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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Ieri ne parlava Luigi Corvaglia su Il Fatto Quotidiano, evidenziando la difficoltà di chi si occupa del fenomeno settario. Specialmente quando compi attività che suppliscono quelle di uno Stato ancora dormiente. Molte sono le cose che ho dimenticato di aggiungere in questa intervista, tipo le telefonate anonime notturne, la minaccia di essere schiacciata come un chicco di riso da chi, per giuste restrizioni giudiziarie, ha visto sfumare le proprie possibilità di guadagno a discapito della gente e ne dà a me la colpa, professionisti collusi che organizzano vere e proprie campagne vendicative, le mie foto ritoccate e riempite di parolacce … e molto altro ancora che di sicuro non aggiungerebbe nulla al quadro descritto già piuttosto chiaro. Ogni giorno però ringrazio chi continua a starmi vicino, chi non mi fa mancare una parola di incoraggiamento, chi mi da voce con coraggio attraverso una intervista o una citazione di un libro … perchè sono queste le persone che mi permettono di trovare ogni momento l’equilibrio e la forza necessari per portare avanti la mia vita e per aiutare chi ne ha bisogno. Ma anche di continuare a far conoscere una realtà di cui ci si deve occupare con maggiore determinazione anche da parte delle Istituzioni. L. T.

 

 

 

 

 

Lorita Tinelli (CeSAP): “Io minacciata continuamente dalle sette, l’obiettivo è screditarmi”

NOCI – Intimidazioni, profili fake sui social network, minacce, querele temerarie, lettere minatorie, fotografie ritraenti scene di vita privata. È la situazione che sta vivendo da più di un decennio Lorita Tinelli, psicologa co-fondatrice e attuale presidente del CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici). Le minacce e le intimidazioni si sono intensificate dopo la conclusione, l’anno scorso, del processo Arkeon che vede il suo maggior imputato condannato in via definitiva.

Dottoressa Tinelli partiamo dall’inizio. Come e quando ha iniziato a seguire le sette in Italia e quando ha fondato il CeSAP?

«Il 1 giugno del 1999 assieme ad un collega psicologo e altre persone interessate al fenomeno dell’abuso psicologico abbiamo fondato il CeSAP, un’associazione ONLUS che ben presto si è distinta a livello nazionale come punto di riferimento per vittime di abusi in sistemi totalitari e per le forze dell’ordine che indagano su tali organizzazioni. Ma anche per i media che spesso attingono dalle nostre informazioni per programmi di inchiesta sul fenomeno settario. Negli anni abbiamo seguito diverse tesi di laurea e abbiamo formato tanti tirocinanti convenzionandoci con alcune università, tra cui Padova, Chieti e Bari. Abbiamo inoltre pubblicato e tradotto diversi articoli, apportando contributi scientifici e informativi su argomenti ancora tanto poco conosciuti in Italia. Nel frattempo il CeSAP è diventato parte di una federazione europea di studiosi del settarismo, la FECRIS, assieme ad un’altra associazione italiana, la FAVIS, che raccoglie le famiglie delle vittime delle sette. Da qualche anno la nostra associazione è parte del direttivo della FECRIS ed è rappresentata, tramite l’attuale presidente, nel comitato scientifico. Anche il CeSAP ha un suo comitato scientifico costituito da esperti di caratura nazionale ed internazionale».

Quando sono iniziate le persecuzioni a suo carico e in che modo si palesano?

