Header image alt text

Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

By / February 14, 2015

 

La leadership dei Testimoni di Geova – una delle religioni più insulari di tutto il mondo – per 25 anni ha incaricato i suoi anziani di mantenere segreti i casi di abusi sessuali sui minori alle forze dell’ordine e ai membri delle loro congregazioni, secondo un esame di migliaia di pagine di documenti dei casi recenti.

L’Organizzazione madre della religione, la Watchtower Bible and Tract Society di New York, ha pubblicato le direttive in almeno 10 memo risalenti al 1989. Anche se le note sono state scritte in forma anonima, i funzionari della Watchtower hanno testimoniato che il Corpo Direttivo dell’organizzazione li approva tutti.

La lettera più recente, datata 6 novembre 2014, ha incaricato gli anziani – i leader spirituali delle congregazioni locali – di formare comitati riservati per gestire internamente questioni penali potenziali.

In alcuni casi, gli anziani formeranno un Comitato Giudiziario per gestire i presunti illeciti che potrebbero anche costituire una violazione del diritto penale (ad esempio, l’omicidio, lo stupro, gli abusi sui minori, la frode, il furto, l’aggressione),” – prevede la direttiva. – “In generale, gli anziani non devono ritardare il processo del Comitato Giudiziario, ma devono mantenere la massima riservatezza al fine di evitare inutili complicazioni con le autorità secolari che possono condurre un’inchiesta penale della questione“.

All’interno dell’organizzazione la Torre di Guardia ha l’ultima parola su chi è considerato un pedofilo seriale. Secondo il memo 2012 della Torre di Guardia: “Non è che ogni persona che ha abusato sessualmente un bambino in passato è considerato un ‘Predatore’. La (Torre di Guardia), non il corpo locale di anziani, determina se un individuo che ha abusato sessualmente dei bambini nel passato sarà considerato un ‘predatore‘ ”

Le direttive sono parte di un modello dell’Organizzazione, che ha più di 8 milioni di membri in tutto il mondo e predica che Armageddon rilascerà presto il mondo dalla morsa di Satana. Negli Stati Uniti, i Testimoni di Geova operano in oltre 14.000 congregazioni con circa 1 milione di membri.

I documenti interni ottenuti dal Revealnews dimostrano che i Testimoni hanno sistematicamente istruito anziani e altri leader a tenere riservati gli abusi sessuali, mentre raccoglievano informazioni dettagliate sugli associati che approfittano dei bambini.

Avendo  con successo sfruttato il primo emendamento come una difesa del loro diritto di non prestare servizio militare o salutare la bandiera americana, i Testimoni di Geova ora usano una strategia legale simile per difendere le politiche che proteggono i predatori seriali dalle forze dell’ordine.

” ‘Tu vieni a noi in primo luogo. Non dirlo a nessuno. … Tu non avvertire i genitori nella congregazione. Noi decideremo cosa succede qui’ Ecco la loro politica“-. Irwin Zalkin, avvocato di Jose Lopez, così descrive il sistema delle credenze che hanno creato i Testimoni.

In molti modi, la risposta dei Testimoni sui recenti casi di abuso sessuale sui minori ha rispecchiato le azioni di un altro gruppo religioso: gli ebrei ultra-ortodossi di New York. Lì, la comunità ha dovuto affrontare una ripercussione per impedire agli ebrei osservanti di consultare un rabbino invece di andare immediatamente alla polizia dinnanzi all’evidenza di abusi. Con i Testimoni, però, non sembra esserci molta più documentazione e un protocollo burocratico per affrontare la questione delle accuse di abusi tra i suoi membri.

Per Jose Lopez ci sono voluti quasi tre decenni per arrivare ad una parvenza di giustizia dopo che era stato molestato – quando aveva 7 anni – da un predatore che aveva operato all’interno di una congregazione dei testimoni di Geova di San Diego.

Quando il suo caso contro i Testimoni, conclusosi nel mese di ottobre, un giudice ha assegnato a Lopez un risarcimento di 13,5 milioni dollari, una somma molto consistente in un’epoca di vincite frequenti per casi di abuso. La decisione poggiava in parte sul rifiuto dei Testimoni di consegnare i documenti del caso, spingendo il giudice frustrato a vietare all’organizzazione di esercitare una difesa.

Il caso Lopez era importante per un altro motivo. Esso ha costretto i Testimoni in una rara ammissione: da qualche parte all’interno dell’organizzazione, c’è un tesoro di documenti con i nomi e luoghi degli abusatori sessuali dei bambini conosciuti nelle sue congregazioni degli Stati Uniti.

Durante il processo, un alto funzionario della sede centrale dei Testimoni  di Geova, Richard Ashe, secondo l’avvocato di Lopez, Irwin Zalkin, ha riferito che l’organizzazione aveva raccolto e scansionato elettronicamente documenti interni per decenni di casi di abuso noti. Ashe ha detto che i Testimoni mantengono  le segnalazioni di abuso sessuale dei loro figli in un database di Microsoft SharePoint, ma che ci sarebbero voluti anni per estrarre le informazioni perché sono stati mescolati con milioni di altri documenti.

Onestamente, signor Zalkin, gli sforzi che abbiamo fatto fino a questo punto sono stati solo di  cercare di capire come diavolo avremmo potuto mai fare col nostro sistema di archiviazione“, ha riferito Ashe. “Si sta parlando di 14.000 congregazioni e oltre 3 milioni di documenti che sono stati digitalizzati e che avrebbe dovuto essere cercati. … Ci vorrebbero anni per farlo“.

Richard Ashe deposition

Zalkin ha chiamato un esperto di software che ha testimoniato che, utilizzando semplici termini di ricerca, i Testimoni potrebbero produrre le informazioni in meno di due mesi, o forse due giorni. A quel punto, la Torre di Guardia semplicemente si è rifiutata di fornire il database.

Durante la causa, Lopez ha riferito che sua madre ha raccontato del suo abuso agli anziani nel 1986, ma essi non hanno chiamato la polizia nè avvertito la congregazione. Lopez e sua madre hanno lasciato la religione poco dopo.

Proprio mentre l’aggressore, Gonzalo Campos, continuava ad abusare sessualmente i bambini, gli anziani lo promossero all’interno della congregazione, prima come servitore del  ministero nel 1988, poi ad anziano nel 1993, secondo una lettera degli anziani alla Torre di Guardia del 1995.

Nel 1994, John e Manuela Dorman appresero che Campos aveva abusato del loro figlio dieci anni prima, come i documenti del tribunale mostrano. Essi chiamarono Campos, che confessò e riferì loro che gli anziani già erano a conoscenza della situazione. Quando Manuela Dorman si recò dagli anziani, essi le dissero di non parlare di abuso. Le dissero che era trascorso troppo tempo, e che nulla poteva essere fatto.

Dopo che una lettera dei Dorman raggiunse la Torre di Guardia in quello stesso anno, gli anziani si confrontarono con Campos. Nel 1995, egli confessò e fu disassociato, una versione di scomunica dei Testimoni. Da allora, vi sono almeno sette sue vittime conosciute, secondo le lettere degli anziani.

Ma Campos è stato reintegrato dalla congregazione nel 2000, otto mesi dopo gli anziani inviarono una lettera alla Watchtower, spiegando che erano riusciti a mantenere nascosto il passato di Campos, come dimostrano i documenti del tribunale. “La comunità non sa di tutto questo e non c’era la pubblicità su questo” secondo la lettera letta. “Tutto si è svolto nella congregazione e per questo non è stato perseguito“. Campos, secondo le ultime notizie, è fuggito in Messico.

Durante il processo di Lopez, Ashe ha testimoniato che la Torre di Guardia insegna agli anziani che gli abusi sui minori devono essere mantenuti segreti.

E’ una direttiva che dovrebbero essere tenute riservate alle autorità giudiziarie?” Chiese Zalkin.

«», rispose Ashe.

Alla domanda se la politica della Torre di Guardia del silenzio ostacolasse la capacità dei genitori di proteggere i loro bambini da abusi, Ashe ha risposto a Zalkin, “No, dal mio punto di vista non è così“.

Ashe non ha risposto a una richiesta di commento. In una dichiarazione scritta al Reveal, i rappresentanti della Torre di Guardia hanno detto: “Continuiamo ad educare i genitori e a fornire loro gli strumenti utili per aiutarli a educare e proteggere i loro figli“.

Ma Zalkin, che ha depositato azioni legali  in modo aggressivo  contro i Testimoni in tutto il paese, ha detto che il motivo è chiaro.

Tenere la bocca chiusa. Non andare alle forze dell’ordine“, ha affermato, descrivendo il sistema di credenze che i Testimoni hanno creato. “‘Tu vieni da noi in primo luogo. Non dirlo a nessuno. … Tu non avvertire i genitori nella congregazione. Noi decideremo cosa succede qui’. – Questo è la loro politica“.

 

Aumentare le rivendicazioni di occultamento
Negli ultimi anni i Testimoni di Geova sono stati colpiti da una raffica crescente di cause legali, che accusano l’Organizzazione di aver coperto abusi sessuali su minori.

Una coppia di sorelle nel Vermont ha intentato una causa nel mese di settembre, sostenendo che un membro della loro congregazione le avesse molestate quando avevano 4 anni. Quando hanno segnalato l’abuso agli anziani della congregazione, hanno detto di essere state definite bugiarde. Il mese successivo a Dallas, cinque donne e un uomo hanno intentato una causa comune relativa al fatto che un anziano nella loro congregazione avesse abusato di loro sessualmente quando erano tutti più giovani di 13 anni.

In Oregon a dicembre, due ex Testimoni hanno citato in giudizio la Torre di Guardia e una congregazione locale, sostenendo che gli imputati tacquero dopo aver appreso che un anziano aveva sessualmente abusato di loro quando erano alla scuola elementare. Dal 2012 gli avvocati hanno presentato più di una dozzina di azioni simili contro la Torre di Guardia nel Connecticut, Florida, New Mexico, Ohio, Oklahoma e altri stati.

Frequente la difesa della Watchtower – che in tali casi si affida alle protezioni sotto la clausola di libero esercizio del Primo Emendamento – ha portato all’archiviazne di diverse cause legali. Gli avvocati della Watchtower sostengono che in una discussione giudiziaria delle credenze spirituali e delle pratiche dei Testimoni di Geova avrebbero calpestato le libertà religiose dell’organizzazione.

In una recente udienza in California, l’avvocato dei Testimoni di Geova, James McCabe, ha sostenuto che “le credenze religiose dei Testimoni di Geova erano in gioco in questo caso, dall’inizio alla fine“.

Al centro di questa edizione sono i memo sulla politica degli abusi sui bambini della Torre di Guardia.

Ogni nota è stata indirizzata a “tutti i membri degli anziani”, e reca l’intestazione della Watchtower Bible and Tract Society o Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Queste sono le aziende principali utilizzate dall’Organizzazione per amministrare la guida spirituale, creare e diffondere la politica, supervisionare la scrittura e la pubblicazione di letteratura e gestire gli enormi patrimoni immobiliare dell’Organizzazione.

Spesso la pace, l’unità, e il benessere spirituale della congregazione sono in gioco“, si legge da un memo della Torre di Guardia del 1989. “L’uso improprio della lingua da parte di un anziano può causare seri problemi legali per l’individuo, la congregazione, e anche la società“.

La lettera continua ad avvertire che le violazioni della riservatezza possono portare ad azioni legali costose e azioni penali.

Le persone del mondo sono pronte a ricorrere ad azioni legali se si sentono violate nei loro diritti“, spiega il documento. “Il risarcimento dei danni sostanziali potrebbero essere valutati contro gli anziani o le comunità. In alcuni casi in cui sono coinvolte le autorità, alcune complicazioni potrebbero portare ad una multa o alla reclusione“.

Memo successivi hanno rafforzato le politiche della Torre di Guardia, che culmina in una lettera del 1997 che ha inviato direttive agli anziani a segnalare tutti gli abusatori sessuali noti o sospetti – passati, presenti e futuri – alla sede centrale di New York dell’Organizzazione. Questo memo sembra essere il fondamento del database di riferimento nel caso di Jose Lopez.

La nota elenca 11 domande a cui deve rispondere in ogni caso, compreso il nome del colpevole, età della vittima e quando l’abuso si è verificato. Altre questioni sembrano essere progettate per valutare il rischio di esposizione del perpetratore: “Come è considerato nella comunità e dalle autorità? Ha vissuto qualsiasi notorietà nella comunità? I membri della congregazione sono a conoscenza di ciò che è accaduto?

Nel caso Lopez, la Torre di Guardia ha rifiutato di fornire il suo elenco di autori, in violazione di un ordine confermato dalla Corte Suprema della California. Ha inoltre rifiutato di fornirlo il  componente più longevo del Corpo Direttivo, Gerrit Lösch, che è stato citato in giudizio.

Come risultato, il giudice  della Corte Superiore di San Diego,  Joan Lewis, ha squalificato la difesa della Torre di Guardia.

Le azioni o le omissioni della Torre di Guardia sono ‘riprovevoli’. Credo che ‘vergognoso’ possa essere sinonimo di ‘riprovevole,’ ma credo che ‘vergognoso’ non dica abbastanza“,  ha scritto Lewis nella sua decisione.

Il risarcimento di danni punitivi contro di loro, si spera possa inviare un messaggio alla Torre di Guardia e ai suoi agenti di gestione, l’organo di governo dei Testimoni di Geova, che la loro gestione dei casi di abuso sessuale all’interno della loro congregazione era assolutamente imprudente“.

