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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

NOCI (Bari) – Torna all’attenzione del consiglio il progetto dei “Tavoli per la sussidiarietà circolare” promosso dall’ex assessore Gentile Fusillo sviluppatosi in due soli incontri pubblici del 12 marzo e 13 novembre 2015. A sollevare il caso mediante una interrogazione all’assessora Lorita Tinelli (in foto a sinistra) durante il consiglio comunale del 26 è la consigliera Lobianco (FI) per la quale sarebbe stato un clamoroso flop a livello di partecipazione ed efficacia.

11 28 consiglio lobiancoAnche numerosi cittadini il 13 novembre scorso avevano sottolineato le lacune del progetto in termini di occasioni di incontro e di coinvolgimento. Per di più per la Lobianco (in foto a sinistra) sarebbe un progetto esoso, circa 2700€ più iva, a fronte di miseri risultati.

Come detto in sede di presentazione del progetto il 24 febbraio 2015, il progetto si poggiava su una macrostruttura valida per tutte le città in cui era già stato avviato (Andria, Corato e Ruvo di Puglia) ed una microstruttura che variava da comune a comune a seconda delle esigenze territoriali. In linea di massima la macrostruttura sarebbe stata composta da tre fasi: una conoscitiva del territorio (scuole, PA, associazioni); una seconda concernente l’individuazione di tematiche da dibattere; una terza, infine, in cui organizzare incontri pubblici per far convergere attori sociali ed amministrazione comunale. Evidentemente su Noci tutto si è fermato alla sola prima fase, quella conoscitiva (l’incontro del 12 marzo 2015) ed uno conclusivo (il 13 novembre 2015), voluto dall’attuale assessora Lorita Tinelli, per chiudere il progetto. In consiglio Tinelli ha ribadito che l’azienda Vitacom che ha realizzato il progetto starebbe sollecitando il pagamento ed il Comune starebbe trattando per ridimensionare l’importo.

11 28 consiglio notarnicolaA questo punto la consigliera Lobianco ha attaccato la Giunta Nisi chiedendo a gran voce di comunicare i metodi con i quali fosse stato scelto il progetto della Vitacom, invitando a rispondere il vicesindaco Gentile, presente in Giunta all’epoca dei fatti. Marino Gentile ha ribadito che il progetto parlava di partecipazione dal basso ed era in linea con le idee di partecipazione della maggioranza. Pretendere il pagamento, però, per il vicesindaco significherebbe millantare di averlo portato a compimento. Ne segue un’accesa polemica sull’inutilità del progetto visti gli esiti ed interviene anche il consigliere Conforti (NCD) proponendo una delibera di Giunta per revocare la determina di impegno di spesa e di pagamento. Per la maggioranza interviene Fabrizio Notarnicola (PD) (in foto a sinistra) ”Il progetto ha avuto dei problemi, ma l’ass. Gentile Fusillo l’ha portato avanti  e ci ha creduto fino a che ha potuto. D’altra parte mi risulta che ci sia stata poca partecipazione. Capiremo le responsabilità”.

Fonte: http://www.noci24.it/politica/giunta-comunale/12353-tavoli-per-la-sussidiarieta-circolare-ass-tinelli-il-progetto-non-ha-funzionato

Di Imma Giuliani

Abbiamo ascoltato il parere dell’ esperta sui fenomeni settari a seguito della pubblicazione della storia  di Carla, la psicologa Dott.ssa Lorita Tinelli responsabile del   CeSaP (Centro Studi  Abusi Psicologici)

Dott.ssa Tinelli , la storia di Carla è un episodio raro in Italia?

”  Putroppo no. La storia di Carla non è così rara in Italia.  Quotidianamente al nostro centro giungono richieste di aiuto con storie che vedono coinvolti minori in dinamiche relazionali manipolative, all’interno di organizzazioni totalitarie. Nella maggior parte delle volte l’inserimento dei minori in tali situazione è dovuta ai genitori, entrambi o uno dei due.”

Casi in cui sono coinvolti minori?

” Si, esistono casi di minorenni che vengono coinvolti con promesse di ogni tipo. O, com’è avvenuto per il recente caso Forteto, addirittura affidati alla comunità da alcuni Tribunali dei Minori. Una sentenza dei mesi scorsi ha condannato i responsabili della comunità per gli abusi inflitti ai minori che lì vivevano, sottolineando gli aspetti settari dell’intera comunità. Oltre alle sentenze, vi sono molti contributi scientifici che evidenziano le violenze che i minori subiscono all’interno di tali contesti, oltre alla violazione sistematica dei loro diritti fondamentali: nel primo caso, quando cioè l’inserimento è avvenuto grazie ai genitori, i rischi di problemi di natura psicologica, psichiatrica e sociale sono ancora più alti, non solo dopo la fuoruscita, ma anche in età adulta”

Come avviene l’ avvicinamento del minori a questi contesti ?

