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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

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Dipendenze e cyberbullismo, perché i genitori devono sapere

NOCI – «Signori voi siete delle teste di casco». Non è una battuta ma l’appellativo con cui il presidente dell’associazione no profit Vivilastrada.it Tonio Coladonato si è rivolto ai genitori durante il convegno “Prevenzione delle patologie più diffuse fra gli adolescenti e cyberbullismo” organizzato dall’istituto S.M. Pascoli 1° Circolo e svoltosi martedì al chiostro di San Domenico.

È stato uno dei pochi incontri a Noci che ha avuto come interlocutori non gli studenti ma bensì i loro genitori. Al tavolo dei relatori professionisti di ogni settore che hanno dato il loro contributo per affrontare temi molto dibattuti nella società ma a quanto pare poco discussi all’interno delle famiglie. Il tema della sicurezza stradale, appunto, è uno di questi. Tonio Coladonato ha fornito una sintesi dettagliata di come, durante il progetto “Dal banco alla strada”, sono i ragazzi stessi a raccontare le malefatte dei propri genitori. Non allacciare le cinture di sicurezza, messaggiare al cellulare mentre si guida, distrarsi, fumare, sono tra le maggiori cause di incidente stradale e gli studenti imparano dai propri genitori questo tipo di atteggiamenti. Ed allora sembra palese che debbano essere gli adulti che per primi debbano fornire il buon esempio. Da qui la frase: «Signori siete delle teste di casco».

Parole dure quelle utilizzate da Coladonato: «Non prendetevela con le forze dell’ordine quando sequestrano la moto ai vostri figli, non prendete sottogamba la situazione, e non ingiuriate gli uomini in divisa quando sequestrano la patente ai vostri figli. Se lo fanno è perché in quel momento il delinquente è vostro figlio». Sull’abuso di alcool alla guida toccante è la testimonianza di Piero Console vittima lesa della strada. Console racconta il suo calvario, la difficoltà nel riprendere una vita normale dopo l’incidente.

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Ma oltre la questione sicurezza stradale vi è anche la parte che riguarda le nuove dipendenze. Fondamentale risulta allora l’intervento di Lorita Tinelli nella doppia veste di assessore comunale e psicologa. Tinelli spiega all’uditorio il proprio lavoro condotto una decina di anni fa intitolato “La cultura dello sballo” dal quale ha acquisito una serie di dati che evidenziavano come i fattori di rischio raggiungevano il picco nei 17enni. Dopo cinque anni l’età più vulnerabile per i giovani che iniziavano ad approcciarsi ad alcool e droga si era abbassata a 14 anni. «Se dovessimo ripetere oggi il test – spiega la psicologa – ci troveremmo una situazione ancora diversa». Ma alcool e droga non sono le sole dipendenze, negli ultimi anni se ne sono aggiunte altre. Tinelli spiega come anche internet, sesso, shopping, gioco e cellulare hanno creato delle nuove dipendenze con comportamenti compulsivo-impulsivi che si pongono come obiettivo quello di soddisfare un bisogno nell’immediato. L’esempio più importante esposto da Lorita Tinelli è la sindrome di Hikikomori, ovvero l’atteggiamento assunto da alcuni ragazzi che si chiudono in stanza per chattare o rimanere perennemente collegati a internet rifiutando qualsiasi interazione fisica col mondo esterno. Il consiglio ultimo di Tinelli è un appello rivolto ai genitori, poi assunto da tutti i relatori, «di controllare i propri figli, parlare con loro, mantenere un dialogo aperto».

 

Luigi De Stefano - Polizia di Stato
Luigi De Stefano – Polizia di Stato

 

Si allaccia al tema delle dipendenze, ed in modo particolare alle tossico dipendenze, Martino Trisolini, medico al SERT di Putignano, con esperienza trentennale alle spalle. Trisolini fa una disamina molto accurata delle tossicodipendenze e delle future conseguenze che queste procurano sia alla mente che al fisico dei giovani pazienti. Purtroppo il finale non è quello descritto dalle favole: «non si ha la certezza, anche dopo un programma di recupero, – dichiara Trisolini – di essere completamente liberi dalla dipendenza». Infine è l’esperto di investigazioni informatiche presso la Polizia di Stato Luigi De Stefano ad illustrare i pericoli della rete internet e le trappole in cui possono cadere gli adolescenti, ma anche gli adulti. Come fa un pedofilo ad adescare minori tramite il web e perché i ragazzi a scuola anziché sedare una rissa tra coetanei la filmano col cellulare.

