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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Abbiamo fatto un viaggio nel mondo opaco del “miglioramento di sè”. Corsi di potenziamento mentale e lezioni di autostima. Promettono la felicità, ma possono nascondere insidiosi (e costosi) tentativi di manipolazione. Ma ci si può difendere. Basta sapere quali trappole evitare

«Mi dicevano “non c’è niente che non puoi fare, se lo desideri. Dicevano che ero circondata da persone con energie negative, e dovevo imparare a scegliere. Mi sentivo accettata dalla nuova comunità, stimolata a dare il meglio. Davano risposte facili a domande difficili: vuoi essere felice? Fai così. Presto ho cominciato a parlare come gli altri del gruppo, usavo le stesse frasi, pianificavo di andare a vivere con loro. Seguivo le indicazioni sullo stile di vita: dormire sei ore a notte, fare sport, mangiare leggero. Mi ero impegnata a reclutare nuove persone per il “corso di memoria”, lo stesso che avevo seguito io. Dovevo distribuire volantini, chiamare le persone che conoscevo. I miei istruttori mi sgridavano perché non ne portavo abbastanza. Gli amici, fuori, dicevano che stavo cambiando. Nel frattempo avevo scucito altri 2mila euro per un nuovo corso, stavolta sull’autostima. Sono rimasta nel gruppo sei mesi». Silvia ha 24 anni, vive a Bologna, sta per laurearsi in Giurisprudenza. Per lei, come per altri protagonisti di questo racconto, abbiamo scelto di usare nomi di fantasia. Ne capirete il motivo. La storia di Silvia inizia con qualche esame universitario lasciato indietro. E un incontro: un ragazzo le allunga un volantino che promette “un metodo per studiare meglio”. Un corso di memoria, in sostanza. Tre giorni di immersione totale, mnemotecniche, lettura veloce, la promessa di “passare gli esami studiando un terzo del tempo”. Costo: 1.400 euro, “ma pensa se andrai fuori corso, quante tasse universitarie in più!”. Non faceva una piega. «Quando ho finalmente capito che l’associazione succhiava il mio tempo e le mie energie, e mi imponeva lavoro gratuito, mi sono sentita così stupida…». Anche questo, un classico. Chi passa per queste esperienze prova un senso di vergogna. E spesso teme ritorsioni.

Quando Silvia ha scritto a 7, abbiamo deciso di capirne di più. Perché è giusto essere cauti. I cosiddetti “movimenti del potenziale umano” sono tanti e diversi, da Scientology all’Ontopsicologia, da Soka Gakkai agli Umanisti. Noi abbiamo deciso di concentrarci sui gruppi che promettono, in poco tempo e a pagamento, potenziamento mentale e crescita personale: i più facili da confondere con normali corsi di automiglioramento. Perché non tutte le attività di questo tipo – sia chiaro – si basano su tecniche manipolatorie o hanno secondi fini. Silvia è un caso isolato? Pare di no. I “gruppi del miglioramento di sé”, secondo l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, sono circa 50 sui 1.700 “culti abusanti” esistenti in Italia, che vanno dai santoni locali alle grandi organizzazioni internazionali. Il Centro Studi Abusi Psicologici ci spiega che metà delle duemila segnalazioni ricevute nel 2017 arrivano da corsi di autostima, lettura veloce, autoguarigione. Don Aldo Buonaiuto, dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, ha fondato insieme alla Polizia Postale il Numero Verde Anti-Sette (800.228866). La sua stima: un terzo delle 2.500 persone con cui è venuto in contatto lo scorso anno viene da esperienze di questo tipo. Di sicuro, il fenomeno è vasto. Sono in tanti a dirci: «Ehi, ma io conosco una ragazza che ha fatto parte di un gruppo così…», «Un’amica di mia mamma ha fatto un corso di rilassamento, ha tirato fuori un mucchio di soldi, è diventata strana…».

 

Parliamo con Giacomo, un ragazzo di Roma. Aveva 22 anni quando s’è iscritto a “un corso per superare gli esami in fretta” – lo stesso di Silvia. «Ne avevo bisogno, ero indietro con la tabella di marcia e rischiavo di dover restituire la borsa di studio». Costo: 2.600 euro per un weekend. «Sarebbero diventati 1.400 se mi fossi iscritto subito. Ho firmato. Per pagarmi il corso ho lasciato la mia stanza in affitto e sono tornato a Salerno, dai miei. Un tutor mi ha convinto a collaborare: potevo accedere così liberamente a incontri settimanali, ma dovevo reclutare altri clienti. Ognuno valeva “una stellina”: dieci stelline, cioè 14mila euro procurati all’azienda, mi avrebbero dato accesso a un corso superiore. Mi hanno convinto a volantinare anche con l’influenza o sotto la pioggia battente, ma non ho mai raggiunto l’obiettivo. Troppo timido». Martina, 25 anni, torinese, era una studentessa senza apparenti problemi. Se non quello, racconta, «di essere sempre per tutti quella carina, in una famiglia di geniacci. Così mi sono iscritta al corso. Dalle tecniche di apprendimento si è passati a quelli che poi, studiando psicologia, ho riconosciuto come metodi psicoterapeutici: rilassamento profondo cui seguivano colloqui con un tutor. E tecniche tipiche della programmazione neurolinguistica, come il cosiddetto ancoraggio: associare una parola a un ricordo emotivamente forte. Tutti mi trattavano come fossi la loro migliore amica. Anche questa è una tecnica, e si chiama love bombing. Chi è scettico sul nuovo percorso, presto, ti appare come un nemico. Dopo un po’ ho litigato con mia mamma. Mi trovava diversa e io le ho detto: “Sei una succhiatrice di energia!”. Un’espressione che avevo appreso durante il corso».

 

Foto di Eleanor’s Mannequin Art Foto di Eleanor’s Mannequin Art

Ci spiega Lorita Tinelli, una psicologa che nel 1999 ha fondato il già citato Centro Studi Abusi Psicologici: «Queste tecniche dovrebbero essere usate solo da professionisti. In questi gruppi invece diventano utili per convincere gli iscritti a fidarsi, offrire il proprio lavoro, reclutare altri membri paganti. Per il guadagno dei leader. Che è il vero scopo di queste associazioni». Tinelli è anche consulente della Associazione Italiana Vittime delle Sette. Creata nel 2016, è stata presentata in Senato il 21 giugno scorso. Quel giorno, a Roma, c’eravamo anche noi. Durante la tavola rotonda a Palazzo Madama è risultato subito chiaro che, alla radice del problema, c’è l’assenza di una legge. Il reato di plagio è stato abolito con una sentenza della Corte Costituzionale (9 aprile 1981, n. 96). «Il vuoto normativo è un ostacolo per avvocati e giudici», ha spiegato l’avvocato Annalisa Montanaro, consulente legale dell’associazione. Il confine tra la scelta consapevole di aderire a un gruppo e la coercizione psicologica, che può avvenire anche in un secondo momento, è infatti sottile.

