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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Il Disturbo Antisociale di Personalità nei leader delle sette e l’induzione del Disturbo di Personalità Dipendente nei membri di un Culto

 

di  John Burke, Ph.D. & Kaiser Permanente


Abstract
Questo articolo considera le prove della  presenza di un disturbo di personalità antisociale (DAP) in alcuni leader di culti. Inoltre, ipotizza che l’influenza dei leader di sette antisociali sui membri del culto possa essere associata alla comparsa di un disturbo di personalità dipendente (DPD) in alcuni membri della setta.
Un certo numero di studi ha riscontrato la presenza di ex membri di culti con esperienze di atti e comportamenti antisociali da parte di leader di culti (Martin, Langone, Dole, e Wiltrout, 1992; Tobias & Lalich, 1994; Occidente & Martin, 1999; e Kent, 2004). Ciascuno di questi studi ha riportato prove di prima mano di atti e comportamenti antisociali da parte dei leader dei culti nei confronti di membri della setta. Questi studi pubblicati, così come il materiale di autore inedito, vengono utilizzati in questo articolo come sfondo per un modello esplicativo e predittivo dell’organizzazione della personalità dei leader di setta, che mostrano comportamenti antisociali.
Inoltre i criteri diagnostici per l’ASPD come descritto nel Manuale Statistico di  Diagnostica dall’American Psychiatric Association, 4a edizione, (1994), vengono utilizzati per aiutare la caratterizzazione dell’organizzazione di personalità antisociale del leader del culto.
All’interno dei sistemi di giustizia penale della California e del Colorado l’ASPD storicamente è stata diagnosticata sulla base di una storia di atti e comportamenti antisociali dimostrabili. L’autore ha partecipato in qualità di membro del team clinico per la diagnosi dei disturbi di personalità, tra cui ASPD, tra i minorenni presso il Santa Cruz County Juvenile Probation Department in California e tra giovani e adulti detenuti presso il Dipartimento di correzione del Colorado.

Un certo numero di studi peer-reviewed, compresi gli studi di Martin, Langone, Dole, e Wiltrout, (1992); Tobias & Lalich, (1994); West & Martin, (1996); e Kent, (2004) riportano attualmente dei risultati, tratti da interviste cliniche con ex membri, che evidenziano vari atti e comportamenti antisociali da parte di alcuni leader di setta. Questi risultati nel dettaglio sottolineano esempi di maltrattamento, intimidazione psicologica e abusi fisici e sessuali dei membri del culto da parte dei leader di culto. Questi dati offrono prove per ipotizzare che alcuni leader di culto presentano caratteristiche che possono soddisfare i criteri del DSM-IV per l’ASPD.

 

 

Si ipotizza anche che i leader di culto possano essere meglio classificati con i criteri del disturbo di personalità narcisistico (NPD), piuttosto che dell’ASPD. Questa è un’ipotesi utile, che sarà discussa solo brevemente in questo articolo, ma che è stata ampiamente approfondita da questo autore in un articolo pubblicato nel 2007.

La posizione attuale di molti ricercatori nel campo degli studi della personalità  è che se i criteri del DSM-IV  sono utilizzati per la elaborazione di una potenziale diagnosi di disturbo di personalità, questa diagnosi è corretta a patto che i criteri siano pienamente rispettati per quel dato disturbo di personalità. Pertanto, se un leader di una setta assume un chiaro modello di atti antisociali, come definito dal DSM-IV-TR, il leader può essere opportunamente diagnosticato con criteri previsti per l’ASPD. Se questo modello di comportamento risponde inoltre ai criteri per una diagnosi aggiuntiva di NPD [Disturbo Narcisistico di Personalità], anche tale seconda diagnosi può essere fatta.

Per ulteriori analisi, il lettore interessato può far riferimento a “Il Carisma Profetico, la Psicologia delle personalità religiose rivoluzionarie” di  Lean Oates (1997), per una discussione completa del rapporto tra l’emergenza del narcisismo e lo sviluppo di una organizzazione di personalità narcisistica in un determinato leader di una setta.

 

Anche se l’ipotesi di Oates è interessante e attraente, l’autore, a causa di una lunga esperienza di lavoro con le popolazioni criminali, non limita l’indagine della personalità emergente dei leader di un culto ad una ricerca della comparsa del narcisismo e del NPD. Piuttosto, considera la possibilità che alcuni leader di culto  soddisfino anche  i criteri minimi per la diagnosi del DSM-IV-TR di ASPD.

Molti autori che hanno scritto a proposito dei disturbi di personalità, hanno commentato i problemi diagnostici che insorgono con i criteri quando per esempio vi è la sovrapposizione di ASPD e NPD creando aree di intersezione. Nel campo di studio della personalità, tuttavia, se un dato individuo soddisfa i criteri per i due disturbi della personalità, la diagnosi appropriata è quella che li includa entrambi. A parziale sostegno della posizione dell’autore riguardo l’ipotesi che alcuni leader di culto possano soddisfare i criteri per ASPD, Oates riferisce che 3 su 20 dei capi di culto che aveva studiato erano attualmente in carcere, per una serie di reati gravi (Oakes, 1997, p . 8). Come commento cautelativo, tuttavia, vale la pena notare che possono presentarsi difficoltà nell’identificare  antisocialità più sottili, così come ha riferito Millon nel seguente commento:

“Forse gli antisociali ‘puri’ sono rapidamente individuabili, mentre quelli con gli stili  più complessi o  ‘subdoli’ si manifestano solo dopo ampie valutazioni. Sarebbe quest’ultimo gruppo ad aver  evidenziato un mix di  punteggi alti sulle scale 5 (narcisistiche) e 6A (antisociali), (Millon, T., Davis, R., Millon, C., 1997, pp. 81-82).
Nota: Per questo secondo gruppo di persone con diagnosi di ASPD, la scala Narcistica, la scala Antisociale e la scala di aggressività sono tutti elevate oltre BR = 75 (i punteggio pari o superiore a BR = 75 sono considerati clinicamente significativi quando si utilizza il MCMI-III Personality Inventory). (Si noti inoltre che nell’analisi di una grande campione di popolazione maschile adulta (J. Burke, Inedita Pubblicazione, 2 agosto, 2006), le persone con diagnosi di ASPD e una diagnosi NPD concomitante rappresentano circa il 25% di tutte le diagnosi ASPD)”.
Molte delle idee di Millon sono da prendere in considerazione; in primo luogo, quella secondo cui  gli individui con una diagnosi ASPD teoricamente possono essere suddivisi in due gruppi: un gruppo A, che è un gruppo molto puro i cui membri sono relativamente facili da identificare, e un gruppo B, i cui membri possiedono stili di personalità più complessi o subdoli e quindi richiedono una più ampia valutazione prima di essere definitivamente identificati.
È interessante notare che, nello studio di standardizzazione di Millon, il gruppo B, il gruppo complicato e ambiguo, è  in possesso non solo di scale alte clinicamente dell’antisocialità e dell’aggressività, ma anche di una scala elevata del Narcisismo.
La descrizione di Millon di questo secondo gruppo complicato e ambiguo, che non  è di facile valutazione, può forse spiegare alcuni leader di setta che maltrattano membri del culto, ma che non hanno evidenti storie criminali alle spalle e per questo sono difficili da inquadrare. Presumibilmente, diviene difficile per i membri del culto identificare questi leader di setta antisociali presenti nel gruppo di tipo B.
Il disturbo antisociale di personalità (ASPD)
Il Disturbo di personalità antisociale (ASPD) indica un gruppo correlato di tratti di personalità. Tra questi tratti di personalità, due dei più importanti sono il dominio (esercitare influenza o controllo sugli altri) e aggressività (atti aggressivi verbali e fisici verso gli altri).
Blackburn (1998, p. 53) identifica il tratto di aggressività come co-occorrente all’alta impulsività, e spiega che “ un singolo atto di aggressione non è necessariamente indicativo di una disposizione aggressiva . . . Le disposizioni o le caratteristiche sono, allora, le tendenze probabilistiche che descrivono il comportamento medio nel corso del tempo e la sua organizzazione“. Nel modello di Blackburn, un unico atto isolato di aggressione non definisce la disposizione all’aggressività; piuttosto, una sequenza ripetitiva di atti aggressivi definisce la disposizione all’aggressività. Blackburn aggiunge che l’aggressività si esprime attraverso la violenza verbale o fisica e rappresenta un tentativo di usare “potere coercitivo” per controllare le interazioni sociali (1998, p. 53 ter).
Una parziale spiegazione del motivo per cui personalità antisociali esibiscono comportamenti dominanti e aggressivi può essere acquisita dal Modello Dimensionale dei Disturbi di Personalità di Millon.
Questa teoria include un modello tridimensionale per ciascuno dei disturbi della personalità (Millon, T. & Davis, R., 1996, pag. 444). Nel modello dimensionale dei disturbi di personalità, Millon ipotizza che le persone con ASPD possono essere caratterizzati da una dimensione di “‘Modifica’ piuttosto che di ‘Alloggio’ nel mondo“. Secondo Millon e Davis, (1996, p. 429), queste persone sono “attivo-indipendenti che cercano di plasmare il mondo sociale degli altri“. Ognuno può essere un individuo che “si intromette attivamente e viola i diritti degli altri, trasgredendo codici sociali attraverso comportamenti ingannevoli o  illegali” (Millon. T. & Davis, R., 1996, p. 446).
Inoltre, secondo Millon, la personalità ASPD presenta una dimensione “Self-focalizzata“. Invece di essere “altro-focalizzata“, queste persone tendono a consumare le risorse a loro vantaggio personale, invece di soddisfare le esigenze degli altri. Sfruttano e manipolano gli altri nel perseguimento dei loro desideri e bisogni personali.
Infine, Millon afferma che le persone con ASPD hanno una dimensione “edonistica” che cerca di evitare il dolore. Millon dice che “molti antisociali possiedono una ‘voglia di vivere,’ una passione con le quali sono disposti a perseguire emozioni e piaceri edonistici” (Millon, T. & Davis, R., 1996, p. 448). La presenza di una dimensione edonistica in persone con ASPD potrebbe contribuire a spiegare gli eccessi sessuali di alcuni leader di culto‘. Ad esempio, un leader di culto maschile potrebbe rigorosamente vietare ai propri membri di avere rapporti sessuali, perché gli ideali apparenti del culto incorporano un programma di ascetica; ma il leader stesso può avere rapporti sessuali con membri disponibili di sesso femminile del culto, siano esse sposate o single, bambine o adulte. E quando interrogato in merito a tali pratiche sessuali, il leader in questione potrebbe impegnarsi in una logica elaborata e sofistica per giustificare il suo comportamento.
L’Antisociale nella società
Foto Devid Berg, fondatore de i Bambini di Dio. Egli è un esempio di leader che gestiva completamente l’attività sessuale delle sue adepte
Quando il termine “antisociale” viene applicato al comportamento, esso descrive  comportamenti auto-incentrati e manipolativi in contrasto con i comportamenti “prosociali” e costruttivi per la comunità. I comportamenti antisociali trasgrediscono chiaramente gli standard di moralità, equità e giustizia della società.
Il problema non è che la persona con ASPD evita la gente, ma piuttosto che valuta il mondo degli altri, con all’incirca lo stesso punto di vista del piranha che valuta un fiume pieno di turisti che nuotano. Vale a dire, l’individuo con ASPD e il piranha si offrono alla società per  “prendersi cura dei bisogni“. Così, quando l’osservatore esterno osserva gli atti e i comportamenti di qualcuno con ASPD, le prospettive e le azioni dei singoli sembrano basati su una serie di principi che sono diametralmente opposti agli interessi della società.
Secondo Hare (1993, p.2), uno psicologo forense canadese  che ha ampiamente studiato le personalità antisociali,  la popolazione antisociale del Nord America (Stati Uniti e Canada)  contiene un sottogruppo di circa 3 su 10 persone che hanno tali ampi deficit di personalità e comportamenti estremi che sono più accuratamente classificati come personalità psicopatiche. Secondo Hare, gli psicopatici hanno deficit di personalità gravi e pronunciati. La presenza della psicopatia provoca nell’individuo una riduzione o assenza di identificazione empatica con gli altri, e come risultato, lo psicopatico sembra agire senza la limitazione o vincolo di coscienza (Hare, 1993, pag. 173).
Inoltre, Hare afferma che la psicopatia non è limitata solo alla popolazione criminale, ma può colpire qualsiasi ambito della vita, tanto che anche i professionisti come i medici e gli avvocati, così come “colletti blu”, possono essere afflitti in modo simile. Secondo Hare, molti psicopatici non sono mai chiamati in giudizio e condannati per reati, ma rimangono sotto-soglia nella società, anche se commettono frequenti azioni illegali e immorali. Importante per l’attuale discussione è che Hare elenca i culti insieme a molte altri ambiti come possibili ‘paradisi’ per psicopatici. Nel libro di Hare e Babiak, “Snakes in Suits: When Psychopaths Go to Work” (maggio 2006), spiegano in maniera più specifica  come la personalità psicopatica potrebbe operare nel mondo degli affari.
Utilizzando l’ipotesi di Hare, si è in grado di identificare i  leader delle sette che presentano comportamenti psicopatici. Ad esempio, un recente rapporto del San Francisco Chronicle racconta storie dei superstiti delle quasi 1.000 persone nel culto di Jim Jones che nella Guiana furono costretti dallo stesso Jim Jones a suicidarsi bevendo cianuro. Questi sopravvissuti sono stati così colpiti dalla perdita dei loro cari e anche dopo anni continuano ad incontrarsi e a discutere delle loro perdite di familiari e amici. Recentemente, un gruppo di sopravvissuti si è riunito e ha scritto e prodotto un gioco per commemorare la perdita di questi membri della setta Jonestown (Nakoa, San Francisco Chronicle, sezione E, 14 aprile 2005, pp. 1-2).
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Studi su individui che presentavano tratti psicopatici, come il leader del culto Jim Jones, evidenziano le persone che apparentemente non hanno la possibilità di sperimentare la vera empatia per gli altri. Inoltre, questi individui sembrano non essere in grado di utilizzare il feedback emotivo degli altri per modificare il proprio percorso di vita. Tuttavia, ciò che rende questi psicopatici pericolosi per la società è che anche se essi possiedono apparentemente un empatia difettosa, sono in grado di analizzare intellettualmente la composizione emotiva delle altre persone, e poi trasformarla in  un vantaggio criminale.
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Ad esempio, gli psicopatici possono prendere in prestito e utilizzare le finanze di un’altra persona per i propri desideri e bisogni immediati, senza poi restituire il denaro preso in prestito; o, allo stesso modo, essi possono usare sessualmente gli altri, e dopo aver saziato il proprio istinto animale, troncare il rapporto senza alcuna considerazione dell’altra persona. Si è trovato che nel corso della vita la personalità psicopatica cambia molto poco. Tuttavia, a circa 40 anni, lo psicopatico tende a diventare meno attivo in ​​termini di attività criminali violente, ma continua ad agire in una maniera auto-concentrata e distruttiva anche negli ultimi anni della vita (Hare, 1993, pag. 97 ). Purtroppo, gli psicopatici e gli antisociali cercano prede deboli e fragili  e un posto in cui farle entrare che è rappresentato da una setta, che è costituita da persone vulnerabili.
I comportamenti del Leader all’interno del culto
Quando un antisociale o uno psicopatico entra in un culto, può iniziare una lotta di potere con la leadership esistente. Il leader di culto antisociale può coltivare un “contesto” di compagni di viaggio che prontamente sostengono ogni sua azione. Il leader della setta antisociale si attornia di  persone che riflettono le sue convinzioni di base e i desideri. Tale capo potrebbe mostrare un modo superficiale che si scontra con lo stile più aperto e onesto di personalità della maggior parte dei frequentatori “normali” di un culto. (In contrasto con i leader di culto, i “normali”, sono di solito più caratterizzati da autenticità, comunicazione aperta e un desiderio di coltivare relazioni più profonde con gli altri, non  sulla base di secondi fini). I “normali” che entrano in un culto potrebbero sperimentare una costernazione tanto da  lasciare il culto (e si stima che circa il 10% dei membri della setta abbandoni il gruppo subito dopo la propria adesione) o da accettare lo stile di leadership del leader del culto.
Dopo che il leader del culto consolida la sua autorità per mezzo di tattiche manipolative, tutto può succedere. Un ex membro di un culto racconta che la resa al leader del culto e al’ideologia nonchè alle pratiche del culto sono state accompagnata da richieste di ‘affidarsi’ al leader. La sottomissione in un culto può essere accompagnata da perdita di autonomia in vari settori della propria vita in precedenza sotto il controllo personale, come ad esempio la possibilità di visitare la famiglia e gli amici ‘al di fuori’ del culto, la perdita della libertà personale e di movimento e l’obbligo a seguire certe discipline quotidiane, come cantare incessantemente, il digiuno, o fare ‘esercizi’ religiosi noiosi.
Inoltre, sono ben documentati da membri della setta, anche misure più estreme. Esperienze di intimidazione psicologica, così come casi di abusi sessuali e fisici, sono anche riportati dai membri della setta. Come risultato di maltrattamenti inflitti da leader di setta, gli ex membri possono presentare sintomi psicologici come la dissociazione, la derealizzazione, la depersonalizzazione e la depressione. Il meccanismo di difesa psicologica della dissociazione è messo in atto per esistere, in una forma rudimentale, come un meccanismo di sopravvivenza della personalità innata, in uno stato inattivo nell’individuo inalterato e viene attivato solo da condizioni di estremi traumi e stress. Ad esempio, Lewis e Yeager (1996, p. 704) spiegano che “la dissociazione può essere concettualizzata come, protezione primitiva, di difesa automatica, psicologica contro il dolore straordinario“.
Identificazione con l’aggressore
Una parte delle strategie di sopravvivenza personale in un culto prevede che i nuovi membri possano finire con l’”identificarsi con l’aggressore” (una condizione prima evidenziata dalla psicoterapeuta Anna Freud tra i sopravvissuti ai campi di stermino nella II Guerra Mondiale). Questa identificazione con l’aggressore porta l’individuo interessato a “collaborare” con il leader del culto per sopravvivere, e anche ad assumere alcune delle caratteristiche di personalità aggressive del leader del culto.
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Secondo Dutton (1998, p. 140), una grave esperienza traumatica è sufficiente a causare  l’identificazione con l’aggressore. Se un membro del culto inizia ad identificarsi con l’aggressore, egli, in effetti, diventa psicologicamente condizionato a funzionare come una “estensione della personalità” del leader del culto. Storicamente, è noto che gli antisociali, come il leader nazista Goering, durante la seconda guerra mondiale, hanno influenzato i propri subordinati a impegnarsi in comportamenti antisociali verso deboli e vulnerabili prigionieri di guerra. Quando un membro del culto si identifica con l’aggressività del leader del culto e diventa come una rappresentazione personale del leader, l’influenza del leader è notevolmente estesa. I nuovi adepti possono così essere sottoposti ad una influenza sociale maligna concentrata e derivata anche dei seguaci antisociali oltre che dal leader del culto. La conseguente influenza sociale di gruppo aiuta il leader del culto nel controllo e ad indurre rapidamente acquiescenza sociale, abbattendo le difese dei nuovi membri del culto in acquiescenza sociale e creando infine dipendenza  comportamentale.
Perché i leader di culto agiscono in questo modo
Quando si osservava l’ASPD, si è riscontrata un’organizzazione di personalità stabile che è ego-sintonica, cioè non provoca conflitto all’interno dell’Io. Ciò significa che i leader di culto che sono antisociali non si sentono a disagio o non sentono il bisogno di cambiare il loro modo di essere nè di aver necessità di una cura. In realtà, i leader di culto antisociali hanno un’opinione di se stessi del tipo: “Non c’è niente di sbagliato nel mio mondo; Io  ho il controllo del mio ambiente, e mi piace il modo in cui stanno le cose“. Samenow (Seminario pubblico, Colorado Springs, 2002), dopo aver trascorso migliaia di ore ad intervistare personalità antisociali in carcere, ha evidenziato come la personalità antisociale eviti costantemente lo “stato zero”, ovvero quello in cui ci si impotenti e giù di morale. Secondo Samenow, le persone con ASPD tendono ad evitare attivamente questa emozione “stato zero” , manipolando e controllando gli altri al fine di ottenere ciò che vogliono, e quindi mantenendo il proprio stato d’animo in alto, anche se le azioni conseguenti comportano gravi violazioni dei diritti degli altri.
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Visto da questa prospettiva, è ragionevole supporre che i leader di setta siano consapevoli di cosa stanno facendo quando incoraggiano i membri del gruppo ad utilizzare tecniche come il “love bombing”, o gli esercizi di concentrazione, o focalizzazione dell’”attenzione” quando è il momento di reclutare nuovi membri. Appena il nuovo membro entra nel gruppo, altre tattiche emotive e psicologiche possono essere utilizzate per completare l’abbattimento di eventuali residui di resistenza alla volontà del leader. (Nota: Quando questo processo di scomposizione della volontà dei membri nel culto è in corso, può essere spiegato ad essi come esso sia necessario, per eliminare qualsiasi influenza mondana rimanente o compromesso con non il mondo che è ancora rimasto attraverso contatti con esso. Il nuovo membro viene convinto a non avere qualsiasi ulteriore contatto con la famiglia, gli amici, o professionisti della salute mentale o leader religiosi).
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Il potere e il controllo del leader del culto all’interno del gruppo e sulla vita personale del nuovo membro è ulteriormente caratterizzato da “prosciugamento” emozionale di “zone franche” all’interno del culto per il nuovo membro. Tutto ciò può essere ottenuto mediante verifiche di  fedeltà. Il nuovo membro scopre così il tono del gruppo quando milita con forze resistenti alle esigenze del culto, sia ragionevolmente o no. Per far rispettare i desideri del leader di culto, il nuovo membro impara a mantenere un atteggiamento costante di disciplina interna.
Storicamente, racconti di manipolazione emotiva e psicologica da parte di individui di culto, sono stati segnalati già nel primo secolo dC;  ad esempio, l’evangelista Paolo scrive una lettera pubblica alla chiesa di Corinto per metterli in guardia dai cosiddetti leader religiosi che “impressionano”, “opprimono e sfruttano” e che “coinvolgono la gente” (Delling, 1965, p. 5). In contrasto con questo tipo di trattamento, l’apostolo Paolo  dice ai membri della chiesa di Corinto, “Noi non abbiamo usato questo potere” (I Cor. 9: 12b, 1975 The Greek New Testament).
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Il controllo della persona può anche essere acquisito mediante la forzata confessione pubblica di “irregolarità” o riguardo al “pensiero sbagliato”, che rappresenta anche una eclatante violazione della privacy. Affermazioni, inoltre, richieste di lealtà verso il leader del culto e verso la “dottrina” professata dal culto, così come “disciplina” verbale e/o fisica  (che in realtà consiste in abusi verbali e fisici), possono essere praticate. Tuttavia, molti membri lasciano il culto quando si verificano esperienze di abuso fisico o sessuale. Inoltre, Martin et al. (1992) hanno riscontrato la presenza di  ex membri che avevano sviluppato livelli clinici di disturbo post-traumatico da stress (PTSD) sintomi e disturbo di personalità dipendente, depressione, e livelli clinici di ansia,  misurati dal test della personalità MCMI-I.
Ideologie e leader di culto
Le ideologie religiose e filosofiche contemporanee non dovrebbero essere considerate in qualche modo come un  supporto per legittimare comportamenti illegali o antisociali di leader di sette. Piuttosto è la personalità antisociale attiva di questi leader di culto che rappresenta la cultura del culto. Per contro, le tante chiese cristiane indipendenti negli Stati Uniti di solito non portano alla formazione di culti. Piuttosto, i culti più probabilmente traggono il loro particolare carattere individualistico sotto la guida attiva di un religioso antisociale come David “Mosè” Berg dei Bambini di Dio (osservati dall’autore alla fine del 1970 in Huntington Beach, California).
L’autore del seguente articolo ha potuto studiare l’aggressività del leader del culto David Berg  durante le sue riunioni pubbliche e questo serve come un caso di studio osservato personalmente. Questi incontri erano occasioni in cui Berg pubblicamente si lanciava in condanne ingiustificate ed aggressive. Dopo aver sentito la voce forte e stridente di Berg proveniente dall’interno di un negozio di Huntington Beach, i passanti curiosi che vi entravano, percepivano Berg come un Dio irato e terribile nei confronti dell’uomo peccatore, il quale presentava con fervore isterico la disciplina. La natura zelante della presentazione comportava una forte esperienza emotiva per il pubblico.
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Le risposte individuali che hanno reso accondiscendenti questi bambini e adolescenti sulla scia del  messaggio “hanno fatto la loro pace con Dio“, dopo aver ascoltato la rappresentazione del Dio arrabbiato dell’iroso Berg, forse possono essere meglio spiegate come reazioni di coloro  che ricevono la comunione da un sacerdote diabolico ed abusante: il sacramento non è contaminato dalla venalità del sacerdote. Purtroppo, alcuni di quei giovani fiduciosi che in seguito hanno aderito ai Bambini di Dio di Berg per essere salvati dal profeta finirono per essere sessualmente molestati dallo stesso, come si evince dai racconti che sono stati ampiamente pubblicati sui media nazionali.
Così, a differenza dei leader religiosi etici non settari, i leader di setta antisociali si distinguono per il loro maltrattamento e l’abuso ai loro seguaci. Invece di agire con responsabilità verso le persone che realmente cercano di impegnarsi personalmente in una causa, i leader di setta antisociali di adoperano nella manipolazione, dominio e sfruttamento per i propri fini. Questi leader antisociali sembrano avere un flusso apparentemente inesauribile di un impulso al male e al controllo per il proprio uso e consumo, all’abuso, a dominare e sfruttare seguaci membri ignari.
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Analisi dei comportamenti dei Leader di sette comparati con il DSM-IV-TR per i criteri di ASPD
I criteri del Disturbo di personalità antisociale del DSM-IV  sono elencati di seguito in corsivo, con commenti aggiunti a carattere standard (DSM-IV, pp 650-651.):
A: C’è un disprezzo pervasivo e una violazione dei diritti degli altri emersi dopo i 15 anni di età, come indicato da tre (o più) dei seguenti fattori:
Dati relativi a storie d’infanzia dei leader di culto ‘non sono al momento disponibile.
(1) mancata conformità alle norme sociali in relazione a comportamenti leciti come indicato dal ripetersi di condotte, che sono motivi che hanno portato all’arresto.
Fatta eccezione per i leader di culto estremamente violenti come Charles Manson, Jim Jones, o, per esempio, i tre leader di setta incarcerati riportati da Oakes in Prophetic Charisma, la maggior parte dei leader delle sette non vengono segnalati per attività “che sono motivo di arresto”, nè sono  formalmente accusati o condannati per reati gravi. Pertanto, senza prove specifiche del contrario, la maggior parte dei leader di setta non soddisfano questo criterio.
(2) inganno, come indicato da ripetute menzogne, uso di pseudonimi, o truffa per profitto personale o per piacere
Tale criterio è stato segnalato applicabile da ex membri ad alcuni leader di setta. Questo criterio appare quindi una caratteristica di alcuni leader di setta.
(3) impulsività o incapacità di pianificare in anticipo.
Sono disponibili dati insufficienti in questo momento per determinare se questo criterio è soddisfatto.
(4) irritabilità e aggressività, come indicato da scontri o assalti fisici ripetuti.
Come riportato da alcuni ex membri, essi hanno sperimentato aggressioni fisiche da parte dei leader di culto, come l’aggressività o irritabilità o entrambi.
(5) totale indifferenza per la sicurezza propria o altrui.
I dati disponibili sono insufficienti per quanto riguarda questo criterio.
(6) irresponsabilità coerente, come indicato dalla ripetuta incapacità di sostenere comportamenti, lavoro o onorare gli obblighi finanziari.
I Leader di culto presentano mancanza di integrità finanziaria, che viene evidenziata tramite inadempimenti agli obblighi finanziari, tra cui frode e uso improprio di denaro apparentemente raccolti per esigenze di ministero.
(7) la mancanza di rimorso, caratterizzato dall’indifferenza per aver ferito, maltrattato o derubato un altro.
E’ stata segnalata da ex membri di un culto la mancanza di rimorso del leader, caratterizzata dalla sua indifferenza per aver ferito, maltrattato, o derubato un altro.

