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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

 

Esattamente 40 anni fa, Patricia Hearst confuse la nazione girando come rapinatrice di banche, a soli due mesi dopo che era stata rapita dalla setta violenta denominata “L’Esercito di Liberazione Simbionese“. La sua trasformazione stupefacente fu documentata dalle telecamere della banca il 15 aprile 1974.

Patricia Hearst

Eccola – nipote di William Randolph Hearst del  “Quarto Potere” – che brandisce un fucile d’assalto a canne mozze e terrorizza le persone in una banca. Aveva recentemente annunciato in un comunicato SLA registrato che aveva volontariamente aderito alla SLA nella sua lotta contro gli Stati Uniti “fascisti“. Ella prese il nome di battaglia “Tania“, in onore del compagno Che Guevara. Prima di tutto ciò, lei viveva la vita di una studentessa diciannovenne del college, in attesa di sposarsi.

Dobbiamo approfittare di questo momento per riflettere su quanto poco gli americani davvero abbiano capito i processi e le tecniche del lavaggio del cervello, noto anche come persuasione coercitiva o riforma del pensiero manipolativo, e come essi possono riferirsi a noi oggi.

 

Criminali o vittime del lavaggio del cervello?

Mentre seguivo il caso, in tempo reale, mi veniva spontaneo chiedermi quanto Patty Hearst avesse davvero cambiato il suo atteggiamento e stile di vita. Ero in soggezione per l’eredità di Hearst, avendo appena visto Il  ‘Quarto Potere‘ di Orson Welles, per un incarico nel “laboratorio” di Cinema della mia classe presso la University of Southern della California.

Forse la Hearst, dopo aver vissuto la vita isolata di una ragazza ricca  e poi come studentessa all’Università di Berkeley, era probabilmente stata svegliata dalla SLA su alcuni fatti duri circa la disparità di reddito, il razzismo  e così via. Forse si sentiva in colpa e voleva riparare diventando  parte di una rivoluzione? Gioventù ribelle? Non conoscevo gli obiettivi, ma io rimuginavo su  come una persona giovane, liberale e irriducibile  è solita fare.

E poi ho assistito con preoccupazione a riprese di uno scontro a fuoco orrendo dopo che la SLA è stata rintracciata in una casa nel centro-sud di Los Angeles, appena un paio di chilometri da dove abitavo a USC. E’ stata una delle più grandi sparatorie nella storia della polizia, con circa 9000 colpi frenetici scambiati con  i membri armati della SLA all’interno della casa, che alla fine è stata avvolta dalle fiamme. Miracolosamente, nessuno della polizia o tra i passanti è rimasto ferito nello scontro a fuoco, sebbene tutti e sei i sospettati sono morti dentro.

Si è scoperto che Patty Hearst non era presente. Ma, a dispetto di tutto, si era legata con il resto della SLA, comunicando la sua volontà di continuare a combattere  e vivendo come un fuggitiva per più di 16  mesi fino al suo arresto nel settembre del 1975. Dopo l’arresto, ha pubblicamente agito con sfida, chiamando a supporto  tutti i suoi “fratelli e sorelle” della “rivoluzione” e della sua attività di “guerriglia urbana“.

 

 

La Hearst descrive nel suo libro come il suo avvocato, il celebre F. Lee Bailey, gestì una difesa basata sul lavaggio del cervello. La giuria non vi credette, così come fecero molti americani. La Hearst fu condannata per rapina  a 35 anni di carcere, la condanna fu ben presto ridotta a sette anni. Secondo un sondaggio della California  il 75 per cento la definì  “non molto giusta” o ” troppo indulgente“.

Ho avuto personalmente alcuni sentimenti contrastanti, circa la difesa improntata sul lavaggio del cervello. In ogni caso, la sua pena fu commutata in due anni dal presidente Carter nel 1978. E il presidente Bill Clinton ha graziato Hearst poco prima di lasciare la carica nel 2001.
La trasformazione fondamentale di Patty Hearst

 

 

Ecco, questo è quello che sembrava una impressionabile politica contemporanea. Ma che cosa stava succedendo nel background?

Il libro della Hearst, pubblicato nel 1983 col titolo Every Secret Thing, descrive il rapimento e le sue conseguenze con dettagli  meticolosi e orribili. La  Hearst ha inoltre concesso un’intervista interessante a Larry King nel 2002.

Per diverse settimane fu bendata e confinata in un armadio puzzolente, tormentata, periodicamente violentata  e sottoposta ad un grossolano programma  di indottrinamento e di rieducazione secondo lo  stile maoista. La sua vita dipendeva dall’anticipare e soddisfare le richieste dei suoi rapitori. Il leader Donald “Cinque” DeFreeze e gli altri membri  la indottrinavano e la interrogavano costantemente, spiegando che l’ “Amerikkka” era una società razzista e la appellavano ripetutamente come una privilegiata “cagna borghese” e suo padre un “maiale” dello “stato fascista corporativo“. Ma di tanto in tanto  i suoi rapitori lasciavano un pò la presa e le offrivano del cibo o del te’, per poi proseguire più intensamente con crudeltà e degradazione.

