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Lorita Tinelli

Prefiero morir de pie a vivir arrodillado – Il Che

Lorita sappiamo che sei molto impegnata sul fenomeno sette. Cosa ti ha portato ad occuparti di questo campo?

– La scelta di occuparmi è stata fortuita. Durante il periodo universitario una persona a me cara è finita nelle maglie di un gruppo settario e ha repentinamente cambiato tutta la sua vita, persino il modo di vestire e di parlare. La cosa mi ha davvero incuriosita tanto da portarmi a intraprendere uno specifico cammino di studi e di ricerche sul fenomeno.Ho avuto la fortuna di incontrare importanti studiosi e di accedere ad informazioni riservate di certi gruppi, ma anche di raccogliere tantissime storie e testimonianze. Mi si è aperto un mondo di cui ancora mi occupo, con la stessa curiosità e passione di sempre, che mi portano a studiare continuamente, a mantenere l’ascolto attivo e a cercare modi e strategie per aiutare le persone, vittime di certi sistemi, e a sollecitare la politica le Istituzioni ad occuparsi in maniera più utile dell’argomento.

Da esperta di questo campo quali sono i segnali che aiutano un semplice profano a riconoscere una vittima di setta?

I primi segnali che il neofita evidenzia sono un eccessivo e accalorato fanatismo verso i nuovi principi acquisiti, che lo porta a parlare solo di questi e ad accendere discussioni con tutte le persone che gli sono vicini e che non appartengono al suo cammino.

Si sente un illuminato che ha compreso verità non alla portata di tutti e per questo inizia conversazioni di sfida.

A tale comportamento si associa anche un cambiamento del linguaggio e in diversi casi anche di vestiario.

La differenza tra il suo prima e il suo dopo deve essere evidente e quasi una sfida, in molti casi incoraggiata implicitamente e non solo dal nuovo gruppo di appartenenza.

Una prova attraverso cui il neofita deve dimostrare di essere disposto anche ad allontanarsi da chi potrebbe ostacolare il suo cammino. Ed è qui che iniziano i problemi con parenti ed amici, con conseguente allontanamento e chiusura dei rapporti questo è un passaggio utile alla setta per creare col neofita una alleanza più profonda e per mostrarsi come la sua unica e vera famiglia.

Che consiglio daresti ad un parente che ha il familiare vittima di una setta?

Il mio consiglio è quello di non cedere alle provocazioni che il neofita porterà nelle discussioni.

Non attaccare mai la setta in cui è finito il proprio caro.

Interrompere gli eventuali aiuti economici.

Mantenere aperto un dialogo, cercando di capire su quale tipo di fragilità sta agendo la setta o il guru di turno.

Ma soprattutto di farsi aiutare dagli esperti del settore nel gestire la situazione.

Cosa diresti ad un’ adepto che vuole uscire da una setta ma non ha il coraggio per farlo?

Di prendersi del tempo per analizzare le motivazioni che l’hanno portato lì e per analizzare l’intera esperienza fatta. Ma anche di avere il coraggio di ascoltare anche coloro che vengono ‘banditi’ dalla setta.

E di leggere anche quelle letture che vengono considerate inappropriate per un affiliato ad una setta.

E’ importante riattivare il senso critico e ascoltare quei campanelli d’allarme che hanno insinuato dei dubbi circa quella esperienza.

 Fonte: https://ilsistema.home.blog/2019/10/28/l-intervista-alla-dottoressa-lorita-tinelli-e-importante-ascoltare-i-campanelli-d-allarme/?fbclid=IwAR0-ofQY9t-8mPOyRj6RjgY1UvuE5USBoF-SpKzjaf4RvLhjzQ-j0qpEO2Y

 

 

Siamo tutti membri di un setta?

Posted by Lorita Tinelli on 16 settembre 2019
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cult leaders, Adolf Hitler, David Koresh, Jim Jones, David Berg, Marshall Applewhite, Rev. Sun Myung Moon

 

Ogni giorno ci sono racconti su come le interazioni tra le persone siano diventate sempre più tribali, spingendo gli individui a spazzare via fatti, scienza e realtà oggettiva per mettersi al servizio di una causa o di un insieme di credenze fallaci.

È quasi come se la società fosse stata rilevata dai culti.

Nel podcast WhoWhatWhy di questa settimana, parliamo con la dott.ssa Janja Lalich, professore emerito di sociologia presso la Cal State University, Chico, e una delle principali autorità nazionali per i culti.

La Lalich parla del recente e drammatico aumento dei culti. Quali sono le caratteristiche che definiscono i culti? Quali sono gli usi della paranoia? Qual è il fascino del leader carismatico e altamente narcisista che esige la totale lealtà, promettendo un qualche tipo di salvezza, inquadrato in un messaggio “noi contro loro”?

Ella racconta in che modo i cittadini sono più sensibili ai culti, su larga scala, specie quando una nazione è in subbuglio e l’ideologia viene definita in modo netto, come è avvenuto storicamente da Hitler a Mao, così come col leader del culto religioso Jim Jones.

I culti di successo, ci dice la Lalich, creano un intero sistema di credenze, motivo per cui diviene così difficili uscirne: partire significa rinunciare a tutto ciò in cui si è sviluppata la fede.

Ella spiega che quando le persone cercano di lasciare le sette, hanno bisogno del sostegno e dell’intervento di familiari e amici che sono comprensivi, non giudicanti e che sappiano fornire un rifugio emotivo sicuro.

All’altra estremità dello spettro, per le grandi popolazioni o addirittura intere nazioni che sono state rilevate dai culti, il lavoro di deprogrammazione di milioni di persone richiede di solito una forza esterna significativa – qualcosa che può essere più pericoloso e destabilizzante del culto stesso.

Sfortunatamente, la legge fornisce pochissima protezione contro il potere dei culti, la maggior parte dei quali cresce con il passaparola in una sorta di schema ideologico piramidale. Basandosi sulla sua esperienza personale con le sette e anni di ricerca accademica, la Lalich fornisce un nuovo quadro per guardare al panorama politico attuale.

Trascrizione completa dell’intervista:

Come servizio ai nostri lettori, forniamo trascrizioni con i nostri podcast. Cerchiamo di garantire che queste trascrizioni non includano errori. Tuttavia, a causa dei vincoli temporali, non siamo sempre in grado di correggerli attentamente come vorremmo. In caso di errori, saremmo grati se ci avvisaste.

Jeff Schechtman: Benvenuti nel podcast WhoWhatWhy. Sono il vostro ospite Jeff Schechtman.

Come nazione abbiamo sicuramente attraversato momenti difficili, momenti che, come diceva Thomas Paine, provano le anime degli uomini. Siamo stati divisi come durante la guerra fredda e la guerra civile. Ma raramente siamo stati tribali come lo siamo oggi. Raramente siamo stati disposti a buttare via fatti, scienza e realtà, al servizio di una causa. È quasi come se avessimo unito tutti i culti. A poco a poco siamo stati incoraggiati a disperdere la nostra fiducia nelle istituzioni e a non credere a nulla, il che ci rende più vulnerabili nel credere a qualcosiasi cosa.

Mentre eliminiamo il pensiero critico, mentre cerchiamo l’ordine nel caos della distruzione creativa, mentre affrontiamo le conseguenze di un mondo in rapido cambiamento e sempre più tecnologico, mostriamo così tante caratteristiche tipiche di coloro che cadono nei culti. Questo è il nostro obiettivo oggi, assieme alla nostra ospite, la dottoressa Janja Lalich. È una ricercatrice, autrice ed educatrice specializzata in culti e gruppi estremisti con particolare attenzione alle relazioni carismatiche e ai movimenti politici e altri movimenti sociali. E’ stata una studiosa di Fulbright ed è professore emerito di sociologia alla Cal State University di Chico e fondatrice e direttrice del Center for Research on Influence and Control. È un piacere dare il benvenuto alla dott.ssa Janja Lalich nel podcast WhoWhatWhy.

Janja Lalich: Oh, grazie per avermi invitato, Jeff. Ne sono onorata.

Jeff Schechtman: Bene, è un piacere averti qui. Cosa definisce un culto? Esiste una sorta di definizione accettata di cosa sia un culto?

