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	<title>Lorita Tinelli</title>
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	<description>Prefiero morir de pie a vivir arrodillado - Il Che</description>
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		<title>La Costa del Sol è una &#8220;zona calda&#8221; per le sette, secondo uno psicologo</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 19:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/josè-miguel-cuevas.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2016" title="josè miguel cuevas" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/josè-miguel-cuevas.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>La Costa del Sol è considerata una &#8220;<em>zona calda</em>&#8221; per le sette, come  spiega lo psicologo José Miguel Cuevas, vice presidente <a href="http://www.aiiap.org/">AIIAP</a> (Associazione Americana per la ricerca sugli Abusi Psicologici). Una ipotesi per spiegare questo fenomeno sostiene che ciò sia dovuto  al clima e alla qualità della vita che porta l&#8217;incremento su questa costa di molti stranieri, l&#8217;importazione quindi di eterogeneità e di diversità,  così come una maggiore sensibilità.</p>
<p>Questo incremento, secondo l&#8217;esperto, è ampiamente positivo e  porta anche a sostenere l&#8217;economia e, in passato, la ricchezza. Purtroppo c&#8217;è un aspetto negativo che consiste nell&#8217;attirare e importare esotiche credenze e derive settarie che finiscono per coesistere con altre del posto, altrettanto distruttive. Ci sono altre problematiche inerenti le situazioni settarie, quali  l&#8217;aumento di vulnerabilità personale, l&#8217;aumento di crisi in ambito sociale e familiare anche grazie ad una palese disuguaglianza sociale. Anche se nessuno è al sicuro dal cadere in un gruppo settario, le crisi e le situazioni di vulnerabilità personale o familiare sono un terreno fertile per la creazione o il &#8220;<em>buon funzionamento</em>&#8221; delle organizzazioni settarie.</p>
<p>Non bisogna dimenticare che le sette utilizzano una comunicazione molto vicina alla gente, con messaggi di speranza, di soluzioni rapide, di guarigione &#8220;<em>magica</em>&#8221; &#8230; che senza soluzioni reali ha permeato la disperazione e la sofferenza di molti che la ricevono.  Inoltre, questo messaggio è introdotto di nascosto, con l&#8217;inganno e la premeditazione, che  rendono la ricezione più pericolosa ed efficace. Nessun membro attivo di un gruppo settario crede di far parte di una organizzazione pericolosa, né si crede &#8220;vittima&#8221; di quella che viene considerata una &#8220;<em>scelta</em>&#8221; di  essersi sacrificato per il bene di tutti.</p>
<p>Questa conversione di singoli &#8220;<em>membri della grande macchina</em>&#8220;, che fa credere loro di essere parte di una &#8220;<em>elite grande</em>&#8220;, è il risultato dello sviluppo di un piano strutturato con inganno, come si fa una grande truffa &#8230; dove spesso i truffati credono di &#8220;<em>sfruttare</em>&#8220;  una grande opportunità. Ma con differenze: qui la &#8220;<em>truffa</em>&#8221; non finisce finché la persona non lascia il grande inganno e il gruppo settario.  Inoltre, a volte l&#8217;inganno  va ben oltre l&#8217;avidità o il desiderio di profitto, e di solito si propone di offrire speranze: la speranza di guarigione, di avere un lavoro, risolvere un problema serio, far sentire le persone bene insieme o semplicemente, il desiderio e la buona intenzione di voler costruire &#8220;un mondo migliore&#8221;.</p>
<p>Così, più di 100 possono essere le sette distruttive che attualmente operano nella provincia di Malaga, come ha riferito José Cuevas Miguel per l&#8217;agenzia di stampa Europa Press. Dato che ci sono &#8220;<em>un sacco di gruppi piramidali  che perpetrano abusi nel settore della salute, di cui fanno parte falsi medici  e psicologi che esercitano in maniera non qualificata per curare malattie gravi, comprese quelle incurabili, promettendo  guarigioni, e gruppi settari di tipo  religioso, legati alla &#8216;New Age&#8217;, gruppi di tipo  sincretico,  culturali, sportivi, umanitari</em>&#8220;.</p>
<p>Cuevas ha dichiarato che c&#8217;è un &#8220;<em>grande difficoltà</em>&#8221; nel valutare il concetto di culto, perché &#8220;<em>non vi è alcuna demarcazione o consenso interdisciplinare sul significato del termine, e la grande difficoltà nella valutazione di alcune caratteristiche di che cosa è o non è &#8216; settario &#8216;. La nostra associazione, ha connotato come gruppo settario quel gruppo avente la capacità distruttiva, la capacità di manipolazione e di abuso, la  tendenza abituale a sviluppare tecniche di manipolazione mentale</em> &#8220;.</p>
<p>Lo psicologo di Malaga aggiunge &#8220;<em>le sette generano problemi socio-sanitari, conflitti reali che vanno oltre l&#8217;interessato, che possono causare seri problemi nel suo ambiente: famiglia, amici, lavoro, e nell&#8217;ancora più ampio ambiente sociale,  diventando una seria minaccia. Inoltre, la prima legge importante è quella che garantisce  all&#8217;individuo il diritto alla libertà personale, ma dal momento che la vittima falsamente crede di esercitare una libertà, la sua libertà è in realtà pienamente vincolata  da  estranei.</em>&#8221;</p>
<p>Perché, continua, &#8220;<em>il membro del culto ha una libertà limitata a quanto permettono i suoi superiori, percependo inalterata la  critica e il ragionamento. Questo limite non è sempre facile da valutare per i professionisti che non sanno o non sono specializzati in questo fenomeno, in quanto l&#8217;adepto solitamente assume un ruolo sociale di apparente  &#8216;normalità&#8217;.  Il problema è che questo ruolo di &#8216;apparente normalità&#8217; è compatibile con uno stato di estrema schiavitù e di sottomissione al gruppo o al suo leader, e porta la vittima a subire gli atti abusanti e degradanti, come avviene nei casi di violenza contro le donne</em>&#8221; .</p>
<p>&#8220;<em>Sciogliere un gruppo settario non è facile</em>&#8220;, ha spiegato il professore di psicologia sociale presso l&#8217;Università di Malaga (UMA), che ha affermato che &#8220;<em>una setta scompare raramente,  la morte del leader è di solito una soluzione, ma tale cambiamento  però non rappresenta necessariamente la soluzione migliore</em>&#8220;.</p>
<p>Egli ha anche sottolineato che, sebbene la maggior parte dei nostri gruppi sociali siano positivi e contribuiscono a costruire la nostra personalità (gruppi sportivi, culturali, ecc), dobbiamo anche considerare che &#8220;qualsiasi gruppo può evolversi in un culto&#8221; e rileva quindi che sarebbe opportuno  esercitare un qualche tipo di ispezione e controllo delle organizzazioni o gruppi che presentano le caratteristiche  polemiche e &#8220;settarie&#8221;, così come chiedere la loro dissoluzione in presenza di reati che giustificano la  sistematica applicazione  di tecniche che modificano o controllano la personalità (citando l&#8217;articolo 515 del codice penale).</p>
<p>&#8220;<em>Ci possono essere anche gruppi che possono sviluppare  adeguate strategie di controllo e di  regolamento delle attività effettivamente esercitate. Nonostante queste evoluzioni positive non credo possa essere efficace solo se si basano su un controllo di tipo giuridico, sebbene questo possa servire per assistere e proteggere le vittime ora completamente impotenti</em>&#8220;, ammette.</p>
<p>Alcune delle tecniche di reclutamento che sono ancora molto comuni, ha riferito  Cuevas  sono &#8220;<em>corsi di particolari e seminari gratuiti che invitano il contatto diretto con il pubblico</em>&#8220;.  Nella provincia di Malaga ha sottolineato che le sette di solito catturano adepti attraverso opuscoli e manifesti distribuiti in tutta la città, anche all&#8217;interno dell&#8217;università, che invitano gli studenti di giornalismo a far parte di una radio che rappresenta la &#8220;<em>base</em>&#8221; o il &#8220;<em>gancio</em>&#8221; di una setta.</p>
<p>Così, l&#8217;associazione (AIIAP) a cui appartiene esercita due chiari obiettivi nella società, &#8220;<em>da un lato quello di diffondere informazioni sulle dinamiche di abuso settario e dall&#8217;altro quello di  favorire la prevenzione e la cura di un comportamento abusivo, compresa la formazione di professionisti e studenti</em> &#8220;, ha detto lo psicologo e specialista in sette.</p>
<p>http://infocatolica.com/blog/infories.php/1301130900-la-costa-del-sol-es-una-zona</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Traduzione di Lorita Tinelli</strong></p>
<p>Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.</p>
<p><em>Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte</em></p>