 

B. L’individuo ha almeno 18 anni di età.

Rispondono a questo criterio i Leader di culto adulti.

 

C. Ci sono prove di Disturbo della Condotta (vedi pag. 90), con esordio prima dei 15 anni.

I dati non sono attualmente disponibile per quanto riguarda la storia dell’infanzia per la maggior parte dei leader di setta.

 

D. L’insorgenza di comportamento antisociale non si verifica esclusivamente durante il decorso della schizofrenia o un episodio maniacale.

La maggior parte dei leader di setta non sono descritti in resoconti retrospettivi come affetti da schizofrenia o da episodi maniacali. (Nota: alcuni studi hanno rilevato che Joseph Smith forse fu affetto da disturbo bipolare negli anni successivi).

Racconti di testimoni oculari di ex membri sembrano suggerire che alcuni leader di culto soddisfano il criteri di ASPD del DSM-IV (2), “inganno …”, il criterio (6), “… il mancato … onorare gli obblighi finanziari. .. “, e il criterio (7),” la mancanza di rimorso … “, che fornisce la prova per una diagnosi di ASPD. Un minimo di tre criteri di ASPD deve essere presente prima di una poter considerare una diagnosi completa di ASPD. L’unico criterio non presente (a causa della mancanza di prove pro o contro) è “… la prova di Disturbo della Condotta con esordio prima dei 15 anni.”

Una ulteriore successiva affermazione tratta dal DSM-IV (1994, pag 649) è: “Gli individui con Disturbo di Personalità Antisociale e (sottolinea l’autore) il Disturbo Narcisistico di Personalità mostrano una tendenza ad essere tenaci, volubili, superficiali, manipolatori e non empatici“. Questo commento molto interessante mette in evidenza la mia precedente dichiarazione che, in alcuni casi, una prima diagnosi di ASPD dovrebbe anche avere una diagnosi di NPD per descrivere appieno la struttura della personalità del leader del culto.
Tuttavia, una nota di cautela deve essere aggiunta: “Solo quando i tratti di personalità antisociali sono inflessibili, disadattivi, e persistenti e causano significativa compromissione funzionale o disagio soggettivo costituiscono il Disturbo Antisociale di Personalità” (DSM-IV, p 649).
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La maggior parte dei leader di setta non sembra essere particolarmente turbata dai risultati dei propri stili di vita e delle azioni riguardanti la vita degli altri. Tuttavia, anche se i leader di culto conferiscono un aspetto di poca o nessuna preoccupazione per i risultati delle loro azioni, alcuni, come Charles Manson, ancora finiscono per essere incarcerati o sono pubblicamente denunciati dalla stampa, come nel caso del signor Berg de I Bambini di Dio.
L’autore ha partecipato alla diagnosi di ASPD in ambienti forensi, dove veniva revisionata la diagnosi su un individuo colpevole di atti criminali e antisociali. L’attività diagnostica dell’autore in un impostazioni forense ha portato alla considerazione di prove che conducono a una diagnosi di ASPD per alcuni leader di culto, soprattutto quando la storia del leader del culto si basa sui fatti verificati di comportamenti antisociali e criminali, segnalati e confermati da ex membri del culto. In sintesi, si sostiene che i comportamenti eclatanti, immorali e talvolta illegali e criminali dei leader di setta sono meglio classificati tra i comportamenti criminali comuni, normalmente osservati nei delinquenti che portano anche una diagnosi DSM-IV di ASPD. E, inoltre, che i privilegi e gli onori normalmente estesi alle persone che ricoprono posizioni di autorità all’interno dei gruppi religiosi non dovrebbe essere estesi a quei leader di setta che sfruttano, dominano, o abusano dei loro seguaci.
Una seconda questione da considerare è l’effetto del leader del culto antisociale sulla fiducia del membro del culto.
L’emergere del disturbo di personalità dipendente (DPD) nel Membro del Culto
I Membri dei Culti
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Come introduzione, l’effetto di esperienze traumatiche all’interno culti sul successivo sviluppo di sintomi del disturbo di personalità dipendente (DPD) tra i membri del culto potrebbero eventualmente essere paragonato ad una simile elevata insorgenza di DPD, osservata tra pazienti psichiatrici (diagnosticati con DPD cinque volte in più della frequenza di pazienti esterni psichiatrici). L’apatia, l’impotenza, il ritiro e il disorientamento che la ricerca ha dimostrato  essere così diffusi tra i residenti [in ospedale] è stato collegato alla natura dei regimi istituzionali … infatti i  residenti vengono portati ad essere più assuefatti alla vita residenziale, in modo che diventino più dipendenti alla routine imposta alla loro vita individuale. (Booth, 1986, pag. 418,  citato da Bornstein, 1993, pag. 129). Allo stesso modo può essere possibile che gli effetti ambientali sociali tendano a contribuire alla nascita di DPD nei soggetti sensibili.
Sono stati osservati ex membri che sono appena usciti da un ambiente cultista ed è stata evidenziata in loro una incidenza superiore al normale di comportamenti dipendenti, di ansia e di depressione.
Diversi sono i possibili fattori che contribuiscono allo sviluppo della dipendenza, dell’ansia, e della depressione nei membri di culto e che possono essere identificati. Ma prima, come premessa, è bene descrivere i vari percorsi possibili per lo sviluppo della dipendenza che riporto di seguito.
La Dipendenza è spiegata dai teorici cognitivisti come stile cognitivo “… in cui un individuo percepisce se stesso come impotente e incapace di influenzare l’esito degli eventi” (Bornstein, 1993, pag. 8). L’inizio di dipendenza secondo Bornstein avviene durante la prima infanzia. Possibili influenze per lo sviluppo di dipendenza sono determinate da (1) genitori eccessivamente autoritari che bloccano lo sviluppo di autonomia fino a togliere il potere decisionale del bambino, e quindi impedendogli di sviluppare comportamenti autonomi indipendenti (Bornstein, 1993, pag. 41) ; o (2) troppo permissivi e gratificanti, che incoraggiano la dipendenza da eccessi di ogni capriccio e desiderio.
Se la dipendenza dell’infanzia continua in adolescenza e nell’età adulta, i “[D] comportamenti dipendenti possono essere diretti verso qualsiasi persona che rappresenti, agli occhi del dipendente, potenziali nutrici, protettori, o custodi” (Bornstein 1993, p.13).
Da adulti, le persone non autosufficienti tendono ad essere più fortemente influenzate da figure autoritarie, rispetto ai loro coetanei (Bornstein, 1993, pag. 59), e tendono anche ad aderire al parere del gruppo più facilmente rispetto ai non dipendenti (Bornstein, 1993, pag. 58).
In un esperimento molto interessante che misura “… se gli individui dipendenti siano o meno più sensibili rispetto agli individui non-dipendenti, dinnanzi ad un trattamento distaccato da parte di un complice” (Masling et al., 1982, citato da Bornstein, 1993, pag. 66 ),  si sono ottenute risposte mediante elettrodi posti sulla loro pelle, che hanno evidenziato che i primi rispondevano più positivamente all’atteggiamento “freddo” rispetto al trattamento “caloroso” del complice. E, per estensione, ci si può aspettare che il trattamento “a freddo” dei membri della setta da parte di un leader di culto venga tollerato con poca resistenza da un membro del culto dipendente.
Simpson e Gangestad (1991, come citato da Bornstein, p. 69) hanno trovato che gli individui dipendenti percepiscono i loro partner relazionali come “. . . fortemente impegnati nella relazione e anche tendono ad avere un bias self-serving (distorsione) . . . che percepisce un maggiore impegno nel partner di quello che esiste realmente“. Estendendo questo risultato ai membri di culto potrebbe significare che i membri del culto dipendenti tendono a percepire il leader del culto come più impegnato nei loro confronti rispetto a quanto questo accada nella realtà. E così forse quando il nuovo membro entra nel culto, egli è circondato da una artificiale  “nuvola rosa” creata dal leader del culto attraverso le tecniche di “love bombing” e di “attenzione focalizzata”.
Inoltre, all’interno delle impostazioni di gruppo, Yalom afferma che i gruppi mostrano un desiderio quasi irrazionale di trovare una figura di autorità, un genitore, un sorta di soccorritore di cui parlava Freud nel 1955 (come citato da Yalom, 1995, p. 296), di cui il gruppo “. ..ha bisogno perchè con la sua forza illimitata egli governi … la sua passione per l’autorità … la sua sete di obbedienza“. Molto probabilmente, dentro il culto, il leader del culto, quando osserva il comportamento dei membri neofiti, intuitivamente comprende che il gruppo ha bisogno di un leader forte, quindi sfrutta questa necessità per i propri scopi illeciti.
Un’altra possibile influenza sulla comparsa di DPD viene da un contributo genetico; questa prova viene da studi di gemelli identici che hanno risposto in modo simile sulle scale di sottomissione e dominio rispetto a gemelli eterozigoti (Gunderson & Philipps, 1995, pag. 1451). Tuttavia, anche se vi è una certa influenza determinata da fonti genetiche, la maggior parte dei ricercatori crede ancora che solitamente, l’influenza più forte per lo sviluppo della dipendenza derivi dall’ambiente familiare, da altri fattori ambientali (come l’influenza sociale del culto stesso), o da entrambi.
A questo punto, una domanda importante sorge spontanea: le persone entrano in un culto con una organizzazione preesistente di personalità dipendente?
In un campione di una comunità di individui (Gunderson & Philipps 1995, p.1450), il 15% erano caratterizzati da una personalità dipendente, con un rapporto stimato di tre femmine ogni maschio. Quindi è statisticamente possibile che alcuni dei nuovi membri che entrano in una  setta potrebbe avere un’organizzazione dipendente di personalità preesistente o una sorta di suscettibilità alla nascita di una personalità dipendente. Tuttavia, questo risultato non spiega pienamente l’esistenza della triade clinica di dipendenza, ansia, e depressione osservata negli ex membri.
Una domanda aggiuntiva è questa: Che effetto potrebbero avere i bisogni di dipendenza esistenti sulla successiva acquisizione di DPD dei membri del culto?
Una possibile risposta richiede una comprensione dei bisogni di dipendenza di membri che entrano nel culto.
Ipoteticamente, le persone che sono psicologicamente vulnerabili e hanno stati d’animo fluttuanti, secondo Dolan-Sewell, Krueger, e Shea (2001, p. 88), [Possono avere] … una sensibilità per eventi ambientali (ad esempio una separazione e una delusione) … Le persone con livelli patologici di ansia/inibizione sono pronti a interpretare gli eventi ambientali, così come i propri comportamenti e pensieri, come potenzialmente dannosi per se stessi o per gli altri.
A quanto pare, alcuni individui potrebbero essere facilmente influenzati dall’esposizione al contesto sociale di manipolazione di un culto, e quindi possono perdere parte della loro capacità di prendere decisioni autonome. Essi possono diventare troppo ansiosi e dipendenti, sotto l’influenza di un gruppo che li porta ad adottare uno stile di personalità basato sulla sopravvivenza e che impedisce loro di uscire dall’ambiente abusante o di resistere agli illeciti mentre sono all’interno del culto.
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In parziale spiegazione del motivo per cui sono stati trovati a sviluppare un cluster di DPD, ansia e depressione alcuni ex membri, si è scoperto che in pazienti con personalità ansiosa e timorosa (pazienti gruppo C), che includono i pazienti DPD, potrebbe anche concorrere depressione e ansia su una base molto più frequenti di quanto accade al gruppo A o gruppo B di pazienti con disordine di personalità (Dolan-Sewell, Krueger, e Shea, p. 97, 2001).
Questi autori sostengono che quando si sviluppa il DPD, l’ansia e la depressione sono spesso associate.
È interessante notare che il già citato studio di Martin et al. ha riportato che “… la maggioranza [di ex membri di sette] sembra essere stato all’interno di un range psicologicamente normale prima di entrare nel gruppo” (1992, p. 3).
Se questo è vero, perché molti ex membri presenterebbero la triade di dipendenza, ansia, e depressione?
Si ipotizza che lo stress traumatico vissuto all’interno di un culto contribuisca direttamente alla nascita di dipendenze, ansia e depressione.
Secondo Dolan-Sewell et al,. (2001, come citato da Millon e Davis, 1996; e Gunderson & Philipps, 1995), l’ansia e la distimia sono spesso in comorbidità con il DPD.
Lo studio di Donald-Sewell et al. spiega che questa comorbidità si presenta perché tutte e tre le condizioni sono legate alla disregolazione affettiva. Tuttavia, se il trattamento psicologico offerto dopo la fuoruscita dall’esperienza del culto può migliorare rapidamente l’ansia e la distimia esibita da questi membri, questo risultato è una prova parziale a favore della posizione che i fattori ambientali sono importanti influenze nello sviluppo di queste condizioni psicologiche. Pertanto, Martin, Langone, Dole e Wiltrout di (1992) evidenziano il declino rapido e simultaneo dei punteggi  MCMI-I di base per la DPD, ansia e distimia in ex membri dopo un relativamente breve trattamento psicoterapeutico, che rappresenta un dato significativo.
Questa scoperta del declino dei punteggi base in MCMI-I di DPD dopo il trattamento breve (di due settimane o meno) fornisce una base per porre una domanda circa la possibilità di un comportamentale condizionato, piuttosto che una caratteristica permanente di DPD, emergente dopo la propria esposizione a eventi traumatici nel culto.
L’induzione di uno “stato” temporaneo di DPD dall’esposizione ad eventi traumatici all’interno dell’ambiente culto è supportata dai risultati riportati da Martin et al. (1992).
Se a) i tratti  non sono stati elevati nella maggior parte dei partecipanti prima della loro entrata nel culto, b) sono apparsi più tardi quando i membri sono testati dopo la fuoruscita dal culto, e quindi se c) i tratti diminuiscono quando si segue anche un relativamente breve percorso psicoterapeutico, questa sequenza di eventi fa propendere per l’ipotesi che l’esistenza di livelli clinici di DPD, ansia e distimia in ex membri rappresenta un stato indotto temporaneo di personalità piuttosto che tratti di personalità duraturi in questi individui.
Alcuni studiosi suggeriscono che gli individui che hanno già uno stile di personalità dipendente sono più vulnerabili alla esperienza di episodi di stress traumatico, che poi portano allo sviluppo di disturbo acuto da stress e, in seguito, PTSD. E’ stato riportato che alcuni membri della setta sperimentano livelli traumatici di stress durante l’appartenenza attiva al culto; tale esposizione allo stress avrebbe provocato la tendenza ad esacerbare eventuali vulnerabilità a stress latenti.
E così si può ipotizzare che l’immersione nella cultura disfunzionale e manipolativa del culto può portare allo sviluppo di tratti di un disturbo di personalità dipendente temporaneo nonché all’insorgenza di disturbo acuto da stress con dissociazione concomitante, depersonalizzazione, derealizzazione e depressione.
Apparentemente, le persone che si uniscono ai culti stanno cercando di trovare nutrimento e cura. Tuttavia, il membro del culto novizio che cerca assistenza e sostegno nel contesto della ricerca della crescita spirituale, non dovrebbero sperimentare manipolazione, condizionamento sociale e comportamentale, e abusi fisici e sessuali da parte di un leader di culto antisociale. Molti leader rafforzano il loro status mediante strutture militari o politiche e si servono di allenatori, insegnanti, o anche personal trainer, per mantenere alti livelli di responsabilità per proteggere, incoraggiare, rafforzare e costruire il gruppo dei propri seguaci. In contrasto con questi comportamenti prosociali e responsabili, i leader di culto centrati su se stessi e con comportamenti altamente antisociali e manipolativi, inducono una varietà di stati psicologici nocivi e disordini nei loro seguaci,  dando credito alle parole pronunciate da Gesù quasi due millenni fa, “Li riconoscerete dai loro frutti“.
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About the Author