Janja Lalich: Sì, penso che la maggior parte delle persone sarebbe d’accordo sul fatto che un culto è un gruppo o un movimento sociale che ha un leader carismatico. Ha una qualche forma di programma di indottrinamento che richiede alla persona di, come dicevi prima, rinunciare al proprio pensiero critico ed essere un fedele, fedele credente. In genere sfrutta i membri in qualche modo, siano essi sfruttamenti finanziari, fisici o sessuali. Quindi penso che queste siano le caratteristiche principali.

Jeff Schechtman: Il culto deve avere una sorta di ideologia estrema per essere efficace?

Janja Lalich: Bene, non deve necessariamente essere estremo. Il leader carismatico prometterà qualche tipo di salvezza, sia essa finanziaria o spirituale, dirà di avere l’unica vera strada. Quindi potrebbe non essere necessariamente estremo, ma è tutto comprensivo ed è tutto compreso. Ti offre una risposta a tutto. Ti fa credere che se ti allontani da quella strada, perdi la tua possibilità di salvezza.

Jeff Schechtman: C’è un punto in cui i culti diventano ingombranti? Esiste un limite di dimensioni per il culto? Voglio dire, possono abbracciare grandi gruppi di persone o devono essere più limitati?

Janja Lalich: Beh no. Possono essere di qualsiasi dimensione. Voglio dire, se pensi a paesi come la Cina sotto il presidente Mao, che li guidava con quello che lui chiamava programmi di riforma del pensiero in tutto il paese, e l’intero paese era coinvolto sostanzialmente nel suo sistema di credenze, onorandolo. Quindi l’abbiamo visto su scala nazionale. Hitler è un altro esempio. Quindi i culti possono essere molto grandi come abbiamo visto, come con i gruppi nel corso degli anni, come l’organizzazione Moon, il gruppo del reverendo Moon a volte chiamato Moonies o Hare Krishna, alcuni di questi gruppi che sono diventati molto grandi. Come negli anni ’70 e ’80, i Bambini di Dio. Ma i gruppi possono anche essere molto piccoli. Voglio dire, in realtà puoi avere due o tre persone coinvolte in una relazione di culto. Quindi dipende davvero dal tipo di presa che il leader ha sui suoi seguaci.

Jeff Schechtman: Che ruolo gioca la segretezza in questo? Perché in particolare con quelli più grandi, sembra che ci sia meno segretezza, ma sono ancora altrettanto efficaci e altrettanto potenti.

Janja Lalich: Beh si. La segretezza è molto importante perché le persone vengono indotte a credere di far parte di un’élite speciale. E quindi ci sono cose che non sanno su cosa potrebbe succedere al massimo livello, ma poi ci sono anche cose che dovrebbero tenere segrete e non divulgare, e questo crea ciò che chiamiamo la mentalità del “noi contro loro”. Che, “Siamo speciali, siamo l’élite e tutti gli altri sono davvero stupidi e incasinati. O dobbiamo reclutarli in modo che possano vedere la luce o possiamo liberarcene, possiamo ignorarli o persino ucciderli”, come vediamo con alcuni dei gruppi estremisti.

Jeff Schechtman: Parlaci un po’ della tua esperienza, di come sei stata coinvolta in questa intera area di studio dei culti. In realtà è tutto è nato dalla tua esperienza personale.

Janja Lalich: Sì, è giusto. Mi sono unita a un culto politico a metà degli anni ’70. Avevo 30 anni. Mi ero già laureata. Avevo viaggiato in diversi paesi, vissuto in diversi paesi. Ma era il periodo della fine della guerra del Vietnam, e mi sono trasferita a San Francisco dove sono stata coinvolto nella politica di sinistra. Ho finito per unirmi a un gruppo. Ovviamente, non sapevo che fosse un culto, ma la storia era che avremmo prodotto cambiamenti in America, cambiamenti sociali, lotta contro il razzismo, lotta contro il sessismo, per avere giustizia sociale. Ma davvero, quello che vedo ora è che si trattava di  un culto politico.

Il capo era una donna e tutto ciò che facevamo era farla apparire come una grande persona. Abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo a fare cose che l’hanno ingrandita e abbiamo lavorato lunghe ore, 20 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Per lo più ci sedevamo in cerchio e ci criticavamo a vicenda in questi ambienti. Era un ambiente molto duro e alla fine non aveva nulla a che fare con il cambiamento sociale. Quindi quando ne sono uscita, e alla fine siamo usciti tutti, abbiamo finalmente avuto la nostra rivoluzione e abbiamo rovesciato il nostro leader, il che è molto insolito per quanto riguarda i culti.

E così quando sono uscita, mi sono trasferita a New York e ho riflettuto, cercando di capire cosa mi era successo, e ho trovato lavoro, ho lavorato, sono andata in terapia, sono guarita, per così dire. E poi ad un certo punto ho deciso di andare a scuola di specializzazione e ottenere il mio dottorato. È interessante notare che mentre frequentavo la scuola di specializzazione, sono avvenuti i suicidi di Heaven’s Gates, che la gente potrebbe ricordare a metà degli anni ’90, quel gruppo che si è suicidato nella dimora fuori San Diego.

Sapevo molto di quel gruppo e avevo lavorato con famiglie e alcuni ex membri. E così al momento il mio consulente per la mia tesi disse: “Beh, ovviamente questo l’argomento della tua tesi”. E poi quando mi sono laureata, ho ottenuto il lavoro presso lo Stato di Chico e ho insegnato regolarmente in corsi di sociologia. Ma ho anche scritto diversi libri sui culti. In un certo senso è diventato il lavoro della mia vita per, a mio modo di vedere, trasformare una brutta cosa in una cosa buona e cercare di educare la gente su questi gruppi e sui rischi.

Jeff Schechtman: Rispetto ai rischi. Una delle cose di cui parli è che ai culti non aderiscono solo persone ignoranti. Ma che a volte il migliore e il più brillante possono diventare membri dei culti.

Janja Lalich: Oh assolutamente. Assolutamente. I culti vogliono persone che possano esibirsi per loro, giusto? Vogliono persone in grado di gestire le loro attività, che possono guadagnare denaro, che hanno buoni collegamenti, che possono praticamente continuare a fare qualcosa. I leader della setta di solito sono piuttosto pigri e non fanno molto. Quindi sono proprio i loro luogotenenti e tutte le persone che li circondano a fare tutto. Quindi  … i culti non vogliono i pigri, non vogliono i malati, ma … Non sono lì per prendersi cura di te. Sei lì per prenderti cura del leader.

Quindi, come spesso diciamo,  il migliore è il più brillante. Penso che sia perché le persone con una certa esperienza e una certa intelligenza tendono ad essere più curiose e quindi tendono a controllare le cose o cercare soluzioni o vogliono contribuire in qualche modo. Questi culti presenteranno questa facciata che in realtà stai facendo qualcosa per il bene sociale. Quindi è facile farsi coinvolgere. E ovviamente i culti vogliono persone con soldi. Quindi anche le persone di famiglie benestanti vengono prese di mira.

Jeff Schechtman: Parla della natura delle cause attorno alle quali si formano i culti. Certamente la religione è importante. Molti culti hanno questa base religiosa. E la politica? Quali sono le altre cause che generalmente tengono insieme i culti?

Janja Lalich: Bene, può davvero essere qualsiasi causa. Voglio dire, la maggior parte delle persone pensa solo che i culti siano religiosi, ed è per questo che tendono a cavarsela in molti. Perché le persone non vogliono, specialmente i tribunali non vogliono avere problemi con la religione. Ma ci sono tutti i tipi di culti, giusto? Ci sono culti UFO e culti di terapia e culti di arti marziali. Dico sempre che probabilmente c’è un culto dei biscotti con scaglie di cioccolato, giusto?