«Le attività moleste e intimidatorie sono iniziate quando ho reso la mia collaborazione alla DIGOS di Bari, nel 2005/6 per una indagine sul gruppo Arkeon e sui suoi amministratori. Nonostante il leader del gruppo sia stato condannato definitivamente lo scorso anno per il reato di associazione per delinquere finalizzato all’abuso della professione, le attività moleste a mio danno non si sono esaurite, ma hanno anche riguardato miei stretti collaboratori. Con una costanza quasi ossessiva sono stati aperti diversi blog ‘anonimi’ con l’intento di delegittimarmi professionalmente e personalmente. Ci sono state effrazioni nelle poste elettroniche mie e di alcuni collaboratori, nonché membri delle istituzioni con i quali scambiavamo informazioni, e rese pubbliche con l’intento di dimostrare chissà quale attività illecita stessimo mettendo in atto.  Io e alcuni testimoni del processo Arkeon abbiamo ricevuto minacce di spedizioni punitive, mediante lettere cartacee. Lo scorso anno sul mio cellulare ho ricevuto un messaggio in cui l’intestatario mi augurava di essere vittima di una violenza di gruppo da parte di extracomunitari e zingari. Sono state inoltre fotografate le nostre abitazioni, gli studi che ho avuto e pubblicate su un sito anonimo. Proprio l’altro giorno un mio collaboratore ha ricevuto da un profilo anonimo su Facebook una sua foto dinnanzi alla sua casa.  Subito dopo il profilo è stato disattivato. Un’altra mia collaboratrice è stata fotografata mentre usciva di casa per portare a passeggio i suoi cani.  In altra circostanza è stato fatto il nome di una persona della mia famiglia minorenne e indicata la sua età anagrafica. Tutti chiari messaggi intimidatori che vogliono dirci che c’è chi sa tutto di noi e ci sta costantemente col fiato sul collo. A queste azioni negli ultimi 11 anni si sono aggiunte quelle giudiziarie. Io ho ricevuto ben oltre 180 denunce penali e un paio di citazioni civili. L’obiettivo della lite temeraria è quello di distrarmi e di crearmi problemi economici. Ricordo ancora oggi che uno dei personaggi legati a questa realtà mi ha fatto pervenire un messaggio in cui mi diceva che l’obiettivo della sua vita era quello di distruggermi, di non farmi più lavorare, di farmi cacciare dal mio ordine professionale, fosse l’ultima cosa che avrebbe fatto nella sua vita».

Ha denunciato tutto alle forze di polizia?

«Certo, ho sempre denunciato tutto, ma sino ad oggi con scarsi risultati. Uno perché tutte queste attività sono messe in moto in maniera anonima e risulta molto difficile individuare gli autori materiali del reato. Ma anche perché probabilmente chi ha riscontrato le mie denunce non ha ben compreso il reale pericolo di queste azioni anche determinate dal fatto che siano reiterate nel tempo. Un PM chiedendone l’archiviazione, dopo anni, quasi in odore della prescrizione dello stesso reato, ha sostenuto, motivandola, che la mia attività era stata encomiabile, ma che io dovevo aspettarmi simili reazioni che rientrano nella piena libertà di espressione di chi la pensa diversamente. Il messaggio è che se ti occupi di un argomento delicato, come quello della mafia, in qualche modo devi anche aspettarti che qualcuno possa sentirsi offeso e quindi possa decidere di farti fuori».

L’Ordine degli Psicologi l’ha sostenuta in qualche modo?

«Con rammarico devo dire che in tutti questi anni solo in una occasione mi è capitato di verificare che un paio di colleghi dell’Ordine non avessero compreso la gravità della situazione che mi riguardava in qualche modo prestando il fianco a chi tenta di danneggiarmi. Nelle linee generali l’Ordine mi ha sostenuta, tanto da decidere di costituirsi parte civile nel processo su Arkeon a Bari. Dando un chiaro messaggio sin da subito di voler essere presente e sostenermi nella battaglia contro gli abusivismi.  Il Presidente precedente dell’Ordine Pugliese nonché di quello Nazionale, Dr. Palma, ha sempre manifestato sostegno e considerazione della difficile attività di informazione da me portata avanti. In alcune occasioni anche lui ha dovuto subire attacchi diffamatori da parte delle stesse persone che molestano me, come è accaduto a tutti coloro che mi hanno pubblicamente sostenuta o che mi hanno dato voce, come i giornalisti. L’attuale Presidente dell’Ordine Pugliese, Dr. Di Gioia, riconoscendo la validità del mio lavoro, ha deliberato in consiglio che devolverà una parte della quota del risarcimento ricevuta da Arkeon in quanto parte civile a favore del CeSAP.  Anche questo mi sembra un chiaro ed evidente messaggio di sostegno e di riconoscimento».

Il caso delle “psicosette” in Italia è stato oggetto di diverse interrogazioni parlamentari. Si è mosso qualcosa?

«Mi risulta che sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari ed una mozione nel Governo passato, in cui senatori e deputati di diversi orientamenti politici hanno chiesto ai vari Ministeri, degli Interni, della Giustizia e della Sanità, di esprimere parere e di intervenire su questa realtà ed anche sui danni che questi fenomeni arrecavano a vittime e a critici. Il mio caso è stato citato in diverse interrogazioni, due delle quali firmate anche dal Senatore Liuzzi, che ringrazio per questa sua sensibilità dimostrata. Ma nessuna risposta è mai arrivata. È bene inoltre ricordare che diverse raccomandazioni europee hanno sollecitato gli stati membri ad attivare politiche preventive su questo argomento e che l’Italia risulta ancora assente all’appello».