” Il genitore irretito dal guru o dal gruppo di riferimento pone dinnanzi a tutto la ‘verità rivelata’ di questi, senza mai metterla in discussione e affida completamente la sua vita e quella dei suoi cari nelle mani del movimento, in segno di completa riverenza. Da quel momento tutto quello che accade a loro o ai propri figli assume dei significati differenti dalla normale logica utilizzata nel mondo esterno da quello in qui si sta vivendo e si smette automaticamente di adottare il più basilare spirito critico. Chi pensa non è un bravo fedele allineato e il guru ha sempre ragione, anche quando le sue azioni sembrano essere sbagliate. Il cambiamento di valori e significati  ricorda il concetto di ‘neolingua’,  che forniva nuovi mezzi espressivi che sostituissero la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, a beneficio degli adepti del Socing, del romanzo “1984″ di Orwell. L’effetto era quello di rendere impossibile qualsiasi altra forma di pensiero diffente da quella voluta dal Grande Fratello”

Fonte: http://www.affaritaliani.it/blog/criminalmente/il-fenomeno-delle-sette-spiegato-dalla-dottssa-lorita-tinelli-394298.html?refresh_ce

NOCI (Bari) - Ieri mattina, alle ore 10.00, alla presenza delle famiglie, i bambini della scuola dell’infanzia “V.TINELLI” dell’I.C. “PASCOLI-1°CIRCOLO NOCI”, hanno piantumato nel giardino della scuola quattro alberi di querce autoctone provenienti dal vivaio regionale. Un’iniziativa di educazione ambientale e di cittadinanza attiva promossa dai docenti e dal Dirigente Scolastico Giuseppe D’Elia, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Noci e il Corpo Forestale dello Stato.

L’evento, parte integrante del progetto triennale della scuola dell’Infanzia, “Arte, natura e territorio”, ha inteso  tramandare ai bambini  un messaggio di forte attenzione all’ambiente come bene prezioso da affidare alle future generazioni, con la convinzione che  il rispetto per l’ambiente si impara sin dai primi anni di vita. La nostra scuola, infatti, da sempre sensibile a queste tematiche, annualmente progetta percorsi di educazione ambientale e di cittadinanza attiva al fine di educare i bambini a contribuire concretamente ed operativamente a fare semplici, ma visibili passi verso una società sostenibile.

11 23 tinelli 2Attraverso molteplici esperienze condotte in questo periodo fuori e dentro la scuola, si è cercato di trasmettere ai bambini quanto sia importante assumere comportamenti rispettosi nei confronti dell’ambiente e del territorio, condividendo allo stesso tempo il piacere di festeggiare tutti insieme la Giornata nazionale degli Alberi. Striscioni, slogan e canti hanno accompagnato la manifestazione che si è conclusa con gli interventi del Comandante della Guardia Forestale di Noci, Giovanni Posa, del Dirigente scolastico Giuseppe D’Elia e dell’Assessore alla Cultura e all’Offerta Formativa Lorita Tinelli che, a vario titolo, hanno espresso apprezzamenti per la lodevole iniziativa messa in campo dalla scuola, soffermandosi ulteriormente sull’importanza degli alberi per la vita dell’uomo e per l’ambiente.

11 23 tinelli 3Con un canto dedicato alla stagione autunnale e con la promessa di bambini, docenti e personale della scuola di adottare e curare nel tempo i nuovi alberi, ospiti del giardino della scuola dell’Infanzia V.Tinelli, si è conclusa la splendida mattinata dedicata alla Festa degli Alberi. Si ringraziano tutti coloro che hanno risposto al nostro invito; un ringraziamento particolare lo rivolgiamo a coloro che hanno reso possibile l’iniziativa: al nostro Dirigente Scolastico, all’Amministrazione comunale,  ai responsabili del Corpo Forestale dello Stato, in particolare al comandante della Stazione di Noci Giovanni Posa che personalmente ha  sostenuto l’iniziativa.

Le insegnanti della scuola dell’infanzia “V.TINELLI

 

I.C. “PASCOLI-1°CIRCOLO NOCI”
Fonte: http://www.noci24.it/cultura/educazione/12335-festa-dell-albero-2015-quattro-nuove-querce-alla-scuola-dell-infanzia-v-tinelli

La testimonianza: “Ho speso 100mila euro per corsi che promettono telepatia e telecinesi. Quando esci arrivano le minacce e non ci sono i rimborsi. Approfittano delle tragedie per fare proselitismo, anche con una protezione civile”. Dietro la nuova sede di Milano una spaccatura nel movimento

 

La sede di Scientology a Clearwater, Florida (Getty Images)

 

20 Novembre 2015 – 14:30

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«Per trovare soluzioni, per trovare noi stessi, per trovare la verità». Tutto grazie alla fusione tra la «prevedibilità della scienza e la saggezza della religione». Questo è Scientology. Così perlomeno sul sito ufficiale. Ma quanta verità c’è dietro le belle parole e gli sfarzi della nuova, gigantesca sede di Milano? La domanda è lecita. Perché se tanti hanno aderito alla religione-filosofia del guru Ron Hubbard, altrettanti ne sono usciti, criticandone metodi e indottrinamento. Tanto che le associazioni impegnate sul fronte non usano mezzi termini: «Scientology è una setta, perché dietro c’è indottrinamento e, soprattutto, dietro c’è la mano abusante. Un abuso che è prima psicologico e poi economico».