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		<title>La data odierna ricorda il 20 °anniversario della strage della setta dei Davidiani a Waco (Texas)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 15:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri, 18 aprile, alla vigilia del ventesimo anniversario del suicidio di massa dei &#8216;Davidiani&#8217;, il ranch di Waco è diventato la scena di un nuovo incendio mortale. Una devastante esplosione in uno stabilimento di fertilizzanti, situato nelle vicinanze della città del Texas, ha causato morti e un centinaio di feriti, secondo quanto riportato poche ore dopo dal quotidiano ABC.<br />
Il 19 aprile 1993 quattro agenti federali e 82 seguaci di David Koresh, un fanatico religioso, morirono in un incendio nel ranch &#8216;Davidiani&#8217; dove gli adepti si erano asserragliati per 51 giorni. Alcuni minuti dopo che la polizia ebbe fatto irruzione nel ranch, con elicotteri e mezzi blindati, i membri della setta dettero fuoco al ranch e lo resero un inferno. Tra le vittime vi erano donne e 17 bambini.<br />
Il corpo di Koresh fu trovato con un foro di proiettile alla testa, ma non fu possibile confermare se egli si suicidò durante la tragedia o se uno dei suoi colleghi gli sparò.</p>
<p>Il gruppo dei &#8220;Davidiani&#8221; era stato bloccato dopo il 28 febbraio quando il Dipartimento di presenza illegale di alcool, tabacco e armi da fuoco ed esplosivi (ATF) decise di indagare sul gruppo. Il blitz provocò la morte di quattro federali e cinque Davidiani.</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/koresh.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1992" title="koresh" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/koresh.jpg" alt="" width="584" height="500" /></a><br />
Un giornale del Texas riferì che David Koresh, un sostenitore della poligamia, aveva abusato dei bambini nel ranch Monte Carmelo, diventato un harem.</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/david.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1993" title="david" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/david.jpg" alt="" width="183" height="275" /></a></p>
<p>Vernon Howell aveva cambiato il suo nome in David Koresh due anni prima ed era riuscito a diventare il leader del gruppo, dopo una sparatoria con il figlio dell&#8217;ex leader della setta George Roden. Aveva 33 anni quando, circondato dalle sue mogli e col suo arsenale decise di premere il tasto dell&#8217;autodistruzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/David_Koresh_Tells_The_Truth_About_Waco__127198.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1994" title="David_Koresh_Tells_The_Truth_About_Waco__127198" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/David_Koresh_Tells_The_Truth_About_Waco__127198.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a></p>
<p>L&#8217;olocausto di Waco ha scioccato il mondo. L&#8217;allora Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, si assunse la responsabilità del disastro nella operazione di polizia progettato dall&#8217;FBI.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dettagli dell&#8217;evento</strong><br />
Come leggiamo nei giornali, il gruppo settario, composto da 95 Davidiani, tra cui 17 bambini di età inferiore ai 10 anni, si asserragliarono per 51 giorni nel ranch. Koresh aveva minacciato l&#8217;FBI  che se i suoi agenti avessero cercato  di fare danni, sarebbero morti tutti &#8220;<em>divorati dal fuoco</em>&#8220;.  Così si compì la sua minaccia, anche se ci furono otto sopravvissuti. A quanto pare due di loro erano quelli che avevano dato inizio all&#8217;incendio, che fu un suicidio collettivo.<br />
L&#8217;incendio inizò poco dopo mezzogiorno (ore 18:00 in Spagna). Sei ore prima, l&#8217;FBI aveva lanciato un&#8217;offensiva con bombe fumogene per cercare di forzare i Davidiani a lasciare la fortezza. Alle ore 5.55, dopo che i seguaci di Koresh rifiutano la resa, l&#8217;FBI mobilitò un F-728 per l&#8217;angolo sud-ovest del complesso. Il veicolo non rispose alle raffiche di mitra provenienti dal forte e scelse di praticare dei fori nel muro di uno degli edifici attraverso cui inserite gas lacrimogeni.<br />
Dopo diverse ore si verificarono tre esplosioni seguite dell&#8217;incendio. Presto gli edifici furono  bruciati. Non potevano fare nulla per spegnere l&#8217;incendio perché le autorità per settimane avevano tagliato l&#8217;acqua per forzare i Davidiani ad uscire dal ranch.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cronologia della tragedia</strong></p>
<p>Il portale di notizie di Terra ha pubblicato la seguente cronologia di 20 anni fa:</p>
<p>- 28 febbraio: un centinaio di agenti del Dipartimento di indagine su Alcool, Tabacco da fiuto e Armi da fuoco (ATF, per il suo acronimo in inglese) tentarono l&#8217;assalto all&#8217;edificio occupato da un centinaio di discepoli dei &#8220;Davidiani&#8221; della Chiesa Avventista del Settimo Giorno giorno (Davidiani) e dal loro leader, David Koresh, in una fattoria nei pressi di Waco, per prendere le loro armi ed esplosivi. Si verificano due sparatorie. Il bilancio dell&#8217;incidente fu di quattro agenti ATF morti, sei morti e diversi feriti tra i membri della setta.</p>
<p>- 1 marzo: apertura dei negoziati. Dieci bambini vengono rilasciati. L&#8217;FBI arriva a rafforzare le fila degli assedianti con più di 500 poliziotti schierati intorno alla fattoria, sostenuti da mezzi blindati ed elicotteri. Koresh promette di consegnare tutti i suoi discepoli, se essi consentono di trasmettere un messaggio radio.</p>
<p>- 2 marzo: Koresh, 33 anni, cambiò idea, dopo aver lanciato il suo messaggio alla radio locale. Ma accettò di rilasciare altri sei bambini e due donne.</p>
<p>- 5 marzo: Koresh si dice per telefono in attesa &#8220;istruzioni da Dio&#8221; prima di decidere di arrendersi.</p>
<p>- 6 marzo: il Ministero della Giustizia pretende che l&#8217;FBI risolvi la situazione in modo &#8220;pacifico&#8221;.</p>
<p>- 8 marzo: Koresh afferma di essere &#8220;pronto per la guerra&#8221;.</p>
<p>- 19 Marzo: altri sette membri vengono rilasciati.</p>
<p>- 23 marzo: L&#8217;FBI diffonde canti tibetani da autoparlanti e proietta luci mediante riflettori sull&#8217;azienda per evitare che i Davidiani si addormentino.</p>
<p>- 7 aprile: i Davidiani celebrano la Pasqua. Le autorità prevedono di  risolvere la situazione alla fine di queste feste.</p>
<p>- 10 aprile: Koresh inviò una lettera all&#8217;FBI in cui sosteneva che un Dio vendicatore “aveva autorizzato il suo popolo eletto a punire gli infedeli&#8221;.</p>
<p>- 14 Aprile: Il capo dei Davidiani promette di consegnarsi alle autorità dopo aver finito di scrivere un libro sulla fine del mondo.</p>
<p>19 aprile: La polizia prosegue l&#8217;offensiva. Scoppia un incendio in azienda uccidendo più di 80 membri della setta, tra cui una dozzina di bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <strong>Luis Santamaría</strong> <a href="http://infocatolica.com/blog/infories.php/1304181007-se-cumplen-20-anos-de-la-masa">http://infocatolica.com/blog/infories.php/1304181007-se-cumplen-20-anos-de-la-masa</a></p>
<p><strong>Traduzione di Lorita Tinelli</strong></p>
<p>Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.</p>
<p><em>Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte</em></p>
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		<title>Malagiustizia e minori</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 09:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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		<title>Le sette in Italia: storia di una realtà scomoda</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 17:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello delle sette è un fenomeno molto diffuso in Italia e carico di equivoci, fraintendimenti oltre che di errate interpretazioni; per tentare di far luce su un tema così ampio, e che in passato abbiamo trattato sulle pagine del nostro giornale, ci siamo rivolti alla d.ssa Lorita Tinelli, psicologa forense e clinica nonché presidente del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/440_Le-sette-in-Italia.jpg"><img class="alignright  wp-image-2010" title="440_Le sette in Italia" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/440_Le-sette-in-Italia.jpg" alt="" width="258" height="386" /></a>Quello delle sette è un fenomeno molto diffuso in Italia e carico di equivoci, fraintendimenti oltre che di errate interpretazioni; per tentare di far luce su un tema così ampio, e che in passato abbiamo trattato sulle pagine del nostro giornale, ci siamo rivolti alla d.ssa Lorita Tinelli, psicologa forense e clinica nonché presidente del Cesap (Centro Studi Abusi Psicologici <a href="http://www.cesap.net/" target="_blank">http://www.cesap.net/</a>) dove quotidianamente oltre a studiare il fenomeno, si formano e  istruiscono i consulenti ed esperti che offrono il loro sostegno alle vittime; esistono inoltre gruppi di auto-aiuto per le famiglie e i fuoriusciti. La presidente ha risposto alle nostre domande permettendoci di delineare i tratti salienti del fenomeno sette.<strong></strong></p>
<p><strong><br />