Il suo verdetto di 13,5 milioni dollari  era basato esclusivamente su prove e testimonianze di Lopez.

Combattono ogni richiesta di documenti, ogni citazione in giudizio“, ha riferito l’avvocato Irwin Zalkin. “Prenderanno un colpo nel non produrre ciò che sanno“.

 

Non ogni persona che ha abusato sessualmente di un bambino in passato è considerato un ‘predatore.’ La (Torre di Guardia), non il corpo locale di anziani, determina se un individuo che ha abusato sessualmente dei bambini in passato sarà considerato un ‘predatore‘”.

- memo 2012 della Watchtower

 

Politiche sugli abusi sui minori sulla base della Scrittura
The Jehovah’s Witnesses have addressed child abuse in their literature, including this edition of Awake! magazine published in 1985.I Testimoni di Geova hanno affrontato la pedofilia nella loro letteratura, tra cui questa edizione della rivista Svegliatevi! pubblicata nel 1985.

La Torre di Guardia basa le sue politiche sugli abusi sui minori sulla Scrittura, e il messaggio per gli anziani è chiaro: disobbedisci la politica e tu disobbedisci a Dio. Per enfatizzare gli autori intervallano molte delle loro direttive politiche con versetti della Bibbia.

Ad esempio, se un bambino riferisce ad un anziano che qualcuno nella congregazione l’ha molestato, il bambino deve produrre un altro testimone del delitto davanti agli anziani che indagheranno l’accusa. La cosiddetta regola dei due testimoni, secondo un promemoria viene da Deuteronomio 19:15: “Nessun singolo testimone deve sollevarsi contro un uomo rispettando qualsiasi errore o il peccato. … Alla bocca di due testimoni o alla foce di tre testimoni della materia dovrebbe stare bene“.

Sebbene la maggior parte dei casi di abusi sui minori non si sia verificato in presenza di testimoni, l’alto funzionario Richard Ashe ha detto, nella sua deposizione, che gli anziani sono vincolati dalla regola dei due testimoni. “Voi conoscerete che la verità è l’anello di verità ad essa collegata, ma deve ancora essere stabilita scritturalmente per bocca di due testimoni per la congregazione, affinchè si possa essere autorizzati ad intraprendere qualsiasi azione“, ha detto.

L’unica autorizzazione consentita agli altri anziani è di portare l’autore a confessare. Ma gli abusatori che esprimono pentimento spesso sono autorizzati a rimanere nella congregazione.

In ogni caso, gli anziani non sono istruiti a chiamare la polizia se non richiesto dalla legge statale. Ma le leggi statali sono complicate. Secondo un’agenzia federale, il clero ha il compito di segnalare gli abusi sui minori in 42 stati, ma le leggi in 32 di questi Stati, tra cui California, contengono una scappatoia chiamata il privilegio clero-penitente. Tale eccezione permette ai leader religiosi di trattenere le informazioni alle autorità, quando le ricevono attraverso una comunicazione spirituale, come una confessione nella Chiesa Cattolica.

I funzionari della Watchtower sostengono di istruire i propri membri ad obbedire alle leggi statali. Le loro note politiche inviano direttive agli  anziani che vengono a conoscenza dei presunti abusi sui minori a “contattare immediatamente l’Ufficio Legale della Società” per sapere se le leggi nei loro stati  richiedono loro di notificarli alla polizia.

 

Il silenzio sugli abusi confessati

Elders are expected to collect detailed information on child abuse within congregations on a form that is later sent to the Watchtower.

Gli anziani sono tenuti a raccogliere informazioni dettagliate su abusi sui minori all’interno di congregazioni in una forma che viene poi inviata alla Watchtower. Credit: Adithya Sambamurthy / Reveal

 

Un altro caso della California ha evidenziato  il modo in cui i Testimoni di Geova hanno nascosto gli abusi alle autorità, consentendogli di proteggere i predatori di più vittime.

Nel 1993 in Fremont, un testimone di Geova di nome Jonathan Kendrick ha confessato a due anziani di aver abusato sessualmente della sua figliastra tredicenne  mentre dormiva. La moglie di Kendrick e sua figlia, la vittima, erano presenti alla confessione.

Gli anziani, Michael Clarke e Gary Abrahamson, scrissero alla Torre di Guardia per sapere che fare.

Due settimane più tardi, una lettera della Torre di Guardia ha informato gli anziani che la condotta di Kendrick costituiva una “impurità minore” e che poteva rimanere un membro della congregazione. “Tuttavia“, la lettera continuava, “sarebbe opportuno che due anziani si incontrassero con lui per fornirgli solidi consigli scritturali“.

La Torre di Guardia ha stabilito che il crimine di Kendrick non garantiva il coinvolgimento della polizia, la disassociazione o un avvertimento alla congregazione. Poiché l’incidente era conosciuto al di fuori della famiglia, come riferito da Kendrick, egli avrebbe dovuto perdere il suo titolo di servitore di ministero, il che significava che non avrebbe potuto più portare la letteratura della Torre di Guardia alla Sala del Regno – l’equivalente di una chiesa dei Testimoni di Geova – o accendere il microfono all’inizio delle riunioni.

Gli anziani hanno testimoniato di aver supportato da vicino la situazione, di aver consigliato a Kendrick di non rimanere solo con i bambini, ma a lui fu permesso di continuare a predicare la Bibbia di porta in porta.

Anche se gli anziani della congregazione del North Fremont non hanno mai riferito di Kendrick alle autorità, egli è stato processato nel 1994, dopo che la sua figliastra, nel corso di una visita in ospedale, raccontò alla polizia dell’abuso, secondo un rapporto della polizia. Kendrick fu dichiarato colpevole del reato di molestia sessuale. Fu multato di 200 dollari e rimesso in libertà vigilata.

Gli anziani hanno detto alla congregazione che Kendrick aveva perso il suo titolo, ma, in conformità con la politica Watchtower, non hanno detto il perché.

Jonathan Kendrick deposition

Kendrick e sua moglie si separarono nel 1997. Egli si trasferì a circa 60 miglia a nord della città di Oakley, dove si unì alla congregazione locale e dove ha iniziato a corteggiare una testimone da poco vedova di nome Linda Hood.

Il corteggiamento ha catturato l’attenzione degli anziani di Oakley. Uno di loro, Roger Bentley, fu accusato di conoscere Kendrick per conto della congregazione.

Mi ha raccontato di un incidente con la sua figliastra, ma ha raccontato che la storia era stata accidentale“, ha riferito Bentley. “La versione che ricordo è, che stava tornando a casa, era buio, lei era sul divano, egli inciampò su di lei e accidentalmente le toccò il seno“.

Più tardi, in una deposizione tribunale, Kendrick ha ammesso di aver mentito a Bentley.

Ogni volta che ho parlato con qualcuno, incluso Roger, su questo episodio, ho usare il termine ‘molestia‘”, ha detto nella deposizione. “Io – ho usato la parola molestia ‘sessuale’. Non volevo che la gente pensasse che avevo fatto sesso con una bambina, così ho usato il termine ‘molestia’, sia con Roger che con chiunque altro“.

Circa un anno dopo che Kendrick era arrivato a Oakley, si è proposto a Hood. Essi hanno chiesto a Bentley di celebrare la cerimonia di nozze.

Una lettera da North Fremont agli anziani di Oakley, introducendo Kendrick quell’anno – firmata da Elder Larry Lamerdin – non accennava nulla riguardo l’abuso di Kendrick alla sua figliastra. Anche se gli anziani avevano sottoposto a misure restrittive Kendrick per la “perdita di controllo“, Lamerdin scriveva, che essi erano sollevati dalla questione.

Troverete che è una bella persona, gentile, amorevole e che apprezza la pace e il ristoro della Confraternita Cristiana,” dalla lettera letta. “E’ una persona molto interessante, che ha preso il comando di alcuni giovani della congregazione e li ha aiutati dalla devianza (sic), fuori rotta“.

Mesi dopo, l’anziano Clarke del North Fremont inviò una seconda relazione ad Oakley. Da nessuna parte si era fatta menzionato dell’abuso sessuale o della convinzione di Kendrick.

Non posso esagerare su quanto potere queste due lettere rappresentassero per gli anziani di Oakley,” ha riferito in una intervista l’ex anziano Bentley. “Dove si dice che è un pedofilo? La mia conclusione è stata che Jonathan stava dicendo la verità e che tutti i documenti che abbiamo visto hanno confermato che stava dicendo la verità e che potevamo andare avanti con quel matrimonio“.

Tuttavia, si  temeva che Kendrick recentemente avesse abbandonato un matrimonio difficile, così Bentley ha esortato Hood a chiamare gli anziani del Nord Fremont per chiedere loro direttamente se credevano che Kendrick sarebbe stato un buon marito.

Hood ha chiamato Clarke.

Il Sig. Clarke mi ha detto che il signor Kendrick era una brava persona. Visto che non ci è stata fornita alcuna informazione negativa su Jonathan e perché ne ero innamorata, sono andata avanti e l’ho sposato“, Hood ha scritto in una dichiarazione alla Corte Superiore della contea di Alameda.

La coppia si è sposata nel cortile di Hood nel Capodanno del 1999.

Clarke non ha voluto commentare a Reveal questa storia. Lamerdin non ha riferito i messaggi telefonici.

A Josh Hood, il figlio maggiore di Linda, non piaceva Kendrick dall’inizio. Egli temeva che sua madre – ancora in lutto per la morte del primo marito un anno prima – avrebbe sposato un uomo che non conosceva bene.

Una notte nel 2003, Kendrick ha rotto un vetro sopra la testa del fratello minore di Josh in un impeto ubriaco, secondo un rapporto della polizia. I fratelli adulti ne avevano avuto abbastanza ed erano andati a casa della madre una notte quando nessuno era a casa per cercare informazioni su Kendrick. Quando hanno caricato un programma software di recupero sul computer di Kendrick, Josh Hood ha detto in una testimonianza giurata che trovarono della pornografia infantile.

Giuro su Dio, il mio cuore è uscito dal petto“, ha detto più tardi in un’intervista, “perché era stata preso in giro mia figlia per anni“.

Josh Hood ha poi chiesto a sua figlia di 8 anni se Kendrick avesse mai abusato di lei, ed ella aveva confermato. Ha chiamato sua madre, che allora si chiamava Kendrick al lavoro.

Kendrick ha detto che ricordava che Linda Hood gli aveva chiedesto se era vero. “Non credo di averle detto molto“, ha ricordato più tardi sotto giuramento. “Mi stavo tagliando i polsi al momento.”

Poco dopo, Josh Hood rintracciò l’ex moglie di Kendrick, che gli disse che Kendrick aveva abusato di sua figlia quasi un decennio prima. Quando Josh Hood seppe che gli anziani del Nord Fremont avevano rifiutato tale informazione alla sua famiglia, era livido.

Hanno fatto sì che Jonathan non avesse il  permesso di andare in giro con i bambini perché aveva avuto un incidente con la sua figliastra dal suo precedente matrimonio, dove lui l’aveva toccata impropriamente,” ha dichiarato Josh Hood. “Non lo volevano intorno ai loro figli, così avrebbe dovuto camminare da solo“.

Dopo che Kendrick si tagliò i polsi, trascorse tre giorni ricoverato in un ospedale. Manuel Iglesias e Jim Dominguez, gli anziani di Oakley, incaricati di indagare le accuse della figlia di Josh Hood, lo visitarono lì. Nel frattempo, Josh Hood segnalò l’abuso alla polizia e riferì di aver consegnato loro un dischetto attestante la pornografia infantile, che egli sostenne essere stato copiato dal computer di Kendrick. Kendrick non è mai stato indagato per la presunta pornografia.

Anche se Kendrick ha confessato agli anziani dell’abuso, secondo i documenti del tribunale, essi non hanno collaborato all’inchiesta delle forze dell’ordine. Il Sergente Jeffrey Baldwin dell’ufficio dello sceriffo della contea di Contra Costa, ha detto in una deposizione che Iglesias non ha risposto alle sue chiamate. Quando Baldwin raggiunse Dominguez, l’anziano gli ha riferito che la sua visita con Iglesias e Kendrick era una “visita penitenziale” e quindi esente dalla segnalazione per le leggi obbligatorie.

Essi non volevano parlare con me di questo argomento; e  mi hanno fatto riferimento essenzialmente al loro avvocato” ricorda Baldwin.

Raggiunto in persona nella sua casa, Dominguez ha detto al Reveal: “E’ stato un periodo buio. Stavo cercando di proteggere la comunità. Penso che sia meglio per me se io non parlo ora“.

Aderendo alla politica della Torre di Guardia, gli anziani di Oakley, inoltre, non hanno detto alla loro congregazione quello che Kendrick aveva fatto.

Nel 2003, Kendrick è stato dichiarato colpevole di aver commesso un atto osceno su una minore di 14 anni. Ha trascorso circa otto mesi di carcere e cinque anni di libertà vigilata, durante i quali è stato sottoposto al trattamento sex offender.

 

Una vittima si fa avanti

Candace Conti was awarded a record settlement in her child sexual abuse lawsuit against the Watchtower Bible and Tract Society of New York, the parent organization of the Jehovah’s Witnesses.

