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	<title>Lorita Tinelli</title>
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	<description>Prefiero morir de pie a vivir arrodillado - Il Che</description>
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		<title>MIP &#8211; Maggio di Informazione Psicologica 2012</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2012/02/14/mip-maggio-di-informazione-psicologica-2012/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 20:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[colloqui psicologici gratuiti]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[genitorialità a confronto]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la quarta volta consecutiva partecipo all&#8217;edizione annuale del MIP &#8211; Maggio di informazione psicologica, in qualità di referente generale per la provincia di Bari. Tale iniziativa, organizzata a livello nazionale da http://www.psycommunity.it/, la comunità degli psicologi on line, si propone di far conoscere meglio la psicologia, i suoi metodi e i suoi servizi alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/02/circle125x125.png"><img class="aligncenter  wp-image-1454" title="circle125x125" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/02/circle125x125.png" alt="" width="231" height="231" /></a>Per la quarta volta consecutiva partecipo all&#8217;edizione annuale del MIP &#8211; Maggio di informazione psicologica, in qualità di referente generale per la provincia di Bari.</p>
<p>Tale iniziativa, organizzata a livello nazionale da http://www.psycommunity.it/, la comunità degli psicologi on line, si propone di far conoscere meglio la psicologia, i suoi metodi e i suoi servizi alla gente.</p>
<p>Il mese dedicato a tale esperienza è Maggio. Durante questo mese io, come diversi miei colleghi sparsi su territorio nazionale, propongo un <strong>primo colloquio gratuito</strong> (è necessario prenotarsi prima di potervi accedere).</p>
<p>Oltre a questo ho organizzato alcuni eventi informativi sulle tematiche della psicologia:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6 data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Conduttori: Tinelli Lorita<br />
10/05/2012 &#8211; dalle ore 18,00 alle ore 20,00<br />
ELEMENTI DI BASE DELLA COMUNICAZIONE<br />
Gruppo esperienziale: L&#8217;incontro si propone di offrire informazioni e spunti di riflessione, ai non addetti ai lavori, per una comunicazione efficace</h6>
<p>Via P. Umberto, 16 Noci (BA)<br />
Tel. 3382396939 Email: loritatinelli@gmail.com<br />
10 posti Prenotazione obbligatoria<br />
L&#8217;iniziativa avrà luogo con un minimo di 5 prenotazioni<br />
Sito: <a href="../" rel="nofollow nofollow" target="_blank">http://www.loritatinelli.it/</a></p>
<p>L&#8217;incontro verterà su un primo approfondimento teorico sui significati del comunicare e, mediante una attività di gruppo partecipata, permetterà di sperimentare migliori forme di comunicazione.<br />
L&#8217;iniziativa, all&#8217;interno del progetto più generale del MIP (Maggio di Informazione Psicologica) si propone di avvicinare la psicologia e i suoi campi di applicazione alla cittadinanza.</p>
<p>Ai partecipanti verrà consegnato un foglio contenente le informazioni per ottenere ulteriori informazioni sulla psicologia</p>
<p><strong>E&#8217; obbligatoria la prenotazione entro il 7 maggio 2012</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6 data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Conduttori: Tinelli Lorita<br />
18/05/2012 &#8211; dalle ore 18,00 alle ore 20,00<br />
GENITORIALITÀ A CONFRONTO<br />
Gruppo esperienziale: L&#8217;incontro tra coppie di genitori e neo genitori si propone di offrire nuovi strumenti alla coppia che sperimenta l&#8217;esperienza della genitorialità, ma anche uno spazio per un confronto moderato con chi l&#8217;esperienza l&#8217;ha già iniziata.</h6>
<p>Parole chiave: Genitorialità, genitori, benessere, problematiche</p>
<p>Via P. Umberto, 16 Noci (BA)<br />
Tel. 3382396939 Email: loritatinelli@gmail.com<br />
12 posti Prenotazione obbligatoria<br />
L&#8217;iniziativa avrà luogo con un minimo di 6 prenotazioni<br />
Sito: <a href="../" rel="nofollow nofollow" target="_blank">http://www.loritatinelli.it/</a></p>
<p>Attraverso il confronto e la discussione dei casi, sarà possibile acquisire il significato del ruolo e delle competenze genitoriali, delle risorse individuali e di coppia utili per affrontare la nuova esperienza.</p>
<p>Ai partecipanti verrà consegnato un foglio contenente le informazioni per ottenere ulteriori informazioni sulla psicologia e il link ai questionari di gradimento on line.<br />
Richiedetelo all&#8217;Organizzatore al termine dell&#8217;iniziativa.</p>
<p>Le prenotazioni vanno effettuate entro il 16 maggio 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6 data-ft="{&quot;type&quot;:1}">Conduttori: Tinelli Lorita<br />
30/05/2012 &#8211; dalle ore 19,30 alle ore 22,00<br />
LE NUOVE DIPENDENZE<br />
Conferenza: La conferenza si propone di analizzare i diversi tipi di dipendenza &#8216;senza sostanza&#8217; che si vanno man mano diffondendo tra giovani e meno giovani, specie nei momenti di crisi.</h6>
<p>Parole chiave: Dipendenze, relazionali, da gioco, internet</p>
<p>Chiostro San Domenico Noci (BA)<br />
Tel. 3382396939 Email: loritatinelli@gmail.com<br />
100 posti Prenotazione obbligatoria<br />
L&#8217;iniziativa avrà luogo con un minimo di 30 prenotazioni<br />
Sito: <a href="../" rel="nofollow nofollow" target="_blank">http://www.loritatinelli.it/</a></p>
<p>Assieme ad altri esperti sarà realizzata una conferenza che tratterà le seguenti tematiche:<br />
Le dipendenze da internet, internet addiction disorder<br />
La dipendenza da cellulare<br />
La dipendenza da sesso<br />
La dipendenza da lavoro<br />
Lo shopping compulsivo<br />
La dipendenza affettiva<br />
Il gioco d&#8217;azzardo patologico<br />
La dipendenza da cibo</p>
<p>Altri docenti presenti all&#8217;iniziativa saranno:<br />
Dr. Luigi Corvaglia, Psicologo e Psicoterapeuta, Dirigente Sert di Giovinazzo (BA)<br />
Dr.ssa Manuela Latesoriere, Psicologa Clinica e Forense<br />
Dr. Felice Scaringella, Dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche &#8211; Specializzando in Psicologia Clinica</p>
<p>Ai partecipanti verrà consegnato un foglio contenente le informazioni per ottenere ulteriori informazioni sulla psicologia e il link ai questionari di gradimento on line.<br />
Richiedetelo all&#8217;Organizzatore al termine dell&#8217;iniziativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ulteriori informazioni sul MIP e sugli eventi ed iniziative degli altri colleghi è possibile consultare il sito http://www.psicologimip.it/</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Suicidi millenaristici e dentisti scontati</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2012/01/30/suicidi-millenaristici-e-dentisti-scontati/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[centro studi abusi psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[cesap]]></category>
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		<category><![CDATA[Reverendo Jones]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi di massa]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ricordate del reverendo Jones? Quello del suicidio collettivo nella Guyana nel novembre del 1978? Ci siamo chiesti: ma potrebbe succedere qualcosa di simile anche oggi? O dopo più di 30 anni è una possibilità remota? Serviva chi ne capisse. E l’abbiamo trovato nella dott.ssa Lorita Tinelli presidente del Cesap (Centro Studi sugli abusi psicologici) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate del reverendo Jones? Quello del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jim_Jones" target="_blank">suicidio collettivo nella Guyana</a> nel novembre del 1978? Ci siamo chiesti: ma potrebbe succedere qualcosa di simile anche oggi? O dopo più di 30 anni è una possibilità remota? Serviva chi ne capisse. E l’abbiamo trovato nella dott.ssa Lorita Tinelli presidente del Cesap (<a href="http://www.cesap.net/" target="_blank">Centro Studi sugli abusi psicologici</a>) che non ci ha dato poi delle gran buone notizie. Ma è la dura realtà e qualcuno deve pur raccontarla proprio nell’anno di “Maremma Maya”.<br />
E i dentisti ungheresi passino. E quelli romeni pure. E poi ci sono quelli del nord Africa, e va bene. Ma se ci si mettono anche i <a href="http://www.leggo.it/life/salute/francia_il_dentista_diventa_low_cost_70_di_risparmio_su_protesi_e_interventi/notizie/161982.shtml" target="_blank">francesi a fare i dentisti low cost</a> non se ne può proprio più. E noi in Italia? Cosa facciamo? Il Dott. Brunello Pollifrone, presidente dell’ordine dei medici odontoiatri di Roma è scettico. Ma la cosa, a dirla tutta, non ci ha stupito più di tanto.<br />
Tutto questo se non l’hai sentito in diretta puoi godertelo in <a href="http://blog.radiopopolare.it/millevalvole/ascolti-e-riascolti/">ASCOLTI E RIASCOLTI</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://blog.radiopopolare.it/millevalvole/2012/01/30/115/">Radiopopolare</a></p>
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		<title>Balbuzie</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2012/01/19/balbuzie/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 20:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[attività professionale tinelli]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; La prossima serie di colloqui inizierà il 27 febbraio 2012. E&#8217; possibile prenotarsi entro e non oltre il 20 febbraio 2012.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/balbuzie.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-1360" title="balbuzie" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/balbuzie.gif" alt="" width="693" height="485" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prossima serie di colloqui inizierà il 27 febbraio 2012. E&#8217; possibile prenotarsi entro e non oltre il 20 febbraio 2012.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Adelante promuove un corto per le festività natalizie</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2011/12/21/adelante-promuove-un-corto-per-le-festivita-natalizie/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 19:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NOCI (Bari) &#8211; Gli esperti delle attività educative del Centro Socio &#8211; Psico &#8211; Educativo Adelante hanno voluto riprendere un progetto che già avevano sperimentato durante l&#8217;estate, con i bambini del &#8220;7° Valley Camp – Estate 2011&#8243; e che aveva come tema l&#8217;integrazione e l&#8217;accettazione del diverso, con la finalità di sensibilizzare i bambini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/12-18-scenografia-corto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1316" title="12-18-scenografia-corto" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/12-18-scenografia-corto.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a><strong>NOCI (Bari)</strong> &#8211; Gli  esperti delle attività educative del Centro Socio &#8211; Psico &#8211;  Educativo  Adelante hanno voluto riprendere un progetto che già avevano   sperimentato durante l&#8217;estate, con i bambini del &#8220;7° Valley Camp –   Estate 2011&#8243; e che aveva come tema l&#8217;integrazione e l&#8217;accettazione del   diverso, con la finalità di sensibilizzare i bambini e i ragazzi verso   particolari temi di carattere sociale quali l&#8217;integrazione, attraverso   alcune abilità psico-motorie e attitudini alla duttilità.</p>
<p><strong>Dato il mese e l&#8217;arrivo del Natale, il centro ha deciso di fare dei laboratori per realizzare un presepe animato,</strong> con la tecnica del cinema di animazione, stop motion, basata   sull&#8217;animazione delle scene e dei personaggi. Questa volta, infatti, i   beneficiari di quest&#8217;ultimo sono stati, più di venti bambini di Noci,   dai 7 fino ai 10-11 anni, i quali nei locali della parrocchia di San   Domenico che Don Vito Gentile ha messo a disposizione, hanno lavorato   con la plastilina. Ciascuno ha dato il suo vigoroso contributo per la   realizzazione delle scenografie, con l&#8217;occhio sempre attento degli   educatori, che li hanno seguiti passo dopo passo. Il tutto   minuziosamente fotografato, per la realizzazione del corto.</p>
<p>Le  giornate in cui hanno lavorato i  ragazzi sono state quattro mercoledì,  dalle 18 alle 20 e ogni volta i  bambini sono sempre stati puntuali  anzi, si sono registrati sempre più  iscritti. Il corto si chiama <em>&#8220;Il presepe che si muove realizzato dai bambini con amore&#8221;</em>. Il   filmato sarà proiettato nella chiesa di San Domenico, grazie a Don  Vito  Gentile, il giorno 23 dicembre, e lì sarà possibile anche vedere  il  presepe permanente, che è stato costruito con la plastilina, la  carta,  il legno, con materiali semplici.</p>
<p>Sottolinea, la psicologa <strong>Lorita Tinelli</strong>: <em>&#8220;I   bambini che non si conoscevano per niente, poiché l&#8217;obiettivo   principale era quello di farli lavorare insieme, infatti, non   appartenevano alle stesse scuole, ma a istituti diversi, classi diverse,   hanno partecipato attivamente collaborando tra loro e insomma alla  fine  è venuto fuori un bel gruppo complice, nello stesso tempo  divertente,  perché si è molto interessati&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Puntiamo molto sul discorso della facilitazione alla relazione attraverso l&#8217;attività &#8211; </em>conclude Tinelli &#8211; <em>e,   quindi, tentiamo di integrare i bambini con età differenti, di   estrazione sociale diversa, di formazione diversa, in maniera tale che   l&#8217;uno impari dall&#8217;altro, col coordinamento degli educatori naturalmente e   che insieme si possano realizzare delle cose pratiche, che possano   ritornare in autostima, per ciascuno di loro. Favorire, quindi, da una   parte le loro risorse naturali e dall&#8217;altra fargliele spendere per   l&#8217;arricchimento reciproco tra bambini, il progetto è nato per questo   motivo&#8221;</em>.</p>
<p>Le educatrici fanno  sapere che ci sono  in programma molte altre attività che saranno  rivolte ai minori, nello  specifico, infatti, si occupano del sostegno  scolastico individuale  principalmente per quei soggetti con delle  difficoltà e che hanno  bisogno del sostegno del professionista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.noci24.it/cultura/educazione/4274-adelante-promuove-un-corto-per-le-festivita-natalizie" target="_blank">Noci24.it</a></p>
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		</item>
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		<title>Tavola rotonda sullo Stalking</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2011/12/13/tavola-rotonda-sullo-stalking/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Rassegna Stampa: &#160; Roberta Bruzzone a Noci per parlare di stalking Categoria: Educazione Pubblicato Sabato, 17 Dicembre 2011 07:52 Scritto da Lorita Tinelli NOCI (Bari) &#8211; Sarà la dott.ssa Roberta Bruzzone (in foto), criminologa volto noto della televisione nazionale, l&#8217;ospite d&#8217;onore di una tavalora rotonda focalizzata sul reato di stalking. Martedì 20 Dicembre alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/convegno-20-dicembre.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1297" title="convegno 20 dicembre" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/convegno-20-dicembre-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Rassegna Stampa:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Roberta Bruzzone a Noci per parlare di stalking</h2>
<dl>
<dd>Categoria: <a href="http://www.noci24.it/cultura/educazione">Educazione</a></dd>
<dd>Pubblicato Sabato, 17 Dicembre 2011 07:52</dd>
<dd>Scritto da Lorita Tinelli</dd>
<dd></dd>
</dl>
<p><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/persone/12-17-Roberta-Buzzone.jpg" alt="12-17-Roberta-Buzzone" width="250" height="188" /><strong>NOCI (Bari)</strong> &#8211; Sarà la dott.ssa <strong>Roberta Bruzzone</strong> <em>(in foto)</em>, criminologa volto noto della televisione nazionale, l&#8217;ospite d&#8217;onore di una tavalora rotonda focalizzata sul reato di stalking. Martedì 20 Dicembre alle 19,30 nel Chiostro di San Domenico, ci sarà un dibattito pubblico sul tema dal titolo: <em>&#8220;Stalking, dalla persecuzione alla violenza&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;evento fa parte di un percorso di sensibilizzazione e di formazione promosso dal Ce.S.A.P. che partito con &#8220;L&#8217;elaborazione del lutto&#8221;, proseguirà con altri incontri tematici.</p>
<p><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/annunci/12-17-locandina-evento.jpg" alt="12-17-locandina-evento" width="188" height="250" />E&#8217; un evento organizzato dal Ce.S.A.P., centro Studi Abusi Psicologici, dal centro Psico educativo, Adelante e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Noci. Nel dettaglio interverranno: <strong>Francesca Gigante</strong>, la presidente della commissione Pari Opportunità, la dott.ssa <strong>Lorita Tinelli</strong>, psicologa e Presidente del Ce. S.A.P., dottoressa <strong>Tania Rizzo</strong>, avvocato penalista e presidente della sezione di Lecce del laboratorio permanente esame e controesame, e per finire vedrà la partecipazione straordinaria della dottoressa <strong>Roberta Bruzzone</strong>, psicologa forense e criminologa e presidente dell&#8217;Accademia internazionale di Scienze Forensi. Tavola rotonda, nata con lo scopo di formare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche, che sono abbastanza frequenti e che ripetutamente ci troviamo ad ascoltare tramite il mezzo televisivo.</p>
