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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

  1. Nell’ambito del  progetto “Educazione alla salute”, a partire dalla prossima settimana, sarà possibile fruire dello Sportello CIC grazie alla presenza della dott.ssa Iaia dell’ASL di  Putignano che opererà presso le due sezioni del Liceo secondo il calendario e gli orari di seguito indicati:
Giorno Ora Luogo dell’incontro
Mercoledì 9,00 -  12,00 Liceo delle Scienze Sociali
Venerdì 9.30 -  10.30 Liceo Scientifico
Martedì 15.30 – 16.30 Liceo Scientifico

Gli studenti potranno raggiungere direttamente  l’aula CIC chiedendo, in orario curriculare,  il normale permesso di uscita al docente presente in classe, senza specificare il motivo, a tutela della privacy.

  1. Il Dott. Dongiovanni, responsabile dell’U.O. Prevenzione ed Interventi Sociali, e gli esperti referenti per la  prevenzione del  Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL BA, svolgeranno una serie di incontri, nelle ore dedicate alle assemblee di classe mensili,  finalizzati all’approfondimento delle questioni relative alla prevenzione delle dipendenze

Gli obiettivi principali  del progetto sono i seguenti:

  • aumentare il livello di conoscenza dei giovani sull’uso e abuso di sostanze ed i rischi ad esse correlati;
  • modificare gli eventuali comportamenti a rischio fornendo loro gli strumenti per l’auto-attivazione;

Le tecniche utilizzate sono il role-playing, il brainstorming e i giochi interattivi; è inoltre  prevista  la proiezione del  film “ The Breakfast Club “ con relativo approfondimento e dibattito sulle tematiche che emergeranno.

Il calendario e gli orari  relativi saranno comunicati dalle docenti referenti del progetto, Proff. Mirizzi e Galiani, alle classi interessate, previa informazione all’Ufficio di presidenza.

  1. Il dott. Giandomenico D’Onghia, già primario ostetrico e ginecologo, in collaborazione con i docenti di Scienze dell’istituto , attuerà un approfondimento sulle tematiche relative all’educazione sessuale, con particolare riferimento all’anatomia e alla fisiologia dell’apparato riproduttore, nonché alle malattie sessualmente trasmesse. Le classi interessate concorderanno con i rispettivi docenti le date degli incontri che si svolgeranno durante le assemblee di classe mensili.
  2. Nell’ambito del progetto “Ben…essere a scuola” sono previsti , presso l’auditorium del Liceo Scientifico, dalle ore 16.30 alle ore 18.30, cinque incontri pomeridiani con esperti, come da calendario allegato, per la trattazione delle tematiche individuate nell’ambito della Educazione alla salute e  destinati agli studenti, ai genitori e a tutto il personale scolastico.

 

data titolo relatore
Giovedì 20 Gennaio “ Alla ricerca della felicità” Dott. P. Annese
Mercoledì 16 Febbraio “ New Addictions: disagio sociale o stile di vita ? “ Dott. A.M. Trisolini
Giovedì 24 Febbraio “ Le prigioni della mente ” Dott.ssa L. Tinelli
Venerdì 18 Marzo “ Alimentiamo il benessere ” Dott. S. Chiarappa
Martedì 19 Aprile “ La malattia mentale:
-educare alla salute           -mirare al benessere
-sconfiggere il pregiudizio“
Dott.ssa Contegiacomo
Dott. Ferrante
Dott. Mongelli
Coord. R. Nisi

Il Prof. Pasquale Annese, docente di Filosofia e Storia,  tratterà il tema  “ Alla ricerca della felicità”, un percorso tra  filosofia, etologia e  psicologia che approfondirà il pensiero di alcuni dei principali  filosofi ( Eraclito, Spinoza, Kant) che hanno tematizzato la felicità, le sue  pre-condizioni biologico-etologiche ( Lorenz) , le sue  “ leggi “ psicologiche ( Freud) e  il loro essere disattese nella società del disagio.

Il  Dott. A. M. Trisolini, referente del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL BA,   tratterà la tematica delle dipendenze ( alcool, fumo, stupefacenti, sostanze dopanti) con particolare riferimento alle  dipendenze dalle nuove tecnologie ( cellulare, internet, social network, videogiochi).