Come capire la differenza tra un normale corso per il miglioramento personale e un gruppo che tende a manipolare gli iscritti? Qualche nome, in questa seconda categoria? Molti dei nostri interlocutori – stranamente – non intendono farne. «Non voglio segnalarvi alcuna associazione specifica», ci ferma don Aldo Buonaiuto . «Il nostro lavoro non è compiere vendette, ma alzare la consapevolezza. E aiutare le vittime, chiunque siano». Una psicoterapeuta si presenta su un forum come “esperta in exit counseling”: si propone d’aiutare, in sostanza, chi desidera uscire da un gruppo. Le abbiamo chiesto un’opinione su un gruppo particolare. Risponde via mail: «Sono in vacanza. E non parlo di questa associazione». Un nome, tuttavia, ritorna spesso nel forum, aperto a tutti, del Centro Studi sugli Abusi Psicologici (www.cesap.net/forum). Il nome è quello di Your Trainers Group, un’azienda che offre anche corsi di memoria e lettura veloce. Da qualche mese si chiama “Genio in 21 giorni”. Nel forum citato molti utenti – che si qualificano come ex allievi e familiari preoccupati – parlano di pressioni affinché facessero proselitismo; di tentativi di manipolazione; di difficoltà a recedere dall’iscrizione. Tra i creatori di “Genio in 21 giorni” c’è Massimo De Donno. Quando lo chiamiamo, risponde così.

Sul metodo dei corsi: «Lavoriamo molto sulla motivazione, oltre che sulle tecniche. Perché senza un metodo di studio personalizzato, le tecniche di apprendimento non bastano». Sul proselitismo: «Non siamo venditori di pentole. Nessuno è costretto a portare altri clienti, anzi non vogliamo che chi è scontento del corso ci rappresenti. Succede però spesso il contrario. Le persone che hanno frequentato il corso sono così contente che lo consigliano ai loro cari. Spontaneamente. Noi suggeriamo loro di farlo, ma niente di più». Sulla sensazione di essere stati manipolati. «Io non sono nella loro testa, non posso sapere perché si sentano così. Ma abbiamo 32 sedi in Italia e 5mila studenti all’anno. Come potremmo, se non ci occupassimo solo di ottenere i migliori risultati possibili? Solo pochi sono scontenti. Gli altri hanno giudizi positivi sull’esperienza, tanto che stiamo per pubblicare un libro che conterrà 613 testimonianze convinte ed entusiaste. Venite voi stesse a fare un corso, vedrete».

Noi, in realtà, ci siamo già iscritte: una lezione di prova nella sede di Milano. Per una sera, siamo Nicole e Alice, due impiegate che vogliono finalmente laurearsi, ma temono di non farcela. E non vogliono fare tanta fatica. I tutor sono gentilissimi, grandi sorrisi: vogliamo memorizzare una lista di 20 nomi in due minuti? Ecco, c’è un esercizio. «Non vogliamo dimostrare che si può imparare tutto a memoria» – il tutor anticipa le nostre obiezioni – «Ma studiando in modo diverso si stimolano aree del cervello nuove…». Tutto dipende dalla nostra motivazione, dalla nostra fiducia, dalla nostra disponibilità a imparare, ci spiega. E tanto basta. Quando, il giorno dopo, chiamiamo per dirgli che non ci iscriveremo, non insiste e ci augura buona fortuna. «L’eventuale aspetto manipolatorio dei gruppi di potenziamento personale o miglioramento professionale», ricorda la piscologa Tinelli, «può emergere gradualmente, man mano che si va avanti nei corsi». Lo schema dell’indottrinamento si ripete. La prima fase è quella, già descritta, del love bombing. Poi si instilla la convinzione che tutto quanto accade di positivo è da attribuire alle nuove pratiche, mentre il negativo è da imputare al vecchio stile di vita. «Può bastare un weekend», precisa Tinelli. «Ci sono tecniche immediate, che danno risultati già dopo una giornata. Nessuno punta pistole alla tempia. Per questo è così difficile difendersi». L’allarme arriva, di solito, da familiari, partner o amici. Come si può capire se una persona viene manipolata? Il primo indizio è il cambiamento improvviso e radicale: nel pensiero, nelle espressioni, nei modi. «Si adotta un linguaggio simile a quello dei propri maestri», spiega Tinelli, «Si usano termini tecnici, difficili da capire per chi è estraneo a certe pratiche. Spesso si arriva allo scontro, che poi giustifica l’uscita dalla famiglia, dalla coppia o dal gruppo di amici». Un consiglio per chi è vicino a qualcuno che appare in difficoltà? «Mettersi in ascolto. Non giudicare e non aggredire: potrebbe essere controproducente». Un ultimo consiglio: molte persone si sono liberate leggendo articoli come questo, dove si spiegano le tecniche utilizzate e si raccontano esperienze vissute. Il mondo della manipolazione mentale è opaco. Ma è possibile portare un po’ di luce. Noi, almeno, ci abbiamo provato.

Fonte: http://www.corriere.it/sette/17_luglio_13/chi-manipola-nostra-mente-1f55c278-6723-11e7-9cb7-9d56a32dcee8.shtml

Il punto focale l’ha toccato, in conferenza stampa due giorni fa al Senato, la dottoressa Lorita Tinelli, fondatrice del Centro Studi Abusi Psicologici (Cesap) e consulente  dell’Aivs (Associazione Italiana Vittime Sette): “il fenomeno settario è – ahinoi – sottostimato anche dalle istituzioni, non so se per ignoranza (intesa come non conoscenza), oppure per disinteresse oppure ancora per interessi diversi e commistioni varie”. Perché, al di là di sporadiche notizie di cronaca che ogni tanto popolano i giornali, raramente si sente parlare di sette e santoni, nonostante il fenomeno sia in ascesa e nonostante i tanti abusi che vengono commessi all’interno di queste associazioni. Basti questo: stando alle ultime stime del Codacons, una delle principali associazioni a tutela dei consumatori, almeno 13 milioni di nostri connazionali si rivolgono a maghi e santoni. In pratica un italiano su quattro.

