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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

NOCI (Bari) - Si è svolta lo scorso 29 novembre, presso l’auditorium del Liceo Da Vinci, la presentazione del libro “Il cyberbullismo spiegato ai genitori” ad opera della dottoressa Guillermina Carnicina, psicoterapeuta e counsellor ad orientamento analitico-transazionale.

L’intento dell’opera è quello di rappresentare una preziosa guida “al riconoscimento” e quindi alla più efficace gestione e al debellamento di un terribile fenomeno sociale sempre più diffuso e che miete sempre più vittime. La serata è stata fortemente voluta dai due dirigenti scolastici, Rosa Roberto dell’IIS Da Vinci – Agherbino- e Giuseppe D’Elia, dei Comprensivi Pascoli – I Circolo e Gallo e si è svolta nell’ambito di una serie iniziative intitolate “Insieme contro il bullismo e il cyberbullismo”. La professoressa Antonella Montone, docente presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, ha moderato gli interventi dell’autrice, dottoressa Guillermina Carnicina, della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa ad indirizzo clinico e forense e della dottoressa Cristina Baldi, pedagogista e Giudice Onorario del Tribunale dei minori.

Una serata incentrata sul doloroso peso che le parole possono assumere, non poteva che aprirsi proprio con le parole: quelle veicolate da un video dall’impatto visivo ed emotivo fortissimo. In aula, una ragazza, una nuova alunna, si presenta ai suoi compagni: afferma di chiamarsi Stefania e di essersi trasferita da poco e le solite cosette retoriche che si raccontano su di se quando ci si presenta. Peccato che il racconto inizi a diventare sempre più dettagliato e confidenziale: la ragazza parla di una festa, durante la quale si era lasciata andare bevendo un po’ troppo e perdendo conseguentemente i sensi. Alcuni ragazzi presenti, iniziano a mimare su di lei, in stato di incoscienza, dei palesi atti sessuali ma…non si limitano a questo! Il tutto viene infatti filmato e pubblicato in rete e la ragazza inizia a ricevere insulti sempre più pesanti.

“Così aprii la finestra della mia stanza e mi lanciai di sotto! Se non fossi morta, ora sarei una vostra compagna di classe e non immaginate cosa vi siete persi! Le parole fanno più male delle botte” – conclude la ragazza lasciando immaginare quale sia stato il tragico epilogo dell’essere costretta a sopportare un macigno psicologico enorme. Inutile specificare la storia che il video racconta è in realtà quella vera della povera Carolina Picchio, prima vittime di bullismo 2.0 suicidatasi nel gennaio del 2013. Altrettanto toccante è stata la lettera che il professor Beppe Novembre ha letto immediatamente dopo la proiezione del video: il mittente è Paolo Picchio, il padre di Carolina, che con grande dolore, ma anche grande coraggio, chiede alla Boldrini una legge che assoggettasse ogni forma di bullismo a ripercussioni legali e a pene idonee. La dottoressa Guillermina Carnicina, autrice del libro, ha poi spiegato chiaramente l’intento che esso intende perseguire. E’ agli adulti (genitori, nonni, docenti, collaboratori scolastici) che il libro si rivolge, perché sono gli adulti coloro che hanno gli strumenti psicologici e cognitivi per proteggere i ragazzi dal fenomeno e per aiutarli a venirne fuori qualora ne fossero già stati vittime.

Un “gioco di squadra” insomma, contro una delle piaghe sociali più spinose e dilaganti ai nostri giorni. “Occorre una vera e propria rivoluzione culturale che le istituzioni dovrebbero porre in atto nei confronti delle famiglie” – ha specificato la dottoressa Carnicina: “Tra le caratteristiche che delineano il fenomeno del cyberbullismo, ci sono innanzitutto la facilissima accessibilità e la pervasività! La rete ormai è ovunque: non c’è nessun luogo in cui possiamo dirci al sicuro dai pericoli che ne derivano. Spesso dimentichiamo che, quando andiamo a postare in rete una foto oppure in video, con estrema leggerezza, noi cessiamo di essere i proprietari di quel contenuto e lo consegniamo in maniera definitiva e permanente alla rete. La rete è “gli altri” e gli altri non sempre hanno intenti sani. Altro grave errore è considerare il cyberbullismo una serie di scaramucce tra ragazzi, perché si tratta invece di una vera e propria disfunzione patologica della comunicazione sulla quale occorre intervenire in maniera intensiva e capillare” – ha concluso l’autrice.