<p>La visione della dottoressa Tinelli è molto chiara: <em>&#8220;Ci proponiamo l&#8217;obiettivo di spiegare lo stalking dal punto di vista giuridico, perché molto spesso si fa confusione su questo reato. Non si conosce molto bene, la gente così rischia di essere vessata senza sapere che è vittima di un reato e quindi non denuncia&#8221;</em>. A tal proposito aggiunge: <em>&#8220;Quindi ci sarà l&#8217;avvocato del foro di Lecce, Tania Rizzo, che ci parlerà della legge e, anche eventualmente, di come tutelarsi giuridicamente da esperienze di questo genere, dei limiti, che ci sono, oggi, nell&#8217;affrontare anche da parte della giurisprudenza questo reato&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;ospite illustre, che è Roberta Bruzzone, molto conosciuta dal punto di vista nazionale, parlerà in quanto psicologa e criminologa, proprio dei risvolti psicologici di questo reato, di quello che può vivere una vittima, delle strategie che può utilizzare per difendersi e di come lo stalker in realtà si muove per distruggere la sua vittima. Si parlerà di esperienze dirette, vissute in primis dalle persone nocesi e non. Essendo una tavola rotonda ci sarà la possibilità di intervenire e di raccontare la propria esperienza.</p>
<p>Conclude la dott.ssa Tinelli: <em>&#8220;In conclusione, l&#8217;obiettivo che ci siamo posti, è quello di riflettere su alcune strategie di tutela, di sensibilizzare le forze dell&#8217;ordine a reagire più tempestivamente perché molto spesso alcuni atteggiamenti, alcune vessazioni, sono trascurati e, invece possono covare dei comportamenti più dannosi e distruttivi per la vittima in oggetto, dello stalker. Si pensa solo che lo stalker sia una persona che insegue nella vita reale, ma lo stalking avviene anche in internet, ci sono anonimi che concorrono in questo reato e diventa difficile per le forze dell&#8217;ordine da fermare perché spesso si tratta di personaggi che aprono siti anonimi in stati Esteri e quindi è molto difficile anche la gestione delle attività di queste persone che potrebbe non fermarsi a quello, ma potrebbe procedere e non bisogna aspettare che ci sia un morto prima che le forze dell&#8217;ordine diano importanza a questi eventi&#8221;</em>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.noci24.it/cultura/educazione/4271-roberta-bruzzone-a-noci-per-parlare-di-stalking">Noci24.it</a></p>
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<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/bruzzoneconv.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1306" title="Stalking, se ne discute con la Bruzzone" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/bruzzoneconv-724x1024.jpg" alt="" width="724" height="1024" /></a></p>
<p>Fax del 17 dicembre 2011</p>
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<h1><a href="http://www.informatissimo.net/appuntamenti/4323-la-criminologa-roberta-bruzzone-a-noci-per-parlare-di-stalking.html">La criminologa Roberta Bruzzone a Noci per parlare di stalking</a></h1>
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<td valign="top">Scritto da Patrizio Pulvento</td>
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<td valign="top">Domenica 18 Dicembre 2011 10:21</td>
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<td valign="top"><strong>Martedì 20 Dicembre alle 19,30 nel Chiostro di San Domenico &#8211; Noci <a title="Convegno stalking a Noci" href="http://www.informatissimo.net/images/stories/Appuntamenti/Convegno_stalking_a_Noci.jpg" target="_blank"><img src="http://www.informatissimo.net/images/stories/Appuntamenti/Convegno_stalking_a_Noci.jpg" alt="Convegno_stalking_a_Noci" width="257" height="374" /></a></strong><strong>Noci (Ba)</strong> &#8211; Un dibattito pubblico incentrato sullo: <em>&#8220;Stalking, dalla persecuzione alla violenza&#8221;</em>, avrà luogo a Noci, il prossimo martedì 20 Dicembre alle 19,30 nel Chiostro di San Domenico. Ospite dell’incontro la criminologa, Dott.ssa <strong>Roberta Bruzzone,</strong>nota per le sue frequenti apparizioni televisive. L&#8217;evento è promosso dal Ce.S.A.P. Centro Studi Abusi Psicologici, dal centro psico-educativo Adelante e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Noci.Interventi di: <strong>Francesca Gigante</strong>, presidente della commissione Pari Opportunità; dott.ssa <strong>Lorita Tinelli</strong>, psicologa e Presidente del Ce.S.A.P., dott.ssa <strong>Tania Rizzo</strong>, avvocato penalista, con la partecipazione straordinaria della dottoressa <strong>Roberta Bruzzone</strong>, psicologa forense e criminologa e presidente dell&#8217;Accademia internazionale di Scienze Forensi.  Tavola rotonda, nata con lo scopo di formare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche, che sono abbastanza frequenti e che ripetutamente ci troviamo ad ascoltare tramite il mezzo televisivo.Fonte: <a href="http://www.informatissimo.net/appuntamenti/4323-la-criminologa-roberta-bruzzone-a-noci-per-parlare-di-stalking.html">Informatissimo.net</a></p>
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<h2>Stalking: sensibilizzare e far conoscere è importante, anche a Noci</h2>
<p><strong><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/04-cultura/12-23-roberta-bruzzone-a-noci-1.jpg" alt="12-23-roberta-bruzzone-a-noci-1" width="250" height="188" />NOCI (Bari) -</strong> Alle ore 20 martedì venti dicembre, presso il museo Diffuso di San Domenico, si è svolto il convegno sul tema dello &#8220;stalking&#8221;, che ha visto come relatrici, Francesca Gigante, presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Noci, la dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Ce. S.A.P., la dottoressa Tania Rizzo, avvocato penalista e presidente della sezione di Lecce del laboratorio permanente esame e controesame, e per finire, l&#8217;ospite d&#8217;onore la dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa forense e criminologa e presidente dell&#8217;Accademia internazionale di Scienze Forensi.</p>
<p><strong>La tavola rotonda è nata con lo scopo di formare e sensibilizzare</strong> la popolazione sulle tematiche, che sono abbastanza frequenti e che ripetutamente ci troviamo ad ascoltare tramite il mezzo televisivo. L&#8217;evento ha visto una larga partecipazione e quindi sensibilità a un tema così attuale. Ad inizio dei lavori la dott.ssa Tinelli ha illustrato brevemente il progetto, organizzato dal Ce.S.A.P., associazione che opera a livello nazionale, dal centro Psico educativo Adelante e dalla Commissione Pari Opportunità.</p>
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La parola è passata subito dopo a Francesca Gigante,</strong> la quale ha parlato di violenza domestica, un tema che purtroppo è ancora di scottante attualità, viste le cifre che sono sotto gli occhi di tutti e quindi ci dimostrano che c&#8217;è ancora molto da fare. Lo scopo di questo incontro, è stato quello di incoraggiare, dare il giusto stimolo a tutte quelle donne che continuano a rimanere in silenzio, a non subire e a ribellarsi alle continue angherie di un marito, di un compagno o di un datore di lavoro. Aggiunge: &#8220;<em>La violenza contro le donne è spesso sottostimata, perché quest&#8217;ultime raramente raccontano le violenze subite, ancora più raramente le denunciano, quindi fare una statistica ufficiale non è mai così facile, perché è insufficiente per misurare la reale portata del fenomeno, tutti abbiamo sicuramente il dovere di rispettare il prossimo, però abbiamo anche il diritto di difenderci se attaccati.&#8221;</em></p>
<p><strong><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/04-cultura/12-23-roberta-bruzzone-a-noci-3.jpg" alt="12-23-roberta-bruzzone-a-noci-3" width="250" height="167" /></strong><strong>Le donne nel corso degli anni hanno saputo raggiungere traguardi</strong> significativi, hanno conquistato a fatica l&#8217;autodeterminazione, l&#8217;indipendenza economica e la realizzazione professionale. Il lavoro di quest&#8217;ultime che è sempre stato visto per anni, per secoli, come tipico lavoro della casalinga fra le mura domestiche, quasi a dimostrare un dovere sociale, oggi, invece, vede la donna proiettata al di fuori della famiglia, per cui realizzata in una figura completa.</p>
<p><strong>&#8220;</strong><em><strong>Nonostante gli indiscutibili progressi, tuttavia però l&#8217;essere donna</strong> rimane oggi una condizione non facile per la nostra società, specie perché intrisa di maschilismo e di quella forma mentis intesa come posizione di forza e superiorità dell&#8217;uomo. A tal proposito io vorrei raccontare un episodio che mi è accaduto ieri, e vorrei trasmettere a voi perché mi è stato chiesto di farlo, si tratta di una donna nocese. Anche a Noci abbiamo storie di donne maltrattate dai propri mariti, donne che vanno a finire in ospedale con trenta giorni di prognosi riservata e vivono nel silenzio più assoluto questa situazione&#8221;. </em></p>
<p><em> </em><strong>La donna in questione è stata vittima di stalking e la sig.ra Gigante se ne è fatta portavoce. </strong>Ha raccontato la sua storia perché potrebbe essere d&#8217;aiuto o di esempio a tutti noi. La signora è riuscita grazie alle testimonianze di gente comune, e non di chi realmente sapeva, a dimostrare la sua innocenza, grazie all&#8217;aiuto d&#8217;investigatori privati e non di pubbliche istituzioni. Grazie ad un avvocato penalista che ha preso a cuore il suo caso e la sta aiutando tuttora a liberarsi da questo spettro, ora ha una diffida a suo carico, che gli impedisce di avvicinarsi a lei. Vorrebbe, la signora, con questo messaggio, aiutare tutte quelle persone che come lei sono vittime d&#8217;ingiustizia e violenza. <em>&#8220;Non abbiate paura di denunciare e di parlare &#8211; </em>conclude Gigante<em> &#8211; , nessuno deve trattare le donne in questo modo e tutti gli esseri umani vanno rispettati, rispettiamo la nostra dignità. A Noci ci sono tante realtà sommerse che devono venir fuori&#8221;.</em></p>
<p><strong><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/04-cultura/12-23-roberta-bruzzone-a-noci-4.jpg" alt="12-23-roberta-bruzzone-a-noci-4" width="250" height="141" />Di lì la parola è passata alla dott.ssa Tania Rizzo,</strong> la quale ha parlato della legge e di come tutelarsi giuridicamente da esperienza di questo genere, dei limiti, che ci sono, oggi, nell&#8217;affrontare anche da parte della giurisprudenza questo reato. &#8220;<em>Lo stalking dal punto di vista giuridico deve essere inteso come una reiterata attività minatoria che pone il soggetto che subisce, in uno stato di stress, di paura, di terrore, di cambiamento dello stile di vita, questo è sommariamente l&#8217;articolo 612 bis, del codice penale. Lo stalking è anche una serie di molestie e di aggressioni, costanti, che inducono a un perdurante e grave stato di ansia o di paura nella vittima e un fondato timore per l&#8217;incolumità della vittima, di un prossimo congiunto o di una persona a lei legata da una relazione affettiva. Anche via internet si possono avere delle aggressioni&#8221;.</em></p>
<p><strong>Prima di proporre un&#8217;eventuale querela, il soggetto dovrebbe eseguire una procedura di ammonimento,</strong> alla quale la persona offesa può ricorrere. L&#8217;art. 8, L. 23.4.2009, n. 38, prevede che la vittima degli atti persecutori esponga i fatti all&#8217;autorità di pubblica sicurezza, avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell&#8217;autore della condotta. Il questore, assunte le necessarie informazioni, potrà ammonire l&#8217;autore dello stalking, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge. <em>&#8220;Dalla procedura di ammonimento derivano delle importanti conseguenze sotto il profilo sanzionatorio: qualora, l&#8217;ammonito insista nella propria condotta persecutoria, andrà incontro a un aumento della pena per il delitto di cui all&#8217;art. 612 bis, il quale sarà, in tal caso, procedibile d&#8217;ufficio. Pena prevista fino a quattro anni&#8221;.</em></p>
<p><strong>A questo proposito si è riscontrato che esiste una &#8220;categoria sociale a rischio di stalking&#8221;</strong> rappresentata da tutti gli appartenenti alle cosiddette &#8220;professioni d&#8217;aiuto&#8221;, vale a dire i medici, gli psicologi, gli avvocati, gli infermieri e ogni altra sorta di &#8220;helper&#8221;. Tutto ciò succede perché gli utenti riversano sul proprio avvocato, sulla propria psicologa, una serie di aspettative affettive, di pretese emotive, che non possono appartenere alla professionalità di questi ultimi e poiché sono disattese, diventano un motivo scatenante di questa persecuzione, che porta allo stalking. <em>&#8220;Si pensa solo che lo stalker sia una persona che insegue nella vita reale, ma lo stalking avviene anche in internet. Lo stalker non è subito solo dalle donne ma ci sono casi in cui è l&#8217;uomo, la vittima. L&#8217;essere preparati è importante, come il parlarne.&#8221;</em></p>
<p><em><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/04-cultura/12-23-roberta-bruzzone-a-noci-2.jpg" alt="12-23-roberta-bruzzone-a-noci-2" width="500" height="281" /><br />
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<p><strong>Subito dopo si è entrati nell&#8217;aspetto psicologico,</strong> quindi è stata la volta della dottoressa Roberta Bruzzone, consulente tecnico, anche, di telefono Rosa, nell&#8217;ambito di violenza domestica, sessuale, di stalking e di omicidio, la quale ha dichiarato: <em>&#8220;Da diversi anni lavoro a fianco della vittima. Le stesse forze dell&#8217;ordine si muovono solo quando la minaccia all&#8217;incolumità fisica di chi sporge denuncia è esplicita. Ma gli stalker sanno essere subdoli e spesso perpetrano la violenza agendo sul piano psicologico ed economico, o usando l&#8217;arma della diffamazione. Certo, per l&#8217;impatto che ha sulla vita della vittima resta un crimine terribile&#8221;. </em>Il problema c&#8217;è ed è enorme. C&#8217;è il tentativo da parte del carnefice di isolare socialmente la vittima, perché se diventa tale è più facile avere il controllo su quest&#8217;ultima.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Duecento donne &#8211; </strong></em><strong>continua</strong><em><strong> &#8211; muoiono in Italia, per mano dei propri partner</strong> o ex, ed è un problema che investe tutta l&#8217;Italia. Dietro siti e soprannomi strani si nascondono anche più di uno stalker, che attaccano la loro preda e non la lasciano andare. Modificare questo tipo di personalità non è facile. </em><em>La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui è perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking, infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo cronicizzandosi. In base al tipo di atti subiti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d&#8217;ansia. E&#8217; un problema che ci riguarda da vicino ed è quindi importante parlarne e la statistica che lo dice in maniera molto chiara.&#8221;.</em></p>
<p><strong>La dottoressa Buzzone ha fatto diversi esempi,</strong> in cui chiaramente ha spiegato casi di stalker e di come comportarsi. La dott.ssa Tinelli, ha sottolineato che lo stalker è una persona squilibrata, con delle problematiche mentali, e che probabilmente non si ferma davanti ad una diffida. Sensibilizzare e far conoscere, offrire sostegno psicologico alla vittima è importante. Come riferimento, sul territorio abbiamo dei gruppi di auto aiuto e di supporto per situazioni di questo genere, e chiunque ha voglia può recarsi in via Principe Umberto n.16, presso il Centro, oppure andare sul sito del Ce. s.a.p., telefonare o scrivere.</p>
<p><strong>Il mese prossimo è previsto un altro incontro, si parlerà di Pas,</strong> Sindrome di alienazione genitoriale, che riguardano le coppie che si separano e i figli di quest&#8217;ultime, il tutto con valenti esperti.</p>
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<p>Fonte: <a href="http://www.noci24.it/cultura/educazione/4306-stalking-sensibilizzare-e-far-conoscere-e-importante-anche-a-noci">Noci24.it</a></p>
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<h2><a title="Permalink a STALKING || A NOCI INTERVIENE LA NOTA CRIMINOLOGA ROBERTA BRUZZONE" href="http://notiziedeattualita.com/stalking-a-noci-interviene-la-nota-criminologa-roberta-bruzzone/" rel="bookmark">STALKING || A NOCI INTERVIENE LA NOTA CRIMINOLOGA ROBERTA BRUZZONE</a></h2>
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<div id="attachment_109"><a href="http://reporterxcaso.wordpress.com/?attachment_id=109#main"><img title="roberta-bruzzone-638x425" src="http://reporterxcaso.files.wordpress.com/2011/12/roberta-bruzzone-638x425.jpg?w=300&amp;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a>Dott.ssa Roberta Bruzzone, ospite della serata</div>
<p>Martedì 20 dicembre presso il chiostro di San Domenico a Noci si è tenuta una tavola rotonda, organizzata dall’Associazione Onlus Ce.S.A.P, l’Associazione Adelante e con il patrocinio del Comune di Noci, sul tema <strong>“Stalking”: Dalla persecuzione alla violenza.</strong> Al dibattito sono intervenuti <strong>Francesca</strong> <strong>Gigante</strong>, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Noci, la <strong>dott.ssa Lorita Tinelli</strong>,psicolaga e presidente Ce.S.A.P, <strong>la dott.ssa Tania Rizzo</strong>, avvocato penalista ed infine la dott.ssa <strong>Roberta Bruzzone</strong>, psicologa Forenze, criminologa, presidente dell’Aisf, volto noto della televisione per le innumerevoli partecipazioni a trasmessioni sui canali generalisti ( Porta a Porta, Matrix, Italia sul 2 ). Numeroso il pubblico presente.</p>
<p>Il dibattito si apre con l’intervento di Francesca Gigante, che sottopone i presenti ad un racconto reale di una donna nocese vittima di Stalking. In sintesi, la donna protagonista di questa storia è una  nocese sposata con famiglia e circa 2 anni fa trova un lavoro – la Gigante non spiega quale, in quanto ha garantito come giusto che sia la riservatezza alla vittima – non è assunta regolarmente ma con il proprio datore pattuisce un compenso. Dopo mesi di mancato pagamento, la donna chiede invano delucidazioni al datore di lavoro sulla paga che le spettava, ma come  volevasi dimostare il datore inveisce contro la</p>