Ad oggi continua a subire attacchi e minacce da perfetti sconosciuti sia tramite il web che con altri mezzi?

«Certo, gli attacchi sono continui e quasi quotidiani. Sotto falso nome questa gente contatta i miei colleghi, associazioni italiane ed estere con cui collaboro e i responsabili dei posti in cui devo svolgere un’attività professionale per divulgare informazioni palesemente diffamatorie e distorte sul mio conto. L’obiettivo è quello di crearmi il vuoto intorno e di distruggere la mia credibilità agli occhi degli altri. Per fortuna, nonostante l’incessante impegno, questa loro attività risulta essere fallimentare».

Fonte: http://www.legginoci.it/2018/11/13/lorita-tinelli-cesap-io-minacciata-continuamente-dalle-sette-lobiettivo-e-screditarmi/

 

NOCI (Bari) – Fare rete e raggiungere comunità di progetto tra gli ordini professionali e la rete dei comuni sono elementi indispensabili per lo sviluppo e la crescita del territorio. È quanto ha affermato la psicologa Lorita Tinelli al convegno “Psicologia e Comunità: Sviluppo del Territorio” dell’ Ordine degli psicologi della Regione Puglia, che si è tenuto lo scorso 1 ottobre presso l’ Hotel Mercure Villa Romanazzi di Bari. Durante il convegno, l’ Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani) e il Cnop (Consiglio Nazionale Ordini Psicologi) hanno firmato un protocollo d’ intesa.

Lorita Tinelli, psicologa clinica e forense nocese, è stata invitata al tavolo dei relatori nel convegno “Psicologia e Comunità: Sviluppo del Territorio” per la sua esperienza da psicologa e da ex-assessore nella prima giunta Nisi. Le idee di comunità di progetto, di innovazione sociale e di messa a sistema degli enti presenti nel territorio sono molto importanti per Tinelli, come testimonia la recente nomina a componente del tavolo tecnico di supporto alle attività della rete Antenna Pon Puglia in ricerca e innovazione. Tale incarico, votato insieme a tutto il tavolo tecnico il 4 settembre dai delegati di ogni comune nodo della rete antenna pon (tra cui Noci), è dovuto all’ impegno professionale e politico della psicologa nocese nella ricerca e nell’ innovazione nell’ ambito del programma nazionale del Miur, che ha portato Noci a divenire uno dei “nodi” di tali ricerche, specialmente per il modello di didattica inclusiva “A Scuola Senza Zaino” di cui si occuperà la nocese Tinelli.

Nel proprio intervento durante il convegno sopracitato, Lorita Tinelli ha invitato l’ Anci, il Cnop e tutti gli organismi sovra-locali, regionali e nazionali a collaborare, a fare rete e comunità di progetto per lo sviluppo del territorio. Specialmente all’ Ordine degli Psicologi, infatti, Tinelli ha voluto rivolgere tale invito, portando come esempio alcune realtà come il Regno Unito in cui la collaborazione tra varie figure professionali (come Psicologi e Assistenti Sociali) e gli amministratori è stata utile a incrementare il welfare e il benessere: realizzando analisi sui bisogni degli stessi affiancando la politica, salvaguardando le relazioni sociali e incrementando la comunicazioni tra politici, amministratori e cittadini. Questo modello, detto “social impact bond”, mira tanto all’ innovazione sociale quanto al risparmio degli amministratori e alla ricerca di investimenti, che possono essere utili ad incrementare e a sostenere il modello stesso. Questo modello si concretizza, infatti, nel finanziamento di progetti ad impatto sociale: dei finanziatori privati sovvenzionano alcuni progetti innovativi, sollevando lo stato dalle spese che affronterebbe occupandosene e generando un utile tanto per il finanziatore quanto per la comunità. Pertanto il protocollo d’ intesa tra l’ Anci e il Cnop non è che un piccolo grande passo, a detta di Tinelli, per favorire il dialogo mirato allo sviluppo del territorio.