Sempre di comunicazione e nello specifico del peso delle parole ha parlato la dottoressa Lorita Tinelli, nota psicologa ad indirizzo clinico e forense. “C’è una bella differenza tra l’uso della parola “de visu” e quella digitata sulla tastiera di un pc, di un tablet o di uno smartphone! Siamo erroneamente portati a credere che la prima implichi una maggiore responsabilità ed è per questo che di diventa “leoni da tastiera”, perché non si avrebbe il coraggio di dire determinate cose guardando direttamente negli occhi la persona a cui ci si rivolge” – ha esordito la Tinelli- “La distinzione tra virtuale e reale è quanto di più sbagliato si possa demarcare. Ciò che è virtuale è pur sempre reale: dietro quegli schermi ci sono persone in carne ed ossa e non accusano di certo meno il “piombo” delle parole sparate a casaccio, solo perché le leggono invece di ascoltarle con le proprie orecchie. Imparare a comunicare è fondamentale, perché si può dire tutto, ma bisogna sempre farlo nel modo giusto. Una parola detta nel modo o al momento sbagliato può letteralmente annientare una persona, così come una proferita nel modo e al momento giusto, può risollevarle ed innescare la molla di un percorso di rinascita”- ha puntualizzato la psicologa, invitando a fare un buon uso dei social e degli strumenti multimediali, che non sono da demonizzare in sé: “I social sono fantastici: ti permettono di comunicare in tempo reale, per lavoro o al livello personale con chiunque tu voglia in ogni parte del mondo e quindi sono strumenti pensati per un qualcosa di altamente positivo. Ciò non toglie che possano però diventare più deleteri della bomba atomica se usati in modo sbagliato. Il guaio è che spesso, da parte dei genitori non c’è controllo sull’uso della rete e dei social: vuoi per mancanza di tempo, in seguito ad una vita sempre più frenetica, vuoi perché non tanto addentrati nell’uso delle moderne tecnologie. Sovente capita che i genitori chiedano ai figli: “Com’è andata a scuola oggi? Chi sono gli amici con cui esci?” Mai domande come:“A quali gruppi facebook sei iscritto? Chi sono i tuoi amici sui social? Mi racconti qualcosa di loro?” E’ importante, anzi prescritto proprio dalla legge che ogni istituto scolastico individui delle figure di riferimento che tengano proprio dei corsi specifici sul bullismo 2.0. Tra l’altro, c’è anche una legge regionale che connette direttamente scuola e territorio, al fine di un’opera di prevenzione e di sensibilizzazione” – la Tinelli ha concluso il suo intervento con un importante auspicio: “Vorrei potermi alzare di qui con la consapevolezza che sia stato compiuto un ulteriore passo concreto verso il l’annientamento di questa piaga sociale, perché si sa che le parole lasciano sempre il tempo che trovano: sono i fatti ciò di cui, ora più che mai, si ha bisogno”.