<div id="attachment_112"><a href="http://reporterxcaso.wordpress.com/?attachment_id=112#main"><img title="Cattura" src="http://reporterxcaso.files.wordpress.com/2011/12/cattura.png" alt="" width="85" height="182" /></a>Francesca Gigante, Presidente commissione Pari Opportunità al Comune di Noci</div>
<p>donna, ovviamente non paga e comincia a perseguitare la donna dopo che la stessa si rivolge ad un avvocato. Grazie ad un cavillo ben studiato  dall’avvocato dello stalker, la donna finisce in carcere per 4 giorni, giorni in cui viene picchiata da una tossicodipendente, esce dal carcere e sconto il resto della pena agli arresti domiciliari. La propria vita è ormai segnata e oltre ai guai con lo stalker ci si mette di mezzo la sfortuna, con il figlio della donna vittima di un incidente, che costringe il marito della donna ad andare ogni giorno in ospedale e di conseguenza perde il lavoro. “<em>Tenta due volte il suicidio perchè sola” – </em>afferma Francesca Gigante, durante il racconto di questa storia schoccante dinanzi ad un pubblico incredulo e sbigottito. La svolta avviene quando la malcapitata donna trova un bravo avvocato penalista, che prende a cuore la situazione, lo stalker viene diffidato non può più avvicinarsi alla donna, ma anche l’associazione Giraffa di Bari ha contribuito alla ripresa della donna . Ora la vita della sfortunata donna è tornata alla normalità. Il suo sogno è di creare con i soldi del risarcimento un centro a Noci per le vittime di Stalking. Questo il racconto agghiacciante con cui si è aperto il dibattito.</p>
<p>Subito dopo è intervenuta l’avvocato penalista Tania Rizzo, la quale nel suo intervento ha fornito il suo punto di vista e la sua esperienza dal punto di vista giuridico sul tema del dibattito. “<em>Lo stalking in altri paesi europei è stato individuato precedentemente rispetto all’Italia – </em>queste le parole iniziali dell’avvocato Rizzo – …<em>chi effettua denunce di stalking deve dar carico di prove…..crescono le vittime dello stalking high professional – </em>a chiusura del suo intervento<em> – ovvero professionisti come medici, avvocati, psicologi”.</em></p>
<p>La dott.ssa Bruzzone esordisce dicendo <em>“solo nel centro di Roma abbiamo 1300 segnalazioni di stalking..”. </em>Numeri sconcertanti che dimostrano come questo reato è presente nella vita di tutti i giorni. La Bruzzone sostiene che lo scenario prevalente in cui lo stalking si manifesta è la relazione pregressa tra carnefice e vittima, condominio ma anche la scuola e i luoghi di lavoro. Uno stalker è già stalker durante la relazione, sostiene la nota criminologa. 200 donne all’anno mediamente  sono vittime di stalking ma cresce anche la percentuale delle vittime maschili.</p>
<p>E’ stata una bella serata, in compagni di esperti del settore, che hanno permesso al folto pubblico presente di capire maggiormente cosa è lo Stalking, è stata un’occasione per entrare più a fondo nel tema con esempi e nozioni giuridiche in materia</p>
<p><strong>REPORTER X CASO</strong></p>
</div>
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<p>Fonte:<a href="http://notiziedeattualita.com/stalking-a-noci-interviene-la-nota-criminologa-roberta-bruzzone/"> Notizie di attualità</a></p>
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<p>Alcune foto del convegno</p>
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<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/378778_2642465933976_1025405505_32503292_631530733_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1310" title="378778_2642465933976_1025405505_32503292_631530733_n" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/378778_2642465933976_1025405505_32503292_631530733_n.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
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<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/381875_2642278809298_1025405505_32503089_170941866_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1311" title="381875_2642278809298_1025405505_32503089_170941866_n" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/12/381875_2642278809298_1025405505_32503089_170941866_n.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
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		<title>Tavola rotonda: elaborazione del lutto</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2011/11/19/tavola-rotonda-elaborazione-del-lutto/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 13:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze e convegni]]></category>
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		<category><![CDATA[gruppi autoaiuto elaborazione lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Henry Scott Holland]]></category>
		<category><![CDATA[intervista fax alla dottoressa Tinelli]]></category>
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		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[noci24.it]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/locandina1.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1264" title="locandina" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/locandina1-705x1024.gif" alt="" width="705" height="1024" /></a><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/locandina11.gif"><br />
</a></p>
<h2>La morte non è niente</h2>
<blockquote><p>La morte non è niente.<br />
Sono solamente passato dall&#8217;altra parte:<br />
è come fossi nascosto nella stanza accanto.<br />
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.<br />
Quello che eravamo prima l&#8217;uno per l&#8217;altro lo siamo ancora.<br />
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;<br />
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.<br />
Non cambiare tono di voce, non assumere un&#8217;aria solenne o triste.<br />
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,<br />
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano<br />
quando eravamo insieme.<br />
Prega, sorridi, pensami!<br />
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:<br />
pronuncialo senza la minima traccia d&#8217;ombra o di tristezza.<br />
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:<br />
è la stessa di prima, c&#8217;è una continuità che non si spezza.<br />
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?<br />
Non sono lontano, sono dall&#8217;altra parte, proprio dietro l&#8217;angolo.<br />
Rassicurati, va tutto bene.<br />
Ritroverai il mio cuore,<br />
ne ritroverai la tenerezza purificata.<br />
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:<br />
il tuo sorriso è la mia pace.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Poesie di Henry Scott Holland" href="http://www.pensieriparole.it/poesie/autori/h/henry-scott-holland/">Henry Scott Holland</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Recensioni</p>
<h2>Elaborare un lutto, un processo possibile</h2>
<dl>
<dd> Pubblicato Giovedì, 24 Novembre 2011 07:20 </dd>
<dd> Scritto da Lorita Tinelli </dd>
<dd> </dd>
<dd> </dd>
<dd><strong>Noci (Bari)</strong> &#8211; Domani 25  novembre presso il Chiostro di San Domenico, dalle ore 19.30 in poi, si  terrà una tavola rotonda sul tema del lutto, poiché elaborare  l&#8217;esperienza della perdita di una persona cara è qualcosa che percorre  la vita di tutti. L&#8217;evento è organizzato dal CeSAP &#8211; Centro Studi Abusi  Psicologici in collaborazione con Adelante e con la Commissione Pari  Opportunità del Comune di Noci, molto sensibile alle problematiche  vicine alla famiglia e alle relazioni.Tutta la cittadinanza è invitata sia  per ascoltare gli esperti sia per condividere con chi l&#8217;esperienza l&#8217;ha  vissuta direttamente. La manifastazione è patrocinata dal Comune di Noci  e dalla Parrocchia di San Domenico e vede come relatrice la dottoressa  Lorita Tinelli, Psicologa ad indirizzo clinico e di comunità. Sottolinea  la dottoressa Tinelli: &#8220;<em>Il lutto rappresenta una separazione, breve  o duratura. E&#8217; breve quando rappresenta le poche ore di distacco del  bimbo dalla persona amata, ma anche duratura quando una persona a noi  cara muore. Attraverso il confronto con esperti e con chi ci è passato,  tale tavola rotonda si prefigge il compito di fornire alcune norme&#8221;</em>. Su richiesta i partecipanti potranno richiedere un attestato di partecipazione.&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.noci24.it/agenda/4138-elaborare-un-lutto-un-processo-possibile">Noci24.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h2>Riconoscere il dolore per un lutto: un percorso possibile con la vita</h2>
<dl>
<dd> Pubblicato Domenica, 27 Novembre 2011 07:44 </dd>
<dd> Scritto da Daniela Della Corte </dd>
<dd> </dd>
<dd> </dd>
<dd> <strong><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/04-cultura/11-27-Tinelli-e-Gigante.JPG" alt="11-27-Tinelli-e-Gigante" width="250" height="188" /></strong><strong>NOCI (Bari) -</strong> La  giornata internazionale contro la violenza sulle donne anche a Noci è  stata ricordata. Il 25 novembre 2011 era previsto che all&#8217;interno del  Chiostro di San Domenico si parlasse di tematiche molto forti su cui  riflettere, legate al dolore e alla perdita improvvisa dei propri cari.  Così è stato, ma l&#8217;argomento ha rappresentato anche il pretesto per  ricollegarsi ad un argomento che contemporaneamente stava a cuore a  tutte le nazioni: la violenza sulle donne. </dd>
<dd><strong>Non  a caso, in occasione del dibattito intitolato &#8220;Elaborare un lutto. Un  processo possibile&#8221;, era presente la Presidente della Commissione alle  Pari Opportunità,</strong> Francesca Gigante<em> (in foto in altro a sinistra)</em> la quale, dopo aver sostenuto l&#8217;iniziativa internazionale e dopo aver  sottolineato il significato distintivo dei fiocchetti bianchi  distribuiti ad ognuno dei presenti, ha dato il via ad un percorso che  puntualmente si concentrerà su temi legati alla famiglia e al sociale.  Il prossimo appuntamento infatti si concerterà sul tema della violenza  sulla donna. All&#8217;introduzione della Gigante è poi seguito un piccolo  intervento da parte di Suor Liana, una sorella che da poco si è  trasferita nel territorio di Noci, precisamente presso la Chiesa della  Madonna della Croce, e che ha espresso un suo pensiero circa l&#8217;argomento  che di lì a poco avrebbe fatto scaturire nelle menti del pubblico  riflessioni e stati d&#8217;animo molto forti. &#8220;<em>Sentiremo parlare di dolore&#8221; </em>ha esordito,<em> &#8220;e speriamo che col tempo questo possa diventare un luogo di speranza  per tutti. Ogni uomo può diventare un rifugio per l&#8217;altro e, in questi  casi, nessuno deve sentirsi solo&#8221;.</em>&nbsp;</p>
<p><strong>Si è entrati dunque nel vivo dell&#8217;argomento,</strong> la parola è passata nelle mani della psicologa nocese che ha curato  l&#8217;evento grazie al sostegno di una serie di associazioni (vedi CeSap e  Adelante), nonché la dott.ssa Lorita Tienelli <em>(in foto in alto a sinistra)</em> e il dibattito ha avuto inizio. <em>&#8220;L&#8217;obiettivo di questo incontro</em>&#8221; ha spiegato <em>&#8220;non  è trovare risposte ma imparare reciprocamente a riflettere su questi  argomenti. L&#8217;esperienza del lutto comincia addirittura con la nascita.  Un lutto è uguale ad una separazione, somiglia tanto ad una sensazione  di vuoto improvviso. Per superarlo è necessario chiedere aiuto: l&#8217;unica  ancora di salvezza. É necessario viverlo il dolore, riconoscerlo,  affrontare l&#8217;esperienza. La società, la famiglia, i valori e le persone  più care saranno le soluzioni per l&#8217;accettazione del dolore e, quindi,  il superamento. Non è facile, ma è possibile&#8221;</em>. A volte il metodo  scientifico degli psicologi non basta, è vero. Il calore delle persone  più care non sembra essere sufficiente: la gente si ostina a considerare  la propria esistenza inutile solo se ha perso qualcun altro. E allora  come è possibile credere nelle parole della dott.ssa Tinelli?</p>
<p><strong>La risposta l&#8217;hanno data alcuni testimoni</strong> che con grandissimo coraggio hanno esposto la loro esperienza al pubblico <em>(foto in basso)</em> e di cui non riportiamo le foto per motivi di privacy e di rispetto nei  confronti della grande fatica che hanno dovuto affrontare, ma sempre a  scopo benefico e di confronto con la società. La storia della signora  Rosanna e del signor Antonio (entrambi genitori che hanno perso i loro  figli) hanno fortemente catturato l&#8217;interiorità del pubblico, tanto da  farlo commuovere e sospirare. D&#8217;altronde l&#8217;intenzione era proprio  questa: mettersi difronte al dolore, riconoscerlo, farlo proprio,  superarlo. Il lavoro lungo anni ed anni da parte dei psicologi  sostenitori dell&#8217;iniziativa è stato lodevole; mai si era assistito ad un  appuntamento così duro, così forte, così reale. Eppure potrebbe avere  funzionato per quelle persone che attualmente si trovano in una simile  condizione.</p>
<p><img src="http://www.noci24.it/images/stories/2011/04-cultura/11-27-il-pubblico.JPG" alt="11-27-il-pubblico" width="500" height="375" /></p>
</dd>
<dd>Fonte: <a href="http://www.noci24.it/cultura/educazione/4174-riconoscere-il-dolore-per-un-lutto-un-percorso-possibile-con-la-vita">Noci24.it</a></dd>
<dd> </dd>
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<dd>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</dd>
<dd> </dd>
<dd>COME ELABORARE IL LUTTO</dd>
<dd> </dd>
<dd>E&#8217; stato il tema dell&#8217;ultimo incontro del CeSAP</dd>
<dd> </dd>
<dd>Venerdì 25 novembre, nella giornata mondiale contro la violenza della donna è stato affrontato, nell&#8217;ambito dell&#8217;incontro organizzato dal CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) , un tema molto delicato: quello dell&#8217;elaborazione del lutto. L&#8217;evento, patrocinato dal Comune di Noci, con la collaborazione del centro psico-educativo Adelante è stato efficacemente introdotto da Francesca Gigante, Presidente della Commissione pari opportunità e dalla Dott. Lorita Tinelli, famosa psicologa nocese ad indirizzo clinico e di comunità. </dd>
<dd>Il gran numero di gente riversatosi nel Chiostro di San Domenico, ha dimostrato il fatto che ciascuno mostra il bisogno di far proprio, seppur con uno sforzo enorme, il concetto di perdita e tutto il carico emozionale che ne deriva.</dd>
<dd>Siamo portati ad identificare con la parola &#8220;lutto&#8221; solo il momento in cui una persona si congeda dalla scena mondana. Eppure, come ha affermato Lorita Tinelli, la vita è costellata di lutti: il lutto, come perdita irreversibile è vissuto dalla madre al momento del parto, in quanto la vita che ha portato in grembo per nove mesi non vive più il legame perfettamente simbiotico della vita intrauterina; giorni di lutto ispensabile per una madre sono quelli in cui il proprio figlio si separa dall&#8217;ambiente domestico per vivere l&#8217;indispensabile esperienza della scuola dell&#8217;infanzia. E andando avanti negli anni, il fidanzamento del proprio figlio e ancora di più il matrimonio della propria &#8220;bambina&#8221; o del proprio &#8220;bambino&#8221;, che suggellano l&#8217;autosufficienza dei figli e dunque l&#8217;inutilità di cure spesso morbose riservate loro.</dd>
<dd>Tutte queste esperienze di separazione, seppur caratterizzate da una certa &#8220;reversibilità&#8221;, sono vissute come affronti alla propria capacità di adattamento all&#8217;assenza.</dd>
<dd>Queste situazioni richiedono una grande forza, magari anche un pò di scaltrezza che ci protegge dai colpi bassi che eventualmente possono esserci inferti.</dd>
<dd>Ovviamente il dolore che si prova in certi casi è strettamente correlato all&#8217;affetto nutrito nei confronti dell&#8217;altro, ma è una costante il sentire il bisogno di affrontarlo, magari ponendo risposte all&#8217;Alterità. Dalle testimonianze dirette di genitori che hanno vissuto la perdita dei propri figli si è potuta inferire l&#8217;esistenza di due fasi interne al processo di elaborazione del lutto: una &#8220;pars destruens&#8221; e una &#8220;pars costruens&#8221; .</dd>
<dd>Il primo momento, distruttivo, pervaso dai sensi di colpa per essere sopravvissuti al caro estinto, dalla voglia di autopunizione, dalla voglia di solitudine assoluta e talvolta da pericolosi comportamenti propri dell&#8217;anoressico, che celano una voglia di annichilimento. Poi, arriva un momento costruttivo, di stabilizzazione che attraverso la consapevolezza che vivendo e non &#8220;vegetando&#8221; facciano &#8220;rivivere&#8221; coloro che ci hanno lasciati, ci rende più solleciti all&#8217;altro e alla sua esistenza reale. In questa fase scopriamo l&#8217;importanza della fede e della religione caratterizzata (dal latino religare) dal &#8220;legarsi all&#8217;Alterità.</dd>
<dd>Certamente lasciarsi aiutare è un segno di grande maturità, come anche ascoltare chi ha bisogno.</dd>
<dd> </dd>
<dd>FAX &#8211; I fatti della settimana del 3 dicembre 2011, p. 18 </dd>
</dl>
</dd>
