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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

By Dr. Philip G. Zimbardo

November 2002, Vol 33, No. 10

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Una delle più affascinanti sessioni della Convention Annuale dell’APA, la vetrina di presentazioni di ex membri di sette. (Vedi “I Culti dell’odio“). Diversi partecipanti hanno suggerito alla nostra professione di formare una task force sulle forme estreme di influenza, chiedendo che i problemi sottostanti possano spiegare discorsi sul reclutamento del terrorismo, sui culti distruttivi contro nuovi movimenti religiosi, sulle terapei social-politiche dei culti e sulla malleabilità umana verso la resilienza da parte delle autorità di potere.

Tale proposta è intrigante. Un primo livello riguarda preoccupazione su questioni accademiche circa la validità del quadro concettuale della psicologia del controllo mentale. Tuttavia, a livelli più ampi, si scopre una rete di questioni vitali quali:

* la sottolineatura dell’impatto distruttivo dei culti mette in discussione il principio della libertà religiosa dei cittadini a partecipare consapevolmente a gruppi religiosi non tradizionali?

* quando alcune organizzazioni che promuovono programmi religiosi o di auto-crescita diventano ricche abbastanza per esercitare il potere per sopprimere le rivelazioni dei media, per influenzare gli esiti giudiziari o diffamare pubblicamente la psicologia, come possono essere messi in discussione?

* qual è il ruolo dell’APA nella definizione dei principi per il trattamento di coloro che affermano di aver subìto abusi  dai culti, per la formazione di terapisti che devono aiutarli e per stabilire le linee guida per la testimonianza di esperti?

 

 

Libertà personali

 

Un valore di base della professione dello psicologo è quello di promuove la libertà umana dell’azione responsabile, basata sulla consapevolezza delle scelte comportamentali disponibili, e di sostenere i diritti di un individuo per esercitarla. Qualunque cosa si intenda per “controllo mentale” sta in opposizione a questo orientamento valoriale positivo.

Il Controllo mentale è un processo attraverso il quale la libertà di scelta e di azione individuale o collettiva è compromessa da agenti o agenzie che modificano o distorcono la percezione, la motivazione e colpiscono i risultati comportamentali e cognitivi. Non si tratta né di magia né di mistica, ma di un processo che coinvolge una serie di principi di base di psicologia sociale.

Conformità, acquiescenza, persuasione, dissonanza, reattanza, senso di colpa, paura eccitabilità, modellamento e identificazione sono alcuni degli ingredienti importanti dell’influenza sociale, ben studiati in esperimenti psicologici e studi di settore. In alcune combinazioni essi creano un potente crogiolo di massima manipolazione mentale e comportamentale se mescolati con diversi altri fattori del mondo reale, come la presenza di leader carismatici e autoritari, di ideologie dominanti, di isolamento sociale, di debilitazione fisica, di fobie indotte e minacce estreme o di promesse di ricompense, che sono tipicamente e ingannevolmente organizzate per un periodo di tempo prolungato in ambienti in cui [tali strumenti ndt] sono applicati intensamente.

I gruppi di ricerca di scienza sociale dimostrano che quando sistematicamente praticato da uno stato di polizia punitiva, o militare o da culti distruttivi, il controllo mentale può indurre false confessioni, creare convertiti che volontariamente torturano o uccidono “nemici inventati,”   membri indottrinati impegnati a lavorare senza sosta, che rinunciano al loro denaro – e perfino alla propria vita – per “la causa“.

 

Lotte di potere

Mi sembra che al centro della controversia sulla esistenza del controllo mentale vi sia una tendenza a credere nel potere della gente a resistere al potere delle forze situazionali, una credenza nella forza di volontà individuale e nella fede per superare ogni avversità. È la resistenza alla manipolazione di Gesù a seguito delle tentazioni di Satana, e non la vulnerabilità di Adamo ed Eva all’inganno. Più di recente, gli esempi abbondano sfidando questa mistificasfizione del potere personale.

Dal 1930 in poi, ci sono molti esempi storici di potere dello Stato che ha dominano singole credenze e valori. A Mosca durante i processi sulla vicenda roccambolesca di Stalin, i suoi avversari confessarono pubblicamente i loro tradimenti. Il  Cardinale  cattolico Mindzenty similmente fece false confessioni che favorirono i suoi carcerieri comunisti. Durante la guerra di Corea, aviatori americani confessarono di essere impegnati in una guerra batteriologica dopo sessioni di indottrinamento intense. Il pensiero del programma di riforma cinese ha raggiunto enormi trasformazioni sociali alle nuove credenze. E’ stato anche riferito che la CIA abbia messo in pratica quasi 150 progetti – collettivamente denominati MKULTRA – per sviluppare varie forme di controllo mentale originali, comprendenti l’uso di LSD e di ipnosi. Più di 900 cittadini statunitensi si suicidarono  o ammazzarono amici e famigliari  per ordine persuasivo del loro leader della setta del Tempio del Popolo di Jim Jones.

Il potere delle situazioni sociali per indurre comportamenti “egodistonici” anche tra le persone migliori e più brillanti è stato dimostrato da una varietà di esperimenti controllati, tra i quali, gli studi sull’obbedienza di Stanley Milgram all’Autorità, le ricerche di Albert Bandura sulla disumanizzazione, il mio Stanford Prison Experiment e altri sulla deindividuazione.

Capire le dinamiche e la pervasività del potere situazionale è essenziale per imparare a resistere e ad indebolire il predominio dei molti agenti di controllo mentale, che esercitano la loro azione  quotidiana su tutti noi, dietro molte facce e fronti.

 

Philip G. Zimbardo, Ph.D., nel 2002 Presidente dell’American Psychological Association e Professore di Psicologia alla Stanford University, è uno degli psicologi più illustri della Nazione. Il  Dr. Zimbardo ha condotto numerose ricerche sui processi di influenza sociale e di controllo.

 

Fonte: http://www.apa.org/monitor/nov02/pc.aspx

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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 I miti circa la marijuana abbondano. Tra essi ci sono affermazioni che essa sia innocua, che non sviluppa dipendenza e che la legalizzazione potrà risolvere i problemi di bilancio del governo, come ha riferito il rappresentante degli Stati Uniti, John Fleming MD, in un Congresso  del 19 Giugno. “La mia preoccupazione oggi è che stiamo facendo cattive leggi, infatti, per rispondere alla mitologia?

Il briefing è stato sponsorizzato da..’APA e da altri membri degli Amici del National Institute on Drug Abuse (NIDA), una coalizione che sostiene il finanziamento della ricerca per NIDA e informa i politici sui suoi risultati. Questo evento ha cercato di sfatare i miti sulla marijuana e di delineare ciò che è noto circa il suo utilizzo e il suo impatto sociale.

Ad esempio, il 9 per cento delle persone che sperimentano la marijuana diventerà dipendente, e l’uso regolare di marijuana durante l’adolescenza è legato alla connettività neurale alterata in età adulta, secondo un articolo di rassegna di giugno del New England Journal of Medicine.

E’ l’esposizione del cervello degli adolescenti [alla marijuana] che riguarda tutti noi, a causa della natura unica e importante di sviluppo del cervello durante l’adolescenza“, ha detto Wilson Compton, MD,  vice direttore del NIDA e un co-autore dell’articolo. Il briefing ha visto anche la presenza dello psicologo Robert Booth, PhD, della University of Colorado School of Medicine, che ha presentato i suoi risultati preliminari sull’uso di marijuana e sulle sue conseguenze. Finora, ha scoperto che da quando il Colorado ha liberalizzato l’uso della marijuana medica nel 2009, il numero di studenti espulsi o sospesi per i farmaci nelle scuole del Colorado ogni anno è salito da circa 4.000 a oltre 5.279, durante l’anno scolastico 2011-12. “Il Colorado presenti dati elevati  di espulsioni [droga-correlati] di tutti i tempi, e il 98 per cento di queste espulsioni sono per la marijuana“, ha detto Booth. Allo stesso modo, il numero di persone arrestate per guida sotto l’effetto di THC, il principale prodotto chimico psicoattivo della marijuana, è quasi triplicato nel periodo 2009-2012, ha detto.

Patrick Kennedy, un ex membro del Congresso degli Stati Uniti e presidente dell’organizzazione sulla consapevolezza marijuana Progetto SAM, ha parlato del pericolo di commercializzare prodotti di marijuana come i lecca-lecca e le bibite. “Questo è davvero un settore che fa i suoi profitti al largo della dipendenza” ha detto.

Kennedy e altri oratori hanno inoltre sottolineato che la distribuzione capillare di marijuana può contrastare gli sforzi per migliorare il sistema della salute mentale del paese, incoraggiando le persone ad auto-medicarsi con la marijuana o a diventare dipendenti da essa. Tutti i relatori hanno convenuto che sono necessarie ulteriori ricerche per capire gli effetti della marijuana e per informare la politica. “La politica è preposta a prendere decisioni, ma queste decisioni devono essere prese sulla base di informazioni reali, informazioni solide“, ha affermato Charles O’Keefe, co-presidente di Gli Amici di NIDA e professore alla Virginia Commonwealth University. “E le informazioni solide vengono da una buona e solida ricerca“.

 

Fonte: http://www.apa.org/monitor/2014/09/upfront-marijuana.aspx

 

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Traduzione di Lorita Tinelli (Affiliata Internazionale APA)

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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 Uno studio degli Psicologi Americani ha evidenziato che la violenza in TV e in diversi  Video Game possono procurare effetti dannosi sui minori.
Dalle prime ricerche che l’APA, l’Associazione degli Psicologi Americani,  rende note nel novembre scorso, si evidenziano effetti di destabilizzazione e una potenziale aggressività identiche sia per coloro che sono sottoposti ad immagini violente in TV sia per coloro che usano giocare a videogiochi violenti.
Fin dagli albori della televisione  i genitori, gli insegnanti, i legislatori e i professionisti della salute mentale hanno voluto capire l’impatto dei programmi televisivi in particolare sui bambini.
Particolarmente interessante è stata la rappresentazione della violenza, soprattutto in considerazione del lavoro dello psicologo Albert Bandura, nel 1970, sull’apprendimento sociale e sula tendenza dei bambini a imitare ciò che vedono.
Nel 1969 fu costituito in America un comitato scientifico per la valutazione dell’impatto che la televisione avesse sul comportamento sociale, soprattutto ci si chiedeva quanto incidesse la violenza cui si assisteva, sugli atteggiamenti, valori e comportamenti degli spettatori.
La relazione finale e una relazione di follow-up del 1982 del National Institute of Mental Health hanno identificato questi importanti effetti sui bambini:

1) possono diventare meno sensibili al dolore e alla sofferenza degli altri
2)  possono essere più timorosi del mondo che li circonda
3)  possono essere più propensi a comportarsi in modi aggressivi o pericolosi verso gli altri

Una ricerca di psicologi, tra cui  L. Rowell Huesmann, Leonard Eron e altri, a partire dal 1980 ha evidenziato che i bambini che hanno assistito per molte ore a scene di  violenza in televisione quando erano nella scuola elementare, tendevano a mostrare livelli più elevati di comportamento aggressivo quando diventavano adolescenti. Osservando questi partecipanti in età adulta, Huesmann e Eron hanno scoperto che quelli che avevano guardato un sacco di violenza in TV quando avevano 8 anni avevano più probabilità di essere arrestati e processati per atti criminali da adulti.
Tuttavia, in seguito la ricerca degli psicologi Douglas Gentile e Brad Bushman  ed gli altri  ha evidenziato che l’esposizione alla violenza nei media è solo uno dei numerosi fattori che possono contribuire al comportamento aggressivo.

Altre ricerche hanno trovato che l’esposizione alla violenza nei media può desensibilizzare le persone alla violenza nel mondo reale e,  alcune persone,  considerano addirittua  piacevole la violenza nei media,  che finisce per non comportare più  l’eccitazione ansiosa che ci si aspetterebbe di vedere dinnanzi a questo tipo di immagini.

L’avvento dei videogiochi, d’altronde,  ha sollevato nuove questioni circa l’impatto potenziale di violenza dei media, visto che il giocatore di videogiochi è un partecipante attivo  piuttosto che un semplice spettatore.
Il sette per cento degli adolescenti americani di età 12-17 usa abitualmente i video giochi  su un computer, su console come il Wii , Playstation e Xbox , o su dispositivi portatili come Gameboy , smartphone e tablet .
Molti dei videogiochi più popolari, come “Call of Duty ” e ” Grand Theft Auto” sono violenti, tuttavia, visto che  la tecnologia dei videogiochi è relativamente nuova, ci sono meno studi empirici sulla correlazione della violenza dei videogiochi rispetto ad altre forme di violenza nei media. Eppure diverse recensioni  hanno riportato effetti negativi dell’esposizione alla violenza nei videogiochi.
Nel  2010 una ricerca  dello psicologo Craig A. Anderson e altri, ha concluso che “l’evidenza suggerisce fortemente che l’esposizione a videogiochi violenti è un fattore di rischio causale per un maggiore comportamento aggressivo”.  Anderson in precedenti ricerche ha mostrato che i videogiochi violenti possono aumentare i pensieri di una persona aggressiva , i sentimenti e comportamenti, sia in ambienti di laboratorio che nella vita quotidiana.

Altri ricercatori , tra cui lo psicologo Christopher J. Ferguson , hanno contestato la posizione che la violenza dei videogiochi danneggia i bambini . Nonostante  i suoi studi del  2009 abbiano riportato risultati simili a Anderson, Ferguson sostiene che i risultati di laboratorio non sono traducibili  nel mondo reale in effetti significativi. Egli sostiene inoltre che gran parte della ricerca sulla violenza dei videogiochi non è riuscita a controllare  altre variabili quali la salute mentale e della vita familiare , che possono aver influenzato i risultati. Il suo lavoro ha scoperto che i bambini che sono già a rischio possono essere più propensi a scegliere videogiochi violenti per divertirsi.  Secondo Ferguson  questi altri fattori di rischio, a differenza dei giochi, causano un comportamento aggressivo e violento.

L’American Psychological Association ha avviato un’analisi nel 2013 della ricerca peer-reviewed sull’impatto della violenza nei media e sta riesaminando le sue dichiarazioni programmatiche sull’argomento . Entrambi  dovrebbe essere completati nel 2014.(1)

Che il tema in America sia molto sentito è dimostrato dal fatto che nel 2013 lo stesso Barack Obama, durante una conferenza in ricordo della strage di Newton, abbia annunciato di aver destinato  un “fondo per la ricerca degli effetti dei videogiochi violenti sulle giovani menti“.  “Il nostro primo compito come società è tenere al sicuro i nostri figli.” ha affermato Obama.
In Italia diversi organismi di ricerca, pubblici e privati hanno dedicato attenzione alla tematica. Un’indagine del 2011 dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) condotta su 1.414 studenti della Capitale dai 10 ai 19 anni ha evidenziato che l 75% degli adolescenti italiani gioca ai videogiochi on line e nel 40% dei casi lo fa da solo contro il computer, oppure contro persone conosciute in rete (l’11%).  Interrogandosi  su quanto i videogiochi possano influenzare gli aspetti cognitivi ed emotivi dei minori l’IdO ha evidenziato che essi da una parte  offrono la possibilità di mettere in connessione persone in tutto il mondo, e misurarsi con il concetto di sfida e superamento degli ostacoli, ma dall’altra rischiano di diventare una modalità per isolarsi dalla relazione (2).
Sempre secondo l’IdO i giovani appaiono consapevoli di questi rischi e sanno anche che non tutti i giochi sono positivi per la loro crescita. Di fatto sette studenti su dieci considerano i contenuti dei videogiochi non adatti alla loro età.  Dalla ricerca quindi emerge che i giovani fruitori dei videogiochi sono informati e responsabilizzati e sanno esprimere un giudizio serio sul tema.
Nel frattempo il 7 maggio di quest’anno scienziati, pediatri, clinici e sostenitori della lotta alla violenza si sono riuniti a a Vancouver (Canada), per il meeting annuale Pas-Pediatric Academic Societies, al fine di approfondire l’argomento.  Secondo tali studiosi ‘violenza chiama violenza, anche quando all’aggressività si assiste attraverso lo schermo in un cinema, della tv o di un videogioco” (3).

