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Sentenza di Corte di Appello Maestro di Arkeon accusato di abuso sessuale

17 ott

 

 

 

 

L’ABUSO MENTALE DA PARTE DEI CULTI E DI ALTRI

05 ott

Di Adrian e Anne Greek

 

Traduzione italiana a cura della Dott.ssa Olimpia Quattromini per il CeSAP Centro Studi Abusi Psicologici, durante la sua attività annuale di tirocinio formativo

Editing e supervisione Dr.ssa Lorita Tinelli

PREFAZIONE

 

Questo libro esplora la fragile libertà che ognuno di noi ha nello sperimentare la propria mente e i metodi che possono usurpare tale libertà. Cosa più importante, il libro propone alcuni passi dell’Azione Positiva che incrementa la resistenza al controllo della mente e velocizza il recupero degli effetti.

La conoscenza dell’“abuso mentale” è basata su oltre trent’anni di esperienza di aiuto alla persona e di acquisizioni delle abilità per seguirla individualmente, in coppia, in famiglie e come membri di un’organizzazione.

Di particolare interesse per noi, durante gli otto anni passati, è stato lo studio delle organizzazioni dei culti distruttivi e la conduzione del counseling su famiglie e persone afflitte da inganno e manipolazione da parte dei culti da controllo mentale.

Per ciascuno di voi potrebbe essere interessante analizzare i maggiori punti da noi citati. Ecco una lista di questi punti e il rimando ai relativi capitoli.

  • La suscettibilità degli individui alla seduzione e al sogno magico (Cap. 4 e 5)
  • Polarizzazione del Buono e Cattivo (Cap. 6)
  • Creazione della dipendenza (Cap. 7 e 8 )
  • Perdita della individualità personale (Cap. 9)
  • Isolamento e Controllo dell’informazione (Cap. 10)
  • Manipolazione dello stress (Cap. 12 e 13)
  • Manipolazione della colpa (Cap. 14)
  • Uso di una confessione pubblica (Cap. 15)
  • Manipolazione del linguaggio e del pensiero (Cap. 17 e 19)
  • Manipolazione della paura (Cap. 11 e 18).

Scrivendo questo libro, abbiamo cercato di utilizzare uno stile che vuol essere comprensibile sia per i bambini che per gli adulti. Ci siamo concessi due libertà.

Nel testo abbiamo utilizzato il pronome personale maschile per includere chiunque. I riferimenti agli studi attribuiti agli altri sono stati parafrasati e il riferimento è preso dalla fonte originale che può essere ritrovato dal lettore per una piena comprensione del testo.

Le osservazioni, i commenti, le conclusioni alle opinioni sono di responsabilità degli autori.

CAPITOLO 1

INTRODUZIONE

Questo è un libro sull’Abuso Mentale e non vuole imporre delle vere tecniche per il lettore. Non deve apparire come un’autorità che scoraggia domande o pensieri indipendenti. Non impone sentimenti di colpa o paura. Non propone segreti o manipola logiche per incoraggiare verso false conclusioni.

Gli scrittori sono degli esseri umani imperfetti, così come i lettori e possono compiere errori basati su di una limitata esperienza, memoria o pensieri subconsci.

È importante che il lettore conosca la filosofia o le credenze che governano il proprio approccio al fenomeno. Gli assunti sulla personalità individuale usati nel libro sono presentati qui di seguito. Un test per ognuno. E’ vero per te? Sei completamente o parzialmente d’accordo?

  1. Ogni individuo è unico e differente. Ciò è dovuto ai geni. Alcuni possono essere più piacevoli di altri, ma ognuno di noi è unico. Ogni esperienza individuale è differente da quella degli altri. Il contesto in cui si vive è una variabile importante (luogo, famiglia, chiesa, scuola, classe economica, età). Le relazioni sociali sono anche uniche (genere, razza, amici, ruolo). Le esperienze interiori, i pensieri e le idee sono differenti; e se sono simili agli altri se ne traggono spesso diversi assunti o conclusioni.

  2. Ogni individuo possiede il potere di controllo della propria vita. Le proprie forze superano le proprie debolezze. Per svariate ragioni si può negare a se stessi questo potere. Ciò è dovuto ad una distorsione di come si vede se stessi in relazione agli altri. Si vede solo il lato migliore o pubblico. Come risultato si conclude che la nostra è fortuna, mentre gli altri hanno il potere di avere quello che desiderano. Ci si sente senza potere in relazione agli altri.

  3. Ogni individuo può sviluppare una propria consapevolezza legata alle proprie idee, sentimenti, pensieri e necessità personali. Ciò può offrire un’occasione per capire chi si è e come ci si relaziona al mondo che ci circonda.

  4. La famiglia è l’istituzione basilare che supporta il proprio sviluppo personale. Le famiglie sono gruppi di persone che si prendono cura di ciascuno e vogliono il meglio per ciascun membro. Sebbene ogni famiglia sia composta da persone imperfette, il fatto che altri provvedano alle cure stimola la crescita personale e incrementa la propria autostima.

  5. Ogni risposta individuale alle situazioni è appropriata. Basata sulle opzioni conosciute, include le risposte del passato alle situazioni simili a ciascuno o ad altri, e ogni persona sarà in grado di prendere la migliore decisione possibile. È il punto di vista e l’esperienza della persona coinvolta.

  6. Tutte le informazioni disponibili vengono dai sensi – vista, udito, tatto, gusto, olfatto e sentimenti (cambiamento della tensione muscolare). Dopo aver valutato queste informazioni attraverso la percezione, si possono creare assunti sul loro significato.

  7. La libertà completa di scelta deve considerare un’alternativa distruttiva così come una costruttiva. Ciascun individuo può selezionare cosa sembra più appropriato alle necessità presenti. Tutte le scelte devono essere considerate come possibili, con una minore evidenza su cosa gli altri pensano che sia giusto.

  8. I comportamenti di una persona sono più veritieri delle parole.

  9. Le decisioni di scelta non sono né giuste né sbagliate, né buone né cattive. Ogni decisione ha dei rischi di risultato sconosciuto ma le conseguenze non determinano la giusta scelta.

  10. Le persone possono cambiare. I cambiamenti si basano sulle nuove esperienze. Le nuove decisioni possono rinforzare la decisione originale o essere una decisione di cambiamento.

  11. Il comportamento umano è governato prima dal cuore, poi dalla ragione. Quando vi è un conflitto tra idee ed emozioni, le risposte emotive hanno la meglio. Le decisioni di testa sono spesso supportate dalle emozioni.

Questi principi sono veri per tutte le persone normali che logicamente connettono pensieri ed esperienze. Ciò non vale o vale solo in parte per tutte le persone che hanno il “cervello danneggiato”, ritardo mentale, psicosi o sono governate da false visioni del mondo, illusioni o allucinazioni.

Il termine abuso mentale usato nelle pagine seguenti, si riferisce a un processo secondo cui l’abilità del vivere come libera, indipendente e unica per quella persona è danneggiata. Non vi sono implicati valori o intenzioni da parte delle persone descritte.

I termini abusante- schiavo- vittima definiscono solo la posizione presa nel processo dinamico. Se si è in una posizione inferiore o superiore, si può osservare come i pensieri e sentimenti di una data persona siano distorti. Una stessa persona può cambiare posizione a seconda delle relazioni con gli altri (da abusante diventare abusato o viceversa). Molte vittime continuano a rinforzare la loro posizione abusando dei propri sentimenti o colpe e riducendo il proprio potere. Quindi vi è una distorsione della visione di se stessi, delle proprie relazioni e del mondo in generale. Occorre rompere questo circolo vizioso.

 

CAPITOLO 2

1984- REALTA’ O FINZIONE?

Il calendario sul muro dice “1984”. Un anno diventato famoso perché è anche il titolo del libro di George Orwell. Questo lavoro spaventò milioni di persone con la descrizione di un mondo controllato dal Grande Fratello, la cui immagine era ovunque e avvisava che Il Grande Fratello ti sta guardando!

Il Grande Fratello dirigeva tutti pensieri e la realtà in un superstato dell’Oceania attraverso una collezione di dipartimenti, uffici e ministeri.

Il Ministro della Verità sviluppava una propaganda con Newspeak (nuovo linguaggio) e scriveva e riscriveva la storia utilizzando Newthink (nuovo pensiero).

Il Ministro della Pace manovrava le guerre per ricordare alla gente la presenza di nemici esterni pronti ad impaurirli e per rassicurarli che l’Oceania era forte grazie all’indiscutibile obbedienza e lealtà.

Il Ministro di Amore manteneva legge e ordine, con l’aiuto della Polizia Pensante. Il peggiore crimine era avere dei pensieri critici sullo Stato.

Il Ministro dell’Abbondanza manovrava l’economia in modo da convincere la gente della scarsità e del bisogno di sacrificio.

Il Doppiolinguaggio era il linguaggio del governo e gli slogan dell’Oceania erano:

La guerra è la pace

La libertà è schiavitù

L’ignoranza è la forza

Winston Smith, il protagonista del libro, cerca di scappare da questi obblighi sociali e psicologici, completamente dominato dalla paura e dal controllo del pensiero. La storia del raggiungimento della libertà è simultaneamente affascinante e orribile, forse perché la storia sembra possibile e reale nel contempo.

Il mondo di Winston Smith esiste nel mondo attuale dell’anno 1984? Questa domanda ha trovato spazio in numerosi articoli. Esempi sono “Watergate”, “Missili peacemaker” ecc.

Gli sforzi di qualunque gruppo di dominare il pensiero dell’opinione pubblica negli Stati Uniti sono stati limitati dalla libertà di stampa e da un sistema di educazione indipendente. L’uso del governo del controllo mentale e della distorsione della realtà attraverso una rieducazione di sistemi è stato utilizzato dalle maggiori potenze come la  Russia e la Cina con grande successo, la stessa cosa succede in Iran, Libia, Uganda e Cuba.

La mente può essere lavata… la nostra anima può essere trasformata da un essere umano occidentale ad un islamico. Se abbiamo un modo di pensare indipendente, come ci possono colpire? Possono solo farlo tra loro stessi, come hanno fatto.

Ayatollah Ruhollah Khomeini

PERCHE’ 1984?

La scelta di Orwell dell’anno 1984 è stato selezionata arbitrariamente invertendo gli ultimi due numeri dell’anno 1948, che è l’anno in cui è stato scritto il libro. Comunque è stata una buona scelta. Molte delle condizioni descritte sono state il prodotto dell’espansione delle conoscenze scientifiche, comunicazione di massa, degli sconvolgimenti sociali seguiti alla Seconda Guerra Mondiale. La caduta della bomba atomica ha determinato un’era in cui i bambini degli anni cinquanta sono cresciuti sotto la minaccia di un annientamento nucleare. Le speranze pessimistiche circa il futuro hanno determinato apatia, seguita dall’idealismo e dal ritiro dell’amore per i bambini degli anni 60.

La confusione, avanzata dai rapidi cambiamenti sociali, è stata accompagnata dalla crescita della società mobile, lo scardinamento dei tradizionali ruoli sessuali, la rapida espansione delle conoscenze, la caduta dei limiti comportamentali sociali. Il risultato è stato un’ulteriore dissoluzione accompagnata dalla speranza per l’Ultima risposta che avrebbe risanato la stabilità del passato.

Questi cambiamenti hanno incrementato altri cambiamenti e sfide.

L’esplosione dell’informazione costringe un rapido sbarramento dei nostri sensi alla Tv, libri, giornali e altri aiuti mediatici aiutati dai computer e macchine fotocopiatrici. La gente si sente senza potere per rispondere.

La comunicazione di massa predica o oscura fatti necessariamente per la buona decisione e crea e interferisce con la vera intimità.

L’interruzione della qualità della vita familiare è stata accompagnata da un incremento dei divorzi che hanno portato all’economia della crescita delle complicazioni.

Le famiglie forti che supportano il sistema, dove prendersi cura delle persone può trovare incoraggiamento, sono state individuate.

Il più comune uso delle tecniche del controllo del pensiero è nel mondo più incontrollato e non protetto delle relazioni personali, organizzazioni cultiste, dove non vi è alcun bilanciamento mediatico e punti di vista dissonanti.

La tecnologia della manipolazione, della propaganda e l’abuso mentale sono sempre esistiti, ma l’incremento attraverso brevi risposte e la speranza di poter predire il futuro ha prodotto un cospicuo gruppo di vittime potenziali. In aggiunta, l’avanzamento tecnologico scientifico ha creato possibile il sistematico e metodico abuso mentale, più facile da ottenere, predire e utilizzare. Questa epidemia dell’abuso mentale può solo essere fermata quando tutti noi capiremo i metodi dell’abuso mentale e la modalità in cui ciascuno di noi risulta essere vulnerabile.

Il mondo reale del 1984 non è perfetto, e il riconoscimento dei pericoli potrà servire a metterci in guardia. La consapevolezza delle tecniche manipolatorie e lo sviluppo di abilità attraverso cui ognuno di noi può creare un miglior mondo personale, libero dall’abuso mentale, è l’altro lato della medaglia.

Questo libro è stato scritto non per creare paranoia basata sulle informazioni presentate circa questa battaglia, ma per nutrire una continua speranza ed un futuro di libertà personale e realizzazione per ciascun lettore.

 

 

 CAPITOLO 3

L’ABUSO MENTALE

ABUSO è una parola definita dal Dizionario Webster’s Seventh New Collegiate come:

1. attaccare con  parole, ingiuriare, raggirare, mettere l’altro in una condizione sbagliata o impropria, usare ciò per ingiuriare o danneggiare, maltrattare

2. una pratica corrotta, uso improprio o trattamento improprio, un atto ingannevole, inganno; linguaggio abusivo; maltrattamento fisico.

Oggi ascoltiamo giornalmente la prevalenza dell’abuso fisico nella violenza familiare, nelle rapine, abuso di alcol e droghe. Comunque, la più frequente forma di abuso è quello mentale, che interrompe e viola l’abilità della persona di prendere liberamente decisioni basate su valide informazioni, inclusa la consapevolezza personale. L’abuso fisico è preceduto spesso dall’abuso mentale ed in entrambi i casi gli ultimi effetti sono mentali.

I genitori hanno ricevuto molte delle responsabilità per i danni mentali,  con l’implicazione che le tarde emozioni ed i problemi psicologici sono determinati da traumi infantili. Questo concetto ignora 2 importanti fattori.

-Primo, i genitori non hanno ragione per colpire intenzionalmente i loro bambini. Al di là delle osservazioni sull’infanzia di come i genitori fronteggiano le situazioni, molti hanno scarse informazioni per guidarli. Come i genitori che frequentemente devono prendersi responsabilità decisionali circa il benessere dei bambini, quando non c’è una buona risposta disponibile.

-Secondo, i bambini hanno il potere di decidere come devono rispondere all’esperienza della vita. Se c’è stata una precoce o inappropriata decisione, essi possono scegliere di cambiare la modalità di risposta ad una situazione simile in futuro. Essi hanno solo bisogno di realizzare che il potere di ri-decidere esiste.

C’era una non semplice risposta, ma è chiaro che usando le esperienze di genitori e bambini come capro espiatorio o razionalizzando i  danni conseguenti si andava a rinforzare solo l’atteggiamento di mancato potere della vittima.

C’è una scuola di pensiero che designa le colpe delle vittime dell’abuso mentale, chiamata “Seekers” (cercatori). Alcuni possono aver cercato facili risposte ai cambiamenti della vita, ma solo pochi possono attualmente cercare la propria tortura e la personalità impotente descritta in queste pagine.

Le colpe trovate non ci aiuteranno a comprendere il problema dell’abuso mentale. La nostra società è composta da molte istituzioni persone diverse, ciascuno occupante ruoli designati per servire i bisogni espressi dalla società stessa. Tutto ciò è imperfetto e continuamente forzato al miglioramento. La risposta per una società libera e democratica rimane provvedere al personale potere di decidere e ri-decidere di ciascun individuo. L’accettazione dei diritti base e delle responsabilità di un livello personale è il primo passo al fine di eliminare le imperfezioni del sistema. Nelle pagine che seguono, avremmo modo di vedere processi che contribuiscono all’abuso mentale. Il primo successo è la consapevolezza di come questi processi contagiano ognuno di noi, più il modo in cui possiamo contribuire all’abuso di altri. Una volta compreso ciò possiamo in seguito decidere cosa vogliamo fare con l’abuso mentale come educatori, legislatori, ministri, consulenti, dirigenti, genitori, amici, amanti e individui.

L’abuso mentale è generato nel momento in cui qualcuno conosce cosa sia meglio per un’altra persona e non ha il potere di persuaderlo attraverso un aperto e onesto dialogo. Come quando una persona tenta di guadagnare potere mettendo in disordine i suoi pensieri e sentimenti e sostenendo il suo volere al di sopra di sé.

Questo processo di rinuncia del proprio potere è stato descritto da un nostro caro amico, il Pastore Floyd Schwanz. Egli paragona l’abuso mentale al cuocere una rana. Per fare ciò:

  1. Prendere una succosa e non sospettosa rana pronta per essere cucinata.

  2. Metterla in una pentola d’acqua a temperatura ambiente dove vi sia un ambiente umido e confortevole (non metterla in una pentola d’acqua bollente o potrebbe saltar via).

  3. Scaldare l’acqua nella pentola né gradualmente né velocemente. Non importa quanto la rana sia contenta di stare in questo spazio.

  4. Quando l’acqua bolle la rana è cotta! Ed essa non si è accorta di quanto le è accaduto.

La velocità di ciò che avviene dipenderà dalla dimensione della fiamma. La rana non avvertirà il pericolo perché si sentirà bene e il calore è applicato per gradi, passo dopo passo, sinché sarà troppo tardi per scappare. Non sentirà questo processo così come una persona non sentirà l’attacco dell’abuso mentale.

Ci sono tre livelli di abuso mentale in ordine di potenziale danno.

Livello 1Confusione del sé, pensieri e sentimenti. A questo livello la vittima ruota attorno ad un’altra persona per la validazione dei suoi bisogni, successi o insuccessi. Non è sicura dell’esattezza dei suoi pensieri e sentimenti, sinché qualcun altro non confermi quanto da essa provato.

  • Uno sposo in conflitto con la sua relazione si assume la colpa e non vuole parlare dei problemi. Egli non può esprimere sentimenti e non può avere alcuna opinione su cosa fare, non sa cosa vuole o di che cosa ha bisogno.

  • Un operaio è obbediente sereno, non rivendica i suoi diritti e spaventato dal contribuire con nuove idee all’incontro con il suo supervisore o altri operai.

Livello 2 -La perdita del pensiero critico, la piattezza emozionale, la sottomissione ai desideri degli altri. Il soggetto inizia ad esibire dei cambiamenti di definite caratteristiche di personalità. Una singola emozione è espressa esteriormente, mentre la paura, la depressione e lo stress sono espresse interiormente dalla personalità individuale; e gira agli altri le decisioni, non confida nei propri pensieri e opinioni. Egli non ha perso l’abilità di funzionare in aree fuori dall’influenza degli altri; può prendere altre decisioni così come non può interrompere la sua relazione con l’abusatore.

  • L’uomo Sì è l’impiegato che ogni Capo vorrebbe, mai in disaccordo, anche se obiettivamente viene compiuto un errore. Non prende mai decisioni indipendenti e lavora per tante ore dando l’impressione di essere indaffarato. La paura di non fare la cosa giusta, l’essere scaricato o il non essere accettato domina il suo comportamento.

  • Una prostituta gira tutto il suo denaro al suo protettore, anche se egli abusa fisicamente di lei. Lei dimostra di non sentire o di non coinvolgersi in relazioni sessuali con i suoi clienti e con il suo protettore.

Livello 3 – Sostenere il controllo degli altri con possibili danni fisici o mentali. La vittima diviene così confusa che l’intervento esterno di un consulente può solo portarlo a fare violenza su di sé (suicidio) o sugli altri. Ciò rimarrà vero finché non vi sarà uno sradicamento dell’influenza dell’abusatore giorno dopo giorno.

  • Una donna è avvilita e picchiata frequentemente dal suo amato, ma quando essa ha l’opportunità di lasciare la relazione si rifiuta e torna indietro. Entrambi sono intrappolati nella convinzione che ciò che hanno rappresenta il solo tipo di amore possibile. Si sentono indegni di una relazione genuina o di un’altra opinione.

  • Un veterano del Vietnam manifesta comportamenti distruttivi nel tempo come droga, violenza o crimini. (I sintomi del Disturbo Post – traumatico da Stress sono simili a quelli dell’abuso mentale).

Quando una persona ha sperimentato la totale perdita del controllo personale e la consapevolezza della sua identità unica, conseguentemente richiede aiuto. In molti casi, egli può riguadagnare il controllo personale e la consapevolezza attraverso un consulente, uno che può resistere all’ essere intrappolato nel ruolo di un aiutante che ottiene nuove risposte.

Se la vittima cerca di guadagnare indipendenza senza il supporto di un consulente, avvengono 3 cose:

  1. L’abusatore può re-indottrinare la vittima utilizzando le tecniche fisiche che sono stati efficaci.

  2. L’abusatore scalerà il suo controllo al di là della vittima al punto da utilizzare l’abuso fisico

  3. Il soggetto può suicidarsi, se avverte il dovere di voler scappare all’abuso.

Tutti i membri del Tempio del Popolo non sono morti solo col suicidio  di 913 aderenti a Jonestown il 18 novembre 1978.

  • il 13 marzo 1979- Michael Prokes, aiuto stampa del Tempio per dieci anni, è stato colpito da un proiettile alla testa, mentre i giornalisti aspettavano fuori.

  • il 27 febbraio 1980- i leader di Former Temple vengono annientati nella loro casa. Un’attenzione per le loro morti irrisolte è focalizzata sul figlio teenager, che può avere agito per un messaggio impiantato anni prima da Jones sotto effetto di droghe psicoattive.

  • nel Dicembre 1983- Rick Cordell, leader del Tempio dal 1957 al 1977, che ha lasciato 18 parenti, fatalmente si scontra con la depressione dalla quale non sarà mai più libero.

  • il 24 febbraio 1984- Tyrone Mitchell (29) si uccide dopo aver aperto il fuoco in un’area piena di gente ferendo undici persone e uccidendo un bambino di dieci anni. Era stato schedato una volta abbandonato Jonestown, dove molti dei suoi famigliari erano morti nella tragedia.

L’abuso mentale non solo varia in accordo con il grado di effetti sulla vittima, ma anche in relazione con la durata del tempo. Esso può essere solo un singolo incidente. Per esempio, nel caso di una notte di seduzione o di vendita porta a porta, ma altre volte può durare mesi o anni.

Una volta che l’abuso mentale ha raggiunto l’ultimo livello, il primo effetto in recupero è la lunghezza del tempo richiesto per riguadagnare una personalità libera e indipendente. La salute della persona è ancora lì mai soppressa e impotente.

I culti sono organizzazioni che reclutano membri attraverso l’abuso mentale. Più dannosi sono i gruppi che usano tecniche abusanti per imporre il loro volere sulle persone dell’organizzazione. Spesso l’ultimo obiettivo dei culti è guadagnare controllo politico sociale all’interno dell’intera società.

Sebbene essi possono avere comuni denominatori, guardando gli effetti  dell’abuso mentale del culto, c’è una ampia variazione degli altri aspetti di queste organizzazioni. Alcuni hanno 100.000 membri e altri meno di dieci. Alcuni sono nomadi e  fanno trasferire costantemente i loro membri, altri vivono in fattorie. Alcuni sono di attrazione per i media, la maggior parte no.

Qui di seguito vi sono alcune generali caratteristiche che il lettore può utilizzare per definire la serietà di un culto.

  • Culti distruttivi: autorità estrema esercitata dai Capi. Molto ingannevoli disonesti in contatto col pubblico. La prima enfasi è sui soldi e sul potere.

  • Organizzazioni pericolose: uso di emozioni estreme e/o attività ipnotiche di gruppo che portano a disorientamento. Alcuni individui emozionalmente forti possono beneficiare di programmi di gruppo, ma altri ne sono seriamente danneggiati.

  • Gruppi di dipendenza: piccole organizzazioni che reclutano adepti tramite amici o contatti attraverso la partecipazione ad attività di comunità. Procurano supporto e direzione per i nuovi membri, che divengono dipendenti con il loro supporto e le attività; incoraggiano la separazione attraverso la domanda di indipendenza dalla vita fuori dal gruppo.

Un altro tipo di organizzazione a volte definito come culto, ma che non rientra in questo libro.

  • Sette dottrinali: sostengono nel gruppo la credenza di valori che differiscono dalla norma societaria. Generalmente non sono dannose e le differenze non sono chiare ai potenziali membri.

Gli abusatori mentali sono persone o gruppi che agiscono sulla base di come una persona deve pensare, sentire o agire. Essi possono essere dei pari, dei partner sessuali, consulenti, capi di gruppo di crescita personale o qualche gruppo della salute, della felicità, della salvezza o di qualche altro obiettivo desiderabile. Come una regola generale, i genitori non sono abusatori mentali sinché essi hanno il potere naturalmente sulla libertà e sul benessere dei figli; comunque la persona può essere vulnerabile ad altri che inconsciamente rappresentano dei genitori sostitutivi.

Hewitt Fitts Ryan M.D., uno psichiatra di San Diego, ha scritto un saggio di ipnosi clinica in cui opera un paragone tra la suggestione post- ipnotica e le tecniche dei culti. Questo paragone aiuta a comprendere lo studio delle tecniche dell’abuso mentale.

Ciò che segue è la nostra versione di questa spiegazione:

Molti di noi hanno familiarità con la pratica ipnotica che dirige i soggetti a fare cose inusuali dopo essere entrati in uno stato ipnotico. Usando ciò come modello il dottor Ryan ha citato tre differenti fattori che sono presenti nei soggetti che hanno sperimentato la suggestione post- ipnotica.

  • Primo: in una trance ipnotica il soggetto è comandato o provocato a fare un gesto innocente, una parola o un sentimento.

  • Secondo: il soggetto è diretto a rispondere con un’azione specifica anche alla provocazione sperimentata. La risposta può essere un gesto mimico, dire una frase o una serie di parole o una combinazione di entrambe. Il soggetto non può evitare di dare la risposta dilazionata. Anche dopo essersi svegliato dallo stato ipnotico la risposta può essere compulsiva.

  • Terzo: dopo che il soggetto ha compulsivamente seguito la risposta provocatoria egli avrà una lettura razionalizzata per spiegare perché egli si è comportato in quella maniera; comunque, la spiegazione non esporrà la ragione reale sottostante all’azione programmata.

Per essere consapevoli di quando le tecniche di abuso mentale sono sotto azioni inappropriate, noi dobbiamo essere abili nel separare la razionalizzazione o la credenza sulla risposta provocata. Primo, guardare il comportamento (risposta) e secondo, esaminare l’evento (provocato) che immediatamente precede l’azione. Seguendo il periodo di training o di indottrinamento che include le provocazioni impiantate durante uno stato suggestionabile, le risposte appropriate risulteranno automatiche.

In molte organizzazioni sofisticate di culto, la provocazione – risposta – razionalizzazione diventa un ciclo in cui una suggestione razionale diventa la provocazione per un’altra risposta programmata. Questo comportamento è difficile da fermare sinché il ciclo non si rompe e la persona diviene consapevole del potere della provocazione per dettare le sue azioni.

Nei capitoli che seguono molte tecniche di abuso mentale saranno descritte e gli esempi sono legati a come esse sono usate dai culti in gradi e durate diverse.

Quando queste tecniche sono usate da sole o in primo grado esse non causano danni a lungo termine, ma quando molte o tutte sono utilizzate insieme per un lungo periodo di tempo si passerà inevitabilmente al terzo grado di abuso.

Avvertenza: è possibile individuare molte di queste tecniche dell’abuso mentale nelle esperienze quotidiane e ci sono molte risposte differenti che vi si possono offrire.

  1. Essere istigati a procurare danno ad altri o diventare tristi nell’entrare in nuove situazioni o relazioni.

  2. Essere indotti a rispondere in modo manipolatorio e con comportamenti abusanti.

  3. La persona conosce le sue osservazioni, sentimenti e cosa vorrebbe cambiare.

  4. Decidere di abbandonare la relazione quando c’è evidenza di cambiamento.

  5. Hai anche la possibilità di andare oltre, essere consapevole dei tuoi sentimenti e risposte, mentre ti riservi il diritto di considerare un’ultima ri-decisione.

Molte delle tecniche descritte non sono dannose in sé, ma hanno un potenziale buono o cattivo. Quando esse sono usate in modo chiaro tra il praticante ed il suo soggetto, molte possono essere d’aiuto. Quando alcune tecniche sono usate per 1) qualche pericolo, 2) quando la relazione finirà, 3) con  precisi obiettivi per il loro uso e 4) come sarà misurato il progresso.

Molto è appreso quotidianamente circa il potere di cambiamento del comportamento umano. È comune l’uso di questi potenti metodi nella terapia o nel trattamento motivazionale, o in altri programmi benefici. È importante che alcuni programmi siano condotti da persone che sono consapevoli dei possibili pericoli e che alcuni metodi di controllo siano impiegati per contrastare l’abuso. Anche se la maggior parte dei responsabili possono essere istigati a giocare a Dio a volte.

Ogni persona ha realmente la responsabilità di fare fronte ai suoi bisogni senza essere manipolato.

CAPITOLO 4

INGANNI E CULTI

Le vittime dell’abuso mentale non partono con l’idea di essere abusate. Esse divengono vittime perché danno la loro confidenza e fiducia a qualcun altro. Essi sono fuorviati dalle speranze e dalle promesse che loro o il mondo beneficerà e respingono la percezione di un serio pericolo.

Molti di noi sono vulnerabili a tale gioco. Ricordi i tempi in cui ti sei trovato in una o più delle seguenti situazioni?

  • Avere una macchina, una casa o avere molto denaro… essere ricco!

  • Sentirsi solo e voler trovare qualcuno da considerare amico… essere accettato!

  • Sentirsi annoiato e voler sperimentare qualcosa di eccitante… essere elettrizzato!

  • Volere un tenero e amabile partner… essere innamorato!

  • Sentirsi non importante e voler essere accettato come un capo… avere uno status!

  • Sentirsi sovraccaricato di responsabilità e decisioni… essere un genitore!

  • Sentirsi intrappolato nel lavoro e negli incontri… essere libero!

  • Sentirsi come se tu andassi fuori dalla tua mente… essere in terapia!

  • Voler far diventare il mondo un posto migliore… raggiungere una fratellanza universale… curare le paure del mondo… fermare la guerra nucleare… trovare una causa!

A uno di questi punti della tua vita tu sei stato pronto per un inganno. Esso inizia quando ti è stata fatta un’offerta attraente, di solito da parte di un estraneo, ma occasionalmente anche da un buon amico che a sua volta è stato ingannato. Il truffatore ti dà il modo per acchiappare ciò che stai cercando, ma tu rifiuti di riconoscerlo come inganno o truffa.

Il trucco della persona è quello di esibire un falso senso del potere, l’abilità di fare qualcosa che non puoi fare per te stesso. Egli è così convincente che tu prendi l’esca agganciata.

Dopo aver preso il gancio, il truffatore comincia a giocare con te. Sembra voglia procurarti quello che stai cercando, con la promessa di un qualcosa in più. Questo continua sinché tu non hai investito così tanto su di te che non puoi più fermarti; e continui a sperare nel “grande dono”.

Dopo arriva il cambiamento! Tu fallisci nel risultato promesso ed il truffatore prende tutto. Volevi dare una risposta ai tuoi bisogni, ma tutto finisce per essere un fallimento e devi lavorare tanto per rendere ciò possibile. Ciò diventa un ciclo senza fine di auto-degradazione e sacrificio, e se il truffatore ha agito bene ti senti colpevole per essere così egoista e devi accantonare i tuoi desideri e continuare a servire gli altri per prima cosa. La formula dell’inganno è:

Esca + Gancio = Inganno + Gioco/ Cambiamento

Uno dei trucchi della truffa è convincere la vittima che è tutta una sua idea, che essa è responsabile del decidere di continuare, e che ciò è una sua libera scelta. Se si lavora bene, la vittima crede che otterrà esattamente ciò che vuole.

Il truffatore può giustificare ogni sua azione dicendovi che lo fa per il vostro bene, avendo due lati di sé: uno pubblico ed uno privato. Egli racconta una bella storia, ma il finale vuole significare qualcosa di importante- il tuo denaro, i tuoi possedimenti, il tuo tempo, i tuoi liberi voleri e/o la tua verginità.

Molti culti usano le tecniche di inganno per reclutare membri o incassare denaro per i loro gruppi. Non è come avviene in certe organizzazioni di vendita superiori, che offrono piccole informazioni circa loro stessi ed il loro prodotto, mentre cresce l’interesse.

Alcuni dei metodi utilizzati sono:

Love bombing (bomba d’amore). Per primo ti mostrano tanta attenzione, spesso accompagnata da un tocco o da uno sguardo negli occhi, spesso seduttivo. Successivamente molte domande sono utilizzate per stimolare la curiosità e procurare solo informazioni pertinenti al tuo interesse. Dopo, il gruppo ti indica che loro sanno quello che ti serve  e che hanno a cuore i tuoi interessi. Questo processo appare come un inizio di relazione, ma nei culti la prospettiva è assunta presto da molte persone che attuano la stessa cosa e divengono molto impersonali. Il messaggio di base è “Ti amo! Se tu ami me, credimi”.

Trattenere le informazioni circa la vera natura della congregazione. Ogni cosa è bella, facile, felice, perfetta. Devi solo fare il primo passo. “Ascolta ciò che io devo dirti”. “Non sei d’accordo che il suono è buono?” e successivamente un altro piccolo passo dopo un altro. Il messaggio di base è: “Io non posso spiegartelo e tu non puoi conoscerlo senza che tu lo abbia provato”.

Usare nomi che si fingono relazioni delle organizzazioni genitoriali. Alcuni gruppi hanno centinaia di nomi diversi che si usano per reclutare, estorcere denaro e condurre attività politica e economica. I gruppi spesso negano la connessione, ma si servono di membri devoti alla loro attività per supportarle. Qui ci sono alcuni dei nomi usati da molti culti. Esempi sono:

Unification Church- CAUSA- CARP- Creative Community Project- Freedom Leadership Foundation- GCWR- Holy Spirit association- Home Church Association- ICUS- IRF- new Era- PWPA- Scientology- ACHG- NCLE

Distorsione o mascheramento del fine reale. Durante il raggiro, il truffatore ha la risposta dei voleri in ordine al guadagnare l’approvazione della vittima. Egli progetta un fine e il potere di produrre ciò che egli vuole, molte volte indicando che il loro unico desiderio è di aiutare la gente a creare un mondo migliore.

Più tardi si scopre che il truffatore ha bisogno di molto denaro. Molte indagini rilevano che i seguaci rinunciano a tutto, dormono sul pavimento e lavorano molte ore, mentre i capi godono degli eccessi di materiali posseduti e di salute. Esaminando i risultati si mostreranno i reali scopi.

Molti culti distruttivi negli Stati Uniti hanno uno scopo religioso. Ricerche hanno dimostrato che molti americani hanno un elevato livello di fiducia per le persone che dicono di essere religiose. Ciò è probabile perché essi assumono tutte le religioni o chiese come loro stessi.: stringere libertà e onestà, fare benessere personale e sociale in stima elevata.

Il Primo Emendamento procura protezione e avvantaggia le religioni in America.

Non solo la libertà personale di credere cosa scegliere, ma la libertà per la divulgazione di pratiche finanziarie e di indottrinamento. La tassa di status no- profit può virtualmente essere ottenuta semplicemente dichiarandosi una “chiesa”; così molte organizzazioni, come la Chiesa della Vita Universale, usano questo termine per ottenere vantaggi e protezione statale.

