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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

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09 17paoloercolanidonneNOCI (Bari) - La violenza di genere, un fenomeno da sconfiggere solo con il superamento dei pregiudizi e lo sviluppo della cultura. Non è difficile sconfiggere alcuni stereotipi e preconcetti radicati nella mentalità della società che ci circonda, ma per cominciare non è mai tardi ed in questo la Puglia è già un bel passo avanti. Si tratta di quanto emerso lo scorso giovedì 15 settembre durante la tavola rotonda sul tema “Essere Donne. Tra violenze, pregiudizi e diritti negati”organizzata dal Comune di Noci. L’incontro, svoltosi nel chiostro delle clarisse di Noci, ha rappresentato l’occasione per presentare l’ultima fatica letteraria del professore Paolo Ercolani, filosofo, scrittore e docente dell’Università di Urbino Carlo Bo.

Dopo gli onori di casa del primo cittadino ed il conseguente annuncio della data di inaugurazione del centro antiviolenza, è toccato alla giornalista Alessandra Neglia moderare i lavori della tavola rotonda ed accendere un lungo ed interessante dibattito sul tema della violenza di genere. La prima a prendere la parola, la dott. Angela Lacitignola, Coordinatrice centro antiviolenza “Andromeda” – Ambito territoriale di Putignano (di cui fa parte anche Noci, comune che accoglierà il centro in via vico Silvio Pellico – foto a lato): “E’ importante definire la violenza di genere perchè oggi, dopo secoli di silenzio, il fenomeno viene studiato ed ha un nome: la violenza sulle donne quando viene esercita, viene esercita nei confronti delle donne in quanto tali”. “La Puglia oggi è l’unica regione che si muove all’interno di una cornice normativa degna del suo nome e che in confronto a tutta l’Italia prevede un piano operativo di intervento ed uno stanziamento economico. Coerentemente con quanto dicono l’Europa e la sanità infatti, oggi con la legge regionale 29 del 2014, la Regione Puglia definisce la violenza di genere una violazione dei diritti umani e dà così sostegno concreto alle vittime.” “In riferimento ai Centri antiviolenza” ha continuati, “questi vengono concepiti perchè necessari e superano quei pregiudizi relativi ai movimenti femministi degli anni ’80. La violenza di genere influisce su molti aspetti: incide sul sfera sociale di una donna e sui normali rapporti di ogni giorno. Uno degli aspetti negativi che tutt’ora riscontriamo nello studio di questo fenomeno è che non abbiamo dati. Uscire dalla violenza non è una cosa semplice: purtroppo la nostra normalità educativa ci impone stereotipi che vanno necessariamente estirpati. Per eliminare il fenomeno dobbiamo riconoscerlo; per riuscire a combattere la violenza di genere non dobbiamo far passare per “normale” ciò che non lo è. Dobbiamo soprattutto imparare a vivere relazioni libere e paritarie”.

Durante il corso dei lavori, parola anche alla dott.Lorita Tinelli in quanto psicologa ed assessore alle politiche sociali del Comune di Noci: “Subire una violenza di genere significa vivere una serie di sentimenti e disagio di tipo psicologico non indifferenti: senso di colpa, vergogna, etc. E a questi sentimenti il più delle volte si aggiunge anche il pregiudizio sociale che fa sentire inadeguati. Affrontare la violenza significa cambiare la cultura. Da assessore mi auguro che con l’apertura del centro antiviolenza a Noci si possa dare inizio ad un percorso di formazione che parta dalle scuole”.

Dopo la dott. Rossella Traversa, referente centro di documentazione e cultura delle donne e docente presso l’Università degli studi di Bari Aldo Moro, la parola all’ospite d’eccezione della serata, il filosofo, docente e scrittore dell’Università Carlo Bo di Urbino Paolo Ercolani. Nella sua ultima fatica letteraria intitolata “Contro le donne”, presentata nel corso della serata, Ercolani ha cercato di ripercorrere le origini dei pregiudizi nei confronti del “sesso debole”. Un viaggio compiuto in compagni di scrittori e filosofi di tutti i tempi che mai avremmo pensato potessero giungere ad influenzare la mentalità delle generazioni che si sono succedute ma che, con le loro opere, hanno contribuito alla crescita di questo fenomeno. Il dott. Paolo Ercolani tuttavia, nel testo, oltre a fare alcuni esempi riporta anche delle riflessioni e delle proposte di soluzione del problema della violenza di genere: “Viviamo in un paese in cui abbiamo dovuto aspettare che il voto delle donne fosse valido solo dopo la seconda guerra mondiale” ha esordito; “Un paese che ha riconosciuto sanzioni sulle violenze di genere solo nel 1996. Ma nel mio libro ho voluto spiegare perchè la violenza di genere esiste: si tratta di un fenomeno che in realtà è esistito da sempre, o che per lo meno grandi filosofi e oratori hanno inculcato in qualche modo scrivendo e pubblicando il loro pensiero. Pensiamo ad Ippocrate, padre greco della medicina, che raccontando le malattie delle vergini spiegò il fenomeno dell’isteria femminile dovuto alla mancata pratica sessuale, o a Ovidio, che nell’Ars Amatoria, dando consigli agli uomini su come conquistare una donna, affermava che la donna ama essere violentata. E ancora, nel corso dei secoli, possiamo leggere in Bacone cosa la donna è tenuta a fare e ad essere (madre, amante e badante) e non per ultimi il rivoluzionario Rousseau, che sosteneva che il potere politico fosse del popolo….maschile, o il filosofo Nietzsche che così scrisse: Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!”. “Tanti fra religione, filosofi e scrittori hanno contribuito a tramandare i pregiudizi ma io ritengo che, fra i metodi che dobbiamo applicare per superare tutto ciò, ci deve essere il superamento del narcisismo di genere. Siamo esseri umani e persone prima di tutto: solo così possiamo renderci conto di quanto sia stupido avere differenze. A scuola dovremmo proporre l’educazione sessuale ma anche sentimentale”.