La Dott.ssa Lorita Tinelli, presidente del CeSAP (Centro studi  abusi psicologici), che sta realizzando una ricerca sulle motivazioni che portano i giovani a ricorrere alle scienze occulte, tratterà la tematica  “ Le prigioni della mente” relativa all’abuso psicologico sull’individuo ad opera di organizzazioni o di singoli ed in qualsiasi contesto (domestico, lavorativo, sociale).

Il Dott. Saverio Chiarappa, Direttore dell’Unità Pediatrica dell’Ospedale di Putignano, e la dietista Dott.ssa Claudia Contegiacomo affronteranno  la tematica dell’alimentazione approfondendo gli argomenti relativi ai principi della  corretta alimentazione, delle abitudini alimentari e  dei disturbi del comportamento alimentare.

I dottori Ferrante, Mongelli e Nisi , in qualità di   referenti della  comunità “ Germoglio “ di Noci,  tratteranno il tema “La malattia mentale: educare alla salute, mirare al benessere,  sconfiggere il pregiudizio “. Gli obiettivi dell’incontro sono i seguenti:

  • facilitare una maggiore comprensione della malattia mentale e del disagio psichico al fine di superare preconcetti e pregiudizi rispetto a tali tematiche
  • aumentare la consapevolezza e la capacità di leggere, a livello personale ed interpersonale, segnali e sintomi di disagio per prevenire situazioni di rischio psico-relazionale
  • promuovere la cultura della inclusività e dell’integrazione  del contesto sociale di riferimento.

L’intervento  comprenderà  anche  le  testimonianze  dirette  di utenti psichiatrici ed educatori.

Gli  incontri relativi alle dipendenze, all’ alimentazione e agli abusi psicologici, saranno preceduti  dalla somministrazione di questionari rigorosamente  anonimi a tutela della privacy, relativi alla tematica trattata. L’analisi, l’elaborazione e l’interpretazione  dei dati relativi a ciascuna indagine, saranno presentati il giorno dell’incontro a cura degli alunni del Liceo delle Scienze Sociali.

La conclusione del progetto prevede un ulteriore ultimo incontro – dibattito conclusivo sulle tematiche trattate e la presentazione di  eventuali proposte e   iniziative che gli studenti e  i genitori vorranno organizzare per sollecitare e mantenere vivo il dialogo sull’educazione alla salute  all’interno della nostra comunità scolastica.

 

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Rosa ROBERTO

 

Le Docenti Referenti

Prof.ssa  Maria GALIANI

Prof.ssa Maria C. MIRIZZI

 

 

 

A cura di Lorita Tinelli

Autrice: Anna Oliverio Ferraris

Titolo: Chi manipola la tua mente? Vecchi e nuovi persuasori: riconoscerli per difendersi

Casa editrice: Giunti

 

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, docente ordinario di Psicologia dello sviluppo presso l’Università “La Sapienza” di Roma, analizza in questo libro le varie strategie manipolative messe in atto da ‘persuasori occulti’. Questi manipolatori di professione, secondo l’autrice, prendono in prestito dalla psicologia più o meno ufficiale una serie di tecniche, che poi utilizzano a proprio piacimento per condizionare i comportamenti del singolo e delle masse.

Sono riconoscibili tecniche manipolatorie nella comunicazione mediatica, in quella politica, in alcuni sistemi totalitari, nel marketing. L’imitazione, la tecnica della “menzogna per omissione” (strategia che si pone l’obiettivo di ottenere una decisione svantaggiosa per il destinatario senza che questi se ne accorga), la strumentalizzazione delle emozioni, sono alcune delle “trappole” utilizzate ad arte per ottenere acquiescenza.

La medesima strategia, secondo l’autrice,  può servire a fini opposti: può abbindolare o aiutare, tutto dipende dalle intenzioni di chi la usa.

Nessuno è immune da tale dinamica, in quanto la manipolazione esiste ed è sempre esistita nei secoli, sin dalla retorica usata come “arma di difesa” dai sofisti, e agisce molto sottilmente.

In una società complessa come la nostra i professionisti della manipolazione ci inviano moltitudini di stimoli atti a “predisporre il nostro cervello” all’acquisto o alla condivisione del loro prodotto/messaggio.

Lo stesso Robert Cialdini[1] afferma che i vari stimoli ben organizzati e agiti, in maniera scientifica e sistematica, dai persuasori occulti sono efficaci per far attivare degli schemi istintivi in ciascuno di noi. Non è quindi necessario alcun atto di forza o di minaccia, conferma la Oliverio Ferraris, per portare il nostro interlocutore a fare quello che vogliamo.