John Burke, Ph.D., is a licensed psychologist who completed a post-doctoral residency at the Autism Spectrum Disorders Clinic, Kaiser Permanente, Health Management Organization of San Jose, California. He works as a psychologist at The New Life Treatment Center, a Christian-based licensed treatment facility in San Jose, California. He also serves as the United Presbyterian Pastor of the Bonny Doon Presbyterian Church of Santa Cruz, CA. He recently received his doctorate in clinical psychology with a dissertation entitled “Borderline Personality Disorder in Adult Males in Correctional Settings.” His clinical psychology Internship was in the Colorado Department of Corrections from 2002-2003. Previously, he has worked for the County of Santa Cruz Juvenile Probation Department as a Substance Abuse Counselor; he also served as a Board Member and Board Chair for many years on behalf of the New Life Community Services, Inc., a 33-bed, not-for-profit, social model, inpatient alcohol and chemical dependency treatment facility in Santa Cruz, CA. Dr. Burke previously taught at Bethany University in Scotts Valley, California as an Assistant Professor of Addiction Studies from 1993-2002. He is also the published author of Internet Databases with Cold Fusion 3, a book describing use of personal databases on the Internet published by McGraw-Hill and is a contributing author to Running the Perfect Web Server, 2nd. Ed., (MacMillan Publishing). He presently lives with his wife Barbara, and their three children, Peter, Sean, and Michella in Santa Cruz, California.

Cultic Studies Review, Vol. 5, No. 3, 2006, Pages 390-410

Articolo originario http://www.icsahome.com/articles/antisocial-personality-disorder-in-cult-burke-5-3

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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by Lee Marsh

 

Ricordo che qualche anno fa la gente ha iniziato a utilizzare l’American Sign Language per indicare il  “Ti amo”. Sembrava che ovunque guardassi, la gente univa le mani comuncando il “ti amo” alla gente. Da interessata al linguaggio dei segni, ho subito seguito l’esempio.

Ultimamente, le persone usano entrambe le mani per formare un cuore, presumibilmente per dire “Ti amo.” In poco tempo abbiamo visto ovunque questo gesto, e le persone che in realtà dicevano: “I heart you”. Mi sono interessata anche a questo gesto. Forse sto solo diventando troppo vecchia per conformarsi a una moda che molto probabilmente sarà rapidamente dimenticata e sostituita da altro.

Ma perché iniziamo così facilmente a fare qualcosa semplicemente perché gli altri lo stanno facendo, e perché appena vediamo gli altri fare qualcosa, ci sentiamo in dovere di imitarli?

La conformità al gruppo è molto più potente di quanto ci rendiamo conto: siamo esseri sociali. Ci piace sentirci appartenenti a qualcosa; noi siamo parte di una comunità più grande. Ci dà un senso di comfort e sicurezza l’appartenere a un gruppo.

Secondo il dizionario Merriam-Webster, conformità significa:

- adottare un comportamento identico alla maggior parte delle altre persone in una società, gruppo, etc.
- obbedire a qualcosa

Secondo Saul McLeod, la conformità è un “tipo di influenza sociale che implica un cambiamento nelle credenze o nel comportamento, al fine di adattarsi al gruppo“. Egli continua dicendo che il cambiamento è una risposta alla pressione del gruppo reale o immaginaria. La pressione del gruppo reale richiede la presenza di altre persone del gruppo, mentre la pressione del gruppo immaginaria coinvolge le aspettative delle norme sociali del gruppo – ciò che una persona pensa di cui hanno bisogno per poter appartenere al gruppo.
In questo video, una ragazza entra in una sala d’attesa affollata, dove degli attori, senza alcuna ragione apparente, si alzano appena ricevono un segnale acustico. Alla fine, la ragazza si adegua ai suoi compagni, dopo solo un paio di ripetizioni del comportamento. Ancora più affascinante è che, anche se nessuno le ha spiegato il perché lei dovrebbe stare in piedi, e quindi non poteva aver capito o anche accettato il ragionamento, ella continuava ad alzarsi anche dopo che tutti gli altri avevano lasciato la stanza. Anche altre persone entrate successivamente  hanno imitato il comportamento fino a quando finalmente una persona ha rifiutato di conformarsi.

Che cosa succede quando un potenziale convertito partecipa a una riunione di culto dove un sacco di persone sono conformi a determinate regole? Osservate qualsiasi potenziale neofita ignaro in alcuni incontri di culto e noterete che in poco tempo il suo modo di vestire cambierà. Il suo modo di parlare cambierà. Il suo comportamento cambierà. Anche le sue risposte emotive e gli atteggiamenti per le cose cambieranno. Egli seguirà il gruppo guidato da una sola persona.

Ho notato che questo cambiamento avviene in un paio di settimane. Quanto più il neofita vuole diventare parte del gruppo, tanto più egli emulerà tutti i comportamenti degli adepti – da come si vestono a come parlano. A questo si aggiunge che molti convertiti potenziali sono istruiti alla mentalità del gruppo in modo che siano sensibilizzati ad accettare queste modifiche.

Sam McLeod ci dice: “il termine conformità è spesso usato per indicare un accordo con la posizione di maggioranza, derivata sia dal desiderio di ‘adattarsi’ o essere amato (normativo) o a causa di un desiderio di essere corretto (informativo), o semplicemente per conformarsi a un ruolo sociale (identificazione)”. Quindi, se si inizia a comportarsi come i membri del gruppo, parlare come loro e guardare come loro, allora questi cambiamenti saranno visibilimente in accordo con le credenze del gruppo.

Il cambiamento è sottile. E’ sotterraneo. E’ difficile da vedere, a meno che non lo si conosca e non si comprenda cosa sia per essere in grado di prendere decisioni basate su scelte ragionate, invece di conformarsi ad alcune norme del gruppo.

Dopo che una persona è nel gruppo, ci vuole grande coraggio e sacrificio per fermare la conformità al gruppo, anche quando le regole del gruppo non hanno senso, o quando si ha idea del perché esistono delle regole. È possibile interrompere solo quando ci si libera e si ha modo di riflettere sul significato delle credenze e dei comportamenti del gruppo. Questa semplice realtà ha bisogno di essere molto più ampiamente conosciuta.

Fonte: http://openmindsfoundation.org/undue-influence-explanation/conformity-and-group-dynamics-the-impact-of-undue-influence-on-new-group-members

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Traduzione di Lorita Tinelli

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Grazie all’avvento di Internet e delle reti social sono cambiate le strategie di reclutamento delle sette, noti anche come gruppi carattere vincolante ora hanno nuovi strumenti per attrarre potenziali sostenitori. Dai volantini e le pubblicità su riviste e giornali, queste organizzazioni sono saltate sulla rete, ottenendo una portata più immediata e globale. Ce lo spiega Marta Sofía Ruiz su El Confidencial.

“Prima si reclutavano persone raccattate per le strade, offrendo loro corsi o conferenze, o ci si fermava ad offrire alla gente una delle attività del gruppo. In questo modo si attiravano solo persone della zona, ora il settore che si può raggiungere è molto più ampio”, ha riferito a Teknautas Margarita Barranco, psicologa ed esperta di settarismo e dinamiche abusive della Redune, una ONG che lavora nella prevenzione settaria.

Secondo questa esperta, praticamente tutti questi gruppi, si basano su una serie di procedure volte a favorire la devozione dei propri membri ad una specifica ideologia o al leader stesso e sono caratterizzati da impiego di tecniche di manipolazione psicologica tra cui  l’avere una presenza sul web. E non prevarrà qualsiasi profilo particolare. “Non importa se sono più politici o  psicoterapeuti o religiosi, culturali, o ufologici … Tutti hanno un posto”, spiega l’esperta.

Un campione: l’ascesa di Bioneuroemoción

Redune segnala come esempio un gruppo pseudoscientifico a lungo denuncito: il movimento Bioneuroemoción, guidato da Enric Corbera. Rivestito da una parvenza di pseudoscienza, con video su Youtube esso ha grande popolarità e raggiunge 134.000 iscritti. “Sono i membri stessi che hanno lanciato un gruppo di Facebook, con più di 100.000 fan, che diffondono i postulati di questa teoria” spiega.

La Psicologa della  spiega che le sue idee su come curare le malattie si basano sulla soluzione del presupposto che provoca il conflitto emotivo in quanto, secondo il suo discorso, risolto quello sarà posto rimedio al problema fisico. Enric Corbera, in uno dei suoi video che parlano della Bioneuroemoción in uno spazio della televisione pubblica, fa l’esempio di qualcuno che è con la sua ragazza e che mangia frutti di mare quando la ragazza lo lascia. Dopo di allora egli sviluppaa un’allergia al pesce che scompare quando si rimuove il trauma della rottura.

Il Bioneuromoción Network nella forma ideale per la trasmissione, raggiunge migliaia di persone vulnerabili. Essi lavorano su un concetto che è molto di moda, ma che non ha alcuna base scientifica: il nostro stato emotivo è la causa di diverse malattie e, quindi, abbiamo il potere dentro di noi per guarire, risolvere lo stato negativo” spiegano da Redune.

Inoltre, hanno mescolato tutte le loro teorie avvolgendole in una patina scientifica nel tentativo di dare loro rigore, e la verità è che per molte persone diventano credibili“, spiegano dalla ONLUS. In realtà, uno sguardo al commenti canale di Youtube di Corbera serve per vedere la forte convinzione che molti fan dimostrano per i suoi postulati e lodano il presunto esperto considerandolo un Salvatore.

 

L’utenza della rete

Con un buon posizionamento SEO (la tecnica utilizzate per apparire nei motori di ricerca di Google), queste organizzazioni scegliere di aprire diversi siti web dove parlano positivamente di loro e dove si  presentano come gruppi interessanti e solidi. “Praticamente tutti i gruppi hanno siti web. E non uno ma molti. Infatti, solo con l’apertura di uno per ogni paese e ogni zona del paese, lodano le cose che offre il gruppo. Così sono più accessibili e, quindi, raggiungono più persone“, dice la psicologa.

Barranco sostiene che cercare  pagine con opinioni negative su tali gruppi è quasi impossibile. “Trovare pagine critiche diventa difficile e complicato. La gente di solito guarda i primi tre siti di qualsiasi motore di ricerca, e poi smettere di guardare, per cui è difficile scoprire gli aspetti critici“, si lamenta.

Le strategie di reclutamento che impiegano sono molteplici. Talvolta ci chiedono che i visitatori lasciano i propri dati nella pagina per inviare informazioni sulle attività; in altri casi, attraverso video, incoraggiano le persone affinchè si iscrivono  a corsi di formazione, in alcuni casi, anche gratuitamente.

Pubblicità difficile da sradicare

La pubblicità ‘on-line’ è un’altra chiave del programma. Anche se le aziende come Google o Facebook danno regole limitanti al tipo di annunci che accettano, le loro regole sono un firewall molto debole per questi gruppi. Secondo quanto riportato da Google, nel 2015 il gigante di Internet ha ritirato più di 780 milioni di annunci per violazione delle loro politiche. Alcuni di loro corrispondeva alla contraffazione, farmaci non approvati o che offriva effetti inesistenti o truffe sulla perdita di peso.

Su YouTube, la piattaforma che molti usano come una vetrina, come nel caso di Bioneuroemoción-, vi sono video di nudità o a contenuti sessuali, violenti o a contenuto grafico, pezzi di discorsi di odio, minacce, spam, violazioni che vietano copyright o contenuti dannosi e pericolosi. Questo ultimo punto è dove potevano nascondersi  coloro che vogliono denunciare i video di questi gruppi, perché le loro teorie potrebbero, nel caso di gruppi pseudoscientifici, portare qualcuno a credere che una malattia può essere curata con un “metodo” e portare a rinunciare a trattamenti medici ortodossi.