Certo l’argomento presenta ancora tanti punti da approfondire e tanti interrogativi cui rispondere. Mi piace concludere l’articolo con  il quesito che si pone  di George Carlin (4): “Si fa un gran parlare della violenza in televisione che genera a sua volta violenza nelle strade. Beh!, i programmi comici si sprecano in TV: il che provoca forse un aumento della comicità per le strade?”

Note:

  • (1) http://www.apa.org/research/action/protect.aspx
  • (2) http://www.genitoridemocratici.it/minori-videogiochi-75-usa-quelli-line-e-gioca-solo/
  • (3) http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Pediatria-immagini-violente-aumentano-aggressivita-legame-provato_321512409114.html
  • (4) comico, attore e sceneggiatore statunitense.

di Lorita Tinelli

Fonte: Osservatorio di Psicologia nei Media

 Per molte persone bere alcolici non è altro che un modo piacevole per rilassarsi. Le persone con disturbi da uso di alcol, tuttavia, bevono in eccesso, mettendo in pericolo se stessi e gli altri. Questa schema è una  risposta per spiegare i  problemi di alcol e  come gli psicologi possono aiutare le persone a recuperarsi.
Quando non bere diventa un problema?

Per la maggior parte degli adulti l’uso moderato di alcol – non più di due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne e le persone anziane – è relativamente innocuo. (A “bere”: l’1,5 oncia [1 oz = 28 grammi circa] di spirito, 5 once di vino, o 12 once di birra, ognuno dei quali contiene 0,5 once di alcool.

L’uso moderato, tuttavia, si trova ad una estremità di una serie che va dall’abuso di alcool alla dipendenza da alcool:

L’abuso di alcool è un modello di consumo che si traduce in conseguenze negative, significative e ricorrenti. Gli alcolisti possono non riuscire a soddisfare i principali obblighi scolastici, di lavoro, o familiari. Possono avere problemi alcool-correlati legali, come ripetuti arresti per guida in stato di ebbrezza. Possono avere problemi di relazione legati al loro bere.

Le persone affette da alcolismo – tecnicamente noto come dipendenza da alcool – hanno perso il controllo affidabile del loro consumo di alcool. Non importa che tipo di alcool essi bevono o anche la quantità: le persone alcool-dipendenti sono spesso incapaci di smettere di bere una volta che iniziano. La dipendenza da alcool è caratterizzata dalla tolleranza (necessità di bere di più per ottenere lo stesso “livello elevato”) e dai sintomi di astinenza quando si smette improvvisamente di bere. I sintomi da astinenza possono includere nausea, sudorazione, irrequietezza, irritabilità, tremori, allucinazioni e convulsioni.

Nonostante i gravi problemi di alcool che coinvolgono il grande pubblico, vi sono anche lievi a moderati problemi che possono causare danni sostanziali alle persone, alle loro famiglie e alla comunità.

Secondo l’Istituto nazionale sull’abuso di alcool e sull’alcolismo (NIAAA), 1 su 12 adulti americani è un abusante di alcol o alcoolista. (1( E, sostiene la NIAAA, i giovani adulti di età compresa tra 18 e 29 sono ad alto rischio di alcolismo. Ad esempio, un sondaggio del governo ha rivelato che quasi l’8 per cento dei giovani di età compresa tra 12 a 17 e quasi il 41 per cento dei giovani adulti di età compresa tra 18 a 25 abusano in binge drinking – abbattendo cinque o più bevande nella stessa occasione almeno una volta durante il mese passato (2).
Che cosa causa i disturbi alcool-correlati?

Il problema con l’alcool presenta molteplici cause, tra fattori genetici, fisiologici, psicologici, sociali che giocano tutti un ruolo. Non tutti gli individui sono ugualmente influenzati da ogni causa. Per alcuni alcoolisti, tratti psicologici, come l’impulsività, la bassa autostima e la necessità di approvazione tempestiva causano l’assunzione di alcool. Alcune persone bevono per far fronte o “risolvere” problemi emotivi. Fattori sociali e ambientali come la pressione dei pari e la facile disponibilità di alcool possono svolgere un ruolo chiave. La povertà fisica o gli abusi sessuali aumentano anche le probabilità di sviluppare dipendenza da alcool.

Fattori genetici rendono alcune persone particolarmente vulnerabili alla dipendenza da alcool. Contrariamente al mito, essere in grado di “reggere il vostro liquore” significa che probabilmente siete più a rischio – non meno – per problemi di alcool. Eppure, una storia familiare di problemi di alcool non significa che i bambini cresceranno automaticamente fino ad avere gli stessi problemi. Né l’assenza di problemi di alcolismo familiari necessariamente proteggono i bambini dallo sviluppo di questi problemi.

Una volta che la gente comincia a bere eccessivamente, il problema può perpetuarsi. Bere pesantemente può causare cambiamenti fisiologici che rendono più bere l’unico modo per evitare disagi. Gli individui con dipendenza da alcool possono bere in parte per ridurre o evitare i sintomi di astinenza.

 

Come i disturbi da uso di alcool colpiscono le persone?

Mentre alcune ricerche suggeriscono che piccole quantità di alcol possono avere effetti cardiovascolari benefici, vi è un ampio accordo che bere pesante può portare a problemi di salute.

Effetti a breve termine essi includono perdita di memoria, postumi di una sbornia, e blackout. I Problemi a lungo termine associati con pesanti bevute comprendono disturbi di stomaco, problemi cardiaci, cancro, danni cerebrali, grave perdita di memoria e la cirrosi epatica. I bevitori pesanti aumentano anche notevolmente  le loro probabilità di morire a causa di incidenti automobilistici, omicidi e suicidi. Anche se gli uomini hanno molta più probabilità rispetto alle donne di sviluppare l’alcoolismo, la salute delle donne soffre di più, anche a bassi livelli di consumo.

I problemi di alcoolismo hanno anche un impatto molto negativo sulla salute mentale. L’abuso di alcool e l’alcolismo possono peggiorare le condizioni esistenti, come la depressione, o indurre nuovi problemi come la grave perdita di memoria, depressione o ansia.

I problemi di alcool non solo danneggiano il bevitore. I coniugi e i figli di forti bevitori possono affrontare la violenza familiare; i bambini possono subire abusi fisici e sessuali e di abbandono e  sviluppare problemi psicologici. Le donne che bevono durante la gravidanza corrono un serio rischio di danneggiare i loro feti. Parenti, amici e sconosciuti possono essere feriti o uccisi in incidenti e aggressioni alcool-correlati.

 

Quando si dovrebbe cercare aiuto?

Gli individui spesso nascondono di bere o negare di avere un problema. Come si può sapere se tu o qualcuno che conosci siete in difficoltà?

I segni di un possibile problema includono l’avere amici o parenti che esprimono preoccupazione, essendo infastiditi dal tuo bere, e tu ti senti in colpa per il tuo bere e pensi che dovresti ridurlo ma non riesci a farlo, o che necessiti di una bevanda al mattino per calmare i nervi o alleviare una sbornia.

Alcune persone con problemi di alcolismo lavorano duramente per risolverli. Con il sostegno di familiari o amici, questi individui sono spesso in grado di recuperare da soli. Tuttavia, quelli con dipendenza da alcool di solito non possono smettere di bere attraverso la sola forza di volontà. Molti hanno bisogno di un aiuto esterno. Possono avere bisogno di disintossicazione sotto controllo medico, per evitare i sintomi di astinenza potenzialmente pericolosi per la vita, come le convulsioni. Una volta che le persone sono stabilizzate è allora che potrebbe avere bisogno di un aiuto per risolvere i problemi psicologici associati con il problema di bere.

Ci sono diversi approcci disponibili per il trattamento di problemi di alcol. Nessuna soluzione è la migliore per tutti gli individui.
Come può aiutare uno psicologo?

Gli psicologi che sono addestrati e hanno esperienza nel trattamento di problemi di alcool possono essere di aiuto in molti modi. Prima che il bevitore cerchi assistenza, uno psicologo può guidare la famiglia o gli altri nel contribuire ad aumentare la motivazione di cambiare del bevitore. 

Uno psicologo può iniziare con il bevitore valutando i diversi tipi e gradi di problemi che il bevitore ha vissuto. I risultati della valutazione sono in grado di offrire una guida iniziale per il bevitore di ciò che sarà il trattamento e per cercare  a motivarne  il trattamento. Gli individui con problemi di alcolismo migliorare le loro possibilità di recupero cercando aiuto in anticipo.

Utilizzando uno o più dei diversi tipi di terapie psicologiche, gli psicologi possono aiutare le persone a risolvere problemi psicologici coinvolti nel loro problema con l’alcool. Un certo numero di queste terapie, compreso il trattamento e la capacità di coping cognitivo-comportamentale e la terapia di potenziamento motivazionale, sono stati sviluppati dagli psicologi. Le terapie supplementari includono approcci di agevolazione dei 12-Step che aiutano le persone con problemi di alcolismo, utilizzando programmi di auto-aiuto, come gli Alcolisti Anonimi (AA).

Queste terapie possono aiutare le persone ad aumentare la propria motivazione a smettere di bere, ad individuare circostanze che attivano il bere, ad imparare nuovi metodi per far fronte a situazioni di consumo ad alto rischio, e a sviluppare sistemi di supporto sociale all’interno delle proprie comunità.

Tutti e tre queste terapie hanno dimostrato la loro efficacia. Una analisi di approccio cognitivo-comportamentale, per esempio, ha trovato che il 58 per cento dei pazienti che ricevono un trattamento cognitivo-comportamentale risove meglio di quelli in confronto in gruppi (3). In un altro studio, interventi motivazionali riducono gli effetti delle emergenze degli adolescenti che bevuto più di altri trattamenti (4) e un intervento chiamato Rendere Alcolisti Anonimi aumenta significativamente più facilmente la probabilità di partecipanti da astenersi dall’alcool (5).  Molti individui con problemi di alcool soffrono di altre condizioni di salute mentale, come ansia e depressione grave, allo stesso tempo. Gli psicologi possono anche diagnosticare e trattare queste condizioni psicologiche “concomitanti”. Inoltre, uno psicologo può svolgere un ruolo importante nel coordinare i servizi di un bevitore nel trattamento riceve da vari professionisti della salute.

Gli psicologi possono anche fornire aiuto ai coniugi, ai familiari ed anche terapie di gruppo, che spesso sono utili per riparare le relazioni interpersonali e per risolvere il problema del bere a lungo termine. Le relazioni familiari influenzano il comportamento di bere, e questi rapporti spesso cambiano durante il recupero di un individuo. Lo psicologo può aiutare il bevitore e altri suoi significativi rapporti ad affrontare queste transizioni complesse, ad aiutare le famiglie a capire il problema del bere e ad imparare come sostenere i membri della famiglia nel recupero, e si riferiscono ai familiari di gruppi di auto-aiuto come Al-Anon e Alateen.

Perché una persona possa evitare  uno o più comportamenti recidivi e tornare al problema di bere, può essere fondamentale  avere uno psicologo di fiducia o altro professionista sanitario con il quale tale persona può discutere e imparare da questi eventi. Se il bevitore non è in grado di risolvere completamente i problemi di alcool, uno psicologo può aiutare a ridurre l’uso di alcol e ridurre al minimo i problemi.

Gli psicologi possono anche fornire riferimenti a gruppi di auto-aiuto. Anche dopo la fine formale di trattamento, molte persone cercano un sostegno aggiuntivo attraverso il continuo coinvolgimento in tali gruppi.

Disturbi alcool-correlati compromettono gravemente il funzionamento e la salute. Ma le prospettive di successo e la risoluzione dei problemi a lungo termine sono buone per le persone che cercano aiuto da fonti appropriate.
L’American Psychological Association riconosce con gratitudine l’aiuto di Peter E. Nathan, PhD, John Wallace, PhD, Joan Zweben, PhD, e A. Thomas Horvath, dottorato di ricerca, nello sviluppo di questa scheda.

 

Bibliografia

1 National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism. (2007). “FAQs for the general public.”

2 Substance Abuse and Mental Health Services Administration. (2011). “Results from the 2010 National Survey on Drug Use and Health: Summary of national findings.” NSDUH Series H-41, HHS Publication No. (SMA) 11-4658.

3 Magill, M., & Ray, L.A. (2009). “Cognitive-behavioral treatment with adult alcohol and illicit drug users: A meta-analysis of randomized controlled trials.” Journal of Studies on Alcohol and Drugs, 70 (4): 516-527.

4 Spirito, A., Sindelar-Manning, H., Colby, S.M., Barnett, N.P., Lewander, W., Rohsenow, D.J., & et al. (2011). “Individual and family motivational interventions for alcohol-positive adolescents treated in an emergency department.” Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine, 165 (3): 269-274.

5 Kaskutas, L.A., Subbaraman, M.S., Witbrodt, J., & Zemore, S.E. (2009). “Effectiveness of Making Alcoholics Anonymous Easier: A group format 12-step facilitation approach.” Journal of Substance Abuse Treatment, 37 (3): 228-239.

Updated March 2012

 

Fonte: APA.org

 

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Traduzione di Lorita Tinelli (Affiliata Internazionale APA)

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Esattamente 40 anni fa, Patricia Hearst confuse la nazione girando come rapinatrice di banche, a soli due mesi dopo che era stata rapita dalla setta violenta denominata “L’Esercito di Liberazione Simbionese“. La sua trasformazione stupefacente fu documentata dalle telecamere della banca il 15 aprile 1974.

Patricia Hearst

Eccola – nipote di William Randolph Hearst del  “Quarto Potere” – che brandisce un fucile d’assalto a canne mozze e terrorizza le persone in una banca. Aveva recentemente annunciato in un comunicato SLA registrato che aveva volontariamente aderito alla SLA nella sua lotta contro gli Stati Uniti “fascisti“. Ella prese il nome di battaglia “Tania“, in onore del compagno Che Guevara. Prima di tutto ciò, lei viveva la vita di una studentessa diciannovenne del college, in attesa di sposarsi.

Dobbiamo approfittare di questo momento per riflettere su quanto poco gli americani davvero abbiano capito i processi e le tecniche del lavaggio del cervello, noto anche come persuasione coercitiva o riforma del pensiero manipolativo, e come essi possono riferirsi a noi oggi.

 

Criminali o vittime del lavaggio del cervello?

Mentre seguivo il caso, in tempo reale, mi veniva spontaneo chiedermi quanto Patty Hearst avesse davvero cambiato il suo atteggiamento e stile di vita. Ero in soggezione per l’eredità di Hearst, avendo appena visto Il  ‘Quarto Potere‘ di Orson Welles, per un incarico nel “laboratorio” di Cinema della mia classe presso la University of Southern della California.

Forse la Hearst, dopo aver vissuto la vita isolata di una ragazza ricca  e poi come studentessa all’Università di Berkeley, era probabilmente stata svegliata dalla SLA su alcuni fatti duri circa la disparità di reddito, il razzismo  e così via. Forse si sentiva in colpa e voleva riparare diventando  parte di una rivoluzione? Gioventù ribelle? Non conoscevo gli obiettivi, ma io rimuginavo su  come una persona giovane, liberale e irriducibile  è solita fare.