Quindi possono davvero formarsi attorno a qualsiasi ideologia ed è fondamentale come quell’ideologia o quel sistema di credenze sono usati per ingannare le persone nel pensare che stanno facendo qualcosa per migliorare se stessi o migliorare il mondo o fare più soldi o qualunque cosa sia. E poi, una volta dentro, è troppo tardi. Non capisci di essere rimasto intrappolato in un’organizzazione di sfruttamento. Ci sono anche molti culti aziendali e molti di quelli che hanno programmi di formazione New Age che sono molto simili a quelli di una setta e usano le stesse tecniche. Sono ovunque nel mondo degli affari.

Jeff Schechtman: Parli di sistemi di controllo sia formali che informali all’interno dei culti. Dicci  un po’ di più su questo.

Janja Lalich: Mm-hmm (affermativo). Si. Quindi un culto deve avere una struttura, anche di grandi dimensioni. Quindi devono avere i metodi formali di controllo, che saranno le regole e i regolamenti, le cose molto ovvie come forse devi vestirti in un certo modo o forse devi mangiare in un certo modo o non in un certo modo. Oppure possono istruirti su quanti figli devi avere o non avere, o su come allevare i tuoi figli o come portarli via da te. Quindi ci sono queste ovvie regole e regolamenti, ma poi ci sono le influenze informali più sottili che sono davvero in un certo senso più efficaci nel tenere insieme il gruppo.

Queste sono cose che sono strumenti socio-psicologici comuni di tutti i giorni come colpa, vergogna, amore e paura, e certamente pressione reciproca. Penso che non si presti sufficiente attenzione alla pressione dei pari quando pensiamo ai culti. Poiché le persone dopo una certa età, tendiamo a prestare molta più attenzione e prestare attenzione a ciò che i nostri amici stanno facendo o a ciò che stanno facendo i nostri compagni. Quindi quando fai parte di un gruppo come quello, hai gli altri membri intorno a te e non vuoi deluderli e le persone si stanno riferendo a vicenda. E così tutti questi modi più sottili che ti fanno conformare e rispettare le regole e le norme del gruppo sono davvero molto efficaci.

Jeff Schechtman: Funziona anche per separare le persone tra loro, davvero per creare separazione. Raccontaci.

Janja Lalich: Si assolutamente. Voglio dire, i culti, come ho detto, ti faranno credere che tu fai parte di questo speciale aspirante gruppo e che i non credenti sono in un certo senso non meritevoli della tua attenzione. Ecco perché le persone tendono a essere separate dalle loro famiglie o separate dai loro amici che non sono in grado di reclutare. Quindi crea questo senso di superiorità e questo tipo di demonizzazione di tutti coloro che si trovano nel “mondo esterno”.

Soprattutto nei gruppi estremisti, ciò può creare molti problemi e lo vediamo con i gruppi suprematisti bianchi, giusto? Dove va bene bombardare cliniche per l’aborto o va bene attaccare bar gay o va bene uccidere qualcuno che è nero o marrone perché non ha importanza. Non sono davvero umani. Non sono come noi. I culti usano anche la paranoia come un altro modo per controllare le persone. Ti convinceranno che, o le autorità o il mondo esterno ci stanno perseguitando e stanno venendo a prenderci. E così le persone vivono in questo tipo di costante stato di ansia e paura. Questo è solo un altro modo per tenere sotto controllo le persone.

Jeff Schechtman: E c’è questa obbedienza. L’hai menzionata prima, l’obbedienza ai leader carismatici che tendono ad essere davvero narcisisti. Spiegaci.

Janja Lalich: Assolutamente. Sì. Bene, prima di tutto, il carisma è questo concetto incompreso. Le persone pensano al carisma come a questi tratti inerenti a un individuo, giusto? In realtà, il carisma è una relazione sociale. Il carisma riguarda il modo in cui rispondi a una persona. Quindi, per esempio, qualcuno potrebbe pensare al presidente Obama, come esempio. Qualcuno potrebbe pensare che il presidente Obama fosse incredibilmente carismatico, mentre altre persone ovviamente non vedevano nulla in lui o lo disprezzavano assolutamente. Oppure potresti andare a un evento con un amico e il guru si presenta e tutti trasudano e si sentono attratti dal guru, e stai seduto lì a pensare: “Che diamine? Questo ragazzo mi sembra un truffatore”.

Quindi il carisma è una relazione molto personale. Ma una volta che ti sei attaccato a quella che chiamo relazione carismatica, in pratica hai dato potere a quella persona. Quella persona ha quindi una presa su di te. E quella presa carismatica è molto difficile da spezzare, ed è molto impegnativa. Il leader carismatico esige ogni obbedienza, ogni devozione. E così rimani intrappolato in questa relazione in cui fondamentalmente, dopo del tempo di indottrinamento, impari a punirti in caso di dubbi o di certo non puoi mettere in discussione il leader. Non c’è dare e avere, non ci sono assegni e saldi. Quindi diventa una relazione unilaterale molto potente.

Jeff Schechtman: Parla un po’ del reclutamento, perché per molti versi è come uno schema piramidale.

Janja Lalich: Mm-hmm (affermativo). Sì. Quindi il reclutamento avviene in più fasi e, in modo interessante, gli studi hanno dimostrato che oltre i due terzi delle persone che partecipano a un culto sono reclutati da un amico, un familiare o un collega. Quindi questo è molto importante perché è difficile dire di no a qualcuno che conosci. Giusto? Quindi se il tuo collega continua a invitarti ad un seminario giorno dopo giorno, e alla fine ti scoccierai e dirai: “Va bene, andrò”. Solo perché non vuoi litigare con il tuo collega o tuo zio Charlie o tuo fratello o chiunque sia chi ti sta invitando a qualcosa.

Quindi le persone nei culti sono fondamentalmente addestrate su come reclutare. Quando ero nel mio culto, in realtà guidavo il reclutamento e consigliavo a tutti come fare le domande giuste per convincere qualcuno a voler essere coinvolto nel nostro gruppo. Quindi il reclutamento avviene in fasi, sarai invitato a qualcosa. Quando ci sei, sarai circondato da persone, ciò che chiamiamo bombardamento d’amore. Pensi di aver improvvisamente incontrato queste persone meravigliose. Ti chiederanno di tornare. Una volta tornato, hai fatto il primo passo, hai preso il primo impegno. Quindi è più facile farti assumere il prossimo impegno. Quindi il reclutamento è ovviamente una parte molto importante del processo.

Oggi a causa di Internet, le cose sono cambiate un po’, e le persone vengono reclutate su Internet, anche se generalmente a un certo punto richiede una sorta di connessione personale. Ti faranno venire da qualche parte e incontrare persone. Ma Internet è stato abbastanza efficace per alcuni gruppi per meglio reclutare. D’altra parte, Internet è stato molto importante perché ci sono così tante informazioni là fuori che se stai pensando di andare a qualcosa o qualcuno ti sta invitando a qualcosa, puoi andare su Internet e dare un’occhiata, vedere cosa dicono i critici, guarda cosa dicono gli ex membri. Consiglio sempre di essere un buon consumatore prima di lanciarti in qualcosa. Dai un’occhiata come faresti se stessi comprando una macchina.

Jeff Schechtman: Stiamo assistendo a un aumento del numero di culti in questi giorni?

Janja Lalich: Sì. Direi che oggi ci sono molti più culti che mai. Questo perché alcuni culti sono diventati molto grandi e le persone si sono interrotte e hanno iniziato le loro cose, a causa di ciò che hanno imparato da quel gruppo. A causa dell’influenza di quello che chiamiamo il movimento New Age degli anni ’70 e ’80, in cui tutti sono entrati in sedute con cristalli e hanno parlato con persone morte, esseri ascesi e canalizzazioni e tutto questo tipo di cose che sono diventate molto popolari attraverso il Movimento New Age. Questo è diventato un terreno molto fertile per artisti della truffa narcisisti e abili a fondare qualsiasi tipo di gruppo. Quindi stiamo sicuramente assistendo a un’impennata. E anche quando i tempi sono difficili, quando i paesi sono in subbuglio, è il momento in cui i culti possono reclutare con successo perché le persone sono in crisi, e cercano risposte e soluzioni.

Jeff Schechtman: C’è un ciclo, un ciclo di vita dei culti?