Facebook ha una società simile alla politica di Larry Page e di Sergey Brin. In particolare, i punti che potrebbero essere utilizzati per contrastare gli annunci di questi gruppi sarebbero quelli che dicono che “annunci gli pubblicitari non devono costituire, facilitare o promuovere prodotti, servizi o attività illegali” e che “gli annunci non devono includere contenuti falsi, fraudolenti o fuorvianti, come le dichiarazioni, offerte o le pratiche commerciali che possono indurre in errore“. Tuttavia, dimostrare che questi gruppi svolgono attività illegali non è facile.

La questione della legalità

Barranco ha spiegato che a volte, la chiusura di alcune pagine e il ritiro della pubblicità su internet non funziona visto l’alto numero di siti web insieme ai gruppi che cambiano il loro volto. “Dimostrare che stiano commettendo un reato punibile è molto difficile“, spiega la psicologa.

In Spagna, la legislazione in materia di questi gruppi è complicata. Il codice penale considera che i gruppi che, pur avendo come oggetto uno scopo legittimo, e che impiegano violenza o  disordine o utilizzano mezzi di controllo della personalità commettono un crimine. Nonostante questo, definire quando si sta controllando una personalità o quando essi danneggiano le vittime è una sfida da anni nei tribunali, che in molti casi finiscono per respingere le cause.

Purtroppo per le vittime, la famiglia e la società stessa, Internet è stato un trampolino di lancio per i gruppi coercitivi che lavorano sul loro posizionamento e sulla loro presenza nel web, al fine di reclutare nuovi membri per seguire i loro approcci e sostenere le loro teorie. Almeno per il momento, le politiche aziendali e la magistratura non sono abbastanza preparati per fermarli, e ogni giorno cresce il loro numero di utenti e di visitatori.

Fonte: http://infocatolica.com/blog/infories.php/1607311134-las-sectas-usan-internet-y-la

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Una scientologist in Irlanda è stata condannata a pagare i danni a un ex membro della chiesa, per l’invio di e-mail che lo accusavano di istigazione all’odio e  per aver condiviso una foto in cui quest’ultimo copriva i suoi genitali con una maschera di Guy Fawkes.


LONDRA – In Irlanda una scientologist è stata condannata a pagare i danni per il suo attacco “al vetriolo e personalizzato” alla reputazione di un uomo [ex scientologist ndt], che aveva osato parlare contro la sua religione.
Quando l’ex scientologist ha tenuto un discorso ai ragazzi in una scuola di Dublino circa i pericoli di unirsi alla chiesa, mai avrebbe potuto immaginare che ci sarebbero state delle conseguenze.
Quello che Peter Griffiths non si aspettava era una serie di messaggi di posta elettronica, altamente personali, inviati al preside della scuola, in cui egli veniva accusato di attività criminali, di istigazione all’odio e di avere interessi per film porno tra adolescenti. In uno dei messaggi di posta elettronica era allegata una foto di Griffiths completamente nudo a parte una maschera  tenuta sui suoi genitali.

Le e-mail sono state inviate da Zabrina Collins, sentita dalla corte, che è un Ethics Officer (Ufficiale di Etica) e la direttrice dell’Ufficio degli Affari Speciali (OSA) della Chiesa di Scientology. Ella ha dichiarato di aver preso di mira Griffiths perché era “un sostenitore appassionato di odio”.

Secondo l’Irish Independent lunedì il giudice civile ha stabilito che i messaggi di posta elettronica “erano in gran parte falsi e gravemente diffamatori”.  Egli ha ordinato di pagare $5600 di danni per l’ “attacco vile”.

Il giudice O’Donohoe si è pronunciato contro una ulteriore denuncia di Griffiths, che sostiene che per il fatto di essere gay questi sia stato tacciato da Collins di essere un pedofilo, che avrebbe potuto mettere in pericolo gli studenti se gli fosse stato permesso di parlare con i ragazzi della scuola cattolica di St. David in futuro.

L’Irish Times ha riferito che il giudice ha sostenuto che c’era una e-mail di “particolare cattivo gusto” che descriveva Griffiths come una persona poco adatta ad interloquire con gli studenti, ma essa non ha travalicato i limiti dell’ordinario definendolo o insuandolo come pedofilo.

Griffiths ha riferito che non c’era “alcun granello di verità” in una qualsiasi delle affermazioni contenute nelle e-mail contro di lui.

Egli, tuttavia, ha ammesso che la foto nuda era reale. Ha spiegato che il suo fidanzato l’aveva scattata mentre lui posava per solidarietà al principe Harry, la cui immagine senza veli era stata rubata quando quest’ultimo era in vacanza a Las Vegas nel 2012.

Nelle settimane dopo che TMZ aveva pubblicato le immagini del reale, decine di migliaia di mezzi di comunicazione sociale esibivano foto, molte delle quali erano anche foto di militari “con un saluto nudo”, a  supporto di Harry.

Griffiths ha raccontato al Circuit Court Civile di Dublino che Collins si era procurata quella sua foto. Il suo braccio destro è sollevato in segno di saluto, mentre la sinistra tiene una maschera di Guy Fawkes, la classica usata dai manifestanti di strada e dal gruppo di hacker Anonymous.

Collins, una chiropratica, ha raccontato alla scuola anche che Griffiths era un membro del ramo d’Irlanda e del collettivo hacking.

Griffith ha riferito che tutte queste accuse avevano “danneggiato agli occhi della  gente comune la sua reputazione e avevano lo scopo di mantenere alto il livello di odio, scherno e disprezzo”.

Lunedi il giudice ha convenuto che le frasi scritte erano state “eccessivamente dannose”.

La rabbia di Collins derivava dalla lezione fatta a scuola, che Griffiths aveva poi pubblicato on-line. Durante la causa in tribunale, ha ammesso di aver utilizzato un tupiloquo – tra cui le parole stronzate e merda – nel descrivere Scientology.

Ha detto ai ragazzi che quella non era una vera e propria religione; che essi [gli scientologist ndt] non dovrebbero essere paragonati a nessun tipo di culto; e ha avvertito che ci sono stati “pericoli là fuori” reali che avrebbero potuto distruggere le loro vite.
Collins ha inviato le e-mail dopo aver ascoltato la registrazione, che è stata pubblicata su YouTube.

Ha ammesso in tribunale di aver reagito in modo esagerato.
Avrei potuto affrontare la quesione  in modo più moderato” ha riferito.

Fonte: http://www.thedailybeast.com/articles/2016/04/26/judge-scientologist-to-pay-for-nude-pic-attack-on-critic.html

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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di BEVAN HURLEY

Quattro su dieci ex membri dei “Fratelli Esclusivi”, che hanno partecipato ad uno studio sulle esperienze traumatiche vissute all’interno del culto, sostengono di essere stati vittime di abusi sessuali da bambini in Nuova Zelanda.

Dallo studio, condotto da una ex affiliata, è emerso che 18 dei 44 partecipanti hanno sostenuto di essere stati vittime di abusi sessuali da bambini.

Il dato è risultato significativamente maggiore della media mondiale, evidenziando che il 27 per cento ha affermato di aver subito abuso sessuale infantile.

 

Si tratta della prima parte di una ricerca accademica sulle accuse di abusi subiti dai membri della chiesa.

La ricercatrice Jill Mytton, dal Regno Unito, ritiene che il livello di abusi sessuali su minori del campione degli ex membri sia molto più elevato rispetto alla popolazione generale.

“Il dato appare particolarmente elevato in Nuova Zelanda, e merita ulteriori approfondimenti”.

La Mytton ha riferito di non poter essere certa di chi fossero gli abusanti di ogni singolo caso, ma coloro che avevano parlato con lei avevano dichiarato che i loro violentatori erano membri dei Fratelli Esclusivi.
La Mytton ha raccontato di essere stata attaccata dai Fratelli e che il suo studio è stato improvvisamente bloccato dalla sua università che ha sede nel Regno Unito, dopo che i Fratelli hanno minacciato azioni legali.

“Ero in procinto di ulteriori approfondimenti quando un’azione legale dei Fratelli Esclusivi ha fermato le ricerca. L’università che ospitava la ricerca ha tagliato i fondi, presumo per timore di una causa”

Former Exclusive Brethren turned academic Jill Mytton.

I Fratelli Esclusivi hanno dato incarico a tre docenti universitari, professori della University College di Londra e dell’Università di Warwick, che hanno duramente criticato la ricerca della Mytton.

In una dichiarazione, il portavoce della chiesa, Doug Watt, ha affermato: “La ricerca di Jill Mytton è stata ampiamente screditata e rappresenta una vendetta personale contro la Chiesa cristiana dei Fratelli di  Plymouth.

“La chiesa, come tutte le altre persone e organizzazioni oneste, è contraria a qualsiasi tipo di violenza. Ove scoprissimo tali avvenimenti prenderemo i provvedimenti più opportuni.”

Fairfax ha parlato con tre ex membri dei Fratelli Esclusivi che lamentano di essere stati vittime di pedofilia. Nessuno ha denunciato i fatti alla polizia, e ognuno di loro ha riferito di essersi sentito impotente nel confrontarsi con i propri aguzzini, che erano membri della famiglia o anziani all’interno della chiesa.

Una donna, che ora aiuta gli altri fratelli che stanno cercando di lasciare la chiesa, si è definita “terribilmente abusata” da bambina.

“Sono fuggita da casa e ho tentato di suicidarmi e ora continuo a vedere gente che esce dopo aver subito anni e anni di abusi. Ogni altra chiesa ha misure di protezione. Ho ospitato in casa mia ragazze  che sono state orrendamente abusate e sono diventate alcoliste ad appena vent’anni”

Dopo i casi di abusi sessuali nel 2009 tra i membri anziani di alto profilo dei Fratelli Esclusivi, la chiesa ha promesso di introdurre un nuovo codice di tutela dei denuncianti.

Le richieste di questo mese per ricevere copia del codice di tutela o di qualsiasi altra informazione su come i Fratelli Esclusivi trattano le presunte vittime di abusi sessuali, sono rimaste senza risposta.

Jill Mytton ha detto che durante la sua ricerca ha  incontrato fratelli che hanno lasciato la setta che mostravano livelli di stress psicologico più elevati rispetto alla popolazione generale, tra cui depressione, ansia, sintomi da stress post-traumatico e problemi interpersonali.

 

ABUSO SPIRITUALE

 
Una ex affiliata dei Fratelli Esclusivi ha descritto la sensazione di ‘abuso’ da parte di due leader del culto, che stavano indagando sulle accuse di molestie da parte di un vecchio membro dei Fratelli.

La donna ha raccontato di come una ragazzina di 16 anni fu portata in una stanza e interrogata da due leader della setta, o ‘priestlies’ come erano conosciuti.

Ha narrato che il trattamento ricevuto dagli anziani della chiesa era peggio della stessa esperienza dell’abuso.

“Mi guardo indietro e vado che fu una violazione incredibile. Se si è vulnerabili, si è in una posizione di incredibile sottomissione”.

La donna ha raccontato che aveva già iniziato a mettere in discussione gli insegnamenti dei Fratelli, per i quali era stata sottoposta ad abusi psicologici estremi dagli anziani della chiesa stessa.

Riferisce che le venne detto: “sei pazza, ammalata, sei posseduta”.

“Si tratta di abuso spirituale. Fa appello al massimo potere a cui la gente possa credere. Le Sacre Scritture vengono distorte per forzare la sottomissione delle donne.”

La donna ha narrato di aver incontrato il leader mondiale dei Fratelli Esclusivi, Bruce Hales, da adolescente, in un momento in cui lei aveva già iniziato dubitare dei loro insegnamenti.

Si sentiva particolarmente nervosa, perché le era stato insegnato dai Fratelli che Hales potesse leggere le menti.

“Lo stavo guardando, pensando fosse un bugiardo, un imperatore nudo. Lui mi guardò con lo stesso sorriso viscido con cui guardava tutti. Chiaramente che non aveva la minima idea di cosa stessi pensando “.

La donna è stata scomunicata a 21 anni.

“E’ stato un po’ come saltare da un aereo in un grande buco nero”

Dopo vent’anni è ora riuscita a costruirsi una carriera e ha trovato un partner, e dice di essere riuscita a realizzarsi da quando ha lasciato la setta.

“E’ meraviglioso essere liberi da quel controllo ed essere in grado di crescere come persona, nel modo in cui credo ciascuno è stato destinata ad essere”

Tuttavia è lacerata per non essere mai più stata in grado di vedere nuovamente la sua famiglia.

“Mi piacerebbe vederli liberi, ci sono uomini e donne straordinari lì dentro. Pieni di talento e di potenzialità. Una delle cose più orribili che stanno facendo è quello di limitare alle persone dall’essere tutto ciò che possono essere. In tutta serietà ci sono tanti uomini e donne straordinari.

«Non stanno provando piacere e tuttavia non riescono a concepire altro modo di vivere. Non sanno come spezzare la paura.”

 

CASI DI ABUSI SESSUALI

* Clive Allen Petrie, 74 anni, di Nelson, è stato riconosciuto colpevole nel 2009 di nove accuse di offesa al pudore, così come di aver indotto una ragazza sotto i 12 anni a compiere un atto osceno.

* William David McLean, 44 anni, di Levin, è stato imprigionato per tre anni nel 2012 per lo stupro di una donna lungo un periodo di 11 anni.

Fairfax è a conoscenza di altri tre casi recenti o in corso di abuso sessuale criminale contro membri o ex fratelli.

 

FONTE: Stuff

http://www.stuff.co.nz/national/78883222/child-sex-abuse-widespread-in-exclusive-brethren-research-claims.html

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Danielle Fortin of Ottawa spent nearly two decades as a member of the Children of God. Simon Gardner/CBC

Se sei passato per l’Ottawa ed hai incontrato Danielle Fortin o Jerry Golland sulla tua strada non avrai mai potuto pensare che ci fosse qualcosa di strano su di loro.

Jerry Golland joined the Children of God in 1971, and left the cult in 1991. Simon Gardner/CBC

Fortin, 63 anni, è cresciuta a Montreal. Lei ha un modo particolare di parlare, intervallato da una risata autoironica. Lei si descrive come “selvaggia” in gioventù, e racconta di aver assunto farmaci allucinogeni.

Attualmente vive tranquillamente a Ottawa con un figlio leggermente disabile.

Golland, 69 anni, cresciuto a Montreal,  in una famiglia ebrea laica. Poco più di un anno fa si è ritirato come insegnante presso la scuola cattolica di Ottawa.

E’ stato a lungo un volto familiare nelle discoteche e nei locali di Ottawa, dove si è specializzato nella divulgazioni delle canzoni del suo eroe, Leonard Cohen. Il suo modo di parlare può sembrare confuso, ma egli lotta con un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Ciò che unisce Danielle Fortin e Jerry Golland è un capitolo bizzarro nella loro vita: sono stati entrambi membri dei Bambini di Dio, uno dei culti religiosi più noti nel mondo.

La storia inquietante dei Bambini di Dio è ben documentata in diversi studi, libri e documentari. Al suo apice, il movimento ha avuto decine di migliaia di membri, tra cui nomi come River e Joaquin Phoenix, Rose McGowan e Jeremy Spencer.

Children of God in Europe

Il gruppo è stato fondato nel 1968 in California, in un periodo di hippies e di liberazione sessuale.

Ci si aspettava che membri femminili della COG attirassero gli uomini per fare sesso con loro. I bambini erano sessualizzati e talvolta abusati sessualmente in età precoce. Migliaia di membri lavoravano come schiavi raccogliendo fondi per sostenere lo stile di vita sotterraneo fondato sulle idee sessuali del leader del gruppo, David Berg.

Dopo più di 25 anni di elaborazione, Golland e Fortin hanno deciso di raccontare le loro esperienze.

Attirati nel culto.

La prima ribellione di Fortin da Bambini di Dio è avvenuta a metà degli anni ’70. Lei usava eroina, infelice per la sua vita e alla ricerca di significato. Racconta di esser andata in Spagna d’impulso per riforrnirsi di droga.

E c’erano alcune persone che cantano in strada, tre o quattro ragazzi che cantavano, ‘Devi essere un bambino per andare in paradiso’. E in quel momento il mio stato d’animo era, ‘Wow! Posso essere una bambina e ottenere il cielo?’ E mi rispondevano di sì – se ricevevo Gesù nel mio cuore“.

Il contatto di Golland con il culto è venuto nel 1971 a Londra, Inghilterra.

Un amico fortemente disturbato psicologicamente gli aveva rubato  tutti i suoi soldi e la maggior parte dei suoi beni, tra cui il suo passaporto. Egli era seduto da solo in un parco, quando udì la musica e vide un  autobus giallo a due piani con  “Bambini di Dio”, scritto in lettere psichedeliche sul lato.

 

 

‘Mi hanno messo ai limiti della strada’
Ero così radicato da non essere religioso, ho sempre ingannato tutta la mia vita. E poi ho sentito canticchiare in un parco 40 o 50 persone che dicevano ‘Hey, vieni con noi, venite sul nostro autobus, si può tornare a casa con noi‘”.

Dice che in tempi diversi li avrebbe mandati all’inferno, ma era in uno stato di prostrazione.

Niente mi ha attratto a loro“, racconta Golland. “Mi hanno deviato il percorso di vita“.

Egli avrebbe trascorso i prossimi 20 anni come membro del culto, sempre alla ricerca di persone vulnerabili – persone come lui – da reclutare.

Ci piaceva imparare a individuare, sai … quegli occhi, quella persona, vi è una persona vulnerabile. Li chiamavamo pecore.  La  pecora reale è il contrario di qualcuno che era più antagonista …  un lupo

‘La Pesca d’amore’

L’impressione iniziale di Danielle Fortin del gruppo è stato positiva. Sentiva che per il suo  cambiamento stava “facendo qualcosa di giusto“.

Come Fortin avrebbe presto scoperto, i Bambini di Dio, erano anche un una rigida organizzazione che sfruttava i membri, in particolare donne e bambini.

A quasi tutte le giovani donne del culto veniva ordinata la “pesca d’amore“. Ciò significava fare sesso ogni giorno, spesso con nuovi e diversi uomini.

Bisogna affidarsi totalmente al vostro capo. Non importa quello che egli ti chiede, devi obbedire … e l’unica cosa che ti viene chiesta è di uscire per la pesca d’amore. Ciò significa entrare in un bar o un ristorante o un hotel e incontrare alcune persone per chiedere la misericordia di Gesù nel loro cuore in cambio di una donazione“.

Fortin è spesso entrata in conflitto con i leader del gruppo ritenendoli esigenti. Lei non voleva avere rapporti sessuali con ogni ragazzo che la desiderava.

David Berg, il leader del culto, anche promosso concetti come “una moglie” e “condivisione”. Anche dai membri di sesso femminile sposati ci si aspettava che andassero a letto con altri uomini nel gruppo.