Abusi di ogni tipo – E non parliamo solo dei pur pericolosi cartomanti. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, ci sono associazioni, guru, santoni, comunità che spingono gli adepti a spogliarsi interamente del proprio “io”, con tutte le conseguenze (e gli abusi) del caso. Psicologici, economici e sessuali. Le testimonianze sono inverosimili. Raffaella ha vissuto per 23 anni all’interno di Damanhur, una comunità attiva nel torinese che esercitava, racconta, “il controllo sulla vita sociale, politica, emozionale, sentimentale e sessuale delle persone, attraverso regole, verifiche, una fitta rete di delatori e adeguate ‘punizioni’ ai trasgressori”. Il tutto condito da “una reinterpretazione della realtà”. Basti questo: in Damanhur esiste un proprio inno, una propria moneta (il Credito), una propria costituzione, un proprio giornale ufficiale. Addirittura gli adepti vengono ribattezzati, con nomi di piante e animali. Il guru, ora morto, si faceva chiamare “Il Falco”, mentre uno degli esponenti più in luce, addirittura ex sindaco di Vidracco (il Comune in provincia di Torino col più alto numero in percentuale di adepti) e oggi assessore, Silvio Palombo, per Damanhur è Stambecco Pesco. Come la loro portavoce, Formica Coriandolo. Un mondo incantato dietro il quale, però, a detta di Raffaella si nascondeva altro: “Oggi, undici anni dopo che me ne sono andata, so che tantissime altre persone, pur vivendo infelici e miseramente, non sono riuscite a lasciare quella realtà perché non hanno un lavoro, indipendenza economica, una casa”. Quando Raffaella lascia Damanhur ha qualcosa come 23 anni di lavoro nero alle spalle: “avevo vissuto grossi lutti familiari, avevo lasciato qualcosa come l’equivalente di 400mila euro al gruppo e al leader del gruppo ed ero distrutta psicologicamente, fisicamente ed emotivamente”.

Ma Raffaella non è l’unica. Grazia è una ex Testimone di Geova. Aveva bisogno di un intervento urgente ma all’interno della Congregazione è vietata la trasfusione di sangue, per lei vitale. Dinanzi alla morte, Grazia decide di procedere con la trasfusione. “Nel giro di pochi mesi – racconta a La Notizia – mi hanno cacciato dalla Congregazione, ma il peggio doveva ancora venire”. Già, perché le tre figlie, tutte vicine al mondo dei Testimoni di Geova, sono andate via di casa e hanno trovato “riparo” in casa di un testimone. “Non mi hanno mai perdonato la trasfusione, per loro ho commesso un peccato capitale: sono mesi che non le rivedo”. Esattamente dal 27 ottobre dello scorso anno, quando decisero di andar via di casa. “Le hanno manipolate con la storia che chi si sottopone a trasfusione è un infedele. Ho dovuto scegliere tra la vita e la morte e ho perso le mie figlie”, dice sconsolata Grazia. “Ho provato a rivederle – ci racconta ancora – a febbraio: la mia seconda figlia, che ha problemi di salute, doveva sottoporsi a una visita. Ma l’anziano che le ospita si è scaraventato contro me e mio marito, aggredendoci”.

Silenzio omertoso – La domanda nasce spontanea: dinanzi a tali dinamiche, lo Stato cosa fa? Di fatto molto poco. Perché se da una parte non esiste, ad oggi, nel nostro codice penale il reato di manipolazione mentale, nonostante anche una Raccomandazione del Consiglio d’Europa (la numero 1412 del 1999) con la quale si intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale; dall’altra è sempre più forte il pressing di diverse organizzazioni per accreditarsi presso le istituzioni con l’occhio rivolto alla ricca torta dell’8×1000. Non è un caso che da quest’anno all’associazione della Soka Gakkai (che molti accostano al Buddismo, ma al cui interno in passato tanti hanno denunciato una forte mancanza di libertà e un fine meramente “politico” – come emerge limpidamente dal libro-inchiesta Occulto Italia -, ma che ovviamente l’associazione nega) è stata concesso di entrare nel fantastico mondo dell’8×1000, appunto. “Una scelta bizzarra quanto opinabile, che riteniamo decisamente motivata dalle vecchie logiche del voto di scambio”, dice Toni Occhiello, presidente dell’Aivs e che ben conosce la realtà della Soka essendo un ex fedele.

Il dubbio cresce se si considera che tra coloro che godono dell’8×1000 già c’è l’Unione Buddista. Perché allora accreditare anche la Soka? Domande senza risposta. Ma la cosa non deve stupire. Perché, come ci dice ancora la Tinelli, “sicuramente altre organizzazioni proveranno a ricevere riconoscimenti e ad accreditarsi per l’8×1000, come già fatto in passato anche con incontri tenuti alla Camera”. Il punto è che, conclude la dottoressa Tinelli, “manca una valutazione attenta dello Stato, che non ascolta esperienze e testimonianze di chi ha vissuto abusi all’interno di queste organizzazioni”.

Tw: @CarmineGazzanni

Fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/sette-allassalto-dellotto-per-mille-con-la-benedizione-dello-stato-e-intanto-gli-abusi-di-guru-e-santoni-restano-impuniti/

 

NOCI (Bari) – Creduloneria, ignoranza e fascino del mistero i temi trattati nel corso dell’ultima puntata di “Bianco e Nero”,  il programma televisivo in onda ogni domenica, su LA7, condotto da Luca Telese, in collaborazione con Francesca Lancini, giornalista e scrittrice. Nell’appuntamento di domenica 26 marzo è intervenuta, nel pool di esperti, la dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa e co-fondatrice nonchè vicepresidente del CeSap (Centro Studi Abusi Psicologici) presso il quale presta ascolto e consulenza per l’aiuto alle vittime di controllo mentale e di abuso psicologico da parte di sette, sedicenti carismatici e gruppi a carattere totalitario.

Nel corso del dibattito hanno partecipato anche il giornalista e conduttore Giuseppe Cruciani, il prete e giornalista don Filippo di Giacomo e l’antropologa Amalia Signorelli.

Alla dott.ssa Tinelli è stato chiesto quale sia la pericolosità delle sette e delle organizzazioni sataniche. “Nel momento in cui un santone ti porta una terapia a taglia unica e cura depressione, ansia, mal d’amore, non avendo nessuna qualifica per farlo, diventa un pericolo alla persona. ha risposto l’esperta nocese, nonché assessore alla cultura del paese dei tre campanili.Chi si rivolge a queste persone e crede in loro, vuol dire che ha una fragilità, che è in difficoltà”.

di Mariano Casulli
fonte: https://www.noci24.it/cronaca/notizie-da-noci/15265-lorita-tinelli-ospite-di-bianco-e-nero-su-la7

sette

Rocco Politi è un ex testimone di Geova. Un anziano, per la precisione. Un ruolo ragguardevole, paragonabile al “vescovo” per i cattolici. Un giorno, però, sua nipote si ammala gravemente. Sarebbe necessaria una trasfusione di sangue per salvare la piccolina. Impossibile, però, all’interno dei Testimoni. Talmente impossibile che si preferisce la morte alla cura. E così accade: la piccolina muore. Un colpo tremendo per la famiglia Politi, che decide, con gran fatica, da uscire da quel mondo, un mondo in cui era nato, cresciuto, in cui aveva conosciuto la moglie e messo su famiglia. “Puoi immaginare – ci dice Rocco – lo shock una volta abbandonati i Testimoni di Geova. È come rinascere, ma essere impreparati alla vita vera”.