Candace Conti ha ricevuto un risarcimento record per una causa sugli abusi sessuali da bambina contro la Watchtower Bible and Tract Society di New York, l’organizzazione madre dei Testimoni di Geova. Credit: Adithya Sambamurthy / Reveal

 

Ma non è finita. Anni dopo, una donna sostenendo di essere stata un’altra vittima di Jonathan Kendrick si sarebbe fatta avanti, mettendo in discussione la testimonianza degli anziani del Nord Fremont e aggiungendo altre prove ai casi di abusi su minori degli Stati Uniti  contro la Torre di Guardia.

Candace Conti era andata via dai Testimoni di Geova nel 2009, quando aveva deciso di cercare Kendrick su Internet.

Anni prima, ha riferito, Kendrick l’aveva abusata, ma lei non aveva mai denunciato l’accaduto. Si sentì peggio quando lo trovò su un registro di crimini sessuali.

So che non mi sarei perdonata, sapendo che avrebbe fatto male a qualcun altro“, ha detto. “Sapendo che è andato ad una diversa Sala del Regno e ha ferito qualcuno, sapendo che quella persona aveva la stessa mia età“.

Conti è nata tra i Testimoni di Geova e ha frequentato la congregazione del North Fremont fin da quando lei riesce a ricordare. Entrambi i suoi genitori e nonni per parte di madre erano testimoni. Ha iniziato a predicare porta a porta quando aveva 5 anni, distribuendo opuscoli della Torre di Guardia, con illustrazioni colorate del paradiso sulla terra.

Mi ricordo la mia tiritera di apertura era, – ‘Non ti piacerebbe vivere in un posto bello come questo?’- “, ha detto. “Tu li stai portando all’Organizzazione di Geova, stai salvando la vita di queste persone“.

Mentre era alla scuola elementare, Conti trascorreva 70 ore al mese di predicazione. Kendrick era diventato amico del padre di Conti. Anche se  non era adeguato che lei stesse intorno a Kendrick, Conti ha raccontato di essere finita, sola con lui, a bussare alle porte nei lunghi pomeriggi.

Secondo Conti, quando aveva 9 e 10 anni, Kendrick ha utilizzato il tempo di quando erano soli, portandola a casa sua e abusando sessualmente di lei. Ella ha sostenuto di aver mantenuto l’abuso nascosto per anni.

Mentre non vi era alcuna controversia su Kendrick che aveva molestato almeno due ragazze, egli ha negato con forza di rivelare di aver abusato o anche di essere stato solo con Conti.

Kendrick avrebbe detto solo durante una breve intervista telefonica: “Non ho molestato Candace Conti. Non sono mai stato interrogato dalle forze dell’ordine coinvolgendo Candace Conti. Non sono mai stato accusato di un reato che comporta Candace Conti“. Egli non ha voluto commentare su tutti gli altri casi.

La scoperta di Conti di Kendrick nel Registro di crimini sessuali l’ha portata di nuovo ai Testimoni. Ella si recò dagli anziani Michael Clarke e Larry Lamerdin, che l’avevano vista crescere, e raccontò loro la sua storia per la prima volta. Poiché ella non aveva avuto testimoni del suo abuso, ha detto, le hanno risposto che non c’era niente da fare.

Hanno ascoltato la mia storia da me ed entrambi piangevano, – ha detto -  Ma non potevano proteggermi. Erano con le mani legate. Essi erano vincolati da tali norme e regolamenti che arrivavano dall’Organizzazione“.

Clarke e Lamerdin scrissero alla congregazione di Oakley nel dicembre 2009 per informare gli anziani che Kendrick aveva abusato di Conti. La lettera è arrivata dopo sette anni che Josh Hood aveva appreso che Kendrick aveva abusato di sua figlia.

Lei sostiene che (sic) il rapporto era inadeguato e i suoi genitori e gli anziani di congregazione avrebbero dovuto porre fine ad essa“, hanno scritto. “Siamo totalmente d’accordo“.

Ci ha chiesto due volte se avremmo segnalato questo alle autorità“, hanno continuato. “Le abbiamo detto che se voleva fare una relazione era un suo diritto assoluto farlo“.

Quando Conti ha detto loro che non si fidava della congregazione per la protezione dei bambini, gli anziani hanno scritto, “Abbiamo condiviso una serie di scritture con lei per quanto riguarda l’amore e la preoccupazione per lei di Geova“.

Frustrata dalla risposta da parte dei Testimoni, Conti ha citato in giudizio la Torre di Guardia nel 2011.

E’ stato per attaccare le politiche e le procedure che erano in vigore, che consentono ad un molestatore seriale di continuare a molestare i bambini“, ha detto Conti. “Ho avuto questo senso di colpa. … E se io avessi potuto fare qualcosa per proteggere forse qualche altro bambino?

Durante il processo, l’avvocato di Conti, Rick Simons, si è concentrato sugli  appunti della politica degli abusi sui bambini della Torre di Guardia.

Nella sua deposizione durante il processo di Conti, Clarke ha dimostrato che gli anziani sono tenuti a rispettare rigorosamente le politiche della Watchtower.

Le congregazioni sono libere di deviare dalle pratiche attraverso le quali ricevono istruzioni attraverso lettere del ‘Corpo Direttivo‘?» Chiesero i suoi avvocati.

No“, ha risposto Clarke.

Michael Clarke deposition

Nel tentativo di scoprire chi ha scritto i memo, Simons ha anche fatto deporre Allen Shuster, un supervisore al servizio di assistenza della Watchtower, dove sono stati redatti i memo.

Shuster ha testimoniato che egli avrebbe potuto aver contribuito a scrivere alcune delle note, ma che non riusciva a ricordarlo con certezza.

Ci sarebbe stato un gruppo di anziani all’interno del reparto di servizio che ha redatto  un commento su questa lettera,” ha detto. “Essa sarebbe stato approvata da un comitato del Consiglio di amministrazione“.

Simons poi ha chiesto la regola dei due testimoni.

Queste sono le norme che vengono dal Corpo Direttivo?» ha chiesto Simons.

Questa è una dichiarazione precisa, sì“, ha risposto Shuster.

Prima del caso Conti, tutte le cause di abusi su minori degli Stati Uniti contro la Torre di Guardia venivano archiviati o si raggiungeva un accordo stragiudiziale. Il suo è stato il primo ad andare a processo. La giuria ha ritenuto nel 2012 che la congregazione del North Fremont e la Torre di Guardia erano state negligenti, non riuscendo a proteggere  Conti da un pedofilo conosciuto. Ella ha ricevuto più di $ 15 milioni in risarcimento.

Sulla scia del verdetto Conti, Josh Hood e sua figlia hanno presentato la propria denuncia contro la Torre di Guardia nel 2012.

Howard Magee, l’avvocato di Hood, ha fatto deporre Thomas Jefferson, un altro supervisore della Torre di Guardia nel reparto di servizio di New York. Egli ha confermato la testimonianza di Clarke nel caso Conti, secondo cui gli anziani sono istruiti a segnalare gli abusi sui minori al dipartimento legale della Torre di Guardia e sono tenuti a seguire tutti i consigli che ricevono.

Jefferson ha detto che la Torre di Guardia ha i file sulla storia di abuso di Kendrick. Lui non era a conoscenza di qualsiasi politica della Watchtower che vietava a Kendrick la predicazione porta a porta.

Le molestie sui minori sono una questione riservata,” ha detto.

Kendrick, ora 61enne, è ancora un membro attivo della congregazione di Oakley. Lui e Linda Hood sono rimasti insieme. Il caso della nipote di Linda Hood è stato respinto dopo che il giudice ha accettato la protezione del Primo Emendamento della Torre di Guardia.

Questo mese, un giudice della California si è pronunciato su un altro caso  contro la Torre di Guardia che si è rifiutata di fornire il suo database di abusatori.

In una dichiarazione piena di citazioni della Bibbia, la Torre di Guardia ha affermato che gli anziani di congregazione sono conformi alle leggi di segnalazione di abusi su minori.

La vittima e i suoi genitori hanno il diritto assoluto di denunciare il fatto alle autorità governative. (Galati 6: 5) “, si legge nella dichiarazione. “Gli Anziani di Congregazione non proteggono gli abusatori da parte delle autorità o dalle conseguenze delle loro azioni. (Galati 6: 7) “.

Crediamo che i genitori amorevoli e protettivi siano il miglior deterrente per gli abusi sui minori“.

 

This story was edited by Fernando Diaz and Robert Salladay and copy edited by Sheela Kamath and Nikki Frick.

Trey Bundy can be reached at tbundy@cironline.org. Follow him on Twitter: @TreyBundy.

 

———————————

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

 

Fonte: http://www.revealnews.org/article/jehovahs-witnesses-use-1st-amendment-to-hide-child-sex-abuse-claims/

Alla fine del 1960, il ministro David Berg evangelizzò hippies e surfisti a Huntington Beach, in California.

Il predicatore di mezza età, classe 1919, trovò recettivi i giovani al suo insolito messaggio che fondeva il fondamentalismo del cristianesimo con l’etica sessuale liberale. Quando i seguaci di Berg aumentarono, Berg stesso li soprannominò  i “Figli di Dio”, nel 1968. Il nome fu cambiato in “Family of Love” nel 1978 e in seguito in tempi più recenti “Family International”, ma spesso anche “The Family” o TF. Vi sono aderenti in molti paesi, spesso vivono in comuni che furono chiamate originariamente  ”colonie”, ma ora sono chiamate “case”.

Berg insegnava che i cristiani devono seguire la Bibbia, ma affermava di essere il profeta cristiano per questa epoca. I suoi scritti, chiamati “Mo Letters”, informavano i suoi seguaci di nuove rivelazioni divine. Alla sua morte nel 1994, la sua vedova, Karen Zerby, gli succedette come capo.

Gli adepti sono stati incoraggiati a prendere nuovi nomi biblici. Berg è stato spesso chiamato “Mosè David” o “papà” e poi “il nonno”. Zerby è spesso chiamata “mamma” o “Mamma Maria”.

Nel classico linguaggio di contro-cultura, Berg si dichiarò contro “il sistema” che credeva ipocritamente ad un  distorto messaggio della Parola di Dio, sessualmente repressivo. Nelle Mo Letters denunciava insegnamenti “di sistema” contro la masturbazione, scrivendo: “Divertimento e sesso sono quello che Dio ha dato per godere, senza paura o condanna!” “L’amore perfetto scaccia ogni paura”, “la paura di castigo, soprattutto le paure sessuali [che] possono essere una tortura fisica!” Egli non voleva che i suoi seguaci soffrissero per “gli orrori di tali frustrazioni sessuali e per le condanne”.

Berg incoraggiò i suoi seguaci di sesso femminile ad abbandonare reggiseni e a mostrare anche pubblicamente i loro seni. Nel suo sonetto del 1970 “Maid Mountin!” egli scriveva: “Io sono per la mini-camicetta / O il trasparente a casa mia. … Lasciate che queste montagne siano più visibili / E i loro vestiti più divisibili”.

Tuttavia, egli insegnò che l’omosessualità maschile era peccaminosa, un insegnamento che continua ancora oggi all’interno dell’organizzazione, che scomunica gli uomini per gli atti con lo stesso sesso. Alle donne è stato insegnato ad evitare il lesbismo esclusivo, ma è consentita la bisessualità.

The Family subì nuove revisioni nel 2005, quando il figliastro di Berg, Ricky Rodriguez, uccise un membro [di The Family ndt] e poi si suicidò.

 

La Pesca amorosa: bagliori e fallimenti

Nel 1974 Berg introdusse un metodo di conversione controverso chiamato “pesca amorosa” o “FFing.” Lo studioso Stephen A. Kent ha evidenziato che Berg sostenne: “i membri COG praticano il reclutamento e l’acquisizione delle risorse attraverso attività sessuali”.  Berg esortava le donne a diventare “prostitute per Gesù”.

 

James T. Richardson riporta,: “la pesca amorosa implica una testimonianza a terzi, che potrebbe anche prevedere il sesso tra membri di sesso femminile e potenziali convertiti”. Richardson osserva, “Le donne dovevano essere disposte (come hanno fatto per i loro mariti [se coniugate]) ad ‘andare fino in fondo‘ se lo si  ritiene necessario, al fine di ‘contattare qualcuno per Cristo‘.”

La pratica indignò i cristiani tradizionalisti che credevano che la Bibbia vietasse il sesso fuori dal matrimonio. Alcune persone lasciarono l’organizzazione a causa del FFing. I bambini nati a seguito del proselitismo sessuale furono chiamati “Gesù Babies” nell’organizzazione.

Le Missioni in Europa a volte utilizzavano le discoteche come un modo creativo per fare proselitismo. Una discoteca in Italia fu perquisita nel 1979 e alcuni membri furono accusati del reato di prostituzione.

La pesca amorosa è stata ufficialmente abbandonata nel 1988, con riserva di scomunica per chiunque continuasse a praticarla.

Nel 1991, tre anni dopo che il FFing fu eliminato, terminò il processo del caso della prostituzione italiana. I giudici stabilirono che le attività di guadagno non erano riconducibili alla prostituzione ma quanto ad  ”un contributo personale per gli obiettivi umanitari che la setta ha sempre dichiarato di perseguire”.  Le accuse furono respinte.

 

La Pedofilia e il Piccolo Principe chiamato Davidito

Alcuni degli insegnamenti più allarmanti di Berg sembravano accettare la pedofilia e l’incesto. Le Mo Lettere dal 1970 raccontavano di una baby-sitter che  masturbava Berg quando egli aveva solo tre anni. Berg sosteneva che le sue azioni non hanno provocato su di lui alcun “male”.