A causa delle basi fondamentaliste cristiane del culto, ai membri era vietato l’utilizzo di qualsiasi forma di contraccezione. Non sorprendentemente, c’erano un sacco di bambini nati al di fuori dei Bambini di Dio.

Abusi sui minori”

Entrambi gli ex membri dicono di essere stati in grado di proteggere i propri figli dagli abusi sessuali, ma di non riuscire a tenerli sempre al sicuro da abusi fisici.

Fortin ricorda che uno dei suoi ragazzi, a soli 11 anni, era stato punito perchè considerato ribelle. Per tre mesi fu confinato in una casa piena di adulti, fu costretto a mangiare da solo e gli fu proibito di parlare.

E’ stato difficile per me, perché ero seduta al tavolo e lui era vicino ad un altro tavolo e stava piangendo, ‘Mamma, mamma’. Ed io non ho potuto fare nulla perché avevo troppa paura di essere cacciata“.

Si ricorda anche lo stesso figlio, da bambino, non le veniva consegnato sino a che non era “tutto livido e nero“.

Golland, che ha cinque figli, racconta che punizione fisica dei bambini era fin troppo comune.

Stiamo parlando di quattro, cinque, sei, sette anni, i bambini erano neri e blu, battuti, non con la verga che li rovinava. Berg ha sempre suggerito di usare una gruccia [utile per battere i bambini] … Criminale!“.

“Opuscoli utilizzati per sollecitare donazioni”

Il compito principale dei membri della setta era quello di sollecitare le donazioni attraverso la distribuzione di volantini che divulgavano il vangelo di Berg, conosciuto anche come Mosè David.

Berg scriveva anche le “Mo Letters”, opuscoli didattici espliciti per i membri. I titoli includevano “Le avventure di un Pesce Innamorato” e “Esche d’amore”.

 

Golland racconta che i membri che erano bravi a raccogliere fondi e distribuire gli opuscoli venivano chiamati Shiners. Quelli con scarse vendite venivano chiamati Shamers. Se si perdeva la quota non si poteva tornare a casa per la cena.
L’andamento delle vendite di Golland era tanto brutto che gli fu anche impedito di assistere alla propria cerimonia di nozze.

“Lasciare il culto”

Fortin ha viaggiato il mondo con i Bambini di Dio e con alcuni dei suoi gruppi affiliati, ed è stato arresta in India, nelle isole Fiji e nelle Filippine.Nel 1992 ella doveva distribuire una grande quantità di video e cassette audio dei Bambini di Dio a proprietari di negozi in Porto Rico. Uno dei suoi figli ebbe necessità di un intervento chirurgico al cuore, un’operazione che richiedeva un viaggio a casa, in Canada.

Rimase con i Bambini di Dio a Montreal, e alla fine si trasferì a Aylmer, Que, e poi Ottawa, dove continuò a contribuire con una decima del 10 per cento del suo reddito per il gruppo, prima di staccarsi gradualmente.

Ricorda che ricevette una visita nella sua casa di Ottawa da un membro dei Bambini di Dio, un “fratello” che la rimproverava per aver così tanto cibo nel suo armadio.Ha risposto che ne aveva bisogno per nutrire i suoi figli e non poteva risparmiare nulla per il gruppo.

Mi ci è voluto un bel po’ a capire che ero sotto l’effetto del lavaggio del cervello e che non stavo facendo la cosa giusta. Mi ci sono voluti alcuni anni per leggere storie di persone nei culti e di persone che subiscono abusi“.

Fortin è rimasta in contatto con altri tre ex membri dei Bambini di Dio, uno di Montreal e due della zona di Ottawa. Lei chiama il gruppo la sua “rete”, e considera i loro incontri e le conversazioni una forma di terapia.

L’ultima goccia per l’allontanamento di Golland dal gruppo è avvenuto quando uno dei suoi figli, a soli 12, è stato costretto a cantare sotto la pioggia fino a mezzanotte, al fine di raccogliere fondi. Il membro adulto che supervisionava il ragazzo era al caldo e all’asciutto in un auto nelle vicinanze.

“La vita dopo i Bambini di Dio”
Golland è tornato a Ottawa nei primi anni ’90 ed è riuscito a ottenere un lavoro, prima nell’Algonquin College e poi nella scuola cattolica di Ottawa come insegnante di lingua inglese.Si sente fortunato per essere stato in grado di sopravvivere non solo ai Bambini di Dio, ma anche di essere andato in pensione con una pensione modesta. Altri membri, dice, non sono stati così fortunati.

[C'erano] un sacco di suicidi di ex membri, adulti e adolescenti. Tossicodipendenza. Prigione. Un sacco di gente non trovava equilibrio“.

I Bambini di Dio esistono ancora oggi sotto un nome diverso, ma non hanno la stessa portata, influenza o notorietà. La tecnica della pesca d’amore di Berg ha avuto una battuta d’arresto a causa della comparsa dell’epidemia dell’AIDS.

Golland è in procinto di scrivere un e-book sulla sua esperienza con i Bambini di Dio, chiamato Solo un uomo.

Egli avverte che quello che è successo a lui e a Fortin potrebbe facilmente accadere ad altri.

Ci sono ancora  le persone sole, alienate … le pecore, i bambini. Ci sono ancora un sacco di loro là fuori“.

Fonte: http://www.cbc.ca/news/canada/ottawa/children-of-god-survivors-1.3481788
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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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The Journey Out: Women Who Escaped a Polygamist Mormon Cult Share Their Story

 

Anche se il suo leader Warren Jeffs è chiuso in carcere per aver violentato le sue spose bambine, la Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (FLDS) permane nella sua dura linea di controllo. Coloro che si sottraggono ad essa vengono ostracizzati dai loro familiari e amici, ma quest’anno, degli ex membri della Chiesa hanno festeggiato il primo Natale della comunità.

Le città gemelle Colorado City, Arizona, e Hildale e una comunità di confine precedentemente nota come Shirt Creek, nello Utah, che ospitano la Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (FLDS), sono un luogo di immensa bellezza e di  indicibile dolore.

Fondata nel 1913 da mormoni fondamentalisti che si staccarono dalla tradizionale Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni per poter praticare il principio del matrimonio plurimo, questa comunità, geograficamente isolate dalle scogliere del Vermillion del Colorado Plateau, è un passo indietro nel tempo per tutti coloro che ci vivono. Qui le donne si vestono con lunghe vesti fino alle caviglie, le braccia coperte e non usano trucco. Poiché si ritiene che in cielo dovranno lavare i piedi dei loro mariti con i loro capelli, esse li hanno lunghi sino alla schiena e intrecciati. Gli uomini aumentano la loro possibilità di andare in paradiso se sposano diverse mogli; più donne sposano, meglio è. In questa comunità, oggi la poligamia è viva, ma le cose non vanno bene.

Anche se la chiesa mormone ha ufficialmente rinnegato i fondamentalisti, il FLDS fa risalire il proprio lignaggio al profeta Joseph Smith. John Y. Barlow (il cui cognome è rivendicato ancora oggi da molti dei suoi discendenti) è stato il primo leader del FLDS, fino alla sua morte nel 1949. Gli sono successi una serie di uomini; il più recente è stato “Zio Rulon” Jeffs, che morì nel 2002 e al quale succedette come profeta il figlio Warren.

Dopo aver lasciato il paese per sfuggire alla polizia, Warren Jeffs, uno dei 10 personaggi più ricercati dall’FBI, è stato catturato a Las Vegas nel 2006. Aveva 78 mogli, al momento del suo arresto, un terzo delle quali di età inferiore ai 17 anni. Nel 2011 Jeffs è stato condannato per due casi di violenza sessuale su un bambino e per gli stupri di solo due delle sue spose bambine di età di 12 e di 15 anni. Eppure, nonostante il fatto che egli stia attualmente scontando una condanna per più di 20 anni nella prigione di stato in Palestina, Texas, Jeffs continua a controllare il culto da dietro le sbarre, attraverso il fratello fedele Lyle Jeffs.
Negli anni dal suo arresto “Zio Warren” ha emanato nuove regole dal carcere. La più inquietante è che il contatto fisico tra un uomo e le sue mogli è assolutamente vietato, anche l’intimità fisica – il sesso  – è espressamente vietato. In questo periodo tra i  FLDS una donna può rimanere incinta solo per mezzo di uno dei 15 “portatori di seme” nominati da Warren per tramandare il dna più degno. Secondo i documenti del tribunale presentati dalla ex moglie di Jeffs,  Lyle, per dibattere il caso di divorzio, “è responsabilità del marito tenere le mani delle loro mogli, mentre il portatore di seme sparge il proprio seme. In parole povere, il marito è tenuto a sedersi nella stanza mentre il portatore di seme prescelto, o un paio di loro, violenta la moglie o le mogli“.

Si tratta di una comunità in cui la maggior parte dei bambini non hanno mai nemmeno sentito parlare di Natale o di Babbo Natale, e neppure hanno mai celebrato la festa (questi fondamentalisti non celebrano nessuna festività “mondana”). Inoltre Jeffs ha imposto un divieto totale per il possesso di giocattoli nel 2011 da parte dei membri della setta. “Ho avuto un vicino che abitava proprio di fronte al mio giardino. Ho visto che l’uomo era al fianco del suo bidone della spazzatura e aveva fatto portare fuori dai suoi figli piccoli i loro giocattoli, che man mano distruggeva e gettava violentemente nella cassonetto“, ha scritto l’ex membro FLDS Brenda Nicholson a Voci per la Dignità, un’organizzazione fondata da una sopravvissuta al traffico di esseri umani, Christine Marie Kata, per parlare contro l’abuso e lo sfruttamento, l’oppressione e l’umiliazione degli esseri umani nelle sette poligame patriarcali e di altre istanze correlate all’abuso ecclesiastico. Questo divieto, in parte, è ciò che ha ispirato Christine Marie a pianificare una festa di Natale, soprannominata il “Primo Natale”, a Short Creek. “La gente che dice c’è una nuvola sopra la città” mi racconta “ho programmato il primo Natale per portare felicità e contribuire alla dispersione di quella nube grigia con l’amore“.

Voci per la Dignità, l’organizzazione di Christine Marie, è stato raggiunta da altre associazioni quali:  Sound Choices Coalition, Church for the Nations in Phoenix, Movies Making Difference, Safety Net, e Shield and Refuge, così il 16 dicembre è stato celebrato un  Natale diverso da qualsiasi altra cosa la gente di Short Creek avesse mai visto prima. L’evento è stato aperto a tutti gli ex-FLDS (così come a tutti i membri attuali FLDS curiosi della vita al di fuori), ed è inoltre è stato accolto con favore dalle donne  da poco sfuggite dal clan di Kingston, una setta poligama a Salt Lake City.

” La gente dice che c’è una nuvola sopra la città. Ho programmato il primo Natale per portare felicità e contribuire alla dispersione di quella nube grigia con l’amore.”

 

All’interno della Holm Sunday School Building in Hildale, nello Utah, vi sono file di tavoli pieghevoli  carichi di biscotti galssati di ogni colore e forma. Su altri tavoli vi è una serie di oggetti offerti: carta e colla, glitter, scovolini, e ogni sorta di materiali artistici dedicati ai bambini per la costruzione di ornamenti. C’è anche uno stand istituito e gestito da volontari del Premier Pediatrics, un operatore sanitario con sede nello Utah meridionale per mamme e bambini. Anche se non così eccitante come una densa nuvola di cannella, la loro presenza è stata una benedizione per queste giovani famiglie, la cui sanità e bisogni medici sono palesemente ignorati all’interno del FLDS, come riferito da Carolyn Jessop nel suo libro di memorie “Fuga”.
Sul palco, vestito da Babbo Natale, un ex FLDS volontario, Clinton Holm (la cui famiglia possiede l’edificio) in posa per le foto e che ha poi distribuito calze piene di giocattoli fatti a mano e piccole caramelle alle centinaia di bambini che erano stati portati dalle loro madri per la prima volta alla celebrazione del Natale. Per i bambini tutta quella incantevole gentilezza era letteralmente incredibile. “Questa è la mia prima bambola!” ha detto una bambina, scioccata dalla gratuità del giocattolo. Tutte queste donne e bambini avevano lasciato il FLDS negli ultimi quattro o cinque anni, alcuni non più tardi di pochi mesi fa. Per molti, è stato il primo grande raduno, puramente sociale cui avessero mai partecipato.

Lasciare il FLDS non è un processo semplice. La maggior parte delle donne fugge senza molto più dei vestiti che hanno indosso e con qualunque effetto personale che sono in grado di lanciare rapidamente in un sacchetto di immondizia di plastica. Una volta che sei fuori, sei considerato un apostata. Lo stesso vale per tutti i bambini che vengono portati via. Coloro che lasciano il culto vengono evitati da tutti i parenti e dagli amici che rimangono nel FLDS.

Dopo il giorno della festa di Natale, una cinquantina di donne ex FLDS  sono state invitate a pranzo al 240 Est Utah Avenue. Originariamente commissionato da Warren Jeffs da dietro le sbarre, questo moderno palazzo è stato destinato a servire come una casa per lui e le sue molte mogli. (Sebbene Jeff non uscirà presto dalla prigione, dice ai suoi seguaci che le sbarre della sua cella si scioglieranno e che tornerà da loro, e tutti coloro che rimangono fedeli credono che questo sia vero). Le pareti della multi-costruzione di bilocali sono rivestiti con la stessa brutta ma costosa  moquette blu che copre i pavimenti, e le porte sono spesse ben 12 pollici; queste camere sono state progettate per silenziare l’acustica.

Ora conosciuto come il B & B più ricercato d’America, l’edificio è di proprietà di una ex guardia del corpo di Jeffs, Willie Jessop, che ha acquistato l’intero complesso ad un’asta. Egli ha espresso la speranza che, nelle sue mani, la struttura aiuterà a riunire le famiglie che sono fuggite dal controllo di Jeff. Willie è irrintracciabile, però, e per molte delle donne con cui ho parlato qui, la sua assenza è stata un sollievo. Willie è “una pessima persona che finge di essere buona“. Mi era stato detto da un produttore cinematografico di Los Angeles che ha lavorato nella comunità.
Qui le donne hanno condiviso un pasto a base di tacchino, purè di patate, ripieno, mais e vino rosso per chi lo beve. Dopo cena sono state invitate al piano di sopra in una serie di camere, che sono state allestite con i regali per i bambini e i ragazzi. C’erano animali di peluche, biciclette, camion giocattolo, cofanetti di Play-Doh, giochi da tavolo, libri, bambole, vestiti, set di trucco, e altri oggetti. Ad ogni donna è stato permesso di scegliere un regalo per ciascuno dei suoi figli, e alcune ne hanno presi ben quindici.

 

 

Adiacente alle camere dei regali c’era una stanza piena di carta da imballaggio, sacchetti regalo, nastro, forbici e fiocchi. Qui, nella sala “Grazie”, come Christine Marie l’ha soprannominata, le donne sedevano e chiacchieravano tra di loro, impacchettando i  regali per il primo Natale dei loro figli. “Questa è la prima volta che incarto un regalo di Natale, e io ho 37 anni!” ha urlato di gioia una donna al gruppo.

E’ stata una giornata di travolgente emozione per tutti. Abbastanza rapidamente, una vivace conversazione si è sviluppata tra le diverse signore presenti circa le circostanze in cui hanno fatto la scelta di lasciare la chiesa. Per molte la sentenza è stata l’ultima goccia: nel tentativo di stringere le redini sui fedeli e di cacciare chiunque potesse rappresentare una minaccia per il suo potere assoluto, Lyle Jeffs, in qualità di leader al posto di Warren, ha sottoposto nel 2011 ad un  un interrogatorio tutta la comunità, che tutti hanno vissuto come “il Giudizio”. Ciò ha richiesto che ogni singolo membro del FLDS rispondesse a una serie di domande invadenti.

A seconda delle loro risposte, gli individui avrebbero dovuto  essere introdotti all’Ordine Unito (UO), il gruppo di élite FLDS, oppure ritenuti al di fuori e messi in libertà vigilata. Molte famiglie sono state divise dopo il Giudizio, con i bambini separati dai genitori in quasi ogni casa. Per alcuni, però, esso ha offerto alle donne e ai bambini l’uscita perfetta da una situazione di vita terribile. Una donna ha ricordato che le è stato chiesto se si fosse mai toccata sessualmente. Ad altre è stato chiesto che tipo di intimità avessero con il marito. Molte ricordano che le è stato chiesto se provassero rabbia; una donna ha raccontato: “E hanno chiesto anche ” Hai mai avuto anche un pensiero cattivo  nella tua mente?’‘.”

Entrando, “il mio cuore non batteva forte. Ero tranquilla, per quanto ne sapevo di pace in quel momento” ha raccontato la quarantenne Misty Taylor*, che ha gli occhi marroni caldi, un rapido sorriso e una personalità insolitamente frizzante, visti gli ultimi avvenimenti della sua vita. Misty finalmente ha lasciato il FLDS nel maggio 2015. Ha equiparato la sua scelta al salto da un dirupo: “Si arriva a un certo punto della vita in cui si è pronti a saltare da una scogliera o andare avanti, e basta andare avanti fino a quando non si è pronti a saltare“. Ma, ha sottolineato che si deve essere pronti, anche se il fondo può essere difficile da identificare quando la propria vita è sempre stata infelice. “Ecco perché un sacco di mie sorelle sono ancora lì. Si sentono come se fossero quasi arrivate ​​- perché questo è quello che è stato detto e che l’elevazione è prossima;. Il profeta è quasi uscito di prigione“. Pazze, sono tutte ormai d’accordo. Naturalmente Jeffs non sta uscendo. Ma, una donna ha detto, “la mia mamma è uscita dalla religione da febbraio e lei crede ancora che [Jeff] sta per uscire [dalla prigione], lei non vuole ascoltare“.

“Si arriva a un certo punto della vita in cui si è pronti a uno saltare da una scogliera o andare avanti.”

 

Quando hai pensato tutta la tua vita che è Lui, – il Profeta – e che egli è l’Unico“, ha spiegato Misty, “e se ti è stato detto che è puro e pulito … Questo è esattamente quello che pensiamo: è puro e pulito, ed Egli parla con Dio, e sta con Dio, così eccoci qua,  pensando che chi rimane saldo nella fede sarà innalzato al cielo alla fine del mondo,  anche quando il padre è andato via e tua madre non c’è più“.