Questo ciclo – isolamento , minacce e umiliazioni, intervallato da un po’ di pace (premio) per la conformità, devastò il senso di sé della Hearst. Come  poi riferì a Larry King, “La maggior parte delle volte ero con loro, la mia mente stava percorreva esattamente quello che dovevo fare … non ho avuto alcun libero arbitrio“.

I membri SLA hanno stimolato in lei un senso opprimente di dipendenza, che la indusse finalmente ad accettare la loro versione della realtà  e a mettere la sua vita passata fuori dalla sua testa. La Hearst divenne una convertita così affidabile che lei stessa iniziò a derubare non solo le banche con loro, ma non ritenne di  fuggire più tardi, quando ebbe molte occasioni per farlo.

Molti vedono il caso Patty Hearst come un classico esempio di sindrome di Stoccolma a causa delle somiglianze tra i suoi legami con la SLA e quelle degli ostaggi che, solo l’anno prima a Stoccolma, avevano simpatizzato con i loro rapinatori, anche difendono i loro carcerieri dopo che furono rilasciati. La sindrome della persona battuta è un’altra spiegazione. Una vittima di violenza domestica può rimanere in un rapporto e prendersi la colpa per l’abuso subìto, e poi entrare in un ciclo di “impotenza appresa“, in cui la fuga non è considerata un’opzione.

 

Hearst ha riferito a Larry King: “Il pensiero di fuggire da loro più tardi semplicemente non è mai entrato nella mia mente. Ero convinta che non vi era alcuna possibilità di fuga … Semplicemente non mi è mai venuto in mente“.

Né si rese conto durante il processo che stava per essere così decisivamente manipolata. King le chiese: “Una persona con lavaggio del cervello non sa dal punti di vista temporale di essere nella fase di lavaggio del cervello, vero? “.  La Hearst rispose: “No. No. Esse non lo sanno. … Io ero così andata oltre che non avevo idea di quanto doloroso fosse“.

Dopo il suo arresto, la Hearst ha trascorso del tempo con due psichiatri ampiamente noti per la loro competenza sui culti: la Dr.ssa Margaret Thaler Singer e il Dr. Robert Jay Lifton. Dopo appena un paio di settimane di separazione dalla SLA, la Hearst divenne libera di ciò che Lifton aveva denominato “poltiglia“,  un accumulato di riforma del pensiero, aveva e recuperato il suo concetto di sé. Ella riferì a King: “Non avevo il libero arbitrio fino a quando sono stata separata da loro per circa due settimane. E poi improvvisamente ha cominciato ad albeggiare che semplicemente non erano più lì. Avrei potuto effettivamente pensare i miei pensieri“.
La trasformazione d’America

Si potrebbe pensare che il pubblico americano sarebbe interessato ad imparare una cosa o due su come funziona la persuasione coercitiva. In realtà, non c’è bisogno di essere rinchiuso in un armadio con una pistola alla testa per essere vulnerabili alla persuasione coercitiva. Essere isolati, dipendenti e indottrinati sarà sufficiente.

Quindi è possibile che qualcosa di ancora più grande è in divenire? Altre nazioni nella storia hanno visto “trasformazioni” in una notte nel carattere. Perché noi no? In realtà, possiamo essere trasformati in massa in modo che tutti noi conformiamo a modi più “benefici” di vivere la nostra vita, modi che sono in accordo con quelli  doppiati dalla ““scelta architettata“?

Le modificazione del comportamento sono infatti dinamici, anche se le tattiche spesso sembrano un segreto ben custodito. L’anno scorso la Casa Bianca ha lanciato una “squadra di intuizioni comportamentali” cui ha assegnato il compito di “miglioramento delle politiche“, attraverso intuizioni sul comportamento umano. Queste intuizioni sul nostro comportamento, si prega di notare, non sono per far capire a noi il nostro beneficio, ma servono al governo per realizzare quello che ritiene più opportuno.

Prendiamo come un dato di fatto che la persuasione politica è parte della vita pubblica. Ma allo stesso modo prendiamo come un dato di fatto che la manipolazione del governo viene deliberata sulla popolazione utilizzando le tecniche di persuasione coercitiva e inconsapevole rappresenta una grave minaccia per le nostre libertà. Se vogliamo ridurre la nostra predisposizione all’influenza coercitiva, dobbiamo cominciare dalla comprensione dei suoi processi e tecniche.