Nel 1973, egli scrisse, “l’incesto, o alcune forme di sesso con alcuni parenti stretti non era considerato illegale prima della Legge mosaica, 2600 anni dopo la creazione”. Egli scrisse: “I matrimoni tra fratelli e sorelle e madri e figli e anche  padri e  figlie erano molto comuni nei tempi antichi e non sono stati nemmeno considerati incestuosi, tanto meno illegali”.

Karen Zerby dette alla luce un “Gesù Bambino” nel 1975. Il prodotto del FFing e il figliastro di David Berg fu chiamato David Moses Zerby. Più tardi, il suo nome fu cambiato legalmente con Richard Peter Smith e più tardi ancora come Richard Rodriguez. Da bambino fu soprannominato “Davidito”.

Berg e Zerby credevano che Rick fosse un “principe divino”, destinato ad assumere il ministero. Cresciuto senza il “sistema” di ipocrite inibizioni sessuali, sarebbe diventato un leader religioso potente.
Un’altra delle numerose pubblicazioni di Berg sulla ‘Pesca d’amore’. Fonte: XFamily.org

Nel 1982, la Famiglia Internazionale pubblicò un libro intitolato “The Story of Davidito” (La Storia di Davidito). Si presume essa sia la storia della sua infanzia raccontata da una delle sue bambinaie. Quella bambinaia, Sara, scrive che spera che con l’accudimento di Davidito inizierà un “Childcare Revolution” ed esclama, “Grazie Gesù! Un nuovo esempio è stato fissato davanti a noi”. Ella scrive che con le altre bambinaie facevano sesso orale con  Davidito per “pulire” il suo pene. Fu anche permesso di vedere altri adulti che facevano sesso. Sara scrive che i lettori apprendendo le  ”esperienze sessuali di Davidito” dovrebbero farlo con  ”spirito di preghiera” per imparare da esse e  per “seguire gli insegnamenti del Signore”. Il libro è molto illustrato con fotografie, alcune delle quali mostrano il ragazzo e una donna adulta farsi coccole, entrambi nudi.

In una Mo letter, Berg ha proclamato, “Si può buttare un sacco di quella vecchia roba! Stiamo scrivendo una nuova serie di educazione per bambini chiamata La serie Davidito. . . . Davidito è diventato un esempio per il mondo e l’ispirazione per diverso  materiale per l’educazione dei bambini! Meno male!”

Il libro è stato citato in un caso di custodia di un bambino nel Regno Unito. Il Giudice Ward dichiarò: “Sono assolutamente convinto che  fosse diffuso l’abuso sessuale su bambini e adolescenti da parte dei membri adulti di The  Family, e che questo abuso è significativamente di misura maggiore all’interno di The Family rispetto a quello che accade nella società esterna”.  Facendo riferimento alla Mo Letter citata sopra, il Giudice Ward commentò: “E’ del tutto evidente che Berg, a mio giudizio, ha dato la sua approvazione a tutto ciò che veniva scritto e che ne assumeva la responsabilità. E’ ingenuo da parte di The Family cercare di allontanare la  sua leadership da questo libro e di lanciare l’unica colpa a Sara”.

Tuttavia, il Giudice permise alla madre di mantenere la custodia fisica del bambino, ma dopo aver ricevuto rassicurazioni che non avrebbe permesso quello che il Giudice chiamava “imbrogli sessuali.” La Corte ha tenuto per se  la custodia legale.

 

The Family rivede la propria immagine

Berg rilasciò una dichiarazione nel 1988 affermando: “Noi non approviamo il sesso con minori e con la presente prendiamo le distanze da ogni scritto di chiunque  in The Family che possa sembrare di farlo! Noi lo proibiamo assolutamente!”

Facendo riferimento al libro Davidito senza nominarlo espressamente, Berg lo definì solo “un resoconto dello scrittore circa la  propria esperienza personale e le proprie opinioni.”

Nel 1993, la polizia francese fece irruzione in due comunità TF a causa di accuse di abusi sessuali. Tuttavia, i bambini furono ben presto restituiti ai loro genitori e senza denunce.

The Family indisse una conferenza stampa in Gran Bretagna per affermare di essere cambiata.Il Pastore Gideon Scott disse: “Stiamo cercando di dimostrare che siamo persone normali che credono sinceramente nella propria religione e che amano i propri bambini. Noi non promuoviamo e incoraggiamo l’attività sessuale tra adulti e minori. I rapporti sessuali non sono ammessi nelle nostre comunità tra adulti e quelli al di sotto dei 21 anni”.

Interrogato circa gli scritti di Berg per quanto riguarda i bambini e il sesso, Scott li definì “una speculazione teologica”.

Nel 2003 la Carta degli Emendamenti dell’organizzazione afferma: “Chiunque di 18 anni o più, che agisce comportamenti  sessuali di sorta con qualcuno al di  sotto i 14 anni, sarà scomunicato”.

 

Rick commise un omicidio, poi si suicidò

 

Rick nella foto con Sue, dal Libro di Davidito.

Rick era nella sua tarda adolescenza quando iniziò a deridere le credenze e le pratiche di The Family. Ruppe con il gruppo nel 2001. Insieme alla sua fidanzata Elixcia Garcia rilasciò una dichiarazione dicendo di “non poter continuare a perdonare o essere parte di ciò che sentivano un’organizzazione di manipolazione abusiva che insegna una falsa dottrina”.

La coppia si sposò, ma Rick non poteva dimenticare gli abusi che aveva subìto. Era spesso depresso.

A 30 anni invitò un membro di The Family, Angela Smith, nel suo appartamento a Tucson, in Arizona, era l’8 gennaio 2005. Ella era una delle sue tate con la quale aveva intrattenuto rapporti sessuali  quando era un bambino. La pugnalò a morte.

Rick poi guidò fino a Blythe, in California. Registrò una videocassetta in cui sbraitava sulle sue miserie dell’infanzia. Denunciò amaramente  i “pervertiti” nel “culto”. A un certo punto disse: “Madre mia! . . . Come si può fare quello con  i bambini? Come si può fare quello con  i bambini e poi dormire la notte? ” Affermò che “migliaia di bambini di The Family “erano” stati abusati. Amaramente chiese:” Dove sono le nostre scuse?” E poi rispose: “Non ci sono nessun cazzo di scuse”. Alla fine della videocassetta egli  predisse  che le persone che avevano abusato di lui sarebbero “andate verso il basso. Quindi, con questo pensiero felice, io vi lascio”.

Dopo aver realizzato il nastro, andò alla sua macchina e guidò senza meta. Infine, parcheggiò la sua auto e concluse la sua vita con un colpo sparato alla testa. La polizia trovò il corpo nel veicolo la mattina presto del 9 gennaio 2005.

Il 18 gennaio 2005 The Family rilasciò una dichiarazione sulla tragedia. E commentò: “Le nostre preghiere sono che le azioni di Ricky e l’attenzione dei media non alimentino una nuova reazione per volere dei nostri detrattori, che significherà ancora una volta provocare danni, traumi e abusi agli innocenti”. Questa dichiarazione ribadiva che l’organizzazione aveva una “politica di tolleranza zero per quanto riguardava l’interazione sessuale tra adulti e minori”.

 

Bennett, Will. “Cult denies child sex abuse.” The Independent. 1993-07-02. http://www.xfamily.org/index.php/The_Independent:_Cult_denies_child_sex_abuse

Borowik, Claire. “’International Christian Fellowship’ Issues Statement.” January 18, 2005. http://www.newdaynews.com/resource/davidito/borowick-01.htm
“Child Abuse?! – An Official Statement from the Founders of the Children of God!” http://www.xfamily.org/index.php/Child_Abuse%3F!
Kent, Stephen A. “Lustful Prophet: A Psychosexual Historical Study of the Children of God’s Leader, David Berg.” 2000. Department of Sociology, University of Alberta.
Richardson, James T. “Update on ‘The Family’: Organizational Change and Development in a Controversial New Religious Group.” University of Nevada. http://www.thefamilyinternational.org/dossier/books/book1/chapter2.htm
“Story of Davidito.” From XFamily – Children of God. http://www.xfamily.org/index.php/Story_of_Davidito
“The Children of God and The Family in Italy.” Center for Studies on New Religions. http://www.cesnur.org/testi/TheFamily/italy.htm
“The Davidito Book: Findings of the High Court of Justice Family Division, U.K.” http://www.exfamily.org/the-family/court/davidito-book.htm
Wright, Stuart A. “From ‘Children of God’ to ‘The Family’: Movement Adaptation and Survival.” Lamar University. http://www.thefamilyinternational.org/dossier/books/book1/chapter8.htm

 

Fonte: http://www.crimelibrary.com/blog/article/christianity-promiscuity-and-pedophilia-inside-the-family-cult/index.html

 

—————————————–

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Dichiarazione di David Clohessy di St. Louis, Direttore dello SNAP, la Rete dei sopravvissuti agli abusi dei Sacerdoti (314 566 9790 , SNAPclohessy@aol.com )

Noi siamo riconoscenti nei confronti di un pubblico ministero dell’Oklahoma che intende impugnare una sentenza devastante che lascia conseguenze pesanti sul Testimone di Geova in fuga per i suoi efferati crimini sessuali,  sfruttando un cavillo legale.

http://m.mcalesternews.com/mcalester/pm_113000/contentdetail.htm?contentguid=xXt2Ng1I

Pittsburg County- Il  procuratore Danita Williams ha detto che chiederà al Tribunale Superiore di perseguire le accuse penali nei confronti Ronald Lawrence di McAlester, che avrebbe ripetutamente violentato due ragazzi e una ragazza.

Lawrence aveva sostenuto con successo che un arbitrario, – termine arcaico conosciuto come  prescrizione – potrebbe evitare il processo .

Siamo sconvolti che un uomo spirituale abbia cercato di nascondersi dietro un cavillo come questo. Se vuole difendersi, lo faccia nel merito, non sui tecnicismi.

E siamo sconvolti dalla apparente silenzio della comunità dei Testimoni di Geova di Oklahoma. I funzionari della congregazione dovrebbero usare le proprie risorse per cercare di aiutare altri che vedevano, sospettavano o hanno sofferto i crimini di Lawrence. Essi dovrebbero indagare su chiunque abbia informazioni o sospetti del suo misfatto e chiamare la polizia e i  pubblici ministeri. Essi dovrebbero impeganrsi a pagare le spede per la terapia e per le visite mediche delle vittime. Essi dovrebbero ricordare al personale, volontari e membri che chiamare le forze dell’ordine in merito a reati noti o sospetti di pedofilia è fondamentale. Essi dovrebbero fare un’indagine interna per vedere se altri Testimoni di Geova  sapevano o sospettavano dei suoi crimini e tacevano o li hanno nascosti.

Invece, come meglio possiamo dire, non stanno facendo nulla.

D’altra parte, queste tre vittime sono da lodare per il loro coraggio. E’ sempre difficile per le  victme di abusi sessuali su minori rivelare la loro sofferenza. E’ spesso difficile quando il predatore si ammanta nella spiritualità. Siamo grati a questi tre individui coraggiosi che hanno parlato e hanno aiutato la polizia e i pubblici ministeri che hanno perseguito Lawrence.

Ci auguriamo che le loro azioni responsabili aiuteranno altre vittime a rompere il loro silenzio, a chiedere aiuto, a denunciare i criminali, a proteggere i bambini e a iniziare la propria guarigione.

(SNAP, la Rete dei superstiti  abusati dai sacerdoti, è il più antico e il più grande gruppo di sostegno al mondo per abusi del clero vittime. Siamo stati da 25 anni e abbiamo  più di 15.000 membri. Nonostante la parola “prete ” nel nostro titolo, abbiamo membri che sono stati molestati da figure religiose di tutte le confessioni, tra cui suore, rabbini, vescovi e pastori protestanti.  Il nostro sito è SNAPnetwork.org )

 

—————————————–

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Ieri, 6 dicembre 2013, la Corte di Appello di Milano si è pronunciata per la seconda volta sul caso di F. A. M., Maestro di Arkeon, per il reato di abusi sessuali su due allieve. In primo grado il Maestro era stato condannato a 6 anni di reclusione per il reato contestato. La condanna era scesa a 4 anni in Appello. La Cassazione aveva poi annullato la sentenza di Appello il 23 maggio 2013. Ieri la Corte di Appello ha confermato  la responsabilità di M. per i due episodi di violenza sessuale contestati, dichiarando però prescritto uno dei due e condannando l’imputato per il secondo episodio  a 5 anni di reclusione.

 

la sentenza dell’appello bis:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Bari, nel luglio 2012, venivano condannati in primo grado altri 8 Maestri di Arkeon per associazione a delinquere finalizzata all’abuso della professione, con la condanna maggiore al fondatore di Arkeon, quale promotore dell’associazione a delinquere

 

http://www.youtube.com/watch?v=hr_NZrXSY-4

Fonte: http://www.cesap.net/sette-e-nuovi-culti/documenti-e-studi-nuovi-culti/41-arkeon/3276-nuova-condanna-dalla-corte-d-appello-a-maestro-di-arkeon

Una ex sposa bambina che è scappata da un culto poligamo ha deciso di testimoniare contro Warren Jeffs e in questo modo lo ha messo dietro le sbarre per il resto della sua vita.

Rebecca Musser aveva solo 19 anni quando fu costretta a sposare l’allora 85 anni, capo della Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni , Rulon Jeffs.

 

Ho avuto paura, ero terrorizzata di sposare quest’uomo, eppure non potevo dire di no, perché avrebbe portato un enorme quantità di vergogna sulla mia famiglia‘ – ha detto durante un’intervista con la CNN a Piers Morgan.