Nota: frequentemente il termine culto è usato in maniera interscambiabile con “Nuove religioni”. Ciò assume che un sistema di credo spirituale (Religione) dà aumento a un gruppo di seguaci devoti (Culto). Questo libro fa riferimento ai metodi manipolatori di un sistematico reclutamento, indottrinamento e controllo dei seguaci; senza alcuno sviluppo spontaneo di sostenitori. Non tutti i culti sono religioni e non tutte le religioni sono culti.

I culti possono rappresentare anche una terapia o dei gruppi di crescita, parti politiche, unioni, vendite o compagnie di business o altre apparenti organizzazioni legittime. Alcuni cambieranno i loro fini. Molti metodi possono essere usati per attirare l’attenzione dei membri potenziali – vendita di libri, sponsorizzazione di organizzazioni legittime, riunioni, classi in scuole serali- ma molti culti dipendono da una promozione a tu per tu con membri di famiglie, amici o chiunque altro si incontri.

Tralasciando l’approccio usato, è sempre implicato che il fine è il controllo nel prendere liberamente le decisioni, non importa come apparirà questa decisione. Il vero leader del culto è abitualmente sicuro del contatto pubblico. Quando reclutano adepti o estorcono denaro ai membri le vittime fanno il loro lavoro sporco. Non colpevolizzateli! Il loro indottrinamento li porta a credere che è per una buona causa. Alcune vittime di culti aspirano a voler diventare capi la cui attività è quella di indottrinare gli adepti e coinvolgere altre vittime. Altri capi utilizzano le “pubbliche relazioni” utilizzando la linea del raggiro per guadagnare credibilità per l’organizzazione.

Alcuni degli approcci utilizzati dai reclutatori di culti sono:

  • Tu sei la donna che ho cercato per tutta la mia vita!” disse un giovane uomo della Chiesa dell’Unificazione ad una studentessa sola dell’Università di Washington al loro primo incontro in una strada. Egli stava cercando una seguace. Lei stava cercando un compagno. Così lei divenne una Moonie e lo seguì con amore verso l’indottrinamento.

  • Ero solito avere un problema parlando con le ragazze sino a che ho preso questa lezione” disse un adepto di Scientology raccomandando l’”Inventario standardizzato di personalità di Oxford” ed il “Corso di comunicazione Dianetics”.

  • Un metodo di reclutamento sviluppato dai Bambini di Dio, uno pseudo gruppo “fondamentalista cristiano”, è chiamato “Pesca civettuola”. Le giovani  donne  membro invitano estranei per incontri sessuali, seguiti da una “preghiera per la salvezza” che direziona gli estranei tra i membri del gruppo.

La prostituzione può essere la professione più antica, ma, insieme alla seduzione,  è uno  dei raggiri usati di più  successo. E’ importante comprendere che prostituzione e seduzione  sono parti integranti nel contesto dell’abuso mentale, senza le quali un abusatore non cattura la vittima in un raggiro. Se c’è un contratto accordato in maniera comprensibilmente chiara e mutuabile e rispondente a Cosa? Dove? Con chi? Per quanto tempo? allora non c’è raggiro o abuso.

I contratti sono accordi tra persone per uno scambio di servizi, denaro o possedimenti. Noi rientriamo continuamente nei contratti come compratori, impiegati, votanti, membri di un gruppo, o socialmente come individui. Molte volte il contratto non è stipulato o discusso, ma è assunto dagli individui coinvolti. Anche quando è sottoscritto o negoziato, ciò può implicare il consenso ad aree non completamente chiare. La società ha avuto un dominio nella descrizione di norme e limiti accettati, ruoli e contratti sociali due generazioni fa. C’è stata una base di comprensione comune, ma ora ci sono variazioni di comportamento, in particolare quello sessuale, che è molto diverso dalle definizioni socialmente accettate. Nel mondo odierno cosa pensiamo è chiaro, in accordo con le antiche regole, e può essere diventato un modo per manipolare ora. Ci fu un tempo in cui l’accordo un vivere insieme distribuendo risorse e costi poteva essere compreso da tutti senza altre definizioni.

Oggi inviti come vivere insieme abbisognano di chiarificazioni. Cosa ogni persona richiamata a dare? Denaro? Lavoro, lavare piatti? Sesso? Come verranno negoziate le differenze o i disaccordi? Ci si aspetta un cambiamento personale? E quanto dura la committenza? Una notte? Un anno? Una vita?

È importante appuntare il pro e contro prima di concludere un accordo. Se l’accordo si è preso, lo si può rinegoziare e sentirsi liberi di abbandonarlo. Non è obbligatorio continuare su qualcosa che è in realtà un’aspettativa altrui.

Nella realtà del mondo di oggi, è brutto che la spontaneità, il romanticismo l’eccitamento devono essere rifiutati mentre negoziamo un contratto sociale.

Non essere scettico”. “Abbi una mente aperta”. “Abbi fiducia in me”. Queste sono spesso esortazioni per liberare il pensiero e cominciare un processo che termina con una mente sterile.

Se chiedi più informazioni, il truffatore risponde “Mi prendo cura di te!” “Pensi che voglia condurti fuoristrada?…” Stai attento! Se queste domande non trovano una risposta soddisfacente cerca un’altra fonte. Verifica con amici, famiglia, ministri, agenzie governative, i migliori uffici, librerie e chiunque possa avere altre informazioni ed una visione oggettiva della situazione. Chiedi in giro prima di accettare un invito per fare qualcosa che non conosci abbastanza bene.

Pasti gratis” sono “gratis” con una qualche obbligazione, così come accettare caramelle dagli sconosciuti. Se qualcuno dice di “non ascoltare gli altri sono di pregiudicati” può significare che gli altri hanno informazioni da dirvi che dovresti avere prima di formare la tua opinione. Se tu scopri di essere stato raggirato, allora sii onesto con l’abusatore. Asserisci i tuoi diritti, lo stato dei tuoi sentimenti, e dì “no” prima di cadere in qualche trappola. Ricorda che non hai nulla di cui sentirti in colpa e nessuna spiegazione è richiesta.

CAPITOLO 5

MISTICISMO E MAGIA

Tutti noi crediamo in una qualche forma di magia. Siamo cresciuti con storie di regni magici dove tutti alla fine vivono felici e contenti. Babbo Natale vien giù dal cammino il giorno di Natale e il Coniglietto Pasquale lascia uova di cioccolato per i bambini. Ciò che bisogna fare è aspettare e tutti sogni diverranno realtà.

Quando i bambini crescono si scontrano con la realtà della vita, ma l’auspicio in una soluzione magica ritorna quando le conseguenze sono senza speranza. Certamente Babbo Natale è una finzione del passato, ma si desidera la bacchetta magica per imparare degli incantesimi speciali al fine di trasformare le fantasie in realtà.

L’Uomo della medicina delle tribù primitive era solito recitare formule magiche per curare e recuperare le ossa per predire il futuro nel nome della religione. I guaritori del XX secolo promuovono meditazione e cure psichiche, e molti profeti utilizzano l’astrologia. Tarocchi, chiaroveggenza, ESB, bioritmi, chiromanzia servono per ottenere risposte a domande che una risposta non ce l’hanno.

Ogni giocatore d’azzardo crede in una qualche pratica magica per migliorare la probabilità di vittoria. Una sorta di chance per guadagnare un risultato vincente direzionando le sue azioni e facendo crescere l’uso della magia. Il giocatore di baseball può comprare un guanto per migliorare il suo gioco, può indossare vecchi calzini, mettere immondizia nelle mani o masticare una diversa varietà di tabacco per raggiungere la vittoria.

Vivendo in un’Era scientifica, siamo soliti avere una spiegazione per tutto, dalla nascita dei bambini alla luna di Giove. Non conosciamo le risposte ad alcune domande, ma vogliamo ottenerle per averne il controllo.

Perché abbiamo bisogno di dare spiegazioni mistiche ad esperienze che ordinariamente devono essere accettati come i misteri inspiegabili?

Coloro i quali non si sentono confortati da risposte indefinite sono molto più suscettibili a spiegazioni magiche come guida per la loro vita. Avvertono uno stress per il non sapere e hanno bisogno di trovare una spiegazione semplicistica. Il primo stress deriva proprio dal non sapere e relativo alla risposta continuamente rinforzata da “questo è ciò che è“.

La ricerca per una migliore spiegazione non può essere effettuata senza prendere in considerazione lo stress associato. Anche rispetto a molte nuove informazioni oggettive, si tenderà a resistere ad una spiegazione che rimuove il bisogno di alcune necessarie informazioni. Gli studenti di scienze possono aver imparato il messaggio scorretto. Molti credono che l’affermazione di una conclusione scientifica è la risposta, piuttosto che il processo di sperimentazione, osservazione e analisi. Un fatto con un risultato scientifico è accettato come più reale rispetto al metodo mediante il quale i risultati sono raggiunti.

I media fanno poco per dissipare le credenze mistiche. Nel loro desiderio di rivelare il sensazionale e l’inusuale, i loro reports tendono ad enfatizzare la promozione del sovrannaturale in assenza di un’evidenza oggettiva per supportare alcune richieste.

Barry Singer e Victor Benassi (“Credenze occulte”, American Scientist, Gennaio- Febbraio 1981) riportano un esperimento nel quale usano un mago per compiere esibizioni medianiche di fronte alle classi di psicologia. In una classe, il mago è stato presentato come medium e in una seconda, con un mago; in entrambi i casi il 75% delle classi ha creduto che fosse un medium. Quando è stato loro detto ripetutamente che si trattava di un mago, il numero si è ridotto al 50%. Gli studenti credettero alla loro convinzione nel potere del medium rispetto l’evidenza contraria.

Il giocatore d’azzardo pensa che sia difficile poter controllare le carte o i dadi. Il tempo, il denaro e l’orgoglio sono stati investiti nella vittoria; il difficile è smettere. Ogni mano vincente supporta la sua convinzione nel magico; ogni mano perdente rivela che egli deve provare ancora.

Molti culti hanno una parola o una frase che implica la detenzione di una risposta magica che può risolvere ogni problema. Si mistifica la tecnologia, la religione o il metodo. Seguendo dove la parola o la frase conduce tutto può essere risolto. Alla domanda “Come?” la spiegazione “è devi provare per conoscere”. Alcuni esempi sono:

  • EST (Erhard Seminar Training) - FALLO!

  • Scientology – CHIARISCI!

  • Rajneesh ILLUMINATI!

  • Divine Light Mission – CERCA LA LUCE DIVINA!

  • Church Universal & Triumphant – IMPARA A CONTROLLARE LE AUREE UMANE

  • The Way International – VIVI NELL’ABBONDANZA

  • Trascendal Meditation – APPLICA LA SCIENZA DELL’INTELLIGENZA CREATIVA

Il risultato è una parola o una frase per ciò che non ha un significato chiaro e ogni persona aspetta una risposta sostitutiva per completare i propri significati. Ogni persona, all’interno di un gruppo può adempiere ad un desiderio diverso- salute, gioia, amicizia, salvezza, salute o appagamento sessuale.

Il metodo è oscurare nella mistificazione. Spesso c’è una spiegazione semplice, ma l’indicazione è che alcuni poteri mistici o speciali sono posseduti solo dal Capo o dal gruppo.

Ho parlato di particolari programmi di crescita personale che hanno loro conferito poteri speciali, inclusi l’abilità di assicurare un conveniente spazio per il parcheggio. Non sono consapevoli che il reale cambiamento è nel loro punto di vista, non nelle condizioni attuali. Preventivamente essi hanno solo notato quando uno spazio non è disponibile: ora essi ne sono consapevoli e le loro credenze sono state verificate.

William Sargant nel libro La mente posseduta descrive il seguente processo usato dall’Uomo della medicina africana per indurre una trance nei loro pazienti. Una condizione molto simile a quanto si produce in alcune meditazioni o esercizi di terapia di gruppo:

-Essi cominciano ad ansimare e a rendere rauco il loro respiro (iperventilazione), mentre battono ritmicamente il loro talloni. Ciò richiede molto sforzo, a causa dell’esaurimento fisico e nervoso. Hunter conclude che questa attività conduce all’alcalosio nel cervello, che conduce a sua volta alla trance e alla vulnerabilità di suggestione.

Se l’Uomo della Medicina, il leader del gruppo o il culto è creduto in possesso di poteri speciali necessari per produrre una data condizione, il soggetto desidera recuperare i sentimenti, la trance ed i miglioramenti divengono dipendenti da quella persona o gruppo.

Gli esperimenti sono stati seguiti su due gruppi a cui è stato dato placebo (tavolette di zucchero) per togliere il dolore; un gruppo ha creduto di essere un killer del dolore e l’altro che è stato dato loro placebo. Il primo gruppo è risultato in miglioramento rispetto al secondo. Il risultato è stato dovuto alle loro credenze, non a qualche qualità speciale della medicina o al dottore.

Il potere dell’abusante o capo è visto dalla vittima come soprannaturale; conoscente dei suoi pensieri e sentimenti e capace di comunicare con lo spirito o coniugare il potere al controllo degli eventi. È impossibile scappare dal suo controllo e invece ogni reale o scientifica spiegazione che viene data, “è un mistero“.

Non importa come siamo educati a ciò che non conosciamo ancora, l’importante è arrivare a qualcuno che abbia un dato livello di conoscenze particolari; qualcuno che ha qualifiche professionali speciali o esperti che usano un gergo che oscura la nostra comprensione e non intenzionalmente mistifica le loro risposte. Abbiamo bisogno di conoscenze delle loro abilità speciali; mentre le nostre esperienze sono informazioni valide da usare in considerazione a decisioni alternative. Ogni persona o gruppo ci incoraggia a mettere da parte il passato e a essere nel presente. Molte informazioni di una varietà di punti di vista e valide alternative è ciò di cui si ha bisogno.

CAPITOLO 6

SOLO UNA SCELTA?

La vita nel mondo odierno è complicata. Ci sono così tante scelte da compiere e le situazioni sembrano sempre così indefinite. Molte alternative sembrano solo un po’ migliori o peggiori di altre. E’ tutto così confuso che potrebbe essere molto più facile se fosse tutto bianco o nero. Viviamo in un’età che precede le aspettative degli altri e posteri di epoche in cui la differenza tra il giusto e sbagliato, il buono e il cattivo era molto chiara. Nei film del passato, i cattivi ragazzi indossavano dei cappelli neri mentre i bravi ragazzi avevano dei cappelli bianchi e vincevano sempre alla fine. Non avevano la meglio solo sui cattivi ragazzi, ma anche su di una bellissima donna che era “pura come la neve”. Sebbene “Angeli e demoni” sono ancora situazioni melodrammatiche, la vita reale non è così chiara come chi indossa un cappello nero o uno bianco. Così suona sincera una persona che dice “Abbi fiducia in me! Io ho i tuoi migliori interessi a cuore. Tu e io siamo i bravi ragazzi”. Ciò può influenzare molti di noi, perché vorremmo essere tutti dei bravi ragazzi!

Nell’alternativa tra Buono vs Cattivo, c’è una chance per la manipolazione quando le posizioni di fiducia e sfiducia sono rinforzate al punto che una barriera reale è piazzata tra te, uno dei Bravi ragazzi ed il resto del mondo. Coloro i quali hanno “La scelta” piazzano loro stessi sul versante di bontà e pace, mentre gli altri si piazzano sul versante del male.

Credere nella detenzione di una realtà assoluta conduce all’idea che il fine giustifica i mezzi. È giusto fare qualsiasi cosa sia necessaria per supportare la causa o “sopravvivere”, perché la “bontà” assoluta deve prevalere sulla cattiveria. La giustificazione è creata per manipolare, mentire, ingannare, rubare o anche uccidere ciò che di “buono” si può vincere.

Alla fine i valori racchiudono l’ultimo obiettivo o ciò di cui tutti hanno bisogno-salute, spiritualità, sapienza, autostima, intimità, conforto, ecc. Per ogni valore finale ci sono molti valori significativi o vie per raggiungere l’obiettivo finale. Assumendo che la spiritualità è un obiettivo finale alcuni dei valori significativi potrebbero essere: chiese varie, meditazione personale o riflessione, consapevolezza della natura e altro. L’impiego è solo una via per conoscere o essere sapienti. Sostituendo un successo significativo con la sola via per raggiungere un traguardo finale riduce le opzioni possibili. Dire che seguire una chiesa particolare è la sola via per raggiungere la spiritualità o la salvezza o ciò che ognuno vorrebbe stimola il raggiungimento della salute ed i significati di un falso successo finale. Le opzioni possibili per raggiungere un traguardo finale sono diventati limiti per ognuno.

Ci sono molte vie per raggiungere un qualche traguardo particolare. Queste vie possono essere usate in combinazione escludendo altri metodi che dipendono dai desideri personali; ma la promozione di una delle esclusioni di tutte le altre possibilità elimina l’espressione di differenze personali. Imporre la credenza in un falso traguardo risulterà come una presa di potere sulla libertà di altri per scegliere liberamente.

Una testa classificazione di valori coinvolge i comportamenti. Alcuni valori comportamentali includono l’essere pulito, onesto, indulgente, amato, cortese, obbediente, auto-controllato ecc. Quando ciò è assunto, senza conferma, che un’altra persona mostra lo stesso valore di comportamento, allora c’è una vulnerabilità di perdita di controllo. Si crede nell’onestà, ma molte persone pensano che sia meglio mentire, se si è in largo svantaggio.

Il pensiero comunista riformatore è un buon metodo di sviluppo di cambiamento di valori comportamenti di una persona. Molti studi sono stati seguiti circa il trattamento dei prigionieri di guerra nordcoreani. Essi descrivono un processo, usato dalle guardie e dagli interrogatori per ottenere delle confessioni dai prigionieri di guerra.

  • Per prima cosa c’era un degrado intenzionale dell’individuo – cibo povero, perdita di sonno, percosse.

  • Un interrogatore deduceva le condizioni che hanno determinato la sua cattiva condotta.

  • Dopo che egli aveva ammesso la colpa, era successo era suggestionato dal fatto che poteva discolparsi dal dare la colpa al suo governo, alla famiglia, alla religione, alla società – tutte le risorse da cui egli era dipendente o che aveva come supporto.

  • L’indottrinamento aggravava il risentimento e sviluppava sentimenti di ostilità.

  • L’ostilità si tramutava in odio. Senza il fondamento dell’odio e dell’astio, il comunismo poteva perire.

  • Successivamente, uno sfogo per l’astio era provvedere ad alcuni tipi di attività pro-comunismo.

  • Una reazione comune era quella di proiettare l’odio contro se stessi. I comunisti determinavano quale direzione questo progetto doveva prendere. Quando una persona incolpava un altro per il suo stesso misfatto usava un meccanismo proiettivo.

  • Il passo finale era fare una confessione pubblica della colpa del governo e del misfatto. I vincitori divenivano i suoi amici senza colpa ed i suoi precedenti nemici diventavano i nuovi nemici.

  • A questo punto le condizioni divenivano migliori. Il cibo, l’accettazione ed il comfort ricompensavano la sua visione generale di conformarsi.

La polarizzazione di distribuzione di Bianchi e Neri non accade tutta in una volta, ma gradatamente. Si comincia con l’accettare la possibilità de “La via magica” e si finisce che i nuovi amici diventano i suoi salvatori, mentre il suo precedente sistema di supporto famigliare, ecclesiastico e di governo sono ora il nemico.

Una prima conclusione è raggiungere che ciò è “la giusta scelta”; poi è facile razionalizzare che il fine (bontà) giustifica i mezzi (truffa, manipolazione falsità). E’ ora possibile fare tutto il necessario per perseguitare i nemici in ordine di assecondare i fini dei Buoni ragazzi; legale o illegale, benigno o violento.

Se noi proteggiamo la nostra libertà personale di scelta, rispettare i diritti degli altri e la nostra consapevolezza dei valori personali, ognuno di noi deve rimanere consapevole delle aree grigie in cui cosa appare può essere un mondo nero o bianco. Conoscere le varietà di opinioni possibili conduce al bisogno di compiere scelte difficili tra le alternative. È spesso duro differenziare tra buono e cattivo.

CAPITOLO 7

VOGLIO ESSERE ME!

L’accettazione degli altri è un bisogno di base per tutti. Nella società americana si deve essere carini. Non bisogna commettere sbagli se si vuole essere accettati dalle persone che ci circondano. Questo significa conformarsi a ciò che ne pensano gli altri per essere compiacenti.

La nostra piacevolezza può essere stata generata dai nostri genitori, che ci hanno premiato per essere stati buoni o sottomessi cosicché le loro aspettative non sono state distrutte. Quando abbiamo mostrato rabbia o reazioni contro i loro valori il nostro premio è stato uno sguardo malevolo o altre forme di disapprovazione. La normale tendenza, come risultato, e di tenere per sé sentimenti negativi ed idee indipendenti o imparare ad esprimere questi in un modo “salvo”.

Piacevolezza e conformità sono in conflitto con la nostra necessità di essere una persona indipendente con idee e sentimenti che sono sperimentati tra l’asserire il desiderio di voler essere un individuo ed il rischio di perdita dell’accettazione delle persone importanti attorno a noi.

I bambini normalmente possono testare il bilanciamento tra l’essere carini e l’essere diversi al contempo quando si sentono sicuri e abili di rischiare senza la perdita dell’accettazione. Tipicamente ciò accade negli anni della scuola primaria entro il mondo sicuro della famiglia e contro i coetanei quando c’è un rinforzo da parte dei pari nel ribellarsi e asserire le differenze.

La ribellione adolescenziale è contro la domanda della famiglia di conformità e non contro i pari che procurano l’accettazione che è custodita gelosamente. Nel momento in cui c’è una scissione tra la dipendenza ad un gruppo (la famiglia) per l’accettazione e l’approvazione da parte dell’altro (il pari) c’è una falsa indipendenza ed una non reale separazione.

Questa contro-dipendenza è un punto su cui molti adolescenti rimangono bloccati nella convinzione che facendo l’opposto di ciò che i loro genitori o la società sancisce, si compiranno i loro voleri. Se qualcuno dice “non ascoltare i genitori. Mostra che possiedi una mente. Fallo!” loro abboccheranno e diranno “lo farò“.

È frustrante per i genitori, che si prendono cura dei loro giovani bambini adulti, vederli cadere nella trappola della droga, degli abusatori e dei culti. Pochi anni fa questo concetto è stato evidenziato, in parte, quando Fr. Kent Burtner divise l’opinione pubblica dicendo che l’adolescenza oggi si protrae dai dieci ai trent’anni; mentre una generazione fa era normalmente dai 13 ai 19 anni. Durante l’infanzia mentre si è dipendenti dal supporto genitoriale, è necessario azionarsi entro lo i limiti stabiliti. Queste linee-guida dettavano come comportarsi, con chi associarsi, il tipo di attività e di prescrizioni da svolgere ogni giorno. Le regole procurano un senso di salvezza e di sicurezza, ma a volte possono far sentire costretti, come i giuramenti personali che non sono veritieri.

In alcuni punti i limiti sono dati dai genitori alla fine. A volte essi sono discontinui, lasciando il “bambino” a cercare qualcun altro che designerà come agire e cosa fare; in altri casi le vecchie regole sono ricordate, ma la paura di fare la cosa sbagliata conduce ad essere molto conservatori. Altre volte i vecchi limiti sono superati per un periodo di test. La ribellione contro le vecchie regole significa il raggiungimento del frutto proibito in un primo tempo, finché qualcuno dice “Stop” o l’esperienza detta delle nuove linee- guida personali.

Allungando il test al di là dei limiti, prendendo dei rischi, naturalmente sperimenteremo alcune esperienze autodistruttive o traumatiche. Le conseguenze possono portare all’imparare, a crescere la sensibilità critica o la colpa per l’essere stati immaturi. Alcuni continueranno a cercare delle dimostrazioni pensando di provare la loro indipendenza; alcuni identificheranno le linee-guida per l’etica personale; ma per gli altri ciò può condurre ad una ritirata, nella vergogna, da sé e gli altri.

Ognuno di noi percepisce uno spazio attorno, normalmente circa quanto la lunghezza delle proprie braccia che possiamo occupare. Questo spazio è nostro. Quando altre persone vi entrano e sembra che invadano la nostra privacy, noi possiamo chiuderlo o cercare di muoverci fuori e protestare finché la forza aliena sia andata via dal nostro spazio. Lo spazio che era normalmente considerato una bolla sicura diviene una sorta di scudo possente.

A volte, quando ci sentiamo realmente potenti e buoni, questa bolla può espandersi sino a diventare molto grande. Queste volte, quando ci sentiamo fiduciosi, la bolla è molto permeabile. Non siamo dispiaciuti che altri entrino nel nostro spazio o si aprano a noi. Durante questo periodo di vulnerabilità, mentre la bolla è grande, ci sentiremo urtati o violati se la confidenza è abusata da coloro di cui ci fidiamo. È possibile avere varie reazioni alle violazioni di fiducia.

Una reazione potrebbe essere di asserire il nostro potere per cacciare la persona fuori dal nostro spazio o ostacolarne il ritorno. La bolla diviene uno scudo possente chiuso l’esterno. È come il colpo di pesce che cerca di apparire largo e minaccioso, ma in realtà è molto vulnerabile. Questa reazione di pseudo- potere spesso include una manipolazione per prendere altri sotto proprio controllo. Questo può trascinarsi per più anni fino a che gli altri verranno percepiti come una minaccia. Non finirà sinché la persona non si sentirà abbastanza sicura di potersi nuovamente aprire agli altri.

Una seconda reazione di violazione della fiducia potrebbe essere quella di dare la colpa a se stessi per la mancanza di tolleranza o accettazione; sentirsi “non a posto” con se stessi. In questo caso la bolla si ritrae in un piccolo scudo possente, rimuovendo la parte offensiva; chiedendosi perché tu sembri così intoccabile.

Il ritiro dagli altri può essere fisico, psicologico o di entrambe. In questo caso si continua finché la confidenza per l’interazione è riguadagnata. L’ammorbidimento del guscio- scudo di solito comincia quando altre persone si mostrano rassicuranti, con buoni propositi di apertura e di rischiare l’intimità.

A volte il guscio diviene più piccolo della persona che si sente ancora “non a posto”, confusa ed in colpa. Lo spazio del guscio eventualmente porterà a sentirsi così piccoli e costringerà a sentirsi come se non si fosse sempre lì.

Questo dispiegamento della “copertura della persona” è simile a ciò che avviene nell’esperienza di “vita dopo la morte” in cui la persona si sente separata dal suo fisico e riesce a vederlo a distanza; ancora capace di compiere osservazioni circa ciò che sta accadendo, ma incapace di controllarle. La perdita (separazione) del sé è completa.

Il sé disperso e il reale sé non possono essere connessi finché un senso di potere e protezione dall’essere stato urtato nell’intimità non viene accettato. Durante la perdita del potere personale, egli è particolarmente vulnerabile a un aiutante che conosce l’immagine di sé della persona ed il suo bisogno di essere connesso. Quest’aiutante deve conoscere la vulnerabilità dall’abusato ed il suo bisogno di agganciarsi per prendere decisioni, sicurezza e conforto, in modo da renderla più dipendente.

Recuperare l’abilità di essere aperto, pronto a rischiare, onesto (no manipolatore) ed indipendente richiede l’ausilio di un consulente sensibile e amichevole. All’interno la persona è vulnerabile, urtata ma forte, bisognosa di amare e di connettersi con gli altri.

CAPITOLO 8

CHI TI COMANDA?

Come fa una persona a prendere decisioni per gli altri? Dicendo cosa fare e come vivere la vita. La vittima si atteggia e crede in maniera differente da prima. A che punto una persona prende la posizione di Capo e l’altra di Schiavo?

Ognuno di noi ha vissuto un periodo difficile della sua vita, quando ci siamo magari trovati di fronte a nuove decisioni e abbiamo sperimentato i sentimenti dell’essere oppressi. Possiamo allora delegare a qualcun altro la presa di responsabilità di agire nella nostra vita per un po’.

E’ una comune esperienza trovarsi in una nuova situazione con persone che non si conoscono- un party, un nuovo lavoro o il primo giorno in una nuova scuola. Quando ci troviamo in una nuova situazione è difficile sapere cosa fare, sinché non conosciamo cosa viene accettato da questi potenziali nuovi amici. Dispiaciuti della realtà, aspettiamo di scoprire cosa essi vogliono attraverso le regole che ci aspetteremo di seguire.

Velocemente impariamo ad accettare le differenze minori; ma è un conforto quando una nuova acquisizione, che somiglia ad un’autorità, confina in una pronta risorsa che ci mostra come agire e cosa fare. Questa persona può essere un aiutante che ci punta nella giusta direzione; diviene presto il nostro Capo da cui diveniamo ben presto dipendenti.

Le differenze minori nei modi di agire- togliere le scarpe in casa, essere felici o seri, mangiare con la forchetta giusta o usare i bastoncini non è importante; comunque, potrebbe essere il primo passo attraverso cui divenire dipendenti dagli altri. Ogni variazione minore di queste differenze può condurre a cambiamenti che prima erano considerati inaccettabili. Essere piacenti e rispettati è meglio dell’essere ignorati e rigettati.

Chiedere al nuovo Capo il permesso per andare in bagno, cosa mangiare, quando andare a dormire e quando svegliarsi conduce il seguace ad una insicurezza completa di sé stesso, e ben presto all’attesa paziente del permesso e della direzione da prendere.

Il vecchio detto recita: “Si fece Roma come i romani la fecero”; ma c’erano molti schiavi degli stessi schiavi di Roma. Iniziando ad agire come ognuno può essere c’è il primo passo della perdita dell’individualità. Se qualcuno può persuaderlo dal cambiamento del suo comportamento, è facile osservare un cambiamento delle sue credenze e dei suoi valori.

Una persona non entra a far parte di un culto organizzativo. Ci entra per una data proposta e successivamente comincia a cambiare i suoi comportamenti per conformarsi al gruppo. Inizia a comportarsi e a parlare come gli altri. È entusiasta del lavoro del gruppo e quando una nuova proposta arriva dice qualcosa come: “questo è un meraviglioso e felice gruppo dove ognuno è amico e facciamo grandi cose insieme”.

La vittima ora si comporta come un membro del gruppo e ha mosso un passo in su rispetto al sistema verticale, e ci si comporta come un membro quasi immediatamente. È importante essere in contatto con i propri sentimenti per diventare il servo perfetto del nuovo Capo amico. Essere consapevoli dei cambiamenti che avvengono nel proprio comportamento. Guarda e ascolta chi ti circonda. Tutti vedono e parlano similmente? Sono differentemente scoraggiati? Ognuno deve verificare con un Capo prima che essi possono rispondere alla domanda per cui non si ha la risposta pronta?

La relazione tra il Capo ed il Servo è verticale in natura. Il boss è al top e i servi si trovano al di sotto. È il lavoro del Capo dire al Servo cosa fare e il Servo deve essere obbediente e sottomesso.

Nei culti organizzativi la relazione verticale continua dal livello più basso a quello più alto. Ogni Capo è stato Servo del Capo precedente finché si raggiunge il livello più alto.

Se ti senti non confortato dai cambiamenti che hai fatto, comincia da asserire i tuoi stessi sentimenti ed il tuo bisogno di essere diverso.

Di NO e lascia per un po’! Se ti rispondono facendo più pressione per conformarti e sentirti in colpa, fa ciò che hai detto- scappa! Non devi dare nessuna spiegazione. Cercare di ragionare o argomentare il tuo modo di lasciare la relazione autoritaria è difficile, se non impossibile. Dopo aver abbandonato un gruppo cultista, puoi ancora sentirti attirato dal calore e dell’amichevolezza della gente. Cerca di esaminare oggettivamente la trappola emozionale e per quale fine loro ti usano. Se decidi di ritornare sarà una tua decisione, ma anche una risposta alle pressioni emotive. La libertà di decidere è tua, così come quella di essere controllato.

CAPITOLO 9

LE PROPRIE VS LE ALTRUI CONVALIDE

E’ duro, come un bambino, stimare quanto bene tu abbia fatto per essere un essere umano. Come per trovare uno standard da seguire? Puoi guardare gli altri intorno a te e assumere che essi siano la norma da seguire o puoi esaminare il modo in cui essi reagiscono con approvazione o disapprovazione a cosa tu fai.

Di solito imparerai ad agire come i “modelli” che trovi nella tua famiglia, rispondendo a situazioni in una maniera simile. Se sono manipolativi, tu manipola. Se sono violenti o abusanti, tu lo sei anche. Se sono accettati ed amabili, tu sarai accettato come gli altri. Se il loro approccio ai problemi è calmo e obiettivo, tu diventi super- calmo rispetto alle avversità e ai conflitti.

La reazione di altri nella tua infanzia modifica automaticamente il tuo comportamento. Generalmente, le azioni che ricevono criticismo o rigetto sono discontinue e le azioni che ricevono attenzione favorevole ed accettazione sono rinforzate. L’apparente connessione tra le azioni all’accettazione conduce all’idea che è l’amore è condizionante, es. sarò amato nella condizione in cui io agirò in un certo mondo e otterrò un certo livello di successo, come definito dagli altri che sono i miei “modelli”.

Il comportamento che era appropriato in un gruppo famigliare dove ognuno conosceva cosa aspettarsi e agire in accordo, non è sempre appropriato o compreso in altri contesti. Altri vengono da un diverso background con un set differente di comportamenti che ci si aspetta. Ci si confonde col cancellare con altri quando le risposte appropriate o le regole di comportamento per l’accettazione non sono conosciute.

L’amore condizionato incrementa i sentimenti di stress per compiere un certo modo e molte volte uno sviluppo pauroso che l’amore sarà perso senza un più alto standard di incremento del potenziamento. Criticismo su se stessi e gli altri abbonda, mentre il prezzo è più alto da dare. La pressione è di essere “perfetti”. Presi in queste circostanze, diventiamo affamati di amore incondizionato- l’accettazione di noi stessi, anche di pensare imperfetti.

L’”amore” così profondamente desiderato diviene un’emozione piena di potere quando la si prova per esprimere il nostro amore agli altri in risposta all’amore mostrato a noi nella maniera in cui lo desideriamo senza condizioni.

Molte coppie hanno difficoltà nel comunicarsi l’amore reciproco. Ognuno può cercare fortemente di convincere l’altro che il loro amore è senza limiti ed incondizionato, ma nessuno capirebbe o riceverebbe questo amore. Nella maggior parte dei casi il coniuge esprime amore in maniera da comprenderlo. Il marito può cercare di dire “Ti amo!” attraverso l’adempimento ai compiti; ma il suo partner dice “Io ti amo! Tu ami me?” volendo la rassicurazione delle parole.

Il desiderio di amore incondizionato frequentemente viene confuso con la sessualità. Siete amabili come uomo o come donna? Quando qualcuno dice ti amo possiamo assumere che ciò ha una connotazione sessuale. Questo sentimento può essere reale o alcune volte il prodotto di una nostra fantasia romantica.

L’identità sessuale inizia molto precocemente nella vita ed è testata contro il comportamento del proprio genitore dello stesso sesso o altre figure di riferimento per trovare le azioni appropriate. Essere accettati come una persona sessuale, comunque, è uno sforzarsi confuso e minaccioso. I genitori, loro stessi confusi e ambivalenti, possono trovare difficoltoso provare un’approvazione incondizionata per l’eccitamento sessuale dei loro bambini. Dunque il bambino spesso sopprime i propri impulsi per trovare approvazione sessuale e rifugiarsi in fantasie immaginarie.

Credendo che amore incondizionato + performance significheranno dare un largo ammontare di amore con ritorno, possiamo cercare di incrementare le nostre dimostrazioni di amore per fare cose approvate. L’essere se stessi (incondizionante) è confuso come il fare come se stessi (condizionante) e le persone o il gruppo sanno come prendere vantaggi da questa fame d’amore e ruotano il controllo sopra gli altri. Utilizzando parole, gesti, espressioni tecniche appariranno alla potenziale vittima come una figura genitoriale autoritaria o come un possibile amante. Ogni forte espressione di approvazione o disapprovazione data, evoca il desiderio dei bambini di accettazione e obbedienza.