 

Caratteristiche principali di persuasione coercitiva

Nel suo libro I Culti in mezzo a noi del 1995, Margaret Thaler Singer (deceduta nel 2003) esplora in dettaglio i metodi e i processi di persuasione coercitiva. Questi metodi sono utilizzati non solo dai leader di culto, ma da chiunque manipoli il comportamento degli altri, al fine di promuovere un’agenda nascosta, che spesso coinvolge il consolidamento del potere. (A proposito, alcuni esperimenti molto eloquenti che rivelano la vulnerabilità delle nostre menti alla manipolazione e all’influenza sociale sono quelli di Stanley Milgram, ora etichettato come controverso, e di Solomon Asch).

Margareth Singer

 

Secondo la Singer le tattiche di un programma di riforma del pensiero sono organizzate per fare tre cose:

- destabilizzare il senso del sé di una persona;

- ottenere che la persona modifichi la propria visione del mondo e accetti una nuova versione della realtà;

- e sviluppare dipendenza nella persona, trasformandola in un agente schierabile per il controller o l’ordine del giorno.

La Singer elenca inoltre sei condizioni che creano un clima favorevole alla persuasione coercitiva:

1) Mantenere la persona inconsapevole che ci sia un ordine del giorno per controllare o modificare la persona e i suoi pensieri
2) Controllare il tempo  e l’ambiente fisico
3) Creare un senso di impotenza, paura e dipendenza
4) Sopprimere il comportamento e gli atteggiamenti vecchi
5) Infondere un nuovo comportamento e nuovi atteggiamenti
6) Organizzare un sistema chiuso di logica

L’atmosfera di coercizione è rafforzata dal comportamento pre-modellato. In pratica, questo significa che in una stanza piena di persone che sussurrano è più probabile sussurrare troppo. Oppure, se si è esposti a uno slogan abbastanza spesso, lo si ripeterà, anche se non si capisce che cosa significa.

Un’altra caratteristica della persuasione coercitiva, secondo Robert Jay Lifton, è quella di promuovere un clima in cui l’ordine del giorno è visto come un movimento elitario per coloro che sono illuminati. Coloro che si oppongono all’ordine del giorno sono classificati come esseri inferiori.

 

La paura umana universale e il dolore dell’isolamento sociale sono evidenti e al centro di questi metodi. Si consideri che i membri SLA hanno fisicamente separato Patty Hearst dai suoi amici e familiari. Sono diventati poi un punto di riferimento mentale ed emotivo per la sua separazione con la loro etichettatura ripetuta di “borghese” e “fascista“. Nella sua mente, l’unico legame umano possibile era con i suoi rapitori.

 

Correttezza politica è persuasione coercitiva ( o “PC = CP”)

La realizzazione spaventosa è che queste tecniche funzionano sulla massa molto bene.

Possiamo vedere un accenno al fenomeno che chiamiamo “correttezza politica“, perché indirizza le persone a censurare il loro linguaggio e il loro comportamento, al fine di allinearsi dietro agende politicamente corrette. In un certo senso, la correttezza politica, anche se più sottile, è analoga a quello stanzino buio in cui Patty Hearst è stata isolata, bendata e incessantemente indottrinata. Serve a farci tacere  e a creare le condizioni in cui gli arbitri della correttezza sono in grado di abbattere la vecchia visione del mondo e ricostruirla secondo la loro immagine. Ci è stato detto che essere uno di loro significa essere moralmente superiore, dal lato giusto della storia. Coloro che si oppongono sono classificati, più volte e ad alta voce come: bigotto, razzista, omofobo.

Un modello sofisticato di persuasione coercitiva è illustrato nel libro di Cass Sunstein e Richard Thaler libro “ Nudge: Improving Decisions about Health, Wealth, and Happiness (Nudge: Migliorare le decisioni riguardanti salute, ricchezza e felicità)”. Essi spiegano come utilizzare la pressione dei pari e l’accesso alle informazioni al fine di influenzare gli altri ad adottare un ordine del giorno. Nudge è allo stesso tempo un playbook per manipolatori e un manuale di indottrinamento per le reclute non-così-allineate a programmi di alimentazione di centralità nel libro. Cass Sunstein ha anche delineato un modello di “formazione della credenza collettiva“, che descrive come le opinioni plausibili possono essere prodotte attraverso un sistema di punizioni sociali/reputazionali e benefici – in un articolo su Stanford Law Review sulla Disponibilità, Cascades, 1999. Il suo co-autore Timur Kuran , ha scritto un intero libro su come funziona “La preferenza alla falsificazione” .

Quando siamo in uno stato vulnerabile di isolamento e soggetto a degrado, le difese del cervello perdono forza, anche se sentiamo che stiamo manipolati. I dubbi, il rifiuto e il degrado coltivano il desiderio anche per l’illusione di accettazione umana. Così, quando Larry King ha chiesto Patty Hearst se qualcuno dei membri SLA era “simpatico“, ella ha risposto che essere “trattati bene” di solito significa  “non essere stati uccisi“. Essere stati trattati bene di solito significava: tu non sei stato socialmente evitato.