Angelo Gentile

Fonte: https://www.noci24.it/cultura/educazione/17782-lorita-tinelli-psicologi-e-comuni-verso-una-comunita-di-progetto

NOCI (Bari) - I momenti di fragilità, di insicurezza e talvolta di insoddisfazione che spesso si affrontano nel corso della vita possono diventare spazi in cui essere vittime di abuso psicologico da parte di sedicenti santoni, medici miracolosi o gruppi settari. E’ quanto combatte da anni Lorita Tinelli, dottoressa in psicologia e fondatrice del Cesap, centro di studi sugli abusi psicologici. Non è meno colpita la nostra comunità: a detta della psicologa clinica, sarebbero una trentina i nocesi vittimedi abusi psicologici rivoltisi a lei.

Il fenomeno settario spesso è ricoperto da una coltre di occulto, di disinformazione e di vergogna. Ma svelato per ciò che è, rivela truffe, manipolazioni e abusi. E’ su questo che si batte da anni Lorita Tinelli, psicologa clinica e forense, divenendo uno dei punti di riferimento nazionali nella ricerca sugli abusi psicologici ad opera dei gruppi settari. Tali opere di manipolazione sono commesse su tutto il suolo nazionale e nei confronti di ogni categoria di persone, dai giovanissimi agli anziani, dai singoli alle famiglie. Non stupisce, dunque, che il nostro territorio non ne sia immune: nelle nostre vicinanze esistono sedi di gruppi settari in attività, le cui azioni riguardano gli ambiti più disparati, dallo spirituale alle “cure miracolose” fino a giungere ai famigerati corsi di memoria per gli studi che arrivano ad invadere la sfera personale e degli affetti dei partecipanti. Nè tantomeno sono immuni i nostri concittadini: a Noci24.it Lorita Tinelli ha dichiarato che, nei vari anni di attività del suo studio, sarebbero circa trenta i nocesi ad essersi rivolti a lei.

Diversi sono i metodi che tali gruppi mettono in atto per manipolare la gente. Chi con seminari, chi di casa in casa, chi con corsi di vario genere. Pertanto, a detta di Lorita Tinelli, bisognerebbe fare attenzione a due cose sostanziali quando si entra a far parte di un gruppo. La prima è il cosiddetto “love bombing” (bombardamento d’ amore, ndr): un atteggiamento di affetto eccessivo e di carica emotiva insolita al primo incontro, atteggiamenti che mai si aspetterebbero da persone sconosciute. La seconda è essere in guardia rispetto alle richieste che arrivano dal gruppo, come la firma di un contratto in sede (senza possibilità di portarlo a casa) o altre scelte che vengono prese con fretta emotiva piuttosto che con razionalità. Una volta entrati in un gruppo, è un segnale d’ allarme l’ ostracismo nei confronti del “fuori”, che porta spesso ad allontanarsi dalle amicizie o dalle famiglie, le quali maggiormente si rivolgono a psicologi specializzati. Mantenere gli affetti e resistere alle richieste di finanziamento del proprio caro coinvolto in un’ organizzazione settaria sono solo alcuni dei consigli che Lorita Tinelli rivolge ai familiari delle vittime che a lei si rivolgono.

“Noi siamo dei professionisti, non divulghiamo i dati delle persone che si rivolgono a noi in alcun modo” – ha tenuto a precisare la dott.ssa Tinelli – “quando si vedono interviste televisive con testimonianze, queste sono frutto della libera scelta delle persone. Le testimonianze servono per sensibilizzare, ma non costringiamo nessuno e, anzi, offriamo il servizio di accompagnamento alla denuncia presso le forze dell’ ordine. Abbiamo anche i nostri avvocati che stilano le denunce o gli esposti, però tutto senza forzare la persona. Dobbiamo soltanto accogliere e sostenere la persona, aiutandola a fare ciò che vuole scegliendo in maniera razionale e non più emotiva”.

Angelo Gentile
Fonte: https://www.noci24.it/salute/17748-anche-noci-vittima-di-sette-e-santoni-circa-30-le-vittime-accertate

Nuova nomina “tecnica” per la psicologa Lorita Tinelli, già assessore alle Politiche Sociali del Comune di Noci, oggi componente del tavolo tecnico di supporto alle attività della Rete Antenna PON Puglia in ricerca ed innovazione. La nomina arriva direttamente dal coordinatore regionale, arch. Michele Lastilla, che ha valutato positivamente la sua professionalità e operatività, invitandola a far parte del tavolo tecnico per il progetto di Ricerca e Innovazione 2014-2020 nell’ambito del programma nazionale del Miur.