E poi ho assistito con preoccupazione a riprese di uno scontro a fuoco orrendo dopo che la SLA è stata rintracciata in una casa nel centro-sud di Los Angeles, appena un paio di chilometri da dove abitavo a USC. E’ stata una delle più grandi sparatorie nella storia della polizia, con circa 9000 colpi frenetici scambiati con  i membri armati della SLA all’interno della casa, che alla fine è stata avvolta dalle fiamme. Miracolosamente, nessuno della polizia o tra i passanti è rimasto ferito nello scontro a fuoco, sebbene tutti e sei i sospettati sono morti dentro.

Si è scoperto che Patty Hearst non era presente. Ma, a dispetto di tutto, si era legata con il resto della SLA, comunicando la sua volontà di continuare a combattere  e vivendo come un fuggitiva per più di 16  mesi fino al suo arresto nel settembre del 1975. Dopo l’arresto, ha pubblicamente agito con sfida, chiamando a supporto  tutti i suoi “fratelli e sorelle” della “rivoluzione” e della sua attività di “guerriglia urbana“.

 

 

La Hearst descrive nel suo libro come il suo avvocato, il celebre F. Lee Bailey, gestì una difesa basata sul lavaggio del cervello. La giuria non vi credette, così come fecero molti americani. La Hearst fu condannata per rapina  a 35 anni di carcere, la condanna fu ben presto ridotta a sette anni. Secondo un sondaggio della California  il 75 per cento la definì  “non molto giusta” o ” troppo indulgente“.

Ho avuto personalmente alcuni sentimenti contrastanti, circa la difesa improntata sul lavaggio del cervello. In ogni caso, la sua pena fu commutata in due anni dal presidente Carter nel 1978. E il presidente Bill Clinton ha graziato Hearst poco prima di lasciare la carica nel 2001.
La trasformazione fondamentale di Patty Hearst

 

 

Ecco, questo è quello che sembrava una impressionabile politica contemporanea. Ma che cosa stava succedendo nel background?

Il libro della Hearst, pubblicato nel 1983 col titolo Every Secret Thing, descrive il rapimento e le sue conseguenze con dettagli  meticolosi e orribili. La  Hearst ha inoltre concesso un’intervista interessante a Larry King nel 2002.

Per diverse settimane fu bendata e confinata in un armadio puzzolente, tormentata, periodicamente violentata  e sottoposta ad un grossolano programma  di indottrinamento e di rieducazione secondo lo  stile maoista. La sua vita dipendeva dall’anticipare e soddisfare le richieste dei suoi rapitori. Il leader Donald “Cinque” DeFreeze e gli altri membri  la indottrinavano e la interrogavano costantemente, spiegando che l’ “Amerikkka” era una società razzista e la appellavano ripetutamente come una privilegiata “cagna borghese” e suo padre un “maiale” dello “stato fascista corporativo“. Ma di tanto in tanto  i suoi rapitori lasciavano un pò la presa e le offrivano del cibo o del te’, per poi proseguire più intensamente con crudeltà e degradazione.

Questo ciclo – isolamento , minacce e umiliazioni, intervallato da un po’ di pace (premio) per la conformità, devastò il senso di sé della Hearst. Come  poi riferì a Larry King, “La maggior parte delle volte ero con loro, la mia mente stava percorreva esattamente quello che dovevo fare … non ho avuto alcun libero arbitrio“.

I membri SLA hanno stimolato in lei un senso opprimente di dipendenza, che la indusse finalmente ad accettare la loro versione della realtà  e a mettere la sua vita passata fuori dalla sua testa. La Hearst divenne una convertita così affidabile che lei stessa iniziò a derubare non solo le banche con loro, ma non ritenne di  fuggire più tardi, quando ebbe molte occasioni per farlo.

Molti vedono il caso Patty Hearst come un classico esempio di sindrome di Stoccolma a causa delle somiglianze tra i suoi legami con la SLA e quelle degli ostaggi che, solo l’anno prima a Stoccolma, avevano simpatizzato con i loro rapinatori, anche difendono i loro carcerieri dopo che furono rilasciati. La sindrome della persona battuta è un’altra spiegazione. Una vittima di violenza domestica può rimanere in un rapporto e prendersi la colpa per l’abuso subìto, e poi entrare in un ciclo di “impotenza appresa“, in cui la fuga non è considerata un’opzione.

 

Hearst ha riferito a Larry King: “Il pensiero di fuggire da loro più tardi semplicemente non è mai entrato nella mia mente. Ero convinta che non vi era alcuna possibilità di fuga … Semplicemente non mi è mai venuto in mente“.

Né si rese conto durante il processo che stava per essere così decisivamente manipolata. King le chiese: “Una persona con lavaggio del cervello non sa dal punti di vista temporale di essere nella fase di lavaggio del cervello, vero? “.  La Hearst rispose: “No. No. Esse non lo sanno. … Io ero così andata oltre che non avevo idea di quanto doloroso fosse“.

Dopo il suo arresto, la Hearst ha trascorso del tempo con due psichiatri ampiamente noti per la loro competenza sui culti: la Dr.ssa Margaret Thaler Singer e il Dr. Robert Jay Lifton. Dopo appena un paio di settimane di separazione dalla SLA, la Hearst divenne libera di ciò che Lifton aveva denominato “poltiglia“,  un accumulato di riforma del pensiero, aveva e recuperato il suo concetto di sé. Ella riferì a King: “Non avevo il libero arbitrio fino a quando sono stata separata da loro per circa due settimane. E poi improvvisamente ha cominciato ad albeggiare che semplicemente non erano più lì. Avrei potuto effettivamente pensare i miei pensieri“.
La trasformazione d’America

Si potrebbe pensare che il pubblico americano sarebbe interessato ad imparare una cosa o due su come funziona la persuasione coercitiva. In realtà, non c’è bisogno di essere rinchiuso in un armadio con una pistola alla testa per essere vulnerabili alla persuasione coercitiva. Essere isolati, dipendenti e indottrinati sarà sufficiente.

Quindi è possibile che qualcosa di ancora più grande è in divenire? Altre nazioni nella storia hanno visto “trasformazioni” in una notte nel carattere. Perché noi no? In realtà, possiamo essere trasformati in massa in modo che tutti noi conformiamo a modi più “benefici” di vivere la nostra vita, modi che sono in accordo con quelli  doppiati dalla ““scelta architettata“?

Le modificazione del comportamento sono infatti dinamici, anche se le tattiche spesso sembrano un segreto ben custodito. L’anno scorso la Casa Bianca ha lanciato una “squadra di intuizioni comportamentali” cui ha assegnato il compito di “miglioramento delle politiche“, attraverso intuizioni sul comportamento umano. Queste intuizioni sul nostro comportamento, si prega di notare, non sono per far capire a noi il nostro beneficio, ma servono al governo per realizzare quello che ritiene più opportuno.

Prendiamo come un dato di fatto che la persuasione politica è parte della vita pubblica. Ma allo stesso modo prendiamo come un dato di fatto che la manipolazione del governo viene deliberata sulla popolazione utilizzando le tecniche di persuasione coercitiva e inconsapevole rappresenta una grave minaccia per le nostre libertà. Se vogliamo ridurre la nostra predisposizione all’influenza coercitiva, dobbiamo cominciare dalla comprensione dei suoi processi e tecniche.

 

Caratteristiche principali di persuasione coercitiva

Nel suo libro I Culti in mezzo a noi del 1995, Margaret Thaler Singer (deceduta nel 2003) esplora in dettaglio i metodi e i processi di persuasione coercitiva. Questi metodi sono utilizzati non solo dai leader di culto, ma da chiunque manipoli il comportamento degli altri, al fine di promuovere un’agenda nascosta, che spesso coinvolge il consolidamento del potere. (A proposito, alcuni esperimenti molto eloquenti che rivelano la vulnerabilità delle nostre menti alla manipolazione e all’influenza sociale sono quelli di Stanley Milgram, ora etichettato come controverso, e di Solomon Asch).

Margareth Singer

 

Secondo la Singer le tattiche di un programma di riforma del pensiero sono organizzate per fare tre cose:

- destabilizzare il senso del sé di una persona;

- ottenere che la persona modifichi la propria visione del mondo e accetti una nuova versione della realtà;

- e sviluppare dipendenza nella persona, trasformandola in un agente schierabile per il controller o l’ordine del giorno.

La Singer elenca inoltre sei condizioni che creano un clima favorevole alla persuasione coercitiva:

1) Mantenere la persona inconsapevole che ci sia un ordine del giorno per controllare o modificare la persona e i suoi pensieri
2) Controllare il tempo  e l’ambiente fisico
3) Creare un senso di impotenza, paura e dipendenza
4) Sopprimere il comportamento e gli atteggiamenti vecchi
5) Infondere un nuovo comportamento e nuovi atteggiamenti
6) Organizzare un sistema chiuso di logica

L’atmosfera di coercizione è rafforzata dal comportamento pre-modellato. In pratica, questo significa che in una stanza piena di persone che sussurrano è più probabile sussurrare troppo. Oppure, se si è esposti a uno slogan abbastanza spesso, lo si ripeterà, anche se non si capisce che cosa significa.

Un’altra caratteristica della persuasione coercitiva, secondo Robert Jay Lifton, è quella di promuovere un clima in cui l’ordine del giorno è visto come un movimento elitario per coloro che sono illuminati. Coloro che si oppongono all’ordine del giorno sono classificati come esseri inferiori.

 

La paura umana universale e il dolore dell’isolamento sociale sono evidenti e al centro di questi metodi. Si consideri che i membri SLA hanno fisicamente separato Patty Hearst dai suoi amici e familiari. Sono diventati poi un punto di riferimento mentale ed emotivo per la sua separazione con la loro etichettatura ripetuta di “borghese” e “fascista“. Nella sua mente, l’unico legame umano possibile era con i suoi rapitori.

 

Correttezza politica è persuasione coercitiva ( o “PC = CP”)

La realizzazione spaventosa è che queste tecniche funzionano sulla massa molto bene.

Possiamo vedere un accenno al fenomeno che chiamiamo “correttezza politica“, perché indirizza le persone a censurare il loro linguaggio e il loro comportamento, al fine di allinearsi dietro agende politicamente corrette. In un certo senso, la correttezza politica, anche se più sottile, è analoga a quello stanzino buio in cui Patty Hearst è stata isolata, bendata e incessantemente indottrinata. Serve a farci tacere  e a creare le condizioni in cui gli arbitri della correttezza sono in grado di abbattere la vecchia visione del mondo e ricostruirla secondo la loro immagine. Ci è stato detto che essere uno di loro significa essere moralmente superiore, dal lato giusto della storia. Coloro che si oppongono sono classificati, più volte e ad alta voce come: bigotto, razzista, omofobo.

Un modello sofisticato di persuasione coercitiva è illustrato nel libro di Cass Sunstein e Richard Thaler libro “ Nudge: Improving Decisions about Health, Wealth, and Happiness (Nudge: Migliorare le decisioni riguardanti salute, ricchezza e felicità)”. Essi spiegano come utilizzare la pressione dei pari e l’accesso alle informazioni al fine di influenzare gli altri ad adottare un ordine del giorno. Nudge è allo stesso tempo un playbook per manipolatori e un manuale di indottrinamento per le reclute non-così-allineate a programmi di alimentazione di centralità nel libro. Cass Sunstein ha anche delineato un modello di “formazione della credenza collettiva“, che descrive come le opinioni plausibili possono essere prodotte attraverso un sistema di punizioni sociali/reputazionali e benefici – in un articolo su Stanford Law Review sulla Disponibilità, Cascades, 1999. Il suo co-autore Timur Kuran , ha scritto un intero libro su come funziona “La preferenza alla falsificazione” .

Quando siamo in uno stato vulnerabile di isolamento e soggetto a degrado, le difese del cervello perdono forza, anche se sentiamo che stiamo manipolati. I dubbi, il rifiuto e il degrado coltivano il desiderio anche per l’illusione di accettazione umana. Così, quando Larry King ha chiesto Patty Hearst se qualcuno dei membri SLA era “simpatico“, ella ha risposto che essere “trattati bene” di solito significa  “non essere stati uccisi“. Essere stati trattati bene di solito significava: tu non sei stato socialmente evitato.

Quando un prigioniero di correttezza politica sente che non c’è via d’uscita, molto spesso l’unico modo per soffrire meno è cerare di adattarsi al legame con i rapitori.

 

” La psicotecnica di riforma del pensiero non ha intenzione di andare via “

L’opinione pubblica fabbricata sui matrimonio tra lo stesso sesso negli ultimi anni è un esempio lampante di come funziona la persuasione coercitiva. Come le persone diventano sempre più timorose di esprimere una comprensione finora innocua sul matrimonio come istituzione uomo-donna, tacciono e di conseguenza alimentano l’ordine del giorno avversario. La minaccia di isolamento-etichettatura è una motivazione forte, perché la sopravvivenza umana è legata ad essa. Per Exhibit A, si veda questo articolo su Eich, Brendan, di Mozilla .

Se facciamo un passo indietro e prendiamo tutto questo per buono buono, non ci dovrebbe essere alcun dubbio che la persuasione coercitiva può accadere su scala di massa in America. Quelli che spingono l’agenda per primi coltivano un clima che crea la punizione sociale per il dissenso e le ricompense sociali per la conformità. Etichettare chiunque sia in disaccordo come un bigotto o un “nemico“, una non-persona. Premiare chi è d’accordo con riconoscimenti pubblici. Prima di conoscerla, anche noti vecchi sapientoni conservatori che temono di diventare irrilevanti, puntano su di essa e contribuiscono in tal modo al colosso.

In “I culti in mezzo a noi” la Singer ha avvertito che le tecniche dei culti “dovrebbero essere studiate e rivelate in modo che i cittadini possano acquisire contromisure, al fine di evitare di essere sfruttati da questi gruppi“. Ha anche ammonito: «La psicotecnica di riforma del pensiero non sta per andare via … L’istruzione, l’informazione e la vigilanza sono costantemente necessari se vogliamo mantenere noi e le nostre menti liberi“.

Stiamo facendo questo? Difficilmente. In realtà, sembra che potremmo utilizzare l’istruzione e l’informazione per aiutare a mantenere le nostre menti chiuse. Consideriamo una base comune, che rafforza effettivamente la conformità in materia di istruzione. (Forse dovrebbe essere soprannominata “Culto comune“?) I codici di comunicazione nei campus universitari parlano di pensiero indipendente.

Per quanto riguarda le informazioni, i media in generale hanno la propria agenda, come fanno quelli di Hollywood e del mondo accademico. Non abbiate intenzione di ottenere informazioni oggettive sui processi e sulle tecniche di lavaggio del cervello da loro. Il marketing in generale è diventato sempre più sofisticato, con forme sempre più sottili di seduzione e sfruttamento.

L’Accademia ha anche soppresso l’intera idea di lavaggio del cervello come politicamente scorretto. La Singer fu nominata dalla American Psychological Association a capo di una task force sui metodi ingannevoli e indiretti di persuasione e controllo (DIMPAC). Ma una cosa divertente è accaduta sulla strada per l’approvazione. Nel 1987 l’APA inaspettatamente ha respinto la relazione DIMPAC che aveva chiesto. Essa ha sollecitato che non fosse reso pubblico e criticato l’uso del termine “lavaggio del cervello” come “un concetto teorico non riconosciuto“.

E per quanto riguarda la vigilanza? Beh, senza educazione e informazione la vigilanza non può radicarsi. Purtroppo questo significa che se chiedi informazioni sul lavaggio del cervello è probabile che vi verrà detto di rimuovere gentilmente il cappello di carta stagnola.

 

La chiave per la libertà : Educazione e informazione da parte di individui

Quindi la strada da percorrere sarà una di massima. Ma le forze che controllano l’istruzione e le informazioni centralizzate ancora non controllano le nostre relazioni e conversazioni personali uno ad uno. Qui è dove risiede il nostro potere, in quanto dissidenti dell’era sovietica chiamata la “sfera nascosta“. E questa è la chiave per costruire una cultura di consapevolezza e ricostruire la società civile.