Una situazione, quella di Rocco, che purtroppo colpisce tanti. E non a caso l’impegno oggi di Politi è dedito all’assistenza di tutti coloro che chiedono aiuto per uscire dal mondo dei Testimoni (che, per inciso, premono affinché nessuno li bolli come “setta”), con la sua associazione Quo Vadis. Basti questo: “Da quando abbiamo registrato Quo Vadis (nel luglio 2013, ndr) io ho ricevuto 120mila mail di richieste di aiuto, da tutto il mondo. Lo Stato, però, preferisce non intervenire”. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, come sia possibile che non ci sia il benché minimo controllo di tale fenomeno. Semplice: l’Italia non ha una legge ad hoc. “C’è un vuoto che non è colmato da nessun sistema”, sottolinea Pier Paolo Caselli, ex scientologist che, per la Chiesa di Ron Hubbard, ha versato 100mila euro (“e 70 non li ho più rivisti”). Peggio è andata a Maria Pia Gardini che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha dato a Scientology quasi 2 milioni di dollari. Una cifra esorbitante “per comperare dei corsi, per fare delle donazioni, perché io facendo Scientology sarei diventata superman o superwoman, non avrei più avuto malattie”. Oggi Pier Paolo cerca di prender spunto dalla sua vicenda, anche lui per rendersi in qualche modo utile agli altri. “Ho preso spunto dalla mia vicenda – ci racconta – per portare avanti, tramite il mio sito, un discorso di rafforzamento rispetto alle tematiche legate alla resilienza, quando ci sono importanti sfide da affrontare”.

STATO ASSENTE – Insomma, c’è tanto impegno nel mondo associazionistico, di soccorso alle vittime del mondo dell’occulto e ai loro familiari, ma resta il fatto – come da tempo denuncia anche Maurizio Alessandrini, fondatore dell’Associazione Familiari Vittime delle Sette – che manca un intervento deciso, da parte dello Stato.

Non a caso, la Fecris, la Federazione Europea dei Centri di Ricerca e di Informazione sulle Sette e i Culti, ha inviato una lettera a Matteo Renzi, ai ministri Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Angelino Alfano, Andrea Orlando e Paolo Gentiloni e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, esprimendo “forte preoccupazione e sconcerto per il mancato recepimento delle indicazioni contenute” in una Raccomandazione del Consiglio d’Europa (la numero 1412 del 1999) con la quale si intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione anche in ambito scolastico”. Peccato, però, che tale raccomandazione, nonostante vari solleciti e diversi interventi parlamentari, non sia mai stata recepita. Col risultato che in Italia manca, a differenza di come accade in Spagna o in Francia, il reato di plagio o manipolazione mentale.

L’ultimo tentativo di peso si è avuto nel 2005, quando un ddl sull’introduzione del reato di plagio è stato approvato dalla commissione Giustizia. Arrivato però in Aula a Palazzo Madama, dopo vari rinvii, è stato congelato, fino a scomparire dall’agenda politica. Anche in questa legislatura qualcuno ci ha riprovato. Come Pino Pisicchio che, il 15 marzo 2013, ha presentato una nuova proposta di legge, ma il ddl, però, non è mai stato nemmeno calendarizzato.

METODI MAFIOSI – Si spera, questa volta, che l’appello della Fecris vada a buon fine, dato che è l’ultimo di una serie interminabile. “Questa lettera – ci dice infatti la dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) – è fondamentale e sintetizza quanto denunciato da anni dalle nostre associazioni. Vi sono in Italia diverso gruppi che agiscono secondo modalità settarie, ma nessuna tutela legislativa per le vittime. Questo vuoto, assieme anche alla impreparazione dei giudici su questo argomento, finiscono per creare un doppio danno alle vittime che denunciano”. Ed è questa la ragione per cui, continua la Tinelli, “chi esce da un gruppo non denuncia. Un altro motivo è che si temono ritorsioni dei medesimi gruppi, che sguazzano nel vuoto legislativo, facendosi passare palesemente per le vere vittime della situazione, gridando spesso alla violazione della libertà di religione, ma agendo in modi similari ai contesti mafiosi, rovinando la reputazione di chi parla sino a commettere altri reati più gravi, quali l’effrazione di email, pedinamenti, molestie e a volte induzione al suicidio”.

GUERRA TRA ASSOCIAZIONI – Intanto, denuncia la Fecris nella sua lettera, “è da lungo tempo in corso una pressante e grave campagna di discredito delle associazioni italiane federate Fecris”, nonché della Sas, la Squadra Anti Sette della Polizia Italiana. Tale attività, peraltro, “mira a negare il fenomeno”. Domanda: chi è che sta portando avanti tal campagna, secondo la Fecris? La European Federation for Freedom of Belief (FoB), che ovviamente respinge puntualmente ogni accusa mossa dalle associazioni antisettarie e che si pregia di frequentare l’Osce (Office for Democratic Institutions and Human Rights), cui puntualmente ogni anno nella propria relazione illustra le ragioni per cui, a loro dire, andrebbero abolite la Squadra Anti Sette, CeSAP e tutti coloro che si occupano del mondo settario e di assistenza a vittime e familiari sconvolti da esperienze con le organizzazioni controverse.

La Fecris, però, a sua volta è impegnata a denunciare il fenomeno settario e i ripetuti tentativi di infiltrazione degli stessi apologeti dei culti in sedi istituzionali. Perché resta un fatto: chi troviamo all’interno della FoB? Lo dice la stessa Fecris: “l’associazione […] vede tra i suoi direttori e membri esponenti di rilievo di organizzazioni controverse come Scientology, Damanhur, Misa Yoga”. Per dire: il leader del Misa, Gregorian Bivolaru, è stato arrestato a febbraio. Era tra i 45 latitanti più pericolosi d’Europa. Insieme a Matteo Messina Denaro e Salah Abdeslam.

Tw: @CarmineGazzanni

Fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/da-scientology-ai-santoni-nel-silenzio-del-governo-le-sette-guadagnano-adepti-e-lo-stato-sta-a-guardare/

 

Di Flavia Guidi

 

Risultati immagini per stalking

 

La parola stalking è entrata così prepotentemente nel nostro vocabolario quotidiano da essere pronunciata spesso fuori contesto e scollegata dal suo reale significato. Si tratta, in realtà, di un fenomeno che in Italia dal 2009 costituisce un reato, e che conta annualmente decine di migliaia di casi.