Quando un prigioniero di correttezza politica sente che non c’è via d’uscita, molto spesso l’unico modo per soffrire meno è cerare di adattarsi al legame con i rapitori.

 

” La psicotecnica di riforma del pensiero non ha intenzione di andare via “

L’opinione pubblica fabbricata sui matrimonio tra lo stesso sesso negli ultimi anni è un esempio lampante di come funziona la persuasione coercitiva. Come le persone diventano sempre più timorose di esprimere una comprensione finora innocua sul matrimonio come istituzione uomo-donna, tacciono e di conseguenza alimentano l’ordine del giorno avversario. La minaccia di isolamento-etichettatura è una motivazione forte, perché la sopravvivenza umana è legata ad essa. Per Exhibit A, si veda questo articolo su Eich, Brendan, di Mozilla .

Se facciamo un passo indietro e prendiamo tutto questo per buono buono, non ci dovrebbe essere alcun dubbio che la persuasione coercitiva può accadere su scala di massa in America. Quelli che spingono l’agenda per primi coltivano un clima che crea la punizione sociale per il dissenso e le ricompense sociali per la conformità. Etichettare chiunque sia in disaccordo come un bigotto o un “nemico“, una non-persona. Premiare chi è d’accordo con riconoscimenti pubblici. Prima di conoscerla, anche noti vecchi sapientoni conservatori che temono di diventare irrilevanti, puntano su di essa e contribuiscono in tal modo al colosso.

In “I culti in mezzo a noi” la Singer ha avvertito che le tecniche dei culti “dovrebbero essere studiate e rivelate in modo che i cittadini possano acquisire contromisure, al fine di evitare di essere sfruttati da questi gruppi“. Ha anche ammonito: «La psicotecnica di riforma del pensiero non sta per andare via … L’istruzione, l’informazione e la vigilanza sono costantemente necessari se vogliamo mantenere noi e le nostre menti liberi“.

Stiamo facendo questo? Difficilmente. In realtà, sembra che potremmo utilizzare l’istruzione e l’informazione per aiutare a mantenere le nostre menti chiuse. Consideriamo una base comune, che rafforza effettivamente la conformità in materia di istruzione. (Forse dovrebbe essere soprannominata “Culto comune“?) I codici di comunicazione nei campus universitari parlano di pensiero indipendente.

Per quanto riguarda le informazioni, i media in generale hanno la propria agenda, come fanno quelli di Hollywood e del mondo accademico. Non abbiate intenzione di ottenere informazioni oggettive sui processi e sulle tecniche di lavaggio del cervello da loro. Il marketing in generale è diventato sempre più sofisticato, con forme sempre più sottili di seduzione e sfruttamento.

L’Accademia ha anche soppresso l’intera idea di lavaggio del cervello come politicamente scorretto. La Singer fu nominata dalla American Psychological Association a capo di una task force sui metodi ingannevoli e indiretti di persuasione e controllo (DIMPAC). Ma una cosa divertente è accaduta sulla strada per l’approvazione. Nel 1987 l’APA inaspettatamente ha respinto la relazione DIMPAC che aveva chiesto. Essa ha sollecitato che non fosse reso pubblico e criticato l’uso del termine “lavaggio del cervello” come “un concetto teorico non riconosciuto“.

E per quanto riguarda la vigilanza? Beh, senza educazione e informazione la vigilanza non può radicarsi. Purtroppo questo significa che se chiedi informazioni sul lavaggio del cervello è probabile che vi verrà detto di rimuovere gentilmente il cappello di carta stagnola.

 

La chiave per la libertà : Educazione e informazione da parte di individui

Quindi la strada da percorrere sarà una di massima. Ma le forze che controllano l’istruzione e le informazioni centralizzate ancora non controllano le nostre relazioni e conversazioni personali uno ad uno. Qui è dove risiede il nostro potere, in quanto dissidenti dell’era sovietica chiamata la “sfera nascosta“. E questa è la chiave per costruire una cultura di consapevolezza e ricostruire la società civile.

L’ironia di tacere sulle nostre convinzioni quando si viene abusati è che in realtà scaviamo il nostro buco più profondo. Ogni dissidente si sente solo, forse anche in una stanza piena di dissidenti. Ogni singolo si rassegna alla firma con il percepito come “maggioranza” . E coloro che si identificano con l’agenda PC diventano sempre più induriti e intolleranti del dissenso. Un interessante a parte è che la collaborazione con una persona può avere un effetto enorme nel rompere il conformismo sociale, come l’esperimento di Asch ha osservato: “Quando l’unanimità è perforata, il potere del gruppo è notevolmente ridotto

Mentre era in carcere, Patty Hearst ha chiesto libri di Doris Lessing , una marxista e ‘icona femminista, che ha finito per poi diventare un campione della libertà personale.

