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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Le sette in Italia: quella zona d'ombra tra spiritualità e autodistruzione

Nel nostro paese sono circa 500, con migliaia di adepti, ma una stima esatta è impossibile. E in mancanza di numeri ufficiali, il fenomeno continua a crescere, mentre per chi vuole uscirne la strada è sempre più difficile

di CECILIA GRECO
C’è chi è rimasto intrappolato vent’anni, chi ha abbandonato la famiglia e gli amici, chi ha perso tutti i suoi soldi. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Cesap, il Centro studi abusi psicologici, risalenti al 2015, in Italia si contano circa 500 “comunità spirituali” operanti sul territorio, ma fare una stima esatta del numero di persone che fanno parte di una “setta” nel nostro paese è pressoché impossibile.
Innanzitutto: cosa si intende per setta? Ci sono gruppi dediti alla magia e all’esoterismo, altri promuovono il potenziale umano, fino a quelli che propongono percorsi spirituali o “religiosi”. “La definizione è molto dibattuta e il termine ha assunto oggi un significato negativo – spiega Francesco Brunori, vice presidente dell’Aivs (Associazione italiana vittime delle sette) – La parola ha due definizioni latine. La prima: ‘secta’ – da ‘sequor’, seguire una direzione – definisce un gruppo di persone che segue una dottrina religiosa, filosofica o politica minoritaria. Il secondo significato è quello del termine ‘secare’, tagliare, disconnettere: che è oggi il fine di ogni setta che rientra fra i cosiddetti “nuovi movimenti religiosi”.Allo stato attuale non è possibile offrire una statistica precisa circa il fenomeno in Italia. L’ultimo rapporto ufficiale del Ministero dell’Interno risale al 1998. “L’ultimo rapporto si è occupato solo di movimenti magico esoterici, parlava di 76 movimenti religiosi per un totale di circa 78.500 affiliati. Oggi sono molti di più, c’è stato un aumento incredibile – spiega Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del Cesap -  È verosimile considerare una forbice tra uno e due milioni di italiani. Oggi si è sviluppato il fenomeno delle psico-sette: gruppi che propongono un messaggio di natura psicologica. Lo Stato Italiano non ha mai risposto alle indicazioni delle varie raccomandazioni Europee agli stati membri, in cui si chiedeva maggiore attenzione al fenomeno e l’adozione di politiche preventive. Sono le poche associazioni di volontariato che si occupano del fenomeno, con scarsi mezzi e tanti rischi”.

Nel 1981 in Italia è stato abrogato il reato di plagio. “Da quel momento – continua Tinelli – abbiamo un vuoto legislativo che non permette di aiutare le vittime. Più volte diversi politici hanno tentato di portare avanti un disegno di legge sulla manipolazione mentale, ma ad oggi la situazione risulta ferma”.

Il fenomeno settario mantiene un forte radicamento nella società tanto da far registrare negli ultimi anni un aumento delle affiliazioni. “Dalle richieste di aiuto notiamo un incremento delle adesioni – afferma Tinelli – in un momento di crisi generale è naturale che il fenomeno sia in crescita, perché la gente è alla ricerca di punti di riferimento, che evidentemente non trova altrove. Nel 2017 abbiamo avuto 339 denunce da parte di parenti. Si tratta di persone che sono riuscite a definire perfettamente il tipo di gruppo e a portare documenti a riguardo. Mentre in atri casi non abbiamo potuto fare nulla per mancanza di elementi. La gente si avvicina con una certa preoccupazione al nostro centro, temendo di essere presa di mira dai membri della setta cui è coinvolto il proprio caro, e soprattutto temendo ritorsioni su di lui. Non c’è prevalenza di adesioni maschili o femminili. Il neofita è solitamente una persona in uno stato di necessità, alla ricerca di risposte esistenziali di un’età tra i 30 e i 50 prevalentemente e spesso di cultura medio-alta”

In questo scenario la Polizia di Stato ha creato un reparto investigativo ad hoc: la Squadra Anti Sette. “Agiamo nel contesto dei reati contro la persona (omicidi, violenza di genere, violenza sessuale) – spiega Francesca Romana Capaldo, vice questore aggiunto della Polizia di Stato e responsabile della Squadra Anti Sette – La parola ‘setta’ è quella più adatta a descrivere questo tipo di gruppi. Ci sono delle caratteristiche comuni: un leader dalla personalità forte e dalla capacità manipolatoria, con una forte dose di cinismo e grande versatilità criminale e imprenditoriale. Una struttura piramidale e un vero e proprio programma di proselitismo, che si basa sulle debolezze dell’interlocutore e sull’isolamento dello stesso. Il gruppo diventa la famiglia e viene spinto a ‘donarè anche tutto il proprio patrimonio”.