Non importa se è una forma di ricognizione affermata o rigettata a lungo. Continuamente rinforzate le loro validazioni e il potere sopra un periodo di tempo, il “genitore- amante” guadagna potere nel domandare completa obbedienza alla vittima. La vittima raggiunge un’approvazione continua dov’è stata fatta la promessa che l’approvazione sarà concessa quando lo standard desiderato dal controllore sarà acquisito.

Charles Manson utilizzò queste tecniche per reclutare le nuove seguaci donne, le stesse ragazze che hanno partecipato ai delitti Tate- LaBianca per adempiere i suoi desideri. Abile nell’utilizzare il suo talento come una misteriosa e carismatica figura paterna, ha mostrato un interesse riservato nel loro potenziale, mentre giocavano con LSD e marijuana. Susan Atkins descrisse così la sua introduzione nel gruppo:

Manson ritornò a casa e le domandò di andare a fare una passeggiata. “E arriviamo a due isolati in un’altra casa, e lui mi disse che voleva fare l’amore con me. Mi disse di togliermi i vestiti; così io in maniera disinibita mi tolsi vestiti e lì riapparve lo specchio nella camera e mi disse di specchiarmi”.

Mi chiese se avessi mai fatto l’amore con mio padre. Lo guardai e stranita dissi “no”. E lui disse: “Hai mai pensato di fare l’amore con tuo padre?” Io dissi “si”. E lui disse: “Bene, quando stai facendo l’amore, pensa nella tua testa che io sono tuo padre. E lo feci. Ed è stata una bellissima esperienza”.

Susan andò a testare, un paio di settimane dopo, che non c’erano limiti a cosa avrebbe fatto per Manson. Egli non solo aveva riempito i ruoli di genitore amante per Susan, ma quest’ultima aveva bisogno della sua continua approvazione per alleviare i suoi sentimenti incestuosi.

Nei culti “fondamentalisti cristiani” ai membri viene detto che gli uomini hanno la responsabilità, le donne sono sottomesse ed i bambini devono essere obbedienti a quelli più grandi. Le donne accetteranno il loro essere “cristiani” ed i bambini saranno puniti se non obbediranno ai loro genitori o anziani. Essi intraprenderanno la qualità dell’obbedienza ai leader che sono chiamati “Anziani”. Ogni cosa ha bisogno di essere controllata da un leader al fine di essere sicuro che le sue direzioni sono seguite correttamente.

A San Jose, un gruppo della California chiamato il “Faith Fellowship”, gli “Anziani” indottrinano le donne in un processo chiamato “diventare piccoli”. Dopo le istruzioni, loro diventano come piccoli bambini- alcuni incapaci di parlare, altri aventi pannolini. Ciò può protrarsi per diverse settimane durante le quali loro sono “ri- parentati” e pensano a come agire. Quando il processo è completo, essi sono istruiti a “diventare grandi di nuovo”.

Quando si è intrappolati nel bisogno d’amore e di approvazione da parte di una particolare persona o gruppo, è difficile riguadagnare il controllo personale, i sentimenti importanti e valevoli come individuo.

Nella vita dei “figli dei fiori” degli anni sessanta, c’era un impulso nella crescita dei tratti in comune; organizzazioni nelle quali le persone dividevano la loro vita con altri sotto maschere variabili, come il Libero Amore, religione, uso di droghe e “sopravvivenza”. Molti di questi gruppi si stabilirono in remoti siti dove le persone si univano formando comunità autosufficienti.

Alcune di queste non erano salutari ed esibivano le seguenti caratteristiche:

  • Tutte le leadership e le decisioni erano prese da una singola persona o da un consiglio a cui non era possibile appellarsi.

  • Le donne e i bambini avevano un ruolo di secondo ordine e nessuna voce in capitolo.

  • I membri erano incoraggiati a sviluppare un’identità comune, spesso assumendo nuovi nomi ed avendo uno stesso stile di abbigliamento e di pettinatura.

  • Le identità delle famiglie separate erano scoraggiate ed i bambini venivano affidati alla comunità.

  • Tutte le risorse andavano alla comunità e per il singolo ciò significava perdere tutto.

Altri svilupparono delle pratiche salutari come:

  • Il diritto di essere diversi; ogni persona veniva incoraggiata ad usare i suoi migliori e unici talenti.

  • I processi democratici di leadership, in cui tutti i membri al di sopra di una data età di maturità avevano un’uguale diritto di replica e di voto.

  • I gruppi familiari di madre, padre e bambini erano incoraggiati a vivere come sub- strutture della comunità.

  • I metodi di espressione che dissentivano e/o che apparivano in disaccordo erano comunque rispettati.

  • Le risorse finanziarie di tutti membri venivano dai loro contributi comuni e potevano essere riscosse per provvedere alla loro nuova vita nel caso di separazione.

L’identità personale è spesso legato a ciò che si possiede. Quando diamo il nostro denaro, la nostra macchina ed in certi casi anche i nostri vestiti a qualcun altro, i nostri sentimenti di chi siamo, come individuo separato, vengono trasferiti ad altri.

In alcuni gruppi c’è un cerimoniale per diventare un membro nel quale una persona non solo cede le sue proprietà al gruppo, ma riceve anche un nuovo nome, un nuovo compleanno (il giorno in cui si è nati di nuovo), vestiti speciali e un simbolo da indossare che lo identifica come un membro ed un seguace del Capo. La separazione dal passato e l’identificazione con il gruppo è compiuta. Spesso alcune reminiscenze del passato divengono ripugnanti. Il senso di un sé separato è stato messo in atto.

Molti di noi si sentono legati con il sangue ai propri genitori e agli altri membri di una naturale famiglia. Quando questi vincoli sono recisi ci si sente come se una parte di noi è persa e si ha paura di restaurare questi legami.

I bambini adottati, separati dai loro genitori, spesso cercano questo legame perduto. Anni fa una delle nostre figlie ha frequentato una chiesa dove il tema adottato era “Io sono terza!” dall’idea che Dio è il primo, gli altri sono i secondi, io sono il terzo. Certamente l’idea del mettersi al servizio degli altri è lodevole, ma se ciò è interpretato come il considerare le opinioni degli altri a scapito delle nostre, ciò è sbagliato. Se noi lasciamo decidere glia altri di quando siamo buoni o cattivi, belli o brutti, allora essi guadagnano il potere di validare chi siamo, come dobbiamo comportarci e cosa dobbiamo pensare.

CAPITOLO 10

GRANDE MONDO – PICCOLO MONDO

Ad uno spettacolo cinematografico del sabato mattina, seduto in un teatro con l’aria condizionata a guardare un film sui pionieri che sopravvivono in inverno sulle montagne, lo spettatore può essere trasportato indietro di un secolo e può provare una reale sensazione di freddo. Quando lascia il teatro, la giornata d’estate in città e le macchine moderne per un momento sembrano non reali. La realtà appena vissuta è stata creata attraverso dall’uso di una camera oscura in cui una serie di immagini e suoni sono proiettati. Le distrazioni sono ridotte e gli imput sensoriali sono controllati da una realtà artificiale.

È possibile effettuare distorsioni della realtà in molti modi. È comune avere alcune esperienze non soltanto attraverso film o televisione ma anche mentre si legge un libro, ascoltando un CD o un qualche ambiente che ricrea e controlla le informazioni del “mondo reale”.

Ogni persona è al centro del proprio mondo ed il campo è circoscritto dai limiti dell’esperienza personale. Questi limiti possono essere fisici – la casa, l’ufficio, il vicinato, la città o la nazione in cui si risiede; o dati dalle relazioni – famiglia, amici, individui, impiegati, classe sociale; o dalla loro unica esperienza interiore che include sentimenti, pensieri e memoria della storia passata.

La visione del mondo è controllata dalle prospettive individuali e ciò che è chiuso sembra famigliare in maniera più veritiera, mentre ciò che è distante è sconosciuto o sembra più strano e pauroso.

C’è un bisogno di sentirsi confortati e di essere una parte di qualcosa in cui ci si può identificare. Vivendo tra lavoro, casa, comunità e famiglia, molti possono avvertire che qualcosa è persa e che i bisogni siano cercati. A questo punto, ci si può sentire vulnerabili all’imposizione di un’identità sostitutiva, completa di nuove relazioni e di una nuova realtà.

Questi sentimenti sono particolarmente forti quando siamo oppressi da forze impersonali che sono indifferenti al nostro stato o domandano la nostra attenzione. La tentazione è di ” costruire un recinto di rancore” attorno a noi a mo di protezione, ma questo entra in conflitto con il nostro bisogno di sentirci parte di qualcosa di più grande di noi.

Pochi anni fa, avevo la responsabilità di scovare quali servizi i genitori volevano dal YMCA. Quando chiedevo “Cosa può fare Y per te?“, la risposta base era “procurare un posto sicuro per i miei bambini in cui non si è esposti ai mali del mondo“. Ciò può sembrare una meravigliosa soluzione, ma chi decide ciò che è realmente sicuro e come potrebbero essere preparati i bambini nel mondo reale?

Le nostre personali esperienze sensoriali sono ridotte dalla normale risposta umana che limita selettivamente la percezione e la consapevolezza conscia. Possiamo essere inconsapevoli delle nostre limitazioni, sinché non scopriamo suoni registrati o vediamo il ghiaccio in una foto, di cui eravamo prima inconsapevoli. Nelle famiglie bisognose è spesso di aiuto registrare le loro interazioni per prendere successivamente visione e consapevolezza conseguente. Al più piccolo, il consulente chiederà domande circa le loro esperienze per incrementare la loro consapevolezza di connessioni tra i sentimenti e le azioni.

Un approccio tipico dell’organizzazione di culto diventa il reclutamento isolato dell’informazione che può essere disponibile dalla famiglia, amici e/o comunità. Gli adepti sono invitati ad andare in centri dove sono soggiogate le credenze del gruppo, più pochi stranieri che sono stati reclutati. Se essi vanno con un amico o un membro di famiglia una scusa è ottenere la separazione dell’adepto dagli altri. È importante per lo scopo del culto che chi si trova al di fuori non sia abile nel comparare le impressioni. Di solito non è chiaro per i nuovi quali persone sono membri e quali sono probabili membri.

Le persone del Tempio apparivano essere una congregazione di famiglie, ma nella realtà divennero una collezione di individui gli uni separati dagli altri. Un gruppo, chiamato la “Commissione Pianificata” disciplinava i membri. Tutti avevano bisogno di riportare ogni violazione di regole agli altri membri. I bambini riferivano ai loro genitori ed i coniugi pesavano su tutti gli altri. Ciò isolava completamente gli individui e li intrappolava in un network di spie.

È certamente ovvio che l’isolamento esiste in un bosco, dove sopraggiunta la notte non si ha via di conoscenza di dove siamo. Cosa non è ovvio, è che lo stesso isolamento esiste in un ufficio o a casa nel centro della città, così come il solo punto di vista disponibile è quello di un gruppo

La truffa avviene un po’ per volta. Una decisione di andare a cenare per una sera è convertita in un invito per un intero fine settimana, per poi estendersi all’intera settimana. La persona è portata in un posto controllato dal gruppo. La memoria del mondo fuori provato preventivamente viene offuscata ed il nuovo mondo è visto più come la realtà.

Quando il fine del culto è portare i membri fuori dalla comunità, bisogna essere preparati a “rilasciare dalla cattività o dall’isolamento fisico”. Il supporto fisico ed il controllo delle informazioni deve essere rimpiazzato da un metodo che permette ai nuovi membri di continuare l’auto- isolamento, lontano da supporto diretto. Molti metodi di auto isolamento possono essere usati, ma sono tutti basati sull’idea che alcune informazioni contrarie alla credenza del gruppo è una trappola del nemico. Il training e il rinforzo di queste tecniche occupa una gran parte dell’agenda del gruppo durante e dopo l’indottrinamento.

L’auto-isolamento è un importante aspetto di tutti metodi di Abuso Mentale descritti nei rimanenti capitoli di questo libro. Questi includono:

  • risposte automatiche di parole e frasi che affermano la realtà del gruppo e bloccano fuori tutti i pensieri e sentimenti alternativi.

  • Screditamento della credibilità di reporter, counselor, governo e altri che possono fornire informazioni che differiscono da quelle fornite dal gruppo.

  • Imposizione della colpa personale per la debolezza di dubbi.

  • Ripetizione di attività rituali come cantare, pregare o meditare, attività che bloccano l’abilità di ascolto e di pensiero.

  • Focus su attività incessanti, non stop per non avere esperienze che esulano dal gruppo.

  • Paura dell’essere un fallimento nel gruppo e di portarvi sventura.

Le emozioni, sentimenti, pensieri e osservazione dei membri di un culto sono rivolte contro di lui per provargli di essere stato invaso da “Satana”. La sua stessa mente è rivolta contro se stesso, che non è solo separato solo dal Grande mondo fuori la realtà del gruppo, ma anche dal suo Mondo interno. Ascoltare informazioni contrarie a quelle del gruppo è visto come un qualcosa di pericoloso. I membri sono “de-programmati”. De-programmare è una parola usata per primo da Charles Manson nel 1968 per descrivere cosa faceva per il reclutamento, portando i membri lontani dal programma della società.

Più tardi, i culti hanno detto ai membri che de-programmare era un metodo violento usato da persone che volevano cercare di rompere le loro credenze. Essi hanno citato un manuale, di un professore del Seminario dell’Unificazione, che descrive la privazione di sonno, cibo, restrizioni varie, percosse come metodi di de-programmazione.

I membri erano istruiti nei passi seguenti per essere de-programmati:

  • resistenza fisica

  • resistenza mentale

  • essere d’accordo con ciò che veniva loro chiesto

  • combattere in ogni modo possibile

  • danneggiarsi abbastanza per le cure ospedaliere

  • uccidersi anziché sopravvivere.

Il primo obiettivo è scappare e ritornare alla salvezza del culto. È stato detto loro che fuori dal gruppo si può incontrare un deprogrammatore: genitore, amici, membri precedenti di culti, ministri. Come risultato i membri sono preoccupati di essere in luoghi dove possono essere vulnerabili ai de-programmatori, anche per una visita alla loro famiglia naturale.

Il prezzo è la libertà dell’esaminare punti di vista diversi e affermare la propria unicità personale. Emozioni, sentimenti, valori, pensieri ed esperienze personali sono fondamentali. Essere liberi di associarsi con persone di ogni tipo. Tutto ciò è essenziale per mantenere contatti con la realtà.

CAPITOLO 11

DOPPIO LEGAME

Crescendo molte persone imparano dall’esperienza e, per esempio, accettano una distribuzione di potere ineguale. Infatti essi cercano e si aspettano l’ineguaglianza. Come dei bambini, essi si sentono senza potere di cambiare le situazioni, di negoziare o di far fronte ai loro bisogni e desideri e vedono gli altri come aventi molto più potere e controllo. Come risultato essi sentono il bisogno di manipolare gli altri o di farsi controllare dagli altri. Nel primo caso, essi vogliono essere considerati il Capo, e nel secondo, la Vittima.

La manipolazione del Capo comincia quando egli prende una decisione senza il consenso dell’altra persona, seguito da un incremento di intensità, se la Vittima non si piega al suo volere. I passi tipici usati da un Capo sono:

  1. Il Capo dice: “Devi dimostrare di valere, se vuoi la tua strada“. Il Capo è il Giudice, così la Vittima rinuncia ad esprimere la sua opinione.

  2. Se la Vittima non è ancora d’accordo con la decisione il Capo dice: “Io ho il potere!“, così la Vittima vi rinuncia perché senza potere.

  3. Il Capo è di cattivo umore mentre aspetta che le cose abbiano fine. Indica che se la vittima lo abbandonerà egli sarà molto dispiaciuto. Ogni decisione potrà sfociare in un conflitto e potrà interessare la relazione, salvo che venga rispettato il volere del Capo.

  4. Il Capo che voleva rifiutare di cambiare la sua posizione iniziale, può considerare ogni possibile e alternativo compromesso. Il compromesso da parte del Capo vorrebbe indicare l’abdicazione del suo potere. Ciò potrebbe significare un’ammissione della sua mancanza di potere.

  5. Infine, quando tutto è fallito, minaccia violenza o sferra colpi alla vittima. Obiettivamente il Capo vince, ma a volte la relazione si sfalda con l’addio della vittima.

Mentre il Capo gestisce il suo potere come elencato sopra, come risponde la Vittima? Dacché la vittima si sente senza potere di prendere il controllo ed è frustrato, assume una posizione difensiva. Le tecniche usate dalla Vittima possono essere comparate al guerrigliero che attacca un’area sconosciuta, si ritira e ammette la responsabilità personale. I movimenti tipici della vittima possono includere:

  1. far provare un senso di colpa al Capo che fa un uso scorretto del potere e minaccia. Dimostrando come si sente una vittima, il Capo si sentirà più comprensivo.

  2. Ritorcere contro il Capo ogni punto della relazione in cui il Capo ha qualche potere, come il contraccambiare favori con sesso o denaro, o dimenticare cose come il pagare i conti, riempire il serbatoio dell’auto ecc..

  3. Distruggere i piani del Capo sottraendogli tempo ed energie in modo da deviare dall’esito originale. Alcuni utilizzano la tecnica di fare ciò che il Capo vuole all’ultimo minuto.

Molti bisogni e desideri primari come la felicità, gli affetti, il miglioramento della relazione, il prendere ciò che realmente si vuole vengono persi.

Il dottor George Bach ha coniato l’espressione crazymakingrendere folli” per descrivere il potere giocato in una relazione Padrone/ Schiavo. Racchiude il dire o il fare cose designate per guidare l’altra persona pazza. Ciò è riassunto in breve:

Quando viene dato un ordine, lo Schiavo mostra la sua indipendenza in maniera appropriata, stando attento al non ricevere un rimprovero dal Padrone. Lo Schiavo potrebbe seguire il comando tranquillamente. E’ familiare vedere bambine a cui viene detto di pulire il loro guardaroba e poi sparpagliano ogni cosa sul pavimento della stanza. “Ebbene, ho fatto cos’hai detto!”, rispondono. C’è una parte della natura umana che cerca la scappatoia quando gli altri esercitano il potere, senza dare una chance all’espressione di sentimenti reali.

Più oscuro è il mondo in cui il Padrone controlla lo Schiavo attraverso il “crazymaking” domandando obbedienza completa ed istantanea mentre vengono dati comandi conflittuali e poco chiari. Non importa come lo Schiavo risponde, è impossibile per lui evitare un rimprovero o sentirsi colpevole per non essere stato un adeguato e buono schiavo.

Un semplice esempio di comandi conflittuali è l’istruzione usata dalla High School Principal per insegnare agli studenti una lezione. Il maestro riunisce la classe nella palestra e dice di allinearsi alfabeticamente per altezza . Certamente egli ha dato un comando impossibile. Dopo un po’ di confusione, egli rassicura sul fatto che i professori non sono sempre perfetti e gli allievi devono fare delle domande su ciò che non hanno ben compreso.

Il Padrone assume una posizione dell’essere sincero e perfetto. E dacché non potrebbe dare un comando imperfetto, ogni malinteso deve essere un errore dello Schiavo. Le domande dello Schiavo sono seguite da un cattivo sguardo e/o da un rimprovero per essere stato stupido e disobbediente. Alcuni comandi conflittuali dichiararti insistentemente mancano di chiarezza.

  • Se non hai capito, non hai ascoltato abbastanza o non hai proprio ascoltato.

  • Amami, ma non farmi sentire troppo legato a te.

  • Fa ciò che dico ma non ciò che faccio.

Altre comandi conflittuali sono più ovvi, ma l’assunto è che essi sono fattibili e la scelta è data allo Schiavo. Se lo Schiavo compie una scelta per seguire solo una parte del comando o usa il sul giudizio, è sempre la scelta sbagliata.

Ogni giorno devi lavorare almeno 8 ore, fare i lavori di casa, 2 ore per studiare la Bibbia, 6 ore per reclutare persone e dormire almeno 8 ore.

Nei gruppi di culto il leader può cambiare le istruzioni. È conveniente essere un Capo vivo! Un giorno lo standard è la non violenza- il giorno successivo è armiamoci per sconfiggere il nemico; il sesso è vietato- è un’espressione di spiritualità essere attivi sessualmente.

Lo schiavo è sempre fuori bilanciamento, responsabile di ogni fallimento, non avente il tempo per sé, per dormire o associarsi agli altri ed è sempre in continua corsa.

CAPITOLO 12

FERMA IL MONDO E VA VIA

Lo stress derivato dal sovraccarico fisico e psicologico è normale in un mondo sempre in movimento ed è una routine quotidiana per ognuno di noi. Lo stress deriva da molte aree della nostra vita – compiti non terminati per via dell’eccessiva domanda degli altri e di noi stessi – sentimenti non risolti per via della rottura o della perdita di relazioni seguenti a conflitti, separazioni o morte.

Il sovraccarico di stress indebolisce la resistenza all’Abuso mentale, in più ciò è spesso deliberatamente creato per guadagnare e mantenere il controllo sulle altre persone. In aggiunta, il nostro essere è il risultato naturale di altre tecniche discusse altrove in questo libro – dipendenza, perdita dell’individualità, polarità di pensiero, doppio binario, colpa, paura e distorsione della realtà.

I risultati fisici dello stress e delle eccessive domande sono molto ovvi. Le richieste di perfezione portano ad una mancanza di tempo per dormire durante il quale è possibile un recupero mentale e fisico. Una dieta ricca di carboidrati e povera delle necessarie proteine, vitamine e minerali può essere il risultato di limitazioni dietetiche o prescrizioni rapide di un abusatore o in qualche caso dovuta ad una mancanza di denaro a sufficienza per comprare il cibo corretto.

Sebbene lo stesso fisico derivato dall’essere privati di un sonno adeguato e/o di cibo necessario restringe chiaramente l’abilità di pensiero, nell’ Abuso Mentale gli stressori psicologici sono anche più significativi. Quando vi è poco tempo per la riflessione o per la privacy, la mente può divenire sovraccarica, incapace di guadagnare la prospettiva o organizzare il pensiero. Com’è stato notato prima, molti culti impiegano tante ore di letture durante i periodi di indottrinamento. C’è un bisogno di tempi adeguati per processare le informazioni e per dare risposte alle domande, se molte nuove idee e concetti sono stati presentati una volta. Nelle situazioni di abuso mentale, il lettore dice che ci sarà un tempo successivo per le domande, ma ciò è rinviato o completamente eliminato.

  • Sebbene le letture dell’ Unificazione usualmente dicono che ci sarà tempo per le domande alla fine delle letture, esse spesso finiscono con “ispirazioni” e le persone saltano fuori con commenti sulla lettura del tipo “bene”, “meraviglioso”, “ciò ha molto senso”. La conclusione è che l’adepto non si è concentrato abbastanza oppure è stupido e per evitare l’imbarazzo la domanda non è fatta e c’è la promessa di cercare di comprendere la prossima volta.

  • Il successo nel comprendere Scientology o Dianetic è dipendente dalla conoscenza del significato di ogni parola. Lo studente è consapevole che non vi è stata comprensione si deve tornare indietro e cercare la parola non compresa. Egli è il solo responsabile, non il materiale del gruppo.

  • Il PFAL (Power For Abundant Life) che è l’indottrinamento di base per i membri della Way International, è costituito da una serie di letture di tre ore, la maggior parte video. Gli studenti sono incoraggiati non prendere appunti o fare domande sinché la serie termina e allora “essi possono chiedere ciò che sarà spiegato dopo la serie”.

  • Il Bhagwan Shree Rajneesh eccetto per il suo recente periodo di silenzio pubblico, ha dato conferenze in risposta a domande scritte dai suoi discepoli. La riunione di solito termina con un gioco. Che vorrebbe distruggere questa modalità “divertente” per porre delle domande? Il sovraccarico di informazioni può essere abbastanza per creare una condizione fortemente stressante, ma ciò potrebbe essere facilmente risolto dello stesso e ridotto se le idee fossero chiare e logiche. Il super-stress è creato dell’inserzione di un paradosso o contraddizione, nell’apprendimento, che deve essere accettato senza domande. Questo paradosso è a volte la differenza tra ciò che è detto e le azioni della persona o gruppo.

  • Apri la tua mente per un punto di vista più ampio” accompagnato dalle azioni che implicano l’accettazione di qualunque cosa essi dicono o fanno.

  • Avere del materiale in possesso o pensare per se stessi è egoista”, ma il Capo ha denaro, indipendenza e Rolls Royces.

Quando la mente sovraccaricata tenta di risolvere i paradossi raggiunge presto un punto di “esplosione di angoscia”. La normale risposta di angoscia è “combatti o scappa”; entrambe portano paura, sia l’attacco della fonte di stress, sia il cercare di scappare dagli stressori.

Il cambiamento da un individuo pensante e che non fa domande ad una persona che non pensa e assorbe tutti gli imput senza porre domande, è molto improvviso ed una persona può ripetere, parola per parola e quando non è necessario processare, l’intera informazione ricevuta. In questo stato mentale si possono ripetere completamente le informazioni e senza domande, a mo’ di registratore.

La spiegazione di Werner Erhard, fondatore e capo dell’organizzazione EST (Erhard Seminar Trainig) come illustrato dalla rivista Mother Jones (Dicembre 1987) è la migliore spiegazione di questo cambiamento.

  • La letteratura descrive un processo di diseducazione. Raccomanda “tu avrai bisogno di sapere meno per diventare qualcosa di confuso e per andare avanti contro il conoscere di più per andar avanti”.

Improvvisamente il cambiamento del sovraccarico di stress psicologico è abbastanza per produrre di comportamenti senza pensiero, ma la maggior parte dei gruppi di culto utilizzano una tecnica per lasciare a zero la mente e tenerla occupata in attività automatiche.

I rituali che sono familiari al pubblico generale e spesso usati nelle chiese o nei gruppi di auto-potenziamento per aiutare le persone, sono usati dai culti come training che serve al controllo dei propri membri. Pregare, cantare, meditare, la psico- pittografia, la visualizzazione e guida delle fantasie sono praticate sinché essi diventano una risposta abituale allo stress. Gli esercizi di non pensiero ridurranno le tensioni al punto che i membri del gruppo sperimenteranno meno stress dei non membri.

  • Nelle classi PFAL gli adepti imparano a parlare in lingua da un registratore e a prendere esempio dagli altri. Loro diventano convinti che l’inabilità di usare lingue potrebbe significare la mancanza di apertura allo “spirito santo”. Essi imparano a “pregare in lingua”, una pratica che blocca il pensiero ed il fare domande.

  • I Moonies imparano a cantare in gruppi, richiamando in supporto “lo spirito del mondo” per sconfiggere i loro nemici internamente ed esternamente. Eventualmente ciò sarà dato automaticamente da individui in ordine di guadagno della forza di cui hanno bisogno per contrastare la loro personale debolezza.

  • Similarmente, i membri della Chiesa Universale e Trionfante usano un conto rituale rapido chiamato sentenza in cui si appellano al Padrone Ascendente per avere protezione, comprensione e forza.

  • I seguaci della Missione della Divina Luce praticano la perdita di tutte le sensazioni e i pensieri, attraverso un metodo meditativo designato per produrre uno stato di perfetta felicità. Ciò viene dalla rimozione di distrazioni esterne di luce e suono.

  • I benefici rilassanti dalla Meditazione Trascendentale abbondano, ma coloro i quali prolungano la pratica talvolta dimostrano una memoria di un pensiero diminuito. Nessuna situazione piena di stress può sorgere in comportamenti meditativi.

  • I membri dello Yogi Bahan’s Happy e del Holy Organization praticano uno yoga attraverso il quale raggiungono uno stato di unicità.

Perché ci siano dei benefici, sia positivi che pericolosi, in qualche rituale il loro uso potrebbe essere valutato in contesti con altre pratiche e mediante l’incoraggiamento di dati comportamenti. Se c’è rilassamento, la consapevolezza aumenta e migliora la funzionalità come individuo autonomo ed i benefici possono essere minori dei rischi. D’altro lato, se c’è una suggestionabilità della mente, il pericolo di un rituale può essere serio.

Nota: la giovane donna riportata sulla copertina di questo libro può sperimentare benefici di un’aumentata consapevolezza e rilassamento o il pericolo di uno “spazzare via la mente”. La differenza tra salute e abuso non può essere scoperta dall’esame dell’apparenza esterna.

Il modo salutare e di aiuto per tenere testa allo stress eccessivo fisico e mentale include:

  • sonno sufficiente, riposo ed esercizio.

  • Dieta ben bilanciata con proteine, vitamine e minerali.

  • Tempo per la privacy e la riflessione per prendere coscienza della propria realtà personale.

  • Moderato uso della meditazione o esercizi di rilassamento.

  • Domandare un’opportunità per avere chiarificazioni sulle informazioni confuse e paradossali.

Ricorda, tu sei importante e hai il diritto di non essere abusato o manipolato in trappole di non- pensiero. Incrementando lo stress fisico, emotivo e mentale raramente giungerai al miglioramento personale.

CAPITOLO 13

IL POSITIVO PUO’ ESSERE BUONO, MA IL NEGATIVO NON LO E’

Una delle più popolari canzoni di quarant’anni fa diceva “Accentua il positivo, elimina il negativo“, ed uno dei libri più popolari era “Il potere del pensiero positivo“. Sin da quel momento, si è creduto che i problemi potevano essere risolti grazie al pensiero positivo o assumendo un comportamento positivo.

C’è molto da dire in merito ai comportamenti positivi. Possiamo raggiungere un miglior potenziale se siamo positivi, anche in relazione alle conseguenze delle nostre decisioni o azioni. Quando neghiamo di avere problemi o assumiamo che essi si risolveranno, vediamo solo le cose positive della nostra vita, così ci rilassiamo e le cose non appaiono così brutte.

La “preghiera rasserenante” è stata un ottimo aiuto per milioni di persone, inclusi i membri degli alcolisti anonimi, per i quali è diventato un credo virtuale.

Dio concedimi la serenità

di accettare le cose che non posso cambiare

incoraggiami a modificare le cose che posso

e il giudizio di conoscere le differenze.

Quando le cose sono poste in prospettiva e accettiamo le nostre limitazioni, le cose buone spesso accadono perché siamo più rilassati e diretti. L’abilità di applicare le nostre forze, così come il combattere la nostra debolezza, incrementa la nostra produttività.

In alcuni casi “eliminare il negativo” può avere le stesse qualità della fede ceca. Credere positivamente crea un’apertura alla manipolazione da parte degli abusatori della mente ad usare parole familiari come un modo per tenere bassa la guardia. In più, se noi non possiamo eliminare completamente la negatività, siamo consapevoli di non averci provato abbastanza.

L’indottrinamento dei culti spesso comincia nel punto in cui un leader dice qualcosa come “liberatevi dalle vostre negatività e pensate positivamente“. Il significato della parola “positivo” è “non avere dubbi”. Pensieri e sentimenti diversi da questi fanno diventare il leader “negativo”. In alcuni gruppi pseudo- religiosi il negativo è identificato con l’influenza di Satana. “Satana è la forza anti- Dio che può avere conseguenze. Combattere un negativo è più facile per motivare a vedere qualcosa come positivo”.

Satana è il nemico; chiunque non crede- amici, famiglia, governo, chiese, e anche la parte che non accetta totalmente il credo. “Il nemico cerca di creare dubbi e mina ciò che vuole il leader. Satana è ovunque, inclusa una parte negativa di ogni membro. Avere bisogno di dimostrare di essere un perfetto credente significa sopprimere o negare l’influenza satanica. Ognuno può imparare a reprimere i pensieri e i sentimenti “negativi”.

Il metodo più facile per sopprimere o negare ogni pensiero e sentimento è una forma di auto- ipnosi. Questa è famigliare a tutti come un metodo di rilassamento, smettere di fumare o superare la paura di volare. Il processo è basato sul rimpiazzo dello stress o della paura con uno stato di affermazione positiva. Una frase che viene usata enfatizza un’alternativa realistica accettabile per un sentimento auto- distruttivo non realistico e stimolante.

E’ una tecnica molto efficace quando viene applicata con la comprensione che ciò cambia i pensieri interni al fine di ridurre una condizione fisica non desiderabile. Ciò deve essere anche indotto sotto uno specifico contratto tra ipnotizzatore e ipnotizzato.

Comunque, è molto pericoloso utilizzare alcune tecniche di auto- ipnosi come una perdita di pensieri e sentimenti essenziali per valutare la realtà di una situazione. Se non sei aperto a nuove idee o fatti che contraddicono preventivamente raggiungi delle conclusioni; non c’è nulla da rivalutare. Usare affermazioni (autoipnosi) per ignorare i segnali di pericolo conduce ad una situazione di abuso mentale dalla quale è impossibile uscire senza aiuto. Se un reale danno è negato, è possibile essere colpiti. Alcuni esempi possono essere:

  • la persona che dice di sentirsi in salute e continua a fumare, sigarette, pipe o marijuana, dopo aver letto le controindicazioni esplicite della Società Americana contro il cancro.

  • L’adolescente che sta di essere al top della sua forma fisica e niente può colpirlo, e rifiuta di indossare un cappotto per proteggersi dal freddo.

  • La giovane coppia innamorata che crede che dopo il matrimonio ogni cosa sarà bella e loro vivranno felicemente ignorando le differenze.

I membri del culto molto frequentemente usano lo stato auto- ipnotico quando si confrontano con argomenti che minano l’insegnamento del culto. La risposta automatica, quando si scontra con la possibilità di dubbio, è negare l’esistenza di qualche imperfezione del culto. La mente diviene chiusa al pensiero indipendente o all’analisi critica. Ciò è provocato da rituali di culto nella forma di canto, preghiera, meditazione o i truismi ripetuti dal culto, con sentimenti di colpa personale per la mancanza di forza nel resistere alle “Origini di dubbio di Satana”.

I membri dei culti precedenti hanno frequentemente detto di qualcuno che cercava di rubare il loro denaro mentre venivano venduti prodotti del culto. Il ladro vorrebbe ficcare un’arma nelle loro costole e domandare che rovescino la cassa o altro. In ogni caso, la loro risposta era che il denaro è del leader o di Dio e i membri preferirebbero morire anziché sopravvivere. Fortunatamente, per il membro del culto, in ciascuno di questi casi, qualcosa è accaduto che previene il ladro dal commettere la sua minaccia, ma non c’è modo di conoscere quanto spesso storie simili finiscano in violenza o morte.

Il motto “Prendi il 100%” si accoppia con “fede ceca” e permette ai lavoratori di Moonie di guidare ad alta velocità per le strade della città, non avendo mai paura dei pericoli. Quando vanno in strade sconosciute, corrono di posto in posto cercando di vendere i loro prodotti sapendo che devono dare tutto. Canzoni come “Choo choo chooo, yeah yeah…” li portano a compiere i lavori del “Padre” senza domande o dubbi.

Altri per guarire le loro malattie utilizzano preghiere e fede in Dio, rifiutando di accettare medicine o cure mediche. Sebbene un’attitudine positiva può avere un potere curativo, ciò non dovrebbe escludere altre soluzioni. Alcuni credono che la loro convinzione è una conseguenza dei loro peccati e cercano di ridurre sentimenti di colpa incrementando l’evidenza della loro fede.

Il seguente divertente ma spaventoso incidente, ci è stato raccontato da una coppia di mezza età di una piccola città dell’Oregon. Essi hanno ricevuto una visita di un membro della Famiglia di Cristo. La Famiglia di Cristo è un gruppo nomade di giovani persone abbigliate in vesti bianche come i primi cristiani e guidati da tre condizioni: no al sesso, no all’omicidio e no al materialismo. Essi viaggiano perlopiù in gruppi di due o tre, indossando scarpe di cuoio, il tutto credendo che Dio li proteggerà e provvederà a loro.