Lessing ha detto in questo modo:

Siamo in grado di stare in una stanza piena di cari amici, sapendo che nove decimi di loro, se il pacco lo richiede, diventeranno i nostri nemici … ma c’è sempre la minoranza che non lo fanno, e mi sembra che il nostro futuro, il futuro di tutti, dipende da questa minoranza. E che dovremmo pensare dei modi per educare i nostri figli a rafforzare questa minoranza e non, come la maggior parte fa ora, a venerare il pacco … Ma se i governi, se le culture, non incoraggiano la loro produzione, quindi individui e gruppi possono e dovrebbero“.

Come cominciamo a fare questo? Forse la risposta è molto semplice. Forse davvero tutto sta nel raggiungimento e nella costruzione di relazioni personali felici, senza aspettarsi nulla in cambio. Forse si tratta di lasciare entrare gli altri nella vostra sfera personale – lavoro, scuola o di quartiere – soprattutto quelli che vi piacciono e hanno fiducia in voi. Ognuno di noi ha il potere di rendere più amici e andare oltre i nostri circoli isolati per costruire vere e proprie comunità basate sulla fiducia reale (comunità non false costruite sull’autocensura). Abbiamo potuto conoscere i nostri vicini, condividere alcune buone risate, e scambiare apertamente idee.

Facendo queste cose ogni singolo viola le pareti di isolamento costruito da mediatori di potere e coltiva una cascata di fiducia, buona volontà e di civiltà per tutti.

Stella Morabito can be followed on Twitter here.  She blogs at www.stellamorabito.net

 

Fonte: http://thefederalist.com/2014/04/15/cults-in-our-midst-patty-hearst-and-the-brainwashing-of-america/

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

SEGNALAZIONE

 

Negli ultimi mesi, anche a seguito a fatti di cronaca, si è aperto un dibattito, che spesso ha assunto anche toni vivaci, sulla legge sulla omofobia e sulla cura agli omosessuali. Di seguito segnalo alcuni articoli che mi hanno fatto riflettere su quanto spinoso sia l’argomento anche tra studiosi.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chiara-atzori-quante-bugiesu-gay-e-terapie-riparative-7662.htm

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2914

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omofobia-psicologi-costretti-al-silenzio-7155.htm

Che ne pensate?

Lettera firmata

 

COMMENTO REDAZIONALE DI LORITA TINELLI

 

..«Dovevo chiedere scusa alla comunità gay per i miei studi che sostengono tesi fasulle sull’efficacia delle terapie riparatorie», incalza, «e voglio anche chiedere scusa a tutte le persone gay che hanno perso tempo ed energia sottoponendosi per colpa mia a tali inutili terapie».

Robert Spitzer, MD

 

 

Come evidenzia la segnalazione giunta al nostro Osservatorio, ultimamente il dibattito sull’omosessualità è divenuto sempre più  acceso e serrato, tanto da richiedere addirittura la necessità di una legge sull’omofobia.

Che nel 2014 l’informazione riguardante l’omosessualità sia ancora confusa e pregna di pregiudizi, lo si evince dall’emblematica pubblica confessione  fatta dall’Onorevole Giovanardi nel salotto di Porta a Porta nel gennaio scorso. Egli racconta di essere finito all’ospedale per la frase proferita da sua figlia: “Papà sto con un rasta, di colore e forse gay”.

I brutti fatti di cronaca degli ultimi mesi, hanno rimarcato il clima di pregiudizio e di profonda intolleranza nei confronti di una diversità di difficile metabolizzazione e che provoca profonda sofferenza nei soggetti interessati.

Simone, 21 anni che si lancia dall’undicesimo piano di un ex pastificio dopo aver lasciato uno scritto “L’Italia è omofoba”, tanto per fare un esempio.  Oppure Roberto, 14 anni, che si butta dal tetto dopo aver lasciato una lettera in cui rivelava di essere gay.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso l’Ufficio nazionale antidiscriminiazioni razziali (Unar), ha pensato bene di progettare degli interventi educativi e di sensibilizzazione da realizzare nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di fornire utili strumenti a tutti i principali attori della stessa. Si tratta di percorsi di educazione socio-affettiva e di prevenzione del bullismo sulle tematiche dell’orientamento sessuale. L’intero progetto è racchiuso in tre opuscoli intitolati “Educare alla diversità a scuola”, oppurtunamente elaborati su commissione dall’istituto A.T. Beck per la terapia cognitivo-comportamentale, ed è volto ad offrire strategie concrete per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Tale progetto non è piaciuto ad un avvocato di Varese, Gianfranco Amato,  collaboratore della Curia Diocesana di Grosseto, il quale ha prontamente diffidato il Governo a ritirarlo, Secondo l’Avvocato Amato il progetto di sensibilizzazione non va bene non solo perchè sarebbe gestito dal  Gruppo nazionale di lavoro Lgbt  «formato da 29 associazioni tutte e solo di quella sponda, come Arcigay, Arcilesbica e Movimento identità transessuale», ma anche perché sarebbe stato  creato un osservatorio di polizia, che a suo dire  “metterebbe in riga gli omofobi (http://www.ilgiornale.it/news/interni/mi-denuncio-sono-omofobo-e-pronto-ad-andare-galera-992845.html). In realtà si tratta dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) istituito allo scopo di agevolare le vittime di reati a sfondo discriminatorio (hate crimes o crimini d’odio), nel concreto godimento del diritto all’uguaglianza dinanzi alla legge ed alla protezione contro le discrimimaznioni (http://www.poliziadistato.it/articolo/22017/)