“Sono davvero contenta di poter dare un mio contributo, a livello regionale, ad un progetto che ho curato personalmente durante il mio mandato di assessore: sarò la referente per il progetto scuola senza zaino della Puglia – ha dichiarato Lorita Tinelli al NOCI gazzettino – Il Comune di Noci è diventato uno dei nodi in ricerca e innovazione nel 2017, a seguito di una serie di incontri che io stessa ho avuto con gli altri comuni costituenti la rete. Ora – ha aggiunto il tecnico Tinelli – siamo in una fase operativa e sono certa che il Comune di Noci non perderà questa importante occasione per generare innovazione e stimolare la partecipazione dal basso. Spetterà alla stessa amministrazione trovare uno spazio dedicato e un referente amministrativo che si interfaccerà con le associazioni del territorio”.

Così, la dott.ssa Tinelli si prepara ad un nuovo percorso partecipato e coinvolgente, mettendosi da subito a disposizione di tutti, anche della nuova Giunta comunale del Nisi Bis che non l’ha vista riconfermata nel ruolo di Assessore.

Fonte: http://www.nocigazzettino.it/4644/Nuova%C2%A0nomina%C2%A0per%C2%A0Lorita%C2%A0Tinelli.html

In quanto ex assessore ho ricevuto l’invito a portare la mia esperienza nel convegno organizzato dall’Ordine degli Psicologi pugliese. Condividerò riflessioni ed esperienze con altri colleghi, ex o attuali amministratori, all’interno di una Tavola Rotonda dal tema “Psicologia, comunità e servizi”. Nella stessa giornata l’Ordine degli Psicologi firmerà un protocollo di intesa con l’ANCI

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

Dal giornale FAX del 15 settembre 2018

di Gianni Tinelli

Antenna Pon Puglia, anche Noci al tavolo delle linee guida

NOCI – Il 4 Settembre scorso presso il Comune di Gioia del Colle, capofila della rete dei nodi comunali dell’Antenna Pon Puglia, di cui il nodo di Noci è parte integrante insieme ad altri 16 comuni in tutto il territorio regionale, si è svolta l’assemblea tra amministratori e tecnici della Rete che ha definito le linee guida delle attività dei nodi informativi comunali e il regolamento del comitato guida che coordinerà il lavoro sul campo.

L’obiettivo fondante della Rete Antenna Pon Ricerca e Innovazione è quello di recepire le esigenze di cittadini, associazioni, imprese, mondo della ricerca che gravitano ed agiscono nei singoli Comuni in tema di ricerca ed innovazione.

Marta-Jerovante-assessoreA guidare i lavori, l’architetto Michele Lastilla, coordinatore regionale della Rete Antenna Pon Puglia in Ricerca e Innovazione. In rappresentanza del Comune di Noci, Marta Jerovante, attuale assessore alle politiche sociali che ha preso parte al dibattito ed alle votazioni inerenti gli argomenti inseriti nell’ordine del giorno, tra cui l’istituzione del tavolo tecnico. «Con l’approvazione, lo scorso 4 settembre, delle Linee guida dei nodi comunali della Rete e del Regolamento istitutivo del Tavolo Regionale del Comitato Guida,  – spiega l’assessore Jerovante – il Progetto della Rete Antenna Pon Puglia entra in fase più spiccatamente operativa. Il Progetto è orientato a promuovere e, soprattutto, generare innovazione sociale, e la Rete intende farlo attivando, da un lato, un processo partecipativo a livello locale ed intercomunale; dall’altro, dando vita ad ampie aggregazioni che siano capaci di cogliere profondamente le opportunità dei fondi strutturali, e che sappiano finalizzare gli interventi al soddisfacimento delle esigenze territoriali. Il vero punto è questo: non esistono buone politiche né buone pratiche al servizio del territorio in assenza di una attenta lettura delle specificità locali, e di una preventiva analisi dell’utilità delle azioni ipotizzate. In tal senso, diventa fondamentale il ruolo del Nodo comunale – e dal quale l’Amministrazione intende muovere –, punto di incontro dei cittadini, delle associazioni, delle imprese, dei ricercatori, momento di definizione dei bisogni e delle conseguenti iniziative, possibile sede di partenariato e di co-progettazione. Perché il sistema così immaginato possa funzionare occorre però che la comunità sia in grado di leggere se stessa, e sappia poi coerentemente manifestare le proprie istanze».