Janja Lalich: Bene, dipende davvero. Intendo i culti, ovviamente iniziano in piccolo. Hai questa sola persona, e tutto ciò che una persona deve fare è avere un’altra persona intorno a lui, e poi quella persona recluta un altro paio di persone. Quindi i culti cresceranno, attraverseranno diverse fasi. Alcuni culti non diventano troppo grandi, non vogliono diventare troppo grandi. Anche nel mio gruppo quando divenimmo troppo grandi, il nostro leader ordinava una depurazione per sbarazzarci di alcune persone. Perché penso che abbia capito che non poteva controllare più di un paio di centinaia di membri a tempo pieno.

Alcuni culti diventano molto grandi. E poi ciò che accadrà nel tempo è, se il leader muore, ciò può portare a una sorta di dissoluzione. Potrebbe esserci una lotta di potere tra alcuni dei migliori luogotenenti. I gruppi potrebbero dividersi. Alcuni gruppi potrebbero effettivamente dissolversi quando ciò accade. Quindi dipende dal tipo di struttura interna creata dal leader. Se il leader sta invecchiando e vuole preparare persone che possono sostanzialmente portare avanti il “carisma per procura”, il gruppo continuna dopo la sua morte. Quindi attraverseranno un ciclo di vita come qualunque altro. Ma certamente ci sono alcuni gruppi che sono in circolazione da decenni e decenni e diventano intergenerazionali.

Jeff Schechtman: Prima hai menzionato i suprematisti bianchi. Mentre guardi il panorama politico di oggi, vedi questo aspetto simile a una setta con un leader narcisista, con la mancanza di pensiero critico, con così tante delle qualità che abbiamo toccato qui?

Janja Lalich: Sì, penso che tu stia parlando del nostro attuale presidente.

Jeff Schechtman: si

Janja Lalich: Sì. Penso che ci sia sicuramente un’impennata cultuale che sta avvenendo con la virata a destra. Non tanto a sinistra. Sfortunatamente, suppongo che la sinistra non sia mai stata così organizzata. Non so se per fortuna o sfortunatamente. E certamente attorno al nostro presidente, al suo gabinetto e alla sua amministrazione. Ha creato questo ambiente dove non può fare nulla di male. Penso che vediamo questi esempi attuali con il pennarello sulla mappa di dove andrà l’uragano. È solo, si è sistemato. Voglio dire, si è persino definito una figura divina.

E poi abbiamo queste persone, diversi milioni di persone che hanno assoluta fiducia in lui. Non può sbagliare. Lo seguiranno fino alla fine. Come ha detto, potrebbe stare sulla Fifth Avenue e sparare a qualcuno e ai suoi seguaci non importa. Penso che abbiamo visto molti esempi di questo. E quindi, trovo che sia un momento molto preoccupante per il nostro paese.

Jeff Schechtman: Voglio dire, una delle cose che sentiamo più e più volte, ed è in qualche modo promettente. La gente dice: “Bene, alla fine la febbre si svanirà”. Ma non è così che accade normalmente con i culti.

Janja Lalich: No. Penso che quando si verifica qualcosa del genere su scala nazionale sia molto difficile capire  come affrontarla. Penso che l’abbiamo visto con la Germania nazista. Quindi ci vuole un movimento nazionale per affrontare un culto nazionale, per così dire. A questo punto il paese non è certamente organizzato in quel modo. I democratici al governo sembrano essere un po’ confusi su come procedere. Penso che sia abbastanza spaventoso perché ci sono molte persone che sono là fuori con loro, che sono in perdita su cosa fare. E ci sono molti amici e famiglie che hanno rinunciato a tentare persino di parlare con i loro amici o parenti che sono diventati Trumper, per così dire.

E quindi anche se il dialogo è probabilmente uno dei modi migliori per cercare di far vedere alle persone l’errore, non so se sia una parola, l’erroneità del loro pensiero o i pericoli del loro pensiero, ma questo non ha è successo a un livello troppo alto. C’è un libro meraviglioso intitolato Rising Out of Hatred, è la storia di un giovane che era il figlio del ragazzo che ha iniziato il Daily Stormer, che è questo enorme sito Web suprematista bianco. Ha finito per andare in un bel college liberale nel sud e ha incontrato molte persone simpatiche, e ha iniziato a frequentare una ragazza ebrea, i suoi amici erano molto pazienti con lui e alla fine ha rotto con suo padre e con l’intera ideologia suprematista bianca. È un libro incredibile. Quindi pensi a, se riusciamo a farlo uno per uno, ma quanto ci vorrebbe per essere in grado di provocare una certa influenza su ciò che sta accadendo in questo momento?

Jeff Schechtman: Giusto. Voglio dire, l’aspetto della programmazione profonda, l’aspetto di uscirne è la parte che è difficile da comprendere con una struttura così ampia. Quando hai parlato della tua esperienza personale, uscendo da essa e passando attraverso la terapia, eccetera, eccetera, è stata un’esperienza individuale. È difficile immaginare come si possano deprograre 30 milioni di persone.

Janja Lalich: Esattamente. Adesso mi stai deprimendo. No, è un enigma. Tutto ciò che possiamo fare è sperare che la situazione cambie e che si trasformi in un modo più democratico, e intendo dire che nel senso più ampio del termine, per il cambiamento più democratico serve sbarazzarsi di questo autoritarismo che sta conquistando il nostro Paese e il nostro Governo.

Jeff Schechtman: Cos’è, a volte, che allontana le persone, i membri di una setta da un leader? Cosa devono fare per alienare davvero i loro seguaci? Cosa ci dice la storia dei culti al riguardo?

Janja Lalich: Bene, a volte possono andare troppo lontano con qualcosa che può avere un effetto su alcuni dei membri. Quindi, ad esempio, negli anni ’70 e ’80, c’era un gruppo chiamato Figli di Dio, che era guidato da questo signore, David Moses Berg. Ha avuto molti problemi sessuali e ha iniziato ad avere più mogli, dicendo alle persone che potevano dormire tra loro, gli adulti potevano dormire con chiunque. E poi ha iniziato a dire che i bambini dovrevano fare sesso tra loro e gli adulti dovevano fare sesso con i bambini. E quanto successo … e  il gruppo  si è anche impegnato in quella che chiamiamo pesca amorosa.

Quindi le donne uscivano e in pratica seducevano uomini. Furono chiamate prostitute per Gesù. Incontravano uomini e facevano sesso con loro, presumibilmente per portarli a Gesù. Molte donne del gruppo sono state coinvolte in questo, ma quando è arrivato al punto in cui è stato loro detto: “Va bene fare sesso con i bambini”, per alcuni membri quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Alcuni membri hanno detto: “No, questo è troppo e me ne vado”. Quindi a volte il leader della setta può andare un po’ troppo lontano e perde alcuni membri, come è successo nel nostro caso, l’intero gruppo si è sciolto perché lei è diventata troppo fuori controllo.

Ma in realtà è una decisione individuale e ci vorrà qualcosa … e ancora, è così personale. Potrebbe essere, voglio dire, conosco una donna con cui ho lavorato anni fa che ha avuto il cancro. Era in un gruppo, ha avuto il cancro e un giorno si è seduta e ha pensato: “Non voglio morire in questo gruppo”. Ed è questo che le ha permesso di andarsene. A volte è un’età. Le persone raggiungono una certa età e dicono: “Che diavolo sto facendo della mia vita? Devo andarmene da qui”. Quindi l’importante è, se conosci qualcuno in un gruppo, se hai amici o familiari, è sempre importante cercare di rimanere in contatto con quella persona. È sempre importante far loro sapere che sei un rifugio sicuro. Che se mai vogliono andarsene, c’è un posto sicuro in cui possono arrivare, dove non saranno umiliati. Saranno solo in grado di rilassarsi e dormire e fare tutto ciò che devono fare.

Perché la cosa più difficile che qualcuno possa mai fare, è lasciare un culto. Perché stai praticamente buttando via un’intera visione del mondo, e significa ricominciare la tua vita da capo. E questo può essere incredibilmente spaventoso. Quindi ci vuole davvero una specie di momento in cui … dico sempre quando fai parte di un gruppo, anche se sei un vero credente come me, ci sono cose lungo la strada che ti disturbano. O cose a cui ti viene chiesto di partecipare, o cose che vedi accadere nel gruppo, e al momento non puoi farci nulla, a causa della disciplina e della struttura. Quindi tutte queste cose vengono spinte nella parte posteriore della testa. Sono seduti su una piccola mensola nella parte posteriore della testa.