Il libro presenta diversi esempi e diverse osservazioni su casi storici effettivamente accaduti, a dimostrazione della tesi della studiosa. Diversi anche i riferimenti della letteratura scientifica sull’argomento.

Anna Oliverio Ferraris ci svela il mondo delle sofisticate  armi della seduzione, della persuasione e della suggestione, perché solo così è possibile “riconoscere i manipolatori occulti e acquisire libertà di pensiero”.

 


 

[1] Cialdini R. Le armi della persuasione, Giunti, Firenze 2005

 

http://www.osservatoriopsicologia.it/2010/09/25/chi-manipola-la-tua-mente/

Psicoterapie “Folli” Conoscerle e difendersi


Di Margaret T. Singer e Janjia Lalich

Prefazione: Prof Paolo Michielin

Casa editrice Erickson

 

Recensione di Lorita Tinelli

Le autrici di questo libro, due psicologhe americane, hanno elencato ed analizzato alcune ‘psicoterapie’ proposte in anni recenti, in primis negli USA e poi anche nella nostra Europa, spesso fondate sulle intuizioni di un caposcuola o di un leader carismatico e mai supportate dalla Comunità Scientifica.

Si tratta di “psicoterapie” che pretendono di risolvere i problemi che il “cliente” porta in seduta, mediante ‘strani’ esercizi e strategie ‘psicoterapiche’ che alla fine presuppongono seri rischi per la sua salute mentale. Alcune di queste ‘terapie’ per esempio si basano sulla necessità di far rivivere al cliente una sua ‘rinascita’ e magari anche gli stati iniziali della sua vita attraverso l’allattamento con un biberon; oppure gli propongono l’esigenza di ricongiungerlo a vite precedenti, tramite forme di ipnosi regressiva o ancora passano ad ipotizzare la causa del suo disagio dovuta a rapimenti di non meglio identificati extraterrestri o spiriti maligni.

Tali terapie, considerate dalle stesse autrici ‘folli’, possono prevedere sessioni a base di sesso e di coccole tra terapeuta e suo paziente. Altre si avvalgono di tecniche apparentemente razionali e miracolose, come la comunicazione facilitata e la programmazione neurolinguistica, o anche sul concetto dello sfogo libero e incontrollabile, basato sulla teoria che ‘manifestare le proprie emozioni risolva molti problemi, sia intrapsichici che intrapersonali’.

Le teorie alla base delle terapie folli analizzate nel libro sono accomunate dall’approccio a ‘taglia unica’: ovvero i terapeuti adottano un atteggiamento per il quale operano come se ci fossero una sola causa e una sola risoluzione per tutti i problemi.

Altro assunto su cui si basano tali terapie è il potere narcisistico ed economico che il terapeuta stesso acquisisce nei confronti della propria utenza.

Le autrici ripercorrono ciascuno di questi nuovi interventi curativi pseudoscientifici, evidenziandone i limiti e i danni sull’utenza, anche attraverso racconti di esperienze dirette.

Il libro, con prefazione del Prof. Paolo Michielin è rivolto agli psicologi, agli psicoterapeuti, ai medici e a tutti gli operatori della salute in generale. Ma soprattutto, per la chiarezza espositiva circa i reali limiti tra terapie ‘scientificamente accettate’ e quelle ‘folli’ e tra i vari ruoli e competenze dei professionisti della salute mentale, si propone come ottimo strumento di conoscenza per tutti coloro che possono aver bisogno di un trattamento psicoterapico, al fine di meglio orientarsi nel ‘mercato’ degli approcci e delle tecniche proposte nei tempi odierni.