L’ironia di tacere sulle nostre convinzioni quando si viene abusati è che in realtà scaviamo il nostro buco più profondo. Ogni dissidente si sente solo, forse anche in una stanza piena di dissidenti. Ogni singolo si rassegna alla firma con il percepito come “maggioranza” . E coloro che si identificano con l’agenda PC diventano sempre più induriti e intolleranti del dissenso. Un interessante a parte è che la collaborazione con una persona può avere un effetto enorme nel rompere il conformismo sociale, come l’esperimento di Asch ha osservato: “Quando l’unanimità è perforata, il potere del gruppo è notevolmente ridotto

Mentre era in carcere, Patty Hearst ha chiesto libri di Doris Lessing , una marxista e ‘icona femminista, che ha finito per poi diventare un campione della libertà personale.

Lessing ha detto in questo modo:

Siamo in grado di stare in una stanza piena di cari amici, sapendo che nove decimi di loro, se il pacco lo richiede, diventeranno i nostri nemici … ma c’è sempre la minoranza che non lo fanno, e mi sembra che il nostro futuro, il futuro di tutti, dipende da questa minoranza. E che dovremmo pensare dei modi per educare i nostri figli a rafforzare questa minoranza e non, come la maggior parte fa ora, a venerare il pacco … Ma se i governi, se le culture, non incoraggiano la loro produzione, quindi individui e gruppi possono e dovrebbero“.

Come cominciamo a fare questo? Forse la risposta è molto semplice. Forse davvero tutto sta nel raggiungimento e nella costruzione di relazioni personali felici, senza aspettarsi nulla in cambio. Forse si tratta di lasciare entrare gli altri nella vostra sfera personale – lavoro, scuola o di quartiere – soprattutto quelli che vi piacciono e hanno fiducia in voi. Ognuno di noi ha il potere di rendere più amici e andare oltre i nostri circoli isolati per costruire vere e proprie comunità basate sulla fiducia reale (comunità non false costruite sull’autocensura). Abbiamo potuto conoscere i nostri vicini, condividere alcune buone risate, e scambiare apertamente idee.

Facendo queste cose ogni singolo viola le pareti di isolamento costruito da mediatori di potere e coltiva una cascata di fiducia, buona volontà e di civiltà per tutti.

Stella Morabito can be followed on Twitter here.  She blogs at www.stellamorabito.net

 

Fonte: http://thefederalist.com/2014/04/15/cults-in-our-midst-patty-hearst-and-the-brainwashing-of-america/

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

SEGNALAZIONE

 

Negli ultimi mesi, anche a seguito a fatti di cronaca, si è aperto un dibattito, che spesso ha assunto anche toni vivaci, sulla legge sulla omofobia e sulla cura agli omosessuali. Di seguito segnalo alcuni articoli che mi hanno fatto riflettere su quanto spinoso sia l’argomento anche tra studiosi.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chiara-atzori-quante-bugiesu-gay-e-terapie-riparative-7662.htm

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2914

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omofobia-psicologi-costretti-al-silenzio-7155.htm

Che ne pensate?

Lettera firmata

 

COMMENTO REDAZIONALE DI LORITA TINELLI

 

..«Dovevo chiedere scusa alla comunità gay per i miei studi che sostengono tesi fasulle sull’efficacia delle terapie riparatorie», incalza, «e voglio anche chiedere scusa a tutte le persone gay che hanno perso tempo ed energia sottoponendosi per colpa mia a tali inutili terapie».

Robert Spitzer, MD

 

 

Come evidenzia la segnalazione giunta al nostro Osservatorio, ultimamente il dibattito sull’omosessualità è divenuto sempre più  acceso e serrato, tanto da richiedere addirittura la necessità di una legge sull’omofobia.

Che nel 2014 l’informazione riguardante l’omosessualità sia ancora confusa e pregna di pregiudizi, lo si evince dall’emblematica pubblica confessione  fatta dall’Onorevole Giovanardi nel salotto di Porta a Porta nel gennaio scorso. Egli racconta di essere finito all’ospedale per la frase proferita da sua figlia: “Papà sto con un rasta, di colore e forse gay”.

I brutti fatti di cronaca degli ultimi mesi, hanno rimarcato il clima di pregiudizio e di profonda intolleranza nei confronti di una diversità di difficile metabolizzazione e che provoca profonda sofferenza nei soggetti interessati.

Simone, 21 anni che si lancia dall’undicesimo piano di un ex pastificio dopo aver lasciato uno scritto “L’Italia è omofoba”, tanto per fare un esempio.  Oppure Roberto, 14 anni, che si butta dal tetto dopo aver lasciato una lettera in cui rivelava di essere gay.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso l’Ufficio nazionale antidiscriminiazioni razziali (Unar), ha pensato bene di progettare degli interventi educativi e di sensibilizzazione da realizzare nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di fornire utili strumenti a tutti i principali attori della stessa. Si tratta di percorsi di educazione socio-affettiva e di prevenzione del bullismo sulle tematiche dell’orientamento sessuale. L’intero progetto è racchiuso in tre opuscoli intitolati “Educare alla diversità a scuola”, oppurtunamente elaborati su commissione dall’istituto A.T. Beck per la terapia cognitivo-comportamentale, ed è volto ad offrire strategie concrete per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Tale progetto non è piaciuto ad un avvocato di Varese, Gianfranco Amato,  collaboratore della Curia Diocesana di Grosseto, il quale ha prontamente diffidato il Governo a ritirarlo, Secondo l’Avvocato Amato il progetto di sensibilizzazione non va bene non solo perchè sarebbe gestito dal  Gruppo nazionale di lavoro Lgbt  «formato da 29 associazioni tutte e solo di quella sponda, come Arcigay, Arcilesbica e Movimento identità transessuale», ma anche perché sarebbe stato  creato un osservatorio di polizia, che a suo dire  “metterebbe in riga gli omofobi (http://www.ilgiornale.it/news/interni/mi-denuncio-sono-omofobo-e-pronto-ad-andare-galera-992845.html). In realtà si tratta dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) istituito allo scopo di agevolare le vittime di reati a sfondo discriminatorio (hate crimes o crimini d’odio), nel concreto godimento del diritto all’uguaglianza dinanzi alla legge ed alla protezione contro le discrimimaznioni (http://www.poliziadistato.it/articolo/22017/)

Seppur sinteticamente si sono qui evidenziati quegli atteggiamenti che impediscono il l’instaurarsi di un vero cambiamento cognitivo e sociale, che porterebbe a non ricadere nella trappola della visione unilaterale e quindi ad aprirsi alla ricchezza e al rispetto dell’altro. Ciò significa che bisognerebbe parlarne ancora, per poter affrontare l’argomento in maniera quanto più chiara e corretta possibile. E soprattutto con l’ausilio di professionisti aperti e realmente intenzionati a offrire contributi validi alla scienza, ma anche ad alleviare le sofferenze dell’animo umano.

 

 

parere_expPARERE DELLA DOTT.SSA PAOLA BIONDI

 

Mi è stato chiesto di commentare tre articoli pubblicati su siti di matrice cattolica tra agosto e novembre 2013.

Tutti e tre parlano di terapie riparative e della possibilità paventata, ma non dimostrata, di poter modificare un orientamento sessuale e affettivo omodiretto.

I fatti

Il 20 agosto 2013 l’Avv. Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione Giuristi  Cattolici Italiani (condizione che potrebbe suscitare qualche perplessità sulla sua capacità di restare neutrale sui temi trattati, esattamente come si contesta a persone vicine ad associazioni lgbt o partiti come quello di Vendola) è ospite della trasmissione “Unomattina Estate” e discute sulla possibilità che una legge contro l’omofobia possa impedire la “libera espressione” delle proprie idee.

In seguito alle sue dichiarazioni in studio c’è stata una mobilitazione da parte di alcune associazioni e attivisti per i diritti delle persone omosessuali/transessuali con la richiesta alla Commissione di Vigilanza Rai di monitorare personaggi e discorsi potenzialmente discriminatori nei loro confronti.

Il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Luigi Palma, ha condannato fermamente queste posizioni a sostegno delle terapie riparative in quanto non fondate scientificamente e invitando nuovamente gli psicologi e le psicologhe italiane al rispetto del codice deontologico.

Gli articoli

Negli articoli che mi sono stati proposti si passa dalla difesa a spada tratta della dott.ssa Aztori, infettivologa a parere dell’autore accusata ingiustamente da attivisti lgbt,  alla lettera di difesa dell’avv. Cerelli da parte di un presunto psicologo italiano. Costretto a non firmarsi per evitare l’espulsione dal suo ordine di appartenenza. Insomma partiamo proprio dalla fantascienza e dalle fantasie molto fervide di qualcuno.

La dott.ssa Aztori è infettivologa presso l’ospedale Sacco di Milano. Non si capisce quindi perché relazioni (come dice l’articolo) in convegni sull’omosessualità e sulle terapie riparative non avendone né competenze né qualifiche per farlo.

Nell’articolo si parla anche di Joseph Nicolosi, uno dei padri delle terapie di riconversione sottolineando come sia ancora un membro dell’APA, che l’autore traduce come American Psychiatric Association ignorando evidentemente che Nicolosi è uno psicologo e NON uno psichiatra.

L’APA a cui apparteniamo entrambi (Nicolosi e io) è invece l’American Psychological Association composta da circa 134.000 psicologi di tutto il mondo. E’ la stessa APA che nell’agosto del 2009 ha pubblicato il Report sui SOCE (Sexual Orientation Change Efforts) dichiarando con fermezza e senza ombra di dubbio che:

-         E’ necessario distinguere orientamento sessuale (e affettivo) da identità di orientamento sessuale.

-         Non ci sono evidenze scientifiche della possibilità di modificare l’orientamento sessuale.

-         Le terapie che hanno come obiettivo il cambiamento dell’orientamento sessuale sono inefficaci, spesso dannose e laddove ci siano stati vantaggi questi sarebbero stati possibili anche con altre forme di terapie che non condividono lo stesso obiettivo di base. Cioè che non pretendono di modificare l’orientamento sessuale.

Negli articoli, inoltre, si parla di ideologia omosessualista, termine ignoto alla comunità professionale e scientifica internazionale che da decenni studia l’identità sessuale, ma  spesso presente in comunicazioni, post, commenti sui social di persone che condividono un’altra ideologia: quella cattolica.

Nella lettera del presunto psicologo costretto suo malgrado all’anonimato ci sono diverse inesattezze.

La scelta di non firmare con il proprio nome e cognome rende privo di valenza “scientifica” anche il contenuto del testo, nel senso che potrebbe essere stato scritto da chiunque e se così fosse non potrebbe essere considerato frutto di un professionista, magari competente in materia.

Resta quindi solo una lettera scritta da chiunque, che conosce solo una parte della letteratura scientifica in merito e soprattutto del codice deontologico citato.

Si citano studi scientifici strabilianti che validerebbero l’ipotesi della possibilità di modificare l’orientamento sessuale come se fossero la bibbia. In particolare quello di Spitzer è stato disconfermato dallo stesso autore nel 2012, che ha ammesso che il campione utilizzato per lo studio non era adeguato né rappresentativo, che il metodo utilizzato non era corretto e ha chiesto pubblicamente scusa alle persone omosessuali che hanno sofferto inutilmente in questi anni perché convinti di poter cambiare la propria condizione, proprio sulla base del suo famoso studio.

Ad oggi gli studi che parlano di re-orientamento sessuale pongono l’attenzione sulla modifica del comportamento sessuale di persone in realtà bisessuali (prima dello studio avevano avuto ad es. relazioni anche con donne) convalidando il presunto successo della terapia con il suggellamento di un matrimonio, magari con figli. Ma in molti casi si tratta di matrimoni bianchi (senza rapporti sessuali) o di persone che, se intervistate, dichiarano che in realtà il loro desiderio omosessuale è ancora vivo e presente, ma che hanno semplicemente scelto di non viverlo adattandosi ad una vita eterosessuale che l’intera società (e la comunità a cui appartengono, spesso molto religiosa) approva e sostiene.

Appare strano che, nell’ipotesi che l’orientamento sessuale sia modificabile da psicoterapia o pseudoterapie, nessuna persona eterosessuale sia a disagio e desideri modificare il proprio diventando omosessuale. E questo considerando che l’eterosessualità è l’orientamento più comune, decisamente considerato accettabile e molte società siano eterosessiste. Si parla, infatti, sempre e solo di orientamento omosessuale come disturbante, come invalidante, come indesiderato e come MODIFICABILE.

Sarebbe più corretto, a mio avviso, invece, parlare di orientamento sessuale e affettivo a tutto tondo. Altrimenti si rischia di cadere nella favola dell’omosessuale egodistonico, il cui futuro appare inevitabilmente e inderogabilmente buio e triste, che aspira ad un’eterosessualità felice e perfetta da mulino bianco. Che sappiamo bene essere inesistente e idealizzata, mentre esistono moltissime esperienze di omosessualità felici , consapevoli, serene e soprattutto fertili e prolifiche.

Insomma non è l’omosessualità di per sé che rende infelici né l’eterosessualità di per sèche garantisce una vita felice e soddisfacente, ma sicuramente più facile e forse più “comoda”.

Nello stesso articolo che ospita la lettera del presunto collega si cita l’articolo 4 del Codice Deontologico che impone alle psicologhe e agli psicologi italiani il rispetto dell’autoaffermazione del cliente.

Vorrei chiedere al presunto collega se questo articolo, a suo parere, vale anche per le pazienti anoressiche che arrivano in studio chiedendo a  lui/lei di essere aiutate a perdere altri 20kg o ai pazienti che chiedono sostegno perché desiderano ardentemente avere un’intimità con bambini di 5 anni.

Non è anche in questi casi obbligo del/la professionista di rispettare l’autoaffermazione del paziente stesso?

Mi sembra opportuno ricordare, invece, la necessità di rispettare l’articolo 5 del Codice Deontologico :

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale.

Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.”

Concludendo, appare necessario evitare commistioni tra credenze e valori religiosi, assolutamente rispettabili , ma privi di scientificità e alcuni concetti e costrutti validati dalla comunità scientifica internazionale, sia perché i primi riguardano una parte della popolazione e non la totalità, sia perché non possono essere questi a determinare la validità di teorie scientifiche.

Ma soprattutto perché da psicologi l’unico obiettivo che dovremmo avere è la salute psicofisica dei nostri clienti e di sicuro propinare soluzioni inattuabili e illusorie rappresenta un danno maggiore del disagio per un orientamento sessuale e affettivo non eterosessuale per il quale si temono discriminazioni e ripercussioni nell’ambiente in cui si vive.

Fonte: Osservatorio di Psicologia nei media

di  Charlotte Allen

UNIVERSITA’ DI SOCIOLOGIA DI RUTGERS – Il professore di sociologia Benjamin Zablocki ha studiato le sette – ora chiamate, grazie alla politica della correttezza accademica,  “nuovi movimenti religiosi“, o NMR -  durante la metà degli anni 60, quando, mentre frequentava la scuola di specializzazione presso la Johns Hopkins, aveva comprato con novantanove dollari un biglietto per il bus Greyhound che gli ha permesso di viaggiare in tutto il paese e di visitare tutte le comunità religiose che riuscì a trovare. “Il mio stile di ricerca è l’osservazione partecipante ” spiega. “Io vivo con i gruppi, lavo i piatti con loro, prego con loro e mi immergo nel loro modo di vivere“.

Pof. Zablocki

Dopo anni di incontri diretti con una varietà di gruppi religiosi, spiccava un fenomeno ricorrente. “Ho visto gente passare attraverso una esperienza molto particolare” – ricorda Zablocki -  “Perdeva peso e si isolava. Non era facile avere una conversazione con loro, sembravano essere in un mondo diverso“.

