione religiosa”. Pur dando al lettore la netta impressione che le Chiese di Scientology sono trattate come organizzazioni commerciali in Germania, il signor Wright non riesce a ricordare che ci sono oltre 40 decisioni giudiziarie tedesche che riconoscono che la Chiesa di Scientology e i suoi membri hanno diritto alle protezioni di libertà di religione e della fede come previsto dall’articolo 4 della Costituzione tedesca.

 

 

Questa volta non è la Francia, ma la Germania negli anni ’90 che è il discriminatore, e la Chiesa di Scientology un eroe della giustizia che stava combattendo contro. I culti, e in particolare Scientology, hanno citato in giudizio per discriminazione oltre 1500 casi.

 

E come discriminiamo la Chiesa di Scientology? Quando affermiamo che la CS “non è una chiesa o una organizzazione religiosa“.

 

 

Ancora una lettera.

 

 

Lettera a HBO Senior Counsel Stephanie S. Abrutyn, da Rabinowitz, Boudin, standard, Krinsky & Lieberman, PC, Avvocati, 19 mar 2015

 

Sono un avvocato praticante nei settori dei diritti costituzionali, delle libertà civili e della protezione del Primo Emendamento dell’esercizio della libertà religiosa, della parola e della libertà di associazione. Ho rappresentato la Chiesa di Scientology per quasi quarant’anni in tale qualità. Ho con successo sostenuto casi per conto della chiesa, così come per altre organizzazioni e persone, dinnanzi alla Corte suprema e nella maggior parte dei circuiti di appello delle corti federali.
Scrivo riguardo al “documentario” di Alex Gibney, accuratamente basato sul libro scritto da Lawrence Wright intitolato Going Clear: Scientology, Hollywood, e il Carcere del credo. Esorto vivamente la HBO ad annullare la sponsorizzazione di questo film, che servirà solo a diffondere intolleranza religiosa e il pregiudizio nei confronti della religione di Scientology, dei suoi ministri, ed il loro apparente contrasto con i principi americani di libertà religiosa e di uguaglianza.
I proventi del Libro del signor Wright vengono da una talmente parziale e indifendibile premessa diffusa: “Scientology è un culto e una frode”. Secondo Wright questa premessa è concordata sia dal pubblico in generale sia dalle autorità governative (una “ipotesi diffusa”) e tutti vedono che Scientology è una religione falsa, le sue credenze religiose e la dottrina sono senza fondamento e che essa non è degna di rispetto in quanto la Chiesa li promulga sapendo che sono false (la definizione di frode), e che è come una “setta” (nel significato peggiore del termine), pertanto non ha diritto al rispetto e alla tutela costituzionale delle religioni tradizionali più anziani. Da questa premessa, Wright procede in un attacco unilaterale contro la religione e la Chiesa sulla base di colloqui con un gruppo selezionato di apostati anti-Scientology, con l’obiettivo di distruggere la Chiesa e la religione.

 

 

Questa citazione dimostra chiaramente il tipo di accuse da cui la Chiesa di Scientology vuole difendersi:

Scientology è una religione falsa, le sue credenze religiose e la dottrina sono senza fondamento e non degne di rispetto e la Chiesa le promulga sapendo che sono false, essa è una “setta” (col significato usato nel linguaggio comune come termine di degrado), non ha diritto al rispetto e alla tutela costituzionale delle religioni tradizionali più antiche.

 

Questo significa che se accusiamo la Chiesa di Scientology di una di queste cose e apriamo discussioni a riguardo, stiamo dando loro quello che vogliono. Perché vogliono questo?

 Perché questo sposta il fulcro della nostra reale preoccupazione: le loro pratiche dannose.

I Culti non smettono di gridare che essi vengono discriminati. E per un pubblico di mentalità aperta e disinformata è difficile mettere da parte domande e preoccupazioni di discriminazione e vederli per quello che sono: dei manipolatori disonesti dell’informazione. Aumentando ancora e ancora domande e preoccupazioni sono loro che scelgono l’oggetto. Quando si cerca di essere di mentalità aperta, si pospone il proprio giudizio su qualcosa quando qualcuno sta parlando o gridando di discriminazione, e si ascolta quello che lui / lei ha da dire.

Ma così facendo, si sta già pensando a ciò che l’altro vuole.

Nel caso di culti come Scientology, fa parte del loro proselitismo o di modalità di convertire l’altro ai propri pensieri.

Anche quando si sta pensando criticamente (che è un buon modo di pensare), si potrebbe pensare la cosa sbagliata.