L’ultimo capitolo in particolare offre anche importanti strumenti su come valutare il servizio proposto dallo psicoterapeuta scelto ed anche a quali istituzioni rivolgersi per approfondire l’argomento, onde evitare di cadere in esperienze a rischio di delusione, se non di vera e propria truffa o raggiro.

http://www.osservatoriopsicologia.it/2009/03/12/psicoterapie-%E2%80%9Cfolli%E2%80%9D-conoscerle-e-difendersi/

ono una psicologa abilitata alla libera professione dal 1998. Nel 1999, assieme ad un collega e ad altri studiosi, ho fondato il CeSAP -
Centro Studi Abusi Psicologici, un’associazione no profit  tesa alla tutela delle vittime di abusi, allo studio degli indicatori dell’abuso e alla denuncia degli abusanti a vari livelli.
Nei primi anni del nostro lavoro, le richieste frequenti di aiuto al nostro centro, provenivano da familiari di adepti di sette pseudo-religiose. Ma mano a mano negli anni abbiamo assistito ad un differente andamento della
situazione del nostro Paese.
Le attuali denunce che ci giungono sono relative ad incontri con psicosett o pseudo improvvisatori psicologi.
E’ come se, nel collettivo l’idea di rivolgersi allo psicologo sia ormai accettata, ma non ha alla fine importanza che questi sia o meno qualificato, sia o meno formato alla professione, sia o meno iscritto all’albo. Ecco che accanto alla richiesta del singolo c’è un buon mercato in cui proliferano “esperti della salute mentale” di vario tipo, che a volte sostengono di essersi laureati in Università estere, solitamente non riconosciute dal Ministero della Pubblica Istruzione italiana (tipo La Jolla University, .), altre volte nel loro curriculum affermano di aver avuto una formazione psicologica, che per ovvie ragioni non descrivono nel dettaglio, altre volte
si auto-appellano con titoli scelti tra le professioni non ancora regolamentate, creando maggiore confusione nella gente (per esempio utilizzano l’appellativo di counselor, ipnoterapeuta, e così via) e con le quali di fatto esercitano la professione di psicologo. Altre volte avvalorano ancor di più la propria ‘competenza’ improvvisata, affiancandosi ad istituzioni di vario genere (ultimamente funziona molto bene il connubio con quelle ecclesiastiche, difatti è abitudine che questi ‘falsi professionisti’ scelgano qualche prelato di fiducia e qui iniziano a tessere le proprie tele, sentendosi maggiormente rafforzati e al sicuro).

Gente, insomma che in qualche modo, pur di operare indisturbata, finisce, con l’inquinare i reali requisiti di una professionalità ancora non molto conosciuta dai più, oltre che danneggiare profondamente l’utenza che a loro si rivolge.
Ancora oggi, difatti, mi meraviglia molto constatare che la gente comune (ma non solo), faccia fatica ad individuare i reali ambiti della professione dello psicologo. Abbiamo ascoltato spesse volte la frase ‘sono un po’ psicologo’ riferita alla presunzione di possedere una propria capacità di empatia e di ascolto. E così che gente non formata, non abilitata, ma ‘un po’ psicologa’, si avventura nel fare diagnosi mediante l’utilizzo di strumenti diagnostici, si permette di elaborare vere e proprie
interpretazioni psicologiche basate su proprie teorie personali circa il funzionamento mentale e relazionale, si permette di formare la gente al proprio pensiero, insinuandosi anche in aziende o associazioni, con la pretesa di posizionarsi unico conoscitore esperto di un tale settore e tacciando di invidia, di incapacità professionale, tutti coloro che sente come ‘disturbatori’ della propria scalata verso il successo.
Tali persone, operando nel settore della salute mentale, con persone già in difficoltà, al di fuori di ogni regola, solitamente prospettano una soluzione unica e facile a tutti i mali, cosa che attira molti perché non porta a mettersi in discussione e a responsabilizzarsi nel cammino risolutivo, ma che alla fine indirizza a stati di dipendenza nei confronti del proprio ‘salvatore’ e di rottura con la vita precedente (famiglia, amici, .) a seguito di nuovi valori assunti. Altro devastante effetto collaterale è che tale ‘terapia’ o ‘consulenza’ o ‘percorso di formazione’ ‘o lavoro’ iniziati non hanno assolutamente un termine, ma si evolvono negli
anni in un rapporto morboso, statico e distruttivo tra ‘falso psicologo’ e suo utente.
Negli anni, trovandoci di fronte a simili situazioni, abbiamo più volte segnalato ai vari Ordini di riferimento tali pesudo-psicologi. Gli  Ordini hanno accolto le nostre segnalazioni e inoltrato relativi esposti alle differenti Procure della Repubblica interessate.
Nel settembre 2006 un’ordinanza emessa dal Tribunale di Bari (a seguito della richiesta di un gruppo settario di far chiudere d’urgenza il nostro sito) ha espresso un giudizio di merito nei confronti della nostra
associazione, definendo la nostra attività ‘meritoria’ nella tutela delle vittime di ‘psicoterapie non autorizzate’.
Malgrado questo però, pur avendo inoltrato diverse denunce in diverse parti d’Italia, tutto sembrerebbe essere nel silenzio assoluto per decine di altri casi segnalati.
Nonostante difatti la presentazione di prove a sostegno di presunti reati di abuso della professione e quindi di esposti degli Ordini, non abbiamo notizie di nessun rinvio a giudizio.
Dov’è l’intoppo?
La lentezza della giustizia italiana?
La non conoscenza da parte dei giudici della reale differenza tra l’attività degli psicologi formati e abilitati e quella degli impostori?
E’ vero, come sostengono ‘gli impostori’ che i titolati possono anche non essere professionalmente ‘bravi’, (uno di questi santoni, contrariamente ai titoli ‘falsi’ che ostenta nel proprio curriculum, sostiene che lo stesso Freud non avesse i titoli per creare l’impero teorico a noi tramandato! Con questo vuole tentare di avvalorare la legittimità della sua ‘falsa’
professione) ma questo può bastare a far sentire libero chiunque di svolgere una professione di cui non ha competenze?
L’Ordine potrebbe fare di più per rendere maggiore chiarezza circa i requisiti dello Psicologo o anche interessandosi maggiormente ai percorsi attivati tramite gli esposti?
Sarebbe forse utile un’attività di monitoraggio preciso e costante di questi casi segnalati alle autorità (magari anche tramite una banca-dati), anche al fine di una puntuale conoscenza dell’andamento degli stessi.   Credo che la Giustizia in qualche modo vada anche supportata da una precisa e costruttiva attività politica dell’Ordine, volta alla tutela dell’identità variegata
della nostra professione.