Iniziamo col dare una definizione di setta, cosa si intende con questo termine?<br />
</strong>“Il termine setta deriva etimologicamente da due verbi latini: <em>sequor</em> (seguire) e <em>secare</em> (tagliare). Indica appunto il seguire una dottrina che si discosta dall’ideologia dominante. È dunque la capacità di un gruppo di aggregare e farsi seguire. Una setta sviluppa una mentalità dicotomica, vede il mondo in bianco e nero. Coloro che vi fanno parte sono i buoni e detentori della verità assoluta. Molti adepti raccontano di essere entrati e aver percepito la loro stessa vita come dicotomica, cioè prima dell’ingresso e dopo.”<strong></strong></p>
<p><strong><br />
Quando una setta diventa pericolosa?</strong><br />
“Setta è un termin<a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-reverendo-jim-jones-suicidio-di-massa-e-ma-L-1EijKm.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-2011" title="il-reverendo-jim-jones-suicidio-di-massa-e-ma-L-1EijKm" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-reverendo-jim-jones-suicidio-di-massa-e-ma-L-1EijKm.jpeg" alt="" width="173" height="173" /></a>e di per sé neutro, esistono diversi gruppi definiti setta ma non tutti sono pericolosi. Lo diventano quando le leggi interne alla comunità portano i seguaci a commettere reati. A questo proposito ricordo il caso del reverendo Jones che nel 1978 indusse un centinaio di persone, tra cui anche bambini, al suicidio. Egli diede vita a un gruppo ‘Tempio del Popolo’ contro le leggi razziali, aggregando così molte persone di colore. Le caratteristiche di personalità del reverendo in questo caso portarono al grande suicidio di massa. Non dobbiamo arrivare a ciò, questo è un esempio limite. Quando gli aderenti ai gruppi, dipendenti dalla volontà dei leader, compiono azioni illecite, abbiamo un forte campanello d’allarme.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono i soggetti che più facilmente possono essere coinvolti?<br />
</strong>“Non è la cultura scolastica a fare la differenza. Vi sono alcuni gruppi che attraggono chi ha una cultura media, propongono percorsi elementari a chi non possiede nozioni ‘spirituali’ agganciandosi a discipline riconosciute come lo yoga. Altresì esistono gruppi dove il mondo interiore è più forte e attrae persone con abilità cognitive maggiori. Si tratta in ogni caso di relazioni dinamiche. Da una parte persone con problematiche esistenziali, dall’altra la proposta di percorsi interiori. È da tenere presente la fase di innamoramento nei confronti del gruppo, detentore della verità assoluta.” <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/dio-alieno.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2012" title="dio alieno" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/dio-alieno.jpg" alt="" width="205" height="233" /></a></p>
<p><strong><br />
Come avviene l’ingresso in queste sette?<br />
</strong>“L’ingresso è determinato dal passaparola. Le prime ad essere invitate sono le persone care e le difese di chi si trova ad accettare sono basse proprio per la natura dell’invito che arriva da una persona di fiducia. L’invito è una parte delicatissima e rappresenta per l’adepto una prova di accettazione completa del gruppo. Se il ‘proselitismo’ non va a buon fine allora l’adepto sarà gradualmente allontanato dalla famiglia e concentrerà la sua attenzione sul gruppo grazie anche al fenomeno della <em>love bombing</em>, un costante bombardamento d’affetto e attenzioni che porta il nuovo membro a sentirsi accolto e coccolato. Chi non riesce a percepire questo messaggio può risultare pericoloso. La maggior parte delle persone non nota subito il cambiamento che si verifica in un  soggetto iniziato e familiari e amici possono trasformarsi in nemici. A volte l’allontanamento è dato dall’induzione di falsi ricordi, come ad esempio abusi sessuali perpetrati in epoca così remota da essere stati rimossi (espediente utilizzato dalla setta di Arkeon come abbiamo visto in un precedente articolo sul nostro giornale &#8211; <a href="http://www.laveracronaca.com/index.php/inchieste/1170-plagio-da-braibanti-al-caso-arkeon-il-buco-nero-della-legge">Plagio: da Braibanti al caso Arkeon, il buco nero della legge</a>).<br />
<strong>Quali sono le conseguenze all’uscita da un gruppo/setta?<br />
</strong>“Quando fanno parte del gruppo le persone investono tutto. Il gruppo stesso è tutto e le verità del gruppo sono le sue verità. Quando l’amore viene meno e l’adepto rivede l’esperienza in modo oggettivo egli si sente ingrato. Subentrano i sensi di colpa e si esce con grosse problematiche. Ci si rivolge a specialisti per depressione o altre difficoltà. Di certo non si esce indenni da una tale esperienza, che è totalmente coinvolgente. C’è anche il caso di chi esce da un gruppo per entrare in un altro e così via. Anche qui si tratta di un percorso lento e delicato.”<strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/prigionieri-di-una-setta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2013" title="prigionieri di una setta" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/prigionieri-di-una-setta.jpg" alt="" width="268" height="188" /></a><br />
Perché queste sette prolificano così facilmente ottenendo consenso?<br />
</strong>“Nei momenti di crisi come quello attuale l’essere umano ha bisogno di conferme e certezze. Negli ultimi anni sono aumentate le sette che parlano di psicologia, potere personale ecc… ricevendo il consenso proprio per la forte rassicurazione che offrono.”<br />
<strong>Che ruolo ha la Chiesa in questo senso?<br />
</strong>“La Chiesa non ha più quel potere che deteneva decenni fa. Non c’è più un rapporto diretto con la gente e le famiglie. Le persone hanno bisogno di sentirsi libere e di un contatto più vicino. I gruppi permettendo la doppia appartenenza, cioè alla fede cattolica e l’aderenza al gruppo stesso, non ‘sottraggono’ fedeli alla Chiesa. Dal canto suo tuttavia la Chiesa si è molto interessata a questa realtà dal punto di vista sociologico attraverso il GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa <a href="http://www2.chiesacattolica.it/gris/chisiamo/index.html" target="_blank">http://www2.chiesacattolica.it/gris/chisiamo/index.html</a>)”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come si pone l’Italia rispetto all’Europa, che vede alcuni stati provvisti di una legislazione in merito?<br />
</strong>“In Italia non esiste ancora una normativa in merito e il dibattito è aperto. Si è d’accordo sul fatto che esiste la manipolazione mentale ma non sulla punizione perché si privilegia la libertà di scelta. <strong><br />
</strong>Dal mio punto di vista c’è bisogno di una legge quadro che spieghi quali sono i risvolti da punire. Le vittime comunque ci sono e per la mancanza di una legge ci si riferisce a reati già presenti quali truffa, abuso di professione ecc… Una legge quadro sarebbe un’aggravante per i reati perpetrati. I giudici non capiscono la dinamica relazionale e non comprendono cosa è avvenuto.”<br />
<strong>Possiamo provare a spiegarlo qui?</strong><br />
“Quando si è all’interno di una setta la gente sembra socialmente adattata. Esistono tante realtà settarie. Il legame col gruppo è evidente e gli adepti sono legati alle sue dinamiche. C’è una concezione sbagliata del considerare una setta come un mondo a parte dove si sta chiusi dentro. Invece chi ne fa parte partecipa a seminari, riunioni, incontri e aderisce a tutti i principi e li porta nella propria vita quotidiana. Gli adepti di vari gruppi ci sono vicini, parlano in un certo modo e portano i loro principi nella vita e nel lavoro.” <strong><br />
Tra gli obiettivi di una setta vi può essere la scalata al potere?<br />
</strong>“Sì, certo. Sono molti i politici strumentalizzati contro la Squadra Anti Setta e la punibilità della manipolazione mentale; dietro c’è il dissenso di quelle realtà che si vedono minacciate. Finché ci saranno politici che si prestano a questo non si arriva da nessuna parte, oltre al fatto che questi gruppi hanno la capacità di coinvolgere e influenzare. Esistono molti gruppi che coinvolgono i rappresentanti politici per ottenere riconoscimenti. Purtroppo le vittime non hanno più nulla, nemmeno la dignità. I gruppi di deriva settaria rovinano l’individuo, la famiglia fino a raggiungere la distruzione di un popolo.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Laura Fedel</p>
<p>Da <a href="http://www.laveracronaca.com/index.php/archivio/1206-le-sette-in-italia-storia-di-una-realta-scomoda">La Vera Cronaca</a></p>
<div></div>
<hr />
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		<title>Giornate di informazione e sensibilizzazione sulla violenza</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 14:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[centro studi abusi psicologici]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 29 e il 31 gennaio 2013 è stato realizzato un progetto di informazione e sensibilizzazione sulla violenza presso i Licei delle Scienze Sociali e Scientifico di Noci. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 29 e il 31 gennaio 2013 è stato realizzato un progetto di informazione e sensibilizzazione sulla violenza presso i Licei delle Scienze Sociali e Scientifico di Noci.</p>