Nel corso di un anno e mezzo, Misty, la moglie sorella  e tutti i loro bambini erano stati espulsi. Essere considerato un non più membro non equivale ad essere cacciato dal FLDS, significa semplicemente che non sei sufficientemente “buono”  a far parte degli Stati membri dell’Ordine dei supremi del FLDS; i non soci vivono ancora nella comunità e devono seguire tutte le regole, ma in case minori costituite da bambini e genitori di molte famiglie diverse. Quando il patriarca della famiglia è assente, come è avvenuto per Misty e per la sua moglie sorella, dato che il loro marito era stato cacciato dalla chiesa completamente e mandato via in “missione di pentimento” -la famiglia viene assegnata ad un guardiano. “Perché se non c’è un padre lì,” ha spiegato Misty, “è necessario un uomo che custodisca la famiglia“, che significa, in sostanza, che le donne senza mariti hanno bisogno di babysitter maschili autoritari.

Non avrebbe dovuto, ma il 1° gennaio 2015 Misty ha inviato una lettera al suo ex marito. “volevo chiacchierare, al di là dei ricordi e dei sentimenti“. Le mancava e voleva sentire cosa stesse facendo. “Stavo iniziando a raggiungere il punto“, spiega. Il marito era a conoscenza dei crimini di Warren Jeffs. “Ha iniziato ad inviarmi alcune informazioni” su ciò che Jeffs aveva fatto, Misty ha detto, “e io semplicemente non era pronta per questo“.

Con chiunque abbia parlato tra coloro che hanno lasciato il gruppo o che sia fuggito con successo, ho riscontrato un atteggiamento di dissonanza cognitiva. Nel maggio 2015, lei e i suoi otto figli hanno lasciato il FLDS definitivamente. Misty e suo marito ora vivono con i loro figli in Short Creek, una famiglia apparentemente felice – meno la moglie sorella e i suoi figli, che sono rimasti nel FLDS.

La mattina seguente ho invitato Misty ad unirvi a me alle allegre comari al Cafè, dove avevo preso accordi la sera prima per fare colazione con la trentenne Lynette Warner, che era stata sposata con Warren Jeffs, all’età di 18 che era scappata dal FLDS a 26 anni.

Mentre Warren Jeffs era in fuga, Lynette dice che i suoi scagnozzi l’hanno nascosto in tutto il paese: a Las Vegas, South Dakota, Wyoming, Texas, Colorado, Utah e Arizona. Alla fine, dopo che Jeffs è stato arrestato e incarcerato, Lynette è stata messa in isolamento, in una roulotte a Colorado City, Arizona, dove il fratello maggiore le ha fatto da secondino, inchiodando le finestre e invertendo la maniglia. Lynette ha strisciato a piedi nudi fuori dalla finestra, che aveva svitato ed è scappata in una fuga disperata che è stata documentata da agenzie di stampa che si riferivano a lei semplicemente come la moglie a piedi nudi di Jeff. Lynette ha detto che in linea di massima corse in pieno giorno verso Uzona Avenue a Hildale, Utah, sede di un uomo di fiducia che aveva da poco lasciato la chiesa. Lì, hanno discusso su cosa fare, in ultima analisi, decidesero di chiamare una donna di nome Kristyn Decker, che aveva lasciato il FLDS a 50 anni e ora assisteva altre giovani donne che fuggivano dalla poligamia attraverso il Sound Choices Coalition.
Il giorno dopo che sono scappata, la polizia è andata di porta a porta attraverso la città con dei volantini,” che riportavano la foto di Lynette. Ma a quel punto, Lynette era a cinquanta miglia di distanza a New Harmony, Utah, a casa di Kristyn. In pochi mesi, Kristyn ha adottato Lynette, che ora vive sotto il nome di Brielle Decker e chiama Kristyn “mamma”.
Ci siamo sedute e abbiamo parlato per ore al bar, che è diventato una sorta di attrazione turistica per turisti della strada che viaggiano per quei confini. Lynette e Misty non si erano mai incontrate prima, ma per Misty, Lynette è stata una sorta di celebrità: tutte nel FLDS conoscono la sua storia.

Una conseguenza dei capelli e dell’abbigliamento rigoroso uniforme, prescritto per tutte le donne FLDS è che perdono la loro individualità, simile a migliaia di versioni dello stesso ideale. Potrebbe essere facile per un outsider immaginare queste donne come droni senza cervello, che doverosamente adempiono i loro ruoli di moglie. Ma se ci si siede nel caffè, l’ascolto di queste due sconosciute che condividono le proprie storie di fuga, evidenzia che non importa quanto si sopporti il dogma e il lavaggio del cervello, la nostra vera personalità rimane nella nostra anima. Come per tutte le donne che ho incontrato in questo fine settimana, queste due signore sono veri individui, con differenti attitudini e risate e prospettive.

Anche se entrambe le donne sono in terapia per affrontare il proprio passato, Lynette è pronta a fare riferimento al FLDS come ad una setta, mentre Misty – che porta ancora i capelli lunghi castani lungo la schiena, la cuffietta e abiti lunghi, lotta nel vedersi in questo modo. Lynette ha iniziato a farsi strada come difensore per le donne in fuga dalla poligamia, e sta studiando psicologia con la speranza di lavorare professionalmente un giorno con i sopravvissuti come lei. Misty, la cui partenza dalla chiesa è più recente, è ancora riluttante a venire fuori come una fuggiasca, preferendo utilizzare uno pseudonimo per proteggere la sua immagine nella mente della famiglia che è rimasta nel FLDS.

Dopo la prima colazione, Misty ci lascia per andare a  prendere i figli da scuola; era l’ultimo giorno prima della pausa invernale. Ma Lynette aveva un giorno libero, così mi ha guidato intorno a Hilldale e al Colorado City, ancora coperte di neve caduta nei giorni precedenti. Il paesaggio del sud-ovest suggestivo sembrava come la Corea del Nord su Marte: polverose strade sterrate e scogliere rosse incandescenti; grandi case in vari stadi di quasi-completamento (i proprietari delle abitazione non terminano le costruzioni per evitare di pagare l’imposta fondiaria); uno zoo nel centro della città, ma vacante. Nel parco giochi non c’era un bambino.  Piuttosto i bambini che sono stati aiutati vivono tra lavori di perforazione, SUV e alte barriere intorno alle loro case, senza che possano fare nulla. Questo perchè nel gruppo si impara ad odiare gli stranieri e gli apostati allo stesso modo, sostenendo che provengono da Satana.
Due settimane dopo il mio rientro a casa da Short Creek, ho ricevuto un aggiornamento da uno dei volontari di Natale: altre donne avevano lasciato il culto e ora stanno lavorando con gli avvocati per far uscire i propri figli. E proprio alla festa della vigilia di Natale tenutosi a Short Creek il 24, le quattro giovani donne FLDS erano presentati senza preavviso,  incoraggiate dalle storie di vita che avevano sentito durante i festeggiamenti del 16 dicembre. Che, di per sé, è un progresso. Ed è stato anche il punto: ospitando tale movimento prima di Natale in città dove erano migliaia le persone  ancora sotto il controllo del profeta, Christine Marie e i suoi  co-organizzatori hanno mostrato a tutti che potevano sperimentare la gioia e ricevere la gentilezza dal mondo esterno. Essi stavano dimostrando che quando si salta giù dalla scogliera, si sta effettivamente facendo un passo superiore.
Una delle persone scappate dal FLDS ha sostenuto alla manifestazione che: il lavaggio del cervello all’interno della comunità è troppo forte per molte persone da poter essere superato; invece, dobbiamo cercare di aprirci un varco verso la vita al di fuori di esso, in quanto essa è buona lì, e su questo pian piano si sta prestando attenzione.
* Il nome è stato cambiato

Fonte: https://broadly.vice.com/en_us/article/flds-celebrating-christmas-after-escaping-a-polygamist-mormon-cult

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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I terapisti e tutti coloro che aiutano le vittime di traumi possono a loro volta subìre il trauma.

 

 

Michael non era a New York l’11 settembre 2001. Ma per anni, davanti ad un ascensore aperto nel suo luogo di lavoro, si è immaginato gente in fiamme correre fuori, le loro urla riempire la hall. Quando chiudeva gli occhi, vedeva a volte arti intrappolate in macerie, staccate dai loro corpi. Egli è stato afflitto da immagini di momenti di violenza e distruzione pur non avendo assistito direttamente ad esse. Nelle notti insonni ha vagato per le strade del suo quartiere, cercando di esorcizzare i demoni di altre persone.

Michael, che ha chiesto che il suo cognome non fosse divulgato per questioni di privacy, è uno psicologo clinico che lavora a Manhattan. Negli anni dopo gli attacchi al World Trade Center, ha curato centinaia di pazienti con disturbo post traumatico da stress acuto. Ma ci ha messo un po’ a notare che, mentre la salute mentale dei suoi pazienti in gran parte migliorava ad ogni seduta di terapia, la sua si stava deteriorando. Nel 2004 era nervoso, depresso e non riusciva a dormire di notte, ha cominciato a soffrire di attacchi di panico per la prima volta nella sua vita. Sempre più spesso, ha dovuto ritirarsi da eventi sociali ed evitare spazi pubblici. Ha chiesto ad un collega di prescrivergli sonniferi e antidepressivi.

I nostri soccorritori in seconda linea lavorano con la tragedia umanitaria, essi sono psicologi, assistenti sociali, avvocati e giornalisti e sono esposti ogni giorno al disagio altrui, e per questo si trovano nelle condizioni di sviluppare stress traumatico simile al PTSD dei loro clienti, pazienti, dimostrando in questo modo che le immagini di violenza possono ritorcersi contro una mente traumatizzata. Negli Stati Uniti circa il 30/40 per cento dei clienti dei centri di salute mentale evidenziano sintomi di stress post-traumatico. Secondo una stima almeno la metà degli psicoterapeuti che trattano questi pazienti potrebbero avere sintomi del trauma “secondario” o acquisito.

Attualmente i migliori trattamenti per il trauma richiedono di condividere la storia di quello che è successo. Parlare è terapia, ma quando le cose che condividiamo sono terrificanti, i nostri ascoltatori possono essere modificati in peggio. In questo modo, il trauma individuale può trasformarsi in qualcosa di collettivo.

Michael, che era un percussionista jazz, ha l’aspetto di un un ex batterista e i capelli morbidi bianchi di un medico televisivo. Egli piega la testa da un lato quando pensa. Non ha potuto vedere nessun cliente immediatamente dopo a quell’11 settembre perché egli non era sul  lungomare di New Jersey, in un ospedale di fortuna il giorno stesso dell’attacco. Era impossibile raggiungere i pazienti quel giorno, ha potuto solo guardare dalla TV mentre Manhattan veniva distrutta.

Parlare è terapia, ma quando le cose che condividiamo sono terrificanti, i nostri ascoltatori possono essere modificati in peggio.

La tregua non sarebbe durata. Nei giorni seguenti gli attacchi, Michael ha iniziato a vedere da otto a dieci pazienti al giorno per circa un’ora a seduta, cinque giorni alla settimana. Tutti avevano disturbo acuto da stress, l’etichetta assegnata allo shock emotivo estremo che segue un evento tragico. Se il disturbo acuto da stress perdura, diventa PTSD. Alcuni dei suoi pazienti erano fuggiti dagli edifici che crollavano, o erano stati i primi ad essersi salvati tra le macerie dopo erano caduti. Molti erano stati afflitti da immagini che non potevano dimenticare, e dal senso di colpa del sopravvissuto.

 

 

Caratterizzato dalla variabilità delle emozioni, ipervigilanza, paura diffusa, e ansia, il trauma è una risposta di adattamento il cui scopo è semplicemente quello di mantenere una persona lontana da situazioni pericolose nello stesso modo in futuro. Ma nel lungo periodo può lasciare la vittima emotivamente sconvolta, sempre attenta a nuove minacce illusorie.

Il PTSD che segue è un disturbo di associazione. Suoni, odori, immagini e pensieri dell’evento traumatico saranno in grado di suscitare una risposta emotiva di lotta o fuga anche dopo che il trauma è passato, come accade per il veterano di guerra che sobbalza quando una macchina si gli va contro.

I migliori trattamenti per il PTSD si concentrano su queste associazioni. I pazienti traumatizzati sono incoraggiati a confrontarsi con le loro associazioni, spesso volutamente vengono indotti a rivivere l’evento traumatico, al fine di sperimentare le loro reazioni emotive e fisiche completamente. Poiché i pazienti raccontano le loro storie più volte durante la seduta, settimana dopo settimana, le associazioni della manifestazione possono perdere la loro forza. Idealmente, le loro reazioni si indeboliranno durante ogni racconto.

La Terapia del PTSD può essere un processo di trasformazione per chi ne è affetto, ma il suo effetto sull’ascoltatore può essere più complicato. “I fornitori di servizi spesso devono condividere il carico emotivo del trauma”, scrive Brian Bride, un professore di psicologia sociale presso la Georgia State University; “essi testimoniano eventi passati dannosi e crudeli, e riconoscono l’esistenza di eventi terribili e traumatici nel mondo, ascoltano storie di sofferenza, che in altre parole, sono in grado di generare ulteriori sofferenze”.

Durante le lezioni presso psichiatrici nei più grandi centri medici, Michael chiede spesso al suo pubblico di medici e studenti di medicina di immaginare un limone. “Tenetelo in mente” dice, “Guardate come è giallo. Sentite il profumo di agrumi. Ora tagliatene una fetta  con un coltello e mordetelo. Gustate il sapore acido forte”. Quando chiede al pubblico di alzare la mano se qualcuno sta sbavando, quasi tutti la alzano. Il punto dell’esperimento è semplice: pensare e immaginare produce una relazione fisica e questa è dimostrabile. Quando un terapeuta di un paziente con PTSD ascolta una storia di violenza, l’immaginazione empatica può inavvertitamente innescare una reazione fisiologica simile a quella che la vittima ha vissuto: un cuore in corsa, la stretta di mano, la nausea, e di altri elementi di lotta o fuga come risposte.

Uno dei suoi pazienti, Michael ha ricordato, era un operaio edile cui è stato affidato il compito di spazzare via le macerie dopo il crollo delle torri. Un giorno “è scoppiato in lacrime nel mio ufficio”, ha detto Michael, perché aveva trovato la mano di una donna che teneva la mano di un bambino”. Solo due  mani insieme. Michael è rimasto in silenzio. “Sai, in questo momento, mi sento male solo raccontando la storia”.

Udire storie di atrocità può anche causare cambiamenti a lungo termine. Laurie Pearlman, una delle prime psicologhe che hanno identificato il fenomeno del trauma secondario, spiega questo effetto come “modifiche allo schema cognitivo”. Essenzialmente, queste storie possono cambiare il modo in cui l’ascoltatore vede il mondo, costringendolo a riconoscere che i suoi cari possono non essere al sicuro come aveva pensato, e di affrontare la propria impotenza nel prevenire future tragedie.

Questo cambiamento di pensiero può essere graduale, e può essere un processo quasi inconscio. Quando Peralman iniziò a fare consulenza alle vittime di abusi nel 1980, “sono rimasta colpita dal lavoro sui traumi nei modi che non mi aspettavo o non capivo”, mi racconta. Ha iniziato a visualizzare come le impostazioni precedentemente positive venissero messe in pericolo, e ha trovato difficile mantenere il suo atteggiamento normalmente ottimista. Oggi, lei descrive quello che le è successo come una “visione del mondo sconvolta” e come una “interrotta spiritualità”. Questi sintomi di esposizione a storie di traumi, secondo lei, sono quelli che possono danneggiare gli operatori sanitari in maniera prioritaria.

Gestire una concezione del mondo alterato e in definitiva distruttiva, Pearlman scrive “dipende, in larga parte dalla misura in cui il terapeuta è in grado di impegnarsi in un processo parallelo a quello del cliente-vittima: il processo di integrazione consiste nel trasformare queste esperienze di orrore o violazione”. Ella raccomanda che tutti i terapeuti dei trauma siano sottoposti a terapia a loro volta.

Il trauma dopo la tragedia non è una novità: La prova del PTSD nei soldati e nei comandanti è presente in antichi testi greci e romani. Le pagine di molte tragedie greche, come l’Ajax di Sofocle ed Eracle di Euripide, sono all’ordine del giorno con i veterani impazziti dalla guerra. Nell’esercito romano vi sono stati tentativi di suicidio, stranamente punibili con la morte, a meno che il soldato non fosse stato trovato a soffrire di vergogna, tristezza, o “stanchezza della vita”.

L’idea che il trauma possa essere comunicabile è molto più recente. Gli psicoanalisti sin da Freud hanno notato che la terapia può portare al “controtransfert”, in cui un paziente  diventa oggetto delle proprie nevrosi, desideri o conflitti irrisolti di un analista. Ma sino alla guerra del Vietnam non fu osservato un pericolo maggiore: che i pazienti potevano, inconsapevolmente, impiantare immagini di violenza duratura nella mente di persone che non avevano sperimentato tale violenza.

 

“Quando il paziente riferisce atrocità, da dove deve cominciare il terapeuta?” si chiedeva Sarah Haley, una psichiatra della Veterans Administration, in un articolo in Archives of General Psychiatry nel 1974. Alla fine degli anni della guerra del Vietnam, Haley trattava i veterani con  malattie mentali derivati da eventi di violenza e la brutalità estrema, compresi i casi in cui essi stessi ne erano gli autori. Si registra la storia di un paziente, un Marine che aveva guidato la sua squadra nella distruzione di un villaggio con trappole esplosive che furono posizionate nella giungla circostante. “[Noi] facemmo esplodere quei figli di puttana via”, egli ha raccontato ad Haley. La storia, e altre vicende simili, l’ha lasciata “confusa e spaventata”. Come si fa a trattare tali pazienti, si è chiesta Haley? “Forse”, ha scritto, “dovremmo iniziare ricordando a noi stessi che le atrocità sono vecchie come l’uomo”.

Nel 1981 Yael Danieli, uno psicologo clinico con sede a Manhattan ed ex sergente delle Forze di Difesa israeliane, ha pubblicato una revisione delle reazioni emotive del terapeuta  che lavora con i sopravvissuti all’Olocausto dei loro figli. “I terapeuti” – lei ha scritto, spesso-  “si sono ritrovati a condividere gli incubi dei sopravvissuti che sono stati in cura”. In nove mesi di trattamento dei sopravvissuti, un terapeuta ha riferito di aver avuto solo due sogni che non erano legati a storie dei suoi clienti.

Un altro [terapeuta] quasi svenne quando un paziente gli raccontà di aver visto “i bambini aggrappati ai corpi dei genitori nelle fosse comuni”. Ancora un altro  [terapeuta ] ha confessato che la prima volta che vide un numero di identificazione tatuato sull’avambraccio di un cliente, ha dovuto “uscire per vomitare. ”

Danieli ha rilevato che i terapeuti, temendo le proprie reazioni rispetto ai  contenuti traumatici, temono di  incontrare i loro clienti della reversibilità e spesso hanno evitato di discutere con l’Olocausto. Molti timori sono espressi per la loro sanità mentale. “Ho paura di essere trascinato in un vortice di tale oscurità tanto che  io  non possa mai trovare chiarezza e non possa mai recuperare”, ha detto il  terapeuta Danieli. “Una volta che questa piccola scatola nera è aperta”, un altro ha detto, “è peggio del vaso di Pandora”.