</dl>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Opposizione alle misure cautelari</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2011/10/30/opposizione-alle-misure-cautelari-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 16:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/11.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1404" title="1" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/11-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/2.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1405" title="2" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/2-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/3.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1406" title="3" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/3-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/4.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1407" title="4" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/4-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/5.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1408" title="5" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/5-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/6.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1409" title="6" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/6-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/7.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1410" title="7" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/7-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/8.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1411" title="8" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/8-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/9.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1412" title="9" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/9-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/10.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1413" title="10" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/10-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/111.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1414" title="11" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/111-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/12.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1415" title="12" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/12-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/13.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1416" title="13" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/13-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/14.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1417" title="14" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/14-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/15.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1418" title="15" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/15-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/16.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1419" title="16" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/16-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/18.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1421" title="18" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/18-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/19.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1422" title="19" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/19-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/20.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1423" title="20" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/20-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/22.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1425" title="22" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/22-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/23.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1426" title="23" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/23-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
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<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/24.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1427" title="24" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/24-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
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<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/25.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1428" title="25" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/25-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
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<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/26.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1429" title="26" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/26-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
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<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/27.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1430" title="27" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/27-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/28.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1431" title="28" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/28-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/29.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1432" title="29" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/29-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/30.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1433" title="30" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/30-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/31.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1434" title="31" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/31-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/32.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1435" title="32" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/32-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/33.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1436" title="33" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/33-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/34.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1437" title="34" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/34-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/35.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1438" title="35" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/35-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/36.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1439" title="36" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/36-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/37.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1440" title="37" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/37-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/38.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-1441" title="38" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/01/38-1024x723.gif" alt="" width="1024" height="723" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La geografia del limite</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 10:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[abuso della professione]]></category>
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		<description><![CDATA[SEGNALAZIONE Carissimi colleghi, ho trovato in internet una interrogazione dell’Onorevole Scilipoti, su sollecitazione di alcune associazioni di tutela dei consumatori, che punta il dito contro una organizzazione che promuove corsi di memoria, ma che in realtà pare fare tutt’altro. Secondo quanto scritto nell’interrogazione, i metodi su cui si basano gli organizzatori di tali corsi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SEGNALAZIONE</strong></p>
<p>Carissimi colleghi,</p>
<p>ho trovato in internet una  interrogazione dell’Onorevole Scilipoti, su sollecitazione di alcune  associazioni di tutela dei consumatori, che punta il dito contro una  organizzazione che promuove corsi di memoria, ma che in realtà pare fare  tutt’altro. Secondo quanto scritto nell’interrogazione, i metodi su cui  si basano gli organizzatori di tali corsi sono basati sulla PNL. Ma la  cosa che più mi stupisce è leggere che “nessuno dei membri di questa  società è laureato in psicologia, pedagogia, scienze della formazione e  medicina (psichiatria), e quindi abuserebbe della professione”.</p>
<p>Ho trovato poi, sempre in internet, un  filmato promozionale della stessa società e sono rimasta profondamente  colpita da quanto ho visto.</p>
<p>Mi chiedo a questo punto come sia  possibile tutelare sia noi psicologi professionisti abilitati ma  soprattutto l’utenza dall’uso improprio di tecniche psicologiche da  parte di persone non formate ad utilizzarle?</p>
<p>Lettera Firmata</p>
<p><strong>LINK ORIGINALE</strong></p>
<p>http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=27280&#038;stile=6&#038; highLight=1</p>
<p><strong>ALTRI LINK COLLEGATI</strong></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/Qa2Kt3YiU8c?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COMMENTO REDAZIONALE A CURA DELLA DR.SSA LORITA TINELLI<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/wp-content/uploads/2009/10/commento_redaz.jpg"><img title="commento_redaz" src="http://www.osservatoriopsicologia.it/wp-content/uploads/2009/10/commento_redaz-150x143.jpg" alt="" width="150" height="143" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>“Certo, non tutti gli  specialisti di medicine parallele (o dolci) sono reclutatori al servizio  delle sette, ma bisogna ammettere che la battaglia quotidiana che  conducono contro la razionalità contribuisce ad allargare la breccia nel  muro di dubbio che separa l’uomo sofferente dal credulone estatico,  credente devoto nella rivelazione di guarigione che gli viene  propinata”.</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Jean-Marie Abrgrall – I ciarlatani della salute</strong> – Editori Riuniti.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Nel corso degli ultimi anni diverse  associazioni, che promuovono la tutela dei diritti e della salute degli  individui, hanno ricevuto un numero sempre più crescente di richieste di  aiuto da parte di chi era rimasto danneggiato dopo aver sperimentato  alcuni percorsi  di carattere psicologico.</p>
<p>L’enorme numero di utenti scontenti,  dimostrato anche dai diversi forum tematici di discussione che ogni  giorno si aprono nella rete informatica, evidenzia la presenza di un  bisogno sempre più impellente dell’essere umano di percorrere corsi,  seminari, incontri… finalizzati all’approfondimento di argomenti di  carattere psicologico o al potenziamento di funzioni mentali (quali  l’apprendimento, la memoria, la capacità attentiva) ma anche relazionali  (per esempio la capacità seduttiva). Non solo. Dimostra anche che il  mercato offre risposte sempre più variegate alla varie domande, che  spesso prescindono da alcune norme di carattere legale.</p>
<p>Esistono per l’appunto corsi di  seduzione, corsi che promettono di insegnare strategie per diventare  milionari nel giro di pochi giorni, corsi che promettono percorsi che  aiutano il raggiungimento di una maggiore consapevolezza e così via.</p>
<p>Come ha sottolineato l’Onorevole  Scilipoti, primo firmatario dell’interrogazione presentata ai Ministeri  della Giustizia, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,  sollecitata dal deputato Antonio Borghesi nel marzo 2011,  la  preoccupazione è che tali percorsi sembrerebbero proposti ed esercitati  da operatori che non hanno alcuna formazione in merito ad argomenti di  carattere psicologico né possiedono l’abilitazione all’utilizzo di  tecniche desunte dalla psicologia.</p>
<p>Entrambi i politici citati, partendo proprio dal risultato delle esperienze umane a loro riferite, affermano:  “<em>In  Italia vengono attivati corsi di memoria, lettura veloce e crescita  personale, basati sulla programmazione neuro linguistica (PNL); si  tratta di una tecnica psicologica, la cui valenza scientifica è ancora  da assodare, che teorizza la possibilità di influire sugli schemi  comportamentali di soggetti attraverso la manipolazione di processi  neurologici messi in atto tramite l’uso del linguaggio</em> (…)”.</p>
<p>La medesima preoccupazione è presentata  in un’altra interrogazione del luglio 2010 dall’Onorevole Massimo Donadi  il quale afferma: “<em>Spesso tali personaggi non hanno nemmeno i  titoli accademici atti all’esercizio di qualsiasi professione inerente  la loro truffa; per convincere le vittime adotterebbero suggestioni di  massa, ma ancora peggio la tecnica del PNL (programmazione neuro  linguistica) …</em>”.</p>
<p>Il  criminologo  francese Jean-Marie  Abgrall afferma che talvolta tali operatori (definiti dallo stesso  autore ‘ciarlatani della salute’) rischiano, con il loro operare, di  distogliere la persona alla ricerca dall’unico cammino che potrebbe  portarla al raggiungimento dei suoi equilibri o della sua ‘guarigione’.</p>
<p>Spesso i corsi proposti da operatori non  formati né abilitati alla professione di psicologo, attingono a teorie  ormai desuete della psicologia, che utilizzano un approccio ‘intuitivo’  fondato sul concetto che il corso proposto può fornire una conoscenza  della causa dei problemi o dei bisogni dei propri iscritti.</p>
<p>Il fine ultimo non diventa più la  crescita della persona, così come promosso in prima istanza, ma il suo  assoggettamento. Difatti l’utente finisce per entrare in un vortice di  corsi di primo, secondo, terzo, quarto … livello, quasi dovesse aprire  una serie di scatole cinesi per acquisire particolari conoscenze, ai  quali non riesce a sottrarsi, con grande aggravio in termini economici e  spesse volte di danni alla salute psicofisica.</p>
<p>Certamente, come afferma Abgrall, non è  il caso di fare di tutta l’erba un fascio. Ma è bene offrire al fruitore  di ‘servizi psicologici’ tutte le informazioni necessarie per una  scelta più oculata  che vada incontro ai suoi bisogni reali.</p>
<p>Documenti e libri consultati</p>
<p>http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=27280&#038;stile=6&#038; highLight=1</p>
<p><strong><a href="http://www.gris-imola.it/audio_video/Interrogazione%202010.pdf">http://www.gris-imola.it/audio_video/Interrogazione%202010.pdf</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.gris-imola.it/audio_video/interrogazione%20Licastro.pdf">http://www.gris-imola.it/audio_video/interrogazione%20Licastro.pdf</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Jean-Marie Abgrall, Mécanique des sectes (Parigi, Payot 1996)</p>
<p>Jean-Marie Abgrall, I ciarlatani della salute (Editori riuniti, 1999)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/wp-content/uploads/2009/09/parere_exp.jpg"><img title="parere_exp" src="http://www.osservatoriopsicologia.it/wp-content/uploads/2009/09/parere_exp-150x143.jpg" alt="" width="150" height="143" /></a>PARERE DEL DR. MAURO GRIMOLDI</strong><strong> </strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>Quello dei contorni, dei confini di ogni  cosa è sempre un tema ricco di fascino. L’Ulisse dantesco esorta i suoi  compagni, giunti alle Colonne d’Ercole, finis terrae delle antiche  carte geografiche a superare quel limite: “<em>O frati, che per cento  milia perigli siete giunti a l’Occidente, in questa tanto picciola  vigilia dei nostri giorni, del domani non vogliate negare l’esperienza</em>”. Oltre il quale, giova rammentare, appena intravista la montagna del purgatorio, troveranno la morte.</p>
<p>Nel caso della Psicologia il territorio è  vasto, e la questione della geografia del limite non è indifferente  alla funzione stessa di quel limite; tuttavia non meno pericoloso è il  superamento dei confini. Il che non è affatto estraneo rispetto al tema  dei corsi, dei venditori di illusioni roboanti scandite dagli applausi  della setta che cancella l’arbitrio dell’individuo, degli artigiani  delle passeggiate sui carboni ardenti e dell’empowerment dei dirigenti  high-potential basato su tecniche, su prassi che coinvolgono il sistema  psiche-soma in modi spesso drammatici e potentemente evocativi.</p>
<p>Il fatto è che la Psicologia nasce lontanissima da questo confine, allora imprevedibile.</p>
<p>Nasce, da un lato, dal magma primordiale  della filosofia e della medicina, in accademia. Nelle Università del  XIX secolo si cominciano ad effettuare misurazioni dei comportamenti e  delle percezioni, a studiare il condizionamento. È il tempo di Wundt e  di Skinner. Pochi anni più tardi il più coraggioso e geniale neurologo  della storia inaugura una prassi che chiamerà psicoanalisi, prima o  insieme ad una teoria dell’inconscio, e da lì inizia un dispositivo di  cura non già del corpo, ma della mente. L’invenzione dell’inconscio è  cioè coeva a quella di una terapia della psiche, di una clinica come  pratica che, come efficacemente rilevava Valeria La Via, ha la stessa  radice etimologica del clinamen di Lucrezio, e che qui indica un  soggetto-paziente piegato, sdraiato.</p>
<p>Da questa posizione inclinata, sdraiata  del paziente si individua una differenza di ruolo, di status e di potere  essenziale ai fini della percezione sociale della psico-terapia. Una  differenza di status e di distribuzione del potere, quella tra terapeuta  e paziente, evidentemente non priva di qualche rischio. Anche se non  così drammatica come nel caso del rapporto con il medico, rapporto in  cui il corpo del paziente è totalmente affidato all’epistème, alla  scienza e coscienza di un Altro, tuttavia già il ricordo degli  esperimenti ipnotici di Mesmer e delle tinozze ipnotiche in cui  galleggiavano i pazienti, non poteva non condizionare da subito la  percezione della terapia come una prassi da tenere sotto attenta  osservazione. La questione dell’asimmetria dei poteri avrebbe avuto  buoni motivi di essere affrontata, non fosse stato che gli Psicologi si  relegano da soli uno spazio preferenziale nei luoghi di cura della  follia, nella istituzioni totali in cui rinchiudere era funzionale  all’oblio sociale, a dimenticare l’esistenza della follia. Propongo  l’esistenza di un legame consequenziale tra la legge 180 del 1978 e una  seconda legge, la 56 del 1989 che, solo nove anni dopo stabilisce delle  regole nelle professioni di cura della psiche umana. La rinnovata  visibilità degli Psicologi e l’apertura degli ospedali psichiatrici, che  ha “fatto uscire”, insieme a molti psicotici quasi altrettanti  psicologi dalle mura contenitive degli ospedali psichiatrici ha prodotto  un’esigenza sociale, non solo corporativa, l’esigenza di una legge, di  una norma, di un contenitore.</p>