 

 

In un primo momento Zablocki credette che i membri dei culti, con cui parlava, stessero vivendo una crisi spirituale -  “La notte oscura dell’anima, come era avvenuto per Santa Teresa o per San Giovanni della Croce“. Ma dopo aver letto la teoria della riforma del pensiero di Robert Lifton e la Psicologia del Totalitarismo (1961) nonchè gli studi sulla persuasione coercitiva di Edgar Schein (1961), oltre agli studi famosi sul controllo mentale e sulla “rieducazione” praticata dai cinesi sui prigionieri di guerra americani, catturati durante il conflitto coreano, Zablocki abbracciò un’altra spiegazione: quella del lavaggio del cervello. Lifton e le teorie di Schein sul lavaggio del cervello al prigioniero, un processo che comportava la privazione sensoriale, l’obbligo di confessioni e il controllo completo dell’ambiente come mezzo per manipolarlo attraverso i suoi carcerieri,  gli fecero elaborare una descrizione più adatta per spiegare il comportamento che aveva osservato tra i membri teoricamente volontari dei gruppi religiosi. Da gruppo a gruppo, i soggetti di Zablocki avevano riferito di subire riti più simili ad un campo di prigionia rispetto ad una scuola media della Domenica: erano stati privati ​​del sonno, ed era stato chiesto loro di scrivere confessioni, gli è stato detto che le confessioni non erano sufficienti.

 

La conversione di Zablocki alla teoria del lavaggio del cervello poteva sembrare di buon senso per un pubblico cresciuto con le immagini televisive di cultisti zombie che commettono crimini diabolici o con gli esperimenti del controllo mentale dei cinesi raccontati nel film del 1962 The Manchurian Candidate. Ma tra gli scienziati sociali il lavaggio del cervello è stata una teoria aspramente contestata per diverso tempo. Nessuno dubita che una persona possa comportarsi in modo particolare quando è minacciata con forza fisica (cosa non faresti con una pistola puntata alla testa?), ma in assenza di armi o di sistemi di tortura, può una persona essere manipolata contro la sua volontà?

 

La maggior parte dei sociologi e degli psicologi che studiano i culti rispondono di no. Per cominciare, il lavaggio del cervello non è come Zablocki stesso ammette: “un processo che è direttamente osservabile“. E anche se il lavaggio del cervello potesse essere isolato e misurato in uno studio clinico, obiezioni etiche farebbero concepire un simile test quasi impensabile. (Che tipo di rinunce avreste dovuto firmare prima di permettere a voi stessi di essere vittime del lavaggio del cervello?)

Negli ultimi dieci anni, mentre la teoria del lavaggio del cervello ha goduto di un alto profilo nei media – invocata per spiegare disastri sensazionali dei culti, dal suicidio di massa dei membri della Heaven’s Gate ai dodici morti col sarin nella metropolitana di Tokyo attribuiti ad Aum Shinrikyo -  gli studiosi dei culti  hanno evitato il termine come un sintomo di paranoia della Guerra Fredda e dell’isteria degli antisette. Invece essi favoriscono le spiegazioni più benigne di appartenenza al culto. Le alternative includono la teoria dell’”etichettatura“, che sostiene che non c’è niente di sbagliato nelle religioni alternative, che il problema è quello della etichettatura pregiudizievole da parte di una cultura dominante che vede i membri del culto come creduloni positivi al lavaggio del cervello, e la “condizione preesistente” è una teoria che postula che i membri del culto sono persone che sono malate di mente o altrimenti disadattate prima di aderirvi. (Un paio di studiosi hanno addirittura proposto la malnutrizione come una condizione preesistente, sostenendo che la carenza di calcio può rendere le persone inclini a suscettibilità carismatica).

Così, quando Zablocki ha pubblicato, indignato, la difesa della teoria del lavaggio del cervello in sessanta pagine nell’ottobre 1997 e nell’aprile 1998 su Nova Religio, una rivista accademica dedicata ai sistemi di credenze alternative, ha innescato uno scompliglio nel campo accademico. Indicando gli “alti costi di uscita” che alcuni culti hanno causato a coloro che cercavano di fuggire, con l’allontanamento dai genitori e dai beni, e con le velate minacce, Zablocki ha sostenuto che questi erano indicatori del lavaggio del cervello, segni che alcuni gruppi stavano usando la coercizione psicologica per mantenere il controllo totale sui propri membri. Pur avendo ammesso di non poter dimostrare empiricamente il lavaggio del cervello, ha sostenuto che per lo meno il concetto non dovrebbe essere scartato a priori. «Non è il mio scopo affermare che attualmente possediamo prove che dimostrino che il lavaggio del cervello è la migliore spiegazione dell’attività dei NMR” ha scritto. “Il mio obiettivo è più modesto e consiste nel dimostrare che il lavaggio del cervello è una congettura precisa e verificabile empiricamente su un processo socio-psicologico molto importante e che è stato trattato molto male dalla opinione di maggioranza all’interno della sociologia della religione“.

I colleghi di Zablocki rimasero impressionati. In una risposta pubblicata anche in Nova Religio, David Bromley, sociologo alla Virginia Commonwealth University, che aveva studiato la Chiesa dell’Unificazione del reverendo Sun Myung Moon, si è lamentato che nella formulazione del lavaggio del cervello di Zablocki, il concetto  fosse stato scivoloso, limitato  e, in ultima analisi, non verificabile e vago. Inoltre, egli sottolineò che i culti in genere avevano scarso successo di reclutamento, avevano alti tassi di turnover (le reclute in genere fuoriuscivano dopo pochi mesi e quasi nessuno vi rimaneva per più di due anni), e una vita breve, tutti  motivi di serio scetticismo circa l’ipotesi di lavaggio del cervello. Anche se si evidenziavano questi fatti, Bromley ha aggiunto “la straordinaria varietà di origini culturali, modelli di sviluppo organizzativo e stili di leadership di questi gruppi pongono un problema nello spiegare come sembrano aver scoperto la stessa tecnica di  ‘lavaggio del cervello’ quasi esattamente nello stesso momento storico

 

Prof. David Bromley, Sociologo

 

Una rapida indagine su campo rivela che Bromley è ben lungi dall’essere l’unico dubbioso. Eileen Barker, sociologa della London School of Economics, che ha anche studiato la Chiesa dell’Unificazione, sostiene che “la gente lascia regolarmente i Moonies di propria spontanea volontà. I culti sono in realtà meno efficienti a trattenere i loro membri rispetto ad altri gruppi sociali. Investono molta pressione su di loro per farli rimanere in love-bombing, sensi di colpa,  viaggi, ma questo non funziona. Vorrebbero esercitare il lavaggio del cervello, ma non possono“.

 

Eileen Barker

 

L’astio è una caratteristica tipica tra gli studiosi dei culti che la pensano diversamente. Separati dall’ideologia, dalla formazione  e dalla storia disciplinare, i sociologi e gli psicologi che studiano i culti si confrontano su un enorme  – qualcuno direbbe incolmabile – abisso culturale. E il dibattito spesso scende sul personale. Anche se ci sono alcuni recenti segnali di riavvicinamento, gli studiosi antagonisti hanno spesso cercato di screditare le reciproche motivazioni e le rispettive ricerche. Competono per definire la natura dei culti, combattono per il controllo delle loro associazioni professionali e litigano aspramente nelle aule di tribunale.

Il campo è stato completamente polarizzato“, osserva Thomas Robbins , un sociologo della religione indipendente di Rochester, Minnesota. Egli spiega: “Vi sono persone, per lo più sociologi della religione o studiosi religiosi, che tendono a guardare i culti in modo interpretativo, dal punto di vista dei loro membri, essi vengono etichettati come apologeti delle sette, e ci sono quelli che vedono i culti  come fondamentalmente distruttivi: sono per lo più psicologi e sociologi che vengono etichettati come avversari dei culti. La maggior parte dei libri sul tema protendono per una parte o per l’altra  e gli studiosi su entrambi i lati non leggono reciprocamente i loro libri“.

La parola “culto” è di per sé motivo di contesa accademica e viene  usato per descrivere i movimenti religiosi che non rientrano nella classificazione del sociologo tedesco Max Weber di chiese (organizzazioni aperte a chiunque sia nato o battezzato in loro) e “setta” (sottogruppi separatisti che richiedono purezza teologica o morale come condizione di appartenenza). Dal punto di vista della maggior parte dei sociologi la fedeltà a un leader carismatico con l’adesione a una particolare teologia è una caratteristica che distingue un culto da una setta. (Un altro tratto distintivo è la tendenza dei culti ad incapsulare o incorporare almeno alcuni dei loro membri in un modo di vita e una serie di valori di gruppo che sono radicalmente in contrasto con la cultura circostante).

Nuovo movimento religioso” è un termine relativamente recente, una designazione con valore neutro, coniato sulla scia dei disastri come Jonestown e Waco,  come  tentativo da parte degli scienziati sociali di prendere le distanze dal popolare pregiudizio anti-sette. In realtà, il termine è fuorviante: molti dei sistemi di credenze promosse da NMR non sono affatto nuovi ma sono emanazione eccentriche del Cristianesimo o dell’ancor più antico buddismo e induismo. Inoltre, alcuni culti come Scientology  e Lifespring Inc., hanno contenuti religiosi minimi e possono essere definiti con maggiore precisione come terapia laica o organizzazioni di auto-realizzazione. (Anche così nel 1993 Scientology ha vinto la designazione dell’Internal Revenue Service come chiesa).

A complicare ulteriormente le cose, i ricercatori utilizzano spesso molto diversi, anche contrastanti, approcci nel loro lavoro. Gli Psicologi, per esempio, tendono a sottolineare come uno stimolo ambientale ripetuto può provocare una risposta condizionata, privando i soggetti della loro autonomia. I Sociologi, al contrario, di solito riconoscono un modello di conversione volontaria per la religione, il quale postula che le persone si uniscono ai culti per motivi generalmente razionali, collegati alla capacità del gruppo di soddisfare le loro esigenze: per una teologia trascendente, per forti legami di parentela e di solidarietà, per il sostegno sociale sufficiente a  consentire loro di uscire dalla droga o comunque a trasformare le loro vite personali. (Per esempio, uno studio ha dimostrato che gli schizofrenici hanno aderito a culti che hanno funzionato meglio dei farmaci o di una psicoterapia convenzionale).

Tutte queste differenze avrebbero potuto essere semplicemente di interesse accademico se non fosse per la popolarità duratura dei culti stessi. Entro la fine del 1960, contrariamente alle aspettative di molti studiosi laici, strani gruppi religiosi, radicalmente separatisti cominciavano a proliferare. Hanno attirato un gran numero di adepti, spesso tra i giovani provenienti da famiglie benestanti che erano cresciuti senza credenze religiose. Inorriditi i genitori borghesi assistevano al decadimento della loro un’istruzione universitaria e i loro figli scendere giù per la scala sociale a vendere fiori per la strada con i Moonies, radersi la testa e chiedere l’elemosina con gli Hare Krishna  o distribuire opuscoli su Gesù con un movimento nella metropolitana. I media hanno riferito reazioni di violenza nei culti e di casi di giovani che consegnavano ingenti somme di denaro alle nuove religioni.

La cosa più allarmante di tutto per i genitori era che molti dei culti erano organizzati in una vita comunitaria rigida, dove era necessario che i membri tagliassero tutti i legami con il loro passato, compreso il contatto con le loro famiglie. In risposta, ci fu un’ondata di deprogrammazione durante gli anni 1970 e 1980: i giovani membri del culto venivano rapiti, di solito da specialisti indipendenti assunti dai loro genitori  e tenuti prigionieri fino a quando non disconoscevano la loro affiliazione al culto e alle credenze. Alcuni genitori hanno anche provato a deprogrammare i loro figli adulti dai programmi di conventi cattolici romani e delle chiese cristiane evangeliche. L’American Civil Liberties Union e altri gruppi di libertà civili si sono opposti strenuamente alla deprogrammazione per il fatto che la maggior parte dei destinatari erano adulti per la legge, ma la pratica ha avuto la benedizione del Cult Awareness Network e di altri gruppi anti-sette. Inoltre, i giudici in California, uno stato all’avanguardia per le tendenze di legge, iniziarono a permettere ai genitori di ottenere l’amministratore di sostegno per i loro figli adulti che avevano aderito a culti, sulla presunzione che erano mentalmente incapaci, spianando la strada ai deprogrammatori di agire.

[Nota : ATTENZIONE! Il Cult Awareness Network (CAN ) è recentemente fallita ed è stata acquistata da Scientology. Si consiglia vivamente di non entrare in  contattato con essa per chiedere aiuto]

Gli accademici hanno giocato un ruolo importante nelle battaglie che seguirono. Al fine di dimostrare l’incompetenza mentale, i legali dei genitori dovevano dimostrare che i giovani non si erano uniti ai culti volontariamente. Negli anni 1970 e 1980 gli studi sulla riforma del pensiero di Lifton e di Schein improvvisamente trovarono una nuova strada redditizia nelle aule di tribunale.

Due dei più importanti sostenitori dell’ipotesi del controllo mentale erano il sociologo Richard Ofshe e la psicologa Margaret Singer, entrambi affiliati di UC- Berkeley. I due cominciarono a proporsi come testimoni esperti per conto di ex membri e dei loro genitori in diverse cause legali intentate contro i culti religiosi e organizzazioni laiche di terapia, come Lifespring. A testimonianza della presenza della “persuasione coercitiva“, i due scienziati sociali riuscirono a strappare una gran parte del business in qualità di testimone-esperto nei casi di lavaggio del cervello. “Nelle carceri di riforma del pensiero in Cina, le persone erano fisicamente costrette a stare in questo ambiente“, dice Ofshe. “Penso che ci siano  altre caratteristiche che fanno parte della coercizione, come per esempio  il travisamento che si traduce nel credere che il culto sia qualcosa di diverso da ciò che è. Devi guardare a ciò che si verifica nel contesto del gruppo: sfruttando i propri desideri, le proprie debolezze, ho visto gruppi in cui le persone che erano senza macchia sono stati manipolati a realizzare atti di violenza e terrorismo“.

 

 

Nei primi anni ’80, Ofshe e gli argomenti sul lavaggio del cervello della Singer si dimostrarono convincenti per i giudici, le giurie e il pubblico. Con le immagini terribili dei suicidi di massa di Jonestown e gli omicidi freschi nelle loro menti, le giurie americane erano ostili ai culti. Gli ex membri hanno iniziato vincendo milioni di dollari grazie ai verdetti della giuria contro i movimenti religiosi a cui erano appartenuti. Nel 1980 il legislatore statale di New York, nonostante le obiezioni della American Civil Liberties Union, ha approvato una legge che avrebbe legalizzato la deprogrammazione (cui fu posto il veto da parte del governatore Hugh Carey). “Con la deprogrammazione – dei genitori che rapivano i loro figli tenuti prigionieri – il tutto è diventato intensamente emotivo“, afferma Thomas Robbins. “Chi erano i rapitori: i genitori, i culti, o la polizia? C’erano rancori da tutte le parti“.