http://altrapsicologia.com/come-tutelare-la-professione-di-psicologo-dai-ciarlatani/2007/03/

In un precedente articolo ho posto il problema di coloro i quali non avendo titoli o formazione né iscrizione all’Albo degli Psicologi, cercano di farsi accreditare presso Istituzioni alternative per operare nel campo della psicologia.Questa volta vorrei proporre un altro problema, forse ancora più spinoso.
Esistono molti nostri colleghi (e qui mi riferisco anche alle molte segnalazioni che giungono alla nostra associazione CeSAP – www.cesap.net) che, pur essendo regolarmente iscritti all’Ordine ed anche laureati in Psicologia, si lasciamo ammaliare da una serie di strategie terapeutiche o filosofie, definite dalla stessa Margareth Singer (nota psicologa americana) ‘psicoterapie folli’ (per ulteriori informazioni vorrei citare il libro ‘Psicoterapie Folli’, della Singer e della Lalich, edito dalla casa editrice Erikcson e con prefazione del presidente dell’Ordine del Veneto).
Le ‘Terapie Folli si caratterizzano per i riferimenti teorici inesistenti o poco plausibili rispetto a teorie psicologiche, assente o insufficiente documentazione della loro utilità ed efficacia, spiegazione di molti o tutti i problemi psicologici sulla base di un’unica causa generale.
Nello specifico l’autrice cita tra le mille terapie “folli”: rebirthing e reparentinf, rebirthing inteegratico o Vivation, Pnl_Cf-Not-Emdr, terapia dell’entità e contatti medianici, terapia delle vite passate e future ed infine uso ed abuso di ipnosi, praticate da psicologi e psichiatri così come da persone non qualificate che appartengono a gruppi New Age, esoterici, del potenziale umano ed altri simili.
Queste terapie di rivelano estremamente nocive per la persona che le subisce e oltre non risolvere il disagio iniziale ne creano altri spesso peggiori. Ad esempio in tutti i casi che si sono rivolti al nostro centro hanno indotto rotture coniugali così come succede nei gruppi coercitivi (o sette).
Durante un’udienza civile alla quale ho partecipato come parte in causa (purtroppo il nostro centro riceve una infinità di denunce da ‘ciarlatani’ che cercano di tutelare il proprio lavoro ‘non legale’), un noto psichiatra, dipendente di una AUSL della mia regione, interrogato dal Giudice si è lasciato sfuggire di orientare la propria clientela a frequentare un discutibile gruppo del potenziale umano. Poi immediatamente ha ritrattato sostenendo che il suo consiglio era per amici e parenti. Naturalmente lo stesso psichiatra è parte attiva del gruppo cui indirizza ‘parenti ed amici’, che allo stato attuale è sotto indagine della magistratura per gravi reati.
Altresì segnalo una tendenza sempre più consolidata di scuole e centri di counseling regionali fondati da alcuni psicologi e psichiatri, ma anche ad appartenenti a gruppi New Age, esoterici, del potenziale umano ed altri simili a proporre corsi rivolti ad operatori del Servizio Sanitario e validi ai fini dell’attribuzione di Ecm che si basano sull’uso di tali terapie.
Nel dicembre del 2005 attraverso una nostra filiale del Friuli (oggi chiusa ufficialmente), il consigliere Regionale Roberto Asquini si è fatto portavoce delle preoccupazioni del nostro Centro con una interrogazione nel Consiglio Regionale (interpellanza n.410 del 29-12-2005).
L’art. 8  del nostro codice deontologico recita quanto segue ‘Lo psicologo contrasta l’esercizio abusivo della professione come definita dagli articoli 1 e 3 della Legge 18 febbraio 1989, n. 56, e segnala al Consiglio dell’ordine i casi di abusivismo o di usurpazione di titolo di cui si viene a conoscenza. Parimenti, utilizza il proprio titolo professionale esclusivamente per attività ad esso pertinenti, e non avalla con esso attività ingannevoli od abusive .’
Mi chiedo dunque, l’Ordine come interviene e quale sia il suo interesse concreto nella difesa della professione da parte di chi mescola in un sincretismo illecito tutto quello che sembra psicologia.Sono a conoscenza di casi di persone con gravi pendenze penali, ancora iscritte all’Ordine, malgrado tutto. Dobbiamo necessariamente arrivare ad una sentenza di un giudice oppure conoscendo i parametri del lavoro di uno psicologo l’Ordine può già decidere chi possa far parte o meno di un Albo professionalmente corretto?