<p>Facciamo un balzo repentino in avanti.  Lo scorso anno, nel 2010 due Carabinieri del comando dei NAS si  presentano ad un Ordine degli Psicologi di una piccola regione italiana.  Il quesito che pongono è preciso: “l’ipnosi è un atto che possono fare  solo gli Psicologi?”. La domanda non aveva – e non ha – una risposta  così certa e  univoca come i militari dell’Arma credevano. Già, perché  proprio l’ipnosi, che ha accompagnato la storia della Psicologia fin dai  suoi albori, mette in primo piano proprio la dimensione del potere, e,  con essa, del pericolo che potenzialmente corre il paziente, se  mal-trattato. L’ipnosi, esige, nell’immaginario collettivo, delle  tutele. Mica possono farla tutti, sembrano dire i Carabinieri nel nostro  esempio. È lo stato di debolezza, di totale affidamento di un paziente  non nel pieno possesso delle sue capacità di intendere e, soprattutto di  volere, a sconcertare.</p>
<p>Gli Psicologi sono i peggiori difensori  di sé stessi e dei loro pazienti, in questi casi. Perché troppo spesso  hanno la sensazione che la legge sia stata fatta a proprio beneficio. La  potenzialità, l’illusione corporativa della legge li fa sentire  responsabili, e forse perfino colpevoli. Non è così e non di rado il  mondo sociale si aspetta una tutela più ferma e precisa della prassi  psicologica e psicoterapeutica, ovvero di una prassi che è orientata al  sociale e che il cliente-paziente vuole sia attentamente sorvegliata e  tutelata. La legge 56 che ha strappato la Psicologia dai territori  dell’approssimazione e delle competenze innate e spontanee, richiedendo  un percorso preciso e normato dall’art. 33 della Costituzione, nasce per  difendere gli utenti, i cittadini, e, solo incidentalmente, gli  Psicologi.</p>
<p>Il movimento compiuto dalla Psicologia e  dalla Psicoterapia è andato, in poco più di un secolo, in una direzione  precisa. Oggi, dall’odiata ma precisa definizione di “medico dei matti”  ha un ruolo ampio e diverso, quello di “professionista dalla salute  psichica”. La “cura dei sani” è più adatta ai tempi, più breve, meno  faticosa, e dà, complessivamente, migliori e più sicuri risultati. Così  lo Psicologo oggi, chiusi i manicomi e spesso anche gli studi degli  psicanalisti reclama sovente un posto nella scuola e in azienda, dove fa  consulenze brevi ma anche orientamento e selezione del personale.</p>
<p>Questa smart-care, una vera clinica  della salute psichica, potrà dare nel futuro ampi frutti. Al tempo  stesso però ha reso la Psicologia sempre più una questione di interesse  generalizzato. Sul piano tecnico ha prodotto o rilanciato esigenze  diverse. Dalla cura della nevrosi al superamento dei propri limiti e al  potenziamento delle risorse lavorative, personali, sociali. Nascono  tecniche strategiche e paradossali, programmazione neurolinguistica,  ipnosi. Mai come in questi casi si spingono a livelli estremi i  meccanismi suggestivi e manipolativi, che il paziente-utente di un atto  comunque etimologicamente clinico, subisce. E mai come in questi casi  l’esigenza di tutela della pubblica fede, ovvero della fiducia del  cittadino che si rivolge ad un professionista si fa imprescindibile.  Sarebbe un grave errore se si usasse la novità degli strumenti per  reclamarne una verginità epistemologica; ciò distruggerebbe in  brevissimo tempo la fiducia dei cittadini, che non esitano di fronte a  queste realtà, aspettandosi una tutela che può essere fornita solo da  una ferra iscrizione delle nuove tecniche nell’orizzonte già  sufficientemente ampio descritto dalle norme e dalle leggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2011/07/23/la-geografia-del-limite/">Osservatorio di Psicologia nei Media</a></p>
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		<title>I culti psicoterapeutici</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2011/10/18/i-culti-psicoterapeutici/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 17:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/10/MargaretSinger.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1241" title="MargaretSinger" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2011/10/MargaretSinger.jpg" alt="" width="263" height="295" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abstract</p>
<h4>Sebbene  il termine &#8220;culto&#8221; venga di solito associata a gruppi religiosi,  i culti non religiosi stanno ricevendo sempre maggiore attenzione nell’ultimo periodo. Questo articolo esamina le caratteristiche comuni di gruppi settari, in particolare l&#8217;uso della riforma del pensiero quale processo attraverso il quale vengono portati cambiamenti nel comportamento,  mediante indottrinamento,  oltre che una serie di altre modifiche in contemporanea. I Culti di Psicoterapia sono descritti per illustrare i programmi coordinati di influenza, di sfruttamento e di controllo del comportamento che li caratterizzano.&nbsp;</p>
<p>Il termine &#8220;setta&#8221; è spesso associato a delle dinamiche  che sono state spesso origine di altre etichette, tra cui &#8220;riforma del pensiero&#8221; (Lifton, 1961), &#8220;persuasione coercitiva&#8221; (Schein, 1956, 1961), &#8220;lavaggio del cervello&#8221; (Hunter, 1953), &#8220;controllo mentale&#8221; (Langone, 1988), la &#8220;manipolazione sistematica di influenza psicologica e sociale&#8221; (Singer, 1983), &#8220;programmi coordinati di influenza coercitiva e controllo del comportamento&#8221; (Ofshe &amp; Singer, 1986), e &#8220;sfruttamento mediante  persuasione &#8220;(Singer &amp; Addis, 1991).</h4>
<h4>Questi termini riflettono prospettive un po &#8216;diverse o tentano di spiegare a diversi tipi di pubblico un processo complesso e delicato composto da tecniche, tattiche e strategie di influenza sociale a lungo studiato dagli psicologi sociali, antropologi sociali, e ricercatori di marketing (Cialdini, 1984; Nader, 1991; Zimbardo, Ebbesen, e Maslach, 1977).</h4>
<h4>In questo lavoro useremo il termine &#8220;riforma del pensiero&#8221;, perché è breve, ha ottenuto ampio utilizzo nel campo delle scienze umane, non è facilmente suscettibile di interpretazioni esagerate, e descrive brevemente ciò che avviene nel processo in esame, cioè, gli individui affetti, a seguito della programmata e sistematica manipolazione psico-sociale imposta da altri, sono portati ad adottare credenze radicalmente diverse e a conformare la loro condotta in modo appropriato.&nbsp;</p>
<p>Mentre &#8220;riforma del pensiero&#8221; si riferisce ad un particolare processo di pianificata e sistematica manipolazione psicosociale, &#8220;cult&#8221; non si riferisce al contenuto ideologico, come alcuni erroneamente credono, ma ad alcune strutture sociali e al le relazioni che modellano il comportamento, i pensieri ei sentimenti dei membri di un gruppo  in modo da asservire i desideri e le esigenze del leader (s).</h4>
<h4>Così, un culto si può formare in qualsiasi area di contenuto: politica, religione,  commerciale,filosofico,del la salute, del la fantascienza, della psicologia, ecc. Il fatto che molte persone ancora credono erroneamente che tutti i culti siano religiosi dipende forse da i culti religiosi che ricevettero tanta pubblicità tra la fine del 1970 e l&#8217;inizio del 1980.</h4>
<h4>Questo documento contribuisce a dissipare questo equivoco con una breve definizione di &#8220;cult&#8221;, che delinea le caratteristiche di base della riforma del pensiero, come è stato originariamente concepito e nella sua forma contemporanea, e vuole illustrare questi concetti descrivendo una varietà di culti di  psicoterapia.</h4>
<p>(Continua)</p>
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		<title>LE SETTE RELIGIOSE IN ITALIA/ E la tua vita non è più quella di prima…</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antonio meneghetti]]></category>
		<category><![CDATA[arkeon]]></category>
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		<category><![CDATA[centro studi abusi psicologici]]></category>
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		<category><![CDATA[controllo mentale]]></category>
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		<category><![CDATA[ditruzione dell'uomo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Carmine Gazzanni</p>
<h2><em>“Ne sono uscito. Ho avuto una forza incredibile, non so neanche io come ho fatto. Ma <strong>tutt’ora la mia vita non è più quella di prima</strong>”.  Michele (il nome, chiaramente, è di fantasia, così come lo saranno  tutti quelli dei fuoriusciti qui menzionati, che, per legittimo timore,  preferiscono ancora oggi celare la propria identità. Ed anche questo è  piuttosto eloquente) è oramai un uomo di circa 40 anni: ha passato quasi  venti anni all’interno di <strong>Damanhur</strong> prima di uscirne nel 2005.</em></h2>
<p>La sua, come quella di tanti altri fuoriusciti, è la storia di un uomo che è rimasto ammaliato da <strong>sette che promettono <img src="http://www.infiltrato.it/images/stories/setta_religiosa.jpg" alt="setta_religiosa" width="351" height="150" />l’Eldorado</strong>, celando una realtà ben più cruda. Parliamo, infatti, di vere e proprie <strong>lobby settarie</strong>:  organizzazioni evolute, sofisticate, veri centri di potere occulto che  non sono affatto periferici alla nostra vita quotidiana, ma tendono ad  infiltrarsi, dalle scuole alle istituzioni, allungando i propri  tentacoli finanche in Parlamento. Il tutto a danno di coloro che cadono  nell’illusione di una felicità a portata di mano o, addirittura, di  un’illuminazione.</p>
<p>Perché dietro culti che si fondano su<strong> alieni</strong>, <strong>imperatori</strong>, <strong>divinità egizie</strong>, <strong>formule magiche</strong> e <strong>riti alchemici</strong> si nasconde ben altro: un meccanismo furtivo che alla fine spoglia  totalmente il fedele, dei suoi averi, dei suoi rapporti familiari, della  sua propria identità. “<em>Anni dopo la mia esperienza mi sono trovato a riflettere su tutto ciò che facevo da membro di Damanhur </em>(una delle sette più attive in Italia, ndr): <strong><em>sono  scoppiato a piangere quando mi sono reso conto che allora agivo senza  nemmeno rendermi conto di ciò che facessi e perché lo facessi</em></strong>”.</p>
<p>Questo  è capitato a Michele e a tanti altri come lui che abbiamo intervistato e  conosciuto: uomini e donne dal passato sventurato che, deboli,  abbandonati e scoraggiati, si sono gettati nelle braccia manipolatrici  delle sette. Uomini e donne che sono usciti in molti casi a stento,  potendo contare, molto spesso, solo sulle proprie forze. Già, perché  l’Italia è l’<strong>unico Paese nella Comunità Europea che non dispone di una legge nel codice penale che punisca la manipolazione mentale</strong>: è esistita fino all’8 giugno 1981, giorno in cui la Consulta lo bolla come incostituzionale perché la norma “<em>mostra chiaramente</em> – scrivevano allora i giudici – <em>l’impossibilità  di attribuire a essa un contenuto oggettivo, coerente e razionale, e  pertanto l’assoluta arbitrarietà della sua concreta applicazione</em>” (anche se, come vedremo, pare che qualcosa si stia muovendo).</p>
<p>E  certamente questo ha favorito il dilagare del fenomeno settario,  sebbene stime numeriche precise non si possano fare. L’unico documento  ufficiale di cui disponiamo a riguardo, realizzato dal Ministro degli  Interni alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei  Deputati, risale addirittura al <strong>1998</strong>. Ebbene, nel dossier si legge che “<em>fornire dati esatti sulle dimensioni del fenomeno, quantificando le ‘sette’ e i loro adepti, è estremamente difficile</em>”,  anche perché non abbiamo solo comunità oramai saltate più volte agli  onori della cronaca, ma anche movimenti settari privi di visibilità  all’esterno della ristretta cerchia di affiliati.</p>
<p>In più non  bisogna dimenticare che all’interno di tali movimenti esiste un preciso  ordine gerarchico (come vedremo) che va dal “santone”, dal “profeta”, ai  membri attivi fino anche soltanto a coloro che semplicemente  simpatizzano pur non avendo mai aderito formalmente. Senza dimenticare,  infine, che è difficile (se non praticamente impossibile) reperire  elenchi ufficiali degli affiliati: in preciso <strong>stile massonico</strong>, infatti, molto spesso<strong> i registri rimangono occulti</strong>.  E restano tali anche all’interno della setta stessa. Come diversi  fuoriusciti ci confermano, infatti, questo renderebbe più efficace  l’attività di “<strong>vigilanza</strong>”: non sapendo chi si ha  davanti, è più probabile che si possa dire una parola sbagliata, svelare  un segno di cedimento o criticare la stessa organizzazione settaria.</p>
<p>Ma torniamo ai numeri. Il dossier del 1998 parla di <strong>76 movimenti religiosi</strong> per un totale di <strong>78.500 affiliati</strong>.  Un numero preoccupante che tuttavia – come abbiamo già precisato – è,  oggi, a distanza di 13 anni, certamente più alto. Come, del resto, ci  conferma anche la <strong>dottoressa Lorita Tinelli</strong>, presidente del<strong> CeSAP</strong> (Centro Studi Abusi Psicologici), che ha dedicato e dedica gran parte della sua vita a tali questioni: “<em>innanzitutto in quel momento <strong>il  Ministero degli interni si occupò esclusivamente dei movimenti  magico-esoterici che non sono la totalità dei gruppi esistenti a livello  nazionale</strong>. Oggi all’incirca riteniamo che ci siano <strong>circa 500 gruppi organizzati</strong></em>”.</p>
<p>I  movimenti settari sono dunque in forte espansione. Ma quello che si  nasconde dietro le promesse di felicità, benessere e, in alcuni casi, di  una vera e propria palingenesi messianica, è una realtà ben diversa: i  racconti, i documenti, i quadri che presenteremo in questa inchiesta  aiuteranno a prender coscienza del <strong>giro d’affari</strong> (economici e, in alcuni casi, anche politici) che ruotano intorno alle sette, della loro <strong>capacità di “spolpare” </strong>le persone che vi si avvicinano, di <strong>ingannare</strong>, <strong>plagiare</strong>, <strong>violentare</strong>.  E quando qualcuno, come nel caso di Michele, si rende conto di ciò che  si nasconde dietro l’attrattiva di energie cosmiche, reincarnazioni,  forze naturali e sovrannaturali, uscire diventa complicato, se non  impossibile. Quando<strong> Orwell</strong> raccontava la sua distopia in <em>1984</em>, prospettava, in realtà, un mondo non molto lontano da quello che ritroviamo, come vedremo, in gran parte d’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><a href="http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/sette-religiose-indottrinamento-proselitismo-e-chiusura-verso-l-esterno-il-modo-per-distruggere-un-uomo">SETTE RELIGIOSE/ Indottrinamento, proselitismo e chiusura verso l’esterno. Il modo per distruggere un uomo</a></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Carmine Gazzanni</p>
<h2><em>Le sette attive e operative <strong>nel nostro Paese</strong> sono tante e, sebbene differenti tra di loro per quella che possiamo chiamare “<strong>professione di fede</strong>”,  non si distinguono affatto per alcuni aspetti peculiari che risultano  essere, dunque, comuni a tutte le organizzazioni settarie.</em></h2>
<p>Fondamentale per ogni setta – come viene dettagliatamente analizzato nel libro-inchiesta di <strong>Stefano Pitrelli</strong> e <strong>Gianni Del <img src="http://www.infiltrato.it/images/stories/sette-rituali-e-sacrifici-umani-L-c53gxw.jpeg" alt="sette-rituali-e-sacrifici-umani-L-c53gxw" width="292" height="206" />Vecchio</strong> “<em>Occulto Italia</em>” – è il <strong>primo contatto con il potenziale adepto </strong>a  cui gli si promette una felicità a portata di mano, una serenità  facilmente raggiungibile. Insomma, l’Eldorado. E attenzione: in molti  casi si parla non soltanto di un <strong>benessere mentale</strong>, <strong>ma anche fisico</strong>. E poi<strong> nuovi amici</strong>, migliori di quelli che si avevano prima. In alcuni casi, ancora, si arriva al paradossale: si promette una <strong>palingenesi planetaria</strong>.  Basta soltanto seguire alla lettera gli insegnamenti del guru. Di fatto  si arriva a far credere che quella sia una comunità prescelta, eletta,  speciale. È il caso, questo, della <strong>setta di Damanhur </strong>(il  cui leader, dicono, è la reincarnazione del dio egizio del sole,  Horus), attiva in un piccolo paesino in provincia di Torino. Si legge,  infatti, sul sito ufficiale della comunità: “<em>le <strong>linee sincroniche</strong> sono i <strong>canali di energia che percorrono il nostro Pianeta</strong> […] Le linee sincroniche trasportano pensieri e idee e attraverso di  esse è possibile collegarsi a qualsiasi punto del Pianeta. <strong>Damanhur </strong>[…] <strong>sorge dove si incrociano quattro di queste linee principali</strong> […] Sono state individuate con viaggi fisici e sistemi medianici</em>”. E, guarda caso, quest’incrocio magico avviene proprio a <strong>Vidracco</strong>, sede della comunità.</p>
<p>E, ancora, è il caso del <strong>Movimento Umanista</strong> che si propone, addirittura, di cambiare il mondo per salvarlo. Di  “umanizzarlo”, appunto. Il fine è quello di sconfiggere guerre,  terrorismo, sfruttamento, malattie. Propositi altissimi, ci mancherebbe.  Peccato, poi, che il sistema interno alla setta sia profondamente<strong> gerarchico</strong> e che tagliare i ponti, semmai uno volesse, sia a dir poco complicato,  viste le pressioni psicologiche a cui si è sottoposti. La Tinelli,  infatti, ci rivela che “<strong><em>la pericolosità del gruppo è data dal fatto che non si accetta affatto il senso critico</em></strong><em>, né dei partecipanti, né dei fuoriusciti. Non si accettano critiche. E l’atteggiamento immediato che hanno è quello di <strong>denunciare</strong>, <strong>minacciare</strong>, <strong>molestare</strong> tutti i soggetti che risultano essere critici</em>”. Un atteggiamento che abbiamo riscontrato nelle parole di un’altra fuoriuscita che chiameremo Paola: “<em>Ho cominciato ad avere dubbi</em> – ci rivela – <em>circa  quattro anni dopo essere entrata attivamente in Scientology. Se n’erano  accorti semplicemente perché avevo espresso perplessità su una delle  nostre giornate di lavoro e di formazione. In pratica mi hanno messo  sottopressione: <strong>venivano a casa anche cinque volte al giorno</strong>, <strong>mi chiamavano continuamente</strong>,<strong> insistevano affinchè io partecipassi alle riunioni</strong>.  Alla fine, probabilmente più per sfinimento che per altro, ho soppresso  i miei dubbi. Solo un anno dopo sono riuscita ad uscire, anche se  gradualmente, da Scientology</em>”.</p>