Il reparto apre le indagini a seguito di segnalazioni di ex adepti – come è successo recentemente a Torino, dove una giovane ha denunciato alla Polizia le violenze sessuali subite in una setta con l’aiuto del compagno -  ma anche di familiari o amici delle vittime. “Tra i reati ascrivibili troviamo violenze sessuali o di gruppo, appropriazione indebita di denaro, truffe, frodi o addirittura furti di informazioni, detenzione o spaccio di stupefacenti”

Il confine tra libertà di culto e manipolazione, per la dottoressa Annamaria Giannini, specialista in psicologia giuridica e forense, è chiarissimo. “La libertà di culto – sancita dalla Costituzione – richiama l’ispirazione a forme di credenze o adesione a religioni che non comportano azioni illegali e neppure forme di aggressione o di autodistruzione. La manipolazione invece può condurre ad atti criminali: in questo caso non si parla di valori ma di azioni di suggestione compiute ai danni di qualcuno che, truffato o raggirato, viene condotto ad agire nell’interesse -ad esempio – del Guru di una setta. Questo interesse può essere legato al potere assoluto che si desidera avere sull’altro, a vantaggi di tipo economico o sessuale o altro ancora”.

Uscire dall’esperienza settaria non è facile, chiarisce Giannini. “Allontanarsi è difficile proprio a causa dell’isolamento. Questo viene praticato convincendo le vittime che i familiari sono entità negative, che vogliono il loro male e che sono all’origine della loro sofferenza. Nei casi più fortunati in cui si riesce a venire fuori da quello che è un vero e proprio incubo (fatto di violenze, sequestri, riti, privazione di cibo e sonno per indebolire la volontà) la persona sente un fortissimo disagio psicologico, non riesce a riconoscersi, ad accettare e comprendere come sia stato possibile essere manipolati fino a quel punto”.

Fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2018/02/27/news/le_sette_in_italia_testimonianze_numeri-189839775/
Secondo lo psicologo Steve Eichel, un esperto internazionale di culti,  presidente dell’Associazione International Cultic Studies Association (ICSA), negli stati Uniti esistono circa 10.000 sette.  Egli ha delineato diversi modi per identificarle.
“La maggior parte delle sette sono estremamente piccole e cercano deliberatamente di mantenere un profilo basso”, ha detto Eichel al corrispondente di “48 Hours”, Peter Van Sant. “A meno che non commettano un crimine, a meno che non facciano qualcosa che attiri l’attenzione su di loro -attenzione negativa e a critica nei loro confronti – generalmente non ne sappiamo nulla”.
Van Sant ha intervistato Eichel per il suo approfondimento su “48 ore” circa il culto australiano The Family. Il culto era guidato dalla mistica autoproclamata Anne Hamilton-Byrne che, con l’aiuto dell’LSD, persuase i seguaci di essere la reincarnazione femminile di Gesù Cristo.
I bambini della setta The Family
Hamilton-Byrne ha avuto fino a 500 seguaci e ha raccolto 28 bambini durante il periodo di esistenza del culto. Alcuni bambini erano la progenie dei membri della setta, alcuni erano neonati le cui madri non sposate che credevano di andare a vivere in una casa tranquilla. Alcuni erano bambini sottratti dal mondo esterno, secondo l’ex detective Lex de Man, che ha studiato The Family per anni.
Molti dei bambini avevano i capelli biondi tinti, perché Hamilton-Byrne voleva che assomigliassero tra loro come fratelli e sorelle. Solo quando i bambini sono stati salvati dalla polizia hanno appreso che Anne e suo marito Bill Hamilton-Byrne non erano i loro genitori biologici.Sebbene The Family avesse la propria sede vicino a Melbourne, in Australia, aveva dei presìdi nel Kent, in Inghilterra, e nella regione di Catskills nello Stato di New York. In effetti, gli Hamilton-Byrnes furono arrestati nella loro casa di Catskill e estradati in Australia per essere processati.

Una discussione su The Family solleva naturalmente la domanda sull’esistenza delle sette negli Stati Uniti. Molti americani, specialmente i baby boomer, tendono a pensare che le sette siano un residuo degli anni ’60 e ’70, ma non è vero, come ha imparato Van Sant.”Come americano, quando penso alle sette negli Stati Uniti, penso ai Branch Davidians. La situazione di Waco. Penso a Charles Manson”, ha detto Van Sant. “Penso a solo una manciata di gruppi, perché quelli sono quelli di cui ho davvero sentito parlare. Mi stai dicendo che c’è molto di più?