Questa coppia viveva in una piccola casa recintata, con la scritta “attenti al cane” riferita ad un doberman, pericoloso per chiunque non fosse della famiglia. In questo giorno particolare, essi udirono il cane abbaiare e si sorpresero di sentire bussare alla porta. Dopo aver aperto, si trovarono dinanzi un giovane uomo tutto in bianco e con stupore il cane era sull’uscio della sua casetta. Esprimendo il loro imbarazzo al permesso che il cane aveva dato al giovane uomo di entrare nel recinto, essi dissero: “Come è arrivato qui?” Egli calmo rispose “Non preoccupatevi, il cane mi ha detto di essere vegetariano“. La sua affermazione razionale copriva ogni paura per il cane, e fortunatamente le sue azioni di confidenza hanno comunicato un potere, che il cane ha preso come rispetto. C’è molto da guadagnare attraverso il comportamento positivo, pensiero positivo, fede e auto- ipnosi ma il pericolo di escludere la realtà, nel nome della negatività, deve anche essere riconosciuto.

I pericoli che vengono dal rifiutare le conoscenze di nuove informazioni, che potrebbe pregiudicare una decisione a priori, devono essere considerati. La negazione di rischi fisici è avventata. Rinunciando o ignorando i sentimenti negativi si va in confusione e così si perde ogni tipo di sentimento naturale e deprivazione delle piene dimensioni di personalità. Molti fatti, idee, pensieri sentimenti, esperienze cadono in una vasta area tra la bontà assoluta e il male assoluto. Occorre riconoscere le differenze individuali, la creatività, le opportunità direzionali, la libertà di cambiamento dell’essere compatibili con gli altri, il rispetto al valore e ad interessi differenti.

Valutare tutti gli esperti di ogni situazione, utilizzare la prima mossa di informazione per risorse di solito porta a decisioni e conseguenze più appropriate ai nostri reali bisogni e desideri. Il positivo può essere buono, ma venire in contatto con la realtà richiede far fronte a tutte le possibili varietà.

 

 

CAPITOLO 14

COLPA, CHI NE HA BISOGNO?

Ognuno di noi conosce molto di se stesso rispetto a chiunque altro al mondo. Cosa conosciamo degli altri è il loro lato pubblico, la parte che essi vogliono rendere pubblica. Quando la parte privata cerca di competere con l’immagine pubblica degli altri, ci sentiamo inadeguati o colpevoli di essere meno “normali”. Molti di noi credono di poter essere buoni come gli altri, in molte aree della vita, anche pensando di sapere che siamo unici e speciali. Quando misuriamo noi stessi sugli altri, è facile concludere che abbiamo cercato fortemente di poter essere buoni come essi sono. Molte coppie sono disturbate dal fatto che hanno disaccordi e non sono sempre innamorati. Esse nutrono delle aspettative circa l’essere perfetti come gli altri che osservano. Molti credono che le relazioni tra vicini sia perfetta e la loro è imperfetta. La conclusione ovvia è che ci deve essere qualcosa di sbagliato in loro come persone.

La tendenza è di indugiare, nella nostra mente, alla nostra debolezza o imperfezione. La forza e il talento che noi abbiamo sono accettati e vengono esternati dalla nostra mente come esseri ordinari. Credendo che il miglioramento viene dalla riduzione della propria debolezza, ignoriamo l’esistenza delle nostre forze. Forse ci sentiamo incompleti e inadeguati. Costruendo questi sentimenti di colpa derivati dall’essere imperfetti, il Capo può guadagnare un vantaggio nel dirigere la Vittima all’incontro di uno standard assoluto di perfezione che è impossibile da conseguire. Il sacrificio è il raggiungimento di una perfezione assoluta, il miglior sentimento di inadeguatezza e colpa per non aver cercato abbastanza. Un particolare standard comunemente usato dai Capi è l’idea che i sentimenti sono azioni morali per i quali ognuno è responsabile. L’esperienza di sentimenti negativi come dubbio, paura, tristezza o altri sentimenti inaccettabili dal gruppo o dal Capo, è vista come un fallimento. Nella nostra società una persona che sperimenta l’emozione negativa di paura spesso sopprimere l’espressione direttamente agli altri e girandola all’interno, avendo paura di essere considerato deboli. Ciò determina il “colpire se stessi” con la colpa.

Sperimentare paura, tristezza o dubbio non è giusto o sbagliato, ma è la risposta può essere appropriata o inappropriata.

Altri esempi di colpa che producono modelli sono:

  • la persona non è la sola responsabile per le conseguenze delle sue azioni, ma anche di tutto quello che accade nella sua vita.

  • Ci deve essere totale sopravvivenza alla leadership del gruppo e sacrificio per il fine del gruppo stessa e della sua sopravvivenza.

  • Ogni pensiero o sentimento per sé o desiderio di conforto o di possesso materiale è egoismo.

Il segreto nel controllare gli altri attraverso l’induzione di colpa è nel richiedere perfezione assoluta. In situazioni diverse, a volte anche in momenti diversi entro lo stesso gruppo, le richieste di perfezione devono essere esattamente opposte.

Il sesso è un aspetto umano difficile per molte persone da maneggiare; è la prima area di manipolazione della colpa. Vediamo i due estremi comuni nei gruppi di culto:

  • in alcuni gruppi ogni sentimento sessuale, attrazione e desiderio è negato ed è un segno di debolezza. Non devono essere rivelati agli altri i comportamenti sessuali. Allo stesso tempo, le attività del gruppo o le situazioni di vita possono promuovere sentimenti che devono essere cancellati.

  • In altri gruppi, l’attività sessuale è vista con una prova per dimostrare a Dio l’amore per gli altri, anche per i bambini o perché ogni membro ha responsabilità per incontrare i bisogni degli altri quando lo richiedono, inclusi i bisogni sessuali, come normale bisogno della persona.

Raggiungere la perfezione assoluta è impossibile, se la persona non può accettare se stesso come un essere umano imperfetto; allora egli deve sopportare il punto di vista del Capo di debolezza e di colpa. Alleviare dalla colpa può accadere solo se c’è dimenticanza e accettazione da parte del Capo che è già perfetto o il modello è cambiato ad un livello più realistico.

Il modello è determinato dal Capo che è già perfetto, giacché niente può essere sbagliato ed aggiunge condizioni per sopportare il suo controllo ed incontrare i suoi bisogni.

Il solo sollievo dalla colpa, imposto da un Modello di Assoluta Perfezione in organizzazioni cultiste è di cercare di reclutare più membri, raggiungere o contribuire a racimolare più denaro, fare rituali per molte ore o, come minimo, essere obbediente ai desideri del Capo. Queste condizioni aggiungono molta pressione e più opportunità per fallire. Il fallimento porta più colpa e più sforzi per essere assolutamente perfetti. Questo ciclo produce una buona quantità di energia continua, che può anche essere usata dal Capo per guadagnare personalmente più controllo.

 

CAPITOLO 15

ESPIARE LE PROPRIE COLPE PUO’ ESSERE UN AFFARE SERIO

Condividere sentimenti, pensieri, esperienze e idee con gli altri ci aiuta come persone. Quando ciò è operato mutualmente in maniera aperta e onesta senza manipolazione, la reale intimità è una rara e ricercata esperienza per la maggior parte delle persone. È un passo attraverso la vera amicizia, il prendersi cura di qualcun altro e l’amore incondizionato.

Quando qualcuno mostra interesse verso di noi o dimostra un bisogno di condividere se stesso, è naturale che il volere sia reciproco. Il mondo può sembrare impersonale e incurante, cosicché la possibilità di condividere qualcosa con qualcuno che ci ascolterà sarà una rara opportunità.

In un gruppo più ampio, possiamo essere timorosi o reticenti nel parlare di noi stessi, ma se ciò rientra nei comportamenti approvati potrebbe essere più imbarazzante resistere alla pressione del gruppo. I non- partecipanti possono essere accusati di egoismo o di rigettare l’apertura degli altri.

Nella terapia di couseling o di gruppo, ci si aspetta che il paziente condivida i suoi profondi segreti e l’esperienza del passato. Infatti, spesso si afferma che parlare agli altri di sé riduce le difficoltà o le cancella.

Alcune chiese incoraggiano la confessione dei peccati o di sentimenti di colpa come un preludio della dimenticanza personale. Il fulcro è nel confessore; nessuna registrazione deve essere fatta di queste informazioni personali ed egli è protetto dalla legge nel caso usi questa informazione in ogni altra maniera.

La risoluzione dei sentimenti irrisolti o conflittuali aiuterà a ridurre lo stress, così come già indicato nel capitolo 12. In un setting responsabile, espiare le proprie colpe può essere d’aiuto per il supporto alla promozione del proprio benessere.

Condividere e confessare non è sempre benefico e protettivo. L’abuso può venire dagli altri che si pongono come veri amici, couselor responsabili per guadagnare il controllo. Ciò può essere un elemento chiave nell’abuso mentale, quando gli altri sono concentrati nell’imparare ed enfatizzano le colpe del confessore.

Le organizzazioni di culto incoraggiano a condividere e confessare sotto maschere diverse:

Nell’organizzazione dell’Unificazione è facile incontrare piccoli gruppi dove gli adepti sono incoraggiati a procurarsi “testimoni”, condividere i problemi e le colpe per chi desidera l’aiuto degli altri. I membri che vi si dedicano, il cui ruolo è sconosciuto gli adepti, sono esempi di partecipazione stimolata. I membri scrivono giornalmente sul loro “giornale” i loro pensieri, dubbi e desideri che sono condivisi a turno con o letti dal Capo.

I gruppi di crescita come Synanon operano su una regola base secondo cui chiunque deve condividere i suoi sentimenti personali, esperienze, pensieri e impressioni al gruppo come dimostrazione della sua accettazione degli altri. I membri hanno timore di rigetto sinché essi non condividono apertamente e volentieri i loro sentimenti.

Scientology(Dianetics) è basata sul processo di verifica per svelare gli engrammi (blocchi emotivi) risultanti dagli eventi drammatici del passato. La persona verifica in base a due possibilità connesse al “E metro” che funge da semplice detector o macchina di biofeedback. Il verificante guarda il metro mentre il soggetto risponde alle domande. In questo modo il soggetto può confessare inconsciamente eventi del passato come dell’infanzia o di vite precedenti, identificate come vere dal “E metro”.

Il People’s Temple era un esempio di un gruppo che domandava la confessione di crimini contro il gruppo o le sue “leggi morali”. La Planning Commision pone in giuramento i membri. Chiunque dia indicazioni di ribellione può essere accusato e punito sinché la colpa non sia stata ammessa di fronte al gruppo.

La confessione pubblica ha un impatto multiplo sulla persona abusata.

Una di queste è che l’informazione ottenuta può essere usata in ogni momento per manipolare le colpe e le paure dell’individuo. Tutti i provocatori sono stati ottenuti e il Capo ha bisogno solo di premere il bottone.

Un’altra è la distorsione della realtà. La persona dà la sua testimonianza sempre e sempre di più. L’incoraggiamento è dato da rendere l’avvenimento più drammatico dell’ultima volta e aggiunge molte informazioni che supportano il punto di vista del gruppo. La memoria di vita prima dell’incontro con il gruppo diviene più confusa e le storie confessate appaiono più reali, così che essa riscrive la sua storia personale.

  • La persona che proviene da una famiglia amorevole finirà col credere che i propri genitori erano abusanti e privi di amore. Un’altra che era più forte e indipendente si crederà più debole e dipendente.

  • Gli “antichi” Scientologist credevano nell’esistenza di vite precedenti rivelate attraverso la verifica. Una persona era stata il comandante di una navicella spaziale che aveva infettato il pianeta con un virus letale, uccidendo l’intera popolazione. Un altro era stato tutti i personaggi della storia biblica- Adamo, Mosè, Davide e Gesù Cristo che è morto in croce per tutti i suoi peccati.

In ultima analisi, c’è un effetto che può essere chiamato la diffusione dell’Ego confine. Quando ogni cosa è personale e privata, le colpe, le ansie, le paure, i desideri, i sogni, i segreti che sono stati condivisi con altre persone del gruppo romperanno il senso dell’identità separata. Gli altri ora possiedono anche questi sentimenti, idee ed esperienze. Gian tremendo sentimento di chiusura è un trasferimento del senso di sé e confidenti. C’è un tremendo sentimento di chiusura e di trasferimento del senso del sé ai confidenti. E’ come se loro sono te e tu sei loro. Comunque, nessuna linea di demarcazione esiste per definire l’individualità ed è pericoloso per il proprio Io.

CAPITOLO 16

PENSARE IN PAROLE E IMMAGINI

Uno dei nostri figli, all’età di 4 o 5 anni, fece un’osservazione molto profonda. Disse che egli amava i suoi sogni più del vedere la televisione in bianco e nero perché i sogni erano a colori e molto più realistici. I sogni di cui riferiva come esperienze artistiche erano pensieri del suo subconscio, completi con i sentimenti ad essi accompagnati.

Le immagini nella mente ricreavano l’intera esperienza in risposta allo stimolo esterno. Una connessione era fatta tra il presente e cosa accadeva in precedenti simili situazioni. Questo è il livello base di pensiero basato sull’assunto di una relazione causa- effetto.

Tutte le persone inizialmente includono tutti loro sensi nei pensieri pittorici, ma molti avranno eventualmente il senso predominante. Il processo di pensiero per alcune persone fa affidamento molto su suoni (verbali), altri sulla vista (visuale), e altri sulle tensioni muscolari (sentimenti). Il senso predominante avrà un effetto incrementale su come essi sperimentano e organizzano i loro pensieri del mondo.

Una sensazione del mondo del bambino è uno dei sentimenti. I buoni sentimenti sono l’essere nutrito, confortato. I cattivi sentimenti sono il panico, la fame e la paura. Un bambino che ha cattivi sentimenti esprime il suo sconforto immediatamente piangendo e strillando. Il pensiero non si è evoluto. La risposta dei sentimenti è automatica. Quando qualcuno risponde togliendo il sentimento cattivo, il bambino si sente accudito e amato. Se qualcuno risponde con indifferenza o abuso, il bambino si sente non accettato e frustrato. Gradualmente il bambino impara a connettere il modo per esprimere il suo sconforto con l’ottenimento del risultato desiderato. Se l’espressione non dà la giusta risposta la conseguenza o l’acting out può essere appropriato. Un’associazione può essere fatta tra sentimento, espressione e risposta. Il comportamento è stato modificato.

Quando la consapevolezza del bambino si sviluppa, le connessioni tra vista, suoni, tatto e olfatto sono costruite assieme al potenziale per sentimenti positivi e negativi. Queste immagini possono ora generare il sentimento appropriato rispetto all’attuale conforto o sconforto. Queste immagini sensoriali hanno inizio in un tipo di pensiero primitivo. Una connessione è fatta tra l’input sensoriale ed una esperienza simile, accompagnata dal sentimento relativo.

Sebbene il pensiero pittorico è molto reale per l’individuo, molto difficilmente lo si comunica ad un’altra persona. Per parole comunicate, scritte o dette, sono imparate come simboli che rappresentano l’immagine. Alcune sono molto precise e verificabili, come tavolo o sedia, ma altre sono più astratte, come amore o Dio.

L’immagine nella mente è molto specifica, ma le parole sono molto generali. Quando la parola casa è menzionata, un’immagine appare in mente di una bianca casa con un campo da tennis, piscina o qualcosa di familiare del passato. Ogni persona ha una diversa immagine nella propria mente.

Le parole sono usate a livelli differenti. Il concetto di posto da molto specifico a molto generale include il posto dove si vive, la città, lo Stato, la nazione, il mondo, l’universo, senza una chiarezza del concetto, e l’immagine di riferimento cambierà.

La parola rappresenta l’immagine ricordata, simile ad una precoce esperienza o alla descrizione di un’altra persona. Ciò sostituisce l’attuale situazione. La parola definisce l’esperienza. Ascoltando una parola o una serie di parole possiamo stimolare il richiamo di immagini come una sensazione diretta. La parola o frase può creare il sentimento e dà inizio alla risposta come è accaduto con l’esperienza d’origine.

La realtà espressa dalle parole cambia rapidamente quando esse sono continuamente rinforzate. La vittima può dire a chiunque “io abito con mio fratello e le mie sorelle in una famiglia voluta da mio padre” senza sapere che essa si riferisce alla United Family o ad un’organizzazione simile.

È anche più facile distorcere significati di parole che hanno un significato molto astratto. Parole come amore, pace, libertà, lavoro, etica, ragione o Dio. Queste sono di solito usate e definite con una storia pittorica che sembra più reale dell’idea inesatta che ha precedentemente una persona.

Usando me stesso come esempio, quando qualcuno dice una parola comune come chiesa, famiglia, genitori, è assunto che gli sta attribuendo lo stesso significato che ho nella mia mente, ma se io penso alla mia famiglia d’ infanzia e l’altro indica un gruppo di persone che vivono insieme, non ci troviamo d’accordo. Se accetto la differenza, io trasferisco tutto il significato positivo, emotivo a questa parola. Ho generalizzato la parola ad un livello più alto di concetto senza definire il cambiamento.

Nei gruppi di culto un vero cambiamento ha luogo in base ai desideri del Capo che è l’ultima autorità. Spesso egli sarà inizialmente guardato come l’unico comunicatore o interprete di Dio, ma successivamente egli parlerà per conto di Dio. Infatti, egli è Dio e eventualmente superiore a Dio, come colui che dice a Dio cosa fare. Il primo di questi graduali cambiamenti ha preso luogo in parole comuni, ed una base è stata stabilita per linguaggi più specifici. Ora una set di parole poco familiari è sviluppato per essere usato dai membri del culto. Molti utilizzano un tipo di gergo scientifico. Le parole sono usate per spiegare la teoria che demistifica la maniera speciale in cui il culto rivendica il possesso. Usare le nuove parole produce una chiusura ai concetti del culto. La soluzione non può essere trovata senza usare la lingua del culto. Pensare il significato della parola scaccia tutte le idee alternative.

In un gruppo del culto lo stesso linguaggio accomuna le persone. Essi capiscono gli altri e si sentono separati dalle persone esterne che non li comprendono, perché essi pensano che le parole abbiano un significato differente.

L’isolamento dei non- membri è così rinforzato senza il bisogno di muri.

CAPITOLO 17

QUANDO LA LOGICA NON E’ UN FATTO

C’è bisogno di organizzare la nostra esperienza in un certo ordine per darle senso. Un ordine che non solo spieghi ciò che sta accadendo, ma ci aiuti a capire che cosa possa accadere nel futuro. Questa conseguenza inevitabile prende interpretazione dalle parole che ascoltiamo, le azioni che vediamo ed i sentimenti che proviamo.

L’esperienza della scuola pubblica nel mezzo- Ventesimo secolo in America incoraggiava l’applicazione della scienza logica per spiegare tutti i fenomeni. Sebbene i dati in cui la logica è stata applicata sia reale, le conclusioni possono essere false. Se la conclusione è usata di nuovo come un fatto su cui basare il pensiero logico, allora tutte le conclusioni potrebbero anche essere per la maggior parte fallimentari.

E eventualmente queste false conclusioni possono diventare fermamente fissate nella nostra ragione, e anche di fronte a un dato contraddittorio esse rimangono non testate e la persona nega la verità di un nuovo dato sinché si rinuncia alla conclusione. È divertente come poche persone abbiano esercitato il loro pensiero logico per testare la validità di dati o conclusioni. Attraverso una falsa logica di sistema di un manipolatore, essi possono convincersi che il nero è bianco e che il giorno è la notte. La maggior parte delle organizzazioni di culto richiedono accettazione alle dottrine e credenze attraverso la fede. Comunque, il vero passo di solito è convincere gli adepti che la logica scientifica può essere usata per provare la loro validità.

Molte organizzazioni cultiste indicano che loro sono una chiesa o organizzazioni religiose nel loro titolo, ma aggiungono sottotitoli che impiegano una base scientifico di ricerca. Alcuni esempi tipici sono:

  • La chiesa di Scientology – Chiesa di scienza?

  • L’organizzazione Dianetics – “La moderna scienza della salute mentale”

  • Eckankar – “La scienza antica del Viaggio dell’Anima sempre di Scientology”

  • Una organizzazione della Chiesa Unificata è la CARP

  • The Way International – “Una ricerca biblica e di insegnamento”

  • La Chiesa Universale e Trionfante – “Summit University”

Cercando di provvedere ad uno status speciale e credibile agli occhi dei membri, molte delle organizzazioni di culto conferiscono ai loro leader titoli e gradi come ministri, consulenti, trainers ecc.. La qualificazione ed il training è esclusivo del gruppo, dei loro metodi e credenze.

  • Un giovane uomo da una città piccola e rurale nello stato di Washington andò ad un “piacevole week-end” in Spokane e ritornò il Lunedì come ministro.

  • Il RIMU (Rajneesh International Meditation University) dà gradi ai suoi studenti.

Le organizzazioni dei culti inizialmente danno l’apparenza di una scuola con proposte di indottrinamento. Gli adepti si siedono come gli studenti nelle aule, di fronte ad un Capo che spesso usa una lavagna e parla con la sincerità e la logica di un’insegnante di scienza. In questo setting l’autorità di un Capo- insegnante è facilmente accettata. Le letture sono frequentemente utilizzate per dare l’apparenza di una scuola. Ogni sforzo serve a creare negli adepti il sentimento che essi sono studenti. Per alcuni adepti, ciò può essere attribuito all’accettazione tacita delle opinioni e a ragionamenti degli insegnanti. La base dell’abuso mentale è primariamente obbedienza al Capo e falsificazione della cultura di esso. Esso è descritto in un modo che lo rende pieno di conoscenza e moralità, dotato di speciali abilità che gli conferiscono tutto il potere. Il ragionamento tipico del gruppo comincia con la premessa che bisogna accettare in fede, ovviamente senza obiezioni.

Letture della preghiera – la premessa è “Dio è infelice perché lo abbiamo colpito”. Seguono diverse ore di lettura con l’uso di pseudo- scienze come la numerologia, l’astrologia per giungere alla conclusione che “Occorre lavorare fortemente per mettere fine alle sofferenze di Dio e alle sofferenze del mondo”.

I seguenti errori di logica possono essere usati in maniera intenzionale o come propaganda del controllo del pensiero per supportare una decisione, già contenuta nella premessa.

  1. Sotto- generalizzazione - saltare alle conclusioni di un ridotto numero di casi. Usare uno più specifico concetto implica l’uso di un concetto più generale.

-Nelle guerre l’aggressore perde sempre, se invece attiriamo l’attacco saremo certi di vincere- Sum Myung Moon

  1. Causa & effetto – Se B segue a A, allora B è il risultato di A.

-Persone che sono state deprogrammate parlano tutte contro il gruppo del quale facevano parte, pur essendo stati simili al gruppo stesso-

-Nel mondo democratico vigono le regole di maggioranza. Nel mio caso solo una minoranza dice che Io sono dalla parte di Dio. La maggioranza dice: “No, egli è dalla parte di Satana”. A chi dobbiamo credere? Noi dobbiamo imparare una nuova regola democratica: una minoranza più Dio è una maggioranza! Finché avremo Dio dalla nostra parte, saremo la maggioranza- Sum Myung Moon

-Almeno il 50% di tutti coloro che hanno tentato il suicidio hanno avuto dei contatti psichiatrici-(Dicendo che quella è la causa del suicidio)- Scientology

  1. Generalizzare una conseguenza in una catastrofe.

-I membri che lasciano non sono protetti dal potere di Satana e moriranno o perderanno le loro menti. I membri infedeli al gruppo causano danno nel diventare infedeli-

  1. Andare sul personale - Attaccare il carattere della persona, non l’esito.

-Coloro che parlano contro di noi sono giudicati bigotti-

  1. Tu sei altro – dire che gli sbagli sono umani, ma i nostri sono diabolici.

-Il gruppo o il capo non può essere sbagliato, e qualsiasi membro che ha dubbi è sotto l’influenza di Satana, ed è una persona repressa o un potenziale criminale-

  1. I santi uomini non possono essere sbagliati – Appellarsi all’autorità fuori dal contesto.

-Fare riferimento al libro dell’autorità, es. alla Bibbia. In molti casi, un membro di culto cita un testo biblico e senza citare le parole, assume che lui si è procurato una risposta-

  1. Prova di figure – Facendo proiezioni generalizzate e approssimazioni precise-lasciare il non so chiedendo risultati dai dati soggettivi-

-Il programma Narconon fondato sui principi di L. Ron Hubbard, vanta l’ 86% di successo-

-La maggior parte delle organizzazioni di culto esagerano le loro stesse figure membriche-

  1. Attirare la massa – “Loro dicono__” attirando il pregiudizio della massa con slogan-

-La maggior parte degli uomini sono “animali” e le donne sono “la personificazione del male e la tentazione”- Roy Masters

  1. Colpa dell’Associazione – Sostenere gli individui responsabili per le azioni degli altri. Assumere che essi controllano gli altri senza prove-

-Risorse di materiali compilate da Herbert Richardson, un professore al Seminario dell’Unificazione Teologica, per una Conferenza di deprogrammazione, inclusa una Tabella mostrante che il deprogrammatore Ted Patrick era dietro tutti i gruppi di consapevolezza USA-

  1. Dibattere in circolo – Usare una conclusione nella premessa-

-Noi siamo la sola via di conoscenza per un mondo migliore. Un criminale è qualcuno che è contro un mondo migliore. Chiunque non è in nostro supporto è un criminale-

  1. Verità auto- evidenti

-Tutti i ministri sono in nostro supporto- Mose Durst, Presidente dell’Unificazione

  1. Bianco o nero – Forzare l’esito in due possibilità

-Se tu non sei come noi, sei contro di noi-

La propaganda interna è diretta ad influenzare la membership. La propaganda esterna è usata per influenzare il resto del mondo. L’esito a lungo termine rimane in dubbio.

Le tecniche di propaganda diretta primariamente ai membri includono:

  • Il fine giustifica i mezzi

  • Trovare il capro espiatorio & l’eroe

  • Creare martiri

  • Usare la Grande Bugia, simboli non verbali e doppio linguaggio

  • Rispondere criticamente “E’ un complotto!”

  • Stare costantemente in offensiva.

La propaganda che è diretta all’esterno usa una struttura organizzativa che può apparire come separa dal gruppo, e impiega una comunicazione pepata con parole sussurrate e disinformazione.

La propaganda particolarmente aggressiva impiega INGANNI SPORCHI. La seguente lista parziale di azioni degli scientologist fu scoperta tra i materiali sequestrati nel 1979:

  • Falsità, infiltrazione con falso ID ed organizzazioni segrete.

  • Assassinio dei nemici, minacce ai vicini.

  • Files rubati, processi ingiustificati.

  • Distruzione di altre organizzazioni, spie e guerriglia.

La propaganda è basata su di un uso selettivo di fatti, per cercare i fatti di supporto ed eliminare dati indesiderati.

La propaganda sofisticata include lo stabilire una struttura organizzativa sociale per supportare e rinforzare la propaganda tesa a creare “realtà”.

CAPITOLO 18

RISCHIO E REALTA’

La percezione da parte della vittima di realtà è stata distorta ad ogni passo. L’immagine nella sua mente è di paura ad ogni svolta nel cammino. C’è un sentimento di insicurezza nella conoscenza dell’esistenza giorno per giorno e di paura dello sconosciuto e di cosa può accadere se cambia o abbandona il gruppo. È diventata triste per le persone al di fuori, ma anche impaurita per cosa potrebbe accadere se non è obbediente o contesta l’autorità del Capo.

Esempi dalle organizzazioni di culto includono:

  • Tu sei di esempio per gli altri. Se sbagli, anche loro sbaglieranno.

  • Le domande sono del demonio. Se tu domandi, Dio ti condannerà e tu soffrirai.

  • La tua fede (cieca obbedienza al Capo) deve essere forte o tu ti ammalerai.

L’implicazione è che tutta la responsabilità è dei seguaci, tutto il potere e la protezione è del Capo. La disobbedienza risulterà in rigetto, nonché come vulnerabilità alle forze del male e fallimento. La promessa di amore, perfezione e successo è offerta dal gruppo, ma è il Capo che decide quando le condizioni sono state mantenute e la promessa è stata eseguita.

Pensieri di uscita o di disobbedienza si ricongiungono ad una immagine di conseguenze violente e catastrofiche. Le storie che circolano tra i culti parlano di cose terribili che accadono a chi abbandona.

L’ultima persona che ha cercato di abbandonare il gruppo è stata investita da un’ auto.

L’unico modo per essere sani (in salute, amati) è stare con il gruppo. Se abbandoni perderai la tua mente (ti ammalerai, resterai solo, andrai all’inferno).

Non hai mai avuto esperienze di lavoro. Noi ti vogliamo, ma nessun altro ti vorrà.

Il rigetto della Vera Via condurrà alla sofferenza degli innocenti. Tu causerai la terza guerra mondiale.

I membri dell’Unificazione sono portati a credere che non solo loro perderebbero la salvezza spirituale abbandonando, ma anche la salvezza di 100 generazioni dei loro antenati e successori. I seguaci di Hare Krishna dicono approssimativamente la stessa cosa.

L’ultimo doppio legame e paura dei seguaci è la perdita della loro vera esistenza come essere umano. Il Capo decide chi ha abbastanza fede per seguirlo con obbedienza incondizionata ed è pronto per essere salvato. Coloro che abbandonano o si ribellano sono giudicati per aver sbagliato come persone. La loro reale esistenza come esseri umani è negata dal Capo. La maggior parte dei membri di culto è stata istruita per cancellare la loro memorie di seguaci che lasciano o soffrono in maniera simile. Sradicare le immagini, bruciare indumenti e registrazioni dà una lezione di cosa potrebbe accadere se dovessero abbandonare.

Victor Paul Weirwille, fondatore della Via Internazionale, dice: “I non credenti sono come scarafaggi che possono essere calpestati se necessario”. Egli decide chi è un credente e chi è uno scarafaggio. Nessuno vorrebbe essere uno scarafaggio.

Per non esistere non si è amati, rispettati né riconosciuti. Loro guardano al tuo passato e pensano che non resisterai per molto.

In molti casi gli effetti di una realtà distorta e la paura sono emersi per i membri di un culto dopo che hanno abbandonato, specialmente coloro che vi sono stati per molti anni. La loro paura è così reale per loro, ma esagerata dall’attualità che nell’abbandono potranno essere dispiaciuti del mondo attorno a loro, incapaci di circolare in pubblico e offrire aiuto a chiunque.

  • Alcune paure sorgono dal potere del leader o del gruppo che spia la vittima e conosce ogni cosa che sta pensando o facendo, o dal fatto di credere che essa è stata seguita o il suo telefono è stato messo sotto controllo.

  • Altri sono portati a credere che gli psichiatri, gli psicologi o altri consulenti della salute mentale li possano danneggiare, e commissionano all’’ospedale mentale l’uso di trattamenti come l’elettroshock o la lobotomia.

Gli aiuti a vantaggio di una vittima dell’abuso mentale includono hotline, operatori dei servizi sociali, ministri che hanno bisogno di essere consapevoli prima di tutto che le vittime dell’abuso mentale possono essere preda di confusione e paura. La vittima dell’abuso mentale può trovare difficile l’apertura alla causa reale del suo malessere. La sua condizione è molto fragile. Per essere efficace l’aiutante avrà bisogno di prendere il tempo necessario per stabilire un dato rapporto e guadagnare la confidenza della stessa vittima.

COSA FARE E COSA NON FARE PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME DELL’ABUSO MENTALE

DA FARE:

  • registrare una lista di nomi, indirizzi, numeri di telefono di persone associate in qualche modo con l’attività della vittima.

  • Stabilire e continuare l’associazione con l’organizzazione del gruppo di famiglie con problemi simili.

  • Mantenere una lista scritta di eventi circa le attività della vittima con il gruppo.

  • Rispondere a tutte le comunicazioni con la vittima in un linguaggio sincero e fermo e non recriminante. Rendi la comunicazione aperta!

  • Raccogli tutti i relativi item da giornali, riviste e altre risorse.

  • Prendi in maniera ferma le eventuali minacce ma sii aperto alla comunicazione tutte le volte.

  • Sporgi denuncia agli uffici pubblici.

DA NON FARE:

  • Non sentirti colpevole o solo. Questo è un problema comune alla maggior parte delle famiglie in tutto il mondo aventi differenti religioni, risorse economiche e cultura.

  • Non dare denaro alla vittima o al gruppo – senza supporto economico quest’ultimo non può sopravvivere.

  • Non dare mai documenti originali ma procurati solo fotocopie.

  • Non farti persuadere dai professionisti a spendere molto denaro per trattamenti o azioni legali finché non hai verificato le loro credenziali e qualificazioni.

  • Non rinunciare. Ricorda che la vittima è un prodotto del tuo amore, training e ambiente domestico. Queste influenze non possono mai essere eliminate con alcuna tecnica.

CAPITOLO 19

PENSARE CHIARAMENTE DOPO LA VIOLENZA MENTALE

Una persona che soffre le conseguenze di terzo grado dell’abuso mentale è stata rapito mentalmente, emozionalmente, socialmente, spiritualmente e in alcuni casi fisicamente. Egli è stato usato e abusato per conoscere qualcun altro “bisognoso”. Che cosa causa l’abbandono di una persona? Come può lasciare se è sofferente, confuso mentalmente, incapace di prendere decisioni per sé stesso, minacciato dalla perdita dell’esistenza o dalla possibile perdita di credenze e successi? Perché vorrebbe lasciare una persona o un gruppo da cui è diventata completamente dipendente per i suoi bisogni primari: sicurezza, supporto fisico ed emotivo?

  • In alcuni casi egli (la vittima) può inizialmente fuggire da contatto fisico, ma non si separa dal controllo mentale ed emotivo che lo continua a tenere in pugno. Egli diventa come una persona che viaggia sola nella società, ignorante delle provocazioni che continua a dettare il volere dell’abusatore, e magari con una particolare parola o sentimento si comporterà compulsivamente per seguire i vecchi messaggi.

  • In alcuni casi l’abusatore lo caccerà fuori, dicendo che egli non è degno. Ciò avviene per il suo bene! La sua reazione dopo il rigetto è di voler tornare “Glielo mostrerò! Dandomi un’altra possibilità sarò il migliore e il più obbediente!“. È una pratica generale nei gruppi di culto minacciare l’espulsione come un modo per rinforzare potere e controllo. E anche la stessa reazione è calcolata.

  • In altri casi egli approderà alla colpa, sentendosi non degno di continuità con il gruppo. Dopo aver ricevuto aiuto e simpatia, si sentirà migliore e potente; egli ritorna alla situazione abusiva sapendo che egli può farvi fronte con le sue stesse richieste.

  • Deprogrammare in maniera tale che una persona sia rimossa dall’ambiente abusivo ed è istigato ad un dialogo intensivo di solito con un membro precedente del gruppo al fine di esaminare i metodi abusivi del gruppo, considerando solo un ridotto numero di istanze in cui una persona del culto è ispirata a lasciare.

  • Molto frequentemente egli uscirà da sé e ignorerà per un po’ di tempo gli effetti dell’abuso fisico, mentale ed emotivo di cui è vittima, volendo andare il più lontano possibile dall’abusatore e dall’esperienza di abuso per quanto gli sia possibile. Di solito vuole andare avanti con la sua vita e rimuoverà dalla sua mente tutto ciò che va contro il suo benessere.

Egli resiste nell’ammissione della situazione abusiva perché ciò significa ammettere la propria colpa personale o malattia. Accettare la realtà del fatto che le sue risposte sono normali, sebbene inappropriate, è necessario per continuare il lavoro di recupero.

Egli non può lasciare il controllo sinché il malessere è ammesso nella sua esistenza come forza bruciante della sua abilità di essere libero e indipendente. Questo di solito comincerà ad accadere quando una delle vittime si accorge di avere accettato valori personali, credenze e sentimenti che sono in contraddizione.

In alcuni casi, l’inizio del dubbio comincia settimane o mesi prima della separazione fisica. Per pochi avviene subito ma per altri avviene dopo anni di colpa auto-imposta.