E ad un certo punto, ci sarà una cosa in più e quella piattaforma si spezzerà. Questo è quando ti sveglierai e dirai: “Devo uscire di qui”. Ora, ciò non significa che tu possa uscire quel giorno. Di solito devi fare un piano. E sicuramente aiuta se hai ancora contatti all’esterno.

Jeff Schechtman: Infine, in che misura la legge è utile in tal senso? Quali meccanismi legali esistono per aiutare le persone che sono nei culti?

Janja Lalich: Non molti. È davvero un fenomeno difficile cui cercare di offrire un qualche tipo di giustizia. Voglio dire, sono stata testimone esperta in numerosi casi. È difficile perché, come ho detto prima, la maggior parte delle persone pensa che i culti siano religiosi e i tribunali non vogliono occuparsi di religione. Non vogliono toccarla affatto. Quindi è difficile in questo modo. Ma se si tratta di un gruppo religioso in cui hai un pastore o un guru o qualsiasi altra cosa, ci sono restrizioni contro i leader religiosi che sfruttano i loro seguaci. Quindi, se hai le prove per dimostrare il tipo di abuso sessuale o finanziario che può essersi verificato e se riesci a trovare un avvocato che è disposto a prendere il caso. Non ci sono molti avvocati che lo faranno, perché non sanno come affrontarlo o non pensano che che si avrà successo, quindi non accettano il caso.

Ma ci sono stati alcuni casi di successo. Intendo proprio ora, ad esempio, i Testimoni di Geova, ci sono un numero di casi sull’abuso sessuale di minori che si verificano in quel gruppo da decenni. Ci sono stati alcuni giudizi molto importanti contro l’organizzazione. Quindi non puoi andare in tribunale e dire: “Questo è un culto”. Non è illegale, per così dire, gestire un culto, ma devi trovare qualche tipo di altra attività illegale che puoi portare in qualche modo legale a giudizio.

Jeff Schechtman: Dott.ssa Janja Lalich, ti ringrazio tanto per aver trascorso del tempo con noi oggi.

Janja Lalich: Grazie. Grazie mille, Jeff.

Jeff Schechtman: E grazie per l’ascolto e per esservi uniti a noi qui alla radio WhoWhatWhy. Spero che ci seguirete la prossima settimana per un’altro podcast su WhoWhatWhy podcast? Sono Jeff Schechtman. Se ti è piaciuto questo podcast, sentiti libero di condividere e aiutare gli altri a trovarlo valutandolo e recensendolo su iTunes. Puoi anche supportare questo podcast e tutto il lavoro che facciamo andando su whowhatwhy.org/donate.

Fonte: https://whowhatwhy.org/2019/09/13/are-we-all-cult-members-now/?fbclid=IwAR0-3ZPNgl1RVKHt5yNhzUYBEZNUlbekTFCpf2QfoTONP9Ladr9fb-TazuI

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Torino. Evento su sette religiose in università, vittime non invitate: “Contro chi ha sofferto”. Organizzatori: “Bastava iscriversi”

 

 

Alla tre giorni organizzata Centro studi sulle nuove religioni (Cesnur) si è parlato, tra gli altri, dei casi del Forteto, del Mugello e di Damanhur, oltre che del libro “Nella setta”. Ma né gli autori né le vittime sono stati invitati

 

| 7 Settembre 2019

Un simposio di tre giorni all’università di Torino sulle nuove “spiritualità e religioni del terzo millennio” non va giù alle associazioni italiane anti-sette. Nel convegno, organizzato dal Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni) e che si conclude oggi, si è parlato infatti anche di realtà controverse come il Forteto, la comunità per minori disagiati del Mugello finita al centro di processi per i maltrattamenti e gli abusi sessuali che hanno coinvolto il suo “profeta” Rodolfo Fiesoli, e i suoi collaboratori. E non è mancata una visita guidata alla chiacchierata città-stato di Damanhur, alle porte di Torino, che vive nel culto del dio Horus e dove tutti gli abitanti si sono ribattezzati con nomignoli d’animale.

Un evento specifico ha riguardato il libro Nella setta (edito da Fandango e finalista al premio Piersanti Mattarella), scritto da Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni, che ha generato la proposta di due disegni di legge per contrastare il proliferare delle organizzazioni settarie. Si calcola che siano più di 500 in Italia, e circa 4 milioni i connazionali risucchiati, direttamente o indirettamente, in questi microcosmi. Solo che i due autori non sono stati invitati. “Troviamo fuori luogo che un’istituzione democratica e di formazione come l’università ospiti un evento senza contraddittorio. Ma il problema non è tanto nei nostri confronti – denunciano al Ilfattoquotidiano.it la Piccinni e Gazzanni – Nel corposo programma si è discusso pure di alcune organizzazioni borderline o già coinvolte in pesanti inchieste giudiziarie, senza sentire minimamente il bisogno di ascoltare la voce delle vittime, di chi ne è uscito devastato. Abbiamo saputo di quest’evento dalle decine e decine di telefonate e mail di fuoriuscite da diverse organizzazioni. Alcuni irritati, altri in lacrime”.

Proteste anche da parte dell’Aivs, l’Associazione italiana vittime delle sette: “Il Cesnur è una delle tipiche ‘cortine di fumo’ che hanno come fine quello di convincere l’opinione pubblica che certi fenomeni debbano considerarsi inesistenti o marginali. Ma nulla potrebbe essere più falso. Darsi come tema il ‘riesame’ del libro Nella setta senza invitarne gli autori, o discutere di associazioni anti-sette in loro contumacia, ha minato le basi stesse di questo convegno – ci dicono Francesco Brunori e Toni Occhiello, rispettivamente il portavoce e il presidente nazionale – E troviamo almeno singolare che l’università torinese si sia prestata, senza tenere conto dei fatti legati a condanne passate in giudicato”.

Sulla medesima lunghezza d’onda la psicologa Lorita Tinelli, fondatrice del Cesap (Centro studi abusi psicologici): “Ho ascoltato centinaia e centinaia di transfughi da gruppi abusanti. Voci che urlano dolore e restano il più delle volte inascoltate dalle istituzioni. Ritengo che seminari come quello di Torino non solo non rendono un servizio utile alla conoscenza scientifica del fenomeno, ma rinnegano la dignità di chi ha sofferto”. Come Sergio Pietracito, presidente dell’associazione delle vittime del Forteto: “È stata una setta distruttiva a tutti gli effetti. Le sentenze parlano chiaro”. Franca Roncarolo, direttrice del dipartimento di culture, politica e società dell’ateneo sabaudo, getta acqua sul fuoco: “È stato un convegno tipicamente accademico. Una riflessione non rivolta a un pubblico generico, ma destinata ad affrontare analiticamente, tra studiosi, i temi delle diverse forme di spiritualità e religioni”.

 

Questa la risposta al Fatto.it del professor Massimo Introvigne, fondatore e direttore del Cesnur: “Come in tutti i meeting accademici, è pubblicata mesi prima una call for papers, con un termine per rispondere. Chi desidera presentare comunicazioni o sessioni sottopone una domanda che è esaminata e accettata o respinta da un comitato scientifico. Nessuno è ‘invitato’. Non escludiamo esponenti ‘anti-sette’ e naturalmente nessuno sulla base della sua appartenenza a religioni o movimenti religiosi”.

Quanto all’inchiesta Nella setta, “se gli autori del libro avessero presentato una domanda con le formalità prescritte, sarebbe stata esaminata con gli stessi criteri delle altre”. A Introvigne chiediamo un bilancio a caldo su questa tre-giorni incentrata su temi, in certi casi, ambigui se non oscuri. “Direi che è che andata molto bene. La professoressa Martucci ha parlato del Forteto con toni durissimi, dipingendola come una ‘comunità abusante criminale’. Io non la conoscevo, ma posso testimoniare che i timori di una difesa d’ufficio della comunità creata da Fiesoli erano totalmente infondati – racconta ancora il patron del Cesnur – È vero che in quella sessione (una delle meno affollate) la dottoressa Di Marzio ha criticato il libro Nella setta ma, oltre alla Martucci, ha parlato il professor Germano Rossi dell’Università di Milano Bicocca, la cui posizione sulle ‘sette’ (termine che io non uso, ma lui sì) è molto critica”.

