di FABIO CASTORI

UMILIAZIONI, manipolazioni mentali, violenze di gruppo, conti bancari prosciugati ed esperienze terrificanti per trovare la strada’ per guarire da tumori, Aids, infertilità, problemi spirituali, affettivi e matrimoniali. Erano più di diecimila le persone pronte a sopportare tutto questo in nome del metodo Arkeon, la più grande piscosetta mai esistita in Italia fino ad oggi. Si è aperto ieri, davanti al collegio penale del tribunale di Bari, il processo agli 11 guru finiti alla sbarra dopo anni di indagini della Digos. Tutti dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza sessuale, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Gli imputati hanno preferito non presentarsi in aula, inviando a rappresentarli gli avvocati difensori. Presenti, invece, associazioni e privati che si sono costituti parte civile per il risarcimento dei danni causati dalla setta. Tra questi il Centro studi abusi psicologici Cesap, l’associazione dei familiari delle vittime delle sette Favis, il Codancons e la psicologa Lorita Tinelli. A loro si sono aggiunti ieri anche l’Ordine degli psicologi e l’Arcigay. Quest’ultimi sono entrati in ballo dopo il caso del 18enne fermano che il padre avrebbe fatto curare dalla setta per la sua omosessualità. Tra le vittime di Fermo anche un uomo, deceduto a causa di un tumore, che avrebbe abbandonato la famiglia e le cure mediche per seguire il percorso di Arkeon. Il primo colpo di scena del processo è arrivato quando gli avvocati difensori hanno presentato la lista dei testimoni: ben 275 persone, tutti adepti di Arkeon. Momenti di tensione all’ingresso in aula delle telecamere di Striscia la Notizia’ e delle moltissime televisioni presenti. Gli avvocati di Arkeon, infatti, sostenendo di voler evitare che il processo si trasformasse in un fenomeno mediatico, hanno chiesto l’allontanamento dei cameraman e dei fotografi. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008, durante il quale, secondo l’accusa, la setta truffava gli adepti (tra loro anche moltissime persone del Fermano) costringendoli a partecipare a costosi seminari, convincendoli che solo in questo modo sarebbero guariti da tumori, aids, infertilità, disagi di qualsiasi genere oppure da problemi spirituali. Tra gli esercizi’ richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi a percorsi no limits’, durante i quali, sempre secondo le denunce presentate, si sarebbero consumate violenze di gruppo.

Ordine degli psicologi e Arcigay parti civili per la vicenda del ragazzo fermano
venerdì 19 marzo 2010 , di il Resto del Carlino