Una giovane donna il cui padre era un rappresentante, era stata una seguace entusiasta di un culto per molti anni. La sua prima realizzazione che il gruppo poteva essere imperfetto avviene quando il leader le dice una bugia. L’onestà era uno dei valori più importanti sin dalla sua infanzia ed era stato violato. Ciò era inaccettabile per lei.

Un’altra donna decide di lasciare dopo aver visto un bambino ingiustificatamente punito per qualcosa che non aveva fatto.

Un giovane nonno lascia il suo gruppo dopo aver scoperto che il leader era un ipocrita; aveva infatti il privilegio del denaro, del sesso e delle cure mediche che venivano negate ai suoi seguaci.

Una persona che soffre per la perdita di tutte le relazioni in cui ha investito se stesso si sente come legato a qualcuno che è morto. Lasciare un culto significa lasciare ideali, sogni, amici e sicurezza. C’è il sentimento che ogni cosa data al gruppo è persa per sempre; denaro, premi personali e anche i migliori anni della propria vita.

Ecco cosa ci si aspetta in seguito:

  • Shock: l’improvvisa consapevolezza di separati sentimenti, diversi dagli altri. La consapevolezza che amore e verità sono state violate. La sua reazione iniziale è di solito il ritiro e l’inattività, ma l’abusatore può dire di essere cambiato.

  • Rifiuto: “Non è realmente accaduto“. Egli vuole negare la serietà dell’esperienza, l’idea che l’abuso esiste, e vuole continuare a credere all’abusatore in modo da sentirsi normale.

  • Rabbia: inizialmente dopo il non essere in grado di negare l’abuso, l’abusatore e coloro che sopportano l’abuso, e anche Dio. La sua rabbia generalizzata viene dal sentirsi confuso e consapevole per aver rigettato il buono dell’esperienza del suo ruolo nell’accettare l’abuso. Egli riversa la rabbia su se stesso.

  • Disperazione: a questo punto egli conosce di non poter tornare indietro, e diviene depresso e solo. Egli non crede ai suoi pensieri e comportamenti. Egli si vergogna di ritornare dagli amici che hanno visto il suo abuso e che hanno cercato di aiutarlo, aiuto che egli non ha accettato. Non sapeva cos’era giusto, cosa fare, dove andare e a chi credere. Rischia di credere a qualcun altro perché risulta vulnerabile.

  • Accettazione: finalmente dopo mesi passati a parlare con il couselor o altri che hanno esperienze simili, c’è l’accettazione e l’integrazione della realtà. L’esperienza è sia positiva che negativa. La responsabilità di ciò che è accaduto non è totalmente la sua, ma è divisa in più persone. L’imperfezione è normale e la perfezione è impossibile. Il passato non può essere cambiato, ma il beneficio degli insegnamenti sono lì per essere utilizzati nel futuro.

  • Andare avanti: i sogni e i bisogni che sono stati l’attivazione della truffa sono ancora presenti. Molto lavoro rimane, ma tempo e pazienza sono necessari per guarire. Il compito è mettere in ordine le proprie priorità, diventare auto- diretti e capaci. La scelta è un’alternativa. Riconnettersi con il sé reale.

Questo penoso processo è inutile se la perdita è imposta da qualcun altro come nella morte di qualcuno che si ama, o tramite la scelta di lasciare una relazione d’abuso. Sentimenti di perdita, separazione, colpa, rabbia, solitudine e di depressione sono normali, come è il bisogno di apertura espresso da un range di sentimenti. Condividere con qualcun altro che è stato anch’esso abusato può essere estremamente d’aiuto e di supporto. La vittima del rapimento mentale deve comprendere e chiarire tutte le vulnerabilità che sono state descritte nel capitolo precedente, in accordo con la sua esperienza. La seguente lista indica alcuni accorgimenti da considerare mentre si riguadagna la realtà circa sé e le relazioni. Ciò può essere un percorso lungo, difficile, tortuoso e richiede molta pazienza e gentilezza prima di tutto con se stessi.

  • Rischi e paure: è normale inizialmente avere una paura anormale che è legata al ritorno dell’abusatore che può prenderlo di nuovo perché conosce i suoi pensieri e sentimenti. L’abusatore prende il suo potere dalla paura della vittima, cosicché la vittima può prendere il suo potere e ridurre quello dell’abusatore. La paura del rischio della perdita può costare l’inattività. Ma se si incrementa la forza personale e la conoscenza dei metodi dell’abusatore, le paure si ridurranno. Eventualmente egli sarà in grado di confrontarsi direttamente con l’abusatore ed essere assicurato che egli controlla il suo destino, non qualcun altro.

  • Ritorsione della Logica e del Linguaggio: le vittime dei culti esaminano la logica del culto ed i materiali scritti. Ciò potrà portarlo nuovamente nel pensiero del culto. Dopo aver imparato ad esprimere i suoi valori e credenze a parole sue, egli può studiare il materiale con qualcuno che conosce il significato delle parole e della logica del culto. Le aree di vita più difficili da mettere e sentire al sicuro sono la sessualità e la spiritualità, poiché questi sono gli elementi sensibili della personalità umana e sono i più vulnerabili all’abuso mentale e saranno più difficilmente recuperati.

  • Confessione & colpa: assegnare la colpa a sé o all’abusatore oscurerà la realtà di ciò che è accaduto. Espiare le colpe della sua esperienza può far sentire bene, ma può essere molto più d’aiuto scrivere su di un giornale anziché fare una pubblica dichiarazione.

  • Rituali espressi: inizialmente è importante dormire molto e cibarsi di cose buone, al fine di far fronte allo stress del prendere decisioni. L’ansia del recupero del tempo perduto è normale, ma essere pazienti e cauti nel prendere la decisione prima del recupero è la cosa migliore. In alcuni casi dove c’è stato un uso estensivo di rituali, canti, meditazione ecc. sarà difficile concentrarsi. Occorre imparare a guadagnare il controllo degli effetti.

  • Isolamento e dipendenza: la realtà è stata distorta e c’è il bisogno di guardarsi intorno, domandare, valutare e testare. L’indipendenza di essere se stessi fa sentire bene, ma può anche essere controproducente. Un punto chiave è raggiungere il recupero quando passa l’esperienza. La separazione esiste tra sé stessi come individuo e la sua identità nella relazione d’abuso precedente. Lasciare gli altri mentre si rientra nel mondo più ampio significa provare solitudine sinché nuove associazioni sono stabilite. Molti hanno la tendenza di addentrarsi in altre relazioni di dipendenza e/o di abuso. Molti ex- fumatori, ad es., vengono fuori dalla loro dipendenza ed è semplice che seguano gli altri anziché essere realmente liberi.

  • Punto di vista polarizzato: venendo da un mondo in bianco e nero è facile continuare a vedere le cose in due dimensioni. Non ci sono solo due lati di un esito, ma molte alternative da scegliere ed una è la più appropriata. Il successo ed il fallimento non sono opposti, ma parti di un continuum.

  • Inganno e magia: dividendo con gli altri che hanno avuto aiuti per un’esperienza simile, più ricerche di fatti e opinioni aiuteranno. E’ più difficile rinunciare alla credenza del magico. La magia è un aiuto, ma non una garanzia universale di cura.

La psicologa Margaret Singer ha identificato le condizioni di 100 ex- membri di culti che ha ascoltato in un articolo apparso in Psicologia oggi nel Gennaio 1979 intitolato “Venire fuori dai culti“. È una lettura raccomandata a tutti coloro che cercano il recupero dall’esperienza dell’abuso mentale. Alcune vittime dell’abuso mentale possono mettersi nei guai vedendo se stessi inadeguati e ammalati, continuamente a rivedere i loro problemi, non volenterosi di andare avanti, lasciare il passato e affrontare il futuro confidenzialmente.

Il benessere e l’auto- direzione della vita è che ognuno di noi è libero di scegliere il modo più appropriato per far fronte come individuo in un mondo pieno di cambiamenti e stress. Le seguenti descrivono uno stile di vita che conduce al riconoscimento delle forze personali e ad un incremento dell’abilità di essere:

CONSAPEVOLE di chi si è; dei propri sentimenti, emozioni, sensualità, forze, reazioni allo stress ed al relazionarsi agli altri.

VALUTANTE come unico, libero e attivo individuo con valori personali e chiari obiettivi.

CURANTE di se stesso e degli altri come una persona umana amorevole che sperimenti l’intimità.

COMUNICANTE per comprendere ed essere compreso; capace di scindere le informazioni in sentimenti, idee, esperienze.

PENSANTE e abile nel riconoscere il fallimento del ragionamento, mettendo idee e sentimenti in pattern concettuali.

CREATIVO di sviluppare l’immaginazione per visualizzare nuove possibilità in situazioni, piani e obiettivi.

DECISO con il potere di decidere e ri- decidere, valutare informazioni, opzioni e rischi di possibili conseguenze.

ATTIVO nell’identificare azioni positive attraverso il compimento di obiettivi di vita e stili di vita personale.

Ci sono molti libri di auto- aiuto, alcuni dei quali inseriti nella bibliografia, che danno dei validi esercizi da compiere. Se ciò è di sufficiente interesse, gli autori possono sviluppare un workbook basato su questa lista di “Azioni e abilità positive di vita” in futuro.

CAPITOLO 20

COSTRUIRE RELAZIONI CHE INCLUDONO TE

Questo libro si è basato sui pericoli delle relazioni chiuse, autoritarie e totalizzanti ed i sistemi organizzativi. Per prevenire l’abuso mentale o recuperare i suoi effetti è necessario essere capaci di identificare e promuovere il compimento del supporto personale.

Primo: rivedere le caratteristiche del sistema chiuso delle relazioni che promuovono l’abuso mentale come opposte ai sistemi relazionali che incoraggiano la crescita personale. Questi criteri possono essere applicati a coppie, chiese, scuole, famiglie, gruppi terapeutici, ecc.

I criteri non rappresentano il giusto e sbagliato, ma due fini di un continuum con l’attuale esperienza che si trova nel mezzo. Il comportamento appropriato può non essere “aperto”, ma se l’obiettivo è la crescita entro il sistema di relazioni supportivo e controllato la tendenza è l’apertura.

La libertà limitata da regole e responsabilità deve essere necessariamente dipendente dalla maturità degli individui o dall’acquisizione del sistema di supporto. Un bambino ha bisogno della sicurezza di limiti entro cui crescere. La completa anarchia distrugge l’abilità del sistema per aiutare la crescita dei membri. Il bilanciamento tra libertà personale e responsabilità degli altri necessita una continua negoziazione. Una precedente vittima di abuso mentale, mentre sperimenta confusione, mancanza di potere e paura è spesso come un bambino piccolo. In maniera simile egli ha bisogno di un’atmosfera supportava e sicura in cui crescere attraverso l’indipendenza, es. una famiglia comprensiva, un centro riabilitativo, il gruppo di supporto o il couseling privato.

Una relazione deve includere le tre P: potere- protezione- permesso.

La persona può rapidamente crescere da uno stato dipendente infantile ad un livello forte e confidenziale di adulto se gli è stato dato il supporto per fare fronte alle conseguenze dell’abuso. Sarà in grado anche di definire i limiti che sono di conforto e prendere la responsabilità personale all’interno di questa nuova libertà provata. Il passaggio è di solito non facile e occorre compiere un passo alla volta. Sentimenti ambivalenti sono comuni tra indipendenza e dipendenza, amore incondizionato e critica, verità e menzogna, apertura e chiusura alle relazioni. L’abilità di accettare sentimenti conflittuali e di prendere dei rischi sarà un segno di benessere e un progresso verso l’indipendenza. Le relazioni abusanti o i culti cercano di imporre le loro speciali definizioni del mondo, giustificati dalla credenza che il loro è il punto di vista corretto. La proposta dei culti viene promossa come sistema politico- religioso esclusivo attraverso l’inganno e la manipolazione. Il processo deve essere relazionato all’obiettivo voluto, entro la libertà di comunicare il sé e negoziare le differenze. Il tutto in un clima che rispetti il valore dell’individuo, e permetta la visione delle risorse senza la dipendenza.

ABUSO DEGLI INDIVIDUI CRESCITA PRODOTTA

PRIORITA’ E RISULTATI

Potere, denaro, sopravvivenza Crescita individuale appagamento

Sistema per primo Persona per prima, poi il sistema

STRUTTURA

Autoritaria Costruttiva, cooperativa

Scoraggiamento delle relazioni Incoraggiamento delle relazioni

Leadership per editto Leadership tra pari

STILE COMUNICATIVO

Indiretto e non chiaro Diretto, chiaro

Colpevolizzante, accusativo Veritiero, diretto e supportivo

Sentimenti morali giusti/ sbagliati Sentimenti reali e Ok

STILE DECISIONALE

Riunire prima di informare Tante informazioni prima della riunione

Il leader prende tutte le decisioni Politica fatta da tutti i membri

Non libertà di cambiamento Libertà di credere e scegliere

Scoraggiamento della creatività Incoraggiamento di idee e talento

Il sé e la salute non importa Importanza della salute

REGOLE E LIMITI

Inflessibili, non chiare e modificabili Capite, negoziate

Non accettazione = disobbedienza Differenze rispettate

Assoluta perfezione Dimenticare il fallimento

RISPETTO PER L’INDIVIDUALITA’

Auto- valore secondario Auto- valore primario

Sacrificio dato enfatizzato Dare e ricevere bilanciato

Individui secondari Individualità Ok = umano e unico

Amore = supporto al sistema Amore incondizionante

Membri inadeguati Membri aiutati, sviluppo del valore

Prestigio = potere e denaro Valorizzazione amore, onestà

RELAZIONI CON L’ESTERNO

Il sistema prima della famiglia d’origine A favore degli originali legami familiari

Gli altri devono essere usati Responsabilità sociale

L’importanza dell’immagine pubblica Onestà, azioni sincere e valide

Andare nel mondo per aiutare il sistema Andare fuori per aiutare il mondo

Le persone che hanno costantemente sperimentato sicurezza, forza, creatività, apertura e adempimento nelle relazioni personali libere dalla manipolazione, saranno molto più protette dall’accettazione della situazione d’abuso. Loro non accetteranno a lungo l’abuso come la norma per contrastare i loro ideali personali e sociali. Forse costruiranno attorno a loro gruppi di supporto mutuale. Creare un mondo di libertà, crescita personale e responsabilità viene dalla somma totale delle sue parti. Gli individui e i piccoli gruppi che vivono questi valori possono aiutare i loro vicini, le comunità e le proprie relazioni. Le conoscenze delle tecniche dell’abuso mentale possono aiutare a dare una visione di indipendenza e adempimento per tutti.

VENIRE DAL BASSO

Dopo un po’ impari la differenza

tra stringere una mano e incatenare un’anima

E la compagnia che non significa sicurezza.

E cominci ad imparare che i baci non sono contrasti

e il presente non è promesso

E cominci ad accettare i tuoi difetti

con la testa su e gli occhi aperti,

con la grazia di una mano, non la condanna di un bambino.

Ed impari a costruire tutte le tue strade

del presente- perché il domani è così incerto

per piani ed il futuro ha un modo per cadere in volo.

Dopo un po’ impari che anche il sole

scotta se ti avvicini troppo.

Così pianti il tuo giardino e lo decori,

forse aspetti che qualcuno ti porti dei fiori

e impari che realmente puoi resistere,

che sei forte, che hai valore,

che può imparare ed imparare,

che ad ogni arrivederci impari qualcosa.

-Autore sconosciuto

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori in essa riscontrabili.

 
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Come ho perso la mia nuova religione

30 set

Per i credenti sono ‘nuove religioni’. Per altri sono solo sette pericolose. Ma chi ha ragione?
The Telegraph, UK / 18 febbraio 2011
scritto da Clover Stroud

 

 

Solo una ragazza normale adolescente, ma nel posto sbagliato al momento sbagliato‘ -  è come Charlotte Wells descrive le circostanze in cui sua figlia, Rachel, diciasettenne, incontrò Wayne, 24 anni, un missionario religioso, in un centro commerciale a Somerset due anni fa.

Al momento dell’incontro Wayne era per Rachel affascinante con i suoi racconti di lavoro all’estero e per le sue qualifiche che andavano dalla consulenza e sostegno ai giovani alla gestione dell’evoluzione interiore. Nelle settimane successive Rachel e Wayne ebbero una relazione, che Rachel nascose a sua madre, ma al momento di partire per l’America Rachel fu lasciata con il pretesto che le mancava un visto.

Chiesi a Rachel che cosa non andasse, visto che sembrava giù, e lei mi rispose che aveva incontrato qualcuno, ma che si erano lasciati. Lei mi disse che c’era qualcosa che avrei dovuto sapere su di lui che non mi avrebbe fatto piacere.‘ Wayne insieme ai suoi genitori e nove fratelli faceva parte della Famiglia Internazionale e aveva ricevuto una borsa di studio per predicare il Vangelo a livello internazionale come ‘cristiano‘.

Bambini di Dio o Famiglia Internazionale

I membri di questo gruppo vivono in comunità, seguendo le regole secondo cui si possono sposare e possono avere figli. La Famiglia ha avuto varie denominazioni, ma è stata costituita in California nel 1968, come i “Figli di Dio”. Il suo leader David Berg ha incoraggiato il sesso tra adulti e bambini, come la più alta espressione dell’amore di Dio. Oggetto di controversie essa si è proposta come The Family International, ma è stata attaccata sin dalle sue radici: la sua pagina web presenta ancora un omaggio a David Berg, e la Famiglia non ha mai rinnegato i suoi scritti.

David Berg Fondatore de i Bambini di Dio

 

Ho cercato Wayne chiedendogli informazioni su  questo leader e sulle sue associazioni. Wayne ha risposto che non vi era “assolutamente niente di sbagliato in David Berg”. Poi ho fatto tutto quello che non si dovrebbe fare quando il proprio figlio si interessa ad una setta, tanto da averla persa”, dice Wells.

 

Ottenere dati precisi sul numero di culti che operano in Gran Bretagna è difficile, ma Ian Haworth del Centro di Informazione dei Culti stima che ci sono oltre 500 organizzazioni estreme che possono essere descritte come sette.

Molte organizzazioni, dai gruppi di terapia estrema alle organizzazioni cosiddette religiose rientrano nella definizione di culto in quanto tutte condividono caratteristiche simili – sostiene Haworth – In linea di massima una setta è un gruppo elitario, una società totalitaria che utilizza la coercizione psicologica per reclutare e mantenere i membri all’interno, isolandoli dalla loro famiglia e dalla società. I culti sono guidati da sedicenti leader messianici, che sono responsabili e spesso carismatici, e che sfruttano anche i loro membri.”

Il pericolo dei culti è che la maggior parte di noi non si rende conto di quanto siano potenti e che tipo di  effetti possono avere.

Parte del problema che ho dovuto affrontare è stato quello di convincere le altre persone che mia figlia non era pazza e che Rachel era davvero in pericolo” dice Wells.

Ma l’ansia di Wells era ben fondata, come Celeste Jones, 35 anni, può testimoniare. Jones è nata nei Bambini di Dio. I suoi genitori si sono separati quando aveva quattro anni, e mentre sua sorella minore tornò in Inghilterra con la madre, Jones rimase con il padre nel culto durante la sua infanzia e nella vita adulta.

Durante questo periodo le sono stati attribuiti cinque nomi diversi ed è vissuta in 15 paesi diversi – la Famiglia preferisce che i propri membri non mettano radici in un unico posto ed è anche desiderosa di evitare l’attenzione di sospetti locali e della polizia.

Il sesso era una parte normale della vita degli adulti che fanno sesso apertamente di fronte ai bambini. Il programma settimanale dovrebbe includere un accoppiamento per ogni adulto, compresi i bambini di età superiore ai 12 anni, e sessioni di preghiera quotidiane comprendenti ‘coccole’ o sesso di gruppo. Jones è stata regolarmente stuprata da uomini adulti in nome dell’amore di Dio e, a 11 anni, le è stato detto di fare sesso con un altro bambino secondo il calendario.
Ora Jones lavora come operaia in un istituto di beneficenza per il sostegno familiare ai bambini a Bristol, dove vive con sua figlia di 12 anni. Ella si presenta composta ma anche complessa. Mi spiega che un culto destabilizza l’ordine naturale delle relazioni padre/figlio.
In un culto i tuoi genitori non sono i tuoi genitori, un bambino è sotto la guida di tutti e può essere punito da tutti.’  Le chiedo perché non si lamentava con suo padre. ‘Adoravo mio padre, ma raramente lo vedevo per più di qualche minuto alla volta oltre l’età di cinque anni, perchè egli stava lavorando per il gruppo, ed era spesso lontano. Sono stato curata da assistenti – risponde.
Il tempo con lui era prezioso, per questo ci è stata impedita una comunicazione reale. Se dicevo qualcosa ai miei compagni avrebbero potuto fare la spia su di me, come eravamo incoraggiati a fare. Ho avuto un profondo desiderio di piacere a Dio e mi ero convinta che criticare il gruppo era la lingua diavolo. Se fossi stata negativa avrei avuto dei problemi con il leader.”

Per un estraneo è difficile capire perché qualcuno si aggrega o rimane dentro un culto abusante, ma Jones si paragona a una donna che è stata in una relazione violenta da cui non riesce ad uscire.
Come chiunque abbia subito abusi domestici saprà, lasciare quella relazione non è semplice” sostiene. “Sono stata vittima del lavaggio del cervello e indotta a credere che quello che stavamo facendo era giusto e che il mondo era sbagliato. E, come in un rapporto abusante, a volte ho la sensazione che, se solo avessi potuto cambiare le cose dal di dentro, avrei potuto far diventare il gruppo migliore.

Dr.ssa Alexandra Stein

 

La Dottoressa Alexandra Stein, docente al Birkbeck College di Londra è una psicologa sociale, specializzata in gruppi estremisti ed ha vissuto in prima persona la complessità emotiva della vita in un culto. La Stein è una donna che alla fine degli anni Cinquanta ha trascorso un decennio sotto il controllo di un gruppo radicale marxista in cui era impegnata a Minneapolis a partire dall’età di 26 anni.

E’ difficile immaginare la Stein in uno stato di debolezza, di perdita individuale tanto da essere risucchiata in un culto. Ma Ian Haworth suggerisce che le persone più facili da reclutare sono, infatti, quelle intelligenti, colte, idealiste ed economicamente avvantaggiate.
Quando si è unita al gruppo la Stein aveva assistito alla guerra del Vietnam e all’ascesa del femminismo, e aveva una fame di attivismo politico. “Il gruppo non si presentava come una organizzazione che avrebbe rimosso la mia capacità di fare delle scelte personali o di controllare tutta la mia vita. Al contrario, sembrava un gruppo di persone guidate dagli stessi miei interessi, e composto da gente che mi impressionava con i dettagli della sua attività di consulenza sanitaria e di campagne che avevano realizzato per i diritti delle donne.”

A poco a poco la Stein fu sempre più coinvolta nel gruppo e si trasferì in un appartamento con diversi membri dello stesso. Il gruppo bloccò tutte le sue libertà personali, le combinò un matrimonio e le ordinò di non usare il suo diaframma (contraccettivo).
Subito mi fu ordinato di avere figli, era un modo per controllarmi” afferma la Stein. “A questo punto sono stata isolata da amici e parenti. Mi hanno dato regole sulle mie scelte contraccettive su un foglio di carta beige, ed io ho seguito le indicazioni. Ero un femminista impegnata, ma subivo il lavaggio del cervello, quindi il mio processo di pensiero era confuso, permettendo all’organizzazione di compiere scelte molto personali al mio posto. Questo “attaccamento disorganizzato” avviene anche in un rapporto abusante, quando una donna è confusa e intimidita, poi isolata fino al punto che l’unica persona che può aiutarla è il suo aggressore.”

Per Jones e Stein i figli hanno rappresentato il punto di svolta, ed entrambe sono fuggite dai loro culti. “Vedere l’organizzazione con gli occhi di una madre che deve proteggere il proprio bambino mi ha aiutato a prendere le distanze da essa” dice Stein. “Ho raggiunto il punto di rottura quando sono stato istruita sul tipo di giocattoli con cui i miei bambini potevano giocare, come su quali personaggi dei cartoni animati erano vietati. Mi sembrava così assurdo.”

Entrambe hanno deciso di rompere la congiura del silenzio che circonda l’appartenenza al culto, come le altre donne che da allora hanno pubblicato i racconti delle loro esperienze – Jones ha raccontato la sua storia in ‘Non senza mia sorella e la Stein in Inside Out – e hanno svolto un ruolo fondamentale nella creazione della Fondazione per un Sicuro Passaggio, che fornisce risorse e sostegno per le persone fuoruscite dai culti.

Copertina Inside Out

 

Il Centro d’informazione di Culti e la Families Survival Trust sono altre due organizzazioni che offrono sostegno alle persone con problematiche settarie.

Queste organizzazioni sono tutte d’accordo che si tratta di un problema crescente. Oltre alla Famiglia Ian Haworth cita i Moonies come ‘una forza da non sottovalutare‘, e critica il crescente numero di culti di terapia “che possono essere altrettanto abusanti perchè utilizzano coercizione psicologica per il controllo dei membri.”

Matrimonio di massa trai Moonies

Attiva anche in Gran Bretagna è la Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard nel New Jersey nel 1952, che vanta molti membri di alto profilo di Hollywood, tra cui Tom Cruise, Katie Holmes e John Travolta.

The Church of Scientology’s building in Los Angeles.

La Chiesa di Scientology nega di essere una setta e Scientology è riconosciuta come una religione in un certo numero di paesi, tra cui l’America, ma non nella Gran Bretagna. (‘Scientology è una setta?‘ Chiede il sito web dell’organizzazione. ‘No, è una religione nel senso più pieno della parola.‘)
Ci sono molti aspetti controversi di Scientology, non da ultimo la sua convinzione che gli esseri umani discendono da una razza esiliata da un altro pianeta in un lontano passato. C’è anche la questione del ‘distacco‘, un termine usato per descrivere tra gli scientologist il bloccare il contatto con amici e familiari che, per usare le parole del sito, ‘[sono] soppressivi o che [sono] antagonisti a Scientology o ai suoi principi ‘.

Il sito continua: ‘Al fine di risolvere questa situazione, le “maniglie” delle altre persone antagoniste della verità su Scientology e sulla Chiesa, come ultima risorsa, quando tutti i tentativi di gestirli non sono riusciti, devono essere “disconnesse” ovvero bisogna interrompere la comunicazione con la persona [ndt antagonista].’

Gli oppositori di Scientology sostengono che la disconnessione sia uno strumento sinistro impiegato per indurre una frattura tra i membri dell’organizzazione e le loro famiglie. La Chiesa di Scientology respinge questa accusa.

Silene assomiglia a qualsiasi altra benestante signora di mezza età, nella rigogliosa periferia inglese dove ci incontriamo per un caffè. Parlando con un accento  brasiliano, mi racconta di sua figlia Natalie come di una ragazza intelligente e del loro rapporto d’amore esistente una volta.

Natalie era così vicina a me e mio marito, e spesso stavamo insieme in famiglia’ - afferma. Natalie ha trascorso gran parte dei suoi vent’anni di studi di inglese all’estero, prima di tornare a casa a 27 anni e di lavorare in città. Silene si allarmò nel trovare libri su Scientology in camera di Natalie. ‘Le ho chiesto se lei ne era stata coinvolta e mi ha risposto che non sarebbe mai entrata in Scientology perchè lei non ci credeva.’

Tuttavia nel corso del 2009 Natalie è partita. ‘E’ stato come se stesse portando un fardello terribile con lei‘ racconta Silene. ‘E’ diventata seria e tesa.’ Entro la fine dello scorso anno Natalie andò a vivere con altri Scientologist e ha iniziato a frequentare Anton, il cui patrigno John, la sorella e la madre erano tutti coinvolti con Scientology.

La relazione con Natalie divenne tesa e a Natale di quell’anno ha completamente cambiato la sua alimentazione oltre che i suoi rapporti con i genitori.

E’ stato il cambiamento di nostra figlia, come se fosse stata presa in consegna.
Lo scorso aprile Silene e suo marito hanno incontrato la famiglia di Anton per un pranzo, conoscendo la portata del loro coinvolgimento con Scientology. Poco dopo John è arrivato, non invitato a casa di Silene. ‘Ha urlato che se non avessi accettato Scientology, Natalie avrebbe disconnesso con noi.’ Poco dopo Natalie ha smesso di comunicare con Silene.
L’organizzazione è in genere molto poco comunicativa con le famiglie che la contattano per informazioni sui parenti che hanno aderito. Molti genitori i cui figli sono membri segnalano un ‘muro di silenzio‘, con lettere, e-mail e telefonate senza risposta.

Ma quando li ho contattati per chiedere qualcosa su Natalie hanno risposto subito, dicendomi che Natalie aveva problemi con sua madre risalente a ben prima che diventasse una Scientologist. Ella ha deciso all’inizio di quest’anno di prendere un periodi di distacco, ma non di allontanarsi completamente da lei. Ha avuto recentemente una  buona comunicazione con la madre e spera che avranno rapporti di buona famiglia per il futuro.
Poco dopo Natalie chiama Silene e l’ha incontrata, anche se non si può parlare di Scientology. ‘Ho visto solo Natalie un paio di volte e non ne parla, in quanto provoca enormi conflitti. E io combatterò, per tutto il tempo che sarà necessario, per farla uscire.

Charlotte Wells lotta per evitare che l’adesione di Rachel alla Family International le comporti un  costo personale. Ha preso sei mesi di aspettativa dal lavoro per avere il tempo per capire il modo in cui funziona un culto. ‘Combattere un gruppo come questo è intimidatorio e ho dovuto imparare in fretta,‘ dice.
La sua perseveranza ha pagato. Rachel ha iniziato a mettere in discussione il fatto che il suo matrimonio con Wayne la porterebbe a vivere all’interno di un gruppo chiuso. ‘Quando si poteva parlare con calma Rachel ha iniziato a esaminare ciò che Wayne le aveva detto. Non le piaceva l’idea che avrebbe dovuto vivere in comunità con gli altri membri del suo gruppo ‘ -  spiega Wells.
Era una ragazza adolescente con idee romantiche di vivere con e sposare Wayne, visto che lei credeva veramente di essere innamorata. Quando abbiamo parlato di questo ed era chiaro che non avrebbero potuto essere solo loro due, ha iniziato ad avere i piedi freddi. Era arrabbiata per l’idea che avrebbe dovuto far parte della Famiglia tanto da avere un rapporto sessuale insieme, e credo che questa realizzazione abbia reso il tutto molto meno romantico ed emozionante.
Alla fine, Rachel ha abbandonato l’intenzione di trasferirsi in America, e madre e figlia oggi raramente parlano di quella storia.
Sono certa che se avesse sposato Wayne, sarebbe stata costretta ad aderire al gruppo non appena i suoi piedi avessero toccato la pista [americana]‘, dice Wells. ‘Poi l’avrei perduta, forse per sempre. Mi spaventa pensare a quello che il suo futuro avrebbe potuto essere. Il tutto ha comunque lasciato una cicatrice ma so che  è qualcosa che ci deve far  essere vigili su quanto potrebbe accadere di nuovo, in qualsiasi momento.’

Fonte originale: http://www.rickross.com/reference/family/family78.html

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Culti di odio

25 ago

 

 
Di Melissa DITTMANN
membro dello staff
Novembre 2002, Vol. 33, No. 10
Versione stampabile: pagina 30

 

Relatrice ad  una sessione di convegno sull’odio organizzata dall’APA,  ha chiesto di formare una task force per studiare il controllo della mente tra le sette distruttive.

 


In possesso di una valigetta piena di esplosivo C4, Kerry Noble entra in una chiesa per gli uomini gay a Kansas City nel  Missouri, nel 1984 con l’intenzione di morire. Attese la sua opportunità, seduto in mezzo a una folla di circa 60 persone.
Tutto quello che dovevo fare era colpire il timer e uscire“, ha detto Noble. “Circa 10 o 15 minuti dopo, ci sarebbe stata un’esplosione, e tutti sarebbero morti”.
Noble pensò che stesse per iniziare una rivoluzione. In qualità di leader della setta del Patto della Spada e del braccio del Signore (CSA), era in missione per la sua organizzazione, ed era venuto a manifestare il suo odio per  gli omosessuali, i neri e gli ebrei.
Ma, come Noble si sedette in mezzo alla folla,dette un volto al suo nemico. E il suo “nemico” apparso non era diverso da chiunque altro. Pensò alle conseguenze di quello che sarebbe stato pari al più grande attacco terroristico in America al momento. Poi, prese la valigetta e se ne andò.
Noble insieme ad altri ex membri e a degli esperti è presente alla Convention annuale di Chicago dellìAPA del 2002 durante la sezione “Culti di odio” per parlare degli effetti del controllo mentale delle sette distruttive. I relatori hanno fatto un appello all’associazioneper formare una task force per studiare il controllo della mente tra le sette distruttive.
L’influenza estrema [come il controllo della mente dei culti] è rimasto uno studio  in sospeso nel campo della psicologia” ha affermato Alan W. Scheflin, professore di diritto alla Santa Clara University.
Il controllo della mente, o “lavaggio del cervello”, come è comunemente chiamato dai media, è spesso visto da molti psicologi come fantascienza. Tuttavia i relatori hanno sottolineato che il controllo della mente viene utilizzato dalle sette per reclutare e mantenere i seguaci all’interno di un gruppo e può avere conseguenze psicologiche pericolose e durature.
I culti che utilizzano tecniche di controllo mentale “sono stati in grado di farlo impunemente, e le persone che sono vittime di queste tecniche non ottengono alcun trattamento“, ha riferito Scheflin.
Infatti, gli psicologi dinnanzi a qualcuno che afferma di essere una vittima del controllo mentale da parte di una setta distruttiva potrebbero  trovarsi ad affrontare una azione di malcostume. “Non ci sono trattamenti legittimi che sono scientificamente validati e che compaiono in rivistescientifiche, pur essendo efficaci clinicamente“, ha detto Scheflin. “Pertanto, essi sono vulnerabili per sfidare una causa  in tribunale. Non vi è alcuna ragione per cui le persone che sono vere vittime di controllo mentale o quelle che pensano di essere vittime e che si sbagliano non debbano ricevere un trattamento quando ne hanno bisogno o quando lo vogliono.”
Gli psicologi, secondo Scheflin,  devono occuparsi seriamente di tale argomento, soprattutto a seguito di quanto accaduto negli attacchi terroristici dell’11settembre. Per comprendere appieno i fattori psicologici che portano al terrorismo, ha aggiunto, la risposta potrebbe risiedere della comprensione delle dinamiche dei  culti.

