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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

di

 

Se si sospetta la presenza di un abuso all’interno di una esperienza religiosa, è bene fate alcune domande ai propri clienti del tipo: ricevete richieste di perfezionismo spirituale? Avete il terrore di non essere accettati? Vi sono aspettative spirituali narcisistiche e follemente ridicole sulla vostra vita?

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C’è stato un tempo in cui le convinzioni religiose ti hanno portato compagnia e pace, mentre ora lotti per la tua privacy, l’insicurezza e il confronto. Hai cercato sicurezza nella fede, ma ora vi sono soltanto regole, cerimonie e rituali. Come ci sei arrivato a tutto questo?

Un narcisista usa il proprio credo religioso per manipolare, controllare e dominare. Egli strumentalizza sistematicamente la tua vita al di fuori del culto e si inserisce al suo centro.

 

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Non è la religione il problema. Le principali organizzazioni come quelle dei cristiani, musulmani, buddisti, indù e culti ebraici o anche quelle minori come i mormoni, il taoismo, il confucianesimo, New Age o Rastafari possono utilizzare questo modo di fare. Anche coloro che non professano la fede in Dio, come gli atei, gli agnostici o i satanisti sono inclusi in questa possibilità.

Non è il tipo di credenza ma piuttosto come la fede viene usata, che favorisce l’abuso.

1) Si comincia con il pensiero dicotomico, la gente viene spaccata in due parti. C’è chi è d’accordo con le convinzioni del narcisista e chi non lo è. E’ interessante notare che solo il narcisista è il giudice e decide chi appartiene ad una fazione o all’altra. La tua opinione è irrilevante.

 

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2) Inoltre il narcisista prende in giro, sminuisce e mostra pregiudizi verso altre credenze. Questa tattica è utile a ricordare che se uno cambia le proprie opinioni, sarà trattato nello stesso modo.

 

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3) Improvvisamente il narcisista diventa elitario e si rifiuta di associarsi con persone o gruppi che ritiene impuri o profani. Preferisce l’isolamento e chiede di fare lo stesso, condannando chiunque non lo faccia.

 

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4) Successivamente, il narcisista richiede che si adotti completamente il suo punto di vista. Non c’è spazio per le diverse opinioni o per mettere in discussione la sua autorità. Qualsiasi possibilità di opinioni contrarie viene affrontata con minacce di abbandono o di separazione. Non vi è concessa alcuna volontà gratuita.

 

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5) Richieste di totale sottomissione, senza domanda successiva. Tu non sei libero di mettere in discussione la sua autorità e ogni tentativo in tal senso si scontra con la disciplina spirituale, fisica e/o verbale. La chiamata, la castità e il trattamento silenzioso sono manovre comuni in conformità.

 

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6) Il narcisista non è più soddisfatto del dominio privato, ma ha bisogno di mostrare il suo potere in pubblico. Egli si aspetta il rispetto rigoroso per qualunque immagine che ha creato a prescindere dalla correttezza di tale immagine. Anche il minimo accenno di mettere in discussione la sua facciata viene gestito con rimproveri immediati e crudeli.
7) Per intimidire ulteriormente, il narcisista etichetta le persone che non rispettano le sue credenze come disobbedienti, ribelli, senza fede, demoni, o nemici della fede. Questo viene fatto di fronte agli altri per rafforzare le loro opinioni e instillare la paura dentro e fuori la comuità.

 

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8) C’è grande enfasi sulle prestazioni pubbliche. vengono richieste perfezione e felicità in ogni momento. Le attività religiose, come andare in chiesa, diventano esigenze prioritarie, le aspettative eccessive e rigide. Non vengono concesse indennità nemmeno per il lutto per la perdita di un amico o di un suo parente.
9) L’adesione rigorosa ai ruoli e alle regole vengono dominati con dichiarazioni assolute su questioni insignificanti, quali il colore o lo stile dei capelli. L’inosservanza è affrontata con severa disciplina e perfino con la scomunica.
10) Per separare ulteriormente, il narcisista utilizza segretezza o trattiene le informazioni per pochi eletti tra individui meritevoli. A volte ha bisogno di una prova di spiritualità avanzata o di qualche livello più profondo di impegno prima di condividere.
11) Mettere in discussione il narcisista è peggio che mettere in discussione la religione. L’obbedienza cieca al narcisista è attesa come il suo parere ed è più importante della religione. In sostanza, ha sostituito la vostra religione con se stesso e si aspetta l’adorazione.

 

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12) Il narcisista utilizza spesso la propria posizione religiosa di autorità per il proprio beneficio personale, che è spesso finanziario. Egli giustifica questo comportamento dicendo di meritarlo,  perché è migliore di altri. Tu, però, non vieni considerato anche perché la tua parte migliore non è abbastanza buona.