Ero arrabbiata , ero terrorizzata e mi sentivo estremamente violata‘.

Musser era isolata in questa situazione, Rulon aveva sposato almeno 60 mogli durante la sua vita, che Musser avrebbe dovuto considerare come sorelle.

 

Siccome lei non aveva alcun interesse a raggiungere uno dei più alti livelli tra le mogli, non c’era concorrenza con le altre, questo le dava la possibilità di stringere forti legami con le altre donne, molte delle quali avevano la sua età o eranopiù giovani.
‘Ero molto legata alle moglie, mie sorelle stranamente, ma non ero innamorata di mio marito. Non avevo voglia di passare del tempo con lui‘  – ha raccontato.
Rulon è morto all’età di 92 nel 2002, ma questo non significa che un altro matrimonio forzato era fuori dalle possibilità per Rebecca, infatti il suo allora figliastro, Warren Jeffs, aveva preso in mano le redini della chiesa dal suo defunto padre e cercò di prendere il controllo su di lei.

 

Musser ha continuato a fuggire dall’evento peggiore dopo la morte di Rulon, quando Warren le aveva detto che l’avrebbe fatta  sposare ad un altro membro della chiesa in ‘meno di una settimana‘.
Sotto la copertura delle tenebre, ha scalato il muro che circondava casa Jeffs, è scivolata oltre le guardie armate ed è fuggita, sapendo che i leader della setta l’avrebbero ammazzata se l’avessero catturata.
Ha chiesto al fratello, che era fuggito qualche anno prima , di prenderla e aiutarla a iniziare una nuova vita.

Musser ha parlato apertamente dei sette anni di abusi sessuali che ha sofferto per mano di suo marito anziano mentre promuoveva il suo libro sulla sua fuga dal culto e della decisione di testimoniare contro Warren .

Il libro intitolato ‘La testimone vestiva di rosso‘ fa riferimento alla sua decisione di indossare un abito rosso senza maniche al processo, a significare la sua rottura con il gruppo opprimente visto che Warren aveva vietato il colore nel suo gruppo.

Di fronte a Warren Jeffs era strano che provasse una tempesta di emozioni. ‘E ‘stato liberatorio, ma è stato anche triste perché ci sono ancora ragazze che passano attraverso questo‘ ha detto del processo.

Warren Jeffs è stato condannato nell’agosto 2011 per aver violentato due ragazze di età 15 e 12 anni, che erano sue mogli spirituali.

La prima volta che Musser aveva testimoniato contro di lui è stato nel 2007, quando egli fu condannato per aver tentato di violentarla dopo aver sposato  Alyssa.

Warren Jeffs , che si dice abbia avuto ben 80 mogli, sta scontando  10 anni della sua vita in una prigione del Texas.

Dal momento della sua fuga, Musser è diventata una oppositrice della schiavitù sessuale ed ora vive la sua vita come moglie e madre di due figli.

 

Fonte: Daily mail

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2424808/Rebecca-Musser-speaks-forced-marriage-Rulon-Jeffs.html

https://www.youtube.com/watch?v=h_Z8obt997c

https://www.youtube.com/watch?v=I2NtpZEBp18

 

********************

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

 

Rebecca Musser in data 22 settembre 2013 cita questa traduzione nella sua pagina fb, felice che anche in Italia si sia conosciuta la sua storia e speranzosa che anche questo possa prevenire altre forme di oppressione

 

 

Stando a tale documento, dovrà celebrarsi nuovamente il Processo di Appello

 

 

 

Violentava pazienti per “curarle” 4 anni e mezzo a pseudo-maestro

raumi infantili inesistenti

Violenza sulle donne (Frascatore)
Violenza sulle donne (Frascatore)

Milano, 25 maggio 2012 – Pena ridotta di un anno e mezzo per Antonio Morello, pseudo-curatore accusato di aver violentato due donne convincendole che fosse una terapia necessaria. La decisione è dei giudici della prima Corte d’Appello. Il 70enne tra il 1999 e il 2002 avrebbe violentato due donne, inducendole a credere che l’unico modo per superare i disturbi derivati da inesistenti molestie sessuali subite da piccole fosse quello di sottoporsi a una terapia individuale con lui in veste di “maestro” della psico-setta “The sacred path”. La corte presieduta dal giudice Malacarne ha confermato la condanna per violenza sessuale, ma ha ridotto da 6 anni a 4 anni e mezzo la pena inflitta il 24 maggio 2011 all’imputato, concedendogli le attenuanti generiche.

Secondo l’avvocato Patrizia De Natale le due presunte vittime, in buonafede, potevano essersi suggestionate dopo aver avuto con il suo assistito rapporti sessuali consenzienti e aveva chiesto quindi l’assoluzione di Morello. All’esito del processo di primo grado il collegio della quinta sezione penale presieduto dal giudice Annamaria Gatto aveva disposto 5mila euro di risarcimento per l’unica donna che si era costituita parte civile, assistita dall’avvocato Marco Marzari. L’altra donna, che si non era costituita parte civile, fu sentita come testimone aveva parlato di “quattro anni di angoscia” prima di rendersi conto dell’accaduto, ma di non aver mai voluto denunciare per dimenticare.

Morello è coinvolto in un altro processo in corso a Bari, dove con altre persone è accusato di aver organizzato in tutta Italia numerosi seminari a pagamento, facendo credere ai partecipanti affetti da cancro o Aids di poter risolvere i loro problemi con il metodo Arkeon ideato da Vito Moccia. La sentenza di primo grado per il procedimento pugliese, di cui quello appena conclusosi a Milano in secondo grado non è che uno stralcio, è attesa per il 18 giugno.

 

Fonte: Il giorno.it

 

SEGNALAZIONE

Gentile Redazione di OPM, ho di recente letto un articolo che parlava di uno  psicoterapeuta che avrebbe molestato sessualmente una sua paziente e ho visto  nel corso di quest’anno due servizi delle Iene  su fatti analoghi  che vedono coinvolto un altro professionista. Questi episodi mi preoccupano un pò, io ho da poco iniziato una psicoterapia individuale con uno psicoterapeuta  che mi è stato consigliato da un’amica e leggendo e guardando questi servizi  sono rimasta sconcertata dal fatto che questi professionisti, ai quali ci si è  rivolti per essere aiutati, abbiano utilizzato in realtà le loro competenze e  il rapporto di fiducia instaurato con le pazienti per appagare i loro bisogni,  arrivando ad arrecare ancora più sofferenza a queste donne. Mi chiedo come possano accadere cose del genere e come può una paziente capire quando uno  psicoterapeuta sta oltrepassando i limiti del suo mestiere e cosa fare per  evitare di essere coinvolti in questi fatti.

Vi riporto i link dei servizi di cui ho parlato

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Abusi-sessuali-arrestato-psicoterapeuta/03-12-2010/1-A_000146780.shtml

http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=79536

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/163258/trincia-uno-psichiatra molestatore.html (video di aprile 2010)

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/182248/trincia-psichiatra-molestatore.html (video di settembre 2010)

Lettera Firmata

COMMENTO DELLE DR.SSE IMMACOLATA PATRONE E LORITA TINELLI

… lo scopo della formazione non è quello di trasformare l’analista

in un cervello meccanico capace di produrre interpretazioni

in base ad una procedura puramente intellettuale,

ma piuttosto di metterlo in condizione di

sostenere i sentimenti che vengono suscitati in lui

invece di liberarsene (come fa il paziente) (Heimann, 1950)

Dalla lettera della nostra segnalante traspare sorpresa, preoccupazione e timore, suscitati dalla lettura di una notizia di presunti abusi sessuali da parte di uno psicoterapeuta su una sua paziente/cliente e dalla visione di due filmati della trasmissione televisiva “Le Iene”, nei quali vengono riportate testimonianze  di molestie a carattere sessuale perpetrati  ai danni di ragazze  che si sono rivolte al medesimo psicoterapeuta.

Non entriamo nel merito dell’identità dei professionisti coinvolti in tali documenti segnalatici né in quella della veridicità delle notizie riportate dai mass media. Tale compito spetta alle autorità preposte alle indagini.

Appare assurdo alla nostra scrittrice, come a molte altre persone, che un professionista che dovrebbe aiutare coloro  che a lui si rivolgono per superare traumi, periodi dolorosi, difficoltà di carattere psicologico, possa rendersi colpevole di tali atti deprecabili.

Occorre precisare che questi casi sono rari ma comunque possibili, com’è possibile in qualsiasi professione o mestiere imbattersi in professionisti che non solo non rispettano il codice deontologico, ma che a volte si rendono colpevoli di veri e propri reati, utilizzando in modo manipolatorio  le competenze acquisite. Già nel 1990 negli USA fu pubblicato un libro, dal titolo ‘Sexual intimacies between psychotherapist and patients (Lerman. 1990) in cui, forse per la prima volta, si tentava di analizzare un fenomeno di cui si parlava molto poco, ma che, evidentemente, era presente, anche se in minima percentuale, in alcune relazioni medico-paziente. In uno studio successivo (Schoener et al. 1990) gli autori asserivano che, sempre negli USA, un’indagine realizzata su 8000 tra psicologi e psichiatri evidenziava come il 10% di loro avesse ammesso di aver avuto contatti sessuali con i loro pazienti (tali contatti erano descritti come: baci, abbracci, carezze e rapporti sessuali veri e propri).

Nei video delle “Iene” sono purtroppo evidenti, dai racconti delle pazienti/clienti e dalle affermazioni del terapeuta, fatti che presumibilmente riporteranno alla formulazione di reati.

In tali casi, infatti,  non solo c’è violazione del codice deontologico ma probabilmente si è di fronte  ad una persona con delle gravi problematiche psicologiche non risolte, che riversa nella sua professione a danno dei suoi utenti, facendo leva sulle loro fragilità, trincerandosi dietro la veste di professionista per difendere il suo comportamento e insinuando sensi di colpa nelle sue pazienti (meccanismi attraverso i quali si agisce “manipolazione psicologica”), o più semplicemente si è di fronte ad una persona in malafede che ha da tempo svestito i panni del professionista o non li ha mai veramente indossati.

Nessuno psicoterapeuta serio e psicologicamente “sano” toccherebbe o richiederebbe toccamenti intimi alle sue pazienti, né farebbe telefonate erotiche o richieste di chattare via internet con ragazze nude. Il forte imbarazzo delle ragazze, il desiderio che quell’ora passasse in fretta, il senso di costrizione e di repulsione provati, sono spie di un malessere crescente e della sensazione di trovarsi di fronte a comportamenti sospetti.

Tutto ciò, ovviamente, non appartiene alla sfera della psicoterapia ma a quella della manipolazione e del reato. Margaret Singer e Janjia Lalich (1998) nel loro libro “Psicoterapie Folli” affermano che tali coinvolgimenti sessuali non fanno parte di relazioni clandestine consensuali, ma sono rapporti incoraggiati all’interno di una relazione impari, in cui uno dei due membri (il terapeuta) ha più potere sull’altro e lo esercita in modo manipolatorio, arbitrario e dannoso per il suo paziente/cliente. Egli anziché definire limiti sicuri e ‘sani’ all’interno del rapporto terapeutico, ignorando la deontologia, sottomette i suoi pazienti, inducendoli a fare tutto quello che desidera, in qualità di figura autorevole.

Il primo passo che egli compie è quello di approfittare della loro fragilità facendo leva su di esse, per creare uno stato di dipendenza totale che gli è utile per iniziare ad indurre nel suo paziente le sue idee, i suoi bisogni  e i suoi desideri personali. La Singer e la Lalich affermano che, in alcune occasioni, il terapeuta viene supportato nel suo progetto anche grazie alla pressione esercitata dagli altri clienti sul nuovo paziente, specialmente nei contesti di terapia di gruppo. L’idea che il terapeuta impone al/la suo/a paziente/cliente è che fare sesso con lui fa bene. Se il/la paziente si ribella il terapeuta fa cadere su di lei/lui il biasimo, utilizzando anche riferimenti teorici ad interpretazione del diniego del paziente nel percorrere la strada che lui asserisce essere quella più idonea alla sua guarigione. In diverse occasioni il terapeuta arriva anche a cacciare il/la proprio/a cliente e quest’ultimo/a arriva, a volte, persino ad implorarlo di non interrompere quel “rapporto professionale” seppur malato, e ad adeguarsi alle indicazioni del terapeuta, segnali questi del legame perverso instauratosi, che vede il paziente succube del suo terapeuta.

Alcune ricerche condotte negli anni ‘80 negli USA, hanno dimostrato che una percentuale compresa tra il 33 e l’80% dei terapeuti che avevano incoraggiato relazioni sessuali con le loro pazienti, avevano manifestato la tendenza a farlo con più clienti. (Gartrell e al. 1989).

Da uno studio realizzato su 400 persone abusate sessualmente dai loro terapeuti, Margaret Singer ha identificato alcuni elementi ricorrenti nelle terapie in cui si sviluppano relazioni sessuali tra terapeuta e paziente (1998).

In generale:

1)   Il terapeuta che commette abusi appare ‘poco competente’ dal punto di vista professionale; tende a parlare di se stesso in terapia e dei suoi personali bisogni e manifesta un grado leggero o medio di narcisismo.

2)   Ha la convinzione egocentrica e semplicistica di essere al di sopra della legge e dei limiti che il suo codice deontologico gli impone. In tal caso riesce a convincere i propri clienti che non è lecito avere rapporti sessuali o intervenire nella vita dei loro clienti, ma lui può farlo perché ‘sa come gestire quella relazione’.