 

 

 
La mentalità del culto
Il membro della giuria Deborah Layton ha anche incoraggiato più di aiuto per le vittime di controllo mentale. “Può succedere a ciascuno di noi“, ha detto Layton.
A 18 anni, nei primi anni del 1970, i bisogni di Layton l’hanno portata ad appartenere al Tempio del Popolo, un gruppo che le ha offerto un senso di comfort e le  risposte alla vita. Il capo, il reverendo Jim Jones, la faceva sentire come se stesse entrare nel Corpo di Pace. Pochi anni dopo, Layton è andato a Jonestown, nella Guyana, dove era stato costruito  il villaggio dei popoli seguaci del Tempio per sfuggire il razzismo e la persecuzione. Tuttavia, la soluzione pacifica appariva più come un “campo di concentramento“, circondato da guardie armate, dove il cibo era scarso e seguaci erano tenuti a lavorare per lunghe ore.
Layton scappò da Jonestown nel 1978 e riferì alla polizia circa le attività del gruppo, come il progetto del  suicidio di massa e delle persone trattenute contro la loro volontà. La sua previsione di un suicidio di massa giunse a buon fine un paio di mesi dopo, quando 913 seguaci bevvero il  letale cianuro e morirono.
Layton si vergognava per essere cambiata in una setta. “Se potessi raccontare questa storia e spiegare al mondo, allora forse potrei uscire dal fango della vergogna“, riferì Layton.
Steve Hassan, un ex membro di un  culto e con licenza di consulente per la salute mentale, specializzato nell’aiutare le vittime delle sette distruttive, sostiene che il recupero da controllo mentale di un culto può essere facilitato se le vittime raggiungono una corretta informazione, il supporto e gli interventi da parte di altri ex membri di sette.
Per quanto riguarda Kerry Noble, il culto CSA è nato da una piccola chiesa pacifista, è stato costituito nel 1977, più di quattro anni dopo a poco a poco ha cambiato la sua filosofia religiosa. Nel 1978 l’organizzazione spese 52 mila dollari per l’acquisto di armi. Nel 1981 la chiesa era diventata un gruppo estremista armato, pieno di odio.
Noble ebbe quattro giorni di confronto armato con il governo federale nel 1985 e trascorse due anni in prigione. Ma ha riferito che la comprensione della psicologia del concetto di  controllo mentale lo ha aiutato nei suoi  otto anni di battaglia per recuperare. “Ho imparato che l’odio è un comportamento appreso” ha riferito Nobile.
Le sette usano spesso la modifica del comportamento dei seguaci, come le tecniche di blocco del pensiero e l’induzione della mentalità “noi-contro-loro”, come afferma Hassan. Con le tecniche di controllo del pensiero, i membri di una setta imparano  a smettere di dubitare sul culto, spesso con una frase chiave che ripetono. L’induzione della fobia è utilizzato anche, laddove i culti giocano sulle paure irrazionali di una persona, con le minacce, come per esempio facendo credere alla persona che svilupperà il cancro o impazzirà se lascerà il gruppo o farà domande su di esso.
Così come siamo in grado di fare una terapia efficace a breve termine in profondità per insegnare alla gente il significato delle loro fobie e aiutarli a superarle, siamo in grado di fare lo stesso con le vittime di controllo mentale dei  culti“, dice Hassan.
Un culto distruttivo è un regime autoritario, che usa l’inganno in caso di affiliazione, e le tecniche di controllo mentale hanno l’obiettivo di rendere una persona dipendente e obbediente, sempre secondo Hassan.
Al Qaeda soddisfa i criteri per dimostrare l’azione di un culto distruttivo, sostiene Hassan. “Abbiamo bisogno di applicare ciò che sappiamo dei culti  distruttivi a controllo mentale, e questo dovrebbe essere una priorità per la guerra al terrorismo. Abbiamo bisogno di capire gli aspetti psicologici di come le persone vengono reclutate e indottrinate in modo che possiamo rallentare il reclutamento. Abbiamo bisogno di studiare questo per aiutare gli ex membri, e per consigliare ed eventualmente utilizzare alcuni di loro nella guerra contro il terrorismo. ”

 

 

 

Un campo legittimo di studio?
Nel 1986 un gruppo di psicologi costituì una task force per analizzare i  metodi ingannevoli e indiretti di persuasione e controllo (DIMPAC) – e presentò una relazione all’APA che condannava le sette per l’utilizzo del lavaggio del cervello. Ma il consiglio di responsabilità etico-sociale di Psicologia dell’APA trovò il rapporto “inaccettabile“, privo di prove scientifiche, che faceva troppo affidamento su aneddoti sensazionali e non forniva informazioni sufficienti per far  prendere all’APA una posizione precisa sulla questione.
Ma Scheflin sostiene che negli ultimi 100 anni alla società sono stati forniti chiari segnali che si tratta di un campo legittimo di studio, e che la psicologia ha bisogno di una risposta organizzata. Ad esempio, nel 1880 e nel 1890 fu provato che l’ipnosi poteva essere utilizzata per impiantare falsi ricordi. Nel 1920 la polizia utilizzava interrogatori  di “terzo grado” basati sul dolore e la sofferenza dei criminali sospetti. Durante i processi di Mosca nel 1930, politici  innocenti furono indotti a confessare di essere traditori. Negli anni 1950 e 1960, i comunisti cinesi utilizzarono  tecniche di lavaggio del cervello durante la guerra di Corea.
Questi soggetti sono incredibilmente poco appetibile e molto difficili da essere analizzati, ma sono una parte essenziale della psicologia della mente umana“, ha detto Scheflin. “Dobbiamo fermare questo germe prima che si  diffonda.
In un sondaggio del 1980, il 54 per cento degli studenti delle scuole superiori di San Francisco Bay area ha riportato nella sua esperienza di vita almeno un tentativo di reclutamento da parte di un membro di un culto, e il 40 per cento ha riferito 3-5 contatti, secondo uno studio di oltre 1.000 studenti condotto dal Presidente APA Philip G. Zimbardo, PhD, e da Cynthia F. Hartley. Questi numeri ci si aspetta che siano aumentati con l’attuale tecnologia sempre più in crescita come strumento di reclutamento dei culti.
I culti esistono a tutti i livelli della società, ha riferito Stephen J. Morgan, membro della facoltà American Management Association/Management Centre Europe a Bruxelles, in Belgio. Morgan è stato un leader a livello internazionale di un culto estremista politico nel 1980, che ha operato in 31 paesi con 25.000 adepti. Mentre era  in carica nel partito laburista britannico, Morgan ha lavorato come spia contro lo Stato.
Circa 10 anni fa Morgan ha lasciato l’organizzazione e ha riacquistato la propria identità. Oggi, tiene conferenze in tutto il mondo sul controllo della mente delle sette terroristiche. Alla convention dell’APA ha sottolineato l’importanza di una più profonda comprensione dei culti per capire il terrorismo. I leader dei culti sono di solito psicopatici con un desiderio di potere e spesso prendono le loro idee dal mondo della politica, dalla religione e dalla psicologia per adempiere al loro scopo, ha riferito Morgan. Attraverso il controllo della mente, sono in grado di filtrare i loro pensieri e comportamenti in una “fede fanatica ” tra i loro seguaci.
Abbiamo bisogno di portare le esperienze dei componenti delle sette insieme con la vostra esperienza,” ha affermato Morgan agli psicologi tra il pubblico. “Si tratta della nostra salute e della sicurezza della nazione.

 

Fonte originale: APA

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

 

 

 

 
 

Riparare l’anima dopo l’esperienza in una setta

24 ago

di Janja Lalich, Ph.D

Foto di Janjia Lalich

 

Sono stata membro di un culto nel 1975, quando avevo 30 anni. L’anno precedente ero tornata negli Stati Uniti dopo aver trascorso quasi quattro anni all’estero, dove ho vissuto una vita serena su un’isola nel Mediterraneo, al largo delle coste della Spagna. Se qualcuno mi avesse detto che entro un anno sarei stata coinvolta e impegnata totalmente in un culto, avrei riso. Non io! Ero troppo indipendente, troppo testarda, amante del divertimento e della libertà.
Ma ci sono cascata al San Francisco Bay Area e in poco tempo sono stata abilmente reclutata in un gruppo che predicava marxismo e femminismo e la passione per la classe operaia.
Mi è stato detto che, a differenza di tutti gli altri gruppi di sinistra, noi eravamo guidati da donne e che il nostro capo era brillante e della classe operaia. Mi è stato detto che non avrebbe seguito la linea politica di qualsiasi altro paese, ma che avrebbe creato il nostro marchio del marxismo, la nostra rivoluzione proletaria femminista, non saremmo stati rigidi, dogmatici, sessisti e razzisti. Eravamo il  nuovo e diversi,  una forza d’elite. Stavamo andando a rendere il mondo un posto migliore per tutti.
La realtà, naturalmente, era che il nostro lavoro pratico ha avuto poco o nulla a che fare con gli ideali della classe operaia o con i suoi obiettivi. Il nostro leader era una persona incorreggibile, megalomane  e incontrollabile, era alcolizzata, arbitraria e quasi sempre arrabbiata. La nostra organizzazione, con la parola democrazia in evidenza nel suo nome non aveva molto a che fare; era ultra-autoritaria, completamente orientata dall’alto verso il basso, senza interessi verso una critica di alcun genere. Le nostre vite erano caratterizzate da 18 ore al giorno di lavoro commerciale  e sessioni di denuncia. Il nostro mondo è duro, sterile e non gratificante. Siamo stati impegnati e sognatori idealisti che sono stati ingannati a pensare che tali condizioni di costrizione sono necessarie per trasformarci in combattenti. Ci hanno insegnato che eravamo “impreparati” e che avremmo dovuto seguire tutte le direttive del nostro leader che sapeva tutto. Non abbiamo mai messo in discussione gli ordini o le contraddizioni del nostro leader. Ci è stato insegnato a temere il mondo esterno, che, ci hanno detto, voleva evitarci e punirci; piuttosto il rifiuto e la punizione erano più evidenti dentro il gruppo, ma noi accecati dalla nostra fede, dal nostro impegno e dalla fatica,coinvolti dalle tecniche di controllo, non vedevamo, ma ci adeguavamo rapidamente  alle pressioni e imparavamo  a razionalizzare dubbi o apprensioni.
Rimasi in quel gruppo per 10 anni.

 

Chi sono io?
Quando sono uscita dal culto, all’inizio del 1986, ho dovuto iniziare una nuova vita. Ero un decennio indietro in tutto. Entrambi i miei genitori erano morti  e avevo perso il contatto con vecchi amici. Ho dovuto ricominciare tutto da capo, per così dire, culturalmente, socialmente, economicamente, emotivamente e intellettualmente. Ma la cosa più importante di tutte, ho dovuto riparare la mia anima. Chi ero io? Come potevo aver commesso tanti atti cattivi, mentre ero nel gruppo? Qual era la mia appartenenza ora? Cosa credevo in  questo momento? Sarei mai riuscita a risanare la mia fiducia in me stessa e negli altri? Questi sono i tipi di domande e dilemmi che mi hanno turbato. Nel corso del tempo, e più di recente attraverso il mio contatto e lavoro con ex membri di molti tipi di culti, sono venuta a conoscenza che l’aspetto più comune di tutte le esperienze in un culto è quello dei danni alla psiche.

 

Creazione di una nuova personalità
Tutti i culti, non importa come siano organizzati, sono una variazione sul tema del loro comune denominatore, ovvero  l’uso di persuasione coercitiva e controllo del comportamento senza la conoscenza della persona che viene manipolata. Essi  vogliono gestire (ed eventualmente attaccare, smontare e riformulare secondo l’immagine desiderata dal culto), l’io più profondo di una persona. Portano via te e ti restituiscono una personalità del culto, una pseudo-personalità. Essi vi puniscono per trasformare il vecchio e vi premiano quando siete cambiati. Prima che tu te ne renda conto, non sai chi sei e come ci sei arrivato, si conosce solo (o ti hanno addestrato a credere) che si deve stare lì. In un culto totalitario vi è un solo modo di pensare, una strada di mattoni gialli per servire i  capricci del leader e i suoi desideri, siano essi il potere, il sesso, o il denaro.
Quando ero nel mio culto, ho così voluto disperatamente credere di aver trovato  finalmente la risposta alle mie domande. La vita nella nostra società di oggi può essere difficile, confusa, scoraggiante, avvilente, allarmante e spaventosa. Qualcuno con una lingua alternativa e un buon progetto può a volte sembrare offrire una soluzione. Nel mio caso mi è stata proposta una soluzione politica per realizzare il cambiamento sociale. Per qualcun altro, la messa a fuoco può essere sulla salute, una dieta, la consapevolezza psicologica, l’ambiente, le stelle, un essere spirituale, o anche la promessa di farlo diventare un uomo d’affari di maggior successo. Il punto cruciale è che i leader dei culti sono abili a convincerci che ciò che hanno da offrire è speciale, reale, unico nel suo genere e per sempre e che  l’adepto non sarebbe in grado di sopravvivere fuori dal culto.

Il senso della fede di una persona è così caro, così profondo e così potente, in ultima analisi, è la fede ad aiutare la persona a legarsi al culto. E’ la colla usata dal culto per creare la dipendenza. E’il nostro cuore, la stima  in noi stessi e il nostro impegno, è la nostra stessa fede nel genere umano e nel mondo che viene sfruttata e abusata e rivolta contro di noi dai culti.

 

Riparare l’Anima
Quando una persona interrompe, infine, un rapporto cultuale, è l’anima, allora, che ha più bisogno di riparazioni. Quando si scopre un giorno che il proprio guru è un ciarlatano, che i “miracoli” non sono altro che giochi di prestigio, che le vittorie del gruppo e le realizzazioni sono invenzioni di un sistema interno di relazioni pubbliche, che il proprio insegnante santone  rompe il celibato dichiarato con ogni giovane discepolo, che le connessioni del gruppo con i neofiti sono inesistenti, quando consapevolezze come queste vi saranno chiare, ci si trova di fronte a quello che molti hanno definito un “stupro spirituale”.  Sia che la vostra esperienza nel  culto sia di tipo  religioso o laico, la realizzazione dell’enorme perdita e del tradimento tende a causare un profondo dolore. Di conseguenza, successivamente, molte persone sono inclini a respingere tutte le forme di fede. In alcuni casi, può richiedere anni il superamento della delusione, e imparare non solo ad avere fiducia nel proprio sé interiore, ma anche a credere in qualcosa di nuovo.
C’è anche una difficoltà relativa alla fastidiosa e persistente sensazione di aver commesso un errore nel lasciare i gruppi, temendo  forse che gli insegnamenti siano veri e che il leader sia giusto. Forse la colpa è del fuoruscito che non è riuscito a capire. I culti sono così abili a manipolare certe emozioni e gli eventi, in particolare, la meraviglia, lo stupore, la trascendenza e il  mistero (questo è a volte chiamato “manipolazione mistica”) e per il desiderio umano di credere un ex membro del culto può in qualche modo continuare a credere a quanto ascoltato anche dopo aver lasciato il gruppo. Per questo motivo, molte persone oggi passano da un culto ad un altro, o entrano ed escono dallo stesso gruppo o relazione (fenomeno noto come il “salto nel culto”). Poiché ogni persona ha bisogno di qualcosa in cui credere,  in una filosofia di vita, un modo di essere, una religione organizzata, un impegno politico, o una combinazione di tutti questi fattori,  sistemare queste questioni di fede tende a divenire un grande sforzo dopo un’esperienza cultuale.

 

A cosa credere ora?
Dal momento che il  coinvolgimento in un culto è spesso uno sfortunato tentativo di vivere una qualche forma di credenza personale, il processo per capire a cosa credere una volta che si è i lasciato il culto può essere fornito da disquisizioni sul sistema ideologico del culto stesso. Si deve fare una valutazione della filosofia del gruppo, degli atteggiamenti e della sua visione del mondo; bisogna provare a produrre una propria definizione,  nella propria lingua e  non in quella del culto. Poi bisogna verificare  come questo si rapporta con la pratica quotidiana del culto o  con quello che ora sappiamo sul gruppo.

Per alcuni, potrebbe essere utile tornare indietro e ricercare il sistema spirituale o filosofico che è stato proposto prima del coinvolgimento totale nel culto. Attraverso questo processo si sarà in grado di valutare meglio ciò che è reale e ciò che non lo è, ciò che è utile e ciò che non lo è, ciò che è la distorsione e cosa non lo è. Avendo una base di confronto, si sarà in grado di mettere in discussione ed esplorare aree di conoscenza o le convinzioni che sono state senza dubbio sistematicamente rese inaccessibili  a voi, mentre eravate nel culto.

La maggior parte delle persone che vengono da una esperienza cultuale rifuggono dalla religione organizzata o da qualsiasi tipo di gruppo organizzato per qualche tempo. Io generalmente incoraggio le persone a prendersi del tempo prima di scegliere un’altra religione o un altro coinvolgimento in un  gruppo. Come in ogni relazione intima, la fiducia è reciproca e deve essere guadagnata.
Dopo un’esperienza di culto, quando ti svegli per affrontare il profondo vuoto, il più scuro buco, il più forte grido di terrore interno per l’inganno e il tradimento, io posso solo offrire speranza, dicendo che nel confronto con la perdita, si trova la realtà. E quando la tua anima è guarita, rinfrescata, e libera dalla schiavitù, dall’incubo delle bugie e dalle manipolazioni del culto, la realtà porta un nuovo percorso, un percorso valido di un cammino verso la libertà e l’integrità.

Janja Lalich è una esperta di  informazioni sui culti e consulente in Alameda, CA. E ‘co-autrice con Margaret Singer del libro Cults in Our Midst: La minaccia nascosta nella nostra vita quotidiana (Jossey-Bass, 1995). La signora Lalich è anche membro di comitati consultivi dell’AFF e membro  editore di The Cult Observer.

Questo  articolo, un po ‘modificato qui, fu pubblicato per la prima volta nel CSNetwork Magazine, primavera 1996, pp 30-33.

 

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 
 

La trappola delle sette. Intervista (terza puntata)

15 lug

di  Adriano Chiarelli

 

 

 

Le sette hanno la capacità di non farsi percepire mai come tali. Difficile, se non impossibile, capire di essere stati plagiati. Intervista a Lorita Tinelli, docente di Criminologia Generale Minorile e Penitenziaria presso l’Università di Bari e presidente del CeSAP – Centro Studi Abusi Psicologici.

 

Leggi anche: La trappola delle sette (prima puntata)

                   La trappola delle sette. Le sette viste da vicino (seconda puntata)

Le sette hanno la capacità di non farsi percepire mai come tali. All’inizio si presentano come un guscio rassicurante e protettivo; i “fratelli” rappresentano la nuova famiglia, l’unico punto di riferimento, il mondo intero. Difficile quindi distinguere tra realtà ed illusione. Difficile, se non impossibile, capire di essere stati plagiati.

È il caso ora di citare anche i movimenti di derivazione cristiana, che si discostano dall’ortodossia al punto tale da somigliare più ad una comune setta che ad un gruppo di credenti. Il risultato, a livello emotivo e personale è quasi sempre lo stesso: plagio mentale.

La più nota e controversa è l’Opus Dei, fondata da Padre Josè Maria Escrivà de Balaguer, secondo cui questa organizzazione “raccoglie individui desiderosi di santificare il proprio lavoro ordinario, trasformandolo anche in mezzo per santificarsi e aiutare gli altri a santificarsi. Essi cercano di servire Dio e gli uomini continuando ad essere celibi, sposati, vedovi o sacerdoti”. L’Opera “contribuisce a far sì che nel mondo ci siano uomini e donne di ogni razza e condizione sociale intenti ad amare e servire Dio e gli uomini nel lavoro quotidiano e per mezzo di questo lavoro.”

Anche il Cammino Neocatecumenale, si presenta agli occhi di chi aspira a farne parte come “la sintesi originale della totalità del cristianesimo, vissuta con l’aiuto degli strumenti cristiani di conoscenza e con la libertà di spirito che contraddistingue la ricerca della verità Cristiana.” Il cattolico tradizionale in cerca di un nuovo senso nel suo rapporto con Dio e con il cristianesimo ha facoltà di scegliere tra molte realtà che, a vario titolo, garantiscono una maggiore profondità nella propria vita di fede.

Per approfondire direttamente l’argomento abbiamo intervistato Lorita Tinelli, una delle più importanti studiose in materia di sette spirituali, religiose e plagio mentale. La professoressa Tinelli, oltre a essere docente presso il corso di Alta Formazione di Criminologia Generale Minorile e Penitenziaria presso l’Università di Bari, è fondatirce del CeSAP – Centro Studi Abusi Psicologici ONLUS (www.cesap.net) di cui è anche Presidente Nazionale, nell’ambito del quale sostiene da oltre 10 anni una campagna informativa contro gli abusivismi della professione e la ciarlataneria. Studiosa di psicosette e organizzazioni devianti, ha pubblicato diversi studi circa il controllo mentale e le tecniche di persuasione in gruppi devianti, presso case editrici e riviste specializzate. Le abbiamo chiesto di raccontarci cosa significa appartenere alle due organizzazioni cristiane più potenti e presenti sul territorio italiano: Opus Dei e Movimento Neocatecumenale.

1) Perché l’Opus Dei, per quanto le sia stato riconosciuto lo status di prelatura personale dal Vaticano, può essere considerata una vera e propria organizzazione settaria?

Il termine ‘setta’ deriva dal latino ‘secare’ (nel senso si separare) e ‘sequor’ (nel significato di seguire). In sostanza una setta appare come un gruppo chiuso, che stenta a confrontarsi con il mondo circostante, dando credibilità ed ascolto alla dottrina interna emanata da un fondatore o un capo carismatico, per cui esiste un vero culto della personalità. Quest’ultimo  viene vissuto come il depositario di una Verità assoluta e nel nome della stessa emana disposizioni e dettami che possono anche contrastare con quelli dell’ambiente più allargato. Secondo diversi fuorusciti dall’Opus Dei il neofita entra pian piano in ‘cerchi sempre più chiusi’ fino al punto di rompere i suoi legami con la famiglia e con gli amici di sempre. Tale avvicinamento alla dottrina è favorito dalle confessioni settimanali con il “direttore spirituale” al quale debbono essere confessati tutti i segreti, pensieri, opere, dalle cose più banali alle cose più importanti. Il Direttore, ascoltato tutto, ha il compito di ‘dirigere’. Questo viene vissuto come una grande ingerenza nella propria vita. Ma vi sono anche altri comportamenti dell’intera Organizzazione che vengono raccontati come totalitari.

I numerari, ovvero i membri celibi dell’Opud Dei, pur studiando e lavorando ‘nel mondo’, vivono in centri e case dell’Opera. I fuorusciti raccontano che una volta che entrano nella Prelatura fanno testamento a favore dell’Opera e voto di castità, povertà e obbedienza. Oltre a questo devono versare tutto ciò che guadagnano all’Opus dei. Quando sono fuori, dopo diversi anni di appartenenza all’Opus Dei, si ritrovano senza alcun sostegno economico, senza una famiglia, senza una casa cui andare. Praticamente devono ricominciare da zero, o scegliere di rimanere all’interno dell’Opus Dei.

Vi sono poi i soprannumerari, ovvero i membri sposati dell’Opus Dei, i quali versano nelle casse dell’Opera una parte del proprio reddito proporzionata al guadagno, ma settimanalmente devono confrontarsi con il ‘direttore spirituale’ anche per scelte che riguardano la propria professione.

 

2) Ha testimonianze dirette di membri dell’Opera o di fuoriusciti?

Mi è capitato di ascoltare diversi fuorusciti dall’Opera. Ricordo circa 10 anni fa di essere stata contattata da una famiglia disperata perchè il figlio, neofita dell’Opus Dei, studente di medicina, aveva iniziato ad allontanarsi da loro e a parlare in un modo che loro non comprendevano. Suggerii loro di mantenere la calma e di mantenere comunque i contatti con il proprio caro. Fu un viaggio provvidenziale che fece aprire di colpo gli occhi al ragazzo. Durante un Erasmus in Inghilterra ebbe modo di leggere un libro di Steven Hassan, che descriveva perfettamente le tecniche di controllo mentale agite da alcuni culti totalizzanti. Riusciì a fare uno schema preciso di quello che lui aveva vissuto come controllo e ingerenza nella sua vita, applicando proprio la teoria di Steven Hassan. Dopo qualche mese mi contattò in maniera inaspettata e di lì iniziò un interessante dialogo che lo portò ad interiorizzare l’allontanamento dall’Opera. Ricordo che viveva grossi sensi di colpa, derivati dal fatto di aver più volte ascoltato la frase ‘ Se ti tiri indietro, volti le spalle a Dio’.

Da allora ho ascoltato e letto molte altre storie di fuoruscit, di persone che difendono totalmente l’Opera, ma anche di persone che, pur facendone ancora parte, ne riconoscono i difetti e sperano che vengano superati.
3) Cosa si può fare per salvare coloro che cadono nelle grinfie dell’Opera sulla base di fervide convinzioni cattoliche, di una convinta fede?

Si può fare prevenzione, mediante una informazione corretta. Solo da poco tempo i fuorusciti hanno iniziato ad avere il coraggio di raccontare la propria storia anche in internet. Bisogna informare, senza cadere nella diffamazione o nella denigrazione dei singoli individui che, magari dal di dentro credono fermamente in quello che vivono e che non riconoscono le abrerrazioni del sistema o dell’opera di alcuni. Informare significa portare elementi per una sana riflessione e confronto. Poi, come spesso accade, solo chi ha volontà di mettersi in discussione prima o poi fa tesoro delle informazioni, ben documentate che riceve. Quindi il mio consiglio è continuare ad informare, senza grandi scandalismi, ma con prove provate  e senza quell’accanimento che non rende sereni né chi da’ la notizia né chi la riceve.
4) Quanto è potente oggi l’Opera e che influenze ha nella vita politica e sociale della nostra nazione?

Oggi Escrivà De Balaguèr è un Santo e questo ha dato molto potere e importanza all’Opera. Tenendo in conto anche che molti dei membri dell’Opus Dei appartengono a classi sociali elevate e occupano ruoli socialmente riconosciuti (medici in primis, notai, politici, etc.) è automatico pensare che influenza e potere ci siano.

5) Passiamo al movimento neocatecumenale. Come si colloca nella galassia cristiano-cattolica?

Il movimento neocatecumenale nasce in Spagna per iniziativa di Francisco José Gómez Argüello Wirtz Arguello, detto Kiko,  di mestiere pittore, e di Carmen Hernández. Il Cammino è stato riconosciuto come un intinerario di formazione cattolica, valida per la società e i tempi odierni, da Giovanni Paolo II. Nel 2008 venne approvata la versione finale degli Statuti e nel 2011 fu approvata la dottrina contenuta nei tredici volumi del Direttorio Catechetico del Cammino. Lungi dalle approvazioni ancora oggi il Cammino è molto criticato perchè secondo diversi fuorusciti c’è un inganno iniziale, perchè il Cammino si propone come una serie di incontri parrocchiali con intento catechetico per adulti, senza far menzione della dottrina di Kiko, mentre poi, pian piano vengono fuori scritti e disposizioni che in qualche punto discordano con la prassi e la dottrina della Chiesa Cattolica.

Nel Cammino c’è un senso di “scopo superiore” e i leader vengono proiettati sui membri come “depositari della verità”.

Anche qui troviamo il culto della confessione, che in questo caso è pubblica. L’individuo deve raccontare dinnanzi ad un gruppo allargato tutto quello che riguarda la sua esperienza di vita nel bene o nel male.

6) Ha anche in questo caso, racconti o esperienze dirette da riportare?

Abbiamo raccolto negli anni decine di esperienze dirette di persone infelici perchè hanno dovuto rinunciare alla propria famiglia d’origine o alle precedenti amicizie per percorrrere il Cammino. Nulla è richiesto in maniera diretta, ma il Cammino ha predisposto una serie di libri interni che posseggono precise disposizioni di Kiko su come vivere.

7) Cosa pensa dell’istituzione del reato di plagio? C’è secondo lei qualche spiraglio per ripristinarlo o per mettere sul tavolo del legislatore un serio disegno di legge?

Sarei dell’idea di una legge quadro che spiegasse il contesto in cui diversi reati già riconosciuti quali truffa, corconvenzione, violenza privata ed altri, si perpetrano. Un gruppo totalitario utilizza diverse modalità d’azione e va ad incidere in maniera variegata sui bisogni della gente. E’ importante tutelare i soggetti più vulnerabili che purtroppo si trovano ad affrontare esperienze destabilizzanti dal punto di vista psicologico ed economico. Sarebbe necessario pensare ad una legge che possa non solo tutelare, ma anche rendere giustizia, col gratuito patrocinio a chi ha il coraggio di denunciare, ovviamente potendolo dimostrare di aver vissuto un’esperienza abusante. In Friuli è stata da poco emanata una legge a tutela degli abusati dal punto di vista psicologico.  L’abuso psicologico, prima ancora che fisico o comunque anche in assenza di quello fisico è una prerogativa dei gruppi o delle relazioni totalitari, che tendono all’isolamente dal mondo circostante al fine di rendere la preda sempre più debole e priva di risorse per difendersi. Quando però si parla di una legge a livello dello Stato Italiano qualcuno si ribella ritenendo che una legge simile possa impedire la libertà religiosa. Dal mio punto di vista la libertà religiosa va tutelata, quello che va penalizzato è l’abuso, in campo relazionale, individuale o di gruppo, a prescindere dalle ideologie promulgate. E sopratutto vanno tutelate le vittime, intese come le persone che fuoriescono e raccontano la loro esperienza o chi le rappresenta in qualità di tecnico esperto o referenti di un’associazione. Non è accettabile che oggi in Italia chi osa parlare di questi argomenti rischia di essere vessato giuridicamente ed anche minacciato, secondo i più conclamati sistemi mafiosi.

 

Da http://www.contropiano.org/it/archivio-news/archivio-news/item/10266-la-trappola-delle-sette-intervista-terza-puntata?tmpl=component&print=1

 
 

Violenza, la maggior parte è domestica e mai denunciata

15 apr

 
 

I culti psicoterapeutici

10 mar

Abstract

Sebbene  il termine “culto” venga di solito associato ai  gruppi di natura religiosa,  i culti non religiosi stanno ricevendo sempre maggiore attenzione nell’ultimo periodo. Questo articolo esamina le caratteristiche comuni di gruppi settari, in particolare l’uso della riforma del pensiero quale processo attraverso il quale vengono portati cambiamenti nel comportamento,  mediante indottrinamento,  oltre che una serie di altre modifiche in contemporanea.  I Culti di Psicoterapia sono descritti per illustrare i programmi coordinati di influenza, di sfruttamento e di controllo del comportamento che li caratterizzano.

Il termine “setta” è solitamente  associato a delle dinamiche  che sono state spesso origine di altre etichette, tra cui “riforma del pensiero” (Lifton, 1961), “persuasione coercitiva” (Schein, 1956, 1961), “lavaggio del cervello” (Hunter, 1953), “controllo mentale” (Langone, 1988), “manipolazione sistematica di influenza psicologica e sociale” (Singer, 1983), “programmi coordinati di influenza coercitiva e controllo del comportamento” (Ofshe & Singer, 1986), e “sfruttamento mediante  persuasione “(Singer & Addis, 1991).

Questi termini riflettono prospettive un po ‘diverse o tentano di spiegare a diversi tipi di pubblico un processo complesso e delicato composto da tecniche, tattiche e strategie di influenza sociale a lungo studiato dagli psicologi sociali, antropologi sociali, e ricercatori di marketing (Cialdini, 1984; Nader, 1991; Zimbardo, Ebbesen, e Maslach, 1977).

In questo lavoro useremo il termine “riforma del pensiero”, perché è breve, ha ottenuto ampio utilizzo nel campo delle scienze umane, non è facilmente suscettibile di interpretazioni esagerate, e descrive sinteticamente ciò che avviene nel processo in esame, cioè,  gli individui a seguito della programmata e sistematica manipolazione psico-sociale imposta da altri, sono portati ad adottare credenze radicalmente diverse e a conformare la loro condotta in modo appropriato a quelle richieste indotte.

Mentre “riforma del pensiero” si riferisce ad un particolare processo di pianificata e sistematica manipolazione psicosociale, “cult” non si riferisce al contenuto ideologico, come alcuni erroneamente credono, ma ad alcune strutture sociali e alle relazioni che modellano il comportamento, i pensieri e i sentimenti dei membri di un gruppo  in modo da asservire i desideri e le esigenze del leader (s).

 Così, un culto si può formare in qualsiasi area di contenuto: politica, religione,  commerciale, filosofico, della salute, della fantascienza, della psicologia, ecc.

 Il fatto che molte persone ancora credono erroneamente che tutti i culti siano religiosi dipende forse dai culti religiosi che ricevettero tanta pubblicità tra la fine del 1970 e l’inizio del 1980.

 Questo documento contribuisce a dissipare questo equivoco con una breve definizione di “cult”, che delinea le caratteristiche di base della riforma del pensiero, come è stato originariamente concepito e nella sua forma contemporanea, e vuole illustrare questi concetti descrivendo una varietà di culti di  psicoterapia.

 

 

 

Problemi di definizione

Culti

La sottoscritta (Singer, 1986) ha affermato che le relazioni cultuali

* Fanno riferimento a quei rapporti in cui una persona induce intenzionalmente altri a diventare totalmente o quasi totalmente dipendente da lui o lei per quasi tutte le decisioni importanti della vita, e inculca in questi seguaci  la credenza che lui o lei abbia qualche talento speciale, regalo, o la conoscenza assoluta. (P. 270)

Una definizione al riguardo è stata proposta durante una conferenza promossa dall’Istituto UCLA Neuropsychiatric, dalla Family American Foundation, e dalla Fondazione Johnson:

* … Un gruppo o movimento che presenta una grande o eccessiva devozione o dedizione a qualche persona, idea o cosa, non etica e che utilizza tecniche di manipolazione, di persuasione e di controllo (ad esempio, l’isolamento dai vecchi amici e dalla famiglia, debilitazione, l’uso di metodi speciali per aumentare la suggestionabilità e sottomissione, pressioni di gruppi potenti, gestione delle informazioni, la sospensione di individualità o di giudizio critico, la promozione della totale dipendenza del gruppo e la paura di lasciarlo e così via) con le quali si prefigge di promuovere gli obiettivi dei leader del gruppo, per l’azione o per un possibile pregiudizio dei soci, delle loro famiglie o comunità. (1986)

Il termine “Cult”, poi, è probabile che mostri tre caratteristiche a diversi livelli:

1. membri eccessivamente zelanti: l’impegno è incondizionato e serve per l’identità e la leadership del gruppo;

2. l’induzione di dipendenza attraverso l’utilizzo di tecniche di manipolazione e sfruttamento di persuasione e di controllo; e

3. la tendenza a danneggiare i membri, le loro famiglie e / o la società.

I culti si professano come aiuto per i membri, ma in realtà li sfruttano. I culti sviluppano il loro piano mediante due strategie:

*  Da una parte c’è un insieme di norme di facciata che appaiono superficiali, mentre ne esistono di più profonde, disegni nascosti e le finalità reali dell’organizzazione o gruppo. Le norme in superficie sottolineano l’idealismo e la giustizia della causa. Sotto la superficie, tuttavia, vi sono un insieme di norme di base che gestiscono in modo efficiente l’organizzazione. (MacDonald, 1988, p. 68)

I culti tendono ad essere centrati sul leader, sullo sfruttamento e sulla manipolazione, e spesso sono  nocivi, essi entrano in conflitto e in maniera minacciosa con i  sistemi aperti, con i familiari dei loro associati e con  la società in generale. Alcuni culti alla fine si disintegrano come conseguenza di questa tensione. Alcuni gradualmente diminuiscono il livello di manipolazione e, di conseguenza, lo sfruttamento, il danno e l’opposizione. Altri, invece, si isolano, psicologicamente se non fisicamente. Al fine di gestire la minaccia rappresentata dal mondo esterno e di promuovere gli obiettivi del leader (s), questi gruppi tendono a:

1. dettare – a volte con dovizia di particolari – come i membri dovrebbero pensare, agire e sentire;

2. richiedere un particolare stato di esaltazione (ad esempio, poteri occulti, una missione per salvare l’umanità) per sé e / o il loro leader (s), e

3.intensificare la loro opposizione e alienazione dalla società in generale.

Secondo queste definizioni, i culti si differenziano dalle  ”nuove religioni”, dai “nuovi movimenti politici”, dalle “psicoterapie innovative” e da altri “nuovi” gruppi in quanto  tendono a usare tecniche di sfruttamento e di  manipolazione, di influenza e di assoggettamento del benessere individuale a favore di quello del leader.

I Culti differiscono anche da altri gruppi puramente autoritari, ad esempio, le organizzazioni militari e alcuni tipi di sette e Comunità. Questi ultimi, anche se rigidi e con caratteristiche di controllo, mancano delle norme interne ed esterne di cui si è parlato precedentemente e non sono estremamente manipolativi nè centrati sul leader. Le regole di controllo sociale di questi gruppi autoritari, anche se a volte coercitivi, sono coerenti, visibili, chiare e non  nascoste. Anche se le loro strutture decisionali sono gerarchiche, i leader dei gruppi puramente autoritari servono gli interessi del gruppo, non i propri. Inoltre, i gruppi più autoritari, ad esempio, quelli militari, devono rendicontare la loro attività alle autorità superiori. I leader dei culti, al contrario, non devono rispondere a nessuno del loro operato.