Se studi e numeri ci forniscono alcune certezze—come il fatto che nella stragrande maggioranza dei casi coinvolge conoscenti, che le vittime sono soprattutto donne, e che solo pochissimi episodi vengono denunciati—più difficile è capire il confine che delimita il fenomeno. A dimostrazione di questo, ultimamente ha generato titoli e stupore il caso di un uomo condannato per stalking dopo aver regalato un mazzo di rose all’ex compagna.

Per fare chiarezza e capire di cosa parliamo quando parliamo di stalking, come lo si può riconoscere e come bisogna reagire, ho contattato Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del Centro Studi Abusi Psicologici (Cesap).

VICE: Qual è la definizione di stalking, e quale il confine tra stalking e non stalking?
Lorita Tinelli: Per stalking si intende una serie di comportamenti reiterati di tipo persecutorio messi in atto da una persona nei confronti della sua vittima. Tali condotte vessatorie—tra cui minacce, molestie, pedinamenti, atti lesivi continuati—prima staccate tra di loro, hanno poi costituito gli elementi fondanti la legge quadro dello stalking. Esse producono un’ansia tale da costringere la vittima a cambiare il proprio stile di vita.

Il reato e, quindi, l’azione patologica, si configurano quando il tutto si inserisce in un contesto persecutorio e reiterato nel tempo, con un crescendo di episodi che mettono in pericolo o fanno percepire una situazione di pericolo a chi ne è il destinatario.

Quali sono gli elementi che ci devono far capire che siamo di fronte a uno stalker?
Innanzitutto la minaccia, che non sempre è diretta. La situazione di pericolo è riconoscibile nel fatto che una persona si sente vittima di una costante osservazione e pressione, inseguita in ogni secondo, sotto il controllo costante dello stalker. Lo stalker non si limita a osservare o a essere presente da lontano, ma fa sentire la sua presenza in maniera attiva, rendendo quindi note anche le azioni che sta preparando. Lo stalker entra, lecitamente o illecitamente, in ogni spazio che ritiene utile per far sentire la sua presenza.

Ci sono dei tratti psicologi che accomunano gli stalker?
La caratteristica principale dello stalker è il narcisismo. Lo stalker non si arrende di fronte alla frustrazione del rifiuto, non accetta che l’altra persona possa dire di no. Poi chiaramente ci possono essere una serie di psicopatie di ogni genere, ma il narcisismo è sicuramente la problematica più evidente.

Anche una relazione sana può portare allo stalking?
Una relazione sana significa persone sane che entrano in relazione tra loro, elaborando in maniera equilibrata anche i momenti ‘no’ che in essa sperimentano. Le persone sane sanno accettare i no, le sconfitte, le frustrazioni, e trovano, ognuna con i propri tempi e le proprie modalità, il modo di superarle. Quindi la risposta, in generale, è no: lo stalking è un segnale di non equilibrio e di non sanità, ed è proprio il risultato dell’impossibilità della persona di stabilire una relazione sana.

Nella sua esperienza, quant’è alto il rischio che, se ignorato, lo stalker abbia un’evoluzione violenta?
Quantificare è difficile; dai casi di cui mi sono occupata e da quelli di cui leggiamo, suppongo che questi casi siano meno di quelli che non hanno alcuna evoluzione sanguinosa. È vero che, per chi è consapevole del problema, è sufficiente coinvolgere il questore, che può decidere l’allontanamento dello stalker. Oppure esperti che aiutino ad affrontare la situazione dal punto di vista psicologico. Ci sono misure che permettono di arginare lo stalking e i suoi danni, se prese per tempo.

Va riconosciuto che negli ultimi anni, e soprattutto dall’approvazione della legge quadro, c’è una maggiore attenzione e consapevolezza nei riguardi dello stalking, con una certa predilezione per quello che avviene nell’ambito sentimentale.

Qual è la cosa migliore che si può fare quando ci si trova a fare i conti con uno stalker?
Interrompere completamente la relazione. Lo stalker si nutre delle reazioni della sua vittima, quindi è necessario evitare di rispondere e di incontrare la persona. Bisogna assumere la percezione di non essere in grado di gestire lo stalker, quindi evitare ogni tipo di contatto. Inoltre, si deve immediatamente denunciare la situazione e rivolgersi a persone competenti, per essere sostenuti in tutte le fasi successive.

Quali sono i meccanismi psicologici che scattano in una vittima di stalking?
La vittima riconosce lo stalking, ma fa fatica ad accettare di essere parte di una relazione “malata” e ha paura di denunciare.

Lo stalker lavora molto sulla fragilità della vittima: più individua segnali di fragilità e di paura e più si insinua e li fa aumentare. Così, la vittima finisce a lungo andare per sentirsi più debole, più fragile, in colpa, per non aver compreso subito e per aver tentato più volte di modificare la dinamica che si è instaurata. Non ci si sente più liberi, e in maniera quasi automatica i sintomi di ansia, le fobie e la depressione emergono. Per tutti questi motivi, le vittime di stalking tendono a isolarsi.

Parlava di una maggiore consapevolezza, vuol dire che anche le denunce sono in aumento?
Da quello che ne so io le denunce sono in aumento. Tuttavia, c’è un passaggio fondamentale tra denuncia e presa in carico dei casi. Ci sono molte più denunce rispetto al passato, ma purtroppo spesso per valutazioni non corrette di procuratori o inquirenti vengono archiviate—problema comune, tra l’altro, a casi di violenza sessuale e altri reati.

Si tratta di un fenomeno che sta prendendo piede anche tra le donne?
Assolutamente. Lo si comprende meglio nell’area maschile, ma di fatto lo stalking avviene ovunque, anche nella relazioni di lavoro; ci sono stati anche casi di sentenze che hanno riconosciuto lo stalking condominiale. Non si lega esclusivamente all’area sentimentale. Avviene tra colleghi, nei condomini, in tutti gli ambiti della vita sociale.

Fonte: http://www.vice.com/it/read/intervista-tinelli-stalking

Di Imma Giuliani

luigicorvaglia

 

Il CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici),  rappresentato dal suo presidente, dottor Luigi Corvaglia, è diventato membro del Consiglio Direttivo della FECRIS (Federazione Europea dei Centri di Ricerca e di Informazione sulle Sette e i Culti), organismo internazionale con sede a Marsiglia, (Francia), presente anche in seno al Consiglio d’Europa di Strasburgo e all’Onu, cui fanno capo 56 associazioni di 34 paesi del mondo che si adoperano per difendere le vittime degli abusi delle sette e di tutti i gruppi costrittivi e totalitari.