<p>Il proselitismo, tuttavia, per  ogni setta che si rispetti, va di pari passo con un altro aspetto,  probabilmente ancora più fondamentale affinché poi si spogli il soggetto  di tutto, finanche della sua identità. Stiamo parlando della <strong>rottura di ogni rapporto con il mondo esterno</strong>: basta legami con familiari, mogli, figli, amici. <strong>L’unico amore che consola, che riempie, è quello della setta</strong>. Non a caso si parla di <em>love bombing</em>:  l’adepto viene letteralmente bombardato d’amore e di attenzioni in  maniera tale che non senta più il bisogno e la necessità di qualsiasi  contatto con l’esterno. Pian piano, poi, si comincia a far credere che  non solo tali legami siano superflui, ma addirittura <strong>nocivi per il raggiungimento della felicità</strong>.</p>
<p>La dottoressa Tinelli ci racconta, ad esempio, di una setta che lei conosce molto bene, <strong>Arkeon</strong>,  oggi sotto processo a Bari per reati a vario titolo (associazione a  delinquere finalizzata all’abuso della professione, maltrattamento sui  minori, violenza privata, calunnia): “<em>in questo gruppo addirittura inducevano i loro adepti a ricordare un <strong>falso ricordo di un abuso sessuale durante l’infanzia perpetrato o dal padre o dalla madre o da un parente prossimo</strong>.  Durante queste sessioni, ad alto impatto emotivo, gli adepti finivano  col ricordare una cosa mai accaduta. Dopodiché il compito era quello di  tornare a casa, andare dal genitore preposto, dal pedofilo di turno e  andare a raccontare del ricordo</em>”. Ciò, chiaramente, porta subito  alla devastazione del rapporto genitoriale. E certamente non è l’unica  setta che ha ideato questa ”strategia”.</p>
<p>È il caso, ad esempio, dell’<strong>Ontopsicologia</strong> di <strong>Antonio Meneghetti</strong>, che, prima che fondasse il suo movimento (<em>colorato</em> di filosofia, ma solo apparentemente), aveva uno studio in cui  praticava seduta di psicoterapia, ma, per chiunque andasse, la diagnosi  era sempre la seguente: <strong>le cose vanno male perché sei circondato da negatività</strong>.  Come guarire allora? Devi allontanarti dalla tua famiglia, dai tuoi  genitori, da tua moglie, dai tuoi figli. Stesso dicasi per <strong>Scientology</strong>:  Paola, ad esempio, ci dice che quando è entrata in Scientology aveva  poco più di diciotto anni e viveva ancora a casa dei suoi genitori. “<em>I miei </em>– ci dice – <em>in un primo momento hanno lasciato correre; dopo però hanno cominciato a esprimere perplessità. <strong>Hubbard</strong> </em>(leader scientologo, ndr)<em> <strong>fornisce a chi è a contatto con una persona anti-scientology due soluzioni: o risolvere la situazione o tagliare i ponti</strong>. Così ho fatto: sono andata via di casa. Sentivo i miei genitori soltanto nei periodi di feste</em>”.</p>
<p>Un  classico. Il santone di turno inculca ai neofiti l’idea secondo cui  soltanto ora si è nella verità, ma le persone a noi vicine non capiranno  questo grado di consapevolezze raggiunto. “<strong><em>Ed ecco la profezia che si autodetermina</em></strong>”,  ci dice la Tinelli: i neofiti torneranno a casa e cominceranno a  stimolare discussioni su argomenti che mai avrebbero affrontato prima,  più per stimolare una lite che la discussione pura e semplice.  Parleranno con un linguaggio diverso, proprio del gruppo, si vestiranno  in maniera diversa addirittura. Tutti questi cambiamenti repentini  risulteranno a dir poco strani per i genitori e gli amici. Diranno “<em>ma come mai questi cambiamenti? Non è che ti stanno facendo il lavaggio del cervello?</em>”.</p>
<p>E  lì arriva la rottura, di colpo questi ragazzi prendono, fanno le valige  e vanno via di casa. A volte, addirittura, ci conferma la dottoress, <strong>i genitori non sanno più dove vanno a finire i figli proprio per via di questa rottura</strong>.  Non a caso diverse sono le storie di uomini che, entrati nelle sette,  hanno abbandonato la propria fidanzata, di genitori che non rivedono i  propri figli oramai da anni. È il caso di <strong>Monica</strong>, mamma di una ragazza di Chivasso (in provincia di Torino), che ci racconta una storia dai tratti profondamente drammatici: “<strong><em>non vedo mia figlia oramai da un anno</em></strong><em>.  E non solo lei non torna più a casa, non solo non risponde praticamente  mai al telefono, ma se andiamo a cercarla noi, non ci permettono di  avere contatti. Ci dicono o che non c’è o che è impegnata o che in  questo momento non vuole vederci. Ogni giorno penso a lei e ogni notte,  prima di andare a letto, passo per la sua camera che è rimasta ancora  così come lei l’ha lasciata. <strong>Ogni volta non posso far altro che piangere</strong></em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><a href="http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/le-sette-damanhur-e-scientology-pecunia-non-olet-e-quel-pallino-politico-per-l-otto-per-mille">LE SETTE/ Damanhur e Scientology: pecunia non olet. E quel “pallino” politico per l’otto per mille…</a></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Carmine Gazzanni</p>
<h2><em>“Una  volta che ti leghi ad una di queste comunità, l’indottrinamento  prosegue senza tregua”, commenta sconsolata Paola. E in effetti è così: <strong>i leader dei vari movimenti sono visti come guru, come custodi di una verità eterna, infallibile, cristallina</strong>.  Sono da seguire fino allo stremo, sia se essi blaterano formule  alchemiche, sia se si presentino come salvatori dell’umanità o  reincarnazione di qualche divinità aliena.</em></h2>
<p>E questo cosa  comporta? Che ci si dedichi costantemente, anima e corpo al bene della  comunità. E qui si arriva al vero fine di ogni <img src="http://www.infiltrato.it/images/stories/sette_religiose_otto_per_mille.jpg" alt="sette_religiose_otto_per_mille" width="283" height="240" />setta: il fedele deve dare tutto se stesso.<strong> A cominciare, chiaramente, dai propri averi</strong>. “<strong><em>L’aspetto economico senz’altro è l’aspetto prioritario</em></strong><em>.  Questo è fondamentale per il potere personale sulle persone, che fa  parte delle caratteristiche narcisistiche dei capi carismatici</em>”, ci conferma la dottoressa Tinelli.</p>
<p>Ogni  gruppo, in effetti, incoraggia le donazioni che ogni buon adepto è  tenuto a fare. In diverse comunità c’è anche l’obbligo della  partecipazione a <strong>seminari</strong>, i quali, tuttavia, sono decisamente <em>sui generis</em>: “<em>di  norma noi pensiamo che ogni corso, alla fine, si conclude con un  attestato, un diploma, una laurea. Qui no: i corsi non finiscono mai,  sono ripetizioni di ripetizioni di ripetizioni. Non si va mai a un  livello successivo. <strong>I corsi si ripetono sempre, sempre allo stesso costo, pagati sempre a nero</strong></em>”. Ma non finisce qui: molte di queste sette si organizzano fino a creare una vera e propria <strong>rete di merchandising</strong>.  Basti pensare che a Damanhur esiste un vero e proprio listino prezzi  per gioielli, piante, quadri, indispensabili per raggiungere la piena  serenità col mondo circostante (e dunque indispensabili per i neofiti).  In pratica, <strong>ogni fedele si ritrova ad essere anche </strong>(e soprattutto) <strong>un buon cliente</strong>. Col risultato che, molto spesso, si possono perdere grandi somme di denaro senza nemmeno rendersene conto.</p>
<p>È il caso di <strong>Giacomo Sotgia </strong>(ex  adepto di Scientology) che nel suo memoriale del 10 agosto 2010,  allegato alla denuncia presentata alla Procura di Pordenone, ricorda che  “<strong><em>negli otto anni di affiliazione ritengo che le somme versate a vario titolo ammontino a circa novantamila euro</em></strong>”.  Ma il caso di Giacomo di certo non è isolato: sono molti nella sua  stessa situazione. Monica, mamma che non vede la figlia da un anno, ci  racconta, tra le lacrime, del giorno in cui sua figlia si precipitò a  casa, dopo mesi che non si vedevano: “<em>era sconvolta. Noi pensavamo che fosse tornata definitivamente. E invece no: <strong>dopo un abbraccio veloce ci chiese circa mille euro</strong>.  Diceva che le servivano. Io ero disperata, non sapevo cosa fare. Alla  fine, nella speranza che poi sarebbe tornata, glieli diedi. Ma lei il  giorno dopo né è tornata per ringraziarmi, né mi ha telefonato</em>”.</p>
<p>Ancora  più emblematico il caso di Damanhur. Questa setta è una delle tante  organizzate come vera e propria comunità. Una sorta di città-stato con  una propria bandiera, un proprio inno, una propria Costituzione. Ed  anche una propria moneta, il <strong>Credito</strong>. Questo significa  che gli adepti che lavorano fuori dalla comunità, rientrati a casa,  devono cambiare l’euro in Credito e quindi <strong>riversare tutto il guadagno all’interno della loro banca</strong> (sì, hanno anche proprie banche, Peal e Atalji). “<em>Ho conosciuto</em> – ci racconta la Tinelli &#8211; <em>una persona che è stata dentro Damanhur trent’anni.<strong> È fuoriuscita e oggi non ha nemmeno diritto alla pensione: in Italia da  questo punto di vista è come se non fosse mai esistita avendo in  pratica vissuto gran parte della sua vita all’interno della setta</strong></em>”.</p>
<p>E  quando non è possibile offrire denaro, la comunità assorbe totalmente  il tuo tempo libero in attività vantaggiose per la comunità stessa. In  pratica, oltre ai soldi, <strong>l’adepto mette a disposizione anche il suo lavoro</strong>. <strong>Gratuito naturalmente</strong>. “<em>Dopo alcuni mesi che ero entrato in Damanhur</em> – ci racconta Michele – <em>pian piano le ore che dovevo dedicare ai lavori per la comunità cominciavano a crescere. <strong>Sono arrivato a circa settanta ore al mese di lavoro gratuito</strong>.  Ora era necessario rifare una strada, ora andare al Tempio per qualche  controllo, ora bisognava riparare quella o l’altra cosa, ora al convegno  per organizzare e predisporre i tavoli. Né era possibile assentarsi o  dire che preferivi non andare</em>”. Ecco, allora, come si spiega il  motivo per cui sono i damanhuriani ad aver costruito il loro Tempio  sotterraneo, senza ricevere nulla in cambio. E così anche le altre  sette: sono gli ontopsicologi ad aver costruito la sede del Foil  (Formazione ontopsicologica interdisciplinare leaderistica) nel  Lodigiano, dove il leader Meneghetti tiene corsi (che si fa pagare  profumatamente) di consulenza per le imprese; sono gli scientologisti a  tenere in piedi le diverse chiese sparse sul territorio italiano.  Insomma, tutte le sette utilizzano i propri seguaci per prosperare e  questi, immersi nel lavoro, non riescono a riemergere dall’<strong>annichilimento totale</strong> a cui sono condannati.</p>
<p>Si  attiva, dunque, un circolo vizioso da cui non si riesce più ad uscire:  indottrinamento, zero tempo libero (e dunque zero tempo per riflettere e  pensare autonomamente), totale dedizione per la setta. Anche a costo di  perdere, come abbiamo visto, un intero patrimonio. Che, dopotutto, è il  vero fine che si nasconde dietro ogni setta. Basti pensare a quanto ci  dice ancora Michele: “<strong><em>i cittadini di classe A</em></strong><em> </em>(ci sono diversi gradi gerarchici nella comunità, ndr)<strong> <em>non possono avere nulla di privato</em></strong><em>. Devono cedere tutto alla Comunità. Anche la casa e la macchina</em>”. D’altronde nella Costituzione del 2007 lo si dice chiaramente: “<strong><em>Il  cittadino damanhuriano provvede al mantenimento personale e  contribuisce con le proprie risorse e con il proprio lavoro a sostenere  la Federazione della Comunità, in armonia con il principio di  condivisione. Chi lascia la cittadinanza non avanza alcuna pretesa di  carattere economico nei confronti di essa e non ha diritto a quanto in  essa versato</em></strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’OTTO PER MILLE E QUEGLI AGGANCI POLITICI INDISPENSABILI</strong></p>
<p><em>Do ut des</em>.  Questo sembrerebbe essere il meccanismo che tiene legate le sette alla  politica. La struttura verticistica dei movimenti settari, infatti, è un  <strong>incredibile canalizzatore di voti</strong>, tanto più che basta  accordarsi con il leader spirituale per crearsi un bacino elettorale  importante. Ma in cambio il politico cosa deve fare? Ed ecco qui che si  arriva al sogno inconfessato di ogni comunità settaria: <strong>partecipare alla tavola imbandita dell’otto per mille</strong>. <strong>Fior di soldi</strong>, dunque, e <strong>vantaggi fiscali</strong> di tutto rispetto. Ancora una volta, dunque, il discorso è prettamente economico.</p>
<p>Ed  ecco allora che troviamo diversi legami di tutto rispetto (che Pitrelli  e Del Vecchio nel loro libro documentano in maniera molto dettagliata).  Abbiamo, ad esempio, il leader dell’Ontopsicologia , Antonio  Meneghetti, molto vicino a <strong>Marcello Dell’Utri </strong>(non a caso questa setta si caratterizza per un accesso leaderismo, tratto distintivo anche del Pdl). La <strong>Soka Gakkai</strong> (una sorta di buddismo dai tratti, però, fortemente autoritari) invece,  se prima si era orientata verso destra con alcuni uomini legati al Pdl,  nel 2006 compie la svolta “democratica”: un sokiano come <strong>Enzo Cursio </strong>si candida nella lista civica a supporto di <strong>Walter Veltroni </strong>alle  comunali di Roma. Cursio non riuscirà ad essere eletto, ma senza dubbio  questo serve a stringere rapporti con l’ex segretario del Pd e il  partito tutto. Basti ricordare che l’allora ministro <strong>Melandri</strong>,  quando istituisce la Consulta giovanile per il pluralismo religioso,  invita, tra i quindici membri rappresentanti dei diversi credo, alcuni  adepti della Soka in rappresentanza del buddismo, sebbene l’<strong>Ubi</strong>,  Unione Buddista Italiana, non riconosca affatto questa setta. Abbiamo  poi Damanhur che, invece, potendo contare sull’immagine propinata di  “ecosocietà”, si era legata al <strong>Partito dei Verdi</strong> al punto da riuscire a portare avanti un’opera di “infiltrazione” degna di nota: <strong>dal 2004 al 2007 riescono a piazzare almeno tre loro esponenti nel consiglio nazionale del partito</strong>, più altri negli organi locali di città importanti come <strong>Torino</strong>, <strong>Modena</strong> e <strong>Firenze</strong> (<a href="http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/domenico-scilipoti-le-sette-religiose-e-l-uomo-a-due-facce" target="_blank">senza  dimenticare, come già abbiamo documentato, della vicinanza della  comunità settaria con un altro parlamentare, Domenico Scilipoti</a>). E  poi il Movimento Umanista, che, dopo aver tentato la strada individuale  (alle elezioni del 2000 il Partito Umanista si candida alle regionali in  diverse zone d’Italia), conmfluisce in un partito con un peso nazionale  decisamente diverso: l’<strong>Italia dei Valori</strong>. Tant’è che Antonio Di Pietro decide di candidare alle politiche del 2009 l’ex segretario del Partito Umanista, <strong>Giorgio Schultze</strong>.</p>
<p>Ma questi sono soltanto alcuni esempi tra i tanti che potremmo fare. Le sette, infatti, sono riuscite ad avere <strong>testimonial importanti</strong> non solo in Parlamento, ma anche nelle <strong>giunte regionali</strong>, <strong>provinciali</strong>,<strong> comunali</strong>. A volte riescono a prendere il controllo di interi comuni, come nel caso del Partito damanhuriano “<em>Con te per il paese</em>”, ormai al terzo mandato consecutivo a Vidracco. Molto spesso – è importante sottolinearlo – <strong>alcuni politici </strong>(e non solo i politici, ma anche uomini dello spettacolo e dell’imprenditoria)<strong> si ritrovano ad essere testimonial inconsapevoli dei movimenti settari</strong>:  molte di queste, infatti, si celano dietro ONLUS, dietro organizzazioni  umanitarie, dietro volontariato. Un bel modo, efficace ed efficiente,  per fare, poi, proselitismo. È il caso, ad esempio, di Scientology,  presente a L’Aquila dopo il terremoto del 2009, sotto le “mentite  spoglie” dell’associazione di volontariato <strong>PRO.CIVI.COS</strong> (dove “COS”, del resto, sta per “<em>Church Of Scientology</em>”). Ebbene, <strong>Gianfranco Fini</strong>,  in visita ai terremotati, si complimentò con la squadra di  volontariato; non solo: l’opera di questa associazione venne applaudita  dalla Camera dopo un intervento ad hoc del pidiellino <strong>Maurizio Lupi</strong>.  C’è da credere, però, che i due parlamentari non sapessero affatto che  dietro l’associazione si nascondesse la mano della setta di Hubbard.</p>
<p>Tutto  questo, dunque, non solo permette di sponsorizzare la setta stessa con  nomi importanti della politica italiana, e dunque di portare avanti un  più proficuo proselitismo. Ma c’è dell’altro: si intrecciano rapporti,  si scambiano favori, si scoprono le proprie carte. E allora gli adepti  di una setta diventano un bacino elettorale decisamente appetibile. Ma i  santoni – checché ne dicano – non fanno mai nulla per nulla. E allora  si cerca di stringere alleanze per sedersi, un giorno, al <strong>tavolo dell’otto per mille</strong>; si insiste affinchè si prosegua nell’iter della proposta di legge sulle “<strong>comunità intenzionali</strong>” (che in pratica regolamenterebbe le donazioni “gratuite” e il lavoro nero degli adepti). Senza dimenticare l’<strong>importante opposizione di alcuni parlamentari alla reintroduzione del reato di plagio o manipolazione mentale</strong>:  questo reato, infatti, è esistito fino all’8 giugno 1981, giorno in cui  la Consulta lo bollò come incostituzionale perché ritenuto  eccessivamente arbitrario.</p>