http://altrapsicologia.com/i-ciarlatani-regolarmente-iscritti-allordine/2007/03/

 

 

NOCI – Si è svolto nel pomeriggio di sabato 24 gennaio presso il locale Norè un aperitivo tra studenti e professionisti psicologici per riflettere sulla professione. L’incontro è stato curato dalla psicologa Lorita Tinelli e ha visto la presenza del Dott. Alessandro Spano, proveniente da Milano e rappresentante di Altra Psicologia, un’associazione nata per promuovere, difendere e tutelare la professione.

Durante l’incontro si è discusso delle prossime lezioni Enpap, ente di previdenza obbligatoria per gli esercenti l’attività professionale di psicologo. L’associazione Alta Psicologia propone la candidatura dei propri rappresentanti con un programma volto a migliorare attivamente le attuali condizioni professionali.

Durante l’incontro è stato presentato il libro “Lo psicologo che…non ti aspetti” di Aisha Proxima, uno pseudonimo collettivo dietro cui si cela un gruppo di psicologi appartenenti all’associazione Altra Psicologia. In questo “manuale di sopravvivenza” sono state raccolte le storie di successo professionale di vari professionisti in tutta Italia, per mostrare che, per quanto faticoso, è ancora possibile costruire una professionalità soddisfacente. Per quanti sono interessati, possono trovare ulteriori informazioni presso il sito www.altrapsicologia.it. (Nelle foto alcuni momenti dell’incontro).

 

http://www.noci.it/incontri-e-dibattiti/791-lo-psicologo-chenon-ti-aspetti.html

Il 3 Novembre 2006 uno degli Avvocati che si occupava delle cause civili indette da Vito Carlo Moccia nei confronti dei soliti tre soggetti presi di mira, inviava al suo cliente la seguente email, che poi fu rintracciata dalla DIGOS durante le indagini e diventata materiale dei fascicoli processuali.

In tale email si evidenziano  diverse inesattezze.