Tra i più indignati vi erano gli scienziati sociali che non aveva mai creduto che la gente potesse unirsi ai culti per il lavaggio del cervello e chi, come i buoni libertari civili, furono sconvolti dalla deprogrammazione. Ofshe e la testimonianza scientifica della Singer (e le spese elevate) posero in difficoltà un certo numero di questi studiosi, le cui credenziali erano ugualmente rispettabili e la cui ricerca proprio li aveva condotti a concludere che la persuasione coercitiva era impossibile in assenza di un qualche tipo di coercizione fisica come la prigione o la tortura. “Ci sono chiaramente gruppi che ordinano alle persone di uccidere“, ammette David Bromley. “C’è Aum, c’era il Rajneesh, che hanno messo botulino nell’insalata del bar, c’era Synanon, i cui adepti hanno messo un serpente a sonagli nella casella della posta di qualcuno. Ma alla fine, la disputa sul lavaggio del cervello non è una questione legale. Che sia una disputa politica  sulla legittimità delle religioni ad alta richiesta. Una parte dice: non coinvolgete i vostri membri così tanto, l’altra parte dice: non demonizzare il dissenso dalle norme vigenti

Bromley credette che le testimonianze di Ofshe e della Singer incoraggiavano i giudici e i giurati a saltare troppo velocemente alla conclusione che le religioni alternative erano una minaccia per la libertà individuale e per i valori tradizionali. Secondo la loro logica, anche la chiesa paleocristiana sarebbe stata una setta pericolosa? Matteo, Marco, Luca e Giovanni avevano bisogno di deprogrammazione?

Zablocki sostiene che molti studiosi hanno scartato la teoria del lavaggio del cervello troppo frettolosamente.

Zablocki guarda con scetticismo anche alle testimonianze di Ofshe e Singer, ma per motivi diversi. “Di solito ci vogliono mesi, addirittura anni, per arrivare a un impegno pieno, senza compromessi in un culto“, spiega. “Solo allora  il lavaggio del cervello può verificarsi. Nel modello Ofshe-Singer il lavaggio del cervello avviene proprio all’inizio. Penso molto bene del lavoro di Ofshe, ma io non sono d’accordo con il suo pensiero su alcune cose“. Inoltre, Zablocki aggiunge, “Ho sempre rifiutato le richieste di testimone esperto. Non mi fiderei di me stesso come uno studioso quando una parte o l’altra  di una causa legale è responsabile del mio reddito

Nel suo articolo su Nova Religio, Zablocki era preoccupato di meno per quegli accademici che possono esagerare sul concetto di lavaggio del cervello che su quelli come Bromley che lo rifiutano del tutto. E nel portare avanti il suo caso, ha criticato duramente le intenzioni e le tattiche tali studiosi. (Il titolo del suo articolo è volutamente provocatorio: “La Schedatura di un concetto: La Strana Storia della congettura del Lavaggio del Cervello nella Sociologia della Religione“). Non contento solo di difendere la teoria del lavaggio del cervello come scienza sociale vitale, Zablocki ha sostenuto che il suo stato di degrado nella professione ha avuto molto a che fare con gli atteggiamenti compromessi degli studiosi che hanno studiato i culti con difetti insiti nella teoria stessa. Il lavaggio del cervello secondo Zablocki era andato fuori moda in sociologia non perché era stato smentito scientificamente, ma perché la maggior parte degli studiosi di religioni alternative aveva attraversato la linea di obiettività adeguandosi alle ragioni dei gruppi su cui facevano ricerca. “La preoccupazione di reprimere una forma di libera espressione religiosa“, ha concluso “sembra a molti di essere un pericolo di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi danno che potrebbe verificarsi ai membri di NMR o ai loro figli“.

Sebbene la maggior parte degli studiosi tende a riconoscere le bizzarre pratiche della Chiesa dell’Unificazione,  non omettendo i matrimoni di massa organizzati tra estranei, la pressione di procreare  o la teologia autocentrica di Moon, troppi sociologi, secondo Zablocki, minimizzano i racconti dei fuorusciti, sostenendo la teoria secondo cui  i membri che lasciano un gruppo hanno ancora tanta collera da elaborare. Tali studiosi, ha sostenuto, sono più interessati a “marginalizzare opposti punti di vista” piuttosto che che  “raccogliere  dati e verificare ipotesi“.

Nello stesso numero di Nova Religio, Robbins ha affrontato alcune di queste denunce in una “critica amichevole” rivolgendosi ad altri studiosi amici dei culti nel suo campo. Mentre critica la gestione del governo sull’incidente Waco, che provocò la morte di settantasei membri del Branch del culto dei Davidiani  e quattro agenti federali nel 1993, Robbins colpevolizzata gli studiosi di religione per aver dissimulato la risposta letale del gruppo per il raid da parte dell’Ufficio di alcool, tabacco e armi da fuoco. “Sebbene ci sia stata persecuzione la cattiveria settaria esiste chiaramente” ha scritto Robbins “gli studiosi oggettivi possono avere bisogno di cedere qualsiasi investimento permanente nel vedere il ‘ culto ‘ o ‘ la nuova religione ‘ o come una vittima o un demone distruttivo“.

Zablocki ha evidenziato qualcosa di più schiacciante non evidenziata da Robbins. Una notevole quantità di denaro dei culti è andata agli studiosi – a sostegno della ricerca, delle pubblicazioni, della partecipazione a conferenze e ad altri servizi. Zablocki non fa nomi. Ma un certo numero di professori liberamente ammette che le religioni non tradizionali (nella maggior parte dei casi, gli Unificazionisti e gli Scientologist) hanno allentato loro i controlli. L’elenco comprende alcuni degli studiosi più in vista della disciplina: Bromley, Barker, Rodney Stark  dell’Università di Washington, Jeffrey Hadden della University of Virginia  e James Richardson  un sociologo della religione presso l’Università del Nevada a Reno. Tutti e cinque hanno partecipato a convegni di culti sovvenzionati  e Bromley , Hadden  e Richardson hanno occasionalmente testimoniato in tribunale a favore dei culti o si sono proposti in qualità di testimoni esperti contro la teoria del lavaggio del cervello. “Questo è un problema“, ha scritto Zablocki severamente “c’è una enorme differenza etica tra chi usa i finanziamenti per le ricerche e chi prende il finanziamento per riportare punti al gruppo.”

Le giustificazioni per accettare i benefici delle frange delle fedi variano: “Non possono essere acquistati con un convegno gratuito”. “Gli studiosi in molti campi non servono come consulenti e periti? E  le borse di ricerca al di fuori di borsa di studio sulle religioni alternative sono difficili da ottenere“. Fino a poco tempo  il governo ha finanziato pochi studi sui culti  e le fondazioni private religiose che sostengono borse di studio così come la Lilly Endowment e la Pew Charitable Trusts, preferiscono pagare per gli studi su chiese più convenzionali . “Certo, ho trascorso tre giorni su una barca nelle isole di San Juan con Eileen Barker e alcune altre persone, era una conferenza sui movimenti religiosi  e abbiamo avuto un grande momento, e i Moonies hanno pagato per organizzare il tutto“, dice Stark . “Ma io sono andato a un sacco di conferenze pagate da organizzazioni ebraiche e delle organizzazioni cattoliche. Il primo grande studio che abbia mai fatto, sulla religione e l’antisemitismo, è un libro per l’Anti-Defamation League. Non ho mai sentito che si trattava di denaro ebraico, quindi non sono così preoccupato per questo“.

Jeffrey Hadden una volta ha organizzato una conferenza patrocinata dalla Chiesa dell’Unificazione sulla religione e politica a Hilton Head, Carolina del Sud, e ha pubblicato i documenti con una stampa di proprietà della Chiesa dell’Unificazione. E spiega:  “Ci sono tutti questi anticult  che cominciano con la presunzione che ogni movimento religioso è illegittimo, quindi ogni cosa che dici è tutto a posto se compromette il gruppo, io dico che la libertà religiosa è un diritto fondamentale. Ci sono cose che accadono in questi gruppi che io non approvo? Lo faccio notare? Potete scommetterci che l’ho fatto!  Alcuni studiosi hanno ottenuto troppo essendo vicino ai gruppi che studiano? Naturalmente, se si studia un gruppo per capire il mondo attraverso i suoi occhi, potrete capire il mondo attraverso i suoi occhi. si tratta di una vera e propria difficoltà” .

Hadden insiste sul fatto che il denaro dei Moonie non ha avuto alcun effetto sulla sua borsa di studio e che alla fine ha perso il favore di alcuni degli unificazionisti. La sua caduta in disgrazia è stata dovuta in parte perché ha detto cose poco lusinghiere su di loro nelle sue pubblicazioni e in parte perché si è rifiutato di firmare una petizione di protesta contro una legislazione statale nel 1980 a New York che avrebbe legalizzato la deprogrammazione. “Mi alzai in una conferenza e dissi: ‘ Assolutamente no!‘ ricorda Hadden. “Ma io rifiuto l’idea che il nostro lavoro di sociologi possa essere quello di essere cani da guardia. Il nostro lavoro è di capire questi gruppi in modo che ci possa essere un discorso civile su di loro, non di divisione amara“.

Infatti, Hadden e i suoi colleghi sono spesso andati oltre la comprensione delle religioni alternative in cerca di aiutarli con i loro problemi legali. Gran parte di tale attività è stata ispirata dai loro sforzi di combattere le testimonianze anti-sette di Ofshe e Singer, che a loro avviso sono state usate per demonizzare i movimenti alternativi mondiali e privare gli adulti della loro libertà religiosa. Ispirato da un incontro di studiosi di culto e rappresentanti della Chiesa dell’Unificazione e del Consiglio Nazionale delle Chiese, Hadden ha redatto un memo nel dicembre del 1989  che mirava a contrastare la legittimità accademica del concetto – nonché, implicitamente , lo stato di testimone esperto del lavaggio del cervello  – di Ofshe, Singer  e altri.

Il Memo di Hadden, che è stato attaccato da Bromley e Barker per l’uso dei loro nomi senza il loro consenso, ha suggerito che la Chiesa dell’Unificazione e altre religioni non tradizionali hanno istituito una fondazione per finanziare la ricerca e aiutare a  “neutralizzare i movimenti anti-sette” come il Cult Awareness Network e la l’American Family Foundation della Florida. Hadden ha riconosciuto che le disposizioni Chiesa-Stato della Costituzione hanno precluso il finanziamento federale per una tale organizzazione, quindi ha esortato alla creazione di un “centro di risorse legali” sostenuto privatamente e da finanziare inizialmente con contributi da parte di “individui e gruppi mirati come utenti primari probabili del materiale” in altre parole, gli avvocati e i loro clienti del culto.

A quel tempo due individui stavano avendo grande successo  in tribunale“, dice Hadden  riferendosi a Ofshe e Singer . “Loro stessi e lo stato delle conoscenze hanno travisato l’argomento. Ogni volta che hanno girato intorno, stavano vincendo le decisioni giudiziarie. Ho detto: ‘Avevamo l’obbligo di saltare e dire che lo stato delle conoscenze non è quello che dicono ?’ Naturalmente l’abbiamo fatto“.

Tale obbligo è stato adempiuto.

Un sorprendente numero di studiosi ha accettato fondi o omaggi dai culti che studiano.

Nel corso di un lungo dramma legale studiosi amici dei culti sono anche arrivati al punto di convincere le organizzazioni accademiche nazionali ad aderire – anche se brevemente -  alla loro causa . Il dramma è durato un decennio, e poi il momento si placò, entrambe le parti si comportavano in modi che sembravano, beh, quasi culti.

Il conflitto ha avuto inizio nel 1980, quando David Molko e Tracy Leal, che aveva brevemente appartenuto al ramo settentrionale della California della Chiesa dell’Unificazione, avevano citato in giudizio il gruppo Moonie per frode e induzione intenzionale di stress emotivo. I reclutatori avevano portato Molko,  all’età di ventisette  e Leal, all’età di diciannove anni  nel culto durante la fine del 1970, invitandoli a cene aperte senza rivelare l’identità della loro organizzazione. Come era prassi tra i  Moonies in quel periodo, solo dopo che Molko e Leal erano inseriti da un  ben lungo tempo  in un programma di formazione in una zona remota, hanno acquisito a che tipo di chiesa si erano uniti. Entrambi furono poi rapiti da deprogrammatori ingaggiati dai genitori e a quel punto hanno ritrattato le loro credenze e depositato la loro causa. Molko ha anche cercato d ottenere 6.000 dollari che aveva dato agli unificazionisti quando è entrato nel loro gruppo.

La denuncia fu di inganno avvallata con la teoria del lavaggio del cervello Ofshe -Singer , e gli avvocati che rappresentavano Molko e Leal affidatono l’incarico alla Singer, insieme ad uno psichiatra, per testimoniare che gli  unificazionisti avevano sistematicamente ingannato e manipolati i due giovani a unirsi alla loro organizzazione. Il giudice si rifiutò di procedere, sostenendo che non vi erano prove di  alcun lavaggio del cervello. Molko e Leal impugnarono la decisione, ma non è riuscirono a convincere la corte d’appello di livello intermedio per ribaltare la sentenza.

Eppure i querelanti perseverarono e quando la Corte Suprema della California affrontò il caso, nel 1988, stabilì che essso avrebbe potuto andare a processo, dopo tutto. Poiché c’erano queste “opinioni diverse” tra gli scienziati sociali sulla teoria della persuasione coercitiva, la Corte dichiarò che la domanda se Molko e Leal si erano uniti alla chiesa di loro spontanea volontà era in ultima analisi una domanda  che una giuria di prova avrebbe potuto determinare. Quindi, i periti avrebbero potuto testimoniare per aiutare la giuria. Gli Unificazionisti prontamente presentarono una petizione per far riesaminare il caso dalla Corte Suprema degli Stati Uniti sulla base del fatto che le garanzie costituzionali di libertà religiosa venivano compromesse da inchieste sulle pratiche di reclutamento dei gruppi religiosi.

Anche prima che il caso arrivasse alla corte suprema della California, il sociologo amico dei culti James Richardson iniziò l’incontro con altri scienziati sociali e un avvocato dei Moonies per sviluppare una strategia per sconfiggere la teoria del lavaggio del cervello di Ofshe -Singer. Richardson non era sul libro paga dell’Unificazione, ma il suo nome era su una lista di testimoni esperti che la Chiesa intendeva chiamare se fosse stato utile. Il gruppo di Richardson decise di incitare l’American Psychological Association (APA) , l’organizzazione professionale della Singer, di presentare una breve relazione dichiarando che la teoria del lavaggio del cervello non era stata generalmente accettata dalla comunità scientifica. Richardson e i suoi alleati alla fine si assicurarono l’approvazione da parte del consiglio di amministrazione dell’APA di presentare una breve documento sul caso con il nome dell’organizzazione. Questo procedimento fu molto insolito: la maggior parte delle organizzazioni accademiche non prendono posizioni ufficiali su teorie in discussione, soprattutto quando ci potrebbero essere implicazioni per le politiche pubbliche. Un certo numero di singoli studiosi hanno anche accettato di prestare i loro nomi per il sostegno, tra cui la Stark amica dei culti, così come lo studioso di  religioni  Martin Marty della University of Chicago.

La vittoria di Richardson fu di breve durata, tuttavia. Dopo le proteste presentate dalla Singer e da molti altri psicologi, l’ APA ritirò il suo nome dalle brevi osservazioni,  prima ancora che il tribunale della California emettesse la sua sentenza. Poiché il caso era ormai sulla buona strada per la Corte Suprema degli Stati Uniti, Richardson e gli altri cercavano di adottare la stessa tattica con le altre due organizzazioni professionali, l’American Sociological Association ( ASA ) e la Società per lo Studio Scientifico della Religione ( SSSR ). Il Corpo Direttivo  del SSSR votò per l’approvazione del documento, ma il direttore esecutivo dell’ASA firmò per conto della sua associazione, senza sottoporlo al consiglio di amministrazione, causando un vizio di procedura. Il documento (il cui linguaggio differiva leggermente dal brief iniziale dell’APA) dichiarava enfaticamente  che non vi era “alcuna prova” nella letteratura scientifica a sostegno della teoria e che la frode e la manipolazione avrebbero potuto riferirsi alla stessa cosa della forza fisica. Questa volta la protesta venne  dai sociologi come Ofshe e l’ASA lo nominò come imputato nel suo documento. (Il SSSR anche alla fine ha preso una posizione più vaga, pubblicando una risoluzione nel 1990 in cui affermava che “ulteriori ricerche sarebbero state necessarie” per raggiungere un consenso accademico sul lavaggio del cervello).