3)   Il terapeuta non effettua una diagnosi sul proprio paziente, ma imposta il trattamento in base alle sue personali teorie preferite, senza peraltro costruire un progetto chiaro di trattamento.

4)   Non rispetta la riservatezza, ma parla alla sua cliente anche dei problemi di altri clienti, iniziando un rapporto di confidenza tanto da farla sentire speciale.

5)   Non è in grado di riconoscere gli elementi del transfert e del controtransfert.

Una manipolazione di dinamiche psicologiche, all’interno del setting terapeutico o in altri contesti , può portare la ‘vittima’ a percorrere tre diversi stati emotivi e comportamentali:

1)   Incredulità, in quanto essa non può credere a ciò che sta accadendo né a ciò cui vorrebbe portarla a fare il suo terapeuta.

2)   Difesa, la vittima tenta di difendersi anche energicamente, ma percepisce il potere del suo terapeuta come fortemente presente e inizia a vivere il suo rapporto ambivalente con lui con tanti sensi di colpa. Del resto il terapeuta è la figura che ha scelto per essere aiutata e non può farle del male.

3)   Depressione, alla fine la vittima si convince che il suo terapeuta, non può non aver ragione, si rassegna, manifestando una sempre maggiore vulnerabilità e dipendenza.

L “effetto finale” è che tali modalità di azione rischiano di danneggiare il destinatario, o il paziente in questo caso, di confonderlo, portandolo ad instaurare forti rapporti di dipendenza, di inadeguatezza  e, di segnarlo per sempre. Come conseguenza, la persona abusata, ha anche messo a rischio le sue relazioni esterne e, quindi, la sua vita.  Le stesse Singer e Lalich (1998) affermano che a questo punto la disperazione e il peggioramento della salute mentale della cliente, portano il terapeuta a non ritenerla più una ‘persona divertente’ . Egli, temendo qualche reazione da parte del marito, amico o parente della sua cliente, o che della relazione possano venire a conoscenza i suoi colleghi, chiude bruscamente il rapporto ‘professionale’, aggiungendo altri problemi alla cliente, dovuti ad una interruzione improvvisa di un rapporto malato. Non sono rari i casi in cui qualcuna ha anche tentato il suicidio.

Al di là di questi spiacevoli fatti di cronaca, vorremmo comunque sottolineare la correttezza e la preparazione  della grande maggioranza dei professionisti della salute e  soffermarci sulle peculiarità tipiche del lavoro psicoterapeutico, che lo differenziano da tutti gli altri. Lo psicoterapeuta, a differenza di altri professionisti, lavora con  una materia molto complessa e delicata, la psiche umana, e per far ciò instaura un rapporto forte e psicologicamente coinvolgente con il paziente/cliente. La relazione psicoterapeutica, in quanto appunto relazione, prevede dinamiche bidirezionali di coinvolgimento,  essa prevede da parte del paziente/cliente  una motivazione ad intraprendere e proseguire il percorso terapeutico, la disponibilità a mettere a nudo la propria anima, a raccontare se stesso, la sua vita relazionale, la sua vita interiore, la disponibilità a fidarsi e ad affidarsi alle “cure” del professionista.

Lo psicoterapeuta, da parte sua, si  assume la responsabilità di prendere in carico il proprio cliente, di accoglierne la domanda, di accogliere e contenere empaticamente le emozioni, i sentimenti, le sofferenze, i conflitti e di elaborarne insieme a lui i significati profondi, ma non solo, egli porta ineluttabilmente nella relazione terapeutica se stesso, le sue caratteristiche di  personalità, la sua storia di vita, le sue emozioni, i suoi sentimenti. Un buon percorso di studio, di supervisione e di formazione, anche psicoterapeutica individuale, alla quale sarebbe auspicabile che qualunque scuola di formazione indirizzasse i suoi allievi aspiranti psicoterapeuti, dovrebbe consentire al professionista di gestire al meglio le dinamiche transferali (ciò che il paziente proietta sul terapeuta e nella terapia)  e controtransferali (“ciò che insorge nel terapeuta per l’influsso del paziente sui suoi sentimenti inconsci”, Freud ),  che inevitabilmente emergono nel corso di un processo terapeutico, e di analizzarle all’interno del setting terapeutico insieme al suo paziente/cliente, al fine di coglierne i significati profondi e  renderle agenti propulsivi di crescita e cambiamento.

Al contrario la negazione, la mancata elaborazione o il rifiuto di dinamiche transferali, (possono verificarsi, per esempio, anche casi d’infatuazione o innamoramento del paziente o della paziente nei confronti del proprio terapeuta) potrebbero rappresentare non solo una rottura del rapporto terapeutico ma un ulteriore ferita o trauma alla psiche dei pazienti/clienti.

Non solo emozioni e sentimenti positivi possono essere oggetto di proiezione sul terapeuta o sul paziente, ma anche sentimenti ed emozioni negative. Questi ultimi sono spesso più difficili da accettare ed elaborare e richiedono anch’esse un’elaborazione reciproca paziente-terapeuta all’interno del percorso terapeutico. Alcuni studi recenti (Galeazzi, G. M. and P. Curci, 2003; Curci P., G.M. Galeazzi and C. Secchi, Ed 2003;  Galeazzi, G.M., K. Elkins and P. Curci, 2005) hanno, per esempio, evidenziato alcuni effetti negativi che possono ripercuotersi sulla figura del terapeuta. Sembrerebbe difatti che  la categoria vittimologica  più a rischio di atti di aggressività o molestia da parte di pazienti/clienti, risulta essere proprio quella dei professionisti dell’aiuto. I due autori hanno evidenziato come su 108 tra psichiatri, psicologi e specializzandi osservati, il 20% di loro avesse subìto per almeno un mese una campagna di stalking da parte di pazienti con cui erano entrati in contatto professionale.

Per lo psicoterapeuta ben formato, dovrebbe essere più facile non solo riconoscere queste dinamiche in se stesso e nell’altro, ma anche accettarle e gestirle nella maniera più efficace, nella relazione con il paziente.

La reciprocità delle dinamiche transferali e controtransferali nella relazione terapeutica è ben sintetizzata dalla Heimann (1950) quando afferma: “ la risposta emotiva dell’analista nei confronti del paziente, nella situazione analitica, rappresenta uno dei più importanti strumenti del suo lavoro. Il controtransfert è uno strumento di ricerca nell’inconscio del paziente… Non è stato sufficientemente delineato che si tratta di una relazione tra due persone. Ciò che distingue questa relazione dalle altre non è la presenza di sentimenti in un partner, il paziente, e l’assenza nell’altro, l’analista, ma, soprattutto, l’intensità dei sentimenti provati e l’uso che se ne fa, giacché questi fattori sono interdipendenti”.

- Curci P., G.M. Galeazzi and C. Secchi (Ed). (2003). La sindrome delle molestie assillanti (stalking). (pp. 157-168). Turin: Bollati Boringhieri. SEE BOOK.

- Galeazzi, G.M., K. Elkins and P. Curci (2005). “The stalking of mental health professionalsby patients.” Psychiatric Services 56:137-138.

- Galeazzi, G. M. and P. Curci (2003). Le Molestie Assillanti nella relazione terapeutica in psichiatria.

- Gartrell N. et al (1989), “Prevalence of psychiatrist-patient sexual contact”. In G.O. Gabbard (a cura di), “Sexual exploitation in professional relationships”, Washington, DC, American Psychatric Press

- Heimann P. (1950), On Countertransference, International Journal of Psychoanalysis.

- Lerman H. (1990), “Sexual intimacies between psychotherapist and patients: An annotated biblioghraphy of mental healt, legal and public media literature and legal cases”, Washington, DC, American Psychological Association

- Schoener G. R. et al (1990), “Psychotherapist sexual involvement with clients: intervention and prevention”, Minneapolis

- Singer M.T. e Lalich J. (1998) Terapie indecenti in “Psicoterapie Folli”, Edizioni Erickson

PARERE DEL PROF. GIROLAMO LO VERSO

I) Premetto che il fenomeno, quantitativamente, non sembra molto diffuso ma che risuona molto per la sua odiosità. Premetto, altresì, che qui non è in discussione la sessualità in sé, che è un valore di vita assolutamente positivo. La sessualità, l’eros, come rapporto consenziente tra adulti è, in ogni sua forma, libertà, vitalità e reciprocità. La cosa diventa orrenda quando tale consensualità viene meno per lasciare il passo all’uso ed all’abuso ed alla  manipolazione. Il capoufficio (ma oggi inizia anche al femminile), il docente universitario  o il politico (a livelli più giovanili entriamo nella pedofilia) o il professionista della salute che con lusinghe di carriere, voti, con intimidazioni e manipolazioni, richiede prestazioni sessuali è equiparabile allo stupratore, e forse è ancora più viscido. Il problema, come dicevo, non è certo il sesso in quanto tale. Già, ma allora perché l’abuso è distruttivo e patologico? Perché si esce dallo scambio e dalla condivisione relazionale, dal gioco condiviso e collusivo, dalla ricerca comune di piacere e complicità e si passa alla dimensione del piacere extra-erotico. Foucault aveva ben individuato che la sessualità è un grande potere (è stata la rivincita del femminile insieme alla maternità). Essa, tuttavia, resta fisiologica quando questo potere resta all’interno della sessualità. La seduzione è uno dei motori del mondo. Il se-durre, il portare a sé, sono il gioco uomo-donna ( e non solo) con cui vive l’umanità. Non è un caso che dai nostri studi sulla “psiche mafiosa” è emerso che in questo mondo la sessualità è quasi inesistente e “cumannari è mugghi ri futtiri” (il potere è meglio dello scambio erotico) e l’omofobia è violentissima.

La cosa cambia quando, in qualche modo, si ha a che fare con forme di manipolazione e costrizione che utilizzano strumenti di potere non sessuali. Il problema si pone come particolarmente grave dove ci sono situazioni di squilibrio. Particolare “scandalo” hanno dato, ad esempio, il diffuso (ed ancora poco studiato) fenomeno dei preti pedofili o quello dei potenti politici, per di più malati di prostata, che “comprano” ragazzine a loro volta disponibili a “farsi comprare”, o l’abuso sessuale nelle professioni in cui qualcuno affida i propri problemi e debolezze all’altro, come in medicina o in psicoterapia. Molti anni fa, in quello che forse fu il primo studio semi-empirico che noi abbiamo fatto sulla psicoterapia, con il professore Profita studiammo il lavoro dei maghi. Cercando di vedere che differenza ci fosse tra loro e gli psicoterapeuti. Ne trovammo solo una: l’elaborazione della dipendenza. I maghi, infatti, subiscono una qualche selezione, fanno un training (a volte, più approfondito di quello di alcune scuole), hanno un setting. Lavorano, però, per indurre dipendenza e sottomissione devota. Utilizzano anche, ahimè, molto bene, i fenomeni gruppali (i clienti in sala d’aspetto) per aumentare il loro carisma e la fama di guaritori onnipotenti. Non a caso, soprattutto classicamente, se il mago è un uomo e la cliente una donna giovane, questo sfocia spesso in agiti di tipo sessuale. Già allora ci chiedevamo, però, quanti psicoterapeuti realmente lavorassero per elaborare e superare la dipendenza? Ciò può avvenire o “indossando il camice” e cioè con un atteggiamento di separazione ed un rapporto asettico, o con un’elaborazione di tipo analitico sulla relazione ed i processi transferali. Personalmente ho radicalizzato questo punto proponendo di integrare l’elaborazione freudiana sul transfert e sul controtransfert (ciò che nel terapeuta risuona di ciò che il paziente mette in lui) con quella sul co-transfert (inizialmente proposto dalla scuola di Napolitani). Indico con questo termine ciò che il terapeuta mette, di suo, nella relazione. Per quanto “ben analizzato”, come si dice, il terapeuta ha una sessualità, una cultura, una storia personale, dei bisogni, ecc. Tutto questo non può, non deve, a mio avviso, essere depurato o neutralizzato. La relazione è lo strumento principale per effettuare psicoterapia. Solo una persona ne può curare un’altra. Entrano, però, in ballo cose come la trasparenza relazionale[1], l’etica e la capacità di auto-svelamento del terapeuta, in primo luogo a se stesso. Senza tutto ciò i rischi di manipolazione dell’altro sono sempre presenti. Solitamente, per fortuna, non portano ad agiti sessuali ma, comunque, portano ad inadeguatezza del lavoro di cura. Come possono i pazienti difendersi in questa situazione, vista anche la scarsa attenzione a queste tematiche da parte degli ordini professionali (tranne nei casi eclatanti), delle commissioni ministeriali e delle scuole, delle società scientifiche e delle università? In primo luogo, va verificato che lo psicoterapeuta sia realmente tale, sia formalmente che informalmente (un’infinità di persone fanno cose che richiederebbero invece una psicoterapia professionale), che la formazione e l’esperienza  di questi professionisti sia robusta e qualificata, fatta in scuole serie che propongono un’etica della cura all’interno di modelli chiari, verificati e rigorosi. Ci sono anche formazioni che sono quasi per corrispondenza purché si paghi e “scuole” che non hanno mai fermato un allievo nemmeno se questi ha nuclei psicotici. È stato, comunque, noto il caso di un “filosofo” che faceva “l’analista” e che veniva “assaltato” dalle pazienti. Potenza del transfert (o della manipolazione) visto che pare fosse assai bruttino ma, soprattutto, malato di narcisismo. È anche da valutare se le eventuali denuncie sono più una patologia della relazione che un reale abuso, dove quindi la “colpa” è più nell’incompetenza professionale che nelle molestie. Senza dimenticare il rischio di ingiuste diffamazioni, (una volta è realmente successo, come ho), come ho potuto verificare in qualche perizia.