Ora sappiamo che il trauma secondario è una conseguenza prevedibile del lavorare con le popolazioni traumatizzate. “Il Trauma Vicario è inevitabile per le persone che fanno questo tipo di lavoro”, afferma Jackie Burke, direttore clinico del Servizio su stupro e violenza domestica in Australia, un servizio di consulenza per le vittime di abusi sessuali e violenza in famiglia.

“C’è solo un predittore affidabile davvero se qualcuno avrà trauma vicario, e questo è il loro livello di esposizione”.

Ella crede che tutti i membri del suo staff di consulenza soffrano in qualche modo dalle narrazioni dei trauma dei loro clienti.

Una valutazione su operatori che lavoravano nelle comunità di servizi per la salute mentale negli Stati Uniti ha rilevato che quasi uno su cinque ha avuto sintomi di PTSD. Tassi simili di disagio sono stati trovati in operatori della salute mentale che hanno curato le vittime del 1995 dell’Oklahoma City e dei sopravvissuti dell’uragano Katrina. Una indagine su  100 terapisti di abusi sessuali ha rilevato che  quasi la metà ha avuto stress traumatico secondario.

“Quello che la ricerca evidenzia in questo momento è che c’è un solo predittore veramente affidabile sul fatto che  qualcuno potrà sviluppare un trauma vicario”, dice Burke. “E questo è il proprio livello di esposizione al trauma”. Poiché gli operatori sanitari sono esposti a contenuti traumatici durante il lavoro, “ho concettualizzato questo prima di tutto come un problema di salute e sicurezza dei lavoratori”. L’organizzazione di Burke impiega tutto il tempo per vigilare sul “trauma vicario”  che si sviluppa tra di consulente e il suo utente ogni settimana, monitorando i livelli dei sintomi secondari e, quando i sintomi compaiono gradualmente, per lo sviluppo di programmi di trattamento immediati.

Uno degli interventi più efficaci secondo Burke dice è il “lasciare il proprio lavoro al lavoro”.  “Se si capisce che l’unica cosa che predice un trauma è l’esposizione ai contenuti traumatici, allora l’unico modo per la risoluzione per ridurre il rischio è quello di ridurre l’esposizione” dice. Le organizzazioni possono fare questo riducendo il numero di pazienti traumatizzati che uno psicologo vede, per esempio, o applicando limiti di orari di ufficio. Ma lei ammette che, in molti casi, tra cui i propri luoghi di lavoro, tali misure non sono sempre perfettibili.  “Da noi non è stato possibile farlo. I nostri servizi on-line e di consulenza telefonica sono 24 su 24″.

Fonte: http://www.theatlantic.com/health/archive/2015/12/ptsd-secondary-trauma/420282/

 

Traduzione non professionale di Lorita Tinelli

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Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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di Olivier  Faelens,  President  of  SAS Sekten  (Belgium)

Chi di voi ha potuto vedere Going Clear, un documentario mandato in onda da HBO, che parla degli abusi all’interno della Chiesa di Scientology?

Spero che tutti, negli Stati Uniti, siano riusciti a vedere il documentario in maniera legale…

 

Scientology non ama i critici. Ha cercato di fermare HBO inviando una gran quantità di lettere [1]. L’obiettivo di queste lettere era quello di dimostrare che tutte le informazioni negative su Scientology fossero delle bugie e che i testimoni fossero immorali o criminali. Inoltre si voleva dimostrare che i casi in cui Scientology è stata condannata sono dovuti ad attività discriminatorie nei confronti delle religioni in generale e nei confronti di Scientology nello specifico. Essa ha differenti credenze ed è per questo, che in quanto religione non tradizionale, essa venga discriminata.

 

Sappiamo tutti che questo non avviene a causa della diversità delle credenze, ma a causa di pratiche distruttive presenti in essa. E nel caso di Scientology le pratiche distruttive sono venute fuori soprattutto grazie al documentario Going Clear. Ma anche ora, l’affermazione di essere discriminati rispetto ad altre religioni, fa molta impressione a un pubblico con mentalità aperta.

 

Questo ci porta al tema della mia presentazione.

Io voglio dimostrarvi come portare una discussione su vere e false religiosità e fedi, sul fatto che un sistema di credenze sia basato su una idea fraudolenta di un uomo o su una sincera esperienza di religione, offuschi una chiara analisi informativa dei problemi cultuali. Se noi partecipiamo a questa discussione, anche quando non abbiamo iniziato noi questa discussione, solleviamo più domande di quante ne risolveremmo e sposteremmo l’attenzione dalla nostra vera preoccupazione: le pratiche settarie nocive.

 

Per fare un esempio di questa strategia, riprenderò tre delle lettere che la Chiesa di Scientology ha inviato alla HBO per evitare che Going Clear fosse diffuso.

 

 

 

 

Lettera a Sheila Nevins, Presidente, HBO Film Documentari, dalla CSI, 24 Febbraio 2015

 

 

Dal paragrafo conclusivo:

 

Non ci si può nascondere dalla verità e far finta che il suo film è tutt’altro che un esercizio unilaterale di fanatismo religioso che si basa sulle menzogne.

 

 

Questo è la simpatica sintesi: il documentario è fatto di bugie e di intolleranza religiosa.

 

 

 

Lettera al Membro anziano del Consiglio Stephanie S. Abrutyn dagli avvocati Bisceglie  &  Walsh, 16  Marzo  2015

 

Ti scriviamo per il documentario su Scientology che Alex Gibney ha realizzato basandosi sul libro di Lawrence  Wright.

 

 

Ma la cosa peggiore di tutte è il il riferimento a Scientology del signor Wright che va diffondendosi come un “virus” che potrebbe “ritornare letale”.

 

Questo è un linguaggio scioccante, pari a discorsi di incitamento all’odio e che evidenzia malizia. Vi è naturalmente solo una cosa da fare contro un virus letale: sradicarlo. Questa precisa analogia di un “virus mutante” è stata utilizzata da anti-estremisti religiosi in Francia per sostenere l’alibi dell’etichettatura della “patologia della fede» in Europa.

 

MIVILUDES, laicità, FECRIS … un miscuglio di mostri anti-settari. Ma questa non è l’accusa della Chiesa di Sscientology. Non stiamo combattendo contro gli abusi settari, ma contro la religione e la fede … Seguono tre citazioni della stessa lettera.

 

 

La Chiesa ha documentato più di 1.500 casi di discriminazione contro i propri parrocchiani in Germania in questo periodo [anni '90] e presentato le prove a organismi per i diritti umani internazionali, i governi e la comunità dei diritti umani.

 

 

A pagina 243 del suo libro, il signor Wright afferma che la politica del governo tedesco è quello di rifiutare il riconoscimento di Scientology come religione; poi cita Norbert Blum, l’ex ministro del Lavoro nell’amministrazione Kohl, e di un funzionario noto come la signora Caberta, per le sue esternazioni discriminatorie contro Scientology, la quale afferma che Scientology “non è una chiesa o una organizzazione religiosa”. Pur dando al lettore la netta impressione che le Chiese di Scientology sono trattate come organizzazioni commerciali in Germania, il signor Wright non riesce a ricordare che ci sono oltre 40 decisioni giudiziarie tedesche che riconoscono che la Chiesa di Scientology e i suoi membri hanno diritto alle protezioni di libertà di religione e della fede come previsto dall’articolo 4 della Costituzione tedesca.

 

 

Questa volta non è la Francia, ma la Germania negli anni ’90 che è il discriminatore, e la Chiesa di Scientology un eroe della giustizia che stava combattendo contro. I culti, e in particolare Scientology, hanno citato in giudizio per discriminazione oltre 1500 casi.

 

E come discriminiamo la Chiesa di Scientology? Quando affermiamo che la CS “non è una chiesa o una organizzazione religiosa“.

 

 

Ancora una lettera.

 

 

Lettera a HBO Senior Counsel Stephanie S. Abrutyn, da Rabinowitz, Boudin, standard, Krinsky & Lieberman, PC, Avvocati, 19 mar 2015

 

Sono un avvocato praticante nei settori dei diritti costituzionali, delle libertà civili e della protezione del Primo Emendamento dell’esercizio della libertà religiosa, della parola e della libertà di associazione. Ho rappresentato la Chiesa di Scientology per quasi quarant’anni in tale qualità. Ho con successo sostenuto casi per conto della chiesa, così come per altre organizzazioni e persone, dinnanzi alla Corte suprema e nella maggior parte dei circuiti di appello delle corti federali.
Scrivo riguardo al “documentario” di Alex Gibney, accuratamente basato sul libro scritto da Lawrence Wright intitolato Going Clear: Scientology, Hollywood, e il Carcere del credo. Esorto vivamente la HBO ad annullare la sponsorizzazione di questo film, che servirà solo a diffondere intolleranza religiosa e il pregiudizio nei confronti della religione di Scientology, dei suoi ministri, ed il loro apparente contrasto con i principi americani di libertà religiosa e di uguaglianza.
I proventi del Libro del signor Wright vengono da una talmente parziale e indifendibile premessa diffusa: “Scientology è un culto e una frode”. Secondo Wright questa premessa è concordata sia dal pubblico in generale sia dalle autorità governative (una “ipotesi diffusa”) e tutti vedono che Scientology è una religione falsa, le sue credenze religiose e la dottrina sono senza fondamento e che essa non è degna di rispetto in quanto la Chiesa li promulga sapendo che sono false (la definizione di frode), e che è come una “setta” (nel significato peggiore del termine), pertanto non ha diritto al rispetto e alla tutela costituzionale delle religioni tradizionali più anziani. Da questa premessa, Wright procede in un attacco unilaterale contro la religione e la Chiesa sulla base di colloqui con un gruppo selezionato di apostati anti-Scientology, con l’obiettivo di distruggere la Chiesa e la religione.

 

 

Questa citazione dimostra chiaramente il tipo di accuse da cui la Chiesa di Scientology vuole difendersi:

Scientology è una religione falsa, le sue credenze religiose e la dottrina sono senza fondamento e non degne di rispetto e la Chiesa le promulga sapendo che sono false, essa è una “setta” (col significato usato nel linguaggio comune come termine di degrado), non ha diritto al rispetto e alla tutela costituzionale delle religioni tradizionali più antiche.

 

Questo significa che se accusiamo la Chiesa di Scientology di una di queste cose e apriamo discussioni a riguardo, stiamo dando loro quello che vogliono. Perché vogliono questo?

 Perché questo sposta il fulcro della nostra reale preoccupazione: le loro pratiche dannose.

I Culti non smettono di gridare che essi vengono discriminati. E per un pubblico di mentalità aperta e disinformata è difficile mettere da parte domande e preoccupazioni di discriminazione e vederli per quello che sono: dei manipolatori disonesti dell’informazione. Aumentando ancora e ancora domande e preoccupazioni sono loro che scelgono l’oggetto. Quando si cerca di essere di mentalità aperta, si pospone il proprio giudizio su qualcosa quando qualcuno sta parlando o gridando di discriminazione, e si ascolta quello che lui / lei ha da dire.

Ma così facendo, si sta già pensando a ciò che l’altro vuole.

Nel caso di culti come Scientology, fa parte del loro proselitismo o di modalità di convertire l’altro ai propri pensieri.

Anche quando si sta pensando criticamente (che è un buon modo di pensare), si potrebbe pensare la cosa sbagliata.

 E quando si è di mentalità aperta, questo suona un po’ contro-intuitivo. Non dovremmo sempre ascoltare ciò che qualcuno ha da dire? La risposta è: no, se non siamo consapevoli che quello che l’altro dice è solo una dichiarazione retorica, senza alcuna volontà di ascoltare un altro punto di vista e di portare avanti un dibattito. Questo è disonesto. La loro indignazione è orchestrata e appare come una richiesta di essere ascoltato, ma in realtà è un invito a non ascoltare gli altri.

 

Un esempio dell’errore che facciamo discutendo con loro, a mio parere, è affermare che Scientology o altri sistemi di credenze di culto non siano vere religioni, perché si basano sulla fantasia di un uomo o perchè hanno scopi commerciali. A meno che questo sia indicato come un divertente tipicità, è problematico perché credo che sia difficile o impossibile fare una distinzione tra le credenze metafisiche estreme e i falsi, a meno che non si accettano alcune premesse indimostrabili, come ad esempio: Dio e le autentiche spiritualità sono buone, quindi le cattive azioni non possono essere ispirate da autentiche spiritualità. Questo conta solo quando la definizione di Dio o la spiritualità include la bontà.

Penso che la maggior parte di voi sarebbero d’accordo che riferirsi ad una fonte sacra, come la Bibbia, non è di alcun aiuto nel decidere se una credenza o una prassi è vera o è il bene, a meno che già accetti il valore scritturale.

In caso contrario, risulta il nulla.

Ma, quando si parla di Scientology, abbiamo sempre segnalato il fatto che LRH ha reso il tutto. E ci piace citarlo dicendo che ‘il modo migliore per diventare un milionario è fondare una religione‘ quindi deve essere tutto di fantasia.

Questo può essere vero, ma per molti scientologist, è la verità. Essi credono, come la maggior parte dei protestanti credono nella verità dei Vangeli. E credo quindi che non dovremmo discutere sulla religiosità di questo gruppo di persone, come non dovremmo farlo con i combattenti jihadisti e di altre forme problematiche di ‘religione’. Probabilmente ci sono combattenti jihadisti e Scientologist che sono nei loro gruppi per altri scopi, senza credere ciò che predicano. Ma la maggior parte di loro sono credenti e religiosi. In ogni caso, impegnarsi in questo dibattito a volte può essere interessante, ma è dare loro quello che vogliono e si viene trascinati via dal centro di ciò che conta davvero: le pratiche nocive all’interno di questi gruppi.

 

Quindi, questo è quello per cui mi appello. E penso che non dovrebbe causare il maggior numero di problemi pratici, come fa ora. Ad esempio, l’esenzione fiscale. Non è sufficiente a dimostrare che sei una organizzazione religiosa per poter beneficiare di uno status di esenzione fiscale. Un altro criterio dovrebbe essere, e questo ha scarsa attenzione negli Stati Uniti e in altri paesi, di rispettare le leggi di quel paese. Il terrorista o l’organizzazione criminale che non rispettano le leggi non dovrebbero ottenere esenzione, anche se sono religiosi. La religiosità non è esentata dal rispettare altre leggi e i diritti fondamentali. E nemmeno sottolineare dei reati dovrebbe comportare alcuna discriminazione. Se vai fuori da certe direttive non ci esime dal rispettare la tua libertà di credo e di praticare la tua religione, ma è un rispetto relativo.

Ed è proprio questa la relatività e l’equilibrio che manca nella retorica del culto. ‘I nostri diritti come religione non vengono rispettati così smettiamo di parlare di altre cose, perché non ci importa.’ Nella mente del membro del culto, non c’è altro.

Quindi, di nuovo, il mio consiglio, a meno che una persona è disposta ad ascoltare e impegnarsi in un dialogo, è quello di non lasciare loro impostare gli argomenti di discussione. Dobbiamo essere presenti nelle discussioni, ma allora dovremmo evitare i temi che non contano. Si vedono come veri credenti e  autentici religiosi? Nessun problema. Fintanto che rispettano la legge e tutti i diritti fondamentali. E se siamo in grado di continuare a informare il pubblico circa le offese, i danni e i pericoli, penso che stiamo facendo un ottimo lavoro.

 

[1] Verschillende van deze brieven zijn te vinden op http://www.freedommag.org

 

Fonte: http://fecris.org/wp-content/uploads/2015/05/Faelens_EN.pdf

Traduzione non professionale di Lorita Tinelli

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Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Ringrazio la Dottoressa Janja Lalich per avermi concesso il permesso di tradurre la seguente relazione
Relazione presentata al convegno FECRIS, tenutosi a Marsiglia il 16 maggio 2015 da
Janja Lalich, Ph.D., Professore Emerito di Sociologia
Introduzione
A mio avviso, attualmente, sono quattro le  principali problematiche che riguardano i casi giudiziari legati ai culti negli Stati Uniti.
Esse sono:
(1) non vi sono sufficiente avvocati che trattano questi casi;
(2) non c’è un numero sufficiente di esperti qualificati per testimoniare a favore delle vittime;
(3) permane la mancanza di volontà dei tribunali di affrontare qualsiasi cosa che possa riguardare il tema della “religione” in linea con l’onnipotente principio del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (il cosiddetto diritto alla “la libertà di religione”);
e
(4) la confusione operata dagli apologeti dei culti – cioè, la confusione tra “sette” e “religione”, e la confusione sul libero arbitrio verso qualcosa che io chiamo “scelta limitata” [1] – che può anche essere considerata come una confusione sul lavaggio del cervello verso l’indottrinamento. Questi fattori possono coinvolgere  sia i casi penali che quelli civili, tra cui casi di divorzio e custodia dei minori e liquidazione.
1) Non vi sono abbastanza Avvocati disponibili
Molto semplicemente, gli avvocati americani non sono abbastanza disponibili ad assumere casi correlati con i culti. Essi possono sentirsi ostacolati dal problema; possono non comprendere chiaramente la questione dell’indebita influenza  o delle teorie correlate; possono non usufruire della conoscenza di esperti di culto per ideare strategie; possono non  vedere possibilità di vittoria. E, naturalmente, per molti avvocati, non vedere una vittoria impedisce loro di assumere la difesa un cliente. In molti casi, non vorranno nemmeno sentire il cliente.
Anche loro dovrebbero essere interessati al caso, non possono conoscere tutte le questioni legate ai culti perchè possono farsi guidare da alcuni degli stessi pregiudizi circa i culti come fa la maggior parte dell’opinione pubblica su questo dolorosamente incompreso problema sociale. Quest’ultimo punto può anche creare ostacoli durante la selezione della giuria.

Alcuni degli avvocati più anziani che si sono occupati di questi casi sono proprio questo: anziani, pensionati e deceduti. Purtroppo non si è formata una nuova generazione di avvocati interessati a casi legati ai culti. Ciò significa, naturalmente, che anche se un ex membro di setta o qualcuno, vittima di un culto, volesse presentare una querela o una citazione per la custodia dei propri figli, lui o lei dovrà faticare a trovare un avvocato disposto ad assumere il caso. Inutile dire che la maggior parte delle vittime/sopravvissuti non prenderà nemmeno in considerazione tale combinazione perché o sono a conoscenza di come farlo o semplicemente non sanno come andare avanti con la vita e non pensare più a quello. Allo stesso modo, i coniugi e / o genitori
tendono a trovare giudici non disposti ad affrontare le questioni, soprattutto se si tratta di un culto “religioso”.