Cerchiamo, allora, di andare nel cuore di Scientology. Per capirne dinamiche, strade, credo. Un dato è certo: sebbene poco se ne parli (a parte il clamore suscitato dall’apertura della nuova sede), il movimento fondato da Hubbard conta un cospicuo numero di adepti in Italia. Secondo gli ultimi dati (2007) forniti dal Cesnur, «Scientology valuta i “frequentatori” italiani delle Chiese e missioni in circa cinquantamila persone, ridotti a circa ventimila se si considerano i soli partecipanti ad almeno i servizi ecclesiastici minori». Il numero, però, è variabile e difficile da calcolare dato che parliamo di un “credo” che spesso si basa sui cosiddetti «auditing» e su riunioni per cercare il proprio sé.

Scientology valuta i “frequentatori” italiani delle Chiese e missioni in circa 50mia persone, ridotti a circa 20mila se si considerano i soli partecipanti ad almeno i servizi ecclesiastici minori

Il “dio” Xenu e i super-poteri

Ad aiutarci a ricostruire la struttura ideologica di Scientology, ci aiuta Pier Paolo Caselli, ex adepto e fuoriuscito dopo 20 anni di quella che lui, a Linkiesta, definisce «un’esperienza da prigioniero di guerra». Eppure lo stesso Pier Paolo su un punto è chiaro: Scientology «non ha un vero e proprio credo. Non si considera una religione dogmatica, si considera una filosofia religiosa applicata. Un modo “originale” per mantenere un piede nella scienza e l’altro nella “religione”. In poche, parole seguendo il percorso di Scientology, ci si dovrebbe liberare di molte limitazioni, vincoli, che fanno sì che l’individuo non possa vivere al massimo delle sue potenzialità». Vincoli pesanti, derivanti dal fatto che secondo Hubbard «noi, come esseri spirituali, veniamo controllati e manipolati ancora prima di venire al mondo». Secondo la sua dottrina, infatti, prima di incarnarci su questo pianeta, subiamo una pesante manipolazione (definita «implant» secondo la terminologia scientologica) da parte di esseri alieni. La teoria di fondo è surreale: Xenu, feroce governatore della Federazione Galattica, trasportò miliardi di anime umane su Teegeeack (oggi conosciuta come Terra). A quel punto Xenu fece cadere le anime – chiamate Thetans – dentro vulcani delle Hawaii e del Mediterraneo, per poi farle esplodere. Non contento, il perfido “dio” inculcò nei corpi ora senza anima false idee artificiali, immagini di Dio, del diavolo, di angeli, dello spazio.

Pier Paolo Caselli, ex adepto, definisce quella con Scientology «un’esperienza da prigioniero di guerra»

Tutte immagini che hanno lo scopo, continua Caselli,«di farci dimenticare chi siamo e cosa siamo, di conseguenza tutto il nostro infinito potenziale divino». E come liberarsi da queste idee? Ovviamente con Scientology. E con i suoi corsi di auditing. Corsi che ovviamente, manco a dirlo, non sono affatto gratuiti. In palio ci, tuttavia, ci sono veri e propri super-poteri: «Secondo Hubbard – ci dice ancora Pier Paolo – si può arrivare a leggere libri a chilometri di distanza, usare la telepatia, spostare l’atmosfera terrestre, etc. con la sola forza del pensiero. Lo stesso Hubbard millantò di aver ritrovato tesori sepolti e dimenticati, ricordando le sue vite precedenti». Non solo: «Esistono delle riviste interne dove vengono riportate storie in cui persone affermano di aver curato persone care a distanza, deviato, sempre con l’intenzione mentale, auto che stavano per piombare su individui».

Scientology E Meter

Libri di Scientology e l’e-meter, uno strumento per leggere le emozioni (Kevork Djansezian/Getty Images)

I corsi di auditing non sono affatto gratuiti. D’altra parte promettono super-poteri, come la telepatia e la lettura di libri a chilometri di distanza

Caro ponte, quanto mi costi!

Ovviamente, come detto, per arrivare ai super-poteri il percorso è lungo. E costoso. Ci sono vari step da percorrere lungo il «Ponte verso la libertà totale». Il primo passo è il «Clear» (Chiaro), il passaggio che permette all’individuo di «non essere più aberrato, libero dalla propria mente reattiva, quella parte della mente che lo fa agire in modo irrazionale». Dopodiché, una volta che si è sgomberi da questi pregiudizi, ci si incammina verso l’illuminazione. Cominciano i livelli OT (Theetan Operante, ovvero gli «stati di esistenza spirituale», come li si definisce sul sito ufficiale), il cui livello più elevato l’OT VIII. E, ovviamente, man mano che si sale i prezzi aumentano. Per arrivare a Clear si possono spendere anche 50mila euro, mentre «per arrivare ad OTVIII – continua Pier Paolo – si arriva almeno a 150mila euro». Cifre enormi, dunque. E il punto è che una volta che si è dentro, diventa difficile – a tratti impossibile – uscirne.