Intendo qui soffermarmi su alcune di esse:

1) L’Avvocato informa il suo cliente di aver fatto richiesta al Giudice Michele Salvatore di trasmissione immediata del verbale di udienza alla Procura della Repubblica per il reato di calunnia, relativamente all’affermazione della sottoscritta di essere a conoscenza di alcuni suicidi avvenuti tra gli allievi dei maestri di Arkeon. In effetti tale trasmissione avvenne, soprattutto a seguito delle dichiarazioni  di uno dei teste che confermava le stesse notizie di cui io ero a conoscenza. I risultati di tale trasmissione furono che: a) le indagini rilevarono che le informazioni erano esatte; b) la sottoscritta non è mai stata nè indagata nè accusata nè condannata del reato calunnia in merito a tali affermazioni

2) L’Avvocato sostiene nella sua email che il ricorso cautelare, richiesto dal Moccia, finalizzato alla chiusura del sito del CeSAP era stato rigettato ESCLUSIVAMENTE per una tutela del principio della libertà di espressione e non per altro. Come invece si evince dalle motivazioni del rigetto, che ripropongo qui di seguito, il Giudice esprime un giudizio meritorio per l’attività dl CeSAP di tutela dalle false psicoterapie sostenendo che gli interessi che il CeSAP promuove …certamente meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento giuridico … l’informazione resa è altamente meritoria in questo idonea a prevenire gli effetti di una impropria attività psicoterapeutica svolta da operatori privi di qualificazione professionale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRIBUNALE BARI, LEGITTIMO AVVERTIRE SU ABUSI PSICOLOGICI RESPINTA RISCHIESTA ARKEON DI OSCURARE SITO CENTRO STUDI ABUSI
(ANSA) – BARI, 14 SET – ”E’ legittimo mettere in guardia dai possibili rischi che si corrono aderendo a gruppi in grado di condizionare la liberta’ di pensiero senza essere titolati ad effettuare attivita’ di psicoterapia: non solo non e’ reato, ma e’ anche un’attivita’ meritoria”. E’ quanto emerge, secondo la presidente del Centro studi abusi psicologici, Lorita Tinelli, da una ordinanza del Tribunale Civile di Bari del 5 settembre scorso, che ha rigettato il ricorso proposto in via d’urgenza da Vito Carlo Moccia e da alcune societa’ riconducibili al gruppo ‘Arkeon’, con sede legale a Bari, che aveva chiesto l’oscuramento del sito www.cesap.net gestito dal Centro.
Il procedimento cautelare – e’ detto in una nota del Cesap – si inserisce nell’ambito del giudizio civile promosso da Moccia, del gruppo ‘Arkeon’, e da alcune societa’ che ne fanno parte che si ritengono diffamati dalle dichiarazioni rese dal presidente del Cesap e da altri ospiti del talk-show di Maurizio Costanzo in alcune puntate di ‘Tutte le mattine’ trasmesse a febbraio.
Moccia ha chiesto un risarcimento di quattro milioni di euro.
Nel giudizio risultano convenuti a vario titolo anche Rti ed Emilio Fede, mentre il Codacons e’ intervenuto volontariamente a sostegno del Cesap. In un ‘forum’ del sito www.cesap.net – e’ detto nella nota – si possono leggere le dichiarazioni di alcuni fuoriusciti da ‘Arkeon’, del quale si stanno interessando sei procure della Repubblica italiane, che ammoniscono ‘state lontani’ dal gruppo e in cui si parla di ‘condizionamento delle persone’ e di ‘pressione psicologica’.
L’oscuramento del sito in via d’urgenza era stato chiesto dal gruppo Arkeon che riteneva lesive anche le opinioni espresse nel forum internet del Cesap. Il Tribunale civile di Bari – e’ detto ancora – ha rigettato la domanda cautelare accogliendo le eccezioni sollevate dalla difesa del Cesap, rappresentata dagli avvocati Francesco De Gennaro ed Alessandro Lanzi dello studio legale Traverso & Associati, e ribadendo il principio costituzionale della liberta’ di manifestazione del pensiero e della stampa. (ANSA).

 

 

E’ altresì importante notare come, nell’interesse del suo cliente, l’Avvocato nella sua email incoraggi a denunciare in massa, perchè la pressione di centinaia di denunce, avrebbe probabilmente evidenziato quante sono le persone contente di Arkeon contro le schifezze “propalate” dal CeSAP.

[Giusto per correttezza di informazioni, all’epoca dei fatti c’erano state solo due trasmissioni televisive in cui si era parlato di Arkeon: 1) Tutte le mattine; 2) Mi manda Rai 3. In entrambi i casi, non solo io non ho portato in TV nessuno, ma le persone intervenute a parlare di Arkeon erano diverse e non le stesse, come erroneamente affermato dall’Avvocato]

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