 

Un esempio illustrativo sull’uso di esperti di culti e delle teorie della persuasione coercitiva è il caso di Lee Boyd Malvo, il giovane uomo accusato di essere un cecchino e di omicidi a Washington, DC nel 2002.

 

Malvo, 17 anni, in quel periodo era sotto l’influenza del suo “padre putativo”, più anziano (41 anni) ed estremamente prepotente, John Allen Muhammad. Nella speranza di evitare un verdetto di pena di morte, la difesa di Malvo utilizzò la consulenza psicologica del Dr. Paul Martin. Come riportato in TheBaltimore Sun:

 

“La testimonianza di Martin è la passerella per una serie di esperti della salute mentale che saranno chiamati al banco dei testimoni la prossima settimana, in un sforzo della difesa per cercare di convincere i giurati che Malvo era pazzo – e non colpevole – quando fu coinvolto negli attacchi. La difesa è iniziata con la presenza di Martin che ha spiegato come le persone possono essere costrette a modificare i propri sistemi di credenze e di comportamento. Lunedi, lo psicologo Dewey Cornell sarà chiamato a testimoniare che, sulla base delle sue 300 ore di analisi, egli ritiene che Malvo era “indottrinato” dal 42enne Muhammad.
L’ex soldato dell’esercito è stato condannato lo scorso mese per il suo ruolo negli attacchi; la giuria l’ha condannato a morte. La testimonianza di Cornell sarà seguita da altri esperti della difesa, che dimostreranno che, il lavaggio del cervello era stato tanto intenso al punto di travolgere il senso di giusto o di sbagliato di Malvo. [nonostante le obiezioni dell'accusa], la difesa sostiene che il lavaggio del cervello provocò in Malvo un “disordine dissociativo non altrimenti specificato” [2]”
(Diagnosi del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disordini Mentali dell’Associazione di Psichiatria Americana) [3].

In ultima analisi, a Malvo è stata risparmiata la pena di morte, ma “rimane incarcerato nel Red
Onion State Prison in Virginia, dove si trova in isolamento, senza la possibilità di alcun contatto umano”. [4]

John Allen Muhammad è stato giustiziato nel novembre 2009.

 

Allo stesso modo, nel 2013 nello Stato di Washington il Tribunale Superiore in una udienza di custodia, io sono stata in grado di spiegare al presidente il perché del possibile danno per il figlio di 5 anni di una coppia, se fosse stato esposto alle attenzioni di un culto in Colorado, dove il padre si era trasferito per frequentarlo. Il leader del culto, Lord Ra-El si era autoproclamato il Cristo ritornato e promuoveva l’attività sessuale tra adulti e minori, nonché cercava di prendere contatti con noti terroristi di alto profilo.
Il giudice ha stabilità l’interruzione dei contatti tra padre e figlio, sottoponendo il padre a visite di controllo specialistiche. Quando fossero completate in modo soddisfacente le disposizioni del giudice, ci sarebbero state eventuali visite tra padre e figlio monitorare da un valutatore professionista.

Io sostengo che quelli di noi che sono attivi in ​​questo settore debbono sviluppare strategie su come stimolare l’interesse degli avvocati e su come formarli circa il potenziale per il buon esito di questi casi.

 

 

2) Non vi sono sufficienti esperti preparati e qualificati

 

Essere un testimone esperto nel sistema legale americano non è come fare un pic-nic. Nemmeno gli si avvicina. E’ ancora meno nei casi legati ai culti. Esso è un lavoro a parte che vi porta da un’altra parte – è fatto nella deposizione ed è portato avanti in aula. Ci vuole una persona fiduciosa, con la pelle dura in grado di sopportare il tormento e  all’umiliazione e altro ancora.

 

Ma il nostro problema qui inizia con la realtà che non ci sono esperti di sette abbastanza qualificati – individui cioè che posseggono preferibilmente titoli di studio adeguati, che hanno o hanno avuto affiliazioni con l’università e che sono esperti su questo argomento – cioè, sui metodi e sulle conseguenze dell’indottrinamento di un culto e sulla facilità con cui i cittadini possono essere coinvolti dalle strategie di una setta. Negli Stati Uniti, purtroppo, vi sono molti apologeti dei culti e alcuni adepti frequentano molti programmi di studi religiosi e molti dipartimenti di Sociologia.

 

Gli studenti laureati ignari che possono mostrare un interesse verso le sette (o “nuovi movimenti religiosi”, questa è l’etichetta preferita dagli apologeti) vengono presi sotto le ali di questi oppositori e curati per “portare la torcia”. I pochi di noi in Sociologia – per esempio, il dottor
Benjamin Zablocki, ora in pensione presso la Rutgers; il Dr. Stephen Kent presso l’Università di
Alberta in Canada; ed io, da poco in pensione dalla California State University, Chico – hanno combattuto la buona battaglia, ma siamo schiacciati dolorosamente. E come si potrebbe sospettare, l’ICSA non è stata di alcun aiuto in questo senso, avendo portato sempre più credito agli apologeti, come Eileen Barker e company, sin da quando c’è stato il passaggio del brillante ed impavido presidente dell’ICSA di lunga data, l’avvocato Herbert Rosedale di New York.

Anche in questo caso, è mio desiderio che noi incoraggiamo lo studio sull’influenza sociale e sul controllo, con particolare attenzione ai gruppi e/o individui che sposano l’estremismo ideologico diqualsiasi tipo e la filosofia secondo cui il fine-giustifica-i mezzi. Ciò comprenderà anche le relazioni “personali” di tipo settario (one-to-one o di famiglia), imprese settarie, traffico di esseri umani, e vari gruppi New Age che utilizzano metodi simili o l’indebita e coercitiva influenza per corteggiare, conservare e controllare i propri seguaci. Questo significa che bisognerebbe pubblicare più articoli in riviste peer-reviewed,  libri con contratti accademici o con serie case editrici,  editoriali e notizie analizzate in concomitanza con l’attualità, e la creazione di intelligenti interviste con i media e conferenze stampa.
Siamo in un momento preoccupante, di sicuro, ma anche propizio per fare questo – momento in cui quelle attività terroristiche hanno riaperto la discussione pubblica sul “lavaggio del cervello”, dell’indottrinamento estremo.
Siamo dalla parte giusta della storia e dobbiamo prendere una posizione e dobbiamo coinvolgere giovani studiosi con noi.

 

3) Paura di offendere – L’ombra del Primo Emendamento

 

Il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti afferma:
Il congresso non farà una legge per il riconoscimento ufficiale di una religione o che ne vieti il libero esercizio; o che limiti la libertà di parola o della stampa; o il diritto del popolo ad adunarsi pacificamente e presentare una petizione al Governo per la tutelarsi dalle ingiustizie.

 

E questa prima clausola implica altre cose:

 

  1. L’assistenza finanziaria a istituti legati alle chiese (quanti milioni di dollari andranno alle cosidette fedi in beneficienza negli Stati Uniti?)
  2. I tempi delle ferie nelle scuole pubbliche per le vacanze religiose
  3. L’esenzione fiscale sulla proprietà religiosa (quanta perdita del debito pubblico si potrebbe ottenere se Scientology, per esempio, pagasse le imposte?)
  4. Le leggi di chiusura per la domenica
  5. Le osservanze governative religiose e le manifestazioni religiose proprie del governo (dal Congresso degli Stati Uniti sino al locale Consiglio cittadino, ogni sessione inizia con una preghiera)
  6. L’esenzione delle organizzazioni religiose dall’ applicazione generale delle leggi (e avrete senza dubbio sentito parlare della clamore della torta nuziale dello stesso sesso?) [5]

 

Tuttavia, nelle sentenze del 1878 e del 1890, per quanto riguarda la poligamia, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha fatto una distinzione tra la libertà di credere e la libertà di agire [6].

Si auspicava che quella tradizione avrebbe continuato ad esistere. Ma non così non è stato.
Nel corso degli anni, sempre più ordinanze giuridiche hanno avuto la tendenza a offrire una notevole protezione alla religione. Nel 1940 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la condanna di un Testimone di Geova e di due suoi figli per proselitismo, concludendo:

 

Nel regno della fede religiosa, e in quello delle credenze politiche, sorgono forti divergenze. In entrambi i campi i principi di un solo uomo possono mostrare un errore al suo prossimo. Per convincere gli altri del proprio punto di vista, il leader, come sappiamo, a volte, ricorre ad esagerazioni, alla denigrazione di uomini che sono stati, o sono, di primo piano nella chiesa o nello stato, e anche alle false dichiarazioni. Ma il popolo di questa nazione ha ordinato nella luce della storia, che, nonostante le probabilità di eccessi e gli abusi, queste libertà sono a lungo andare, essenziali per l’opinione illuminata e retta condotta da quella parte dei cittadini che sono nella democrazia”.[7]

 

Più tardi, nel 1963, il Giudice Brennan ha scritto che la sottile linea che separa la fede dall’azione era quella di determinare se una pratica religiosa specifica causasse “una minaccia sostanziale per la sicurezza pubblica, per la pace o per l’ordine pubblico” [8]

Così il gioco è fatto.
Una risorsa eccellente su questo argomento è offerta dall’esperto di Costituzione, Marci Hamilton. Nel suo libro God vs the Gavel: Religion and the Rule of Law egli documenta come quasi sia impossibile perseguire gli abusi sui minori da parte del clero, la negligenza medica da parte dei guaritori, e altri comportamenti intollerabili delle cosiddette pratiche religiose. Hamilton scrive nell’introduzione del libro:

C’è un pericoloso atteggiamento rilassato che gli americani assumono, secondo cui se l’argomento è religioso, il risultato è inevitabilmente buono. Si tratta di un controllo della realtà: enti religiosi danneggiano persone ogni giorno, e nonostante io sia un credente , lo dico con convinzione che è avventato consentire ai singoli e alle organizzazioni religiose di essere irresponsabili. La fiducia prevalente nelle organizzazioni e negli individui religiosi ha portato ad un mosaico di leggi che creano privilegi speciali per le entità religiose oltre le aspettative iniziali di ciascuno”. [9]

In effetti, mentre stavo scrivendo questa relazione, il 20 aprile 2015, la Corte d’Appello del Tribunale della California, esprimendosi in un altro caso inerente i Testimoni di Geova, ha rilevato che “la Chiesa non ha alcun obbligo di evitare che i suoi membri danneggino altri” (Conti vs. Watchtower Bible & Tract Society di New York, Inc.). [10] Questo giudizio ha invertito il precedente che aveva destinato un risarcimento di $ 8 milioni per danni. L’attrice aveva citato in giudizio il suo aggressore e la Torre di Guardia, sostenendo di essere stata molestata più volte per un periodo di due anni, da un membro della congregazione, durante le sue attività. Egli aveva ammesso quelle molestie ai suoi anziani, che però non avevano avvertito la polizia né la congregazione. Questo privilegiare confessioni penitenziali viene garantito dalla giurisprudenza costante dei tribunali della California. E lo schema si ripete in altri stati.

Un altro fattore problematico negli Stati Uniti è la facilità con cui un gruppo o organizzazione possono diventare una religione. Dato che la Costituzione mette in chiaro che il governo non può definire una chiesa, il risultato è stato che tutto è permesso. Solo questa settimana un club del sesso adulto in Nashville, Tennessee, si è dichiarato una religione e ha ottenuto l’approvazione della città di Nashville per aprire la sua nuova sede vicino ad una scuola elementare – nonostante ci sia una legge della città che vieta che vi siano sexy club privati entro 1.000 piedi dalle scuole, parchi, dai centri di assistenza diurna, e da luoghi di culto . I fondatori hanno cambiato il nome da The Social Club in The United Fellowship Center. Una stanza, una volta era denominata “prigione”, mentre ora è chiamata “Coro” e le 49 salette private sono ora “sale di preghiera”.[11]

 

 

 

 

4) La confusione creata dagli Apologisti dei Culti

 

Non è sconosciuto a questo pubblico che la stragrande maggioranza dei danni perpetrati dagli apologeti dei culti – di solito in nome della “libertà di religione” – provengono da una battaglia di lunga data, che, mi dispiace ammetterlo, si è evoluta a loro favore. Per anni essi sono riusciti a impedire alla stampa (almeno negli Stati Uniti) di scrivere negativamente sui culti; infatti, anche la parola “setta” è raramente usata dai media. Grazie ad alcuni documentaristi coraggiosi, che hanno parlato in modo eccellente di storie di culti e delle loro vittime (lode a HBO and Going Clear [12]e al canale Investigation Discovery con la serie Persuasioni pericolose), questo comincia a cambiare.

Oltre alla strategia di influenzare i media, gli apologeti hanno consciamente o inconsciamente, deliberatamente o senza mal intenzione, offuscato la reputazione di noti critici delle sette, tra i più ferocemente attaccati la Dr.ssa Margaret Singer della California e il dottor John Clark del Massachusetts (Clark era uno psichiatra alla Harvard Medical School, e fondatore della American Family Foundation, precursore dell’ICSA). Questo comportamento ha incoraggiato i culti nei loro progressi in questa arena. Per un certo tempo, ad esempio, e forse questo persiste ancora oggi, Scientology avrebbe prestato investigatori privati ​​e assistenza legale a tutti i casi di culto in cui erano coinvolti i loro nemici giurati o ideologici.

Le attività non etiche favoriscono infatti strane compagnie di letto. E molti degli apologeti sono stati utilizzati come esperti in casi legali – il più tristemente noto quale professionista apologista di culti, Dick Anthony, si dice guadagni $ 3.500 al giorno per testimoniare a favore dei culti. [13]

Non importa il caso, non importano le accuse, non importa l’evidenza, Dick Anthony è probabile che vada in aiuto di qualsiasi culto o di un gruppo chiuso, che sia stato citato in giudizio. [14]. Nel 2009 sono stata citata dall’ Agenzia del procuratore distrettuale di El Dorado County (CA) per testimoniare nel processo contro un leader di una setta poligama che era accusato di aver torturato e picchiato a morte il proprio figlio di 4 anni [15]. La difesa aveva ingaggiato Anthony per scrivere una mozione preliminare per escludere me quale testimone nel processo. Nonostante le false e fuorvianti proteste di Anthony, la Corte ha stabilito che la mia testimonianza era ammissibile.

Un’altra sentenza, tuttavia, ha escluso l’uso della parola “setta”. Nessun problema, ho detto. Ho istruito la giuria circa il potere di influenza sociale e di controllo in un ambiente chiuso, o quello che io chiamo un ambiente “a chiusura automatica”, dominato da una personalità carismatica e dalla creazione di una mentalità che io chiamo “la scelta limitata.” Si trattava di quel fenomeno che impediva alle donne di chiamare la polizia al momento dell’omicidio. Non c’è bisogno di parlare di culti o lavaggio del cervello. Il cittadino medio è perfettamente in grado di capire questo tipo di indebita influenza. Alla fine del processo, Ulisse Roberson è stato condannato in secondo grado per omicidio ed è stato condannato al carcere per 15 anni.

Due cose erano uniche in questo caso: (1) la scomparsa del bambino era avvenuta 24 anni prima, nel 1985 e, in quel momento, le “mogli” che avevano assistito al pestaggio e all’omicidio non avrebbero testimoniato in quanto erano ancora sotto l’influenza di Roberson; e (2) il corpo del ragazzo non è mai stato trovato. E’ estremamente raro, come probabilmente sapete, ottenere una condanna per l’accusa di omicidio senza un corpo. Tuttavia, in questo caso, l’accusa ha prevalso.

La confusione tra sette e religione è solo una importante tattica per la difesa legale dei culti e dei loro attori. Inutile dire che le calunnie espresse contro esperti di culto va ben oltre il dibattito scientifico, almeno nei tribunali americani. Potrei raccontarvi la causa contro i fondatori di quello che divenne un culto di business, in cui l’avvocato difensore ha insinuato che ero l’amante della Dottoressa Margaret Singer.

Poi ha cercato di dimostrare che ero prevenuta perché ero stata in una setta. Infine ha cercato di indurre nella giuria un senso di antipatia e di diffidenza perché io ero stata in un culto comunista (è il modo migliore per screditare qualcuno in America!). Tuttavia, ancora una volta, l’attore ha compreso come gli imputati avevano scelto di risolvere prima che il caso andasse in giuria.

In definitiva, è mia opinione che fino a quando gli apologeti cercheranno attivamente di
confondere giudici e giurie, è nostra responsabilità prendere in mano la questione e mettere su la migliore difesa contro le loro distorsioni e le loro false accuse. Facciamo questo nei nostri territori, in modo estremamente riflessivo e logico nelle nostre spiegazioni in aula durante la testimonianza, e sapendo che in effetti noi siamo dalla parte giusta della storia.

Bibiografia

 

[1] Lalich, J. (2004). Bounded choice: True believers and charismatic cults. Berkeley: University of

California Press.

[2] Siegel, A. F. (2003, December 6). Witness links Malvo profile, brainwashing, The Baltimore Sun.

[3] American Psychiatric Association. (1994). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (4th ed.).

Washington, DC: Author, pp. 490-91.

[4] Albarus, C. (2012). The making of Lee Boyd Malvo: The D.C. Sniper. NY: Columbia University Press, p.

10.

[5] Available: www.constitution.findlaw.com/amendment1.html.

[6] Reynolds v. United States, 98 U.S. 145(1878); Davis v. Beason, 133 U.S. 333 1890).

[7] Cantwell v. Connecticut, 310 U.S. 296 (1940).

[8] Available: www.constitution.findlaw.com/amendment1.html.

[9] Hamilton, M. (2005). God vs. the gavel: Religion and the rule of law. (NY: Cambridge University Press), p. xv.

[10] Available: www.jdsupra.com/legalnews/in-childhood-

sexual-abuse-case-californ-19456/

[11] Loller, T. (2015, April 25). Sex club seeks Nashville blessing by vowing to be a church. Associated Press.

[12] HBO (Producer), & Gibney, A. (Director). (2015). Going clear: Scientology and the Prison of Belief.

[13] Available: www.cultnews.com/?p=1482.

[14] For an excellent critique of Anthony’s thinking, see “Questions from the Balcony: A Critique of Dick Anthony” by Herbert L. Rosedale in Cults and Society, Vol.1, No. 1 (2001).

[15] People of the State of California v. Ulysses Roberson, No.S01CRF0236 (1985).

 

 

 

Fonte: http://fecris.org/wp-content/uploads/2015/05/Lalich_EN.pdf

 

Traduzione non professionale di Lorita Tinelli

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