Poiché le società democratiche avallano la libertà individuale, l’autonomia e la dignità, tendono a criticare i gruppi settari. La causa di queste valutazioni negative, tuttavia, non è la novità o le convinzioni insolite presenti in questi gruppi, ma la loro condotta, in particolare i loro metodi di reclutamento, indottrinamento e sfruttamento dei membri.

Per quel che riguarda la manipolazioni del culto, è chiaro che alcune persone possono influenzare più facilmente di altre. Ash (1985) osservava che i seguenti tipi di fattori rendono alcune persone particolarmente vulnerabili alle manipolazioni di culto: alto livello di stress attuale, disillusione culturale in un ricercatore frustrato, la mancanza di un credo religioso, carenza di un sistema di valori intrinseco e  le tendenze di personalità dipendente, come indicato dalla mancanza di direzione interna, dalla mancanza di un adeguato autocontrollo (per esempio, anassertività), bassa tolleranza per l’ambiguità, e suscettibilità a stati di trance.
Il culto rende vulnerabili le proprie reclute in diversi modi, difatti esso riesce ad indurre e mantenere sostanziali cambiamenti comportamentali e psicologici nei propri membri in maniera sorprendente.

 

Per stabilire un esempio per dimostrare l’influenza degli ambienti di culto, si consideri l’osservazione dei non credenti della organizzazione Billy Graham Crusades, nel quale si è evidenziato che essi decidono di partecipare al percorso proposto dal gruppo per il  2% – 5% e solo circa la metà di questi neo convertiti diventano attivi dopo un anno. Circa il 15% restano convertiti in modo permanente (Frank, 1974, p. 82), vale a dire, sono attivi per dieci anni o anche di più. Quindi, meno dell’uno per cento (0,30% – 0,75%) dei neofiti del Billy Graham Crusades si convertono a tale gruppo. Inoltre, dopo la crociata (il percorso di conversione), queste persone tornano a casa dalle loro famiglie, al loro lavoro e alle loro identità precedenti.

Al contrario, due studi su centri meno conosciuti e periferici rispetto a questa organizzazione ha rilevato che circa il 10% dei soggetti reclutati in un workshop introduttivo lascia la loro vecchia vita alle spalle e diventa missionario a tempo pieno in quel gruppo entro un mese di permanenza (Barker, 1983; Galanter, 1980), con il 5% che restano membri anche dopo due anni (Barker, 1983).

Un attento esame dello studio di Galanter, tuttavia, indica che la percentuale dei soggetti che vi si uniscono potrebbe essere addirittura superiore di quanto riportato. Quattro “fuorusciti” nello studio di Galanter erano stati portati via dai genitori. Se queste persone fossero rimaste, la percentuale restante dopo un mese sarebbe stata del 13%, invece che del 9%.

Inoltre, i  centri esaminati da Galanter sono ben noti da chi ha familiarità con il gruppo per essere meno efficaci di quello di San Francisco, centro, su cui c’è stata una notevole controversia. La maggior parte delle reclute in questi centri erano state solo avvicinate per strada, mentre la maggior parte dei neofiti di Billy Graham Crusades aveva già avuto un contatto sostanziale con gli evangelisti prima di partecipare alla crociata (Billy Graham associazione, comunicazione personale al Dott. Langone, 1989).
Alcuni ricercatori (ad esempio, Barker, 1983) erroneamente interpretano questi risultati come una prova che la riforma del pensiero non si verifica in gruppi comunemente accusati di essere culti. Il loro grave errore, però, è quello di assumere che la riforma del pensiero ha praticamente il 100% di efficacia, cosa che nessun ricercatore serio ha mai affermato.

 

 

 

Riforma del pensiero: Cenni storici

”"

La sottoscritta  (Singer, 1986) ha osservato come nel corso di questo secolo una serie di eventi hanno dimostrato che l’autonomia individuale e l’identità sono molto più fragili  di quanto si crede comunemente. La Russian Purgue (campagna di politica di repressione dell’impero sovietico) del 1930 ha manipolato uomini e le donne affinchè confessassero falsamente di aver commesso crimini e affinchè accusassero gli altri di aver commesso crimini (Mindszenty, 1974).

La stampa mondiale espresse sconcerto e stupore per il fenomeno, ma, con poche eccezioni, presto si cessò di prestarvi attenzione (Rogge, 1959).

Alla fine del 1940 e nei primi anni del 1950 si assistette agli effetti delle università rivoluzionarie in Cina e alla sottomissione di un intero popolo ad un programma di riforma del pensiero che induceva milioni di persone a sposare nuove filosofie e ad adottare nuovi comportamenti. (Chen, 1960; Hinkle e Wolff, 1956; Hunter , 1953; Lifton, 1961; Meerloo, 1951; sergente, 1951, 1957, 1973; Schein, 1961).

Poi venne il conflitto coreano che sottoponeva i prigionieri di guerra delle Nazioni Unite ad un programma di indottrinamento sulla base di metodi che univano i programmi di riforma del pensiero cinese con altre tecniche di influenza sociale e psicologica (Farber, Harlow, e West, 1956; GAP , 1956, 1957; Schein, 1956).

A quel tempo il termine “lavaggio del cervello” è stato introdotto nel nostro vocabolario come “un termine colloquiale applicato a qualsiasi tecnica finalizzata a manipolare il pensiero umano o un’azione contro il desiderio, la volontà o la conoscenza della persona” (Enciclopedia Britannica, 1975).

A causa del sensazionalismo giornalistico, tuttavia, il termine “lavaggio del cervello” ha assunto una sinistra connotazione misteriosa.

Lifton (1961) usa il concetto di “riforma del pensiero”, ritenendo che oltre ad essere una traduzione più precisa del termine cinese di “lavaggio del cervello”, aiuta a spiegare, in aggiunta alle confessioni dei soravvissuti, i notevoli cambiamenti, dovuti ad azioni psicologiche non violente e non coercitive, prodotti in civili cinesi, pur non in stato di prigionia.

Il lavoro di Schein (1956, 1961) ha anche chiaramente dimostrato che né un carcere né le minacce fisiche sono necessarie per ottenere l’effetto della riforma del pensiero.

Dopo il conflitto coreano, la ricerca psicologica, preziosa, anche se a volte controversa, ha aiutato a riconoscere i processi attraverso cui gli individui possono essere controllati. Asch (1952) con i suoi studi sulla conformità, Milgram (1974) con i suoi esperimenti sullo shock, e Zimbardo (Zimbardo, Ebbesen, e Maslach, 1977) con i suoi studi sugli effetti del ruolo del carcere sull’individuo, ne sono solo alcuni degli esempi di ricerca più noti (vedi Cialdini, 1984, per una rassegna della ricerca sociale e psicologica).

Poiché questo lavoro accademico è continuato, altri eventi significativi hanno riacceso l’interesse del pubblico sui processi di influenza e controllo.

Il controllo diabolico di  Charles Manson su un gruppo di giovani della classe media ha scioccato il mondo durante i primi anni 70 (Atkins, 1978; Bugliosi e Gentry, 1974; Watkins, 1979).

A metà degli anni 70, migliaia di famiglie negli Stati Uniti erano perplessi e allarmati per l’influenza di una vasta gamma di guru e nuovi messia sulla loro prole.

Poi, il 18 Novembre 1978  Jim Jones ha portato 912 seguaci alla morte in una giungla della Guyana (Reiterman & Jacobs, 1982). Questa tragedia ha portato il concetto di riforma del pensiero all’attenzione del mondo.
Dopo Jonestown, l’interesse pubblico verso i  gruppi settari è aumentato in modo significativo. Inizialmente, la maggior parte era concentrato sui culti religiosi, specialmente quelli con rituali bizzarri o esotici e di sapore orientale. Ma col passare del tempo, le caratteristiche cultuali furono attribuite a frange cristiane (Enroth, 1986), a grandi gruppi con azioni di sensibilizzazione (Cannella & Farson, 1979; Finkelstein, Wenegrat, e Yalom, 1982;),  o con controversi programmi di riabilitazione dalla droga (Gerstel, 1982; Hawkins, 1980; Hawkins & Wacker, 1983; Mitchell, Mitchell, & Ofshe, 1980; Rebhan, 1983), e a gruppi di psicoterapia (Temerlin & Temerlin, 1982, 1986). Tutto ciò ha portato ad una applicazione più ampia, e alla conseguente confusione dei termini ” culto “e” riforma del pensiero “.

 

Noi qui proponiamo una precisazione: culto si riferisce ad una particolare struttura di potere e riforma del pensiero si riferisce a un particolare tipo di processo di influenza sociale e psicologica. Un gruppo che pratica riforma del pensiero non deve necessariamente essere un culto, ma un culto di solito pratica la riforma del pensiero al fine di mantenere la sua struttura di potere.
Riforma del pensiero: i programmi prima e seconda generazione

Lifton (1961) ha descritto “otto punti psicologici che sono predominanti nel campo sociale per la riforma del pensiero” (Lifton, 1961, p. 420): 1) controllo del milieu, 2) la manipolazione mistica, 3) la domanda di purezza, 4 ) il culto della confessione, 5) la scienza sacra, 6) linguaggio caricato, 7) la dottrina sulla persona, 8 ) dispensazione dell’esistenza.
Ofshe e Singer (1986) furono i primi a distinguere tra programmi di prima generazione di cui aveva parlato Lifton e programmi di seconda generazione, a cui erano interessati Ofshe e Singer (1986). La prima generazione di programmi includeva le tecniche sovietiche e cinesi progettate per estorcere false confessioni, per  inculcare convinzioni politiche e sociali e assicurare la conformità e l’obbedienza alle richieste dei leader. La “gestione” di questi era sponsorizzata dallo stato, i programmi di pensiero di prima generazione erano controllati alla partenza e includevano momenti di feedback tramite ricompensa/punizione durante il programma. Attraverso l’uso sapiente di eccitazione repulsiva e la pressione dei pari, i leader riuscivano a modificare le convinzioni espresse in politica e gli atteggiamenti delle persone designate.
I programmi di seconda generazione, utilizzati dai gruppi settari, tendono anche ad essere non violenti e, inoltre, non hanno la forza fisica e l’autorità di uno Stato. Pertanto, al fine di raggiungere i loro obiettivi, questi programmi hanno dovuto affidarsi a sotterfugi e capitalizzare sulle aree naturali di sovrapposizione tra  loro e sulle scelte individuali. Come i programmi di prima generazione, i programmi di seconda generazione utilizzano tecniche di influenza sociale, le tattiche e le strategie che sono ben documentate in psicologia sociale, marketing e socio-antropologico letteratura di ricerca (Cialdini, 1984; Gerstel, 1982; Hawkins, 1980; Hawkins & Wacker , 1983; Nader, 1990; Rebhan, 1983;. Zimbardo et al, 1977). È interessante notare come i programmi di seconda generazione riescono a coinvolgere psicologicamente un numero più ampio di soggetti rispetto a quelli di prima generazione (Hinkle e Wolff, 1956; Lifton, 1961; Ofshe & Singer, 1986; Singer & Ofshe, 1990).
I programmi di seconda generazione inizialmente si presentano come benevoli, promettendo di soddisfare le esigenze e le scelte individuali. I reclutatori pongono molta attenzione e usano rinforzi positivi circa gli obiettivi da raggiungere. Mediante conversazioni apparentemente intime e modalità di accoglienza i reclutatori valutano gli stati psicologici e sociali dei reclutati, conoscono i loro bisogni, le paure, il potenziale di dipendenza, e le resistenze reali e possibili.

Testimonianze di membri del gruppo, le credenziali (sia vere o false) dei leader, gli attacchi rivolti ai concorrenti del gruppo e la ‘reazione favorevole verso i membri’ rappresentano gli elementi per la percezione di un ambiente apparentemente accogliente e premuroso che tende a sostenere la domanda del gruppo di benevolenza e di superiorità e a convincere i neofiti di quanto potranno beneficiare aderendo a quel gruppo.
I neofiti raramente sono a conoscenza delle tecniche di persuasione sottili e del controllo messo in atto per modellare il loro comportamento, pensieri e sentimenti. L’unanimità apparentemente amorosa del gruppo è fatta di maschere rigide e di regole contro il dissenso privato e pubblico. Le domande sono deviate; ai commenti critici si risponde con suppliche sorridenti di “non indurre negatività”, o qualche altro “cliché”, per usare uno dei termini di Lifton. Se i nuovi membri persistono nella loro “negatività”, gli sarà ricordato dei problemi personali, dubbi e ricordi colpevoli che hanno rivelato ai leader. Dubbio e dissenso sono quindi interpretati come sintomi di carenza di personalità.

I potenziali membri e i neofiti scivolano in una spirale di crescente dipendenza dal gruppo. Essi sono spesso incoraggiati o gli viene ordinato di vivere con altri membri del gruppo. In molti casi, anche di  lavorare con gli altri membri. La gente  fuori dal gruppo è vista come spiritualmente, psicologicamente o socialmente inferiore, o come ostacolo allo sviluppo dei membri. Al fine di “avanzare” a un ritmo soddisfacente, i membri devono trascorrere lunghe ore coinvolti in vari esercizi ritenuti necessari dal gruppo. In breve, i membri trascorrono sempre più tempo con e sotto la direzione del gruppo.
Per garantirsi il proseguimento di premi del gruppo (lode, attenzione, la promessa di benefici futuri, ecc), i membri devono implicitamente se non esplicitamente, riconosce l’autorità del gruppo nel definire ciò che è vero e buono.

Tale riconoscimento non è semplice a parole, il gruppo pone continuamente nuove sfide e prove ai propri membri, stabilendo estremamente alte, se non impossibili, le aspettative riguardanti le attività (ad esempio, la raccolta di fondi, reclutamento di nuovi membri) e lo “sviluppo” personale (ad esempio, di essere liberi dalla “negatività” dei pensieri e dubbi).

Visto che il dissenso, il dubbio, e la negatività sono proibite, i membri devono progettare la costruzione di una facciata di “felicità” e di accordo, mentre lottano per raggiungere l’impossibile. Coloro che non riescono a progettare la facciata necessaria (perché, ad esempio, ammettono di solito, con molto senso di colpa, i loro dubbi sul gruppo) vengono attaccati e puniti, a volte brutalmente. Quelli che continueranno a “fallire per onestà” sono, in un modo o nell’altro, cacciati o espulsi dal gruppo.

Coloro che aderiscono al gruppo, sia senza punizioni che con esse, lo fanno perché imparano ad ingannare se stessi e gli altri. Imparano, proprio come i soggetti ipnotizzati, secondo la  logica della  trance, come per convincere se stessi che il gruppo ha sempre ragione, anche se si contraddice. Crescente isolamento dal mondo esterno al gruppo, estenuante attenzione alle attività di servizio del gruppo e pratica di  esercizi che inducono stati dissociativi (per esempio, la meditazione, il canto, il parlare in lingue) possono facilitare questo processo di scissione, che in alcuni casi, assomiglia a quello che Lifton (1987 ) chiama “raddoppio”.

La dissociazione psicologica permette ai membri di adattarsi al progetto del gruppo e agli elementi che lo caratterizzano, vale a dire, il suo set di contraddizioni delle regole sociali. I membri si trovano in un bivio di  “fedeltà / tradimento” (MacDonald, 1988): se rimangono fedeli alla loro percezioni di sé e del mondo, tradiscono il gruppo da cui sono diventati eccessivamente dipendenti; se rimangono fedeli al gruppo, tradiscono la loro percezione di ciò che è  buono e vero.

I programmi di riforma di pensiero di seconda generazione inevitabilmente portano al tradimento di se stessi, perché da quel bivio non c’è scampo e si giunge a un “attacco fondamentale dell’essere – la centrale immagine di sé, il senso stesso di autenticità e l’esistenza del sé”.

Al contrario, l’attacco di prima generazione dei programmi opera su una proprietà periferica del sé, la propria visione politica e sociale “(Ofshe & Singer, 1986, p. 18).

Se la seconda generazione di programmi, che operano in società libere ed aperte, non avessero attaccato elementi centrali del sé dei membri, non sarebbero sopravvissuti. Informazioni al di fuori del gruppo sarebbero serviti a neutralizzare l’indottrinamento politico e sociale, così come è avvenuto alle vittime della riforma del pensiero quando sono state liberate dalla prigionia in Corea, Cina e altrove.

Culti di psicoterapia: esempi di casi



Contesto generale

I Culti di psicoterapia possono derivare dalla distorsione e dalla corruzione della terapia a lungo termine individuale (Temerlin e Temerlin, 1982; Conason e McGarrahan, 1986) o di psicoterapia di gruppo (Hochman, 1984), o possono essere avviati da una varietà di non professionisti (West e Singer , 1982; Singer, 1983, 1986). I Leader di tali gruppi variavano da docenti universitari a persone con una formazione non adeguata a gente in libertà vigilata per qualche crimine commesso.
Gli autori hanno studiato indipendentemente 22 culti di psicoterapia negli ultimi anni. I gruppi variano nel formato da 15 persone in due gruppi che al loro picco hanno avuto più di 300 membri. Il più grande di questi due gruppi era composto da 350 membri che vivevano all’interno e 400 membri periferici. La storia della loro esistenza va da 5 a 25 anni, e tutti tranne uno sono ancora presenti (all’epoca di questo articolo ndt). Quindici sono stati condotti da persone professionalmente preparati (psicologi, psichiatri, assistenti sociali), che col passare del tempo hanno inserito ex pazienti col ruolo di “terapista” nei gruppi. Sette erano gestiti da non professionisti (che vanno da ex-impiegati a criminali condannati). I “terapeuti” erano, con una sola eccezione, caucasici. I pazienti sono stati in primo luogo della classe medio-alto borghese caucasici con diplomi o lauree specialistiche. I gruppi erano situati in sei stati.

Metodo

I metodi tradizionali di ricerca sul campo nelle scienze comportamentali sono stati rispettati. Interviste personali sono state condotte con molti come informatori, rispettando la disponibilità dei membri. Documenti (legali, dei media, interni, documenti e scritti pubblicati) sono stati esaminati. Quando disponibile sono stati acquisiti nastri di capigruppo o di membri durante le attività di gruppo. Quando possibile, informatori multipli sono stati intervistati. Anche se in alcuni casi solo uno o due membri di un gruppo erano disponibili per lo studio, ben  37 informatori del medesimo gruppo sono stati intervistati. L’intervista variava da due ore a decine di ore per gruppo. Alcune persone si sono recate a due degli autori per la terapia, alcuni sono stati seguiti nel contesto di un contenzioso, alcuni erano ricercati per la conoscenza delle loro esperienze all’interno della comunità. Molte persone che abbiamo intervistato sono state escluse da questa relazione, perché erano state vittime di abusi, di pratiche illegali della terapia, o che avevano vissuto in un ambiente  che non soddisfaceva la definizione di  culto.

Il  Dr. Temerlin ha intervistato e/o trattato 38 persone (17 in psicoterapia a lungo termine). La  sottoscritta ha intervistato e/o trattato 82 persone.
I tirocinanti come seguaci

 

La sottoscritta ha studiato un gruppo cultuale che si è evoluto quando uno psichiatra e sua moglie hanno offerto la loro clinica come collocamento di supervisione per gli studenti che studiano per lauree specialistiche in psicologia e counseling. I tirocinanti sono stati indotti a cedere immobili di proprietà alla coppia, per ottenere i soldi dalle loro famiglie per la terapia con l’uomo e sua moglie, e a seguire solo questa forma di terapia. La coppia induceva i suoi seguaci  a ritenere che solo questa terapia potesse salvare loro e il mondo. I pazienti-allievi erano indotti a prendere fratelli più piccoli e portarli dentro e a pagare per la loro terapia e a reclutare altri allievi presso le loro scuole affinchè aderissero al “movimento”. Il gruppo è cresciuto e si è trasferito in un ambiente rurale in cui sono coinvolti nella gestione di un programma residenziale di trattamento per pazienti psicotici gravi. Quindi le attività dei tirocinanti, mediante la cura dei pazienti psicotici e il reclutamento di neofiti, avevano il compito (come afferma lo studio che segue di Temerlin & Temerlin) di diffondere le teorie dei capi.

 

Temerlin & Temerlin.

 

Nel 1982 Temerlin e Temerlin hanno studiato

* Cinque gruppi bizzarri di professionisti della salute mentale che sono stati originati da cinque docenti di psicoterapia, che ignoravano costantemente i divieti etici avendo molteplici relazioni con i clienti. I pazienti erano amici dei loro terapeuti, amanti, parenti, dipendenti, colleghi e studenti. Allo stesso tempo sono diventati “fratelli” legandosi insieme per ammirare e sostenere il loro terapista comune. (P. 131)

Le scorrettezze di violazioni di ruolo da parte dei terapeuti sono stati aggravati dal loro uso di tecniche di influenza indiretta, ingannevoli e coercitive che hanno portato i pazienti a rispettare i desideri dei terapisti. Questi terapeuti hanno violato il codice deontologico instaurando relazioni di sfruttamento e di abuso con i loro clienti e  manipolandoli per loro personali vantaggi. Questi culti si sono formati quando i professionisti eticamente deviati, hanno strumentalizzato il rapporto confidenziale con i clienti e hanno  portato i clienti a formare gruppi coesi e incestuosi. I leader sono stati idolatrati piuttosto e nessuno di loro ha tentato di studiare e comprendere il transfert. Invece dell’autonomia personale vengono incoraggiati la sottomissione, l’obbedienza e i legami di dipendenza tra pazienti e terapeuti. Il loro pensiero alla fine somigliava a quello che Hoffer definiva “True Believers” (1951) e Lifton (1961) “totalitario”. Cioè, i clienti sono stati indotti ad accettare acriticamente le teorie loro terapeuti, a sviluppare idee paranoiche verso il mondo esterno, per limitare i rapporti e a pensare al mondo d’elite creato dal culto dei  terapeuti e a dedicarsi ad esso. I gruppi studiati da Temerlin e Temerlin variano di dimensioni da 15 a 75 membri e hanno avuto vita da 10 a 15 anni.
Sullivanians.

 

Da alcuni anni i media hanno riportato le affermazioni fatte da ex membri di un gruppo di New York chiamato Sullivanians. Le accuse, sui casi di affidamento di minori, sono state presentate dalla stampa dal 1975. (Black, 1975). Di recente, le accuse quasi identiche sono state presentate in altri casi di custodia (Conason & McGarrahan 22 aprile 1986; Henican, 1988; Lewin, 1988; McMorris, 3 giugno 1988, Reed, 1988; Span, 1988). Lewin (1988) ha dichiarato:

* Per venti anni, i Sullivanians sono stati una presenza silenziosa a Manhattan – una comunità i cui 200 membri che vivono insieme in tre edifici sulla West Side si occupano di un gruppo di teatro politico nell’East Village. (B.1)

Ma molti di quelli che hanno lasciato il gruppo dicono che i Sullivanians sono diventati un culto di psicoterapia bizzarro i cui leader controllano ogni aspetto della vita dei membri, comprese le loro modalità di vita, pratiche sessuali, scelta della professione, hobby, pratiche educative, e richiedono tre volte la settimana sedute di terapia con ogni membro dell’Istituto Sullivan per la Ricerca in Psicoterapia. (B.1)

Un padre racconta:
* L’idea di base del gruppo è che la famiglia è la radice di ogni male e che un bambino non dovrebbe avere un rapporto speciale con i suoi genitori, così come gli adulti Sullivanians non dovrebbero parlare con i loro genitori. Tutti, anche i bambini, dovrebbero avere il maggiore numero possibile di appuntamenti terapeutici. Ho calcolato che in una settimana mio figlio doveva fare terapia con 23 persone diverse. Io voglio che lui viva in questo modo. (Lewin, 1998, B.1).

 

 

Secondo Lewin (1988) i membri del gruppo – anche coloro che sono sposati tra di loro – vivono in appartamenti con più di una dozzina di compagni di stanza dello stesso sesso e sono incoraggiati a dormire con un membro diverso del sesso opposto ogni notte.
Il gruppo nasce  nel 1957 quando un gruppo di terapisti dissidenti si staccò dal Alanson White Institute, che era stata fondata da Harry Stack Sullivan. Interviste con dodici ex membri del gruppo e un esame dei documenti legali (v. Dobash Bray, 1985; Sprecher v. Sprecher, 1985) e resoconti dei media, come quelli citati in precedenza, hanno rivelato che ciò che era iniziato come un centro di terapia evoluto in una psicoterapia collettiva si è, infine, trasformato in una organizzazione settaria che controllava quasi tutte le aree della vita  dei cosiddetti “pazienti”. Un contenzioso tra ex membri e il gruppo è ancora in corso a New York  presso la Suprema Corte (v. Dobash Bray, 1985; Sprecher v. Sprecher, 1985).

 

 

 

Il Centro per la Terapia Feeling.

 

Hochman (1984), scrivendo di una scuola ormai defunta di psicoterapia, il Centro per la terapia Feeling, descrisse i molti sintomi tipici trovati in ex clienti e pazienti che erano stati membri di questo gruppo:

* Appare un culto distruttivo.  Vira verso un rimodellamento dell’individuo a conformarsi ai codici e alle esigenze del culto, istituendo nuovi tabù che impediscono il dubbio e la critica, e producendo una sorta di scissione in cui i membri della setta si vedono come una élite circondata da non illuminati e anche pericolosi, estranei. (P. 367)

Questo gruppo, che ha avuto vita per  circa dieci anni, era composto da 350 pazienti che vivono vicino l’un l’altro condividendo le case nel quartiere di Hollywood di Los Angeles.

Centinaia di altri sono stati pazienti ambulatoriali non residenti, e altri comunicavano con i  ”terapeuti” per lettera. (Alcuni terapisti erano autorizzati, altri sono stati presumibilmente pazienti assegnati ad essere terapeuti.). Massimo beneficio presunto è venuto solo ai residenti, ed i pazienti sono stati indotti a vedere se stessi come potenziali leader di un movimento di terapia che avrebbe dominato il 21 ° secolo. Il leader aveva promulgato una “teoria” che sosteneva  gli individui con funzione di “ragionevole follia”. Ma se imparano ad “andare al 100%” in cinque aree – espressione, sentimento, attività, chiarezza, e contatti – possono mettere da parte le loro “vecchie immagini” e diventare “sani”, livello che è stato definito come il “punto più elevato dei sentimenti. ” Quest’ultimo obiettivo ambiguo era considerato il raggiungimento del prossimo stadio dell’evoluzione umana (Mithers, agosto 1988).
Numerose le azioni legali (Hart et al v. McCormack et al, 1985; Raines et al v. Center Foundation, 1985; Stato della California, Commissione Esaminatrice Scienze Comportamentali v. Cirincione, 1985; Stato della California, Comitato Psicologia esaminatrice , Divisione di Professioni Sanitarie alleati, Collegio di Medicina Quality Assurance v. Corriere, Oro, Hart, Hopper e Karle, 1985; Stato della California, Consiglio di Quality Assurance Medica, Dipartimento di Medicina Consiglio di Quality Assurance v. Woldenberg Consumatori ‘, 1985; Timnick, 21 Aprile, 1986, 30 settembre 1987) riguardano il Centro per la Terapia Feeling. Nel suo lavoro su molti di questi casi, la sottoscritta ha intervistato 37 ex membri di questo gruppo e ha studiato 92 affidavit, innumerevoli documenti legali e ha analizzato decine di ore di sedute di terapia su nastro. Il Dr. Temerlin anche ha intervistato un certo numero di ex membri e ha studiato le fonti citate collaterali. (Il numero esatto non è noto in quanto il Dr. Temerlin morì prima di questo lavoro fosse completato.)

In questi casi legali, che ho citato, gli imputati sono stati accusati di aver trasgredito le norme della psicologia, della medicina e della cura psicoterapeutica. Nello specifico le accuse erano:

 

* Hanno creato un senso di impotenza nei pazienti, privandoli del sostegno sociale (amicizia, parentela, l’ambiente ordinario,  ruoli professionali, ricchezza) e della fiducia psicologica (attraverso la denigrazione e con la creazione di stati di esaurimento fisico), e mediante una forzata massiccia richiesta di apprendimento del nuovo attraverso un processo di ricompensa/punizione (tra cui induzioni di stati d’ansia e sensi di colpa, punizioni fisiche, come le molestie sessuali).
* Hanno utilizzato insulti razziali, religiosi ed etnici, umiliazioni fisiche e verbali, abusi fisici, soprattutto sessuali, minacce di follia e di violenza  e  stati forzati di esaurimento fisico e mentale.

* Hanno rappresentato ai pazienti un centro in cui  dovrebbero sperimentare odio e sensi di  colpa verso i  loro genitori a causa del loro essere pazienti ‘pazzi’, hanno dato i figli dei loro pazienti in adozione, ed hanno indotto aborti, apparentemente perché i  membri del Centro sono troppo “pazzi” per essere genitori.

* Hanno avuto in intimità sessuali con i loro pazienti, hanno indotto pazienti a picchiare altri pazienti, hanno autorizzato persone non formate a condurre sessioni di terapia senza alcuna supervisione.
* I clienti sono stati incaricati di togliere la loro biancheria intima e di stare in una “posizione di stress” con le gambe piegate per ore.
* Sono state raccolte “donazioni” per migliaia di dollari dai singoli  pazienti per la costruzione di una palestra che il Centro non ha mai usato, così come per l’acquisto di un ranch con altri terapeuti in Arizona.
* I pazienti sono stati fatti a stare nudi  di fronte a gruppi, ai pazienti è stato ordinato di ispezionare i genitali di altri pazienti di fronte al gruppo.
* Ad un paziente di sesso maschile, che voleva tornare al college per studiare musica, piuttosto che lavorare come meccanico in un centro commerciale, è stato fatto indossare un pannolino, è stato costretto a dormire in una culla e mangiare alimenti per l’infanzia per otto settimane perché il suo terapeuta ha detto che quel paziente voleva vivere la sua vita come un bambino.

Timnick (1986), ha riferito che nel Centro “una volta comunità terapeutica alla moda”, le terapie legali erano  ”diventate più lunghe, più costose e più complesse” definendo questo “un caso di cattiva pratica della psicoterapia nella storia della California” (p. 3). Più di 100 ex pazienti ha presentato denunce di truffa, cattiva condotta sessuale e abusi. Cause civili si sono aperte per più di sei milioni di dollari per conto di ex pazienti (Timnick, 1987).

”Dr. Tim”.

 

A quaranta anni, divorziato, con licenza di psicologo clinico, ha sviluppato un seguito di adepti nel  1971, una parte dei quali esiste ancora anche se lui è morto da diversi anni. Il dottor Tim avuto clienti muoversi in casa sua. Essi pagavano una tassa mensile per la terapia più vitto e alloggio e Tim direva le loro vite. Il dottor Tim e la maggior parte dei suoi seguaci fuggirono all’estero insieme in uno stato orientale quando le spese legali sono state attribuite contro di lui, per accuse di aver abusato sessualmente di minori. Il gruppo ha vissuto in comunità per circa sette anni, fino agli esiti legali. Il gruppo so è spostato ancora, ritornando ad in uno stato occidentale.

Una volta sviluppato, il gruppo era costituito da una media di quaranta membri, tra cui alcuni bambini. C’era un giro d’affari durato tredici, durante il quale  il dottor Tim induceva i suoi membri che lasciandolo avrebbe causato loro il  condurre una vita di sofferenza mentale. I pazienti erano reclutati sostituzioni tra coloro che erano sofferenti. Lasciare il gruppo era difficile, in quanto il dottor Tim aveva invitato i più forti del gruppo a recuperare chiunque fosse un potenziale fuggiasco. Le persone che hanno cercato di lasciare apertamente erano fisicamente minacciate.

Il dottor Tim diceva ai suoi pazienti che era “una persona più illuminata di Gesù”  e che “aveva creato la terapia definitiva, combinando Freud, Zen, Yoga Kundalini, e LSD.” Egli insegnava a “ignorare il proprio ego.”

Nessuna critica o reclami erano tollerati da Tim, le critiche erano propinate come un  ”essere nella tua testa,” piuttosto che “nei vostri sentimenti.” Ogni sensazione veniva etichettata  come un  “essere nella vostra roba” e, quindi, come indicazione del disturbo mentale individuale.

In una sessione iniziale di terapia individuale il dottor Tim privatamente diagnosticava ogni nuovo membro come possessore di segni segreti di una grave malattia mentale (es. schizofrenia paranoica, maniaco-depressiva) e annunciava che solo lui poteva curare la sua persona.

Durante le terapie di gruppo i membri venivano umiliati e castigati da lui come “stupidi, stupidi e pazzi.” Fu detto che i loro genitori, in particolare le loro madri, avevano causato la loro malattia mentale e i pazienti dovevano “dissociarsi” da loro, ma non come fonte di denaro per la terapia. Tutte le telefonate che coinvolgono genitori erano furtivamente registrate e riprodotte in sedute di terapia di gruppo per dimostrare come i genitori erano dannosi per i pazienti.

La terapia includeva il cambio di una carriera intellettuale con un lavoro più umile e fisico, apparentemente “per conoscere il corpo, per avere esperienze Zen, e per imparare a sentire.” Sembra anche, però, che il dottor Tim utilizzasse i suoi pazienti come  servi in casa e per il suo cortile.
Inoltre, la quantità e la regolarità dell’uso di  LSD ha portato i seguaci a ridurre le proprie potenzialità lavorative. Inoltre, lavori a bassa retribuzione nei motel vicino a lui ha reso molto difficile per i “pazienti” accumulare denaro e fuggire dal gruppo. Il Dr. Tim aveva anche indottrinato i  membri a credere che il gruppo era la “famiglia” e gli amici di cui avevano bisogno. Dopo tutto, egli sosteneva, vivevano in una grande casa e avevano accesso alle auto, al sesso e alla terapia non disponibile altrove.
Il dottor Tim ha affermato che le famiglie erano dannose, ha rotto e ha impedito i matrimoni e ha fatto sì che i bambini fossero cresciuti dal “gruppo” e non dalle loro madri. Ha inoltre promosso i contatti omosessuali e eterosessuali. Egli ha permesso che maschi potessero avere quattro o cinque uomini vivendo in una camera da letto insieme e masturbandosi reciprocamente. Poi fece sì che con una pratica yoga  gli uomini, giacendo sul pavimento, riuscissero ad inserire un dito in bocca e il dito medio nel sedere di un altro uomo mentre lo stesso veniva fatto a loro. Durante la supervisione di queste sessioni, il dottor Tim pare avesse rimproverano gli uomini che erano sconcertati per la prescrizione. Il Dr. Tim aveva rapporti sessuali con molte donne, molti uomini, e alcune ragazze adolescenti i cui genitori erano single nel gruppo. Una bambina di nove anni riferì di essere stata chiusa nella sua stanza per oltre  tre anni con i membri del gruppo, dimenticando spesso il suo cibo perché erano stordita da droghe. Il Dr. Tim possedeva tutti i beni e le automobili dei suoi pazienti e spesso usava il  materiale che aveva imparato per sessioni di terapia individuale come leva per portare i pazienti a devolvergli  le proprie proprietà e possedimenti

.
Poco dopo essersi trasferito di nuovo sulla costa ovest degli Stati Uniti, un certo numero di seguaci scappò. Alcuni andarono alle autorità legali, solo per scoprire che il dottor Tim non aveva tenuto il suo rilascio di autorizzazioni o di assicurazione. Il dottor Tim è morto di cancro poco dopo il ritorno alla costa ovest. Un piccolo gruppo di suoi ex “pazienti” vivono ancora nei pressi di uno di loro e si incontrano per esaltare le virtù del loro leader e si chiedono perché le loro vite non hanno mai funzionato. La loro confusione continua 20 anni dopo che  il dottor Tim ha avviato il gruppo e che ha promesso una cura per liberarli. Ex membri sostengono che loro e il gruppo che ancora si aggrappa alla memoria del Dr. Tim sono stati danneggiati in maniera irreversibile.