Cosa è successo alla famiglia di Manson?
Gli infami omicidi commessi dai seguaci di Charles Manson si sono svolti a Los Angeles nel 1969 – non tutti i membri della sua famigerata “Famiglia” sono …”Certamente. E naturalmente non ne hai mai sentito parlare, e nemmeno io, del resto. Non tengo traccia di tutte le sette “, rispose Eichel. “I gruppi settari tendono a  rimanere segreti. Non vogliono molta notorietà o attenzione negativa “.

Quindi quali sono le caratteristiche di una setta? Eichel ha elencato diversi fattori:
1) “Attenti a qualsiasi tipo di pressione. Questo è probabilmente il consiglio più importante che posso dare a chiunque. Qualsiasi tipo di pressione per prendere una rapida decisione di essere coinvolti in qualsiasi tipo di attività o organizzazione intensiva”.
2) “Diffida di qualsiasi leader che si proclami dotato di poteri speciali o intuizioni speciali. E, naturalmente, di divinità”.
3) “Il gruppo è chiuso, quindi in altre parole, anche se possono esserci dei seguaci esterni, di solito c’è una cerchia ristretta che segue il leader senza domande e che mantiene un enorme livello di segretezza”.
4) “Il gruppo usa mezzi ingannevoli, in genere, per reclutare nuovi membri, e una volta reclutati sottoporrà i suoi membri a un programma organizzato di riforma del pensiero, o ciò che la maggior parte delle persone chiama “lavaggio del cervello”.
5) “Tipicamente le sette sfruttano anche i loro membri … per quanto più finanziariamente. All’interno del gruppo, sfrutteranno i membri finanziariamente, psicologicamente, emotivamente e, troppo spesso, sessualmente”.
6) “Un aspetto molto importante della setta è l’idea che se lasci il culto, ti accadranno cose orribili. Questo è importante ed è importante rendersene conto. Le persone al di fuori di un culto sono potenziali membri, quindi non sono considerate negativamente come quelle ch sono all’interno del culto che poi lo abbandonano”.
Written by “48 Hours” producer Paul LaRosa. Watch “48 Hours:” The Family : A Cult Revealed”
Fonte: https://www.wcbi.com/how-to-identify-a-cult-six-tips-from-an-expert/
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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Tutti sappiamo bene cosa stia ad indicare il termine “setta” e quanti significati quotidianamente gli affibbiamo a prescindere dal suo preciso significato etimologico, e sappiamo anche bene quanto questo inquietante e misterioso fenomeno sia molto ben diffuso in tutto il Mondo, fin dai tempi più antichi.

Ovviamente di sette ce ne sono di ogni genere, ma qui, oggi, in questo articolo, con precisione ci soffermeremo sulle cosiddette psicosette.

Cos’è quindi una psicosetta?

di Eugenio Cardi

Scopri di più su https://www.gaiaitalia.com/2018/02/25/punti-cardi-nali-di-eugenio-cardi-psicosette-alla-larga/#14te9hMTeMlXiwxr.99

Nota del 26/02/2018: A seguito della puntata di Presa Diretta del 24/02/2018 (https://www.raiplay.it/video/2018/02/PresaDiretta-Io-ci-credo-e9a0c56b-1d8b-4bd3-a10a-f7cb19bdc8de.html) dal tema ‘Io ci credo’, che ha previsto anche la mia partecipazione, vi sono stati i soliti rumors che piuttosto che commentare la puntata complessivamente, hanno concentrato la propria attenzione su una pagina, precisamente la 9, mancante in questa sentenza, da me pubblicata, credendo di dimostrare con questo la mia totale malafede relativamente alle informazioni che pubblico. E questo nonostante il link al documento in pdf che ho inserito sin dall’inizio in questo testo (che l’abbia scritto per tempo e non ora lo può anche confermare chi del gruppo dei miei simpatizzanti monitora il mio sito). Ringrazio i miei ammiratori per avermi fatto notare il mio refuso e … li invito a stare più sereni, perchè, come direbbe Freud, a volte il sigaro è solo un sigaro!

 

La conversazione è tratta dal gruppo google free.it.religioni.scientology, nel giorno 26 febbraio 2018. Tale gruppo fondato da Simonetta Po con alias Alessia Guidi, piuttosto che occuparsi di Scientology, come da titolo e da obiettivi originari, dal 2006 ad oggi preferisce occuparsi di me e della strenua difesa di Arkeon.

 

 

 

 

 

 

 

 

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https://www.raiplay.it/video/2018/02/PresaDiretta-Io-ci-credo-e9a0c56b-1d8b-4bd3-a10a-f7cb19bdc8de.html

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Creative Commons License “Io ci credo” puntata del 24 febbraio 2018 di Presa Diretta is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.