Il motivo? Semplice. Come ogni setta che si rispetti, all’interno di Scientology, secondo i fuoriusciti, si creano dei meccanismi indotti per cui ci si lega all’ambiento interno e ci si separa totalmente da quello esterno. Lo si vede come «altro», «lontano» dalla verità assoluta. «In Scientology – ci dice ancora Pier Paolo – c’è un farti sentire importante, un farti sentire capace di fare ogni cosa: viene accordata molta “beingness“, un termine del gergo scientologico che indica una grande rivalutazione del proprio essere un individuo speciale, ma non nel senso di ricevere o aver bisogno di una particolare affettuosità, in quanto Scientology è una “religione” da “machi”, da uomini tutti d’un pezzo». Insomma, niente «porgi l’altra guancia». E lo si capisce chiaramente dalla direttiva introduttiva di Hubbard ad ogni corso: «Solo le tigri sopravvivono, ed è dura anche per loro».

Scientology Flag

Man mano che si sale di “livello” i prezzi aumentano. Per arrivare a Clear si possono spendere anche 50mila euro, mentre «per arrivare ad OTVIII si arriva almeno a 150mila euro. Cifre enormi, dunque. E il punto è che una volta che si è dentro, diventa difficile – a tratti impossibile – uscirne

Una volta dentro, insomma, «ti viene fatto capire fin da subito che devi avere un atteggiamento risoluto, direi propriamente da fanatico, per poter andare avanti». E il fanatismo è un tratto essenziale di quello che per le associazioni anti-setta è «plagio mentale». Un abuso psicologico a cui, spesso, segue quello economico. I casi, a riguardo, abbondano. Pier Paolo ha conservato tutte le ricevute dei vari corsi. Anche quelli che ha dovuto fare a Flag (il ritiro religioso situato a Clearwater, in Florida, una vera e propria “Mecca” per gli scientologi). E sa di aver speso circa 100mila euro, di cui quasi 70mila mai più visti. Nonostante il codice dettato da Ron Hubbard permetta a chi lascia Scientology di chiedere il risarcimento dell’intera somma versata nel corso degli anni. Sorte uguale quella capitata a Giacomo Sotgia: «raggiunsi un accordo con la chiesa di Scientology di Pordenone per la restituzione di 45mila euro. Date le mie condizioni finanziarie ed emotive decisi di accettare, benchè fosse di molto inferiore a quanto pagato». Peggio è andata a Maria Pia Gardini che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha dato a Scientology 1.840.000 dollari. Una cifra esorbitante «per comperare dei corsi, per fare delle donazioni, perché io facendo Scientology sarei diventata superman o superwoman, non avrei più avuto malattie».

Volontariato e propaganda

Ma come si riesce ad avere spesso così facilmente presa? «È il meccanismo stesso delle sette – ci spiega la dottoressa Lorita Tinelli, presidente del Cesap (Centro Studi Abusi Psicologici) – fa presa su quegli individui che vivono momenti di debolezza esistenziale. Uomini e donne che, com’è umano che sia, affrontano attimi e momenti di difficoltà». Dalla perdita di un caro alla separazione da una persona amata fino a periodi critici da un punto di vista economico. Ogni debolezza è “buona” per fare proseliti e attecchire, come ci conferma, col suo racconto, anche Pier Paolo: «io sono entrato grazie ad un amico che incontravo durante le vacanze estive. Mi trovavo in un momento di scombussolamento, ero appena uscito da cinque anni di collegio e stavo per affrontare il servizio militare, una piccola delusione sentimentale poi mi aveva reso momentaneamente ancora più fragile». E come per Pier Paolo, così per tanti. Secondo quanto riportato ancora Giacomo Sotgia in un suo memoriale consegnato alla procura della Repubblica di Pordenone, si avvicinò a Scientology per via di uno stato di incertezza «economica, lavorative e di salute», dopo l’amministrazione poco fortunata di un bar preso in gestione.

Insomma, le debolezze, di qualunque forma, sono ottime per poi attecchire. Non sarebbe un caso, allora, che tra le tante società parallele di Scientology troviamo le comunità terapeutiche «Narconon» (Non narcolessia), che attraverso un percorso a base di saune, integratori, vitamine promettono di aiutare i tossicodipendenti a uscirne. In Italia ci sono diversi centri, dal «Gabbiano» in Puglia fino a quella di Fabriano nelle Marche. Secondo gli scientologi è pura attività umanitaria; secondo i fuoriusciti, invece, dietro c’è l’intento di inculcare la “fede” in persone deboli. Un esempio? La già citata Maria Pia Gardini si avvicina a Scientology dopo che la figlia, per uscire dal tunnel della droga, era entrata in Narconon. E da lì Hubbard era diventato per lei un vero e proprio Dio.

Ma non è finita qui. Diretta emanazione dell’associazione di Hubbard è anche «Applied Scholastics», il metodo educativo che si basa sui dettami del guru e che, nel 2005, riuscì anche a farsi accreditare fra gli enti che formano gli insegnanti al ministero dell’Istruzione dall’allora titolare Letizia Moratti (prima di essere cacciati dal successore, Guseppe Fioroni). E Applied la ritroviamo anche nelle tende del terremoto tragico che colpì nel 2009 L’Aquila. Insieme a chi? Alla Pro.Civi.Co.S. Ovvero, la protezione civile costola di Scientology. Ebbene sì: la “religione” ha anche una propria protezione civile che non manca di essere presente nei casi di calamità naturali e di offrire soccorso a persone bisognose, che casomai hanno perso tutto dopo un evento drammatico come un terremoto. Basta così? Certo che no. Un altro gruppo molto attivo è il Ccdu, il Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo, un ente, si legge sul sito ufficiale, «che indaga ed espone le violazioni psichiatriche dei diritti umani». Curioso che la stessa accusa venga rivolta loro dai fuoriusciti.