Seppur sinteticamente si sono qui evidenziati quegli atteggiamenti che impediscono il l’instaurarsi di un vero cambiamento cognitivo e sociale, che porterebbe a non ricadere nella trappola della visione unilaterale e quindi ad aprirsi alla ricchezza e al rispetto dell’altro. Ciò significa che bisognerebbe parlarne ancora, per poter affrontare l’argomento in maniera quanto più chiara e corretta possibile. E soprattutto con l’ausilio di professionisti aperti e realmente intenzionati a offrire contributi validi alla scienza, ma anche ad alleviare le sofferenze dell’animo umano.

 

 

parere_expPARERE DELLA DOTT.SSA PAOLA BIONDI

 

Mi è stato chiesto di commentare tre articoli pubblicati su siti di matrice cattolica tra agosto e novembre 2013.

Tutti e tre parlano di terapie riparative e della possibilità paventata, ma non dimostrata, di poter modificare un orientamento sessuale e affettivo omodiretto.

I fatti

Il 20 agosto 2013 l’Avv. Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione Giuristi  Cattolici Italiani (condizione che potrebbe suscitare qualche perplessità sulla sua capacità di restare neutrale sui temi trattati, esattamente come si contesta a persone vicine ad associazioni lgbt o partiti come quello di Vendola) è ospite della trasmissione “Unomattina Estate” e discute sulla possibilità che una legge contro l’omofobia possa impedire la “libera espressione” delle proprie idee.

In seguito alle sue dichiarazioni in studio c’è stata una mobilitazione da parte di alcune associazioni e attivisti per i diritti delle persone omosessuali/transessuali con la richiesta alla Commissione di Vigilanza Rai di monitorare personaggi e discorsi potenzialmente discriminatori nei loro confronti.

Il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Luigi Palma, ha condannato fermamente queste posizioni a sostegno delle terapie riparative in quanto non fondate scientificamente e invitando nuovamente gli psicologi e le psicologhe italiane al rispetto del codice deontologico.

Gli articoli

Negli articoli che mi sono stati proposti si passa dalla difesa a spada tratta della dott.ssa Aztori, infettivologa a parere dell’autore accusata ingiustamente da attivisti lgbt,  alla lettera di difesa dell’avv. Cerelli da parte di un presunto psicologo italiano. Costretto a non firmarsi per evitare l’espulsione dal suo ordine di appartenenza. Insomma partiamo proprio dalla fantascienza e dalle fantasie molto fervide di qualcuno.

La dott.ssa Aztori è infettivologa presso l’ospedale Sacco di Milano. Non si capisce quindi perché relazioni (come dice l’articolo) in convegni sull’omosessualità e sulle terapie riparative non avendone né competenze né qualifiche per farlo.

Nell’articolo si parla anche di Joseph Nicolosi, uno dei padri delle terapie di riconversione sottolineando come sia ancora un membro dell’APA, che l’autore traduce come American Psychiatric Association ignorando evidentemente che Nicolosi è uno psicologo e NON uno psichiatra.

L’APA a cui apparteniamo entrambi (Nicolosi e io) è invece l’American Psychological Association composta da circa 134.000 psicologi di tutto il mondo. E’ la stessa APA che nell’agosto del 2009 ha pubblicato il Report sui SOCE (Sexual Orientation Change Efforts) dichiarando con fermezza e senza ombra di dubbio che:

-         E’ necessario distinguere orientamento sessuale (e affettivo) da identità di orientamento sessuale.

-         Non ci sono evidenze scientifiche della possibilità di modificare l’orientamento sessuale.

-         Le terapie che hanno come obiettivo il cambiamento dell’orientamento sessuale sono inefficaci, spesso dannose e laddove ci siano stati vantaggi questi sarebbero stati possibili anche con altre forme di terapie che non condividono lo stesso obiettivo di base. Cioè che non pretendono di modificare l’orientamento sessuale.

Negli articoli, inoltre, si parla di ideologia omosessualista, termine ignoto alla comunità professionale e scientifica internazionale che da decenni studia l’identità sessuale, ma  spesso presente in comunicazioni, post, commenti sui social di persone che condividono un’altra ideologia: quella cattolica.