 E quando si è di mentalità aperta, questo suona un po’ contro-intuitivo. Non dovremmo sempre ascoltare ciò che qualcuno ha da dire? La risposta è: no, se non siamo consapevoli che quello che l’altro dice è solo una dichiarazione retorica, senza alcuna volontà di ascoltare un altro punto di vista e di portare avanti un dibattito. Questo è disonesto. La loro indignazione è orchestrata e appare come una richiesta di essere ascoltato, ma in realtà è un invito a non ascoltare gli altri.

 

Un esempio dell’errore che facciamo discutendo con loro, a mio parere, è affermare che Scientology o altri sistemi di credenze di culto non siano vere religioni, perché si basano sulla fantasia di un uomo o perchè hanno scopi commerciali. A meno che questo sia indicato come un divertente tipicità, è problematico perché credo che sia difficile o impossibile fare una distinzione tra le credenze metafisiche estreme e i falsi, a meno che non si accettano alcune premesse indimostrabili, come ad esempio: Dio e le autentiche spiritualità sono buone, quindi le cattive azioni non possono essere ispirate da autentiche spiritualità. Questo conta solo quando la definizione di Dio o la spiritualità include la bontà.

Penso che la maggior parte di voi sarebbero d’accordo che riferirsi ad una fonte sacra, come la Bibbia, non è di alcun aiuto nel decidere se una credenza o una prassi è vera o è il bene, a meno che già accetti il valore scritturale.

In caso contrario, risulta il nulla.

Ma, quando si parla di Scientology, abbiamo sempre segnalato il fatto che LRH ha reso il tutto. E ci piace citarlo dicendo che ‘il modo migliore per diventare un milionario è fondare una religione‘ quindi deve essere tutto di fantasia.

Questo può essere vero, ma per molti scientologist, è la verità. Essi credono, come la maggior parte dei protestanti credono nella verità dei Vangeli. E credo quindi che non dovremmo discutere sulla religiosità di questo gruppo di persone, come non dovremmo farlo con i combattenti jihadisti e di altre forme problematiche di ‘religione’. Probabilmente ci sono combattenti jihadisti e Scientologist che sono nei loro gruppi per altri scopi, senza credere ciò che predicano. Ma la maggior parte di loro sono credenti e religiosi. In ogni caso, impegnarsi in questo dibattito a volte può essere interessante, ma è dare loro quello che vogliono e si viene trascinati via dal centro di ciò che conta davvero: le pratiche nocive all’interno di questi gruppi.

 

Quindi, questo è quello per cui mi appello. E penso che non dovrebbe causare il maggior numero di problemi pratici, come fa ora. Ad esempio, l’esenzione fiscale. Non è sufficiente a dimostrare che sei una organizzazione religiosa per poter beneficiare di uno status di esenzione fiscale. Un altro criterio dovrebbe essere, e questo ha scarsa attenzione negli Stati Uniti e in altri paesi, di rispettare le leggi di quel paese. Il terrorista o l’organizzazione criminale che non rispettano le leggi non dovrebbero ottenere esenzione, anche se sono religiosi. La religiosità non è esentata dal rispettare altre leggi e i diritti fondamentali. E nemmeno sottolineare dei reati dovrebbe comportare alcuna discriminazione. Se vai fuori da certe direttive non ci esime dal rispettare la tua libertà di credo e di praticare la tua religione, ma è un rispetto relativo.

Ed è proprio questa la relatività e l’equilibrio che manca nella retorica del culto. ‘I nostri diritti come religione non vengono rispettati così smettiamo di parlare di altre cose, perché non ci importa.’ Nella mente del membro del culto, non c’è altro.

Quindi, di nuovo, il mio consiglio, a meno che una persona è disposta ad ascoltare e impegnarsi in un dialogo, è quello di non lasciare loro impostare gli argomenti di discussione. Dobbiamo essere presenti nelle discussioni, ma allora dovremmo evitare i temi che non contano. Si vedono come veri credenti e  autentici religiosi? Nessun problema. Fintanto che rispettano la legge e tutti i diritti fondamentali. E se siamo in grado di continuare a informare il pubblico circa le offese, i danni e i pericoli, penso che stiamo facendo un ottimo lavoro.

 

[1] Verschillende van deze brieven zijn te vinden op http://www.freedommag.org

 

Fonte: http://fecris.org/wp-content/uploads/2015/05/Faelens_EN.pdf

Traduzione non professionale di Lorita Tinelli

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