Un esperimento più che un incontro vista l’esigua presenza di adulti, ma il lavoro della scuola, la dedizione dimostrata dalle insegnanti Domenica Guagnano e Dora Intini, non devono fermare questo processo comunicativo. I genitori devono conoscere e, allo stesso tempo, sapersi rapportare con i figli. Un invito quindi agli adulti a presentarsi in futuro sempre più numerosi a questo genere di iniziative.

Fonte: http://www.legginoci.it/2016/12/22/dipendenze-e-cyberbullismo-perche-i-genitori-devono-sapere/

IMG 7348NOCI (Bari) - Si è conclusa domenica scorsa “Sotto lo Stesso Cielo, l’iniziativa promossa dall’ambito di Noci e Putignano, dal progetto SPRAR – la nuova dimora, dall’associazione “Arcipelago Meridiano”, dall’associazione “Kenda” in collaborazione con i Presidi del libro di Noci e con le Caritas parrocchiali. Abbiamo chiesto ai rappresentanti di alcuni degli enti e degli organizzatori un bilancio su questa iniziativa.

“Il bilancio lo ritengo molto positivo” – ha dichiarato l’assessore Lorita Tinelli“Abbiamo visto parecchie associazioni collaborare per la realizzazione di questo evento, che non è la settimana dei popoli, è un percorso già cominciato un mese fa di laboratori di scambi interculturali come il laboratorio culinario, quello di danza o quello artistico. Il percorso continuerà anche a Putignano, perché è un progetto che riguarda tutto l’ambito, non solo il nostro paese. Abbiamo visto anche la partecipazione degli utenti dello SPRAR e di tante donne dalla Romania che aiutano i nostri anziani. L’obiettivo di tutto questo era riflettere su di noi, sul nostro modo di accogliere il nostro prossimo data anche l’emergenza degli ultimi tempi. Questa amministrazione vuole promuovere la solidarietà e l’inclusività, e vuole partire da se stessa per poter imparare ad accogliere il nostro prossimo”.

Della stessa opinione è Gianni Dimitri, presidente dell’associazione “Arcipelago Meridiano”, che ha affermato: “Sicuramente è andata bene, nonostante qualche piccolo problema organizzativo. Mi preme sottolineare un concetto fondamentale: l’accoglier persone che arrivano da altri paesi e con storie, talvolta, molto tristi, può essere un problema o può essere una risorsa. Noi crediamo in modo molto forte che abbiamo da affrontare situazioni complicate ma abbiamo anche da imparare tanto. Bisogna condividere tantissimo, come si è fatto in questo mese. Sicuramente, la strada è quella giusta, speriamo ci siano sempre le occasioni per migliorare un po’ e fare sempre meglio”.

Ancora positivo il bilancio di Margherita Notarnicola, dell’associazione Kenda: “Per me il bilancio è stato sicuramente positivo, anche perché, per quanto riguarda la mostra, è stata visitata tantissimo e io ho gradito molto la presenza dei ragazzi, anche giovanissimi. Inizialmente quando si parla di tematiche del genere ci paiono molto lontane, invece è stato molto toccante l’approccio che hanno avuto i ragazzi, interessato e a volte anche di indignazione. Sotto lo stesso cielo è ormai diventato un appuntamento fisso, e spero lo rimanga, perché è un’occasione per testimoniare, per condividere le proprie esperienze e permette a chi non conosce di iniziare ad avere prospettive e punti di vista differenti sulle cose. Tra le associazioni c’è stata una certa sinergia, che spero migliori nei prossimi mesi e nei prossimi anni. E’ un cammino fianco a fianco, ed è giusto che sia così. La cosa che mi è piaciuta è vedere molte persone delle comunità straniere, che non sono solite uscire, in giro per il paese: è un appuntamento, è un modo per incontrarsi e conoscersi”. Risulta indubbia, però, la non copiosa affluenza dei cittadini ad alcuni degli eventi in programma.