Nella lettera del presunto psicologo costretto suo malgrado all’anonimato ci sono diverse inesattezze.

La scelta di non firmare con il proprio nome e cognome rende privo di valenza “scientifica” anche il contenuto del testo, nel senso che potrebbe essere stato scritto da chiunque e se così fosse non potrebbe essere considerato frutto di un professionista, magari competente in materia.

Resta quindi solo una lettera scritta da chiunque, che conosce solo una parte della letteratura scientifica in merito e soprattutto del codice deontologico citato.

Si citano studi scientifici strabilianti che validerebbero l’ipotesi della possibilità di modificare l’orientamento sessuale come se fossero la bibbia. In particolare quello di Spitzer è stato disconfermato dallo stesso autore nel 2012, che ha ammesso che il campione utilizzato per lo studio non era adeguato né rappresentativo, che il metodo utilizzato non era corretto e ha chiesto pubblicamente scusa alle persone omosessuali che hanno sofferto inutilmente in questi anni perché convinti di poter cambiare la propria condizione, proprio sulla base del suo famoso studio.

Ad oggi gli studi che parlano di re-orientamento sessuale pongono l’attenzione sulla modifica del comportamento sessuale di persone in realtà bisessuali (prima dello studio avevano avuto ad es. relazioni anche con donne) convalidando il presunto successo della terapia con il suggellamento di un matrimonio, magari con figli. Ma in molti casi si tratta di matrimoni bianchi (senza rapporti sessuali) o di persone che, se intervistate, dichiarano che in realtà il loro desiderio omosessuale è ancora vivo e presente, ma che hanno semplicemente scelto di non viverlo adattandosi ad una vita eterosessuale che l’intera società (e la comunità a cui appartengono, spesso molto religiosa) approva e sostiene.

Appare strano che, nell’ipotesi che l’orientamento sessuale sia modificabile da psicoterapia o pseudoterapie, nessuna persona eterosessuale sia a disagio e desideri modificare il proprio diventando omosessuale. E questo considerando che l’eterosessualità è l’orientamento più comune, decisamente considerato accettabile e molte società siano eterosessiste. Si parla, infatti, sempre e solo di orientamento omosessuale come disturbante, come invalidante, come indesiderato e come MODIFICABILE.

Sarebbe più corretto, a mio avviso, invece, parlare di orientamento sessuale e affettivo a tutto tondo. Altrimenti si rischia di cadere nella favola dell’omosessuale egodistonico, il cui futuro appare inevitabilmente e inderogabilmente buio e triste, che aspira ad un’eterosessualità felice e perfetta da mulino bianco. Che sappiamo bene essere inesistente e idealizzata, mentre esistono moltissime esperienze di omosessualità felici , consapevoli, serene e soprattutto fertili e prolifiche.

Insomma non è l’omosessualità di per sé che rende infelici né l’eterosessualità di per sèche garantisce una vita felice e soddisfacente, ma sicuramente più facile e forse più “comoda”.

Nello stesso articolo che ospita la lettera del presunto collega si cita l’articolo 4 del Codice Deontologico che impone alle psicologhe e agli psicologi italiani il rispetto dell’autoaffermazione del cliente.

Vorrei chiedere al presunto collega se questo articolo, a suo parere, vale anche per le pazienti anoressiche che arrivano in studio chiedendo a  lui/lei di essere aiutate a perdere altri 20kg o ai pazienti che chiedono sostegno perché desiderano ardentemente avere un’intimità con bambini di 5 anni.

Non è anche in questi casi obbligo del/la professionista di rispettare l’autoaffermazione del paziente stesso?

Mi sembra opportuno ricordare, invece, la necessità di rispettare l’articolo 5 del Codice Deontologico :

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale.

Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.”

Concludendo, appare necessario evitare commistioni tra credenze e valori religiosi, assolutamente rispettabili , ma privi di scientificità e alcuni concetti e costrutti validati dalla comunità scientifica internazionale, sia perché i primi riguardano una parte della popolazione e non la totalità, sia perché non possono essere questi a determinare la validità di teorie scientifiche.

Ma soprattutto perché da psicologi l’unico obiettivo che dovremmo avere è la salute psicofisica dei nostri clienti e di sicuro propinare soluzioni inattuabili e illusorie rappresenta un danno maggiore del disagio per un orientamento sessuale e affettivo non eterosessuale per il quale si temono discriminazioni e ripercussioni nell’ambiente in cui si vive.