La decisione è stata assunta con voto all’unanimità il 20 maggio 2016, durante l’annuale assemblea organizzata in questa occasione presso l’ISTITUT BIBLIOTEKARSTVO I INFORMATION TECHNOLOGY dell’ Università di Sofia.

Il CeSAP,  membro effettivo della FECRIS dal 2010, è una delle due associazioni italiane attualmente annoverate tra i soci federati della ONG: l’altra è la storica associazione di famigliari di vittime delle sette, FAVIS onlus, con sede a Rimini, il cui presidente Maurizio Alessandrini è da anni è impegnato nell’attività di sensibilizzazione, anche istituzionale, inerente il vuoto legislativo in materia di condizionamento psicologico e comportamentale in contesti cultuali e relazionali “Un vuoto normativo che al momento attuala vede purtroppo lo Stato continuare a brillare per la sua assenza e indifferenza anche in relazione alle nulle risposte alle numerose interrogazioni nonché a una mozione parlamentare in materia- E analogo discorso può farsi considerata  la mancanza di un qualunque progetto culturale di informazione e prevenzione a tutela delle fasce a più elevato rischio, come adolescenti e minori, troppo spesso vittime indifese di violenze psicologiche, fisiche e sessuali in ambito settario. Non va del resto dimenticato che molti connazionali in stato di debolezza o difficoltà, finiscono preda di una nutrita nebulosa di gruppi pseudo-terapici, con esiti non di rado drammatici per la loro integrità psichica e per la loro salute” .

Relativamente alla recente nomina, Maurizio Alessandrini afferma: “Per la prima volta nella storia della Fecris un rappresentante delle associazioni italiane entra a far parte dell’organismo decisionale e questo, oltre a essere il riconoscimento dell’impegno serio e costante delle associazioni, è il segnale del rinnovamento atteso e necessario cui contribuirà l’amico dott. Luigi Corvaglia.”

Interpellato il Presidente dr. Luigi Corvaglia, già membro anche del Comitato Scientifico della stessa FECRIS, esprime grande soddisfazione per questo nuovo incarico: “L’ingresso dell’Italia nella Consiglio della FECRIS inaugura una nuova stagione di attenzione per il fenomeno settario e per la gestione del problema della persuasione indebita nel nostro paese”.

“Da questo momento, quindi, il CeSAP anche grazie al suo lavoro di collaborazione con la FAVIS, potrà portare un contributo sempre più fattivo a livello europeo. E’ per noi un grande traguardo e il risultato di un percorso di stima reciproca e di impegno costruito negli anni. -tiene a precisare la fondatrice del CeSAP, Lorita Tinelli – Questo inserimento nel Consiglio Direttivo di una prestigiosa ONG, com’è la FECRIS, è inoltre un chiaro attestato di riconoscimento della qualità del nostro lavoro dopo anni di una attività difficile e spesso osteggiata. Il CeSAP è nato nel 1999 sull’idea di un piccolo gruppo di studiosi  si è dotata negli anni di collaboratori e di un comitato scientifico di eccellenza, per affrontare le tematiche di cui si occupa in maniera più efficace, e, dopo essere diventata conosciuta a livello nazionale, diviene parte integrante di una realtà internazionale di questa portata. Faccio i miei più cari auguri a Luigi Corvaglia, per questo suo nuovo impegno”.

L’Avv. Vincenzo Gallo,  tra i fondatori dell’associazione Favis e noto ai media nazionali anche per essere stato il legale della famiglia di Chiara Marino, la giovane barbaramente trucidata dal gruppo denominato LE BESTIE DI SATANA, si congratula con il Dr Luigi Corvaglia per la prestigiosa nomina, incoraggiandolo a farsi portavoce della Fecris presso la politica italiana affinché siano tempestivamente adottate politiche informative e promosse concrete misure preventive, così come già avvenuto in altri paesi europei, a tutela dei minori, delle fasce maggiormente vulnerabili e, in generale, di tutta la popolazione.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/blog/criminalmente/allarme-sette-corvaglia-nella-direzione-della-fecris-431056.html?refresh_ce

“Peppino Impastato: una voce per la Legalità”: il ricordo di Danilo Sulis

NOCI – Si è svolto lo scorso sabato 18 giugno il secondo appuntamento della seconda edizione di #NOCICREATIVA, rassegna dedicata prevalentemente ai giovani con lo scopo di educare alla cultura della legalità, della cooperazione e dei diritti come strumenti essenziali per la crescita di una comunità, ospitata quest’anno presso il nuovo Centro per la Legalità “Peppino Impastato”.

L’evento, intitolato “Peppino Impastato: una voce per la Legalità”, è stato presentato dall’assessore alla cultura Lorita Tinelli, e moderato dalla referente della web radio nocese “Yes We Radio” Daniela Della Corte, la quale ha raccontato i progressi raggiunti da Yes We Radio, una realtà nata a marzo 2015 ma che oggi conta circa una cinquantina di nocesi tra speakers e registi, giovani ed adulti che con puntuale impegno condividono passioni e interessi.

«Gli spazi alla legalità ci sono sempre, poiché vanno costruiti ogni giorno, il punto sta nell’essere protagonisti di questi luoghi» ha affermato il sindaco Domenico Nisi, richiamando il tema cardine dell’iniziativa.

Ospite della serata, dedicata a far conoscere alla comunità nocese chi fosse Peppino Impastato, è stato Danilo Sulis, co-fondatore, insieme a Impastato, di “Radio Aut” e ora Presidente di “Rete 100 Passi” e dell’omonima Radio, che ha descritto ai presenti la personalità di Impastato, un amante della radio e difensore dei valori essenziali della vita che hanno segnato il suo impegno nella lotta contro la mafia. «Peppino era un ragazzo comune in cui molti si identificano. Il nostro primo passo insieme è stato fondare il Circolo “Musica e Cultura”, un’associazione di promozione culturale e musicale, punto di riferimento per i giovani» ha raccontato Sulis, aggiungendo: «in suo onore è nata nel giorno del suo compleanno “Radio 100 passi”, una web radio, strumento dei giovani, per giungere dove arrivano i fondi della mafia, poiché per fare legalità si può partire dalle trasmissioni musicali».

Inoltre, alcuni ragazzi di Yes We Radio hanno voluto contribuire alla memoria di Peppino Impastato leggendo lettere e poesie di suoi amici che lo hanno ricordato, raccontando i suoi insegnamenti riguardanti i veri valori della vita e la giusta via da seguire, e al termine, Danilo Sulis ha risposto alle curiosità dei presenti.