Angelo Gentile
Fonte: http://www.noci24.it/cultura/educazione/14746-sotto-lo-stesso-cielo-imparare-dall-incontro-fra-culture-diverse

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Settimana dei Popoli, Tinelli: “Siamo tutti un po’ diversi ma sotto lo stesso cielo”

NOCI – Domenica 18 dicembre si è conclusa la “Settimana dei Popoli 2016”, una manifestazione iniziata il 12 dicembre scorso, che ha visto la partecipazione di numerose realtà coinvolte in originali ed innovative attività.

L’iniziativa rientra nel progetto “Sotto lo stesso cielo”, che già dal 2013 l’associazione Arcipelago Meridiano, insieme all’amministrazione comunale e all’Ambito Territoriale di Putignano, si impegna a promuovere, al fine di diffondere al meglio i temi di inclusione sociale, condivisione e solidarietà. Quest’anno però, il programma delle attività proposte è stato notevolmente arricchito, grazie al coinvolgimento ed alla partecipazione di altre associazioni, come l’Associazione Dimensione Famiglia, il Centro di ascolto Caritas e le Caritas parrocchiali, l’Associazione di cooperazione internazionale Kenda in collaborazione con il progetto SPRAR “La nuova dimora”, il Presidio del Libro di Noci e il Liceo delle Scienze Sociali di Noci, rappresentato da alcune studentesse interessate al progetto di alternanza scuola/lavoro.

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Il calendario degli appuntamenti organizzati per festeggiare tutti insieme la “Settimana dei popoli” è stato molto ricco, ed ha visto svolgersi l’intenso ed emozionante momento di preghiera ecumenica condivisa con i rappresentanti delle religioni sikh, ortodossa, cattolica e musulmana, con il quale si è aperto l’evento, la presentazione dei libri “Ghetto Italia” e “Io ci sto”, con i quali si è voluto analizzare il fenomeno dello sfruttamento degli immigrati in Italia, la visione del film “Tra la terra e il cielo” e l’allestimento di due mostre incentrate sulla tematica trattata. Per concludere al meglio la manifestazione, nell’ultimo giorno della settimana di festa Piazza Garibaldi ha accolto artisti di strada, che hanno regalato a grandi e piccini divertenti spettacoli con giochi ed esibizioni acrobatiche di ogni tipo, a cui hanno fatto seguito i divertenti e colorati balli tipici della cultura orientale, con i quali si è voluto favorire l’avvicinamento e il confronto con le usanze tipiche di culture diverse dalla nostra.

Ai taccuini di LeggiNoci.it, l’assessore alla cultura e alle politiche sociali Lorita Tinelli ha raccontato gli obiettivi perseguiti e i risultati raggiunti con questa bellissima iniziativa di promozione culturale e sociale.

Quale obiettivo avete perseguito con le attività proposte?

«L’obiettivo principale è quello di modificare la nostra personale percezione dell’altro. Il diverso è ovunque. E’ l’altro da me. E sino a che la diversità verrà vista come pericolosa continueremo a pensare che l’altro viene a toglierci il lavoro o a crearci problemi. Incontrare il nostro prossimo, con un approccio differente e più rispettoso aiuta tutti a costruire al meglio questo mondo. “Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso” recitava Socrate. In fondo è pur vero che siamo tutti un po’ diversi, ma siamo sotto lo stesso cielo, una costante che dovrebbe aiutarci a viverci in maniera più accogliente e capace di condivisione. Un altro obiettivo è quello di rendere più fattiva nella nostra comunità la presenza dei tanti ospiti di diversa nazionalità che la abitano per periodi più o meno lunghi. Non dimentichiamo che anche il nostro paese ha vissuto e vive l’esperienza dell’emigrazione».

Avete avuto un riscontro positivo da parte dei cittadini nocesi?

«I nocesi hanno partecipato in particolar modo al momento interreligioso e alla festa finale. In ogni caso il Chiostro delle Clarisse è sempre stato frequentato da persone direttamente o meno coinvolte nella tematica».