<div id="attachment_1982" class="wp-caption aligncenter" style="width: 734px"><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/fax1.jpg"><img class="size-large wp-image-1982" title="fax" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/fax1-724x1024.jpg" alt="" width="724" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">Fax 9 febbraio 2013</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1983" class="wp-caption aligncenter" style="width: 778px"><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/20130315_113328.jpg"><img class="size-large wp-image-1983" title="20130315_113328" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/20130315_113328-e1366213790569-768x1024.jpg" alt="" width="768" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">Noci Gazzettino marzo 2013</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nasce ETTA SOS</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2013/03/14/nasce-etta-sos/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 18:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[abuso]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto all'abuso]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra lumachelli]]></category>
		<category><![CDATA[eleonora mazzoni]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza trasperenza tutela aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[ETTA SoS]]></category>
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		<category><![CDATA[nicoletta costa]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione abuso]]></category>
		<category><![CDATA[socio onorario]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista ad Alessandra Lumachelli di Emanuela Sabbatini &#160; MACERATA – Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Alessandra Lumachelli in occasione del cambio ai vertici di ETTAsos, associazione che si propone di aiutare vittime e testimoni di abusi e di fare opera di prevenzione. La dottoressa ne ha assunto la Presidenza. Formatrice, perito grafologico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Intervista ad Alessandra Lumachelli</h2>
<p>di <em>Emanuela Sabbatini</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MACERATA – Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Alessandra Lumachelli in occasione del cambio ai vertici di ETTAsos, associazione che si propone di aiutare vittime e testimoni di abusi e di fare opera di prevenzione. La dottoressa ne ha assunto la Presidenza.</p>
<ul>
<li><em><strong>Formatrice</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>perito</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>grafologico</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>consulente</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>grafologica</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>esperta</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>nelle</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>tematiche</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>abuso</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>rieducatrice</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>del</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>gesto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>grafico</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>Ma</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>prima</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>tutto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>donna</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>e</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>madre</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>Come</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>si</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>conciliano</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>tutte</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>queste</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>attività</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>in</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>un</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Paese</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>dove</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>ancora</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>occorre</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>una</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>legge</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>sulle</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>quote</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>rosa</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>per</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>avere</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>pari</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>opportunità</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>politiche</strong></em><em><strong>? </strong></em></li>
</ul>
<p><em>Essere donna non è mai stato semplice, credo. O almeno essere donna pensante…Ci vuole molto coraggio, comunque, donna o uomo che siamo, per essere coerenti, al giorno d’oggi. Per avere delle idee “sane” e per riuscire a portarle avanti. Nonostante i pregiudizi. Nonostante le difficoltà. Il titolo del mio ultimo libro è stato pensato per tentare di abbattere due grandi paradossi. Nel sentire comune esistono due certezze incrollabili: essere bambini equivale ad essere felici, e la famiglia del bambino viene ritenuta l’unico luogo davvero sicuro. Sono due emerite sciocchezze: non esiste un bambino assolutamente felice, e il 90% dei casi di abuso (fisico, sessuale, psicologico, isolamento, incuria, ipercura, ecc.) avvengono in famiglia. Questo per dire quanti pregiudizi ancora debbono essere abbattuti! </em></p>
<ul>
<li><em><strong>Nel</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>suo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>libro</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>ci</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>sono</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>vari</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>riferimenti</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>al</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>suo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>ruolo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>madre</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>e</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>al</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>rapporto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>con</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>suo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>figlio</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>Quanto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>le</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>scelte</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>personali</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>hanno</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>rappresentato</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>un</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>valore</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>aggiunto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>per</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>la</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>sua</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>professione</strong></em><em><strong>?</strong></em></li>
</ul>
<p><em>Tempo fa ho coniato, da brava economista, un’espressione che riassume il mio pensiero sulla maternità: “responsabilità illimitata”. Questo per me è l’essere madre nel terzo millennio, quando una donna non è (o non dovrebbe essere) obbligata a divenire madre per caso, o perché spinta dalle aspettative di chi le sta accanto (partner, famiglie d’origine, gruppo esteso di appartenenza, società). Oggigiorno si diventa madri per scelta. Per scelta attiva, per scelta consapevole. Un figlio non è un giocattolo, né un’appendice. Non è un sostituto di ciò che la madre voleva realizzare e non ha realizzato. I figli, scrive Gibran, sono frecce, e le madri archi. Ogni scelta di studio o di lavoro fatta dopo la nascita di mio figlio è stata una scelta egoistica, nel senso che cercavo, attraverso quel percorso, di capirmi meglio e di comprendere più a fondo cosa rappresenti per me la maternità. Egoismo che si è tramutato in generosità, nel momento in cui ho testato la validità di tali scelte, approfondimenti, direzioni, ed ho potuto così donarli agli altri.</em></p>