Introvigne dà appuntamento al 2020: “Confido che i critici possano partecipare, iscrivendosi per tempo, al nostro prossimo convegno che si terrà all’Università Laval di Québec City. So già che vi parteciperanno esponenti di InfoSecte, la più importante associazione canadese di vittime delle sette”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/07/torino-evento-su-sette-religiose-in-universita-vittime-non-invitate-contro-chi-ha-sofferto-organizzatori-bastava-iscriversi/5436614/

di Anand Chandrasekhar

shadow of a man

 

Sei preoccupato che qualcuno che conosci stia andando alla deriva dopo essersi unito a una setta? La linea di aiuto svizzera di Infosekta risponde ad alcune domande dei nostri lettori sull’argomento.

Susanne Schaaf di Infosekta – una linea di assistenza di Zurigo per coloro che sono interessati dalle sette – è di buon umore. Il suo ex collega ha appena vinto una causa contro i Testimoni di Geova presso la Corte Distrettuale di Zurigo. Il gruppo religioso aveva accusato l’ex dipendente di Infosekta di accuse diffamatorie nel 2015. I giudici hanno stabilito che le accuse erano serie ed erano supportate da ricerche concrete.

Noi non siamo giornalisti che hanno necessità di avere un equilibrio 50:50 a favore e contro i gruppi (Infosekta preferisce evitare l’uso del termine ‘setta’) ma assumiamo una posizione critica come un’organizzazione di protezione dei consumatori. Le nostre informazioni devono essere accurate e basate su letteratura scientifica, documenti interni, visite a gruppi problematici e resoconto di colloqui con le famiglie e con gli ex membri“, dice la Schaaf a swissinfo.ch.

I testimoni di Geova hanno rappresentato la maggior parte dei casi (110 su un totale di 716) trattati da Infosekta nel 2018, seguiti da YOU Church (35), Scientology (24), International Christian Fellowship (17) e il movimento Anastasia (11) . Le indagini di Infosekta nel 2018 hanno riguardato circa 350 gruppi, ma Infosekta monitora 66 gruppi religiosi ed esoterici problematici.

Cosa è una setta?

Da un punto di vista teologico, i gruppi settari sono percepiti come quelli che si discostano dalla Bibbia. Questo approccio non è utile a nostro avviso e abbiamo traccia di una vasta gamma di gruppi religiosi che coinvolgono le persone o generano problemi“, afferma Schaaf.

Molti di questi gruppi religiosi, specialmente quelli evangelici, non sono contenti di essere raggruppati assieme ai gruppi più esoterici. La Schaaf comprende che questi gruppi si considerano chiese libere e non sette. Ma lei insiste sul fatto che questi gruppi posseggono tendenze settarie.

A prima vista appaiono come qualsiasi gruppo biblico. Questo è un lato della medaglia e dietro di esso si trova un approccio in bianco e nero in cui  tu sei con noi e Dio, oppure sotto l’influenza di Satana“, dice.

Susanne Schaaf

Susanne Schaaf gestisce Infosekta con un budget annuale di circa CHF 150.000 con il sostegno del governo di Zurigo e donazioni private.
(Swissinfo.ch)

 

Come è organizzata una setta?

In Svizzera ci sono molti fornitori del mercato alternativo della visione del mondo. Non è quindi facile organizzare un gruppo di successo“, afferma Schaaf.

Secondo lei, un leader di gruppo ha bisogno di essere carismatico ed essere in grado di convincere le persone che lui o lei ha poteri spirituali speciali. Il leader deve presentare il suo insegnamento come qualcosa di unico, che è utile per risolvere tutti i problemi. Da un punto di vista pratico, è sufficiente creare un sito Web accattivante, trovare una piattaforma per predicare e riunire un gruppo che crede in te.

Economicamente la Svizzera offre una facile opzione per creare un’associazione (club in tedesco). Una volta creata, puoi fare domanda al Cantone per ottenere la deducibilità dalle tasse per le donazioni di beneficenza.

 

Chi aderisce ad una setta?

Secondo la Schaaf, ci sono più uomini nei gruppi con opinioni di destra e in quelli che propongono teorie complottiste o credono negli alieni. Gruppi esoterici come quelli che si concentrano sulla natura, l’auto-guarigione, l’energia, i cristalli o gli angeli hanno al loro interno più donne, sebbene i leader siano spesso uomini.

Molti membri di gruppi evangelici problematici hanno un passato di immigrazione dall’Africa e spesso cercano di convertire le persone dalla diaspora.

 

Come fanno le sette a manipolare la gente?

La Schaaf sostiene che si sforzano di eliminare ogni sentimento di dubbio sui principi e sulle azioni del gruppo.

Sostengono che sei libero di decidere, ma poi ti chiedono di riflettere attentamente sulla tua decisione. Alcuni affermano addirittura che i dubbi sono le tentazioni del diavolo“, aggiunge.

Le sette esercitano una pressione diretta e indiretta sui membri affinchè avvicinino amici e parenti al loro interno oppure per prendere le distanze se i loro cari non appartengono al gruppo. Ad esempio, i gruppi evangelici affermano che coloro che non sono rinati sono peccatori, anche se vivono una vita virtuosa. Ciò può causare difficoltà nelle relazioni sentimentali e nelle famiglie.

La manipolazione è anche usata per ottenere denaro dai fedeli. Alcuni gruppi chiedono ai membri di pagare la decima dei propri guadagni mensili per la realizzazione del piano di Dio. Le persone a volte danno più di quello che possono permettersi perché il leader dice che recupereranno ciò che danno dieci volte o centuplicando.

Quando le persone che entrano presentano problemi, i gruppi cercano di incolpare il risultato di fattori esterni o l’operato degli stessi membri. Questi gruppi controversi si propongono come punti di riferimento per come  essi devono interpretare le cose“, afferma la Schaaf.

 

Come si fa a liberare qualcuno da una setta?

La Schaaf consiglia vivamente di non reagire con rabbia o forti emozioni poiché i membri sono mentalmente in un posto diverso. Essere troppo conflittuali non è un buon approccio in quanto rischia di interrompere qualsiasi comunicazione.

Abbiamo avuto casi in cui i membri del gruppo bloccano i parenti sui social media e cambiano il loro numero di telefono perché non vogliono più affrontare discussioni noiose. Questa è la cosa peggiore che può accadere in quanto è importante essere il più vicino possibile in questa situazione“, afferma Schaaf.

Invece del confronto, è meglio farli parlare di ciò che sentono o fanno. Questo può aprire la porta a un dialogo.

 

Quanto dura il processo di affiliazione?

Per lasciare un gruppo una persona deve raggiungere un punto in cui non può più sopportare di essere lì, e che non gli importa qualunque cosa accada se va via. Non sappiamo quanto tempo può richiedere questo processo“, afferma la Schaaf.

Un ex membro Testimone di Geova è furuscito all’età di 60 anni dopo aver trascorso 40 anni al suo interno. Pertanto, la Schaaf raccomanda che parenti e amici riconoscano di non poter cambiare sostanzialmente la situazione nell’immediato futuro. Paragona l’esperienza di avere un parente con problemi di droga o alcol o un disturbo alimentare. Ci vuole tempo per superare una dipendenza.

È l’equilibrio tra raggiungere e mantenere una certa distanza per l’autoprotezione. Se sei troppo distante potresti perdere la persona e troppi contatti possono stressarti e danneggiare la tua salute“, afferma.

Il viaggio per uscire da una setta è un obiettivo a lungo termine con molti passaggi. Secondo la Schaaf, le tre cose principali che si possono fare come amici o parenti sono: mantenere viva la relazione, non giudicare e cercare di avere una comunicazione regolare.

 

Chi può essere d’aiuto durante una crisi?