<p>Negli ultimi anni, tuttavia, alcuni  parlamentari, spinti anche da diversi casi e dalle testimonianze  scioccanti dei fuoriusciti, hanno presentato alcuni disegni di legge per  reintegrare il reato di plagio. Del resto la stessa dottoressa Tinelli  ci conferma questo cambiamento di rotta: “<em>per due mercoledì di seguito io e altri studiosi siamo stati ascoltati in Senato: <strong>la  Commissione di Giustizia sta vagliando seriamente la possibilità di  elaborare una legge che vada a tutela delle vittime di queste esperienze</strong>. C’è un numero davvero esiguo di studiosi</em> (molto spesso prezzolati dalle stesse comunità, ndr) <em>che  ritiene che una legge di questo genere vada a ledere la libertà  religiosa, mettendo la religione di mezzo, quando invece la  manipolazione mentale non avviene necessariamente solo per questioni  religiose, ma in qualsiasi ambiente, per cui questa scusante non regge</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><a href="http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/scientology-soldi-ricatti-minacce-e-dossieraggio-un-governatore-galattico">SCIENTOLOGY/ Soldi, ricatti, minacce e dossieraggio: un governatore galattico. </a></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Carmine Gazzanni</p>
<h2><em>Quanto detto sinora ci lascia intendere in maniera chiara come, dietro fantasmi venerandi, alieni da idolatrare, si nascondano<strong> interessi tutt’altro che metafisici</strong>. Chiaramente gli alti membri delle sette smentiscono. Ma ci sono anche <strong>carte processuali</strong> che testimonierebbero quanto detto. Quelle di cui siamo venuti in  possesso (ma non sono le uniche: basti pensare ai membri di Arkeon,  sottoprocesso tutt’oggi a Bari) riguardano una delle sette più attive e  influenti.</em></h2>
<p>Negli Usa come in Italia. Stiamo parlando di <strong>Scientology</strong>. La nascita ideologica di Scientology può rintracciarsi nel 1950, con la <img src="http://www.infiltrato.it/images/stories/scientology.jpg" alt="scientology" width="300" height="234" />pubblicazione del libro di <strong>L. Ron Hubbard</strong>, “<em>Dianetics: la forza del pensiero sul corpo</em>”,  che riscosse un grande successo tra amanti di ‘terapie della mente’ e  ‘controllo del corpo’. Da lì Hubbard si mise a capo di una setta che  conta numerosi iscritti e un patrimonio, secondo le ultime stime  ufficiali (che tuttavia risalgono al 1993), di circa <strong>398 milioni di dollari in proprietà</strong>, più introiti pari a <strong>300 milioni di dollari l’anno</strong>.</p>
<p>Ma  andiamo a veder quanto professato dagli scientologisti: secondo  Hubbard, l’avvento della razza umana può essere fatta risalire a 75  milioni di anni fa, quando <strong>Xenu</strong>, feroce governatore della <strong>Federazione Galattica</strong>, trasportò miliardi di anime umane su <strong>Teegeeack</strong> (oggi conosciuta come Terra). Da diversi documenti (reperibili anche su  internet) si legge che a quel punto Xenu fece cadere le anime &#8211;  chiamate <strong>Thetans</strong> &#8211; dentro vulcani delle Hawaii e del  Mediterraneo, per poi farle esplodere con bombe all’idrogeno. Non  contento, Xenu inculcò nei corpi ora senza anime<strong> false idee artificiali</strong> &#8211; immagini di Dio, del diavolo, di angeli, dello spazio, di teatri e di  elicotteri, di danzatori e di treni. Come liberarsi da queste idee?  Solamente tramite centinaia di ore del costoso “<em>auditing</em>” di Scientology, una sorta di fantascientifico esorcismo.</p>
<p>Ora,  però, andiamo a spulciare le carte processuali, andiamo a leggere  alcune dichiarazioni di fuoriusciti. Andiamo, insomma, ad alzare il  coperchio fantascientifico propinato dalla setta. Anni fa la <strong>Procura di Milano</strong> portò avanti un’inchiesta che, sebbene si sia chiusa con l’assoluzione  totale degli imputati, ha svelato dei meccanismi interni alle sette  illuminanti. Nella sentenza di rinvio a giudizio dell’otto ottobre 1988,  ad esempio, viene riportata la telefonata tra un tale Pasquale e  Giuseppe su un possibile nuovo adepto che, tuttavia, pare abbia delle  remore ad accettare l’insieme del corso denominato “<em>Accademia</em>”.</p>
<p>Però, si dicono i due, bisogna insistere perché “<strong><em>quel tipo lì… è troppo reach(ricco)</em></strong>”, quindi non bisogna assolutamente mollarlo, <strong>bisogna parlargli fino a stordirlo</strong> (“<em>gli  dici che gli devi parlare! Fine! Intanto parli, parli, parti, parli!  Hai presente? Parli, eccetera! E poi parli di nuovo! Quello che fai è:  parli fino a quando non sei qui poi, quando sei arrivato qui parlo io,  hai capito?</em>”), bisogna quindi portarlo da lui di persona perché “<strong><em>quando ce I’ho qui gli apro un culo tanto</em></strong>”.  Da tutte le intercettazioni di allora, in pratica, si comprende bene  come si cerchi in pratica di annichilire, stordire le persone affinchè  poi accettino di aderire a corsi in cambio di grosse quantità di denaro.  Gli inquirenti, ad esempio, scrivevano che in una registrazione “<em>uno dei due interlocutori spiega all’altro, con tono di orgoglio, della “bravura” di altre due persone che <strong>sono riuscite a convincere qualcuno a comprare un certo corso</strong> (il “livello 4”) <strong>stando con lui ‘sino alle 8 del mattino successivo’</strong>. Sia consentito commentare che indubbiamente le persone in questione hanno mostrato notevole resistenza fisica ma <strong>si  ha ragionevole motivo di dubitare del grado di coscienza e volontà  dell’altro soggetto indottosi, dopo una notte insonne, ad acquistare un  certo corso</strong></em>”.</p>
<p>In altri casi, ancora, le telefonate  testimoniano che anche l’attività di proselitismo è diretta in base alle  possibilità economiche della possibile ‘vittima’: “<strong><em>c’è una  persona che ha… una pizzeria. Ma i muri non sono suoi. Lui sarebbe  disposto a dare 3.000.000 al mese se tu puoi fargli avere un 40.000.000  presso una banca</em></strong>”. Altre volte, ancora, si stimola la  persona a fare debiti, prestiti o ipoteche. E se, come in questo caso,  la persona sembra decisa anche per conto suo a contrarre l’ipoteca per  pagarsi i corsi “<em>si assiste ad un sottile ma evidente atteggiamento di pressione</em>”.</p>
<p>Uno dei casi più emblematici, a riguardo, è certamente quello di<strong> Maria Pia Gardini</strong> che ha perso circa <strong>1,5 milioni di dollari</strong>.  Le sue dichiarazioni giurate (febbraio 2001) aprono un mondo davvero  inquietante. Basti ricordare, come ricorda la Gardini, che dopo aver  soggiornato proprio per volere di Scientology in America, tornata in  italia, “<em>scoprii che la mia situazione era terribile. Il mio legale  mi disse di vendere la villa di famiglia. Non avevo più soldi e non  potevo permettermi di mantenerla</em>”. E nemmeno la perdita di cari  ferma l’interesse delle sette. Racconta sempre la Gardini che il 18  novembre 1990 sua figlia morì, all’età di 29 anni, per aids; “<em>due giorni dopo la sua morte</em> – racconta &#8211; <em>la  portai al cimitero per essere sepolta nel mausoleo di famiglia. Quel  giorno mi richiamarono a Flag. Mia figlia non era stata nemmeno ancora  sepolta. Flag mi chiamò e parlò con mia madre, che li mandò a quel paese  […] Quando infine parlai con loro dissi che mia figlia aveva lasciato  una bambina di 11 anni, Camilla, e non potevo partire immediatamente. <strong>Mi  telefonavano ogni giorno, incessantemente, intimandomi di rientrare  immediatamente. Telefonavano senza preoccuparsi delle sei ore di  differenza tra gli USA e l&#8217;Italia. Chiamavano alle 4 di mattina  svegliando tutta la casa, immersa nel dolore per la perdita di mia  figlia, intimandomi di rientrare immediatamente a Flag</strong></em>”. Poco dopo la Gardini viene abbandonata anche dalla madre che le lascia una cospicua eredità.</p>
<p>E Scientology? “<em>Debbie Cook</em> (suo superiore, ndr) <em>mi disse ‘Vogliamo sapere in che modo possiamo aiutarti per il tuo ciclo dell&#8217;eredità’. <strong>Si riferiva a come accelerare l&#8217;entrata in possesso dell&#8217;eredità di mia madre</strong></em>”.  Sebbene la Gardini avesse tentato di ritardare, le pressioni erano  costanti, anche tramite sedute tra lei e più persone il mattino alle  otto, come documenta l’ex scientologa. Alla fine “<strong><em>finii per trasferire 300.000 dollari sui conti</em></strong> (di Scientology, ndr)”. Né le pressioni per altre ‘donazioni’ finiscono  qui. La Gardini, visti i suoi problemi familiari dopo la morte di madre  e figlia, aveva esigenza di rientrare in italia: “<strong><em>mi dissero che potevo partire, ma prima volevano che facessi l&#8217;intera donazione di un milione di dollari</em></strong>”.</p>
<p>A questo punto qualcuno potrebbe dire: <strong>ma perché non uscire?</strong> Come già abbiamo spiegato, il meccanismo che è alle spalle di tali donazioni porta l’adepto ad un <strong>completo annichilimento</strong>.  Nelle carte processuali, ancora, ci sono le testimonianze di familiari  che in pratica sono arrivati a non riconoscere più i propri cari. Una  madre, ad esempio, dichiara: “<em>&#8230;non so che arte venga usata per  plagiare una personalità probabilmente debole, indebolita anche da fatti  estremamente dolorosi accaduti nella nostra famiglia. La morte a 25  anni, del primo dei miei quattro figli, la morte di mio marito&#8230; nel  1982/83 rimase coinvolto in Dianetica e da allora non l&#8217;ho più  riconosciuto&#8230; <strong>mai si era mostrato violento al punto che mi mise le mani addosso un paio di volte</strong></em>”; in un’altra dichiarazione, rilasciata ancora da una donna parlando di sua figlia, si legge:  “<em>non la riconoscevo più, pur essendo sempre educata, <strong>mi sembrava un &#8216;robot&#8217;, non so come spiegarmi, una specie di fantasma senza più emozioni</strong></em>”.</p>
<p>E ancora: “<em>&#8230;  questo cambiamento di mia moglie mi ha causato non poca sofferenza e mi  ha indotto ad indagare per trovare le origini &#8230; io sono un operaio e  non mi intendo di queste cose ma ho notato che <strong>lì fanno di tutto per convincere la gente a pensare nello stesso modo o, comunque, a non pensare più con il proprio cervello</strong></em>”.</p>
<p>Comprendiamo,  dunque, come sia difficile ravvedersi di una situazione che, potremmo  definire, di “passivo sfruttamento”. C’è stato chi ha reagito, chi è  riuscito ad uscire dalle dinamiche di indottrinamento. Ma non senza  soffrire. Il già citato <strong>Giacomo Sotgia</strong>, nel suo memoriale, dichiara che “<em>tali eventi</em> (il suo essere stato adepto di Scientology, ndr) <em>mi prostrarono a tal punto da aggravare lo <strong>stato depressivo</strong> e l’<strong>esaurimento nervoso</strong> di cui già soffrivo, e <strong>mi impedirono di lavorare per tutto l’anno 2007 e metà 2008</strong> […] Attualmente continuo a soffrire di disturbi di salute, di stati  ansiosi-depressivi che mi rendono difficoltoso svolgere regolarmente  un’attività professionale e che nel tempo <strong>mi hanno fatto isolare da ogni iniziativa di carattere sociale e relazionale</strong></em>”. Anche Paola, la fuoriuscita da noi contattata, rivela la stessa difficoltà: “<em>Mi  rendo conto che la mia esperienza in Scientology ancora influisce sulla  mia vita. Sono riuscita a farmi una famiglia, ma spesso, soprattutto  quando sono tra persone che non sconosco, non riesco più a sentirmi a  mio agio. <strong>Mi sento come un pesce fuor d’acqua</strong></em>”.</p>
<p>E  questo non accade, chiaramente, solo in Scientology. La dottoressa  Tinelli, ad esempio, ci parla di un lavoro sperimentale portato avanti  da un associato del CeSAP con l’Università di Bari: “<em>attraverso vari campioni è stato rilevato che<strong> i fuoriusciti hanno una dissociazione mentale negativa molto elevata</strong>.  Questo significa che, a furia di rispettare delle regole che sono in  contrasto con quelle che sono anche semplicemente le abitudini del  quotidiano, <strong>ne risulta danneggiata l’attività cognitiva, l’attività mentale ed emotiva</strong>.  Anche perché riaffacciarsi al mondo, il rivivere quelle emozioni alle  quali si erano dati altri significati, diventa complicato</em>”. Bisogna infatti ricordare che le sette ragionano per aspetti dicotomici: dentro-fuori, caldo-freddo, buoni-cattivi.</p>
<p>Non hanno le sfumature che invece sono essenziali nella vita. “<em>In più</em> – continua la Tinelli &#8211; <em>nelle sette le scelte vengono sempre dall’alto, dal santone. Quindi c’è anche una sorta di<strong> affidamento totale al leader </strong>che  presuppone, nel momento in cui si fuoriesce, una difficoltà ad entrare  in contatto con un ambiente più allargato con tutte le sollecitazioni  proprie di quest’ambiente</em>”. Altro caso eloquente è quello di  Michele, fuoriuscito di Damanhur, che ci racconta, anche lui, di non  riuscire ad avere rapporti sociali: “<strong><em>Ho sempre paura</em></strong><em>. A volte faccio degli incubi molto strani e mi sveglio la notte terrorizzato. <strong>Ho difficoltà a rifarmi una vita, a metter su famiglia</strong>. E anche a trovare un lavoro stabile:<strong> molti mi considerano un disadattato</strong>.  E probabilmente ora lo sono. La cosa non mi va giù perché mi ricordo da  adolescente: ero sempre in prima fila quando si trattava di stare  assieme, di divertirsi. Sognavo una famiglia molto allargata. <strong>I bimbi mi piacciono</strong>. Quando ci penso piango: l’errore che feci venti anni fa, quello di entrare in  Damanhur, mi ha cambiato. <strong>Non sono più me stesso</strong>.<strong> E ho paura che mai più tornerò ad esserlo</strong></em>”.</p>
<p>E,  se da una parte uscire è complicato, dall’altra la setta fa di tutto  affinchè verità scomode non vengano a galla: ognuna di queste, ad  esempio, <strong>sconsiglia</strong> (anche se non per vie ufficiali) <strong>l’utilizzo dello strumento Internet</strong>, una fonte di informazioni decisamente pericolosa. Senza dimenticare che all’interno delle comunità, molto spesso, si creano <strong>comitati addetti proprio al monitoraggio della fede degli adepti</strong> e, nel caso ci sia qualcuno che allenti il suo credo, immediatamente le  pressioni psicologiche raggiungono livelli ossessivi, da <em>santa inquisizione</em>. Molte di queste sette – come alcuni fuoriusciti ci confermano – dispongono di veri e propri <strong>tribunali</strong> nei quali sono tenuti interrogatori stremanti. E non finisce qui.</p>
<p><strong>Alcune comunità dispongono anche di dossier</strong> su ‘nemici’ della setta (in primis giornalisti che hanno svelato  importanti verità, come Del Vecchio e Pitrelli, ma soprattutto loro, i  fuoriusciti): nel maggio 2010, infatti, <strong>la polizia ha sequestrato un archivio enorme nella sede torinese di Scientology</strong>.  Al suo interno le storie, fin nei minimi dettagli, di tutti gli ex  adepti (questo spiega perché, di solito, all’interno di tali comunità si  cerca di conoscere fin nell’intimità ogni fedele). Ma non solo: <strong>all’interno del dossier abbondano i nomi dei ‘nemici’, ma anche di possibili alleati</strong>. Viene annotato tutto: <strong>preferenze sessuali, vicinanze politiche, problemi o forza economica della persona di cui si parla</strong>. Perché questo? Perché un dossier è un’arma sempre valida: è arma di ricatto, è contropartita in un possibile <em>do ut des</em>, è pistola da puntare nei confronti di chi, oggi amico, può domani ravvedersi della follia di Scientology.</p>
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<h1><a href="http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/arkeon-2011-parla-una-fuoriuscita-dalla-setta-attenti-perche-e-in-gioco-la-mia-vita">ARKEON 2011/ Parla una fuoriuscita dalla setta: “Attenti, perché è in gioco la mia vita”.</a></h1>
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<p>di Carmine Gazzanni</p>
<h2><strong><em>Associazione a delinquere finalizzata all’abuso della professione</em></strong><em>, <strong>maltrattamento sui minori</strong>, <strong>violenza privata</strong>. Questi sono i reati per i quali oggi una delle sette più attive in Italia, <strong>Arkeon</strong>, è sottoprocesso a Bari (senza dimenticare una condanna in primo grado a sei anni per <strong>violenza sessuale</strong> ad uno dei maestri di questa psicosetta). Tra gli imputati anche lui, il leader maximo del movimento, <strong>Vito Carlo Moccia</strong>. Abbiamo parlato con una fuoriuscita: la sua testimonianza è a dir poco scioccante.</em></h2>
<p>Arkeon nasce nel 1999 e, da lì, comincia ad espandersi a macchia d’olio. Non solo in Puglia, ma <strong>in tutta Italia</strong>, come ci conferma la<img src="http://www.infiltrato.it/images/stories/setta_arkeon_2011.jpg" alt="setta_arkeon_2011" width="200" height="132" /> fuoriuscita con cui <em>Infiltrato.it</em> è riuscito a mettersi in contatto. Un proselitismo ad ampio raggio  tramite cui numerosi adepti sono caduti nella rete di Arkeon.  Soprattutto per quanto veniva propagandato: <strong>la capacità di compiere veri e propri miracoli</strong>. “<em>Pensi di poter risolvere ogni problema e di sconfiggere anche la malattia</em>”,  ci dice il nostro contatto. Insomma, con Arkeon diventi un dio sulla  Terra. A patto, però, che rompi i rapporti con i tuoi genitori, con la  tua famiglia e con i tuoi amici (leggerete di <strong>falsi abusi sessuali</strong> che venivano fatti ricordare agli adepti, sebbene non fossero mai  capitati. Un bel modo per far tagliare i ponti con i propri familiari).  Ma, come ogni setta che si rispetti, la <strong>felicità</strong>, la <strong>serenità</strong>, la <strong>realizzazione personale</strong> sono solo facce di una stessa <strong>falsa medaglia</strong>. Il vero volto di Arkeon è <strong>violenza</strong>, è <strong>maltrattatamento </strong>finanche sui bambini, è <strong>calunnia</strong>, è <strong>minacce</strong>, <strong>intimidazioni</strong>, <strong>sfruttamento</strong>. Con un solo fine da raggiungere: <strong>fare cassa</strong>. Anche se questo, molto spesso, significa <strong>distruggere la vita</strong> di uomo, di una donna, della propria famiglia.</p>
