Impariamo ad essere dei bravi consumatori di ‘beni spirituali’

 

In quanto membri del movimento contro le sette che monitora le attività in corso delle sette, rispetto alla popolazione media siamo maggiormente consapevoli dell’importanza di porsi delle domande su come operano tali gruppi. Noi sappiamo che un gruppo, una setta o una chiesa possono presentarsi come positivi, ma in realtà celare altri obiettivi.

Gli autori di questo articolo comprendono acutamente, in quanto fuorusciti da sette loro stessi, l’importanza di formare la persona, nella nostra società, ad essere non soltanto un’accorta ‘material consumers (consumatrice di beni materiali), ma anche un’attenta ‘spiritual consumers’ (consumatrice di beni spirituali).

Pensiamo un momento alla quantità di energie che spendiamo nel ponderare le scelte negli acquisti che facciamo.

Spendiamo parecchio tempo cercando dati sul più sicuro monovolume in vendita, sul miglior pacchetto di software di gestione spese, sul fondo bancario più flessibile su cu investire e sul miglior centro di salute a cui iscriversi.

Ma ingenuamente e fiduciosamente affievoliamo il nostro senso critico quando è il momento di decidere delle scelte spirituali della nostra vita. Siamo “material consumers” resi esperti dal nostro vivere in una cultura di tipo capitalista. In ogni caso, dovremmo pensarci anche in veste di “spiritual consumers” prima di impegnarci troppo intensamente in una nuova setta, per un guru o per una comunità spirituale.

Abbiamo compilato una lista di domande tratta dalla nostra esperienza di fuorusciti dalle sette, che noi chiamiamo la nostra “20/20 hindsight List” (letteralmente: lista di 20/20 impedimenti alla vista). Sono domande che noi stessi, riflettendoci a posteriori, avremmo voluto aver chiesto come “spiritual consumers” prima di farci coinvolgere dai leaders spirituali e dalle comunità che ci hanno coinvolto. Non abbiamo cercato risposte a queste domande perché non avevamo il buon senso di farlo. Non abbiamo realizzato che è importante porsi questo genere di domande. Parte del motivo di questa ignoranza è da riferirsi alla nostra cultura. Cosa allora dell’educazione ricevuta dalla società ci impedisce di chiedere spiegazioni alle “autorità spirituali”?

Persino nei giorni dell’Era dell’informazione noi ci rapportiamo alla società rispettando le tradizioni e l’autorità.

In generale né il nostro sistemo educativo né quello familiare ci hanno insegnato a mettere in discussione l’autorità riconosciuta come tale. Piuttosto ci si aspetta che ci adeguiamo, che accettiamo gli ordini e che obbediamo a chi detiene il potere. Quando l’autorità ha buoni intenti e si limita a fornire sani modelli educativi, allora il rispetto è positivo. Ma quando l’autorità diviene perversa e manipolane, noi non siamo preparati a riconoscerla, sottraendoci alle discussioni.

 

Se la nostra cultura non ci ha formati ad essere accorti “spiritual consumers”, come possiamo allora proteggerci dallo sfruttamento delle sette? Per cominciare non è saggio prendere decisioni di adesione ad un gruppo quando siamo depressi o in una fase di transizione. In questi momenti siamo soli, più suggestionabili e meno scettici. Può capitare di essere vulnerabili quando ci allontaniamo da casa per la prima volta o alla rottura di una relazione affettiva, per esempio.

Questa vulnerabilità trova le sue punte massime nelle persone giovani, tra i 18 e i 30 anni, che rappresentano il target favorito dei ‘reclutatori’ delle sette. Man mano, questi giovani adulti si costruiscono la propria identità e i propri ruoli. Successivamente lavorano sulla loro intimità ed isolamento.

La “sfida” è quella di mantenere la propria individualità pur legandosi in relazioni interpersonali. Le sette vogliono adepti che siano malleabili in modo da poterli modellare in pseudopersonalità. In questo modo essi danno alla persona che sta cercando la sua identità una nuova identità già pronta e alla persona che sta cercando intimità, una comunità di amici già costruita, che eventualmente sostituisca la famiglia stessa.

Non ci vuole molto per rendersi vulnerabili alle sette. Cosa possiamo fare, allora, per modificare tutto ciò in modo da minimizzare l’influenza delle sette e fare opportune scelte su cosa credere e cosa no? La nostra speranza sta nell’educazione sul fare attenzione alle sette, nell’imparare a cosa fare attenzione quando si prende in considerazione un maestro o un gruppo.

Quella che segue è una lista di domande che noi avremmo voluto prendere in considerazione e porci prima di essere coinvolti dalle rispettive sette.

Noi speriamo che queste domande possano aiutare qualcuno a dire ‘NO’ laddove noi, ignari, abbiamo detto ‘SI’.