Fonte: http://www.noci24.it/cultura/libri/14148-violenza-di-genere-ercolani-superiamo-il-narcisismo-di-genere

09 16 settembre in santa chiaraNOCI (Bari) – Si è tenuto venerdì 16 settembre il secondo appuntamento della XV edizione di “Settembre in Santa Chiara”, ciclo di conversazioni storiche organizzato dal centro culturale “Giuseppe Albanese” in collaborazione con il comune di Noci, la biblioteca comunale “Mons. A. Amatulli”, l’associazione “Terra Nucum” e la “Proloco”. Il suggestivo scenario del Chiostro delle Clarisse ha fatto da sfondo per la presentazione del volume “Spezierie e farmacie in Terra di Bari”, scritto dal saggista e giornalista Riccardo Riccardi.

Dopo il primo incontro con lo storico Pasquale Gentile sui falsi storici nocesi, si è registrato un cambio di focalizzazione: la seconda conversazione storica verteva sulla borghesia ottocentesca, nella quale ebbe un ruolo di rilievo il ceto degli speziali e dei farmacisti. Ad accompagnare l’autore, durante tutta la presentazione l’attrice Floriana Uva, che ha letto e recitato dei passi del volume di Riccardi. Dopo un’introduzione a cura del direttore della Biblioteca Comunale, Giuseppe Basile e i saluti istituzionali dell’assessore Lorita Tinelli, la presentazione si è aperta con la storia di Greguro, mago-farmacista, e Margheritella, sua figlia, recitata da Floriana Uva. Subito Riccardi ha spiegato come mai avesse concentrato la sua ricerca storica sugli speziali, insieme con il fenomeno storico-sociale della borghesia, tramite un excursus sui propri libri precedenti, per sottolineare l’importanza del ceto mercantile nella storia della Terra di Bari e nella storia di tutto il Mezzogiorno. E’ partito dal suo lavoro “L’Impresa di Felice Garibaldi”, per evidenziare quanto “in un Mezzogiorno a macchia di Leopardo, la Puglia e, specialmente, la Terra di Bari abbiano saputo innovarsi”: Felice Garibaldi, ad esempio, ebbe la geniale idea delle presse olearie in ferro, che hanno contribuito a far diventare l’olio eccellenza e vanto della Puglia odierna. Ha illustrato, in seguito, “I Pomarici”, storia di una famiglia del ceto mercantile materano, e “Una famiglia borghese meridionale: I Porro di Andria”, storia di una famiglia della borghesia agraria.

 

3450Si configura, quindi, come un proseguo del suo percorso di studio sul ceto borghese, il libro al centro della conversazione, “Spezierie e Farmacie in Terra di Bari”. All’interno di questo, Riccardo Riccardi ha voluto segnare il progresso della farmacia dagli albori, rintracciabili ai tempi della nascita dell’uomo con la scoperta di piante medicamentose, fino ai tempi recenti. Già nel ‘300, secondo lo studio di Riccardi, lo speziale era una figura di rilievo sociale, tanto che, per giungere ai nomi dei farmacisti, lo storico ha consultato gli elenchi massonici. Infatti, nell’antichità, lo speziale era una figura associata all’alchimia e alla magia e per questo dotata di rispetto e ammirazione. Solo nell’ ‘800, definito “l’anno d’oro della farmacia”, quest’arte si è tramutata in scienza, con le lauree in farmacia e chimica. Un ruolo fondamentale nelle farmacie di famiglia è stato ricoperto dal retrobottega, luogo di incontro sociale, politico e intellettuale, che si può identificare come l’incubatrice dell’industria farmaceutica odierna, nata, però, nel Settentrione Italiano a causa di un freno dello sviluppo farmaceutico delle spezierie meridionali. L’incontro è terminato con l’ultima interpretazione di Floriana Uva, che ha letto la composizione e l’arredamento delle spezierie ottocentesche e l’intervento di Giuseppe Basile, che ha elencato i nomi degli speziali storici nocesi e l’indirizzo delle rispettive spezierie.

Ricordando, come dice Riccardo Riccardi, che “La Terra che amiamo è l’orgoglio della nostra identità”, l’appuntamento è a Giovedì 22 Settembre, dove nel Chiostro delle Clarisse si converserà sul tema “Noci in età angioina”.

Fonte: http://www.noci24.it/cultura/storia-locale/ricerche-e-studi/14150-settembre-in-santa-chiara-spezierie-e-farmacie-in-terra-di-bari

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