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Fonte: http://www.legginoci.it/2016/06/20/peppino-impastato-una-voce-per-la-legalita-il-ricordo-di-danilo-sulis/

Casi insabbiati ed espulsioni per chi non si allinea. Le inchieste in Australia e Stati Uniti e Gran Bretagna sollevano dubbi in Italia

 

«Sono un testimone di Geova battezzato da molti anni». Comincia così la lettera inviata da Raffaele Di Martino ai vertici della sua organizzazione religiosa. Una richiesta di informazioni, e al contempo un modo per prendere le distanze.

Il segno di una inquietitudine che accomuna il camionista 34enne di Ancona a molti altri «fratelli» in tutto il mondo dopo l’esplosione di un caso internazionale legato a episodi di pedofilia non denunciati. In Australia, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e a cascata in molti altri Paesi del mondo, sono spuntate storie di bambini abusati e di mancate denunce, se non proprio di vicende taciute alle autorità giudiziarie.

La questione è finita nelle aule dei tribunali. Ed è rimbalzata su forum, blog, profili Facebook di migliaia di fedeli che hanno cominciato a chiedersi se la naturale attitudine alla riservatezza di chi professa il credo di Charles Taze Russel non sia in passato degenerata nella sistematica copertura di pedofili e predatori sessuali….

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO E GUARDA LA VIDEO INTERVISTA REALIZZATA DA ANTONIO CASTALDO QUI:

http://www.corriere.it/video-articoli/2016/05/11/i-testimoni-geova-casi-pedofilia-non-denunciati/919c8e32-1794-11e6-aaf6-1f69bf4270d2.shtml

 

di Carmine Gazzanni

Più che Scientology che scienza sui banchi di scuola. Pochi giorni fa, al Liceo Virgilio di Roma, è scoppiato il caos: dopo un blitz della Guardia di Finanza un ragazzo è stato arrestato mentre spacciava hashish. Un fatto tanto inaspettato quanto clamoroso. Non fosse altro che parliamo di una delle scuole più rinomate della capitale. E allora subito si è pensato di correre ai ripari con un bel corso ad hoc: un seminario antidroga per allontanare i giovani studenti dal tunnel della perdizione. Fin qui tutto bene, dunque. Peccato, però, che a organizzare il tutto, come si poteva leggere nei volantini e nell’altro materiale informativo distribuito, era la “Fondazione per un mondo libero dalle droghe”. Bel nome, non c’è che dire. Se non fosse che parliamo di una costola di Scientology, l’organizzazione americana fondata da Ron Hubbard, autore del libro “Dianetics”, la Bibbia degli scientologi.

MANIPOLAZIONE MENTALE? – Come raccontato nei giorni scorsi dalla stampa, il ciclo di incontri ha avuto inizio, per le prime classi, sui rischi legati alla tossicodipendenza, organizzato da due docenti di scienze dell’istituto classico della Capitale. Erano previsti altri incontri, ma la “scoperta” che dietro c’era Scientology, con un indirizzo di Los Angeles (California), ha fatto scattare la protesta dei genitori, fino a un’interrogazione parlamentare, presentata da Sel al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Tutto, dunque, è stato ora bloccato. Ma il fatto resta. “È grave – dice a La Notizia la psicologa Lorita Tinelli, fondatrice del Cesap (Centro Studi Abusi Psicologici) e che da anni si occupa dei fenomeni legati al mondo settario – che si sia affidato un progetto così delicato ad un gruppo controverso e malgrado in diversi centri Narconon (i centri antidroga di Scientology, ndr) si siano verificati fatti raccapriccianti”. Già, Narconon. Tra le tante società parallele di Scientology troviamo le comunità terapeutiche “Narconon” (Non narcolessia), che attraverso un percorso a base di saune, integratori, vitamine promettono di aiutare i tossicodipendenti a uscirne. Si basi bene: secondo gli scientologi è pura attività umanitaria. Ma per i fuoriusciti, invece, dietro c’è l’intento di inculcare la “fede” in persone deboli. Un esempio? Maria Pia Gardini (una delle più note fuoriuscite da Scientology che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha versato, dopo essere stata a suo dire plagiata, qualcosa come 1.840.000 dollari alla Chiesa) si avvicina a Scientology dopo che la figlia, per uscire dal tunnel della droga, era entrata in Narconon. E da lì Hubbard era diventato per lei un vero e proprio Dio. “C’è anche da aggiungere – continua la Tinelli – che è risaputo che in questi centri non si esegue un trattamento medico o psicologico di riabilitazione con strumenti collaudati,  ma si seguono dei percorsi mutuati dalla filosofia hubbardiana”. Senza dimenticare che “i percorsi sono pagati profumatamente e in anticipo”. Una cifra ce la fornisce proprio la dottoressa Tinelli: “si stima una cifra media di 20 mila euro circa per un percorso di 6 mesi”.

LA VOCE DEI FUORIUSCITI – Insomma, il dubbio – e il motivo per cui i corsi sono stati bloccati – è che il fine fosse quello di fare proselitismo. Per carità: anche qui, Scientology rigetta le accuse al mandante. “Ci siamo accertati con chi di dovere – ha spiegato a Repubblica Fabrizio D’Agostino, eminente scientologo di Roma – che nel corso dell’intervento non c’è stato, in modo assoluto, alcun riferimento alla religione di Scientology e che i ragazzi e gli insegnanti sono stati soddisfatti dell’intervento di prevenzione che era il vero e dichiarato obiettivo dello stesso”. Il dubbio, però resta. Secondo Pier Paolo Casellifuoriuscito dal mondo di Scientology, “sono i loro soliti modi per intrufolarsi”. Anche ai suoi tempi, racconta a La Notizia, i meccanismi erano simili: “con altri miei due miei amici avevano costituito una società che si chiamava Management Time Vicenza s.n.c.. Avevamo, attraverso uno scientologo che lavorava all’Api (Associazione Piccole Imprese) di Treviso, cercato di inserirci in quel contesto. Avevamo tenuto un corso sulla gestione aziendale grazie alle tecniche di Hubbard presso quella struttura, a cui avevano partecipato una decina di imprenditori trevigiani. L’oratore era stato Gabriele Segalla, uno scientologo molto conosciuto che teneva molte conferenze in giro per l’Italia su Scientology”.