«Applied Scholastics», il metodo educativo che si basa sui dettami del guru, nel 2005 riuscì a farsi accreditare fra gli enti che formano gli insegnanti al ministero dell’Istruzione dall’allora titolare Letizia Moratti

Tom Cruise Scientology

Pro.Civi.Co.S., la protezione civile costola di Scientology, non manca di essere presente nei casi di calamità naturali e di offrire soccorso a persone bisognose, che potrebbero diventre degli adepti

Si direbbe, insomma, che Scientology è parecchio attiva nel sociale. Tutti questi gruppi esterni, però, «pur facendo qualche volta anche opere meritorie – ammette Pier Paolo – cercano spesso l’appoggio di enti istituzionali, politici, eccetera, senza però mai palesarsi come gruppi facente capo a Scientology. E questa è una subdola tattica perché una volta ottenuto l’appoggio, questo viene mostrato ai fedeli, e non solo, come un sostegno diretto a Scientology. Quando in realtà chi ha dato l’appoggio a queste iniziative era all’oscuro del fatto che dietro ci fosse Scientology». E in effetti di casi del genere, ce ne sono tanti. Come quando Pro.Civi.Co.S ha pensato bene di portare i ragazzi terremotati di San Giacomo, frazione dell’Aquila, in visita a Montecitorio. Qui, come raccontano Stefano Pitrelli e Gianni Del Vecchio nel libro-inchiesta «Occulto Italia», sono stati accolti prima dall’onorevole Souad Sbai, poi dagli abruzzesi Maurizio Scelli e Paola Pelino. E a sorpresa passa a salutarli perfino l’allora presidente della Camera, Gianfranco Fini. E, dulcis in fundo, il saluto, in Aula, del vicepresidente Maurizio Lupi. Tutti spinti dalla presenza di ragazzi che avevano vissuto eventi tragici. Ma nessuno, probabilmente, consapevole del fatto che dietro ci fosse Scientology. Che, invece, cercava proprio questo: l’esposizione mediatica. Ottenendola molto spesso.

Dossieraggio, inchieste e minacce: l’altra faccia della medaglia

Siamo nel ’94. Pier Paolo è ormai un «clear». Eppure quello stato di liberazione tardava ad arrivare. «Cominciavo a nutrire il sospetto – dice a Linkiesta – di aver fallito tutto». Così decide di partire per gli Stati Uniti e acquistare un pacchetto di 25 ore di auditing per effettuare una «rundown», un percorso concepito per affrontare una determinata problematica, pagando 25mila dollari, 1.000 all’ora, l’equivalente di circa 50 milioni di lire dell’epoca. Ma niente da fare: il malessere cresce. E allora, «una volta accortomi che ero al punto di partenza o addirittura che stavo ancora peggio di quando ero partito, mi sentivo perso e fallito. Tutti i miei sacrifici, tutte le mie speranze erano state inutili, disattese. Ed allora volevo farla finita». Sì, cresce in Pier Paolo il desiderio di suicidarsi. Che viene subito comunicato all’organizzazione, per la quale diventa un problema non da poco. Un morto in casa, per chi si professa «perfetto», è scomodo d’altronde: «Se mi fossi ucciso a Flag sarebbe stato un bel guaio, così mi accompagnarono in camera, mi fecero la valigia e mi portarono alla porta». Pier Paolo viene cacciato.

Ma la storia non finisce qui. Perché dopo lunghe diatribe e altre migliaia di euro spesi, Pier Paolo decide di rientrare. Ma una volta dentro, la situazione non migliora e lo stress aumenta. Ci vorranno solo anni prima che Pier Paolo raccolga la forza necessaria per uscire definitivamente. Ma, a questo punto, comincia per lui una nuova battaglia. «Quando ho cominciato a raccontare la mia esperienza – confessa – mi hanno rintracciato, hanno scritto il mio vero nome, nonostante all’inizio usassi uno pseudonimo, il mio lavoro, mi hanno fatto capire insomma che sapevano chi ero, mi hanno scritto “Pier Paolo ti conviene tornare a fare il benzinaio”, una chiara velata minaccia». Non solo: «quando ho chiesto aiuto a un conoscente, per fare da tramite tra me e l’Ufficio Affari Speciali (quella parte dell’organigramma di Scientology che si occupa di situazioni particolarmente delicate, ndr) per riavere indietro i miei soldi (come previsto dalla loro direttiva «Refund Policy» in caso di insoddisfazione da parte dell’aderente e come accennato prima, ndr), hanno chiesto il mio silenzio in cambio di un inizio di trattativa per il rimborso».

«Quando scendi in strada e trovi le quattro gomme della tua auto tagliate è chiaro che ti senti minacciata»

E allora, forse, è anche per evitare situazioni del genere che Scientology ha cominciato anche a monitorare la «fede» dei suoi adepti. E, a quanto pare, non solo quella. Siamo nel 2010, a Torino: la Polizia sequestra un archivio enorme nella sede torinese di Scientology. Al suo interno le storie, fin nei minimi dettagli, di tutti gli ex adepti e non solo, anche delle cosiddette «persone soppressive», ovvero dei potenziali nemici (c’erano nomi anche di giornalisti, politici, magistrati). E lì viene annotato tutto: enormi faldoni in mano al «Dipartimento 20» dell’organizzazione. Un dipartimento che sarebbe presente in ogni chiesa.