<p>Oggi</p>
<p><em><strong></strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>sono</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>molte</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>le</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>terapie</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>in</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>campo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>per</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>aiutare</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>le</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>vittime</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>abusi</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>Anche</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>la</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>grafologia</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>può</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>essere</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>intesa</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>come</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>terapia</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>Come</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>può</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>aiutare</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>in</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>situazioni</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>abuso</strong></em><em><strong>? </strong></em></p>
<p><em>La grafologia in Italia viene utilizzata come terapia solo nei casi di disgrafia infantile, cioè nel recupero del gesto grafico al momento del suo sorgere, e del suo esprimersi in maniera difficoltosa e sofferente. Nel mondo, invece, la grafoterapia è adoperata per qualsiasi fascia di età, giustamente, perché ognuno di noi possiede problematiche più o meno profonde da poter smussare, attraverso semplici esercizi grafici individualizzati, da fare con costanza. In situazioni di abuso, così come in tutte le situazioni più complicate, si aggiungono altre tipologie di esercizi grafici, tra cui, per esempio, la scrittura creativa.</em></p>
<ul>
<li><em><strong>L</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>associazione</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>ETTAsos</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>Ci</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>può</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>parlare</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>un</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>po</strong></em><em><strong>’ </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>come</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>nasce</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>il</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>progetto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>e</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>delle</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>attività</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>che</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>svolgete</strong></em><em><strong>?</strong></em></li>
</ul>
<p><em>ETTA è l’acronimo di Esperienza Trasparenza Tutela Aiuto, e nasce qualche anno fa come associazione no profit a Milano, ad opera della svedese Tove K. Hornelius, che la ha intesa principalmente come sportello telematico di aiuto (sos) nei casi delle varie tipologie di abuso. Da poco lei ha lasciato la presidenza, per tornare in Svezia ed ha affidato tale incarico a me. Io ho provveduto a trasferire la sede a Macerata, e sto rendendo l’associazione operativa sul territorio in modo concreto. Credo molto nella prevenzione all’abuso, ed è su questo che intendo lavorare principalmente. Con conferenze informative, certo, ma soprattutto con corsi che stimolino la creatività e la socialità, l’aggregazione. Perché l’isolamento paranoico, purtroppo, caratterizza la nostra società, ipertecnologica ma fredda e spersonalizzata.</em></p>
<ul>
<li><em><strong>Collocandosi</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>sul</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>territorio</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>ed</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>essendo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>l</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>Italia</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>un</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Paese</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>con</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>una</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>buona</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>percentuale</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>immigrati</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>immagino</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>che</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>le</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>attività</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>dell</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>associazione</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>si</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>rivolgeranno</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>anche</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>a</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>loro</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>A</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>volte</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>però</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>benché</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>l</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>ignoranza</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>sulle</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>tematiche</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>dell</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>abuso</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>sia</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>molto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>forte</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>anche</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>tra</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>gli</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>italiani</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>lo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>è</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>ancor</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>più</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>in</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Paesi</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>fortemente</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>marginalizzati</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>e</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>impianto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>patriarcale</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>Come</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>l</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>Associazione</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>si</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>propone</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>relazionarsi</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>con</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>tali</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>realtà</strong></em><em><strong>?</strong></em></li>
</ul>
<p><em>Sarà complicato, ovviamente, interagire con culture che considerano il minore in modo molto diverso da noi, soprattutto riguardo al genere (femminile o maschile). Ciò che sicuramente si può fare è cercare di informare e di formare. Poi molto sta, come per chiunque, nella coscienza individuale e nelle scelte personali, sulle quali l’associazione non può, e non intende, intervenire.</em></p>
<ul>