Detto questo, va anche ricordato che, nel campo della psicoterapia, l’Italia è piena di professionisti seri, di studiosi attivi ed attenti, di persone che hanno fatto una seria formazione e la cui deontologia professionale è elevata. Il tema degli agiti sessuali ne rilancia un altro: quello della cura personale del terapeuta. Su questo ci sono almeno due soluzioni (escludendo quegli intrattenimenti chiamati “analisi” che consistono in 50 ore di discussione fatte all’interno della stessa scuola, un utile momento maturativo che però non può però essere considerato come un’analisi personale che curi il futuro curante.). Una è quella analitica: solo l’analisi personale può consentire una conoscenza degli aspetti inconsci di sé che eviti gli agiti seduttivi e manipolativi o, comunque, incontrollabilmente narcisistici del terapeuta (aggiungo che ciò è ancora più rilevante nei setting di gruppo per la loro forma e radicalizzazione relazionale). L’altra è quella degli orientamenti cognitivi e sistemici nei quali la relazione è cura dell’altro e sull’altro ( quasi di tipo medico pur con epistemologie e diagnostiche assai diverse) e quindi il problema è che ciò sia professionalmente ben impostato e funzionale). Sono posizioni rigorose entrambe, purchè si definiscano con chiarezza tempi, limiti e obiettivi di ogni trattamento. Ad esempio, una terapia breve non è gestibile con la relativa non direttività analitica e viceversa, una lunga implica la gestione di processi relazionali e transferali profondi. Come si vede, il problema porta alla gestione dell’etica che implica consapevolezza delle metodologie adoperate rispetto agli obiettivi, di sé e del proprio mondo interno ed emotivo rispetto alla relazione, della centralità della vita e della sofferenza dei pazienti, delle possibilità e limiti della formazione, dei propri bisogni psichici (e non solo) che entrano in ballo nel lavoro di cura. Implica l’umiltà di chiedere aiuto a colleghi senior in caso di difficoltà e l’attenzione profonda ed eticamente rigorosa di una comunità professionale che non può stare a guardare le cose non deontologiche che accadono. A mio avviso, in realtà, più spesso ci sono problemi nella mancata cura o nella gestione narcisistica della relazione, che nelle molestie sessuali agite fisicamente. A mio avviso, la formazione alla competenza relazionale ed alla conoscenza di sé e quella all’etica professionale vanno di pari passo.

II) Come accennavo, sin da Freud si è ritenuto che fosse centrale la cura preliminare di se stessi per poter effettuare un lavoro psicoterapico. In maniera più laica ciò che resta, a mio avviso, fondamentale, si sta allargando oggi anche alle più serie scuole non analitiche. La psicoterapia, soprattutto se non breve, si basa su processi che definisco di co-transfert e cioè, di ciò che il paziente ed il terapeuta mettono nella relazione di se stessi, del proprio mondo familiare interno, della propria storia e cultura, ecc. E’ quindi fondamentale, che il terapeuta sia il più possibile consapevole di ciò che accade nella relazione, nel paziente ed in lui, di cosa scatta rispetto alla sessualità ( cosa che va professionalmente elaborata perché sia di aiuto ai pazienti). La formazione deve rendere consapevoli emotivamente e cognitivamente del fatto che la sessualità finisce col rappresentare tutti i simboli della vita. In un certo senso, non esistono problemi sessuali (tranne che per questioni biologiche di competenza non psicoterapiche). In realtà, dietro le difficoltà sessuali ci sono paure o rabbie relazionali interne rispetto all’altro sesso, all’abbandono inconscio del nucleo familiare ( che si può amare o odiare troppo) e delle sue certezze (che si esprime spesso nei disturbi alimentari e nel panico). Un mio paziente, ad esempio, poteva far sesso con la moglie anziana, e non con la giovane amante. Un altro, poteva masturbarsi ma non concedere eiaculazioni alla fidanzata. Alcune donne vivevano rapporti anali ed orali ma evitavano quelli vaginali. Tutte cose, come si vede, che dipendono da vissuti simbolici, psicologici, e relazionali, e non dal sesso in senso stretto. È chiaro che un terapeuta (o chiunque abbia una posizione di potere) che agisce sessualità con i pazienti è un persona sostanzialmente malata, che cerca di usare la situazione per “curare” i propri problemi, sottomettere l’altro al proprio potere. Per entrambi (terapeuta e paziente) c’è una sorta di “fuga dalla relazione terapeutica” per passare ad un rapporto di reciproca manipolazione. È chiaro che c’è una forte violazione della deontologia professionale (ma, in misura minore, c’è anche un gioco seduttivo non espresso  e non elaborato) che è incompatibile con la professione di psicoterapeuta. Il danno al paziente può essere notevole. Si tratta di persone con fragilità e storie di problemi e sofferenze psichiche. Facilmente (come accade alle donne violentate) possono sentirsi in colpa, perdere speranza nella psicoterapia, avere conferma del pessimismo esistente rispetto all’umanità che spesso i problemi psichici già inducono.

 


[1] Lo Verso G., Di Blasi M., Gruppoanalisi oggettuale. Cortina, Milano 2011.

 

FONTE: Osservatorio di Psicologia Nei Media

Parla la psicologa che ha denunciato la psicosetta di Carlo Moccia, sotto processo a Bari
Bari – Lorita Tinelli è una psicologa iscritta all’ordine sin dal 1998 e si interessa di culti distruttivi, organizzazioni devianti e leader carismatici da oltre quindici anni, oltre ad essere stata anche consigliere nazionale del GRIS (Gruppo di ricerca socio religiosa, riconosciuto dalla CEI).  Nel 1999 fonda, assieme ad altri studiosi del fenomeno, il CeSAP, Centro studi per gli Abusi Psicologici, dal 2005 convenzionato anche con due Università italiane (Bari e Chieti). Nel suo percorso di studio e ricerca dei fenomeni da lei studiati, la dottoressa Tinelli è entrata in contatto con diverse persone che le chiedevano aiuto a causa dell’ingresso dei propri cari nel cosidetto ‘lavoro’ di Vito Carlo Moccia. Tutti, indistintamente, pur non conoscendosi tra di loro, riportavano le medesime esperienze di brusco allontanamento dei propri cari dopo aver frequentato alcuni seminari del Moccia. I genitori riferivano che tale allontanamento da parte dei figli era successivo alla loro disperata confessione di aver ricordato una esperienza di abuso durante l’infanzia, perpetrata da uno dei genitori o da altri parenti o amici col consenso di uno dei due genitori. Altri riferivano che il proprio compagno o compagna, o amico, dopo aver tentato un avvicinamento al gruppo del proprio partner, al chiaro rifiuto, interrompeva i rapporti, ritenuti inutili e un ostacolo nel percorrere “il Sentiero Sacro” proposto da Vito Carlo Moccia. Ed ora quest’ultimo è sotto processo col suo metodo ‘Arkeon’ a Bari e altre città proprio dopo le accuse e denunce di Lorita Tinelli.

Allora dottoressa quando inizia il caso “Arkeon”?
“Arkeon viene alla ribalta mediatica quando una delle vittime – che, oltre a riferire di aver subito una vera e propria violenza di gruppo, ci ha rimesso il progetto di vita familiare in Arkeon, in quanto il suo compagno fu indotto ad una ‘trasgressione creativa [i] ’ dal suo maestro di riferimento – raccontò la sua esperienza in TV nella nota trasmissione di Maurizio Costanzo, “Tutte le mattine”.

A gennaio di quattro anni or sono Maurizio Costanzo, interessato a questo fenomeno, dedicò tre puntate all’approfondimento, invitando anche la sottoscritta nell’ultima puntata, a riferire quanto conosceva in base alle storie raccolte e agli studi scientifici effettuati.

Ebbene un mese dopo la partecipazione televisiva, Moccia e i rappresentanti di alcune società e associazioni da lui stesso fondate e aventi prevalentemente sede legale in via Amendola, in Bari (Tribe Human Consulting, Tribe Human Communication, Terre d’Incontro, Kidokai), inviarono alla sottoscritta sia in qualità di professionista che in qualità di presidente del CeSAP e a soli due fuorusciti che avevano partecipato alla medesima trasmissione del Costanzo (malgrado anche altri presenti, incluso lo stesso Costanzo avessero espresso dei giudizi molto più forti dei nostri) un atto di citazione per diffamazione con richiesta di danni di oltre 4 milioni di euro.
Dopo circa un altro mese lo stesso Vito Carlo Moccia deposita una richiesta urgente per la chiusura del sito del CeSAP, dove diverse persone iniziavano ad avere il coraggio di raccontare la loro devastante esperienza nel percorso Arkeon. Nello stesso anno, nel mese di Aprile, un centinaio di membri di Arkeon a vario titolo, incluso Moccia, sottoscrivono un kit di denuncia, appositamente predisposto dagli avvocati del Moccia e ritrovato con gli allegati, durante le indagini. Insieme al kit è stata ritrovata anche una email dell’avvocato di Moccia che, incoraggiando a sottoscrivere tale denuncia in massa, si esprime in termini denigratori circa le affermazioni riportate dal CeSAP, palesando un atteggiamento probabilmente non in linea con la professionalità sancita dall’Ordine degli Avvocati. Tale denuncia è stata depositata da ogni adepto di Arkeon in ogni parte d’Italia, evidentemente per rendere ancora più dispendiosa e faticosa l’azione di difesa dei querelati”.

Cosa è accaduto dopo?
“Quest’evidente lite temeraria ha finito per suscitare un grande interesse presso la Procura di Bari, che ha effettuato le indagini che hanno portato ai risultati che oggi conosciamo, ovvero l’apertura di un procedimento penale nei confronti di 11 membri di Arkeon, incluso il fondatore e la sua stessa moglie. Tutti accusati a vario titolo di associazione a delinquere, abuso della professione medica e psicologica, incapacità derivata da violenza, maltrattamento di minori e calunnia. A Milano è stato stralciato il reato di violenza sessuale contestato ad uno degli 11 imputati presso il Tribunale di Bari, ma che avrebbe consumato il reato in Lombardia ”.

E a Bari, invece qual è stato l’esito dei contenzioni legali?
“A settembre 2006 il Giudice Michele Salvatore, del Tribunale Ordinario di Bari, ha deciso in merito al provvedimento urgente di chiusura del sito del CeSAP da parte di Moccia, sostenendo che in virtù della libertà di espressione ciò non potesse essere possibile. Lo stesso Giudice esprime un giudizio di merito riferendo che l’attività del CeSAP fosse meritoria nella tutela delle  vittime di false psicoterapie.
La causa civile promossa con la richiesta di oltre 4 milioni di euro è ancora in corso a Bari, con prossima udienza il 13 aprile, data in cui sarà interrogato lo stesso Vito Carlo Moccia.
Diverse procure d’Italia hanno archiviato le varie denunce penali depositate presso di loro dai vari membri di Arkeon e i primi 46 di loro sono indagati, presso la Procura di Bari, per concorso in calunnia, per aver cioè denunciato le solite tre persone (la sottoscritta e i due fuorusciti di Arkeon) sapendole innocenti”.

Scusi, dottoressa Tinelli, la in cosa consistono le minacce e molestie di Arkeon?
“Subito dopo le trasmissioni di Costanzo ci sono stati resi noti dei messaggi, firmati da membri di Arkeon, in cui si minacciavano azioni di militanza a difesa di Vito Carlo Moccia, contro i suoi critici.
Nell’Ottobre del 2007 la procura di Bari emette una ordinanza con richiesta di misure cautelari nei confronti dei primi 6 membri di Arkeon indagati, tra cui il Moccia. Oltre a questo sigilla i locali della sede legale di Arkeon e ne chiude tutti i siti, al fine di evitare che il gruppo continuasse le proprie attività nonché a promuoversi.
Nonostante le precise disposizioni della Procura, 80 membri di Arkeon organizzano a febbraio 2008 un incontro presso un hotel romano con una studiosa di religione, con richiesta di aiutarli a riabilitare la credibilità dello stesso Arkeon. In questo incontro, immortalato in alcuni filmati, la studiosa sembra offrire precise indicazioni al gruppo Arkeon su come raggirare le disposizioni della procura e su come riabilitare l’immagine di Arkeon al grande pubblico mediante siti creati ad hoc e migliori definizioni del percorso Arkeon. I poliziotti della Digos interrompono l’incontro, interrogano alcuni dei presenti, tra cui un sacerdote, una suora e un noto attore del piccolo schermo, e sequestra tutto il materiale presente. Nonostante questo, la studiosa interpellata da Arkeon apre un forum nel proprio sito e, come sostiene una relazione della stessa DIGOS presente negli atti del processo, permette ai membri di Arkeon di riorganizzarsi e di promuoversi, ma anche sembra indurre alcuni testimoni a ritrattare le dichiarazioni già rese durante le indagini alla DIGOS. Immediatamente il forum viene bloccato dalla Procura con una ordinanza di sequestro preventivo, visto l’ostacolo che tale situazione poteva provocare all’ indagine che intanto proseguiva. La studiosa di religioni viene indagata per abuso della professione e associazione a delinquere e la sua posizione è ancora pendente presso la Procura di Bari.
Beh da quel preciso istante, alcuni membri di Arkeon, insieme alla stessa studiosa e ad altre tre persone dello stesso entourage della studiosa hanno iniziato un sistematico progetto diffamatorio contro la sottoscritta e altri testimoni del processo, nonché vittime di Arkeon.
Insieme hanno creato una quindicina di blog a me dedicati in cui hanno tentato con ogni mezzo di minare la mia credibilità professionale. Mi hanno anche diffamata presso i miei contatti professionali e presso l’Ordine degli Psicologi, nonché presso associazioni italiane ed estere con cui ho collaborato per anni. E’ stato addirittura più volte contattato, per telefono e per lettera, il Ministero di Giustizia col quale il CeSAP ha collaborato in passato. E non è finita …”

Che altro è accaduto?
“Anche alcuni testimoni e vittime di Arkeon sono stati derisi e denigrati negli spazi virtuali appositamente creati e sono state condotte “indagini”, da parte del medesimo gruppo di militanti, anche nei confronti di alcuni collaboratori del CeSAP, nonché di prossimi testimoni al processo. Dai documenti processuali emerge che alcuni adepti di Arkeon avevano preparato persino un dossier sulla sottoscritta, poi sparito miracolosamente dal pc dell’autore.
Guardi io stessa vengo costantemente inseguita in ogni spazio della rete informatica cui ho accesso e le mie conversazioni ricopiate e inserite in altri contesti, al fine di offrire al pubblico una immagine deturpata della sottoscritta. E’ stata persino ritoccata e stravolta una mia fotografia al fine di deridermi personalmente e professionalmente. L’autrice di tale azione, di cui conosco nome e cognome, ha immesso tale foto nella rete, sbeffeggiandomi con testi offensivi e irriverenti, facendola rimbalzare di blog in blog, con l’appoggio dei membri di Arkeon.
L’estate dell’anno scorso un altro messaggio ‘anonimo’ avvertiva che si stava programmando una spedizione punitiva”.