Secondo il suo punto di vista, qual è il bilancio di questa “Settimana dei Popoli”?

«Il mio bilancio, che prescinde dai numeri, è positivo. Di certo non mi aspettavo l’affluenza degli eventi enogastronomici organizzati nel nostro paese, ma aver visto i miei concittadini lavorare insieme ai nostri ospiti, mi ha fatto pensare che, organizzando dei giusti momenti di incontro, tutto è possibile e le inutili barriere dei pregiudizi vengono naturalmente meno. Quindi l’esperienza, dal mio punto di vista è riuscita».

Pensa che l’obiettivo perseguito sia stato raggiunto?

«Io credo che tanta strada ci sia da fare ancora, ma sono molto fiduciosa. Certi pregiudizi non sono facili da estirpare, specie in un momento di crisi quale quello che noi viviamo. Spesso la crisi viene vissuta come un’esperienza che fa paura e che fa perdere prospettive. Per questo ci si attacca al poco che si ha, nel timore che l’altro, il diverso, quello che non lo merita, secondo noi, ne prenda un po’ di quello che ci spetta di diritto. La settimana appena trascorsa, col contributo di tutti coloro che vi hanno partecipato, ha fatto comprendere a chi l’ha percorsa, che vi sono tante affinità nell’esperienza delle immigrazioni dei vari popoli, ma anche tante diversità tra gli stessi, che se condivise, possono rappresentare una importante ricchezza. Mi permetto, per finire, di ringraziare tutti, ma proprio tutti, dai tecnici agli operatori, dai volontari agli utenti, per la passione e l’impegno che hanno profuso per rendere possibile tutto quello che abbiamo visto e vissuto».

http://www.legginoci.it/2016/12/20/settimana-dei-popoli-tinelli-siamo-tutti-un-po-diversi-ma-sotto-lo-stesso-cielo/

Fonte:

12 16conosciamoci2NOCI (Bari) - Dal 2011, anno del loro arrivo a Noci, al 2013 hanno risistemato l’alloggio attiguo al Santuario Madonna della Croce, facendone un Alloggio Sociale per Adulti in difficoltà. Oggi fanno parte di una comunità viva, attiva, che crea progetti non solo per garantire inclusione ed integrazione alle fasce più deboli, ma anche autonomia. Per dimostrarlo, i membri della suddetta comunità, hanno organizzato, lo scorso 9 dicembre un evento dal titolo “Conosciamoci” (fotografie di Gianni Amodio).

12 16conosciamoci1CONOSCIAMOCI – All’incontro, organizzato presso il chiostro delle clarisse, presenziato dal Sindaco e dell’assessore Lorita Tinelli e moderata dal giornalista Stefano Impedovo, hanno preso parte anche diversi collaboratori e professionisti che con il loro contributo rendono attiva la Comunità. Fra questi sicuramente lo psicologo clinico Dott. Felice Scaringella, il dott. Mauro D’Alonzo (psichiatra Centro Salute Mentale – Putignano ASL Ba/7) e Don Peppino Cito, arciprete di Noci, ma, prima fra tutte, Liana Zambonin, ideatrice e fondatrice del progetto, che ha colto l’occasione per raccontare l’incontro iniziale con Don Carmine Carelli di Noci e la scelta di sistemare i locali adiacenti alla Chiesa della Madonna della Croce per accogliere gli ospiti di qualche anno fa: “Quando abbiamo fatto il primo sopralluogo della location ho capito che andava sistemata un po’ per essere “vivibile”. Poi, grazie al contributo di tanti volontari, il posto è diventato confortevole: un rifugio per tutti coloro che desiderano venirci a trovare”.