13) Per il narcisista, il fine giustifica i mezzi. Egli può impegnarsi in una cattiva condotta criminale o coprire le trasgressioni altrui in nome della religione. Questo include coprire gli abusi sessuali, abusi fisici, reati finanziari e altri misfatti. Egli crede di essere al di sopra della legge e quindi in potere di sovvertirla.
14) Per completare l’isolamento allontana  i  membri dalla famiglia allargata e dagli amici al di fuori della religione. Questo include l’evitamento, l’alienazione, la persecuzione. Tu sei completamente solo ora con lui come unica voce della tua vita.

 

 

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15) Alla fine di tutto questo, ti accorgerai che le tue convinzioni hanno perso la loro vitalità e che la tua crescita religiosa si è bloccata a causa dell’abuso narcisista costante. Non è insolito a questo punto mettere in discussione la propria fede e anche abbandonarla a causa del comportamento sadico.

Non c’è bisogno di essere oggetto di abusi religiosi. Rileggi questi punti e rifiuta di essere parte di un’organizzazione che incoraggia questo comportamento. La tua fede è troppo preziosa per essere distrutta da un narcisista. Non lasciare che la tua felicità sia compromessa.

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Fonte: http://pro.psychcentral.com/exhausted-woman/2015/05/15-narcissistic-religious-abuse-tactics/

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

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NOCI – Dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni che hanno visto Noci protagonista di scritte sessiste contro le donne, riportate in un italiano, a stento comprensibile, su alcuni manifesti inerenti questa tematica, l’Amministrazione Comunale ha voluto approfondire il tema della violenza di genere con un incontro di confronto e riflessione svoltosi lo scorso 23 ottobre presso il Chiostro delle Clarisse, dal titolo “#MeToo: SOS Diversità di Genere”, ispirato ad un hashtag lanciato sui social da un’attrice dopo il recente scandalo che ha interessato il mondo dello spettacolo.

A prendere parte alla tavola rotonda, moderata dall’eccellente giornalista Annamaria Minunno, sono stati numerosi esponenti nocesi e non, sia donne che uomini, da sempre vicini a quest’importante tematica e per questo desiderosi di esprimere il proprio pensiero al riguardo.

In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale sono intervenuti il sindaco Domenico Nisi e l’assessore Lorita Tinelli. Quest’ultima, da esperta psicologa e criminologa, ha sostenuto: «ultimamente la violenza serpeggia nel nostro linguaggio ed è importante fermarsi un attimo a riflettere sul peso che le parole hanno su chi le legge. Probabilmente modificando il nostro approccio, partendo magari dalle scuole, potremmo superare quei pregiudizi insiti nella società odierna».

A tal proposito, la senatrice Angela D’Onghia ha affermato: «La scuola ha il compito di educare al rispetto dell’altro. A Noci non manca la cultura, forse quello che inizia a mancare è l’educazione. Quello della violenza è un problema sociale».

Leggermente differente è stata la visione di Stefano Verdiani, referente dell’associazione nocese Presidi del Libro organizzatrice degli incontri pubblicizzati dai manifesti pasticciati, il quale, ancora disgustato dall’accaduto e incredulo che nessuno abbia visto l’artefice delle scritte, ha sostenuto che l’educazione dovrebbe cominciare innanzitutto dalle famiglie, esordendo con una significativa frase: «Se vuoi essere rispettato impara a rispettare».

Presente all’incontro anche Daniela Ciriello, co-autrice con Antonella Caprio di “Un granello di colpa”, il libro protagonista del manifesto vittima delle scritte sessiste, accompagnata dall’editore Leonardo Palmisano che ha evidenziato la barbaria di quest’epoca. Nel libro le due autrici raccontano e testimoniano moltissime storie a lieto fine di donne vittime di violenza, affinché possano essere d’aiuto a molte donne, risvegliando le loro coscienze attraverso un percorso educativo. Dall’esigenza di dar voce a queste donne è nato il progetto “Donna O”, in cui O sta per oggetto.

A conclusione della serata è intervenuta anche la presidente dell’associazione nocese Darf Mariarosaria Lippolis, che raccontando la storia dell’associazione, nata inizialmente come prettamente femminile al fine di offrire la possibilità a giovani donne professioniste di affermare il proprio ruolo sociale, e successivamente aperta anche agli uomini per coltivare insieme, attraverso la cultura, una realtà sociale, ha affermato: «La violenza di genere, ossia la prevalenza di un sesso sull’altro, si è evoluta nel tempo assumendo varie forme. Quella sulle donne è stata riconosciuta tardivamente e non c’è nessuna differenza tra la violenza che avviene tra le mura domestiche e quella effettuata da un estraneo o in un contesto lavorativo».

Fonte: http://www.legginoci.it/2017/10/25/metoo-sos-diversita-di-genere-rispettare-per-rispettarsi/

Creative Commons License La Gazzetta del Mezzogiorno del 15/10/2017 sulle scritte sessiste a Noci is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.