<li><em><strong>L</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>associazione</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>è</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>appena</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>nata</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>ma</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>annovera</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>già</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>delle</strong></em><a href="http://ettasos.beepworld.it/pagina-nuova.htm"><em><strong> </strong></em><em><strong>socie</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>onorarie</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>importanti</strong></em><em><strong>. </strong></em><em><strong>L</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>illustratrice</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Nicoletta</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Costa</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>le</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>attrici</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Eleonora</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Mazzoni</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>e</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Margherita</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Adorisio</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>le</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>psicologhe</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Sonia</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Vaccaro</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>e</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Lorita</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>Tinelli</strong></em></a><em><strong>. </strong></em><em><strong>Come</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>queste</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>figure</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>potranno</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>contribuire</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>alle</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>attività</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>dell</strong></em><em><strong>’</strong></em><em><strong>associazione</strong></em><em><strong>?</strong></em></li>
</ul>
<p><em><strong>I</strong>ntanto contribuiscono già con la loro immagine positiva di scelte di vita e di percorsi affini agli scopi dell’associazione. In futuro, a seconda della loro disponibilità, si prevedono momenti di incontro reali con le stesse, o per conferenze, o per workshop da loro condotti.</em></p>
<ul>
<li><em><strong>Ci</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>racconta</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>qualche</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>progetto</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>prossimo</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>venturo</strong></em><em><strong>?</strong></em></li>
</ul>
<p><em>A breve, il primo corso, da noi organizzato, sulla grafologia. E la prima cena sociale, uno dei momenti aggregativi a cui accennavo prima.</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmascalzone.it/2013/03/intervista-ad-alessandra-lumachelli/">Il mascalzone.it</a></p>
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		<title>Test per l&#8217;autovalutazione di una Fede Tossica</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 07:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[fede tossica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla libro  TOXIC FAITH di  Steve Arterburn and Jack Felton Rispondi Sì o No alle seguenti domande: 1. La tua famiglia si lamenta del fatto che stai frequentando troppo le riunioni di una chiesa, piuttosto che passare del tempo con loro? ________ 2. Ti senti estremamente colpevole se non vai alla chiesa anche una solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.darvsmith.com/dox/toxicfaith_test.html">Dalla libro  TOXIC FAITH di  Steve Arterburn and Jack Felton</a></p>
<p><a href="http://www.darvsmith.com/dox/toxicfaith_test.html"><br />
</a><a href="http://www.loritatinelli.it/2010/03/14/dipendenza-psicologica-nelle-sette-distruttive/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1922" title="2002462197-260x260-0-0_Toxic_Faith_Experiencing_Healing_from_Painful_Spir" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2013/02/2002462197-260x260-0-0_Toxic_Faith_Experiencing_Healing_from_Painful_Spir.jpg" alt="" width="260" height="260" /></a></p>
<p>Rispondi Sì o No alle seguenti domande:</p>
<p>1. La tua famiglia si lamenta del fatto che stai frequentando troppo le riunioni di una chiesa, piuttosto che passare del tempo con loro? ________</p>
<p>2. Ti senti estremamente colpevole se non vai alla chiesa anche una solo Domenica? ________</p>
<p>3. Hai la sensazione che Dio stia controllando quello che fai, e se non fai abbastanza, potrebbe non benedirti più? ________</p>
<p>4. Ti capita spesso di dire ai tuoi figli  cosa fare senza spiegare le tue ragioni, dal momento che sai che hai ragione? ________</p>
<p>5. Ti ritrovi con poco tempo per i tuoi interessi degli anni precedenti, perché sei così impegnato a frequentare comitati e  altri gruppi ecclesiali? ________</p>
<p>6. La gente si lamenta del fatto che tu utilizzi le Scritture nel tuo linguaggio abituale, tanto  che è difficile comunicare con te? ________</p>
<p>7. Stai dando soldi a un ministro, perché tu credi che Dio ti farà diventare ricco se doni di più? ________</p>
<p>8. Sei mai stato coinvolto sessualmente con un ministro al fuori del matrimonio? ________</p>
<p>9. E &#8216;difficile per te prendere una decisione senza consultare il tuo pastore? Anche per piccoli problemi? ________</p>
<p>10. Vedi il tuo ministro come il più potente di altri esseri umani? ________</p>
<p>11. La tua fede ti ha portato a condurre una vita isolata tanto da rendere difficile per te  relazionarti con la famiglia e gli amici? ________</p>
<p>12. Ti sei mai trovato a percepire il ministro come la soluzione rapida per tutti i  problemi della vita? ________</p>
<p>13. Ti senti estremamente colpevole per i minimi errori o tue insufficienze? ________</p>
<p>14. Il tuo rapporto è più significativo delle tue convinzioni forti, come tu fossi il  &#8220;partner più debole&#8221;? ________</p>
<p>15. Ti capita mai di avere pensieri di Dio, e di voler  distruggere  altri, al fine di andare a vivere con lui? ________</p>
<p>16. Credi spesso che  Dio comunica con te con una voce udibile? ________</p>
<p>17. Pensi che Dio sia arrabbiato con te? ________</p>
<p>18. Credi di essere stato  punito per qualcosa che hai fatto da bambino? ________</p>
<p>19. Pensi che se si lavora un po &#8216;più duramente, Dio ti perdonerà? ________</p>
<p>20. Qualcuno ti ha mai detto che un ministro sta manipolando i tuoi pensieri e sentimenti? ________</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai risposto sì ad almeno 3 domande si può ipotizzare che tu sia in una forma di tossicodipendenza religiosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Traduzione di Lorita Tinelli</strong></p>
<p>Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.</p>
<p><em>Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte</em></p>
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		<title>CTU/CTP: valutazione o terapia?</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 14:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli di Criminologia e Criminalistica]]></category>
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		<description><![CDATA[A seguito dell’introduzione da parte di alcuni Ordini dell’obbligo del titolo di psicoterapeuta quale requisito minimo per poter esercitare l’attività di CTU o di CTP, in particolar modo per l’ascolto del minore, vorrei proporre alcune riflessioni circa la relazione tra le finalità della CTU/CTP e le peculiarità del rapporto tra psicoterapeuta e suo cliente. Innanzitutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img title="ctu-ctp-valutazione-o-terapia" src="http://altrapsicologia.com/wp-content/uploads/2013/01/ctu-ctp-valutazione-o-terapia-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></p>
<p align="JUSTIFY">A seguito dell’introduzione da parte di alcuni Ordini dell’obbligo del titolo di psicoterapeuta quale requisito minimo per poter esercitare l’attività di CTU o di CTP, in particolar modo per l’ascolto del minore, vorrei proporre alcune riflessioni circa la relazione tra le finalità della CTU/CTP e le peculiarità del rapporto tra psicoterapeuta e suo cliente.</p>
<p align="JUSTIFY">Innanzitutto è bene ricordare che nei vari Tribunali esistono degli albi specifici per l’iscrizione dei tecnici che intendono svolgere il ruolo, di ausiliari del giudice (CTU), della pg o consulenti delle parti (CTP) nella risoluzione di vertenze civili e penali presso i tribunali stessi.</p>
<p align="JUSTIFY">L’iscrizione all’albo dei consulenti o periti avviene per mezzo di una domanda, cui si allega un curriculum formativo/esperenziale documentato, che si invia al Tribunale di competenza. La valutazione delle domande viene fatta da una commissione mista alla quale presiedono anche i referenti degli albi professionali dei professionisti la cui richiesta dev’essere valutata. A seguito dell’accettazione della domanda il professionista regolarizza la sua iscrizione con una quota in denaro prevista dai vari Tribunali.</p>