 

 

Culti di terapia non professionale

La libertà sulla costa dell’est ha permesso lo  sviluppo di  due culti psicologici in Stati che non hanno leggi che regolano le pratiche psicologiche. Alcuni uomini al ritorno da detenzioni restrittive elaborarono terapie che portarono alla costruzione di comunità settarie. Un gruppo era basato sulla tecnica di  ”Primal Scream”, l’altro sulla terapia di attacco provocatorio di un tipo spesso etichettato come un programma “Synanon-clone”.
Un caso. Un uomo operava da un appartamento al secondo piano in un quartiere occupato metropolitano. Reclutava adepti dai bar nelle vicinanze, librerie e avvicinandosi a mense in cui erano presenti  uomini  e donne single, invitandoli a prendere un caffè e parlare con lui della sua “terapia”. A volte usava manifesti in cui venivano pubblicizzate conferenze gratuite sulla “psicologia del sesso, sulla psicologia in generale  e sulla solitudine.” La sua intelligenza di strada assieme al suo estro e al suo gergo procuravano una attenzione intensa e seduzione. Raccontava storie dettagliate in privato sulla sessualità ma le raccontava anche in pubblico,  in sessioni di gruppo, per dimostrare come era “addolorato e danneggiato” da ogni persona. Nel suo gruppo si pagava poco per incontri iniziali, ma nello stesso tempo elaborava costosi corsi “intensivi”. Radunò informazioni dettagliate sulla situazione patrimoniale di ogni persona, famiglia e contatti sociali.  Combinava le sue  informazioni con le proprie interpretazioni delle tecniche di Primal Scream per fa abbassare le difese dei suoi adepti e per renderli sempre più dipendenti da lui. Una quindicina di persone negli ultimi otto anni hanno speso il loro tempo libero con lui, frequentando i seminari e incontrandolo individualmente più volte alla settimana, e facendo affidamento su di lui per la maggior parte delle decisioni della vita. Diversi studenti universitari chiedevano denaro ai propri genitori per l’acquisto di “terapia” da lui. Chiedeva  che le sue prestazioni fossero pagate in contanti. C’è stato turn-over tra i seguaci, ma pochi erano stati presenti nel primo periodo in cui ha creato il gruppo.

Secondo caso. Il secondo gruppo è stato avviato da un comunicatore descritto come un borghese,  un uomo sulla quarantina che aveva imparato la terapia conflittuale di attacco durante un programma di riabilitazione dalla droga, che gli era stato somministrata durante il periodo di dentenzione.

La sua storia rivela un carattere disordinato di un uomo che, dopo aver lasciato il suo programma di riabilitazione dalla droga, ha visto i vantaggi economici di fornire “terapia” per difficoltà ad adulti occupati in uno stato al limite della legalità. Usando le sue tecniche di accoglienza e le modalità di controllo, ha “messo su bottega”. Inizialmente, ha attirato alcuni clienti dal bar e da un ristorante, poi ha chiesto  loro di reclutare  amici e parenti. Più tardi, ha iniziato  la collaborazione con uno psichiatra ed uno psicologo. Questi professionisti gli erano utili per creare un’aura di “scienza e credibilità” a quella che era la sua attività. I documenti legali (non citati qui per proteggere l’anonimato delle parti lese) hanno evidenziato che nessuno dei suoi pazienti è stato visitato e inviato ad un trattamento più appropriato medico o psicologico.
Per più di dieci anni ha controllato la vita di un gruppo di circa sessanta persone. Ai suoi ordini, questi seguaci hanno limitato le loro amicizie al gruppo, hanno reciso le relazioni con le loro famiglie di origine, hanno trascorso la maggior parte del loro tempo libero, vacanze comprese, con lui, e strutturato le loro vite dopo il suo diktat. Dirigeva gruppi di confronto, offriva consulenza individuale, supervisionava la vita sanitaria, finanziaria e sociale dei suoi “clienti”, e li induceva a trascorrere le proprie vacanze con lui.

Terzo caso. In un altro stato, un uomo abbandonato ha iniziato la  sua carriera in un culto composto principalmente da assistenti di volo delle linee aeree. Ha partecipato a molti incontri di formazione e si è sottoposto a  terapia personale. Egli ha letto molto sulla psicologia “innovativa” e si è sottoposto abilmente  a psicoterapie varie, interviste, tecniche interpretative e di mediazione. Ha frequentato ristoranti vicino ad un aeroporto locale sino a tarda notte. Con una tazza di caffè e il giornale della sera aveva avuto un approccio con una assistente di volo femminile che stava mangiando da sola, chiedendole di condividere la sua tavola. Le aveva spiegato che era un genitore premuroso per i suoi figli giovani che erano a casa con una baby-sitter, si informò sulla carriera della donna e della famiglia e fece una breve intervista di screening per individuare la solitudine, la vulnerabilità, la fiducia nelle donna. Non le fece offerte sessuali, ma mentre la donna stava terminando il suo pasto scrisse il suo indirizzo e numero di telefono su una scheda e le disse: “Domani sera incontrerò alcuni amici. Parlerò di alcune riflessioni sulla psicologia con loro. Sei invitata, se vuoi.” Egli poi aveva indotto un certo numero di donne a trasferirsi nella sua grande casa, dalle quali faceva pagare l’affitto, si faceva fare donazioni “per il gruppo” e per le lezioni e le consulenze psicologiche che lui offriva. Alla fine ha indotto il suo gruppo di  ”pazienti”, che egli consigliava intensamente, a limitare la loro vita sociale al gruppo ed evitare vecchi amici, parenti e amanti. Ha incontrato singolarmente con ogni donna, ripetutamente per “analizzare” le sue esperienze passate negative e sviluppare un intenso rapporto di “transfert”, in cui era in grado di ottenere una dipendenza sempre più forte da lui. Nel tempo è riuscito ad organizzare un giro d’affari tra gli  iscritti, ed anche a sviluppare una rete di seguaci donne che avevano l’onore di diventare le sue amanti, baby-sitter e governanti. Le donne più alla periferia venivano sottoposte a un’intensa “analisi” mediante sessioni in cui interpretava le loro motivazioni e cercava di evocare intense “esperienze catartiche”. Coloro che si spostano più vicine a lui sostituivano man mano  quelle che si allontanavano.

Quarto caso. Ancora un altro gruppo cultuale è stato attivato circa otto anni fa da Ray, un uomo senza titoli di studio. Ha mantenuto un gruppo di una media di circa 30 membri in tutto quel periodo. Una parte importante di questi seguaci sono psicologi e laureati in psicologia in fase di tirocinio. Ray attrae questi professionisti attraverso annunci per seminari sullo sviluppo del potenziale umano. Egli afferma che insegnerà loro come “unire, trasformare, e coniugare le proprie esperienza di vita”. Egli sostiene di offrire i suoi servizi in maniera “completamente gratuita”, e che “insegnerà a realizzare i propri sogni, perché l’universo è a portata di mano”. Vende corsi di formazione di base di tre settimane, di solito in località di vacanza attraente, in cui promette modi per “ricreare continuamente se stessi, essere liberi acquisire il tutto in modo gratuito.” Ricoprendo queste abilità personali “nascoste” di ciascuno, promette ai partecipanti di renderli terapeuti e persone più libere.
Ray recluta selettivamente alcuni partecipanti dei seminari chiedendo loro di trasferirsi a casa sua vicino a una grande città, dove egli afferma che si “trasformeranno, alleneranno, impareranno ad arrendersi, ad essere in servizio, e ad abbattere le loro difese, ad affidarsi”. Abbastanza importante, ha messo su un “fondo finanziario libero” a cui seguaci sono chiamati a contribuire “solo con contanti, niente assegni o carte di credito”.
Quando i suoi seguaci si trasferiscono da lui, Ray dice loro che sono “perdenti, che devono rinunciare alla propria vita per lui e che egli è la loro guida, il loro Maestro”. Poiché la maggior parte sono professionisti e provengono da altri stati, spesso hanno difficoltà a trovare lavoro a causa di problemi di licenza e di altro genere. Così, la maggior parte è costretta ad accettare lavori a bassa retribuzione o di prendere in prestito denaro al fine di partecipare ai servizi offerti di Ray.

I seguaci che non mostrano una costante attività vengono considerati da Ray come perdenti e vengono messi da parte a svolgere ”trattamenti” degradanti. Queste persone riferiscono che mentre erano nel gruppo erano depressi, demoralizzati, e cronicamente ansiosi rispetto a come “essere”. La loro autostima è stata schiacciato e si sentivano dipendenti, sbagliati e cercavano ansiosamente di comportarsi come Ray avrebbe voluto. L’atmosfera prevalente del gruppo è stato un contrasto tra alta tensione prodotta da Ray e la dipendenza indotta. Ex seguaci descrivono come Ray che sembra essere la più innocente, la più tenera persona, è l’uomo più spietato che abbiano mai incontrato. Ripete ai suoi seguaci di “ricreare loro stessi, per mezzo di una trasformazione, fusione con quella esperienza che egli permette loro di avere”.
Uno psicologo esperto sulla quarantina d’anni ha trascorso diversi anni con il gruppo, mentre lavorava in una clinica di tutto rispetto. Egli ha osservato: “In qualche modo quando ero intorno a lui, ho perso il mio senso di sé, ho perso tutta la mia conoscenza, tutte le mie capacità diagnostiche non sono riuscito a riconoscere uno psicopatico brillante aveva il controllo su di me.” Il gruppo continua a crescere e Ray ha ora  dato vita a due grossi gruppi di seguaci.

Osservazioni conclusive

I gruppi segnalati qui, sia se creati da terapeuti formati sia da non professionisti, nascono assumendo molteplici ruoli e portano tutti i leader ad esercitare un controllo sulla vita dei cosiddetti pazienti-seguaci. I leader di questi culti di psicoterapia sembrano corrotti e utilizzando liberamente nozioni di psicologia e popolar-psicologia fanno affermazioni senza limiti, acquisendo poteri e competenze personali. Così essi denigrano i genitori dei loro pazienti, il matrimonio e l’unità familiare ed esaltano l’espressione cruda dei “sentimenti” ritenendo l’intelletto e la ragione come ostacoli alla crescita personale.
Alcuni leader, ma non tutti, hanno ampiamente promulgato la nozione di “uscire di testa” e, di conseguenza, avevano seguaci  tecnici o professionisti del settore. In molti casi, la perdita di controllo assieme a quella del proprio patrimonio economico ha reso sempre più dipendenti i seguaci dal proprio leader.
La personalità, i tratti del carattere, e la viva fantasia dei leader di questi gruppi settari sembrano dirigere l’intero percorso di un particolare gruppo. Diversi leader esagitati o psicopatici, per esempio, hanno creato gruppi che sono in continua attività. In un caso un leader ha chiesto ad un  suo seguace di spostare la sua residenza 25 volte in due mesi. In altri casi, come ad esempio nelle sessioni di gruppo sull’omosessualità del Dr. Tim, il leader lentamente disinibiva  i suoi membri al fine di persuaderli ad accettare comportamenti e valori che permettevano a lui di vivere le sue fantasie, come ad esempio essere una persona potente, essere al di sopra della legge, indulgere in atti sessuali sfrenati, etc. Temerlin & Temerlin nei loro primi lavori hanno evidenziato come alcuni terapeuti formati funzionassero come leader di setta (Temerlin & Temerlin, 1982, 1986) ed hanno identificato le principali caratteristiche dei culti di psicoterapia. Essi hanno scritto:

Gli psicoterapeuti con caratteristiche di tipo carismatico possono così manipolare la relazione terapeutica creando dei gruppi di persone che funzionano in maniera molto simile ai culti religiosi distruttivi. Le tecniche usate da questo tipo di  terapisti sono caratterizzate da:  a) aumento della dipendenza, b) aumento dell’isolamento, c) riduzione della capacità di pensiero critico, e d) scoraggiamento dell’interruzione della terapia. (Temerlin & Temerlin, 1986, p. 234)

Altre ricerche successive, riportate in bibliografia, di Temerlin Temerlin hanno portato ad altre scoperte di culti di psicoterapia creati da non professionisti. Come per altri tipi di sette, i culti di  psicoterapia tendono ad impiegare programmi coordinati di influenza, di sfruttamento e di controllo del comportamento al fine di soggiogare i membri alle esigenze e ai desideri dei dirigenti. Questi gruppi ben illustrano i processi che caratterizzano un programma di riforma del pensiero, e mostrano chiaramente come i leader attaccano e minare il senso di sé dei seguaci, così privandoli della capacità di autonomia del  giudizio e della elaborazione dell’informazione sul mondo e su se stessi.

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Acknowledgements

We are grateful to Jane Temerlin, M.S.W., wife and colleague of the late Dr. Maurice Temerlin, for her assistance in completing this manuscript, which meant so much to her husband.

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Margaret Thaler Singer, Ph.D ., Adjunct Professor of Psychology at the University of California, Berkeley, passed away in 2003.

Maurice K. Temerlin, Ph.D., before his death in 1988, had been in private practice in Oklahoma City.

Michael D. Langone, Ph.D. is Editor of the Cultic Studies Journal and Executive Director of the ICSA .

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Cultic Studies Journal, Vol. 7 No. 2 1990
This article is an electronic version of an article originally published in Cultic Studies Journal, 1990, Volume 7, Number 2, pages 101-125.

http://www.freeminds.org/psychology/cults/psychotherapy-cults.html

 

Margaret Thaler Singer, Ph.D.

Professore emerito di psicologia presso la Berkelev, Università della California. Muore il 23 Novembre 2003, all’età di 82 anni.

Durante la sua attività ha tenuto conferenze in tutto il mondo e ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il premioHopheimer nel 1966 dall’American College of Psychiatrist e la Stanley Dean R. e quello per la ricerca in schizofrenia nel 1972 dalla American College of Psychiatrists .

La Singer ha prodotto ricerche innovative sul lavaggio del cervello dei soldati americani catturati durante la guerra di Corea, e spesso è stata nominata da avvocati come testimone esperto o anche contattata dai mezzi di informazione per il commento su casi di alto profilo, tra cui il Tempio del Popolo e il suicidio di massa a Jonestown, nella Guyana. Inoltre si è occupata della ricerca del Hillside Strangler a Los Angeles, e quella su Branch Davidian e del culto Porta del Cielo. Nel corso degli anni, ha intervistato più di 4.000 membri di sette, tra cui Charles Manson e molti dei suoi seguaci.

 

Traduzione libera di Lorita Tinelli ©

 

 

 

 
 

Stalking, a Noci fenomeno diffuso ma sottaciuto

08 mar
Pubblicato Giovedì, 08 Marzo 2012 07:50
Scritto da Gianni Tinelli
NOCI (Bari)- Era il 24 febbraio 2009 quando sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 veniva pubblicato il Decreto Legge n. 11 concernente “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”, ovvero si formalizzava il reato penale di stalking. Il testo è stato successivamente convertito in legge dalla L. 23 aprile 2009, n. 38, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2009.A Noci fu subito boom. La locale stazione dei Carabinieri sul finire del mese di febbraio eseguì il primo arresto per stalking. Gli uomini dell’Arma imposero direttamente la linea della fermezza. All’epoca dei fatti l’allora Cap. Pietro Petronio alla guida del Comando Compagnia di Gioia del Colle, dette mandato a tutte le stazioni da lui coordinate di perseguire il nuovo reato adottando il pugno di ferro. L’impronta dello Stato però non ha ancora conseguito i risultati sperati.

IL FENOMENO – Nella quasi totalità dei casi, rivela pubblicamente l’ISTAT, le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner). Si perché la violenza non è solo fisica ma anche psicologica.

zaccaria-lorenzo-maresciallo-01FORZE DELL’ORDINE – Nell’ultimo anno (2011) a Noci ci sono stati almeno una decina di casi di “atti persecutori”. Nessuno è stato denunciato alle forze dell’ordine. La mancata denuncia di questo tipo di reato alle autorità competenti è confermata dal luogotenente dell’Arma Mar. Lorenzo Zaccaria che dice: “A Noci personalmente abbiamo trattato solo due casi denunciati. Uno nel 2009 ed uno nel 2010. Forse la positiva ondata emotiva data dall’introduzione del reato aveva incoraggiato le vittime a denunciare il proprio stalker”. Ma ciò che rabbrividisce è il seguito. “In entrambi i casi però- continua Zaccaria- in sede di dibattimento processuale v’è stata la remissione di querela”. In altre parole le vittime hanno successivamente ritirato le proprie denunce liberando di fatto dalla legge i propri persecutori. Questo la dice lunga sulla vastità del problema a Noci.Violenza che si ripercuote anche nella mente delle vittime. La stragrande maggioranza dei perseguitati nocesi non denuncia perché non riesce ad esprimere il proprio stato di “vittima perseguitata”, oppure perché appartiene agli strati alti della società nocese.

L’ASPETTO PSICOLOGICO – A Noci le prime vittime di stalking appartengono alla “Noci per bene”. L’inquietante rivelazione perviene dagli studi condotti sul territorio dalla dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa, coordinatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici). “Per quello che concerne la mia personale esperienza - dichiara infatti la psicologa – è emerso che tale fenomeno appartiene anche alla classe socialmente più agiata della nostra comunità. Si tratta anche di persone che rivestono ruoli pubblici”. Si capisce perché a questo punto le vittime nocesi facciano fatica a denunciare le violenze: non vogliono rimetterci la faccia.

LA DENUNCIA – Alla lunga però questo atteggiamento può solo alimentare il clima di violenza. Esternare la propria condizione confidandosi con amici, o rivolgendosi a strutture psicologiche adeguate come il CeSAP, oppure denunciare tutto all’Autorità Giudiziaria è, e rimane, l’unico modo per recuperare la propria integrità e dignità, ed iniziare una manovra concreta per cercare di arginare il diffuso fenomeno che nell’omertà e nel silenzio fonda le proprie radici.

 

Fonte: Noci24.it

 
 

Tavola rotonda sullo Stalking

13 dic

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Rassegna Stampa:

 

Roberta Bruzzone a Noci per parlare di stalking

Categoria: Educazione
Pubblicato Sabato, 17 Dicembre 2011 07:52
Scritto da Lorita Tinelli

12-17-Roberta-BuzzoneNOCI (Bari) – Sarà la dott.ssa Roberta Bruzzone (in foto), criminologa volto noto della televisione nazionale, l’ospite d’onore di una tavalora rotonda focalizzata sul reato di stalking. Martedì 20 Dicembre alle 19,30 nel Chiostro di San Domenico, ci sarà un dibattito pubblico sul tema dal titolo: “Stalking, dalla persecuzione alla violenza”.

L’evento fa parte di un percorso di sensibilizzazione e di formazione promosso dal Ce.S.A.P. che partito con “L’elaborazione del lutto”, proseguirà con altri incontri tematici.

12-17-locandina-eventoE’ un evento organizzato dal Ce.S.A.P., centro Studi Abusi Psicologici, dal centro Psico educativo, Adelante e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Noci. Nel dettaglio interverranno: Francesca Gigante, la presidente della commissione Pari Opportunità, la dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa e Presidente del Ce. S.A.P., dottoressa Tania Rizzo, avvocato penalista e presidente della sezione di Lecce del laboratorio permanente esame e controesame, e per finire vedrà la partecipazione straordinaria della dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa forense e criminologa e presidente dell’Accademia internazionale di Scienze Forensi. Tavola rotonda, nata con lo scopo di formare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche, che sono abbastanza frequenti e che ripetutamente ci troviamo ad ascoltare tramite il mezzo televisivo.

La visione della dottoressa Tinelli è molto chiara: “Ci proponiamo l’obiettivo di spiegare lo stalking dal punto di vista giuridico, perché molto spesso si fa confusione su questo reato. Non si conosce molto bene, la gente così rischia di essere vessata senza sapere che è vittima di un reato e quindi non denuncia”. A tal proposito aggiunge: “Quindi ci sarà l’avvocato del foro di Lecce, Tania Rizzo, che ci parlerà della legge e, anche eventualmente, di come tutelarsi giuridicamente da esperienze di questo genere, dei limiti, che ci sono, oggi, nell’affrontare anche da parte della giurisprudenza questo reato”.

L’ospite illustre, che è Roberta Bruzzone, molto conosciuta dal punto di vista nazionale, parlerà in quanto psicologa e criminologa, proprio dei risvolti psicologici di questo reato, di quello che può vivere una vittima, delle strategie che può utilizzare per difendersi e di come lo stalker in realtà si muove per distruggere la sua vittima. Si parlerà di esperienze dirette, vissute in primis dalle persone nocesi e non. Essendo una tavola rotonda ci sarà la possibilità di intervenire e di raccontare la propria esperienza.

Conclude la dott.ssa Tinelli: “In conclusione, l’obiettivo che ci siamo posti, è quello di riflettere su alcune strategie di tutela, di sensibilizzare le forze dell’ordine a reagire più tempestivamente perché molto spesso alcuni atteggiamenti, alcune vessazioni, sono trascurati e, invece possono covare dei comportamenti più dannosi e distruttivi per la vittima in oggetto, dello stalker. Si pensa solo che lo stalker sia una persona che insegue nella vita reale, ma lo stalking avviene anche in internet, ci sono anonimi che concorrono in questo reato e diventa difficile per le forze dell’ordine da fermare perché spesso si tratta di personaggi che aprono siti anonimi in stati Esteri e quindi è molto difficile anche la gestione delle attività di queste persone che potrebbe non fermarsi a quello, ma potrebbe procedere e non bisogna aspettare che ci sia un morto prima che le forze dell’ordine diano importanza a questi eventi”.

Fonte: Noci24.it

 

 

 

Fax del 17 dicembre 2011

 

 

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La criminologa Roberta Bruzzone a Noci per parlare di stalking

 

Scritto da Patrizio Pulvento
Domenica 18 Dicembre 2011 10:21
Martedì 20 Dicembre alle 19,30 nel Chiostro di San Domenico – Noci Convegno_stalking_a_NociNoci (Ba) – Un dibattito pubblico incentrato sullo: “Stalking, dalla persecuzione alla violenza”, avrà luogo a Noci, il prossimo martedì 20 Dicembre alle 19,30 nel Chiostro di San Domenico. Ospite dell’incontro la criminologa, Dott.ssa Roberta Bruzzone,nota per le sue frequenti apparizioni televisive. L’evento è promosso dal Ce.S.A.P. Centro Studi Abusi Psicologici, dal centro psico-educativo Adelante e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Noci.Interventi di: Francesca Gigante, presidente della commissione Pari Opportunità; dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa e Presidente del Ce.S.A.P., dott.ssa Tania Rizzo, avvocato penalista, con la partecipazione straordinaria della dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa forense e criminologa e presidente dell’Accademia internazionale di Scienze Forensi.  Tavola rotonda, nata con lo scopo di formare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche, che sono abbastanza frequenti e che ripetutamente ci troviamo ad ascoltare tramite il mezzo televisivo.Fonte: Informatissimo.net

 

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Stalking: sensibilizzare e far conoscere è importante, anche a Noci

12-23-roberta-bruzzone-a-noci-1NOCI (Bari) - Alle ore 20 martedì venti dicembre, presso il museo Diffuso di San Domenico, si è svolto il convegno sul tema dello “stalking”, che ha visto come relatrici, Francesca Gigante, presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Noci, la dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Ce. S.A.P., la dottoressa Tania Rizzo, avvocato penalista e presidente della sezione di Lecce del laboratorio permanente esame e controesame, e per finire, l’ospite d’onore la dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa forense e criminologa e presidente dell’Accademia internazionale di Scienze Forensi.

La tavola rotonda è nata con lo scopo di formare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche, che sono abbastanza frequenti e che ripetutamente ci troviamo ad ascoltare tramite il mezzo televisivo. L’evento ha visto una larga partecipazione e quindi sensibilità a un tema così attuale. Ad inizio dei lavori la dott.ssa Tinelli ha illustrato brevemente il progetto, organizzato dal Ce.S.A.P., associazione che opera a livello nazionale, dal centro Psico educativo Adelante e dalla Commissione Pari Opportunità.


La parola è passata subito dopo a Francesca Gigante,
la quale ha parlato di violenza domestica, un tema che purtroppo è ancora di scottante attualità, viste le cifre che sono sotto gli occhi di tutti e quindi ci dimostrano che c’è ancora molto da fare. Lo scopo di questo incontro, è stato quello di incoraggiare, dare il giusto stimolo a tutte quelle donne che continuano a rimanere in silenzio, a non subire e a ribellarsi alle continue angherie di un marito, di un compagno o di un datore di lavoro. Aggiunge: “La violenza contro le donne è spesso sottostimata, perché quest’ultime raramente raccontano le violenze subite, ancora più raramente le denunciano, quindi fare una statistica ufficiale non è mai così facile, perché è insufficiente per misurare la reale portata del fenomeno, tutti abbiamo sicuramente il dovere di rispettare il prossimo, però abbiamo anche il diritto di difenderci se attaccati.”

12-23-roberta-bruzzone-a-noci-3Le donne nel corso degli anni hanno saputo raggiungere traguardi significativi, hanno conquistato a fatica l’autodeterminazione, l’indipendenza economica e la realizzazione professionale. Il lavoro di quest’ultime che è sempre stato visto per anni, per secoli, come tipico lavoro della casalinga fra le mura domestiche, quasi a dimostrare un dovere sociale, oggi, invece, vede la donna proiettata al di fuori della famiglia, per cui realizzata in una figura completa.

Nonostante gli indiscutibili progressi, tuttavia però l’essere donna rimane oggi una condizione non facile per la nostra società, specie perché intrisa di maschilismo e di quella forma mentis intesa come posizione di forza e superiorità dell’uomo. A tal proposito io vorrei raccontare un episodio che mi è accaduto ieri, e vorrei trasmettere a voi perché mi è stato chiesto di farlo, si tratta di una donna nocese. Anche a Noci abbiamo storie di donne maltrattate dai propri mariti, donne che vanno a finire in ospedale con trenta giorni di prognosi riservata e vivono nel silenzio più assoluto questa situazione”.

La donna in questione è stata vittima di stalking e la sig.ra Gigante se ne è fatta portavoce. Ha raccontato la sua storia perché potrebbe essere d’aiuto o di esempio a tutti noi. La signora è riuscita grazie alle testimonianze di gente comune, e non di chi realmente sapeva, a dimostrare la sua innocenza, grazie all’aiuto d’investigatori privati e non di pubbliche istituzioni. Grazie ad un avvocato penalista che ha preso a cuore il suo caso e la sta aiutando tuttora a liberarsi da questo spettro, ora ha una diffida a suo carico, che gli impedisce di avvicinarsi a lei. Vorrebbe, la signora, con questo messaggio, aiutare tutte quelle persone che come lei sono vittime d’ingiustizia e violenza. “Non abbiate paura di denunciare e di parlare – conclude Gigante – , nessuno deve trattare le donne in questo modo e tutti gli esseri umani vanno rispettati, rispettiamo la nostra dignità. A Noci ci sono tante realtà sommerse che devono venir fuori”.

12-23-roberta-bruzzone-a-noci-4Di lì la parola è passata alla dott.ssa Tania Rizzo, la quale ha parlato della legge e di come tutelarsi giuridicamente da esperienza di questo genere, dei limiti, che ci sono, oggi, nell’affrontare anche da parte della giurisprudenza questo reato. “Lo stalking dal punto di vista giuridico deve essere inteso come una reiterata attività minatoria che pone il soggetto che subisce, in uno stato di stress, di paura, di terrore, di cambiamento dello stile di vita, questo è sommariamente l’articolo 612 bis, del codice penale. Lo stalking è anche una serie di molestie e di aggressioni, costanti, che inducono a un perdurante e grave stato di ansia o di paura nella vittima e un fondato timore per l’incolumità della vittima, di un prossimo congiunto o di una persona a lei legata da una relazione affettiva. Anche via internet si possono avere delle aggressioni”.

Prima di proporre un’eventuale querela, il soggetto dovrebbe eseguire una procedura di ammonimento, alla quale la persona offesa può ricorrere. L’art. 8, L. 23.4.2009, n. 38, prevede che la vittima degli atti persecutori esponga i fatti all’autorità di pubblica sicurezza, avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta. Il questore, assunte le necessarie informazioni, potrà ammonire l’autore dello stalking, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge. “Dalla procedura di ammonimento derivano delle importanti conseguenze sotto il profilo sanzionatorio: qualora, l’ammonito insista nella propria condotta persecutoria, andrà incontro a un aumento della pena per il delitto di cui all’art. 612 bis, il quale sarà, in tal caso, procedibile d’ufficio. Pena prevista fino a quattro anni”.

A questo proposito si è riscontrato che esiste una “categoria sociale a rischio di stalking” rappresentata da tutti gli appartenenti alle cosiddette “professioni d’aiuto”, vale a dire i medici, gli psicologi, gli avvocati, gli infermieri e ogni altra sorta di “helper”. Tutto ciò succede perché gli utenti riversano sul proprio avvocato, sulla propria psicologa, una serie di aspettative affettive, di pretese emotive, che non possono appartenere alla professionalità di questi ultimi e poiché sono disattese, diventano un motivo scatenante di questa persecuzione, che porta allo stalking. “Si pensa solo che lo stalker sia una persona che insegue nella vita reale, ma lo stalking avviene anche in internet. Lo stalker non è subito solo dalle donne ma ci sono casi in cui è l’uomo, la vittima. L’essere preparati è importante, come il parlarne.”

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Subito dopo si è entrati nell’aspetto psicologico, quindi è stata la volta della dottoressa Roberta Bruzzone, consulente tecnico, anche, di telefono Rosa, nell’ambito di violenza domestica, sessuale, di stalking e di omicidio, la quale ha dichiarato: “Da diversi anni lavoro a fianco della vittima. Le stesse forze dell’ordine si muovono solo quando la minaccia all’incolumità fisica di chi sporge denuncia è esplicita. Ma gli stalker sanno essere subdoli e spesso perpetrano la violenza agendo sul piano psicologico ed economico, o usando l’arma della diffamazione. Certo, per l’impatto che ha sulla vita della vittima resta un crimine terribile”. Il problema c’è ed è enorme. C’è il tentativo da parte del carnefice di isolare socialmente la vittima, perché se diventa tale è più facile avere il controllo su quest’ultima.

Duecento donne – continua – muoiono in Italia, per mano dei propri partner o ex, ed è un problema che investe tutta l’Italia. Dietro siti e soprannomi strani si nascondono anche più di uno stalker, che attaccano la loro preda e non la lasciano andare. Modificare questo tipo di personalità non è facile. La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui è perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking, infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo cronicizzandosi. In base al tipo di atti subiti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia. E’ un problema che ci riguarda da vicino ed è quindi importante parlarne e la statistica che lo dice in maniera molto chiara.”.

La dottoressa Buzzone ha fatto diversi esempi, in cui chiaramente ha spiegato casi di stalker e di come comportarsi. La dott.ssa Tinelli, ha sottolineato che lo stalker è una persona squilibrata, con delle problematiche mentali, e che probabilmente non si ferma davanti ad una diffida. Sensibilizzare e far conoscere, offrire sostegno psicologico alla vittima è importante. Come riferimento, sul territorio abbiamo dei gruppi di auto aiuto e di supporto per situazioni di questo genere, e chiunque ha voglia può recarsi in via Principe Umberto n.16, presso il Centro, oppure andare sul sito del Ce. s.a.p., telefonare o scrivere.

Il mese prossimo è previsto un altro incontro, si parlerà di Pas, Sindrome di alienazione genitoriale, che riguardano le coppie che si separano e i figli di quest’ultime, il tutto con valenti esperti.

 

Fonte: Noci24.it

 

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STALKING || A NOCI INTERVIENE LA NOTA CRIMINOLOGA ROBERTA BRUZZONE

Dott.ssa Roberta Bruzzone, ospite della serata

Martedì 20 dicembre presso il chiostro di San Domenico a Noci si è tenuta una tavola rotonda, organizzata dall’Associazione Onlus Ce.S.A.P, l’Associazione Adelante e con il patrocinio del Comune di Noci, sul tema “Stalking”: Dalla persecuzione alla violenza. Al dibattito sono intervenuti Francesca Gigante, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Noci, la dott.ssa Lorita Tinelli,psicolaga e presidente Ce.S.A.P, la dott.ssa Tania Rizzo, avvocato penalista ed infine la dott.ssa Roberta Bruzzone, psicologa Forenze, criminologa, presidente dell’Aisf, volto noto della televisione per le innumerevoli partecipazioni a trasmessioni sui canali generalisti ( Porta a Porta, Matrix, Italia sul 2 ). Numeroso il pubblico presente.

Il dibattito si apre con l’intervento di Francesca Gigante, che sottopone i presenti ad un racconto reale di una donna nocese vittima di Stalking. In sintesi, la donna protagonista di questa storia è una  nocese sposata con famiglia e circa 2 anni fa trova un lavoro – la Gigante non spiega quale, in quanto ha garantito come giusto che sia la riservatezza alla vittima – non è assunta regolarmente ma con il proprio datore pattuisce un compenso. Dopo mesi di mancato pagamento, la donna chiede invano delucidazioni al datore di lavoro sulla paga che le spettava, ma come  volevasi dimostare il datore inveisce contro la

Francesca Gigante, Presidente commissione Pari Opportunità al Comune di Noci

donna, ovviamente non paga e comincia a perseguitare la donna dopo che la stessa si rivolge ad un avvocato. Grazie ad un cavillo ben studiato  dall’avvocato dello stalker, la donna finisce in carcere per 4 giorni, giorni in cui viene picchiata da una tossicodipendente, esce dal carcere e sconto il resto della pena agli arresti domiciliari. La propria vita è ormai segnata e oltre ai guai con lo stalker ci si mette di mezzo la sfortuna, con il figlio della donna vittima di un incidente, che costringe il marito della donna ad andare ogni giorno in ospedale e di conseguenza perde il lavoro. “Tenta due volte il suicidio perchè sola” – afferma Francesca Gigante, durante il racconto di questa storia schoccante dinanzi ad un pubblico incredulo e sbigottito. La svolta avviene quando la malcapitata donna trova un bravo avvocato penalista, che prende a cuore la situazione, lo stalker viene diffidato non può più avvicinarsi alla donna, ma anche l’associazione Giraffa di Bari ha contribuito alla ripresa della donna . Ora la vita della sfortunata donna è tornata alla normalità. Il suo sogno è di creare con i soldi del risarcimento un centro a Noci per le vittime di Stalking. Questo il racconto agghiacciante con cui si è aperto il dibattito.

Subito dopo è intervenuta l’avvocato penalista Tania Rizzo, la quale nel suo intervento ha fornito il suo punto di vista e la sua esperienza dal punto di vista giuridico sul tema del dibattito. “Lo stalking in altri paesi europei è stato individuato precedentemente rispetto all’Italia – queste le parole iniziali dell’avvocato Rizzo – …chi effettua denunce di stalking deve dar carico di prove…..crescono le vittime dello stalking high professional – a chiusura del suo intervento – ovvero professionisti come medici, avvocati, psicologi”.

La dott.ssa Bruzzone esordisce dicendo “solo nel centro di Roma abbiamo 1300 segnalazioni di stalking..”. Numeri sconcertanti che dimostrano come questo reato è presente nella vita di tutti i giorni. La Bruzzone sostiene che lo scenario prevalente in cui lo stalking si manifesta è la relazione pregressa tra carnefice e vittima, condominio ma anche la scuola e i luoghi di lavoro. Uno stalker è già stalker durante la relazione, sostiene la nota criminologa. 200 donne all’anno mediamente  sono vittime di stalking ma cresce anche la percentuale delle vittime maschili.

E’ stata una bella serata, in compagni di esperti del settore, che hanno permesso al folto pubblico presente di capire maggiormente cosa è lo Stalking, è stata un’occasione per entrare più a fondo nel tema con esempi e nozioni giuridiche in materia

REPORTER X CASO

 

Fonte: Notizie di attualità

 

 

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Stalking un reato da non sottovalutare

 

 

 

 

 

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Alcune foto del convegno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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