LE ATTIVITA’ – Conosciamoci è stato tuttavia un’occasione per mettere in chiaro le attività che attualmente coinvolgono “la comunità della Madonna della Croce”. Da questa realtà sono nate infatti: 1) Askesis, una cooperativa sociale di tipo B, che gestisce i diversi progetti di inclusione lavorativae che ha per oggetto lo svolgimento di attività diverse da quelle sociosanitarie (agricole, industriali, commerciali o di servizi), finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate per cui lo scopo fondamentale è quello di restituire, attraverso lo svolgimento di attività produttive nei più svariati settori, una dimensione personale e relazionale al soggetto svantaggiato considerato, nell’ottica classica dell’economia, come soggetto “improduttivo”; 2) DIMENSIONE FAMIGLIA : una Cooperativa Sociale di tipo A che ha per oggetto la gestione di servizi sociosanitari ed educativi. Lo scopo fondamentale è quello di fornire servizi socio sanitari ed educativi, che dovranno “essere finalizzati alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini, come interesse generale della comunità”. 3) Alloggio sociale per adulti in difficoltà: la comunità, gestita da Dimensione Famiglia Società Cooperativa Sociale, è destinata ad accogliere in via temporanea adulti in difficoltà di carattere psicologico e sociale e privi di sostegno familiare. La permanenza è, di norma, limitata ad un periodo di 6 mesi rinnovabili. Il contesto territoriale di riferimento del progetto è il Distretto S.S.14 – ASL BA che comprende Noci assieme ai Comuni di Putignano, Castellana Grotte, Locorotondo e Alberobello. Obiettivo primario della Comunità è quello di realizzare una comunità-famiglia per persone con problematiche psicosociali, impossibilitate a vivere nel nucleo familiare.

Ma non è finita qui. Per la comunità sono tutt’ora stati pensati laboratori per creare piccoli manufatti artigianali, vedi “Impara l’Arte” della dott.ssa Alessandra Petronilli e il laboratorio di “Riuso Creativo” a cura di Giuliana Piepoli. Fra le ultime novità rientra anche il progetto di sartoria artigianale “Cinderella nato grazie all’aiuto del Rotary Club, (intervento del Dott. Giovanni De Pergola- Presidente del Rotary Club Bari Sud, per la produzione di camicie. Anche l’agricoltura è coinvolta nel progetto grazie al contributo del dott. Francesco Plantamura dell’azienda agricola Soami.

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Daniela Della Corte
Fonte: http://www.noci24.it/cultura/educazione/14712-conosciamoci-la-comunita-madonna-della-croce-si-presenta-alla-citta

Una grande famiglia per ricominciare a vivere. E’ questa l’iniziativa promossa dalla Comunità Madonna della Croce. Venerdì scorso presso il Chiostro delle Clarisse di Noci la Comunità ha fatto conoscere il proprio progetto alla cittadinanza con un evento dal titolo “Conosciamoci”.

All’incontro hanno preso parte le autorità locali. Al sindaco Domenico Nisi i saluti iniziali, sono entusiasta dell’iniziativa che la Comunità offre al paese di Noci, ha commentato il primo cittadino, desidero che questa struttura, per l’aiuto che offre, continui a crescere.

Dello stesso piano anche l’assessore alle politiche giovanili Lorita Tinelli che ha precisato come il progetto della comunità sia nato dall’incontro con la fondatrice Liana Zambonin, progetto che è stato rinnovato in questi giorni con il Palazzo di Città.

La serata moderata dal giornalista Stefano Impedovo, ha visto l’alternarsi di diversi collaboratori e professionisti che con il loro contributo rendono attiva la Comunità.

Liana Zambonin, ideatrice e fondatrice, ha colto l’occasione per raccontare l’incontro con Don Carmine Carelli di Noci e la scelta di sistemare i locali adiacenti alla Chiesa della Madonna della Croce per accogliere gli ospiti. Quando abbiamo fatto il primo sopraluogo della location ho capito che andava sistemata un po’ per essere “vivibile”, poi grazie al contributo di tanti volontari il posto è diventato confortevole e un rifugio per tutti coloro che desiderano venirci a trovare.

Innumerevoli le attività e i progetti della Comunità laboratori pensati per creare piccoli manufatti artigianali con il laboratorio Impara l’Arte della dott.ssa Alessandra Petronilli e il Progetto Cinderella del dott. Giovanni De Pergola Presidente del Rotary Club Bari Sud, per la produzione di camicie. Anche l’agricoltura è coinvolta nel progetto grazie al contributo del dott. Francesco Plantamura dell’azienda agricola Soami.