La polizia non viene coinvolta poiché nella maggior parte dei casi i membri della setta sono adulti consenzienti. Uno dei rari casi di intervento della polizia è stato un raid sul collegamento esterno del gruppo Cherry Blossom vicino a Soletta nel 2015 in quanto sospettati di usare droghe psicotrope illegali come LSD, ecstasy e mescalina.

Oltre a chiamare la linea di ascolto di Infosekta, esiste un’opzione per unirsi a un gruppo di auto-aiuto composto da familiari e amici di membri delle setta, per condividere esperienze. C’è anche un gruppo di ex Testimoni di Geova per coloro che devono affrontare la vita al di fuori di quella comunità. Entrambi i gruppi si incontrano una volta al mese.

 

 

Fonte: https://www.swissinfo.ch/eng/problem-groups_how-to-rescue-a-loved-one-from-a-sect/45105024?fbclid=IwAR1FIq_OgiAcObLbslqRFa_wXFiSDNVH5JlwuvwZkV_Dg_uos5UbO9lSotE

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Traduzione di Lorita Tinelli

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3 miti comuni sul lavaggio del cervello

Posted by Lorita Tinelli on 15 luglio 2019
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Chiunque può essere coinvolto in una esperienza di lavaggio del cervello, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Ci riferiamo non al tipo di lavaggio del cervello comunemente riferito ai prigionieri di guerra. Piuttosto, accade nelle circostanze quotidiane, a persone molto intelligenti, nei luoghi più sicuri, in quantità così incrementali da essere difficilmente riconoscibile. Ogni volta che una persona mette da parte la propria sicurezza nelle mani di un’altra persona o organizzazione, esiste un potenziale per il lavaggio del cervello da lieve a grave. Ecco tre miti a riguardo.

Primo Mito: solo le persone deboli possono subire il lavaggio del cervello.
Verità: chiunque può essere sottoposto al lavaggio del cervello. Pensare che una persona sia immune agli effetti dannosi del lavaggio del cervello, la rende ancora più vulnerabile. Non dimenticherò mai la mio cliente cardiochirurgo che ha insistito sul fatto di non essere era stata maltrattata fisicamente nonostante i segni evidenti sul suo corpo. Ha detto: “Sono troppo intelligente per quello“. Era davvero intelligente, ma anche lei era arrivata a credere che fosse giusto che il suo compagno la minacciasse e le causasse danni fisici. Non lo è stato fino a quando non ha avuto una paziente con lo stesso problema che stavamo discutendo così alla fine si è svegliata dalla sua trance.

Suo marito le ha “fatto il lavaggio del cervello” per diversi anni affinchè ella credesse che la violenza fisica fosse accettabile. Cominciò a fare piccole cose come rompere o distruggere oggetti preziosi, poi intensificò facendo sparire le sue cose, così da “mancarle”. Alla fine, quando le sue mani hanno agito aggressivamente, ha giustificato tale incidente insistendo sul fatto che lei “lo ha provocato” perché egli era così arrabbiato. Poi si scusò profusamente dandole il resoconto del danno che voleva di $ 300. Ma il modello non si fermò, continuò a ripetersi e ad intensificarsi fino a quando un giorno, venne nel mio ufficio con l’idea di voler morire.

Anche lei credeva che solo le persone deboli o non intelligenti potessero essere sottoposte al lavaggio del cervello. All’inizio lui non riconobbe il suo comportamento violento come una forma di lavaggio del cervello fino a quando non lo affrontò con la verità. Nel disperato tentativo di riavere la sua vecchia moglie, continuava a ripetere le stesse cose ancora e ancora, ed anche svegliarla nel cuore della notte per continuare a tormentarla. Fu allora che si rese conto di averlo fatto durante il loro matrimonio. Ci sono volute un anno di sedute per annullare il suo danno, ma una volta libera, i suoi poteri persuasivi non funzionavano più e lei se ne andò.

Secondo Mito: la religione non lava il cervello.
La verità: Può capitare. Tutto ciò che viene preso nella forma estrema può essere una manifestazione di lavaggio del cervello, inclusa la religione. Un’altra mio cliente era stata indottrinata in un’organizzazione cristiana fondamentalista in giovane età. Ella credeva in tutto ciò che le insegnavano e seguiva felicemente tutte le regole. Ma un giorno da giovane, è stata violentata da un uomo che conosceva nel gruppo di fiducia. Quando ha raccontato tutto a un “consulente della chiesa” nel tentativo di ottenere aiuto, questi ha violato la sua privacy e lo ha raccontato  al pastore. In pochi giorni, fu immediatamente ostracizzata dal gruppo accusato per l’incidente di stupro.

Le è stato detto dai suoi anziani che “lei ne è stata la causa” perché non indossava gli abiti approvati dalla chiesa in quel momento. Quando ha protestato, gli anziani hanno affermato che l’uomo ha detto che lei era consensuale, che lei era venuta su di lui, e lui in un momento di debolezza ha ceduto alle sue richieste. Fu quindi accusata di aver dormito con altri uomini e di avere un cuore promiscuo. Molti degli uomini della congegazione affermarono che anche loro erano stati suggestionati da lei e che lei era colpevole di essere così attraente. Questi uomini, di cui si era fidata per tutta la vita, si rivoltarono contro di lei lasciandola sola e in uno stato di confusione. Le è stato chiesto dagli anziani di ammettere e chiedere perdono per aver affermato di essere violentata o di essere tagliata fuori dal gruppo per sempre.

Qualsiasi organizzazione, religiosa o di altro genere, che nasconda, minimizzi o rigetti i peccati dei suoi membri influenti, potenti o ricchi a scapito della salute o della sicurezza degli altri, opera il lavaggio del cervello. Questo è uno stato stratificato in cui alcuni membri di livello superiore sono esenti da punizione mentre i membri inferiori non lo sono. È un modo per incoraggiare i membri inferiori a giocare secondo le loro regole o rischiare di essere esclusi dal gruppo. Il lavaggio del cervello accade a tutti coloro che sono testimoni di questa parodia mentre iniziano a credere alle bugie e liquidano la verità.

Terzo Mito: il lavaggio del cervello è immediato.
La verità: il lavaggio del cervello richiede tempo, a volte anni per giungere alla piena realizzazione. Ancora un altro cliente è venuto da me nel voler salvare il suo matrimonio ma credeva che molto probabilmente queste fosse giunto al capolinea. Erano andati da numerosi terapeuti, ma niente funzionava, anzi, solo peggiorava. Sembrava che sua moglie stesse usando le informazioni che aveva raccolto dalla terapia contro di lui. Confuso, depresso e arrabbiato, credeva davvero che stesse diventando pazzo. Così ha cercato un aiuto individuale in un ultimo sforzo, pensando che sarebbe stato ascoltato se avesse parlato.

Anche mentre raccontava gli eventi degli ultimi 18 anni, i suoi pensieri erano confusi mentre si gettava dalle circostanze presenti al passato senza nemmeno fermarsi. Ci sono volute diverse sessioni solo per dare un senso a quello che stava dicendo e sebbene fosse chiaro per me, ci sono volute molte altre sessioni prima che fosse chiaro per lui. Sua moglie lo aveva illuminato a gas su un livello piccolo e grande. Era magistralmente fatto e calcolato per fargli credere che stava diventando pazzo, ma non lo era. La parte buona del vedere un terapeuta che tratta regolarmente gravi disturbi mentali è che posso riconoscere la cosa reale da un falso.

Per i principianti, consiglio di  guardare il vecchio film “Gaslight” per comprendere il concetto. In esso, il marito dice e fa cose per rendere la moglie completamente dipendente da lui e poi cerca di convincerla che sta diventando pazza, così da poter prendere i suoi soldi. Questo caso era lo stesso al contrario. La moglie del mio cliente avrebbe fatto piccoli commenti come, “Non hai detto che hai detto questo“. All’inizio, il mio cliente aveva protestato, ma poi si è buttato in un punto tale da cedere. Alla fine si è semplicemente fidato ciecamente di lei. Voleva che credesse che stava diventando pazzo per poter accedere a tutta la loro ricchezza. Proprio la settimana prima che si incontrasse con me, cercò di convincermi a far firmare una procura che le cedesse  tutto il patrimonio. Mentre metteva insieme i pezzi, poteva vedere che il suo gaslight era una forma di lavaggio del cervello che aveva impiegato anni per svilupparsi.