L’intervento della dottoressa Cristina Baldi invece, ha toccato gli aspetti strettamente giuridici del cyberbullismo, in rifacimento alla legge del 2017 che consta di 71 disposizioni. Non sono mancate certamente perplessità e polemiche circa il considerare reato il bullismo “fisico” e non quello 2.0 perché bisogna ammettere oggettivamente che si tratta pur sempre di violenza e che le lacerazioni psicologiche non guariscono facilmente quanto quelle fisiche. Anche la Baldi ha sottolineato l’importanza di una vera e propria rieducazione affettiva e comportamentale. “Tengo a chiarire molto bene un concetto: qualunque episodio di bullismo va prontamente segnalato alle autorità preposte! Non farlo sarebbe peccare realmente di moralità e non avere il minimo senso civico, contribuendo a qualcosa di altamente distruttivo per la società” – ha puntualizzato Cristina Baldi, chiarendo che: “Non deve spaventare quella che è la giovanissima età degli aggressori. Non è un peccato che un ragazzo sia sottoposto a processo e che sia aperto un fascicolo a suo carico. Il vero peccato è che ciò non venga fatto: per la società, per lo stesso aggressore e per la vittima. E chi non segnala, chi non denuncia, potrebbe poi avere sulla coscienza una o più vite come quella di Carolina Picchio, del “ragazzo con i pantaloni rosa”, che molti ricorderanno e di tantissime altre vittime. Viene aperto un fascicolo e quindi? Il fascicolo così come viene aperto può essere chiuso, ma deve esserlo solamente nel momento in cui si ha la totale sicurezza di essere andati alla radice del comportamento deviante, quando venga a sussistere una mediazione con la vittima e quando famiglia e scuola siano attivamente coinvolte nel percorso di recupero. Solo così saremo veramente sicuri che avremo reintegrato nel tessuto sociale un individuo sano che non andrà nuovamente a lederlo”- Parole che inducono certamente a riflettere, quelle della dottoressa Baldi, spronando la scuola e magari le stesse famiglie( famiglie che spesso tendono invece ad “ammantare” o a non voler vedere) a denunciare alle autorità senza paura e senza vergogna, per quello che è veramente bene per il ragazzo.

Gli interventi conclusivi sono stati dei Dirigenti Rosa Roberto e Giuseppe D’Elia che alla luce delle esperienze personali vissute nell’arco della loro carriera, hanno ammesso che ci troviamo certamente in una società malata dove sono i genitori i primi “bulli” che non ammettono neanche di fronte all’evidenza le colpe dei figli, ma che dal canto suo, la scuola sarà sempre in prima linea nella lotta al bullismo, con il pugno fermo e con una serie di attività, iniziative e progetti formativi ed educativi. E’ bene che se ne parli continuamente, ma continuamente non bisogna smettere di “fare” dal lato pratico.

 

Marica D’Aprile
Fonte: https://www.noci24.it/cultura/educazione/18012-il-cyberbullismo-spiegato-ai-genitori-un-libro-prezioso-su-una-piaga-sociale-dei-nostri-tempi

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I dirigenti degli istituti scolastici di Noci, Rosa Roberto dell’IIS Da Vinci – Agherbino e Giuseppe D’Elia, dei Comprensivi Pascoli – I Circolo e Gallo – Positano sono i principali promotori della presentazione del libro “IL CYBERBULLISMO SPIEGATO AI GENITORI”, che si terrà il 29 novembre presso l’auditorium del liceo Da Vinci.

La grave emergenza sociale del bullismo in tutte le sue forme ha come teatro proprio la scuola e la casa, i luoghi in cui i ragazzi dovrebbero vivere più serenamente la propria esperienza di crescita affettiva e culturale. E’ per questo che “Insieme contro bullismo e cyberbullismo” è il titolo delle iniziative che la Scuola ha in programma per affrontare il triste fenomeno. Insieme, perché soltanto facendo squadra intorno a chi è vittima di maltrattamenti da parte di coetanei è possibile ottenere risultati positivi. Insieme, perché l’attivazione di un canale comunicativo diretto tra i diversi ordini di scuola può rendere tempestivi il riconoscimento del bullismo e il suo contenimento. Ovviamente, il primo passo utile è quello di coglierne gli indizi, spesso volutamente occultati dalle vittime, per paura o per vergogna.

E’ quindi agli adulti, gli insegnanti, i collaboratori scolastici e i genitori che si rivolge IL CYBERBULLISMO SPIEGATO AI GENITORI, l’opera della dott.ssa Guillermina Carnicina (psicoterapeuta e counsellor ad orientamento analitico-transazionale). Il suo intento è quello di fornire preziose indicazioni per rendere visibile e gestibile il fenomeno del bullismo, sia esso diretto o mediato da internet. La dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa ad indirizzo clinico e forense, e la dott.ssa Cristina Baldi, pedagogista e giudice onorario del Tribunale dei minori, affiancheranno l’autrice del libro per svelare tutte le implicazioni psicologiche, patologiche e legali del fenomeno. La prof.ssa Antonella Montone, docente presso l’Università degli Studi di Bari, farà da moderatrice e stimolerà le riflessioni del pubblico.