Spesso, però, non basta. E allora si passa anche a intimidazioni meno velate. Almeno stando alla testimonianza di Maria Pia Gardini: «Sì, mi sento minacciata – ha detto in audizione al Senato -. L’anno scorso (2011, ndr) mi hanno messo un investigatore privato alle costole. Mi sembrava la Pantera Rosa: aveva la macchina fotografica al collo e gli occhiali neri […] Quando scendi in strada e trovi le quattro gomme della tua auto tagliate è chiaro che ti senti minacciata».

Altro che perfezione, a quanto pare. E non sarebbe un caso, allora, che l’organizzazione sia stata colpita da diverse inchieste giudiziarie, alcune conclusesi con archiviazione, ma altre con condanne pesanti. Alcune hanno riguardato Narconon, dato che, secondo alcuni testimoni, «l’unica preoccupazione di quella gente erano i soldi». Un’impressione che sembrerebbe corrispondere alla realtà dato che, in alcuni casi, si ricorreva a statistiche di successo falsate perché fatte «dopo una settimana dall’uscita del giovane dai centri e non dopo sei mesi/un anno come si dovrebbe», come si legge nella sentenza della Corte d’Appello di Milano del 5 novembre 1993 e come riportato dal sito «Allarme Scientology» che ricostruisce tutti i suoi guai giudiziari. Ma non basta. Un’altra indagine, ben più corposa sull’intera organizzazione, ha portato al rinvio a giudizio di 140 operatori dei centri e si è conclusa nel 2000 con diverse condanne definitive per circonvenzione d’incapace e abuso della professione medica, ma con l’assoluzione dall’accusa di associazione a delinquere. La ragione? «La loro fortuna – disse allora il pm Pietro Forno – è stata che all’epoca non esisteva ancora il reato di riduzione in schiavitù».

Rotture e scissioni interne. Il perché della nuova sede di Milano

Eppure gli uomini in giacca e cravatta e le donne in tailleur di Scientology sembrano non essere minimamente scalfiti da tali vicende. Perfetti, appunto. Ma intanto, all’inaugurazione della nuova sede milanese, non è stato consentito ai giornalisti di entrare o fare riprese, come capitato a un cronista de La Stampa. Eppure dietro il viso rilassato degli adepti, si temono pesanti spaccature al proprio interno. Non che sia una novità, peraltro. Come ricostruito in un suo recente lavoro dalla sociologa Eleonora D’Agostino, infatti, in Italia Scientology ha vissuto due “ondate” di scissioni. La prima, negli anni ’80, dopo la cacciata di uno dei principali dirigenti dell’organizzazione, David Mayo; la seconda – attuale – «indissolubilmente legato all’avvento della nuova comunicazione via web».

Church Scientology

La nuova chiesa di Scientology a Milano

Secondo la tesi della D’Agostino, infatti, «la velocità e semplicità nella diffusione delle informazioni e delle opinioni è alla base di questa rivoluzione». Non a caso, tutto sarebbe nato nel 2010 con l’apertura di un blog che raccoglie i cosiddetti «indipendologi». All’origine del secondo scisma, ancora una volta la mala gestione interna: viene accusato il nuovo leader, David Miscavige, secondo cui la deriva settaria sarebbe imputabile a lui e non agli insegnamenti di Hubbard. Vero o falso che sia, secondo molti la stessa inaugurazione di Milano sarebbe legata a queste crepe nel mondo scientologo. È, questa, la tesi anche di Pier Paolo, secondo cui «le scissioni sono solo dei tentativi di addossare all’attuale management i fallimenti dei singoli scientologist. Come se, poiché i risultati ottenuti non sono stati quelli sperati, allora l’errore è nel management». Ecco allora che la nuova sede di Milano, come già documentato in un reportage da Linkiesta, rappresenta «il desiderio di ostentare una grandezza, un’espansione immaginata, voluta, ma non reale». L’importante è che sia perfetta.

 

Fonte: http://www.linkiesta.it/it/article/2015/11/20/scientology-vista-da-dentro-truffe-minacce-e-scissioni/28280/

di Redazione GoValleDItria mercoledì, 18 novembre 2015 ore 07:44

La Giunta istituisce Commissione ad hoc

NOCI -  Ieri mattina (17 novembre), l’Assessore alle Politiche Sociali Lorita Tinelli, insieme alla responsabile del Settore, Dr.ssa Anna Maria Conte, e agli assessori Vittorio Lippolis e Antonio Locorotondo, si sono recati per lennesima volta presso alcune delle mense scolastiche, per controllare la qualità dei pasti offerti dal servizio mensa.