<p align="JUSTIFY">Tenuto conto della presenza di tali Albi, Giudici, avvocati o Polizia Giudiziaria, nell’espletamento delle loro funzioni possono o meno attingere a tale albo per la consulenza del tecnico. Possono quindi avvalersi anche di esperti non presenti nell’albo o di tecnici anche iscritti ad albi di altri tribunali.</p>
<p align="JUSTIFY">Le figure professionali dei consulenti tecnici sono previste dal Codice di Procedura Civile (Libro I – Disposizioni Generali – Capo III – Art. 61/64) e dal Codice di Procedura Penale (Libro III – Parte I – Prove – Titolo II – Mezzi di prova – Capo IV – Perizia – Art. 220/233).</p>
<p align="JUSTIFY">Per quanto riguarda il CTU tecnicamente il suo rapporto con il giudice è regolamentato da alcuni articoli dei codici di procedura civile e penale. Per esempio l’articolo 61 del c.p.c. afferma che “<em>quando e’ necessario, il giudice puo’ farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o piu’ consulenti di particolare competenza tecnica. La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione al presente codice. Articolo cosi’ sostituito dalla L. 14 luglio 1950, n. 581”</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">L’articolo 62 offre le linee generali cui deve attenersi il Consulente, ovvero “<em>il consulente compie le indagini che gli sono commesse dal giudice e fornisce, in udienza e in camera di consiglio, i chiarimenti che il giudice gli richiede a norma degli articoli 194 e seguenti, e degli articoli 441 e 463”.</em></p>
<p align="JUSTIFY">All’atto della nomina il CTU presta giuramento in apposita udienza ed ha l’obbligo di cooperare con l’autorità giudiziaria.</p>
<p align="JUSTIFY">Il CTP: “<em>è una persona alla quale una parte in causa conferisce l’incarico peritale quale esperto in uno specifico settore ovvero competente del ramo tecnico/scientifico pertinente alla causa. Il CTP ha il compito, nell’interesse di una parte, di affiancare il CTU nell’espletamento del suo incarico e formulare osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il perito del giudice sarà giunto.<br />
Al contrario del consulente tecnico d’ufficio, il CTP non presta giuramento ed ha ampia facoltà di accettare, rifiutare o rimettere l’incarico in ogni tempo, altresì è esonerato dall’obbligo di cooperare con l’autorità giudiziaria ed ha libertà di atti e prestazioni che trova limite solo nel divieto di ostacolare illegittimamente l’attività del CTU</em>.” (Fonte: Wikipedia)</p>
<p>Le peculiarità del CTU e del CTP possono quindi essere così sintetizzate:</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY">l’operato dello psicologo forense o comunque del consulente tecnico è totalmente regolamentato dal codice, a differenza di qualsiasi altro contesto professionale.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">il consulente tecnico d’ufficio è solitamente definito come gli “<em>occhi del giudice</em>”, in quanto è il giudice stesso che nell’espletamento delle sue funzioni si avvale delle competenze e professionalità di un tecnico, al fine di avere un conforto scientifico nella sua decisione, rimanendo egli stesso il “peritus peritorum”</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Il CTP affianca, sostiene o suggerisce ipotesi alternative all’attività del CTU</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le figure giuridiche hanno un’ampia libertà nello scegliere gli ausiliari tecnici utili al loro lavoro</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Scopo del CTU, affiancato dalla presenza del CTP, quando quest’ultimo è nominato, è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il giudice formula nell’udienza di conferimento dell’incarico e di relazionarne i risultati nell’elaborato peritale che prende il nome di <em>Consulenza Tecnica d’Ufficio</em>; può essere chiamato a “chiarimenti” (verbali o per iscritto) dal Tribunale (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consulenza_giudiziale">http://it.wikipedia.org/wiki/Consulenza_giudiziale</a>). Lo psicologo nel suo ruolo di consulente dovrà operare solo in funzione della domanda esposta dal Magistrato. Qualsiasi altro elemento “<em>estraneo</em>” al quesito non dovrà essere preso in considerazione. Il quesito rappresenta l’ambito processuale entro il quale l’esperto deve muoversi. Non solo, tale posizione è richiesta al Consulente anche nella sua funzione di ausiliario della PG (Polizia Giudiziaria).</p>
<p align="JUSTIFY">L’accettazione dell’incarico da parte di un Giudice comporta un giuramento di rito nel quale il Consulente <em><strong>“</strong></em><em>Giura di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di far conoscere al giudice la verità”.</em></p>
<p align="JUSTIFY">Quindi l’obiettivo del CTU, affiancato dal CTP, è quello di determinare in maniera, quanto più oggettiva possibile, la “verità”, sfrondandola tutto quanto desunto dal colloquio da ciò che può essere non rilevante ai fini del quesito del giudice o che non abbia sufficienti requisiti di prova scientifica o che pur essendo provati non siano in evidente relazione di causa ed oggetto con l’argomento di verifica. Inoltre il CTU dev’essere molto attento a non indurre alcun tipo di influenza nel soggetto di valutazione, tanto che esistono diversi testi scientifici che indicano la tipologia di domande da utilizzare in tali contesti di analisi, che non siano suggestive né tanto meno indirizzano verso risposte di tipo prevalentemente emotivo. In sostanza dev’essere attento a non intervenire nella relazione modificandone le possibili reazioni, rispetto a quella che è la testimonianza quanto più spontanea possibile del soggetto intervistato.</p>
<p align="JUSTIFY">La Carta di Noto all’articolo 7 afferma che <em>l</em><em>o psicologo forense valuta attentamente il grado di validità e di attendibilità di informazioni, dati e fonti su cui basa le conclusioni raggiunte (art. 7 C.D.; art. 1 C.N.). Rende espliciti i modelli teorici di riferimento utilizzati (art. 1 C.N.) e, all’occorrenza, vaglia ed espone ipotesi interpretative alternative (art. 5 C.N.) esplicitando i limiti dei propri risultati (art. 7 C.D.). Evita altresì di esprimere opinioni personali non suffragate da valutazioni scientifiche. Nei casi di abuso intrafamiliare, qualora non possa valutare psicologicamente tutti i membri del contesto familiare (compreso il presunto abusante), deve denunciarne i limiti della propria indagine dando atto dei motivi di tale incompletezza (art. 3 C.N.).</em></p>
<p align="JUSTIFY">L’obiettivo dello psicoterapeuta è quello di accogliere, aiutare e realizzare un progetto di sostegno e cura del soggetto di cui si sta occupando. Da questo punto di vista egli deve tener conto di tutti gli elementi espressi dal paziente, anche di quelli fantasiosi o onirici che vanno a determinare un suo quadro generale non necessariamente dell’effettivo vissuto, ma del suo sentire. D’altro canto nel suo modo di porsi nei confronti del suo paziente il terapeuta agisce offrendo una serie di stimoli, di ipotesi interpretative, miranti a ‘<em>modificarne</em>‘ lo stato al fine della sua ‘<em>guarigione’.</em></p>
<p align="JUSTIFY">Quindi mentre nel contesto giuridico allo psicologo non è consentito di entrare nel soggetto, ma di porsi dinnanzi al soggetto, al fine, non di prestare aiuto, ma di comprendere come sono andate le cose su cui si sta indagando, allo psicologo con ruolo di terapeuta, tutto questo non solo è consentito, ma assolutamente necessario nell’espletamento del suo intervento.</p>
<p align="JUSTIFY">Da quanto sin qui emerso il CTU/CTP ha un doppio mandato: se da una parte il suo interesse è rivolto al soggetto che andrà ad esaminare, dall’altra egli ha l’obbligo di riferire all’unico suo committente (giudice, PG o parte che sia) quello che emerge dal colloquio, al fine di aiutare proprio quest’ultimo nelle proprie attività di indagini o di decisione finale).</p>
<p align="JUSTIFY">Altra differenza importante tra l’ambito clinico/psicoterapeutico e quello forense risiede nel concetto di valutazione: difatti i concetti di <strong><em>“valutazione clinica”</em></strong><strong> </strong>e <strong><em>“valutazione in ambito forense”</em></strong> implicano nel piano pratico tipi di relazione e di setting in cui si opera e tipi di metodologia utilizzata completamente differenti.</p>
<p align="JUSTIFY">Il ruolo dello psicologo nella CTU/CTP. è quello di <em>stimare</em> o di valutare un danno indotto in un soggetto e non quello di fare il clinico, di offrire sostegno o di improntare un trattamento terapeutico.</p>
<p align="JUSTIFY">Per fare un esempio un consulente nominato in qualità di ausiliare di PG nell’espletare un colloquio con minore che ha subìto un presunto abuso, ha il compito di raccogliere la storia, di valutare il danno riportato e quindi anche la sua entità su quel soggetto, ma sicuramente non ha il compito di prendersene cura.</p>