 

 

 

Questioni fondamentali da considerare al momento della scelta di un maestro spirituale

 

 

 

1) Quali credenziali possiede?

2) Come mantiene la sua autorità all’interno del gruppo o nelle relazioni interpersonali? Rivendica esclusivamente la facoltà e la competenza di trasmettere insegnamenti?

3) Potete criticare i suoi insegnamenti? Potete discutere il suo parere? Cosa accade se vi trovate in disaccordo con lui?

4) A chi fa capo il maestro? Se aveste delle lamentele da fare sul suo operato a chi potreste rivolgervi? Esiste un organismo di verifica della sua autorità?

5) All’interno dell’organizzazione chi stabilisce le regole? Chi le cambia? Con quale frequenza questo avviene? Che cosa accade quando qualcuno le infrange?

6) Quanto ci si aspetta che voi ‘rinunciate’ o ‘sacrifichiate’ per seguire il maestro? Ponetevi questa domanda prima di impegnarvi e siate il più specifici possibile

7) Gli adepti sono liberi di lasciare questo maestro o gruppo? Cosa capita a quelli che si allontanano?

 

8 ) Quando otterrete il riconoscimento dell’istruzione conseguita?

9) Il maestro in che modo fa riferimento alle persone che hanno lasciato il gruppo?

10) Il contatto con queste ultime è tollerato, scoraggiato o vietato?

11) Che atteggiamento assume il maestro riguardo il mantenere le proprie relazioni con amici, famiglia e soggetti al di fuori del gruppo?

12) Che atteggiamento mostra il maestro nei confronti delle persone al di fuori del gruppo in generale? Incoraggia ad essere tolleranti e comprensivi oppure critici ed elitari?

13) Vi sono tenute segrete delle cose? Vi sono porte chiuse a chiave, vi è limitato l’accesso ai telefoni o all’informazione in generale?

14) Il maestro insiste nell’affermare che il mondo va verso la fine nell’immediato futuro? Che prove adduce di ciò? Profeti e maestri hanno predetto ciò da secoli, ma siamo ancora qui. Il maestro utilizza questa profezia per intimorire o influenzare?

15) Il maestro vi ricorda ripetutamente di ascoltare il vostro cuore piuttosto che ragionare con la vostra testa? E se ciò accade, per quale motivo dovreste annullare il pensiero razionale per apprendere i suoi insegnamenti?

16) Il gruppo si dedica a pratiche di ‘alterazione della mente’?; per esempio: meditazione, canti, preghiere per lunghi periodi di tempo, periodi di veglia prolungata, attività incessanti, privazione di principi nutritivi quali le proteine, uso di farmaci? Di quali prove scientifiche, documentate è in possesso il maestro, tali da attestare che queste pratiche mettano gli adepti in condizione di raggiungere uno stato di coscienza più elevato?

17) Chiedete al maestro qual è il suo pensiero rispetto alla sessualità all’interno del gruppo. Se il celibato è prescritto rigidamente per l’adepto e chiedete se la stessa regola si applica anche al maestro. Se gli standard sono differenti, chiedete perché.

18) Chi paga le spese al leader e chi provvede al mantenimento del suo tenore di vita? Quest’ultimo è molto diverso da quello degli altri adepti?

19) E’ vostra responsabilità, da un punto di vista finanziario dare sempre di più per mantenere dei privilegi all’interno del vostro gruppo?

20) Esiste un resoconto annuale per il gruppo? Ogni chiesa benevola, ente di carità e organizzazione no-profit rende queste informazioni disponibili per chiunque ne sia interessato.

 

 

Queste domande sono state pensate con l’intento di aprire degli orizzonti da sondare. Molti maestri non risponderanno in modo diretto alle vostre domande. Vi incoraggiamo a condurre voi stessi ricerche e a vagliare attentamente il vostro maestro, il più minuziosamente possibile. Ricordate che il sottrarsi alle vostre domande dovrebbe farvi illuminare il semaforo rosso. Una sana comunità spirituale, chiesa o maestro incoraggerà le vostre domande sul gruppo. Atteggiamenti di diniego o segretezza dovrebbero darvi un’idea di cosa potrebbe riservarvi il futuro all’interno di quel gruppo.

Di Rosane Henry[1] e Sharon Colvin[2]

 

Traduzione di Ivano CAMPES, socio del CeSAP – Centro Studi Abusi Psicologici, con la collaborazione e supervisione della Dottoressa Lorita TINELLI

 


[1] Former cult member. E’ stata ‘cult educator’ per più di 10 anni. Lavora come terapeuta della famiglia e come consulente per problemi inserenti alle sette

[2] Former cult member, membro del movimento antisette per 7 anni. Facilitatore di numerosi gruppi di auto-aiuto in Colorado