Abbiamo ascoltato i bambini, gli insegnanti e il personale – ha fatto sapere tramite il suo profilo Facebook l’assessore Lorita Tinelli. – Al momento non abbiamo rilevato alcuna irregolarità. Ne approfitto per ricordare che la Giunta ha deliberato per l’istituzione di una Commissione Mensa, che prevede la partecipazione attiva sia dei genitori che dei rappresentati dell’Amministrazione comunale e della scuola. Il tutto con l’obiettivo di promuovere una sinergia di azioni di verifica, controllo e propositività e al contempo di evitare il diffondersi di voci incontrollate che potrebbero rilevarsi infondate. Queste verifiche, da parte dell’Ente Comunale, saranno effettuate periodicamente per tutto l’anno scolastico, così come sarà mantenuta ua comunicazione partecipata con tutti gli attori, per il continuo miglioramento del servizio e della risoluzioni di eventuali problemi“.

La suddetta Commissione, istituita con Delibera di Giunta n. 114 del 2 novembre 2015, ha il compito di sovrintendere e monitorare la  gestione del servizio con azione di raccordo tra l’Amministrazione e gli utenti. Essa non ha poteri gestional né di controllo igienico-sanitari. Ogni riscontro eventualmente conseguente alle verifiche di controllo di sua competenza sarà prioritariamente segnalato all’ufficio Servizio Mense del Comune. Ne faranno parte 1 rappresentante dei genitori dei bambini che utilizzano il servizio mensa per ciascun plesso di scuola dell’infanzia, 2 rappresentanti dei genitori dei bambini  che utilizzano il servizio mensa per la scuola primaria, 1 rappresentante dei docenti per ciascun plesso di scuola dell’infanzia, 2 rappresentanti dei docenti per la scuola primaria; i Dirigenti scolastici o loro delegati, l’Assessore all’Offerta Formativa, che la presiede, o un suo delegato; il Responsabile del Settore Socio-Culturale o un suo delegato. La  Commissione ha durata corrispondente all’anno scolastico e comunque fino alla nomina dei nuovi componenti e non comporta alcun indennizzo

Fonte: http://govalleditria.it/notizie/noci/attualita/25121-noci-controlli-periodici-al-servizio-mensa-scolastica.html

Fonte:

NOCI (BA) - Le anticipazioni di Noci24.it sui giovani premiati del Trofeo Puglia-Basilicata sono ora realtà, appese al collo, per esempio, della nocese Anna Basile, bronzo stagionale nella categoria Youth B Femminile. Insieme a lei, tanti altri ragazzi e ragazze sono stati premiati domenica 8 novembre presso l’impianto Otrè per i risultati conseguiti nella stagione appena passata: a consegnare le medaglie il presidente nazionale FITRI, Luigi Bianchi e l’assessore nocese allo sport Lorita Tinelli. Accanto a loro il presidente del comitato pugliese, Claudio Meliota ed il coordinatore tecnico regionale Domenico Ruggieri. Il triathlon giovanile nelle due regioni interessate sta crescendo e crescerà sempre più nel futuro prossimo e l’Otrè prepara un progetto per gli over12 per vivere e appassionarsi alla multidisciplina. (in foto da sx Anna Mangiullo (2°), Silvia Del Signore (1°) e Anna Basile)

In 40, giovani triatleti pugliesi e lucani tra 12 e 18 anni hanno dedicato la giornata dell’8 novembre al loro sport: allenamento di corsa al mattino a Cassano, tra i sentieri della Foresta Mercadante e sessione di nuoto all’ora di pranzo, presso Otrè, sotto la guida del tecnico tarantino Fabio Leoni. Dopo i doveri dell’atleta, i piaceri della premiazione, che hanno visto premiati i migliori e le migliori triatlete di Puglia e Basilicata nelle categorie Ragazzi, Youth A e Youth B femminile, nonchè per le squadre, con medaglia ricordo per tutti i classificati.

11 08 premiazioni trofeo puglia giovani triathlonIl presidente dell’Otrè Triathlon Team, Giacomo Fusillo, ha dato lo start, accogliendo i presenti, passando poi la parola all’assessore allo sport del Comune di Noci, Lorita Tinelli, decisa dall’alto della sua esperienza lavorativa nel sociale nel sottolineare l’importanza dello sport nello sviluppo del giovane individuo. Dal punto di vista tecnico del settore, il coordinatore Ruggieri ha invece parlato dei passi da gigante compiuti dalla multidisciplina per quanto riguarda il settore giovanile delle due regioni interessate, un movimento dinamico ed in crescita, come notato dallo stesso Bianchi nel corso di quest’evento e dell’incontro con dirigenti, allenatori, ragazzi e famiglie.

Dopo le parole, i fatti, con la premiazione dei ragazzi, tra cui la nocese Anna Basile, terza dopo la vincitrice Silvia Del Signore del Nuoto Giovinazzo e la seconda, Anna Mangiullo dell’ASD Nest, nella categoria Youth B Femminile, mentre sul led scorrevano le immagini delle gare stagionali. Un anno da ricordare per la giovane triatleta e per l’intero settore giovanile Otrè TT, al suo primo anno di gare con risultati positivi, questa medaglia al collo e la convocazione sempre per Anna alla Coppa delle Regioni ad Imperia. Intanto crescono le adesioni al gruppo per la prossima stagione e si prepara un progetto dedicato agli over12 che attraverso nuoto, corsa e bici, vogliano coniugare il loro amore per lo sport.