<p>La  storia che ci si racconta è una di quelle da leggere attentamente. Con  devozione, verrebbe da dire. È una di quelle storie rivelatrici, che  aiutano a riflettere, che aiutano a capire la realtà di un <strong>fenomeno troppe volte sottovalutato e non tenuto in giusto conto</strong>.  Le risposte che ci sono state date, infatti, non soltanto hanno il  sapore amaro, arido quasi, di un’esperienza che sconvolge. Nelle parole  che abbiamo sentito e che voi potrete leggere c’è anche la <strong>viva speranza</strong>, il <strong>desiderio ardente</strong> che qualcosa possa cambiare in futuro, che il dramma subìto possa  essere da esempio per altri. E possa essere da esempio affinchè le  istituzioni prima e la società civile poi prendano coscienza di un  fenomeno ormai dilagante. “<strong><em>Spero non sia solo un sogno…</em></strong>”, ci dice al termine dell’intervista. Ci uniamo anche noi a questa speranza. D’altronde un proverbio sudamericano recita: “<strong><em>se uno sogna da solo, il suo rimane un sogno. Ma se sogna insieme agli altri, il suo è già l’inizio della realtà</em></strong>”.</p>
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<p><strong>Quando è entrata in Arkeon?</strong></p>
<p>Nella prima metà degli anni duemila, l’ultimo periodo di attività del gruppo.</p>
<p><strong>E com’è entrata nel gruppo?</strong></p>
<p>Sono stata portata ad una riunione da un mio familiare che era già dentro.</p>
<p><strong>Uno  dei caratteri comuni alle sette è la chiusura con l’esterno. Quando lei  è entrata è cambiato il rapporto con i suoi familiari e i suoi amici?</strong></p>
<p>Completamente. <strong>Arkeon</strong> ha subito dato un&#8217;interpretazione della relazione<strong> con la  mia famiglia come negativa per la mia crescita accusandola  anche di abusi nei miei confronti, che dovevo affrontare per poter  essere felice</strong> e riappropriarmi della mia vita. E lo faceva con tutti: agli uomini ad esempio si diceva spesso che<strong> le madri impedivano la loro crescita per poter continuare a tenerli  morbosamente legati a loro, poiché c&#8217;era un&#8217;energia sessuale</strong> che portava le madri stesse a vederli come propri partner e non come figli; a donne ed uomini si inducevano dubbi sul fatto di <strong>essere stati vi</strong><strong>olentati </strong>dal padre o da uno zio, spesso e volentieri da <strong>un pedofilo della famiglia della madre</strong>.  Questo perché c’era una teoria sulle perversioni della madre che poi  riversava nel far abusare la propria figlia consegnandola ad un altro  uomo della sua famiglia, il pedofilo appunto. In questo modo eri  disgregata e arrivavi a dubitare di tutto: <strong>tutto quello che era la vita prima di Arkeon era sbagliato, famiglia, amici, lavoro, scelte di vita. </strong>Se  non eri  ricco e famoso era perché avevi dei processi da risolvere che  erano determinati dall’influenza negativa della famiglia dalla quale  dovevi staccarti, a meno che i tuoi parenti non entrassero anche loro  nel gruppo per seguire il maestro.</p>
<p><strong>Chiaramente tutto falso, tutto indotto.</strong></p>
<p>Certo.  Tutti i problemi erano riconducibili a questi fantomatici abusi. Se non  avevi relazioni soddisfacenti, non eri fidanzata o sposata, non avevi  una famiglia felice, era perché dovevi risolvere questo tipo di problemi  causati dalla tua famiglia, che veniva distrutta ai tuoi occhi:  chiaramente, avere il dubbio che tua madre abbia acconsentito a farti  abusare sessualmente da qualcuno oppure farti dubitare della purezza  dell&#8217;amore di un padre, o di tutte le altre persone che non  frequentavano il gruppo, era scioccante. Per queste ragioni nel periodo  in cui sono rimasta nel gruppo mi sono completamente allontanata dalla  mia famiglia e dai miei amici: <strong>chi era fuori dal gruppo non era da frequentare</strong>.</p>
<p><strong>Qual è il credo, la “professione di fede” che viene inculcata in Arkeon?</strong></p>
<p>Diciamo che la professione di fede oggi la vedo come un <strong>delirio, un delirio di onnipotenza</strong>: hai il potere di cambiare la tua vita, gli eventi, anche quelli che non sono controllabili dall’uomo. Hai la sensazione<strong> di scoprire un altro mondo, rivoluzioni tutte le tue convinzioni, pensi  di poter risolvere ogni problema e di sconfiggere anche la malattia</strong>.  Diventi immune da tutto ciò che di negativo può capitare, se sei  centrato non hai niente da temere: non ti ammali o guarisci anche da  malattie gravi. Puoi <strong>fare il <em>trattamento</em> con le mani al cibo per purificarlo o all&#8217;antibiotico per evitare che ti faccia male allo stomaco</strong>.  Tracciando nell&#8217;aria il terzo simbolo, con la mente, pensi di trovare  parcheggio o di poter condizionare l&#8217;esito di un colloquio di lavoro. In  pratica <strong>influenzando gli eventi, questi possono andare come hai deciso tu</strong>.  Senza Arkeon, non hai il controllo della tua vita, sei condannato ad  essere infelice, sei uno sfigato, un fallito. Con Arkeon pensi di poter  diventare potente, centrato, sei un vincente e hai la soluzione di tutti  i tuoi problemi: economici, sentimentali, lavorativi.</p>
<p><strong>Potere personale, dunque.</strong></p>
<p>Si. Ai seminari intensivi veniva consegnato a ciascuno di noi un bastone per fare esercizi ispirati alle arti marziali, il <em>boken</em>, e che tenevi sempre con te poiché rappresentava il simbolo del <em>tuo</em> potere personale.</p>
<p><strong>Una religione decisamente particolare.</strong></p>
<p><strong>In Arkeon non c’è nulla di religioso</strong>:  è impensabile credere di imporre le mani e risolvere qualsiasi tipo di  problema tracciando i simboli del secondo livello. La nostra religione  non dice che l&#8217;uomo può fare questo. Sì, <strong>nell’ultimo periodo ha cominciato a percorrere il filone religioso</strong>, per una facciata di spiritualità e di perbenismo, infatti c<strong>’eran</strong><strong>o anche dei preti che frequentavano il gruppo ed erano conosciuti tra tutti. </strong>L’ultimo  giorno dell&#8217;intensivo, ad esempio, c’era la messa: ma se si pensa che  il prete che celebrava (don Angelo De Simone, ndr) ha confessato al  cerchio che aveva <strong>una relazione di tipo intima da tanti anni con due suore </strong>che  circolavano nei nostri seminari, si può capire quanto di religioso ci  fosse in Arkeon. Era, quello della religione, un argomento che dava  credibilità ad Arkeon e chiaramente rassicurava anche noi che  frequentavamo: nel momento in cui vedevi perfino preti e suore,  ovviamente venivi rassicurato sul fatto che la strada che avevi scelto  era giusta.</p>
<p><strong>Torniamo alla “teoria del pedofilo”. Cosa avveniva, in concreto, durante queste sedute?</strong></p>
<p>In pratica venivano inscenati dei lavori durante i quali si era portati<strong> a ricordare questo abuso</strong> subìto, anche se non era mai avvenuto, influenzati anche dal fatto che  tutti quanti gli altri facevano la stessa cosa, tutti  venivano  incalzati per ricordare abusi legati al fratello, al padre, allo zio. Un  giorno, ad esempio, c’era <strong>una mamma con una bambina </strong>e si diceva che <strong>la mamma era stata abusata dal nonno; il maestro dichiarò che solo se </strong>la mamma si fosse impegnata a fare il lavoro (frequentare il gruppo, ndr), la piccola non sarebbe stata abusata anche lei. E <strong>la stessa pressione l&#8217;ho subita io allo scopo che ricordassi gli abusi sessuali legati alla mia infanzia</strong>, che né mio padre né mia madre hanno mai messo in atto o permesso che accadessero.</p>
<p><strong>E lì il rapporto genitoriale, in questo modo, si andava a frantumare.</strong></p>
<p>Completamente  e non solo quello con i genitori. Erano tutti da evitare: genitori,  nonni, fratelli, zii&#8230;. Soprattutto i parenti dal lato della madre.</p>
<p><strong>La  dottoressa Tinelli, presidente del CeSAP, ci ha detto che tali sedute  erano a forte impatto emotivo. Non a caso nel processo è in piedi anche  l’accusa di violenza privata.</strong></p>
<p>Si, è così. In lavori molto intensi volevi solo che la smettessero ma se ti rifiutavi venivi vessata, <strong>se scappavi venivi fermata, se ti divincolavi venivi bloccata</strong>,  per continuare ad essere sottoposta a quel tormento che aveva come  scopo quello di far emergere la rabbia nei confronti dei tuoi genitori o  verso il tuo pedofilo. E <strong>nonostante urlassi e piangessi</strong>, mi stringevano, mi tenevano ferma, <strong>infierivano contro di me</strong>. <strong>Fisicamente e verbalmente</strong>.  Con la complicità dei presenti: la cosa assurda è proprio questa, tutti  trovano normale andare avanti e non sono solo i maestri, ma <strong>anche i semplici frequentatori partecipano attivamente e condividono lavori violenti e scioccanti</strong>.</p>
<p><strong>Il leader di Arkeon è Vito Carlo Moccia. Lei l’ha conosciuto?</strong></p>
<p>Si, l’ho conosciuto.</p>
<p><strong>Che persona è? Come appariva in questi seminari?</strong></p>
<p>Lui ha una <strong>personalità molto carismatica</strong>,  appare molto sicuro di sé. Se sei in un momento di confusione o di  fragilità, e incontri qualcuno che con assoluta certezza ti dice di  conoscere le soluzioni per ogni aspetto della tua vita, la tentazione di  aggrapparsi a questa illusione e di affidarti a questa persona è  fortissima, specie se ti fa pensare di avere tutte le risposte o ti  porta altri ad esempio come casi di “<em>sfigati redenti</em>” o “<em>falliti guariti</em>”. Qualsiasi problema tu abbia, il maestro <em>sa</em> a cosa è dovuto e ha per tutti la soluzione. Soluzione che poi è sempre  la stessa, fare il percorso di Arkeon, in tutti i suoi livelli<strong>, con sempre più seminari, sempre più costosi.</strong></p>
<p><strong>E com’erano questi seminari?</strong></p>
<p>Erano una miscela di lavori spalmati anche su più giorni (negli intensivi, ad esempio) con <strong>momenti drammatici</strong> e <strong>condivisioni pubbliche</strong> tenute nel <em>cerchio</em>,  dove il maestro dà le sue indicazioni e direttive sul quello che è  giusto che tu faccia nel tuo percorso. Anche questo è un punto  fondamentale: poiché tali esercizi e <em>confessioni</em> si tenevano davanti a tutti, se eri criticato dal maestro eri esposto<strong> alla pubblica gogna</strong>.  E quindi, se facevi resistenza o lo contrastavi, <strong>avevi  tutti gli altri che ti davano addosso insieme a lui, dicendoti che eri  in processo e venendo giudicata pesantemente o emarginata. </strong>Una pressione psicologica terribile. Sembra incredibile, ma sentirsi dire che <strong>se </strong><strong>non sei madre</strong>,  se non riesci ad avere figli è perché in realtà non hai risolto i  problemi che potresti risolvere con il percorso di Arkeon o che <strong>se fai u</strong><strong>n incidente, è colpa tua e lo puoi evitare, se solo vuoi, </strong>può mandare fuori di testa.</p>
<p><strong>Una pressione psicologica distruttiva, praticamente.</strong></p>
<p>Terribile,  una pressione che ti annulla. Anche la stessa teoria del pedofilo,  localizzato nella famiglia. Perché adoperano questa strategia? Non so,  immagino che sia perché se ti separano dalle tue radici, ti rendono  simile ad una barchetta di carta in balia delle onde, ti trovi allo  sbando. <strong>Senza tutti i tuoi punti di riferimento</strong>, la tua famiglia, non hai altra scelta che<strong> attaccarti completamente al gruppo</strong> perché ti fanno dubitare di tutti i tuoi cari, che allontani e quindi ti ritrovi solo. Molti si sono<strong> allontanati dalla loro famiglia e dalla loro città </strong>perché gliel’ha suggerito il <em>maestro</em>.</p>
<p><strong>Quindi anche lei ha interrotto proprio fisicamente il rapporto con i suoi genitori?</strong></p>
<p>Per un periodo sì, finchè sono stata nel gruppo.</p>
<p><strong>Rotti i rapporti familiari diventa, dunque, difficile uscire da Arkeon.</strong></p>
<p>Si,  se sulla scia di questi lavori fai qualcosa che lesiona  irrimediabilmente i rapporti, se vai a muovere accuse tremende ai tuoi  parenti è poi difficile uscire e tornare indietro. Conosco<strong> persone che sono state in Arkeon per anni e non hanno più rivolto parola  ai familiari ma ne sono faticosamente uscite, altre che sono ancora lì, </strong>persone che hanno tirato dentro altri membri della loro  famiglia, i quali hanno inizialmente acconsentito solo per non perdere  definitivamente i contatti&#8230; o ancora persone che, nel momento in cui   hanno cominciato a manifestare critiche ai maestri e hanno iniziato ad  allontanarsi, sono state <strong>pressate</strong>, <strong>vessate o addirittura minacciate</strong>.</p>
<p><strong>Abbiamo  visto che alcune delle sette attive in Italia si organizzano in vere e  proprie comunità. In Arkeon come ci si organizzava? </strong></p>
<p>La  gente non viveva assieme, però si tenevano seminari durante i quali per  quattro &#8211; cinque giorni si dormiva anche assieme e si affrontavano varie  tematiche. C’era il <strong>seminario sul denaro</strong>, durante il quale si arrivava<strong> ad andare a chiedere l’elemosina vestita da barbone</strong>. C’era il <strong>seminario sulla morte</strong>, durante il quale <strong>si costruiva la propria tomba</strong>&#8230; ho conosciuto<strong> gente che ha frequentato e ha raccontato che ci si seppelliva</strong>.  Questo per far capire dove arriva il condizionamento. A parte i  seminari residenziali, si viveva ognuno a casa propria. C’è da tener  presente, come dicevo prima, che qualcuno<strong> si è trasferito nella città del maestro</strong> per stare più a stretto contatto con lui.</p>
<p><strong>Nell’inchiesta  abbiamo visto che dietro la promessa di un Eldorado a portata di mano,  in realtà il vero fine delle sette è squisitamente economico. Si può  dire lo stesso anche di Arkeon?</strong></p>
<p>Si, di sicuro. Il<strong> percorso</strong> è <strong>molto costoso</strong> e man mano che si va avanti lo è sempre di più (e poi non avevamo la  ricevuta a tutti i seminari). C’è gente che ha speso tantissimi soldi: <strong>ventimila, trentamila euro e anche di più..</strong>. è circolata voce di una coppia che ha speso fino a <strong>centomila euro</strong>.  Per non parlare, poi, di quello che costa l’adesione in termini di  cure: più di qualcuno dopo che è uscito, ha dovuto chiedere un supporto  psicologico&#8230; Anche io.</p>
<p><strong>Come sappiamo, oggi i maestri di  Arkeon sono sottoprocesso a Bari (senza dimenticare la condanna in primo  grado per uno dei maestri per violenza sessuale). Tra i reati  contestati c’è anche quello di maltrattatamento sui minori. </strong></p>
<p>Si. Basti pensare all’esempio di cui abbiamo parlato prima: <strong>c’era questa bambina che ha assistito a tutte le condivisioni</strong>, le cose realizzate in Arkeon. Molte di queste condivisioni riguardano <strong>argomenti di natura sessuale</strong>&#8230;  quello che accadeva è talmente pesante per un adulto, figuriamoci per  un minore. (del resto nell’ultima udienza del processo diversi testimoni  hanno confermato che anche bambini di dieci &#8211; dodici anni partecipavano  a queste confessioni pubbliche a sfondo sessuale, ndr).</p>
<p><strong>Com’è riuscita ad uscire? </strong></p>
<p>Mi  sono resa conto che quello che stavo subendo era tremendo e distruttivo  da un punto di vista psichico ed emotivo. Una volta uscita, hanno  cercato di mettermi contro gli affetti che avevo all&#8217;interno e sono  stata oggetto di <strong>continue pressioni prima</strong> per rientrare  nel gruppo, che era la condizione per poter ricominciare a  frequentarli, e poi affinchè io venissi emarginata e non condividessi  con altri i dubbi circa quello che accadeva lì dentro.  Ne ho subite di  ogni tipo, tra  <strong>vessazioni e intimidazioni</strong>. <strong>Ci  sono state persone che una volta davanti alle autorità, hanno ritrattato  la loro posizione perché temevano di non poter più rivedere loro i  figli</strong>.</p>
<p><strong>Tutti i fuoriusciti con cui abbiamo avuto  modo di parlare erano accomunati dal fatto che scrollarsi di dosso  un’esperienza del genere è molto dura. È come un marchio.</strong></p>
<p>Infatti,  è molto dura. Gli strascichi sono molto pesanti. Quell’esperienza non  va via così, hai bisogno di un supporto anche psicologico per far  fronte  a tutto questo. <strong>C’ho messo tempo e non ancora ne sono completamente fuori</strong>.</p>
<p><strong>Chiudiamo con uno sguardo positivo e propositivo per il futuro. Qual è, oggi, il suo desiderio?</strong></p>
<p>Mi  ha talmente traumatizzato questa esperienza che vorrei, innanzitutto,  che non capitasse a nessun altro. Mi piacerebbe laurearmi in psicologia e  fondare un centro di accoglienza, anche con possibilità di alloggio,  per chi è uscito da un gruppo distruttivo o per chi ha parenti e amici  che si sono persi dietro a qualche santone e non sa cosa fare. Se chi  supera questa esperienza vince la vergogna e la paura del giudizio, può  metterla al servizio di altri e darle un senso, altrimenti si che ci si  sente falliti per aver creduto in un mondo di illusioni.<strong> Ma  anche polizia e carabinieri, oltre ai magistrati, devono studiare e  specializzarsi sulle psicosette, è un fenomeno insidioso e solo se sono  sufficientemente preparati possono riconoscere ed accogliere  adeguatamente chi decide di raccontare cosa gli è accaduto. Spero non  sia solo un sogno&#8230;</strong></p>
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<p>Fonte: <a href="http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/le-sette-religiose-in-italia-e-la-tua-vita-non-e-pi-quella-di-prima">l&#8217;infiltrato.it</a></p>
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