Fonte: Osservatorio di Psicologia nei media

 

locandina 2

 

http://www.youtube.com/watch?v=FHvIioEJyQI

Per altre informazioni sul MIP e sugli psicologi aderenti, consultate questo sito

Qui è possibile consultare l’elenco degli psicologi e psicoterapeuti che si sono messi a disposizione per un colloquio gratuito in Bari e Provincia

Dr.ssa Lorita Tinelli Referente Provinciale

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Qualche informazione in più

 

MAGGIO DI INFORMAZIONE PSICOLOGICA 2014, 7ª edizione

Il mese della prevenzione psicologica in Italia

Psycommunity, la comunità online degli psicologi italiani, è lieta di presentare la 7ª edizione del MIP, Maggio di Informazione Psicologica, la campagna nazionale di prevenzione del disagio psichico.

Gli psicologi MIP tornano per promuovere il benessere psicologico, perché “non c’è salute senza salute mentale”!

1.000 psicologi e psicoterapeuti, in 66 province e numerosissimi comuni, offriranno:

 

  • 1 colloquio gratuito a chiunque ne farà richiesta
  • 1000 appuntamenti aperti al pubblico fra incontri informativi e a tema, conferenze, seminari e gruppi esperienziali nei quali si affronteranno i più varii argomenti della nostra vita quotidiana, indagati attraverso la lente della psicologia.

Salute mentale: cos’è e perché fare prevenzione?

La salute mentale è una condizione di benessere globale grazie alla quale ogni persona realizza appieno le proprie potenzialità, affronta le normali difficoltà della vita, è in grado di lavorare in maniera produttiva e con profitto e di fornire un contributo positivo alla comunità nella quale vive.

In molti paesi, compreso il nostro, le risorse umane e finanziarie messe a disposizione di servizi di salute mentale sono insufficienti e per lo più indirizzate nella cura e nel trattamento delle persone con malattie mentali. Al contrario, sarebbe necessario operare nella direzione della prevenzione, al fine di aiutare le persone a tutelare il proprio benessere psichico.

Un sistema veramente integrato di salute mentale richiederebbe il passaggio da un concetto di consulenza individuale e centrata sul disagio ad un modello di interventi sistemici e indirizzati alla comunità. Sarebbe necessario inserire la salute mentale nell’assistenza sanitaria di base, fornendo assistenza sanitaria in ospedale e sviluppando servizi di salute mentale territoriali e indirizzati alla comunità.

Alcuni piccoli segnali in questo senso sono stati lanciati da Regioni come la Campania che ha istituito i Servizi di Psicologia Territoriale, e il Veneto che ha dato vita a un servizio per la prevenzione dei suicidi.

Come sostiene l’Ordine degli Psicologi Italiani, con l’aiuto di uno psicologo, il difficile diventa facile. Il lavoro degli psicologi contribuisce infatti alla promozione del benessere delle persone e delle organizzazioni.

Gli psicologi del MIP, Maggio di Informazione Psicologica, s’impegnano dal 2008 per consentire a tutti di avere accesso alla prevenzione per tutelare il proprio benessere psichico, perché “non c’è salute senza salute mentale”! E per questo ogni anno mettono gratuitamente le proprie competenze a disposizione della comunità e di chi vuole tutelare il proprio benessere.

COS’È IL MIP?

Il MIP, Maggio di Informazione Psicologica, WWW.PSICOLOGIMIP.IT, edizione 2014, è la prima campagna nazionale di prevenzione del disagio psichico.

Nasce nel 2008 da un’iniziativa di Psycommunity e da allora persegue gli obiettivi di diffondere un’adeguata cultura del benessere psicologico; sensibilizzare alla prevenzione del disagio psichico; facilitare l’incontro con lo psicologo e lo psicoterapeuta; divulgare corrette informazioni, sfatare pregiudizi e stigma sociale; incoraggiare e promuovere la cultura psicologica in Italia; far conoscere gli ambiti di applicazione della psicologia; fare chiarezza sulla professionalità dello psicologo e dello psicoterapeuta.

Nel corso delle sei precedenti edizioni:

  • più di 40.000 le persone che si sono avvicinate alla psicologia attraverso il MIP
  • 3000 gli incontri e i seminari svolti, aperti al pubblico gratuitamente, su qualunque ambito della psicologia
  • 4500 i professionisti che hanno messo gratuitamente la propria esperienza e le proprie conoscenze a disposizione delle persone, incontrandole e fornendo informazioni sulla prevenzione, sul benessere psicologico, sulla psicologia e sugli psicologi ed erogando colloqui clinici a chi ne facesse esplicita richiesta.

COS’È PSYCOMMUNITY?

Psycommunity è la più grande web community degli psicologi italiani che si impegnano, a titolo volontario, a organizzare eventi e manifestazioni culturali inerenti la psicologia e la sua divulgazione.

Nasce nel 2003 e raccoglie circa 7500 membri tra gli psicologi italiani interessati a costituire una comunità virtuale dove condividere liberamente i propri interessi. Le attività della comunità favoriscono l’integrazione e il confronto, nonché la messa a punto di progetti comuni, tra i quali il più impegnativo è stato finora senz’altro il MIP, Maggio di Informazione Psicologica, www.psicologimip.it.

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