 

Marianna D’Onghia

Fonte: http://www.noci24.it/sport/altri-sport/12264-anna-basile-dell-otre-triathlon-premiata-per-il-trofeo-puglia-basilicata-giovani

 

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Si conclude nel migliore dei modi l’anno agonistico 2015 dei giovani pugliesi e lucani di triathlon. Prima un allenamento collegiale, un impegnativo percorso di corsa nella foresta Mercadante (Cassano) a cui hanno partecipato quasi quaranta ragazzi dai 12 ai 18 anni e dalle 13 il nuoto, presso le Piscine Otrè Wellness (circa 4km sotto la guida del tecnico tarantino Fabio Leoni). Di seguito si sono svolte le premiazioni del Trofeo Puglia e Basilicata 2015 alla presenza del Presidente nazionale della Federazione di Triathlon Luigi Bianchi, del Presidente del Comitato pugliese Claudio Meliota e del Coordinatore tecnico regionale Domenico Ruggieri.

Il presidente della Otrè Triathlon Team, Giacomo Fusillo, ha fatto accolto gli importanti ospiti e i numerosi partecipanti, tra premiati, famiglie e semplici curiosi, tutti positivamente colpiti dalla bellezza dell’impianto natatorio nocese. Nell’intervento di benvenuto l’assessore allo sport del comune di Noci, Lorita Tinelli, ha rimarcato tra l’altro l’importanza sociale che riveste lo sport soprattutto in età giovanile. Di seguito il prof. Ruggieri ha illustrato lo sviluppo del triathlon nella nostra regione a livello giovanile e i passi da gigante che si sono compiuti in questi ultimi due anni. Poi è toccato al presidente Meliota chiamare uno ad uno tutti i premiati, suddivisi per categoria ed età, mentre sullo schermo della sala veniva trasmesso un filmato che raccontava tutte le gare del 2015, compresa quella di luglio svoltasi a Noci. Tutti hanno ricevuto la medaglia premio dalle mani della dottoressa Tinelli o del presidente Bianchi con l’incitamento a proseguire il proprio impegno in uno sport tanto bello, quanto faticoso. Tra i premiati la nocese, in forza alla Otrè TT, Anna Basile giunta terza nella categoria Youth B (da ricordare anche la convocazione per lei alla Coppa delle Regioni ad Imperia per difendere i colori della Puglia).

Il presidente Bianchi ha lasciato Noci contento per il fermento notato intorno a sé, ringraziando società, tecnici e genitori per l’indispensabile supporto all’attività giovanile e per il lavoro che ancora gli aspetta per strutturare maggiormente questa disciplina in Puglia. A Noci continuano a crescere le adesioni al triathlon ed è pronto già un progetto firmato Otrè TT per tutti i ragazzi a partire dai 12 anni (per informazioni rivolgersi a Nicola Intini 3494701355).

Comunicato Stampa Otrè TT

Fonte: http://www.nocigazzettino.it/1276/Triathlon:%C2%A0premiati%C2%A0i%C2%A0migliori%C2%A0giovani%C2%A0pugliesi%C2%A0e%C2%A0lucani.html#.VkN3jzYQoyA.facebook

 

 

 

NOCI (Bari) - La città di Noci si prepara ad ospitare il secondo evento dei Tavoli per la Sussidiarietà Circolare, l’iniziativa promossa da VITACOM in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

Dopo il primo incontro, svoltosi il 12 marzo scorso nel Chiostro San Domenico, la comunità nocese tornerà ad incontrarsi venerdì 13 novembre, alle ore 17:00 presso l’ex Convento delle Clarisse in via Porta Putignano, per approfondire i progetti nati attorno ai Tavoli e confrontarsi sulle loro eventuali possibilità di sviluppo.
Circa dieci le innovative proposte – elaborate da cittadini, imprenditori, rappresentanti di pubbliche amministrazioni e organizzazioni non profit – che saranno presentate dal team VITACOM all’intera cittadinanza, in modo tale da allargare la base di condivisione sociale della progettualità orientata al bene comune.
All’iniziativa interverranno il Sindaco di Noci Domenico Nisi, l’Assessore ai Servizi Sociali Lorita Tinelli e l’Amministratore unico di Vitacom Giovanni Vita.
La cittadinanza tutta è invitata.

Fonte: http://www.noci24.it/politica/palazzo-di-citta/12219-presentazione-pubblica-dei-progetti-nati-durante-i-tavoli-per-la-sussidiarieta-circolare

 

 

Il 17 luglio 2012, all’indomani della sentenza del Tribunale di Bari sul caso “Arkeon” pubblicammo una breve nota dell’avvocato Marco Marzari, nostro consulente, che spiegava come non fosse vero che Moccia e i suoi coimputati fossero stati tutti assolti, come gli stessi andavano affermando.

Nel 2013 Vito Carlo Moccia ha citato in giudizio, per quel trafiletto, l’avvocato Marzari, chiedendogli 50.000 euro di risarcimento per presunti danni morali per l’asserita diffamazione.

Ieri il Tribunale civile di Milano ha respinto la domanda giudiziale di Moccia e lo ha condannato a pagare spese legali per 5.200 euro (Sentenza n. 12271/2015 pubblicata il 3/11/2015 RG n. 46541/2013)

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