A questo punto  la Corte Suprema degli Stati Uniti rifiutò di riesaminare il caso. Così, invece di lasciarla procedere a giudizio, la Chiesa dell’Unificazione decise di risolvere con Molko e Leal una stragiudiziale. Anche se Ofshe e Singer non testimoniarono sul caso, ebbero una vittoria significativa.

Ma se questo è stato un culmine della loro carriera, il Lowpoint stava per arrivare. Nel 1990 gli studiosi amici dei culti vinsero contro la Singer e Ofshe in un caso penale federale in California. Un uomo di nome Stephen Fishman era stato accusato nel 1988 di undici capi di imputazione per frode per aver ottenuto denaro mediante una  class action a come un membro ferito di una classe interessata. Il suo avvocato aveva pianificato di avere la Singer e Ofshe a testimoniare che la Chiesa di Scientology,  cui Fishman aveva fatto parte per diversi anni, gli aveva fatto il lavaggio del cervello per credere che egli era al di sopra della legge. La strategia legale consisteva nel dire: il culto mi ha fatto fare quello che ho fatto.

La corte è fu  convinta, però. Notando che “la comunità scientifica resisteva alla tesi Singer – Ofshe che applicavano la persuasione coercitiva ai culti religiosi“, il giudice, nel caso Fishman respinse la testimonianza degli esperti in materia.

Per la Singer e Ofshe  la decisione negativa nel caso Fishman costituì un precedente che significava la fine della loro linea laterale e lucrativo nel fornire testimonianze di esperti in sede penale. Ma non era la loro ultima parola. Indignati, erano decisi a vendicarsi. Sostenendo che Richardson e altri studiosi amici dei culti avessero manipolato l’APA e l’ASA a prendere posizioni contro la teoria del lavaggio del cervello, la Singer e Ofshe intentarono una causa civile federale nella città di  New York per estorsione e corruzione (RICO) nel 1992. La tuta nominato come imputati l’ APA e l’ ASA , oltre a numerosi individui collegati con la scrittura delle memorie Molko – Leal .

Il gruppo di imputati dell’ APA e dell’ASA furono i numerosi i individui collegati con la scrittura delle memorie Molko – Leal. le organizzazioni accademiche furono descritte come la mafia (che era l’obiettivo originale della legge RICO) e così il gruppo fu denunciato come una cospirazione complessa che coinvolgeva l’ APA e le dichiarazioni del ASA nel caso Molko – Leal, vari pezzi di corrispondenza tra il parti che parlavano  negativamente di  Ofshe e della Singer , e un rigetto del 1987 da parte dell’APA di un reporto di una  task force scritto da Singer e critico della Chiesa dell’Unificazione.

Il processo non partì mai. Un giudice federale emise  un lungo parere concludendo che anche se la citazione aveva evidenziato una serie di “sforzi apparentemente eccessivamente zelanti” da parte degli studiosi amici dei culti, una azione RICO non era un forum adeguato per la messa in onda delle controversie che riguardavano la teoria della persuasione coercitiva. Ofshe e Singer, quindi, depositarono una seconda causa in un tribunale dello stato della California contro la maggior parte dello stesso gruppo di imputati. Questo gruppo accusato di  presunta cospirazione, travisamento intenzionale e di diffamazione, per il fatto che  alcuni studiosi pro-sette avevano male interpretato il pensiero di  Ofshe -Singer sul lavaggio del cervello con articoli e documenti presentati da organizzazioni professionali. Abbastanza presto,  anche questo fu espinto con una sola pagina di motivazione nel 1994 dal giudice James R. Lamden, che  affermava che il Primo Emendamento proteggeva dibattiti “che riguardavano sia fatti professionali che accademici“. Lamden ordinò Ofshe e Singer di pagare i vari imputati con 80,000 dollari per spese legali ai sensi del diritto tuta della California SLAPP, che penalizza chi molesta gli altri per esercitare i propri diritti del primo Emendamento .

La Singer e Ofshe  non si dettero per vinti. “Stiamo facendo causa al nostro avvocato, Michael Flomenhaft, per negligenza“, sostenne la Singer. “Non c’entrava nulla il primo emendamento in questo caso. Noi abbiamo sostenuto che l’APA e l’ASA sono stati cooptati“.

In un dramma legale di lunga durata , gli studiosi di culto persuasi principali organizzazioni accademiche nazionali ad unirsi alla loro causa.

Il brutto delle recriminazioni reciproche sulla causa Molko – Leal probabilmente ha segnato il punto più basso delle guerre sui culti. Anche se nessuna fazione accademica ha vinto una sentenza decisiva sulla questione della testimonianza di esperti, ultimamente ci sono segni che la situazione di stallo accademico stia finendo. La polvere delle ultime schermaglie – scatenata dalla provocatoria difesa di Zablocki della teoria del lavaggio del cervello – sta cominciando a stabilizzarsi, riportando la comunità accademica a fare timidi passi verso la riconciliazione.

Gli sviluppi al di fuori dell’accademia hanno aiutato: mentre l’appartenenza ad alcuni culti è in aumento altri sono in declino. La Chiesa dell’Unificazione, per esempio, ha perso i membri negli ultimi dieci anni e non vuole o non può finanziare costose conferenze e libri nè pagare testimonianze favorevoli in  tribunale.

La deprogrammazione è stata abbandonata in favore di consulenza per l’uscita  per coloro che scelgono di lasciare volontariamente i culti, e il sistema giuridico è simpatizza meno con i  genitori che vorrebbero rimuovere i  figli adulti da culti e strappare enormi denari per i  danni dai NMR.

All’interno delle università vi sono  svariati scambi tra studiosidi  culti  che mostrano segni di diventare più collegiali. Zablocki e Robbins stanno collaborando su una raccolta di articoli di studiosi su entrambi i lati del conflitto sui culti (tra cui Bromely e Richardson), che sarà pubblicato dalla Università di Toronto nel 1999. Sperano che  il volume includerà il primo dibattito equilibrato sull’argomento del lavaggio del cervello da culto e della teoria del lavaggio del cervello teoria emerse prima del 1960. “Siamo stati tutti un po’ ciechi per  reciproche preoccupazioni “, sostiene Zablocki  esprimendo nuovo mood del campo di riavvicinamento. “Le furie tendono a non far vedere il danno potenziale per la religione nel suo complesso da quello che fa, e gli apologeti tendono ad essere così preoccupati per la persecuzione religiosa che ignorano il danno che alcune religioni hanno fatto. Un sacco di borse di studio offerte  in questo settore hanno rappresentato il tema della controversia, e questo non è un buon modo per fare borse di studio“.

 

* Charlotte Allen is a Contributing Editor of Lingua Franca and the Authur Of The Human Christ: The search for the Historical Jesus (Free Press). Her Article, “As Bad As It Gets,” appeared in the March 1998 LF.

Fonte: http://linguafranca.mirror.theinfo.org/9812/allen.html

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

By MELISSA DITTMANN

Monitor Staff APA

November 2003, Vol 34, No. 10 Print version: page 36

 

 

Il suicidio di massa dei seguaci del Tempio del Popolo, 25 anni fa insegna agli psicologi che cosa accade quando la psicologia sociale è posta nelle mani sbagliate.

Nel mezzo della giungla della Guyana, nel Sud America, quasi 1.000 persone hanno bevuto una porzione letale di cianuro e sono morte, seguendo gli ordini del loro capo, Jim Jones. Madri e padri hanno dato la bevanda mortale ai loro figli e poi l’hanno bevuta essi stessi. La gente urlava. I corpi tremavano. E nel giro di pochi minuti il 18 Novembre 1978 , 912 persone sono morte.

 

 

I seguaci di Jones erano originariamente venuti alla comunità della Guyana, nota come Jonestown, alla ricerca di un paradiso e di una fuga dal razzismo e dalle persecuzioni degli Stati Uniti. Invece trovarono qualcosa che assomigliava a un campo di concentramento in cui lavoravano per lunghe ore, con poco cibo e molti abusi, così come coloro che sono fuggiti da Jonestown hanno riferito.

Venticinque anni più tardi, gli psicologi sociali continuano a esaminare come  Jones abbia potuto avere tale enorme influenza sui pensieri e sulle azioni dei suoi seguaci. Jonestown, dicono, offre lezioni importanti per la psicologia, come il potere di influenze situazionali e sociali e le conseguenze di un leader che usa queste influenze per manipolare in maniera distruttiva il comportamento altrui.

 

 

Più preoccupante, forse, è che da Jones sembrano essere derivate ​​alcune delle tecniche di ricerca degli psicologi sociali, sollevando dubbi circa l’etica della ricerca e la direzione futura della ricerca sui culti -  sostiene Philip G. Zimbardo , PhD , ex- presidente dell’APA e professore di psicologia presso la Stanford University.

 

Dr. Philip Zimbardo ex presidente dell’APA

 

Proprio da una ricerca inedita , Zimbardo ha scoperto che Jones ha molto probabilmente  acquisito la sua capacità di convincere da un famoso pensatore sociale: George Orwell.

Durante 25 anni di ricerche e interviste con i sopravvissuti di Jonestown, Zimbardo ha trovato analogie tra le tecniche di controllo mentale usate da Jones a Jonestown – ovvero sofisticati tipi di acquiescienza , conformità e obbedienza – e quelle descritte nel libro di fantascienza di Orwell  “1984.

Nel libro  Orwell fornisce un modello per la resistenza,  come quando il suo protagonista, Winston Smith, si ribella  contro un sistema partitico onnipotente.

 

 

 

Film 1984

 

 

Sebbene  “1984″ sia un prodotto di fantascienza, Orwell possedeva una profonda conoscenza dei processi di influenza della psicologia sociale e le sue raffigurazioni di controllo mentale sono state utilizzate in modo sistematico ed efficace da leader di sette, secondo Zimbardo.

Altri sono d’accordo con Zimbardo sul fatto che tali risultati sollevano questioni etiche per gli psicologi sociali, dato che artisti del calibro di Jones attingono a principi di psicologia sociale e li usano per danneggiare, come sostiene Robert Cialdini , PhD , ricercatore dell’influenza e professore  di Psicologia presso l’Arizona State University.

Prof. Robert Cialdini

 

Le fonti di influenza possono essere come dinamite – possono essere utilizzati per il bene o per il male“, afferma Cialdini. “Gli scienziati sociali devono prestare più attenzione non solo all’efficacia delle strategie che studiamo e che scopriamo, ma anche alle conseguenze etiche dell’uso di questi principi e di queste pratiche

Egli  e Zimbardo sostengono anche che gli  psicologi sociali e di altri ricercatori di culti devono forgiare nuove linee di ricerca sulla falsa applicazione dei risultati della psicologia sociale, così come sui loro usi prosociali.

 

 

Il cervello

 

 

Di fatto, Jonestown dovrebbe servire come monito per la comunità psicologia sociale per  quello che può accadere quando i principi di influenza sono abusati dai leader di un’organizzazione, sostiene Zimbardo .

Da quanto è stato rinvenuto da Zimbardo, Jones, che ha agito come pastore del Tempio del Popolo, aveva studiato il sistema di Orwell del controllo mentale descritto in “1984″ e aveva  commissionato un brano che i suoi seguaci erano obbligati a cantare a Jonestown circa l’avvento del 1984.

Alcune delle tecniche di controllo mentale descritte da Orwell in “1984″ che i metodi paralleli utilizzati da Jones includono vi sono:

“Il Grande fratello ti sta guardando”.  Jones ha usato questa idea per guadagnare la fedeltà dei suoi seguaci. Ha ottenuto che i seguaci si spiassero l’un l’altro e ha fatto si che degli autoparlanti inviassero messaggi  in modo tale che la sua voce fosse sempre presente mentre i suoi seguaci lavoravano, dormivano e mangiavano, afferma Zimbardo .

Auto-incriminazione. Jones ha incaricato i seguaci di rendergli dichiarazioni scritte sulle loro paure ed errori e poi, quando gli hanno disubbidito, ha usato queste informazioni per umiliarli o sottoporli alle loro peggiori paure durante le riunioni pubbliche. In “1984″ la resistenza del personaggio principale è venuta meno quando egli è stato sottoposto alla sua peggiore paura di essere ricoperto di ratti.

Induzione al suicidio. Il protagonista di Orwell sosteneva che  “la cosa giusta era di uccidere se stessi prima che arrivasse una minaccia di guerra“. I seguaci di Jones facevano esercitazioni pratiche di suicidio fino al dell’evento vero e proprio che li coinvolse nel suicidio di massa.

Distorcendo la percezione della gente. Jones ha offuscato il rapporto tra le parole e la realtà, per esempio, imponendo ai suoi seguaci di rendergli grazie ogni giorno per il buon cibo e per il lavoro , eppure la gente era affamata e lavorava sei giorni e mezzo a settimana, afferma Zimbardo . Allo stesso modo, Orwell ha descritto tale tecnica, definendola col termine “politichese“.

Per padroneggiare queste tecniche di controllo mentale, Jones è stato in grado di ottenere obbedienza e  fedeltà dai seguaci, afferma Zimbardo. Jim Jones è probabilmente il leader del culto più carismatico dei tempi moderni, a causa del suo carisma, della sua oratoria, del suo sexy appeal, del suo dinamismo e della sua partecipazione totale nel controllo di ogni membro del suo gruppo , spiega.

 

Conformità irragionevole

Queste tecniche di controllo mentale, insieme con la creazione di un nuovo ambiente sociale  permettono a  Jones  una forte influenza sui suoi seguaci, sostiene Zimbardo .

Molto probabilmente  Jones, attraverso la sua naturale comprensione della psicologia sociale, conosceva il modo per ottenere una forte influenza sui suoi seguaci che era quello di spostarli dal loro ambiente urbano americano a una giungla sudamericana remota, generando incertezza nel loro nuovo ambiente, sostiene Cialdini. E quando le persone sono insicure, guardano ad altri decidere cosa fare, come la ricerca ha dimostrato. Zimbardo osserva che le persone sono particolarmente vulnerabili quando si trovano in un ambiente nuovo, si sentono soli o scollegati.

Quando credi che non può accadere a te, è in quel momento che truffatori o membri di cultoine approfittano, perché allora non sei  vigile ai piccoli stratagemmi situazionali che possono essere usati” spiega Zimbardo.

 

La psicologia sociale ha dimostrato il “potere della folla ” per decenni. Ad esempio, nel 1960  gli psicologi PhD Stanley Milgram ,  PhD Leonard Bickman , e PhD Lawrence Berkowitz hanno  dimostrato l’influenza sociale attraverso  un gruppo di persone su un affollato marciapiede di New York City con lo sguardo verso nulla nel cielo. Quando un uomo alzò gli occhi davanti a nulla , solo il 4 per cento dei passanti lo imitò. Quando cinque persone stavano sul marciapiede a guardare niente , il 18 per cento dei passanti si unì a loro. E quando un gruppo di 15 guardò verso l’alto, il 40 per cento dei passanti vi aderì, fermando il traffico in un minuto.

 

The wave. Esempio di influenza sociale

 

Come hanno fatto altri leader di culto, Jim Jones ha usato questo “potere della folla”  per influenzare e controllare il comportamento altrui, l’intelletto, i pensieri e le emozioni, sostiene Steven Hassan, un consulente di salute mentale,  con specializzazione di consulente per la libertà del membro e un ex membro di gruppo egli stesso. Questo include l’organizzazione di  norme e regolamenti rigidi, volti a distorcere le informazioni, l’uso di  trance ipnotica  e l’ingenerazione di sensi di colpa e di paura tra i seguaci.