La migliore difesa contro il lavaggio del cervello è essere consapevoli di quanto si possa essere vulnerabili agli effetti. Le sottigliezze dell’abuso a lungo termine e del lavaggio del cervello possono trasformarti in una persona che non riconosci più. Ma non è mai troppo tardi per ricevere aiuto e cambiare la direzione della propria vita.

Fonte: https://pro.psychcentral.com/exhausted-woman/2019/07/3-common-brainwashing-myths/?fbclid=IwAR1_riULZYTKwyE_P8DYfYuhZ37MMcH4jvjqdzHcpkAdW-tbuPvRC7JK5x8

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

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di Steven Hassan

Questo è il mio primo articolo di rivista accademica peer-reviewed. La sua genesi è iniziata quando ho tenuto un discorso intitolato “L’anatomia dell’influenza indebita usata dai culti e dai trafficanti di terroristi per indurre impotenza e traumi, creando così false identità” al prestigioso Congresso del 2017 dell’Accademia Internazionale di Giurisprudenza e Salute Mentale di Praga. Ne ho parlato qui. Questo luglio, sarò presente al prossimo Congresso a Roma, in Italia. Presenterò un documento su un modello su come effettuare una valutazione forense per un’indebita influenza utilizzando il Modello di influenza sociale di Scheflin. Ho intenzione di scrivere un altro articolo di giornale su questo modello di importanza critica.

L’anno scorso, 1036 persone hanno partecipato a uno studio di ricerca online anonimo che ho fatto per la Fielding Graduate University con l’assistenza del mio professore Keith Melville e del mio mentore accademico Judy Stevens-Long insieme all’associazione Dare per effettuare ricerche quantitative su questioni inerenti ai culti distruttivi. Desidero ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti, specialmente quelli che hanno avuto il tempo di compilare il sondaggio. È stato utile sviluppare uno strumento per misurare aspetti di influenza indebita. Insieme al mio collega di ricerca, Mansi Shah, e con Michael Commons come mio collaboratore esterno ed editore, il seguente articolo è stato pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale. Elsevier è uno dei principali editori accademici del mondo, specializzato in informazioni scientifiche, tecniche e mediche. Ci è voluto più di un anno per passare attraverso il rigoroso processo di peer review. Sono felice di condividere questo articolo che è stato caricato su researchgate.net ed è disponibile per il download gratuito tramite ScienceDirect.

 

Articolo Peer-Reviewed

Hassan, S., Shah, M.J. L’anatomia dell’influenza indebita usata dai culti terroristici e dai trafficanti per indurre impotenza e traumi, creando così false identità. Etica, medicina e salute pubblica (2019) 8, 97-107 Elsevier Masson SAS. https://doi.org/10.1016/j.jemep.2019.03.002

Questa è la prima volta che Lifton, Singer, my BITE e Influence Continuum Models, così come Scheflin’s Social Influence Model (SIM), sono messi insieme in una rivista accademica. Lo studio ha mostrato una forte correlazione che la singola variabile travolgente, quella del controllo, descrive un gruppo o una relazione distruttiva. La ricerca ha utilizzato il modello BITE per aiutare a iniziare a identificare scientificamente le componenti più forti del controllo del comportamento, informazione, pensiero ed emozioni. Il risultato preliminare interessante è che il singolo componente più centrale è la paura della pena: reale – molestie, sfiducia, perdita di famiglia, lavoro, comunità; o creduta come nelle fobie di essere posseduto dai demoni, disobbedendo a Dio o al leader o all’ideologia, si va all’inferno, o il mondo finisce. Questo è solo l’inizio dei miei sforzi di ricerca accademica e svolgerò la mia tesi di dottorato su questo argomento. Spero che seguirà un libro per il pubblico.

Uno dei miei obiettivi principali è quello di espandere l’attuale definizione ristretta di influenza indebita, che è stata in gran parte limitata alla volontà e alla capacità testamentaria. È da lungo tempo che i sistemi legali di tutto il mondo riconoscono che gli esseri umani non sono agenti razionali e sono molto suggestionabili e vulnerabili alle inganni e alle pressioni di influenza sociale. Scheflin ha scritto un modello brillante che può essere utilizzato dagli esperti per aiutare a spiegare ai giudici e alle giurie un’influenza indebita. La mia speranza è di contribuire a far parte dello sforzo di sviluppare modelli che contribuiranno a promuovere i diritti umani e punire coloro che schiavizzano gli altri. Di grande interesse, di recente ho visto il termine influenza indebita utilizzato nella relazione di Mueller per quanto riguarda le accuse di ostruzionismo presidenziale della giustizia. In effetti, una forte differenza di potenza è una componente importante della persona con meno potere, sensazione che ha poca o nessuna scelta se non quella di essere leali e obbedienti all’altro.

Altro deve essere fatto. Se qualcuno sta perseguendo un dottorato o un master, è bene che consideri di esplorare questo argomento di influenza e controllo indebiti all’interno di gruppi malsani. Attraverso ulteriori ricerche, è possibile scoprire un modello più efficiente e di facile comprensione.
Si prega di leggere l’articolo. Di condividerlo. Gli apologeti e i leader dei culti hanno raccontato al mondo accademico, ai loro membri e al pubblico che non esistono ricerche scientifiche o documenti sottoposti a peer review che dimostrano che il lavaggio del cervello e il controllo della mente esistono. Vedi il blog qui. Questo non era vero prima del mio articolo, ma ora abbiamo una ricerca quantitativa condotta con un solido campione di ex membri del culto. Accolgo con favore le vostre risposte e domande.

Riassunto nell’articolo stesso

È necessario aggiornare il sistema legale per riconoscere l’uso dell’ipnosi e dell’influenza indebita che si verificano in tutto il mondo. I gruppi estremisti stanno ingannevolmente reclutando e indottrinando le persone per fare attacchi terroristici. I trafficanti di esseri umani si stanno preparando e usano tecniche di influenza sociale e ipnotica per creare schiavi del lavoro e del sesso. In questo articolo, una serie di concetti e modelli chiave saranno utilizzati per definire in modo più completo che il Disturbo Dissociativo del DSM-5 300.15: La Teoria della Dissonanza Cognitiva di Festinger, insieme a Robert Jay Lifton e al lavoro di Margaret Singer (1995) sono la base del modello BITE de controllo mentale (Hassan, 1988). Comportamento, informazione, pensiero e controllo emotivo sono le quattro componenti sovrapposte attraverso le quali gruppi distruttivi portano le persone ad essere obbedienti e conformi all’autorità. Un’identità settaria programmata viene creata attraverso un complesso processo di influenza sociale. Quella falsa identità domina la vera identità. L’etica e la moralità dell’influenza indebita sono comprese diversamente. In questo articolo, analizziamo le tecniche per abbattere la personalità esistente e creare una falsa o pseudo-identità. Vengono discussi il modello di controllo della mente Influence Continuum e BITE e gli otto criteri di Lifton per la Riforma del Pensiero; Scheflin’s Social Influence Model (2015) è presentato come uno strumento per analizzare un’influenza indebita in un contesto legale e forense. A supporto dell’ipotesi qui presentata, è stato condotto un sondaggio anonimo di ricerca online che ha coinvolto 1033 partecipanti per raccogliere dati riguardanti variabili specifiche del modello BITE, nel tentativo di sviluppare uno strumento che potrebbe essere utile per determinare aspetti chiave di influenza indebita.

Fonte: https://freedomofmind.com/the-anatomy-of-undue-influence-scientific-study-and-elsevier-journal-article/?fbclid=IwAR0FXaMu2c4i7V5OBlarBf5PbN5ze0I-kRrAdjJe9T7JfHOpn9eV4wm3TuQ

Traduzione di Lorita Tinelli

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Creative Commons License Pubblicazione di uno studio scientifico sull’Anatomia dell’influenza indebita is licensed by Lorita Tinelli under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 United States License.