Ma la comunità non è solo questo, ad affiancare gli ospiti una equipe di esperti ha attivato una serie di laboratori per il recupero sociale, attività di psicologia, psicoterapie e psicoeducazione cercano di reintegrare nella società i più bisognosi.

Un valido contributo giunge anche da Don Peppino Cito che con la sua presenza all’interno della Comunità accoglie i visitatori non i nome della fede, ma attraverso un percorso di spiritualità che esula da qualsiasi gruppo religioso. Conclude la serata con un frase pronunciata da Papa Francesco “La Misericordia non finisce. Non c’è bisogno di una fede particolare. La fede solleva il morale qualsiasi essa sia”.

Fonte: http://www.nocigazzettino.it/2551/Una%C2%A0grande%C2%A0famiglia%C2%A0per%C2%A0ricominciare%C2%A0a%C2%A0vivere.html

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“La bambina e il sognatore”, l’ultimo lavoro di Dacia Maraini presentato a Noci

NOCI – Lunedì 5 dicembre all’interno del Chiostro di San Domenico si è svolto il primo di tanti appuntamenti del ricchissimo programma dell’associazione “Didiario”, che vedrà protagonisti gli studenti e le scuole che avranno la possibilità di appropriarsi di opere della letteratura italiana e di incontrarne i suoi autori. L’associazione è già stata più volte presente nella nostra cittadina con una serie di eventi e progetti di formazione per lettori consapevoli. Nell’appuntamento di lunedì è stato presentato al pubblico nocese l’ultimo libro della scrittrice, ma anche poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice italiana Dacia Maraini, intitolato “La bambina e il sognatore”, edito nel 2015.

«Uno scrittore è colui che ascolta delle voci interne. A volte sono misteriose, non sempre sono spiegabili» racconta al pubblico presente la scrittrice. «Immagino un personaggio che venga a bussare alla mia porta, io gli offro un caffè e il personaggio mi racconta la sua storia. Quando poi mi chiede di dormire a casa è proprio quello il momento in cui il personaggio si è accampato nella mia mente. Lo scrittore è come un palombaro che si cala nelle acque profonde e raccoglie degli oggetti che riporta alla luce. Gli oggetti giacciono nell’inconscio collettivo. E lo scrittore li prende».

Sono tanti i temi affrontati nel corso della serata come le donne, la violenza e l’emancipazione. L’attenzione però è posta soprattutto al ruolo della scuola e degli insegnanti. «Abbiamo una scuola molto maltrattata. Si regge solo grazie a maestre e insegnanti. Anticamente la maestra era un punto di riferimento, aveva un prestigio e nessuno avrebbe osato contraddirla. Oggi è considerata insignificante». Proprio per capire l’importanza del ruolo dell’insegnamento, il libro ha come protagonista un maestro, una figura che all’interno della scuola moderna non esiste quasi più. «Abbiamo subito una censura sulla figura paterna sui bambini. Oggi i bambini piccoli sono una questione materna. La censura deriva da una società che ha separato i compiti in maniera meccanica. Invece l’amore paterno è una cosa bellissima. Poetica». Il rapporto tra gli alunni e il maestro, le sparizioni dei bambini e la morte del proprio figlio sono alcune delle tematiche presenti all’interno del libro che permettono una riflessione profonda su argomenti ancora molto attuali.

«La voglia di raccontare credo si sia smarrita in questi ultimi anni» ha commento Alina Laruccia, presidente dell’associazione “Didiario”. «Quando si racconta penso sia importante sentire la storia dentro di sé. La bellezza di questo libro sta nella poesia e nella delicatezza di raccontare una tragedia». La bellezza della storia raccontata nel libro non è solo il riassunto che è stato possibile cogliere durante la serata. Un passaggio è stato anche letto al pubblico da Angela Antonacci, la voce di “Didiario”.