<p align="JUSTIFY">Le due figure professionali hanno quindi diversi quesiti, doveri, percorsi formativi, nonché diverse competenze e conoscenze.</p>
<p align="JUSTIFY">Proprio per questa diversità di approccio e di <em>forma mentis</em> uno psicoterapeuta può incontrare difficoltà nell’eventuale espletamento di un incarico peritale ma può anche costituire un impedimento alla rilevazione della verità richiestagli dal suo committente.</p>
<p align="JUSTIFY">Non solo, la stessa Carta di Noto ci pone una importante riflessione sull’incompatibilità tra approccio psicoterapeutico e valutazione di tipo forense, difatti all’articolo 16 afferma che<em> i ruoli dell’esperto nel procedimento penale e dello psicoterapeuta sono incompatibili (art. 26 C.D.; art. 10 C.N.) L’alleanza terapeutica, che è la caratteristica relazionale che domina la realtà psicoterapeutica, è incompatibile col distacco che il perito e il consulente tecnico devono mantenere nel processo. Per questo, chi ha o abbia avuto in psicoterapia una delle parti del processo o un bambino di cui si tratta nel processo o un suo parente, o abbia altre implicazioni che potrebbero comprometterne l’obiettività (art. 26/2, art. 28/1 C.D.) si astiene dall’assumere ruoli di carattere formale. Lo psicologo che esercita un ruolo peritale non svolge nel contempo nei confronti delle persone diagnosticate attività diverse come, per esempio, quelle di mediazione o di psicoterapia. Egli, con il consenso dell’avente diritto, potrà semmai, in quanto testimone, offrire il suo contributo agli accertamenti processuali (art. 12 C.D.). Durante il corso della valutazione processuale, lo psicologo forense non può accettare di incontrare come cliente per una terapia nessuno di coloro che sono coinvolti nel processo di diagnosi giudiziaria (art. 10 C.N.).</em></p>
<p align="JUSTIFY">Alla luce di tali considerazioni pare quantomeno forzato se non controproducente imporre al CTU il requisito di psicoterapeuta, data la diversa forma mentis che i due tipi di ruolo e di approccio necessitano. Ancora di più appare poco chiara la posizione assunta dall’Ordine degli Psicologi del Lazio di istituire un albo specifico, quello dei CTP che non ha ragione di esistere, perchè ne esiste già uno, quello dei consulenti che assumono di volta in volta ruoli diversi e che può essere ampliato con nuove domande. Ma soprattutto appare strana la pretesa di far formare i futuri psicologi forensi in un settore poco utile a quello richiesto in ambito giuridico. Un giovane laureato che ha intenzione di svolgere il lavoro di psicologo forense ha oggi la possibilità di frequentare master o corsi di alta formazione specializzati nel settore psicologico-giuridico per ’acquisizione di competenze teoriche, metodologiche e tecniche di base necessarie per svolgere convenientemente la consulenza psicologica in situazioni di carattere conflittuale per cui è stato previsto un procedimento giudiziario. Che senso ha dunque imporgli la frequentazione di un percorso lungo, costoso e le cui competenze non gli saranno necessarie per l’altro ambito in cui andrà a operare?</p>
<p align="JUSTIFY">Altra cosa incomprensibile è creare un albo di CTP che accettano il gratuito patrocinio. Questa concessione diffusa presso l’ordine degli avvocati, presuppone, nell’ambito dello stesso ordine, uno speciale albo di avvocati che accettano tale possibilità, ma, nel loro caso, non è disposta dall’ordine una speciale specializzazione. L’avvocato che sia penalista, civilista, matrimonialista o altro, può scegliere di offrire questa possibilità a prescindere dalla sua specializzazione, in tal caso hanno la possibilità di far risultare nella stessa posizione anche il tecnico che li assiste nel procedimento, facendo esplicita richiesta al tribunale.</p>
<p align="JUSTIFY">Dr.ssa Lorita Tinelli</p>
<p align="JUSTIFY">Psicologa<br />
CTU Trib. di Bari n. 29</p>
<p align="JUSTIFY">Fonte: <a href="http://altrapsicologia.com/ctu-ctp-valutazione-o-terapia/2013/01/">AltraPsicologia</a></p>
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		<title>Corso di formazione sulla gestione dei conflitti</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2013/01/09/corso-di-formazione-sulla-gestione-dei-conflitti/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 21:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>Fine del mondo: perché provoca suicidi di massa?</title>
		<link>http://www.loritatinelli.it/2012/12/18/fine-del-mondo-perche-provoca-suicidi-di-massa/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2012 18:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorita Tinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Gli esperti della salute mentale consigliano di fortificare l&#8217;autostima per evitare di essere bersaglio di gruppi di fanatici che promuovono suicidi di massa in varie parti del mondo. Città del Messico, Messico -. L&#8217;idea della fine del mondo ha provocato reazioni contrastanti in tutto il mondo. La più grande preoccupazione di scienziati, psicologi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/2012-logo-fine-del-mondo-hires.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1872" title="2012 logo fine del mondo hires" src="http://www.loritatinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/2012-logo-fine-del-mondo-hires.jpg" alt="" width="468" height="322" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Gli esperti della salute mentale consigliano di fortificare l&#8217;autostima per evitare di essere bersaglio di gruppi di fanatici che promuovono suicidi di massa in varie parti del mondo.</em></p>
<p>Città del Messico, Messico -. L&#8217;idea della fine del mondo ha provocato reazioni contrastanti in tutto il mondo. La più grande preoccupazione di scienziati, psicologi e specialisti del mondo Maya è quello che le persone aderiscano a sette di fanatici o a gruppi che commettono atti contro la loro integrità fisica, motivando questo con  le presunte profezie Maya.</p>
<p>Su questo punto, il dottor Guillermo Bernal Romero, un ricercatore presso il Centro di Studi Maya a UNAM, ha dichiarato:</p>
<p>&#8220;<em>Ci sono gruppi di fan che si sono organizzati per queste cose (suicidi). Dobbiamo avvertire le persone che hanno fatto le prenotazioni, che si può credere in qualunque cosa, ma  non  quelle credenze o  attività che minacciano la loro integrità. Penso che l&#8217;unico modo di combattere tali gruppi sia quello di segnalali</em>. &#8221;</p>
<p>Nel frattempo Matilde Matuk psicologa, membro della Società Psicoanalitica del Messico, ha detto che l&#8217;idea della fine del mondo ha generato un sacco di ansia nelle persone, è per questo che diverse sette hanno avuto un vantaggio nel raccogliere seguaci e atti suicidi.</p>
<p>Matuk Terra ha evidenziato il profilo delle persone che più probabilemente aderiscono ai culti  che propongono il  suicidio:</p>
<p>&#8220;<em>Queste persone hanno un leader naturale e la capacità di coinvolgere sempre più persone del normale e con un obiettivo specifico. Hanno un potere brutale  e la necessità di controllo e si trovano  in grado di farlo esistere. Essi dipendono dal vostro senso di benessere. Sono sociopatici</em> &#8221;</p>
<p>Gli esperti di salute mentale avvertono che non tutte le persone si trovano ad essere vulnerabili a sette del suicidio  e che chi in esse cade ha specifiche esigenze emotive.</p>
<p>&#8220;Molte persone possono essere  seguaci di una credenza, ma le persone che sono molto fanatiche hanno un bisogno di appartenenza e di affetto che va  al di là del loro benessere. Essendo dei  fans riempiono il vuoto con un bisogno di appartenenza, di amore e affetto. Al pensiero della fine del mondo,  hanno ritenuto che la vita vuota generi una mancanza di controllo, e non sanno cosa fare. Quando vengono mescolati questi fattori possono far considerare il suicidio come una possibilità per non soffrire. E&#8217; una fuga dalla realtà. &#8221;</p>
<p>Infine il Dott. Matilde Matuk offre una serie di suggerimenti per evitare di essere &#8220;agganciato&#8221; da  gruppi di tifosi o altro.</p>
<p>Rafforzare l&#8217;autostima<br />
Condividere con persone vicine  quelle credenze che non sono comuni<br />
Ascoltare le opinioni<br />
Trovare un modo sano di relazionarsi con le persone<br />
Se un circolo sociale è chiuso per noi, trovare nuove persone<br />
Relazionarsi con  nuove persone</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://vidayestilo.terra.cl/profecias-mayas-del-fin-del-mundo/fin-del-mundo-por-que-provoca-suicidios-masivos,07971ff5f4bab310VgnVCM3000009acceb0aRCRD.html">vida yestilo terra</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Traduzione di Lorita Tinelli</strong></p>
<p>Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.</p>
<p><em>Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte</em></p>
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