LA GALASSIA – L’obiettivo, dunque, pare proprio quello di fare proselitismo. Fandonie? Forse. Certo è che sono tante le associazioni parallele alla Chiesa. Come la “Applied Scholastics”, il metodo educativo che si basa sui dettami del guru Hubbard e che, nel 2005, riuscì anche a farsi accreditare fra gli enti che formano gli insegnanti al ministero dell’Istruzione dall’allora titolare Letizia Moratti (prima di essere cacciati dal successore, Guseppe Fioroni). E Applied la ritroviamo anche nelle tende del terremoto tragico che colpì nel 2009 L’Aquila. Insieme a chi? Alla Pro.Civi.Co.S. Ovvero, la protezione civile costola di Scientology. Ebbene sì: la “religione” ha anche una propria protezione civile che non manca di essere presente nei casi di calamità naturali e di offrire soccorso a persone bisognose, che casomai hanno perso tutto dopo un evento drammatico come un terremoto. Basta così? Certo che no. Un altro gruppo molto attivo è il Ccdu, il Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo, un ente, si legge sul sito ufficiale, “che indaga ed espone le violazioni psichiatriche dei diritti umani”. Stessa ragione per cui Scientology è messa sotto accusa da fuoriusciti e associazioni e centri studi anti-settari.

Tw: @CarmineGazzanni

 

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito alle notizie sui recenti fatti successi al liceo  “Virgilio” di Roma, la Chiesa di Scientology rileva che la polemica montata da alcuni giornalisti sul seminario di prevenzione che pochi giorni prima era stato tenuto da un volontario della campagna “La verità sulla droga” è soltanto strumentale.

Discriminare il credo religioso di chi ha tenuto quella conferenza è servito ad attaccare i responsabili dell’istituto, mettendoli alla berlina per non essere abbastanza “liberali” nei confronti dell’uso di droga. Sono stati messi in relazione due fatti, la conferenza di prevenzione e l’arresto dello spacciatore, per gettare fumo sul vero problema: il consumo di stupefacenti tra i giovani, dentro e fuori le mura scolastiche.

E’ stata fatta diventare notizia una non-notizia per costringere i responsabili del liceo a  giustificare una scelta che non ha bisogno di nessuna giustificazione: quella di aver deciso di far parlare una persona  che ha vissuto sulla propria pelle il dramma della droga, cioè una persona capace di parlare la stessa lingua degli ascoltatori, capace di dare una testimonianza di vita vissuta  che va oltre le lauree di specializzazione, le appartenenze sociali, il colore politico e il credo religioso. Per la cronaca, il  risultato di quella scelta è che sia gli studenti che gli insegnanti hanno ricevuto le informazioni corrette e si sono dichiarati soddisfatti di quell’intervento, a differenza di altri fatti precedentemente.

Il credo religioso di colui che ha parlato non dovrebbe nemmeno essere menzionato, ma qualcuno, in violazione dei principi costituzionali,  ha voluto discriminarlo. Ne prendiamo atto. La campagna educativa “La Verità sulla Droga”, patrocinata dalla Chiesa di Scientology, si propone esclusivamente di dare le corrette informazioni e fornire i fatti sugli effetti a lungo e breve termine delle droghe e sulle menzogne che vengono raccontate ai giovani per indurli a provare, con testimonianze dirette di persone che si sono liberate dalla dipendenza e che parlano quindi con cognizione di causa.

E’ una campagna che sta al di sopra delle logiche politiche legate alla contrapposizioni tra le teorie proibizioniste e anti-proibizioniste. L’obiettivo è informare al fine di mettere una persona, giovane o adulta che sia, nelle condizione di poter fare una scelta informata in merito all’usare o non usare stupefacenti. La campagna “La Verità sulla Droga” è apprezzata e utilizzata in tutto il mondo da oltre 400 enti di pubblica sicurezza e oltre 800 tra istituzioni, associazioni e individui che condividono l’obiettivo di creare un mondo libero dalla droga. La attività della campagna continueranno per aiutare a liberare questa società dalla piaga della droga. Per maggiori informazioni consultare il sito: it.drugfreeworld.org

Fabrizio D’Agostino
Chiesa di Scientology di Roma

 

La replica della Chiesa di Scientology non contraddice di una virgola quanto scritto nel pezzo, anzi lo conferma. Prendiamo atto del nobile impegno nella lotta anti droga, mai peraltro messo in discussione nell’articolo. Resta il fatto che, secondo chi ha vissuto all’interno della Chiesa, sia un modo per fare proselitismo. Tutto legittimo, ma rientra nei compiti del giornalismo segnalare la cosa, perché certamente questa non è una “non-notizia”.

Carmine Gazzanni

 

Fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/scientology-entra-in-classe-corsi-anti-droga-al-liceo-virgilio-di-roma-ma-per-i-fuoriusciti-e-lennesimo-tentativo-di-infiltrarsi-ecco-la-galassia-della-chiesa-tra-associazionismo-e-volontari/


03 03loritainelliiene  NOCI (Bari) - Ricordate il servizio de “Le Iene” andato in onda lo scorso 26 gennaio? In quell’occasione il giornalista del noto programma di Canale 5 della rete Mediaset Luigi Pelazza, in un servizio intitolato “Quando una religione ti toglie la libertà”, si interrogava con dati e prove alla mano su comportamenti e plagi che subirebbero alcuni Testimoni di Geova. La dottoressa Lorita Tinelli, in qualità di membro del Centro Studi Abusi Psicologi, rispondeva ad alcune dinamiche sollevate dal giornalista (leggi qui). A distanza di un mese la stessa questione è stata risollevata ed ancora una volta la dott.ssa Tinelli è riapparsa in tv.

Testimoni di Geova e abusi sessuali. Questo il titolo del nuovo servizio di Pelazza andato in onda lo scorso martedì 1 marzo 2016. Raccogliendo ulteriori testimonianze ed andando ancora più a fondo nella questione sugli abusi sessuali dei minori e relativi comportamenti degli “Anziani” della congregazione, Pelazza ha sollevato questa volta il fenomeno del “disassociazionismo” e delle mancate segnalazioni da parte della Congregazione Cristiana dei testimoni di Geova alle addette attività giudiziarie. Il giornalista, rivolgendosi direttamente alla congregazione, pare non abbia ancora una volta ricevuto risposte concrete sulle decisioni. L’interrogativo esposto sarebbe rimasto ancora una volta: “come possono genitori ed anziani della congregazione non proteggere i propri figli e consentire che gli abusatori continuino a vivere senza alcuna colpa?”.

A tutto questo la dottoressa Lorita Tinelli, attualmente anche assessore del Comune di Noci, ha continuato a rispondere e a dare in proprio contributo da professionista, qual è, nell’ambito degli abusi psicologici. Pubblichiamo di seguito i link di entrambe le puntate andate in onda il 26 gennaio ed il 1° marzo durante il programma “Le Iene”.

1° PUNTATA -   2° PUNTATA 

 

Fonte: http://www.noci24.it/cronaca/notizie-da-noci/12990-lorita-tinelli-a-le-iene-continua-il-servizio-di-pelazza-sui-testimoni-di-geova3

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