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L’incontro ha visto la partecipazione dell’assessore Lorita Tinelli e del direttore della Biblioteca Comunale nocese Giuseppe Basile. «I libri sono come le ciliegie. Se è buona la prima, si cercano le altre» ha commentato il direttore, dichiarando che nel patrimonio della Biblioteca sono presenti una quindicina di opere dell’autrice. Altro intervento prezioso è stato quello legato ai motivi che rendono la Puglia e l’Italia in generale, il paese in cui si legge poco nonostante gli investimenti in questo settore. «La lingua italiana è nata prima di tutte le altre lingue europee ed è nata prima che si avesse un paese unito. Si stava sviluppando il volgare che è stato bloccato da un processo di rallentamento con la controriforma. Così si è ritornato a parlare latino, nelle chiese, nei tribunali, nelle università. Si è creata una divisione di classe. La controriforma ha bloccato lo sviluppo della lingua nazionale e anche di una letteratura nazionale. La vera diffusione della lingua italiana si è avuta nel 1950 con la diffusione della radio perché ha portato la lingua nelle case. Però ha nuociuto alla letteratura perché era una lingua parlata e non scritta. Ragione per cui si legge poco. Un’identità di un paese non sta nella bandiera, nella religione, nel territorio. La lingua ci rappresenta e lo scrittore ha il compito di tenere pulita la lingua dalle incrostazioni e dall’uso maldestro di altre lingue e gerghi. Lo scrittore deve cercare di tenerla pulita».

Fonte: http://www.legginoci.it/2016/12/07/la-bambina-e-il-sognatore-lultimo-lavoro-di-dacia-maraini-presentato-a-noci/

12 07daciamarainiNOCI (Bari) - Lunedì sera 5 dicembre un folto pubblico ha avuto la fortuna di poter trascorrere una piacevolissima serata in compagnia della nota scrittrice, poetessa e saggista contemporanea Dacia Maraini. La serata, organizzata dall’associazione di promozione sociale Di-diario – suggeritori di libri, è stata l’occasione in cui la Maraini ha presentato il suo ultimo libro dal titolo ”La bambina e il sognatore”, candidato al premio Nobel.

12 07daciamarainididiarioL’incontro, introdotto dall’assessore alla cultura del Comune di Noci Lorita Tinelli e dal direttore della biblioteca comunale “Mons. Amatulli” Giuseppe Basile, con il prezioso contributo di Alina Laruccia ed Angela Antonacci, è stata l’occasione per riflettere su attualissime tematiche lanciate dalla penna di una delle scrittrici più forti del panorama italiano, visti i suoi trascorsi molto toccanti, a partire dai due anni in cui è stata prigioniera in un campo di concentramento in Giappone.

Il primo dei temi ad essere toccati, la violenza sulle donne: con assoluta delicatezza infatti la scrittrice ha espresso la sua particolare opinione sulla società in cui viviamo che considera essere androcentrica, cioè basata su un’educazione culturale che ancora separa i due sessi come fossero due razze. L’educazione, la cultura, la democrazia e la religione sono le sole a dover essere condivise poiché garantiscono una convivenza pacifica. Tutte le storie di femminicidi difatti, nascono dalla volontà di possesso, perciò è necessario creare una nuova coscienza basata sul rispetto altrui e sulla demolizione di quest’idea di possesso che è talmente scorretta da poterla paragonare al concetto di schiavitù.

Il libro ”La bambina e il sognatore”, in particolare, narra infatti di un uomo solitario e al contempo maestro di scuola e padre di una figlia che ha perso per una grave malattia. Un uomo che ha forte desiderio di esercitare la paternità. Soprattutto in questo contesto storico, con le separazioni e divorzi, molti padri si trovano impossibilitati di poter esercitare questo diritto in quanto le attuali leggi tendono a privilegiare la madre come figura avente diritto sui figli.

È stata infine affrontata la tematica della scomparsa dei bambini, un fenomeno devastante e in continua crescita negli ultimi anni.

Un libro, quello di Dacia Maraini, appassionante per la vastità di tematiche trattate e ricco di mille notevoli sfaccettature dal momento che ha permesso al pubblico nocese di partecipare ad un altissimo momento culturale.

Daniela Della Corte
Fonte: http://www.noci24.it/cultura/libri/14670-la-bambina-e-il-sognatore-l-ultima-opera-di-dacia-maraini
Creative Commons License La bambina e il sognatore, l’ultima opera di Dacia Maraini is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.