 

Sensibilizzazione

Tuttavia, nonostante Jonestown , molti psicologi sociali rimangono all’oscuro dell’impatto psicologico delle tecniche di controllo mentale, spesso chiarito dalla ricerca in psicologia sociale, che i culti usano per reclutare e trattenere i membri, sostiene Zimbardo. Molti psicologi rimangono scettici sul fatto che il comportamento sia intenzionalmente controllato da queste organizzazioni, piuttosto credono che le persone si uniscano  ai culti di loro spontanea volontà, come fanno con i gruppi religiosi tradizionali.

Coloro che studiano le sette , invece, sostengono che gli psicologi hanno bisogno di studiare come le sette abusano della ricerca della psicologia sociale. Sono necessari anche gli psicologi per sviluppare trattamenti efficaci per le vittime dei culti,  per aiutarli a liberarsi dall’influenza di un culto prima che sia troppo tardi, in modo che, in casi come Jonestown, la storia non si ripeta.

 

Dr. Steven Hassan

E’ scioccante per me che così tante persone oggi non hanno nemmeno sentito parlare di Jonestown“, dice Hassan . Eppure, Hassan osserva gli effetti psicologici duraturi ogni giorno nel suo lavoro con le ex vittime di culto, ed egli sostiene che i culti sono sempre più potenti e più furbi nei loro inganni, spesso utilizzando i risultati della ricerca psicologica,  mentre il pubblico rimane in gran parte inconsapevole di tutto questo.

Se l’intenzione dei  culti è quella di abusare delle lezioni di psicologia sociale, gli psicologi devono studiare come essi lo fanno, sostiene Cialdini . È necessaria una maggiore attenzione alla ricerca e al lavoro con le vittime dei culti, aggiunge Hassan. Ad esempio, gli psicologi hanno bisogno di una formazione specifica per lavorare con gli ex membri di setta, che spesso soffrono di disturbi dissociativi o di panico, spiega.

Ci sono un sacco di persone che soffrono” – afferma Hassan -  “e hanno bisogno del nostro aiuto“.

Further Reading

  • Cialdini, R.B. (2001). Influence: Science and practice (4th ed.). Boston: Allyn & Bacon.
  • Hassan, S. (2000). Releasing the bonds: Empowering people to thrive for themselves. Somerville, Mass.: Freedom of Mind Press.
  • Singer, M.T. (2003). Cults in our midst: The continuing fight against their hidden menace. San Francisco: Jossey-Bass.
  • Zimbardo, P. (1997). What messages are behind today’s cults? APA Monitor, 28(5), 14.

ON THE WEB

Fonte: http://www.apa.org/monitor/nov03/jonestown.aspx

 

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Traduzione di Lorita Tinelli (Affiliata Internazionale APA)

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

Cura degli Adulti: ciò di cui un bambino ha più bisogno

 

I bambini dipendono molti dagli adulti durante la loro crescita. Genitori, parenti, insegnanti e operatori per l’infanzia forniscono ai bambini amore, sostegno e guida.

Nessuno vuole vedere i bambini crescere con la paura, la rabbia o la negligenza degli adulti. Ma nessuno è nato sapendo come curare efficacemente i bambini.  A volte commettiamo errori che  fanno loro male.

Se sei un genitore, un insegnante, un parente o una baby sitter, puoi fare la differenza e aiutare i bambini che ami crescere in modo premuroso e amorevole. Gli adulti non devono essere perfetti, semplicemente devono essere disposti ad ascoltare, imparare, crescere e cambiare.

 

Perché gli adulti ferisocno i bambini?

 

Carlos è tornato a casa dal lavoro di pessimo umore. Sette anni, Miguel corre fuori dalla cucina appena suo padre è entrato, e si scontrano l’un contro l’altro. Carlos impreca e afferra il figlio. Scuote duramente Miguel e lo sgrida,  poi lo scaraventa fuori. Il giorno dopo Miguel ha le braccia piene di lividi.

Ci vuole un grande impegno per prendersi cura di un bambino. Un bambino ha bisogno di cibo, vestiti e tutela, così come di amore e di attenzione. I genitori e gli operatori sanitari devono  poter fornire tutto ciò, ma ricevono anche altre pressioni. A volte gli adulti non riescono a fornire tutto ciò di cui i loro bambini hanno bisogno.

Gli adulti possono non intende ferire i bambini di cui si  prendono cura. Ma a volte essi perdono il controllo e qualche volta feriscono i loro bambini.

Gli adulti possono ferire i bambini in quanto :

Perdono le staffe quando pensano ai loro problemi

Non sanno come disciplinare un bambino

Si aspettano un comportamento che non è realistico per l’età di un bambino o per la sua capacità

Sono stati abusati da un genitore o un partner

Hanno problemi finanziari

Perdono il controllo quando usano alcool o altre droghe

 

 

Che significa abusare dei minori?

 

Questo è un esempio di abuso fisico.

Teresa ha appena cambiato il pannolino a Dale, di 18 mesi, quando lui l’ha risporcato nuovamente; questo ha fatto arrabbiare Teresa. Ella ha pensato che immergendolo in acqua calda lo avrebbe punito per il pannolino sporco. Quando lei lo ha messo nella vasca egli ha iniziato a urlare.  Teresa lo ha schiaffeggiato per fermare quel pianto e non ha notato i segni della scottatura sino alla fine del bagno.
Esempi di Abuso Fisico

- Agitazione o spintoni

- Schiaffi o colpi

- Botte con cintura, scarpa o altro

- Bruciature  con i fiammiferi o sigarette

- Scottatura  con l’acqua bollente

- Tirare i capellii

- Rompere il braccio di un bambino, una gamba, o altre ossa

- Non lasciare che un bambino possa mangiare, bere o usare il bagno

 

Cos’è l’abuso sessuale sui minori?

 

Questo è un esempio di abuso sessuale.

La madre di Susan, nove anni,  lavora di notte. Il suo patrigno James è in giro per casa quando Susan va a letto, e alcune sere James si sdraia accanto a lei. Mentre lei va a dormire, James si strofina conto il  suo seno e la zona genitale.
Esempi di abusi sessuali sul Bambino

- Accarezzare i  genitali di un bambino

- Avere rapporti sessuali con un bambino

- Fare sesso orale con un bambino

- Fare sesso di fronte a un bambino

- Far toccare al figlio i genitali di una persona adulto

- Utilizzo di un bambino nella pornografia

- Far visionare libri o film pornografici ad un bambino

 

Che significa trascurare un bambino?

 

 

Questo è un esempio di trascuratezza.

Giovanni lavorava di notte al supermercato, ma la famiglia ha bisogno di più soldi. Ellen cerca un lavoro, ma l’unico lavoro che trova le impone di   lasciare a casa alle 03:00.  I bambini di età due e sei anni, restano soli per qualche ora fino a quando Giovanni rientra a casa.

 
Esempi di trascuratezza

- Non rispondere al bisogno del bambino di cibo, vestiario, alloggio o di sicurezza

- Lasciare un bambino incustodito

- Lasciare un bambino in un luogo non sicuro

- Non cercare assistenza medica necessaria per un bambino

- Non far frequentare la scuola ad un bambino

 

 

Perché accadono l’Abuso e la Trascuratezza?

 

I genitori e gli aducatori non sempre riconoscono di poter essere abusivi o negligenti. Pochi adulti in realtà intendono fare del male o trascurare i bambini.

A volte un educatore non conosce un modo efficace per disciplinare un bambino. A volte un adulto è troppo frustrato con la vita e se la prende con un bambino.

 

Un adulto è più propenso a compiere abusi o negligenze su un bambino:

- Se è stato abusato da piccolo

- Se  è stato abusato da un coniuge o un partner

- Se fa uso di alcool o di altre droghe

- Se l’adulto si aspetta troppo da un bambino

- Se il bambino è il risultato di una gravidanza non pianificata

Alcuni adulti non sanno come educare un bambino senza causargli danni fisici. Un adulto che ha questo problema può imparare nuovi modi per la disciplina senza ferire un bambino.

- Bisogna individuare  momenti in cui il bambino si sta comportando bene. Bisogna lodare quel comportamento.

- Biosgna trovare una parola in codice concordata da utilizzare quando le cose raggiungono il punto di esasperazione. I segnali di parola in codice indicano che tutti hanno bisogno di tempo per abbassare la tensione prima di parlare del problema.

- Quando un bambino si comporta male, biosgna dare al bambino un ” time-out “, solo qualche minuto per pensare a quello che è successo.

- Parlate con il bambino circa il comportamento scorretto e sui suoi effetti.

A volte  i genitori e i tutori devono imparare a controllare la propria rabbia. Hanno bisogno di identificare le cose che li rendono più suscettibili a ferire i bambini nella loro cura.

 

Gli educaotri che abusano o trascurano un bambino possono essere:

- Preoccupati di non avere abbastanza soldi

- Hanno problemi con il coniuge o partner

- Affrontano la malattia o la morte di un familiare

- Stanno agendo come i loro genitori hanno agito su di loro

- Sono stressato per il loro lavoro o per altri problemi

- Prevedono un comportamento realistico per esempio, pensano come un bambino di 5 anni per essere in grado di gestire le stesse attività di un bambino di nove anni.

Spesso le persone che maltrattano o trascurano i bambini soffrono di più di una di queste situazioni, allo stesso tempo.

Ferire un bambino o non soddisfare i bisogni fondamentali di un bambino è un grave errore. Non importa quale sia il problema, l’aiuto è necessario.

 
Riconoscere se un bambino è abusato o trascurato?

 

 

L’insegnante di Brenda ha visto dei segni di abbandono.

Nella classe di età prescolare , Brenda, di quattro anni, si presentava sempre stanca. Brenda non portava mai con se  il cibo per la merenda, e guardava avidamente i panini degli altri bambini. I suoi compagni di classe la prendevano in giro perché i suoi capelli erano sempre sporchi.

 

Paolo visto  i segni di abuso fisico.

Paolo ha vissuto accanto alla famiglia Harris, dove gli è sempre sembrato sentire  che qualcuno urlasse o piangesse. Una sera Paul udì la rottura di un vetro, seguita dalle grida di un uomo e di un forte tonfo. Keisha di 10 anni  corre fuori dalla porta dopo pochi secondi, piangendo. Il suo viso era gonfio con l’inizio di un occhio nero.

 

Gli effetti di abuso su minori possono durare una vita. Un bambino abusato o trascurato  ha bisogno di aiuto, subito. Come capire se un bambino è stato  abusato o trascurato?

 
Segnali di pericolo di abuso e negligenza

- Tagli e lividi

- Fratture o lesioni interne

- Clonazione

- La fame o la sete costanti

- La mancanza di interesse nei dintorni

- Capelli o pelle sporchi, frequenti dermatiti da pannolino

- La mancanza di supervisione

- Dolore, lividi o sanguinamento nei genitali

- Più conoscenza sul sesso per l’età del bambino

- Racconto di storie difficili da credere su come si sono verificati incidenti

 

Cosa succede ai bambini abusati e trascurati?

 

L’abuso e la trascuratezza hanno effetti dannosi sui bambini. Nel peggiore dei casi, un bambino potrebbe morire. Più spesso, i bambini maltrattati o trascurati  vivono con la paura o il dolore.

 

Bambini abusati o trascurati spesso:

- presentano infortuni frequenti

- presentano problemi di apprendimento

- hanno paura o sono timidi

- fanno brutti sogni

- presentano problemi di comportamento

- soffrono di depressione

- hanno  paura di certi adulti o luoghi

 

Gli effetti non terminano quando l’abuso o la negligenza sono interrotti. Quando i bambini abusati o trascurati crescono, sono più probabili:

- gli abusi sulla propria famiglia

- l’uso della violenza per risolvere i loro problemi

- le difficoltà di apprendimento

- le difficoltà emotive

- i tentativi di suicidio

- l’uso di  alcool o di altre droghe

L’abuso e la trascuratezza sono grossi problemi per  tutta la famiglia. Alcune famiglie hanno bisogno di aiuto nella gestione dei problemi pratici – per esempio, ottenere aiuto per acquistare generi alimentari o per imparare a disciplinare un bambino senza ricorrere alla violenza. In altri casi, una agenzia di protezione del bambino potrebbe spostare i bambini, abusati o trascurati, lontano dai loro genitori per sicurezza in una casa temporanea. Se l’abuso o la negligenza sono gravi o continuativi, i bambini possono essere definitivamente allontanati dai loro genitori in una situazione di sicurezza.

 
Come possiamo mettere fine agli abusi e alla trascuratezza?

 

A volte le persone hanno paura di denunciare gli abusi o la negligenza, perché non vogliono rompere una famiglia. A volte  la gente ha paura di essere coinvolta nel problema di qualcun altro.

Quando si segnalano sospetti di abusi o di negligenza, si potrebbero salvare la vita di quel bambino.

L’ obiettivo di fermare gli abusi e l’abbandono è quello di tenere i bambini al sicuro. Un modo di tenere i bambini al sicuro è quello di trovare aiuto per gli adulti che li hanno feriti. Gli adulti che hanno abusato o trascurato un bambino hanno molti luoghi a cui rivolgersi per chiedere aiuto.

- Il medico del bambino può spiegare loro i bisogni dei bambini per ogni età. Lui o lei possono consigliare posti per saperne di più sulla genitorialità e la cura dei bambini.

- I dipartimenti dei servizi sociali della sanità locale presentano spesso corsi sulla genitorialità. Gli operatori dei servizi sociali possono anche aiutare i genitori a ottenere assistenza per alleviare la loro situazione finanziaria.

- Gli ospedali e i centri sociali promuovono spesso corsi sulla riduzione dello stress,  sulla genitorialità, sullla disciplina, e sull’alimentazione.

- Psicologi, consulenti e assistenti sociali possono aiutare i genitori e gli operatori sanitari che hanno a che  fare con problemi come l’uso di droghe, la rabbia e  precedenti esperienze di abuso.

- I gruppi religiosi spesso forniscono cibo, consulenza e altri tipi di supporto per chiunque nella comunità – non solo per i loro membri.

Se vedi che un parente, un vicino o un amico che è sotto stress e potrebbe ferire i suoi bambin, puoi aiutare questa persona ad ottenere un aiuto da uno di questi servizi.

 

 

Fermare il problema prima del suo inizio.
Cosa devo fare se ho il sospetto che un bambino sia per essere danneggiato?

 

Segnala il tuo sospetto ad una agenzia di protezione dei minori locale, provinciale o statale. Chiama un numero verde di crisi o cerca il numero di agenzia nelle pagine Ministeriali o su un elenco telefonico.

 
Chi deve riferire sull’abuso?

In tutti gli stati  le seguenti persone sono tenuti per legge a segnalare sospetti  di abusi:

- i medici

- gli infermieri

- i dentisti

- i orofessionisti della salute mentale

- gli assistenti sociali

- gli insegnanti

- i lavoratori diurni

- il personale delle forze dell’ordine

In alcuni stati inoltre sono tenuti a segnalare gli abusi: i sacerdoti, i genitori adottivi, gli avvocati e i consulenti del campo. In circa 20 Stati qualsiasi persona che sospetta l’abuso è tenuto a segnalarlo.

Quando si effettua una segnalazione, l’agenzia farà un giudizio circa la gravità della situazione. Se necessario un operatore della protezione dei bambini visiterà la famiglia per analizzare se si è verificato un abuso o negligenza e per determinare ciò che deve essere fatto.

 

Gli obiettivi di protezione dei bambini sono:

- Fermare l’abuso

- offrire i servizi necessari per la famiglia

- Aiutare la famiglia affinchè  diventi sicura e amorevole

 

Nessun bambino dovrebbe vivere nella paura di abuso o negligenza.

Bisogna proteggere i bambini che si amano  e contribuire a fermare gli abusi  e l’abbandono dei minori.

Fonte: APA

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Traduzione di Lorita Tinelli (Affiliata Internazionale APA)

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Approfondimenti:

Abuso sui minori. Strategie e azioni

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