Fonte: http://www.nocigazzettino.it/4800/Il%C2%A0cyberbullismo%C2%A0spiegato%C2%A0ai%C2%A0genitori.html

In quanto ex assessore ho ricevuto l’invito a portare la mia esperienza nel convegno organizzato dall’Ordine degli Psicologi pugliese. Condividerò riflessioni ed esperienze con altri colleghi, ex o attuali amministratori, all’interno di una Tavola Rotonda dal tema “Psicologia, comunità e servizi”. Nella stessa giornata l’Ordine degli Psicologi firmerà un protocollo di intesa con l’ANCI

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di Gianni Tinelli

Antenna Pon Puglia, anche Noci al tavolo delle linee guida

NOCI – Il 4 Settembre scorso presso il Comune di Gioia del Colle, capofila della rete dei nodi comunali dell’Antenna Pon Puglia, di cui il nodo di Noci è parte integrante insieme ad altri 16 comuni in tutto il territorio regionale, si è svolta l’assemblea tra amministratori e tecnici della Rete che ha definito le linee guida delle attività dei nodi informativi comunali e il regolamento del comitato guida che coordinerà il lavoro sul campo.

L’obiettivo fondante della Rete Antenna Pon Ricerca e Innovazione è quello di recepire le esigenze di cittadini, associazioni, imprese, mondo della ricerca che gravitano ed agiscono nei singoli Comuni in tema di ricerca ed innovazione.

Marta-Jerovante-assessoreA guidare i lavori, l’architetto Michele Lastilla, coordinatore regionale della Rete Antenna Pon Puglia in Ricerca e Innovazione. In rappresentanza del Comune di Noci, Marta Jerovante, attuale assessore alle politiche sociali che ha preso parte al dibattito ed alle votazioni inerenti gli argomenti inseriti nell’ordine del giorno, tra cui l’istituzione del tavolo tecnico. «Con l’approvazione, lo scorso 4 settembre, delle Linee guida dei nodi comunali della Rete e del Regolamento istitutivo del Tavolo Regionale del Comitato Guida,  – spiega l’assessore Jerovante – il Progetto della Rete Antenna Pon Puglia entra in fase più spiccatamente operativa. Il Progetto è orientato a promuovere e, soprattutto, generare innovazione sociale, e la Rete intende farlo attivando, da un lato, un processo partecipativo a livello locale ed intercomunale; dall’altro, dando vita ad ampie aggregazioni che siano capaci di cogliere profondamente le opportunità dei fondi strutturali, e che sappiano finalizzare gli interventi al soddisfacimento delle esigenze territoriali. Il vero punto è questo: non esistono buone politiche né buone pratiche al servizio del territorio in assenza di una attenta lettura delle specificità locali, e di una preventiva analisi dell’utilità delle azioni ipotizzate. In tal senso, diventa fondamentale il ruolo del Nodo comunale – e dal quale l’Amministrazione intende muovere –, punto di incontro dei cittadini, delle associazioni, delle imprese, dei ricercatori, momento di definizione dei bisogni e delle conseguenti iniziative, possibile sede di partenariato e di co-progettazione. Perché il sistema così immaginato possa funzionare occorre però che la comunità sia in grado di leggere se stessa, e sappia poi coerentemente manifestare le proprie istanze».

tinelli-lorita-assessoreLa psicologa Lorita Tinelli, reduce dal suo impegno come assessore al Comune di Noci, è stata invitata a far parte di un gruppo di lavoro, necessario supporto tecnico e professionale nelle attività della rete. «Cercherò di portare il mio contributo in termini di esperienza acquisita sul campo quando rivestivo la carica di assessore del mio Comune alle politiche sociali ed all’offerta formativa e di proseguire in questa nuova scommessa in un ruolo sempre tecnico all’interno di un progetto al quale ho dedicato passione, entusiasmo, le mie conoscenze e competenze». La professionista si occuperà tra l’altro del progetto “A scuola senza zaino”.