tinelli-lorita-assessoreLa psicologa Lorita Tinelli, reduce dal suo impegno come assessore al Comune di Noci, è stata invitata a far parte di un gruppo di lavoro, necessario supporto tecnico e professionale nelle attività della rete. «Cercherò di portare il mio contributo in termini di esperienza acquisita sul campo quando rivestivo la carica di assessore del mio Comune alle politiche sociali ed all’offerta formativa e di proseguire in questa nuova scommessa in un ruolo sempre tecnico all’interno di un progetto al quale ho dedicato passione, entusiasmo, le mie conoscenze e competenze». La professionista si occuperà tra l’altro del progetto “A scuola senza zaino”.

Fonte: http://www.legginoci.it/2018/09/08/antenna-pon-puglia-anche-noci-al-tavolo-delle-linee-guida/

di Gianni Tinelli

 

Satana Dentro, storia vera di possessione e solidarietà

 

NOCI – «Dovevo cristallizzare il momento, renderlo visibile e documentabile ai posteri». Così Gianni Svaldi, giornalista e direttore di Radici Future Magazine, si è presentato alla platea di Noci per divulgare il verbo del suo Satana Dentro.

Ospite del Presidio del Libro locale che porta avanti il programma d’appuntamenti “Largo all’Autore, Largo ai libri”, ed intervistato dalla psicologa Lorita Tinelli, il giornalista racconta di quando è venuto a contatto per la prima volta con una storia di possessione del maligno. «È una storia della nostra terra, successa in Valle d’Itria, racconta ancora, non è distante da noi».

 

Gianni Svaldi
Gianni Svaldi

 

Così durante la sua professione, negli anni novanta, per una inchiesta giornalistica tenta di avvicinare padre Amorth, uno dei sacerdoti esorcisti più influenti del fine secolo scorso, ma questi lo respinge. Un po’ sconsolato si siede su una panca all’interno della chiesa (quella che diventerà l’immagine di copertina del libro) ed è a quel punto che gli si avvicina una donna, che nel libro chiamerà Maria L., che racconta di essere in possesso di un documento ufficiale del Vaticano che attesta uno stato di possessione demoniaca. Nasce così il progetto editoriale, divenuto un libro tratto da una storia vera, Satana Dentro, che narra la storia di Maria L., una ragazzina all’epoca dei fatti, posseduta e salvata dal demonio.

Negli anni novanta il tema che ha toccato fortemente la comunità cristiana viveva una specie di tabù, non se ne doveva parlare, la stessa Chiesa, per ammissione di Svaldi, era reticente a rilasciare dichiarazioni in merito, bruciava i documenti, insomma nessuno doveva sapere nulla. Ed invece l’importante lavoro d’inchiesta condotto dal giornalista andriese lo ha portato a scoperchiare il vaso di pandora. La ragazza lo aiuta a ricostruire la vicenda, Svaldi tenta a più riprese di instaurare un rapporto con gli enti ecclesiali, e alla fine porta a casa il risultato. Anche durante “la passione” vissuta da Maria L, la Chiesa si era mostrata scettica su un eventuale caso di esorcismo tanto che la poverina è stata sottoposta a diversi esami psichici e psicologici prima che la Santa Sede prendesse in esame il suo caso. E anche dopo ha lavorato nel più stretto riserbo.

Un caso che ha visto l’umanità e la solidarietà degli abitanti e non solo del paese in cui la ragazzina viveva. Tutte le sere i cittadini si fermavano davanti alla sua casa per pregare per lei. La grande forza degli uomini per bene è incarnata nella figura del padre esorcista Cipriano De Meo che non solo porta il caso in sede vescovile ma si batte con tutta la sua forza per liberare la giovane dal gioco del maligno.

Ora, al di là della questione ecclesiale che tende a lavare i panni sporchi in famiglia (come i casi dei preti pedofili in USA e Irlanda), il dilemma riguarda il contrasto con la scienza, quella che Svaldi opportunamente chiama “zona grigia”. Fino a che punto arriva la scienza? Quando la scienza non riesce a spiegare qualche fenomeno, questi è sempre riconducibile alla Religione (qualsiasi essa sia)? Il dibattito ha di certo incuriosito il pubblico del Chiostro di San Domenico spingendolo a farsi un’idea.

Fonte: http://www.legginoci.it/2018/09/10/satana-dentro-storia-vera-di-possessione-e-solidarieta/

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