Ma di cosa l’accusano gli adepti di questa psicosetta?
“La colpa principale che mi viene attribuita da questo gruppuscolo di militanti è l’aver manipolato la stampa e la magistratura. In realtà sono stata semplicemente una persona informata sui fatti e nel procedimento penale sarò una delle testimoni del PM, nonché parte lesa e parte civile per alcuni dei reati contestati agli imputati.
Le dirò: questa attività molesta protratta ormai da oltre due anni sta producendo dei seri effetti. Per quanto mi riguarda ho dovuto fare delle sostanziali modifiche nella mia vita per evitare, quanto possibile, gli effetti devastanti di qualche squilibrato esaltato. Anche i miei pazienti e gli utenti del CeSAP risentono di tale clima. Ma soprattutto le vittime di Arkeon che dovranno anche testimoniare nell’ambito del procedimento penale.

Già, il processo a Moccia riprende fra tre mesi a Bari …

“ Sì, ci sono stati un paio di rinvii, ma soprattutto già ci sono state defezioni nella prima fase del procedimento civile. Alcuni testimoni hanno parenti ancora vincolati a Moccia. Altri temono che prima o poi la macchina della ritorsione attraverso denunce e diffamazione possa travolgere anche loro e non possono permettersi di perdere lavori e di vivere ancora in uno stato di forte
stress, oltre a quello già vissuto. Altri ancora hanno ricevuto minacce.
Ricordo che alcune delle persone in prima linea nel progetto di diffamazione e di molestia sono indagate e agiscono noncuranti delle disposizioni della Magistratura”.

Il Caso
Se la giustizia abbandona chi denuncia
Da oltre due anni quindi la storia di molestie e stalking procede. Chi denuncia, chi ci mette la faccia alla fine ha la sensazione di essere lasciato solo dalla Giustizia e dalle Istituzioni. Solo a trovare strategie di difesa. E tale stato di lentezza è una cosa molto pericolosa perché alimenta la paura e l’omertà. C’è gente che dice ‘ho paura di essere presa di mira come Lorita Tinelli’. Ed è assurdo che in uno stato civile come il nostro a pagare duramente siano le persone che denunciano e le persone informate sui fatti e non chi commette i reati.

Il ritardo nell’intervento delle Forze dell’ordine e delle azioni della Magistratura ha purtroppo favorito l’azione indegna di persone senza scrupoli, che ha causato e continua a causare danni irreparabili alle vittime di Arkeon e a chi prova a sottrarsi e a denunciare, per il solo ‘crimine’ di aver collaborato con la Giustizia. E’ necessario invece che ci sia una maggiore tutela di chi collabora con la Giustizia, per evitare che quest’ultimo sia per questo ancora bersaglio di ritorsioni, molestie e minacce sia mediante l’uso strumentale della legge sia per mezzo dell’uso improprio della rete informatica, con il probabile scopo di intimorirlo e scoraggiarlo, in sede processuale, in vista della sua deposizione. Una deposizione testimoniale liberatoria che, invece, sembra non arrivare mai ….

Francesco De Martino
Il Quotidiano di Bari, 12 dicembre 2010, p.3
[i] La “trasgressione creativa” secondo un ex maestro di Arkeon.
Questa “meraviglia” l’ho vista applicare solo a donne che non avevano intenzione di “piegarsi”. Se la moglie oppone troppa resistenza al “passaggio”, salta fuori la mitica “trasgressione creativa ”, agita o solo minacciata, che è una delle più brutte e cattive violenze psicologiche che si possano fare ad una persona: bisogna assistere al tradimento del proprio partner che rivolge le sue attenzioni a una del gruppo che “ha fatto il passaggio” o comunque è “più affidata” stando zitte e accogliendo quella “punizione” perché non si è fatto il passaggio. Allora, o diventi come vuole il maestro e di conseguenza come vuole il gruppo pilotato dal maestro, o vieni lasciata da tuo marito per un’altra donna più docile e “allineata”. E con quale soddisfazione ho sentito il maestro raccontare come queste donne abbandonate passavano le loro giornate a piangere o urlare la loro impotente rabbia al telefono, con lui che non perdeva occasione di girare il coltello nella piaga. Credo che qui si possa ben parlare di sadismo allo stato puro, che viene mascherato da strumento di evoluzione. Questa situazione porta molto spesso una persona a dover sottostare ad umiliazioni e a prostituirsi, in senso psicologico, per non perdere la persona amata e che spesso è rimasta l’unico riferimento affettivo che ha nella vita. Ho anche sentito dire, da chi l’ha vissuto, che questo spesso porta anche a meditare il suicidio. Col nome di “ trasgression
creativa ” vengono definite anche altre “pratiche” che ho sentito il maestro consigliare alle persone di mettere in atto per trasformare o risolvere varie situazioni. Si andava dal consigliare a comunisti convinti di votare il buon Silvio, al mangiare cose che si avevano in odio, e chi più ne ha più ne metta. La teoria che sta alla base di queste “trasgressioni creative” è che facendo qualcosa che non si sarebbe mai fatto o voluto fare, si va a rompere uno “schema mentale” della persona che le impedisce di fare scelte diverse. Un po’ astrusa la scusa, mi sembra, ma questa è una mia opinione.
Tiresia

 

—————————————

Per unapprofondimento

«Io, vittima della setta e querelata 118 volte»

01 ottobre 2009 —   pagina 02   sezione: Pescara
PESCARA. «Mi hanno danneggiato più e più volte: ho perso il mio compagno, ho attraversato esperienze terribili, sono stata investita da denunce per calunnia a raffica, mi hanno chiesto un risarcimento di quattro milioni di euro. Ma non sono riusciti a farmi desistere».
Per gli adepti, i seguaci del movimento fondato dal barese Vito Carlo Moccia, quello di Arkeon era il sentiero sacro («The sacred path») verso la conoscenza. Per Anita, diventata una delle testimoni chiave nell’inchiesta sulla psico-setta, è stata una scorciatoia verso l’inferno.
LE ACCUSE DI CALUNNIA.
Il giorno dopo il rinvio a giudizio di dieci persone, indagate dalla procura di Bari con accuse pesantissime, la giovane donna di Pescara che assieme ad altre vittime ha dato il via alle indagini, si prepara ad affrontare le udienze come parte civile, ma anche a difendersi nelle decine e decine di processi intentati contro di lei a Roma, Bari, Genova, Torino, Latina, Ancona, Ferrara, Monza: «Nel gennaio del 2006, assieme a un ex maestro pentito e a Lorita Tinelli, una studiosa del Centro studi sugli abusi psicologici, partecipai a tre puntate di un programma di Maurizio Costanzo su Canale 5: nonostante non avessi fatto alcun nome, nonostante altri ospiti si fossero espressi in maniera feroce nei confronti del gruppo, solo tre persone furono denunciate per calunnia: io, l’ex maestro e Tinelli: per 118 volte. È stato un modo per mettermi in ginocchio dal punto di vista economico».
Anita, però, non ha mai fatto un passo indietro. Mai, da quando, nel gennaio del 2003, dopo aver partecipato a due seminari del gruppo ed essersi ribellata, il suo compagno decise di abbandonarla e lei decise di denunciare. «Il maestro gli aveva detto che non ero “illuminata”, che sarei stata sempre un problema e che con me non sarebbe mai stato “un guerriero”».
L’INIZIAZIONE NEL 2002.
Tutto comincia nell’estate del 2002 quando il compagno di Anita, che chiameremo Giovanni (entrambi i nomi sono di fantasia), comincia a frequentare il gruppo Arkeon a Milano, dove da Pescara va spesso per lavoro.
«Già dal primo incontro tornò profondamente cambiato: era diventato aggressivo, mostrava una certa misoginia, diceva che la madre aveva dei problemi e che tutte le donne rovinano i figli con atteggiamenti morbosi che nascono non da un amore materno, ma dal desiderio: la teoria della “madre perversa”. Tutto veniva ricondotto a distorsioni sessuali, legate ad attenzioni ricevute dai genitori o da altri familiari nell’infanzia. Questo, per far allontanare le persone dai propri cari».
IL SACRO CERCHIO.
L’uomo non vuole raccontare cosa accade durante i seminari, ma insiste con la compagna perché partecipi. «Diceva che non si poteva parlare al di fuori del cerchio sacro. Fino a quel momento eravamo stati felici. Dopo due mesi di frequenza era diventato uno straccio, era depresso, piangeva, vaneggiava. Manifestava una sudditanza assoluta verso il maestro». A metà dicembre Anita fa il suo ingresso in un seminario a Milano. «Ho assistito a una serie di esercizi di condizionamento che poi ho scoperto avere effetti devastanti sulle persone, ma soprattutto ho subito una aggressione fisica da parte del maestro e di altre tre persone perché, a loro dire, dovevo superare un trauma. Io ho scalciato, ho urlato, ho pianto, ma nessuno è intervenuto. Neppure il mio compagno». Nonostante questo, poco dopo Anita torna una seconda volta dentro «il cerchio»: «Capivo che stavo perdendo il mio compagno, volevo capire cosa stesse accadendo». Ma la seconda volta «fu peggiore della prima». «Il seminario durò cinque giorni e quattro notti, durante le quali facemmo esercizi deliranti mentre incensi e altre strane sostanze venivano bruciate nell’ambiente. Cercavano di farti crescere l’odio per la famiglia, urlando, con un frastuono di piatti, tamburi, per ore. Le persone venivano spinte a esplorarsi vicendevolmente, come successe a me, bendata, per fare emergere presunti abusi».
IL PUNTO DI NON RITORNO.
Per Anita è raggiunto il limite. Al loro ritorno, dopo un temporaneo riavvicinamento, il compagno lascia la loro casa per non farvi più ritorno: «Mi chiamò per dire che andava a Milano per lavoro. Non l’ho più visto».
Anita comincia a fare ricerche via Internet e approda al Cesap: «Mi risposero che conoscevano già Arkeon perché avevano già ricevuto altre segnalazioni». La donna si rivolge alla polizia, quindi viene ascoltata dalla Digos di Pescara. Il Cesap redige un dossier con numerose testimonianze che viene consegnato alla Digos di Bari: da qui parte l’indagine che due giorni fa approda al rinvio a giudizio. Si apre così il processo in cui le accuse contro Arkeon e le dichiarazioni dei testimoni come Anita dovranno essere provate.
- Maria Rosa Tomasello

Fonte: Il Centro di Pescara

 

—————————————-

Nota: Ad oggi, 11 Aprile 2012 leggo su alcuni blog di membri di Arkeon e di sostenitori di Arkeon che io avrei denunciato la Dr.ssa Di Marzio all’autorità giudiziaria, per non ben precisati motivi, relativamente alla questione che nel 2008 la vide indagata per associazione a delinquere per fatti inerenti ad Arkeon e per abuso della professione. Tale affermazione è assolutamente calunniosa in quanto sulla questione specifica non solo non c’è alcuna denuncia a mio nome nel fascicolo riguardante il caso Raffaella Di Marzio e neppure esiste alcun  verbale di sommarie informazioni che mi riguardi in relazione al caso medesimo. Pertanto chiunque continua a generare e divulgare tale ricostruzione faziosa di quella circostanza non fa altro che contribuire a perpetrare  l’attività diffamatoria e persecutoria posta in essere sin dal 2006 a mio danno e a danno del CeSAP, come  riferito nella mia intervista al Quotidiano di Bari e negli atti depositati presso la Procura di Bari e di Lecce, e perdurante a tutt’oggi.

Dr.ssa Lorita Tinelli

 

Creative Commons License Io perseguitata e minacciata da Arkeon is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.