Fonte: http://www.legginoci.it/2018/09/08/antenna-pon-puglia-anche-noci-al-tavolo-delle-linee-guida/

di Gianni Tinelli

 

Satana Dentro, storia vera di possessione e solidarietà

 

NOCI – «Dovevo cristallizzare il momento, renderlo visibile e documentabile ai posteri». Così Gianni Svaldi, giornalista e direttore di Radici Future Magazine, si è presentato alla platea di Noci per divulgare il verbo del suo Satana Dentro.

Ospite del Presidio del Libro locale che porta avanti il programma d’appuntamenti “Largo all’Autore, Largo ai libri”, ed intervistato dalla psicologa Lorita Tinelli, il giornalista racconta di quando è venuto a contatto per la prima volta con una storia di possessione del maligno. «È una storia della nostra terra, successa in Valle d’Itria, racconta ancora, non è distante da noi».

 

Gianni Svaldi
Gianni Svaldi

 

Così durante la sua professione, negli anni novanta, per una inchiesta giornalistica tenta di avvicinare padre Amorth, uno dei sacerdoti esorcisti più influenti del fine secolo scorso, ma questi lo respinge. Un po’ sconsolato si siede su una panca all’interno della chiesa (quella che diventerà l’immagine di copertina del libro) ed è a quel punto che gli si avvicina una donna, che nel libro chiamerà Maria L., che racconta di essere in possesso di un documento ufficiale del Vaticano che attesta uno stato di possessione demoniaca. Nasce così il progetto editoriale, divenuto un libro tratto da una storia vera, Satana Dentro, che narra la storia di Maria L., una ragazzina all’epoca dei fatti, posseduta e salvata dal demonio.

Negli anni novanta il tema che ha toccato fortemente la comunità cristiana viveva una specie di tabù, non se ne doveva parlare, la stessa Chiesa, per ammissione di Svaldi, era reticente a rilasciare dichiarazioni in merito, bruciava i documenti, insomma nessuno doveva sapere nulla. Ed invece l’importante lavoro d’inchiesta condotto dal giornalista andriese lo ha portato a scoperchiare il vaso di pandora. La ragazza lo aiuta a ricostruire la vicenda, Svaldi tenta a più riprese di instaurare un rapporto con gli enti ecclesiali, e alla fine porta a casa il risultato. Anche durante “la passione” vissuta da Maria L, la Chiesa si era mostrata scettica su un eventuale caso di esorcismo tanto che la poverina è stata sottoposta a diversi esami psichici e psicologici prima che la Santa Sede prendesse in esame il suo caso. E anche dopo ha lavorato nel più stretto riserbo.

Un caso che ha visto l’umanità e la solidarietà degli abitanti e non solo del paese in cui la ragazzina viveva. Tutte le sere i cittadini si fermavano davanti alla sua casa per pregare per lei. La grande forza degli uomini per bene è incarnata nella figura del padre esorcista Cipriano De Meo che non solo porta il caso in sede vescovile ma si batte con tutta la sua forza per liberare la giovane dal gioco del maligno.

Ora, al di là della questione ecclesiale che tende a lavare i panni sporchi in famiglia (come i casi dei preti pedofili in USA e Irlanda), il dilemma riguarda il contrasto con la scienza, quella che Svaldi opportunamente chiama “zona grigia”. Fino a che punto arriva la scienza? Quando la scienza non riesce a spiegare qualche fenomeno, questi è sempre riconducibile alla Religione (qualsiasi essa sia)? Il dibattito ha di certo incuriosito il pubblico del Chiostro di San Domenico spingendolo a farsi un’idea.

Fonte: http://www.legginoci.it/2018/09/10/satana-dentro-storia-vera-di-possessione-e-solidarieta/

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Posted by Lorita Tinelli on 11 maggio 2018
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